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[musica malinconica in sottofondo]
[guaito]
[abbai]
[guaiti]
[parla in dialetto]
Eh?
- Hai scelto? - Non lo so.
Non è per me.
Ma zia non ti ha detto quale devo prendere?
[in dialetto] Non mi ha detto niente.
- Perché li state allattando voi? - Eh, li hanno abbandonati qua.
- Quand'è stato, Cri? Una settimana fa? - Mi sa di sì.
[abbai]
Ma per caso hai un amico?
[in dialetto] Qualcuno che ne vuole un altro?
Ci devo pensare.
[in dialetto] Mamma, quando andiamo all'Iper?
[in dialetto] Questo sta aspettando che figliano anche questi.
[in dialetto] Allora quale vuoi?
[musica malinconica in sottofondo]
[guaito]
[baccano]
[voci sovrapposte]
- Ciao. - Ciao. - Ciao.
- Ciao zia. - [dialetto] Yuri, sei morto?
Che ti è successo? Non arrivavi più.
Non potevi farti dare qualcosa di più carino?
- Dov'è zia Anna? - Eccola là.
Anna?
Là c'è più da mangiare.
- Anna, è arrivato Yuri. - Sì.
- Zia. - [dialetto] Dov'eri?
Sono andato a prendere il cane.
Non potevi farti dare una gabbietta?
- Cos'è questa cosa? - Ha detto che non l'aveva.
La potevi comprare, no?
Con che soldi? Non mi hai dato niente.
Non ti ho dato... Reggimi questo.
Però, guarda, ho fatto i buchini.
[in dialetto] Ho visto, infatti... Va bene, ora ci penso io.
- Claudio? - Che c'è, zia?
Claudio, tesoro, vieni.
- Guarda cosa c'è qui. - Vieni a vedere, vieni.
Guarda, questo è per te.
Ti devo dare un bacio, però.
Auguri, giovanotto.
No, no! Piano! [guaito]
[bambina] Basta scarabocchiarlo sul foglio, sei proprio un pedofilo!
- [ridendo] Chi è un pedofilo? - Lui.
[bambino] Ma che significa?
Sto giocando.
[Anna] Bello!
- È brutte. - Ma come brutto? E bellissimo!
- L'hg scelto Yuri. - E caruccio.
Dai, amore, fagli una carena.
Quant'è bello, eh?
[bambino] Gli hanno regalato pure il cagnolino.
[Anna] Tu adesso sei il suo padroncino.
- [donna] Grazie, Yuri. - [Anna] Ringrazia Yuri.
- Grazie, Yuri. - Prego.
- Quant'è bello. - Sì. Prendilo.
Si è pure pisciate sotto.
[Agostino] Dai, ragazzi, andiamo a ballare.
- Piano che è cucciolo. - Sì.
Niente.
[donna] Andate a ballare, venite!
[voci sovrapposte e urla]
[bambino] Dove stanno andando?
- Da Agostino! - Col braccio rotto non puoi ballare.
Agostino!
- Allora, prova microfono. - Aspettatemi!
Uno, due, tre. Uno, due, tre. Prova, prova.
Mi sentite?
[in coro] Sì! No!
- Mi sentite? - [in coro] Sì!
Avvicinatevi tutti qui sotto la cassa.
["Simarik" di The CDM Globetrotters dalla cassa]
[Agostino] Ci siete?
[schioccare del bacio]
- Facciamo un altro gioco? - Ciao, Yuri.
[Agostino] Dai, mettiamoci in cerchio.
- Avete visto quanti animali? - [in coro] Sì.
Sì?
- Vogliamo provare a fare una cosa? - [in coro] Sì.
- Sì? - [in coro] Sì.
Soffiamo tutti insieme.
[soffio]
Ma che soffio è questo? Più forte!
[soffio]
Ma che è questo soffio? Soffiate.
[verso di stupore]
[bambino] Eh sì, diventa colorato.
[bambino] Anch'io lo sapevo.
[Agostino] Qualcuno di voi per caso fuma?
[in coro] No.
Mi servirebbe un accendino. Tu fumi?
- No. - Non hai un accendino?
- E tu? - No. - No.
- E tu, Claudio? - No.
- Pure ora che sei grande non… - No.
No. Avvicinati un po'.
Fammi vedere cos'hai qua dietro.
Te le lavi mai le orecchie?
Ma ce l'hai in mano.
Si vede.
[risate]
[bambino] Quello sarebbe un mago?
- Come ti chiami? - [bambino] Si vedeva.
Rapagnetta Yuri.
Claudio è mio cugino.
[Agostino] Vieniti a sedere qui.
Vieni qui. Vieniti a sedere qui.
Molto bene, un applauso a Rapagnetta Yuri!
[applausi]
Allora, adesso mi farai da assistente.
- Mh mh. - Reggimi questo accendino.
Nel frattempo prendimi, dentro la mia valigia, alla tua destra,
troverai un palloncino, prendimelo.
- Questo qua? - Sì.
- Lo gonfiamo? - [in coro] Sì!
[bambino] Ora soffia!
È stato difficile.
Tieni, reggimelo un attimo.
[suono della pernacchia]
Che fai?
Yuri!
[pernacchia]
Sei proprio un buono a nulla.
