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Cosa pensi ?
Alle onde.
Ancora le onde.
Le ho sentite prima che tu arrivassi, sai ?
Un segnale forte e chiaro. Come se annunciassero il tuo arrivo.
Ti hanno dato al cervello le onde, eh ?
[TELEFONO]
Ecco le tue onde.
Ram.
Sì, sto arrivando. Scusa.
Tu non vai da nessuna parte.
- Devo andare o mi fanno fuori. - Allora ti faranno fuori.
Aspettami.
Stiamo migliorando.
Stavolta, oltre al ritardo, non si è fermato all'ingresso.
Ho dovuto spiegare che l'imbecille in moto è della mia squadra.
- Ti stiamo cercando da due ore. - Dove sei stato ? La verità.
Se tiri in ballo la famiglia, te ne vai a fanculo.
Sei fuori dall'indagine e ti faccio sbattere dentro.
Ero a casa con la mia fidanzata, mi è venuta a trovare.
Non dovevo, ma non ci vedevamo da tanto e ha preso un aereo.
Perché non l'hai detto prima ?
Anche gli altri stanno lontani dalle loro famiglie.
- Mi dispiace. - Lei adesso dove sta ?
A casa.
Vabbè, chiamala.
Fai una videochiamata.
Lascia stare. Ti credo.
Sai cosa vuol dire ? Che mi fido di te.
Che metto la mia vita nelle tue mani, capito ?
Non è un gioco. Non è un gioco, ragazzino.
Non farmi cambiare idea. Vai.
Vai !
La storia della talpa mi sta facendo impazzire.
- Se non fosse uno di noi ? - Ne saremmo tutti felici, Sancho.
Dobbiamo fare questo. Verificare ogni dettaglio e sospetto.
Domani esce Francesco Luppino, braccio destro di Messina Denaro.
Sicuramente lo contatterà.
Voglio che lo segui tu. Da solo.
- Da solo ? - Ti devo rispiegare perché ?
No. Da solo.
Luppino sta uscendo dal carcere.
Lo sta prelevando un gregario.
Stagli addosso.
Sancho a Lupo. Aggancio il soggetto.
Inizio pedinamento.
Oh !
Ram a Lupo. Madame è uscita dal castello.
- I suoi cavalieri galoppano con lei. - La luce corre veloce.
Sancho a Lupo. Seguo Luppino.
Modello 500L bianca, targa FE 379 WK.
Stiamo andando su Viale Marino in direzione aeroporto.
- Lupo a Sancho, ricevuto. - Ram a Lupo.
Noi procediamo in direzione nord su Via Palermo. Passo.
Lupo a Ram. Aggiornatemi.
Sancho a Lupo. Direzione Mazara del Vallo.
(radio) Ram a Lupo. Ha svoltato a sinistra
sulla Provinciale 233, verso i monti.
Questi vanno a incontrarsi.
Giove, tu con Nikita. Garcia, con me. Andiamo.
- Dove andiamo ? - Non c'è tempo. Vi aggiorno per strada.
- Lupo a Ram. Aggiornamento. - E' sulla Provinciale 233
verso la montagna. - Ricevuto.
- Sancho a Lupo. - Avanti.
Il soggetto è diretto sulla Provinciale 8.
Ha cambiato direzione.
- Ricevuto. - Vanno dalla stessa parte.
Sì, ma dai ?
Li prendiamo tutti insieme. E' una cosa bella.
Minchia, Garcia, colpo di genio. Pensa, vi volevo con me
per prendere un gelato. - Può fare il capocomico.
Colonnello, ho confrontato gli occhi. Secondo me ha le borse.
Adesso ce l'ha belle calate.
- Guarda, da giovane era così. - Sto guidando, Garcia !
Glielo faccio vedere dopo. Intanto ho fatto il lavoro, no ?
Bravo.
La vedo un po' ombroso.
Scusa. Seguiamo questa macchina.
Sancho a Lupo. L'auto di Luppino è entrata nella città fantasma.
Si è buttato nei vicoli, non potevo seguirlo. Non abbiamo la logistica.
- Nikita a Lupo. - Avanti. - Siamo in posizione.
- Rimanete in attesa, pronti a intervenire. - Ricevuto.
