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Sei bellissima !
- Puoi ancora rinunciare. - A scuola ero brava come i maschi.
Perché devo stare chiusa in casa ?
Potevi fare la maestra.
lo avrei approvato, ma Medicina !
Non sai cosa ti aspetta.
Sarai sola e avrai gli occhi puntati addosso.
Tutti ti saranno contro, come te la caverai ?
Nessuna donna lo saprà mai, se continueremo a stare in casa.
Sei la prima donna che entra li.
Fatti onore.
Cerca qualcuno, signorina ?
Magari un marito ! RlSATE
- Dove va ? - A lezione, sono matricola.
Lei è Maria Montessori.
Venga con me, fuori.
lo sono iscritta.
Ordine del preside.
Ho il diritto di frequentare !
Non mi faccia passare un guaio.
Mi scusi, ma è la prima donna che entra qui...
..non volevo confusione.
Prego.
Lei ha buoni voti, ho dovuto accettarla.
Ma non è il posto adatto a una donna.
Dovrà entrare in aula quando gli altri saranno seduti.
Riduca al minimo i contatti con i colleghi maschi.
Sono qui da dieci minuti.
Oggi l'onore della facoltà è salvo.
È lei, ci è riuscita !
È iscritta regolarmente.
RlSATE E BRUSlO
Buongiorno.
Comodi.
ll corpo umano è una macchina che impareremo a conoscere.
l libri sono importanti...
..ma l'esperienza diretta del corpo umano farà di voi...
..dei bravi medici.
Avvicinatevi.
35 anni...
..femmina, deceduta per tubercolosi.
ll corpo di questa donna cosa ci dice della sua vita ?
- Mangiava poco. - Giusta osservazione.
Pelle sottile, mascelle scavate...
..assenza di grasso negli arti, e poi ?
- Troppe gravidanze. - Perché ?
- Ha il ventre sformato. - Ancora ?
Si lavava poco ? RlSATE
- Chi vuole incidere per primo ? - lo no !
- lo. - Ha detto qualcosa ?
Se permette, comincio io.
Bisogna fare un solo taglio sotto lo sterno.
20 centimetri, stia attenta a non tagliarsi.
Taglio netto, brava !
Ho scucito tutto il libro, cosi porterai a lezione...
..solo le pagine che ti servono.
Hai fatto un lavoro enorme.
- Mi dispiace. - Perché ?
ll busto non ti fa respirare.
ll busto non c'entra, sono io.
Oggi ero di fronte al corpo di una donna.
Avrei voluto difenderla dagli sguardi, dai commenti...
..gridare che era una persona, anche se era morta.
lnvece ho dovuto sezionarla e trattarla come un sacco vuoto...
..per dimostrare che non avevo paura.
Quando si tratta di scienza, noi donne dobbiamo dimostrare...
..di essere all'altezza. - Finora la scienza è stata degli uomini.
Sono stanca di essere sola contro tutti.
Se ti arrendi, darai ragione a chi ci considera inferiori...
..capaci solo di partorire.
Quando sarai un medico, ciò che non hai potuto fare oggi...
..potrai farlo per le generazioni future.
Non so se sarò mai un medico.
Odio il sangue, l'odore della morte.
Tutti lo odiano, anche gli uomini.
Ma loro hanno imparato a nasconderlo.
VOCE NON UDlBlLE
- Oggi non posso. - lo come faccio ?
Chieda a qualche studente, l'aiuterà volentieri.
- Lei fuma ? - Si.
Mi aiuta a fare un esperimento ?
Si.
ln cosa consiste l'esperimento ?
Riguarda la capacità del fumo di mangiare l'odore dei morti.
- Farà una relazione ? - Forse, dopo l'esame di Patologia.
- Lei cosa studia ? - Psichiatria.
lnteressante.
Molto, ma la sconsiglio a una donna.
Perché ?
- È una disciplina molto dura. - Strano che ci siano gli uomini.
Le cose più dure, come il parto e l'educazione dei figli...
..le riservate alle donne. - Non sarà una femminista !
Questa donna è morta di sifilide.
Era sposata e il marito non gliel'ha detto...
..per non farle sapere...
..che frequentava i bordelli.
- Potevano curarla. - Vedendo le medicine avrebbe capito.
ll capriccio di un uomo vale più della vita di una donna.
- Si abituerà all'odore dei morti. - Cercherò di occuparmi dei vivi.
Buongiorno.
Fino a oggi avete imparato...
..che per essere medici bisogna curare il corpo.
La Psichiatria non si occupa di corpi, ma di persone.
Voi sapete sezionare i cadaveri con precisione.
Noi non abbiamo bisturi per entrare nella malattia dei pazienti.
Voi incidete, noi ascoltiamo.
Voi combattete il dolore dei pazienti, noi dobbiamo capirlo.
Voi li addormentate per operarli...
..noi dobbiamo svegliarli dal sonno della loro ragione...
..e stabilire con loro una relazione di fiducia.
Questa è la cosa più importante.
Un qualunque pregiudizio nei confronti del vostro paziente...
..può rendere impossibile il lavoro terapeutico.
ll suo progetto non ha copertura finanziaria.
Dopo i primi risultati, chiederemo il finanziamento.
l suoi esperimenti con i bambini minorati non interessano.
- So quello che faccio. - Lo spero.
Se non trova i fondi entro un anno, dovrà riportare indietro i malati.
lntanto tiriamoli fuori.
Ha ragione.
Signorina Montessori !
- Che fa qui ? - Volevo parlarle.
Mi scuso per lo scherzo.
- Non ho saputo... - Non è per quello.
Vorrei seguire il suo internato.
Lei è molto brava con il bisturi.
Si iscriva a Ostetricia, è più adatto.
A una donna ?
Essere una donna può essere un problema per lei...
..quando eserciterà.
Quanti uomini si farebbero visitare da una donna ?
Devo andare.
Chi sta male ha meno pregiudizi di chi ha studiato.
Mi dia una possibilità. Se ha ragione lei, andrò via.
Stia vicino a me e non accadrà nulla.
Le sbarre sono sufficienti.
Sei tu ! Puttana !
Puttana ! Mi hai tradito e io ti ammazzo !
URLA DlSPERATE
Siete in ritardo, venite.
- Perché ci sono bambini qui ? - Ce ne sono in tutti i manicomi.
Molte famiglie li lasciano qui per liberarsi di loro.
Non sappiamo se sono veramente ritardati mentali...
..forse è solo colpa di questo luogo.
- Che si può fare per loro ? - Portarli via di qui.
- Perché è legato ? - Ha morso un inserviente.
- Anche lui viene con noi. - È un caso grave, vi darà problemi.
Lo liberi.
Preparate i bambini che vengono con noi.
Non lo tratti cosi, lo lasci !
L'ha fatto scappare, di che si impiccia ?
Ah !
Lo lasci qui, è meglio.
Come ti chiami ?
lo mi chiamo Maria.
Hai un livido.
Non ti faccio niente.
Fammi vedere.
Vieni con me ?
Andiamo, ti portiamo via.
Ti portiamo via.
Professor Montesano !
Vuole andare via cosi ?
Hanno gradito molto l'idea di curarle con la musica.
Lei ci lascia per fondare una clinica per bambini...
..e le sue ammiratrici hanno preparato una festa di addio.
( Giuseppe ) Grazie !
( Giuseppe ) Tornerò a trovarvi spesso.
Grazie.
Queste donne non sono aggressive, è per la musica ?
L'infanzia fa la differenza.
Da piccole hanno avuto una famiglia, sono state accudite, amate.
Questa bella signorina è la sua fidanzata ?
No, è una mia allieva come gli altri.
MUSlCA CLASSlCA
MUSlCA CLASSlCA
- Grazie per quello che ha fatto. - Vorrei collaborare al progetto.
l soldi che abbiamo a disposizione bastano solo per un anno.
Chiedo solo il privilegio di lavorare con lei.
- Non si arrende mai. - Credo in quello in cui crede lei.
- lo non sono credente. - lnvece si.
Crede nella scienza, nel progresso, nella capacità di aiutare gli altri.
Signorina, la strada della scienza...
..richiede studio, fatica, dedizione.
Una donna pensa al matrimonio, ai figli...
È ancora questo il problema.
Se non mi ritiene all'altezza perché sono una donna...
..non posso farci niente.
- Avete sciacquato le mani ? - Si !
Adesso laviamo la faccia.
Mettete le mani nell'acqua...
..raccogliete un po' d'acqua...
Sciacquati le mani.
E poi ve la spalmate sulla faccia.
Questo non si mangia, fa male.
Sciacquati la bocca.
Bravissimo !
Rimetti le mani dentro.
( Giuseppe ) Mettile bene, raccogli l'acqua.
Ora asciugati.
Al manicomio non gli hanno insegnato niente.
Questo non si mangia...
..fa male, sciacquati la bocca.
- Perché qui ? - Per Luigi, volevo sapere come sta.
- Ha una passione per il sapone. - Anche troppa !
Fa una cosa bellissima, davvero.
- Peccato che io non possa... - Per favore, niente richieste.
Va bene.
- Buongiorno. - Buongiorno !
- Cosa fa ? - Biochimica.
Mi hanno trovato un posto lontano dai malati e dagli studenti.
- Non sono stato onesto con lei. - È stato sincero.
Neanche sincero.
Si crede respinta perché è donna.
- Non è cosi ? - Si.
- Ma non per quello che crede lei. - Che significa ?
Per un uomo...
..è difficile lavorare accanto a lei. - La prego ! - Mi scusi.
Quando sono con lei...
Scusi.
- Non dovresti studiare ? - Mi sta bene ?
Si, ti sta benissimo.
No ? Che succede ?
Non ti sei mai preoccupata dei cappellini e adesso...
