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(MUSICA BAROCCA)

(MUSICA BAROCCA)

(MUSICA BAROCCA)

- (Giulia) Ciao! - Ciao, benvenuti!

Giulia, bella!

- Valerio? - Sì.

Bellissimo, vero?

- Da paura. - (Stefania) Armando?

- (Armando) Benvenuti! - (Giulia) Lui è Valerio.

- (Stefania) Armando. - Ciao.

Ho le mani sporche. Fabrizio ed Emiliana.

- Piacere. - Ciao.

Vi faccio vedere la casa.

Cottura medio sangue per tutti e ben cotta per la puerpera?

- Grazie! - Ti ho messo da parte i body e le tutine.

- Addirittura? - Sì.

Tesoro, non dovevi!

A Justin non vanno più e mi fa piacere se ce li hai tu.

Qui abbiamo la cabina armadio,

dove tengo anche le cose per la palestra e gli asciugamani.

Qui c'è la cucina all'americana,

con l'isola centrale e il piano cottura a induzione.

E qui shh!

C'è Justin che dorme con Daiana.

Ecco qua. Amore di mamma!

E poi qui abbiamo la master bedroom, con un piccolo bagnetto en suite.

Stupendo! Vero?

Sì, è stupendo.

E poi qui c'è il bagno grande, che praticamente usa solo Armando.

Fatemi vedere se c'è l'acqua.

- (Stefania) Bene. - (Giulia) Noi dalle 21 alle 23.

(Stefania) Ora mangiamo.

(MUSICA BAROCCA)

(VOCI INDISTINTE)

(VETRI INFRANTI)

- Che succede? - Scontri.

(SIRENE)

Mi hanno dato sei casse al resort. In magazzino sono amici cari.

Questa al supermercato non la trovi.

Ho parlato con i ragazzi, ci siamo organizzati.

- (Armando) Fabio ti segue i primi giorni. - Grazie, è buonissima.

Siamo un bel team. Hai lavorato in team, no?

- lo? - (Armando) Hai parlato di palestra.

Facevi full contact? MMA? Che facevi?

Sì, ehm... Allora, in realtà io...

Più che altro personal trainer. Aveva una fila di signore così.

Beh, ti credo!

Il titolare se ne approfittava. Lo chiamava socio. Poi vabbè...

È che Valerio è troppo buono.

Però ha gestito delle attività. Diglielo, amore!

(balbettando) Sì, ho avuto un paio di idee imprenditoriali.

Ah.

Tipo uno studio di tatuaggi.

Ah, beh, interessante! No?

- Poi... - Un negozio di sigarette elettroniche.

(Giulia) Non sono andate bene, ma non per colpa sua.

- Valerio è uno che lavora. - Guarda che Armando gliel'ha detto!

Gli ha detto che è in gamba e vuole lavorare.

Stefania ci teneva tanto e io mi sono sbilanciato di brutto.

- Grazie. - Grazie.

Figurati, mi fa piacere darvi una mano.

Poi il vecchio Zarate si fida.

Zarate è il capo, ma vuole bene ad Armando come se fosse figlio suo.

Mi sto prendendo una bella responsabilità, eh.

Grazie, grazie mille.

(in romanesco) Magari vedi di non balbettare troppo.

(RISATE) (Stefania) Mannaggia, Arma'!

Vedrai che ti troverai bene, siamo come una famiglia.

Fantastico.

(MUSICA BAROCCA)

- (Donna) Che è successo? - (Filippo) Riccardo? Riccardo.

Amore, l'hai provata, basta.

(Luca) Oh!

Oh, Madonna!

(SIRENA)

(Luca) Tutto bene?

- Se ne è andato. - Sì, ho visto.

- (Luca) Dai, guido io, su. - Sali. Tranquillo, sali.

Scusate, io volevo andare a fare un goccio d'acqua. Dove...

Vai al bagno grande, quello di Armando. Capito, no?

Oddio, scusate.

Grazie.

È caruccio l'uomo tuo.

(Giulia) Dolcissimo. Partite?

- (Armando) Eh. - (Giulia) Beati voi.

(Armando) Un amico al Comune ci ha fatto avere...

Che palle! Ma che cazzo vuoi?

Che palle, oh! Che palle!

(Stefania) Mamma, quanto si sta bene!

- (Stefania) C'è il torrente. - (Armando) Sì.

(Stefania) Ti puoi lavare.

Ma che si può stare così?

- (Stefania) No? - (Armando) Eh. Se non si lava...

(RISATE)

(VOCI INDISTINTE)

"Vattela a pija' 'nder culo"!

Seba, mi hai fatto preoccupare! Ti ho squillato 200 volte!

Ti hanno beccato le guardie di merda? Com'è andata? Racconta!

- Quanti erano? - Non mi toccare.

(Lino) Sei tutto scorticato! Bastardi... Però sei scappato.

- Li hai menati pure tu? - Gli ho dato un paio di calci.

- Sei un grande. - Ahia!

Dai.

- Filippo, fammi sapere, mi raccomando. - Sì.

Ecco.

È tutta tua. Ciao!

Ciao.

(Luca) Ma stai bene?

Sì, sì.

(SIRENA)

(VOCI INDISTINTE)

(COLPI DI TOSSE)

(Uomo) Dottoressa! Dottoressa. Dottoressa!

Tre ustionati, emorragie, gastralgie, intossicazioni.

Oltre i soliti ipocondriaci. Ecco il menù di questa notte sul tablet.

Poi una cosa stranissima, cazzo.

Altri otto con la febbre alta e astenia.

Come "altri otto"?

(Senni) Li abbiamo isolati. Aspettiamo te per classificarli.

- Transaminasi? - Altissime.

Avete parlato con i parenti? Dove sono stati questi? Hanno viaggiato?

Stava male, aveva sonnolenza, brividi.

Gli avevo detto di stare a casa e di non venire alle prove.

- Adesso vediamo. - Grazie.

- Scusi, lei non può stare qui. - Un attimo!

Prego, da questa parte.

Porca puttana!

- Poi semmai ci venite a trovare. - Sì, grazie.

- Come siamo stati bene! - Tantissimo, grazie ancora.

- (Armando) Grazie. - Grazie.

- Mi dispiace che non potete venire. - Sei stata un tesoro.

- (Stefania) Ma che scherzi? - (Armando) Figurati!

- Grazie. - Valerio, mi raccomando, gagliardo!

Quando c'è da calare si cala, quando c'è da prendere si prende!

- Oh! - Grazie, ciao!

- (insieme) Ciao. - Grazie.

Stefania è carina. (CANI CHE ABBAIANO)

Ma questo Armando, boh... Pesante, no?

Mi sembra un tipo caruccio pure lui.

Poi generoso.

- Siamo stati bene. - Andiamo a casa.

(ELICOTTERO)

Grazie al lavoro della Protezione Civile...

- Di qua. - E della Polizia Municipale...

(in inglese) È incredibile!

Oggi abbiamo la possibilità di mostrare al nostro pubblico...

- Solo con il badge! - Le immagini del ritrovamento.

Il colosso di oltre 30 metri era collocato su un piedistallo...

Il prezioso metallo fosse stato riutilizzato.

Invece ecco lo stupefacente ritrovamento.

Nell'incendio della Domus Aurea e fu restaurato da Vespasiano.

Uno spettacolare ritrovamento, guardate.

Bisogna testimoniare che qui c'è un fortissimo odore di putrefazione.

Sbrighiamoci, con questa puzza mi sto sentendo male.

(JINGLE DEL TELEGIORNALE)

Giorno 367 della crisi idrica a Roma.

Continua il conto alla rovescia e siamo a meno 12 giorni

alla chiusura totale delle erogazioni dell'acqua pubblica.

Al disagio si somma la rabbia.

Ancora scontri stanotte, danni ad auto e vetrine

e un altro grave incendio nella collina di Monte Mario.

Abbiamo un collegamento da Padova

con il professor Del Vecchio, che ringraziamo.

- Salve. - (Del Vecchio) Buongiorno.

Ogni giorno la siccità sembra avere conseguenze sempre più drammatiche

sulla vita quotidiana degli abitanti della Capitale.

Quale può essere la risposta delle istituzioni?

Mi fate tutti la stessa domanda, ma la risposta non può essere una sola.

Le criticità di Roma sono tante.

(Del Vecchio, TV) Le perdite in primis...

(insieme) Oh, Antonio!

- Ragazzi. - State zitti?

(Del Vecchio, TV) Qui noi stiamo parlando di quasi il 70% di dispersione.

Poi è soprattutto una consuetudine atavica a consumi troppo elevati.

Infatti! Laviamoci le mani con il gel, come dice la nostra direttrice.

Puzza di schifo. Perché non usate il sapone?

Questa ditta le lava a secco, è la trielina.

Stai zitto, scimunito! Ma quanto è scemo Antonio?

(RISATE) (Uomo) Zitti!

(Del Vecchio) Ora, al di là dell'impatto...

(QUALCUNO FA UNA FLATULENZA)

Parliamo di quasi tre anni senza pioggia.

lo dico che si doveva sapere che la fornitura a 4 milioni di persone

di acqua a buon mercato senza limiti

prima o poi avrebbe portato a conseguenze drammatiche.

- (Uomo, TV) Grazie, professore. - (insieme) Arrivederci, Antonio!

(VOCI INDISTINTE)

(Uomo, altoparlante) Oggi nell'11esimo Municipio le erogazioni avranno luogo

dalle 11 alle 12 e dalle 19 alle 20.

è tassativamente vietato

un approvvigionamento superiore a 5 litri pro capite.

(GRIDA DI PROTESTA) Avete rotto il cazzo!

Suona, suona! lo le bollette le ho pagate tutte!

Maledetti! La multa ve la dovete mettere nel culo!

(insieme) Maledetti!

(Uomo, altoparlante) È assolutamente vietato il lavaggio di auto...

(Vigile) Oh! Che fai?

Fermo!

(SIRENA) (Vigile) Oh, fermo!

(Ragazzo) Non ho fatto niente!

(Alfredo) Non dovrebbero servire interventi aggressivi

da parte delle Forze dell'Ordine.

di panico e intolleranza.

prudenza, civiltà e umiltà.

per i tanti che si stanno adoperando

da tutta Italia, da tutto il mondo e per favore, disinneschiamo le polemiche.

Non si dia peso alle battute cattive, alle "Schadenfreude",

alla gioia maligna di chi non vedeva l'ora

di sfogare il proprio risentimento verso la Capitale.

Serve rispetto verso gli agricoltori umbri e toscani,

che vedono le autocisterne portar via l'acqua dei loro torrenti.

Le loro proteste sono comprensibili.

Non permettiamo che queste preoccupazioni diventino rabbia,

blocchi autostradali, nuovi scontri violenti, nuovi arresti...

