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[musica]
[applausi]
Bel colpo! Peccato che hai superato la linea.
Io non credo proprio.
L'hanno visto tutti, hai superato la linea.
- Filippo, che dici? - Sono due punti per Angela.
Vogliamo dimenticarci anni di regole?
Vabbè...
Secondo me dovremmo fare coppia insieme.
Prima contesti e poi mi fai il filo?
- Sono già sposata io. - Però hai un bel sinistro.
Saremmo una bella coppia io e te.
Scusa, devo andare.
Angela, promettimi almeno che ci pensi!
Ora andiamo a casa e ti preparo il biberon.
Sì e poi ci mettiamo anche il limoncello.
- Che scemo! - Le piace il limoncello!
Finiscila!
Bella di papà.
[raffica di spari]
Andiamo via!
[il neonato piange]
[il motore non parte]
'Fanculo!
[raffiche di spari]
[uomo] Via! Via!
Hanno fatto sparire l'altra macchina?
- Minchia! - Che c'è?
Ci siamo scordati il Tedesco.
Qualcuno deve andare a prenderlo
- se no resta lì fino a domattina. - Quello è preciso.
Era un po' che non ci divertivamo così, eh?
Mi fa piacere che ti sei divertito.
Questo è solo l'inizio.
Anche stasera ci sei andata?
Sì.
Ah.
Dovrei sapere qualcos'altro?
Che ho un bel sinistro.
Che dici, questa?
Papà!
- Meglio l'altra. - Nell'altra ha gli occhi chiusi.
Scegliamo noi che papà non capisce niente.
[squilli del telefono]
Carlo?
Sì, va bene. Cinque minuti.
Devo andare.
Ti amo, lo sai?
Ciao.
Che facciamo noi adesso?
Guardiamo le foto nuove.
Vediamo cosa c'è qua.
Guarda che bella Carlottina.
Che bello papino qua.
[Barone] Piovevano morti.
Giorni di sangue
che i giornali avevano ribattezzato "Idi di marzo".
A Corleone non si sparava da 15 anni,
segno che stava accadendo qualcosa di importante.
E per noi di totalmente oscuro.
[maresciallo] La bambina è viva.
Con tutti i colpi che hanno sparato è un miracolo.
[uomo] Maresciallo!
[Mazza] Saverio.
Guarda il cognome della donna.
Giammona.
[Barone] Giovanna Giammona.
Un mese prima era toccato a suo fratello Giuseppe.
Entrambi incensurati, fratello e sorella.
Gente che, per quanto ne sapevamo,
con la mafia aveva poco da spartire.
Come i due marocchini ritrovati a Brancaccio.
In quel caso le modalità dell'omicidio
sembravano escludere il movente mafioso.
Ma i bossoli ci riportavano alle stesse pistole
che avevano sparato a Corleone.
Pochi giorni dopo è il turno di Antonino Giuseppe Vallecchia,
nome d'arte Gianni Giannuzzo.
In ambiente malavitoso conosciuto come il Cantante.
[canta in napoletano]
Un neomelodico che si esibiva a feste di paese e matrimoni,
soprattutto se di mafiosi.
Lupara bianca.
Un demone senza volto seminava morte indisturbato
e io ad aspettare, a sperare che colpisse ancora
solo per riuscire a dargli un nome.
Chi è questo senza morte
che va per il regno della morta gente?
Della morta gente.
Che dici?
No, niente. Divina Commedia.
- In che modo ci è utile? - I libri sono sempre utili.
Ricominciamo dal primo capitolo.
- Questo: Francesco Montalto. - Sì.
Reggente del mandamento di Villabate,
figlio del boss Salvatore Montalto detto Totò Cane Fedele,
alleato storico dei Corleonesi.
Qualcuno lo ammazza e Bagarella si vendica.
- Semplice, lineare. - Sì, lo so.
Ma allora perché tutti questi innocenti?
Perché?
Forse sono cambiate le alleanze.
Nomi nuovi, gente nuova...
Forse Bagarella e i suoi sono andati fuori di testa.
- Perché proprio adesso? - Problemi di territorio?
