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Io vi devo ringraziare.
Tutte e tutti. Grazie.
Finiamo qui. Oggi chiudiamo.
Lo so.
Abbiamo dato l'anima per catturare Matteo Messina Denaro
abbiamo rinunciato a stare vicino alle nostre famiglie
abbiamo fatto sacrifici che noi sappiamo quanto ci sono costati.
Il tempo che non ritorna con figli, mogli e mariti.
Abbiamo costretto tutte e tutti noi le persone che abbiamo più a cuore
a fare la nostra stessa vita assurda.
Perché ?
Perché amiamo questo lavoro.
Perché amiamo l'idea...
Porca puttana.
Amiamo l'idea di stare qua
a difendere lo Stato e le istituzioni
da chi li vuole avvelenare.
Quelli come lui, che cercano di imporre la legge del più forte
seminano morte, violenza, dolore
che non si fanno scrupolo poi ad ammazzare non solo i rivali
cioè noi delle forze dell'ordine e gli altri mafiosi
ma fanno strage, impunemente, di innocenti
uomini, donne e bambini.
Ci credevamo, lo so.
Credevamo di poterlo catturare.
Non soltanto di catturare un uomo
ma soprattutto di poter distruggere per sempre
il mito che gli si è costruito attorno.
Solo che quello che non potevamo sapere
è che non l'avremmo mai preso
perché in mezzo a noi...
c'è un traditore.
Come se non fossero bastate le centinaia di persone
che in trent'anni di latitanza
hanno contribuito a renderlo invisibile.
Questa volta ci si è messo uno di noi
che sta qua !
Uno dei nostri !
I vertici da cui si sfila all'ultimo secondo
le nostre ambientali scoperte così, senza spiegazione.
Sapete chi è il traditore ?
- Tu paghi tutto. Tu ci spieghi tutto adesso. - Lucio, aspetta.
Paghi il sangue che ci hai fatto perdere !
- Eri un fratello, merda ! - Non è così, Lucio !
Adesso ti interroghiamo, devi parlare con noi !
- Lucio, te lo giuro, non è così. - Sei veramente una testa di cazzo.
Il tempo che ci hai fatto perdere ! Eri un fratello, merda !
- Non è così. - Stai zitto.
Lucio...
Basta.
Da quanto tempo ?
Da quanto tempo ci sei dentro ?
Dottore, io...
- Io mi vergogno. - Non me l'aspettavo proprio da te.
Dopo Sancho sei quello con cui ci conosciamo da più tempo.
Se non c'erano gli altri prima, non so come finiva con te.
L'unica cosa che puoi fare adesso è dare a noi delle informazioni.
L'hai mai incontrato Messina Denaro ?
-Ci metti troppo tempo a rispondere. -No.
Lucio, non l'ho mai incontrato. Qui ci sono i numeri.
Io li sentivo al telefono, non li ho mai visti.
Perché l'hai fatto ?
- Per i soldi. - Per i soldi...
- Quanti te ne davano ? - Cinquemila, diecimila.
- Dipendeva dall'informazione. - Dove sono quei soldi ?
Con chi li hai spesi ?
Non l'hai fatto per noi, e per chi allora ?
Non ti bastava sperperare lo stipendio con il gioco
e farmi spaccare la schiena per crescere i picciriddi
ti sei venduto pure i tuoi amici.
I tuoi colleghi.
Anche la tua dignità. E adesso ?
Adesso che vai in galera noi come viviamo ? Io e i bimbi.
Che fai, non parli ? Sei una merda.
Ci hai messi in mezzo a una strada.
E' quello che sei veramente
lo capiranno anche i picciriddi tra qualche anno.
Va bene, cominciamo dall'inizio.
Quando è avvenuto il primo contatto ?
Che cosa sanno loro di noi ?
Vi ho fatti salire per una necessità operativa urgente
dobbiamo cambiare la nostra modalità di intervento, subito e radicalmente.
Purtroppo a causa di quello che è successo
l'Invisibile conosce i nostri metodi, non possiamo più operare come prima.
La prima cosa che faremo sarà montare un'antenna
sul monte Catalfano, sopra Palermo
perché abbiamo bisogno di dialogare direttamente con il satellite
per amplificare la portata di tutte le ambientali già esistenti
così in un istante amplieremo il nostro raggio d'azione
a livello di copertura senza dover montare nuove spie.
