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Favorite le vostre generalità.
Come vi chiamate?
Carlo Conti.
Ogni notte la stessa storia.
Documenti.
Allora alzati, dobbiamo certificarti.
Andiamo.
Pronto?
Sì, sono io. Buonasera, commissario.
Oddio, che è successo?
Ah! Ah, meno male.
Lo so, lo so.
A che ora arriva il treno domattina?
Sì, vado a prenderlo io.
Grazie, commissario.
Renato. Sta bene.
Me ne occupo io personalmente.
Grazie ancora, buonanotte.
Certo che mio fratello... - Ma che ha fatto?
Niente! Si è fatto fermare ubriaco alla stazione di Roma.
Ma come, a Roma? - Già.
Invece di venire a prenderci al treno....
Ma figurati! Renato che va a prendere qualcuno...
Magari con un mazzo di fiori! - Ma questo è proprio un dispetto!
Noi torniamo dal viaggio di nozze, lui sta a Roma e non viene.
Renato, il caffè si raffredda!
Come ti senti? - Bene.
Volevo dirti una cosa e non riesco a ricordarla.
Forse non era importante.
Emilia non si è dispiaciuta che l'hai abbandonata di prima mattina?
Si era appena addormentata quando sono uscito.
Ha passato una brutta notte.
Non è abituata come me.
È una vita che ti faccio da fratello grande.
- E perchè, sei il più piccolo? - No.
Adesso mi sento più giovane di qualche anno fa.
Renato! Dopo una notte così potresti evitare di bere?
Sto bene!
Dai un goccio pure a me. - Bevi bevi...
Così in tribunale... assolvi il ladro e condanni il pollo.
No, oggi non lavoro. Sono ancora in licenza matrimoniale.
I libri li avete già messi via?
No, non ancora. Anzi, a proposito,
potresti tenerne qualcuno per ricordo. Ce ne sono di bellissimi!
Ci sono i libri russi della mamma!
C'è tutto Croce. - Volevo sapere se c'era qualche libro di Herzen.
E chi è? - Un amico del nonno.
Ah, sì! Me lo ricordo.
Quel suo collega tedesco che veniva sempre con i figli.
No, l'altro nonno.
Perché, adesso Bakunin non è più nostro nonno?
Ecco cosa volevo dirti!
Ho trovato delle carte di Bakunin. - Davvero?
Fattele tradurre da zia Marina. Non ci vai mai, magari è dispiaciuta.
Passerò.
Andrò a salutare anche lei.
Dicevi così anche quando mamma era ancora viva.
E poi non ci passavi mai. - Professore, siete qui?
L'esercito della salvezza è al completo.
Bentornato, presidente! Come sta la signora?
Bene, grazie.
Perchè sei qui?
Avevo lasciato detto al barista se potevi venire oggi...
...ad aiutarci per il trasloco.
- Qui non c'è niente da fare? - Sì, porta via il tuo presidente.
- Qua non c'è niente da salvare. - Che qualcuno salvi me!
Vieni da me nel pomeriggio. Qui rassetta come al solito.
E fai anche un po' di spesa.
Un po' di grissini, il dentifricio...
...il caffè e un po' di mozzarella.
Così magari distrattamente se la mangia.
Ma se la butta tutte le volte!
Comprala lo stesso.
Gli piace.
E compra pure un po' di vino così non beve whisky.
- Avete ragione. - E tu quando ti sposi?
Quando Antonio trova lavoro o almeno una casa.
Alla salute dei futuri sposi...
...dei presenti e di quelli passati.
Ci sono le scatole per mettere la roba?
È vero! E ci serve anche la carta.
Renato, possiamo prendere i giornali vecchi in cucina?
II professore se n'è andato.
Ruffo, 30.
Questa è la quarta volta.
Manna... 18.
Non si avvicini!
Non mi contamini con la sua ignoranza.
Ho finito il gesso. Qualcuno lo vada a chiedere...
Professore!
Posso farle una domanda non pertinente alla lezione?
Certo. - Secondo lei, perchè Einstein si è opposto alla teoria dei quanti?
Perchè secondo Einstein Dio non gioca a dadi.
E poi, vedi...
il mondo delle verità fisiche, come di quelle matematiche,
è chiuso come una sfera:
Ogni nuova visione, se profonda,
è una fuga da questa specie di prigione.
Si possono avere delle resistenze, a fuggire,
Oppure non se ne può vedere proprio la ragione.
Permesso.
Per voi, professore. Anche due cancellini.
Mi raccomando, non li lasciate in aula.
Metteteli nella borsa. - I cancellini spariscono subito.
Allora...
E così parti di nuovo? Dove te ne vai?
In Scandinavia? C'è sotto una ragazza, eh?
No, in Lapponia. - Costerà moltissimo!
No, farò l'autostop. E se serve, farò qualche lavoretto.
Perchè non vieni anche tu, Pietro? - Io mi sposo. - Lo so.
Stella si divertirebbe moltissimo.
Stella sì, io no.
Non ho la tua spensieratezza.
E chi dice che sono spensierato?
Buongiorno, don Simplicio.
Il buon pastore ha abbandonato la pecorella smarrita!
II professore è tornato a casa proprio per rivedere il vostro lavoro.
Meno male, glielo spedito lunedì. - Gradite un po' di vino? - No.
Non sta bene quando non si dice messa?
Poco poco. - Si può avere un altro bicchiere?
Un po' anche a me.
Pietro, volevo chiedervi una cortesia.
Diteglielo anche voi al professore di andare martedì al senato accademico.