Mancanza di rispetto?
Troppo sangue annebbia il cervello.
- Ok, me ne vado. - Come te ne vai?
Sono quasi le 20, sono rimasto anche troppo.
Io la sera torno a casa
e cerco di non portarmi dietro questi morti.
Ed evito di portare qua i problemi che ho a casa.
Comparti stagni, dovresti provare.
- Non hai una bella cera. - No?
Come hai detto? Troppo sangue annebbia il cervello.
Quello vale anche per noi.
Vai a casa, Saverio.
Oh! Piano.
Stai qui da quattro ore.
La pazienza fa il cacciatore. La pazienza!
Sì, la pazienza...
- Ripeti anche le sue frasi. - Ma quale frasi?
Ancora non l'hai capito che ti prende per il culo?
Le impronte vanno lì dentro. Ora vedrai.
- Va bene. - Giada, ma dove vai?
- Forza. - Oh!
Andiamo a conoscere questo cinghiale.
- Giada, ma che fai? - Vieni o resti lì?
Piano.
Andiamo.
[Zaza] Dottore...
Dottore.
Andiamo, la riporto a casa.
L'ultimo e ce ne andiamo.
Un altro, per cortesia.
Grazie.
Alla salute.
- Buongiorno, ragazzi. - Andiamo a casa, dai.
- Ha chiamato anche Giada. - No, in procura.
Colazione?
Questo non sa niente. Aveva ragione Nino.
Abbiamo sbagliato persona.
Aspetta, lo faccio io.
Gli piaceva ballare a questo fetuso?
Almeno così se ne va a ballare.
[versi]
Ora a chi tocca?
Al suo compare Marcello Grado.
- Il figlio di Tanino occhi celesti - Aggiungi anche Carmine.
Quello che ha la merceria sotto casa mia.
Ogni giorno esco di casa e lo trovo là che mi guarda.
Non credo c'entri con questa storia.
Voglio dire... ho capito che è un vecchiarieddu.
- Quindi? - Ci penso io.
- Da domani le porta rispetto. - Tony.
Toglimelo dai coglioni o gli cavo gli occhi.
Gliel'assicuro io.
Poi chi c'è?
A Villabate non abbiamo finito.
Ci sono ancora gli uomini di Di Peri.
- [Mangano] C'è Uccio. - [Bagarella] Chi?
Salvatore Barbagallo
e quei quattro coglioni del Franky Bar.
Queste mani non ti fanno paura?
Sì.
Sai quante persone hanno ammazzato?
Dimmelo ancora.
Sai quante persone hanno ammazzato?
Dimmelo ancora.
Sai quante persone hanno ammazzato?
- Uccio, che succede? - Ssh.
Dimmi la verità. Mi devo preoccupare?
Certo.
Ti piace stare con un bandito?
Sto scherzando, gioia mia.
Finché stai con me puoi stare tranquilla.
Fidati, ok?
Però facciamo così.
- Oggi prendo la tua macchina. - Cosa?
Almeno sto tranquillo.
Tieni, fatti chiamare un taxi.
Bellissima, ti diamo noi un passaggio!
Qui c'è un sacco di spazio. Dai che ci divertiamo!
Vaffanculo!
[Barbagallo] Finché stai con me puoi stare tranquilla.
Fidati, ok?
Sta sempre al Franky Bar, a Villabate, insieme agli amici.
È una specie di punto di ritrovo.
Poi che altro fa con questi amici?
Girano armati, sparano.
Per conto di chi non lo so.
- Come hai detto che si chiama? - Uccio.
- Uccio. - Salvatore.
Salvatore.
Salvatore e poi?
Va bene. Che altro fa questo Uccio?
Mi racconta delle armi che usa,
i morti ammazzati,
i cadaveri sciolti nell'acido, roba così.
- Perché ti dice queste cose? - La cosa lo eccita.
Va bene.
Solo che adesso si guarda sempre le spalle.
Ogni volta vuole che ci vediamo in un posto diverso.
Ha paura di qualcosa.
E tu hai paura?
