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Original subtitles

UNA SERIE NETFLIX

Signore, cosa la porta qui?

Volevo controllare una cosa.

Ha avuto il permesso del Direttore?

Serve per vedere il Libro di un altro Mietitore?

Sì, perché le leggi sulla privacy sono severe anche qui a Jumadeung.

Vorrei vedere il mio Libro.

Un momento, per favore.

Che strano.

Può dare un'occhiata al Libro della sua vita precedente,

ma quello ancora prima è chiuso.

È chiuso a chiave?

Non è comune,

ma l'unica persona che può vederlo

è il Direttore.

- Come mai? - Perché l'ha chiuso lei stessa.

Ora vado.

Un momento.

Ci sono altri Libri chiusi come il mio?

Solo un momento.

Ce n'è un altro.

Quello della sig.ra Koo Ryeon.

SQUADRA DI SCORTA IMPIEGATA JEON BO-YUN

Sono stata appena assegnata alla squadra. Mi chiamo Jeon Bo-yun.

Ne è passato di tempo.

Ora sei un'impiegata di Jumadeung?

Si ricorda di me, signore?

Quasi non ti riconoscevo. Sei cambiata.

Credevo che non si ricordasse di me, visto che sono morta giovane.

Non sei un'eccezione.

Ricordo tutti quelli che scorto.

Ci hanno detto che le anime si sentirebbero a disagio

ad essere scortate da bambini.

Mi hanno detto di presentarmi come un'adulta.

Crede che questo colore di capelli sia adeguato?

L'importante è che lavori bene.

È oggi

il giorno della sua morte?

Sì, è oggi.

Vederti alla fine di una vita così difficile

l'aiuterà a passare in pace,

perciò accompagnala bene.

Grazie per la considerazione,

sig. Park.

Sig. Park.

Io…

Volevo dirle

che lei è la persona che ammiro di più al mondo.

EPISODIO 13: PRIMAVERA

- Stai andando dalla sig.ra Yoo Bok-hui? - Sì.

È sulla nostra lista da molto tempo,

ma il suo livello è salito di recente.

Voi e la Squadra di Scorta siete destinati a lavorare insieme, pare.

Per questo caso,

collaborerete con la loro nuova Mietitrice.

Della Squadra di Scorta?

È proprio necessario?

Consideralo un caso simile a quello di Lee Young-chun.

Voi salverete il caso a rischio suicidio,

mentre la nuova Mietitrice scorterà l'anima del defunto.

L'anima che verrà scortata

è legata al passato di Choi Jun-woong.

- Cosa? - Lui ancora non lo sa.

Ah, eccola qui.

Salve, signora.

Lei è la sig.ra Koo.

- Mi conosci? - Ma certo!

È la Mietitrice più famosa di Jumadeung.

È nota tra i nuovi Mietitori.

Notoria, direi.

Comunque,

- è tutto chiaro. - Bene.

Salutate tutti.

Lei è la nuova Mietitrice della Squadra di Scorta. Lavorerà con noi.

Caspita. Una novellina?

Anch'io ero come te una volta, sai?

Molto piacere.

Ok. Sig.na Jeon, vero?

Lavorare alla Jumadeung è dura,

ma non essere nervosa. Rilassati.

Mettiti comoda.

Ok. Grazie.

Siete tutti gentili nel vostro team.

I tempi duri si dimenticano presto, vedo.

- Mettiamoci al lavoro. - Sì, signora!

Yoo Bok-hui.

Novantuno anni.

Ha un figlio, una figlia e un marito che non c'è più.

È benestante, direi senza problemi.

È in buoni rapporti con i nipoti.

Quindi, perché…

Chi scorterai per questo caso?

La sig.ra Lee Jeong-mun vuole vedere Yoo Bok-hui

prima che muoia.

Chissà come si conoscono.

STATUA DELLA PACE

MONTAGNA

Sig.ra Yoo Bok-hui?

Non si preoccupi.

I nostri colleghi stanno pulendo la statua.

In molti passano davanti a quella statua. Perché lei…

C'è una mia amica d'infanzia

che cerco da tanto tempo.

Insomma,

cerco Yun-i disperatamente, sperando che non sia troppo tardi.

Ma lei…

Yun-i…

Ho scoperto da poco che fu costretta a diventare una donna di conforto.

Posso chiederle come l'ha scoperto?

