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[CANTA ARIA II "REGINA DELLA NOTTE" [FLAUTO MAGICO DI MOZART]
# La mia vendetta s'agita nel core
# Morte e afflizione
# Morte, dolor, fiamma dentro me
# Se da tua man
# Sarastro non vedrò capitolare
# Sarastro non ferisci col pugnale
# Ripudierò la figlia mia
# Ripudierò la figlia mia #
[BRUSIO INDISTINTO DEL MERCATO]
(in napoletano)
Benissimo, allora venite con me.
(in napoletano)
[CANTA]
- Chiami la prossima. - Grazie, avanti la prossima.
- Qual è il suo nome ? - Antonia Cuoio.
Prego, signorina Cuoio. Il palco è suo.
[CANTA ARIA II "REGINA DELLA NOTTE" [FLAUTO MAGICO DI MOZART]
# La mia vendetta s'agita nel core
# Morte e afflizione
# Morte, dolor, fiamma dentro me
# Se da tua man
# Sarastro non vedrò capitolare
# Sarastro non ferisci col pugnale
# Ripudierò la figlia mia
# Ripudierò
# La figlia mia #
(in napoletano)
Ah ! (in napoletano) Mannaggia a te. La mano !
(in napoletano) Dove vai ? Vieni qua !
(in napoletano)
Buttala fuori dal teatro questa pezzente.
Cammina.
Muta !
Ringrazia Dio che non chiamiamo le guardie.
(in napoletano)
Ti devi stare zitta !
Disgraziata !
Quanto tempo ci ha fatto perdere quella pezzente !
(in napoletano) Avete ragione, dottore.
(in napoletano)
- Che è successo ? - Poi ti spiego.
- Torni in fila. - Non ho ancora finito.
Glielo devo ripetere ? Torni in fila. Ora ! Grazie.
Contraffatto e Russo, un passo avanti.
Avete cantato in modo convincente, ma non siete chi cerchiamo.
Prego, accomodatevi.
Cuoio e Belluccio, venite avanti.
Voi tornate sabato.
La migliore partirà con la compagnia per Milano.
- Comunque, ha una bella voce. - Ottima scelta.
Hai visto che le ore passate su libri e spartiti non erano inutili ?
Ti avevo promesso che diventavi famosa, Antonia.
Ora dobbiamo scegliere l'aria.
- Casta Diva, del maestro Bellini. - Non è difficilissima ?
Non se te la insegno io.
- (in napoletano) Facciamo veloci. - Parla bene.
- Mamma ! - Antonia !
Sbrigati che se non arriviamo in tempo papà ci ammazza.
# Dimme Nennella mia bella perché stai affacciata
# Dimm' pecché
# Dimm', amica mia bella, pecché stai attristata
# vuless' sape'
# Vot' a vic' che cagna
# pensiero si guarda o ciel' di spazio ce n'è
# Brutta pe brutta se trova
# nella strada qualcosa di nuovo ce n'è
# Tengo l'arte e la maniera
# trallallero trallallà #
(in napoletano)
E' tutto pronto.
Sì, ma non è come al solito.
Sai perché ? Perché oggi sei arrivata in ritardo.
Si può sapere dov'eri ?
Non è che combinando un'altra delle tue ?
E' ora di andare in scena, Iginio. O vuoi che la gente vada via ?
Maria, Maria...
Maria.
Brava, brava !
Dopo mia figlia Antonia e il suo canto meraviglioso
lasciate che vi mostri qualcosa di ancor più prodigioso.
Dentro questo forziere, c'è il più prezioso di tutti i tesori
qualcosa che vale più di monete e ori.
Dolori fisici, mal di denti, febbre o patimenti
quale che sia il vostro malanno
questo è il rimedio del turco ottomanno
che unico al mondo mischiare sa erbe e spezie in giusta quantità.
Un applauso per mia moglie Maria.
[APPLAUSI]
Questo elisir è così potente che non temo manco creatura fetente.
E per dimostrarlo a tutta la gente, mi farò mordere immediatamente.
[VERSI]
Guardate.
Guardate.
[BRUSIO INDISTINTO]
[URLA]
La cesta. La cesta...
- Il veleno, veloce... - Girati.
Dal braccio sale e arriva fino a qua.
Non deve vederci, rimani voltata.
E se con l'elisir non lo fermo
tra poco avrò solo un sonno eterno.
Maria, l'elisir.
- Non ti voltare. - Maria, presto l'eli...
Mannaggia...
- Che stai facendo ? - Scusami.
Avete visto ? Accattateveli ! Vai, Maria.
Chi vuole pronta guarigione, ne compri più di un flacone.
E' una truffa. Ci vogliono pendere per il culo.
Grazie ! Avete tolto il veleno !