Hai fatto bene a venire, ti posso proteggere.
Ma ho bisogno di qualcosa di concreto, capisci?
Un nome, una data, un luogo...
- Qualcosa che si possa verificare. - [bussano]
Avanti.
Scusate. Ho pensato che un caffè...
- Grazie. - Sono già zuccherati.
- C'è del latte? - No.
Però vado al bar e torno.
- Non fa niente. - La prossima volta mi ricorderò.
Io vado.
Mi dispiace, i nomi non me li dice.
Ieri mi ha parlato di un tizio, un certo Cantante.
- Le può servire? - Vai avanti.
Dice che l'hanno preso nel mezzo di un matrimonio
e l'hanno portato in un capannone vicino Villa Abate.
E poi lo hanno torturato per fargli confessare qualcosa.
- Chi? Uccio? - No, gente che conosce.
Facciamo così.
Ti darò una nuova identità, una casa e un lavoro.
Tu però devi fare una cosa per me.
Tira fuori un nome, un luogo, una data,
qualcosa che dimostri che Uccio c'entra in questa storia.
Noi registriamo tutto, lo arrestiamo
- e tu non lo vedi più. - Non voglio vederlo adesso!
Ci siamo noi a proteggerti.
Pronti a intervenire in qualsiasi momento.
Saresti più sicura di quanto sei adesso.
Fidati di me.
È quello che mi ha chiesto anche lui. Devo andare.
Promettimi che ci pensi.
[Barone] In Sicilia si dice
che in tempi di fame anche un fegato di mosca
può costituire nutrimento.
- Zaza. - Dottore.
- Vieni un secondo, per favore? - Arrivo subito.
[Barone] Ecco le mie chiavi per provare a capire qualcosa
in questa guerra senza senso.
Un neomelodico scomparso nel nulla
e una ragazzina con tanta voglia di cambiare
ma troppa paura per farlo sul serio.
Perché tutti crediamo di voler cambiare vita.
Ma la verità è che senza le nostre insicurezze, paure
ci sentiamo perduti.
Minuscole barche alla deriva nell'oceano.
Tutti vogliamo cambiare vita
ma chi è disposto a farlo per davvero?
- Ciao, gioia mia. - Ciao.
Mi hai fatto la trippa!
Sì, ti ho fatto una sorpresa.
E tu invece che mi devi dare?
Guarda che è l'ultimo.
- Che vuol dire? - Lo sai.
No, non lo so invece.
Non disegna più.
Scusa, ma gli ho mandato le riviste,
gli album da disegno, i colori e i pennarelli.
Vincenzina.
Guardami.
Vincenzina! Guardami.
Come pensi che va a finire questa storia?
Non c'entra con noi altri. E te l'avevo già detto.
E invece c'entra.
Sì, c'entra.
C'entra perché il picciriddu lo avete preso te e Santino.
La Madonna non ci fa la grazia perché lo hai preso tu!
Carmine, hai un minuto?
- Ci conosciamo? - Sai che ore sono?
Sono le 8.30. Da oggi il negozio lo apri alle 9.
- Perché? - Perché te lo dico io.
Che minchia vuoi? Vuoi farmi spaventare?
- Vuoi mettermi paura? - Sono qui come amico.
Non sono io quello di cui devi aver paura.
È una minaccia? Io chiamo la polizia.
Dici che se chiami la polizia quelli ti aiutano?
Ora mi hai capito.
- Alle 9? - Sì, adesso vattene.
Buongiorno, don Luchino.
Bravo Gesù Cristo che mi fece la grazia.
C'è uno che ti cerca.
Ti ho fatto mettere il latte.
Che fai stasera?
Prego.
Da questa parte.
Serena, che piacere!
Vieni.
Prego.
Vino?
Ti piace, eh? Ristoranti, vestiti belli...
E a chi è che non piace?
Ci sono posti dove per vivere così non occorre la pistola.
Posti in cui una bella ragazza come te
può trovare un uomo onesto
che possa garantirle tutto questo.
- Ah, sì? Non a Villabate però. - No.
Ci stiamo lavorando.
