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Original subtitles

- Ho il sequestratore sotto tiro! - Che cazzo fai?

Ci sono i cecchini, cazzo! Mettiti in ginocchio!

Sparerà, cazzo.

- Mi dia il via libera. - Li stanno per giustiziare!

- Spareranno. - Lasciatemi aprire il fuoco.

- Lasciatemi aprire il fuoco. - Li ammazzano.

Via libera.

Condor 3, aprite il fuoco.

SABATO, ORE 18.00

Bene! Bene, signor Torres. Molto bene!

Ma adesso, cambiamo la serie, va bene?

Cambiamo la lettera, va bene?

Un altro Paese, sì. Senza far storie, su.

Helsinki! Scendi, presto.

L'avete uccisa, figli di puttana.

Acqua, per favore. Acqua.

Grazie. Arturo, tranquillo. Rio, Rio!

Alcol, alcol.

Non togliere la mano...

- Raquel. - Degli ex impiegati della Zecca di Stato

ci appena rivelato l'identità dell'individuo ferito dalla polizia.

Si tratta di Arturo Román, direttore generale della Zecca,

il quale, per l'appunto, è stato appena ferito dalle forze di polizia,

mentre si trovava sul tetto dell'edificio con i rapinatori.

Il tutto è avvenuto dopo 32 ore dall'inizio del sequestro.

32 ORE DOPO L'INIZIO DELLA RAPINA

Devo parlare con mia moglie, per favore.

Devo parlare con mia moglie.

Si dice...

che quando ci troviamo davanti alla morte...

finalmente vediamo la nostra vita chiaramente.

E Arturo Román...

mentre si dissanguava su un tavolo...

aspettava proprio questo: la chiaroveggenza della morte.

Capire finalmente chi era l'amore della sua vita.

Laura, con cui aveva condiviso 14 anni di santo matrimonio,

o Mónica, la sua segretaria e amante, che gli aveva fatto ritrovare la gioventù?

Sfortunatamente, l'unica certezza di Arturo, in quel momento,

era che, se non gli estraevano la pallottola,

se ne sarebbe andato senza risolvere l'enigma.

E, in tutta onestà...

la nostra preparazione in primo soccorso non era una garanzia per la vita di nessuno.

Vena cava inferiore.

Renale destra.

Sinistra.

Mesenterica.

Polmonare destra.

Sinistra.

Qui c'è il cuore.

Cava.

Succlavia...

destra...

e sinistra.

Brachiale.

Omerale.

Giugulare interna.

Giugulare esterna.

E in rosso le arterie principali.

Fermo, fermo, fermo. Fermo, fermo.

Fammi capire.

Vuoi che impariamo la medicina in questo modo, con i pennarelli?

Se qualcuno viene colpito, non può andare in ospedale.

Dovete cavarvela lì dentro.

Sarà un cazzo di suicidio.

- Zitto, basta, cavolo. - Va bene infilarci in una trappola per topi,

- ma ammazzarci, no. - Denver.

Devi solo imparare a estrarre una pallottola.

Non c'è bisogno che ne fai una tragedia.

Non è tanto difficile, prendi la pinza ed estrai la pallottola senza fare danni.

- Tutto qua. - Più danni di una pallottola?

Se sparano a me, portatemi in ospedale.

La risposta è no.

Io preferisco essere zoppa e libera,

- che con una salute di ferro in cella. - Non uscirà nessuno.

Ognuno di voi è un indizio, una tessera del puzzle.

Se qualcuno vuole tirarsi indietro, lo faccia ora.

Resta qui fino a fine rapina e poi sparisce.

Ne avete ancora per molto?

Mi verrà un pipino come quello di Helsinki.

Lascia stare il mio pistolino.

- Allora? Vuoi vedere il mio pistolino? - Ora basta.

Per favore!

Dai, vestiti.

- Qualcun altro, per favore. - Il lecca-lecca, il lecca-lecca.

- Forza. - No?

- No, no, no... - Bene, vai tu.

- Va bene... - Dai, Nairobi.

Non è mica niente di che, no?

Ma che sexy!

Fallo tu.

- Va bene. - Vediamo cos'hai imparato.

Allora, qui c'è la carotide...

E così, giocando a fare i dottori,

scoprii che Nairobi era più interessante di quello che sembrava.

Il cuoricino.

L'aorta...

E anche se nessuno sapeva niente degli altri...

avrei sospettato tutto tranne che Nairobi avesse un figlio.

O una figlia.

Ma era quello che sembrava indicare la cicatrice da cesareo.

Cosa fai? Cosa stai facendo?

- Dove vai? - Cosa c'è?

- Cosa guardi? - Tranquilla, eh.