Sua moglie e sua figlia non erano preoccupate.
[URLA E VERSI]
Il male del diavolo.
Spostatevi, fate largo !
Alza la testa. Bevi un po'.
Eh ?
Avete visto ?
(in napoletano)
E' un miracolo ! La signorina sta bene.
Io ne voglio uno ! Datemelo !
Prego, avvicinatevi.
[BRUSIO DELLA FOLLA]
Non mi hai ancora detto niente ! Allora ?
(in napoletano)
Bene, finché non ti sei fatta scoprire.
(in napoletano)
Mi vuole risentire, Carolina.
Solo a me e a un'altra.
(in napoletano)
Porterò Casta Diva, l'aria preferita di mamma.
E' difficilissima, ma me la insegnerà lei.
(in napoletano)
- Speriamo. - Antonia, tu diventi famosa.
- Io ne sono sicura. - Carolina, Antonia !
Venite qua, subito.
(in napoletano) Entrate.
Quest'è.
La settimana scorsa erano più del doppio.
Sai perché ? Oggi tu e tua madre non ci stavate con la capa.
E siccome tua madre non mi vuole dire il perché
- Sarai tu a dirmelo, Antonia. - Papà.
Aspetta un attimo.
Ho qualcosa per voi.
Ho rubato tutto.
Come volete voi.
Uno, due e tre. E' una fesseria.
Guardate qua. (in napoletano) Pure questa è una fesseria ?
E' oro vero.
(in napoletano)
"Oro vero"...
Sei tornata a cantare, Maria.
(in napoletano)
C'è scritto "Teatro dell'Opera". Cretina.
Uscite fuori, che devo parlare con vostra madre.
Forza.
Non ti è bastata l'ultima volta ? Eh ?
Mi tocca ricordartelo un'altra volta, Maria.
Non ho capito perché ti piace essere frustrata.
Eh ?
[SCHIOCCO DELLA FRUSTA]
Questi li riporti alla sarta domani e ti fai ridare tutti i soldi.
Con questi, invece, ravviviamo il fuoco.
Padre, io non voglio.
Non vuoi ?
- Io non... - Ci penso io.
(in napoletano)
(in napoletano)
(in napoletano)
L'unica che poteva aiutarci è Antonia.
Da te mi aspetto solo guai.
[VOCALIZZI]
Fermati, ragazzina.
Fermati ! Mariuola ! Ferma !
(in napoletano)
(in napoletano)
Andiamo.
Ho fatto un guaio con mia mamma e mia sorella
(in napoletano)
La vedi quell'isola ?
Capri.
(in napoletano)
(in napoletano)
Certo che no. Perché venendo qui, ti ho incontrata.
(in napoletano)
(in napoletano)
Ti prometto che diventerò così bravo
che sarò io a portarti via da lui.
Fidati, Carolina.
(in napoletano)
Sì.
Allora cantami la canzone che mi piace.
(in napoletano)
[CANTA "AVE MARIA" DI SCHUBERT]
# Ave, Maria
# Gratia plena
# Maria
# Gratia plena
[RUSSA]
# Maria, gratia plena
# Ave Maria, Ave Dominus #
[RUSSA]
Padre, vi scongiuro. Non sbaglieremo più.
- Statti zitta. - Padre, vi prego.
(urlando) Statti zitta !
Stai tranquilla, Antonia.
Devi stare zitta. Zitta.
- Ha capito. - Ehh !
Carolina !
- Fai presto. - Dove andate ?
Muoviti ! Stai zitta pure tu.
Scendi.
- Grazie, compa'. - Figuratevi.
- Salute, compa'. - Iginio, buongiorno.
- Buongiorno. - Allora ?
(in napoletano)
(in napoletano)
Per dieci ore al giorno.
(in napoletano)
- Grazie. - Statt' buon'. - Statt' buon'.
Sei tu che non vuoi vendere più l'elisir.
Dici che vuoi anche cambiare lavoro.
Guarda.
Sembri nata per questo mestiere.
Ah, a proposito
nel caso ti venisse voglia di cantare
(in napoletano)
- Padre. - (in napoletano)
Non vi preoccupate per me. E ascoltate vostro padre.
(in napoletano)
Ah !
Più forte ! Non vedi che è sporco. Devi sfregare.
Carolina, versami il vino.
- Scusate. - Ferma.
Ho sbagliato io.
(in napoletano)
Siediti.
Ora ho sbagliato io.
Scusa. Pulisci.
Sbrigati, devi portare i vestiti alla sarta.
(in napoletano)
Vi prego.
(in napoletano)
- Antonia si fa fare fessa. - Non sono fessa.
Ci vado io.
Fidatevi di me.
