All language subtitles for Marconi.-.L.Uomo.Che.Ha.Connesso.Il.Mondo.S01E02.Episodio.2.ITA.1080p.WEB-DL.x264-UBi

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Original subtitles

[BUSSANO ALLA PORTA]

- Ciao. - Bentornata. - Entra.

So che lo vorresti, ma non posso fermarmi.

Sono venuto a raccogliere i frutti del tuo lavoro.

Non ce n'è molto, sono riuscita a stare poco nel laboratorio.

Mi raccomando, non sono ancora state sviluppate.

Dovete ridarmi tutto.

"Thank you, baby".

Non è proibito l'uso dell'inglese ?

Quello che è proibito lo decidiamo noi.

Sai che stavo pensando ?

Quando Elettra sarà più grande

vorrei farle fare il giro del mondo che abbiamo fatto noi.

- No ? - Bello. - Vorrei portarla in Giappone a vedere il teatro No.

- Non è possibile. - Che c'è ?

Non è possibile.

Che cos'è il raggio della morte ? [COLPI DI TOSSE]

Ehi, amore. [RESPIRO AFFANNOSO]

- Amore, respira. - Sì. - Respira. - Sì.

- Ti porto un bicchiere d'acqua ? - Sì, grazie.

(video) Che ci riserva il futuro ? - Vorrei iniziare dal passato.

- Il pubblico vuole sapere la sua ultima scoperta. - Ci arriveremo.

- Intanto cominciamo dalla prima. - Sarebbe ?

La lontananza.

Il raggio della morte !

Dicono che le onde elettromagnetiche sarebbero partite dalla Sicilia

e che avrebbero ucciso in Sardegna alcune pecore.

- Tu che c'entri ? - Niente.

Ma ciò che riguarda le onde ha a che fare con me.

Perché scrivono che la stai sviluppando ?

E' propaganda bellica. Mi mettono pressione.

[BUSSANO ALLA PORTA] Sì.

- Scusate, vi disturbo ? - Umberto. - Stanno arrivando.

Ah, andiamo.

- Torniamo subito. - Vengo anch'io.

- No, Cristina, resta qui. - Se esci, vengo con te.

Per piacere, andiamo.

Prego.

Bene, signori.

Mi sono già scusato per avervi tirato giù dal letto.

La domanda che vi faccio, che l'Italia vi fa, è questa.

A che cosa sta lavorando Marconi ?

- Tutto a posto ? - Sì. - Vi ha seguito qualcuno ? - No.

- Bene. - Vi aiuto. - Anch'io.

Guglielmo.

Mi sono informato.

Martinucci è dell'Ovra.

Ci staranno addosso.

Non ci molleranno finché non avranno qualcosa.

- Sbrighiamoci a scaricare. - Sì.

Hai sentito i professori.

Non c'è modo di capire che cosa stia facendo Marconi.

Dai laboratori è partito un furgone carico di attrezzature tecniche.

- Forse le ha caricate sull'Elettra. - Lo pensiamo anche noi.

Servono risultati, subito. La Gordon deve sbrigarsi.

Mi risulta che voi due siete molto intimi, sbaglio ?

E' chiaro che sei la persona adatta a metterle pressione.

Me ne occupo io immediatamente.

Mi raccomando.

[MUSICA SWING]

- Grazie. - Isabella ! - Simone ! - Balliamo ?

- Sono appena arrivata. - Che aspettiamo ?

Aspettami.

Isabella, che ci fa qua dentro una brava ragazza come te ?

Cerco un cattivo ragazzo.

Sapevo che eri a Roma, dovevo vederti.

Hai fatto bene a chiamarmi. Mi concedi questo ballo ?

- Non ballo mai. - Puoi fare un'eccezione per me ?

[MUSICA LENTA]

- Come ti trovi a Roma ? - A parte i fascisti, bene. Tu ?

Bene, molto.

Ho ottenuto un'intervista filmata da Marconi.

- L'ho saputo. Brava, sono fiero di te. - Grazie.