Mio nipote studia storia all'università,

ed è molto interessato al periodo coloniale giapponese.

Per caso ho guardato le foto che aveva stampato

delle donne di conforto dell'esercito imperiale giapponese.

Tra le ragazze nelle foto

c'era la mia amica.

Era impossibile che non la riconoscessi.

Perché indossava la sciarpa che le avevo regalato io.

Non avrei mai immaginato che Yun-i

facesse quella brutta fine.

Perciò, vedere la Statua della Pace

mi ricorda la mia Yun-i,

e mi si spezza il cuore.

Quando piove,

le metto un ombrello per proteggerla dalla pioggia.

Non bagnarti.

E quando qualcuno la vandalizza,

la pulisco per bene.

Ho sempre vissuto così.

Correggetemi se sbaglio,

ma voi due sembrate Mietitori dell'aldilà.

È così.

Come fa a saperlo?

I miei sensi si sono evoluti a quest'età,

noto cose che altri non notano.

Per non parlare dell'aura che avete entrambi.

Comunque, non siamo qui per scortarla.

- Come? - Noi aiutiamo la gente

a vivere appieno a loro vita.

Lei sta pensando di togliersi la vita,

quindi sta chiudendo i conti in sospeso.

Come fate a saperlo?

È perché

si sente in colpa per Yun-i?

Yun-i…

Yun-i è viva?

- O… - È morta tanto tempo fa.

Guardi qui,

questa donna.

Vorrei che incontrasse la sig.ra Lee Jeong-mun.

Ho vissuto

una vita agiata, non avevo alcun rimpianto.

Finché non ho scoperto che ero stata io a mandare Yun-i in quel posto.

Non ho il diritto di vederla.

Perché ho fatto torto a lei e a Yun-i.

Potrebbe pentirsene ancora di più.

Perché il tempo non aspetta nessuno.

Alla sig.ra Lee Jeong-mun non resta molto da vivere.

Si aggrappa alla vita con grande determinazione

perché vuole incontrare qualcuno che si ricordi di Yun-i.

Perché non la vede, prima di decidere?

Cavolo, è terribile.

Bisogna essere pazzi per vandalizzarla.

Spero solo che non sia stato un coreano.

Sarebbe come essere pugnalati alle spalle.

Hai freddo?

Non avresti dovuto toglierti la giacca.

Beh…

Sembrava avere freddo.

Come hai iniziato a lavorare nella Squadra di Scorta, sig.na Jeon?

Il sig. Park non ti inquieta?

Incontrai il sig. Park nel periodo coloniale giapponese.

La situazione era drammatica, all'epoca.

Il nostro Paese era debole, fummo schiacciati senza pietà.

Ma anche l'aldilà è diviso per Paese, giusto?

Esatto.

Neanche per la Jumadeung fu facile, all'epoca.

"Vi prego, risparmiatemi."

"Lasciatemi vivere, vi prego."

Hai capito bene.

Se avessero voluto vivere,

sarebbero dovuti nascere nell'impero giapponese!

Esatto. Stupidi Josenjing.

Voglio vedere mia madre e mia sorella.

La prego, mi faccia tornare in patria.

- Per favore… - Sta' zitto!

Che sta facendo?

È solo un bambino.

Perché dobbiamo andare nell'aldilà giapponese?

Silenzio!

Che Paese o aldilà esistono per i bastardi senza patria?

Piccoli arroganti.

Che assurdità.

Inutili bastardi giapponesi!

Sei solo un parassita Josenjing.

Come osi insultare il Mietitore dell'Impero!

Vuoi soffrire anche in punto di morte, è così?

Perché dobbiamo seguirvi,

anche dopo la morte?

Va bene.

Se è questo che vuoi, così sia.

Vi farò a pezzi tutti fino all'anima!

Fermo!

Chi va là?

Un momento!

Non è un defunto.

Che vuoi dire?

Sono il capo della Squadra

di Scorta della divisione Joseon,

Park Jung-gil.

Voglio evitare uno scontro inutile, consegnatemeli e basta.

Non dire sciocchezze! Il tuo Paese è morto!

Dillo al tuo capo.

I Mietitori di Joseon prenderanno le loro anime,

e questo non sarà più tollerato.

Togliti di mezzo.

Anime di Joseon, seguitemi.

- Santo cielo! - Grazie.

- Andiamo. - Presto!

È una delle persone che ammiro di più al mondo.

È per lui che sono diventata una Mietitrice.