Fatti ridare fino all'ultimo centesimo
stanotte ho sognato tre numeri.
Tu muoviti, devi svuotare ancora i pitali.
Sfrega, che la voce diventa più bella, hai capito ?
Canti meglio ! Devi sfregare. Sfrega !
Brava.
Mamma !
Mamma ! Carolina ! Mamma !
- Mamma ! Che cos'è successo ? - Aiutami.
- Sì. Carolina ! Vieni. - Mamma !
Su, forza.
Mamma...
- Così. - (in napoletano)
Devo solo stendermi un po'.
- Andiamo. - (in napoletano)
Andiamo.
(in napoletano)
Mettile un cuscino sotto la testa. Così.
(in napoletano)
- Sto bene. - Ti voglio bene.
Pss... Antonia.
Svegliati.
- Carolina, che c'è ? - (in napoletano)
Cosa ?
(in napoletano)
Non li avevi riportati al negozio ?
(in napoletano)
Se papà lo scopre ti riempie di mazzate !
Me ne dovrà dare di più.
(in napoletano)
- Ci sono anche i guanti di velluto. - Sei impazzita ?
Non ti basta cosa ha fatto a me ?
Vuoi che rompa le ossa pure a tua sorella ?
(in napoletano)
Non dopo tutti i sacrifici che hai fatto.
Antonia è nata per cantare.
(in napoletano)
Possiamo ancora farcela per il provino, ha ragione.
Chi ti insegna l'aria ? Io sono in cava tutto il giorno.
(in napoletano)
- Saverio. - Ehi.
La conosci Casta Diva ?
Certo, è un'aria famosissima del maestro Bellini.
La puoi imparare ad Antonia entro sabato ?
(in napoletano)
(in napoletano)
Saverio, io lo so che vuoi che resto.
(in napoletano)
Guardami.
(in napoletano)
Non quando diventi famoso.
Se la aiuti, te ne do pure un altro.
Però non ti abituare.
E va bene, dai. Sì.
Antonia, ora hai il tuo maestro.
- Ma davvero l'hai baciato ? - Che ti importa ?
(in napoletano)
- La sai leggere la musica ? - Sì.
Andiamo a prendere gli spartiti.
[CANTA "CASTA DIVA" DI BELLINI]
# Casta Diva
# Casta Diva
# che inargenti
# Queste
# Queste sacre
# Queste sacre
# Queste sacre antiche piante
# A noi volgi
# il bel sembiante
# A noi volgi
# A noi volgi il bel sembiante
# Il bel sembiante
# Senza nube e senza vel
# Spargi in terra
# quella pace
# Spargi in terra
# Spargi in terra quella pace
# che regnar
# Regnar tu fai
# Tu fai nel ciel
# Che fai
# fai
# Regnar tu fai
# nel ciel #
- Brava veramente, Antonia. - Mm.
L'hai imparata in pochi giorni e la canti anche bene.
Tutto merito del mio maestro.
Che c'è ?
Mio zio... Quando viene non porta mai buone notizie.
- State facendo uno sbaglio. - Questo non spetta a voi dirlo.
Non sono soltanto suo zio, ma anche il suo tutore.
Vostro nipote è uno dei nostri migliori allievi.
Se aveste un po' di pazienza.
(in napoletano)
Sapete che gli faranno ? L'operazione è pericolosa.
Ci sono ragazzi che sono morti.
Le voci bianche sono sempre esistite.
(in napoletano)
(in napoletano)
Carolina !
Antonia ?
(in napoletano)
Saverio ?
Problemi con le prove ?
Ci penso io qua. Parla con lui.
(in napoletano)
(in napoletano)
A San Giovanni in Laterano.
Che stai dicendo ?
(in napoletano)
Infatti non ci andrai.
Che stai dicendo ?
(in napoletano)
Te lo giuro.
E' una promessa.
Non lo so, Carolina. Mamma non te lo permetterà mai.
Antonia, ci ha aiutate.
(in napoletano)
Anche se fosse, dove lo mettiamo ?
Antonia, tu canterai all'Opera.
(in napoletano)
Tu hai il canto, Antonia. Mamma ha te.
(in napoletano)
Promettimi che la convincerai. Per favore.
Ci proverò.
- Forza Antonia, muoviti. - Sì.
Aspetta.
Ora sei perfetta. Andiamo.
(in napoletano)
Sì. Domani andiamo a Milano.
(in napoletano)
- (in napoletano) - No, aspetta.
(in napoletano)
Non vuoi portarlo con noi ? Non l'hai convinta ?
Purtroppo, la nave costa parecchio e la compagnia
già fa un'eccezione a offrire un posto in più.
(in napoletano)
Io non sto parlando di Saverio.