- Come si chiama ? - Chi ? - Lui.
- È un compagno di studi ? - Un professore.
- Ha pochi anni più di me. - Avete progetti ? - No !
Nessuno sa di noi, è un segreto.
35 centimetri.
4 centimetri.
Un metro e 20 per 24 chili.
38 centimetri.
5 centimetri.
Per 20 chili.
Buono !
- Fermo ! - 37 centimetri.
Un metro e 55.
Per 36 chili.
l bambini sono spaventati.
Abbiamo quasi finito.
Andiamo avanti.
Maria, aspetta !
( Giuseppe ) Non capisco cosa le succeda.
Non puoi fare cosi davanti a tutti.
- Perché misurarli e pesarli ? - Non sappiamo niente di loro.
Per curarli dobbiamo studiarli.
A me sembrano tristi, come se chiedessero di essere liberati.
Li abbiamo già liberati, ora vivono in stanze pulite...
..nessuno li lega ai letti.
Prima li abbiamo trattati come cose, non come persone.
Si tratta di persone, non di corpi che portano malattie.
- La medicina richiede pazienza. - Forse la medicina non basta.
Non è la cosa giusta per loro.
- E qual è ? - Non lo so.
Allora non puoi comportarti cosi.
Non puoi contestarmi davanti a tutti.
- La mia credibilità è fondamentale. - Hai ragione.
Forse questi bambini dobbiamo...
..educarli, non curarli.
Allora prendi un gruppo di bambini...
..e lavora con loro a modo tuo.
Buongiorno.
Le serve qualcosa ?
- Che hanno ? - Non si preoccupi, sono sempre cosi.
Si svegliano solo per mangiare.
Sono cosi ingordi che raccolgono anche le briciole a terra.
ln una stanza senza oggetti...
..le briciole sono tutto ciò che hanno.
Piove.
Andiamo, vieni.
Chi vuole venire con me ?
- Dove andate ? - Usciamo.
Che volete fare ?
ll Ministero potrebbe essere interessato a questo progetto ?
È impossibile, professore.
Qui non c'è niente di concreto.
Vedo speranze, auspici...
..ma non la chiarezza per un vero progetto.
lo vorrei aiutare lei e i bambini...
..ma questa non è ancora una scuola.
Come posso ottenere un finanziamento ?
Sono solo un esperto in pedagogia, non so valutare il suo lavoro.
Vorrei mostrarle la struttura e il personale.
Qui operano delle menti eccezionali.
Signorina, che fate ?
Conoscete la pioggia ? È questa !
( Ada) Si ammaleranno !
- Come sono le vostre facce ? - Bagnate.
- Poi ? - Fredde.
- Appiccicose. - Poi ?
Felici.
- Vuole che si ammalino ? - Che vivano !
Non possiamo tenerli rinchiusi.
Per creare un programma ci vuole tempo, dottoressa.
Signorina Montessori.
ll professor Cardi, del Ministero della Pubblica lstruzione.
Non è ancora laureata ?
Studiamo i loro sviluppi psichici...
..valutando eventuali danni neurologici.
Cosi non saremo mai pronti.
Lo saremo per i bambini che verranno.
Loro sono meno importanti ? ln Francia esistono programmi...
Signorina !
Non può rivolgersi con questo tono...
..al professor Montesano.
Ha ragione, scusi.
Posso farle una confidenza ?
Quella donna vuole solo mettersi in mostra.
- È la mia allieva più brillante. - Non la più obbediente.
- Non mi aiuterà, vero ? - Devo studiare quello che fate.
Qui ci sono regali per voi...
..di tutte le forme e misure.
Prendeteli !
Questa è una cornice.
Luigi, la vedi ? È quadrata.
Toccala.
Si può toccare anche cosi.
Tieni, Ermanno.
Questo è un cucchiaio.
La parte con la pancia è ''convessa'', quella dentro ''concava''.
Scoprite a cosa serve.
Giusto, serve a contenere.
Brava, serve anche a raccogliere.
ll cucchiaio non fa vedere il vento.
Ma qui ho una cosa che serve a vedere il vento.
Brava, è la girandola.
L'intelligenza va nutrita come il corpo.
- Questo è tuo ? - Si, è la mia tesi, l'ho scritta io.
Qui ci sei tu ?
Come si capisce ?
Da questo. ''Maria.''
Ero contrario alla sua presenza in questa università.
Con il suo lavoro sulle malattie mentali...
..ha dimostrato che anche una donna può essere...
..un valente studioso.
Adesso deve dimostrare di essere anche...
..un buon medico psichiatra.
Montessori Maria, la dichiaro dottore...
..in Medicina e Chirurgia.
(Maria) Grazie.
ll primo medico della famiglia Montessori.
Un medico donna !
Complimenti ! Andiamo.
Concede un'intervista alla ''Domenica del Corriere'' ?
Si.
- Solo qualche domanda. - Ora no, i miei parenti aspettano.
- Tornerò domani. - D'accordo.
Andiamo a casa ?
- Vorrei fare una passeggiata. - Adesso ? - Veniamo con te.
No, vado da sola.
Ehi ! So quando non mi dici la verità.
Giuseppe !
- Vai via cosi ? - Pensavo che volessi stare con la tua famiglia.
Andiamo o ci vedranno.
È bellissimo.
Tu sei bellissima.
Aspetta.
Sei sicura ?
Non vedo l'ora che sia domani...
..per avere un'altra giornata con te.
Sono felice di averti incontrato.
Anch'io.
Ho sempre considerato i rapporti con le donne come un dovere.
Fidanzamento, matrimonio, figli.
lnvece c'è anche l'amore.
Quando sono con te, tra la gente...
..cerco di non guardarti.
Ho paura di tradirmi.
Però è bello amarsi cosi.
Solo io e te sappiamo, no ?
ll mistero e il segreto...
..fanno parte del desiderio.
Se ci sposiamo, non mi amerai più cosi ?
No, ma oggi è bello che sia cosi.
- Una cosa speciale solo per noi. - E domani ?
Anche domani... sempre.
Promettimi che resteremo uniti...
..qualunque cosa accada.
Te lo prometto.
- Come va ? - Non bene.
Al Ministero ci sono forti resistenze al sostegno di questo progetto.
Giuseppe me l'ha detto.
ll professor Montesano mi ha detto di questa sua preoccupazione.
Lei ha un ottimo rapporto con il professor Montesano.
Sono geloso. Per conquistare la sua attenzione...
..devo sgobbare su questa relazione per il Ministero.
- Ha qualcosa di pronto ? - Ancora no.
Non voleva pubblicare una ricerca ?
- Lo farò quando avrò qualcosa da scrivere. - Le do un consiglio.
Non concluderà nulla se si limita a guardare i bambini.
ll metodo scientifico si basa sull'osservazione.
Ma il tempo non è in suo favore.
L'avevo dimenticato !
- Ho un appuntamento. - Con chi ? - Un consulente didattico.
- Al Ministero ? - No, in una falegnameria.
- Buongiorno ! - Che posso fare per lei ?
Vorrei rubarle un po' del suo mestiere.
Se paga bene, glielo lascio volentieri...
..ma non è adatto a una bella signorina.
Mi serve della legna che si tagli facilmente...
..e non lasci schegge, poi un seghetto, vernice e colla.
Guardi.
Devo costruire queste forme.
- È possibile ? - È possibile.
Sta bene ?
Sto bene, grazie.
ll professor Montesano è a lezione, non può entrare !
Maggiore importanza...
La dottoressa Montessori.
- A cosa dobbiamo la sua visita ? - Devo parlarle.
- D'accordo, a fine lezione. - È urgente.
Scusate.
Sei impazzita ?
- Devo parlarti. - Sono qui.
Qui è meglio di no.
- Andiamo via. - Non insieme.
Allora ?
Sono incinta.
Sei sicura ?
Sono un medico.
L'hai detto a qualcuno ?
No, come avrei potuto ?
Non riesco a crederci.
Ma adesso c'è !
Non lo abbiamo cercato, ma c'è.
È un figlio nostro, è meraviglioso.
Certo, amore mio.
Ma non essere sposati complica tutto.
lo voglio questo bambino.
Anch'io, ma dobbiamo stare attenti.
- Cosa vuoi dire ? - Per ora nessuno deve saperlo.
Anche un solo sospetto...
..rovinerebbe il nostro lavoro...
..la ricerca, il finanziamento...
..l'avvenire dei nostri bambini. No ?
Si, hai ragione.
Però stai tranquilla, vieni qui.
Stai tranquilla.
Troveremo una soluzione.
- Dimentichi anche di cenare ? - Non ho fame.
- Cosa c'è ? - Niente.
Sei diventata grande !
Quando eri bambina, capivo cosa pensavi dal tuo sguardo.
- Adesso... - Sto solo lavorando.
Lo so.
Mamma, quando sono nata, tu sei stata felice ?
Vuoi la verità ?
Tutta la verità ?
Eri cosi bella, delicata...
..non potevo smettere di guardarti.
Mi hai dato una gioia immensa.
La gioia di esistere per qualcun altro.
Eri il mio tesoro, ma anche la mia prigione.
Sapevo che la mia vita cominciava e finiva nell'essere tua madre.
Non avrei potuto essere altro...
..e ho giurato che per te non sarebbe stato cosi.
- A cosa pensi ? - Cose belle.
Giuseppe !
La mia sorellina.
- Giuseppe. - Rita.
Andiamo ?
Ho ricevuto la tua lettera, ti aspettavo.
Chi è questa donna ?
- Un medico. - Un medico !
Un medico donna, Maria Montessori.
Sei sicuro che il figlio sia tuo ?
- Per favore ! - Non capisco.
Come sei finito in questo guaio ?
