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La voce d'Italia sull'or, cenduri e covorti,
legioni, in piedi per ora suono, avanti gioventù,
ogni vincolo, ogni ostacolo, superiamo, mettiamo la chiavitù,
e sotto ca, prigionieri sull'altro mar.
Vincere, vincere, vincere, che vinceremo in terra, cielo e mare, che
la parola d'ordine è una suprema volontà.
Vincere, vincere, vincere, ad ogni cosa.
o d'interesse o d'onore.
Quel netto pugnale moschetto a passo
romano si va, la fiamma che brucia nel vetto
ci strona, ci guida, si va.
Amambizioserà il vino satine, l'impossibile non esiste,
la nostra volontà è il più simile.
Finalmente. Sono terribilmente dispiaciuta, Aldo. La prego, ci perdoni.
Hai solo un po' di grasso di macchina.
Problemi con il motore dell'auto.
Vittoria, che piacere rivederla.
Aldo, che meravigliosa villa.
Oddio, sembra una nave.
Perché, non le piace?
No, ecco, è originale. Sì, originale.
Venga.
Vittoria, tutti ai posti di combattimento.
Signori, ecco la nostra vadrina.
Discorso, discorso, discorso. Sì,
io vorrei che fosse lei a varare la mia villa.
Ma io non ho mai fatto un discorso in vita mia.
C'è sempre una prima volta per tutto.
Forza, coraggio.
Va bene.
Che... Dio benedica questa nave, il suo capitano e
il suo equipaggio.
Grazie.
Sara. Mi ha fatto paura, Aldo.
Sara, lei è bellissima.
E lei non dovrebbe essere qui.
Vittoria mi ha detto che se ne sta per andare.
Ah, e dov'è?
In villa, già pronta.
Ma dovrà sbrigarmi allora.
Deve proprio andarsene così presto?
Tavoli sì.
Ma volevo ringraziare il bel discorso di oggi.
Beh. Non molto originale. E dirle che una navigazione è più piacevole in due
che da soli.
Alto.
Che peccato.
Non capisco.
Mi piange il cuore, mi creda, ma...
Non posso proprio accettarlo.
Perché no?
Lei dimentica un piccolo dettaglio.
Sarebbe?
Che sto già navigando con un altro capitano, mio marito Marcello, il quale
tra l'altro la considera un suo buon amico.
Ma io sono un buon amico di suo marito.
Ah sì?
Ed è per questo che cerca di rubargli l'equipaggio?
Non si sarà offesa?
Con una simile proposta di ingaggio è difficile offendersi.
Ascolti, Sara.
Seriamente.
Se mai avesse bisogno di aiuto, conti pure su di me.
Se ne ricordi per qualsiasi cosa. Grazie.
Sono a sua disposizione.
Allora, qual era la sorpresa?
Ti ricordi quel collier di diamanti in vetrina da burame?
Oddio, mi sento male.
Pensa come mi sento io.
Perché?
Non l'hai accettato?
Certo che no! No!
No!
Meglio così.
Meglio così.
Figurati. Come sarei stata invidiosa.
Io farei pazzie per quell'uomo.
Per un coglietto.
No, ma guarda che colpa di Harry. Le rare volte che lui torna a casa è sempre
stacco, non mi guarda nemmeno.
E dov'è ora tuo marito?
Harry, dove?
In qualche deserto cercando petrolio.
No!
Oddio, di nuovo!
Tieni.
Prendi questa.
Non so neanche chi potrebbe essere.
Vuoi arrivare accanto o no?
Ehi! Ehi!
Ehi!
Senta, abbiamo dei seri problemi con la macchina. Ci accompagni a Torre Paola,
per favore?
Non vado in quella direzione.
E con questa?
Non ci vuoi mica lasciare qui?
Che cos'è?
Non lo so, il pulsante non si mette in moto.
Provi con la manovella. Ci ho provato ma non ci riesco.
Forse è meglio un tocco maschile.
Trovate il problema?
Forse. La strada dell'acceleratore è un po' lenta.
Vengo.
Fatto?