I romani sono chiamati ad adoperare la loro grazia antichissima,

ciascuno facendo nel suo piccolo quello che è giusto fare

cioè controllare i consumi e niente furbate.

Si usa l'acqua che ci spetta senza esagerare con le taniche,

come sembra che a volte succede.

Ora vi saluto con le parole di un autore brasiliano.

"Un guerriero responsabile non è quello che si carica sulle spalle"

"il peso del mondo."

"È colui che ha imparato ad affrontare le sfide del momento."

Com'era, amore? Hai sentito?

- (Mila) Molto bella! - (Alfredo) Che fai?

(Mila) Do il tè avanzato alla rosa canina.

Potessi salvare almeno te...

Ti sei inorridita dalla citazione di Coelho, di' la verità.

Ma la tua Annie Ernaux non funzionerebbe.

Infatti! Era meglio così, bravo.

Già 300 condivisioni! In quanti secondi?

lo lo capisco, amore, quando non sei convinta, sai?

- Cosa fai? - Anche stanotte è tornato tardissimo.

Se ha fatto tardi, lasciamolo dormire. Ha 16 anni!

Oggi faccio 9-17, ma può darsi che mi chiedano un secondo turno.

Pure? Ma mandali al diavolo.

L'ho chiesto io, perché dopo le 20 si entra in straordinario notturno

con una maggiorazione del 50% su...

Le bottiglie d'acqua sono finite, cerco di portarne altre.

C'è una cassa di tonica.

Se torno tardi, in frigo ci sono le puntarelle e gli yogurt.

- Sei una meraviglia! - Anche tu!

Allora? Senti, devi andare via.

Oddio...

(CANZONE DALLO STEREO: "BLUES & TROUBLE" DI BUSTER BENTON)

- (Donna, in inglese) La tua corsa. - (Loris) Oh.

(Loris) Presa!

Eh...

Ecco qua.

Quanto abbiamo pagato l'hotel?

30% di sconto per le interruzioni dell'acqua.

Che caldo.

- Pronti. - (Donna, in inglese) Corsa iniziata.

E che puzza qui dentro.

(Loris) La mascherina.

È un macello qui dentro.

Corea?

- (in inglese) Sì. - (in inglese) Sì, siamo coreani.

Ah, bella!

Testa di cazzo!

(RIDE) (Loris) Si parla coreano qua.

(in inglese) Pronti? Andiamo.

(PARLANO IN COREANO)

Ah...

Ma che fa, dorme?

- Oh! - Oh!

(in inglese) Scusate, scusate.

- Ehi, capo! - Ehi, stop! Stop!

Preferiamo andare a piedi, si fermi qui.

- Antonio! - No, Simone.

Ho parlato con il magistrato.

Ci sono gli estremi per la legge Gozzini per chiedere i domiciliari.

Ma io non ce l'ho il domicilio.

Ti diamo un posto nell'alloggio condiviso.

Assistente!

Basta che fai la domandina, poi pensiamo a tutto noi.

Devo consegnare la biancheria, sono di turno in cucina,

ho promesso a Don Luigi che servo messa...

Sono impicciatissimo.

Antonio, 25 anni dentro in Italia non se li fa nessuno!

Sei gentilissimo, Simone, grazie.

Ma diteglielo anche voi, no? Antonio!

(Uomo) Dai, Antonio, sbrighiamoci, che è tardi.

Dai.

Vai.

Vincenzo, mi raccomando, guarda il video su internet. È roba forte.

- Dai, andiamo. - Andiamo.

Fanno sempre questi scherzi.

Ehi, sto dentro! Ehi! (MUSICA ROCK DALLO STEREO)

Ma che fai? Oh!

Oh, che stai facendo? Oh!

Oh, ma che siete matti?

Oh!

Ehi!

Oh!

- Oh! - Ma che è?

Ehi! Mi avete chiuso dentro!

- Guarda chi c'è dietro! - Ce lo siamo caricato!

(RISATE)

Antonio, che ci fai qua dentro? Ti sei nascosto?

- No, è che mi avete chiuso... - Certo!

(RISATE)

- Non mi riportate? - Sta qui dietro, fatti aprire!

Ma come "fatti aprire"?

Ti vogliono bene, ti riprendono, stai tranquillo.

Ciao, Anto'!

Oh!

(CANZONE: "BLUES & TROUBLE" DI BUSTER BENTON)

(Donna, in inglese) La tua corsa.

(Donna, in inglese) L'hai persa.

"Hombre"!

- Allora, come va? - No...

(Presidente) Vedo che hai scaricato la nuova app.

Bravo, ti dai da fare, combatti!

Loris, la famiglia? La bambina?

(Presidente) Quanto riesci a tirare su ogni mese?

Ci vorrebbe un fondo pensioni

per tutelare le tipologie dei lavoratori come te!

(Presidente) lo misi il punto all'ultimo Consiglio dei Ministri.

- Presidente, la prego, per favore... - Che fai, mi dai del lei?

Eravamo amici io e te!

Comunque, Loris, le liberalizzazioni le abbiamo fatte

e se adesso hai questa grande opportunità, è grazie al mio governo.

Mi dicevano pure che era una cosa di destra, hai capito?

E allora le unioni civili? La scuola?

- Il bonus digitale, i Mini Jobs... - Eh!

lo so tutto, però so pure, Presidente, che lei si è dimesso, quindi...

- (Presidente) No, no... - "No"...

Mi hanno fatto dimettere con delle inchieste pilotate,

con le fake news organizzate sul web!

- (Presidente) Non ce lo dimentichiamo. - Per carità!

Adesso dobbiamo soltanto riorganizzare le forze,

una grande alleanza di tutti i progressisti

e anche i non progressisti, soprattutto i non progressisti.

Seguimi, Loris.

Chi seguo, Presidente? Chi seguo, che lei è mo...

(CANZONE: "BLUES & TROUBLE" DI BUSTER BENTON)

Oh, mamma mia...

(Farmacista) Per la sonnolenza sali minerali, sodio forte in capsule,

due di potassio e poi papaia e guaranà.

- Mi diceva anche febbre e brividi? - Sì, ma quando la provo ho 36,5.

Arriva anche a 37, eh.

- Mi preoccupano i colpi di sonno. - Eh!

(Donna) Mi aggiunga anche dell'activina, della carnitina, della arginina,

vitamina B, C, D, magnesio supremo e anche queste salviettine riciclabili.

- Grazie. - lo prendo le stesse cose della signora.

- Così fa un giro solo. - 172,85 euro.

- Buongiorno, Rosa. - Buongiorno.

- I ricoveri di stanotte. - Certo.

- Scusi il disturbo. - Sì?

Vorrei sapere di un paziente, Riccardo D'Argenzio.

L'ho accompagnato ieri. L'hanno portato di là e non mi fanno entrare.

"D'Argenzio"...

- Un momento solo. - Sì.

- Mi basta che sappia che io resto qui. - Sì, sì.

Buongiorno, dottoressa, mi scusi.

A Infettivologia la sta cercando il dottor Maltese.

Perché non sei in maternità?

- Che aspetti? - Vado tra due settimane.

Grazie, dottoressa, sto benissimo.

Ah, eccolo. Mi scusi.

- Ciao, bellissima Della Rocca! - lo vado, a domani. Ciao, Sara.

Sei tu che hai ordinato la rachicentesi?

Perché mi guardi come una matta?

Perché costano un sacco, non possiamo farla a tutti.

Facciamone una, una sola, a un solo paziente.

Stiamo cercando una malattia tropicale? Non siamo mica in Brasile o in Africa.

Invece mi pare di sì.

Togliamoci il dubbio, un sierologico fatto bene.

Solo perché ho un imbarazzante debole per te.

- Buttati, Maltese! Provaci di brutto! - Mi autorizzi?

Certo, basta che mi fai sapere tutto subito!

(Uomo, altoparlante) È vietato

un approvvigionamento superiore a 5 litri pro capite.

(MUSICA DI PIANOFORTE)

(PORTA CHE SBATTE) (Sara) Ce la faccio a lavarmi?

Mamma, hanno spostato dalle 12 alle 14, però ti ho lasciato metà della mia tanica.

Mi sono lavata tipo gatto e ne è rimasta mezza.

- Perché sei a casa? - Oggi prove tutto il giorno.

- Mi prende papà, così ceniamo insieme. - Ah.

Ho appena ordinato il faro della macchina, mi devi un sacco di soldi.

- Va bene. - Sto scherzando!

Tu non avevi un'udienza?

- Ora vado. - Fico.

Domani c'è il concerto. Venite?

Certo che veniamo. Il concerto di cosa?

Posso farvi mettere da parte un paio di biglietti.

Farebbe comodo avere un po' di incasso,

perché è una cosa di beneficenza, però non sentitevi obbligati.

Scusa, sono distrutta, ho bisogno di dormire.

- Ok. - (Luca) Ciao, Sara, io vado!

Hai dormito nel mio letto?

Sarebbe il nostro letto. Non c'eri e ho sentito il tuo odore.

(Sara) Che schifo.

Dai, povero!

- Ma perché non ci parli? - Eh.

Le dici: "Sara, amore, ho sbagliato, ho capito,"

"ma rimettiamoci insieme per il bene della ragazzina."

Mamma, per favore, te lo chiedo per favore.

Ascolta quello che dice mamma. Un uomo non può stare da solo.

- Non c'è solo il lavoro. - No.

Che poi "lavoro"... Che lavoro è questo? Quello di prima sì, capisco.

Prestigioso, "ammazza"! Palazzo Chigi, capi di Stato...

E poi hanno tagliato le auto blu. Che devo fare? Hanno deciso così.

Hanno deciso che costavano troppo. Ho deciso io? No.

Dai, papà, per favore, basta lei da sola. Non c'è bisogno che fate comunella.

Lei da sola basta. Non mi fate incazzare tutti e due.

(CLACSON)

- (Donna, in inglese) La tua corsa. - (Loris) Un attimo!

- (Loris) Mia. - (Donna) Presa.

Sono 12 bottiglie. Per favore, dovrebbe rimettere a posto una confezione.

Una è per me e una è per zia.

Dovreste fare due conti separati e pagare con due carte diverse.

Vabbè, veniamo sempre qua, abbiamo anche la tessera!

- Un po' di gentilezza! - Mi dispiace.

(Uomo) Che rottura di coglioni!

Ha ragione. (SEGNALE ACUSTICO SMS)

- (Donna) Mi dà una busta, per cortesia? - Sì.

(Donna) Adesso ci fa pagare?

- Sì, scusi. - (Donna) Si è fatta la fila.

Sono 42,80 euro. Carta?

Sì. (SEGNALE ACUSTICO CELLULARE)

(MUSICA DAL CELLULARE) Oddio, scusate.

