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Giovanni,
abbiamo visite.
[muggiti]
- Che succede? - Il picciriddu.
Gli accordi sono cambiati.
Ce lo teniamo fino a quando,
quel cornuto del padre, non ritratta con i giudici,
sono tutti d'accordo.
Fermati, che stai facendo?
Ma cos'è questo teatrino?
Sono precauzioni, non ti preoccupare garantisco io.
Con le tue garanzie non ci faccio una minchia.
Sono tutti amici, tuoi e di don Luchino.
Qua tutti devono fare la propria parte.
Ma minchia dici, come facciamo a tenere il picciriddu?
Non lo vedi come stiamo?
Riferisci a Bacarella,
che se deve improvvisare le cose,
mi chiamasse che gliele organizzo io.
Grazie Giovanni. Allora è tutto a posto.
Ma vaffanculo!
[vociare indistinto]
[grida di esultanza]
Vai, vai!
Scusate, ma quello nuovo?
Va bene, lo segno lo stesso!
[Barone] Il "Cacanidu"
l'ultimo della covata,
l'ultimo a mangiare,
l'ultimo a cacare nel nido.
Il primo di solito, a lasciarci le penne.
Tu devi evitare di rullare.
[Russo] Tu non sai perdere.
A parte che ho vinto.
Per cortesia!
Tra due ore incontro i ministro.
Chiedo scusa agli altri ma mi serve
di un aggiornamento su Di Matteo. Mazza, novità?
Allora, dal carcere Santino insiste.
Dice che il figlio è stato rapito,
ma la madre non denuncia la scomparsa.
C'abbiamo provato in tutti i modi. Niente.
Gli altri parenti fanno muro.
Vuol dire che ci ha messo sulla strada giusta.
A Roma vorranno sapere se abbiamo speranze di ritrovarlo.
Realisticamente nessuna.
O è già morto o lo sarà prima di una pista attendibile.
Che sia stato o meno una decisione di tutta la commissione,
dalle fonti non verrà fuori una parola.
Nessuno in Cosa Nostra vorrà parlare di queste storie.
Ma forse non è ancora morto.
No, scusate,
Abbiamo l'esercito sotto casa?
Usiamolo.
Battiamo le campagne,
casale per casale, strada per strada, porta per porta.
Facciamo bordello insomma.
Li costringiamo a spostarsi e magari così?
E certo, "abbiamo l'esercito, facciamo bordello" no?
Alla prima porta che sfondi, la metà delle sentinelle,
ha avvertito pure il padre eterno. Per favore, Barone!
Mazza intende dire che...
Intendo dire che, se invece di concentrarci sulle illusioni
ci concentrassimo sulla realtà è meglio.
Allentiamo la morsa in tutti i mandamenti.
Mettiamoci in ascolto solo dei riflessi
e vediamo se sono ordini di Bagarella e Brusca. Ah?
Affidiamoci alla SCO allora,
ma occupiamoci solo delle famiglie che fanno da tramite
tra Villabate e San Giuseppe lato.
Tipo Tinirello, Savoca, De Filippo,
così per vedere come si muovono a Brancato.
E Montalto per andare verso il mare.
E Farinella per le Madonie.
Io stopperei lo SCICO per passare tutto alla DIA.
Perfetto. Così più guardiamo da lontano, più cerchiamo di capirci qualcosa.
[Mazza] Oh mi raccomando blocca subito lo SCICO.
[Barone] Capirci qualcosa.
Mi sarebbe piaciuto.
Riuscivo a seguire la metà di ciò che stavano dicendo i mie colleghi.
Veterani. Gente che parla veloce e pensa veloce.
Gente che fuma più di me.
Che ha lavorato fino a ieri al fianco di Falcone e Borsellino,
o forse contro.
Va bene. Sapete cosa fare.
Ci aggiorniamo non prima di quarantotto ore, ok?
[insieme] Va bene.
Procuratore,
dammi qualcosa, qualsiasi cosa.
Non ce la faccio più a non fare niente.
Hai i fascicoli ordinari?
