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Fermo!
Fermo!
Cazzo!
Fermati!
Non farmi incazzare.
Sono le sette del mattino.
Buongiorno, Blanca.
Sono le sette del mattino.
Ah!
Sveglia!
- Sono qui. - Uh! Uh!
Ma da quanto sei lì?
Dall'inizio.
Potevi dirmelo.
Era molto bello vederti ballare.
La colazione è in tavola.
- Hai preparato il curriculum? - Che?
- Hai preparato il curriculum? - Sì.
Non so dove inserire che sono pregiudicato,
se tra le referenze o gli hobby.
Se vuoi,
conosco dei ristoratori. Posso fare pressione.
Ciao, sono BlancaBlind.
Se non lo prendete, una mia recensione e vi rovino.
- Me la cavo. - Mh.
Appena trovo lavoro, me ne vado.
Hai i baffi.
Lo so.
Non posso farmeli da sola perché mi sfregio.
Sto parlando di questi.
Liguori.
Liguori.
Dimmi.
Sì, buongiorno, arrivo.
Lavoro.
Hai dormito stanotte o il tuo amico ha tentato di ucciderti?
Ah-ah!
Per controllarlo, gli sono stata appiccicata tutta la notte.
- Che ci facciamo qui? - Scarabotti ha chiesto rinforzi.
Che c'è?
Dei passanti hanno chiamato in Commissariato
attenzionando il fatto che qui ci sia un uomo privo di sensi.
Perché ci hai chiamato?
Nessuno riesce a raggiungere l'uomo per capire le sue reali condizioni.
È un grosso pastore maremmano. Non fa avvicinare nessuno.
Ci hai fatto venire per un cane?
L'uomo ha del sangue sul collo.
Lo abbiamo chiamato, ma non risponde.
Forse ha perso i sensi, aspettiamo quelli del canile.
Non possiamo.
- Ci sono degli ostacoli fino al cane? - No.
- Liguori, prendi Linneo. - Blanca.
Blanca, attenta.
Ssh.
Ssh.
Tranquillo.
Vuoi proteggere il tuo padrone?
Guarda, non ti faccio niente.
Guarda.
Allora sei buono.
Sei buono.
Andiamo.
Vieni.
Non fare la gelosa.
Bravo.
Lo hanno azzannato alla gola.
È morto.
La vittima è Marco Piazza, il padrone del cane.
Qui non c'è una vittima.
Solo uno che ha avuto la sfortuna di avere quel cane.
Fatelo abbattere.
Il medico legale non è sicuro che sia stato il cane.
Ci sono delle lacerazioni alla gola la cui causa va accertata.
Il sangue sul cane di chi è?
Il cane si sarà avvicinato al padrone e si sarà sporcato.
Dei testimoni hanno visto un ragazzo scappare dalla scena del crimine.
Come ho fatto a non pensarci prima?
Deve essere stato l'uomo lupo, lui ha azzannato la vittima alla gola.
Ho sentito uno strano odore sulla vittima.
Sei diventata un cane da tartufi.
Non siamo sicuri che sia stato il cane a ucciderlo.
Facciamo il test del DNA? Compariamo i denti?
- Sì, perché no? - Perché è solo un quadrupede.
Non c'è una vittima né una scena del crimine,
solo un cane da abbattere.
Dottore, fuori c'è un problema.
Gli animalisti protestano per l'arresto di Bruno.
Chi è Bruno?
Bruno libero!
Bruno libero! Bruno libero!
Ragazzi, dovete circolare! Dovete andare a casa!
Anche voi, alzatevi e andate a casa.
- Io non mi alzo e lei non può toccarmi. - Non ci muoviamo!
Bruno libero! Bruno libero!
Bruno libero!
- Li arresto? - Papo? Papo!
Scusa. Papo!
Meno male che ci sei tu. C'è il mio papo.
- Per il papà di Carlotta, hip hip… - Urrà!
Papo.
Lei è Carlotta, mia figlia, quella grande.
Carità, alzo lo sguardo, ecco.
Tu devi essere Blanca.
- Sì. - Che bello vederti!
Mio papà parla sempre di te, male, ma sempre.
Che ci fai qua?
Sono qua per salvare Bruno con gli altri.