Purtroppo questa cosa non la possiamo fare noi
la faremo fare a un reparto specializzato dell'arma.
Per motivi che potete immaginare
mi sarebbe piaciuto tenere queste informazioni solo per noi
ma, tant'è... Una volta fatta... - Colonnello.
Lo faccio io.
- Lo fai tu ? - Sì, Colonnello.
Sono appassionato di montagne, amo scalarle. Lo facciamo noi.
- Non ha bisogno di chiamare nessuno. - E' montanaro.
Montanaro grazie, però non si può fare.
E' troppo rischioso. Si tratta di andare lassù
trovare il punto più alto, montare l'antenna. No, troppo rischioso.
Colonnello, qua si tratta di onde.
E' tutta la vita che aspetto un momento così.
Si fidi di me, non la deluderò.
Ram ha ragione, Colonnello. Solo lui lo può fare.
Ovviamente non lo lasciamo da solo. Lo accompagno io.
Vai, hai vinto una gita in montagna.
- Su, organizzatevi. - Sì. - Al lavoro !
Se vuoi, posso accompagnarlo pure io.
- No, tu mi servi qua. - Sì.
Fuori da questo albergo, subito !
Tu qui non ci metti più piede, è chiaro ?
Mi scusi, un'informazione.
- Ha visto quel signore là ? - Ma chi ?
Ti puoi rilassare un po ?
Insomma, non è il posto più adatto per rilassarsi, ciccia.
Non è il posto più adatto per rilassarsi, ciccia.
- Colonnello. - Non badare a me.
Le posso presentare la mia ragazza, Benedetta ?
- Benedetta. Buongiorno, Colonnello. - Molto piacere.
Sono venuta fino a qui perché me l'avete sequestrato.
Oddio, non direi sequestrato
direi piuttosto che stiamo provando a dividercelo.
Almeno fate a turno, non litigate.
Colonnello, in realtà io non lo vedo mai.
Anche di questo si potrebbe discutere
perché a me risulta che tu l'abbia visto di recente.
Al nostro Colonnello non sfugge mai nulla.
Benedetta, nella vita è tutta una questione di onde, di aria.
Lo sapevo che prima o poi sarebbero entrate nella conversazione.
Restate qui quanto volete.
Benedetta ha fatto un lungo viaggio per venirti a trovare.
- Grazie. - Grazie, Colonnello. Agli ordini.
Basta !
Dai che ci vede.
Io mi chiedo qual è la differenza tra le arancine e i supplì.
Le arancine sono tonde, i supplì sono piccoli.
- Tu quali preferisci ? - I supplì.
"Unn'è".
Senti, ma perché mi hai voluto portare fino a qui ?
Perché così finalmente siamo vicini alle tue onde.
Poi perché ti vedo gli occhi belli illuminati.
Hai avuto una bellissima idea.
- Sì ? - Sì, mi hai reso felice.
Anche perché ho una buona notizia, anzi bellissima notizia da darti.
Anch'io ho una bella notizia da darti.
Ah, sì ? Va bene, comincia tu allora.
- No, prima tu. - Prima tu.
- Prima tu. - Va bene, d'accordo.
- Te lo dico, la mia è grossa. - Vai.
Domani abbiamo un'operazione importante.
Mi hanno messo al centro dell'azione.
- Quindi ? - Quindi...
il giorno dopo me lo prendo solo per te.
Libertà assoluta, niente fughe, solo noi.
- Una giornata intera ? - Sì.
- Senza onde ? - Senza onde.
- Senza imprevisti ? - Senza imprevisti.
Adesso però tocca a te.
Che fai ?
(sottovoce) Sono incinta.
Che sei te ?
(sottovoce) Sono incinta.
Sei incinta ?
Questo però va urlato. Beh.
(urlando) Mare ! Onde ! E' incinta !
[URLANO]
- Guarda che non è tuo. - Scema di guerra !
Senti, ma quella ragazza che ti è venuta a trovare
è la tua fidanzata ? - Sì.
- E' bella. - Grazie. - E' figlia unica ?
No, ha una sorella gemella. La vuoi conoscere ?