Prima o poi arriverà qualcosa in azione no?
Ma io non sono da fascicoli ordinari.
Soprattutto mentre gli altri scoppiano di lavoro.
E allora cosa aspetti? Trovati qualcosa da fare.
Così funziona?
Scusa.
Elia mi ha assegnato sul piccolo Di Matteo e su Bagarella.
Posso fare qualcosa?
- Sì, fammi una cortesia. - Dimmi.
Chiudi la porta.
Come d'accordo,
per questi giorni non abbiamo accettato altre prenotazioni oltre la sua.
Spero sia tutto di suo gradimento.
Per qualsiasi cosa, a disposizione.
Sono i festeggiamenti per l'arrivo a Roma di Caterina di Svezia
per convertirsi aveva rinunciato al trono.
Giada, tu mi hai chiesto del tempo,
ma io non ne ho più di tempo.
Ho bisogno di te, a Palermo, adesso.
Sì lo so. Sono uno stronzo,
ho un pessimo carattere, alle volte ti rendo la vita impossibile,
ma è ora di crescere Giada.
Facciamolo insieme.
Vieni a vivere con me a Palermo.
Perché solo insieme noi,
ehm,
insieme,
e me la sono scordata.
Almeno t'ha pagato tanto?
Una miseria.
Vabbè, me la dai la rosa?
Grazie.
Io ci dovevo andare.
Lo sapevo che si scordava tutto.
L'hanno rimandato due volte a scuola.
Mi infilavi su un treno per Roma, tanti saluti.
Si sa, che queste cose fatte così, per interposta persona,
- perdono Zaza. - Dottore.
Io invece dico che se ce ne stiamo calmini è molto meglio.
Legga questo.
"Esplode il caso Donà, da Termini Imerese
a Roma coinvolgendo politica e finanza."
Quando arrivi poi mi chiami giusto?
Certo che ti chiamo.
Chi ti ha detto di entrare?
Chiedo scusa. Pensavo che aveva bisogno di aiuto con la valigia.
- Amunì. - Ciao.
Qual è quello che mi hai comprato tu?
- Questo o questo? - Questo.
Allora guarda che è già passato un mese.
Per cui questo non è più buono.
Ne devi comprare un altro. Va bene?
- Va bene? - A posto.
Ah poi, devi passare da qua.
Devi ritirare un pacchetto.
E compra dei fiori: rose, rosse. Un bel mazzo!
Questo lo puoi fare pure all'ultimo momento.
Però, mi raccomando, non dire niente a Vincenzina.
Hai capito?
Perché io vedo che va, che v'intendete con Vincenzina.
Vi capite voi due.
- Fermati. - Com'è?
Ti dissi fermati!
Ma chi cazzo è?
Oh! Testa di minchia! Che è? Amunì esci.
Metti la macchina di lato,
che ci facciamo una bella passeggiata a piedi.
[Bagarella] Mico, che dice tuo padre? È contento?
Non si lamenta mai.
Pure dentro si preoccupa sempre per gli altri.
Allora ci pensiamo noi a lui. Senza che deve chiedere.
Tuo padre m'ha sempre aiutato a mia.
Tu te lo ricordi quando stavo da voi, sì?
Ma certo!
Ero sempre insieme a tuo padre.
Lo aiutavo a raccogliere le olive.
Con donna Pia,
che ci comandava sempre come fossimo stati al militare.
Tu invece te la facevi sempre dietro alle picciotte del mulino, vero?
Però quando tornavi mi trovavi a casa?
Vero.
In otto mesi mia moglie Vincenzina, aspetta aiutami a ricordare.
È mai venuta a trovarci?
No, mi pare di no.
Allora l'hai avuto l'esempio. Lo sai come si fa il latitante.
Se io ho potuto fare a meno di mia moglie,
tu puoi fare a meno di quella minchia di macchina.
La prossima volta pensaci e non ci mette a tutti in pericolo.
Lo capisti?
Lo capisco Don Luchino. Mi dispiace.
Che minchia fai?
Va tenne a casa.
Ora la brucio don Luchino!
