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Ragionier Ercolani? Sono Piergallini.
- Già sveglio? - Mi hanno fatto fare la notte in bianco!
Bene. A nome dell'azienda organizzo la settimana bianca,
tu aiutami perché vada tutto bene, così ne faremo altre.
Ti ricordo la puntualità, mezz'ora prima dobbiamo essere alla stazione.
Va bene, ci vediamo alla stazione, non preoccuparti. Ciao.
- È' tutto pronto? - Devi solo chiudere la valigia.
- Se non ci fossi io... - Tante cose andrebbero meglio!
Ecco qua! Chiudo la valigia... Dobbiamo stare 7 giorni, non 70!
Deve fare il défilé.
Quanta roba ha portato!
Mannaggia a me e a chi me l'ha fatto fare!
La settimana bianca? La settimana nera, disgraziata!
(squilli di telefono)
Pronto? Buongiorno, ragionier Piergallini!
Sì, sono pronto. Il tempo di prendere le valigie e uscire.
Pasquarelli, il treno non aspetta.
Dobbiamo essere in stazione mezz'ora prima. A più tardi.
A più tardi.
(squilli di telefono)
- Pronto? - Ma chi è?
Giulio Cesare, uno dell'ufficio dice che il treno parte alle 8:30.
Si raccomanda di non fare tardi.
Va bene, farò presente.
Lo vedi? Mi hanno telefonato, hanno paura che non parto.
Parto, parto!
Quando c'è un lavoro difficile, devo sacrificarmi sempre io.
Neanche mi va di andare!
Blin, blon! Parla il ragionier Piergallini.
Augurando buona giornata ricordo alla più bella bionda del Centro Tessil
che il treno parte alle 8:30. - Angela è già uscita da 20 minuti.
Che ore sono? Le 8:15, ho fatto tardi!
- Ciao, Sabatini! - Buongiorno, Angela. Dammi la borsa.
- Le valigie... - Siamo tutti qua.
- Ciao! - Buongiorno.
- Le dia a me! - Caro, guarda il bambino.
Ragioniere, qui ci sono io!
- Sabatini, le valigie, per favore. - Ah! Che strappo muscolare!
- Ercolani, puoi... - Allora! Hai trovato il bambino?
- Avete visto il bambino? - Non ci vedo, come faccio?
Neanche un bambino vedete? Che schifezza!
Papà, sono qui!
- Il bambino! - Sta là!
- Andiamo, cavaliere. - Che fai con gli sci? Sei Gustavo Thoeni?
- Vai sul treno! - Mamma!
- Ti ci sai mettere con un ragazzino! - Quello è mio figlio!
- Non si picchiano i ragazzini! - Devo partire, che vuoi da me?
Devi partire? Allora vaffanculo!
Ferma! Ferma!
- Scusi, mi aiuta? - Prego! Mi dia la valigia!
Anche l'altra. Salga!
Grazie. Appena in tempo! Mi sarebbe dispiaciuto perdere
il treno per la neve. - Dove andiamo non nevica.
- Dove va questo treno? - A Napoli.
Se per salire sul treno è stato duro, non vi dico per scendere in corsa!
Comunque ho raggiunto i colleghi e stiamo per arrivare a Sansicario.
Sono tutti felici, dicono: "Abbiamo una settimana per divertirci."
Loro! Io ho altre mire. Non ho tempo per queste sciocchezze.
Ho organizzato tutto per conquistare Angela e non posso fallire!
Ho scelto il terreno adatto, farò una bella figura con Angela.
Sulla neve mi muovo come se fossi a casa mia.
- Che bello! - Bellissimo.
Angela, attenzione, si scivola. Faccio strada.
- Ragionier Piergallini! - Torno subito!
- Ragioniere... - Chissà che ha da fare!
- Andiamo. - Lo lasciamo qui?
Respira, a papà. Ci fanno pagare quest'aria, respira!
- Signorina? - Eh?
Signorina, è lontano il mare da qui?
- Non mi metta le mani addosso! - Non volevo...
Sicuri che non ci ha presi in giro?
- Che ore sono? - 17 minuti di ritardo.
Guardali! Andiamo, siamo pronte. Sono tutti a tavola.
Finiamo la partita e vi raggiungiamo.
- Tonino, vieni qua. - Papà, io scendo con te.
No, vai a cena con la mamma. Non ho neanche fame. Vai, bello.
- Scendi, ti aspetto per mangiare. - Ordina gli gnocchetti, arrivo.
- Che strazio queste mogli! - Cacciale via.
Eccomi, preciso come un cronometro. E' iniziata l'ora X.
- Andiamo! - Calma, serve la "grana". 2.000 lire a cranio.
- 2.000 lire? E' aumentato. - Ecco qua.
- Tieni. - Per un turno solo.
- Andiamo. - Seguitemi.
(sottovoce) E' di là. Di là.
Più avanti, "zozzoni"! Qui dietro.
Euforici!
- Sembra che non hai mai visto una femmina! - Qual è la porta?
- Sssh! Altre 1.000 lire a cranio. - Ti ammazzo!
Non si può scherzare? Calma!
- Sta lì. Tocca al ragionier Ercolani. - Prima io. Sssh! Sssh!
- Che si vede? - Com'è?
Madonna mia!
- Si spoglia? Com'è? - E' nuda...
I capelli!
- E' sempre nuda? - Sì...
Speriamo che non si vesta.
- E' sempre spogliata? - Sì, sì... nuda... Angela mia!
- Hai visto? E' nuda. - Quando passa il tempo? Finalmente, tocca a me.
E' veramente nuda...
- Non ho mai visto una cosa simile... - La natura si è divertita.
(rumore indistinto) Arriva qualcuno!
- Attenti, c'è poca luce. - Ci mancava anche questa.
- Buonasera, cavaliere. - Ah, siete voi! Buonasera.
- Siamo noi. - Non scendete a cena?
- Aspettiamo l'ascensore. - Scende anche lei con noi?
- Sì. - Eccolo, è arrivato.
- Venga. - C'è posto solo per lei.
- Grazie. Ci vediamo giù! - Sì.