- Lupo a Dago. - Avanti.
- Ispezione visiva alle stelle. - Ricevuto.
Sei agitata ?
- No. - Sai che cosa penso ?
Dovresti cenare in un ristorante sul mare. Se vuoi, ti ci porto io.
- Ci provi ? - Che c'è di male ?
Che c'è di male ?
Stiamo lavorando e dici queste stronzate ?
Il colonnello ha detto di attendere. Noi attendiamo.
Eccoli. Li vedo.
Sono nella piazza della città fantasma.
Ci sono delle persone. Sembrano in attesa di qualcosa.
C'è anche la sorella.
Ricevuto. Tu rimani qui.
Tenete la posizione. Per ora ci muoviamo io e Garcia.
Ricevuto.
Libero.
- Pronto ? - Amore, ti disturbo ?
- Tutto bene ? - Sì, sto bene.
La vicina ha lasciato il cancello aperto.
Ci sentiamo più tardi ? Ora sono al lavoro.
- Mi richiami tu ? - Sì, appena posso.
- Va bene, ciao. - Ciao.
Lupo a Garcia, in posizione. Ci sono uomini armati.
Aspettate il mio segnale.
Che stiamo aspettando ?
Quando cazzo arriva ?
Ci siamo. Tutti pronti ?
Si è fermata.
Sta scendendo un uomo. Va verso Rosalia.
Bravo, hai fatto la telecronaca.
- Pensa a lei, ce l'hai ? - Ce l'ho.
- Riprendi tutto, zooma. - Prendo tutto, colonnello.
E' successo qualcosa. Stavolta è successo qualcosa.
- Operazione annullata, tutti a casa. - Cazzo.
- Ricevuto. - Porca puttana !
Vaffanculo.
Cazzo ! Andiamo !
A Palermo abbiamo uno sbirro testardo, ossessionato da me.
Se ne sta facendo una malattia.
Legge pure un libro su di me. So che ha poco tempo.
Non usate telefoni. Non fate spostamenti.
Dobbiamo solo aspettare.
Il pescivendolo sta andando controvento.
- Altieri, buonasera. - Buonasera, Altieri.
Buonasera.
C'è qualche problema ? Perché siete qui ?
Altieri, qual è il problema ? Ti stiamo dando fastidio ?
- Per carità, non voglio mancare di rispetto a nessuno. - Giusto.
Anzi, dite a Iddu che questo glielo mando io.
- E' un bel pesce spada, fresco. - Dimmi, Altieri.
- E' freschissimo ? - Ve lo potete fare in padella.
E' fresco.
- Prendilo. Vai, tira. - Tira.
- Che dobbiamo fare col pesce ? - Ce lo portiamo.
- Un po' ? - Tutto.
- Permesso. - Fate passare.
Buongiorno.
- Sicura che non ha visto niente ? - Non ho visto niente.
Ho aperto la cella e l'ho trovato così.
- Certo. - Grazie, vada.
Nessuno vede mai niente in questo minchia di paese.
Tu hai mai trovato uno che parla o vede qualcosa ?
C'è un problema di cecità dilagante.
Il cellulare della vittima. Lavoriamoci, qui perdiamo tempo.
(telefono) Io il pesce a Iddu lo faccio portare tutti i giorni.
(telefono) Il business è business. Io mi faccio il mazzo
da quando ho dieci anni.
(telefono) Ti conviene condividere. Lo capisci ?
(telefono) Io non voglio condividere con nessuno.
Lui sta qua.
A noi mancano meno di quattro settimane per prenderlo.
Eccola, la principessa del boss. E' uscita.
E' proprio il suo tipo ideale.
Sceglie bene l'Invisibile.
Dago a Sancho. L'amante è uscita di casa.
- Sta entrando in un appartamento sconosciuto. - Ricevuto.
Vieni qua.
Ci ha salutato, questa grandissima stronza.
- Che cazzo facciamo ? - Niente.
Senza il permesso del Colonnello non la possiamo fermare.
- Buongiorno, sei comodo ? - Guardavo le immagini.
- Che idea ti sei fatto ? - Che l'hanno avvisato.
Era un vertice in piena regola e non si è presentato.