Che c'entra ? Uno non può fare una domanda ? Chiedevo così.
- Che è ? - E' Benedetta, è incinta.
Che minchia dici ? Me lo dici così ?
- Congratulazioni, papà ! - Grazie.
Ora sì che sentirai le onde
ma alle tre di notte dal baby monitor. - Sì.
- Se è femmina come la chiami ? - E se è maschio ?
Se è maschio, Alfa. Romeo.
Che scemo che sei. Fammi lavorare, dai.
Senti, ma avresti una foto di questa sorella di Benedetta ?
Stavo scherzando, non c'è nessuna sorella gemella.
Ah, scherzava lui !
Bravo, prenditi gioco dei sentimenti degli altri.
- Prova radio da Dago a Ram ! - Ma che, sei matto ?
Dovevo provare. Direi che mi senti.
[TUONI IN LONTANANZA]
Certo, potrebbe andare peggio, potrebbe piovere.
Ram, tutto bene ?
Tutto bene ! Sto lavorando !
- Ram, che succede ? - Ho perso il casco.
Ma va tutto bene ! Sto mettendo l'antenna.
Ho fatto.
Cazzo.
Fin da quando ero piccolo ho sempre amato i computer
mio padre mi diceva sempre
che non staccavo mai gli occhi da quel maledetto schermo.
La verità è che a me affascinava la materia di cui è composta l'aria.
E' piena di messaggi, segnali, informazioni
e io volevo capire come decifrarla.
[SUONERIA DEL CELLULARE]
Avanti, Dago.
Colonnello, c'è stato un incidente.
Per questo sono finito qua
perché alla fine quello che faccio nei ROS è la stessa cosa
sento quello che gli altri non sentono
e trovo quello che gli altri non vedono.
- Basta ! - Grazie, Colonnello. Agli ordini.
Colonnello, c'è stato un incidente.
E' morto Ram.
Merda ! Merda ! Merda ! Merda ! Merda ! Merda ! Merda !
Merda. Merda. Merda.
Oh, Lucio !
A Ram, così ti chiamavano tutti e così continueremo a chiamarti.
Non avrei mai pensato di trovarmi qui oggi
davanti a chi ti ha amato, a piangerti.
Dicevi sempre che l'aria che ci circonda
non è fatta soltanto di aria.
E' fatta di onde.
Milioni, miliardi di onde
che viaggiano attraverso lo spazio e raggiungono ogni angolo della Terra
Questo noi lo sappiamo perché Giorgio ce lo diceva sempre.
Forse aveva ragione, per lui erano la vita stessa
imprevedibile, ma sempre vera.
Per coglierne una di queste onde, per portare un segnale più lontano
ci ha lasciato.
Giorgio Manca era generoso, testardo. Era infaticabile.
Era uno che non si tirava mai indietro
era uno che amava questa divisa più di qualunque altra cosa.
Era uno di noi.
Noi non lo dimenticheremo.
Oggi mi sento svuotato
non avrei mai pensato di perdere uno dei miei uomini
né tanto meno lui, il più giovane e generoso
quello che non diceva mai di no.
Siamo qui per dirti grazie per quello che hai fatto
per come l'hai fatto e per l'esempio che ci hai lasciato.
Questo voglio dire a tutti voi che l'avete amato così tanto
che se aveva ragione lui, ed è vero che le onde non si fermano
allora anche la sua voce ci raggiungerà ovunque saremo
e non ci lascerà mai.
La messa è finita, andate in pace.
Questi sono gli effetti personali di suo figlio.
No, no.
Signora, Giorgio era un ragazzo straordinario. Straordinario.
Colonnello, lui era molto felice di lavorare con lei e la squadra.
Mi ha detto che era molto importante per lui quest'operazione.
Infatti l'ha portata a termine.
Il prezzo che ha pagato è troppo alto.
Soprattutto per te.
Lucio, qualsiasi cosa abbia bisogno la famiglia, non esitare a chiedere.
Certo, nel frattempo stiamo facendo di tutto
perché non trapeli la vera ragione per cui stavano lassù.
Non vogliamo che il Maresciallo Manca sia morto invano.
Non ti posso nascondere
che questo incidente sarà usato contro di te.
Sto cercando di resistere con tutte le mie forze
ma ho tante pressioni per destituirti.