Andiamo!
- E' rimasto chiuso dentro! - Starà ancora aspettando.
Giulio Cesare, chi ci hai fatto vedere?
Va bene, signorina.
- Perché? - Angela è lì, quella era la zia!
- Ridammi le 2.000 lire. - Perché? Non era una donna?
Ci frega sempre!
- Allora... - Allora d'accordo così.
- Buonasera. - Ceni con noi, Angela?
- Certo. - Le lezioni singole costano 9.500 lire,
quelle collettive 4.000.
- Fa lei la lezione? - Certo.
- Prenoto per tutta la settimana. - Bene.
- Allora ci vediamo domattina alle 10 allo ski-lift. - D'accordo.
- Ciao. Puntuale! - Va bene.
- Ecco Angela. - Prego, la sedia!
- Grazie. - No! Quei posti sono riservati
per il ragionier Piergallini e la signorina Matilde!
- Finalmente! - Ah, già stai qua!
Dove vuoi che sono le mogli? Sempre presenti.
Il capo ha creato la cortina intorno a Angela.
Non disperate, abbiamo una settimana.
Scusa, cara, non ti avevo vista!
Che si mangia di buono?
- Non iniziamo! - Ho fame.
Buonasera. Buonasera. Buonasera.
Cavaliere, di là.
Non prendete l'ascensore, è guasto.
- Se non scendevo a piedi, ero ancora lì. - Cavaliere, di là.
- Si accomodi. - Grazie. Grazie.
Cavaliere, hanno portato via il pianoforte.
- Ah, sì? - Sì.
- Prego! - Grazie.
- Grazie. - E' un piacere.
Bevi.
- Mannaggia! - Che c'è, caro?
- Scotta. - Il salame scotta?
Scotta tanta roba, anche il salame.
- Piergallini non si è più visto? - Forse starà facendo un bagno caldo.
Questo signore è del vostro gruppo?
- Piergallini! - Che ha fatto?
Scivolando tentava di passare il confine senza passaporto.
Dove è stato tutto questo tempo? Che le è successo?
- Liscio, senza ghiaccio... (Ercolani) Bevi, così ti sciogli.
Che peccato, si è rotto!
Tutto ghiaccio... Lo vedi?
(campanello)
Uh! Devo avere suonato il campanello!
(bussano alla porta) Avanti.
Eccomi, signore!
- Comandi. - Scusi, vorrei spegnere la luce.
Alla sua età si vergogna ancora? Benedetto!
Ci penso io.
Ah, la borsa calda... Grazie.
Sei anche spiritoso! Meglio, lavoriamo in allegria.
Ercolani, com'è bello!
Mi insegni a sciare, ragioniere bello, ragioniere buono!
Ma... Facciamo una cosa. Lei mi aspetti qua,
che io col cazzo ritorno! E' chiaro? Non si muova.
- L'aspetto! - Vengo subito!
Pronti? Via.
- Piacere, ragionier Pasquarelli. - Levami lo sci dagli occhi!
Piacere tanto! Stasera possiamo ballare tutti insieme, sì.
Buongiorno. Tonino, smettila!
Siamo stati fortunati, è una bella giornata e la neve è stupenda.
- Maestro, avrà da fare coi turisti. - Sì, sono giornate impegnate.
- Se deve andare, non c'è problema. - No, non si preoccupi.
Fabio ha rinunciato ai suoi impegni per stare con noi.
Ah, sì? Ci fa proprio piacere.
- Signorina Angela! - C'è Bartocci!
- Ci mancava anche questo! - E' il nostro miglior cliente.
- Salve, Bartocci! - Signorina Angela, che sorpresa!
Ragioniere, anche lei sulla neve?
E' uscito dalla sua tana, lei che vive solo di lavoro.
- Per favore, non parliamo di lavoro. - Brava, Angela!
Parlare di lavoro in questi posti è un peccato. Pensate a divertirvi.
Fabio, il signor Bartocci è un cliente della nostra ditta.
- Fabio è il maestro di sci. - Molto lieto.
E' stato un piacere. Arrivederci.
Come? Ci siamo appena incontrati.
- Andiamo nella mia modesta baita e beviamo qualcosa. - No...
- Piergallini, su! - E' in fondo alla discesa.
E' quella a due piani, alla curva.
Bravo, proprio quella! Seguitemi, coraggio!
- Sì! - Andiamo, Piergallini!
Sì, andiamo... Servono gli sci e uno sopra che ci sa andare.
- Ti ho portato gli sci. Ecco qua. - Hai fatto bene. Grazie.
- Dimmi, non c'era anche Angela? - Sì, c'era.
- E dov'è andata? - E' andata.
- E dove? - Laggiù, nella baita.
- Sola? - No.
- Con chi? - Con il maestro di sci.
- Soli? - No, c'era anche Bartocci.
- Bartocci, il commendatore, quello ricco. - Sì, quello lì.
- E' abbronzato? - E' abbronzato, c'è il sole!
E tu non ci sei andato?
No, non mi andava.
- Hai mandato Angela sola? - Sì, Angela nella baita, sola.
- Ho capito. E tu non sei andato. - Non ci sono andato.
- E perché? - Che ti frega? Aaah!
Aiuto!
- Non è il signor Piergallini? - Sì, è Piergallini.
- Quanto corre! - Sì, corre.
- Perché non vai anche tu? - Vado dopo, con calma.
- Bravo, papà! - Aaaah!
Aiutatemi! Come si frena?
- Pista! - Aiuto, gente! Aiuto!
Si scansi! Oh! Oh!
Pista!
Ma andate a fare in culo!
Mi aiuti, per favore?
Allora?
Piacere, ragionier Piergallini.
Dove stai?
Adele era qui, mi ha chiesto di aiutarla,
ho alzato il pellicciotto e lei è sparita. Capisci?
Prendiamo un caffè, signora!
Maria! Maria! E' sparita anche lei.
- Cinque e due, sette. - Oooh! Permesso!
- Scopa! - Ora no, c'è mio marito.
- E' molto carina questa baita. - E' una cosetta semplice.