Capisco.

Chissà perché uno come lui odia tanto il nostro team.

Non lo so.

Avrà i suoi motivi.

OSPEDALE KANGSEONG, SEUL

Da questa parte.

TROIA JOSENJING

Tu…

sei un'amica d'infanzia di Yun-i, vero?

Grazie.

Mi chiamo Lee Jeong-mun.

Ti stavo aspettando.

Ricordo che Yun-i mi disse

che aveva una cara amica a casa.

Mandai io Yun-i in quel posto.

Tu?

Sì.

Anche se è passato tanto tempo,

pochissime persone vengono a cercarmi

con uno sguardo come il tuo.

Ci dev'essere una storia dietro.

Non cambia il fatto

che le ho fatto un torto.

Qualunque siano le ragioni, sono solo scuse.

No.

Ci sono persone che non trovano neanche scuse

perché temono che ciò getterà luce sui torti che hanno commesso.

Va tutto bene.

Puoi dirmelo.

Diamo un'occhiata?

- Voilà! - Chissà se sarà come la tua.

Yun-i era come una sorella per me.

Tra me e Yun-i c'era un anno

e siamo cresciute insieme sin da piccole.

Io venivo da una famiglia più agiata, e ogni volta che tornavo da scuola,

mi chiedeva sempre cos'avevo imparato quel giorno.

Yun-i era l'unica di noi

che sapeva il giapponese.

Era merito tuo, allora.

Sebbene fosse un periodo tragico,

io e Yun-i eravamo ignare e felici.

Ricordo ancora chiaramente

quanto ridevamo e chiacchieravamo.

- Bene. - Così.

- Ecco. - Bene.

E

poi si fa così.

Yun-i!

Papà!

- Vedo che c'è anche Bok-hui. - Salve.

Ciao, Bok-hui.

Ho portato delle patate da bollire.

Fantastico!

Ok.

- Sembrano buonissime! - Sì!

- Scotta! - Scotta!

È bollente!

Assaggia, Yun-i.

- Ok. - Ecco.

Ecco.

- Com'è? È buona? - Sì.

- Buona? - Assaggia anche tu, Bok-hui.

Ma…

quei giorni sereni durarono poco.

Il padre di Yun-i si ammalò.

Non poteva più lavorare.

Poi mi capitò di vedere un annuncio sul giornale.

Pensavo sarebbe stato di grande aiuto per Yun-i.

- È un lavoro in una fabbrica in Giappone. - Davvero?

Offrono un alloggio e pagano bene.

Ho chiesto al sig. Kinosita.

- Dice che è un buon posto. - Sì?

Grazie, Bok-hui.

Figurati, non è niente.

Qui dice: "Alloggio incluso, buon salario".

Come un'idiota, lo suggerii a Yun-i

senza il minimo dubbio.

Tranquilla, da qui continuo sola.

Cosa?

Assicurati di coprirti bene.

Ma questa è la tua preferita.

Voglio che l'abbia tu.

Quando hai fame,

compra del cibo con i soldi che ti ho dato.

Non preoccuparti. Prometto che tornerò con tanti soldi.

Mi mancherai.

Anche tu.

Stammi bene, ok?

Il tempo passò

e il Paese fu liberato,

poi ci fu un'altra guerra.

Nonostante tutto, sono arrivata fin qui.

Ho avuto fortuna e ho vissuto una bella vita.

Avevo questa vaga idea

che Yun-i avrebbe potuto vivere bene da qualche parte.

Fa male, è difficile da raccontare.

Io non sapevo nulla,

mi trascinarono lì dentro.

Mi strapparono i vestiti per soddisfare i loro desideri

e facevano quello che volevano, era insopportabile…

Non posso credere che sia successa una cosa così terribile.

Anch'io ho vissuto in quel periodo. Non ho mai sentito niente del genere.

Nonna.

Sì?

È quanto accaduto.

Cosa?

Ma…

Anche quando una donna costretta a diventare una donna di conforto

ha trovato il coraggio di raccontare cos'era successo,

ancora non ci credevo.

Ma un giorno,

ho visto cosa aveva raccolto mio nipote per la tesi

e, in una foto,

ho trovato Yun-i.

CONOSCETE LE DONNE DI CONFORTO?

Da quel giorno,

ho iniziato a cercare altre vittime costrette a diventare donne di conforto.

Santo cielo.