[risate]
- [cantilenando] Yuri è un buono a nulla! - Vattene a posto
[in coro] Yuri è un buono a nulla! Yuri è un buono a nulla!
Yuri è un buono a nulla!
Dove vai? Stai qui con noi, no?
Siediti qui. Fategli spalto.
[bambino] Il palloncino dov'è andato?
Allora, Claudio, vuoi farmi tu da assistente?
[Claudio] Ok.
[Agostino] Glielo facciamo un bell'applauso?
Che ti sei preso?
[vociare indistinto]
[risate]
[in dialetto] - Comunque mi sono stancata tanto oggi. - A chi lo dici.
[in dialetto] - È stata una bella festa. - Molto.
[in dialetto] Sì. Hanno mangiato di tutto.
[in dialetto] Era tutto buono.
[in dialetto] A chi tocca questo mese?
[in dialetto] Cosa?
[in dialetto] A tenere Yuri, no?
Yuri, tesoro, con chi dovevi stare questo mese?
Con zia Ivana.
[in dialetto] Anna, io questo mese sono un po' impicciata...
[in dialetto] Yuri, vuoi stare con la zia Patrizia?
[in dialetto] Io non posso Ivana. Tonino ha iniziato a fare le notti.
[in dialetto] - Perché, ha iniziato a lavorare? - Grazie a Dio... con questa crisi.
[in dialetto] Questa è una fortuna. Usa sempre la macchina sua?
[in dialetto] A volte la sua, a volte quella dei colleghi. Si dividono le spese.
[in dialetto] L'importante è che lavora.
[uomo] Va bene, va bene.
[in dialetto] Yuri… A che pensi?
Niente.
Oh.
[in dialetto] Vuoi stare con me un altro mese?
[in dialetto] Vienimi a dare un bacio, almeno.
[in dialetto] Per favore vai a controllare Claudio, sta col monopattino...
[in dialetto] Non vorrei finisse dentro qualche fossa.
[in dialetto] - Che conclusione di giornata! - Speriamo di no…
[in dialetto] Corri Yuri, corri!
[abbai]
Cla', vieni, ti cercala zia.
Sì, sì, va bene.
Cla'. Cla'!
[allarme dell'auto e abbai]
- Ciao. - Ciao.
- Vuoi un palloncino? - No, grazie.
Questo è tuo.
- Prima, alla festa. - Lo so.
Me l'hai rubato.
Non l'ho rubato.
Sei stato onesto a riportarmelo.
Ti meriti un premio.
- Dormi qui dentro? - Sì.
Così, dove c'è una festa vado.
Bello.
Tu sei di qui?
Sì, sono di qua vicino.
Che si fa la sera qua vicino?
Prima, alla festa, mi hai rimandato a posto.
Perché?
Il compleanno era di tuo cugino, mica il tuo.
- Quindi? - Quindi.
Quindi non sei molto empatico.
Empatico.
Lo sai che significa?
Certo che lo so che significa.
- Mh mh. - Mh mh.
Oh, guarda che non mi piacciono le bugie.
[Claudio] Yuri!
Devi andare a casa!
[fischiettio]
Tieni, questo è per te.
Il tuo premio.
Dai.
Grazie.
Domani sarò a Montesilvano. La conosci?
Sì, è dove c'è l'acqua park.
Esattamente, lì di fronte.
Beh, c'è solo l'acqua park a Montesilvano.
Vieni.
Così mi puoi fare da assistente.
TI fa ridere?
No, è che prima hai detto davanti a tutti che sono un buono a nulla, ora…
- Ho detto così? - Sì.
E se mi servisse un assistente stupido?
Dai, sto giocando.
Comunque, io ce l'ho già un lavoro, quindi non…
- Ah, sì? - Mh mh.
Meglio così.
Poi, sai, per lavorare con me bisogna essere empatici.
Ciao.
[porta si chiude]
Dopo ti mando la fotografia.
Mi ha chiamato, vado. Ciao.
- Ciao. - Ciao.
- Ecco qua. A posto. - Grazie.
["Primo treno per Marte" di Gianluca Grignani dalla radio]
Sono 7,80.
'N' , 1,10 di resto.
Sì, sì, lo so.
Grazie. Quanto è bravo. Grazie.
- Ciao, teso'. - Ciao ciao.
Yu', se viene qualcuno mi chiami. Vado di là. Va bene?
["Primo treno per Marte" di Gianluca Grignani dalla radio]
[in dialetto] Che stai facendo?
[in dialetto] Mi sto facendo la barba.
[in dialetto] - Dai che è ora di uscire. - No, no. Cinque minuti.
No. No, no.
[in dialetto] Fammi vedere le mani.
[in dialetto] Ecco, cosa ti avevo detto?
Oh, ancora che ti mangi le unghie, ma perché non ti sei tolto il vizio?
Sì, vabbè, dai.
Hai vent'anni! Dai...
- Ti posso chiedere una cosa? - Dimmi.
Secondo te, posso mettermi a fare un altro lavoro?
[in dialetto] E adesso cos'è questa novità? Non ti piace più lavorare in macelleria?
No, non è che non mi piace, è che…
Non faccio mai niente, mi annoio.
[in dialetto] Cosa vorresti fare?
- Secondo te… - Mh?
Io sono un po' empatico?
[ridendo] In che senso?
- In che senso? - Eh.