Questo trofeo è il mio vanto. Ho catturato l'aquila sull'Himalaya.
- E' stupenda. - E' un'aquila reale?
C'è nessuno che ci ferma?
- Ecco altri trofei, li ho cacciati ovunque. - Ha viaggiato molto.
Quando il lavoro me lo consente, viaggio, mi piace.
- Ooooh! - Come si frena?
Questo è un esemplare unico di camoscio, stupendo.
- Aiuto! - Oooh!
Questa è una parete vuota.
Non ho ancora trovato due teste che mi piacciono.
- Buonanotte, papà. - Buonanotte, caro.
- Hai lavato le mani? Vai, su. - Le ho lavate ieri!
Dai! Sono stanca, voglio andare a letto.
Fatti portare dalla cameriera una bottiglia d'acqua minerale, subito!
Subito, sissignora! Dammi il tempo di suonare, che diavolo!
(campanello)
- Eccomi, signore. - Lei chi è?
- Orchidea, la cameriera. - Che fa?
Mi spoglio, ha suonato.
- Perché se suoni, si spoglia? - Sì. Le dispiace?
- Facciamo. - Non è possibile... C'è mia moglie... C'è mia madre!
- Allora? - C'è mia madre, è anziana, non può vedere queste cose.
Se ne vada. Dopo, dopo! Non si vesta, mi raccomando.
Mamma mia! Una bottiglia d'acqua minerale, per piacere.
(in falsetto) Sì, signore. Gassata o naturale?
- La porti gassata. - Mamma, guarda! Papà sta parlando da solo.
Me la porti subito.
Mamma mia! Mamma mia! Bussa e quella si presenta così.
Se apriva mia moglie...
- Buongiorno. Per Solvay. - Deve prendere il biglietto là. - Grazie.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Un biglietto per Solvay. - 1.500 lire.
- E' libero? - Venga, venga.
- Scusate, se disturbo. Quando parte quest'autobus? (insieme) Eh?
- Ciao, Angela! - Ciao!
- Venite su? - Sì, dopo.
- Attenzione, c'è molto ghiaccio. - Stai tranquillo. Ciao!
- Papà, pista! - Sì, l'ho visto.
- Vai piano! Piano! - Che fai qui in mezzo?
Guarda il bambino, ho dimenticato le sigarette nel borsello.
- Non muoverti, vedi dove va. - Tonino? Torna su, dai!
Senti, animale!
(bisbiglia)
- Che dici? - Trattieni mia moglie, devo andare laggiù!
- Tua moglie? - Sì.
- 5.000 lire. - L'hai presa per una puttana?
Cerchi sempre soldi! Vai, dopo ti faccio vedere io!
- Prendi il cordino. - Va bene, mamma!
Signora!
Ha detto suo marito che deve darmi 5.000 lire.
Non avevo mai visto giocare a tennis sulla neve.
- Le dispiace se parliamo un po'? - Scherza? Anzi!
Quassù è così bello! Almeno così mi dicono.
Viene voglia di fare subito amicizia.
Un'amicizia vera, sincera che può durare tutta una vita.
- Permette che le offra qualcosa al bar? - Al bar? Grazie!
Venga, venga.
- Per favore, ci fa due caffè? (insieme) Eh?
- Angela, sono qui! - Ciao!
- Venga, signora. - Non voglio venire.
- Venga a vedere la neve. - Il bambino...
Lo lasci perdere, sta giocando.
Venga su, con 5.000 lire la porto in vetta.
Il bambino...
Mi creda, signorina Matilde,
non sempre nel matrimonio si sceglie la donna giusta.
All'inizio tutto sembra facile, ma poi, come si dice...
La vita comincia a 40 anni.
Perché mi dice queste cose, Enzo?
Signorina Matilde, mi scusi, ma mi trovo in una situazione...
- Anch'io mi trovo in una situazione. - Quale?
La mano... La stringe troppo, fa male!
Scusi, scusi tanto!
- Aaah! - Ragioniere, dove va?
Mamma ha detto di venire a prenderti!
Stavamo parlando così bene!
Ecco, così sta benissimo!
Angela, sa che sulla neve i suoi occhi sono diventati più chiari?
Piergallini!
- Ho detto qualcosa che non va? - Non me l'aspettavo.
- Chissà quanti gliel'avranno detto! - Non me l'aspettavo da lei.
Vede, Angela...
Ragioniere, non si avvicini.
I nostri colleghi ci guardano, chissà cosa potrebbero pensare.
- Cosa possono pensare? In ufficio neanche mi guarda. - Però lei sì.
- Sì, ma non se n'è mai accorta. - Me l'hanno detto.
Senta, Angela... Uscirebbe con me stasera? Nevica, eh?
- Se dopo mi porta a ballare, sì. - Certo, andiamo in un bel posto!
- Facciamo in modo che gli altri non lo sappiano. - D'accordo. Andiamo?
- E' pronto? - Prontissimo, Angela, eccomi!
- Si è fatto male? - Non è niente, lo faccio apposta.
Cado per provare la neve. Eccomi di nuovo in piedi! Oggi c'è neve fresca.
- I colleghi! Facciamo una foto di gruppo? - Sì, facciamola!
Ragazzi, facciamo una foto tutti insieme!
Raggruppatevi!
State un po' più stretti, eh? Dai, dai, dai!
Ragazzi, più stretti!
- Ancora un po'. Ecco! Dai, dai! - Stai attenta!
Ancora di più. Va bene, ho capito, vado indietro io.
Ragazzi, state fermi! Guardate qui!
Sorridete! Dai! Ancora di più, indietreggio io...
Delinquente!
Ho detto che avevo mal di testa.
Anch'io ho fatto perdere le mie tracce, avremo la serata per noi!
Sarà divertente.
- Si balla, eh? - Mare forza otto!
Ricordo quando ero in barca a vela con gli amici.
Una grossa ondata fece impennare lo scafo e io... Oooh!
Piergallini, dove va? Dobbiamo andare a ballare!
- Prego. Ecco qua! - Grazie.
Qui si divertirà molto, è un locale chic e ben frequentato.
- Sono proprio contenta! - Sistemo con l'autista. Quant'è?
