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Original subtitles

Cibo!

Mamma, ho preso una gallina!

LA PESTE NERA

Mamma!

Dove va?

Non so dove metterla.

Mia moglie

è morta!

Mia moglie è morta!

- È morta! - Che bella storia d'amore!

Pensi che il mio promesso mi amerà?

Se vi amerà tanto da abbracciare il vostro cadavere?

Ma certo!

Mia moglie è morta!

Mia moglie è morta!

Ci penso io, padrona.

- È morta! - L'abito nuziale?

E gli arazzi con le scene pastorali?

Grazie a Dio me l'avete ricordato!

Dottore, mia figlia.

- Dottore, aiutatemi. - Non posso.

- Aiuto. - Basta.

- Mia figlia. - Aiutatemi.

Lasciami!

Solo pregare può salvarvi.

- No. - Mentite!

- Al diavolo! - Mentite!

Non scappate da noi! Dove state andando?

Dottore!

Dottore!

- Padrone? - Sono bloccato.

Tranquillo, arrivo.

Vi aiuto io.

Questa tunica ha troppe maniche.

- È pericolosa. - Va bene.

Ahia!

Per fortuna siete sveglio, signor Tindaro. Andiamo alla villa.

Questo Leonardo di Fiesole è un campagnolo?

Ci saranno dei pensatori lì o saranno tutti sempliciotti?

Di certo voi li educherete.

Ma non possiamo più rischiare la vostra salute a Firenze.

Credevo che le mie feci fossero molto nere stamattina.

Lasciate giudicare a me.

- Le ho fatte nel fazzoletto. - Bene. Do un'occhiata e andiamo.

E so che mi sono confessata e mi sono pentita molte volte,

ma il peccato della vanità pesa sull'anima.

Com'ero bella il giorno delle mie nozze. Ero meravigliosa.

La vanità e il malvagio orgoglio. Perdonami, Padre.

Devo anche confessare una bugia. Io...

Odio interromperti, ma la carrozza aspetta.

Non ho finito. Mancano l'accidia, l'invidia,

l'aver mischiato tessuti diversi, la tentazione.

Neifile, siamo invitati alla cena di benvenuto.

Non voglio mancare. Lì servono sempre le pietanze migliori.

Poi solo la pasta.

Aspetta. Padre, qual è la mia penitenza?

Il viaggio è lungo. Puoi chiedere il perdono per strada.

È vero.

Che spreco, eh?

Già.

Sono tutti padri, sorelle o...

Gli stivali! Sono miei!

Che fortuna.

Non toccarlo. Ce n'è un altro.

Sei stramba, Licisca.

Come potrebbe quello aiutare mio padre?

Dicono che i terremoti abbiano liberato aria rancida dal terreno,

perciò gli amuleti la spaventano e la rimandano all'inferno.

E i fiori?

I fiori impediscono all'aria cattiva di entrare nel corpo.

E non respiri dalla bocca?

Spazzolami i capelli.

- Devo prima badare a... - Spazzolami i capelli.

Che seccatura.

Usi il pettine di mia madre?

Morirà anche lui.

- Non dite così. - È vero.

- E io resterò orfana. - Non resterete orfana.

Sarete solo una donna adulta senza genitori.

Non sai cosa si prova, Licisca, va bene? Per tua fortuna, sei sempre stata orfana.

È ovvio che tu sia insensibile al riguardo.

No, avete ragione. Mi dispiace, padrona.

Ma sarò un'orfana senza marito,

quindi sarò bloccata qui.

Oggi è arrivata questa.

Cosa dice?

Il Barone Piero non chiederà la mia mano, per ora,

poiché è morto.

Oh, no.

Mi dispiace, padrona.

- Anche se lo odiavate. - E quello che c'entra?

Beh, pensavo che avreste passato del tempo con lui durante il matrimonio.

Ma io e te saremmo potute uscire di nascosto ad abbracciare le capre

o a fare altre attività contadine.

Di notte mi avresti raccontato una storia o fatto un massaggio ai piedi.

Ma ora è finita.

Quando mio padre morirà, dovrò restare qui tutta sola.

Ci sarò io.