Maria e io ci amiamo.
Amare non significa comportarsi da irresponsabili.
- Non pensi ai sentimenti di Rita ? - Lei che c'entra ?
- Lo sai bene. - Mamma...
ll fidanzamento con Rita è una tua fantasia.
Anche dei genitori di Rita, e tu non l'hai mai scoraggiato.
- Per questo ci abbiamo creduto. - Avete sbagliato.
Non dovevo venire.
È stata la tua unica decisione saggia degli ultimi tempi.
Devi confidarti con la tua famiglia. Le hai già promesso qualcosa ?
Maria non mi ha chiesto niente.
Ha una carriera davanti a sé, non guadagnerebbe nulla sposando me.
Nemmeno tu. Non capisci ?
Se vi sposate, si capirà che siete stati amanti.
- Allora ? - Rischi credibilità e carriera.
Promettile qualsiasi cosa, ma non di sposarla.
Tu l'hai fatta venire.
Rita è sempre stata una di famiglia e continuerà a esserlo.
Prendete !
Bravi.
Prendine una.
Chiudi gli occhi.
Dammi l'altra mano.
Cosi.
Che cos'è ?
È una...
- ''M''. - Come Maria.
Bravo.
Torno subito.
Maria.
Ada, l'hai aiutato tu ?
- A fare cosa ? - A scrivere. - lo non so scrivere.
Luigi...
Dov'è Maria adesso ?
Bravo ! Bravo !
Lei non bussa quando entra in una stanza ?
ll nostro progetto non entusiasma il Ministero.
Cosi il nostro lavoro andrà perduto !
Quale lavoro ?
Lei non ha fornito una documentazione del suo lavoro.
Non ho avuto tempo, ma adesso venite a vedere, vi prego.
Luigi, qual è il mio nome ?
Questi bambini sono stati privati di un metodo pedagogico adatto.
Se ci permettono di seguirli...
..possono imparare a leggere e a scrivere.
Sono d'accordo, le vostre ricerche dovrebbero continuare.
- Ma non posso aiutarvi. - Lei conosce i manicomi.
- l bambini dovranno tornare li. - Non faccio io le leggi.
Non si tratta di leggi, ma della loro vita.
A Torino ci sarà un congresso di Pedagogia...
..verranno studiosi da tutta ltalia.
Ci sarà anche il ministro.
Gli scriverò una lettera di presentazione.
Ma lei dovrà convincerlo, io non posso fare di più.
La dottoressa è molto giovane.
Sarebbe meglio che se ne occupasse il dottor Cardi...
..che inoltre conosce il ministro. - Questo non è servito a molto.
ll dottor Montesano, come direttore della clinica...
..è la persona più idonea.
Se vogliamo vincere, dobbiamo lasciare perdere la burocrazia.
Vada e non mi deluda.
È una bella opportunità.
Credi di riuscire a ottenere qualcosa ?
Non lo so, ma farò conoscere il nostro lavoro.
ll nostro o il tuo ?
Non c'è differenza. Non ti fidi di me ?
Sei impulsiva e prometterai troppo.
Sarò prudente, ma sottovaluti i bambini.
Possono fare grandi progressi.
Alle conferenze si portano dati, non promesse.
Non dirmi cosa devo fare.
Scusa !
Non è un momento facile per me, dobbiamo prendere una decisione.
Ho lottato per potermi occupare di questi bambini.
Finché non saprò quale sarà il loro destino, non posso pensare ad altro.
Sei preoccupata ?
No !
Se ci amiamo e restiamo uniti, andrà tutto bene.
È una dottoressa che lavora sull'educazione dei bambini.
È stata invitata al convegno.
Dottoressa Maria Montessori.
La scienza procede per osservazione...
..ma l'osservazione non deve diventare rassegnazione.
Nessun bambino, anche se malato o ritardato...
..può essere escluso dalla scienza che lo riguarda, la Pedagogia.
Eppure in questo Paese avviene da sempre.
Un Paese che non cura i suoi bambini, rinuncia al suo futuro.
Faccio io.
Mi scusi, ma non capisco il motivo della sua visita.
Non sa che sua figlia è incinta ?
Me l'ha detto mio figlio...
..ma con i maschi si ha più confidenza.
Non permetto a nessuno...
..di giudicare il mio rapporto con mia figlia.
Che cosa vuole ?
ll suo aiuto, i nostri figli sono giovani.
Spetta a noi consigliarli.
Dobbiamo impedire loro di rovinare la propria carriera...
..il proprio futuro.
lo mi fido di Maria.
La sua Maria non ha meritato questa fiducia.
Anch'io mi sono sentita come lei.
Forse una soluzione c'è.
Esistono medici...
..i quali, con discrezione...
..potrebbero aiutare sua figlia a liberarsi di una responsabilità...
..che nemmeno lei vuole. - La manda suo figlio ?
No.
- Lui non sa niente. - Non abbiamo più niente da dirci.
Parlo solo con mia figlia della vita di mia figlia.
Certo.
Capisco.
Come madre la capisco.
Ma Giuseppe è un uomo e il mondo lo perdonerà.
Per sua figlia sarà difficile.
Questa situazione potrebbe rovinare il suo futuro...
..e la sua carriera.
Che è successo ?
Gli antichi buttavano i bambini malati nei burroni.
Noi li cancelliamo chiudendoli nei manicomi.
Sono passati duemila anni...
..ma l'umanità deve ancora vergognarsi di se stessa.
- Complimenti. - Congratulazioni.
Congratulazioni.
Ora che i bambini sanno leggere e scrivere...
..quale sarà il prossimo obiettivo ?
- Portarli alla licenza elementare. - Dottoressa.
Mi sono iscritta all'università grazie a lei.
- Lei è un esempio per tutte noi. - Complimenti !
Complimenti.
Da quando c'è quella donna nella tua vita, hai perso la serenità.
Anche la clinica mi dà problemi.
Un uomo con le tue responsabilità ha sempre problemi nella vita.
Per questo devi avere accanto una donna che renda la casa...
..un luogo di serenità e pace.
Noi siamo pronte.
Vieni a teatro con noi.
Ragazze, questo bel cavaliere ci accompagnerà a teatro.
- Sono troppo stanco. - Sciocchezze !
Adesso vieni con noi a teatro e ci farai contente.
Ci farebbe piacere.
Andiamo.
- Va bene. - Evviva !
Papà !
Papà ! Papà !
lo non ho più una figlia.
Mamma !
Che succede ?
- Perché non ci hai detto niente ? - Di cosa ?
La madre di Giuseppe è stata qui.
- Che ti ha detto ? - Quello che dovevi dirmi tu.
- Molto tempo fa. - Come ha osato venire qui ?
Non è lei il problema...
..sei tu.
Hai rovinato la tua vita.
- E la mia. - Non è vero, mamma !
lo sono felice e so che ce la farò.
- A fare cosa ? - Ad avere il bambino e Giuseppe.
Non rinuncerò al mio lavoro, io voglio tutto.
Giuseppe cosa vuole ?
Lui è un po' disorientato, non pensavamo al matrimonio.
Ma è contento.
- Però ha mandato sua madre. - Sono sicura che non sapeva nulla.
- L'hai detto a papà. - Non cambiare discorso.
Che cosa dovrei fare ?
C'è un solo modo per affrontare le tue responsabilità...
..lasciare il lavoro e sposarti.
Mamma ! Ti prego.
Non lasciarmi sola.
Non posso farcela senza di te.
Questo vestito ti sta stretto.
Sono ingrassata, questo bottone non si chiude più.
Lo sposteremo.
Tra qualche settimana questa gravidanza sarà evidente.
Ha promesso che porterà i bambini alla licenza elementare.
- Secondo lei non sarà cosi ? - Mi sembra un azzardo.
La Montessori è impulsiva.
Non capisce che un suo fallimento può rovinare tutto il nostro lavoro.
Forse lei ha ragione.
- Ecco Cardi. - Buongiorno.
ll ministro è rimasto impressionato dall'intervento della Montessori.
Finanzierà la Lega per l'Educazione dei Bambini Deficienti.
Chi sarà il direttore della Lega ?
Ho fatto notare che lei è un docente molto stimato...
..il primo a credere nel recupero dei bambini ritardati.
- Ha sempre lavorato duramente... - Hanno scelto me ?
Si.
Ma avrà un condirettore per la parte pedagogica...
..la dottoressa Montessori.
Cosa fai qui ?
Abbiamo il finanziamento per la Lega.
lo sarò il direttore...
- lnsieme a te. - Tua madre è stata a casa mia.
- Cosa ? - Non lo sapevi ? - No.
- Però le hai detto tutto. - Volevo un consiglio.
Non dovevamo parlarne con nessuno.
- Anche tua madre sa tutto. - Si.
- Vuole che mi assuma le mie responsabilità. - Cioè ?
Che ci sposiamo. Vedi alternative ?
- Non pensi al nostro lavoro ? - Per mio figlio correrò il rischio.
- Pensa anche a questi bambini. - Allora ?
Tocca a te decidere. Dimmi cosa vuoi.
Quando nascerà, avrà il mio nome.
Ma tu partorirai lontano da Roma, in un posto più tranquillo.
Poi decideremo cosa fare.
Non avere paura.
Se ha il mio cognome, nessuno potrà portarcelo via.
Non ha fatto neanche un errore.
È cominciato tutto da questo gesto.
Loro sono come i bambini piccoli, imparano con l'azione.
l sensi sono le loro porte sull'intelligenza.
Ho inventato questi per insegnare a contare.
- Anche lui viene a insegnarci ? - Sarà il mio sostituto.
Dovete ascoltarlo.
Davvero va via ?
Si.
Non guardarmi cosi.