- No, no, ti faccio mangiare il pennarello. - Che c'è?

C'è che è un po' leccaciuffe.

Non so che cazzo guardi, cosa guardi?

Leccaciuffe sarai tu, che ti è andata in visibilio la frittella.

In visibilio ti faccio andare io...

E da lì iniziò la nostra amicizia.

La casa de papel S01E04 "Caballo de Troya"

Raquel, ho il ministero al telefono, cosa gli dico? Raquel?

- Raquel! Cosa gli dico? - Cosa?

- Chiedono chi ha dato l'ordine. - L'ho dato io.

Digli che il ferito è un ostaggio, e metti giù quel cazzo di telefono!

Sembrava un sequestratore. Ho chiesto io il via libera, ho insistito.

Ispettrice, mi assumo anche io la responsabilità.

Ispettrice, l'ambulanza è pronta.

Parliamo con il sequestratore.

Stiamo preparando il collegamento con il sequestratore.

Dovevamo prendere una decisione, erano a tiro...

Sembrava volessero giustiziarli, dovevamo decidere e non avevamo tempo.

Silenzio, per favore!

Professore?

Avete sparato agli ostaggi.

Ne abbiamo uno in fin di vita, suppongo che chiami per questo.

- Ho un'ambulanza per il ferito. - Nessuno uscirà di qui.

- Quell'uomo si sta dissanguando. - Per un colpo sparato da voi.

Lo volete lasciar morire?

Mi lasci almeno far entrare dei medici.

Professore...

senta.

So che è stata colpa mia...

però, se muore un ostaggio, sarà disastroso sia per me che per lei.

Perché le assicuro che in meno di cinque minuti...

tutta l'opinione pubblica saprà...

che è morto perché non ci ha permesso di entrare a salvargli la vita.

Due chirurghi, un infermiere e del materiale chirurgico.

Avvisate quando arrivano.

Grazie.

Devo anche chiederle una cosa.

Il ferito vuole parlare con sua moglie.

Certamente.

Cazzo.

Cerca la moglie del signor Román.

In quanto tempo può arrivare l'equipe medica?

In elicottero dall'ospedale La Paz, 10 o 15 minuti.

- Portateli qui, subito! - Va bene.

Scusi...

può guidare?

- Sí, sí. - Devo allontanarmi, fare un giro.

- Sí. - Grazie.

Ehi, Raquel.

Cosa c'è?

Ho bisogno di pensare.

Parta pure.

Non guardarmi così, non ti lascio sola.

Dove cazzo è?

È scappata, la figlia di puttana!

Allora.

Ecco, così.

Adesso ci siamo.

Dimmi, figlia mia, stasera torni a dormire?

Non lo so, mamma.

Perché? È successo qualcosa?

Mamma...

sono...

ho commesso un errore molto grave al lavoro.

Figlia mia, è il tuo lavoro che è molto difficile.

Dai, raccontamelo, perché niente sembra tanto grave...

cinque minuti dopo averlo raccontato.

Stavo...

bevendo...

- qualcosa con... - Bene, con chi?

- Lo conosco? - No, mamma, non lo conosco neanch'io.

Il punto è che...

quando sono tornata nella tenda c'era una situazione molto grave,

di rischio, sul tetto della Zecca e...

pensavo che uno degli ostaggi fosse in pericolo, e allora ho...

dato ordine di sparare.

E il colpo ha preso un innocente.

Sì, sì, l'ho visto in televisione, tesoro.

E adesso non so cosa fare.

Non so se...

chiamare sua moglie, fare...

un comunicato stampa, lasciare, non so cosa fare, mamma.

Per prima cosa, tranquillizzati e non prenderti la colpa.

Perché sono lì dentro con le maschere e le pistole,

rinchiusi, tutti mischiati?

Tu volevi solo proteggere gli ostaggi, no?

Figlia mia, e se avessi salvato la vita a qualcuno?

Adesso non mi staresti telefonando, no?

Beh...

e non avrei neanche...

saputo per sbaglio che esci a bere con degli sconosciuti.

Santo cielo...

- Non esco con gli sconosciuti. - Vi siete baciati?

Ma come ti viene in mente, mamma? Non lo conosco.

Ma, conoscerlo, che sciocchezza.

La cosa bella è il colpo di fulmine.

Figlia mia, abbiamo così poco tempo in questa vita...

Va bene, mamma, ma...

non è questo il punto, sono in una situazione critica al lavoro.

E allora mandalo a quel paese, il tuo lavoro.

Perché non chiedi che ti mettano a timbrare passaporti...

così ti godi un po' la vita? Caspita!

O un domani ti immagini...

mano nella mano con il sequestratore all'ospizio?

Ma no, figlia mia, no.

