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Original subtitles

*

Nessuno deve metterlo in dubbio.

Elio è un uomo per bene.

("SHOUT" TEARS FOR FEARS)

Ed è sempre stato meraviglioso.

Ma in questi anni in tanti, anche gli ex amici,

che poi lo hanno abbandonato,

hanno sempre messo in dubbio la sua amnesia.

Io e lui invece lo sappiamo molto bene quanto ci ha sofferto.

La verità è che lui con la morte di Arianna non c'entra niente.

Tutti a indicarlo come colpevole e nessuno a dire l'unica cosa

che dovrebbe essere evidente.

Anche Elio è una vittima.

- Elio! - Nina.

Mi hai spaventato.

Come sta papà?

Ha avuto una brutta notte.

Che ore sono?

E' l'una, papà.

No, aspetta. Che fai? Che fai?

Ma come che faccio?

Ti sei rincoglionito?

Ho l'udienza.

Tu non devi andare in nessun tribunale.

Hanno patteggiato?

Sì.

Lo sapevo.

Hanno capito con chi...

Io non esercito più da tanto, vero?

E Lucrezia come sta?

Alice sta bene, papà.

(CELLULARE SQUILLA)

Amore.

Ciao. Alla fine, ci sono passata stamattina.

Che dici di un'agenda?

ELIO: Un'agenda?

Per Federico.

Per il compleanno di Federico.

Domani andiamo a cena con lui e Cora.

Te lo sei dimenticato? - No, no.

Che stavi facendo? - Niente. Stavo... leggendo.

Bravo. Riposati.

Ci vediamo dopo.

Sì, ciao.

Filippo?

Ci conosciamo?

Per me è stato terribile.

E' stato come perderla tre volte.

Quando m'ha lasciato, quando è scomparsa.

E ora, col ritrovamento...

ELIO: Tu ci avevi creduto davvero?

Che fosse scomparsa, intendo.

Diciamo che ci ho voluto credere.

Ma non ero l'unico a pensarlo, sai.

Le ce l'aveva 'sta voglia, 'sto sogno di andarsene.

Non ci eravamo simpatici io e te.

Eravamo innamorati della stessa donna,

mi sarebbe sembrato strano il contrario.

Come ci sei finito a lavorare qui?

Quando Arianna è scomparsa sono andato in crisi.

Ho pure lasciato il nuoto, sono stato male.

Poi, piano piano, mi sono rialzato.

Io sto rivedendo tutti quelli che c'erano quell'estate.

Purtroppo non ho ricordi.

E ho deciso di provare a...

Recuperare quelli degli altri.

Ecco.

Tu che cosa ti ricordi?

Quell'estate mi aveva chiesto una pausa.

Ma io non ce l'ho fatta, sono andato lo stesso.

Sono stato molto sgradevole con lei.

"Sgradevole" in che senso?

Non le ho mai alzato le mani, se è questo che intendi.

Però io Arianna l'ho capita.

Per questo non ce l'ho mai avuta con lei.

Aveva ragione, ha fatto bene a lasciarmi.

Però, anche se sembra assurdo...

..a me Arianna mi ha reso felice.

ELIO: Dopo aver visto la videocassetta, ho incontrato Filippo.

COSTANZA: Perché? Sospetti di lui?

ELIO: Non lo so. Però c'è una data.

Giugno 1990.

Potrebbe averlo fatto con Filippo, secondo te?

COSTANZA: Ricordo che venne per qualche giorno, poi se ne andò

perché erano in una specie di pausa.

E lui doveva passare tutta l'estate a Londra.

ELIO: Ok, Filippo non è stato. Ma allora chi ha fatto il video?

E' girato in una camera d'albergo.

Tu ti ricordi di un albergo che, che ne so,

magari fosse dalle parti del campeggio?

Mi ricordo un posto da quelle parti che aveva un nome mezzo americano.

Però, boh.

E comunque, Arianna non è che si confidasse tanto con me.

Ho sempre pensato che si sentisse, anzi, giudicata da me.

E con Lauretta?

Ecco, sì. Magari con lei si confidava di più, sì.

Devo parlare con lei.

Non è esattamente la tua più grande fan.

Ma voi due eravate amiche. No?

Se mi dai una mano tu...