Sei l'unica serva rimasta. Te ne andrai anche tu.

Non lo farei mai.

Avete bisogno di me.

Per favore, potresti farlo smettere?

Sembri diversa, Licisca. Hai cambiato pettinatura?

Questo di certo mi curerà in un attimo.

Sento che sta già funzionando.

Sto saltellando per la stanza.

Beh, vale la pena provare qualsiasi cosa.

Non sopravvivrò.

Avete una possibilità.

Se Dio vuole, l'avremo tutti.

Spero tu sappia quanto abbia apprezzato la tua presenza in questa casa negli anni

e vederti crescere.

Sei come una figlia per me...

solo povera...

e meno importante delle altre, ma ancora viva.

Licisca, mi serve uno spuntino.

Riesci a credere che, tra le tre, sia sopravvissuta lei?

È di certo molto animata.

Non ce l'hai, vero?

- Non ancora. - Pensavo la X indicasse di sì.

Cazzo, sul serio?

Porto un messaggio per il signor Eduardo

da parte di suo cugino, il Visconte Leonardo di Fiesole.

- Il nobile di Villa Santa? - Sì.

Ti ascoltiamo.

Il Visconte Leonardo chiede la presenza del signor Eduardo,

della sua bella moglie Elissa...

Morta.

- ...delle figlie Violetta... - Morta.

- ...Lauretta... - Morta.

- ...e Filomena... - Non morta.

...alla sua villa di campagna.

Vuole che fuggiate dalla città afflitta dalla peste

e andiate nella campagna meravigliosa e non infettata per riposare.

E siete invitati a restare quanto volete.

Il Visconte Leonardo non è sposato, vero?

- Il cugino di vostro padre? - Hai un'idea migliore?

Il Visconte Leonardo è celibe, ma non lo sarà a lungo.

Incontrerà la sua promessa sposa venerdì.

Chi altri è invitato?

Molte delle famiglie più importanti di Firenze.

La maggior parte non è morta?

Informa il caro cugino Leonardo

che la figlia di Eduardo, Filomena, verrà con piacere,

e che non vedo l'ora di conoscerlo venerdì.

- Padrona, parliamone... - Grazie.

Padrona, non possiamo lasciare vostro padre.

Non essere sciocca.

Non mi lascerò sfuggire questa opportunità.

Incontro un nobile, mi compra un castello e non resterò più sola.

Vostro padre è gravemente malato.

Con questo potremo andarcene.

La peste non è arrivata in campagna. Se fuggiamo ora, possiamo sopravvivere.

Perciò è deciso. Partiamo domani all'alba.

Non posso.

Cosa?

Vostro padre è il mio padrone. Non posso lasciarlo così.

L'ho promesso a vostra madre.

Perché mantenere una promessa fatta a una morta?

E va bene. Allora resteremo qui, ci ammaleremo e moriremo.

Quando vedremo mia madre in paradiso, si complimenterà con te.

Buona peste!

Non so perché mio zio volesse che andassi in questa stupida villa.

Tanto vale restare in città.

La peste è ovunque a Firenze.

Siete cagionevole. Un niente può essere la vostra fine.

Qualche settimana in campagna farà miracoli. Ci saranno donne nubili lì.

Ti sei illuminato, quando l'hai saputo.

Non per me, per voi. Mi interessa ciò che giova alla vostra salute.

E cosa c'entrano le donne?

Vi solleveranno lo spirito ed equilibreranno gli umori.

Le donne?

Stupide, calcolatrici e indisponenti.

Prima che diventassi l'erede dello zio, non mi consideravano.

Era sempre "Luigi questo" e "Antonio quest'altro".

Beh, Luigi è morto,

e Antonio anche.

Che sia dannato se lascerò che una donna tocchi una singola moneta di mio zio.

Neanche le loro passere saranno piacevoli.

Come sono?

Molto piacevoli.

Perché i flagellanti devono farlo in pubblico?

- Dio è grande. - È questo il punto.

È un po' pacchiano.

Perché Dio ci ha mandato la peste? Il mondo sta per finire?

Ammetto che il mondo è un po' cupo, al momento.