Però, magari, con questo sconosciuto...

Sì, ridi tu, ma io so di cosa parlo.

Sono vedova da 20 anni ormai...

il tempo non si ferma, figlia mia.

E non torna neanche indietro, sai?

Stiamo entrando nel perimetro.

Ci penserò, mamma.

E tu, se vedi che non torno, vai a letto, va bene?

Va bene.

E vai anche tu a letto con qualcuno.

A RAQUEL PIACE UNO SCONOSCIUTO.

Cazzo!

Mónica, ehi, ehi, ehi.

Cosa ci fai qui? Sei pazza?

Non mi sentivo molto bene.

Credo che siano state le medicine che mi hanno dato fastidio.

Le medicine?

Sono state quelle, le medicine. Sono state quelle.

Mamma mia...

scotta da morire.

Dobbiamo portarla via, di corsa.

- Ti aiuto. - No, aspettate, aspettate.

Potete lasciarmi sola un momento?

Per favore.

Come la vedi?

Non la vedo tanto per la quale.

La vedo male.

Se non le estraiamo il proiettile...

finiremo nella merda.

Papà, tranquillo, eh?

Andrà tutto bene.

Perché le hai sparato, cazzo?

Perché Berlino voleva ammazzarla.

Non potevo fare altro.

Figlio di puttana.

Se vuole ammazzare qualcuno, che prema lui il grilletto, non tu.

Siamo venuti a rubare, no?

Non ad ammazzare gente.

E nemmeno a salvare le vite. Che sfortuna, cazzo!

- Doveva toccare a noi... - Papà, stai tranquillo.

Calmati.

Mónica...

hai finito?

Sì.

- Andiamo. - Raquel, aspetta un attimo.

Voglio parlarti.

Voglio infiltrarmi con l'equipe medica.

No. Farò entrare qualcuno, ma tu no.

Certo.

C'è sempre qualcuno meglio di me, no?

Sono un esperto di armi da fuoco, Raquel.

Posso entrare lì dentro e con uno sguardo capire quante sono,

quali sono e se sono vere o meno.

Possiamo capire chi sono i sequestratori.

Hai ragione.

Accompagnerai e proteggerai i medici.

Ora ti spiego cosa dobbiamo fare.

Poco fa ho sentito un colpo.

La polizia.

Ha sparato a un ostaggio.

- A un ostaggio? - Sì.

A chi?

A chi?

A chi ha sparato la polizia?

Al capo della Zecca.

Ad Arturo?

La polizia ha ucciso Arturo?

No, non l'ha ucciso.

Sta bene?

- Sì. - È vivo?

- Sta bene Arturo? - Sì, sta bene.

- Sicuro? - Sì. Sicuro.

- Sta bene? - Sta arrivando un chirurgo con l'equipe.

L'opereranno e starà bene, okay?

- L'opereranno? - Sì.

Devi dirgli che sono viva.

Arturo deve saperlo.

- Mi stai ascoltando? - Nessuno dirà niente a nessuno...

perché entrambi starete bene, okay?

Dai, diamo un'occhiata alla ferita.

Stai tranquilla.

Penserà che sia stata tutta colpa sua.

Ho preso il telefono perché me l'ha chiesto. E sa che sono morta per colpa sua.

Devi dirgli che sono viva. D'accordo?

E anche il suo bambino.

Sei incinta?

Benissimo.

Congratulazioni.

- Per favore, dammi una penna. - Va bene.

Quando?

Grazie.

Ángel!

Ho deciso che ci infiltreremo.

Approfittando dell'intervento medico.

Mi rallegrano le decisioni che prende passeggiando in ambulanza.

Comunque, la mia presenza si deve al desiderio da parte del governo...

che la questione si risolva senza violenza.

Caspita.

All'improvviso l'agente segreto è diventato un pacifista.

Ma ieri non voleva irrompere con i blindati?

Volevo sorprenderli e porre fine alla cosa quanto prima.

Ma adesso è importante non avere vittime.

Quindi il mio consiglio è di negoziare e aspettare.

Dev'essere molto frustrante stare qui tutto il giorno...

sentirsi superiore agli altri e non poter prendere alcuna decisione, no?

Il dibattito sul problema degli ostaggi.

Ispettrice, non voglio polemizzare perché capisco che a una certa età...

gli ormoni prendono il sopravvento.

Ho avuto esperienza con mia madre.

Dove va?

Come ben saprà, devo comunicare tutto, no?

Ma certo.

Finora i sequestratori sono stati sempre un passo avanti a noi.

Avevano previsto tutto.

Tranne questo colpo.

È il primo imprevisto del piano

e dobbiamo approfittarne.