Nel senso che cerco di capire i processi psichici delle persone,
che mi metto nei loro panni, capito?
[in dialetto] Sì, ma empatico non è un lavoro.
Devo fare la pipì.
[in dialetto] E la vuoi fare qua dentro? Dai, esci.
Dai.
Devo fare la pipì, zia.
[in dialetto] E questo l'ho capito, ma almeno vuoi uscire da qui?
Dai.
[in dialetto] Mo' esco a comprare due coppette di gelato, giù da Tiziano.
[musica drammatica in crescendo]
[musica drammatica in sottofondo]
[musica drammatica in sottofondo]
[fischio]
[musica techno dall'autoradio]
Oh, sei venuto a far festa?
Che ridi? Ora tocca a te.
Dai.
Un, due, tre, quattro.
[musica techno dall'autoradio]
- Dai. - Così?
Così?
Non ti ho detto di fermarti.
Pensi che ti prendo a lavorare senta vedere che sai fare?
Poi i bambini ballano questo?
Ogni tanto.
[musica techno dall'autoradio]
Non sei male, bravo.
Si sale da dietro.
Dai.
[musica techno dall'autoradio]
[musica dall'autoradio]
Che guardi?
Viaggi per tutta Italia?
No, solitamente giro solo da queste parti.
Poi, sai, è tutto un passaparola tra mamme, quindi…
Ma non andrei lontano.
Troppa benzina, ci perdi.
E il camper a che ti serve?
Ci vivo.
Non voglio pagare l'affitto per vivere in questi loculi di cemento.
Io voglio essere libero.
Anche di non lavorare se non mi va.
Nessuno dovrebbe dipendere da niente.
Poi tu lo conosci un altro lavoro dove ti pagano per divertirti?
[musica dall'autoradio]
Quello da quando ce l'hai?
Da un po'.
In realtà, volevo farlo pure dall'altra parte.
Anche io.
Anche io che?
Ce l'hai anche tu?
Mh mh.
Mh mh.
Sì. Ok.
Perché prima hai bruciato quelle cose?
A che mi servivano?
Perché dovrei portarmi appresso cose che non mi servono?
[vociare indistinto]
[donna] Quanto sei bella!
Ancora così stai?
Mettitela.
[vociare indistinto]
E il piercing?
Che piercing?
- Non ne avevi uno anche tu? - No.
Ho capito male io.
[sottovoce] Piano, piano, piano.
[sospiro]
Sei teso?
Cosa ti preoccupa?
Le feste di compleanno non sono del bambino, sono dei genitori.
In che senso?
Nel senso che sono loro che ti chiamano,
sono loro che ti pagano
e a loro deve piacere la festa.
Poi coi bambini è abbastanza semplice.
Se si comportano bene, premi.
Se si comportano male, punizione.
Così gli fai fare quello che dici tu.
Mh mh.
[in coro] Bravo!
[Agostino] Che brava che sei, Marina!
Mi chiamo Martina! Certo che non capisci proprio niente.
[risate] Mannaggia!
Hai ragione, mi devi scusare, ma sai cosa?
È che è da stamattina che non ci sento tanto bene.
Vero, Yuri?
Dammi una mano, guarda se ho qualcosa dentro l'orecchio.
Magari ho dei tappi, guarda un po'.
- No, niente. - Niente? Vuoto?
Vuoi darmi tu una mano?
Vieni a darmi una mano. Guarda un po', guarda bene però.
- Non c'è niente. - Non c'è niente.
Mah.
Il mio assistente mi ha detto una cosa.
Ma non ho capito se ho sentito male io
oppure mi ha detto una bugia.
[versi di spavento]
Però ho un modo per scoprirlo.
- Quale? - Quale?
Vi faccio conoscere un mio amichetto.
Lui è Pupazzo Matto.
[risate]
- Pane? - No, matto.
Lo sapete Pupazzo Matto in cosa è specializzato?
[in coro] No.
In punizioni.
[versi di spavento]
[voce contraffatta] Signorine Yuri,
[risate]
È stato lei a mettere i tappi nelle orecchie all'animatore Agostino?
Eh?
Bugiardo!
[risate sguaiate]
[bambina] Ma sei matto?
È matto, vero?
- Poverino. - Ancora, ancora!
Diamogli un'altra opportunità.
- Ok! - Magari ora dice la verità.
[in coro] Va bene!
[bambino] Facciamo un altro gioco?
Vuoi chiedere scusa perle tue bugie?
Ma che gioco è?
[vociare indistinto]
Ok. Allora.
- Vi piacciono gli animali? - [in coro] Sì!
[abbai]
Lascia. Lascia, lascia.
Scusami.
Per cosa?
Per prima.
[abbai]
Datti una pulita.
Perché?
Che fai, lavori gratis?
Dai, non ho lavorato, non ho fatto niente.
Guarda che non ti sto regalando nulla.
Mi hanno pagato di più perché eravamo in due.
Lo sai che posso fare benissimo senta di te, sì?
Allora perché mi porti con te?
Cosa posso comprare con questi?
Che ne so, sono soldi tuoi.
- Tu che ci compri? - Che ci compro?
Ci compro da mangiare,
ci compro da bere.
Poi dipende.
["Patagonia" di José Larralde dall'autoradio]
[canta "Patagonia" di José Larralde]
[la musica si interrompe]
Che è successo?