Se tu mi informi sui tuoi movimenti da qui in poi
mi aiuterai a trattenerli. - Signor sì, signor Generale.
Lei ha scelto di affidare a un suo uomo
l'installazione dell'antenna sul monte Catalfano
senza coinvolgere i reparti tecnici dei carabinieri. Perché ?
Recentemente c'è stata una fuga di notizie, una talpa nella squadra.
Non potevo permettere che qualcuno al di fuori dei miei collaboratori
sapesse dell'operazione. Ecco perché ho deciso
che a occuparsene sarebbe stato uno di noi.
Ha mandato Giorgio Manca, detto Ram.
In quota, con un'allerta meteo in corso.
Non era da solo, c'era Dago con lui.
Ram si è offerto spontaneamente per questo lavoro.
Era uno dei...
Era uno dei miei uomini migliori.
Un vero genio nel campo delle trasmissioni
e delle intercettazioni ambientali. Ho accettato che fosse lui a farlo.
Quindi era consapevole dei rischi ?
Uno nella mia posizione deve esserlo sempre, no ?
No, Colonnello. Qui non parliamo di un rischio qualsiasi.
Lei ha forzato le procedure, ha agito fuori protocollo.
- Adesso un uomo è morto. - Sì.
Possiamo anche aggiungere
che io ho perso uno dei ragazzi a cui ero più legato.
Ram non si tirava mai indietro.
Ha pagato il prezzo più alto in assoluto
per un rischio che conosceva benissimo
perché qui la vita la rischiamo ogni giorno.
Sì, la rischiamo tutti, ma lei questa volta è andato oltre.
Qualcuno dovrà risponderne.
Io sono sempre qui, al mio posto di lavoro
pronto a rispondere di tutte le responsabilità del caso.
Adesso, se non vi dispiace, ho molto da fare. Buon lavoro.
- Vi ringrazio per tutto. - Colonnello.
Purtroppo ci sono diverse omissioni di articoli vari
lei conosce la legge meglio di me. Quello che vorrei sapere
è come mai un suo uomo si trovava su un sito non autorizzato
per installare un'antenna clandestina.
Io spero si renda conto della grave omissione.
Per carità, non le farò certo una ramanzina
ma lei sa a cosa andrà incontro.
Comunque analizzeremo i dati e le faremo sapere.
- Buon lavoro. - Grazie.
- Arrivederci. - Arrivederci. - Arrivederci.
Maria !
- Ehi. - Ehi, che ci fai già qua ?
Ho bisogno di stare a casa. E' stata una giornata molto pesante.
Mi hanno interrogato per due ore.
Mi hanno fatto a pezzi.
Che vogliono ?
Vogliono un capro espiatorio, forse io o forse no.
L'aria è quella.
Io ho deciso di restare.
Non vuoi più andare a Milano ?
No, non ci vado a Milano.
Anche se sarebbe stato un bel cambio per me e per i bambini.
Non possono vedere nessuno
hai paura che si infilino nelle famiglie sbagliate
e hai ragione.
Milano era anche questo.
Poter respirare un po' tutti.
Ma dopo Ram...
e dopo Anna.
- Lucio, se ti succedesse qualcosa, non me lo perdonerei mai. - Ehi...
Ascoltami, so quanto è importante per te questo trasferimento
e anche per i bambini può essere una buona cosa
non ti devi preoccupare di me. - No, Lucio. Non è il momento.
Tu hai bisogno di me.
E noi abbiamo bisogno di te.
Mi hai detto che è questione di tempo.
O lo prendi o ce ne andiamo.
In un'altra caserma, in un'altra città.
Io ti aspetto, Lucio. Noi ti aspettiamo.
- Ciao, Lucio. - Ciao.
Scusa il ritardo, ho avuto una riunione infinita.
- Nessun problema. - Il Generale ha avvisato la magistratura
e hanno incaricato me di seguire la dinamica della morte di Ram.
Io mi sento in colpa solo per avergli dato retta.
E' lui che ha insistito per montare quest'antenna maledetta
e io gli ho detto di sì. - Ecco qua. - Grazie.
Comunque non ho niente da nascondere.
Lucio, so benissimo come si sono svolti i fatti
non ho bisogno di aprire un procedimento, basta la relazione.