LAURA: E che vorresti da me?

Solo farti qualche domanda su quell'estate.

Di cui tu non ricordi niente, no?

Senti...

..io lo capisco che ti può sembrare...

Scompari con lei.

Torni vivo solo tu, ma senza ricordare niente.

Ci cancelli dalla tua vita per trent'anni, tutti.

Poi torni e...?

Tu sei sicuro che capisci?

Io ad Arianna non ho fatto niente.

Elio sta facendo un lavoro su sé stesso per recuperare dei ricordi.

Diciamo che mi stanno tornando delle specie di flash.

E' sincero, fidati.

Che, non ci sei riuscita da ragazzina e ci riprovi ora?

Scusa.

Lo sai come sono fatta, no?

Quando ho l'umore di merda devo trattare male qualcuno.

Sono fatta così, no?

Sono fatta male.

Tu eri quella con cui Arianna parlava di più.

E' così che mi hanno detto.

Sì.

Io ero l'amica burina.

Quello che pensavo non contava niente.

Però magari a te ha fatto qualche confidenza particolare.

Sui ragazzi, su qualcosa che ha fatto.

Su un albergo.

Secondo te è possibile che fosse finita in un brutto giro?

Dici che si prostituiva?

Ma chi è che l'ha conosciuta veramente Arianna?

Comunque ormai è tardi, no? Arianna è morta.

Quindi se volete rimanere qui a godervi il panorama, fate pure.

Ma se volete riportarmi indietro a quell'estate, no.

Avete sbagliato indirizzo.

(con accento napoletano) Amico mio!

- Proprio a te cercavo. - Ora non posso.

Allora chiamo i tuoi amici.

Ma loro mi fanno innervosire. E quando mi innervosisco...

Hai capito?

- Che ti serve? - Roba di un minuto. Vieni.

Jamme jà.

Arrivo subito.

Facimm' ampress.

Ci sei?

Sì. Un secondo.

Oh, ti muovi?

Un attimo.

Elio, guarda che non tengo tutta la giornata.

Un attimo.

Dove cazzo sta?

E muoviti, dai.

Analizziamo i fatti.

Ecco, bravo. Analizziamo i fatti.

Voi vi tenete la mia roba e poi ve la inculate.

Fine dell'analisi.

Un po' sbrigativa.

Sbrigativa?

Anche se correttissima.

Ah.

Dai, sei tu che hai voluto nascondere la tua roba qua.

Noi siamo come te, vittime del furto.

A me sai che cosa cambia?

Un cazzo?

Ecco, bravo "o' femminiello".

- Che ha detto? - Niente, poi ti dico.

Voi domani mi date un milione.

- Un milione di lire? - E di che, sennò?

Stai scherzando?

Dici che sto scherzando? Sì?

E perché allora voi non ridete?

Un milione.

Altrimenti sai com'è, no?

Mi tocca farlo.

C-che cosa devi fare?

Fattelo spiegare dal rosso.

L'ho preso male, l'ho preso male.

Lascia, lascia, lascia.

Oh, ma che state a casa vostra?

Metti a posto quelle sedie.

Scusa.

Mamma mia!

CARLO: Secondo me è stato lui.

Ci ha sentito e ci ha seguito fino alla tenda.

Carlo, ma non è che invece ti sei portato la tedesca dentro la tenda?

Ma no, no. Ve l'avrei detto, dai.

- Ah, ce l'avresti detto? - Certo.

CARLO: Bravi.

Prendete per il culo mentre siamo minacciati da uno spacciatore.

Ci vediamo dopo.

ADRIANO: Tra poco finiamo in ospedale e quello pensa alla fica.

Ehi.

Ehi.

Come stai?

Va meglio?

Sì. Sì, va meglio.

Certo che il tuo ragazzo mena forte.

Ex.

Vi siete lasciati?

L'ho lasciato.

Mi dispiace.

No.

Ho detto una cazzata, non mi dispiace.

A me sì.

E adesso dov'è?

Devo aspettarmi agguati, ganci al mento?

No, è tornato a Roma.

Mi dispiace che se la sia presa con te. Avevi ragione.

Perché?

Ha rovistato tra le mie cose e ne ha trovata una...

Boh, forse è meglio che l'ha trovata.

Che cosa?