Un attimo.
Proviamo a mettere in moto.
Senta, io vorrei... Bella macchina!
Volevo ringraziarla, signor.
Sua amica è morta o è solo sordomuta?
No, è che lei non parla con gli sconosciuti.
Va bene.
Se strofili le mani con questo, manda via il grasso.
Tenga.
Ma che sei matta?
Così di notte all'aperto e le zanzare. Ciao.
Avevo bisogno di prendere un po' d'aria.
L'aria?
La malaria?
Altro che... Qui intorno la gente sta crepando come le mosche.
L'hai preso il chinino?
Sì. Sicura?
Sì, Marcello, te l'ho detto, l'ho preso.
Senza chinino qui non si può sopravvivere.
Hai fatto un buon viaggio?
Da incubo.
Dov'è Vittorio?
Dorme. Hai mangiato?
Sì, per strada, nella brenata.
E tu cos'hai fatto?
Sono stata da Aldo. Ah, gli ho parlato per telefono.
Era deluso che tu fossi andata via così presto.
Dovevo riaccompagnare qui Vittorio.
Potevi farla riaccompagnare da qualche un altro.
Non sarebbe stato carino, siamo suoi ospiti qui.
Dovresti essere più gentile con Sua Eccellenza.
Che vuol dire che dovrei essere più gentile con Sua Eccellenza?
Vuol dire più gentile.
Aldo è molto importante per me.
Controlla tutti gli appalti di costruzione.
Allora tu dovresti essere più gentile con lui, non io.
Io vado a lavarmi le mani.
Marcello? Eh?
Togliti i guanti prima, è meglio.
Torno a Roma con un sacco di appuntamenti.
Ma tu sei fratice.
Sento pure la febbre.
Speriamo che non sia... La malaria?
Perché no?
Ma dai, è solo il caldo. Non c'è del colletto? No, si può.
Prenditi i guanti.
Eh no.
Ho tutte le mani che mi tocca stringere oggi.
Che ne so io cosa ci hanno fatto prima con quelle mani. E va bene.
Va bene, allora io vado. Ciao.
Ciao. Ciao.
Mi raccomando, ricordati di prendere il chilo. Sì, fa un buon viaggio.
Eccellenza, signora.
Al ministero di corsa.
Non era così quando ci siamo incontrati. Fu a Venezia.
Faceva fare le serenate sotto la finestra dell'albergo.
Marcello. Mi ricordava Rodolfo Valentino.
Marcello? Ehi, Marcello, Marcello!
L'ingegnere Claudio Bernabé.
Piacere. Il ragioniere Franco Bruni. Piacere.
Il geometra Matto Cozzupoli. Piacere.
Il dottor Guido Mori, ingegnere delle acque. Piacere.
Piacere.
Dovevo sospettarlo.
Il dottor Alessandro Bevilacqua. Piacere.
Il geometra Aldo Ratti.
Piacere. Il geometra Federico Lesti.
Piacere.
Scusami un momento. Mi permette, Presidente? Prego.
Piacere. Mi hanno presentato alla bopesca, ma io... Senta un po', lei.
Scusami un attimo.
Cosa doveva sospettare, Ingegner Mori?
Questo uniforme.
Questo uniforme è il simbolo della bontà e della carità.
Odio la carità. È ipocrita.
È ipocrita? La carità?
Il poveraccio a cui fa la carità di quattro maglie di lana resta un
poveraccio con quattro maglie.
A lei, invece, si è scaricata la coscienza. È stata generosa,
caritatevole.
Ecco a che serve la carità.
È un punto di vista rudimentale.
Niente di personale, eh?
Fra l'altro questo riforme le sta benissimo.
Cigaretta? No, grazie, non fumo. Dicono che fa male.
Sciocchezze. La scienza dimostrerà in futuro che fumare fa benissimo.
Ha fiducia nella scienza?
Diciamo che ho fiducia nel futuro.
Non le piace il presente.
Contessa Fornari?
È lei?
Sì.
Niente a che vedere con l'impresa, Fornari.
È di mio marito.