Quando mi hai chiamata, ho pensato

"Jonathan riuscirà ad aiutarmi con la distribuzione in America".

- Per l'intervista a Marconi ? - Sì. Sei amico di Hearst, no? - Sì.

Potresti farmi assumere.

Vuoi fare la giornalista al "News of the Day" ?

-Ti credevo più ambiziosa. -No, la direttrice del cinegiornale.

Okay, ora ti riconosco.

Andiamo qua, voglio dirti una cosa.

Sai...

- Io non sono amico solo di Hearst. - Che vuoi dire ?

Sono anni che Marconi non concede interviste. Come hai fatto ?

Ho mosso le pedine giuste.

Queste pedine ti hanno chiesto in cambio qualcosa ?

- Che intendi ? - Viviamo in tempi complicati.

Nessuno fa niente per niente e i miei amici lo sanno bene.

Non so se posso prometterti un posto alla destra di Hearst

ma qualcosa di simile sì. - Che cosa vuoi in cambio ?

Marconi. Devo sapere a che cosa lavora.

Lascia perdere i fascisti, ti aiutiamo noi.

- Mi ha fatto molto piacere rivederti. - Anche a me.

- Ciao, Jonathan. - Ciao.

[MUSICA JAZZ]

- Dove sei stata ? - Mi hai spaventata.

- Non sono affari tuoi. - Lo sono. - Lavoro per Bottai, non per te.

Bottai non è contento. Dice che devi fare molto di più.

Ho bisogno di tempo, non è una cosa semplice.

- Salgo con te. - No, non posso.

Devo farmi la doccia e poi andare da Marconi.

- Sei stata con un altro, vero ? - Non ti riguarda.

Se mi tradisci, ti ammazzo.

Non ti tradisco.

Però adesso fammi andare. Sono stanca, dài.

(radio) "L'Italia fascista", afferma il Duce Benito Mussolini

"non si farà trovare impreparata su tutti i fronti"

"politico, bellico, scientifico".

Secondo la stampa, Guglielmo Marconi

padre della radio e ora capo della ricerca scientifica in Italia

sarebbe a un passo dal finalizzare il raggio della morte.

[SIRENA DI UNA NAVE]

- Buongiorno. - Buongiorno.

Grazie.

Se è una notizia falsa, devi smentirla.

- Non posso smentire il Duce. - L'articolo non è firmato dal Duce.

-Non deve firmarlo. -Se non rispondi penseranno tutti che è vero.

Il problema non è se è vero o falso. Il Duce è un politico.

Vuole intimorire i suoi avversari all'estero.

Se dici che non lavori al raggio della morte, lui ti taglia i fondi ?

Non lo so, ma è una decisione da non prendere sull'onda emotiva.

Vieni qui.

- Io sono preoccupata, Guglielmo, sono preoccupata. - Lo so.

Davvero, lo so.

Ti va una di queste sere di uscire noi due da soli ?

- Mi porti a ballare ? - Certo.

-Ieri ha chiamato il professor Fermi. -Ah. -Dice che deve parlarti.

- Vado a svegliare Elettra. - Sì.

- Posso chiederti un favore ? - Sì.

L'intervista potete farla da un'altra parte ?

- Non mi piace avere per casa quella donna. - Certo.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Siamo in ritardo, ma se ci seguite, possiamo farcela.

Dove ? Dovevamo proseguire l'intervista sul piroscafo.

No, niente Elettra oggi.

Venite, vi facciamo strada.

- Buongiorno, Giovanni. - Buongiorno.

Benvenuti all'Accademia d'Italia.

- Sistematevi, vi raggiungo subito. - D'accordo, grazie.

- Hai letto ? - Sì.

I giornalisti telefonano per parlare con te del raggio della morte.

-Capiamo come muoverci con il Duce. -E' ciò che pensavo, ho preso tempo.

Guglielmo, non ci daranno tregua.

- Andiamo avanti per la nostra strada. - Come sempre.

Avete visto la mia casa galleggiante ed ecco la mia casa istituzionale.

- Quando scendo a terra, lavoro qua. - Bene, bene.