Assegnano i fondi per il ministero. - Non ci va il preside?
È malato. - Poveri noi!
Avete letto l'ultimo numero di "Matematical Reviews"?
Sì.
La sesta stroncatura di fila. - Renato se le va cercando.
Non è possibile andare con lui a sfottere mezzo mondo scientifico.
Americani, svizzeri... - Sono preoccupato per lui.
Ho avvertito strani segni.
Io ho una pianta in facoltà che annaffio ogni giorno alla stessa ora.
Perchè alla stessa ora? - Mi metto alla prova.
Voglio vedere se ogni giorno sento la necessità di un gesto così semplice.
Insomma, un'abitudine. E Renato che c'entra?
L'altro giorno il professore mi ha detto:
"Ho paura che tu smetterai di annaffiare quella piantina."
"E questo mi dispiace."
Proprio così ha detto.
Che voleva dire?
Renato dice sempre che vuole lasciare la cattedra.
Forse vuole che l'annaffiate quando ci sarà un nuovo professore.
Sarà... - Non vi date pena per la piantina, se la caverà.
Fatevi un altro bicchiere. - È tardi, devo andare.
Solo un po'. - Poco.
Tanto questo vino è acqua. - Sa pure di aceto.
Pietro, ricordatevi del senato accademico. - State tranquillo.
Arrivederci. - Arrivederci.
E se don Simplicio avesse ragione? - Non preoccuparti per Renato!
È una vita che gli sto appresso e sapete che vi dico?
Renato ci sotterra tutti quanti!
A volte le abitudini ci impediscono di leggere nuovi segnali.
Anche tu con i segni? - Veramente ho detto segnali.
Se lascia la cattedra avrà una pensione.
Gli interessi non gli mancano, potrà stare con noi,
fare dei viaggi.
Stai attento!
E vai!
Raddrizzalo!
Raddrizzalo, ti ho detto! - Oh, ma che vuoi?
Non voglio trasformare la casa in un deposito.
Che devi fare col biliardo? - Mi piace giocare. - Alla tua età?
Renato! - Renato, che fai qui?
Pensavo di trovarti peggio dopo ieri notte.
Hai visto che è venuto? - A proposito,
il libro di Herzen non l'ho trovato. - Pazienza. - Vieni, Renato.
Scegli qualcosa.
Qualche quadro, qualche libro...
Lina!
Portaci un po' d'acqua per favore.
Che sudata!
Hai trovato le lettere del nonno? - Sì.
Renato...
Ho regalato a Emilia l'anello di mamma, quello con il rubino.
Però tutti gli altri gioielli... - Vuoi che li metta io?
Non puoi rimettere su casa?
Come si chiama quella ragazza con cui eri a Mergellina?
Non voglio niente.
Grazie.
Qua ci dobbiamo muovere.
Scusa, cara.
Il trasloco mi sta uccidendo.
Questo a te.
Bisogna imballarlo con delicatezza.
Raccomandalo anche a tua sorella quando viene ad aiutarti.
Hai visto quanti cartoni?
Dovrai farlo stringere l'anello, mamma aveva un dito da badessa.
Basta mettere sotto la fede.
So che avete incontrato Philippe a Parigi. Come sta?
Sta bene.
Mi ha fatto piacere rivederlo.
E poi c'era qualcosa da chiarire con lui. - Cioè?
Quando venne a Napoli aveva capito che io e te andavamo a letto insieme.
Cosa c'era da chiarire? Non era vero?
Philippe mi ha fatto conoscere i suoi assistenti.
C'è anche una donna. - Anch'io ho una mezza donna come assistente.
Insomma, porta la gonna. - A Napoli non c'è un assistente donna in tutta la facoltà.
Emilia...
io non ti ho mai promesso nè un posto di assistente nè un posto di moglie...
morganatica.
Poi tu ne hai avuti altri di amori.
Tu invece?
Tu hai fatto finta di separarti da tua moglie.
Cosa credi di avere più da quella donna?
Lei se n'è andata per davvero. - Appunto.
È possibile che non capisci?
Cosa c'è da capire?
Nemmeno ora? - Attenzione!
Adesso faccio una magia.
Oh, che peccato!
Non sempre riesce.
Ci vuole il cristallo buono.
Non so se portare questi bicchieri. - Ce ne sono così tanti!
Per forza! Questa tavola era sempre apparecchiata per otto!
Perchè, eravate otto? - No, eravamo quattro.
Anzi tre, perchè Renato non si sedeva mai.
Però...
a mamma faceva piacere se portavamo degli amici, anche senza preavviso,
e così si teneva pronta.
E voi perchè non vi sedevate a tavola? - Per abituarli.
Che poi ve ne andavate di casa?
Quante ne ha viste questa casa!
Renato, ti ricordi quando venne Andrè Gide?
Emilia, era seduto proprio dove sei seduta tu.
Ah, sì.
- Presidente, le tele. - Vengo, vengo.
Fatti raccontare da Renato come storpiava il cognome.
- Tua sorella sposerà Pietro? - Non sei contento?
- E tu? - È un tuo allievo.
- È un bravo ragazzo. - Non c'è dubbio.
- Arrivederci. - Ciao.
Qua per venerdì non deve restare più niente.
Questa roba andrà tutta a casa vostra?
Allora non ci siamo capiti.
Una parte va a casa e una parte va in magazzino.
Questi quadri per esempio vanno in magazzino.
Teresa?
Spendeteli pure per voi, non solo per i vostri nipoti.
Grazie, professore.
Arrivederci.
Prendi la palla!