(CANZONE: "WALK WITH ME" DI JOSS STONE)

(Alfredo) Un doveroso omaggio a un nome della cultura italiana,

in uno dei luoghi suggestivi della Capitale, il Teatro India,

grande fucina di talenti, cantiere di lavoratori dello spettacolo.

- (Alfredo) Ciao, ragazzi! Tutto bene? - (insieme) Salve.

- Ciao. - Ciao, buongiorno, Alfredo.

- (Alfredo) Ciao. - Massimo ti sta aspettando.

(Alfredo) Grazie. È un grande onore, non vedo l'ora.

- Eccoci qua. Vai! - Ciao, Alfredo.

(Alfredo) Eccoci qua!

Tanti amici, ma soprattutto un saluto

al grande maestro nonché carissimo amico Massimo.

- Ciao, Massimo! - Per favore, spegni questa cosa.

Certo. Era solo per far sapere a un po' di gente del vostro spettacolo.

Bello il tuo post di oggi, Alfredo, molto importante.

Grazie. Grande, Livia!

Alfredo, ti hanno già spiegato?

Vieni qua.

Vannoli ieri in scena si è addormentato e oggi purtroppo lo ricoverano.

Ah. Che faceva, Stockmann?

Lo so a memoria, lo facevo con lo Stabile di Genova.

A Genova. A Roma Stockmann lo faccio io.

- Ah. - Vannoli faceva Aslaksen.

Aslaksen? Il tipografo?

Beh? Il tipografo!

Alfre', Aslaksen è una grande parte!

L'abbiamo un po' adattata,

ma devi stare tranquillo che il personaggio c'è.

Fammici pensare, perché in questo periodo sono un po' preso.

Preso da che? Non stai facendo niente.

Mi hanno detto che Mila è dovuta andare a lavorare al supermercato

e tu stai sempre a giocare con questi cazzo di social.

Massimo, che cosa c'entra?

Cosa c'entra?

Con quello che sta succedendo, abbiamo la responsabilità di metterci la faccia!

Sono cose importanti!

Lo dice anche Livia, no? È vero, Livia?

Alfre', io in te ci credo.

Devi tenere conto che nell'economia dello spettacolo

le otto battute di Aslaksen sono molto importanti.

Scusa, ma nell'originale non aveva otto battute!

Eh. Adesso sono otto.

Dai, diamogli il copione di Vannoli!

Sei un amico, Alfre'! Dai, su, togliamo.

Scala, trabiccolo e ricominciamo la prova. Voglio farvi presente...

- Tutto qua? - Sì.

Grazie.

(ELICOTTERO)

(Loris) Ecco qua.

(GRIDA DI PROTESTA)

(FISCHIETTO) (Donna) Corrotti!

Scusi, che succede?

(Loris) C'è un po' di agitazione.

- Questo qua è l'hotel? - Bello, vero?

C'è pure il parco termale.

(Uomo) Valle Aurelia sono mesi che è sottoposto a un regime...

Stai calmo, non fare il matto.

È scandaloso!

Piuttosto, hai preso il magnesio? Te l'ho messo nel beauty.

È tutto fontane, terme, piscine...

Tipo 80.000 litri al giorno, e fuori ci sono i comitati civici che protestano.

- (Carla) Per forza. - Dovresti vedere la mia camera.

Dai, Roma è una città bellissima. Goditela!

(CAMPANELLO) (in veneto) Hanno suonato.

Mi hai messo in valigia il repellente per le zanzare?

Mi hanno già pizzicato.

- Ti chiamo dopo, ciao.

Benvenuto, molto lieta di incontrarla.

Mi dicono dalla reception che c'è un problema.

Signorina, io qua non ci posso stare.

Fuori c'è gente giustamente incazzata. Che figura faccio?

Ci scusi, professore.

Va bene anche un alberghetto vicino agli studi.

Avverto la produzione e facciamo in modo di spostarla quanto prima.

Abbia solo un po' di pazienza per oggi.

Pensavamo di farla venire in studio un'oretta prima,

così passa in sala trucco.

- Ci sarà un parrucchiere... - "Parrucchiere"?

È un TG, non è Sanremo. Giusto?

(CITOFONO)

(CITOFONO)

Ultimo piano.

(Uomo, altoparlante) Oggi le erogazioni verranno effettuate...

Vaffanculo.

(Uomo, altoparlante) È tassativamente vietato

un approvvigionamento superiore a 5 litri pro capite.

- (Lino) Seba! - (Sebastiano) Vieni.

- Ci stanno i tuoi? - No, tranquillo.

Guarda che casa! Lo sapevo che eri miliardario.

Tutti questi libri, pure negli scatoloni! Li hai letti tutti?

No, mamma aveva una libreria.

- Ora che fa? - L'ha chiusa.

Muah! Bello.

State messi bene. Fammi vedere che vi mangiate.

Lo sapevo, voi radical chic state sempre a dieta.

L'hai scritta quella cosa?

- No. - Ma come no?

Ho fatto tutti i montaggi, pure i video degli altri telefonini!

Sei tu quello forte in italiano.

(Lino) "Prima ci facevamo la guerra tra di noi, ma ora siamo alleati e uniti."

"Siamo una realtà senza più confini e barriere obsolete."

"Destra, sinistra... Noi siamo il popolo!"

"Le guardie infami non sono riuscite a impedire l'iniziativa di tanti giovani,"

"che protestano contro istituzioni sorde e cieche,"

"che con la scusa dell'emergenza instaurano una dittatura a casa nostra."

"La misura è calma!"

- "Colma", Lino. - La rifaccio?

No, continua, stavi andando bene.

- Ti credo, hai scritto un capolavoro! - Basta baci.

Scusa, è che ti voglio troppo bene. Muah!

Finger food e succhi bio, nuoto controcorrente,

area relax e tisaneria.

- Uno. - Prego.

La nostra responsabilità è il controllo di tutto il parco termale.

Le piscine vanno protette dai ladri d'acqua

e dagli atti vandalici di questi rompicoglioni.

Non li senti qua fuori?

Ma soprattutto la sicurezza della famiglia Zarate.

Armando mi diceva che sei pratico de arti marziali.

Oggi ti metto dietro a Raffaella al posto mio,

tanto al massimo la cornuta la devi portare in farmacia,

dallo psicologo o a casa.

"La cornuta"?

Riecco questi stronzi!

Dammi una mano!

Figli di puttana!

Vieni qua!

- Oh! - Scusi, ma cos'è esattamente?

Non si preoccupi.

- Ah! - (in romanesco) Prendilo! Buttalo giù!

Si attaccano all'acqua pubblica e la scaldano!

(Donna) L'acqua c'è per chi paga le mazzette

e poi ottiene le deroghe!

(Uomo) Il Gruppo Zarate ci fa i suoi sporchi affari!

(Claudio) Metteteli qui, spenti.

(GRIDA DI PROTESTA)

(Uomo) Ridateci l'acqua! La dovete finire! Vergogna!

Ho offerto una suite a Del Vecchio tramite l'ufficio stampa del network.

Bravo, amore. Mossa scaltrissima, no, papà?

(Azzurra) Se una persona così credibile è qui da noi, l'opinione pubblica...

Sì, ma questi vogliono sapere dove prendiamo l'acqua. Dobbiamo spiegarglielo.

E dove prendiamo l'acqua, papà?

Amore mio, non sono i nostri 80.000 metri cubi il problema,

quando ne mancano milioni.

Noi siamo diventati il terreno di una disputa ideologica.

Infatti.

Insistiamo sui posti di lavoro da tutelare.

Mandiamo a casa 180 famiglie?

Facciamo una contromossa. Assumiamo, cerchiamo altro personale...

Bravo, amore. Mi sembra un'idea geniale.

(Pierluigi) Non solo siamo sold out,

ma abbiamo prenotazioni per altri 90 giorni.

Immagino, qui la gente la gente può lavarsi.

(Claudio) Denunciamo chi dice che qui non c'è una sorgente termale.

Giusto.

Potremmo imbottigliare e vendere l'acqua, invece la diamo ai clienti gratis,

- Dovrebbero farci un monumento. - Hai ragione.

Ha ragione, è giusto.

Ma... Ma non... Ma non c'è una sorgente termale qui.

Oltre alla sorgente termale abbiamo le nostre forniture private.

Spieghiamo che il resort non utilizza acqua pubblica. Chi va?

- Beh, andrà Pierluigi, papà. - Vado io?

- Claudio. - Eh?

Se vuoi, vado io.

- No, va lei. - lo?

- Sì, amore. - No, papà, manda Pierluigi.

Al limite Azzurra, che è più brava. lo non sono capace.

Amore, sei capace.

Non ho neanche capito bene che bisogna dire.

Non utilizziamo acqua pubblica.

- (Claudio) Vai. - Ce la fai, chicca.

(Claudio) Vai.

"Non utilizziamo acqua pubblica. Non utilizziamo acqua pubblica."

E che acqua utilizziamo, papà?

Non acqua pubblica.

- Dico così e torno. - (Claudio) Brava.

Lei fa più pena.

Dai, papà, sei cattivo! Poverina.

(GRIDA DI PROTESTA)

- Sei nuovo? - Mmh.

- E Fabio? - Oggi sto io con lei, dottoressa.

- Cornuta sta arrivando. - (insieme) Ridateci l'acqua!

Roma. Il malcontento dei cittadini

sta esplodendo in ogni angolo della Capitale,

in particolare qui a Valle Aurelia.

Arriva, avviciniamoci.

- È tutto il giorno che aspettiamo! - Signori, per favore!

(in inglese) Vieni, vieni. Qui.

Roma, dove una famiglia di costruttori

proprietaria di una squadra di calcio...

(Uomo) È arrivata!

(VOCI INDISTINTE) (Uomo) Non ve l'aspettate, eh?

(Uomo 2) Ci dica qualcosa!

Allora, io sono venuta qui... per parlare con voi.

(insieme) Parliamo!

Quello che mi preme dire subito

è che noi non utilizziamo acqua pubblica.

(insieme) Eh! (VOCI DI PROTESTA)

La faccia tosta!

Quotidianamente arrivano delle autobotti.

(Uomo) Ah, sì?

- (Uomo 2) Ma che ce ne frega? - Dalla Calabria e pure dall'Abruzzo.

Allora racconti davanti a tutti le vostre belle favolette.

Dove stanno queste cisterne?

(GRIDA DI PROTESTA)

Crede... (SI SCHIARISCE LA GOLA)

Credetemi, per il parco termale

non viene utilizzata nemmeno una goccia della rete pubblica.

(GRIDA DI PROTESTA) No! No!

Abbiamo realizzato un sistema di condutture nostro

che aspira direttamente acqua di mare,

che viene purificata e desalinizzata.

È l'acqua del mare.