Facci quello che minchia vuoi.
Allora.
Che mi dite?
Mah, non lo so. Abbiamo sempre parlato di piccoli importi,
di transazioni accettabili,
e adesso mi verrebbe difficile trasformarli.
Ma come? Noi ti diamo dieci miliardi e tu me fai storie?
Ma da quand'è che le banche non vogliono più i piccioli?
In contanti è troppo pericoloso.
E che vuol dire?
Noi i soldi o ve li diamo a voi,
o se ce li teniamo
i pentiti ce li fanno fottere perché parlano con i magistrati.
BOT e CCT,
Dottor Giorgianni ce la facciamo.
L'investiamo a piccole dosi nello stato.
Eh questa è una bella idea è.
Ascoltalo il ragazzo che è giovane e ha le idee. Bravo.
Ma scusate, noi non avevamo un accordo specifico?
Dovevano essere piccoli importi.
Già l'hai detto questo.
Giorgianni,
e non è che possiamo deludere le belle persone che ci sono qua.
E non ci dobbiamo manco dimenticare
che queste persone ti hanno dato da mangiare fino ad ora.
No per carità.
Facciamolo. Garantisco io.
Ma che garantisci tu!
Tu non garantisci un cazzo.
Facciamo così.
Facciamo cinque trance, cinque consegne.
Spalmate in due anni.
Ora però non li posso prendere i soldi.
Fra, fra quattro mesi.
Non posso esporre di più la mia banca.
Voi mi dovete capire.
Io ti dico subito. Tu mi dici dopo.
Facciamo così: ora te ne torni a casa e ce pensi.
E chi lo sa, magari,
questo ragazzo che è giovane e ha le belle idee,
ti fa ragionare. Va bene?
Va bene.
Ce lo facciamo portare un bel caffè?
Don Luchino. Allora?
Ce lo compriamo lo stato?
A Brusca ce l'hai detto?
Quello compra solo case e terreni.
Oggi non c'era, ma i soldi sono pure suoi.
E non possiamo decidere senza di lui.
È troppo impegnato.
Non può pensare ai soldi.
Deve pensare al picciriddu.
Felì devi lasciare fare a me però.
So io come trattare con queste persone.
Non ti devi incazzare.
Buon viaggio.
Cazzo!
Sono tre ore che t'aspetto. Adesso mi ascolti.
- Vieni con me. - Dove?
A un interrogatorio.
Andiamo da Di Matteo?
Ho un'idea sul rapimento del bambino. Ti può essere utile.
Ma lo vedi Donà?
Che c'entra Donà?
Tu non li leggi i giornali?
Come lo sapevi che sarebbe scoppiato quel casino?
Non lo sapevo.
Volevi far saltare la procura di Termini
soltanto perché hanno visto Donà al ristorante con Patanè?
Su cui stavo indagando. Comunque sì, è così.
E nient'altro?
Due anni ci sono stato dietro. E infatti non mi sbagliavo. Non ti basta?
Stiamo andando da Cancemi.
Ci stiamo andando soltanto per una serie di omicidi,
che ha commesso probabilmente per ordine dei corleonesi.
Quindi non ti azzardare a fare domande su Termini Imerese,
che è competenza di Caltanissetta, è chiaro?
[Barone] Uno che aveva fatto i miliardi con il traffico di droga,
ucciso decine di persone e piazzato il tritolo di Capaci.
Uno che diceva di sapere tante cose,
e che ora aveva una paura fottuta di essere ammazzato.
In effetti era parecchio strano
che lo stato non lo avesse affidato al servizio centrale di protezione,
relegandolo qui nel limbo della caserma
dove mesi prima si era consegnato spontaneamente.
[Barone] Diceva che gli era apparsa la madonna chiedendogli di pentirsi.
Ma è da noi che voleva protezione.
In pegno portava un sacco di storie su Toto Riina,
Bernardo Provenzano, mafia e politica.
E pure sul mio ex capo, Salvatore Donà.
Quante volte lo devo dire?
Io di queste persone non so niente.
Però vi posso raccontare cose più interessanti.