L'unico modo di entrare senza che ci rilevino le telecamere di sicurezza...

è muoverci attraverso un condotto sotterraneo...

che porta direttamente al seminterrato.

È il condotto di ventilazione.

L'hanno installato sette mesi fa per raffreddare le rotative.

I lavori sono ancora in corso. Forse non ne conoscono nemmeno l'esistenza.

Due dei suoi uomini devono entrare da qui.

Il qui presente agente García Lobo,

- e io l'accompagnerò. - Bene.

Il vice ispettore Rubio accompagnerà i due chirurghi ed entrerà come infermiere.

Sono le 18:09.

Sincronizziamoci. Alle 18:15, entrerà l'equipe medica.

Secondo il primario internista, l'operazione non durerà più di mezz'ora.

Ma la possono prolungare fino alle 19:00.

Quando usciranno i medici...

la maggior parte dei sequestratori sarà impegnata a sorvegliarli.

A quel punto, entreranno Suárez e Lobo da sottoterra.

Accederanno dal condotto del seminterrato con addosso tute rosse...

e maschere di Dalí, e si confonderanno tra gli ostaggi.

Funzionerà solo se lavoriamo come un orologio svizzero.

Ispettrice.

- C'è la moglie di Arturo Román. - Un attimo, per favore.

Suárez, in azione.

Pensa tu ai medici e stai attento.

Prepariamoci alla missione!

Cos'è successo? Sta bene mio marito?

Suo marito è cosciente e stabile.

È stato colpito per sbaglio.

Colpito? Che significa?

È ferito, ma è vivo.

Si calmi. Si calmi.

I sequestratori ci permettono di mandare un'equipe chirurgica...

e sarà operato immediatamente.

Mi scusi, nemmeno l'ascoltavo. Mi dispiace.

Si calmi.

Andrà tutto bene.

- Per favore, si sieda. - Grazie.

- Se la sente di parlarci? - Sì.

Si metta questo.

Almansa, registra!

- Pronto? - Professore, c'è la moglie di Arturo Román.

Va bene.

Dobbiamo togliere il proiettile adesso.

Papà, fallo tu.

Hai più sangue freddo di me.

Dov'è il kit medico che ci ha dato il Professore?

- Lì ci sono i bisturi. - Ce l'ha Berlino.

Cazzo.

Non credo sia una buona idea chiederglielo, no?

I chirurghi!

- Vai a rubarli da loro. Corri! - Va bene.

Aspetta! Aspetta!

Dagli il biglietto, per favore.

Adesso ti disinfetto la ferita, d'accordo?

Stai tranquilla. Andrà tutto bene, okay?

Arturo.

Arturo!

Come si chiama tua moglie?

Laura.

Che bel nome. Senti, ti facciamo parlare con Laura.

In questi casi, le moglie servono.

Danno conforto.

Nessuno si ricorda della propria moglie quando si trova all'entrata...

della discoteca, ubriaco fradicio, ma...

se si ha un problema, un incidente, magari, o...

si ha semplicemente paura...

le cose cambiano.

Non starai pensando alla tua segretaria ora?

Sì?

No.

Chi è che pensa alle amanti...

con figli che potrebbero essere abortiti...

- o semplicemente... - Mi risparmi il discorso, okay?

Ascoltami.

Di' qualcosa di strano e tua moglie sentirà in diretta come ti prendi una pallottola.

Capisci?

Ispettrice!

Stano accendendo un telefono.

Dobbiamo entrare in quel telefono.

Voglio vedere la fotocamera frontale e la posteriore.

Ecco, ecco.

Ciao, tesoro.

Arturo, tesoro, come stai?

Bene, bene, sto bene.

- Niente di grave. - Niente immagini.

Né dalla frontale né dalla posteriore.

Le hanno oscurate.

Lasciano entrare dei chirurghi, adesso.

Lo so.

Ascolta, io...

ho pensato molto a te e me.

E a tutto quello che abbiamo sbagliato.

Non pensare a questo, tesoro. Non ora.

Non ora.

In più, è colpa mia.

Lo so che le cose non vanno bene.

È da tanto che non vanno bene.

Ho trascurato te e i bambini.

Sono stato egoista.

Ti prometto che tutto questo cambierà, capito?

Ti prometto che cambierà.

È da dieci anni che vuoi andare a trovare...

tua sorella in Australia.

E approfittarne per far imparare un po' di inglese ai bambini.

E fargli vedere i canguri.

Questa sarà la prima cosa che faremo quando usciremo.

Te lo devo.

Lo farò per te.

Perché ti amo tanto.

Tutti questi anni sprecati inseguendo...

Pensando che le cose più importanti fossero i soldi e la posizione.

Mentre la cosa più importante sei tu.