Come la rete idrica di Barcellona,

dove quasi il 20% dell'acqua corrente

è acqua del mare desalinizzata?

Proprio così, come a Barcellona.

Stiamo lavorando per implementare il servizio

grazie all'aiuto di un'importante società israeliana.

(Claudio) Bravissima. È pazzesco quello che ti sei inventata.

È quello che dobbiamo fare.

Eh?

Sto leggendo il progetto di WaterWorld, questo studio israeliano...

- "Leggendo"? - Sì, me lo sono fatto stampare.

Grazie.

Guarda.

(Claudio) Ha costi elevatissimi. Ne riparliamo quando torniamo da Milano.

Grazie, papà.

(VOCI NON UDIBILI)

(ELICOTTERO)

(Uomo) Non ci accalchiamo! Una bella fila, signori!

- Ma lei non ha la tanica? - No.

Vuole un contenitore? Venga, le do questo da 10 litri.

Grazie, però sarei sprovvisto di portamonete.

- Sarei proprio uscito senza... - È gratis!

È un regalo della provincia di Sondrio! Tutto buono!

La Protezione Civile ci ha aiutati, un gesto di solidarietà!

Vieni con me. Ti aiuto io, ti vedo poco pratico.

Metti lì, sotto al rubinetto.

Non ci mettere le dita sopra, che è potabile.

È acqua della Valtellina, buonissima!

- (Uomo) Una tanica per gruppo familiare. - Ma a te serve quest'acqua?

Perché a noi danno una tanica a testa.

Se non ti serve, mi faresti un favore, ecco.

(Donna) Ci diamo una mano, magari...

Oh!

Ti dico che l'acqua è buonissima e ti ci lavi pure?

Ma vedi di andartene, va'!

(Uomo) Se possibile, restituite i contenitori agli operatori

oppure alla sede della Protezione Civile a Via Milazzo, 43.

(Del Vecchio, TV) La questione, quindi, è educare

dalla scuola elementare fino al liceo a non dare l'acqua per scontata.

Educare all'idrofilia.

- (Del Vecchio, TV) Riguarda tutti. - Il caffè non si può fare.

No, io cercavo un telefono.

"Un telefono"?

Un telefono a gettoni.

Un cosa?

In realtà, a me servirebbe un elenco.

- "Un elenco"? - Un elenco telefonico.

Se me lo può prestare, poi glielo ridò subito.

Jolanda? Ci sono rimasti degli elenchi vecchi da qualche parte?

Sono un po' di anni che non li portano più.

Infatti...

È che io cercavo Scozza Maria Giulia

oppure Accatino sempre Maria Giulia,

che è il cognome della madre.

Non ho capito, ma sta qui?

Qua in zona San Lorenzo c'erano i nonni,

invece poi la casa nostra era in zona Magliana,

Via Giuseppe Capaldo numero 6 interno 10,

però non so se sta più lì, anzi credo che non ci sia nemmeno più la casa.

Cercavo l'elenco del telefono per trovare l'indirizzo nuovo.

Ci rendiamo conto che noi sprechiamo acqua potabile,

scusate il termine, per tirare la catena del cesso?

Mi spiace, ma è una delle tante pratiche che non sono più sostenibili.

- (insieme) Buongiorno. - (Milena) È giusto.

Guardi il caso di... (VOCI INDISTINTE)

(Del Vecchio, TV) La città di allora...

Pst! Ha provato con Facebook o Google?

Sì.

Chi sarebbe disposto a farsi riprendere?

Vorremmo testimoniare come vivete in questo periodo di crisi idrica.

Qualcuno disponibile all'intervista? Comunicativo, che sappia raccontare.

C'è un richiedente asilo del Mali che parla bene l'italiano.

- Mi chiami Sembene? - Sì.

È molto bravo.

L'abbiamo aiutato in passato e ora lui aiuta noi.

Ha raccontato storie incredibili sull'uso dell'acqua dei pastori della sua etnia.

(Volontaria) Eccolo.

- Lui è Sembene, è bravissimo. - (insieme) Ciao.

Ci piacerebbe un tuo intervento di un minuto.

- Andiamo in onda stasera. - Ok, che cosa devo fare?

- (Autore) Come ti chiami? - Francesca dov'è?

Jacolucci, della boutique omonima in Via Germanico.

Jacolucci Giampiero.

Adesso l'attività è sospesa per motivi vari.

- Buonasera. - Buonasera.

Se serve il mio punto di vista, sono a disposizione.

Facciamo così, si prepari mezzo minuto. Andiamo in onda stasera.

- "Mezzo minuto"? - Sì.

Si appunti un pensiero sul momento che stiamo attraversando.

Emozioni, paure, speranze, ma sintetico. Grazie.

Gentilissimo.

Dottore, siccome temporaneamente li avrei quasi finiti...

- Poi glielo ridò. - Prego.

Scusi, ci può dare il suo numero di telefono?

Il mio telefono è in carica.

Non glielo do perché non mi troverebbe. Appena lo carico glielo do, va bene?

- Mezzo minuto? - (Fabrizio) Mezzo minuto.

- Mezzo minuto, eh? - Anche meno.

- "Anche meno"? - Sì.

(CELLULARE)

Mmh...

Maltese, dimmi.

Cosa è confermato?

Tripanosomiasi?

A quanti hai fatto il prelievo?

A tutti?

Tutti positivi?

Arrivo subito.

Perché i giornalisti?

- Dottoressa! - È stata una sua intuizione?

Sono stati messi in quarantena?

- È malattia del sonno, un'epidemia? - Come l'ha capito?

- È una conseguenza della siccità? - È un'infezione contagiosa?

Perché non chiedete ai miei colleghi?

Ci hanno detto che l'intuizione è stata sua.

È la mosca tse-tse?

Qual è la percentuale di mortalità?

- (Sara) Oh. - Hai sentito?

- Sì. Dov'è Maltese? - Vieni.

- (Donna) Eccola. - (Uomo) Mi scusi.

I tuoi risultati.

Oh, cazzo!

(VOCI INDISTINTE)

(Sara) Se c'è un congiunto, fate firmare l'autorizzazione.

- Abbiamo un primo morto? - Altri due stanno lì lì.

- Ha dormito qui? - Beh, "dormito"...

- Mi spiace. - Non fa niente.

Dovrebbe firmare l'autorizzazione all'esame autoptico.

"Autoptico"?

- Autopsia? - Sì.

(DONNA CHE GRIDA)

Dovrebbe firmare qui. Lei è un congiunto, no?

No, io non esisto.

Là ci sono sua moglie e suo figlio.

- Arrivederci. - Arrivederci.

(CANZONE: "MI SEI SCOPPIATO DENTRO IL CUORE" DI MINA)

# Mi sei scoppiato dentro al cuore

# All'improvviso, all'improvviso

# Non so perché

# Non lo so perché #

(CANZONE: "MI SEI SCOPPIATO DENTRO IL CUORE" DI MINA)

(VOCI DALLA RADIO)

(VOCI NON UDIBILI)

Ehi! "Daje", va'.

Dai, dai.

Dai, dai, che va meglio così.

(CLACSON) Dai, dai.

(CANZONE: "MISS YOU" DI NAT KING COLE)

Loris, io lo capisco che è un momento incasinato per la Capitale

e anche per tutto il Paese,

ma non bisogna cedere a certi gesti autolesionistici.

Devi avere fiducia, Loris. Devi guardare avanti.

(Presidente) Il futuro, Loris. Il futuro!

Con l'alleanza giusta,

una bella coalizione molto larga, larghissima...

Presidente, lei è morto.

(Presidente) Mi avevano dato per morto anche dopo le Regionali.

Perché ti sei ammazzato

in quel modo... orribile?

C'è stata qualche difficoltà, ma che c'entra tutto questo pessimismo?

Il funerale... è stato brutto.

Molto triste.

Ho pianto.

Ho pianto per una testa di cazzo a cui in fondo volevo bene.

Vabbè, Loris, io capisco le critiche,

siamo un partito democratico, va bene tutto,

ma insomma, ti ricordi il G7? Taormina?

(Presidente) Quella sera abbiamo dato uno strappo alla Merkel.

Poi ci siamo fermati a mangiare il cannolo con i canditi e la ricotta.

- Una meraviglia, Loris! - Basta.

- Ci siamo divertiti? - Sì, però adesso lasciami in pace.

Lasciami in pace.

Lasciatemi in pace.

(Jacolucci) Ho avuto un momento di crisi, come capita a molti commercianti,

ma io ho rilanciato subito, ho ristrutturato negozio e magazzino.

La banca mi chiede il rientro immediato! Dico, vi rendete conto?

E ci si mette pure l'Agenzia delle Entrate.

Ho i documenti. Eccoli qua, mica dico fregnacce.

Brutto Stato sanguisuga, mi vuoi dare il tempo di riprendermi?

Mi dai il tempo di fare un po' di utile?

Ho preso un avvocato bravissimo, il miglior studio di Roma.

Mi ha fatto fare subito ricorso in Cassazione.

Dice che ci riprendiamo tutto quello che ci devono, che ci hanno estorto!

Quelli sono soldi miei! Me li devono ridare!

No, non va bene questo.

Avevo fatto quello dell'America. America, America...

America... Ecco qua.

Dice che in America se un commerciante ha problemi, finisce subito sotto i ponti,

mentre in Italia non può succedere, perché ha il sostegno della famiglia.

La famiglia mi ha accoltellato alle spalle! La famiglia, i parenti!

(GUAISCE)

Non c'è bisogno di piangere, tanto piangono tutti in televisione.

Si prende l'acqua della tanica personale da 5 litri,

che verrà sterilizzata portandola a ebollizione,

ma la quantità non dove essere più di tre dita sopra la pasta.

Scolate in tempo e avrete la vostra pasta, al dente.

(Alfredo, tablet) Mescolare il tutto

e... seguitemi.

Il resto dell'acqua lo portiamo con noi, vi faccio vedere dove.

(Alfredo, tablet) Ah! (RISATA DAL TABLET)

La stessa acqua avanzata la usiamo per sciacquare il water dopo la pipì.

(Alfredo, tablet) Poi facendo attenzione a regolare il getto del rubinetto...

(VOCE INDISTINTA DAL TABLET)

Il seguito su YouPorn!

No, lo sapevo! Mila!

Mila! Mila, Mila, Mila!

Mila! Mila. Che cosa fai?

"Nauseato da tutto, solo orrore, miseria e ipocrisia, solo angoscia."

"Addio, amici fichetti di merda. Addio, famiglia di merda."

Beh, amore, io da ragazzo scrivevo cose tremende.

Tu no? È normale.

Non lo so. C'è anche del sangue qui.

Tesoro, sei troppo ossessiva con questo ragazzo.

E poi scusa, io ero venuto a dirti del mio tutorial.