Ho anche detto al Generale che è meglio non farne un caso.
E' una storia dolorosa, non tiriamola per le lunghe.
Anche perché se la stampa ci mette il naso
rischiate di trovarvi un polverone inutile.
Grazie. Grazie per l'amicizia, per la riservatezza.
Ad ogni modo, sono a disposizione.
Il Generale ha detto anche un'altra cosa.
- Cioè ? - Che sta pensando al dopo.
Tra poco scade l'ultimatum re sta valutando dove trasferirti.
Dal suo punto di vista ha ragione, però il tempo scorre.
Se il Generale vuole risultati, si deve rassegnare ad aspettare.
- Non si acchiappa un fantasma in due mesi. - Sono trent'anni.
A questo punto, i risultati sono l'unica cosa che conta.
[NOTIFICA DEL CELLULARE]
Ecco qua, è Lucia.
Giove ha deciso di collaborare, vado da lui in carcere.
- Mi raccomando. - Grazie.
Luca.
Il Procuratore ha detto che avevi urgenza di vedermi.
- Sì, è vero. - Prego, siediti.
Io vorrei collaborare.
Ho paura, non per me.
Per la mia famiglia.
Ti possiamo offrire protezione, è il nostro lavoro.
Al cento per cento ? Garantite per la mia famiglia ?
Per tutte le persone che ho fuori ?
Mi garantite protezione al cento per cento ?
Luca, noi seguiremo la procedura.
Il cento per cento però non esiste, lo sai.
Il cento per cento non esiste.
Allora ?
Io conosco i modi, i mezzi.
Mi dispiace, ma non mi fido.
Se hai deciso di non collaborare, allora questo colloquio finisce qua.
Non sto cercando scuse.
Ho passato informazioni alla mafia.
Ram è morto anche per colpa mia.
Da allora non riesco più a respirare.
Ho chiesto il programma protezione per la mia famiglia
ma so che non sarà al sicuro comunque.
Forse me lo merito, non so più chi cazzo sono.
Un ex carabiniere, un traditore. Che cazzo sono io ?
Ti ho chiesto di venire qui da me
per ascoltarmi.
Io da solo non riesco più a farlo, e chiedo perdono per questo.
Io non sono un prete.
Sono un magistrato, cerco la verità.
A ciascuno il suo.
Se decidi di collaborare, sai dove trovarmi.
Nicolò, ti conviene scendere a patti con noi.
L'impresa è tutta la mia vita. Non ve la cederò mai.
Va bene, a ognuno il suo. Ti saluto.
- Amore, ma che voleva ? - Che ne so ?
Condoglianze.
Siamo sotto casa della sorella, aspettiamo che esca.
Non possiamo commettere errori.
- Che stai facendo ? - Passo il tempo.
Cerco di fissarmi la sua faccia nella testa.
Questa cosa dei disegni da chi l'hai presa ?
Da mia madre. Era un'artista ? Pittrice.
Era brava, aveva un segno ! Un tratto, minchia, preciso.
Mi ha trasmesso tutto lei.
Sta uscendo.
Inizio pedinamento.
Allora ? Ci sei ?
- Sì, Colonnello. - E' successo qualcosa ? Sei strana.
Mi scusi, è tutto a posto.
Sancho a ditta.
Madama è entrata nel casco, farà un'immersione di 60 minuti.
Mettete i fiori più vicino possibile ai vasi. Passo.
Ricevuto. Ora consegniamo i fiori.
- Le telecamere, Dago. - Crashate, ora.
Salve, signora Rosalia, siamo i tecnici di Siclink.
Signora, siamo venuti a fare quel lavoro.
- Ci fa entrare ? - Entriamo noi.
Vai prima tu.
Ha lasciato la finestra aperta.
- Lupo a Dago. Ispezione visiva. - Dago a Lupo. Ricevuto.
Vai, amico mio.
Vedi che furba ? Ha messo il cuscino davanti alla porta.
- Il vecchio trucco del cuscino. - Aspetta.
Così lo rimettiamo come prima.
- Nikita mii vedi ? - Ti vedo, cretino.
Prenditi questo bacino.
Che zanzara maledetta.
Guarda, gli hanno levato la faccia a questo fantasma di 'sta minchia.