Sei sempre stata tu.

Dal giorno in cui ti ho conosciuta.

Ti giuro che ci sono delle volte...

in cui cerco di ricordami di quel giorno.

E mi domando che diavolo hai visto in me, Mónica.

Laura.

Pensa solo ad uscire da lì, adesso.

Pensa solo a questo.

Ti amo.

Ti amo, amore mio.

Laura...

sta bene?

Tranquilla, tranquilla, tranquilla.

Che bravo sei, Arturo.

La tua segretaria...

col pancione...

Laurina invece sul 4x4 con i bambini.

Tu circondato dai soldi... Sei una leggenda.

Berlino!

I medici sono di fuori!

Dovrai scusarmi.

Sanno tutti cosa devono fare?

Lo sanno, certo che lo sanno!

Siete pronti?

Bene, sono pronti.

Mercedes!

Sei pronta?

- Sissignore. - La voglio lontana da qui.

Rio.

Portala in un ufficio.

Nairobi.

Mettiamoci le maschere!

Seguitemi. Rock and roll!

Entrate.

Lasciate tutto per terra.

Chiudete le porte.

Avanti.

Mani sulla testa e gambe aperte.

Vi perquisiamo.

Per favore, accompagna il signore.

Ascoltami bene.

Uno dei sanitari è un poliziotto infiltrato.

Quale?

Quello con gli occhiali.

Sai cosa devi fare.

- Perfettamente, lo facciamo. - Berlino!

Deve essere un lavoro di assoluta precisione.

Lo so.

Signori...

il poliziotto è quello con gli occhiali.

Entreranno.

Non so se durante un assalto,

un'emergenza, o se sarà...

la Croce Rossa o quello delle pizze, ma quello che è chiaro...

è che proveranno a mandare degli infiltrati.

E sarà quella la nostra opportunità

per provare a piazzare il nostro cavallo di Troia.

Sapete cos'è?

- Non lo so, ma la rima è facile. - No.

- Il cavallo di Troia... - Tutto il resto è noia!

Zitto e concentrati per una cavolo di volta!

Scusateci.

Mi spiace.

I greci erano in guerra contro i troiani.

Un giorno i troiani trovarono alle porte della città...

un cavallo di legno. Un enorme cavallo di legno.

E accecati dalla loro vanità, pensarono che fosse un dono di resa...

da parte dei greci.

Così aprirono le porte.

E lo fecero entrare.

Non sapevano però che il cavallo era cavo.

E che era pieno di guerrieri greci.

I troiani persero la guerra, quella notte.

È esattamente quello che faremo noi.

Quando proveranno a infiltrarsi...

e penseranno di aver vinto la battaglia...

Riponete tutti i vostri oggetti metallici in questo contenitore.

Occhiali.

Orologi.

Se avete armi...

O microspie, vi consiglio di consegnarle.

Individueremo qualsiasi radiofrequenza.

Togliete anche le scarpe.

Per favore.

Sdraiatevi.

Per terra.

Ecco, così.

Tipo scarafaggio.

In piedi.

Rimettetevi le scarpe.

Prenda solo gli occhiali.

Ne avrà bisogno.

Benvenuti. Prendete le vostre cose e seguitemi.

Grazie.

Cosa?

A volte in TV fanno vedere persone come te.

In che senso?

Rapinatori.

Ma tu non ne hai l'aria.

Si vede che non è da te.

Perché?

Per come tieni il fucile.

Pensavo fossi la figlia dell'ambasciatore, non di Rambo.

Mio padre ha sempre voluto avere un figlio.

E mi porta a sparare da quando ho cinque anni.

A sparare?

A cosa?

Ai giochi delle giostre?

Cinghiali, cervi rossi,

antilopi...

Ma quello che piacerebbe a mio padre è...

cacciare ecologisti.

Ma non mi piacciono le armi.

Una volta, a Norwich...

a un amico di mio padre...

è partito un colpo dal fucile.

Ho visto tutta la scena.

Il colpo alla schiena, la gente che gridava...

è come quando...

vedi un incidente per strada e ti rimane impressa...

la pozza di sangue.

Va bene...

è scarico, okay?

Non avere paura.

Che gliene pare, dottore?

- Ne uscirò vivo? - Il proiettile...

si è incastrato nella clavicola.

Non ha toccato organi vitali...

né tanto meno sembrano esserci...

frammenti ossei.

Di certo non morirà per una cosa simile.

Al lavoro.

Denver non aveva tempo per le diagnosi.

- Anestetico. - Mónica stava perdendo molto sangue.

E se non si muoveva a rubare quei bisturi...

averle risparmiato la vita sarebbe stato inutile.

Che anestesia gli farà?