Il tuo che?

È sull'homepage di Repubblica.it!

Ora tu dirai: "Chi se ne frega?" Ma forse ti sbagli.

È importante provare a fare qualcosa, a esporsi.

Adesso a tutta questa gente io posso dire cose di un certo peso!

Vai.

(BRANO: "GYMNOPEDIE NO. 1" DI ERIK SATIE)

"Adoro i torrenti e la musica che fanno"

"e i ruscelli, nelle radure e nei prati,"

"prima che diventino torrenti."

"Forse li adoro soprattutto"

"per la loro segretezza."

"A momenti dimenticavo di dire qualcosa... sulle sorgenti."

Si chiamava Giuseppe. Era gentile, schivo, veniva dalla Sicilia.

Nessuno si è accorto che si era sdraiato

perché sfinito dalla sete aveva bevuto acqua da uno scarico.

(Fabrizio) Si è avvelenato ed è morto senza che nessuno se ne accorgesse.

A parte voi che fate quello che potete,

dov'è lo Stato in questa situazione drammatica?

Siamo soli.

Qui ci sono persone con storie differenti, alcune con sofferenze mentali.

C'è chi cerca il nostro aiuto

e chi viene qui a trovare un riparo o per connettersi alla rete Wi-fi o...

Oppure li andiamo a cercare noi e andiamo a distribuire la dotazione,

un panino, una bottiglietta d'acqua, una mela...

Fabrizio, ci piacerebbe sentire anche qualche testimonianza in presa diretta.

Certo, abbiamo qui con noi Sembene.

- No, mi scusi. Sembene. - Scusi.

Sembene è in Italia da due anni,

in attesa che venga accettata la sua richiesta di asilo.

Sembene viene dalla savana che si sta desertificando tra il Mali ed il Senegal.

La mia etnia di pastori nomadi, i Peul, da millenni sopravvivono nella siccità.

Agricoltura che insegue le piogge.

Se piove, si semina subito.

Poi si raccolgono germogli di miglio prima che si secchino.

Riusciamo a fare pastorizia e agricoltura con due, tre piogge l'anno.

Secondo te, in questo momento

quale dovrebbe essere la risposta delle istituzioni?

lo questo non lo so,

però so cosa devono fare le persone, come usare l'acqua.

Lavare il corpo senza sprecare, poi lavare il cibo

e usare quell'acqua per bagnare le piante dell'agricoltura.

(Sembene) La nostra tradizione ci insegna che l'acqua è qualcosa di vivo,

un dono di Dio che bisogna difendere con pazienza e amore.

Sarebbe fantastico averlo qui in studio, vero, professore?

- Mi faccia segno quando tocca a me. - Perfetto, abbiamo finito.

(Fabrizio) È andato lungo, basta.

Potresti venire domani? Ti mandiamo una macchina?

Devi lasciarci il tuo recapito telefonico e l'indirizzo.

Ma vaffanculo!

(Alfredo) Ma che cavolo! Non c'è mai!

Dice qualcosa? Parla? Comunica? Dov'è?

Avevi detto di non stargli troppo addosso!

C'è un limite! Esistono i limiti!

Era molto bello quel tuo post con la poesia di Carver.

A parte che è una poesia stupenda, ma come l'hai detta poi...

- Dici? Non era un po' troppo... - Era bellissima, non devi dispiacerti.

lo dispiacermi? Per queste stronzate? (CELLULARE)

Mammina, guarda che ho visto che non hai messo il like a Carver!

Salutamela.

(Alfredo) Sì, come se non mi fossi accorto

che hai messo una sfilza di cuoricini a quello lì, al malese,

come tutti, del resto.

- Appecoronati. - (Mamma) Maliano.

(Alfredo) Maliano, ragazzo maliano,

però intanto ha copiato quello che ho fatto io in un mio tutorial.

Sarà un caso? (SEGNALE ACUSTICO CELLULARE)

- Mamma?

Ti posso chiamare dopo?

C'è qualcosa di grosso che si sta muovendo.

(SCATTO FOTOGRAFICO)

Alfredo!

- Sei pazza? Cosa hai fatto? - Che ho fatto?

Tu mi vuoi rovinare, non capisci? Perché mi vuoi distruggere, perché?

Non è come pensi, Alfredo!

Non... Aspetta!

Lasciami spiegare, Alfredo!

È questa cacatina qui?

(SIRENE)

(Del Vecchio) I capelli no!

Professore, è che lei ha questo bello stile shabby,

però secondo me se facciamo una pieghetta è meglio, no?

Infatti.

Voi della televisione siete tutti matti, eh!

- (Truccatrice) Un pochetto. - Ahia!

Oh!

(Milena) Aumentano i casi di tripanosomiasi africana

o malattia del sonno,

in genere causata da agenti patogeni specifici all'aerea subsahariana,

ma il sospetto è che ci sia un legame con la crisi idrica che sta colpendo Roma.

Professore, le chiedo, è possibile questa correlazione?

Mi pare evidente che sia in corso un'alterazione dell'ecosistema.

La moria di pesci nel Tevere che si nutrono di larve e uova di insetti

ha fatto venire meno l'antagonista, ecco infatti la proliferazione di insetti.

Quindi potrebbe esserci la mosca tse-tse?

Questo non lo so,

ma se c'è la malattia, c'è anche il suo vettore.

Vede, cambiamenti climatici, disboscamenti,

abusi degli approvvigionamenti, prosciugamento dei rivi...

Mamma! Mamma, vieni a vedere!

Cosa succede, c'è papà?

Guarda.

- (Figlia) Guarda! - (Carla) Oh, Gesù Signore. No!

Guarda come è messo.

Ma cosa gli hanno fatto ai capelli?

Pare che ha in testa un colbacco.

Complimenti, la Ministra ha il piacere di incontrarla.

- Abbiamo un'auto per lei. - Che Ministra?

È una situazione carinissima.

(CELLULARE) Se ci vuole seguire...

- La borsa. - Ah, sì, grazie.

Per la sua sistemazione avrei altre due opzioni da proporle.

- Non è il momento. - Professore...

(Del Vecchio) Pronto, Carla?

Perché ridete?

Ma guarda tu!

(Del Vecchio) Perché ridete?

Dai, dai...

Ma... Madonna. Dimmi perché ridete!

(Mila) No, no, no!

Che cazzo guardi?

Ok, ok.

Scusa, scusaci tutti.

(CELLULARE)

Ehi, ciao.

Bene. Cioè...

Sì...

È bello sentire la mia voce.

No!

Dicevo la tua.

Infatti.

Bello.

No? Sì, sì.

(CANZONE: "OASIS WELCOME" DI BUSTAFUNK E BAHIA WAXAS)

Scusate.

Prego, da questa parte.

Scusate.

- Ministra? - Sì?

- Eccolo. - Molto piacere.

Complimenti, è molto importante averla nella task force per l'emergenza.

- Grazie per aver accettato. - Ah, ho accettato?

Il suo libro aveva previsto tutto, mi dicono.

Servono persone come lei per trasmettere fiducia.

Veramente ho fatto solo previsioni catastrofiche.

Qua bisogna prendere dei provvedimenti, se no le cose...

E noi lo faremo, prenderemo questi provvedimenti,

con il suo contributo.

Lino, apriamogli un po' di account e una pagina fan.

- Ci terremo aggiornati. - Prego, Ministra.

(Ministra) Abbiamo il compleanno del senatore, il red carpet...

(Valentina) Posso?

Onoratissimo.

Come mai lei è qua?

A casa mia?

Ha ragione, non trovo mai il tempo di godermela, la mia tana.

In effetti, è una bellissima tana.

Allora? Che futuro ci aspetta?

Non sono solo i cambiamenti climatici che mi angosciano,

ma noi, proprio noi, la nostra umanità...

Cosa diventeremo?

lo sono solo un tecnico. Mi occupo di questioni specifiche.

A me lei pare l'unica persona seria

in un mondo di cialtroni, vanitosi e mitomani.

È super scorretto il ghiaccio, lo so,

ma visto che dobbiamo morire, preferirei morire sbronza.

Lei non morirà mai, è immortale.

Mi piacerebbe tanto parlare con te, ma senza tutta questa confusione intorno.

Vieni a trovarmi, se puoi. Ti scrivo il mio numero.

(VOCI NON UDIBILI)

(Cantante) Invece di intervenire contro i ricchi, i politici,

che pagano l'acqua a prezzo dell'oro per farsi le vasche idromassaggio

fanno forza contro di noi che lottiamo per difendere la nostra strada,

le nostre nonne che vanno a fare la spesa, capito?

(insieme) Sì!

(Cantante) A noi chi ci pensa?

(Cantante 2) Ce l'hanno con noi, puntano il dito contro di noi.

Mentre i forti fanno come gli pare, coperti dalle istituzioni, noi moriamo.

Sono tutti amici miei, te li faccio conoscere tutti appena abbiamo fatto.

Vieni.

(GRIDA DI ESULTANZA)

# Siamo costretti

# Questa vita non è trovare se stessi

# È cercare se stessi

# Ora rifletti

# Non mi arrendo

# 100 passi marciano sopra al cemento

# Manca l'aria se penso a quello che ho perso

# Sono ancora in piedi, giuro che non mi arrendo

# lo non mi arrendo #

(TELEFONO)

Carletta, tesoro, ho visto che hai chiamato mille volte, perdonami.

Una riunione infinita!

Pensavo ti avessero drogato, con quei capelli...

No, no, stavo bene.

È da stamattina che giro come una trottola.

Mamma mia!

E vai al Ministero, e la riunione...

Sono stanco morto e non vedo l'ora di buttarmi a letto.

(Carla) Ora fatti una bella dormita.

Muah!

(Valerio) È andato tutto bene. Insomma...

No, sono tutti carucci.

Fabio, i ragazzi...

Il resort è da paura.

E lei com'è?

Boh, normale.

Una tipa strana.

È normale o strana?

Devo essere gelosa?

(VALERIO RIDE)

(Valerio) Stai scherzando? Dai.

Amore, te lo giuro, guarda,

questo lavoro me lo tengo stretto.

(JINGLE DEL TELEGIORNALE)

(Milena, TV) Giorno 368 della crisi idrica a Roma

e siamo a meno 11 giorni alla chiusura delle erogazioni dell'acqua.

(BAMBINI PARLANO IN CINESE)

(Milena, TV) Ha scoperto cosa succede a questa città

che sta morendo di sete e di sonno.

Oh! Oh!

(Antonio) Oh, dammi l'acqua!

Oh! Vieni qua!

Vieni qua! Dammi l'acqua!

Dammi l'acqua! Oh!

Chi cerchi?

Accatino... Maria Giulia.

O Scozza. Non stanno qui?

Boh, ci stiamo noi.

