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Original subtitles

Unità di misura ?

Peso, newton. Massa, chilogrammi.

Perché sulla bilancia ci sono i chilogrammi ?

- Per semplificare. Stiamo tutti sulla Terra. - Già, tutti ammassati.

- Unità di misura corrente elettrica. - Ampere.

Temperatura ?

- Elia ! - No, kelvin. Gradi kelvin.

No, Elia ! Accosta.

- Eh ? - Vado con lui. - Non mi fido di quel trabiccolo.

- Ma sono cento metri ! - Appunto. Che è questa smania ?

Eccoci qua.

- Ciao. - Bacio.

Oh, che fai qui ? Clara non deve vederti.

Tranquilla, non faccio casini. [CAMPANELLA E BRUSIO INDISTINTO]

Chi è quello ? Il suo ragazzo ?

- Non sono fatti tuoi. - Vabbè, insomma...

Allora ? Che c'è di urgente ?

Vanni è sparito, te l'avevo detto.

Lo trovo io e poi ti avverto.

- Sì, poi che fai ? Torni all'Alveare ? - Mm...

Così non usi il tuo. C'è solo il mio numero, tienilo acceso.

- E' rubato ? - Certo. Scherzo, la SIM è clonata.

- Eh ? - A prova di intercettamento. - Intercettazione.

- Vabbè, giudice, ciao. - Ciao.

Vanni Rosani. E' titolare di uno Yacht Club.

- Tutto quello che trovi, Fabrizio. - Certo.

- Il biglietto ? - Me lo ricordo.

[LA PORTA SI CHIUDE]

[COLPI ALLA PORTA]

Avanti !

- Permesso ? - Oh, ciao.

- Come sta il randagio di Clara ? - Eh ?

Ah, sì ! Mia sorella l'ha salvato. Gli abbiamo trovato una padrona.

Bene, se il randagio è sistemato

potresti occuparti di un povero orso solitario. - Cioè?

Eh... Beh, un orso circondato sempre da molte orsacchiotte.

Hai scordato i nostri discorsi e hai la maschera della donna d'un pezzo.

Ma quale maschera ? Ero solo un po' ubriaca. Ora sono sobria.

Purtroppo.

- Dài, andiamo. - Andiamo.

[LAMENTO]

Sei grande e grosso e ti lamenti ! Siete tutti uguali voi uomini.

Continua con l'antibiotico.

Sei brava per una che cura le bestie.

Potevo essere un chirurgo ! Ma sai che c'è ?

- Preferisco gli animali agli umani. - Eh. - Con qualche eccezione.

Ma tu sei proprio un testimone ?

E che cosa hai testimoniato ?

(sottovoce) Non posso dirlo. - Ah, già.

- Che fai nella vita ? - Ehm...

Mah, lavoretti.

- Tipo ? - Tipo... imbianchino.

- Vieni a casa di mia sorella. - No.

- C'è una macchia sul soffitto del bagno ! - Non è una buona idea.

Ma ti autorizzo io.

Se non ci penso io, lei si fa crollare il soffitto in testa.

Ah, già.

Visti gli articoli 533 e 535 del codice di procedura penale

e 572 del codice penale

dichiara Cesaris Mirko colpevole del reato di lesioni aggravate.

Lo condanna a tre anni e otto mesi di reclusione

e conferma l'allontanamento dalla casa familiare

con divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla moglie.

(sottovoce) Fuori di qua ti ammazzo, puttana. - Che cosa ha detto ?

Lo ripeta ad alta voce, se ha il coraggio. Comunque ho sentito.

Trasmetto gli atti al PM affinché chieda subito la custodia in carcere

così all'imputato passa la voglia di minacciare di morte le persone.

Vieni, entra pure.

A quest'ora non c'è nessuno a casa, mia nipote è a scuola. Siamo soli.

Mia sorella non ha mai tempo, devo pensare io a queste cose. Seguimi.

Ehi, il bagno è di qua.

Ferrero la aspetta per la riunione.

Non ho tempo. Sai di che si tratta ?

Sì, la Ardena è la nuova referente dell'archivio.

Per rendermi la vita più facile.

- Hai fatto la ricerca ? - Sì, ma su Vanni Rosani

c'è solo un'accusa per fatture false.