- Grazie, signorina. - Stella!
Che fai? Dai che sono in ritardo!
- Che hai? Sei nervoso? - Sono stanco.
Speriamo che Renato abbia finito di rivedere il lavoro...
...così domani mattina lo spedisco e non se ne parla più.
Hai parlato a Renato del nostro matrimonio?
Sì, certo.
Perchè?
L'ho incontrato l'altro giorno...
...e mi ha fatto dei discorsi così strani.
Mi ha detto che sono giovane, che devo studiare, viaggiare...
Hai cambiato idea?
Dopo tutte le liti con mamma... non ascolterò di certo Renato!
Sì, ma i suoi argomenti non erano quelli di tua madre.
Renato mi fa un po' pena.
E pensare che da ragazzina mi piaceva moltissimo.
Siete tutte uguali voi donne!
Un uomo vi fa pena, lo volete salvare...
...non vorrai mica sposarmi perchè mi vuoi salvare?
Ma dai che ti voglio bene!
Un po' pena me la fai anche tu.
Ti vengo a prendere all'una poi mi spieghi perchè ti faccio pena.
Che ho detto di male?
Ti faccio pena, eh?
- Ciao, Stella. - Ciao, amore.
Ma hai rivisto tutto!
Tu non ci hai messo niente ma io ci avevo perso molto tempo.
È meglio non amare troppo la matematica...
...è lei che deve amarti.
Sarebbe più giusto dire che l'hai rifatto completamente.
Sì, ma solo per egoismo.
Avrei dovuto sottolineare i passaggi sbagliati...
...e farti arrivare da solo alla soluzione...
...ma ci voleva troppo tempo.
Tu, poi, non hai fretta?
So che stai per sposarti.
Sembra che oggi i matrimoni siano coperti dal segreto istruttorio.
Neanche Luigi mi aveva detto nulla del suo.
Mi è rimasto solo il tè.
- Posso offrirti del whisky. - La mattina non bevo.
Bevo io anche per te.
Perchè hai detto a Stella di non sposarmi?
Non le ho detto di non sposarti, le ho detto di non sposarsi.
Poi ti sorprendi che non ti ho detto niente?
Di che hai paura?
Io a te ormai non devo dire più niente.
Sei uscito dal partito, hai avuto l'incarico...
...e ora che stai per avere la cattedra vuoi fare la famigliola.
- Se questo è il futuro... - Io sono uscito dal partito?
Ma ti sei dimenticato quello che mi dicevi nel '56?
Krusciov ha distrutto Stalin, Stalin ha distrutto Lenin...
...Lenin chissà quanti altri ancora... Marx ha distrutto Bakunin.
Tu almeno rimanevi in famiglia con tuo nonno.
- Non c'è più quella famiglia. - Tu hai vinto un concorso...
...e hai avuto la cattedra.
Sì, è successo anche quello.
Anche tu ti sei sposato! Perchè non dovrei farlo io?
Io glielo dovevo.
Anna si era fatta la galera fascista.
Perchè menti a te stesso? L'hai sposata perchè l'amavi.
Anna poi!
Non aveva certo difficoltà a trovare chi la proteggesse!
Pietro...
...io non ho più nè tempo nè voglia per spiegarti...
...qual è la differenza fra una donna libera...
...limitatamente certo come lo siamo tutti...
...e una puttana.
Ti dovrei sfidare a duello!
Eri diverso da ragazzo.
È triste assistere agli sforzi che fai per essere come tutti.
Vai alla formula 25.
L'esponente non è 3, è 4.
Mi scusi.
Anche tu non credi.
Non credo proprio.
Purtroppo dovete andarci voi.
Mi verranno a prendere? - No, siete voi che dovete andare.
Già, sono io che devo andare.
Si tratta di una questione importante per la facoltà, lo sapete.
Affrettatevi ad andare a mangiare, è tardi.
È tardi, sì!
Mi dovevano venire a prendere molto tempo fa.
Ma chi?
Oggi non vi capisco proprio.
Ricordi la storia di Re Salomone?
Secondo voi quando la madre vera dice a Salomone...
...di dare il bambino a quell'altra, lo dice per spirito di sacrificio...
...o perchè il bambino viva? - Perchè il bambino viva.
Siete voi che parlate sempre di spirito di sacrificio.
Sapete che non sono sempre d'accordo.
Penso che anche Cristo non muoia per spirito di sacrificio...
...ma perchè la parola viva. - Il passaggio è corretto.
Allora perchè non vi orientate verso il prossimo, verso la vita?
Volete fare come Giuda?
Assumervi una colpa che è di tutti?
Guarda.
Questa è la parola e questa è la vita.
Vedi?
La sfiora appena ma non l'afferra.
- Questa è soltanto una bozza. - Certo.
Il nipote di Bakunin!
Sono mesi che non vieni a trovarmi a casa.
- Non vieni più neanche a casa mia. - Ma se siete sempre occupati.
Non me ne parlare, vengo da Roma.
- Compagno, permetti un attimo? - Sì. Scusa, Renato.
- Ciao, Roberto! - Renato.
- Avete stampato il programma? - Sì, eccolo.
Cominciamo giovedì.
Che bei film! C'è anche Dreyer.
Perchè non vieni a presentarne qualcuno?
Raddoppiamo le presenze se vieni tu.
Perchè no? Forse proprio "Giovanna d'Arco".
- È a giugno, vero? - Sì.
Professore!
So che avete difficoltà a trovare le cose.
Io ho un amico marittimo che viene da Marsiglia.
- Grazie, le avevo appena finite. - Dovere.