Dimmi il nome di una città.
- Milano. - Milano... non male.
Ci ho vissuto. Il clima è una merda però.
Sì, ma ci sono un sacco di negozi.
Le luci, la metro, le persone che non ti conoscono,
che non sanno da dove vieni
- e che manco gli interessa. - Milano. Va bene.
[squilli del telefono]
Rispondi.
È lui.
- Pronto? - [Barbagallo] Ti pensavo.
- Anche io ti pensavo. - Ti ho cercato prima.
- Perché non rispondi? - Scusa, ho avuto da fare.
- Ci vediamo stasera? - Stasera no.
Sono ancora al negozio.
- Domani, quando finisco? - Facciamo al motel.
- Facciamo da me. - Da te? E perché da te?
Non lo so, la prima volta era da me...
- Mi è venuta nostalgia. - Minchia, non vedo l'ora.
- Anche io non vedo l'ora. - A domani.
A domani, amore.
A Milano.
[Barone] Che fai sveglia?
Pensavo di andare a letto a fare finta di dormire
invece adesso preferisco mandarti a fare in culo.
Dov'eri finito? Due giorni senza avere notizie.
Sto lavorando tanto.
Tu la notte non lavori, stai fuori casa. È diverso.
Preferisci ubriacarti in un bar di merda
- piuttosto che tornare qua. - Te l'ha detto Zaza?
No, si sente dalla puzza.
- Vuoi mettermi in croce? - No, Saverio.
Io voglio che mi parli
che mi dici quello che ti passa per la testa.
Perché non parliamo più io e te?
Perché non facciamo l'amore?
La nostra vita è cambiata, Giada.
Il mio lavoro è cambiato, abbiamo una figlia.
- Questo lo so già. - Cosa vuoi che ti dica?
L'altro giorno ho trovato un cadavere
con i coglioni infilati nella bocca.
C'è una guerra a Palermo.
Per capirci qualcosa devo far scopare un mafioso
con una ragazzina. Vuoi sapere questo?
Ho rinunciato a tutto pur di stare con te.
Non mi tagliare fuori.
Se per tornare a casa devi parlarmi di queste cose,
- allora, ti prego, parlamene. - Non devo parlare di questo.
Non mi serve a una minchia parlare di questo.
Io devo restare concentrato.
E se per farlo devo restare fuori da qui, lo faccio.
[Carlotta piange]
Se hai fame, c'è qualcosa in frigo.
Il Cantante. A noi interessa lui.
Se Uccio divaga, riporta il discorso su quello.
Ci servono notizie precise, verificabili.
Un nome, un cognome, un indirizzo.
A quel punto noi entriamo e finisce tutto in un attimo.
Mi sembra di stare dentro Nikita.
- Il film. Avete capito qual è? - No.
Lei è una mezza sbandata e i servizi segreti
- la fanno diventare una spia. - Come finisce?
Lei spezza il cuore al suo uomo e poi sparisce.
Direi che abbiamo il nome dell'operazione.
Operazione Nikita!
Ho portato i vestiti, volete vederli?
- Non c'è bisogno, mi fido. - Io vorrei vederla.
Pensavo a una guêpière, ma non bastavano i soldi.
- Non è importante. - Prendila.
Compra quello che ti serve.
Devi dare il meglio di te. Lo devi eccitare,
lo devi far impazzire, Serena.
L'uomo eccitato è debole, non ha difese.
Più si eccita, più parla.
Più si eccita, meno pensa che stai cercando di fotterlo.
Brava.
- Ma tu sei un maniaco. - Scrupolo professionale.
Stiamo rischiando sulla pelle di una ragazza di 20 anni.
Lo so.
Quanto mi fa schifo questo posto.
Ha parlato il lord inglese.
A me invece fa schifo il profumo che ti metti.
È fatto con gli ormoni, costa un sacco di soldi.
Le femmine diventano pazze.
Gli ormoni li tirano fuori dai cavalli.
Una bella siringata nelle palle e il profumo è pronto!
Vaffanculo, va'!
Uccio, vediamo di non far incazzare mio padre.