- La priorità è la talpa. - Va bene.
Stavo vedendo una cosa. Ora ti faccio vedere.
Qui lei prende il pizzino, ok ?
Lui va da Luppino a dirgli qualcosa. Guarda la faccia di Luppino.
Adesso segui lei. Si mette in disparte.
Il pizzino lo legge solo lei.
Tutti la guardano. Lei non dice niente.
- Perché la devo guardare ? Per incazzarmi ? - Aspetta.
Guarda la reazione.
Non è una bella notizia.
Mi pare normale. Sconvolta.
Va bene, avanti. Loro la guardano per sapere che succede.
Guarda, improvvisamente lei se lo mangia.
Guarda la reazione di Luppino.
Se ne vanno. Solo questo si preoccupa di chiedere qualcosa.
Lei dice: "Ci penso io, non preoccupatevi" e rimane da sola.
La lasciano da sola. Guarda subito la faccia di lei.
Scoppia a piangere. Tu devi spiegarmi perché scoppia a piangere.
Dici che non c'era solo la notizia che non sarebbe arrivato
ma anche qualcos'altro ?
Anche qualcos'altro, e di grave. Guarda come piange.
Dobbiamo scoprire perché.
Lucio, senti. Io non lo dico per me, lo dico per i bambini.
- Se rallentassi un po' ? - Per favore, no. Adesso no.
Perdonami, ma è stata una giornata di merda.
Quando è la giornata giusta ? Tu non ci sei mai.
I bambini li vedi cinque minuti al giorno.
Guarda che il tempo non ritorna.
Pure in questo casino, a voi ci penso.
Ho pensato anche al discorso di farci aiutare.
Infatti, non ci siamo fatti aiutare.
E' stato più facile barricarli in casa.
- La sicurezza è una cosa, la paranoia è un'altra. - Paranoia ?
- Quale paranoia, Maria ? - Hai messo il parental control sulla TV.
- Non si possono scaricare i giochi. - E' protezione.
-Che ne sai cosa possono scaricare ? -Bloccare tutto non serve.
Mettendo dei filtri, pensi di poter rimediare alla tua assenza.
Lucio, sei un uomo meraviglioso, quando ci sei.
Ultimamente non ci sei mai.
- Papà ? Papà, vieni. - Che c'è ?
Domani posso andare da Nicolò ? Fa una merenda.
Ci sono anche gli altri e voglio dargli questo disegno.
Ancora con Nicolò ? No, non puoi andarci perché l'ho deciso io.
- Vai a dormire. - Papà, ci voglio andare.
Hai rotto le scatole, Pietro. Ho detto che non puoi andarci.
L'ho deciso io. Ora vai a dormire !
Se ti dico una cosa è quella. Dormi, su.
Maria ? Maria, che c'è ? Maria !
- Che è successo ? - Niente !
- Tutto a posto. - Amore, per favore. - No.
Lucio, noi siamo visibili. Tu continua pure col tuo invisibile.
- Amore... - Basta, per stasera tutto a posto. Scusa.
Tango. India.
Tango. India.
Tango.
India.
[PAROLE INCOMPRENSIBILI]
- Papà, vediamo se ci superi ? - Vi acchiappo io !
Dove andate ? Vi riprendo.
Prende la testa della corsa !
Dai, papà. Vieni a giocare.
- Vengo io. - Mamma, ma papà è più bravo
a trovare chi si nasconde.
- Niente. - Va bene, dai. Nascondetevi subito però.
Io conto veloce. Uno, due... Nascondetevi.
Tre, quattro...
Cinque, sei, sette, otto, nove, dieci.
- E' difficile. - Ora vediamo quanto sei bravo. - E' difficile.
E' difficile, ma questo albero ha qualcosa di biondo.
Ha qualcosa di biondo questo albero.
Uno è andato. Questo albero ha il cappuccio.
Ha il cappuccio questo albero.
Mamma, ma papà è più bravo a trovare chi si nasconde.
Nascondetevi subito però. Io conto veloce.
Questo albero ha qualcosa di biondo.
Secondo voi, un albero come fa a nascondersi ?
Papà, ma un albero non può nascondersi.