Ti occupi tu del caso?
Ok, ottimo. Tranquilli, ragazzi.
Qua c'è mio papo, salverà Bruno, perché mio padre è uno di noi.
Sì? Non ce l'aveva detto.
- Perché lui è modesto. - Ah.
Sapete che abbiamo fatto domenica? Un concerto di musica classica
per i maialini da salvare negli allevamenti intensivi.
- Oh. - Volete vedere una foto?
- Sì. - No! Non ora.
- È carina. - Andiamo a parlare di Bruno.
- Ve la faccio vedere dentro la foto. - Vai, vai.
- Bruno libero! - Dai.
- Bruno libero! Bruno libero! - Bruno libero!
- Tu conoscevi la vittima? - Adesso esiste una vittima.
Sì, Marco era uno di noi, un convinto animalista.
Tutti noi conoscevamo lui e il suo cane Bruno.
È buono, non può essere l'assassino, devi salvarlo.
- Vedo che posso fare. - C'è stato un caso simile a Roma.
Non era chiara la dinamica, prima di intervenire con l'abbattimento
le autorità hanno aspettato la perizia…
- Medico legale. - Sì.
- Ho capito, ma non possiamo… - Ottima idea.
Facciamolo anche noi.
- Dai. - Aspettiamo l'autopsia.
Compariamo le impronte dei denti e vediamo se Bruno l'ha azzannato.
- Brava. Fate così. - Grazie.
- Perché parli sempre male di lei? - Chi?
A casa la chiami "quella belina di una cieca".
No! Ma che dici?
Intanto io chiamo l'avvocato dell'associazione.
Chiedo l'annullamento dell'abbattimento di Bruno.
Lo salvi Bruno, vero?
- Certo, amore. - Grazie.
Buoni i pansotti, eh?
Ah, l'ho fatta incorniciare. Che carina!
- Non c'è bisogno. - No.
Che cos'è?
Una foto di lui con i maialini in braccio.
Devi essere fiero di quello che fai fuori di qui. Pansottone!
- Va beh, au revoir! - Au revoir!
Il primo che dice una parola va a dirigere il traffico.
Non è una parola.
Lo salviamo, eh?
Chi lo avrebbe detto? Bacigalupo, maialino coraggioso.
Hai ottenuto ciò che volevi, il cane è salvo.
Il problema è un altro. Chi ha ucciso quell'uomo?
- Credi che sia stato quel ragazzo? - Non ho detto questo.
Perché scappava?
Faccio controllare le telecamere del parco.
Elena.
- Elena, dimmi. - Ciao, dovrei parlarti di una cosa.
È urgente.
- Dimmi, dimmi. - È una cosa delicata.
- Vediamoci e parliamone a voce. - Va bene.
Posso chiederti un favore? Mi accompagneresti in un posto?
Allora, gliel'hai detto?
Lo farò.
Non è uno scherzo. O glielo dici tu che sei sua madre o glielo dico io.
Altrimenti puoi fare quello che fai sempre.
Cioè?
Andartene senza dire niente.
Blanca, sono io.
Ciao, di che dovevi parlarmi?
Fai quello che devi fare, ne parliamo dopo con calma.
- Sicura? - Sì.
Ok.
Prega per noi peccatori
adesso e nell'ora della nostra morte, amen.
- Come sta Lucia? - Male, è arrabbiata e insulta tutti.
- Mi chiama suora di merda. - Tipico.
Ogni tanto mi chiama cieca di merda.
Vista la presenza di un padre pregiudicato e violento
sarà difficile trovare una famiglia in affido per lei.
Quindi?
C'è il rischio che resti qui fino alla maggiore età.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori
adesso e nell'ora della nostra morte, amen.
Posso vederla?
Che ci fai qui?
Lucia, come stai?
Che sei venuta a fare? Sei contenta che non vedo più papà?
- Ho dovuto farlo. - Dovuto un cazzo!
Aiuti un pazzo che ti ha quasi ammazzata
e a me mi hai buttato in questa galera?
- Troviamo una soluzione, tranquilla. - Soluzione?
Ciao.
Lucia, aspettami. Lucia!
Che problemi ha quella ragazzina?
Nessuno, tranne una madre uccisa, un padre che l'ha abbandonata
e che nessuna famiglia la prenderà mai.