Oggi parleremo più del Marconi istituzionale che di quello intimo.

Bene.

- Siete pronti ? - Pronti. - Cominciamo.

- Signori. - Eccellenza.

Senatore, che mi dite degli articoli di stampa di oggi

che danno quasi per concluso il lavoro sul raggio della morte ?

L'Italia ha superato gli altri Paesi del mondo

nel dotarsi di un'arma invincibile ? - Perché inizia con questa domanda ?

L'intervista non può ignorare l'attualità.

- Non commento i giornali. - La prendo come una conferma ?

Deve prenderla per quello che è, un no comment.

Mi scuso.

Cominciamo questa intervista o no ?

La prima domanda è questa.

Chi ha inventato la radiocomunicazione ?

Molti dicono che prima di lei ce ne siano stati altri, come Tesla.

O anche queste sono solo voci ?

Guardi, ci sono momenti nella storia

in cui un'intera generazione di giovani menti

audaci e intraprendenti

senza dirselo, senza nemmeno conoscersi

lavorano tutte insieme verso il futuro.

In quegli anni eravamo in tanti. Nel 1901 stavo provando un sistema

per collegare con un segnale radio la costa inglese e americana.

Erano già collegate attraverso i cavi telegrafici sottomarini.

- Esatto. - Senza cavi sarebbe stato tutto più semplice.

E molto più economico.

Guardi, allora, la Terra è come una grande arancia.

Io volevo trasmettere un segnale da questo punto a questo.

In mezzo c'è l'oceano.

Nel 1901 esce un articolo di Poincaré.

- Il fisico matematico francese ? - Sì.

- Vedo che ha studiato. - Certamente.

Poincaré sostiene

che le onde elettromagnetiche si propagano solo in linea retta.

Dove va a finire il mio segnale che mando dritto da questo punto ?

- Contro la buccia dell'arancia. - No, in cielo.

A causa della curvatura terrestre, le mie onde si impenneranno.

Non arriveranno in America. Questo secondo Poincaré.

- Il suo esperimento era senza speranza. - Esatto.

Però lei ci ha provato lo stesso. Perché ?

Perché sono un inventore, non uno studente universitario.

Uno studente crede a ciò che legge nei libri.

Un inventore quei libri li riscrive.

Senatore, signorina, perdonatemi.

[BISBIGLIA]

- Adesso ? Doveva passare più tardi. - Può solo ora.

- Dice che è una questione urgente. - Ah.

- Mi scusi, devo interrompere un momento. - Sì.

- Mi scusi. Posso fare una telefonata ? - Certo.

- Da questa parte. - Grazie.

- Prego, quello è il telefono. - Grazie.

[SQUILLI DI TELEFONO]

- Pronto ? - Achille, sono io.

Dove sei finita ? E' tutta la mattina che ti cerco.

Sull'Elettra ci sono solo la moglie e la figlia.

Sono a Villa Farnesina.

Marconi sta per incontrare qualcuno di importante.

- Chi ? - Non lo so, non sono riuscita a scoprirlo.

Dalla fretta che aveva, sembrava essere una cosa seria.

Grazie, mi attivo.

Martinucci, datemi la sorveglianza.

Sì, signore.

Sì, signore.

Colleghiamo l'Accademia d'Italia.

- Professor Fermi. - Senatore. - Come sta ?

Ancora provato per la scomparsa del professor Corbino.

Sì, una grossa perdita.

- Prego, si accomodi. - Grazie.

Il suo posto all'Istituto di Via Panisperna è vacante.

- Me ne sto occupando. - Non ha risposto alla domanda

di creare un Istituto Nazionale della Radioattività.

Sto facendo il possibile per avere i finanziamenti

e anche l'impossibile, mi creda. - Lo so, gliene sono grato.

L'Italia è stata all'avanguardia nella fisica nucleare

ma se non corriamo, restiamo indietro.

Negli Stati Uniti Lawrence dispone

di acceleratori di particelle molto potenti.

- Noi non possiamo permetterceli. - Lo so.

Faremo affidamento sull'ingegno.