A proposito di robe da comprare.
Posso?
Era di mio padre.
Mi piace solo questa cantone.
Anche il camper era di tuo padre?
Lo sai perché la Patagonia la chiamano la Terra del Fuoco?
No.
Quando la scoprirono,
videro enormi falò pieni di indigeni che si scaldavano.
Quanto grandi?
Che ne so, mica c'ero.
E vero.
Yuri, Yuri.
Chi te l'ha dato questo nome?
[risata]
[colpo di tosse]
Ti piace?
[sottovoce] Oh, vai.
Oh, vai a dirle qualcosa.
Che le devo dire?
Che le vuoi dire? Vai a dirle che è figa.
È figa?
Oh, è figa?
Normale.
Di' che è figa.
Dai, dillo.
Oh, dillo.
È figa.
- Vaglielo a dire. - Non mi va.
[sottovoce] Yuri! Yuri! Yuri!
- Yuri! Yuri! Yuri! - Dai, smettila.
[veloce] Yuri! Yuri! Yuri! Yuri!
Smettila.
Devo andare io?
Ok.
[voci non udibili]
[musica malinconica in sottofondo]
[sospiro]
[musica malinconica in sottofondo]
[musica malinconica in sottofondo]
[scorrere dell'acqua]
[musica malinconica in sottofondo]
[abbai]
[colpi]
-Le appoggio qua? - Sì.
Dai, riempi.
Dai.
- Ci sei? - Mh mh.
Che c'è?
Non posso guardarti?
No.
E allora non ti guardo.
Che cos'è?
Un'altra festa.
[musica techno in diffusione]
Ehi.
Ma chi è, Gino? Vieni qua, Gino.
Vieni qua. Vieni.
Allo sbirro devi ringhiare!
Acchiappalo! Dov'è lo sbirro? Acchiappalo!
Acchiappalo! Di qua! No, di qua! Piglialo!
Di qua! Di qua! Piglialo! Piglialo!
[abbai] Spettacolare questo cane.
[ragazza] È arrivata la pagliaccia.
Ti lavi ancora nei bagni degli autogrill?
Mica solo quello.
- [ragazza] Piacere, Ilaria. - Yuri.
- [ragauo] Hai portato la beola? - Certo, è nel camper.
- Lì all'entrata. - Ok.
[ragazza] Dai, andiamo a ballare?
Dai, ti seguo, andiamo a ballare.
[vociare indistinto]
[musica techno in diffusione]
Ecco dove ti eri cacciato.
- È tuo? - Sì, l'hai salvato.
Amore. Hai sete?
- È femmina? - Boh. Lo sai riconoscere?
- Bravo. - No.
- Piacere, Morgan. - Yuri.
Tieni.
È un regalo ne, eh.
- In che senso? - Prendilo, bevi.
Oh, tieni.
- Ciao Yuri. - Ciao.
[vociare indistinto]
[musica techno in diffusione]
[musica techno in diffusione]
Oh!
[musica techno in diffusione]
[ragazza] Ago!
Ago!
[parole indistinte]
[musica techno in diffusione]
[musica techno in diffusione]
[urlo]
[versi di acclamazione]
Come la Patagonia.
[musica techno in diffusione]
- Il falò. - Bello.
E allora andiamoci, no?
Ma che dici?
Andiamo in Patagonia.
[tentennante] E come facciamo?
Ti sei emozionato?
- Dove vai? - Devo andare a pisciare.
Perché?
[musica techno in diffusione]
[musica techno in diffusione]
[parole indistinte]
Aspetta, rifaglielo fare.
Scusa?
[vociare indistinto]
[musica techno in diffusione]
Ehi?
Ehi. Ciao.
Hai visto un ragazzo coi capelli rossi?
Si chiama Agostino, fa le feste di compleanno.
Fra', hai bisogno?
- Scusa, hai visto un ragazzo... - Tieni giù le mani, però.
Già mi hai svegliato la bambina.
- Scusami, con gli occhi... - Giù le mani, ho detto.
Sei troppo fuori, vai a sederti.
[Morgan] Avevi detto che mi davi molto di più.
Vabbè, quanto torno da te…
- Scusa. - Oh.
- Hai visto Agostino? - No, non l'ho visto.
Tranquillo.
Ora lo troviamo.
[abbai]
[Morgan] Yuri!
Ago!
[musica techno in diffusione]
[gemito]
[voci non udibili]
[porta si chiude] Cazzo.
[pianto di neonato]
Shh.
Stavamo iniziando a stancarci.
- Di cosa? - Di guardarti dormire.
Anzi, dammi una mano.
[vagiti]
Sebastian, hai visto chi c'è?
È di Alma.
La ragazza con cui parlavo ieri.
La conoscevi già?
Io conosco tutti qui.
Oh!
No?
Ti piace?
Quando facciamo la prossima festa?
Ancora ti devi riprendere da questa e già pensi alla prossima?
No, di compleanno, dico.
Ora ci fermiamo per un po' qua.
[auto in avvicinamento]
Come mai?
Devo dare una mano ad Alma con questo cucciolo.
[fischio]
E tu devi dare una mano a me.
TI va?
[sottovoce] I miei bambini.
- Adesso giochiamo a mosca cieca! - Che disegni?