Vuoi prenderla tu?
Io ci penserei bene prima di farlo.
Lo dici perché sono cieca?
No, lo dico perché è difficile essere una madre, sempre.
Quando hai dei figli, ti si ribalta il mondo.
Quello che volevi e che pensavi di essere non esiste più.
- Quindi hai figli? - Sì, una femmina.
Adesso è grande e autonoma.
Che mi dovevi dire prima?
Del contratto da colf, bisogna correggere delle cose.
Va bene, mandamelo e ne parliamo.
- Sì, va bene. - Ciao.
Ciao.
Rissa, spaccio, aggressione.
- Hai un bel curriculum, Giovanni. - Faccio quello che posso.
- Dov'eri stamattina? - A casa.
Dove? Non hai fissa dimora.
Nei boschi,
zona Parco delle Mura, vivo lì.
Senti, Barone Rampante.
Perché ti inquadrano in un parco con 'sto pitbull?
Perché lo inseguivi?
È il tuo cane?
È il tuo cane o no?
No.
Ha litigato con il maremmano e se l'è presa con il padrone.
- Succede. - Seguivo solo un cane.
Allora? Non è un reato.
Scusate, ci sono la madre e il suo tutore legale.
Come mai il ragazzo ha un tutore legale?
La madre ha sempre avuto problemi di tossicodipendenza.
Il padre se n'è sempre fregato.
Una volta lei era in comunità e lui l'ha lasciato da solo una settimana.
Aveva sette anni.
Perché l'avete convocato? Che ha fatto?
Abbiamo trovato un uomo morto azzannato da un cane in un parco.
Pensiamo che il cane sia il suo.
- Te l'ha dato lui il cane? - Papà non c'entra niente.
Se sai qualcosa, devi dirlo, è morto un uomo.
È quello che succede se sei troppo gentile con i cani.
Parli come tuo padre.
Devi lasciarlo stare, ti cerca solo quando ha bisogno.
Ah, sì?
Tu che fai? Quante volte mi hai mandato in stazione
a chiedere l'elemosina per prenderti il crack?
Ho sbagliato tutto.
Se vuoi smettere di soffrire, devi dimenticare tuo padre.
Devi ascoltarmi, sono tua madre.
Non tornerà più.
Lo so, fa male.
Devi pensare che è come quando ti punge un'ape, capito?
Ti prude, ti fa male e allora ti gratti, però poi fai peggio
perché se ti gratti, ti prude di più, ti fa male di più.
Devi fare finta che non ci sia mai stata quell'ape cattiva.
Le cose brutte le devi dimenticare e poi vedrai che non soffrirai più.
Tutto bene?
Sì, sì, tutto bene.
Lo lascia andare?
No, lo arresto per omicidio a mezzo di cane.
Non sappiamo se il cane è suo e se quel pitbull ha ucciso quell'uomo.
Spero che sia lui, così mia figlia non mi stressa con "salviamo Bruno".
Perché il ragazzo ci ha mentito?
Ha detto che non era al parco, ma noi sappiamo che era lì.
Sapeva che la vittima era un animalista.
- Allora? - Allora?
Il ragazzo era per caso nel parco, inseguendo per caso un cane
che ha ucciso l'animalista che lui conosceva.
Giovanni ci nasconde qualcosa.
Poi c'era quell'odore sul corpo della vittima forte e acre.
Che cos'è?
La puzza delle belinate che dici.
La faccenda è strana. Poi dovremmo trovare quel pitbull.
- Potrebbe essere pericoloso. - Mh.
Sapete che fate?
Fate un identikit del cane, fatelo vedere in giro.
Se lo trovate, lo interroghiamo. Ecco la matita, vai.
- Dai. - Dai, Liguori, su.
Andiamo.
- Lo fai tu? - Che cosa?
- L'identikit del cane. - Idiota.
No, cazzo.
Chiedo di velocizzare le analisi sulla vittima.
Forse scopriamo che cos'era l'odore che hai sentito.
Non sei un cane da tartufi, ma su queste cose ci prendi.
Grazie.
- Forza! Forza! Vai! - Dai!
Sì! Sì!
Sì! Bravo! Sei un campione!
Vieni, vieni.