Io ho ricevuto delle offerte

dall'Inghilterra e dagli Stati Uniti.

Sta pensando di andarsene ?

Lei e l'Istituto di Via Panisperna

avete ricevuto finanziamenti per milioni.

- Io mi sono speso personalmente. - Ci sono altre questioni.

- Di natura personale. - Sarebbe a dire ?

Mia moglie è ebrea.

Come molti altri, anche lei sta diventando persona non gradita.

Alcuni dei miei all'Istituto pensano di andarsene per lo stesso motivo.

Pontecorvo, Emilio Segrè.

- L'Italia non è la Germania. - Non ancora.

Ma domani...

Chissà.

- A che punto siete con le ricerche? - Quanto tempo avete?

Politi, dica alla Gordon che ne avrò ancora per un po'.

Può aspettarmi. [SCATTO DEL REGISTRATORE]

Grazie, Politi. Ah, un'altra cosa, mi scusi.

Avete verificato la lista dei candidati che vi avevo dato ?

[SCATTO DEL REGISTRATORE]

Va bene, poi ne parliamo con calma.

Senatore...

- Tutto bene ? - Sì. Sì, sì.

- Le va se ci spostiamo in giardino ? - Va bene.

Lei passa troppo tempo in laboratorio.

Un po' di sole le farà bene.

- Prego. - Grazie. - Da questa parte.

Sono i miei appunti sulle ricerche che portiamo avanti all'Istituto.

Così, per darle un'idea dei possibili sviluppi.

Bombardando con dei neutroni cosiddetti lenti

il nucleo di alcuni elementi chimici

abbiamo creato della radioattività artificiale.

E' un potere enorme.

- "Ida Noddack" ? La scienziata tedesca ? - Sì.

Dice che con gli esperimenti abbiamo diviso in due il nucleo dell'uranio.

- Con quali implicazioni ? - Il rilascio di un'energia enorme.

Se controllata, potrebbe alimentare città o nazioni intere.

O distruggerle.

[VOCI NON UDIBILI]

Le teorie della Noddack vanno contro

le dimostrazioni matematiche sul funzionamento del nucleo. - Per ora.

Qualcuno dei miei ragazzi la pensa come lei.

Vorrei esaminare le carte con calma. Me le lascia ?

- Gliele mostro io, ho tutto il tempo che vuole. - Io no.

D'accordo.

- Ma confido nella sua discrezione. - Certo.

Fermi, mi ascolti.

Lei è italiano, queste ricerche sono nate qui.

Ci pensi bene prima di prendere una decisione.

- Senz'altro. Arrivederci. - Arrivederci.

Mi perdoni per l'attesa, signorina.

E' il nostro destino essere interrotti.

- Spero che abbiate risolto con il vostro ospite. - Sì.

Un collega ?

Quasi risolto, mi dia un momento.

Scusi.

- Rintracciate De Riva, devo parlargli con urgenza. - Certo.

Bene.

- Dove eravamo ? - Alla prima trasmissione transatlantica. - Ah.

- Sì, dunque... - Mi perdoni.

- Facciamo accendere la macchina, motore. - Partito.

All'inizio si disse che i segnali che avevate captato

erano solo scariche di una tempesta di passaggio.

Sì, all'inizio, sì.

Vuole sapere come andò ?

Ci eravamo trasferiti a Signal Hill, in Canada.

Quasi 3500 chilometri dalla stazione di Poldhu, in Cornovaglia.

Eravamo io, De Riva

Paget e George Kemp, il mio braccio destro alla Marconi Company.

Le antenne che avevamo costruito erano state sradicate dal vento.

Dovevamo sostituirle con un'antenna di fortuna.

Provammo con un pallone aerostatico.

No ! No, no !

No ! No ! No !

No.

Ci restava un'unica risorsa, il nostro ingegno.

- Usi l'aquilone ? - E' l'unico modo per fare salire l'antenna.

Kemp, prepara il cavo dell'antenna.

Servono più ancoraggi, sennò il vento si porta via tutto.