Prima lo finisco e poi vedrai.
Va bene.
- No, mi dispiace, Sabata non c'è. - Mi chiamo Domenica!
Domenica.
Ah, eccoti.
È scolorita. Aspetta che…
Telo ripasso.
- Tuo papà mi deve dare qualcosa? - Sì.
- Sì? - Sì, tieni.
- [Yuri] Eccolo qua. - Grazie.
- [bambino] È bellissimo, grazie. - [Yuri] Prego.
- Tu come ti chiami? - Domenica.
Allora, Domenica, vedi quell'elefantino?
- Sì. - Quello è tutto per te,
e, se colori tutto quanto dentro i bordini,
alla fine ti faccio un tatuaggino di un animale.
- Che animale vuoi? - Cavallo.
Il cavallo.
Dici che è questo? No, coniglietto.
Eccolo qua il cavallo, lo lascio qua.
- Questo l'hai fatto tutto tu? - Sì.
- 0 ti ha aiutato un po' Yuri?
- Sì, è vero. - Sì.
Yuri, tieni, questo è per te.
Adesso Agostino deve andare a fare un servizio.
No!
Però rimanete con Yuri, no?
- Mh mh. - Ok.
[vociare indistinto]
Adesso provo io.
Cosa dice sempre Agostino?
[in coro] Che bisogna sorridere sempre.
Dai, ci vediamo dopo.
Mi raccomando, eh.
Ma fa male?
Certo che fa male.
Quindi? Non lo vuoi più?
Non ho detto questo.
Ti ricordi quella cosa che ci siamo detti l'altra sera?
Sì, beh?
Partiresti davvero?
Perché non dovrei?
Come facciamo coi soldi se stiamo sempre qua?
Anche qui ci sono dei bambini.
Quelli sono tutti da tenere quando i genitori vanno a lavorare in paese.
Offerta libera, ognuno dà quel che può.
Ma sempre soldini sono.
Però, come ti ho detto, devo aiutare Alma.
Se è più semplice, posso fare giocare io i bambini.
Così mettiamo più soldi da parte.
Sì, se ti va.
Mh mh.
Mettiamo da parte quello che ci serve,
compriamo i biglietti
e partiamo per Ushuaia.
Ushuaia.
[verso di dolore]
Chiudo con la pallina e abbiamo finito.
[musica malinconica in sottofondo]
[musica malinconica in sottofondo]
[vociare indistinto]
["Huhuilu" di Cucina Povera in sottofondo]
[risate]
[voci non udibili]
Ciao.
[parole indistinte]
- Com'è andata la festa? - Bene, dai.
Un monte di sbirri e zanzare ma direi bene.
Che fai? Vieni.
Oh, ti svegli?
- Il tabacco ce l'hai? - Non so quanto, ma credo di sì.
- Volo? - Vai.
- Grazie. - [ragazzo] Ridammi |a ciabatta, costa 30 euro.
Ciao, Yuri.
- Come sai il mio nome? - Agostino mi parla spesso di te.
[Alma] Che belle mani che hai.
Grazie.
Però ti mangi le unghie.
Come sta Sebastian?
E tu?
[Yuri] Tutto bene.
Hai la faccia stanca.
[Alma] Sei sicuro che stai bene?
Sì.
[Alma] Ok.
[squittio] [verso divertito]
- Scusate, stavate parlando. - Ciao.
- [Morgan] Ciao. - [Alma] Ciao.
[Morgan] Hai visto? Ti ha riconosciuto.
Occhio che ti potrebbe cagare addosso.
[Morgan] Ma lo fa perché è felice.
[Morgan] Tu lavori sempre con i bambini, vero?
- Sì. - [Morgan] TI vedo sempre quando passo.
Che ne dici se mi accompagni in un posto qua vicino?
Ha tutto, secondo me ti piacerebbe.
- Eh? - Va bene.
[Morgan] Dai, andiamo.
- [Yuri] Che fai? - Ti faccio una gabbietta.
Per Licia.
- [Morgan] Tela regalo. - Ma come mela regali?
Di solito questi animali hanno un po' paura di tutto,
però con te sta bene, sta tranquilla.
- Ma non ci sei affezionato? - [Morgan] No. Cioè, sì.
Boh, ne ho tanti altri.
Ehi...
- TI sei fatto male? - Poca roba.
Prova a metterla un po' dentro.
Vai, Licia. [squittio]
Chiudi bene, eh?
Morgan ha detto che se sbatto le dita sulle spalle, sale.
[Yuri] Vuoi vedere?
Licia, vieni qua.
Vieni.
Dai, Licia, vieni. Licia.
Vieni, Licia, dai.
Si vergogna perché ci sei te.
0 forse se l'è inventato.
[Yuri] È stato gentile.
Il problema non è lui che se l'è inventato.
È che tu ci credi.
Perché, lo conosci?
Non so chi sia.
Non conoscevi tutti qui?
Licia.
Vieni.
Togli quel topo. Dobbiamo mangiare.
Non l'hai chiusa bene.
[chiusura gabbia]
[Yuri] Grazie.
Buon appetito.
Se non ci fossi io a cucinare qui…
Che hai fatto oggi?
Perché me lo chiedi?
Mi hai visto.
Ho sbagliato a venire?
TI ho mai detto che non puoi fare qualcosa?