- Nessuna denuncia per droga ? - Niente.

- E le fatture false ? - C'entra Villa Sorriso, è una RSA.

- Le ho mandato l'indirizzo. - Bravo.

Glielo dico, non è il posto nel quale porterò mia madre.

[VIBRAZIONE DI CELLULARE]

- Dove sei ? - Al cesso.

Che gran signore ! Vanni Rosani non ha precedenti per droga

il tuo informatore mentiva. - Ma se l'ho visto io pippare.

- Eccola, l'ho trovata. - Grazie.

- Ma dove sei ? - Sempre al cesso. - Comunque so dove trovarlo.

- Altro ? - No, grazie, è solo un controllo.

Ti faccio un caffè.

- Ma sei con qualcuno ? - Ora no.

Rosani è capo di un'agenzia che organizza feste

e ha un giro di fatture false collegato a una RSA.

- Che c'entrano quei vecchietti ? - Non so, ma forse lì sanno dov'è.

Vabbè, vado io a "ciaparlo".

Tu non "ciapi" proprio nessuno. Vado io e tu aspetti fuori.

Allora ? E' grave ?

- Non abbastanza. - Ah...

Buongiorno.

[VOCI INDISTINTE]

Grazie, arrivederci.

Buongiorno, vorrei delle informazioni sulla struttura.

- E' per lei o un parente ? - Per mia madre.

- Ha novant'anni e la demenza senile. - Capisco.

A Villa Sorriso offriamo assistenza completa, c'è scritto tutto qui.

- Vado a fare un giretto per vedere un po' l'ambiente. - Prego.

[BRUSIO INDISTINTO]

Allora... questa qua va sulle orecchie, così.

Poi schiacci qui e parte la musica, hai capito ?

[MUSICA DALLE CUFFIETTE]

Si sente !

[RISATINE]

Ti ho messo tutta musica anni '60.

Grazie. Ma quanto starai via ?

Eh, un po', nonna.

E' un viaggio di lavoro.

- Però poi ti porto i datteri, sei contenta ? - Grazie.

- Vado. - Ciao. - Fai la brava, eh. - Ciao.

- Vanni Rosani ? - Sì ?

- Posso parlarle ? - Di che ?

Di fatture intestate agli ignari vecchietti di questa RSA.

Se non le spiace, andiamo a parlare in un posto più tranquillo, prego.

[MUSICA DALLE CUFFIETTE]

Sei del fisco ? Posso darti il 10%.

Ah, intesti le fatture agli ospiti e se vieni scoperto, corrompi !

No, non ho il tempo per la morale.

Io voglio solo sapere che è successo a mia figlia quindici anni fa.

- Ma chi sei ? - Sono la madre di Bianca Moresco

la ragazza che hai fatto morire di overdose gettandola come spazzatura.

Ehm...

Ooh !

Apri ! Apri !

A te piace il golf e a me la lotta.

Aprite !

- Oh ! - Che succede ? Tutto bene ? - Sì, sono rimasta bloccata. Grazie.

Minchia ! [VIBRAZIONE DI CELLULARE]

- Pietro ! - Giudice. - Dove sei ?

- Sto andando alla Villa. - Dove ? - Villa Bianca.

[UN CANE ABBAIA IN LONTANANZA]

Allora ? Che è successo ?

- Sorpresa ! - Sei impazzito ?

Con tutto il rispetto per la legge, non andavamo da nessuna parte.

- Ma è sequestro di persona ! (ridendo) Da che pulpito !

Hai capito benissimo chi sono.

Bianca aveva chiuso con la roba. Le hai fatto prendere quella merda.

Lo sai che me l'hai ammazzata ?

Adesso dimmi tutta la verità.

Lasciatemi andare, non ho fatto niente.

Resti qui finché non confessi, hai capito ?

- Brutto pezzo di merda ! - Basta ! Chiamo la polizia.

- E io lo butto dalla scogliera ! - No, basta ! - Non è colpa mia !

Pietro, per favore, vai fuori ! Gli parlo io. Per favore.

[LA PORTA SI CHIUDE] Ti prego, aiutami, quello è matto !

Sei stato tu a dare la droga a mia figlia o no ?

Oddio...

- Per favore... - Ho visto come ti prendi cura di tua nonna.