Hanno annullato la Festa di San Michele, l'evento mondano della stagione.

La peste non ha pietà?

Suor Benedetta dice che Dio ci mette alla prova.

Dobbiamo sempre restare devoti.

E se fallissimo?

Se Dio ci mette alla prova con la peste,

l'invito alla villa è la nostra salvezza,

ed è di certo merito delle tue devote preghiere.

Ci hai donato un miracolo, come quello della barca degli animali.

- Noè? - Sì. La barca di Noè.

La Firenze infettata è il diluvio

e la villa di Leonardo è la bella barchetta che ci salverà,

con tanto cibo, bevande e della squisita compagnia.

Sto mostrando abbastanza seno da incuriosire?

È molto intrigante.

Sono come due pesche carnose avvolte nella seta.

Siete eccezionale.

Non eccezionale come "diversa". Solo "estremamente bella".

Va bene.

In ogni caso, i miei regali gli piaceranno,

e anche la mia dote.

Padrona, saranno il vostro bel viso e la vostra intelligenza a piacergli.

Vi adorerà.

E, Misia, ovviamente, che resti tra noi...

che c'è stato qualche piccolo contagio a casa.

Oh, ma certo.

- Va bene. - Sì.

Immagino sia stata dura per te lasciare la tua piccola... amica?

Ma era molto malata, vero?

E questo sarà un nuovo inizio.

Mi sta bene.

Sì, padrona.

Amo i nuovi inizi.

Buongiorno, amici, e benvenuti a Villa Santa.

Benvenute. Siamo lieti di accogliervi.

Benvenute.

Vi presento la signora Pampinea di Firenze,

la futura viscontessa della villa.

La magnifica signora.

È un piacere ancora più grande.

- Buongiorno. - Sono Sirisco, il maggiordomo.

Posso dirvi tutto ciò che volete sapere sulla nostra villa.

Che emozione!

Ho portato dei regalini di nozze, nulla di che.

Dov'è il mio promesso, il Visconte Leonardo?

- Non è qui. - Non è qui?

Sta prendendo il vino poco lontano.

Di certo sarà qui per il banchetto di benvenuto.

Sì, certo.

Fino ad allora, vi faccio accomodare.

Immagino sia appropriato. Potrò dare un tocco personale alla mia futura casa...

- Sì. - ...per il mio futuro marito.

- Accompagnatemi nei miei alloggi. - Sì.

La prima stanza di sopra.

Accompagnacela tu. Devo sistemare i regali e assicurarmi che nessuno rubi niente.

- Attenti con quello. - Fate piano.

- Prima stanza di sopra. - Con due mani!

Più veloce!

Misia?

Perfetto.

- Misia? - Sono dietro di voi.

- Misia? - Arrivo!

Oh, cielo.

Per fortuna ha portato tante cose e ci sono pochi ospiti.

Manca una mezza dozzina di consegne e...

- Dove sono tutti? - Maria è morta.

Lo so.

- E la serva, Elora? - Fuggita.

- Giuseppe? - Non l'hai sentito ieri notte?

È impazzito di paura.

È andato nel campo dicendo di sentire la voce della sorella morta

che tuonava dentro di lui.

Sirisco, siamo solo noi.

Mentre i nobili si divertono,

noi ora siamo cuochi, maggiordomi, macellai, lavandaie,

ciambellani, stallieri e cameriere.

Cose che ho sempre voluto provare.

Dimentichi che c'è ancora Calandrino!

Ottimo. Se avremo delle api come ospiti,

ci sarà di grande aiuto.

Siamo gli unici a sapere che Leonardo è morto. E dobbiamo tenerlo segreto.

Due servitori senza padrone. Siamo inutili.

A meno che non siamo indispensabili a chiunque rivendichi la villa.

La fidanzata, la signora Pampinea?

Non si sono sposati. È solo una scocciatura.

La signora Filomena è una cugina.

- Forse è sua. - Il signore aveva molti cugini.

Quando si spargerà la voce, arriveranno da tutta la Toscana,

con i loro servi, a prendersi la tenuta. Ci cacceranno via.

Leccherò ogni stivale che non mi manderà via a calci.