- 100.000 lire. - Non costa niente, eh? Buonasera.
- Piergallini, perché non entra? - Non la vedevo più...
- Allora perché non andiamo? Fuori fa freddo. Entriamo? - Prego.
(musica disco)
- Eccoli là! - Ah... Buonasera.
- Siamo qui, Piergallini! - Ormai andiamo.
Prego.
(Ercolani) Ve lo avevo detto che venivano qua! Eccoli!
- Buonasera. - Ragioniere, venga qui, ci stringiamo!
Ragioniere, venga, su!
- Ti piace qui? - Sì, molto carino.
- Vuoi bere? Un whisky? - Sì, ma non troppo. Grazie.
Grazie.
Caro Ercolani!
- Come va? - Bene. Siamo di nuovo insieme!
- Come mai siete venuti proprio qui? - Stai bene stasera.
- Cavaliere, un po' di whisky? - Grazie.
(imita il rumore del liquido)
Ecco qua.
Non sa di niente.
- Posso ballare con tua moglie? - Sì, ballate!
Ballate, eh? Ci vediamo domani, con calma.
(musica di lento)
- Vogliamo ballare, ragioniere? - Mi scusi, ma ho mal di testa.
Poverino!
Balliamo, ragioniere?
No, ragioniere, faccia ballare me.
- Sono stanco... - Uno!
- No, no. Il prossimo. - Uno.
Sì. Il prossimo anno ci vediamo.
- Non ti piace ballare, Ercolani? - Sì, ma con te.
Balliamo?
- Niente, eh? - Che c'è?
Ti pare che quella ballava con te?
- Signorina, balla? - Sì.
- Può essere divertente. - Grazie.
Per colpa tua ho perso il pullman.
- Chi ti ha detto di aspettarmi? - Ti lasciavo solo?
Sì, devi lasciarmi solo! Anzi, fai finta che non esisto.
Va bene, come vuoi tu. Facciamo presto o non vediamo niente.
Da lì non vediamo niente lo stesso. Potevamo raggiungere gli altri.
Prima che facciamo il giro della pista, arriviamo stanotte!
Anzi, dalla cima è meglio. Lì vediamo la partenza!
(in falsetto) Grazie.
Fermati! Se andiamo giù, chi ci prende? Guarda che discesa!
Avanti i norvegesi!
(voci non udibili)
Bravissimi!
Bella esibizione. Chi vi ha spinto a fare questo mestiere pericoloso?
Magari sapessi chi è quel figlio di mignotta!
Scusate, ma mia moglie nasconde tutto. Non trovavo il maglione!
Aspettiamo da un'ora.
- Gioca! - Giochiamo, va'!
Oggi gli uomini sono rammolliti. Basta che giochino a carte!
Non hanno la verve che abbiamo noi donne.
Mancano di iniziativa. E' come se noi non ci fossimo!
Ha ragione, in ufficio è la stessa cosa.
Mai una gentilezza, una parola carina.
Crede che a casa sia diverso?
Mio marito è sempre stanco. Appena si mette a letto, si addormenta.
Subito? Poverina!
Magari è colpa di noi donne. Non li sappiamo prendere,
non li sappiamo scuotere! - Lei sa scuoterli, eh?
Magari io ci provo.
Cavaliere, l'asso è sempre qui.
- Lo vedo! - Non ci sono trucchi tra colleghi.
La carta è qui, l'altra sta qui, l'altra sta là. L'asso dov'è?
E' qui!
- Ha perso. - Ecco le 2.000 lire.
Su con il morale! E' la volta buona per lei.
Questo è sempre l'asso. Tra amici ci rubiamo i soldi?
- Questo è sempre l'asso. - Lo vedo!
La carta vince, la carta perde. L'asso dov'è?
Stavolta... è qui!
Ha perso un'altra volta. Ne facciamo un'altra, cavaliere?
- Su con il morale! - Ecco le 2.000 lire.
Scusate! Ho dimenticato una cosa in camera.
Prima abbiamo aspettato lui e ora aspettiamo te?
- L'asso è sempre qui! Vede l'asso? - Lo vedo!
La carta vince, la carta perde. L'asso dov'è?
(sottovoce) Dammi la chiave della tua camera.
- 2.000. - 2.000?
- Ha perso un'altra volta. - Stiamo pari.
Perché?
Mannaggia!
Mannaggia? Ha vinto un'altra volta.
"Mannaggia" devo dirlo io.
No, lo dicevo per lei. E' tanto semplice.
- Facciamo un'altra partita? - Sì.
Raddoppiamo? L'asso è sempre qui.
Ecco... Ecco!
(bussano alla porta) Avanti!
- Il signore ha chiamato? - Chi cazzo è questo?
- Ho chiamato? - Sì.
Ma... Forse il campanello.
Va bene, portate una cosa qualunque, una bottiglia d'acqua minerale.
Va bene.
Com'è possibile? Ho suonato un altro campanello.
- Se indovina, non sbaglia più. - E' questione di fortuna.
- Quanto perde? - Mi pare 10.000 lire.
Allora facciamo una partita da 10.000 lire, così va pari.
- Tra colleghi ci togliamo i soldi? Questo è sempre l'asso, vede? - Sì.
- Carta vince, carta perde. Dov'è l'asso? - Eccolo!
- Bravo, ragioniere, ha indovinato! - Ha proprio indovinato...
Giulio Cesare, sempre con le carte, eh?
Mi deve 10.000 e siamo pari, così sarà contento anche lei.
- Certo che sono contento! - Continuiamo?
No, è un gioco proibito dalla legge. E' un gioco d'azzardo.
Qui nessuno si azzarda a farsi i cazzi suoi!
Com'è possibile? Il filo è maschio, dovrebbe chiamare la femmina.
Vediamo. (campanello)
(bussano alla porta) Ecco... Avanti!
- Un'altra volta questo... - Il signore desidera?
- Una bottiglia d'acqua minerale. - Gliel'ho già portata prima.
- Ho sete, ne voglio un'altra. Fa caldo, la gola si secca. - Va bene.