Cose che vi fanno arrivare in alto.
Però a un patto.
Io esco da qui dentro.
E dal sacrestano di Termini Imerese,
vi faccio arrivare sino al Papa, a Roma,
tra i banchi degli onorevoli.
Però bisogna cominciare da prima.
Da quando Riina non ha più ascoltato Andreotti.
Sbagliato!
Perché tra noi e voi certe cose bisogna dirsele.
Lei legge troppi giornali Cancemi.
Torniamo agli omicidi.
Io qui dentro non ci posso più stare.
A me, qua m'ammazzano! Lo ha capito?
Io la farò finire
quando lei mi dirà come ha ammazzato questi cristiani.
O quando mi darà un nome, una data, un luogo che io possa provare. Chiaro?
Io non ho ammazzato a nessuno.
Ma perché mi tenete qua? Ma perché mi tratta così?
Perché lei è inattendibile.
Per piacere portatelo via.
Non ci posso stare qua. M'ammazzano.
Portatelo via! Portatelo via rapidi!
A me m'ammazzano qua. Faccio da solo.
Mazza, ma ascoltiamolo. Che stiamo facendo?
Ce ne stiamo andando.
Non ce la fa più. Si sta cagando sotto. Tiriamolo fuori.
Madonna, ma tu ti preoccupi per lui o ti interessi di politica?
Tutte e due. A te non t'interessa sapere perché ha paura di stare qui?
A me interessa quello che posso provare.
Dopo mi posso occupare anche delle sue paure. Dopo.
Ho pensato alla tua proposta Giada, ma non posso accettarla.
Mi dispiace.
Ma sono solo sei mesi.
Sei mesi di aspettativa, per aspettare cosa?
Capire se stai facendo una cazzata o meno?
La sai già la risposta.
Per favore Tania lasciami andare a Palermo.
Voglio provarci. Vedere se funziona.
Non funziona mai con quelli come lui.
Fidati, che qualche anno più di te ce l'ho.
Ho appena saputo che l'amministrazione ha approvato l'esposizione di ottobre.
Vorrei che la seguissi te Giada.
E questa volta da sola.
Ma che cos'è secondo te?
Bah, non lo so!
A me, così me lo hanno dato.
Certo però, con quel negozio.
Per sua moglie non può essere.
Non ti ha detto niente? Come si chiama questa, com'è?
No non è uno che parla.
Lui comanda e basta.
E voi non parlate mai di niente?
Ma che pensi che siamo amici?
Così, ci mettiamo a parlare di femmine?
Certo però ci sono rimasto male.
A sua moglie io la conosco.
E che ci vuoi fare? Sarà più bella della moglie.
Non può essere.
Che significa che non può essere.
- No che c'entra. - Che ne sai tu?
Voglio dire, a me uno come a lui non mi pareva il tipo no?
E invece gli piacciono le prostitute.
Questo pacchetto non lo possiamo tenere che se lo trova Bruno non mi piace.
[Elia] E per favore signori coordiniamoci.
Vorrei evitare scene pietose di polizia e carabinieri
che si sparano addosso sullo stesso obiettivo come ad Ansaldi, ok?
Dimenticavo. Abbiamo una caccia al tesoro.
Una soffiata da un pentito.
Cinque milioni di dollari
che dovrebbero essere sepolti in un campo in Svizzera.
Soldi da reinvestire qui dentro.
Vi rendete conto di cosa possiamo farci?
Potremmo farne a meno, ma preferisco che ci vada uno di noi.
Chi è il più libero?
Barone direi.
È da fare subito. Scorta blindata,
volo CAI organizzato dai servizi, andata e ritorno in giornata.
Così finalmente, proviamo anche l'attendibilità di questo Cancemi.
Ok?
Tutto bene?
- Tutto bene. - Perfetto.
Buona giornata.
Buon viaggio.
[Barone] Tutto bene, una beneamata minchia.
Non un latitante, non una sola indagine,
niente di niente per settimane
e all'improvviso io e Cancemi ficcati nello stesso aereo.