- Leonardo, sei stato all'ultima manifestazione? - No.
- Peccato perchè... - Senti...
Diciamo che io sono il segretario del comitato.
Dormo in sede perchè non ho una lira.
Tutti viaggiano, i miei amici vanno in Europa...
...voi stranieri venite qui, io non posso.
A volte mi sembra di essere più il gestore di un ostello
che un militante per la pace.
Sempre meglio di Beppe Maria che di notte va a caccia di gatti.
- Di gatti? - Per venderli all'istituto di biologia per gli esperimenti.
- È orribile! - Ad Auschwitz le SS coltivavano i fiori.
Lo so già. In estate lavoro in un kibbutz.
I miei amici ebrei mi accettano.
Scusi.
- Mi dispiace, ho offeso la tua amica. - Ma no, quale amica!
Questa nemmeno mi guarda.
Poi è un'ingenua, non si può volere l'impossibile.
Guarda che...
...quelli che si limitano a ciò che pare loro possibile...
...non avanzeranno mai di un passo.
- Ti piacciono le Gauloises? - Sì, grazie.
È permesso?
Pietro, che piacere!
Come state, don Simplicio? Non vi sapevo così patito di musica!
È una Sarabanda di Bach.
- Volevo farla sentire a mia cugina. - Quante cugine avete?
Mia madre è la prima di nove sorelle.
- Vai, Cecilia. - Buonasera.
- Tanto voi vi potete sempre pentire. - Che andate pensando?
È che mettono tutto in subbuglio, non riesco mai a lavorare.
Lo so, io scherzo. Voi siete un buon sacerdote.
È proprio per questo che sono venuto qua.
Questo è il mio ultimo lavoro per il concorso.
Renato doveva solo rivederlo e invece l'ha rifatto completamente.
Tutto è impostato meglio di quanto avevo fatto io...
...ma voi lo conoscete Renato, ci sarà qualche passaggio sbrigativo.
Voi siete paziente, don Simplicio.
E certamente manterrete il riserbo su tutto questo.
Mi aiutereste a controllare?
Certo ma non farete in tempo.
- Mandate il lavoro che avete fatto voi. - C'è una proroga.
Ho telefonato a Roma stamattina.
Date qua.
La carriera di matematico si avvia troppo presto.
Uno o due esami di analisi...
...e già sembra di dover scoprire chissà quale teorema.
Voi lo sapete, don Simplicio.
La matematica non si apprende.
È un occhio che hai dentro.
Qualcuno ti mostra il campo e tu vedi subito.
- Perciò si comincia così giovani. - Sarà che io non vedo niente.
Io so solo che bisogna affrontare i passaggi uno dietro l'altro.
A voi Renato vuole bene.
È per questo che vi ha voluto come assistente.
Se lo dite voi!
Io non me lo sono mai chiesto.
Si è fatto tardi.
Arrivederci.
E grazie. - Ci vediamo domani in facoltà.
Mi dovete scusare per l'altro giorno. - Per quel vino cattivo?
Sono stato male due giorni. - Arrivederci, don Simplicio.
Pure io non lo vedo da tre o quattro giorni.
Sarà che è andato fuori.
Arrivederci. - Arrivederci, professore.
Dovremmo trovarlo.
Oh! Ha un po' di soldi da darmi? Vorrei mangiarmi una pizza.
Vi serve qualcosa? - No, niente.
PARLANO IN DIALETTO
Guardalo col cane!
Anche lui ha bisogno di carezze, no? - Voi siete forestiero?
Di dove siete? - Indovina.
E che ne so!
Comunque deve fare freddo al vostro paese.
Vedi com'è combinato? Pare inverno.
Non per farmi i fatti vostri, ma non avete una giacchetta?
Una sciarpa di seta fina. È maggio, il mese delle rose!
Io porto ancora quei vestiti con la giacca e il doppiopetto.
A volte metto anche un vestito da donna di velluto giallo.
Oh! Bene!
E quando ve lo mettete il vestito giallo?
È un po' antiquato... - Ehi, guarda chi arriva!
Ciao, Marco.
Buonasera, professore. - Professore?
Hai visto chi è venuto?
Professore, e a me non mi riconoscete?
Biondino! II figlio di Tina la monarchica. Quella che poi passò coi comunisti.
Ho paura di no, ma uno di questi giorni ti porterò un mazzo di rose rosse.
Sentimental!
Dove andate?
È un pezzente, non ha neanche gli occhi per piangere!
A Palazzo Cellammare.
- Si può fermare alle rampe di Sant'Antonio? - Senz'altro.
Ciro!
- Anna! - Peppino!
Guarda chi c'è!
- Come stai? - Io bene e tu? - Bene!
Non posso neanche darti la mano perchè è tutta infarinata.
È parecchio che non vieni da queste parti, eh?
- Cerchi Renato a quest'ora? - No, sono passata a salutarti.
Anche lui viene solo per salutare.
Io gli chiedo che vuole mangiare e lui mi risponde:
"Niente, sono venuto a salutare i vecchi compagni."
Non vuole mai mangiare.
E tu come stai? Sei sempre bella!
Anche tu stai bene.
Uno di questi giorni se ce la faccio vengo a mangiare da te.
- Ho il taxi che mi aspetta. - Ciao, Anna.
Aspetta un momento!
- Prenditi questa rosa. - Ciao! - Ciao.
- Il povero rettore... - Il povero rettore?
Ne stiamo discutendo da stamattina...
- È chiaro! - Poi ci lamentiamo dei parlamentari!