In Inghilterra, a Poldhu, erano pronti per trasmettere il segnale.

- Dobbiamo aspettare che salga il vento. - Sì.

Temevo che qualcuno scoprisse quello che stavamo provando a fare.

Se l'esperimento fosse fallito

la Marconi Company sarebbe colata a picco con l'aquilone.

Nessuno sapeva dell'esperimento ?

Quasi nessuno, solo la mia famiglia. Mia madre era in ansia per me.

Mia cugina Daisy le era stata vicina nel periodo degli esperimenti.

Eravamo molto legati.

(Caro Guglielmo, attendiamo notizie del tuo esperimento)

(che toglie il sonno a te come lo toglie a me.)

Cara Daisy, tra pochi giorni proveremo a fare salire l'aquilone.

Se non funzionasse ?

Se avessero ragione tutti quelli che mi criticano ?

Mi mancate tutti e mi manchi soprattutto tu, Daisy.

Mi hai insegnato

che bisogna avere coraggio e fidarsi del proprio istinto.

Io lo so, Guglielmo.

Quando ti metti in testa una cosa, nulla può fermarti.

Ci sei ? Tre, due, uno.

Lascia !

Oggi i venti sono forti e gelidi.

Abbiamo provato con l'aquilone, ma poi abbiamo rinunciato.

Se con l'antenna non raggiungiamo i cento metri di quota

sarà tutto inutile.

(Vorrei essere lì come quando eravamo ragazzi.)

(Ti capita mai di pensarci ? Io ci penso sempre.)

Eravamo così inseparabili, così spensierati.

Domani proveremo ancora con l'aquilone.

A mezzogiorno in punto

la stazione in Inghilterra trasmetterà i segnali.

Trenta.

Cinquanta.

Sessanta.

- Ottanta, fermo. - No, di più ! - Gli ancoraggi sono al limite.

- Rischiamo che il vento faccia saltare tutto. - Saliamo di più !

Va bene, vai.

Novanta. Cento, fermo.

- Ancora ! - Sono al limite ! - Ancora ! - Stanno cedendo !

Deve salire di più ! Di più !

Di più.

Centodieci. Centoventi.

Centotrenta, fermo !

Sì.

Sono le 12 e 10, stanno trasmettendo.

Non sento niente.

Niente.

Tolto l'affitto per l'ultima settimana

ci restano pochi dollari.

Poi...

(in inglese) Che cosa fa, signor Marconi ?

Sostituisco il coesore.

Questo dovrebbe essere più sensibile.

Domani a mezzogiorno ci riproviamo.

E' l'ultima possibilità.

Buon viaggio.

Will, io sto partendo. Torno in Inghilterra.

Mia cugina Diana si deve sposare e la famiglia mi reclama.

Se mi avessi chiesto di venire in Canada da te

sarei partita subito.

Ma è da quando eravamo ragazzi che tu fuggi sempre.

Forse è giusto così.

[RIMBOMBO]

[SEGNALI TELEGRAFICI]

De Riva.

Sembrano i segnali di Poldhu. Sono debolissimi.

- Sente qualcosa, signor Kemp ? - Punto, punto, punto. E' una "S" !

Punto, punto, punto.

Punto, punto, punto.

Ce l'abbiamo fatta.

- Punto, punto, punto. - Sono loro, sì !

- Sì ! Sì ! Ce l'abbiamo fatta ! - Sì ! - Sì !

- Sì ! - Sì ! Sì !

Sì ! Sì ! Sì !

Punto, punto, punto.

Punto, punto, punto.

Punto, punto, punto.

Avevamo dimostrato che le onde elettromagnetiche

si riflettono sull'atmosfera e arrivano all'altro capo dell'oceano.

Nessuno di noi se ne accorse

ma quella notte il mondo diventò più piccolo, con buona pace di Poincaré.

Da un giorno all'altro lei aveva tutti ai suoi piedi.

Finanziatori, scienziati, opinione pubblica.

Lei era diventato l'uomo più ambito e più corteggiato del mondo.

- Non è stato male, lo confesso. - Come si fa a non perdere la testa?