(Antonio) Scusate, Accatino?

- "Accatino"? - Accatino, sì.

È tanto che non abitano più qui.

- "Tanto"? - Eh!

Lui poverino è morto

e la signora Anna sta in una struttura.

- E Maria Giulia? - La nipotina?

So che la va a trovare.

Ma dove sta adesso?

Non stava in quelle case occupate dove c'è il mercato?

- (Anziana) Può essere. - Le "case occupate"?

Lungo il fiume, in fondo in fondo,

attraversi il ponte, vai dall'altra parte e lì c'è il mercato.

Grazie.

Poverino, mi pare scemo.

A me pare proprio lui.

(VERSI DI UCCELLI)

(RONZIO DI INSETTI)

(PARLA IN UNA LINGUA STRANIERA)

(GRUGNITI)

(CELLULARE)

(Loris) Oh, cazzo...

- (Martina) Ma dov'eri? - Amore mio!

Perdonami, mi sono addormentato ieri sera.

Lo so che... Lo so, che devo fare?

Mangiamoci una cosa a pranzo io e te. Eh?

Dai, ti vengo a prendere io più tardi.

(Mamma Loris) Bravo, tesoro.

Di' alla ragazzina di parlare con mamma, così le dice quanto le vuoi bene.

Mamma, Martina non è più una ragazzina.

Sì, come no... Lo è sempre.

- (Loris) Sara mi ha lasciato. - Ma...

Sì, si è risposata con un avvocato.

Vabbè...

- Laureato lui, laureata lei... - (Mamma Loris) Non vuol dire niente.

È tutto regolare. Che ci faceva con me?

- Ma come "che ci faceva"? - Non ci credo.

Stavate sempre a sbaciucchiarvi. Non può finire così.

Hai ragione, papà, non può finire così.

Infatti è finita da tanto.

- Ma non è vero! - La colpa mica è la vostra.

(Loris) Voi non c'entrate niente, ce l'avete messa tutta.

Il problema sono io.

- (insieme) No! - Sì, sì.

- (insieme) No! - Sì, il problema sono io e basta.

- (insieme) No! - Sì.

- (insieme) No! - Vi dico di sì.

- (insieme) No! - Vi dico di sì!

Il problema sono io!

Se lo dico io che il problema sono io, perché dite di no?

Il problema sono io.

(CLACSON) Sono io il problema!

Ma possibile che devo convincere voi?

(Loris) Basta. Basta!

Basta!

(MUSICA POP)

(sottovoce) Voi conoscete Scozza Maria Giulia?

Accatino...

- (Uomo) Contenitori da 5 a 10 litri. - Scozza Maria Giulia...

(Uomo) Cortesemente, una tanica per gruppo familiare.

Conoscete Scozza Maria Giulia?

O Accatino Maria Giulia?

(Uomo) La sede della Protezione Civile è a Via Milazzo, 43.

Scozza Maria Giulia?

- Accatino? - (Uomo) State in fila ordinatamente!

- (Uomo) Rispettate il turno! - È per l'acqua la fila?

Ci vuoi vendere la tua?

Questa è buona, è della provincia di Sondrio, della Valtellina.

Se è vero, ti do 10 euro.

Voi conoscete Scozza Maria Giulia?

- (Antonio) O Accatino? - Chi?

Accatino Maria Giulia, Scozza...

Mi hanno detto che i nonni materni stavano da queste parti, alle case occupate.

- Pure io abito alle case occupate. - La conoscete?

Venite dagli altri quartieri? Non rispettate la gente!

- Ha ragione! - Fatela finita!

(VOCI DI PROTESTA)

(Uomo 2) Che succede qua?

Tornatene da dove sei venuto!

È una dittatura! Fatevi sentire!

Ci vuole pazienza. (WINSTON ABBAIA)

Dottore, buongiorno.

Come va? Eccoci, finalmente!

La trovo benissimo, elegantissimo, complimenti.

Stiamo correndo in tribunale.

- C'è qualche novità sulla Cassazione? - Di cosa?

Come "di cosa"? Sulla Cassazione, no?

- Ancora? - Come "ancora"?

Mi aveva detto che aveva avuto un'idea geniale.

C'era... Come ha detto lei? Un vizio di forma.

Potevamo chiedere il ricorso in Cassazione.

Abbiamo presentato il ricorso, è stato respinto.

Abbiamo perso anche in Cassazione.

- Sono scozzesi, originali. - Non c'è bisogno.

No, deve accettarle, sono per papà.

Leviamo il prezzo, che l'ho lasciato.

Tra l'altro si ricorda che camicie facevo a papà?

Da chi se le fa fare adesso?

Abbia pazienza!

Da chi cazzo se le fa fare adesso?

(RINGHIA)

(Martina) Papà, sei un disastro.

Lo so, scusa, scusa.

Scusami, scusami tanto.

Mi sa che la nostra pizzeria è chiusa.

Lo so, sono praticamente tutti chiusi.

Vuoi che ci facciamo un giro e il primo che troviamo ci fermiamo?

E chi troviamo? C'è un'ordinanza, no?

Vuoi che non ci sia qualcuno che disobbedisce?

Ma no, ho due pizze in frigo.

Mi stai dicendo che sto per mettere piede nella dimora inviolabile?

Eccola qua.

Hai finito la tanica, se no avrei lavato qualcosa.

Non c'è bisogno, amore.

Comunque, siamo pieni di taniche.

- Ah! Occhio che scotta. - Tutto a posto?

- Sì. Un po' più qua. - Ok.

(Loris) Via.

Che...

(Martina) Che profumino!

Quindi il maestro ha deciso di non sostituire Riccardo, l'oboista.

Sarà come se suonasse con noi, praticamente.

È bella questa cosa.

Verrai, papà?

Sì, fammi sapere l'orario e mi organizzo.

Comunque, io e te ci somigliamo un sacco.

Siamo uguali.

Se poi mi faccio i capelli verdi, siamo proprio uguali uguali.

No, dico di carattere. lo non somiglio una minchia a Terminator.

Mi guarda come si guardano i casi disperati. Guardava così pure te?

Scusa, Terminator sarebbe mamma?

Sì.

Dai, però, mamma è piena di responsabilità!

Deve stare attenta a tutto, deve controllare tutto. Su!

Sì, ma non si accorge di niente.

Si rende conto se ho sbagliato la tazzina del tè,

ma non se ho pianto tutta la notte.

Tu perché piangi tutta la notte?

Ma ti rendi conto di cosa sta succedendo?

E la colpa è nostra,

anzi, vostra e del mondo che ci avete lasciato.

È colpa nostra.

Vabbè, non colpa tua.

Perché ti preoccupi così? Eh?

Amore di papà, hai 16 anni.

Devi ridere, innamorarti...

Mi piace uno.

Vabbè, non subito...

E invece subito.

- No. - Sì.

Però io non credo di piacergli.

Questo è impossibile. Ma chi è?

Vabbè, te lo faccio vedere.

È un richiedente asilo che lavora a gli stand dove suoniamo.

- È questo qua? - Carino, vero?

Però lo sto praticamente stalkerando, infatti boh...

Comunque, è davvero una situazione complicata.

Poi secondo me lui è troppo grande per me, quindi non credo che...

(Martina) Papà? Tutto a posto?

- Papà, ti senti bene? - Mmh?

No, mi ero addormentato un secondo solo.

- Ecco. - Sei un po' caldino.

- No... - Vuoi metterti a letto?

Vuoi prendere qualcosa?

Tanto devo prendere gli spartiti a casa. Ho la convocazione presto.

- Ti accompagno io. - No, papà, non ti preoccupare.

No, amore, se rimango qua e mi addormento,

ho paura di non svegliarmi mai più, quindi...

- (Uomo) È lui il ragazzo nigeriano? - Mali.

- Ti hanno microfonato? - Boh.

Sei stato al trucco? Celeste!

Ci prendiamo cura di questo bel ragazzo?

Che gli devo fare? È stupendo così.

- Mmh... - A me sembra troppo lucido qui, no?

Viola, che dice, una puntina di nero?

Se vuole, possiamo fare una fialetta veloce.

Giusto per stemperare.

- Sì, va bene. - Scusi, si può avere un caffettino?

- Macchiato, grazie. - Bentrovati!

È un grande piacere avere qui con noi la dottoressa Sara Della Rocca,

del reparto di Medicina d'Urgenza del Sant'Anna di Roma.

- (Milena) Grazie per essere qui. - A voi.

(Uomo) Dottoressa, vuole finalmente raccontare come sono andate le cose?

Quale è stato insomma il percorso diagnostico

che ha portato alla scoperta sorprendente di questa nuova epidemia?

Ci siamo confrontati con i colleghi

dei reparti di Medicina d'Urgenza delle altre strutture

e stava succedendo la stessa cosa, un boom di ricoveri

e pazienti in stato di letargia con febbre molto molto alta.

E avete avuto la conferma

che si tratta di un'infezione trasmessa probabilmente da insetti.

(Milena) Dottoressa, però ce lo stiamo chiedendo tutti.

Quali insetti?

(BUSSANO)

C'è giù un tuo amico, ha suonato. Gli dico di salire?

Digli che scendo.

Dalla voce non mi pare di conoscerlo. Chi è?

Che palle...

Come va, amore?

Esci con questo tuo nuovo amico?

Dove andate di bello?

- (Mila) Dimmi. - Mamma, per favore.

Perché non gli dici di salire?

- Basta. - Gli offro una tonica. Ti prego, aspetta.

- Parliamo un attimo. - Lasciami.

- Parliamo... - Stronza.

- Sei impazzita? - Sì, sto impazzendo, va bene?

Voglio sapere come stai! Voglio sapere che ti succede!

Voglio sapere se stai bene!

lo sto bene, meglio di te che ti umili a fare la cassiera

perché lui non fa un cazzo.

- Non dire così! - Lascialo stare!

- Ma lasciala tu! - Oh!

- Non la toccare! - Calmo! Calmiamoci tutti quanti qui.

Tu gli metti soltanto ansia. Ci penso io.

Vieni.

- Allora... - Lasciami.

Ultimamente lo e te abbiamo parlato poco.

Egoisticamente mi dispiace, ma non è grave,

anzi, è un buon segno, significa che stai crescendo,

che ti stai prendendo autonomia da tua madre, da me.

lo non sono un padre perfetto, anzi, a dire la verità sono un casino.

(Alfredo) Ti posso abbracciare? Vieni qua.

Tesoro, cucciolo di papà.

Tu non devi dare retta a nessuno.

Non devi dare retta a tua madre, non devi dare retta neanche a me.

Tu devi viverti la tua di vita, capito? La tua vita devi vivere!

Non devi rendere conto a nessuno, perché siamo tutti sbagliati.

Sbaglio anche io.

lo sono disperato, arido come questa città!