- E l'esame ? - Lo faranno, non preoccuparti.
- Non può lasciarci adesso ! - Non posso fare altrimenti.
Ti prego !
- Arrivederci, bambini ! (insieme ) Arrivederci.
Mi lasciate andare senza salutarmi ?
Stai calma.
Calma, ce l'abbiamo quasi fatta.
Gli uomini ti mettono nei guai e poi scappano.
- Basta ! Stia zitta. - Calma.
- Zitta ! - Respira, dai, forte !
Questo bambino ha un padre e una madre ed è molto amato !
Allora perché sei sola ?
Ci siamo quasi !
Giuseppe deve lavorare, ma ora nascerà il bambino...
..e lui verrà a trovarci !
Dai, ce la facciamo !
Come chiamiamo questo maschietto ?
Mario.
- La carrozza è pronta da un'ora. - Lo so.
Non devi andare se non vuoi.
lo ti conosco, so cosa provi.
- Lo so meglio di te. - Cosa provo ?
Non ami più quella donna e non vuoi essere il padre di quel bambino.
- Non posso lasciarla sola. - Non la lasci sola.
Riconoscerai il bambino...
..manterrai la tua parola.
Ma non devi fare altro.
- Maria non è la donna giusta per te. - L'ho amata, mamma.
Questa è la passione, è bellissima !
Ti fa sognare, ma poi finisce.
ll matrimonio è un'altra cosa.
Tua moglie deve amarti, non competere con te.
Forse all'inizio il cuore batte un po' meno forte...
..ma poi si crea una felicità duratura.
Tu meriti questa felicità.
Non permetterò a nessuno di portartela via.
Signorina, c'è una visita per lei.
Sei tu !
Come stai ?
Hai visto com'è bello ?
Prendilo.
Ha i tuoi occhi, il tuo sguardo, sarà un bambino sano...
..forte !
Ha il respiro delicato.
Mi piace ascoltarlo in silenzio.
- Giuseppe ? Gli hai parlato ? - Ha mantenuto la promessa.
Ha riconosciuto il bambino.
Ora ti aspetta un altro compito, altri bambini.
Devi portarli agli esami, non puoi abbandonarli.
- Non te lo perdoneresti mai. - E lui ?
Ti occuperai di lui quando tutto sarà finito.
Lo so, tesoro, ma devi essere forte.
Qui non gli mancherà niente.
Ancora un istante, la prego.
Starò via poco, poi tornerò a prenderti.
Buongiorno, Ada.
Dottoressa !
È pallida, si è stancata.
E gli occhi rossi, che ha fatto ?
Bambini !
- Non si ricordano, non sono normali. - Vi ricordate di me ?
- Abbiamo lavorato insieme. - Sei triste.
Hai ragione, oggi sono triste.
Ricordi i nostri nomi ?
Certo, Giulia.
- Danielone, Lorenzo... - Sono io.
Giusi.
Francesco.
Roberto.
Anna Chiara.
Filippo.
Giovanni, Silvietta !
- Sono io. - Severino.
Marcolino, Sergio.
Riccardo.
Gianluca, Alessandro.
Danielino.
Ricordo tutti i vostri nomi.
- Voi ricordate il mio ? (insieme ) Si !
- Come mi chiamo ? (insieme ) Maria !
Forza, mettiamoci al lavoro.
Ce la faranno con l'esame ?
Ce la faranno.
Perché non sei mai venuto ?
Avrei voluto, ma qui c'era tanto lavoro da fare.
La clinica, i bambini... seguo tutto io.
E poi non hanno accettato il tuo sostituto.
Non mi chiedi di Mario ?
- Come sta ? - Bene.
È bellissimo, ti somiglia molto.
È impossibile non volergli bene.
Perché non vuoi vederlo ?
Prima voglio sapere il posto che avrà nella mia vita.
Prima di affezionarmi a lui, voglio essere sicuro, capisci ?
È tardi, prova a dormire.
Non ci riesco.
Penso a Mario, mi chiedo cosa devo fare.
- Non posso vivere senza di lui. - Cosa farai...
..se Giuseppe non vorrà sposarti ? - Non so cosa vuole fare.
lo voglio sapere cosa farai tu.
- Potrei tenere Mario con me, ma tu devi aiutarmi. - Come ?
Tu e papà potreste adottare Mario.
- Succede in molte famiglie. - No !
- Perché ? - No ! - Perché ?
Non puoi chiederci questo.
Un figlio adottivo non compromette il vostro onore.
Giuseppe ha riconosciuto il bambino, serve il suo consenso.
E comunque non puoi costringerci a mentire per tutta la vita.
Non posso vivere senza di lui.
Anche se lo prendessimo in casa...
..gli diresti che sei la sua sorellastra ?
No, una madre deve essere una madre.
Allora ?
Che cosa farai ?
Porterò i bambini all'esame, poi chiederò a Giuseppe di sposarmi.
Lo supplicherò, accetterò tutto.
Voglio essere la madre di mio figlio a qualunque prezzo.
- Siamo pronti ! - Andiamo. Che bei grembiuli !
Li abbiamo fatti con la stoffa avanzata dai lenzuoli.
Non devono sfigurare solo perché vivono in un istituto.
Andiamo !
Su, andiamo !
VOCl NON UDlBlLl
Hai visto ? Poverini !
( donna) Sono i deficienti del manicomio.
RlSATE Guardalo !
(bambino ) Sono i matti ! Somari ! lMlTANO lL VERSO DELL'ASlNO
Somari !
Dopo l'esame rideremo noi !
VOCE NON UDlBlLE
- Dottoressa Montessori ? - Si.
l suoi alunni non avranno facilitazioni.
- Faranno le stesse prove degli altri. - Siamo qui per questo.
Prendete il quaderno a righe, cominciamo con il dettato.
''L'ltalia, nostra patria...
..è una penisola...
..che si prolunga in forma di stivale...
..tra il mare Mediterraneo...
..e l'Adriatico.''
Ha detto quando torna ?
No, voleva aspettare i risultati.
- Sono le cinque. - Forse ci sono stati problemi.
Quando ero bambino...
..mi hanno insegnato che il mio dovere era obbedire ai genitori...
..e io l'ho fatto.
Mio padre ha scelto le scuole...
..e il lavoro per me.
Non l'ho mai deluso.
Però...
..non l'ho mai reso fiero di me...
..come io lo sono stato di mia figlia e di quello che faceva.
La cosa bizzarra...
..è che hai costruito tutto questo...
..perché non mi hai dato ascolto.
Non è vero.
L'ho fatto perché mi sentivo forte...
..e la mia forza eravate voi.
Otterrai un grande risultato.
Non so se l'esame andrà bene.
Anche se non saranno promossi...
..sapranno leggere e scrivere...
..e nessuno gli toglierà questo.
- Dottoressa Montessori ? - Si.
Abbiamo finito.
Bambini deficienti più bravi di quelli normali !
- Com'è possibile ? - Com'è andata ?
Sono stati tutti promossi.
Com'è possibile ?
Pensate al vostro lavoro con i bambini normali...
..non al mio con quelli ritardati.
Eccola !
Congratulazioni !
Bravissima !
- Eccezionale ! - Grazie.
Ha visto il professor Montesano ? Mi hanno detto che era qui.
È andato via. Non aveva il coraggio di aspettare !
- Dov'è Giuseppe ? - A casa, sono giorni difficili per lui.
- È questa la sua casa. - Questa è la sua casa da scapolo.
- Si sposa ! - Si.
Siamo tutti molto contenti.
Sposa una donna che saprà stargli vicino con amore e dedizione...
..senza invadere il suo campo di lavoro...
..o tentare di appropriarsi dei suoi meriti.
- Lei è la madre. - Si.
Gioisce dell'infelicità di suo figlio ?
No, ma Giuseppe ha buon senso, ha fatto l'unica scelta possibile.
- Non sarà infelice. - lnvece si e lei lo sa bene.
Però non le importa, vero ?
A lei basta averlo in suo potere.
Mi ascolti, la prego !
C'è qualcuno ?
C'è qualcuno ?
Rispondete ! C'è qualcuno ?
Signorina !
- Dov'è Mario ? - Non è più qui.
Dove l'hai portato ?
Pensavo che lei sapesse...
La signora Montesano lo ha preso.
Sottotitoli: Laser S. Film S.r.l. - Roma
- Che cosa vuole ? - Maria...
Dov'è Mario ?
- Da una brava famiglia. - lo sono la sua famiglia !
- No. - Cosa dici ?
Mario porta il mio cognome.
lo sono sua madre !
Giuseppe, guardami !
Tu non puoi pensare queste cose.
Andiamo via di qui, insieme !
Lascia questa prigione, torna in te !
Devo sposarmi con un'altra donna !
Non ci credo.
Abbiamo fissato la data.
- lo non provo più niente per te. - Vai via !
Fai felice tua madre, la tua mediocrità...
..ma dammi mio figlio.
Altrimenti racconto tutto.
- lo non temo gli scandali. - Fallo e non lo vedrai più.
Come ho fatto a fidarmi di te ?
Mario starà con una buona famiglia.
Gli vorranno bene come se fosse loro.
Ma non è loro, è mio !
È mio, vuoi capirlo ?
Non voglio portartelo via.
Potrai andarlo a trovare...
..ma non devi dire che è tuo.
Sennò non lo vedi più.
Non devi avere paura degli scandali...
..ma di quello che sei diventato.
BUSSANO ALLA PORTA
Maria !
Cosa è successo ?
Maria ! Maria !
Apri !
Apri ! Parlami !
Dio, aiutami !
Aiutami !
Aiutami !
È chiusa li da due giorni, non può stare senza mangiare.
- Prova questa. - C'è la chiave dentro.
Non si apre, bisogna rompere la serratura.