E allora perché fai così?
Così come?
Mi sento sempre in punizione.
Non so mai cosa ho fatto di sbagliato.
L'hai fatto tu?
Che c'hai là?
Ma perché è diventato così?
[Agostino] Secondo te?
Se te lo chiedo, vuol dire che non lo so.
Ago…
Se passi i pomeriggi a raccattare i topi nelle fogne
è normale che ti viene un'infezione.
Non hai detto che potevo fare tutto quello che volevo?
Se c'è qualcosa che non ti sta bene, quella è la porta. Ok?
Scusa.
- [Agostino] Eh? - Scusa.
[Agostino] Shh.
[Agostino] Basta chiedere scusa.
[Agostino] Ti fa male?
Mi sono abituato.
[verso divertito]
[gemito]
Ago… [risata]
[verso divertito]
Che ti ridi?
[risata]
[Yuri] Ago…
Ago…
Ago, dai…
Dai, smettila... [risata]
[Yuri] Dai, Ago, smettila.
[versi di disagio] [risata]
Hai sete?
[versi di disgusto]
[Agostino] Apri.
Oh,
manda giù. [verso di soffocamento]
Manda giù.
Manda giù.
[conati di vomito]
[risata]
[tossire]
Che c'è, Yuri?
- [canzonatorio] "Non mi importa se fa male." - Vaffanculo!
[risata]
- Dai. - Lasciami!
Guarda chi c'è.
[Agostino] Dai, Yuri.
Dai.
Dai, puniscimi.
No.
[sospiro]
Ma devi farlo per forza tu?
Che cosa?
Stare con Sebastian.
Tu non aiuteresti una persona a cui vuoi bene?
Alma ha detto che ho delle belle mani.
[verso divertito]
Che (attua!
[Yuri] Che fai qua? Di qua, di qua.
[imita motore di aereo]
Guarda che hai fatto. Guarda che hai fatto.
Eh? Si fa?
Non sei un signorine educato, non si fa.
TI insegno una cosa.
Ci sei? Sei pronta? Dobbiamo partire.
[imita motore]
[imita cronista] Licia e Yuri stanno per arrivare al traguardo!
Licia e Yuri… [imita motore]
Go! [squittio]
[Yuri] Evincono!
Abbiamo vinto! [risata]
[musica malinconica in sottofondo]
[Yuri] Dove siamo?
[Agostino] In Patagonia.
[Yuri] Sì.
[Yuri] Come mai tuo padre aveva quel CD?
[Agostino] Mio padre aveva tutto.
Quando è morto ci siamo trovati con una collezione di cose inutili.
Sei bravo coi bambini.
[Yuri] Sono diventato empatico?
Ma viene anche Sebastian con noi?
[Agostino] No. Non ci dobbiamo portare niente.
Manco il camper.
[Yuri] E Alma?
[Agostino] Alma che?
[Yuri] Che ci hai fatto con le cose che ti ha lasciato tuo padre?
[Agostino] Ho bruciato tutto.
[Yuri] Dai, non ci credo.
[Agostino] Credi che non sono capace?
[Yuri] Perché l'hai fatto?
[Agostino] Chiudi gli occhi.
- Cosa vedi? - [Yuri] Niente.
[Agostino] Esatto.
È tutto quello che voglio.
Dai. [squittio]
Come sta Licia?
Sta bene.
- Perché li tieni qui? - Li vendo.
Ai mercati, alle fiere...
- Te ne è mai scappato qualcuno? - Certo.
[Morgan] Nessuno ama stare in gabbia.
Poi penso che alcuni animali sono fatti per stare in gabbia.
In che senso?
Pensa a Licia. Se l'altra sera alla festa non la salvavi,
chissà che fine faceva.
- Posso provare io? - Certo.
- Fa' attenzione. - Grazie.
[Yuri] Sì.
Ehi?
[versi di richiamo]
Vieni. Guarda chi c'è. Vieni. Vieni.
[sibilo]
Chiudo?
Settimana prossima io vado a una fiera.
Se vuoi, puoi venire con me.
"0" lo 50-
- È che dovrei andare in Patagonia. - Dai!
Sì.
Fichissimo, tutto.
E cosa c'è in Patagonia?
Beh, è un posto incontaminato.
Dove la gente pensa soltanto a stare bene.
Un po' come qua, insomma.
Beh, non è proprio così.
Yuri?
- Perché non stai dai bambini? - [Yuri] Avevo finito.
- Ciao. - [Morgan] Ciao.
- [Agostino] Che belli. - [Morgan] Grazie.
- E lui? - Lui è Jimmy.
Un marsupiale asiatico.
[Morgan] Dopo che ha mangiato, si riposa.
[versi di richiamo]
Io torno al camper.
- TI accompagno. - No.
Non fare il maleducato.
Finisci di parlare.
[Morgan] Beh, figo che andate dall'altra parte del mondo, no?
Sembra buonissima. [verso affermativo]
- Come è andata oggi coi bambini? - Bene.
Ah,
ho questi qua.
Questi...
- Ma me li davi dopo. - [Yuri] Non fa niente.
E ho anche… eccoli.
- [Agostino] TI hanno dato tutti qualcosa? - [Yuri] Sì.
- [Yuri] Tranne due. - Ti hanno detto perché?