- Sei un campione. - Papà.
- Un campione. - Papà.
- Oh. - Ti devo dire una cosa.
Gustavo, tienimi 'sto campione.
Ehi, questi di chi sono? Questi di chi sono?
Questi, tutti e due.
- Che cos'hai? - Mi hanno interrogato gli sbirri.
- Tu che cosa gli hai detto? - Niente.
Bravo.
- Che cos'hai? - Non volevo che morisse.
- Ma è successo un casino… - Stai tranquillo, non è colpa tua.
Quello era solo uno stronzo.
Adesso tu pensa solo al lavoro, va bene?
Me ne serve uno di piccola taglia. Sai già che devi fare, no?
Dai, dai.
Adesso tocca a voi, eh?
Oh!
Non pensavo che sapessi ancora leggere.
A scuola il secchione ero io, non tu.
- Come stai? - Bene.
Come mai qui?
- Tua madre, documenti da firmare. - Accomodati.
- Quando abbiamo fatto sega? - Tu mi hai fatto fare sega.
A momenti mi facevi espellere.
È vero, io ero quella ribelle e tu il bravo ragazzo.
Per questo io faccio l'avvocato e tu il poliziotto.
Chi è questa?
- No, me ne ero dimenticata. - Che cosa?
Ricordi la contessa Bairami e le sue feste di beneficenza?
Come no? Mia madre e tua madre ci obbligavano ad andarci.
- È stasera. - La Bairami non era morta?
Io sono morta se non vado.
Ti va ancora lo smoking?
- No. Veronica, no. - Non puoi farmi andare da sola.
- Non ci pensare. - Tua madre non ci sarà.
Passami a prendere alle 20:00, ti mando l'indirizzo. Salve.
Chi è la spilungona?
Wow! La spilungona.
- La spilungona si chiama Veronica. - Ah.
- Veronica. - Sì, lavora per mia madre.
Mi sembravate intimi tu e Veronica.
Le nostre famiglie si conoscono da tempo, abbiamo fatto il liceo insieme.
Siamo anche stati fidanzati per qualche mese.
- Sì? - Mh.
Per questo uscite insieme stasera?
Carini!
Per rivangare i vecchi tempi.
L'hai detto tu, bisogna sempre dare un'altra possibilità.
Ho scoperto una cosa sulla vittima.
Era sensibile alla questione dei combattimenti tra cani
e al mondo che gli gira intorno, maltrattamenti, scommesse.
Per caso viene ammazzato proprio da un pitbull.
È una razza che viene usata nei combattimenti tra cani.
Hai ragione tu,
ci sono troppi "per caso" in questa storia.
Come la giraffa che per caso ti porta i documenti da firmare.
Come si chiama?
Veronica.
Veronica. Ha anche un bel nome, cazzo.
Dai, Mimmo, siamo quasi a casa.
Adesso ti faccio una bella pappa. Sei contento?
Dai, su, abbiamo fatto una bella camminata, oh.
Aspetta, tiro su tutto.
Aspetta, faccio fatica.
Mimmo.
Ah, l'hai preso, allora?
Bravo.
Ehi, vieni qua, vieni.
Andiamo.
È troppo piccolo per combattere.
Non serve per combattere.
Lo appendiamo qui, così il pitbull si allena a saltare.
- Se lo raggiunge, lo sbrana. - Eh.
È un premio per l'allenamento.
Tieni il pitbull a digiuno per un po' e poi…
Poi appendi il piccolino.
Pappa, pappa. È arrivata la pappa.
Come stai, Bruno?
Nessuno ti farà del male, parola di cieca.
Tranquilla, non ti lascio qui.
Vai, vai.
Blanca, sei tu?
Perché non mi hai detto niente?
Ti sei accorta del maglione infeltrito?
Ho sbagliato programma.
- Parlo di te. - Anch'io sono un po' infeltrita.
- Ho sbagliato programma di vita. - Non devi prendermi per il culo!
Tu sei Nadia.
Non sei Elena.
Basta cazzate.
Il fischio che ho sentito stamattina era quello che mi facevi da piccola.
È così?
Te lo avrei detto,
aspettavo solo il momento giusto.
Che mi avresti detto?
Non è una cosa facile da dire a una figlia.