Una volta scoperta la verità,

non riuscivo a respirare per il senso di colpa.

Yun-i ha dovuto subire una brutale umiliazione

e alla fine ha perso la vita.

Tutto per colpa mia.

Perciò sono venuta qui, anche se so che non merito di vederti.

Perché volevo sapere di Yun-i.

Yun-i…

era una ragazza molto allegra.

Non ha mai perso la speranza.

Che bello.

Sorrideva sempre

e diceva che se avessimo tenuto duro, la primavera sarebbe arrivata.

Sono certa che non è un brutto posto.

Tre anni. Devo lavorare solo per tre anni.

Non voglio andare. Fatemi scendere. Voglio tornare a casa!

Non posso più farcela. Voglio vedere mia madre!

Grazie.

C'è qualcun'altra

che vuole tornare a casa?

Io

e le altre ragazze sul camion

capimmo che non stavamo andando in una fabbrica.

No!

Datevi una mossa!

Entra!

Ehi.

Tu.

Aspetta qui.

Ci fecero cambiare

e ci portarono in un lungo corridoio

in cui ci misero nelle stanze, una alla volta.

Che c'è?

È successo qualcosa?

È strano.

Non ho le mestruazioni.

Tirati su la manica.

In questo momento, dei soldati stanno morendo per il nostro Imperatore.

Non sono obbligato a curare una Josenjing.

Erano tutte preoccupate per lei.

- Spostatevi! - Ma

per noi era difficile anche badare a noi stesse.

Avevo paura di essere picchiata se mi avessero trovata a occuparmi di lei.

La paura ebbe la meglio su di me.

Perché per loro,

non eravamo altro che oggetti usa e getta.

Se non eravamo troppo danneggiate dalla vita in giù,

i soldati continuavano a prenderci, fino all'ultimo respiro.

Eravamo oggetti usa e getta da buttare al vento una volta morte.

Torna nella tua stanza. E se ti prendono?

- Allora, - Va tutto bene.

la prima a prendersi cura di lei fu Yun-i.

Ehi, tu, laggiù!

Che ci fai lì?

Vuoi morire? Come osi farmi questi scherzi?

Aspetta qui in silenzio!

Ho pensato di farlo io per risparmiarle il disturbo.

Se muore, me ne occuperò io.

Anche dopo quella volta, veniva picchiata

quando la beccavano a occuparsi di lei,

ma Yun-i non smise mai di farlo.

Da sola ti stancherai. Ti aiutiamo noi.

E una dopo l'altra,

anche le altre iniziarono ad aiutare.

Non si avvicini.

Ehi.

Sai perché ti sta succedendo questo?

Perché sei una Josenjing.

Persino la notte sognavo di essere presa dai soldati giapponesi,

così persi la voglia di vivere.

Decisi di porre fine alla mia vita.

Jeong-mun.

Jeong-mun.

Jeong-mun!

Ridammelo.

Ridammelo!

Chi ti credi di essere?

Perché ti intrometti?

Come osi? Chi ti credi di essere?

Dico sul serio, voglio farla finita.

Quel piccolo gesto mi confortò più di quanto immaginassi.

Odio tutto questo.

Pensavo che stavolta ce l'avrei fatta.

È tutta colpa tua.

Se non fosse per te…

Scusami, Jeong-mun.

Non mi piaceva che si preoccupasse delle altre ragazze

e cercasse sempre di prendersi cura di loro,

quando non poteva nemmeno badare a se stessa.

Non mi piaceva che mi avesse impedito di uccidermi.

Non morire.

Anche se viviamo come delle bestie…

In ogni caso,

così come la primavera arriva dopo l'inverno,

se teniamo duro…

- Un giorno… - Non illuderti troppo.

Se ci ammaliamo,

ci ammazzeranno e basta.

Arirang arirang arariyo

Sorrideva, cantava "Arirang".

Anche dopo che un soldato le ruppe il braccio.

Mi chiedevo se fosse impazzita.

Jeong-mun.

Sai cosa sono questi?

Fammi vedere, prima.

Voilà! Sono semi di balsamo.

Mi sono appena ricordata che la mia cara amica Bok-hui

e io ci tingevamo le unghie con questi.

Hai intenzione di piantarli?

Mi piacerebbe, ma mi picchieranno di nuovo se mi prendono, no?

Sei proprio un'idiota.

Quando tornerai a casa, potrai piantarli come vorrai.