[Barone] Forse di mafia non me ne intendevo molto,
ma il PM e il pentito che avevano messo nei guai Donà,
avevano tanto l'aspetto di due piccioni con una fava.
E che certi aerei cadono lo sanno tutti.
[Cancemi] Io qui dentro non ci posso più stare, a me m'ammazzano!
Lo ha capito?
[Donà] Cancemi, il pentito più inaffidabile del mondo.
Ma tu ti preoccupi per lui o ti interessi di politica?
- [Barone] Tutte e due. - [Mazza] Buon viaggio.
[Barone] Non avevo nemmeno iniziato
e già avevo paura di morire.
Ho portato la spesa.
Si sente? Il fumo, dico.
Eh un poco sì.
Devo stare davanti alla finestra. Vieni. Vieni, vieni.
Ognuno ha i suoi piccoli segreti.
Oh mi raccomando deve rimanere fra me e te.
Ci mancherebbe. Non si deve preoccupare.
Tony, lo vuoi dare del tu.
Mi fai sentire vecchia così.
Non mi sembra il caso, ecco.
Allora facciamo che mi dai del tu quando lui non c'è?
Va bene.
Ma Luca che fa tutto il giorno da solo?
Mi pensa?
Sì, ti pensa!
Alè, la vedi?
È una Uno tutta scassata.
L'ha l'ho lasciata.
Hai capito. Bravo.
Ti posso chiedere un consiglio?
- Dimmi. - Ha chiamato Brusca.
Io il picciriddu non lo posso tenere.
Mio padre ha fatto sapere dal carcere che non è cosa.
Papà ha ragione.
Non è un affare che ti riguarda. Lascia che se la spicci Brusca.
- E se diventa un problema? - Speriamo.
[Bagarella] Così diventa nervoso,
e si mette a scannare anche i bambini.
Don Luchino, sapevo che dovevamo tenerlo fino a che il padre del picciriddu...
Mico, hai ancora da imparare. Piano, piano.
Dottore.
Amore mio!
- Come sei bella, te la porto io. - Grazie.
E la tua macchina?
Ormai c'è questa.
- Buongiorno. - [Zaza] Buongiorno.
Una valigia sola ti sei portata?
Perché?
Magari potevi iniziare a spostare qualche vestito.
Dai, ne parliamo dopo.
Ma figurati, Zaza sa tutto.
Sa quanto mi manchi e vorrei che venissi. Vero?
Confermo dottoressa, una testa così dalla mattina alla sera.
Ma manca tutto qui dentro.
Non ho portato niente. Tanto poi arrivi tu e cambi tutto.
A proposito.
Quand'è che vieni a cambiare tutto?
- Saverio. - Mmm?
Ma dico io. Ma ti sembra giusto cambiare le regole così?
Mandarmi ragazzini con le rose. Confondermi.
Basta, ci abbiamo provato. Non mi sopportavi.
Eri tu quella che non mi sopportava.
C'è differenza?
Forse domani muoio.
Che vuol dire?
Mi mettono su un aereo
con Cancemi quello di Donà.
Non lo so con chi sto lavorando, ne cosa c'è dietro.
- E tu non andare, scusa! - Stai scherzando?
Il mio primo e vero incarico, non esiste.
Ho capito, ma almeno prendi tempo.
No, no. Vai a chiudere in un giorno.
Hai parlato con qualcuno? Con quell'Elia?
- Dove vai adesso? - Aspetta!
Madonna Saverio, io davvero non capisco quando scherzi,
quando sei disperato.
Lo devo aprire?
Eh no, lo devi guardare. Ma certo che lo devi aprire!
Sono le tue chiavi di casa, di questa casa.
Porta e portone.
Domani parto, dimmi che quando torno ti trovo qui.
Che se guardo su, le luci sono accese.
Tu non mi ascolti vero?
Fai male!
Questo è uno dei motivi per i quali non mi troverai!
[Barone] Gaetano Costa,
Rocco Chinnici,
Giangiacomo Ciaccio Montalto,
Cesare Terranova,
Antonio Saetta,
Rosario Livatino,
Giovanni Falcone,
Paolo Borsellino,
Non riuscivo a ricordare l'ultima volta che avevo pregato.