Maria !
Va tutto bene, mamma.
Vuole dirmi perché è venuta ?
- Voglio che ci sia anche Montesano. - Come preferisce.
- Mi ha fatto chiamare ? - Si.
La dottoressa deve farci una comunicazione.
Ha chiesto anche la sua presenza.
Quello che sto per dirle la sorprenderà...
..e un po' la deluderà.
Lascio la clinica.
Da anni per lei non esiste altro !
Mio padre voleva che diventassi una maestra...
..e io non l'ho mai ascoltato.
L'ho sempre ritenuto un mestiere non adatto a me.
Oggi so che aveva ragione.
Voglio dedicarmi alla pedagogia.
Fa un grave errore, lei è nata per la scienza.
Perché fa questa scelta ? È successo qualcosa ?
Dica qualcosa anche lei !
Si...
ll gruppo di lavoro senza di lei... non sarà più la stessa cosa.
Noi saremmo felici se cambiasse idea.
Davvero ?
Si.
Ricorda quando la seguii al manicomio ?
Accanto ai malati disperati ce n'erano altri sereni.
Lei ci disse che la differenza...
..stava nella loro infanzia.
Erano stati amati.
ln questi anni non ho solo lavorato alla clinica, ho anche vissuto.
Ho conosciuto bambini senza madri...
..uomini considerati morali da tutti...
..e privi di coraggio nella vita.
Ho capito che, per costruire un mondo nuovo...
..dobbiamo partire dai bambini.
Voglio dedicarmi a loro, a quelli normali...
..agli adulti di domani.
C'è un modo per farle cambiare idea ?
Se ci ripensa, per lei la porta è sempre aperta.
Ed entrerà per prima !
Maria !
Maria !
Ho mantenuto la promessa.
- Non ti ho chiesto di rinunciare al lavoro. - Hai fatto di peggio.
Mi hai chiesto di rinunciare a mio figlio.
Ora dimmi dov'è.
Amore mio, quanto sei bello !
Amore ! Come sei bello !
Signorina.
Signorina.
ll bambino deve mangiare.
lmmobilità fisica, silenzio forzato...
..punizioni, premi e castighi...
..banchi pesanti, sedili bloccati, lavagne alte...
..troppo alte per gli alunni.
Nella nostra scuola tutto reprime le abilità naturali del bambino.
- Lei è un mio allievo ? - No.
Meglio cosi.
Qualche osservazione ?
La lavagna cosi alta è pensata per la maestra.
Ma ogni maestra ha almeno 40 allievi.
Giusto e la scuola dovrebbe essere la casa dei bambini.
- Altre osservazioni ? - Quel banco, dottoressa...
- È vuoto. - Lo vediamo.
Finché non ci sarà seduto un allievo...
..come saprà che le sue teorie sono giuste ?
Da anni studio i bambini.
Stare con loro è diverso.
Quando queste ragazze cominceranno a insegnare, vedrà che non è cosi.
- Quanto tempo vi serve ancora ? - Pochissimo.
- È qui per provocarmi ? - No, per parlarle.
Sono Eduardo Talamo, un ingegnere.
San Lorenzo ha 30.000 abitanti fuori da ogni controllo.
È una città sommersa che Roma rifiuta di accogliere.
Prostitute, mendicanti, disoccupati, pregiudicati.
- Come sono finiti qui ? - Questi tuguri non hanno padrone.
Senza padrone, non c'è l'affitto.
- Però restano violenza e sporcizia. - Si.
ln queste case dormono anche 20 persone insieme.
Donne, bambini, vecchi, uomini che magari non si conoscono.
l più deboli sono esposti a ogni sopruso.
Le faccio vedere una cosa.
Vede quei palazzi ? San Lorenzo diventerà cosi.
Ecco le nostre nuove abitazioni.
Faremo trasferire qui molte famiglie.
- Tutto il quartiere diventerà cosi. - Perché tanta generosità ?
Contiamo su un finanziamento del Governo...
..per fare lo stesso in tutta ltalia.
Un investimento sociale con un onesto guadagno.
È un bel progetto, ma cosa c'entra con i miei banchi vuoti ?
Questi bambini sono piccoli per la scuola e i genitori lavorano.
Distruggeranno le case e i miei investitori non sono filantropi.
Non vogliono che i loro palazzi vengano deteriorati.
Non mi occupo di bambini piccoli, posso seguire una scuola elementare.
Si è occupata di bambini ritardati e questi non sono peggio.
lnsegno Pedagogia, non sono una maestra d'infanzia.
Saranno abbandonati a se stessi.
- A lei interessano solo i palazzi. - È vero.
- Ma io la credevo migliore di me. - Sbagliava.
- Grazie per avere pensato a me. - L'accompagno, è pericoloso.
No, vado da sola.
Vieni qui ! Dammi i miei soldi !
l soldi ! l miei soldi !
Lo lasci !
- Mi ha rubato i soldi ! - Scappa !
(Teresa) Mario, che fai ?
Ti ho detto di stare attento !
- Buongiorno. - Guarda, c'è la signorina Maria.
È arrivata presto.
- Come stai ? - Devo farti vedere una cosa.
Si è già sporcato, non sa stare tranquillo.
È un bambino, deve stare comodo.
Basta non perdere la pazienza.
Ciao !
A cosa servono quei legni ?
Per costruire una casa dove andare quando mi fanno arrabbiare.
- Solo per te ? - Anche per te se riesci a salire.
Eccola.
- Secondo te non ce la faccio ? - No, sei troppo elegante.
Davvero ?
Chi è troppo elegante ?
- Chi è troppo elegante ? - Aiuto !
- Quando vai via ? - Tra poco.
- Ma oggi pomeriggio stiamo insieme. - Poi ?
- Poi torno. - Quando ?
Presto, appena avrò del tempo libero.
lo lavoro, insegno alle maestre che poi insegnano ai bambini.
Tu starai con i tuoi genitori.
Ernesto e Teresa non sono i miei genitori.
Però ti vogliono bene e tu devi essere contento con loro.
lo devo lavorare e aiutare i bambini.
- Sono tanti ? - Tantissimi. - Li aiuti tutti ?
Vede cosa succede quando si infiltra l'acqua ?
Vede cosa succede quando si infiltra l'acqua ?
- Buongiorno. - Dottoressa Montessori !
La scuola deve essere al piano terra, luminosa, con uno spazio aperto.
Sapevo che avrebbe accettato, anch'io mi sono impegnato.
Le presento una persona.
ll dottor Cardi, un funzionario del Ministero.
Ci conosciamo.
Per ora finanziamo noi la scuola, in collaborazione con le famiglie.
- Ma se il Governo potesse aiutarci... - Vedremo.
È un piacere rivederla.
Sapevo del suo coinvolgimento, ma non pensavo che accettasse.
- Perché ? - È una pedagogista famosa.
È un'insegnante universitaria e qui c'è solo bisogno di beneficenza.
Segua il nostro lavoro e vedrà che non sarà cosi.
Guardi che disastro !
Cosa fanno ?
Fermi ! Che fate con quella gallina ?
Guarda che roba !
Dove credete di andare ?
- È un disastro. - Non si arrabbi.
Non hanno mai avuto una casa, non sanno come va tenuta.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Le tue compagne ? - Dovevano studiare.
- Questo è periodo di esami. - Vediamo la nuova scuola ?
(Eduardo ) Andiamo.
A parte le sedie, non c'è niente di ciò che avevo chiesto.
Non posso darle di più, non abbiamo soldi.
- Mi ha imbrogliato. - ll mobilio è tutto rimediato.
Che differenza c'è ?
- L'organizzazione dello spazio è essenziale. - Ehi !
- Fuori ! - Cosa fa ?
- Questa è la casa dei bambini ! - Dei figli delle famiglie oneste.
- Non è il caso di quel bambino. - L'ingegnere ha ragione.
Avrà già problemi con i figli delle famiglie normali.
- Quel bambino mi ha rubato il portafogli ! - È sicuro ? - Si !
- Forse le è caduto. - Andiamo a cercarlo.
Gli esami non c'entrano, vero ? Le tue compagne non verranno.
La paga è bassa e il posto pericoloso.
- Puoi andare via anche tu. - Lei va via ? - No.
Allora resto.
- Che hai fatto ? - Ora puoi comprare i banchi.
- Compriamo qualcosa per la scuola. - Anna !
Lo meriterebbe.
Diremo che lo abbiamo trovato.
Accompagniamolo a casa prima che lo trovino.
È in cima alle scale.
- Buongiorno. - È solo un bambino.
Ruba perché ha fame.
Abbiamo aperto una scuola per bambini dell'età di suo figlio.
Volevo chiederle di mandarlo.
Giovanni non è nato per studiare.
Non si preoccupi, deve solo tenerlo pulito.
Si può essere puliti senz'acqua ?
PlANTO DEL BAMBlNO
Mandi il bambino a scuola, al resto pensiamo noi.
Grazie.
Questi bambini sono diversi da quelli dei libri di Pedagogia.
Sono come un libro bianco su cui saremo le prime a scrivere.
Tra qualche mese non li riconosceremo.
Ho capito qual è il nostro compito...
..aiutarli a essere autonomi.
- L'ho scandalizzata con la cosa del portafogli ? - No !
Mi hai ricordato com'ero da giovane.
Anch'io sto ingannando Talamo e Cardi.
- Non volevano che tenessi Giovanni. - Non li inganna.
Si comporta come una madre.
- Non esagerare. - Ho visto come li difende.
Come se fossero tutti suoi figli e lei la migliore delle madri.
Farebbe qualsiasi cosa per loro.
- ll signor Montesano è d'accordo ? - No, non deve saperlo.
Voglio portare Mario a Roma...