Avete spostato la birra. L'avevo lasciata lì.

- L'ho spostata in cantina. - Fa troppo freddo lì.

Gestisco io la tenuta.

Siamo noi a gestirla.

Misia!

- Sirisco! - Di qua.

- Parliamo del banchetto di benvenuto. - Sì, parliamone.

Dato che il mio fidanzato non c'è, devo farmi avanti io.

- Ho preparato un menù. - Stavo pensando...

La padrona sta parlando.

- Le mie scuse. - Dev'essere spettacolare.

Pesce, carne, frutta, la birra speziata con la cannella che abbiamo portato.

Caspita, la cannella!

Un'abbondanza di belle cose, padrona.

Siete molto bella, di una famiglia nobile, saggia e...

portate la cannella. Che buon partito!

Siete la migliore.

Infatti.

Ha detto "saggia". Sa che sono vecchia.

Padrona, non sa niente.

Anzi, sa meno di niente.

E se lo sapesse e dicesse a Leonardo che la sua futura sposa ha 28 anni

e lui ponesse fine al fidanzamento?

Non sa che avete 28 anni.

Come potrebbe? Sembrate una bambina.

E poi, anche se lo sapesse,

io lo distruggerei.

Lo distruggerei prima che possa dirlo a chiunque.

Tu ti prendi sempre cura di me.

- Sì. - Va bene.

Ventotto?

Che hai detto?

La signora Pampinea è una giovane donna bellissima,

intelligente, abile e più che vergine.

Leonardo sarà fortunato a vivere con una donna simile. Ci siamo capiti?

Parmena, colomba mia.

Svegliati. Ce ne andiamo.

Padrona, i miei doveri...

Ascolta. È morto, d'accordo?

È morto.

Sono entrata in camera sua e l'ho trovato morto.

Ero lì meno di un'ora fa.

- Parlava... - Beh, ora è morto.

Oh, padrona.

No, il nostro Eduardo.

Non è il "nostro" niente, piccolo topo di fogna.

È mio padre.

Ora comando io.

Ce ne andiamo.

- Devo almeno dirgli addio. - No.

La peste lascia il corpo e aleggia alla ricerca di un nuovo ospite.

È pericoloso. Dobbiamo andarcene.

Posso avere cinque minuti per prendere le mie cose?

Quattro. Perché lo dico io.

Per favore...

del cibo.

Qualsiasi cosa.

Puzza.

Qualsiasi cosa.

Cosa stai...

È uno spreco. Morirà comunque.

Tutti moriremo.

Beh, lui morirà presto. È agli sgoccioli.

Ma, per ora, è vivo.

Tu meriti il pane più di lui.

Gesù non credeva che una persona meritasse il pane più di un'altra.

Voglio un po' del tuo pane.

Credo che abbiate del pane lì, nel vostro bagaglio, padrona.

Ce l'ho, ma voglio il tuo.

C'è qualche problema?

Dammi il tuo pane.

Me lo merito come tutti gli altri, no?

Forse di più.

Devi darmi il tuo pane quando te lo chiedo.

Va bene?

No!

Cosa ti è preso, piccola ingrata?

Non decidi tu chi avrà il pane!

Cazzo, sì, signora.

- Che bella giornata, vero? - Che bella giornata.

- Un periodo dell'anno piacevole. - Sì.

Già.

Davvero piacevole.

Siamo... Siete voi la gente?

- Siamo noi. - Giurate di non essere infetti?

Certo che non lo siamo.

Io sono la signora Pampinea, la fidanzata del Visconte Leonardo.

Il signor Panfilo, della stimata famiglia Lungarno,

e sua moglie, la signora Neifile.

Un vero piacere, signora Pampinea.

Siete una visione. Il Visconte è molto fortunato.

E, signora Neifile, anche voi siete una visione.

Mi chiamo Dioneo.

E sono qui per assistere il mio paziente, il signor Tindaro.

Mia signora, è un piacere...

Indossate un profumo? Credo di sì.

- Sono intollerante. - Tranquillo. Potete sedervi lì.

Deve fare qualche respiro profondo per liberarsi dell'allergene e non morire.