No, non è facile, perché non è vero.
Tu non sei mia madre, sei solo la stronza che mi ha messo al mondo.
- Sei… - Tu non te ne dovevi andare!
- È una storia lunga. - Non mi interessa.
Tu non sei neanche tornata quando è morta Bea.
- Tuo padre era d'accordo. - Lui non devi nominarlo, ha sofferto.
Era d'accordo che restassi per spiegarti tutto.
- Papà sa che sei qui? - Sì.
Non ti ha detto nulla per darmi tempo.
Sentiamo.
Non sono qui per chiederti perdono.
Lo so, non servirebbe.
Sono qui per vedere che mi sono persa.
Sapere che non c'ero mentre diventavi la donna che sei.
Non c'è punizione peggiore per me, capito?
Ho capito.
Sei venuta tipo al circo,
a vedere una bestia strana.
Blanca, no.
Per una volta io sono contenta di essere cieca.
Non devo vedere la tua faccia di merda.
Hai ragione su tutto, tranne che su una cosa.
Io sono tornata quando è morta Beatrice.
Chiedilo a tuo padre.
No.
Fuori.
Esci fuori! Vattene fuori!
Fuori.
Dove vai, mamma?
Tranquilla, tesoro, mamma torna presto.
Vai da papà.
Vai da papà.
Chiama Liguori.
Che fai? Non rispondi?
No, no, è una collega.
- Lavoro. - Allora andiamo?
Blanca.
Ehi, sono qui, sono qui.
Ssh.
Che succede? Ssh.
Quando venivo qui, Beatrice mi parlava di tua madre.
Che diceva?
Che era una stronza.
Stronza e bugiarda.
Psicopatica.
Si è intrufolata in casa mia di nascosto, ti rendi conto?
Ha detto che è tornata quando è morta Bea…
e che papà lo sapeva.
Lui che ti ha detto?
Non gliel'ho ancora chiesto.
Non lo so se voglio sapere, ho paura.
Hai paura di me?
No.
Allora, se non hai paura di me
che ti ho legata a una sedia e ti ho fatta quasi annegare
non puoi avere paura di quello che ti dirà tuo padre.
Tu sei BlancaBlind, non hai paura di niente.
Neanche del buio.
Mimmo!
Mimmo!
Ti hanno riportato, che bello!
Hai avuto paura? Dove sei stato?
No, i cani no. Via, i cani no.
I cani no! I cani… I cani no! Ah!
Liguori.
Liguori.
Liguori. Liguori.
- Pronto? - Hai provato a chiamarmi ieri sera?
Io?
- Deve essermi partita la chiamata. - Avevi ragione, sbrigati a venire.
- Fero che? - Ferormoni.
Sul corpo della vittima c'erano tracce di ferormoni.
Sono sostanze usate nei cosmetici come conservanti.
Allora?
Sono ferormoni di tipo sessuale usati come conservanti nei cosmetici
ma servono alle femmine per attrarre i maschi.
La domanda è sempre la stessa. Allora?
Sono stati messi sulla vittima, perciò il pitbull l'ha aggredito.
Forse la vittima se li è messi per fare felice il cane.
Sai, questi sono strani, sono capaci di tutto.
- Parla di sua figlia? - Parlo per esperienza.
Questo è Maurizio Aldi, il padre del ragazzo fermato ieri.
Guarda caso è stato fermato in una retata per combattimenti di cani.
Guarda caso la vittima faceva un'inchiesta sui combattimenti.
Se qualcuno dice ancora "caso", mi incazzo.
Ci faccia parlare con il padre del ragazzo.
Se c'entra qualcosa con questa storia, Bruno è salvo.
- E pure lei. - Io? Da chi dovrei essere salvato?
Da sua figlia.
Mi creda, niente è peggio di una figlia incazzata con suo padre.
Parlo per esperienza.
Cerco di capire dove lavora il padre del ragazzo.
Blanca, un giornalista vuole farti un'intervista sull'attentatore,
quello che ha messo le bombe.
Questo è il pass, l'ufficio lo trova laggiù.
Grazie.
- Salve. - Salve, prego.
Com'è stato avere a che fare con questo attentatore
che voleva parlare solo con lei?
So che lei è abituata ad avere contatti con persone del genere.