..per fargli vedere la città e la mia scuola.
Tutto ciò che abbiamo lo dobbiamo ai Montesano.
Questa casa, le terre...
- Anch'io posso aiutarla. - No !
- Non voglio i suoi soldi. - No, infatti... mi scusi.
Mi scusi.
Scusi davvero.
Cerchi di perdonarmi.
Guarda cosa ti ho portato ?
Non ti piace ?
Non lo guardi neppure !
Dove vanno secondo te ?
Raccolgono il cibo per l'inverno, poi tornano nel nido.
- Tu chi sei ? - Sono Maria !
- Perché vieni a trovarmi ? - Perché...
Sono un medico e ti ho visitato quando eri piccolo.
Mi sono affezionata a te.
- Mi hai visto più piccolo di tutti ? - Si.
- Tu e la mia mamma. - Si, io e la tua mamma.
Mi ricordo.
- Cosa ? - Quando mi prendeva in braccio.
Ti somigliava, ma era bionda.
Non mi somigliava.
Però era bionda e bellissima.
Voleva sempre stare con te.
Lo aggiustiamo ?
Maria, come stai ?
Non avevi quella faccia dal giorno della tua prima autopsia.
Non sono sicura di avere fatto la scelta giusta.
La scuola è brutta, ha mobili pesanti, lugubri.
l mobili si cambiano.
- Contano solo i bambini. - l mobili si cambiano con i soldi.
Conosco tante signore della buona società...
..piene di soldi e impazienti di sentirsi utili.
Le inviteremo per il giorno dell'inaugurazione.
Da anni non cucino.
Ho voglia di organizzare una bella festa, vieni.
Facciamo una lista degli invitati.
Ti è sempre piaciuto, anche quando eri piccola.
Te lo regalo.
Portalo nella scuola, i bambini hanno bisogno di cose belle.
Mi manca Mario.
- Ho chiesto a Teresa se potevo portarlo a Roma. - Che ha detto ?
- Che deve tutto ai Montesano. - Che ti aspettavi ?
Maria, devi rassegnarti.
Non cercare di essere quello che non potrai mai essere.
Ringrazia che sia bello, sano, che tu possa vederlo...
È felice, non gli manca niente.
Tranne sua madre.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Grazie, dove l'ha trovato ? - A terra.
- Deve essere caduto quando il bambino l'ha urtata. - Grazie.
Dottoressa, io la stimo, ma Talamo non deve illudersi.
Al ministro non interessano i bambini piccoli.
Quando conoscerà la scuola, cambierà idea...
..anche sul progetto di scuola elementare. - Speriamo.
Scusi.
Grazie.
Li c'è il tuo giocattolo.
Prego, venite ! Lasciateli liberi, è la loro casa.
l nostri figli non stanno mai fermi.
Come farete ? Siete cosi delicate.
Conosciamo bene i bambini, non ci saranno problemi.
La scuola attuale castiga la miseria, la sventura.
lnvece noi... FRACASSO
Hai visto che hai fatto ?
- Non la tocchi ! - Con questi bisogna fare cosi.
Qui non ci sono punizioni.
Non chiediamo la beneficenza perché siamo poveri...
..ma perché questi bambini porteranno una luce...
..cosi forte nell'educazione...
..da cambiare completamente la storia della pedagogia.
Non crede di esagerare ?
È solo una scuola per bambini emarginati.
Andiamo.
Toglietevi di mezzo !
Stavolta il suo entusiasmo non basterà.
lmpari a rassegnarsi, non sempre si possono fare miracoli.
La saluto.
FRACASSO
Non si aspetti troppo da loro.
Noi siamo una pianta cattiva, serve pazienza.
Abbiamo sbagliato noi, ma non so ancora cosa.
Vuole prenderla ?
- Posso ? - Certo.
Basta !
- Che carina ! - Ha sete ?
Forse.
Anche mia sorella è piccola.
Lei non fa nessun rumore...
..voi non sareste capaci.
Grazie.
Sentite il suo respiro delicato.
Nessuno sa respirare come lei.
Shh ! ll silenzio è bello.
Possiamo sentire tanti rumori...
..se stiamo zitti.
VOCl NON UDlBlLl
Giovanni, non devi aprire l'armadio !
Bisogna chiedere il permesso per prendere le cose.
Non ha fatto niente di male, si è solo dimostrato autonomo.
Guarda cosa fanno !
Non giocano con i giocattoli, ma con il materiale didattico.
- l bambini si divertono imparando. - Ma non stanno nei banchi.
- A tutti piace lavorare comodi. - C'è ancora confusione.
Dobbiamo aiutarli a essere ordinati...
..in uno spazio costruito per loro.
Possiamo già fare qualcosa.
Ho preparato questa.
- Quanti servizi avete cambiato ? - Nessuno.
Piatti e bicchieri sono frangibili.
Se il bambino rompe qualcosa, la volta dopo sta attento.
Avete banchi più comodi anche per gli insegnanti ?
Questa è la casa dei bambini.
l materiali sono costruiti con il principio dell'autocorrezione.
ll bambino capisce da solo se sta sbagliando.
Cosi una sola maestra può lavorare con tanti bambini.
- È un bell'esperimento. - Non è un esperimento.
Tutti i bambini possono stare bene.
l miei metodi sono adatti anche alle scuole elementari.
ln ltalia abbiamo il problema dell'analfabetismo, non dei piatti.
Lei sa com'erano questi bambini. Perché non vuole darmi fiducia ?
Mi faccia avere qualcosa di scritto e cercherò di aiutarla.
ll Ministero dovrà occuparsi anche dei bambini piccoli...
..e forse arriverà anche il vostro turno.
Sono le cinque, potete andare.
Mi chiedo perché una donna bella e piena di talento come lei...
..si sia chiusa qui dentro. - Non amo le persone mediocri.
l bambini sono la parte migliore dell'umanità.
Mario !
Mario !
Mario !
- Dov'è Mario ? - Doveva avvisare prima di venire.
Volevo fargli una sorpresa.
- Mario non vive più qui. - Dov'è ?
- ln collegio, a Firenze. - Da quando ?
Ci lasci in pace, non voglio più guai con Montesano.
Faccio quello che dice lui.
Come ti sei permesso ?
- Non hai ancora imparato a bussare. - Perché Mario è in collegio ?
- Doveva crescere in una famiglia. - L'ho fatto per lui.
Voglio dargli un'educazione diversa, e poi Firenze è bellissima.
E abbastanza lontana da impedirmi di andare a trovarlo.
Da impedirti di avere altri colpi di testa.
- Hai offerto soldi a sua madre. - lo sono sua madre.
- Non doveva venire a Roma. - Volevo fargli vedere la scuola.
Perché lo insegui ? Ha un padre e una madre.
Non ha bisogno di noi.
Non vivere tutto come una sfida.
- Mario non è una sfida. - lnvece si.
Se gli volessi bene, lo lasceresti vivere...
..senza rincorrerlo con le tue ossessioni.
Ciao.
Fatti vedere.
Fatti vedere.
- Come sono qui ? - lnsegnano bene. - Come ti trattano ?
Bene se sei bravo a scuola.
- Se non lo sei ? - lo sono il più bravo della classe.
Se qualcosa non va, mi scrivi.
- lmparate tante cose a memoria ? - Abbastanza.
C'è un bel giardino.
È pieno di insetti.
(genitore ) Eccola !
Grazie per quello che fa per i nostri figli.
Lei è l'unica che ha creduto in questi bambini.
lo li ho solo aiutati a scoprire il tesoro che avevano dentro.
- Gli insegni a leggere e a scrivere. - Ci sono le scuole elementari.
Questa è la scuola migliore.
Per vivere noi chiniamo la testa...
..invece lei non si arrende.
Non ci dica di no.
Erano già pronte.
- Buongiorno, Anna. - Buongiorno.
Tu non puoi stare qui, vai via !
Vai via !
Come si permette ? Lei è un ospite qui.
Un ospite ricercato, non vuole estendere il suo progetto ?
Lei è un educatore e mi ricatta ?
Giovanni !
Come osa parlarmi cosi ?
Che succede ?
Alla dottoressa piace fare come vuole.
Dottoressa !
Come possiamo chiedere a queste persone di rispettare le regole...
..se non lo facciamo prima noi ?
- Giovanni, torna a scuola. - Che è successo ?
Giovanni insegna a me quello che impara a scuola.
Se non fosse figlio mio, mi offenderei.
Nelle case nuove, con l'acqua corrente, è tutto più facile.
- Torniamo a scuola. - ll bambino sa scrivere !
È il primo in casa nostra.
- Cosa ha scritto ? - La sua opinione.
- Tutti sanno leggere ? - E scrivere. - Anche quelli di 3 anni ? - Certo.
La dottoressa ha fatto scrivere anche i bambini del manicomio.
- Ma Giovanni non doveva stare a scuola. - Non importa !
Questo è un miracolo !
Bisogna chiamare la stampa.
Riprenda Giovanni a scuola e faremo quello che vuole.
MPARARE A LEGGERE DlVENTA UN GlOCO NELLA CASA DEl BAMBlNl
(Maria) Dobbiamo aiutare il bambino ad agire da sé. . .
. .a volere da sé, a pensare da sé.
Il bambino, che chiude in sé il segreto della nostra natura. . .
. .deve diventare il nostro maestro.
Questo è il primo lotto che abbiamo ristrutturato.
- Si può vedere la Casa dei Bambini ? - È vero che a 3 anni scrivono ?
- Ci fa conoscere la dottoressa ? - Ecco la Casa dei Bambini !
La dottoressa si diverte a farle ombra.
Dimentica spesso che la scuola è nostra e che lei è un'ospite.
Qualche anno fa l'ho avvertita della sua arroganza...