Aspetta, forse si nasconde con gli altri alberi.
Non è che proprio si nasconde. E' che da solo un albero lo vedi.
Se sta in mezzo agli altri, diventa invisibile...
perché è parte di qualcosa di più grande.
Ehi, ascoltate. Fermatevi, tanto qua dobbiamo cambiare tutto.
Dobbiamo rompere la routine. Ci vuole un altro approccio.
Aspettare che commettano un errore non ha più senso.
Non porta a niente e non abbiamo tempo.
Dove si nasconde un albero ? Nella foresta.
Quindi faremo così.
Visto che dobbiamo trovare un albero, tagliamo tutta la foresta.
- Non ho capito. - Più chiaro ? - Sì.
Cinquanta, sessanta arresti di persone vicine a lui
a partire da domani, dopodomani al massimo. Siete capaci ?
[VOCI INDISTINTE]
[PAROLE NON UDIBILI]
[VOCI INDISTINTE]
[VOCI INDISTINTE]
[PAROLE NON UDIBILI]
[PAROLE NON UDIBILI]
[PAROLE NON UDIBILI]
[PAROLE NON UDIBILI]
Carabinieri, signora Mesi. Abbiamo un mandato, è meglio se apre lei.
- Entriamo a modo nostro. - Vai, Garcia.
- Vai, vai ! - Muoversi !
- Libero ! - Libero ! - Libero ! - Vai !
Cazzo, porca troia.
Ferma, carabinieri !
Fermati !
- Ferma ! - Fermati, cazzo. Fermati !
- Stai ferma ! - Non ti muovere.
Maria Mesi, amante di Matteo Messina Denaro.
- Amante ? Io ? - Signora, qui ci sono due mazzi di chiavi.
Questo apre casa sua, l'abbiamo provato. Queste ?
Queste non portano al suo nascondiglio, alla sua tana ?
Che vi posso dire ? Queste chiavi non le conosco.
Forse erano già nella borsa.
(in siciliano) Non so nemmeno perché sono qua.
(in siciliano) Non ho fatto niente. Voglio vedere un avvocato.
- Sta prendendo tempo. - Già. Mi faccia un piacere.
Le guardi ancora una volta, signora. E' sicura che non le dicano nulla ?
(in siciliano) A me sembrano chiavi normali
forse di casa mia, forse no.
Scusate, ma non so proprio di cosa stiamo parlando.
Facciamo così. Lei rimane nostra ospite
mentre aspetta il suo avvocato.
Io prendo anche queste, magari ci riesco ad aprire casa mia.
- Sancho ! - Sì.
- Allora... - E' dai social questa ?
- Due minuti fa l'hai lasciata. Non te la ricordavi ? - E' carina.
- Non ti fissare troppo, Sancho. - No, è molto carina.
- Ho capito. - Eccoci.
- Vicolo San Vito. Ecco dove andava sempre. - Sì.
Il posto dove stava per entrare qualche giorno fa.
-Il nido d'amore. -Vuoi scommettere che abbiamo capito
che porta aprono le famose chiavi ? - Eh.
Dago, Sancho, recuperate Nikita e andate a vedere che posto è.
- Continuo con gli identikit ? - Mi hai tolto le parole di bocca.
- Sono diventato bravo. - Queste sono di casa sua. Me le porto.
- Possono servire. - Dai, vai.
Cazzo, ci è scappato di nuovo.
Ragazzi, ho trovato qualcosa.
Che è successo ? Come mai proprio qui ?
- Qui nessuno ci vede e ci sente. - Stai diventando paranoico ?
Quando insegui qualcuno e non riesci a prenderlo
vieni mangiato dall'ossessione.
Devo parlarti di una cosa delicata, Paolo.
- Devo preoccuparmi, colonnello ? - Sì, ci dobbiamo preoccupare.
Le coincidenze in questa storia stanno diventando troppe.
Alla cava Messina Denaro riesce a fuggire con un van
mandando a monte un'operazione preparata nei minimi dettagli.
In clinica, il primario di oculistica che dovevo incontrare
perché aveva delle cose da dirmi sulla sua cartella
muore prima che lo interroghi. Gli cade una libreria in testa.