Mi dispiace, partiremo soltanto Antonia ed io.
E papà ?
(in napoletano)
Papà ti vuole bene, non ti farebbe del male.
(in napoletano)
Io lo so, fidati.
Dobbiamo nascondere questi prima che rientri vostro padre.
E tu ?
(in napoletano)
Carolina, il tempo di guadagnare qualcosa
e compro il biglietto tuo e di Saverio.
Sei mia sorella, non mi dimentico di te.
(in napoletano)
- No. - (in napoletano)
- No... - Buon viaggio.
Carolina !
Carolina...
(in napoletano)
(in napoletano)
A me non ha imparato neanche a parlare italiano.
(in napoletano)
(in napoletano)
(in napoletano)
(in napoletano)
(in napoletano)
(in napoletano)
(in napoletano)
A volte penso che forse era meglio se non nascevo proprio.
Tu vali per me.
(in napoletano)
(in napoletano)
(in napoletano)
No, scemo.
Là.
A Capri.
(in napoletano)
Dove hai ricordi felici.
- (in napoletano) - Sì.
Io avrò te e tu avrai me.
(in napoletano)
(in napoletano)
- E' andato ? - Ora sì.
Forza.
Non abbiamo molto tempo. C'è lo spettacolo. Tornerà presto.
- Che cos'è ? - Non ti preoccupare, una cosa mia.
- Hai tutto ? - Sì.
Forza.
Buona fortuna, Antonia.
E' solo un arrivederci.
Ti faremo salire a Milano al più presto. Mm ?
[PORTA SI APRE]
A Milano ?
Davvero pensavi che non ti tenevo d'occhio ?
Mi hanno detto che alla cava hai mandato la creatura al posto tuo.
Eppure ti ho raccolta da in mezzo alla strada.
Non ti voleva nessuno.
Ti ho dato un tetto, una fatica.
Ma è veramente così... così terribile stare con me ? Mm ?
Io ti amo, Maria.
- Ti amo. - Sì.
Se mi ami, lasciaci andare.
Antonia è nata per cantare, lo sai.
Iginio, ti prego.
Va bene.
Sì.
Sarai accontentata.
- Ti accontento subito. - Padre, che fate ?
- Te zitta. - Mamma !
Pa', ma che state facendo ?
Aspetta, ora vengo da te.
[PIANGE]
Prepara i cavalli, io e Carolina andiamo a fare l'ultimo spettacolo.
Poi ce ne andremo in giro solo per piccoli paesini.
(in napoletano)
I cavalli.
(urlando) I cavalli !
Dentro questa cesta c'è il più velenoso di tutti i serpenti.
Ecco perché la chiamano creatura fetente.
Guardate qua.
Basta una sola goccia di veleno per dormire un sonno eterno.
Eh ?
[URLA]
La cesta, Carolina.
Niente paura, gente.
La mia figlia splendente ha già preparato l'elisir vincente.
Fai presto, Carolina.
Ecco.
[SOSPIRA]
(in napoletano)
Certo.
(in napoletano)
E invece, guardate.
(in napoletano)
(in napoletano)
(in napoletano)
Che c'è, papà ?
[BRUSIO INDISTINTO]
Perdonatemi, papà.
[BRUSIO INDISTINTO]
No, dobbiamo aspettare.
Amore, non piangere, stai tranquilla.
[PIANGE]
(piangendo) Sta tornando ! Mamma !
Mamma.
Sono io.
- Carolina ? - Vieni qui, slegaci.
(in napoletano)
- Che hai fatto ? - Non ho tolto il veleno dal serpente.
- La nave ? A che ora ce l'avete ? - E' andata, l'abbiamo persa.
(in napoletano)
Non lo so, troveremo un altro modo per arrivare a Milano
- Però dobbiamo sbrigarci. - (in napoletano)
- Ma che dici ? - (in napoletano)
(in napoletano)
(in napoletano)
Perché ?
(in napoletano)
Ora hai finito.
- Lasciala stare ! - Lasciala !
Papà, fermo ! E' colpa mia !
- (in napoletano) - La ammazzate così !
(piangendo) Mamma !
[NON UDIBILE]
Dobbiamo andare via.
Alzati. Dobbiamo andare via. Presto, forza !
Antonia ! Antonia, vieni !
Su. Portala fuori. Veloce !
Mamma.
Abbiamo sentito delle urla, va tutto bene ?
Sì, solo una discussione con mio marito, cose che capitano.
- Salite. - Lui dov'è ora ?
Lui... Lui riposa.
- Possiamo vederlo ? - Certo, è dentro.
- Voi aspettate qua. - Sì, sì.
[URLA]
[URLA INDISTINTE DEI GENDARMI]
Aiuto !
Ferme ! [SPARO]
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