Un completo intimo.

Non era per lui?

No.

E per chi era?

Sei scema?

Sei scema.

Scemo ci sarai.

Tanto non te la dà.

ELIO: Che incubo, Carmine.

ELIO: Ho un'idea. Scommettiamo sui Mondiali.

Che partita c'è? ADRIANO: Chi se ne frega.

- Che partita c'è? - Italia-Stati Uniti.

- La so. ADRIANO: Ma che sai?

Scommettiamo tutto sul risultato ed è fatta.

Tu non ci capisci un cazzo di calcio.

- Ma so come finisce! - "Anvedi" che coatto!

ADRIANO: Così mi piaci. CARLO: No, fermi.

Ricapitoliamo il piano. Noi prendiamo tutti i nostri soldi

e li puntiamo su una partita. - Esatto. - Eh.

Quindi pali, traverse, arbitri cornuti, sfiga, autogol,

tutte queste variabili, e tu dici che noi azzecchiamo il risultato?

Sicuro.

- Ma vattene affanculo. - No, Carlo. Vaffanculo tu!

Io ci sto. - Daje!

- Dov'è il negozio di scommesse più vicino? Ma che cazzo dici?

Adesso uno prende, entra in un negozio

e dice "voglio scommettere sul risultato di una partita"?

Ma infatti scherzavo.

Tocca andare dal Papero.

Uno a zero per l'Italia.

- Ma che cazzo dici? Solo uno a zero? - Shh.

Quelli non sanno manco com'è fatta una palla.

Io dico tre a zero. - Ok. Tre a zero pure per me.

Dai, dammi i soldi che vado io.

Ragazzi, io faccio da palo. Controllo...

No, no, no. O entriamo tutti o non entra nessuno.

E' una cosa illegale.

Meglio non dare nell'occhio. Dai.

- Con discrezione. - Va bene, dai.

I soldi, con discrezione.

CARLO: Se non vinciamo, Carmine ci uccide.

Oh...

(MUSICA DI TENSIONE)

Mi hanno detto che qui si può scommettere.

Scommetti che è meglio che te ne vai?

Dai.

Lo sanno tutti che qui si gioca il "picchetto".

Ragazzino, io non ti ho mai visto. Vattene.

Come sanno tutti che sarebbe una gran rottura

se dicessi che non ti ho visto fare uno scontrino manco per sbaglio.

Mi sa che non ti ho capito.

Occhio che sono...

..che mio padre è un avvocato.

Vieni con me.

Sentiamo, che ti vorresti giocare?

A quanto la dai Italia-Stati Uniti, risultato esatto uno a zero?

Facciamo a dieci.

Facciamo venti.

Quindici.

Ancora?

- Dodici. - Mi prendi per il culo?

Va bene. Dieci è perfetto. Dieci è la quota sua.

- Grazie. - Adesso fila.

("UN SABATO ITALIANO" SERGIO CAPUTO)

All'ultimo secondo taglio il traguardo. Evviva!

Daje, che Carmine ce lo leviamo dalle palle.

Tanto è inutile, non ti faccio passare.

Togliti, Carlo!

Che ficata! Dai!

CARLO: Elio!

Elio, tutto ok?

(STRIDIO DI GOMME)

(CLACSON)

Scusi.

C'era un albergo qui prima?

Capirai, una vita fa. E' da mò che è fallito.

Poi hanno aperto un cinema ed è fallito pure quello.

Poi una sala slot.

Fallita.

(sarcastica) Sì.

Slot Padel.

E quando falliscono questi?

E l'albergo si chiamava Hollywood?

Hollywood, Hollywood.

Io l'ho sempre detto, sembra il nome di una discoteca.

Il proprietario sognava di fare l'attore.

Dice che tutti lo scambiavano per Mastroianni, pensa.

Ascolti, io sto cercando informazioni su una ragazza che è scomparsa

in quel periodo.

E che sembra che, sì... che frequentasse l'Hollywood.

Che lei sappia, c'era qui un giro di ragazze?

Che mi dice?

Io non so assolutamente niente.

Questa è una zona rispettabile.

Potrebbe saperlo il proprietario.

E come faccio? Posso parlare col proprietario?

Dipende.

E' bravo a scavare?

Scavare?

Saranno dieci anni che è morto.