Che penserà quando ti vedrà al TG in manette

e non per delle fatture false

ma per l'omicidio di una ragazza di vent'anni ?

- Non sapevo che cosa le avrebbero fatto. - Chi ?

Mi hanno solo detto di darle un bicchiere.

- Quale bicchiere ? Chi è stato ? Dimmelo ! - Non posso.

Sono quindici anni che cerco la verità sulla morte di mia figlia.

Ti farò avere le garanzie che vuoi, ma dimmi com'è andata, per favore.

Era una festa privata.

[BRUSIO INDISTINTO E MUSICA DI PIANOFORTE]

Tua figlia aveva sostituito all'ultimo una hostess.

[BRUSIO INDISTINTO]

Mi hanno chiesto di darle un bicchiere con una cosa dentro.

Io l'ho fatto.

- Tutto bene, Bianca ? - Sì.

- Non sembra. - Vanni, dovrei staccare un po' prima oggi.

- Ho un problema personale. - Sì, tranquilla, vai quando vuoi.

[RUMORE DI ACQUA VERSATA]

Prima bevi un po' d'acqua, così ti riprendi.

[RUMORE INDISTINTO]

Poi lei è andata via e non l'ho più vista, te lo giuro.

Sei disposto a testimoniare ?

Prima voglio le garanzie.

Ti porto dalla migliore penalista di Trieste

poi andiamo dal magistrato e mettiamo tutto nero su bianco.

- Che è? - Estorcere una confessione non serve a niente in Tribunale.

Andate a cagare. Offrigli pure un cappuccino, allora.

- Sta facendo la cosa giusta, signor Rosani. - Andrà tutto bene.

- Grazie. - Ci vediamo domattina in Procura

così ufficializzerà la testimonianza con il magistrato. - Sì.

Lo lasci andare così ?

- Domani davanti al magistrato dirà il nome del mandante. - E ci credi ?

Ma se lo lasciate andare, scappa ! Ha detto balle !

La sua versione è credibile. Dietro la morte di Bianca c'è qualcosa.

- Pensavi che fossi stato io ! - Abbiamo una pista !

Sì, la pista dell'aereo per il Sud America che prenderà Vanni !

Sei rigida ! Bianca mi ha lasciato perché aveva paura di te !

- O perché sei un fallito? - Non sai chi era Bianca. - Tu non lo sai !

Ma se non hai mai cercato il padre di Clara ! Vai in mona !

Ma vai in mona tu !

[VOCI NON UDIBILI]

[CAMPANELLO]

Un attimo ! Arrivo !

- Ciao, Ilaria. Posso entrare ? - L'hai già fatto.

- Ho chiamato Davide, non risponde. - Non c'è, è di turno.

- Dovevi dirgli qualcosa ? - Sì, ma tranquilla.

- Sempre la stessa ? - Cioè ?

Alla cena gli hai buttato addosso le tue ossessioni.

Parole sue o tue ?

Guarda, io ti capisco, perdere una figlia è un dolore terribile.

Ti auguro di non doverlo provare.

[LA PORTA SBATTE]

Chi è, amore ?

- Nessuno, un rider ha sbagliato indirizzo. - Ah.

[RUMORE DI PASSI]

- Ciao, amore. - Ciao.

- Mi aiuti con latino ? - Compito in vista ? - Mm.

- Non riesco a tradurre una frase. - Vediamo. - Okay.

"Veritas laborat saepe, exstinguitur numquam."

"La verità è spesso in pericolo, ma non muore mai."

- Grazie. - Era facile. La sapevi ?

Devo tenerti in allenamento.

- E poi so che ti piace. - Infatti.

- Elia mi ha invitato a studiare da lui domani. - A casa Ferrero ?

- Dopo il casino della festa ? - Porto fiori come gesto di pace.

[RUMORE INDISTINTO] Ma chi c'è di là ?

- Zia Isa, per quella cosa dell'imbianchino. - L'imbianchino ?

- Che fai ? - Risparmio del lavoro a Pietro.

- Pietro chi ? - Il testimone.

Mamma mia, quanto è bello...

- E' venuto a fare la medicazione. - Davvero ?

Certo. Mi ha detto che è imbianchino e io l'ho ingaggiato. Buona idea !