[Agostino] Oggi ho beccato un amico mio.
Questo sta impicciato con un'agenzia di viaggi
e mi parlava di un'offerta per dei voli.
Fiumicino-Ushuaia.
- Ma che dici? Li hai presi. - [Agostino] No, non ho fermato nulla.
Perché?
Telo volevo dire oggi, ma non ti ho trovato.
- [Yuri] Adesso non siamo più in tempo? - Non lo so.
- Dove si trova quest'agenzia? - [Agostino] In paese.
E come si chiama?
[Agostino] Non mi ricordo.
Però c'ha i muri tutti blu.
- E adesso che facciamo? - [Agostino] Aspettiamo.
Sentì, prendi il barattolo così ce li mettiamo dentro insieme?
Licia?
Licia?
[Agostino] Che succede?
[Yuri] Licia è scappata.
Avrai lasciato di nuovo la gabbia aperta.
[Agostino] Vieni qua.
[frinire]
[latrati]
Voglio dirti una cosa bella.
Però poi mi devi promettere che sorridi.
Non devi lavorare più.
Alma mi ha trovato un lavoro da un contadino qua vicino.
[Yuri] Posso venire anch'io.
Così mettiamo da parte ancora più soldi.
Tu devi stare con Sebastian.
Se no Alma come fa a venire a lavorare?
Non sei capace di badare a un topo
e io ti affido una delle cose più importanti della mia vita.
[sospiro]
[Agostino] Non lo vedi quanto mi fido di te?
[Yuri] Quindi devo stare tutto il giorno con Sebastian?
[Agostino] Qua puoi fare mille cose.
Puoi lavare, puoi cucinare.
Poi, voglio dire,
è anche ora che in…, no?
[ansimi]
Fai anche questo con Morgan?
No.
[ansimi]
Basta.
Basta. Basta.
Mi fa male.
[sospiro]
[voci indistinte]
[vagito] Shh.
[Agostino] Reggimelo un attimo.
- Ciao. - [Agostino] Ciao.
- Dove sta lo la in e? - Dovevi cambiarlo prima di lasciarlo qui.
Hai ragione, scusami.
Ridammelo un po'.
[vagiti]
[Alma] Dammi, faccio io.
Che abbiamo combinato? Che abbiamo combinato?
[vagiti]
- Quanto ha? - [Alma] Lui?
Sei mesi. Tu?
Ne faccio 20 ad agosto.
[Alma] Sembri più grande.
Ti fa piacere? [vagiti]
Comunque sei molto gentile a tenerlo con te. Grazie.
Di niente.
[Alma] E poi mi fido più di te che di lui.
[Alma] Ora lo porto a fare un lavoro vero.
[Agostino] Comunque non aveva fatto niente.
Nemmeno la pipì.
- Ago, ti aspetto fuori. - Ok.
Grazie.
[vagiti]
Il cappello...
[sospiro]
Tieni, prendilo.
[sospiro]
Tutto a posto?
Ci vediamo stasera.
. Ok?
Lo la in e...
Eccomi!
[voci indistinte]
[musica di tensione in sottofondo]
Sebastian, dai.
[pianto]
[pianto]
Eccomi, eccomi, eccomi.
Sto qua, sto qua, sto qua, sto qua, sto qua.
[pianto] Shh.
[pianto] Shh.
Fai il bravo, dai. Adesso arriva.
Arriva, arriva, arriva, arriva. Shh.
Dai. E su, basta, dai.
Sebastian...
[pianto] Shh.
Dai, dai, dai, dai, dai.
[pianto]
[tintinnio di stoviglie]
Hai fatto tardi.
Mmh.
Sebastian?
Eh, dimmelo tu.
Scusa.
Non fa niente.
Ho sete.
[Agostino] Sono buoni.
Quante cose che ti ho insegnato, comunque.
Tu impari.
Impari molto velocemente.
E poi, quando ti ho conosciuto, non eri così libero.
In che senso?
Quello che mi hai detto.
Che avevi sete.
[Agostino] Prima non l'avresti mai detto.
Anche questo significa essere liberi.
Sapere chi sei, cosa vuoi...
cosa ti piace.
A me piace quello che piace a te.
[sospiro]
Quando ce ne andiamo da qui?
[Yuri] Io non lo so per che' sono ancora qui.
11 aspetto tutto il giorno come un idiota.
Cosa aspetti?
Oh, cosa aspetti?
Il giorno in cui non avrai più bisogno di me
e mi abbandonerai come un cane, già lo so.
Pensi questo?
Visto che non ti fidi di nessuno
dimostrami che non voglio partire.
[sospiro]
[carillon]
[vagiti]
[vagiti]
[pianto] [Yuri] Shh.
[pianto]
[pianto]
[pianto]
[musica ritmata in sottofondo]
[clacson]
[porta bloccata]
[donna] Le apro io. [apertura automatica]
Grazie.
Prego, si accomodi pure. Si sieda.
Come posso aiutarla?
[Yuri] Vorrei andare via.
- [donna] Certo. Dove vuole andare? - In Patagonia.
Ok. Quante persone siete?
Due. Solo due.
E quanto ha il bimbo?
- In che senso? - Perché i bambini così piccoli
non sono considerati passeggeri dalle compagnie aeree.
No, non viene con noi. Parto con un'altra persona.