- Scusi. Sbaglio o ho visto in giro una cameriera... - Sì, Orchidea.
- Si chiama così? Adesso non c'è? - Certo.
- Deve prendere servizio adesso. - Prende servizio adesso?
- Sì. Perché? - Niente...
- Le porto subito l'acqua. - Grazie. Arrivederci.
Prende servizio adesso. Chiamo un'altra volta, che mi importa?
(voci confuse)
- Angela! Dove vai? - Vado a prendere la tintarella al solarium.
- Bene. Ciao! - Ciao.
Uh! Guarda chi si vede, il ragionier Ercolani!
- Che hai fatto? - Ho portato da bere per tutti, a volontà!
(Ercolani) Non ce la faccio più. Che ore sono?
- E' mezzogiorno e mezza. - Siete sicuri che Angela viene qua?
Ha detto che veniva al solarium a prendere la tintarella.
Zitti, arriva qualcuno!
(sfrigolìo)
(campanello) Dio mio, ho suonato il campanello!
Viene un'altra volta quella! Dove mi nascondo? Non ce la faccio!
Dove posso nascondermi? Qua, nell'armadio!
Qui è sicuro, sì.
Eccomi, signore!
Dov'è? Dov'è andato?
Si è nascosto nell'armadio! Benedetto!
E' proprio un timidone. Allora lo faremo nell'armadio.
Coccolo!
Qui è stupendo!
Chissà quante belle conquiste faremo! Chi lo sa? Chi lo sa?
Mi compri gli scarponi?
Smetti di chiedere tutto quello che vedi. Ho speso già molti soldi.
I bambini hanno voglia di tutto, bisogna capirli.
I maschi sono così prepotenti!
Signora Ercolani, come mai suo marito non l'ha accompagnata?
- Si sentiva stanco. - Gli uomini sono tutti delicati.
- Salve, Piergallini. - Buongiorno, Angela.
- Credevo che era andata a fare spese... - No, volevo fare un bagno.
- Angela... - Mi dica.
Pensavo che da quando siamo arrivati, è la prima volta che restiamo soli.
- Noi quattro. - Salve.
Anche voi qua, eh?
Cavalier Pasquarelli, cammini più in là o cade in piscina.
Si accomodi.
Cavaliere, questi glieli ha dati l'Economato?
(risate)
- I nostri colleghi ci perseguitano. - Oh... Oh!
- Pasquarelli, che ha fatto? - Che è successo?
- Piergallini, l'accappatoio! - Subito, Angela!
C'è l'acqua qui? Mi è arrivato uno schizzo.
Hai visto? Ne ha due.
(Piergallini) Dopo facciamo un'altra ordinazione.
- Si buttano subito! - Ti do il mio accappatoio.
Un tuffo fuori programma.
- Ora te lo porto. - Grazie.
Aspetta.
- Sei pronta? - Sì.
Vieni.
- Perché ti sei buttata nuda? - Mi si è slacciato il bikini.
- Tenga. - Ah!
"Scusi, se mi permetto di scriverle, mi sono innamorato di lei."
"Devo parlarle, ho tante cose da dirle."
"L'attendo a mezzogiorno al Rifugio Astani."
- "Non mi faccia soffrire. Bruno Bartocci." - Bartocci?
- Che vuole? - Faccio conquiste.
Angela, non sono affari miei, ma questi appuntamenti non mi piacciono.
- Stai attenta. - Non preoccuparti.
Non tutti e due.
Vado prima io, tu aspetti qua.
- Non muoverti. - Non mi muovo.
(fischietta)
- Che c'è di là? - Niente. Che deve esserci?
- Ercolani? - E' andato un attimo...
- Eccolo. - Madonna, che cosa... Scusa, eh?
- Nuda! - Chi?
- Cose nostre! - Angela?
Angela, completamente nuda. Un seno così, due cose così,
come l'ha fatta la mamma! - Mamma mia!
Prendiamo qualcosa di caldo, forse il nervoso... Ho freddo.
(squilli di telefono)
Pronto?
Ah, è lei! E' successo qualcosa? Come?
Scusi se le parlo di lavoro in questo momento.
Mi hanno chiamato da Roma, c'è una "grana" contabile.
- E' grave? - No, cosa da nulla.
Possiamo parlarne stasera a cena, da soli. Le dispiace?
- No, va bene, ragioniere. - Grazie, a stasera.
Faccio morire tutti d'invidia. Altro che fuori dalla piscina nudo, a me!
Ragionier Ercolani, tiè!
(rumore indistinto)
- Buonasera. Eccomi qua! - Buonasera, Angela. Ha freddo?
- Non dovevamo cenare fuori? - No, restiamo qui.
Ho riservato un tavolo per noi, così possiamo parlare tutta la sera.
- Permette? - Grazie.
- Prego. Da quella parte. - Può accennarmi di che si tratta?
Guarda chi sta venendo.
Il nostro tavolo è quello. Buonasera e buon appetito, ragazzi!
- Piergallini, che cosa è successo? - Niente.
- Di che cosa doveva parlarmi? - Non si trovano alcune fatture.
- Che fatture? - Dodici milioni.
- Piergallini, dodici milioni e ride? - Rida anche lei, rida, rida!
Aiuta il cavaliere. Scusa un attimo, vado via.
Proprio adesso?
Scusa, Lucia, vengo subito.
Comunque non si preoccupi, a Roma avremo tempo di parlarne!
Se potevamo parlarne a Roma, scusi... perché tutta questa fretta?
Buono questo Sauvignon. Prego.
- Angela, facciamo cin cin. - Va bene, facciamo cin cin.
Cin cin!
Signorina Marconcini, è desiderata al telefono.
- Ah! Scusi un attimo, Piergallini. - Prego.
Sarà qualcuno da Roma per le fatture.
- In quale cabina? - Alla due, signorina.
- Pronto? (voce modificata) Amore, come stai?
- Io non sono l'amore suo. - Sono Alessandro, l'amore tuo!
- Io sono Angela. Lei chi cerca? - Io cerco Angela.
- Io sono Angela. - Lei chi Angela è?