- Pessima ! Lascialo perdere. - E' pericoloso ?

No, ma è totalmente inaffidabile.

A me è sembrato una persona seria.

Lascialo perdere.

Peccato.

(in triestino) Un bicchierino ? - Eh ?

Per istruirti sull'idioma locale.

Isa, sono quindici anni che stai qui !

(in palermitano) Ma vai a prendere la bottiglia.

Giornata dura ?

- Di più. - Tribunale o Ettore ?

- Della cena in barca non hai detto niente. - Ettore non c'entra.

E che ti angoscia ?

Clara. Sta crescendo.

Prima o poi dovrò raccontarle la verità su sua madre.

- E temi che possa rimproverarti di averla trascurata ? - Mi conosci.

E tu dovresti conoscere tua nipote.

Davvero pensi che possa considerarti una cattiva madre ?

Non lo so.

Libera, sono passati anni.

Hai fatto un percorso di analisi. Hai cresciuto Clara

con tutto l'amore e le attenzioni possibili. - Anche grazie a te.

Se tu non avessi lasciato Palermo, avrei fatto danni con Clara.

Io ti ho aiutata, ma tu sei stata una nonna perfetta.

Per favore, basta con i sensi di colpa. Hai espiato, datti pace.

Forse hai ragione, non è solo colpa mia.

- Ora lo so. - Ti sei assolta !

Nonna ! Mi aiuti a ripassare il dativo ?

- Sto andando in confusione. - Arrivo !

Lascia qui il vino, tu devi essere lucida per il dativo.

"Nec me animi fallit"

"Graiorum obscura reperta"

"difficile inlustrare Latinis..."

"Difficile inlustrare Latinis..."

[RISATE]

"Versibus esse."

Dice: "Difficile inlustrare Latinis versibus esse."

E' aperta l'udienza per il furto d'auto in Corso Italia del 3 agosto.

Ascoltiamo il testimone.

Forza, signor Caria, è la volta buona.

- Speriamo, ho il treno per Caserta tra un'ora. - Dica ciò che ha visto.

Ah, già. Dunque, questa estate ero in vacanza a Trieste con mia moglie.

Ogni tanto ci facciamo un viaggetto, i ragazzi sono grandi...

Scusate. Signor giudice, la mia assistente mi ricorda

che avevamo concordato la presenza di un perito. - Non c'è, sta male.

Dobbiamo rinviare, giudice.

- Cioè ? - In assenza del perito non possiamo procedere.

L'udienza è rinviata. Mi dispiace.

Mia suocera aveva detto che la rinviavano. Infatti...

Mannaggia, ma come si può ?

Allora, Elena ? Vanni Rosani ha confermato l'appuntamento ?

Ci sarò. Vi aspetto fuori, così saliamo insieme in Procura.

Perfetto, ciao.

[COLPI ALLA PORTA] Avanti !

Orlando, ieri ti abbiamo aspettato.

- Ho avuto un problema familiare. - "Pacta sunt servanda."

"I patti vanno rispettati", ma c'era un'emergenza.

Le tue questioni personali sono sempre un ostacolo.

- Ma la dottoressa ha poco tempo. - Anch'io. Perché sei qui ?

- Per un fascicolo richiesto da te in archivio. - Quale ?

I precedenti di Rosani Vanni. A che ti servivano ?

Fai le pulci ai colleghi ?

- Potremmo scoprire qualcosa di sconveniente ? - No.

Ma per giustificare il mio lavoro serve tempo, e adesso non ne ho.

Prego, accomodatevi.

Fanculo.

Che cosa facciamo ?

Non preoccuparti. Scassazione farà un passo falso. Andiamo.

Alla fine ho deciso di non partire.

C'è una cosa che è rimasta in sospeso e voglio sistemare.

- Bravo. Mai rimandare a domani... - Quello che puoi fare oggi.

Grazie per i fiori.

Quali fiori ?

Eh, quelli là.

Potevi regalarmi qualcosa di più allegro, no ?

- I crisantemi vanno bene per il cimitero. - Quando sono arrivati?

Stamattina. Ma il bigliettino non l'ho capito.

- Libera ! - Eh ? - Ti ho spaventata ?

No, ogni tanto perdo colpi. E ho discusso ancora con Ferrero.