In caso di complicazioni è preferibile l'anestesia totale.

No.

Meglio l'anestesia locale...

così io e il mio amico Arturo potremo chiacchierare durante l'intervento.

Vero, Arturito?

Calmo, stai calmo.

E quell'orologio a che serve?

A controllare la durata dell'anestesia locale.

25 Minuti.

In caso di imprevisti durante l'intervento,

dovremo somministrargli un'altra dose.

Metti l'orologio sulla schermata.

Quell'operazione era stata programmata,

e doveva durante 25 minuti esatti, come ordinato dall'ispettrice.

Alla fine, ci sarebbero stati due poliziotti mascherati da Dalí nella zecca...

o, se fosse andata male...

due cadaveri nei condotti di areazioni.

Lascia quel cazzo di fucile.

È scarico, quindi lascialo prima che mi incazzi.

Il colpo in canna.

Suárez, mi ricevi?

Via libera.

Avanziamo verso l'obiettivo.

Girati di spalle e mani dietro la testa.

Forza!

Forza!

Avanti.

Che c'è? Non sei più così dura, vero?

Avanti, cazzo!

Spara!

Ragazzina del cazzo. In ginocchio!

- Bisturi. - Fermo lì. Le armi le distribuisco io.

Bisturi.

Prima ti sei superato. Non è così, Arturo?

Quando hai sbagliato il nome di tua moglie.

Ovvio, è normale.

Di giorno scopi con Mónica...

la sera stai con Laura...

è normale confondersi.

È che le amo entrambe.

È questa la verità.

È facile giudicare quelli nella mia situazione.

Tutti ti considerano un verme...

un gran figlio di puttana.

Lungi da me il voler fare la morale.

Comprendo pienamente.

Con me puoi parlare...

tranquillamente di qualsiasi cosa.

Ma la verità è che sono un cretino...

un poveraccio che è innamorato di due donne...

e che non ha abbastanza palle per sceglierne una.

Perché cazzo l'hai fatto?

Non lo so, scusa.

Scusa.

A terra!

Siete a 11 metri dall'entrata.

Ricevuto.

Procediamo.

Brutta mocciosa di merda, cogliona che non sei altro.

- Mi dispiace. - Stai zitta, cazzo!

Non raccontarmi la tua vita. Non sono l'amichetto delle emarginate, okay?

Se vai elemosinando l'amicizia di chi ti ha rapito vuol dire che sei nella merda.

Sai una cosa?

Sono incinta di solo sei settimane...

e mi preoccupa di più la vita del bambino che la mia?

Serve ben altro che un'infezione...

per non permettere a un bambino di conquistare il mondo, bella mia.

Senti, come ti chiami?

Mosca, mi chiamo Mosca.

Senti, Mosca...

come ci si sente...

a...

beh, a essere padre?

Essere padre...

Beh, essere padre...

è come quando di colpo ti crollano addosso...

un sacco di problemi che oltretutto restano per tutta la vita.

Cioè, significa essere in ansia per il resto della vita.

All'inizio, i raffreddori da neonato.

Tutti i fine settimana al pronto soccorso...

invece di andare fuori a bere.

Poco importa, io non bevo.

Beh, peggio per te...

perché non immagini nemmeno quanto è bello bere un bicchierino...

quando lo metti a fare un sonnellino nella sua culla.

E poi la scuola.

La paura...

di noi genitori...

che venga preso per lo scemo della classe, o che venga preso di mira...

Insomma, il bullismo di cui si parla.

Il problema è che nel mio caso...

era mio figlio a fare danni.

Veniva espulso ogni tre per due.

Non so nemmeno io quante scuole ha cambiato.

E poi sua madre, poveretta, che aveva i suoi vizi...

beh, poveretta poi...

mi abbandonò a me stesso, e io...

ce l'ho messa tutta...

perché alla fine l'unica cosa che vuoi è...

che sia normale...

che non rimanga in un angolo a fumare eroina...

invece di andare a scuola.

Ma essere padre...

è bello, è molto...

Ehi, no, Mónica, non dormire!

Guardami! Non dormire, tesoro.

- Su, guardami! Brava, così! - Che succede, papà?

- Niente, tutto bene. - Sì?

Ha troppa febbre.

No, non smettere di guardarmi, sì, così.

Ho portato tutto.

Cinque minuti all'uscita dei medici.

Ricevuto.

Preso.

Grazie.

E ora ricucilo tu.

Cosa? Io?

Sì.

Tu.

Non sei infermiere?

Sì, sì.

E allora!

È un anestetico locale.

Lo iniettiamo nella ferita e in un batter d'occhio via il dolore.

Vado.

Lascia, lo faccio io.

Tu controlla il battito.