- Sono Angela Marconcini. - Io cercavo Angela Bormioli. Scusi.
- Hai fatto? - E che faccio per telefono?
Angela, auguri per il fidanzamento con il ragionier Piergallini.
- Scherzi? - Non ho mai visto il capo così euforico.
- E' ubriaco. - Sembravate due piccioncini.
(bisbiglio)
Qualche bicchiere di questo vino e la piccioncina cade.
La signorina è dovuta uscire.
- Con chi? - Un signore è venuta a prenderla.
- Quando? - Adesso. Se esce, può vederla.
(sottovoce) Mortacci...
- Che dici, arriva? - Certo. Ora ti faccio vedere.
- Eccolo! - Hai visto? Cammina, cammina. Sculetta, sculetta.
Il pesciolino ha abboccato. Sculetta, sculetta.
- Viene? - Sì, arriva.
Andiamo, cara! Attenzione, si scivola.
Stavolta non ti mollo, sai?
Sale sull'albero.
Guarda come sale, sembra Tarzan.
Aaah!
- Scusi, Angela. (in falsetto) Non si preoccupi.
- Andiamo, Enzo? - Sì. Stia fresco!
- E' incantevole. - Ti piace?
- Beato te che vivi qui! - Però mio nonno qui c'è morto, aveva cent'anni.
- Ti faccio vedere altri posti. - Andiamo.
- Pronta? - Sì.
Buongiorno a tutti. Buongiorno, signorina Angela.
Buongiorno!
- Mi raccomando. - Pare facile!
Basta leggere un altro nome. Siamo d'accordo?
- Io non sono d'accordo. - Vuoi vedere come sei d'accordo?
- Vedrò se posso fare qualcosa. - Ué! Sssh!
Tonino? Giulio Cesare?
Venite qui. Facciamo il sorteggio per la caccia al tesoro.
Tonino, ora ti bendo, così possiamo fare gli accoppiamenti.
Prendi un biglietto e lo passi a Giulio Cesare.
- Sabatini! - Sono io!
- E Lucia Ercolani! - Signora, con lei!
- Posso? - Prego, accomodatevi.
Signorina Martorani!
E cavalier Pasquarelli!
Piacere, signorina...
- Signorina Marconcini Matilde! - Sono io!
(Ercolani) Sono curioso di sapere con chi capita.
E il ragionier Ercolani!
- Che bello! - Che piacere!
- Ciao. - Ciao.
- Perché l'hai strappato? - Non si fida?
Ahi!
- Tutto bene? - Credo di sì.
- Ce la fai ad alzarti? - Ci provo.
Vieni.
Non sono una brava allieva. Alla prima occasione...
Cado.
(risate)
Vieni qua!
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci, undici,
dodici, tredici, quattordici, quindici, sedici... diciannove.
Avete due ore di tempo. Mi raccomando, vinca il migliore!
Mettetecela tutta! Pronti? Via!
Accidenti!
- Ho un male atroce... - Dai, su! Tra poco siamo arrivati.
Credo di non farcela.
Accidenti! Sembrava una cosa da niente.
- Che male! - Qui? - Sì.
- Ti ho rovinato la mattinata. - No...
- Davvero? Ne sei sicuro? - Sì.
- Che meraviglia! - Non ce la faccio più...
- Che aria, ragioniere! - Qui è una penitenza.
- Forza, coraggio! Che aria! - Un momento, sciolgo...
Mi diverto con lei.
Le interessa molto la caccia al tesoro?
Guardi, veramente non mi interessa granché, no, no.
Andiamo al Rifugio Astani, ne parlano molto bene.
- Chissà dove mi porta! - Andiamo, su.
- E' un birichino, ragioniere! - Venga, venga.
Prenda gli sci.
No... Non vengo. Mi comprometto, sono signorina!
Che importa? Andiamo in un rifugio, siamo soli.
Venga. Mi avvio perché io...
- Attenzione, si scivola... - Un momento, vengo.
Andiamo indietro... c'è molta neve.
- Maurizio! - Sì?
Che ho dovuto fare per procurarlo!
Va benissimo, brava.
- Era buono, così fresco! - Ecco, tenga.
Per me? Cocchino!
Oh! Per un attimo ho creduto...
- Che cosa? - No, niente. Sa com'è!
Ah... Ora vada, il posto da trovare è difficilissimo.
Vado, carino. Oh! Un momento, ragioniere.
Questa è per lei, artigianato locale.
Spero le piaccia, lei ha sempre così freddo! Mi dia un bacio!
Grazie. Vada.
(radio) Ragioniere, stiamo portando al punto X un albero di Natale.
Sbrigatevi, già è passata la Befana.
- Avanti, coraggio! - Oddio, non ce la faccio...
- Venga, signorina. Abbia pazienza. - Che c'è?
Abbia pazienza, signorina. Io non ce la faccio, torniamo indietro.
Ormai siamo arrivati. Guardi che bella!
Non è possibile, non ce la faccio!
- Ha capito? - Ma come?
Ha promesso che sarebbe stato tutto così bello,
così romantico, così...
- Sì, prima, ma adesso sono stanco. - No, l'ha promesso!
- Ora voglio andarci! - Va bene. Attenta...
Mannaggia... Madonna... Mamma mia!
Prego.
- Com'è bello! - Sì, sì.
Accogliente!
- Mettiamo questa roba qui. - Fa caldo.
E' carino! Ragioniere, sa adesso cosa facciamo?
- Sì, ce ne andiamo. - No, accendiamo un bel fuoco.
- Sì, un bel fuoco! - Così lei si riscalda.
Che bellezza! Il camino è già pronto per essere acceso.
Vedrà, tra un attimo starà bene.
Speriamo! Ho freddo nelle ossa. Questa neve è sempre fredda.
Io ho sempre amato il fuoco.
- Perché non ha fatto il pompiere? - Non ci ho pensato.
La legna è bagnata, non arriva calore da questo camino.
Sì, è vero. Ah, è la porta!
- La porta? Avanti! - No, l'ha lasciata aperta.
Ah!
Così va meglio.
Sì, molto meglio. Davvero.