Un momento!
È da stamattina che non si capisce...
Cari colleghi, andiamo al sodo.
- Qui di 825 milioni... - Non sono 825!
I milioni sono 835.
- Dieci milioni in più? - Cari colleghi...
Qui si tratta di esigenze!
Io lo sto dicendo da questa mattina.
Un momento!
Dobbiamo assolutamente fare il laboratorio di...
Basta con la facoltà di scienze!
- Posso dire una parola? - Certo.
Dicono che hanno messo a punto alcuni passaggi determinanti.
- Sono entusiasta. - Allora ce la fanno.
Guardate.
"Grazie ai suoi insiemi avremo una teoria geometrica della misura."
All'avvocato Renato Pecoraro, che difende Pupetta Maresca,
è rimasta solo un'udienza.
L'avvocato di Parte Civile ha negato che l'imputata abbia sparato per amore,
e che il suo sia stato un gesto passionale.
Investita dalle accuse Pupetta Maresca ha chiesto di potersi allontanare dall'aula
per un malessere.
I difensori di Ciro e Pupetta Maresca...
Adesso Gesù Cristo sai che fa?
Scende dal crocefisso e scappa con Pupetta in America.
Povera Pupetta però! - Perchè?
A te non piacerebbe Gesù Cristo come innamorato? - Che dite?
Sto pensando a quella povera Pupetta che si trova in galera.
Franco, spegni la televisione.
Al tuo paese li velano gli specchi quando muore qualcuno?
Sì, anche il venerdì santo.
- Casomai morisse qualcuno... - Sempre facendo le corna...
- È meglio che andiamo. - Grazie, professore.
Arrivederci.
Non l'abbiamo vista la settimana scorsa a "Tristano e Isotta".
Quant'è bella la morte!
Non sembra che sotto sotto ci sia un po' di erotismo?
Dove vuole che stia l'erotismo?
- Ciao, Virgina. Bello, eh? - Bellissimo.
Forse non doveva lasciare il giornale.
- Adesso guadagna di più, ma ne vale la pena? - Sì.
Almeno prima litigava e si divertiva.
Andiamo?
Renato!
- Tuo fratello? - Non c'è, è fuori per lavoro.
Ti vado a fare il caffè.
- Anch'io ero al San Carlo ieri sera. - Lo so, ti ho visto.
Perchè non mi hai detto a Roma che saresti venuta?
Perchè non lo sapevo.
Sarei venuto a prenderti in stazione.
Ieri mattina non eri al senato accademico?
- Come lo sai? - Perchè hai mancato un altro appuntamento.
Leo!
Meno male che ha trovato te a casa.
- Mi è simpatico. - Anche a me, molto.
Be', per forza.
Hai l'aria stanca.
È l'alba.
Cosa hai deciso?
Di non tenerlo.
Ma Antonio?
Antonio non sa neanche che sono incinta.
- Me lo avresti detto? - Te l'ho detto anche questa volta.
Perchè non lo tieni?
Cos'è, non dovrei perdere l'ultima chance?
Poi figurati, Antonio con la sua posizione nel partito?
Un figlio illegittimo?
E poi non lo voglio con lui.
Tienilo il bambino, ti aiuto io.
Cos'è, un risarcimento?
Ti ricordi a Capri quella ragazza ebrea?
Proprio in quei giorni avevo deciso di abortire.
Mi sembrava assurdo.
Eravamo così uniti in quel momento.
Io stetti male e tu non mi portasti nemmeno un bicchiere d'acqua.
L'ho saputo dopo che la ragazza non si era salvata...
...e che tu non ce l'avevi fatta...
...te ne stavi sempre chiuso nel tuo studio per i fatti tuoi.
Io sentivo soltanto che mi avevi lasciata sola.
Eravamo d'accordo tutti e due...
...di non avere figli in quegli anni.
Sì, certo. Ero d'accordo anch'io.
Questo non vuol dire che non lo desideravo.
Credo che Antonio mi abbia voluta perchè ero la donna tua.
Era te che invidiava.
Succede.
- Però a te ho voluto più bene. - Sono quello che ti ha ferito di più.
- Anche tu mi hai voluto più bene. - Sei tu quella che mi ha ferito di più.
Il caffè.
Renato, riprendimi con te.
Anna, ma non mi vedi?
Puoi andare a vivere a casa mia se vuoi...
...io andrò a stare da un'altra parte...
...in albergo.
Anche a me piacerebbe vivere in albergo.
Se aspetti che mi vesto, scendo con te.
Adesso comunque ti serviranno dei soldi.
Grazie.
Buongiorno, professore. Vi serve qualcosa?
Ma non c'è nessuno!
Oggi è mercoledì.
Vi siete scordato che non ci sono le lezioni.
Mi passi il vino?
Come mai avete cominciato con un film di Buster Keaton?
- Perchè non ti piace? - Era meglio cominciare con un film serio...
...per stimolare una discussione sui contenuti.
Pietro, il comico è superiore al tragico.
Se avessi detto che abbiamo fatto bene a distrarci...
...con uno dei soliti film con le torte in faccia...
...comunque avresti sostenuto il contrario. - Già!
È meglio morire di vodka che di noia.
- Che stai facendo? - Per lavarci le mani.
- Guarda che Renato scherza. - Non alla pari.- Ferdinando!
- Hai trovato casa? - Sono ancora a casa di mia sorella.
- Ma come! - E che devo fare?
- Giuseppe se ne va a Milano. - E che ci va a fare a Milano?
- Gli hanno dato il posto alla Pirelli. - Ti sei confessato e comunicato, eh?