- Lei ama la natura ? - Certo, perché ?

Basta passeggiare in un bosco

per rendersi conto che sono ancora tante le cose che non sappiamo.

- Se lo ricordi quando sarà famosa. - Me lo ricorderò.

Com'è finita con sua cugina Daisy ?

Ha sposato un nobile e si è ritirata in campagna.

Peccato, mi piaceva questa cugina Daisy.

Sì, piaceva anche a me.

Eccellenza, le chiedo questo. Che cos'è per lei un'invenzione ?

Per me un'invenzione è una visione.

E' la capacità di realizzare quella visione nel mondo

in modo che tutti possano trarne beneficio.

Adesso ho io una domanda per lei.

Mi dica, chi è che ha inventato davvero la radio ?

Bene.

Bene, allora buonasera e a domani, signorina.

A domani.

Politi, ha trovato De Riva ?

- Mi cercavi ? - Volevo farti sentire una cosa.

[CANZONE POPOLARE DALLA RADIO]

Il mio telefono è sotto controllo. Prima mi stavano ascoltando.

- Sei sicuro ? - Mentre parlavo con Fermi.

- Era già successo prima ? - No.

- Non lo so. - Qualcuno sapeva del vostro incontro ?

- Politi e Isabella Gordon. - Politi no.

Guglielmo, dobbiamo cercare di scoprire tutto sulla Gordon.

- Non deve saperlo nessuno. - Tranquillo.

Ho qualche amico fidato in polizia e nell'esercito.

[LA MUSICA SI INTERROMPE]

Bene, vuoi un caffè ?

(video) Per me un'invenzione è una visione.

E' la capacità di realizzare quella visione nel mondo

in modo che tutti possano trarne beneficio.

Adesso ho io una domanda per lei.

Mi dica, chi è che ha inventato davvero la radio ?

- Che ci fai qua ? - Volevo vederti.

Non mi è piaciuto come mi hai scaricato stamattina.

- Sei troppo invadente. - Non mi sembra la parola giusta

visto la relazione che ci lega.

Non siamo fidanzati né sposati.

- Marconi, invece, che cos'è ? - Che vuol dire ?

Ti piace ?

E' lavoro.

Quando si è affascinati, si perde lucidità.

- Non si ottengono risultati. - I risultati li ottengo sempre.

Io mi sono speso per te.

Io ho fatto il tuo nome a Bottai, tu devi riuscirci.

Mi fai male.

Isabella.

Marconi ha trasferito sull'Elettra le apparecchiature dai laboratori.

- Non sapevo nulla. - Ora lo sai. Devi capire a che cosa servono.

Non accettare di intervistarlo lontano dall'Elettra, non serve.

E' lui che ha voluto così.

Il professore che ha incontrato oggi avete capito chi era ?

- Perché lo vuoi sapere ? - Perché sono una giornalista.

Non sei una giornalista.

Sei una nostra infiltrata, non dimenticarlo.

- E sei anche la mia... - Achille...

La mia donna.

Non mi va.

Non ho voglia, non mi va.

Non mi va, ho detto di no !

Fammi passare. Fammi passare !

Isabella, stai molto attenta.

Molto attenta.

Ecco chi era.

- Pronto ? - Pronto, sono Isabella. Ho bisogno di vederti.

Amore.

Che cosa c'è ?

Oggi Marconi ha incontrato Enrico Fermi.

Pare che la conversazione tra loro sia stata burrascosa.

I tuoi amici sono affidabili ?

E' gente che ha a cuore la sicurezza dell'America.

D'accordo, ma stiamo attenti. Quelli vedono e sentono tutto.

Puoi stare tranquilla, anche noi vediamo e sentiamo tutto.

- Pronto ? Con chi vuole parlare ? - Con Palazzo Venezia, sono Marconi.

- Palazzo Venezia, mi dica. - Sono Marconi.

Voglio incontrare il Duce domattina, è urgente.

- Attenda in linea. - Sì, sì.

[RESPIRO AFFANNOSO]

Pronto?

Pronto?

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