(CELLULARE SQUILLA)

Grazie.

Scusi.

Nina, che c'è?

Kennedy.

Sapete qual è stata la prima cosa che ha fatto dopo che gli hanno sparato?

Ha chiesto la mia consulenza.

E' stato difficile difendere il Presidente Kennedy?

Mi sono rifiutato.

Gli ho detto: "Cercatelo a Washington un avvocato."

Così gli ho detto.

Ignoranti.

Figli di puttana!

Questi sono gli americani.

E suo figlio che cosa pensa degli americani?

Lo sapete voi cosa pensa mio figlio?

Ma sono ragazzi. Ha solo 18 anni.

Io alla sua età già lavoravo.

Quelli della sua generazione sono dei buoni a nulla.

GORI: Lei dice questo per quello che è successo a quella ragazza?

Arianna... si chiama.

Immagino che suo figlio gliene avrà parlato.

Magari le ha chiesto di tirarlo fuori dai casini.

Un milione e mezzo a quello stronzo di Proietti

per mettere tutto a tacere.

Proietti?

Sì. Proietti, il poliziotto.

GORI: E che cosa ha fatto Proietti?

PIETRO: Ha insabbiato. Che doveva fare?

Cosa ha insabbiato Proietti?

Questo riguarda la storia di quella ragazza, giusto?

(SCATTO DELLA SERRATURA) La droga, no?

ELIO: Papà?

Andatevene.

Elio, di' un po' a 'sti signori di quando ho cacciato di casa Kennedy.

O era Reagan?

Nina...

Ci vediamo fra poco, papà.

E' un uomo malato. Ma come vi permettete?

Lei pensa che noi siamo qua a divertirci?

Voi mio padre non lo dovete avvicinare, chiaro?

Dice che siamo stati maleducati e inopportuni?

Mi prende anche per il culo?

Non mi permetterei mai.

Ci sono tutti gli estremi per denunciarvi.

Santamaria, lei è avvocato.

Gli avvocati sanno benissimo perché ci pagano a noi ispettori,

non certo per essere educati e opportuni.

Fuori!

PIETRO: Stai bene?

Sì, sto bene, papà.

Era la polizia, mh?

Se dico cose che non devo dire, perdonami.

Non lo faccio apposta.

Non ti preoccupare, è tutto a posto.

Allora vado a tranquillizzare tua madre.

Sennò chi la sente.

Ti tengo d'occhio.

(TELECRONACA DALLA TV)

Che palle! Ci sono partite tutto il giorno.

Non è che si chiamano "Mondiali" così, tanto per...

- E' buona. - Guarda che se la prende!

Oh!

(VOCI SOVRAPPOSTE)

Dai!

- Tre glieli facciamo sicuro! - Sì!

- Glieli facciamo! - Sì! - Sì!

Vai.

CRONISTA: Berti. E' giù. Rigore.

Dai, è rigore! Rigore!

Dai, facciamo questo e ce ne manca uno solo.

- Ma cazzo! - No, dai!

ADRIANO: Gliene dobbiamo fare altri due a questi americani!

Dai!

CRONISTA: Parte il cross!

Uuh!

("NOTTI MAGICHE" BENNATO E GIANNINI)

E mò sò cazzi.

Siamo morti.

Ma... vi pare che scommettevo sul tre a zero?

Che cazzo dici?

Che v'avevo detto?

Uno a zero.

Non ci credo!

(insieme) Italia! Italia! Italia! Italia!

Io ho dieci decimi.

Ma se mi dici quello che c'è scritto là sopra sei un fenomeno.

Non è possibile. Avrà preso umidità.

Ma ti ricordi che ho scommesso, no?

Io ci vedo bene.

La memoria insomma, mica tanto.

Ma avrai la ricevuta.

Ha preso umidità pure la mia.

Ma se non ti sta bene puoi andare a rivolgerti a tuo padre.

Che fa l'avvocato.

Però questo lo ricordi, sì.

'Tacci tua!

Oh, ma che è sparita la roba di Tarzan?

Ho visto Carlo e Adriano.

- Mò risolvo. - Come fai?

Devo andare da una parte. La risolvo, tranquilla.

Vuoi che ti accompagno?

Non c'è bisogno.