Perché quel muso lungo?

Tienili da parte.

- Forse iniziai a sperare come Yun-i. - Ok.

Sognavo un domani che fosse diverso dal presente.

Ehi.

Anche tu sei carina.

Non so, mi è sfuggito qualcosa.

Ci sei andato vicino.

Domani torno. Non è stato abbastanza.

Forse la prossima volta farò un dipinto.

Allora sai piangere.

Basta piangere, e tirati su.

Jeong-mun.

Andiamo.

Lo so bene, l'hanno fatto anche a me.

S'infetterà, se non fai niente.

Te la pulisco io.

Jeong-mun…

- Sopportammo quei giorni difficili. - Ehi.

Dipendevamo l'una dall'altra,

sperando che un domani

qualcuno sarebbe venuto a salvarci.

È vero?

Sì, l'ho sentito dire.

Lo sai anche tu.

Le cose si stanno facendo serie ultimamente.

I soldati ci uccideranno per distruggere le prove.

Dobbiamo scappare.

Se non lo facciamo ora, moriremo.

Sbrighiamoci.

Da questa parte!

Non fatele scappare!

Sì, signore.

Non sono qui.

Trovatele!

- Ehi. - Ehi, di qua!

Jeong-mun.

Vi farò guadagnare tempo.

Voi andate avanti, d'accordo?

No, Yun-i.

No, andiamo insieme.

No.

Così ci prenderanno.

Sono l'unica che parla giapponese.

Mentirò e dirò che mi sono persa.

Voi andate pure.

Yun-i…

Mi scusi.

Ehi.

C'è una ragazza di Joseon qui.

Mi sono persa.

Non mi uccida.

Ah, sì?

Ehi.

Noi…

Io…

non potevo fare niente.

Jeong-mun, dobbiamo andare.

Qualunque fosse il desiderio di vivere.

Qualunque fosse la paura.

Non potevamo fare altro che scappare.

Potresti aiutarmi ad alzarmi?

Certo.

Ti ringrazio.

Dopo aver camminato così a lungo da consumare le scarpe,

arrivai a casa.

Mamma.

Papà.

Ma non c'era nessuno.

Dopo aver scoperto dove mi avevano trascinata,

i miei genitori si sono ammalati e sono morti.

Ha proprio una bella faccia tosta!

Ma non si vergogna? Cavolo.

Come osa presentarsi qui?

Che faccia tosta! Non posso crederci.

Lo sguardo di disprezzo che ricevevo dalla gente del villaggio…

Le loro parole erano più taglienti di un pugnale.

Faceva più male delle botte dei soldati giapponesi.

Ho vissuto da sola tutta la vita,

temendo che qualcuno venisse a sapere del mio passato.

Ho sepolto i ricordi

e ho vissuto nascosta.

- E da allora sei rimasta da sola. - Sì.

Non posso più mentire.

Sono onesta.

Ero lì come donna di conforto.

All'inizio, mi sono chiesta perché raccontasse al mondo di noi.

Pensavo che sarei stata di nuovo ferita

dalle parole e dagli sguardi della gente.

Chiediamo che il governo giapponese ammetta la verità

e si scusi formalmente!

- Chiedete scusa! - Chiedete scusa!

Ma c'erano sempre più persone

che parlavano per me, per noi.

Così ho deciso

di non vergognarmi più del mio passato,

o di nasconderlo.

- Perché io sono la vittima. - E poi…

Poi sono scappata.

Quello…

Quello che vogliamo

non è così difficile.

Che ammettano le atrocità commesse

e lo rendano chiaro al mondo.

Che si scusino formalmente per tutto quanto.

Ma dicono ancora cose come:

"Che peccato. Vi porgiamo le nostre condoglianze",

per i danni che ci furono inflitti.

Girano sempre intorno alla questione.

Se dire cose del genere è l'unico modo che hanno per scusarsi,

allora a che servono le "scuse?"

Finché vivrò,

non rinuncerò a parlare a voce alta…

per rivelare la verità.

È l'unica cosa

che posso fare…

per le ragazze che persero la vita,

come Yun-i.

Sig.ra Yoo.

La Yun-i che conosco

ti darebbe un caldo abbraccio,

se potesse rivederti.

E ti direbbe che non è stata colpa tua.

Sì.

Quindi…

non torturarti più.

Sig.na Jeon, stai bene?

Sembri così triste.

È giunta la sua ora.