- Incidente sul lavoro, dicono. - E' troppo per essere un caso.
Non è finita qua. Alla Città Fantasma siamo stati appostati
e davanti a noi c'era il gotha della mafia.
C'erano tutti e tutti aspettavano lui
che all'ultimo decide di non venire e manda un pizzino.
La sorella lo legge, lo mangia e si mette a piangere.
In ultimo andiamo a casa della sua amante e la fermiamo.
C'era una stufa calda, con le fiamme vive.
Dentro bruciava la confezione di un farmaco
mezza distrutta dalle fiamme
col nome del medicinale sopra, lo stiamo decifrando.
Il punto è che se le fiamme erano ancora vive
fino a pochi minuti prima lui era lì. Ancora una volta si è volatilizzato
all'ultimo momento, prima che arrivassimo noi.
- Sono io che sono paranoico ? - Scusami, era solo una battuta
però non è detto che sia una talpa.
Noi abbiamo una metà del paese che è sul suo libro paga
e l'altra metà che è terrorizzata da lui.
Forse gode solo della protezione del suo territorio.
L'informatore è dentro la mia squadra, Paolo.
A me ormai non serve più una prova per saperlo.
Per un sospetto sfasci completamente la squadra ?
Con chi hai parlato ?
Solo con Sancho. E' l'unico di cui mi fidi completamente.
Non lo so, Lucio. Questa è una questione delicata.
Fai una cosa. Prenditi una vacanza. Stacca.
Vai con Maria e i bambini un fine settimana da qualche parte
per vedere le cose con più lucidità.
Non posso permettermi di staccare. Dei tre mesi, quanto è rimasto ?
Se mi fermo, vince un'altra volta lui.
Adesso devo andare, però ci tenevo che fossimo allineati, come sempre.
- Grazie. - A te.
Avanti.
Buongiorno, direttrice. Voleva vedermi ?
Sì. Se lo prende un caffè insieme al bar ?
Certo. Volentieri.
Il caffè l'abbiamo preso
però lei deve ancora dirmi il motivo per cui voleva vedermi.
Ha ragione, dottoressa.
Quello che devo dirle non è del tutto corretto.
Per carità, niente di illegale, ma non potrei farlo.
- Allora... - Così mi fa preoccupare però.
A breve ci sarà un concorso interno per un posto di vice-direttore.
Lei ha tutte le carte in regola per vincerlo.
Volevo avvisarla, così comincia a prepararsi.
Io apprezzo molto le sue qualità.
Sarei veramente felice che quel posto lo prendesse lei.
La ringrazio, non me l'aspettavo. Sono lusingata.
Un vice-direttore c'è. Avete assunto
il dottor Fabrizi poco più di un anno fa.
La destinazione non è Palermo, ma una filiale un po' più lontana.
- Lontana quanto ? - Parecchio. E' la sede di Milano.
- C'è qualche problema ? - No. No, assolutamente no.
Lei non può entrare, mi dispiace. La chiamo io.
Paolo. Paolo...
- Che è successo ? - Una broncopolmonite. E' grave.
L'hanno portata in rianimazione, non mi fanno neanche entrare.
Ti hanno detto qualcosa ? Sono postumi da Covid ?
Non lo so. Non lo so. Speriamo bene.
- Dottor Guido, può venire un momento ? - Sì, certo.
Fin da quando ero piccolo ho sempre amato i computer.
Mio padre mi diceva sempre
che non staccavo mai gli occhi da quel maledetto schermo
che passavo troppo tempo a smanettare.
La verità è che a me affascinava la materia di cui è composta l'aria.
L'aria non è solo aria, giusto ?
Esatto. E' pieno di messaggi, segnali, informazioni.
Io volevo capire come decifrarli.
Per questo sono finito qua.
Alla fine quello che faccio nei ROS è sempre la stessa cosa.
Sento quello che gli altri non sentono
e trovo quello che gli altri non vedono.
Tu perché sei finito qua ?
E' una passione che mi ha trasmesso mio padre.
Mi ha insegnato tutto lui.
Era un investigatore privato, uno degli ultimi, un fuoriclasse.
Mi portava con sé e mi spiegava come osservare.
Era troppo bravo a vedere quello che gli altri non vedevano.