[Cancemi prega]
[Cancemi prega]
[Cancemi] Dottore, dottore ma che succede?
Dottore che succede? Ma è normale?
È normale? Ma perché fa così?
[Cancemi] Io mi sento male, io mi sento male.
[Cancemi] Ave Maria piena di grazia, il Signore è con te,
tu sei la benedetta fra tutte le donne
e benedetto è il frutto del seno tuo Gesù!
Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori!
Io voglio uscire! Io voglio uscire!
Signor procuratore ben arrivato in Svizzera.
Se lei è armato mi deve consegnare la pistola.
Sono le regole.
Ne avremo cura noi. Anche la sua colonnello.
Mi dia pure il giubbotto. Qui da noi non ne avrà bisogno.
Prego, seguitemi.
Immagino che non sia blindata questa, vero?
- No, non è blindata. - E certo.
Come vi dicevo,
è una fitta rete di telecamere, di autovelox.
Visiona tutto, rimanda direttamente le immagini in centrale.
Valichi, strade, autogrill.
Insomma che si tratti di automobilisti
che si credono Prost oppure
di stranieri carichi di sigarette o di liquori,
basta un nostro cenno e li blocchiamo in dogana.
La vede questa bellezza?
L'abbiamo sequestrata a un contrabbandiere austriaco.
Perché chi sbaglia in Svizzera paga in Svizzera.
E mi creda, non ci scappa nessuno.
Secondo lei ci sono questi dollari?
Ci sono.
Allora troviamoli in fretta e torniamocene al mare.
[Cancemi conta]
Uno, due, tre, quattro, cinque.
Non è qua!
Cancemi, tranquillo. Senza fretta.
Il posto è questo?
Sì, ma sono cambiate tante cose.
Qui è tutto diverso,
non è come prima.
Magari è dall'altra parte del lago.
Il posto è questo. Come ve lo devo dire?
Solo che prima il capanno non c'era.
Quello non c'era! Quello non c'era!
È cambiato tutto magistrà! Ma il posto è questo.
Va bene, con calma.
Sono sicuro, il posto è questo.
- Ho capito, calmo. - Lo devo trovare.
- [Barone] Stai calmo, io ti credo. - Levati con questa.
[Cancemi] La troverò.
[Cancemi] Uno, due, tre, quattro, cinque, sei.
[Cancemi] Mannaggia la miseria, è cambiato tutto.
Tony! No stai, stai.
Che c'è? A chi pensa?
Pensavo che questo lusso mi piace.
Ti piace? Sì?
Non lo so. Io ti vedo strano. Ti vedo triste.
Qualcosa che non va?
No anzi, tutto a posto.
A casa?
Eh a casa, alti e bassi.
Da quant'è che state insieme?
- Dieci anni. - È ancora niente.
A meno che tu non ti sei stancato.
No, io no, no. Lei magari.
A un certo punto magari si stanca
e se ne va a cercare un altro.
Dici?
Allora devi cambiare tu.
Ma chi? Io?
Tony tu devi essere più fiero.
Sì troppo timido.
Lo sguardo lo devi avere fiero.
Tu ti devi ricordare che lavori per me.
E lo sai che significa?
Che io ti ho affidato la mia vita.
Tu entri a casa mia,
vedi le cose,
senti tutto.
Sai dove sono, con chi sono.
Sei come un fratello.
E un fratello non giudica mai.
Ma intanto sempre una battana sarà.
- Si metta dietro. - Perché?
Oggi faccio il suo autista personale.
Va bene.
E poi qui davanti ci sono i fiori.
Ecco qua.
- Che belle che sono. - Sì.
Le hai prese tu?
È lui che le ha volute così.
Dottore qui non se ne esce.
- Conviene desistere. - No, no continuiamo.
Se mi permette,
io sono un po' preoccupato.
Questo vostro collaboratore
ha un atteggiamento un po' troppo teatrale.