Siamo a fine mandato, non puoi perdere colpi.

- Tieni la barra dritta. - Mi dài lezioni di vela ?

- No, sei tu la marinaia, no ? - Eh, vabbè.

Taxi ! Taxi !

- Povero signor Caria... - Chi è ? - E' un testimone

è la seconda volta che viene a vuoto e stavolta perderà il treno.

- Gli darei un passaggio, ma ho un impegno. - Glielo do io.

- Davvero ? - Certo, non mi costa niente. - Signor Caria!

Dica, giudice !

- E' fortunato. - Ah, sì ? - Il collega la porta in stazione.

- Ettore Rizzo. - Giuseppe Caria.

- Mi porta ? - Sì. - Non trovo un taxi !

- Andiamo, sennò perde il treno. - Sì.

- Buon viaggio ! - Grazie !

- E' la seconda volta che vengo da Caserta. - Ho capito...

[VIBRAZIONE DI CELLULARE]

Pronto ? Vanni, dove sei ?

Non posso parlare con il magistrato.

- Ma perché ? - Mi hanno minacciato.

- Chi ? - Davvero, non posso dirglielo.

Mi dispiace tanto per sua figlia. Se può, mi perdoni.

Pronto ! Vanni ! Vanni !

Grazie, Katia.

- Ciao, Libera. - Ci ha ripensato.

[RISATINA] Mi fai il solletico !

Volevo farti perdere il controllo.

Lo so, ma corri troppo.

Che c'è ? Devi chiedere il permesso a tua nonna ?

So decidere con la mia testa se una cosa mi va o no.

Okay, scusa.

Per me possiamo anche continuare a baciarci "ad libidinum".

- "Ad libitum", semmai. - Pure quello.

Si è fatto tardi, però.

Ti sei offesa ?

No, ma non abbiamo combinato niente e ho l'ansia per il compito.

Hai l'ansia ? Allora io dovrei buttarmi giù dalla finestra ?

- Ma non ti frega dei voti. - Perché sono una capra senza speranze!

Non è vero.

Ciao.

- Basta, Aldo. - Non capisco, era necessario invitarla ?

Ha portato i fiori per scusarsi. Che dovevo fare ? Cacciarla via ?

- Elia si è invaghito di lei. - Anche ? Benissimo !

La figlia della squilibrata !

- Parla piano. - Non ti è bastato quello che è successo con Giacomo ?

- Magari non ha gli stessi problemi di Bianca. - Che ne sai ?

[RUMORE DI PASSI]

Chi c'è ?

[RUMORE DI CANCELLO]

Ho un pacco per Vanni Rosani, è in casa ?

E' andato via un'ora fa. Lo lascia a me ?

No, è attrezzatura da golf, devo consegnarla a lui. Sa quando torna ?

E' partito per un viaggio.

- Per dove ? - Non so, ma dai bagagli, starà via parecchio.

- Ah. - Arrivederci. - Grazie.

(segreteria) "Il telefono della persona chiamata..."

Vai in mona, giudice.

- Zia, non voglio la stupida tisana! - Sbagli, ti aiuterebbe a calmarti.

Sai che c'è ? Non vuoi spiegarmi niente ? Non la bevo !

Assaggiala. Non hai idea di quanti benefici abbiano le erbe !

- Non la voglio ! - Che hai ? - Zia mi tratta come una scema !

- Non è vero. - Ma che è successo ?

Il nonno di Elia ha detto che mamma era una squilibrata

e ha fatto qualcosa a Giacomo. Che vuol dire ? - Aldo Ferrero

è spregevole e invidioso, non ascoltarlo.

Fai finta di niente ? Abbiamo sempre detto di dirci la verità, nonna !

Va bene. Ti racconto come sono andate le cose.

Alla tua età, Bianca era molto amica di Giacomo

il figlio di Aldo e Caterina. - Lo zio di Elia ? - Sì.

Un giorno presero di nascosto la macchina dei genitori di lui

avevano bevuto, Bianca era alla guida senza patente.

Andarono a sbattere contro un albero e Giacomo si ruppe una gamba.

- Oddio. E mamma ? - Illesa, però Aldo diede tutta la colpa a lei.

Voleva denunciarla, poi ci ripensò. Ma vietò al figlio di vederla.