- Ricordi quello che devi fare? - Sì, me lo ricordo.
[squilli del telefono]
- Pronto? - [Raja] Cosa cerchi?
- Dove sei? - Fatti i cazzi tuoi.
Per una volta non ti puoi far vedere e basta?
- Che cosa cerchi? - Lo sai.
Prendi quello che devi prendere, niente di più.
Guarda che ti tengo d'occhio.
Minchia, questo è squilibrato.
Non dico di vestirsi bene ma presentarsi così!
- Presentarsi come? - Con questa camicia!
Tutto quest'oro che pari una santa.
Devo vestirmi come te?
Dobbiamo ammazzare un pezzo di merda.
- Non stiamo andando a donne. - Sì, ma ci vuole stile.
Anche se stai andando ad ammazzare un cristiano.
Non gli do il tempo di vedere come sono vestito.
Pinuccio, sei proprio un villano.
E ridi, Nino!
[musica]
- Uccio... - Minchia, vieni qua.
Perché questo spettacolo?
Ho paura, Uccio.
Penso che ogni volta potrebbe essere l'ultima.
E cazzo, mi piace...
Tutte le cose che mi racconti,
il sangue,
i morti ammazzati,
Più ci penso più mi viene voglia di scopare.
[ansimano]
[Serena] Raccontami del cantante napoletano.
[Barbagallo] Che c'entra il Cantante?
[Serena] Pensavo a quel matrimonio.
Gli anelli, l'abito bianco...
Gli sposini che si giurano amore eterno
e nell'altra stanza un uomo muore ammazzato.
Non l'hanno ammazzato lì, lo hanno portato via.
- E dove se lo sono portato? - Perché tutte queste domande?
[Barbagallo] Ti stai ammalando di sbirritudine?
Le voglio vedere le cose che mi racconti.
Come se fossi là.
Il ristorante vista mare,
gli invitati,
il tramonto tutto rosso...
Non c'è il mare a Roccamena, solo montagne.
Però c'era una piscina con le statue antiche.
Lo hanno portato via a metà matrimonio.
[Barbagallo] L'hanno infilato nel portabagagli
e lo hanno portato dove si ammazzano i porci.
Aspettiamo.
[Barbagallo] Lo hanno strangolato con una corda fina fina.
E poi lo hanno squartato, pezzo per pezzo.
Nell'acido si scioglie meglio.
E chi è stato, amore mio?
Dimmi che non sta succedendo quello che penso.
Minchia!
Stai zitta.
- Aspetta! - Che cazzo aspetto!
Via! Via!
Minchia, ti ammazzo!
[Barbagallo] Spia di merda!
- [ROS] Fermo, Barbagallo! - [ROS] Metti giù la pistola!
[voci concitate]
[Barbagallo] Piano, mi fai male!
[ROS] Testa di cazzo!
Questo pezzo di fango manco è venuto.
Oggi non aveva voglia?
Qualcuno gli avrà detto che un villano l'aspettava.
Sì.
Io non spreco la giornata.
Voglio andare a Mondello.
[musica]
Se vuoi prendere le tue cose, il momento è questo.
Non voglio niente.
Guarda che a Milano fa freddo.
I vestiti me li compro là.
Va bene, andiamo.
Grazie.
Può togliere le manette.
Salvatore Giuseppe Barbagallo, detto Uccio. Giusto?
È interessante
la descrizione del matrimonio a Roccamena
che è la circostanza in cui è stato visto per l'ultima volta
Antonino Vallecchia, detto il Cantante.
- E quindi? - No, dico...
È curioso che lei sappia tutte queste storie
visto che la scomparsa di Vallecchia
non è stata denunciata neanche dalla moglie e dalla figlia.
L'avrò sentito da qualche parte, forse me lo sono inventato.
Abbiamo preso il genio della lampada
che si inventa le cose che poi si avverano.
Qual è l'accusa di preciso?
- Stasera avrei da fare. - No.
Lei non va da nessuna parte.
Matricola abrasa.
Ce n'è abbastanza per mandarla in tribunale.
E mandatemici.