Guardi le assicuro che Cancemi
ha più interessi di tutti noi a trovare quei soldi.
Che ha detto?
Ma sta parlando di me?
Ma che minchia ne sa sto cornuto.
Lo sai che sono passati degli anni ah?
E che mi vogliono ammazzare?
Figghio de bottana!
Scusi, sono mortificato.
Mi faccia provare ancora.
Per me non ci sono problemi.
Ma a questo punto vi consiglio vivamente di proseguire domani.
Forse ha ragione. Ormai siamo qui da ore.
No io non ci torno domani! I soldi saltano fuori adesso!
Io qui col buio non ci voglio stare.
È per la nostra sicurezza capito?
- E allora ci tenga al sicuro. - E come? Con queste?
Ma si rende conto di dove minchia siamo?
Dammi le chiavi delle manette.
- Dottore! - Mi dia le chiavi.
- Qua ti piace? - No, per niente.
Per niente.
Nemmeno a me.
Totò, voglio tornare a casa stasera.
Pure io, mi proteggerà?
- Ci sono questi dollari? - Ci sono.
Non li riesco a trovare, ma ci sono.
Lo giuro.
Io mi fido.
Ora però, ti devi fidare di me.
Mi fido.
[Raja] non devi pensare.
Saverio non devi pensare. Gira.
Piano Lucio.
Il sentiero dov'è Savè?
- Il sentiero? - Dov'è il sentiero Savè?
E che ne so, a sud, la sotto.
Ma che minchia dici! Dov'è il torrente Savè!
- Ora! - Aspetta.
Saverio non devi pensare.
Senti.
Gira.
Allora Totò. Che ci dicevi a tuo cugino?
Che era un cornuto.
Che quella cassa pesava più di quella vacca di sua madre.
E solo a te te li facevano portare?
No,
dietro di me c'era Canzoneri.
E lo insultava pure lui.
E il lago dov'era?
Là.
Ma santo Dio, vi prego!
Non pensare, non pensare Totò. Senti!
- Non è facile. - Lo so concentrati.
- Come si fa. - Non pensare, senti.
[Cancemi] Non ci riesco.
[Raja] Saverio non devi pensare.
Senti.
Senti.
Il torrente dov'è?
- Là sotto. - Giusto!
Minchia magistrà! E com'è che non ci ho pensato prima?
Il sentiero dov'è?
- La sotto. - Giusto.
La capanna,
La capanna è la sotto.
Giusto, bravo. Impari subito tu!
- Scaviamo, forza. - Dai.
Secondo te, ci sono tutti?
Si vede che Bagarella è passato prima a prendersi la sua parte.
Bravo, hai visto che ce l'hai fatta!
Per quanto riguarda il trasferimento del denaro, come rimaniamo?
Per questo credo che lei debba parlare con la dottoressa Dal Ponte.
Se vuole gliela chiamo?
Te l'ho fatta una bella sorpresa, mh?
Ma vero tutto mio è?
Tutto.
E allora, qui lo facciamo.
Sì, qui lo facciamo.
Sì, qui lo facciamo.
Sono questi i giorni giusti?
Devi smettere di fumare, me lo prometti?
- Ma tanto non viene. - Ma perché non viene.
Viene bellissimo.
Dimmi la verità.
Lo hai preso tu il bambino a Santino?
È morto?
Luchino,
se prendi un bambino ad una madre,
la madonna non ce la fa la grazia.
È il figlio di un pentito. Se non lo prendevo che faceva?
È morto o non è morto?
Non è morto.
Mico dice che per il bambino non se ne fa niente.
Non ci aiuta Giovà.
Ma che vuol dire? Che succede?
Ce l'hanno messa al culo Enzì.
Succede che da qui in poi, ce la dobbiamo vedere da soli.
Dove l'avete messo?
- Nella stalla, legato. - Legato forte?
- È un bambino. - Ci hai parlato?
Io? No. Il Tedesco ci parlò.
Dice che è buono. Non piange.
Fai conto che è un cagnolino.
Enzì non te lo scordare.