C'è tanto odio e voi neanche ve ne rendete conto.

Papà ha molta fiducia in te, vai pure a fare le tue cose.

Qualsiasi cosa tu stia facendo, sono sicuro che è stupenda.

Seba! Ti voglio bene!

Che gigantesco imbecille!

Andiamo.

(VOCI INDISTINTE)

(Donna) Da questa parte.

Siamo un pochino lunghi, quindi non credo che...

(Donna 2) Pronti? Attenzione. Saluti finali, tre, due, uno.

(JINGLE DEL TELEGIORNALE)

Allora, Milena, è ora di passare il testimone.

Sì, noi per ora vi salutiamo

e riprendiamo tra poco con il nostro Del Vecchio.

(Milena) C'è solo il tempo di salutare l'ospite,

che ci fa molto piacere di avere qui con noi.

È un peccato non poter ascoltare le sue parole

di umanità e di saggezza,

ma è una presenza gradita, un ragazzo con una storia incredibile.

- Quanti anni hai? - 22.

- Stupendo. A dopo! - (Uomo) A dopo.

Allora, non mi potete urlare nell'orecchio!

- (Milena) Se parlo con l'ospite... - Sono allergico al lattosio.

- Verifico subito. - Grazie.

Scusi, questo?

Sta benissimo, professore.

- Sicura? Non è troppo? - No, è perfetto.

Pubblicità.

Scusi, mi ha portato qui una macchina e mi ha detto che mi aspettava.

- (insieme) Boh. - Ok.

(WINSTON RINGHIA) Vieni, ora il nostro amico viene con noi.

Pure in televisione ti hanno portato! Bravo, "brother"!

Non ti ho visto, ma sarai andato bene.

Avrai raccontato le tue solite storie, le tradizioni, la danza della pioggia...

- Quanto ti hanno dato? - Lasciami!

No, perché quei soldi spettavano a me!

Mi sarei un attimino stufato di farmi portare via tutto, è chiaro?

Vieni con me, cammina.

Martina è uscita?

Devo fare la doccia, devo andare al concerto.

C'è il signor padre di Martina che dorme sul divano.

- Ma che dici? - L'ha portato Martina a casa.

Poi si è messo a dormire.

Martina ha provato a chiamarla, ma il telefono era staccato.

(Sara) Loris? Loris?

(Domestica) L'abbiamo vista in TV.

Lui ha detto: "Dammi un minuto, abbi pazienza." Però poi...

(SIRENA)

- Terapia Intensiva! - Non ci sono più letti.

Non mi frega un cazzo, lo trovano.

Giulia, c'è uno al CUP che chiede di te.

Di cosa ha bisogno? Non può andarci un altro?

Ci sono io con Sara.

Non è un paziente, ti deve dire una cosa personale.

Al CUP?

- Codice rosso. - Un altro?

È gravissimo.

Allo Spallanzani stanno analizzando le blatte.

La Protezione Civile ha fatto partire le squadre per la disinfestazione.

- Come "le blatte"? - Sono dappertutto.

Scozza Maria Giulia?

O Accatino Maria Giulia?

Sei tu?

Che vuoi?

Niente, io...

Vattene.

No, è che dovevo dirti che...

Che tu non volevi.

Che sei stato tanto male

e che in tutti questi anni hai pensato sempre a mamma.

E che pensavi a me, piccoletta che crescevo con i nonni.

E che ci amavi.

Che eravamo tanto felici, però non sai cosa ti è successo.

- Hai perso il lavoro, bevevi... - No...

E l'hai ammazzata perché ti hanno detto che ti tradiva.

Non era vero.

E che in tutti questi anni pensavi di scrivermi.

Nemmeno una lettera!

Quante lettere hai buttato?

Tante, tante.

Come se l'avessi sentito duemila volte.

Però c'è una cosa che non sai.

Tu eri di là, nel tuo lettino. Dormivi.

Mi sono messo vicino a te e ho chiamato i Carabinieri.

Tu poi ti sei svegliata...

Ridevi, sgambettavi, mentre io piangevo.

Ecco, questo volevo dirti.

Non hai visto niente.

- No? - No.

Ridevi.

Non smettevi di ridere.

Ho sete.

- Eh? - Ho sete!

(Giulia) Che è quell'acqua?

Questa è acqua della provincia di Sondrio, acqua della Valtellina.

(Antonio) È buona.

Prendila. Prendila tu.

(MUSICA DI PERCUSSIONI) (insieme) Acqua pubblica!

(insieme) Acqua pubblica! Acqua pubblica!

(CORI DI PROTESTA)

(FISCHI) (Raffaella) No, vieni dietro con me.

(insieme) L'acqua è nostra e ce la riprendiamo!

(CORI DI PROTESTA)

Papà non deve sapere niente di quello che ci siamo detti con gli assessori.

Hai capito, no?

(balbettando) Non ho capito, cos'è che non devo dire?

Che riforniremo di acqua desalinizzata tutta Valle Aurelia.

Di quella cosa non dire niente.

Ah, ok.

- (Maricèl) Pronto? - Maricèl, sono io. Adriano?

- Non è rientrato.

- Ok.

No, la cena la butti, dormo al Fontedoro.

- (Adriano) Pronto? - Ciao, amore! Ti disturbo?

- Scusa.

Speravo di trovarti a casa. Ti devo dire un sacco di cose.

- Non sai che giornata che ho avuto.

- Sono stata brava.

(Raffaella) C'erano tutte personalità importanti, tutte le autorità.

Ho parlato tutta precisa, ho detto... (VOCE INDISTINTA)

Oddio, scusa! Non ti volevo disturbare, perdonami!

No, no, lavora tranquillo.

Anzi, scusa se ti ho scocciato.

- Va bene.

- Ciao, amore mio. Ciao.

(RAFFAELLA PIANGE)

Andiamo a Ostia, Dante, al porto.

Signora Raffaella, per favore, lo sa che Fabio ha detto che non posso.

Vabbè, non c'è Fabio stasera, c'è... coso.

Eh?

- Valerio. - Valerio, posso?

Cosa?

- Ma che fa? - Che macello, poverina.

Ma che è? Che cazzo stai facendo?

Morto di fame! Ti lascio con il culo per terra!

Tu stai fuori!

- Adri, amore, calmati! - Lilli, va' dentro!

- "Amore", "Adri"... Ti levo tutto! - Che ha fatto questa?

- Burina ripulita! - Ti levo pure la barca!

- Lilli, va' dentro! - Mantenuto!

- "Mantenuto"? - Sta con Lilli e il vagabondo!

- Ma che levi? Psicopatica! - Corri!

(Adriano) Ti faccio fare una perizia psichiatrica!

- Ma vaffanculo! - Vaffanculo tu!

(Raffaella) Ti devi curare il narcisismo patologico!

- (Raffaella) Affrontalo un percorso! - "Mortacci sua"!

Ci ho cacato!

Gli ho cacato sulla barca!

Mi ha detto che mi fa fare una perizia psichiatrica!

Dante, hai capito che ho fatto? Gli ho ca...

Perché fai "no" con la testa? Fai "no" con la testa, Dante?

(Raffaella) lo mi sono rotta il cazzo di starci male, va bene?

La devo disinnescare questa dinamica col maschile, capito?

- No? - Eh.

Oh!

No che fai "no" con la testa.

Quanto deve durare questa cosa che ho dentro?

Quand'è che se ne va?

(MUSICA BAROCCA)

(APPLAUSI)

(VOCE NON UDIBILE)

(MUSICA BAROCCA)

(Milena) Secondo lei, una nuova strategia?

Ovvero cosa consiglierà al Governo e alle istituzioni

dal suo nuovo ruolo di consulente nella task force per l'emergenza?

(Del Vecchio) Guardi...

- Quanto manca? - Una mezz'oretta.

- (Donna) Signora, scusi? - Sì, arrivo.

Oh, ma è tua madre quella? Lavora qua?

Stasera è la tua iniziazione! Dai, diventi uno di noi!

- Basta, Lino. - Mi sono emozionato per te!

- Oh, come stai? - Sto bene.

Chi devo menare?

C'è quello tipo pakistano

che con la scusa di portare la spesa alle vecchiette, le rapina.

Quello è bangla.

(Ragazzo) Meglio, i bangla sono più carucci.

Non reagiscono e non denunciano.

È lui, è lui.

La spesa l'ha rubata. Ha rotto il cazzo questo stronzo.

Deve pagare!

Dai, Seba!

(insieme) Oh!

Allora, sei pronto?

- Gli chiedi che ore sono e parti. - Lo uccido.

Scusa! Sai che ore sono?

(insieme) Oh! Che ha fatto?

- Tutto a posto, frate'? - (Lino) Oh! Seba!

- (Bangla) Che ha fatto? - Rispondimi!

- L'avevo detto che era rincoglionito. - Oh! Seba!

(MUSICA BAROCCA)

Ma che sorpresa!

Ero qui vicino, mi aveva detto di chiamare.

Che gioia! Non me lo ricordavo.

Invece dentro di me ho così tante domande!

Mi devi dire tutto sul futuro del pianeta

e sulla desertificazione dell'Agro Romano.

- Cos'è, il tuo libro? - Sì, è un presente.

Ci ho messo anche una piccola dedica.

È permesso?

Delle volte pensiamo che quelli del cinema siano persone vuote,

invece di lei ho sempre pensato che c'è qualcosa di speciale dentro.

- Tu. Ci stiamo dando del tu. - Scusa.

Apprezzo molto che tieni la Jacuzzi spenta e vuota.

Ah, la Teuco?

In America ormai non c'è party senza brindisi a mollo nell'idromassaggio.

Beh, l'avrei lasciata spenta lo stesso,

ma in ogni caso non funziona da un po'.

Dicono che siano le condutture di questi vecchi palazzi.

"Le condutture"?

No, secondo me è un blocco elettronico, un salvavita.

Vuoi che dia un'occhiata?

Ma figurati, abbiamo così tante cose da dirci!

Mamma mia! Ma quante pagine hai scritto?

Sei bravissimo!

Subito, così? Eh?

Senza neanche un bacetto?

Come ti senti?

Vedo i fantasmi.

Dottoressa, sono morto?

Loris, quand'è che abbiamo smesso di essere felici io e te?

Perché, tu sei mai stata felice?

Con te sì, tanto.

(Loris) Hai fatto benissimo a lasciarmi e a metterti con...

- Luca. - Ecco.

Chissà cosa mi aspettavo.

Si scrive tutti i giorni con una sua compagna di liceo.

Progettano di andare a vivere insieme.

Si scambiano le foto del cazzo e della fica.

Ah, bene.

Che fai, lo spii?

(Sara) No, macché. È stato un caso.

Scrive al suo se stesso liceale.

Che tenerezza.

lo invece mi faccio pena.