..ma lei era troppo abbagliato dai suoi risultati.
Non la conoscevo bene.
Si comporta come se l'idea di questa scuola fosse sua.
Per la gente il nostro progetto non esiste più.
- Ci sono solo le Case dei Bambini. - Glielo dica.
ll mondo è pieno di scuole Montessori.
La dottoressa potrebbe seguirne un'altra.
Si, ha ragione, devo parlarle.
Non vai a scuola oggi ?
C'è Anna.
Quando starai meglio, devi venire a trovare Mario.
È diventato grande.
- Perdonami. - Di cosa ?
- Lo sai. - Non potevi fare altro.
lo sono sua madre, io ho sbagliato.
Ti ho lasciato sola.
Non ti ho aiutato.
Quando mi hanno portato via Mario...
..ho pensato che sarei diventata cosi famosa e potente...
..da fare paura al mondo e poterlo riprendere.
Ma quel giorno non verrà mai.
Adesso ho paura degli altri, di suo padre...
..ho paura di lui, del suo sguardo, delle sue domande...
..del suo amore che non ho meritato.
Dottoressa, so che per lei è un momento difficile...
..ma devo parlarle.
- Non volevo disturbarla. - Sono bellissimi.
- Ha preso la licenza elementare. - Con il massimo dei voti.
Bravissimo !
Dobbiamo tutto a lei.
lo non sono stata una buona madre.
- Non gli ho dato da mangiare. - Non li ha abbandonati.
È rimasta con loro nella miseria, nel freddo, nella gioia.
Una buona madre è solo questo.
l suoi figli lo sanno e saranno fieri di lei per sempre.
Ciao, perché sei qui ?
Sono tornato ieri, mi sono iscritto a Scienze Naturali.
Bravo !
- È venuta la dottoressa. - Doveva avvisare prima di venire.
- Vuoi che vada via ? - No.
- Allora resto. - l Montesano non vogliono.
l signori Montesano !
Non è stanca di nascondersi dietro alle loro prepotenze ?
ln questi anni quante volte sono venuti a trovare Mario...
..o si sono preoccupati per lui ?
L'amore dà diritto di decidere della vita di un ragazzo...
..non un cognome dato solo per togliere un figlio...
..a chi lo ha partorito.
Tu sei mia madre.
Andiamo a casa.
Sei già più alto di me.
Sei stanco ? Ti preparo la camera o vuoi fare un bagno ?
Aspetta.
Ci sono i vestiti di tuo nonno.
Prova.
Domani compriamo qualcosa di nuovo.
- Ti preparo il letto ? - Veramente non ho ancora cenato.
- Ho sbagliato qualcosa ? - No.
- Mangio peggio dei tuoi bambini. - Recupereremo.
- Hai ancora fame ? - No.
Devo chiederti una cosa anche se non è facile.
Sono felice che tu viva con me.
Ma fuori di qui, il mondo...
..non accetta che una donna abbia un figlio senza un marito.
Quindi cosa dovremo dire ?
Che sei mio nipote.
- ln casa puoi chiamarmi mamma. - No !
Ti chiamerò Maria come sempre.
- Cosi non sbaglierò quando saremo in mezzo agli altri. - Va bene.
Ti preparo il letto.
Perché non mi hai voluto ?
lo ti ho sempre voluto.
Ero sola, tuo padre stava per sposare un'altra donna...
..e per la legge eri suo figlio.
Non potevo tenerti senza il suo consenso.
Perché glielo hai permesso ?
Non lo so.
Hai sfidato il mondo per i figli degli altri...
..e non sei riuscita a farlo per me.
lo ti ho sempre amato.
Non permetterò più a nessuno di portarti via.
Se tu mi vuoi.
CAMPANELLO
- Aspetti qualcuno ? - No.
- Sono venuti a prendermi ? - Chiuditi in camera tua.
Che cosa hai combinato ?
Mario è in camera sua, non può vederti.
- Devi portarlo a casa. - È a casa.
Dirò che è mio nipote e non ci saranno scandali...
..se mi concedi l'affido.
- Non ti arrendi mai. - E tu ?
Vuoi ancora combattere contro una donna di cui non ti è mai importato ?
Non è vero che non mi è mai importato.
lo ti ho amato come non ho mai amato nessuna.
Ma non ce l'ho fatta.
lo non ero nato per sfidare il mondo, per le grandi imprese.
Tu eri troppo brava, troppo intelligente, troppo tutto.
Non potevo darti quello che volevi...
..e ho perso.
Abbiamo perso tutti e due.
Ma Mario non deve continuare a pagare.
- Vuole stare con te ? - Si.
Domani ti farò avere i documenti.
- Mi odi ? - No.
Ma se ti ho amato, non me lo ricordo più.
- Era mio padre ? - Si.
Ha detto che puoi restare.
- Se ti affacci, lo vedi. - Non mi interessa.
l figli sono di chi li ama, non di chi gli dà il cognome.
Mi ha rubato l'idea, l'ha travisata e ora si prende il merito !
La sua non è l'unica esperienza pedagogica con i bambini piccoli.
È l'unica nota in tutto il mondo.
ll Ministero ha scelto un altro modello educativo.
Lei ha lavorato in situazioni che riflettono poco...
..la realtà dei bambini italiani. - Ho bambini di tutti gli ambienti.
Figli di operai, orfani e bambini ricchi.
Sono bambini di città, hanno molti stimoli.
ll vero bambino italiano è di campagna, emotivo...
..bisognoso delle cure di una madre.
Per questo chiameremo le scuole ''scuole materne''.
È importante anche rendere autonomo il bambino.
Non insista, la decisione è presa.
La verità è che lei non è una madre.
Mi dispiace, ma nella sua pedagogia si sente.
- Cosa vuole fare ? - Partire subito.
Da anni gli americani ci chiedono di andare da loro.
Se la nostra pedagogia si diffonde in America...
..forse convinceremo il ministro. - Si parte ?
Lui è Mario, mio nipote.
- Viene con noi. - Buongiorno, Mario.
Buongiorno.
Prego.
Perché va all'estero con un minorenne che non ha il suo nome ?
L'ho adottato e per legge non posso dargli il mio nome...
..come lei saprà.
- Benvenuta. - Lui è Mario, mio nipote.
Salve.
- Ti interessi di pedagogia ? - Credo di si.
(in inglese ) È il nipote di Maria.
(Maria) ll metodo non si vede.
Quello che si vede è l'anima del bambino...
..che, liberatasi dagli ostacoli, agisce secondo la propria natura.
TRADUCE lN lNGLESE
PARLA lN lNGLESE
È vero che Freud le ha scritto che se tutti i bambini...
..facessero le scuole Montessori, gli psicanalisti non servirebbero ?
Dottoressa, mi ha sentito ?
La domanda su Freud.
Si, è vero.
(in inglese ) Che piacere ! (in inglese ) È un onore incontrarla.
La signora Sullivan vuole finanziare le scuole Montessori in America.
Grazie.
- Sono le undici, dov'è finito ? - Sarà andato a divertirsi.
Forse gli è successo qualcosa. Vado alla polizia.
- Queste persone sono qui per noi. - Non mi interessa.
- Mio nipote è più importante. - È solo uscito un po'.
Non l'ha mai fatto.
Non possiamo lasciare la cena cosi.
Non riesco a stare tranquilla se non ho sue notizie.
Perché l'ha portato con sé ?
- Non sapeva che era irrequieto ? - Se non torna ? - Tornerà.
- Se non torna, possiamo rimandare la partenza ? - Tornerà.
È solo un ragazzo che ha conosciuto la libertà improvvisamente.
Non sembra un suo parente, dove è cresciuto Mario ?
PORTA CHE Sl CHlUDE Dove sei stato ?
Ho conosciuto una ragazza bellissima.
- Allora ? - Mi sono innamorato.
- lo resto in America. - La conosci da un giorno.
Non hai neanche vent'anni, il tuo posto è in ltalia.
- Chi l'ha detto ? - Lo dico io ! Sei solo un ragazzo.
- Che ne sai dell'amore ? - Quanto basta.
Non essere ridicolo. Non parli neanche l'inglese.
- Andiamo, la nave non aspetta noi. - lo non vengo.
- Mi fermo qui ! - Sei affidato a me.
- È la mia vita. - Non posso darti il consenso.
Non mi serve il consenso. Non chiedo il permesso a mia madre !
Non ho una madre.
Scusa.
Non hai detto alle tue amiche che sono tuo figlio.
Non capirebbero.
Neanch'io ti ho capito.
Mario !
Mario !
Mi dispiace.
Andiamo.
#La legge nostra è schiavitù d'amore.
#Il nostro motto è ''libertà e dovere''.
#Vendicheremo, noi Camicie Nere. . .
. .gli eroi caduti liberando te.
#Faccetta nera, bell'abissina. . .
. .aspetta e spera che già l'ora s'avvicina.#
Bambini ! È venuta a trovarci la dottoressa Montessori.
Ciao, Maria ! Maria !
- Vuoi controllare i lavori dei bambini ? - Mi fido.
Sei la migliore direttrice.
Mario ?
- Ti manca, vero ? - Non ha mai risposto alle mie lettere.
Non sentirti sola, fai molto per tante persone.
Però non basta.
Sono stata convocata al Ministero, ordine di Mussolini.
Non può dire nulla sulle nostre scuole, sono private...
..e i nostri allievi sono i migliori.
Non credo che sia per questo.
- Buongiorno. - Voi !
Pensavate che mi fossi dimenticato ? Accomodatevi.
Forse il nostro sogno si avvera.
ll Duce parla continuamente di voi.
Non mi interesso di politica.
Mussolini vuole che apriate nuove Case dei Bambini, a centinaia...