Non capisco.
Sebastiano Russo, accusato di aver ucciso sua sorella.
- La perseguitava e l'ha sequestrata. - Non sono andate così le cose.
Legga gli atti ufficiali del processo.
Non dovevamo parlare dell'attentatore?
Pensa che lui abbia messo le bombe?
L'uomo che avete arrestato si dichiara innocente,
e lei lo sa.
Che cosa?
- La polizia sbaglia. - Che posso dire? Tutti sbagliamo.
Forse la cosa più importante è dare una seconda possibilità a tutti.
Scusate se interrompo.
Ho l'indirizzo del luogo dove lavora il padre del ragazzo.
- Vado da solo? - Vengo con te.
Posso fare una foto per il giornale?
Faccia una foto.
- Ti aspetto fuori. - Mh.
Anch'io sono come lei.
Credo nelle seconde possibilità.
- Grazie. - A lei.
Strano.
- Spostati, per favore. - Scusa.
Come ti dicevo, ho lavorato in un altro locale in centro.
Ho sempre fatto il cuoco.
Ecco chi sei, quello che ha cercato di uccidere la poliziotta.
- Non è andata così. - Buona giornata.
Complimenti per il locale.
Non mi importa se eri un criminale.
A me interessa che lavori bene e sodo.
Certo, grazie.
- Trecento euro. - Trecento a settimana?
A settimana?
- Al mese e in nero, naturalmente. - Poi sono io il criminale.
Sei qualificato, però lo sai chi viene a mangiare qui.
Soprattutto poliziotti.
Senti…
Oggi il mio cuoco è malato. Se vuoi, puoi sostituirlo.
Ok, certo.
Solo per oggi e non farti vedere dai poliziotti.
Elena.
Elena.
Apri rubrica, trova Elena, cambia nome.
Stronza.
Che cosa c'è?
Non so niente di Marco Piazza né di combattimenti tra cani.
Lei è stato arrestato durante un combattimento clandestino.
Sono andato lì per scommettere e guadagnare qualche euro.
- Uno non può sbagliare? - Possiamo dare un'occhiata in giro?
Di qua.
- Ammazzalo! Ammazzalo! Forza! - Dai!
Hanno combattuto qui dentro, c'è puzza di cane e di sangue.
- Puzza di cane e sangue? - Mh.
Basteranno a convincere Bacigalupo?
Per voi lui usa il deposito per i combattimenti tra cani.
Sì.
Piazza l'ha scoperto, il tizio gli ha messo addosso i ferormoni
ha mandato il figlio nel parco e ha liberato il pitbull.
Per me voleva spaventarlo e le cose gli sono sfuggite di mano.
Prove? Puzza di cane?
Non vi tiro il piatto, i pansotti sono ottimi.
Baroni, fa' i complimenti allo chef da parte mia.
Buoni?
Ispettore, fa freddo al polo sud?
Sei tu questo vestito da pinguino?
È una roba di beneficenza noiosissima.
Questa mi sembra tutto tranne che noiosissima.
Parliamo di lavoro? C'è un morto e un cane che forse sarà abbattuto.
Togli il forse.
Perché?
L'autopsia ha stabilito che Piazza è stato ucciso da un cane.
Quindi?
Non è stato individuato nessun animale responsabile.
La ASL ha disposto l'abbattimento di Bruno entro ventiquattro ore.
Adesso chi glielo dice a mia figlia?
- Che fanno? - Lei piange e lui la abbraccia.
- Sembra commosso. - Non ha un cuore, non può commuoversi.
Lei sta andando via.
Ciao, gioia.
Mi dispiace per Bruno.
Papà ha detto che avete fatto tutto quello che potevate.
Forza.
Dobbiamo trovare Giovanni, lui sa dov'è il pitbull.
Solo che non sappiamo dove sta lui.
Che gli è successo?
Ha perso l'incontro, e io un sacco di soldi.
Adesso chiamiamo il tuo amico, il veterinario?
No. Lo mettiamo in un sacco e lo buttiamo nel bosco.
No, così lo ammazzi.
- Ha provato la paura. - Quindi?
Non sarà più cattivo come prima.
Adesso io e te andiamo a fare un bel giretto nel bosco.
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