Sai cosa facciamo la prossima volta ?
Ci mettiamo uno dei tuoi disegnini.
Identikit, Dago. Amunì, sbrighiamoci.
- Aspetta. - Che c'è ?
C'è qualcosa.
Un pizzino.
Fotografate, fotografate tutto.
- Avevo un appuntamento. - Signora, si calmi.
Cosa ? Io dovevo arrivare e dovevo sedermi.
Sancho a Ditta, Sancho a Ditta.
Madama è uscita fuori di testa. Presumo stia tornando.
Avete 5 minuti per mettere a posto i vasi.
- Chiudi, chiudi. - Ma come 5 minuti ?
Vattene, vai.
Abbiamo bisogno di altri 10 minuti per i fiori
altrimenti si seccano.
Andate in culo. Sono 30 minuti che dovete innaffiare questi fiori.
Non ce li avete 10 minuti.
[CLACSON]
Un attimo.
Che facciamo ?
Per la miseria.
Ha ragione, scusi, mi si è fermata.
- Un minuto. - Un attimo.
Ci mancava questo scemo stamattina.
[CLACSON]
- Ci sono, eh. - Veloce. - Aspetta, aspetta.
Un minuto, signora.
Lei non può bloccare la strada così.
Lo so che non posso bloccarla.
- Si deve levare, ha capito ? - Mi faccia provare.
Ma che cosa suonate ?
Niente, è la batteria, signora.
Gli si è fermata la macchina.
I fiori sono innaffiati.
- I dottori hanno finito. - Metto a posto.
Ma veramente...
Non si muove. Spingiamo, forza, spingiamo.
- Basta che se ne vada. - Facciamo subito, si calmi.
Piano, piano, brava.
Non ce la faccio, signora. Che devo fare ? E' pesante.
- E' un catorcio questa macchina. - Guardi.
Un po' di pazienza, mamma mia.
- Piano piano. - Questa cosa inutile doveva capitarmi.
Ecco, brava.
Arrivederci.
- Ora potete passare. - Sì, sì, possiamo passare.
Siamo fuori.
Vai. Bravi ragazzi, dai.
- Veloce. - Ho fatto. - Veloce.
Eccola.
- Figli di puttana. - Perché si incazza ?
Figli di puttana.
Ha messo il filo alla porta e non se ne sono accorti.
Ora io vi mostro
perché l'operazione è riuscita al 90%
e per il 10%, ma il 10% pesante
siete minchione 1 e minchione 2.
Signore e signori, va in scena
il vecchio trucco del filo, guarda.
Lo vedi ? La buona Rosalia cosa fa ?
Attacca un filo tra stipite e porta
così, se quando rientra si è staccato
qualcuno si è introdotto nella sua abitazione.
Questo ve lo dico per la prossima volta
per non ripetere le stesse cazzate.
Ho capito, ma adesso non parlerà più.
Parlerà, non parlerà, non ce ne frega più un cazzo.
Questo è il frutto che doveva cadere. E' una svolta.
Vediamo di capire che cos'è.
Io ho trovato il cuscino, il filo potevi trovarlo tu.
Proprio perché hai trovato il cuscino
non potevi vedere il filo ? - Tutto io
devo fare ? - Ma se l'ispezione visiva l'ho fatta io.
- Chi è stato l'ultimo a uscire ? - Sempre io.
E' incredibile.
Vede qua ?
Questa è una massa tumorale che preme sul cervello.
Io consulterei un oncologo.
Io, ora, non posso andare dall'oncologo.
Ho un sacco di cose da fare.
Posso andare tra qualche settimana.
Prima lo fa, meglio è.
"Xal" e "Tin"...
noi, su queste lettere, abbiamo fatto una ricerca.
Potrebbero stare nella parola "oxaliplatino"
un farmaco chemioterapico che si usa per il tumore al colon.
Lo spazio tra "xal" e "tin è abbastanza per "ipla".
Il che tornerebbe con la confezione dei farmaci bruciata
trovata a casa della Mesi.
In più abbiamo queste tre lettere
"O-P-E"
accanto a due date
il 13 di novembre del 2020 e il 4 di maggio del 2021.
Potrebbero stare per "operarsi".
- La TAC è del 14 ottobre 2021. - Esatto.