Non mi importa più niente di niente.

(Sara) Non sono niente.

Vieni qua.

Riposati, Terminator.

"Terminator"...

(Loris) Oh.

Ti chiama così perché ti ammira.

(COLPI DI TOSSE)

Ma tu ci saresti andato al concerto?

- Musica barocca. - Eh.

Col cazzo.

- Amore della mamma... - Eh, sì, però due coglioni!

- Dai! - Eh, no.

Lo vedi quanto ti sta appiccicata?

- Cerca di vivere! - (Loris) Shh!

Così puoi ricominciare con lei, con Martina!

- Forza, tesoro di papà! - (sottovoce) Vattene.

La trasfusione!

- È urgente, no? - Sì.

Vada pure, qui ci penso io.

- Chi è? - Sono Daniela.

Ah, scusa.

Della Rocca, sei molto più fica dal vivo.

Si dice così alle star della TV, no?

Crepa, Sanna.

Hanno scaricato un altro stock dei tuoi morti di sonno

e c'è anche un ragazzo di 16 anni.

Che stile! Dove ti porta stasera tuo marito?

Luciana mi ha detto che è l'attore che ha fatto la serie "Roma criminale".

- Ma dai! - Eh!

Era solo una particina.

Beata te, a mio marito non va di fare un cazzo.

(RISATE)

- Ciao. - Ciao.

(Mila) Aspetti, aspetti! Scusa.

Aspetti!

Grazie.

(GRIDA DI PROTESTA)

Tutto ok, ci sono io.

(Donna) Bastardi!

Vabbè, ci siamo divertiti stasera, no?

Dammi la 331.

Con Fabio è tutto più normale.

Forse è meglio che controllo la stanza, dottoressa?

- Sei gentile. - È il minimo.

Che c'è, dottoressa?

Niente.

Mamma mia...

- Tutto a posto. - Allora vai.

Dottoressa, le volevo far vedere una cosa.

Vale', che vuoi a quest'ora?

Non ho la scatola, ma è originale.

Lo quotano a 5.000, ma li vale tutti.

A lei lo posso dare pure a 4.500.

È un po' un regalo, ma me ne devo liberare.

Secondo me, a lei sta pure bene.

Me lo vuoi vendere?

Vabbè, facciamo 4.000. Le sto proponendo un affare.

Guardi. Eh?

"Ammazza" come le sta bene, eh? Preciso.

- L'hai rubato. - Eh?

No. "Rubato"?

Che sta dicendo, dottoressa? Rubato io?

Cercavo di fare una gentilezza, ma...

- Come non detto, me lo riprendo. - Questo è l'orologio di Armando.

"Armando" chi? Chi è questo Armando? Che c'entra adesso?

Me lo ridia, che mi sto innervosendo.

Tu hai rubato l'orologio di Armando

e sei pure così deficiente da venire a venderlo a me.

lo non ho rubato niente.

Lo sai chi ha regalato questo orologio ad Armando? Mio padre.

Esci subito da qui, subito!

Dottore'...

- Esci! - No, perché...

- Esci, ho detto! - No, no!

- Sta' zitta! - Aiuto!

- Aiuto! - lo sono una brava persona!

Non sono un ladro!

- Ti prego, giù! - Aiuto!

(TELEFONO) Stai zitta, per favore!

Aiuto! Aiuto! Aiuto!

- Aiuto! - Stai zitta, ho detto!

Come ti permetti? Questa cornuta...

Stai zitta, per favore!

Ti prego, stai zitta, dottore'...

Oh, no.

(MUSICA BAROCCA)

Come ti permetti?

(MUSICA BAROCCA)

(CANTO RELIGIOSO)

Pronto?

Sì, sono io.

Cosa è successo?

(Mila) Ma sta bene?

Sì, subito.

Mi scusi, potrebbe fermare l'autobus? È un'emergenza.

- Signora, mica è un taxi! - È urgente, la prego, apra questa porta!

Apra questa cazzo di porta! Apra!

- Un momento di grande emozione. - (Uomo, TV) Il servizio, realizzato...

(Donna, TV) Le parole della dottoressa...

(SEGNALE ACUSTICO SMS)

Ci siamo confrontati con i colleghi

dei reparti di Medicina d'Urgenza delle altre strutture

e stava succedendo la stessa cosa, un boom di ricoveri

e pazienti in stato di letargia...

- Tu chi sei? - Un amico.

- Come ti chiami? - Si chiama Sebastiano.

È un botto intelligente, tutti otto al Classico.

Potrebbe essere un principe, invece ha voluto essere amico mio.

- Da quanto sta così? - Da un po'.

Che stavate facendo?

Stavamo... parlando con un amico.

Poi bum, dritto per terra.

Va bene, grazie, puoi aspettare fuori.

Aspetta, scusa.

- Sì? - Hai visto delle blatte?

- Le blatte sono dappertutto, dottore'. - Anche a casa sua?

Dove sta lui non lo so. Da me a Torre Spaccata una cifra.

Va bene, grazie. Vai.

- Dottore', se muore io mi ammazzo! - Vai, tesoro.

Le volevo dire che il ragazzo mi ha detto che ha fatto a botte l'altra notte.

Ha un edema qui.

Forse dovremmo fargli una risonanza?

Ci mettiamo a fare le diagnosi adesso?

Scusi, la dottoressa è lei.

Perché non sei in maternità? Giulia, che cosa aspetti?

Vai a casa, incosciente! Vai a casa!

(MUSICA BAROCCA)

(CANTO RELIGIOSO)

(Rose, in inglese) Il Papa è appena uscito.

(Antonio) "Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te."

"Benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù."

"Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori,"

"adesso e nell'ora della nostra morte. Amen."

"Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te."

"Benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù."

"Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori,"

"adesso e nell'ora della nostra morte. Amen."

Sarebbe doloroso per degli amici del popolo quale siete voi!

lo sono un nemico del popolo. Avete visto l'ombrello?

Che ombrello?

Il mio ombrello. Ah!

- (Alfredo) È una bellissima giornata. - Sì, ma io non esco.

- Non vorrete mettermi le mani addosso! - No, l'ombrello!

Ah! Ma potrebbe essere risolta anche in un altro modo!

- La vostra specialità! - Ah!

- Ah! - Devi uscire, Alfredo!

- Ah! - Vai, vai!

Vieni, dai. Ti porta Vincenzo, sbrigati.

- Perché? - Te lo spiega Vincenzo, vai.

La prossima volta ci pensi due volte prima di permetterti con me.

Che dice, Presidente, ce la farà?

Ce la faremo, signor Presidente?

Noi umani possiamo essere contagiosi?

Serviva un cacciavite, ho fatto con le mani.

Speriamo che tenga.

Lo sapevo che eri un grande idrologo!

Idrologo, non idraulico.

Comunque, il problema di Roma è sempre il calcare.

D'altra parte, senza quello non avrebbero costruito questa città

in quello splendido travertino, no?

(Valentina) La riempiamo? Che dici?

Eccederebbe di parecchio i tuoi litri giornalieri.

La casa è intestata al mio ex marito.

(TV) La vedo preoccupato. Pensa che la situazione possa essere grave?

Dovrei avere ancora un suo costume.

(TV) Torneremo all'incubo del distanziamento?

(TV) Consiglierei, in effetti, prudenza.

Quando i ghiacci avranno finito di fondere l'acqua riavrà lo spazio che le spetta.

Siamo il pianeta blu, non rosso, verde, giallo. Blu!

Però non bisogna mica averne paura.

No! Civiltà gloriose e durature sono fiorite sull'acqua.

Allora non sei così preoccupato per Roma come dici in TV!

lo non sono preoccupato del cambiamento, Vale, ma della trasformazione.

L'acqua riavrà la terra che le spetta

e noi dovremo farci trovare pronti, sapere esattamente che cosa fare.

Arriverà fino a qua?

- A che piano siamo? - Sesto.

Ah, no.

Però ci sarà acqua, eh!

Sotto, tutto intorno, dappertutto.

Venezia!

Adoro Venezia!

È questo il nostro elemento naturale, noi siamo fatti per stare immersi.

(Del Vecchio) Veniamo dal liquido amniotico e aspettiamo di tornarci.

Sulla terraferma siamo solo in prestito, Vale.

- Bello qui, eh? - Mmh? Eh, hai voglia!

Permesso!

- Scusi. - (Luca) Niente.

- A che piano? - Quarto.

(MUSICA BAROCCA)

- Ciao. - Ciao.

(VOCI NON UDIBILI)

(MUSICA BAROCCA)

(MUSICA BAROCCA DAL CELLULARE)

No...

(VOCI INDISTINTE)

- (Mila) È tutta colpa nostra! - (Alfredo) No, no!

- Amore, vieni. - (Valerio) Sono fradicio.

Non importa. Hai visto?

Che giornata incredibile.

Hai incontrato una persona? Che me volevi dire?

Da quando piove è agitato.

Senti.

Fa la danza della pioggia.

È felice,

perché sa che noi ci saremo sempre per lui.

Vero?

Eh.

Sai che Stefania ha dovuto mandare via la tata, Daiana?

Te la ricordi?

Dice che ha rubato un orologio.

- La gente è impazzita. - Mmh.

(GRIDA DI ESULTANZA)

- (in inglese) Dobbiamo riprenderlo. - No, no...

Sta piovendo, non farmi tirare fuori la telecamera!

- (in inglese) Dai! - Si bagna tutto!

Ti vuoi calmare?

"Kiss me, Licia."

È bellissimo!

Non lo so, guarda, un casino... Scusa un secondo.

Ma che sta facendo quello scemo?

(VOCI NON UDIBILI)

(TUONO)

(Jacolucci) In Africa ve la sognate una pioggia così.

Tante cose che avete qui in Africa ce le sogniamo.

Noi siamo un grande Paese. Che ti credi?

Qualche impiccio, per carità, però... Vabbè.

C'è una ragazza italiana che mi piace molto.

È musicista, bellissima.

Perché non ti ci fidanzi? Così ti danno la cittadinanza.

Però non so se le piaccio davvero.

Piaccio perché sono straniero, un rifugiato.

Quello è il fascino dell'esotico.

Ci sono passato pure io.

Ho avuto la stessa esperienza tua, identica.

Ti posso capire solo io.

Quando stavo a Bergamo, tutte le bergamasche così, hai capito?

Sì.

Non me le scollavo più di dosso, ma mica per me!

Per il fascino del romano, hai capito?

Ce li hai due spicci per una pizza?

- Solo 10 euro. - Bastano.

Vabbè, reggi questo, se no il pizzaiolo si spaventa.

- Coca-Cola? - No, acqua.

Ma infatti.

(CANZONE: "MI SEI SCOPPIATO DENTRO IL CUORE" DI MINA)

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