- Bisogna pur vivere. - Avete saputo di quel compagno francese?
- Quello che veniva sempre in sezione? - Che ha fatto?
- Ha tentato il suicidio. - Ma che dici?
- È stato sempre sfortunato. - Adesso come sta?
Meglio, ha fatto una lavanda gastrica.
Ha usato delle pillole leggerissime, non avrebbero ammazzato nessuno.
- È andata male la roulette russa. - Gli è andata bene.
Se voleva fallire, gli è andata bene.
Io userei una pistola.
Punterei alla nuca, è più vulnerabile.
Metterei un cuscino sotto la testa...
...per raccogliere il sangue...
...e poi sarebbe più comodo.
Quindi sparerei.
Ma il comico non era superiore al tragico?
Mi hai disarmato.
- Assunta, un altro po' di vino. - Subito!
Ecco qua.
Nicola, suonateci una canzone.
- Portaci il conto. - Un momento.
- Peppino, il conto! - Eccolo!
- Che fa, ora se ne va a letto? - Può essere.
- Volete un po' di whisky? - Un goccio.
Hai visto, Leo, che i miei calcoli erano giusti?
La spia di vetro si è rotta.
- Ero sicuro. - Che spia?
Vieni, ti faccio vedere.
Quando progettarono il cinema qui sotto...
...chiesero a Renato di fare i calcoli. Lui era contrario.
E accettò proprio per dimostrare che avrebbero rovinato...
...la statica del palazzo.
Quelli vollero costruire lo stesso e il vetrino si è rotto.
Questo vuol dire che la crepa si sta allargando.
Renato aveva ragione.
- Buonasera. - Buonasera.
- Che ci fai qui? - Come stai, Luigi?
Emilia e Stella stanno a casa a incartare bomboniere...
...a scrivere indirizzi sugli inviti.
E tu stai vivendo la tua ultima serata da scapolo.
Mica si sposa domani!
È sempre il solito!
Renato, ha telefonato Giustino che viene venerdì.
Si è raccomandato di aspettarlo. Arriverà a mezzogiorno.
Ah!
Guarda che ti ho portato.
Facendo ordine ho trovato questo libro.
C'è una dedica di Philippe per te.
"Per molto tempo ho resistito a questo pensiero..."
"...dicendomi: Vladimiro, sii ragionevole."
"Non hai ancora provato tutto."
"E riprendevo la lotta."
"Medita..."
"...pensando alla lotta..."
"...e dice a Estragone..."
"...dunque..."
"...rieccoti..."
"...Estragone..."
"Davvero, Vladimiro, sono contento di rivederti."
"Ti credevo partito per sempre."
Cani...
...cani...
Fa piacere vedere che anche le donne hanno un cervello.
Trenta e lode.
In onore di questa ragazza sospendiamo la seduta per 5 minuti.
Fai un esempio in cui le ipotesi non sono soddisfatte...
...ma c'è lo stesso la funzione implicita.
Lauretano 26.
Ma se non ha nemmeno seguito l'esame.
Cosa volevi 29?
Lauretano 29!
- Adele! - Zia.
- Ti volevo dire una cosa. - Che è successo?
Sentivo poco fa che parlavi al telefono con Stefanini.
- Hai invitato anche lui? - Sì.
Ma si compromise molto col fascismo.
- Ma è passato tanto tempo, zia! - Cosa credi?
Ora ci frequenta solo perchè vuole essere sostenuto nel concorso.
Ma tutti fanno carriera così adesso!
Fai come vuoi!
Hai fatto male ad aprire i crackers.
Vado ad aprire.
Sono venuto a salutare anche te.
Il tasso di alcol nel tuo sangue è troppo alto.
Non così alto da incendiarmi.
Mi rattristi.
Dovresti proprio fare una cura disintossicante.
Non vedi che non sono più in condizioni di aiutarti?
Mi hai aiutato anche troppo.
I miei nipoti oggi mi deludono.
Lo sai che tua cugina si lascia corteggiare da Stefanini?
Così adesso non solo gli dovremo il mio manicomio giudiziario...
...ma anche il matrimonio di Adele. È un bell'uomo.
Perchè sei così sarcastico?
Furono tua madre e tua zia a chiedere il suo aiuto.
Meglio l'ospedale psichiatrico che la galera fascista.
Se io avessi voluto farmela la galera?
Ma che significa questo? E un rimprovero?
Bisognerà pur dirsi la verità un'ultima volta nella vita, no?
Non sono ancora sul letto di morte!
Volevo dire una buona volta.
Scommetto che non ha mangiato ancora niente.
Dagli un po' di mozzarella.
C'è un ricevimento qua?
- Più tardi vengono dei professori, amici di zia. - Si festeggia!
Quando tuo nonno...
...era chiuso nella fortezza di Pietro e Paolo...
...non disdegnò l'aiuto dei familiari...
...pur di uscire di galera.
E tu che gli somigli tanto,
in questo volevi essere uno stupido eroe?
Gli somiglio.
Peccato che non era mio nonno.
Che vuoi dire?
Guarda cosa ho trovato.
Cos'è questa lettera? - Stai zitta tu.
Sii bella e taci. - Non sono mai stata bella.
Allora stai solo zitta.
Ho imparato a 12 anni a leggere il russo.
Volevo leggere a tutti i costi i manoscritti di mio padre.
E lui, sai Renato, per me, era mio padre.
Immagina il mio dolore,
quando gli anarchici francesi, per estorcermi delle carte,
mi schernirono:
"De quel droit parlez vous?"