Messina Denaro è malato e si sta curando.
La sorella è scoppiata a piangere nella città fantasma con Luppino.
E recentemente, qualche giorno fa
Sancho ha incrociato Rosalia in chiesa.
Era davanti al confessionale e piangeva.
Sancho è convinto che dentro al confessionale ci fosse lui.
Stavolta tagliare gli alberi potrebbe essere servito.
Ora, se lui davvero ha fatto e sta facendo
questo tipo di esami diagnostici e di interventi
cioè esami e interventi oncologici
sarà entrato nel radar del sistema sanitario nazionale.
Qualche traccia di lui in un database dovrà pur esserci.
Sicuramente non col nome Matteo Messina Denaro.
Proviamo con lo SDO.
- Lo SDO ? - Lo SDO sta per
"schede di dimissione ospedaliera".
Contengono informazioni su ricoveri, operazioni.
Queste informazioni sono trasferite in una banca dati
gestita dal Ministero della salute.
E' come cercare un ago in un pagliaio
però escluderei che si stia facendo curare all'estero.
Ha difficoltà a muoversi da sano, figuriamoci da malato.
- E' in Italia. - Lo penso anche io.
Ti do il numero di una dottoressa molto brava
e molto riservata.
E' anche molto bella.
Anche noi limitiamo al massimo le comunicazioni
solo le notizie importanti.
Non chiamarmi per sapere cosa mangio a cena, come stanno le mie figlie
perché stiamo bene.
Resisterò per un po', dai.
- Buona fortuna. - Anche a te.
Grazie.
Mi ha detto che si tratta di un'indagine piccola
ma molto delicata. - Esatto.
In che modo la SDO potrebbe aiutarvi ?
Dottoressa, stiamo indagando su infiltrazioni mafiose
all'interno del sistema sanitario
però non posso dirle di più. - Capisco.
Avverto già
che nella SDO non ci sono nomi e cognomi. - Lo immaginavo.
Ogni paziente è identificato da un codice univoco
una stringa di 50, 60 lettere e numeri.
Per risalire ai pazienti, c'è una pratica da seguire.
Il vero problema è
che la SDO contiene milioni di schede ospedaliere
divise in settori
farmaci, ricoveri... sono svariati terabyte da vagliare.
- Serve un criterio per restringere il campo, ci vorrà tempo. - Certo.
- Mi dia almeno 24 ore. - Dodici, magari, dottoressa.
Scherzavo.
Grazie.
Nikita.
C'è pure questa.
Nikita quest... Nikita ?
- Nikita ! - Nikita, che cazzo hai fatto.
Nikita !
Aiutatemi, ragazzi.
- Nikita ! - Qui dai Ros di Bocca di Falco
abbiamo urgente bisogno di due gazzelle e una macchina.
Dobbiamo correre in ospedale. Una collega sta male.
Prendi la macchina. Nikita, non fare scherzi.
- Stai con me. - Veloce, veloce. - Corri.
Dai, dai.
Non fare scherzi, Nikita.
- Andiamo, andiamo. - Dai, dai.
Vai, vai.
Seguiteci.
- Colonnello. - Che è successo ?
E' svenuta, non riprendeva più conoscenza.
Dottoressa, il colonnello.
- Colonnello Gambera. - Dottoressa Caruso.
Dobbiamo fare degli accertamenti accurati
ma bisognerà rimuovere la massa tumorale
che le sta comprimendo il cervello.
Soffriva di capogiri da tempo.
Grazie, dottoressa.
Niki.
Perché non ci hai detto niente ?
Almeno a me, il tuo superiore.
Potevi dirmelo.
Perché non ti sei fidata ?
Avevo paura.
- Di che ? - Di essere messa da parte.
Niki, ci hai nascosto una cosa enorme.
Comunque adesso
devi pensare a curarti, va bene ?
Colonnello, dica che posso tornare.
No, non ne parliamo proprio ora. Ora devi concentrarti su di te
sulle cose che devi fare per guarire.
Non ti lasciamo sola.
Ci vedrai tutti quanti.
Siamo con te.
Grazie.
- Buonasera. - Buonasera. - Prego.
Il professor Terzilli.
- Prenda il numero e vada al terzo piano. - Grazie.
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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