- Un altro ospite. - È lui!

- Siete stupenda. Sorridete. - È lui.

Bene, coprite il mento e aprite la bocca.

Non è lui.

Salve...

a tutti.

Sono Filomena, della Casata di Eduardo,

la cugina di Leonardo.

Signora!

La famiglia è arrivata!

Una parente. Che onore!

Benvenuta.

Padrona, dov'è il signor Eduardo?

E dov'è la vostra serva?

Non ditemi che avete viaggiato da sola,

come una contadina.

Avrei voluto portare con me la mia serva...

Oh, sì.

...Licisca,

ma quell'angelo è ancora a Firenze, a prendersi cura di mio padre malato.

- Oh, cielo. - Una santa.

Pregherò per vostro padre e per la vostra serva.

E una preghiera anche per Filomena. Che coraggio a viaggiare da sola.

Beh, guardate un po' che gruppo incantevole e felice!

- Sì. - Sirisco, sai se arriverà qualcun altro?

Sono state invitate molte altre persone.

È difficile sapere chi è per strada e chi arriverà.

Chi non è stato ucciso

dal giudizio rapido e severo della pestilenza.

Signore, ti prego, concedici il perdono

per i peccati che hanno causato questa peste.

È molto devota a Dio.

...una condanna per il nostro egoismo terreno.

Va bene, sì. E amen.

Sirisco, facci fare un giro.

Certo, miei onorevoli ospiti.

Benvenuti nella nostra bella villetta.

Credo che il profumo fosse al rosmarino.

Seguitemi. C'è ancora molto da esplorare.

Qua fuori si può respirare e si può ammirare questa meraviglia.

Oltre il cancello, c'è una foresta con alberi grandi e piccoli.

Vi consiglio di non smarrirvi. A me è successo.

Lì potete vedere la nostra cuoca, Stratilia.

Saluta, Stratilia.

Eccola. Che bello.

Qui ci sono i sentieri,

dove consiglio di andare per una passeggiata serale...

Se vi va di farvi pugnalare dai banditi che vagano per le campagne.

Non abbiamo mai avuto problemi. Siamo troppo isolati.

E poi, Calandrino... Calandrino!

Non avevamo mai avuto problemi con la peste, eppure eccoci qua.

Lui tiene d'occhio il cancello.

Non fermerà la morte.

Signore, apri le porte del Regno dei Cieli...

Direi che per oggi le preghiere possono bastare. Grazie.

- Creiamo una regola, va bene? - Sì.

Siamo qui per mangiare, bere e andare verso un nuovo radioso futuro.

Non parliamo più della peste.

- Non si addice alla circostanza. - Continuiamo?

Va bene. Venite.

C'è molto da vedere. Tanti alberi da frutto.

- Solo due, ma li troveremo. - Padrona?

- C'è... - Padrona?

- ...un mucchio di letame che... - Signora Filomena?

- ...siamo fieri... - Dioneo vi sta parlando.

- Molto fieri. - Sì, padrone.

Così mi lusingate, ma sono solo un servitore.

Mio padre vendeva vini.

Potete chiamarmi Dioneo.

Grazie, Dioneo.

E, anche se io sono una nobildonna,

chiamatemi pure con il mio nome, cioè Filomena.

Beh, allora...

Beh, allora...

Vi state godendo la visita?

Ora sì.

Ho la sensazione che non siate come le altre.

Siete diversa.

Oh, grazie.

Sì, cerco di essere sempre me stessa, suppongo.

- Lo sento. - Parlate di me?

- No. - No.

Che bella coccinella.

Già.

Oh, no, l'ho ingoiata.

- Va bene. - L'ho ingoiata.

- Oddio. - Respir...

- Non respiro. - Fate dei respiri profondi.

Inspirate, due, tre.

C'è una panchina qui. Inspirate, due...

Inspirate, due, tre.

Passeggiate con me domattina.

Ridono delle mie preghiere, ovvero la cosa preferita di Dio!

Non sono cresciuta chiacchierando di quanto siano belli i giardini.

- Mi hanno fatta sentire una pazza. - Non lo sei.