Infatti ha visto anche la mia passione per il volo.
Mi incoraggiava, perché io sognavo di fare il pilota.
Solo che ho dovuto rinunciarci per colpa dell'anacusia.
- Cioè ? - Non ci sento dall'orecchio sinistro. - Ah.
Purtroppo quel sogno ho dovuto lasciarlo a terra.
Così ho imparato a maneggiare i droni.
La testa per volare ce l'ho sempre...
ma gli occhi per i dettagli sono i suoi.
Ora capisco perché non molli mai.
No, Ram. Io non mollo.
Mai.
- Lucio... - Amore, come hai saputo ?
- Sono passata al comando. Volevo darti una buona notizia... - Dimmi.
Mi hanno promosso a vice-direttrice a Milano.
- Senti, come sta Anna ? - Non sappiamo niente.
Ha i postumi di una broncopolmonite, ma non si sa niente.
- Paolo adesso è dentro. - Sono spaventata.
- Lucio... - Lo so. Dai, ci dirà qualcosa. Adesso uscirà e ci dirà.
(sussurra) Non ce l'ha fatta.
(sussurra) Non ce l'ha fatta.
- Non ce l'ha fatta. - No... - Ma che dici ?
(sussurra) Non ce l'ha fatta.
No...
(sussurra) Non ce l'ha fatta.
Paolo...
Le bambine... Chi glielo dice adesso ?
- Devo andare dalle bambine. - Paolo, aspetta.
Oddio...
- Perché non è venuta mamma oggi a prenderci ? - Dov'è andata ?
Oggi mamma non poteva.
Mamma è andata in un posto speciale.
Lassù, in alto.
Da lì vi guarda, ogni giorno.
Ma non torna ?
No.
Non torna.
Mamma è sempre con voi, anche se non la vedete.
Come facciamo a parlarle ?
Potete parlarle quando volete.
Basta chiudere gli occhi e pensare a lei.
Le raccontate qualcosa e lei vi ascolta.
Se le portiamo il telefonino, così possiamo scriverle ?
Certo.
Ci possiamo provare.
Magari lei trova un modo per rispondere.
(sussurra) Venite qua.
[PAROLE NON UDIBILI]
Posso dire una cosa ?
Mi è dispiaciuto molto non dire a sua moglie
che sulla questione di Matteo Messina Denaro
io avevo cambiato idea, aveva ragione lei.
Grazie.
[CAMPANELLO]
- Ci sono novità ? - Sì.
I ragazzi volevano giocare con Anna e Lara.
(insieme) Ciao !
- Venite, venite. - E...
Ti ho fatto gli anelletti al forno, Paolo.
Che buoni. Grazie.
Lascia stare. Ci penso io.
Sì. Magari io vado a scaldare la pasta, ok ?
- Sì. - Bambini, venite con me in cucina. Aiutatemi.
Ti do una mano io. Ci avevi già pensato tu alla cena ?
- Sì. - E' meglio aver portato la pasta.
- Stai lavorando ancora ? - Sì, sto seguendo i tracciati bancari.
La mia ossessione per Messina Denaro è una benedizione.
- Addirittura ? - Sì.
Mi tiene la mente impegnata, sennò impazzirei.
- Le bambine come stanno ? - Eh...
Loro non hanno questa ossessione e non gli occupa la mente.
Non riescono a capire
perché all'improvviso la mamma le ha lasciate sole.
I tuoi genitori riescono a darti una mano ?
Ci provano, ma non è facile.
- Adesso dimmi della retata. - Per ora non parla nessuno.
Sono tutti a foglio paga.
Spero solo che prima o poi facciano un errore
e allora dovremo essere pronti ad arrestarlo.
Quel bastardo dobbiamo prenderlo, sta rovinando la vita a tutti.
- Speriamo. - Eccoci. - Stacchiamo. - Abbiamo fatto tutto.
- Dai, apparecchiamo. - Pronti. Oplà !
[PAROLE INDISTINTE]
(in siciliano) Non piangere.
(in siciliano) Se deve essere così, sarà così.
(in siciliano) Non mi arrendo.
(in siciliano) Non posso chiedere a nessuno
hanno arrestato tutti.