Speravo almeno che se ne andasse in pace.

Anch'io penso alla sig.ra Yoo.

Non so come consolarla.

Può farle incontrare la persona che le manca.

E cioè?

Non puoi.

- Se un vivo incontra un morto… - Lo so.

Viola il codice aziendale.

Ma se non fosse un'anima deceduta,

ma un Mietitore?

OSPEDALE KANGSEONG, SEUL

C'è una persona che ha fatto molta strada per vederti.

Come?

Per vedere me?

È la Mietitrice che accompagnerà la sig.ra Lee Jeong-mun, stasera.

Dice che prima vorrebbe parlare con lei, Sig.ra Yoo.

Bok-hui.

Ne è passato di tempo.

Non può essere…

Sei tu, Yun-i?

Sono io.

Yun-i.

La Yun-i che ti seguiva ovunque.

La figlia del Sig. Jeon.

Com'è possibile che tu…

Dillo al tuo capo.

I Mietitori di Joseon prenderanno le loro anime,

e questo non sarà più tollerato.

Togliti di mezzo.

Anime di Joseon, seguitemi.

- Santo cielo! - Grazie.

- Andiamo. - Presto!

Signore.

Che c'è?

Può una giovane come me diventare Mietitrice?

Perché vorresti farlo?

Potresti reincarnarti e vivere serenamente.

Ma, se mi reincarnerò, dimenticherò le ragazze, vero?

Non voglio farlo.

Voglio ricordarle per sempre

e accompagnarle negli ultimi istanti della loro vita.

Una ragazzina intelligente come te

potrà diventare una Mietitrice senza problemi.

Ma…

potresti dover aspettare più di quanto pensi.

Capisco. Aspetterò tutto il tempo necessario.

Sapevo che mi avresti riconosciuta.

Non riesco a credere di rivederti.

Mi dispiace tanto.

Mi dispiace, Yun.

Mi dispiace tanto.

So che non riesci a perdonarmi, ma…

Non ti perdonerò.

Perché non c'è niente da perdonare.

Non hai fatto niente di male.

Sono davvero felice che tu abbia una vita serena.

Per favore, continua a vivere una bella vita come hai fatto finora.

Andiamo da Jeong-mun, adesso.

Choi Jun-woong.

Entra anche tu.

Lì dentro capirai.

Ok.

Devi essere il Mietitore che è venuto per me.

Sì.

Come faccio ad andarmene ora?

Ho promesso a Yun-i

e alle ragazze che sono morte prima di me

che avrei visto quei bastardi

chiedere scusa con i miei occhi.

Ma se me ne vado ora,

non riuscirò ad affrontarle nell'aldilà.

Per favore, vi supplico.

Per favore…

Non deve sopportare quel peso da sola.

Il fardello che ha portato…

lo porteremo avanti noi.

Ora che ti vedo, sei identico a lui.

Come?

Non importa quanti anni siano passati, non riuscirò mai a dimenticare.

Ferme! Laggiù!

Non fatele scappare!

Non peggiorare le cose! Ti ho presa, finalmente.

Brutta mocciosa!

Come osi!

Mi dispiace!

Josenjing.

Chi va là?

Mi dispiace. Saremmo dovuti venire prima.

Andiamo.

Ti porteremo in un posto sicuro.

Grazie

per averci salvato.

Grazie per combattere per il nostro Paese.

Uccidere qualche soldato non porterà l'indipendenza.

Ma è grazie a persone come te, sopravvissute a tutto questo,

che non perdiamo la speranza.

TROIA JOSENJING

Andiamo.

Ci ha viste e ha pianto

proprio come stai piangendo tu ora.

Non lo so, signora.

Non mi ricordo.

Ma…

lo griderò al mondo.

Per non dimenticare e ricordare.

Quindi non si aggrappi più

a quella vita dolorosa.

Ora può lasciarla andare

e riposare in pace.

Signora, lei è Yun-i.

La persona che voleva vedere così tanto.

Cosa?

Che significa, Yun-i?

Un momento…

Quella sciarpa.

Jeong-mun…

Cosa?

È comprensibile che non mi riconosca.

Avevo sempre la faccia gonfia.

E ho assunto la forma di un'adulta quando sono diventata una Mietitrice.

Jeong-mun.

Te lo ricordi?

Il giorno in cui incisero questi segni su di me,

quando piangevo da sola.

Allora sai piangere.