Va bene.

Forza, pronti...

ecco fatto. Fatto, fatto.

Sapete cosa farò quando...

quando usciremo da qui?

Studierò a distanza.

- Se non hai mai studiato in vita tua. - Non farò forse medicina, ma...

- voglio riprendere gli studi. - Ora sentirai un po' più di dolore, okay?

Guadami, guardami.

Okay, fatto.

Fatto.

- Finito. - Finito.

Ora...

tempo cinque minuti ti fa effetto e...

e apriamo, okay?

- Coraggio. - Okay.

Siete a due metri dall'ingresso.

Intravediamo l'obiettivo.

Aspettate.

Mi sento male. Devo vomitare.

Sei infermiere, ballerino o cosa?

Sono infermiere.

Ma non sono abituato a lavorare circondato da armi.

Basta adesso.

Cucio io.

Ma voglio assoluto silenzio.

- Per piacere. - Va bene, procediamo.

Pinza.

- Il Professore ti vuole parlare. - D'accordo.

Accompagna l'infermiere al bagno per vomitare.

Se non lo fa, mettigli la testa nel water finché non vomita.

Chiaro? Finché non vomita.

Ciao, Arturo.

Va'.

Andiamo.

Andiamo.

Usano onde corte, frequenza codificata, stanno entrando ma non so da dove.

Ricevuto. Procedo con il piano B.

Procedi e fa' uscire subito l'equipe medica.

Subito.

Amore mio, resisti. Sto bene. Ti amo.

Mónica.

- Che cazzo vuoi? - Non so, prima l'ho vista e...

e mi ha incuriosito.

Non sapevo cosa fosse.

- Scusa. - Va bene. Ti perdono.

Dai! Notte, notte.

Cosa fai?

Te ne vai? Non sono in vena di chiacchiere.

Quanti anni ha?

Tuo figlio.

Sette.

Sette anni.

E dov'è?

- Con il padre? - Suo padre? No, non è con suo padre.

Il padre non c'è mai stato. Non si sa niente del padre.

Come si chiama?

Axel.

Si chiama Axel.

Significa "ascia".

- Ascia? - Sì.

Perché spacca come un ascia.

Come sua madre.

È un bambino molto forte.

È sopravvissuto a tutto.

È come un paletto di legno in mezzo al mare...

che non affonda.

Lui è così.

A soli tre anni...

ho dovuto portalo via da casa di mia madre.

Perché suo marito...

gli dava l'anice quando non c'ero, per farlo smettere di piangere.

Quindi l'ho portato con me.

Solo noi due. Non avevamo bisogno della famiglia.

Io e lui.

Stavamo una favola.

Ma ho rovinato tutto.

Un giorno...

mi servivano delle pastiglie da rivendere.

E...

e l'ho lasciato da solo.

Cinque minuti.

Si trattava di cinque minuti.

E me l'ha fatta grossa...

per quel cazzo di Spider-Man di merda. Maledetto Spider-Man!

Perché diceva di voler essere un supereroe.

Si arrampicava ovunque. Una roba incredibile.

È uscito in terrazza dalla finestra.

E lì ha preso una sedia, ci è salito sopra,

e ha gridato: Mamma!

Mamma!

Aveva tre anni e mezzo.

Ovviamente, tempo cinque minuti...

avevo in casa una pattuglia della polizia, i vigili del fuoco...

tutti quanti.

Mi hanno beccata con le pastiglie...

avevo dei precedenti...

senza lavoro.

Dritta al fresco.

E mio figlio ha cominciato a passare da una famiglia affidataria all'altra...

sempre in giro.

E a me niente.

Niente.

Non potevo vederlo.

O chiamarlo.

Niente.

Anche una volta uscita dal carcere...

nulla da fare.

Non me l'hanno dato.

- L'hai mai più visto? - Non me lo permettono.

Però...

so dove si trova.

- Sì? - Alle Canarie.

Con una famiglia che ha un hotel.

Sta bene.

Andrai da lui?

Lo porto via...

punto e basta.

Dall'altra parte del mondo.

Ti dico una cosa...

durante la rapina...

nessuno farà puttanate, me per prima.

Perché al primo che mi piscia fuori dal vaso,

gli rovino la vita.

Tra tutti quanti i progetti...

il tuo...

è il migliore.

E ti dirò un'altra cosa...

ti piace la tequila?

Che c'è?

Allora?

Beh, niente.

Sono le 4:03 della notte.

Domattina presto c'è lezione.

Esplosivi al plastico.

Ci scusi.

Sarebbe opportuno che arrivaste riposate a lezione.

- Ci si è fatto tardi. - A letto!

- Tutti e tre a letto? - Ognuno nel proprio.