L'analisi balistica ci racconterà qualcosa d'interessante.
Abbiamo molti omicidi ancora in cerca di un papà.
Non c'è niente da raccontare.
Io sparo un sacco di minchiate e quella me la dà.
- Mi pare che funziona, no? - Minchia se funziona!
Funziona alla grandissima.
Così bene che se ne sta ammanettato in caserma.
[bussano] Dottore?
[voci non udibili]
- Posso avere una sigaretta? - È l'ultima.
[bussano]
- Che succede? - Un'altra sparatoria.
A Mondello stavolta. Due ventenni incensurati.
Uno è ancora vivo, lo stanno portando a Villa Sofia.
- Io vado. - Vengo anche io.
E Barbagallo?
Fagli fare una doccia.
Magari gli passano i bollenti spiriti.
Mettere i piedi nell'acqua con il caffè in mano...
- A me è sempre piaciuto. - Un mare bellissimo.
[squilli del telefono]
Rispondi tu, per favore?
Qua c'è lo zucchero.
Pronto?
[Bagarella] Perché non rispondi al cellulare?
Mi scusi, non so dove l'ho messo.
Ascoltami bene.
Stavolta non è un gioco e non c'è nessuna scommessa.
- Farai quello che ti dico. - Sì.
Un picciotto si è preso una pallottola a Mondello.
L'hanno portato a Villa Sofia.
Fagli visita da parte mia e alleviagli le pene.
Sì, me ne occupo io.
- Papà, vieni... - Che fai qua? Esci!
Amore, vai di là.
Che sta succedendo?
Andiamo.
[voci non udibili]
Capisci? Morire a 20 anni.
Un altro povero cristo che non c'entra niente.
Era già messo malissimo quando è arrivato qua.
Mi scusi.
Speriamo di avere più fortuna con gli altri testimoni.
La vedo dura.
Come funziona il torneo?
Semplicissimo.
Scegliamo il nome per la squadra e ci iscriviamo.
L'iscrizione è 5.000 lire. Possiamo farla anche subito.
Va bene.
- Serve un documento. - Ah! I documenti...
Li ho lasciati a casa. Perché, è un problema?
No, nessun problema. Possiamo iscriverci domani.
Sì.
Che sono?
Le trascrizioni delle sue confessioni a Serena.
Quelle che abbiamo registrato e quelle che ci ha detto lei.
- E allora? - Allora niente.
Carta straccia.
Niente nomi, niente riscontri oggettivi.
- Che vuol dire? - In tribunale non vale niente.
Se la caverà con tre, quattro anni
per la matricola abrasa sulla pistola.
Poteva andare peggio.
Però io domani deposito questi atti in tribunale.
Allora, sa che succede?
Tutta Cosa Nostra saprà che lei, senza motivo,
ha raccontato i segreti dell'organizzazione a una donna
che si dà il caso non è neanche sua moglie.
È una ragazzina.
Fossi in lei non avrei fretta di uscire dal carcere.
Buona fortuna, Uccio.
Come funziona?
Mettiamo a verbale che tu collaborerai con la giustizia.
Poi prendiamo una macchina e andiamo a Trapani,
lontano da Palermo e dai suoi morti.
Un magistrato. E chi minchia sarà mai?
Lo vedo tutti i giorni.
È lo stesso che mi arrestò quattro anni fa.
Lo stesso che ha fatto prendere Mico.
- Si chiama Barone, giusto? - Sì.
- Com'è questo Barone? - Scusatemi.
- Vuoi un caffè? - No, la ringrazio.
Tony,
tieni d'occhio Vincenzina.
[squilli del telefono]
Questa è la segreteria della famiglia Barone.
Lasciate un messaggio e vi richiameremo.
Se non ci sentite, insistete.
[segnale acustico]
[Barone] Giada, rispondi. Lo so che sei a casa.
Devo andare a Trapani per lavoro, un paio di giorni.
Non ce la faccio a passare. Ti chiamo quando arrivo lì.
[porta che si apre]
[Giada] Andiamo.
E questa?
Allora? Ti piace?
Sì.
[musica]
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