(in siciliano) Mi serve che lo faccia tu.
Va bene. Lo faccio.
Lo faccio.
Vai.
- Ehi. - Ehi.
- Che c'è ? - Allora, prima ero alla chiesa di San Giuseppe.
A un certo punto ho visto che c'era Rosalia Messina Denaro.
Stava al confessionale inginocchiata e sembrava stesse piangendo.
A un certo punto mi è passata accanto.
- Ti ha riconosciuto ? Ha capito chi sei ? - Non lo so
però mi ha guardato fisso negli occhi
come se lei temesse che io la riconoscessi.
In quel momento ho girato lo sguardo verso il confessionale
e ho visto che usciva. Lui.
Iddu ?
Era un prete, però si è messo a camminare
in un modo che chiaramente non era da prete.
Io l'ho rincorso, però l'ho perso e per terra c'era l'abito talare.
- Quindi era sicuramente lui. - Tu l'hai seguito da solo ?
Certo, stavo lì.
Dobbiamo entrare in casa di Rosalia. E' l'unico ponte che gli è rimasto.
Se le ha affidato qualche incarico, magari scopriamo di che si tratta.
Perché stavi in chiesa ?
Oggi è l'anniversario della morte di mia moglie.
- Ero lì per dire una preghiera. - Scusa.
- Di cosa ? Ma figurati. - Scusa, non mi sono ricordato.
Perché dovevi ricordarti ?
Se capita ancora una cosa simile, non lo segui da solo. E' chiaro ?
- Lucio, io l'ho visto e... - Ho capito.
A maggior ragione, non lo segui solo. Ricominciamo l'addestramento ?
(voce di donna) Per piacere, quando torni, prendi due casse d'acqua ?
(Luppino) Da quale telefono chiami ?
(Luppino) Chiudi subito ! Non lo usare mai più.
Nefruhotep...
Fammi capire, a casa di Luppino
c'è un telefono non registrato di cui non sapevamo niente.
Esatto. Allora, ascolta l'idea che mi sono fatto.
La moglie di Luppino è a casa. Deve chiamare il marito.
Cerca un telefono, ne trova uno, ma non è quello solito.
Lei non ci fa caso e lo chiama lo stesso.
Lui risponde. Hai sentito come si incazza poi ?
Quel telefono lì, evidentemente, è un telefono segreto.
- E' il telefono con cui Luppino... - Chiama Iddu.
Esatto. L'abbiamo beccato, cazzo.
Vedi, ogni tanto una cazzata la fanno pure loro.
Adesso aspettiamo la prossima chiamata.
A chi appartiene la SIM lo sappiamo ?
- No, è di un egiziano. - Va bene, non perdiamo tempo.
Mi aggiorni, quando il telefono si attiva.
Assolutamente, vado subito.
Guarda il fumo.
Si muove, cambia forma, sparisce.
- Un po' come le onde. - Minchia, ricomincia.
Tu dovevi fare il poeta, mica il carabiniere.
L'importante è fare qualcosa di utile.
Non importa ciò che sei.
- Importa ciò che lasci dopo di te. - Bella questa.
Siete impazziti ?
- Scemi ! - Te le meriti.
Lucio ! Lucio !
E' partito un messaggio dal telefono di Luppino.
- Chiede via libera alle 7. - Non ha risposto ?
- Sta scrivendo... Sì. - Da dove parte ?
Ok. Palermo.
E' qui. Non comunica con lui.
Parla con uno dei nostri, qua dentro. Qua dentro !
Scopriamo chi è. Usiamo le telecamere interne.
- Ora del messaggio ? - Alle 15,17 e 32 secondi.
Trovalo tu il punto esatto.
(sussurra) Non può essere uno di noi.
Alla guida non ho rivali. Sono leale e veloce.
Lo so immaginare e con i miei disegni lo troverò.
Mi chiamano strega perché trovo tutti coi droni dall'alto.
Qui non sono ammessi errori ed io non sbaglio mai.
Lui è invisibile, ma le onde parlano e io so ascoltarle.
Ok. Lucio. Ci sono, vieni.
Quello al telefono ?
Sta parlando, non può essere.
Sì.
[URLA]
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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