..e che si inauguri una scuola per la formazione dei docenti.
Vuole una scuola all'avanguardia, come in nessun'altra parte del mondo.
Cos'è successo, dottor Cardi ?
Avete cambiato idea su di me ?
ll Duce mi ha insegnato a guardare più lontano.
Avete aperto scuole in Spagna, Olanda, lnghilterra, Stati Uniti.
ln Germania siete considerata...
..un'autorità nel campo dell'educazione.
Mussolini vuole darvi carta bianca.
ll vostro progetto si avvera...
..formare una nazione sulla base dei vostri principi pedagogici.
- ll Duce conosce la mia pedagogia ? - Certo.
A grandi linee, ma è un intuitivo.
Vorrei consigliarvi di rivedere alcuni dettagli...
..alla luce degli insegnamenti del Duce.
Quali dettagli ?
l maschi che lavano i piatti, ad esempio.
Non mi avete dato carta bianca ?
lacopo.
Pio.
Giorgio.
Mario.
È uno studio sulla relazione tra madre e figlio.
Ho letto il titolo, per questo mi incuriosiva.
- Vuoi sapere perché sono tornato ? - Sei qui, non importa perché.
Ho sposato quella ragazza.
- E ho divorziato. - Mi dispiace.
Eravamo due ragazzini, impreparati al matrimonio.
- Voglio stare con te. - Davvero ?
Ho studiato, sono diventato un medico come te.
Quello che fai è importante e vorrei aiutarti.
Davvero ? Allora dovrai studiare ancora molto.
- Dovrai metterne uno nella scuola ? - Sapevi che qui c'era il fascismo.
Sapevo che tu eri una persona libera.
Come tutti i governi il fascismo passerà...
..ma le cose buone fatte resteranno.
- Abbiamo il dovere di provare. - Guardi troppo lontano.
- Qui serve qualcosa subito. - Dolore e altra violenza ?
Prometti che non ti occuperai di politica.
- Buongiorno, dottoressa. - Buongiorno.
- Sono già tutti in aula. - Questa è la tua nuova scuola ?
È solo un corso di formazione.
- Assisterete al corso, signor... - Mario Montessori.
Siete parenti ?
È il mio assistente ed è anche mio nipote.
Andiamo, non voglio farmi aspettare.
Buongiorno.
Comodi.
Prima di parlare del mio metodo, vorrei conoscervi.
Avete un compito importante.
Sarete i docenti di questa scuola...
..che formeranno una generazione di insegnanti...
..diversa da qualsiasi altra si sia mai vista in ltalia.
Voi come vi chiamate ?
Camerata Marini Massimo.
- Chi mi avete mandato ? - Persone selezionate.
Dal partito ?
Non hanno alcuna preparazione, nemmeno di cultura generale.
È sbagliato usare gente semplice ?
A San Lorenzo voi l'avete fatto.
Questa non è una Casa dei Bambini, è una scuola per formare insegnanti.
Voglio scegliere io il personale, ho preparato un elenco di nomi.
Non c'è tempo per fare cambiamenti.
Rimandiamo l'inizio delle attività.
La Regia Scuola Magistrale di Metodo Montessori è finanziata dal Governo.
Ma porta il mio nome !
Migliorate gli allievi che avete invece di perdere tempo.
Non finisce qui.
Voglio sapere chi è, dove vive e che studi ha fatto.
- Perché lo chiedete a me ? - Vi conosco da anni.
Mi fido di voi.
Vi chiedo qualche informazione su gente perbene.
Cosa vi preoccupa ? Voi avete fatto di peggio.
È tardissimo, dove sei stato ?
A chiacchierare con gli amici.
Non mi sono accorto che fosse tardi.
Dev'essere stato un discorso appassionante.
Non ti annoi a fare quel gioco ? Facciamo una partita.
- Preferisco i solitari. - Almeno prova.
Non mi piace perdere.
- l solitari non riescono sempre. - Non mi piace perdere con gli altri.
A un certo punto bisogna accettare la sconfitta.
Lasciamo questo Paese.
Qui abbiamo aperto 80 Case dei Bambini.
- Non sono come le vorresti tu. - Non mi arrendo senza lottare.
Già, l'avevo dimenticato.
Mario !
lo so dove vai, vedo cosa leggi.
Avevi promesso di non occuparti di politica.
Vorrei capire se ogni tanto il tuo progetto pedagogico...
..può essere meno importante delle persone che ami.
- È la mia vita. - E io ?
- Cosa sono ? - È una domanda assurda.
Ora ho capito perché mio padre ti ha lasciato.
Chiedigli perché ha abbandonato te.
CAMPANELLO
SUONA CON lNSlSTENZA
Chi siete ?
Dovrei parlare con il dottor Montesano.
Vi sembra l'ora adatta ?
È una questione urgente.
- Attendete. - Grazie.
Un momento !
- Che cosa volete ? - Posso entrare ?
È tardi, io non vi conosco.
Le chiedo solo pochi minuti.
Allora, giovanotto...
Dovete avere un motivo valido per disturbare a quest'ora.
No, non ho un motivo valido.
Chiudi la porta, fa freddo. Sarà stato uno dei tuoi matti.
Questo lo offro io.
Perché ?
- Non si disturbi. - Voglio festeggiare.
La mia fidanzata ha accettato di sposarmi.
- Beato lei che ha una donna ! - Voi non avete una donna ?
Veramente anch'io ne ho una e la amo tanto.
E lei ?
Non lo so, pensa sempre ad altro.
Mi lasci.
Mi lasci stare, faccio da me.
Non ho bisogno di nessuno.
Cosa avete saputo ?
Mario Montessori è in contatto con gruppi antifascisti...
..riceve e diffonde stampa clandestina di matrice socialista.
Fantastico ! C'è abbastanza per incriminarlo.
Confermate l'esistenza di una relazione fra i due ?
Vivono insieme e sono molto legati, non c'è altro.
Quella donna non è la santa che vorrebbe far sembrare.
- È tutto ? - No.
Mario Montessori prima aveva un altro cognome, Montesano.
È figlio di Giuseppe Montesano...
..ha una cattedra di Psichiatria all'università di Roma.
Ne avete le prove ?
Che stupido ! Come ho fatto a non pensarci prima ?
Bravo, farò menzione di voi al vostro superiore.
Preferirei di no.
Non mi avete fatto sapere dei nuovi docenti che ho chiesto.
ll dottor Mario Montesano non è con voi ?
Meglio cosi.
Ricordate in che anno ci siamo conosciuti ?
- Che anno era ? - Non lo so, che importanza ha ?
Era...
..il 1 898.
Dovreste ricordarlo, fu un anno importante per voi.
Lavoravate con il professor Montesano.
Avevate uno strano rapporto.
Grandi intese, litigi violenti...
..e poi quel vostro pallore, quell'inverno.
Che cosa volete da me ?
Ricordarvi che per essere cosi inflessibili...
..bisogna essere senza peccato.
Non mi interessano i vostri errori di gioventù...
..ma non vi permetterò di rovinare i nostri progetti.
L'inaugurazione è imminente...
..e in questa scuola c'è anche il mio nome.
ll Duce e il ministro mi tengono sotto controllo.
Siate leale con me...
..e io lo sarò con voi.
- ll signor Mario è tornato ? - Non ancora.
- Cosa c'è ? - C'è un signore di là.
Giuseppe.
Che cosa vuoi ?
L'altra sera un uomo è stato da me.
- Mario ! - Che sta succedendo ?
È più facile farsi amare dagli allievi che dai figli.
Dipende da che genitore sei stato.
lo ho messo il mio lavoro davanti a ogni cosa.
Forse ho sofferto meno di te.
Ma se mi guardo indietro, non mi è rimasto niente.
- Tu sei diversa. - No.
- Ci somigliamo più di quanto credessi. - No.
Non credo proprio.
#È la bandiera dei tre colori. . .
. .è sempre stata la più bella.
#Noi vogliamo sempre quella, noi vogliam la libertà.#
Oggi, con grande entusiasmo...
..in esecuzione della precisa volontà del capo del governo...
..del Duce della rinascita italiana...
..diamo inizio al nuovo anno accademico di questa scuola...
..che darà all'ltalia, dopo il primato civile e artistico...
..anche quello nell'educazione.
Do la parola alla dottoressa Montessori.
Cosa posso dire di adeguato a tanta grandezza ?
Niente.
Lasciate che taccia.
E adesso ?
- È andata via ! - Perché ?
Dottoressa Montessori !
- Cosa avete fatto ? - Ho dato le mie dimissioni.
Togliete il nome Montessori dalla scuola, non ha più senso.
Non potete più fare come volete.
Mi avete già fatto tutto il male che potevate farmi.
Siete sicura ?
- Sono liberi questi posti ? - Si.
Fermate il treno !
Che succede ?
La polizia !
Fermo.
l vostri documenti.
- Si. - No.
So chi siete voi.
Ho l'ordine di fermare il vostro assistente.
- Sono pronto, andiamo. - No !
Allora arrestate anche me.
Non è il mio assistente.
- È mio figlio. - Cosa ?
- È mio figlio. - Li hai trovati ?
Non sono in questa carrozza.
Noi... ci conosciamo ?
Una volta mia madre vi regalò un mazzo di fiori.
Grazie per tutto quello che avete fatto per me.
Giovanni !
Chi è quell'uomo, mamma ?
Un bambino.
(Mario ) In tutti i bambini del mondo. . .
. .si nasconde la speranza di un mondo diverso.
Se nonostante tutto oggi qualcuno crede. . .
. .che nel bambino c'è già l'uomo di domani. . .
. .questo si deve a Maria Montessori. . .
. .mia madre.
Sottotitoli: Laser S. Film S.r.l. - Roma
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