"Ignorez-vous donc que vous n'êtes pas sa fille?"
Mia madre negava anche contro l'evidenza.
Guarda quelle due foto.
Una è lui quando era giovane, e l'altra sei tu.
Scusa, è l'ora dell'iniezione.
Vado a preparare.
Renato, dammi un bacio come quando eri bambino...
...ed eri tanto affettuoso.
Andiamo.
Io vado, oggi non mi sento di incontrare nessuno.
Ciao!
Renato!
- Promettimi di non bere tanto. - Smetterò.
- Renato! - Sono venuto a suonare il pianoforte.
Ma non te lo ricordi? Era nell'altra casa, fu bombardata.
Scusa.
Parla più forte, Giustino. Non ti sento!
Sì, sta meglio.
L'ho visto mercoledì sera.
Era tutto allegro, ha fatto anche l'attore per noi.
Certo, lo avviserò subito.
Grazie, anche lei ti saluta.
È qui vicino a me, stiamo ancora disfando i pacchi.
Grazie per il bel regalo che ci hai mandato.
A domani.
Sono tutti uguali questi scienziati.
Giustino ha perso il treno.
- Gli hai detto tu di venire? - Sì.
L'ho chiamato quando sono andato a prendere Renato alla stazione.
Sembri tua madre.
E perchè, mamma faceva qualcosa di male a chiamarlo?
Renato si tranquillizza molto con Giustino.
Lina!
Devi portare questo biglietto a Renato.
E se non è in casa, mettilo bene in evidenza.
- Ho scoperto un altro nascondiglio. - Non c'è niente da ridere.
Io quello che posso, faccio.
Però questo fatto dei nascondigli mi fa ridere.
- Dov'è questo nascondiglio? - Dietro l'enciclopedia britannica.
- I libri sono grossi e rilegati. - Nientedimeno la libreria è così larga...
...che ci vanno le bottiglie dietro?
Può usare solo quelli alti se no le bottiglie spuntano.
Le bottiglie possono mettersi anche coricate.
- Hai ragione. Allora controlla tutta la libreria. - Vai, Lina.
Aiutami.
Luigi...
Professore!
Professore!
Professore!
Lina, mi raccomando questo pacco.
- È arrivato da tre giorni. - Non vi preoccupate.
- Salutatemelo. - Se lo vedo tornare.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Basta così, signora? - Sì, per il professore sì.
Per me invece... mi dia quelle.
Marchese...
Marchese!
Quello ora arriva e noi stiamo ancora lavorando.
Non potevamo cominciare prima?
La famiglia ha avuto il permesso solo all'ultimo momento.
Se la cappella è della famiglia quale permesso ci voleva?
Quello si è ucciso.
Allora deve aver avuto qualche santo in paradiso.
Dopo dica due parole lei, poi concludo io.
Veramente preferirei che parlasse Sforza.
Dopo tutto lui è membro dell'Accademia dei Lincei.
Sforza non arriva.
Non sembri strano che la commemorazione
di un eminente matematico
inizi con il discorso di un umanista che di matematica sa ben poco.
Ma ciò è armonico con lo spirito della nostra scuola...
... dove discipline apparentemente distanti...
... ritrovano un'amichevole collaborazione...
... e la certezza della fondamentale unità del sapere.
Questo è lo spirito che ha animato la cultura della patria napoletana...
in cui si formò Renato.
Alla sua complessa figura nessuno sfondo si addice meglio...
... che la Napoli della prima metà del nostro secolo.
Era quella la Napoli donde si irradiava il magistero di Croce...
... dove gli studi storici, filosofici...
.... filologici e giuridici fiorivano...
Perchè il marchese è qui? Si frequentavano?
No, buongiorno e buonasera.
- Il compagno Antonio. - Ciao.
- Ciao. - Ciao.
Ti ricordi quando la pantera di papà morse il professore a una gamba?
Non lo morse, lo graffiò.
Io sono stato molto incerto.
Se non venivo dicevano che mi vergognavo...
...venendo diranno che sono un arrogante.
Per una volta mi sono lasciato trascinare dall'istinto.
- Hai fatto bene a venire senza Anna. - Dopo tutto era suo marito.
Pietro...
...quattro, cinque anni fa, ed erano già separati,
Renato regalò alla moglie un terreno.
Lui ci si fece costruire due ville.
Una se la vendette per pagarsi le spese.
E nell'altra se la spassava con Anna, capito?
- Che c'è di strano? - È immorale.
C'è un'indagine al partito.
È segreta, mi raccomando.
Renato poteva evitare di andarci.
Papà dice che se uno è nato dopo la guerra, cresce viziato.
A noi invece la pantera ci ha fatto diventare coraggiose.
- A me ha fatto diventare paurosa. - Silenzio!
Egli ha avuto in comune con noi la fede negli ideali di libertà e di civiltà...
... che avevano animato i giacobini napoletani nel 1799...
...e affinati dall'esperienza liberale del Risorgimento...
...rinvigoriti dalle drammatiche esperienze incluse tra due guerre...
L'hanno trovato supino.
Con la pistola dietro la nuca.
La posizione è sospetta, no?
...che la sua stessa dipartita dal mondo pare oggi una testimonianza
di quella certezza della perennità della vita spirituale
che ha la sua prima radice nella religione...
Giustino, finalmente sei arrivato!
Perchè non parli tu? - Io?
Sei anche membro dell'Accademia dei Lincei.
Cosa vuoi che ti dica? Non ce la faccio.
Vada, il rettore ha finito.