Sei una seguace di Dio e un raggio di luce per chi ti conosce.

So che è dura, ma pensa alla triste situazione di Firenze,

soprattutto per la nostra famiglia. Manteniamo la pace e sopravviviamo.

E, per il giudizio di Dio, abbiamo le tue belle preghiere.

E manterremo il nostro voto di castità.

È certamente un considerevole sacrificio cristiano.

Sì, lo è.

Beh, vado a fare una cavalcata.

Grazie.

Sì, è stata cucita con la seta dei bachi più pregiati.

Certo che so leggere.

Sì.

Eccola.

Non so cosa sia.

Pampa... Pam... Pa...

Come si chiama?

Panfilo è quello... che ha la moglie chierichetta...

Filomena, vi va di andare a fare quella passeggiata?

Potremmo incontrarci di sotto tra un attimo?

È difficile vestirsi senza una serva.

Ma certo. Fate con comodo.

Va bene.

È così bello qui. Avete notato questo profumo?

Come il gelsomino caldo

Mischiato con le api

Nel cielo notturno

Che bella poesia.

Come sta il signor Tindaro? È un peccato che sia sempre malato.

Perdonatemi, Filomena. Lo dico raramente, ma siete una visione sotto questa luce.

Oh, cielo, mio... Mio...

Mio Dio, Dioneo, grazie. Io...

Ehilà?

Andate a fare una passeggiata?

Aspettatemi!

Sì, aspettate.

Va bene?

Ahia!

Restate esattamente dove siete!

Aspettatemi, per favore.

Se Mercurio potesse parlare...

Aspettate. Restate lì.

- Vi aspettavamo. - Che fate?

- Parlavate di me? - No.

Bene. Non c'è niente da dire.

Non dite così, Tindaro. Siete un bell'uomo.

Non prendetemi in giro.

Non l'ho fatto.

Non credo di poter dire che fosse il mio Papa preferito.

I pesci!

Che bello!

Oh, sì!

- Ha detto che sono un bell'uomo. - Sì. È gentile.

Stavo pensando che forse le donne non sono malvagie.

È possibile.

È elegante, e chiaramente una nobile.

Non è abbastanza brillante per voi.

Beh, nessuna lo è.

E pensare che stanotte, finalmente,

potrei consumare un rapporto con una donna.

- Ne volete uno? - Sì!

Padrone.

Padrone.

State attento. Le vostre ossa sono fragili.

No, mi sento benone.

Forse è per questa bella donna.

Va bene!

Tu torna alla villa dalla servitù.

- Ti farò sapere se avrò bisogno di te. - Ma certo.

- Scusate. - Oddio!

Sembravate quasi Dafne.

Bella passeggiata?

In una parola, è stata incantevole.

Filomena è piena di vita.

Un folletto impazzito, a volte, ma è molto bella.

E non mi ha chiesto della mia eredità.

Sono felice che vi siate divertito,

ma ho delle brutte notizie sulla vostra salute.

Cosa? Di che si tratta?

Ho esaminato le vostre urine.

Sembra che soffriate di uno squilibrio degli umori rossi e gialli.

Ma mi sento benissimo. Cosa potrebbe averlo causato?

Il vostro battito sarà aumentato a causa del faticoso viaggio

e avrete contratto un'infezione, forse dalle donne.

- La peste? - No, altrimenti dovremmo andarcene.

È meno nefasta, ma comunque pericolosa per un uomo di salute cagionevole.

Ma ho preparato un tè medicinale.

Posso quasi garantire che sopravvivrete.

- Grazie, Dioneo. - Certo.

E pensare che iniziavo finalmente a sentirmi bene.

Ma, come dici sempre tu,

non posso fidarmi del mio corpo.

Temo sia così, padrone.

Ha dei pezzi dentro.

Errore mio, padrone. Vi porgo le mie scuse.

Era colpa mia. Non serve che vi inchiniate per un idiota come me.

Avete sventrato dei pesci? Siete coperta di interiora.

Davvero?

Oh, molto bizzarro da parte mia.

La sciocca Filomena, che fa sempre quello che vuole.

Che vita.