Lo so bene, l'hanno fatto anche a me. S'infetterà, se non fai niente.

Te la pulisco io.

L'hai pulita tu, goccia dopo goccia.

Sì. Esatto.

Giusto.

Sei tu, Yun-i.

Sei tu, Yun-i.

Mi dispiace.

Non avrei dovuto lasciarti lì.

Se penso a tutto quello che devi aver passato, io…

Non me ne sono mai pentita, nemmeno una volta.

Dev'essere stata così dura, continuare a lottare.

Molta gente mi ha aiutato.

Non è stato difficile sapendo che tu e le altre

avreste vegliato su di me.

Allora e anche adesso,

stavamo sempre insieme, non è vero?

Giusto.

Stavamo sempre insieme.

Jeong-mun.

Come dice il sig. Choi,

non dovrai più sopportare questo peso da sola.

Lascialo andare.

Ora puoi riposare in pace.

Bok-hui, non piangere.

Ti resta ancora tanto tempo da vivere.

Ci rivedremo con un sorriso.

Jeong-mun.

Andiamo, adesso.

Dove ci attenderà una calda primavera.

Sì.

YOO BOK-HUI, 91 ANNI 30% ENERGIA NEGATIVA

LEE JEONG-MUN, COSTRETTA A DIVENTARE

UNA DONNA DI CONFORTO, È DECEDUTA

RIMANGONO 12 SOPRAVVISSUTE

Grazie per tutto quello che hai fatto. Riposa in pace.

Spero che dimenticherai tutti i ricordi dolorosi e sarai felice, ora.

Stupidi idioti.

Quelle donne di conforto sono andate volontariamente.

Ma che diavolo?

Chiedere delle scuse basandosi solo sulle parole di donne anziane?

Questo è fuori di testa.

Mettono in mostra queste vecchie

e poi cercano di manipolarci con le loro morti.

Che è successo a questo Paese?

Sarà un giorno triste per i politici.

Continuano a morire quando servono ancora.

Umani patetici.

Quegli stolti avranno la loro punizione una volta qui.

Prometto di ricordarlo.

Te lo prometto.

MONUMENTO ALLA PACE NON DIMENTICHEREMO

EPILOGO

Mi dispiace,

ma sono anche grata.

Per non esserti mai arresa

e aver vissuto senza perdere la speranza.

Ma c'è ancora molto da fare nella Terra dei vivi.

Sei preoccupata per le persone che sono ancora lì?

Chi vuole nascondere la verità

vorrà che il mondo dimentichi

e che la verità venga distorta.

Ma va bene.

Finché molte altre persone continueranno a ricordare,

non perderemo mai.

Sì.

Perché la verità è più forte di qualsiasi altra cosa.

Giusto.

Ho dato un permesso speciale a Jeon Bo-yun.

Perché non tornate nella vostra città natale?

- Jeong-mun! - Jeong-mun!

Yun-i.

- Santo cielo! - Sei tu!

Mi sei mancata!

Vedo che avete messo su qualche chilo.

- Andiamo! - Che dici?

Che cattiva!

No, siete tutte bellissime.

È passato tanto tempo.

Dovrei mettere su peso anch'io?

- Andiamo. - Andiamo.

Andiamo!

Attenzione.

Andiamo!

Che bello.

Si mette sulla mano?

Che cos'è? È terribile.

Non preoccuparti, uscirà bene.

È quello che dici sempre.

È difficile.

Sta' ferma.

- È fatta. - Lo apro io.

Ehi, non muoverti.

Va bene, ti aiuto io.

- Voilà! - Ottimo lavoro, Yun-i.

- Ben fatto. - Cos'è successo qui?

- Guarda. - Il mio è meglio.

- Va bene. - Sì, vero?

Ma abbiamo ancora questa mano.

Vedo che la sig.ra Koo è in difficoltà,

ma non credo che mi dirà mai il perché.

Ora sei pronto a indagare sul dolore di Ryeon.

I barbari sono entrati e razziano i villaggi.

Chiede il vostro aiuto.

Devi vivere.

Potremo tornare a casa, finché saremo vive.

Hai sentito della moglie del primo ufficiale?

Dicono che aspetta un figlio da un barbaro.

Credi che la tua vita

valga più dell'onore di questa famiglia?

Devi decidere.

Se morire con onore o per mano di qualcun altro.

Sottotitoli: Caterina Scarpello

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