Ah, ok.
Non so, ha in mente un posto in particolare, una città...
Era il volo per…
Ushuaia.
- Ushuaia? Ok. - Patagonia.
- Quando vuole partire? - Oggi.
Oggi?
Meglio domani?
- Domani. - Domani.
[ronzio]
Il suo nome?
Rapagnetta Yuri.
E il nome dell'altro passeggero.
Agostino.
Agostino. Cognome?
- Non lo so. - Scusi? Non ho sentito.
Non lo so come fa di cognome.
Però ha detto che vi conosce.
Che un suo amico lavora qui.
Guardi, qui ci sono solo io.
C'è… una mia collega.
Sicuramente si è sbagliato.
- Non conosco nessun Agostino. - Forse.
Possiamo partire domani?
Si tratta di voli settimanali.
Certo.
Li metto qua.
Ecco. Sono questi qua.
[sospiro]
Che c'è?
Signore, temo che questi non bastino.
Magari troviamo qualcosa di più vicino, eh?
Mala Patagonia è… ecco...
Che significa che non bastano?
- Signore, non so che dirle... - Li conti un attimo. Per favore.
- [disperato] Li conti. - Guardi...
- Come fa a dire che non bastano? - Mi dispiace, non so proprio…
- Non so come aiutarla. - Non li ha neanche contati.
Li conti.
Se vuole, li contiamo insieme. Ok?
Allora: dieci,
venti,
trenta...
- Non so proprio come aiutarla. - Aspetti, aspetti. Ho perso il conto.
- Non so come aiutarla. - Solo un attimo.
Venti,
dieci...
Mi può dare una mano che facciamo prima?
Lo conosce?
Gli apro? [pianto]
[Agostino] È un'ora che ti cerco.
[affanno]
Alzati.
Dai, andiamo.
Dai.
Va tutto bene? [pianto]
- Shh. - [Agostino] Andiamo, dai.
No.
- Vieni con me. - No, non vado da nessuna parte.
Non vado da nessuna parte!
- Ehi, calmati. - No.
- Dai. - Lasciami!
[musica drammatica in sottofondo]
[vagiti]
[Agostino] Comunque non gli è successo niente, sta bene.
Alma? Alma?
Ascoltami un attimo, Alma.
Perché sei scappato?
- Ehi. - Lasciami.
[sospiro]
Che cosa stai facendo?
- Lascia stare. - Lasciami.
[sospiro]
Che succede?
Voglio andare via.
Non vuoi partire più?
- Non sono io che dico le bugie. - E chi sarebbe?
[sospiro]
- Siediti un attimo, non fare il bambino. - Lasciami andare.
- Siediti un attimo. - Non mi toccare.
- Dai, siediti un attimo. - Non mi toccare.
- Ma che fai? - Fammi andare!
Lasciami andare. Ma perché?
Perché? Sei tu che parli tanto di libertà
e poi sei il primo che mi dice che cosa devo fare.
- Sempre. - Ce l'hai con me?
- Ce l'hai con me? - No.
- Puniscimi. - No.
- Puniscimi, picchiami. - Hai bisogno di questo?
Ho bisogno di questo sì, se ti calmi.
Tu hai bisogno di tutto.
Tu hai bisogno di Alma.
Hai bisogno dei soldi.
Hai bisogno di questo camper.
Tu hai bisogno di me.
E io non voglio più avere bisogno di te.
Io non ho bisogno di niente.
Dimostramelo.
[musica di tensione in sottofondo]
[musica di tensione in sottofondo]
[musica di tensione in sottofondo]
[voci indistinte]
[Morgan] Poi non è che sono scappato, mi ha proprio cacciato.
- [Yuri] Tua madre? - [Morgan] Sì.
[Yuri] E che è successo?
[Morgan] Mi ha beccato a fumare una canna.
Ha fatto tutta una scenata...
Poi mi sono incazzato e le ho detto: "Lo sai che c'è?"
"A me non piacciono solo le canne, a me piacciono le droghe."
- "Ma non una, tutte." - [Yuri] E lo pensi davvero?
Sì. Inizialmente mi buttano in un mondo di tranquillità.
Però poi sto male.
Però, ti dirò, è proprio quando sto male
che alla fine mi sento, capito?
[verso affermativo]
Credo di sì.
Quando parti per la fiera?
Stasera.
C'è un po' di strada da fare.
E te che fai?
"0" lo 50-
Secondo te che posso fare?
Boh, puoi venire con me.
Ehi...
[Morgan] Non ti ci affezionare troppo, eh?
Che lui col cazzo che te Io regalo.
Perché lo tieni al guinzaglio?
Magari vuole farsi una corsa.
Pure se lo slego, non va da nessuna parte.
Magari si sente più al sicuro così.
Prima pensavo a Licia.
Che pensavi?
Che magari è riuscita a sopravvivere da sola.
10 già te l'ho detto come la penso.
Però magari ce l'ha fatta.
E quindi? Che fai?
[frinire]
[stridii]
[musica techno dalle casse]
[musica techno dalle casse]
[risata]
Ehi, ragazzi...
Dai!
[musica techno dalle casse]
[musica techno dalle casse]
[affanno]
[affanno]
["Patagonia" di José Larralde in sottofondo]
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[ronzio]
[frinire]
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