Devi bere l'acqua.

Allontanati. Potrebbe passare dalla mia anima alla tua.

- Non puoi morire anche tu. - Tu non morirai.

Dobbiamo confidare in Dio.

Io confido sia questa la sua volontà.

Siamo saffiche, oltre a tutti gli altri nostri peccati.

Abbiamo la smania maledetta.

La mia più grande gioia è condividere quella smania con te.

Il panforte non è di sopra. Doveva esserci.

Sta ancora cuocendo, padrona, ma sarà meraviglioso.

- E la portata principale? - La trota.

La trota? No.

Perché non qualcosa di elegante come...

il maialino da latte?

Avete ragione.

E maialino sia.

Purtroppo, arrostire il maialino richiede due giorni.

Faremo come la signora ordina senza alcun indugio.

Grazie. Grazie, padrona.

E, nel frattempo, e lo dico con affetto,

dovreste aggiustarvi i denti,

perché quello davanti sembra un po' più prominente dell'altro.

Misia?

Misia!

Merda.

Che vuoi fare? Servire il maiale crudo? Servono due giorni!

Il fuoco sarà caldissimo!

Se vuole il maiale, il maiale avrà. Ti guido io. Seguimi!

Dioneo, Tindaro verrà a cena?

Non si sente molto bene.

Non ha il pieno controllo delle viscere,

ma stavolta potrebbe restare sul vaso da notte per giorni. Un disastro.

Che peccato. Allora manca solo il Visconte Leonardo.

Dov'è? Come può essere in ritardo? Lui è il padrone di casa!

Forse si è fatto male. Sarebbe una spiegazione ragionevole.

Sì, ragionevole. Fantastico, è ferito.

Sono lieto di servire la prima portata, fiori in gelatina.

È un antipasto erbaceo per stimolare i succhi gastrici.

Signora Pampinea, non vedrete l'ora di conoscere il vostro sposo.

Sì, non vedo davvero l'ora.

Sembrate un po' nervosa.

Solo un po'.

Perché lo siete? Avete tanto da offrire a quest'uomo.

Un bel viso, un bel corpo, un bel vestito.

Un bel corpo?

- Santo cielo! - Che bello.

- Gli piacerà. - Sì, è molto interessante.

Non solo. Ho 28 anni.

Sono una zitella avvizzita di 28 anni.

Credo sia per questo che Leonardo non si è fatto vivo.

- Gli hanno detto che sono vecchia. - Non dovete preoccuparvi.

Siete ricca, siete bellissima e siete un'impeccabile padrona di casa.

Che altro può volere?

Una moglie dal seno più giovane,

ma quelle altre cose sono più importanti.

Davvero?

Davvero.

Il maialino da latte.

Pensavo ci fosse la trota.

Colomba mia, scusa se ho fatto tardi.

Ho dovuto trovare un maiale e ucciderlo,

e poi c'è stata la cosa del falò...

No.

No!

No, ti prego.

Mi dispiace.

Ora sono qui.

Va bene.

Devo spostarti altrove.

Ti sposto io, colomba mia. Mi dispiace.

Scusate se oso, ma avete un sedere squisitamente tondo.

Grazie. È più carnoso di quanto mostri il vestito.

Forse dovrei giudicarlo io.

Dottore, non sono una paziente che necessita di essere visitata.

Di certo troverò qualcosa che vi fa male.

Mia cara, potreste sedervi sulla vostra sedia?

Il dottore deve riposare. Ha badato tutto il giorno al signor Tindaro.

Sta bene.

Sto bene.

Portaci dell'acqua.

Siete saltata su subito per aiutare...

Per servire, signora.

Filomena.

Sapendo ciò che so su di voi, o ciò che sospetto,

sarebbe meglio rivolgere le vostre attenzioni romantiche

a qualcuno di posizione più elevata.

Se rincorrerete uno scapolo abbiente, come Tindaro, magari,

avrete un futuro migliore.

È una minaccia?

Dio, no, mia cara. È un avvertimento.

Capite che accadrebbe se vi scoprissero?

Verreste gettata nel campo. Morireste di fame... o peggio.

Sapete che moriremo tutti, vero?