Buongiorno, professore.
Il nostro ormai anziano maestro Sauro Giannone...
concepì sempre per tutti i suoi allievi un affetto profondo e paterno.
Ma egli nutriva una particolare predilezione per Renato,
che considerava il migliore dei suoi allievi.
Scherzava, scherzava... E non credevo che scherzava.
Si possono fare un'infinità di congetture.
Questo non accende proprio!
Pensa che una volta, in un locale pubblico, additandomi un amico comune, disse:
"Conosco bene quel signore ma non so chi è."
Non tollerava nessuna delle persone conosciute in giovinezza.
Tranne stranamente le mie cugine.
Comunque, anche allora era un nichilista.
Se egli fu un capo carismatico... - Don Simplicio.
Questo è il direttore del cimitero.
Grazie a don Simplicio abbiamo ottenuto il benestare della curia...
Mi servirebbe la sua firma. È una pura formalità.
- Il dottor Morra vorrebbe avere le spalle al sicuro. - È la legge.
Con permesso.
a studiare in Italia...
...i grandi problemi dell'analisi funzionale non lineare...
...che negli anni Trenta ricevevano una formidabile spinta...
...con le ricerche di Schauder in Polonia...
...e di Leray in Francia.
Povero professore.
Non lo vogliono lasciar morire in grazia di Dio.
Può dire alla famiglia di dare la mancia ai becchini?
Per evitare che qualcuno porti via i fiori dalla tomba.
Non si può sorvegliare su tutto.
Anche se le cappelle sono chiuse a chiave...
Li prendano.
Al professore non sarebbero piaciuti.
- Gli piacevano "I fiori del male". - I fiori...? - No, niente.
Io non so quanto felice sia stata la sua vita....
... ma posso dire che il suo suicidio...
Scusa, compagno.
Volevo dirti che l'appoggio del partito a Milazzo...
...non è ben visto da noi in varie sezioni.
Dovresti venire tu e qualche altro compagno da Roma per convincerli.
Cos'hanno da criticare? Non è mica opportunismo!
I sentimenti e i ragionamenti del nostro caro estinto...
... per indursi a sopprimersi...
... avranno anch'essi avuto la nobiltà e la forza a tutti noi note.
Mi domando allora.
... a che vale adoperarsi per fare ancora della matematica...
...quando ha rinunciato a ciò...
...uno che poteva farlo nel modo che noi tutti ammiravamo.
Gli avevo portato il biglietto per dirgli che venivate oggi.
Dove l'aveva nascosta la pistola?
L'avevo raccomandato tante volte di stare attento.
Aveva una cassetta di sicurezza, non lo sapevamo.
È terribile.
Renato attraversava un momento di depressione.
Era stato arrestato insieme alla moglie perchè in un locale...
... oltre a chiedere all'orchestra di suonare la marsigliese...
...aveva pronunciato frasi e giudizi contrari al fascismo e al Duce.
L'arresto aveva suscitato grande clamore a Napoli.
Ma la madre, d'accordo con la sorella, la professoressa Bakunin...
...e con altri illustri personaggi...
...era riuscita a farlo trasferire dal carcere al manicomio giudiziario.
Lo ha rimproverato alla zia proprio l'altro ieri.
- È andato a trovarla? - Certo, era la zia.
- Come l'ha presa la notizia? - Non gliel'abbiamo detto.
Però proprio ieri le è venuta la febbre.
- Stamattina aveva dei vuoti di memoria. - È l'età.
Nelle conversazioni con lui
ricorrevano sempre i temi della politica internazionale...
Dovevamo ascoltarlo di più.
Sarebbe stato inutile, si sarebbe ammazzato lo stesso.
Non lo si poteva convincere su niente.
Quando non eravamo d'accordo, lasciava cadere l'argomento.
Io invece lo sai come sono.
O devo convincere o devo essere convinto.
Quando mai ti sei lasciato convincere da qualcuno?
Partecipò in prima persona alla lotte che il movimento democratico
condusse nel dopoguerra...
Hanno fatto il mausoleo pure a Carlo Pisacane.
Che vergogna! È stato tradito, ammazzato, illuso prima...
...e poi celebrato da morto.
Mi chiedo che siamo venuti a fare qui.
Ma importa continuare...
...rifiutare di chiudersi negli ambienti ristretti del vivere...
...cercare una rivoluzione in grande...
...che coinvolga i fini dell'uomo e i contenuti della civiltà...
...insieme al superamento delle contraddizioni del presente.
Ora lo nascondono!
Che fai?
Per ricordo.
Ne prendo sempre alla fine di ogni viaggio.
- Perchè i sassi? - Sono belli.
Una rosa del deserto, un'ossidiana di Lipari...
- Anche i sassi qualsiasi? - Sì, anche i sassi qualsiasi.
Mi porti con te in Lapponia, Leo?
Certo.
Almeno là non c'è nulla che ci assomigli.
A gennaio era venuto a rinnovare l'affitto.
Voi dite che allora non aveva quell'intenzione?
Mah!
Adesso bisogna ristrutturare la casa.
Penso che si potrebbe aggiungere quella vecchia parte...
...il deposito.
Certo, c'è il problema delle scale.
Si potrebbe fare un bagno moderno, due magari.
Così lo si può affittare a una famiglia.
Ammesso che non ci siano difficoltà ad affittarlo.
C'è tanta superstizione in giro...
Ma poi la gente dimentica!
E poi, una volta ristrutturata la casa sarà bellissima, vedrai che...
...sarà un grazioso...
Alfonso!
Alfonso!
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