Le sta benissimo quel pigiama, Professore.

Subito!

Subito.

L'hai guardato? E tu, tu con le lucette!

Questo tipo mi fa proprio impazzire, mi fa impazzire...

- Mi fa impazzire! - Sul serio? Non si capisce proprio.

- Si capisce? - Un sacco!

Beh, che lo capisca.

Cavolo, ora vomito!

Il vice ispettore Ángel ci mise un microsecondo a capire...

che un'altra battaglia era persa.

Quelle maschere sinistre significavano...

che avrebbero gettato due uomini in pasto ai leoni.

E anche...

che chi aveva ideato quella rapina era più intelligente...

e più ingegnoso della polizia...

dei Servizi...

e delle squadre di intervento.

E quando qualcuno ti sta così avanti...

non resta che correre.

Dobbiamo andarcene subito.

La prego, signorina, ormai abbiamo finito. Possiamo andar via, per favore?

- Sì. - Sì?

Senza problemi.

Seguitemi.

Dottore!

Dottore!

Solo un attimo.

Un minuto e 30 secondi.

- Che succede? - Usano disturbatori di frequenza.

Suárez, mi ricevi?

Hanno messo dei disturbatori di frequenza.

Penso che perderemo la comunicazione.

Suár... mi ricevi?

Ci sono dei disturbatori.

Le comunicazioni si interrompono!

Suárez...

Come è andato l'intervento?

Bene, ma...

dovremmo tornare tra ventiquattr'ore.

Apprezzo l'interesse, ma abbiamo persone capaci di trattare la fase postoperatoria.

E il mio amico infermiere...

si sente meglio ora?

Sì, sì, grazie.

Mi fa piacere.

E scusatemi se non vi accompagno, ma vi lascio in buone mani.

Arrivederci.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Portate i nostri saluti a chi sta là fuori!

- Hai avvisato Arturo che sto bene? - Che?

Se hai avvisato Arturo che sono viva.

- Sì! Veramente no... No, non gliel'ho detto. - Sì? Gliel'hai detto o no?

Gli ho dato il messaggio.

E lui che ha detto?

Cazzo!

Non gli pareva vero. Non gli pareva vero, che poteva dire?

- E poi? - Che...

- ti ama tantissimo e... - Che altro?

Ha detto che...

quando sarete fuori...

ti porterà in Australia.

In Australia?

Beh, sì.

Non la trovo.

Ha detto anche che non capisce come tu abbia visto in lui.

- In Australia? - Sì, in Australia.

È il viaggio che sogna sua moglie.

In più, Arturo sa che io ho paura di volare.

È entrata, vero?

Sua moglie è entrata insieme ai medici?

Laura è venuta qui?

No.

- Sì. - Gliel'ha detto al telefono.

- Suárez! - Comando, mi ricevete?

Comando, mi ricevete?

Porca puttana.

Ispettrice...

i chirurghi stanno uscendo.

Non fermarti.

Non fermarti.

Correte.

Adesso correte, correte.

Correte!

Andiamo!

Andiamo, forza!

Ángel sta correndo. È successo qualcosa.

Annullate!

Hanno cambiato le maschere, non sono più quelle di Dalí!

Vanno diretti al macello!

Cosa?

Attenzione!

Annullate l'operazione! Suárez, mi ricevi?

Obiettivo raggiunto.

Procediamo a rimuovere la grata e siamo dentro.

Che fate?

Una pallottola.

Una ferita d'arma da fuoco.

Santo cielo, Mosca! La state massacrando!

- Forza, dammi... - E così...

- accadde qualcosa d'inatteso. - Faccio io!

Nairobi si dedicò con impegno e meticolosità al bene comune.

Invece di smascherarli, aiutò Denver e Mosca a salvare la vita a Mónica.

Vado a prendere un po' d'aria.

O almeno la sua gamba.

Ma guarda che cazzo avete fatto!

Lei sì che non voleva uccidere nessuno.

- Forza, cazzo! Cazzo! - E come vi avevo detto prima...

non poteva lasciare che qualcosa mandasse a puttane il piano del professore.

Suárez, mi ricevi?

Hanno cambiato maschera.

Ci sono interferenze.

Comando, mi ricevete? Non vi sento.

Non portano più maschere di Dalí!

È un suicidio, cazzo!

Attenzione!

Mi ricevete?

Annullate l'operazione. Ripeto, annullate...

Procediamo a preparare le armi e siamo dentro.

Annullate l'operazione! Ripeto, annullate l'operazione!

È un ordine!

Hanno cambiato maschera!

Non portano più maschere di Dalí!

Attenzione!

Mi ricevete? Annullate l'operazione.

Nella prossima puntata...

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