Tutti quanti, e prima di quando crediate.

Grazie dell'interessamento,

ma farò ciò che voglio nel tempo che mi rimane.

Voglio essere vostra amica,

ma non sono più una serva, per nessuno.

Buonasera, amici miei.

Padrone, dovreste riposare.

Mi sento benone.

Siete molto malato.

Continuo a vomitare da quando mi hai dato quel tè.

Ma, come hai detto tu, ciò dimostra che funziona.

E sta funzionando!

Dovete coricarvi.

Non devo, in realtà,

perché ho sentito la risata dell'angelo che mi ha spinto a venire alla festa.

Non sarò mai più uno che fa solo da tappezzeria.

Signora, stasera siete bella come una prugna.

Cos'è che dici alle donne, Dioneo?

Siete una visione.

Sì, la frase è proprio quella.

No.

Misia!

- Cosa c'è lì? - Niente.

Cosa c'era nel barile?

Non farlo.

La peste! Hai portato qui un'appestata!

Merda.

Bene, bene.

Sembra che io abbia in pugno una servetta arrogante.

E quello chi è?

Uno.

Quello è Leonardo.

Hai seppellito qui un appestato.

E stai dicendo a tutti che è in viaggio.

Qual è il tuo piano, maledetto idiota?

È un bel pasticcio.

Eccome.

Ci sarebbe la possibilità

di stringere un patto che sia accettabile per entrambi.

Io non dirò che hai portato qui la peste.

E io non dirò che la peste era già nella villa,

e che lo stimato Visconte Leonardo è morto.

Sì.

Ora dammi una mano.

Cristo.

Per favore, sii gentile con lei.

Fu allora che Filippo mandò le truppe a conquistare le Cinocefale.

Ma Flaminino non sapeva

che Filippo era più vicino di quanto pensasse.

Probabilmente non conoscerete il complesso rapporto

tra gli Etoli e l'Impero Romano, vero?

Vi fa bene.

- Ve lo spiego io. - Oh, cielo.

Del vino? Ne resta per un bicchiere.

È un'annata piuttosto rara.

- Io ne vorrei uno. - Ne vorrei uno.

Certo, signore.

- Dioneo l'ha chiesto prima di lui. - Ma il signor Tindaro ne voleva ancora.

Magari potrebbero condividerlo.

Non voglio dare nulla per scontato, ma credo che un nobiluomo come Tindaro

abbia un palato più raffinato per un vino così complesso.

Ne dubito. Il padre di Dioneo era un commerciante di vini.

Dioneo, potete bere un po' di birra.

Ma certo, signora.

- Non è giusto. - Giusto?

È il vino più illustre della cantina,

e va bevuto dagli ospiti più illustri.

È così che funziona.

Oh, cielo...

Ma che diavolo?

- Vogliamo i soldi. - E le donne.

E dell'acqua pulita, se ne avete.

Andate via!

Perché mi tiri contro i piatti?

Per farvi male.

Ahia!

Sto bene?

Aiutatemi, vi prego!

- Avete visto che ho fatto? - Oddio, è disgustoso.

No!

Oh, no! No!

Ahia!

Cardinale Agnolo?

Neifile?

Cazzo.

Che state facendo?

Vorrei poter dire di essere posseduto dal demonio

o di aver rinnegato Dio,

ma è qualcosa di ben peggiore.

Dopo tutti gli orrori che ho visto con i miei stessi occhi,

ora so la verità.

Dio ci ha abbandonati.

Neifile, sei sempre stata una bambina pura.

Devota.

Vattene, Satana.

Vattene!

Respirate e ricordate chi siete.

Ce ne andiamo!

Ce ne andiamo.

Ma sappiate

che Dio ha emesso il suo giudizio finale.

Non tornerà più, né lui...

né suo figlio.

Tutto è perduto.

La peste!

- No! - Oh, mio Dio.

No!

Oddio.

Credo che mi serva altro vino.

Oddio, non può essere Leonardo, vero?

Oddio, sono un disastro!

- Siete splendida. - Arrivo!

- Arrivo! - Dio!

Ce l'ho fatta.

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