Che fa? Comincia a spogliarsi?
Sì, ho paura di prendere il raffreddore.
Anch'io mi spoglio. Tolgo la giacca.
Il cappello.
- Ecco! Fa caldo, eh? - Siamo qua...
Com'è elegante! Com'è bello questo pullover!
- Come va? - Molto meglio, grazie.
Un po' di riposo mi ha fatto bene. Dove stiamo andando?
Al Rifugio Astani. Hai appuntamento con il tuo spasimante.
Bravo! Bravi, ragazzi! State andando fortissimo!
E' faticoso, ma divertente. Meno male che non partecipa il maestro di sci,
altrimenti avrebbe vinto tutto lui. L'ho visto in compagnia di Angela.
Ragioniere, porta questa roba a Roma? Con le corna fa un bel trofeo!
Imbecille.
Guardi, c'è una scala. Chissà dove porta! Andiamo a vedere.
- Sì, andiamo a vedere! - Prendiamo la roba.
- Ma non ci sarà una camera! - No, è il terrazzo.
Il terrazzo! Vedremo il panorama!
Il panorama, sì. Andiamo, vediamo il panorama.
Che posto carino!
- Ti piace? - C'è anche il fuoco acceso.
- Come va la gamba? - Un po' meglio. Che bel caldo!
E' carino questo rifugio.
C'è una stanza. Perché non ti stendi un po'?
Può farti bene alla gamba, no?
Cara...
- Fabio, se viene qualcuno? - Che ti frega?
Che freddo! Fa freddo, eh?
- Vuoi che trovi qualcosa da bere? - Sì.
- Aspetta qua, non muoverti. Aspettami. - Sì.
E' già qui, bravo. E' anche puntuale.
- Sono qui da parecchio, sa? - Sono contento.
- Sono felice che tu sia qui. - Mi lasci stare.
- Sei tanto caro... - Qui c'è un equivoco.
- Maschio invitante, maschio emozionante! - Quale emozionante?
Giù le mani, sa? Insomma...
- Per favore! - Oh, no! Perché hai portato quella lì?
- Angela, non ne so niente... - Cattivo! Cattivo!
E' lui che... Non penserai...
Sci, scarponi, giacca a vento, 450.000 lire.
Maglione, calzamaglie e guanti, altre 230.000 lire.
Sette giorni di ferie in meno da prendere quest'estate,
lividi sparsi in tutto il corpo e tutto perché l'uomo è furbo.
La porto fuori, nella natura, lontano da sguardi indiscreti.
Io sono il capoufficio, lei cede. Ma dove va?
"Angela, la porto a ballare stasera in un posticino riservato, da soli."
"Non che gli altri... Per carità!"
"Però ogni tanto un po' di intimità non guasta."
Stavano tutti lì! "Caro ragionier Piergallini!"
"Salve, ragazzi. Cameriere, champagne per tutti!"
"Vogliamo farci parlare dietro?" Pago altre 200.000 lire!
Tanto poi lei cede! Angela... ma dove vai?
Con il maestro di sci! Ma vaffa...
Sa, signorina Matilde, forse mi giudicherà troppo impulsivo,
ma come si fa a non esserlo con una donna come lei?
Come corre, ragioniere!
Ho sbagliato.
Forse ho osato troppo. Non dovevo portarla in camera da letto,
ma volevo dirle tante cose che poi... è una cosa sola.
Non so se lei ha capito che cosa voglio.
Forse no, non ha capito.
Come poteva capire, se non gliel'ho mai detto? Che stronzo!
Mah! Forse è meglio così.
Io... me ne vado. Non ne parliamo più.
- Addio. - Ragioniere, dove va?
La prego, mi lasci al mio destino.
Enzo, non faccia così. Sono qui.
Ragioniere, che aspetta? Sono qui.
Piergallini!
- Che c'è? - No, niente...
Signore, eccomi qua!
In ricordo di questa magnifica settimana, ho portato le coccarde!
Che belle!
E una.
- Adesso... - Mettila qua.
Sì, la metto qua. Benissimo.
Adesso alla signorina.
- Anche a me! - Sì.
Scusi tanto...
- Ecco, la coccarda. - Bravo, Ercolani.
La coccarda per ricordo. E' una coccarda, non si mangia.
- Abbiamo finito, andiamo. - Scusa, una coccarda a me per ricordo?
Vuoi il ricordo? Te lo do io, aspetta. Vai da mamma.
- Tiè! - Aaaah!
- Che c'è? - No, niente...
Mamma mia! E' l'ora più antipatica, non sai come passare il tempo.
Non c'è niente da fare. Eccoci qua!
- Sono stanca, credo che farò un pisolino. - Sì, fai il pisolino.
(canticchia)
- Ti senti male? (canta) No, non hai capito niente.
Non voglio capire, non posso capire.
- Vieni anche tu? - Non posso venire.
Tonino viene da un momento all'altro, che figura facciamo?
Tonino gioca a carte con la zitellona. Non preoccuparti, vieni.
Sta con la zitellona?
Allora riposa un paio d'ore, tengo io Tonino. Hai capito?
Non preoccuparti, riposa, ci penso io! Riposa in pace!
Svegliati! Fammi un piacere, mi serve la camera. Dammi la camera.
Che vuoi? Sono stanco, voglio dormire.
Vediamo se ti passa la stanchezza con altre 5.000 lire.
Non mi alzo neanche per 20.000 lire.
Guarda questo fetente! Ho capito, vuoi 20.000 lire. Eccole.
Ecco, già mi sento un po' meglio. Ho fatto un pisolino.
Se ti serve la stanza, non fare complimenti. Vado al bar.
Sparisci, va'!
Dopo mangiato neanche mi va di dormire.
Ah, sì? Io lo sapevo.
Non venire finché non ti chiamo io, hai capito? Aspettami giù.
(campanello)
- Giulio Cesare, ti ho portato la sciarpa... Enzo! - Aaah!
- Che fai qui? - Sto male, che dolore! Chiamate mia moglie.
- Sono io, caro! - Fammi sentire se...
Sì, sei sempre tu.
- Caro... - Oddio! Mamma mia!