Chiama tutti. Falli venire qua. Che ho bisogno di persone.
Andiamo a dire a Bagarella e ai suoi amici
che devono smetterla di scassarmi la minchia.
Altri cento.
Levaci dieci milioni per le vedove
e altri settanta per le famiglie dei carcerati.
Minchia se li sono tenuti!
Hai capito? Se li sono tenuti.
Territorio svizzero uguale denaro svizzero. Ci dovevo arrivare.
Mai contro uno svizzero quando si parla di soldi.
Che poi ho riletto la rogatoria. C'è scritto, capito? C'è scritto.
“Autorizziamo l'ispezione del luogo da voi indicato”.
Mica il sequestro. Il sequestro no. Eh.
Calmati, devi solo smaltire eh.
Sai quanto ci metto a smaltire quest'incazzatura?
Intendevo la paura.
Lo sapevi che mi stavo cagando sotto.
Eh beh, lo sapevano tutti.
La prossima volta vieni a parlare con me,
perché da oggi sarà sempre peggio. Siediti.
Aiutami a tirare una riga su questo.
Lo conosci?
Mico Farinella?
Sono giorni che ti porti a casa materiale sulle Madonie.
È l'unico mandamento che non hai affidato a nessuno. Ci speravo.
Adesso è tuo.
[Barone] Mico Farinella, il sultano delle Madonie.
Trent'anni
e già capo mandamento di un territorio vastissimo.
[Mico] Ma fammi capire,
Sette chilometri di litorale,
ho fatto tirare su tutto quello che volevi.
Non hai mai avuto un problema,
la preoccupazione di un permesso
e hai il coraggio di presentarti con questa miseria?
Mico senti, ti devi accontentare.
Con tuo padre chi non poteva pagare, non pagava.
- Lui non li strozzava. - Lui.
Mio padre, tuo padre.
Eh, ti fai la bella vita eh Panzeca?
[Barone] Pizzo, traffico di droga, appalti truccati, estorsione.
Che si estendevano dai villaggi turistici sulle coste
fino agli impianti sciistici di Piano Battaglia.
Spiagge, sughere e foreste di faggi. Un impero del male formato vacanza.
[urlo]
Non sono mio padre.
Non sono mio padre.
Capito?
Hai quindici giorni.
A quest'ora c'è il verde.
L'avessi saputo prima.
Come avrai sentito i piccioli c'erano.
Buona fortuna con Cancemi.
E che te ne vai così? Dai raccontaci come è andata no?
Cioccolato buono, strade pulite,
orologi a cucù che scattano in perfetto orario.
Diciamo tutto normale per un "cacanidu", credo.
Magari adesso lo puoi cancellare eh?
Ma perché tu pensi che l'abbia scritto io?
Sei fuori strada Barone.
Però sai cosa credo?
Che mi sa che te lo dovrai tenere ancora per un bel po'.
Benvenuto in antimafia, Barone!
[risate]
- Le chiavi? - Stanno dentro.
Meglio.
Se è rimasta è rimasta.
Se invece noi ci ammazziamo è un peccato, non trova?
Vada piano. Il camion dottore!
E che cazzo.
Che faccio guido io?
L'ho visto.
L'ha visto. Una minchia ha visto.
Ma che ha? Ma l'ha capito che c'è da lavorare?
E questi chi sono?
Ho pensato che era più comodo aspettarvi qua.
Da quanto sono?
- Da cento. - Prendine cinque.
Di a Luchino che mi riprendo la mia parte.
Se a Mangano i conti non ci tornano, che si facesse un mutuo
e si organizzasse come minchia gli pare.
Vabbè magari è solo andata a Roma a prendere le sue cose, no?
Sì, certo.
A domani.
[Giada] Ho comprato una poltrona.
Che è Savè?
Ho capito che ti sei affezionato, ma io ora ho da fare.
Chiudi la porta.
Cominciamo da qui.
Hai spiegato al cagnolino perché si trova qua?
No.
Allora ci penso io.
Giovanni, mettiti questo.
No, non mi serve.
Ciao Giovanni.
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