Grazie. Tranquilla.

Ari.

Ti posso parlare un attimo?

Certo.

T'ho detto che non te la dà.

Ti andrebbe di fare una passeggiata?

Andiamo verso la piscina?

No, io intendevo una passeggiata molto più lunga.

Ma non va più veloce di così?

Un po'. Ma sai, così, senza casco...

Perché, tu ti metti il casco per andare in motorino?

No, certo. S-scherzavo.

Allora vado, eh.

Entro un secondo qua, va bene?

Ma che devi fare?

Devo lasciare un curriculum.

Vede? Quella è la ragazza mia.

E a me che mi frega che quella è la ragazza tua?

Io le chiedo di mettersi una mano sul cuore.

Se ho le corna.

L'hanno vista entrare qui con un altro.

Magari se la ricorda.

Senti, sono cazzi vostri. Io non ci voglio entrare.

Le hanno mai detto che assomiglia al più grande attore di tutti i tempi?

Mastroianni in "8 e mezzo".

Identico! - Qualcuno.

Appena sono entrato ho pensato di chiederle l'autografo.

Vabbè, va.

Tranquillo, la ragazza tua qui non ci ha mai messo piede.

E non essere insicuro. Guarda che state bene insieme.

Capace pure che prima o poi vi sposate.

Comunque, ho deciso. A settembre me lo compro il motorino.

Vai che mi voglio divertire.

Reggiti forte.

Siamo quasi arrivati, eh.

Sai che non ti facevo borghese?

In che senso?

Beh, guarda dove vivi.

Che famiglia è la tua?

Mah, un'accozzaglia, praticamente.

Mio padre è siciliano, mia madre è napoletana.

Poi, quando...

Beh, poi ci siamo trasferiti a Roma.

L'ha scelto mio padre dove stare, mica io.

E tu che avresti scelto?

Qualcosa fuori città.

Tu invece?

No, a me piacerebbe un posto diverso.

Eccoci.

Ecco, vieni.

- Papà. - Mh?

Oh!

E che, ti hanno cacciato dal campeggio?

Volevo stare un po' a casa.

Non se ne parla proprio.

Ti ho già dato i soldi per le vacanze.

Ma è un'emergenza.

Devi imparare a gestire...

..i soldi, le situazioni, i contesti.

Ma ti ho detto che è un'emergenza.

E pure le emergenze vanno gestite.

Allora, io sono d'accordo con quello che dici.

Farò la stessa cosa quando avrò, se avrò, una figlia.

O un figlio. O due, o tre.

Ma un'emergenze è un'emergenza.

E a volte i figli non possono spiegare tutto ai genitori.

L'hai messa incinta.

Macché. No.

No, no, no. Guardi, siamo stati attentissimi.

Trentamila.

Non una lira di più.

Grazie, pa'.

Tu sì che le capisci le emergenze.

Grazie mille. E' stato un piacere.

Papà, ma ti andrebbe un gelato?

Un gelato?

Si vede che voi giovani non avete un cazzo da fare.

Andiamo, va. - Ma secondo te...

..questo quanto vale?

("DOMINO DANCING" PET SHOP BOYS)

Ma non è che abbiamo esagerato?

Ma no.

Se l'è meritato.

E anzi, scusami perché mio padre si è comportato proprio da stronzo.

Ma invece è bello vedere un padre che si incazza, significa che ci tiene.

Il tuo che tipo è?

Una volta l'ho chiesto a mia madre.

Non mi ha risposto, ma si è messa a piangere per dieci giorni.

Ah.

Se n'è andato che avevo cinque anni.

Cavolo, mi dispiace.

Non volevo rattristarti.

Macché, è stata una giornata bellissima.

Non mi divertivo così da... boh.

E allora domani ce ne andiamo a vendere le bocce del nonno.

E anche i trofei.

A me pare una cacata.

Come "una cacata"?

Una cacata.

- Ma è una litografia. Che?

Faceva parte di una collezione priv...

Vale un sacco di soldi.

Vabbuò, va.

Forse la cornice può valere qualcosa.

Solo che non siamo ancora pari.

E perché?

Voi avete sforato con i tempi.

Mi spetta il supplemento. La penale, capito?

Che penale?

Va bene, poi ci penso.

Però stasera...