Non ce la faccio... Che dolore!
- Caro, che cosa ti è successo? - Non lo so.
Una cosa stava venendo su e ora riscende giù.
Madonna santa, dov'è Tonino?
- Caro... - Vi sto lasciando...
- Dov'è Lucia? - Sono qui, caro! Sono qui!
- Sei sempre qua! - Oddio! Che faccio?
- Prendi qualcosa, una pillola. - Le pillole!
Vai in farmacia in paese, in città, all'estero, non venire proprio più!
Buongiorno, signore!
Che fai? Sei pazza? C'è mia moglie!
Mettiti qua dentro.
Come devo fare? Oddio!
Che fai?
Stai attenta quando apri! Ho avuto un colpo in testa...
- Mamma mia! - Ti senti meglio adesso?
Sei venuta subito... Ti pareva! Chi ti ha detto che stavo qui?
Nessuno, ti ho visto per caso. Ti senti bene?
- Sì, mi sento meglio. - Stai a letto!
No, andiamo in camera nostra. Andiamo in camera da letto nostra!
- Perché urli? - Ho strillato? Non mi sono accorto.
- Ti senti bene? - Sì, andiamo. Noi usciamo!
- Perché sei venuto in questa stanza? - Dormivi, non volevo disturbarti.
- Che pensiero! - Meno male che ho te.
- Senza di te, come facevo? - Che delicatezza!
- Noi usciamo! - Ho capito!
Oddio santo! Non mi tengo in piedi.
Mi ha preso una cosa qui... Non sanno cucinare.
- Mi ha fatto male qualcosa. - Mettiti a letto.
Con quello che paghiamo, chissà che ci fanno mangiare! Oddio...
- Serve l'acqua per le pillole. - Che fai?
- Suono! - Le mangio, non le bevo!
- Non arriva nessuno. - Allora vai tu.
- Chiamo qualcuno. - Non suonare mai il campanello!
Oddio, appena suona... Che cos'è questo? Penicillina?
Prendo la penicillina?
- Ha chiamato, signore? - Oddio, di nuovo qua!
(Lucia) Venite, è in camera.
- Mia moglie! - Nell'armadio no!
- Sei matto? - Ercolani, ti senti male?
- Mettiamolo qui. - Non sento le gambe...
Una debolezza generale...
- Forse ha mangiato qualcosa che... - Ha avuto un malore.
- Una visione, c'è una donna nuda. - Una donna nuda? Porco!
- Qui una donna nuda? - La visione me la fa vedere!
- Dove sono le donne nude? - Acqua, acqua...
- No, quell'acqua là. - Qui non ci sono donne nude.
Là! Là! Là! Il fuoco... Apri un po' là, ho... Apri!
Apro? Qui le donne nude non...
- Ci sono! Ci sono... - Ragioniere, anche lei?
No, l'aria di montagna, le visioni collettive rimbalzano e tutto...
Non mi sento bene... Non mi sento bene...
Ragioniere, sei combinato male! Non ti salva neanche un miracolo.
- Lo so, ma cerca di aiutarmi! - Caro, ci sono qua io.
Giulio Cesare in queste situazioni ha sempre il rimedio giusto, lo sa?
- Noooo! - Che fa?
- Gli dico di calmarsi. - Io vorrei calmarmi così.
- No, deve essere proprio così. - Fagli una riduzione, no?
- Di che? - Agli arti.
- E' già piccolino. - Va bene, divento un cosino così.
Quando il malato non ha volontà di guarire, deve morire.
- Deve morire? - Chiudi là! Chiudi là!
- Che fai? Che fai! (Lucia) Ragioniere!
- E' l'aria... l'altitudine. - La montagna fa questi scherzi.
- D'accordo? - Va bene.
- Torno subito. - Disgraziato...
- Mmm... - Che senti?
- Niente. - Non tu, là che si sente?
- Aria! - Buuu!
Piergallini! - Ho una spina di pesce per traverso.
Mangi il pesce in montagna?
- Buuu! - Aprite!
Avanti!
Non a te! E' scesa giù.
- Portate via l'armadio. - Che c'entra l'armadio?
C'entra, c'entra. E' un armadio di pino russo.
- Emana degli odori che fanno venire le allucinazioni. - E' vero.
- Avevo un comò, la notte mi sembrava di stare a Viterbo. - Aspettate!
- Ci sono i vestiti. Chiamo la cameriera. - No!
- Ha chiamato? - Oddio!
- Una donna nuda? - Lo dico da mezz'ora, non mi credi.
Lo dicevo che l'armadio era difettoso!
Senti se è cotta.
- E' cotta. - Bene.
Aaah!
- Senti se è cotta. - No, aspetto che si freddino.
- E' pronta? - Vuoi assaggiare?
- Sì. Vediamo come te la cavi. - Ho l'hobby della cucina.
- Vai. - Il piatto piange! Passa!
Passa!
Passa!
Passa!
Forza con la polenta! Passa la polenta.
Prego.
Passi.
Prego. Passi.
La polenta è finita. Qualcuno è rimasto senza?
(Giulio Cesare) Cavaliere, ha mangiato tutta la polenta?
Io? Non l'ho proprio vista.
Tonino, vieni via, è pericoloso.
Bisogna stare attenti.
- Vada, cavaliere. - Venga qui, non si muova.
Aveva detto che non ci vedeva!
- E' un gioco? - Sì. E' stato lui.
Stronzo!
Oddio! Ora ti ammaz...
Ora mi arrabbio e sai che ti faccio?
Aiuto!
Andate a fanculo tutti! Oddio!
Ci sono tutti.
- Sempre ad aspettare voi! - Tutto a posto, possiamo andare.
- Perdiamo il treno. - Autista, può partire.
Era ora!
- Qui vicino a me. - Sì, sì, grazie.
- Ciao, Angela! - E' Fabio!
L'avete visto? Guarda che stile!
Guarda che salto!
Guarda che fusto!
Guarda che stronzo!
Poverino! Si sono rotti gli sci!
(sottovoce) Stanotte ci abbiamo messo due ore per segarli. - Sssh!
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