- E' per questo che ce l'hanno con te ? - Sì.

Però se è stato un incidente, perché le danno della squilibrata ?

Perché all'epoca si sono spaventati.

No, zia, sembrava che intendessero

che lei avesse dei problemi mentali o una cosa simile. - Non è così.

E' che io non sono stata una madre molto presente.

Tu ? Ma non ci credo, nonna.

Sì. All'epoca per una donna fare il magistrato non era facile.

Io ero in Tribunale, il nonno aveva le sue indagini.

Perciò Bianca si è sentita molto sola

e forse per attirare l'attenzione...

ha iniziato a ribellarsi.

Grazie.

Posso andare a vedere le sue foto ?

- Quelle che hai in camera tua. - Va bene. - Grazie.

- Ti voglio bene. - Anch'io.

Forse dovrei andare con lei.

- No, le foto dove Bianca stava male le abbiamo eliminate. - E' sicuro ?

Sì, nessun pericolo.

[CAMPANELLO]

Vado io !

Salve !

C'è... Ciao.

Ehm, c'è la nonna ?

- Sì, certo, entri pure. - Grazie.

Nonna è in cucina, venga pure.

- Come "venga" ? - Sì...

- Non darmi del lei, io sono Pietro. - Clara.

Scusa. Ciao.

- Ma chi è ? - E' l'imbianchino. - Ciao, Pietro !

Non ti fidavi, invece è in anticipo.

- Infatti. - Ho il materiale.

- Perfetto, togliamoci il pensiero, mi segua. - Dài.

Oh, che fai ?

- Sei tornato ? - Non rispondi al telefono !

- L'ho gettato. - Perché ? E intanto Vanni sta scappando !

- Dove ? - A me lo chiedi ? Dovresti fare un controllo

negli aeroporti... - Non sono i servizi segreti.

- No, ma conosci i poliziotti. - Fammi pensare. - Pensa.

Vanni aveva organizzato il viaggio già, ne aveva parlato a sua nonna.

- Ce l'ho ! Andiamo. - Sì. - Ma tu non parlare più con Clara.

Signora, c'è una telefonata per lei.

- E' mio nipote ? - No, una funzionaria dell'INPS.

(vivavoce) Pronto ? - Signora Rosani ?

- C'è un problema con la pensione ? - No, nessun problema.

Mi serve il codice fiscale di suo nipote Vanni

non risponde al telefono, sa dove posso rintracciarlo ?

Doveva partire per il Marocco

ma dopo ha cambiato idea. Non gli sto dietro, sa ?

Ma come mai non risponde ? E' successo qualcosa ?

Magari in aereo non c'è campo.

Aereo ? Vanni ha paura di volare !

Va sempre con la nave in Marocco. Ha promesso che mi porta i datteri.

- Grazie mille. Arrivederci. - Chiavi. - No, guido io.

Giudice, accelera ! La nave per Tangeri parte tra mezz'ora !

- Il limite è cinquanta. - Sì, però...

- E' arancione, passa ! - Ci si ferma.

- Senti... - Stai calmo.

Stiamo perdendo il testimone di nuovo !

- Per favore. - Guido io, spostati. - Non se ne parla ! - Oh.

- Dottoressa, oggi l'ho riconosciuta. - Bravo.

- Tutto a posto ? - Eh ? Sì, sì !

Porto mio nipote a fare un giro per Trieste.

- Finalmente è venuto a trovarmi. - Buona gita ! - Grazie.

Aspettami qua.

- Buongiorno. Avrei bisogno di un'informazione. - Mi dica.

Il passeggero è Vanni Rosani e la nave è quella per Tangeri.

- Controllo la lista passeggeri. - Grazie.

- Sì, eccolo. Strano, però. - Perché ?

Sulla lista c'è, ma non risulta che si sia imbarcato.

Ma è sicuro ? Controlli meglio.

- Sicuro. - Mm.

- Grazie, arrivederci. - Arrivederci.

Ma che hai fatto ?

Non sono stato io ! Non scherziamo, anche io volevo sapere quel nome.

Che fai ? No !

- Ecco... - Non toccarlo ! Trovano le tue impronte ! Ma sei pazzo ?

Siamo già nei guai ! Andiamo, vieni !

[VIBRAZIONE DI CELLULARE]

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