..ce ne andiamo tutti a puttane. O no, Carlo?

Magari un'altra volta.

E va bene.

I gusti sono gusti.

Buonasera.

GORI: Buonasera, signora. Ci scusi per l'orario.

Ci siamo sentiti prima per telefono.

Prego.

E voi pensate che, all'età mia...

..in pensione...

..possano farmi paura le parole di un vecchio demente?

Prego.

Te l'ho mai detto, Gori, che ho una passione per le saghe familiari?

Ah.

Hai presente quelle belle famiglie dove il figlio eredita

il lavoro del padre?

A proposito, come sta tuo figlio?

Fa carriera in polizia, sì?

Che c'entra mio figlio?

Le colpe dei padri che ricadono sui figli...

Proietti, se dovessero ripartire le indagini,

con il suo nome che viene infangato, lei si trova in pensione.

Ma suo figlio?

E che facciamo? Gli bruciamo la carriera?

Il padre del ragazzo mi ha dato una mancia per omettere qualcosa.

Senti come era elegante la vecchia generazione.

La chiamavano "mancia".

Per quale motivo era stato denunciato?

Roba di droga.

Che altro?

Nient'altro. Solo questo.

Senti, Proietti...

Mi dica.

..sei una merda.

Come ti è venuto in mente?

Cosa?

Scusa, l'ho detta... l'ho detta male.

Quand'è che hai deciso... di diventare prete?

Mah, era un periodo che cercavo, sentivo...

vabbè, mica te lo posso spiegare così.

Invece c'è una cosa che non ho mai capito.

Cos'è successo esattamente tra te e Adriano?

Mh? Migliori amici, sempre insieme, bastava uno sguardo per capirvi.

E poi?

Mica ho deciso io.

I ponti con tutti gli altri li ho voluti tagliare io.

Però con me l'ha fatto lui.

Ma perché?

Ma io veramente ero così innamorato di Arianna?

Ma come un coglione. Innamorato perso, totale.

La guardavi sempre così...

Perché?

Cioè, secondo te, che aveva di speciale Arianna?

Mah, sarà stato quel suo sguardo sempre...

..da un'altra parte, sempre lontano.

Come se non fosse mai realmente lì con noi.

Bravo.

Kobe Bryant che incontra Roberto Premier.

Vabbè, liscio.

Io con tutto quello che è tempismo e coordinazione

sono sempre stato una pippa. Sempre fuori tempo, in ritardo.

Cazzo. Cazzo!

Scusa, poi ti spiego, però. Cazzo!

- Cazzo, cazzo! - Dove vai?

Scusatemi. Scusate.

Scusa, amore.

Non rispondi al telefono e arrivi con due ore di ritardo? Lascia perdere.

Auguri, Fede.

Scusa, Cora.

Non sai che m'è successo.

Ne possiamo parlare con calma?

Ma di cosa vuoi parlare?

Della figura di merda che hai fatto? Della mancanza di rispetto?

Lo so, ho sbagliato. Scusami.

E' che mi sono preoccupata, cazzo.

- Lo so. - No, non lo sai!

Mi sono spaventata perché sono io che non lo so, capisci?

- Che cosa? - Che cosa ti succede.

Se stai bene, se stai male. Se ancora...

So solo che stai facendo quello che una volta non avresti fatto.

Stai camminando da solo.

Ciao, amore. Io vado a letto, buonanotte.

- Ehi. - Fai un tiro con me, papà?

Dai.

("BETTE DAVIS EYES" KIM CARNES)

ARIANNA: Tempo una settimana e ti batto.

ELIO: Il fatto è che la devi tenere con più dolcezza.

Mano destra... che tira.

Vai in aria...

- Novanta gradi. - Vai!

Beh?

Abbiamo preso una bella percentuale. Vai, vai, vai.

Vai!

Quasi.

Brava, brava. Dai!

Combattiva.

La sai fare la schiacciata?

Ooh!

Basta!

Vado.

Vai.

Buona serata, allora.

Grazie, anche a te.

(MUSICA DI SUSPENCE)

ELIO: Gualtiero?

Che cazzo ci fa qui?

(MUSICA DI TENSIONE)

DONNA: Elio!

Elio!

Che succede?

Sottotitoli a cura di SKY ITALIA

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