Adesso capisco perché si sente in obbligo di fare della carità.
Non sia insolente.
Non vorrà fare la carità anche a me? No, la di carità non ha bisogno. Se faccio
letto.
Lei è sempre in ritardo, eh?
Con la nascita del vostro decimo figlio, avete dato prova della vostra devozione
alla patria.
Pertanto noi siamo fieri di consegnarvi questo premio del governo.
Tanti auguri, signore.
Grazie.
Quanti anni avete, signora?
Ventisette.
Magnifico. Complimenti.
Potrete dare ancora molti figli alla nazione.
Famiglie numerose come la vostra. E tu sei più granicella. Sono l'orgoglio
della nostra madre in Italia.
Voi costituite un esempio.
Grazie, eccellenza.
Grazie.
Ricordatevi che dovete saltare. Arrivederci.
Ma cosa hai?
Niente, niente.
Grazie. Andiamo.
Attento che ci sono le scale.
Quelle palanche, sistematele sulla sala finesca. Sì, ingegnere. Sì, ma poi...
Ingegnere?
Buongiorno. La Contessa Fornari ha pensato che lei e i suoi uomini avreste
gradito una buona tazza di caffè. Oggi è qui.
Grazie. Molto gentile da parte sua.
Ragazzi, venite, pausa caffè.
Grazie, ingegnere, ci voleva proprio.
Fa un caldo.
Contessa, giù c'è l'ingegnere Mori, chiede se può vedere.
Lo faccio salire? Va bene.
Ah, no, no, Tina, scendo giù io.
Forse è meglio. D'accordo.
Buongiorno.
Buongiorno.
Volevo ringraziarla per il caffè. Spera che fosse buono.
Molto. E ho pensato che forse le piacerebbe fare un giro della palude.
Perché no?
La ginestra la sa riconoscere, vero?
Queste invece sono Mirti e Ginepri.
Da sopra, le C.
Sono tutte piante buone da farci le essenze.
Invece queste canne qui?
Vuol dire che c'è l'acqua.
Sempre dove ci sono le canne c'è l'acqua.
Lei queste cose come le sa? Le ha studiate?
No, queste le so da sempre.
Sono andato in campagna, io sono figlio di contadini.
Si è fatta male?
Mi fa un male cane.
Faccia vedere.
Deve essere slogata la caviglia.
Bugiada, non si è fatta niente.
E sono stanca di camminare.
Sì, camminare. Ma se ci stiamo arrampicando come capre, tra un po'
mangeremo anche l'erba.
No, questa non è buona da mangiare.
Sicuriamoci se ne indovinavo una.
È facile.
Vuole provare?
Ma... Lei è bravo con le mani.
So riparare un'auto, massaggiare un piede.
E adesso anche fischiare quest'erba.
So fare tante altre cose.
Per esempio?
Beh, credo... ci siamo io a tornare.
E la caviglia?
Beh, mi è scesa... non fa alcun male.
Ah, che isola è quella?
Quella è Ventotene.
Buongiorno, Vittoria. Ciao, straniera.
Ti ho lasciato un biglietto, non l'hai letto?
Ieri mattina, ma dopo non t'ho più vista, ho avuto da fare.
Con chi?
Quando dovremmo ripartire?
Dopo domani.
Ma non potremmo restare ancora?
Eh no, eh no, mi dispiace, ho un impegno a Roma, devo tornare per forza.
Non posso neanche lasciarti le domestiche.
Pazienza, resterò sola.
Ma sei matta? Perché?
Mi piace qui.
No, Sara, non l'idraulico.
Ma no, non è un idraulico.
Vittoria, te l'ho già detto.
È un ingegnere delle acque.
Ma cosa ci trovi in lui?
Mi fa stare bene.
Ah, a non mi dire che... Vittoria, io non ho mai tradito mio marito.
Malissimo. Però lui è diverso.
Sì, effettivamente sembra un po' un ebreo.
E tu di ebrei te ne intendi?
Non essere ridicola.
Buonasera.
Chi si rivede? Mi dispiace, ho avuto delle cose da fare.
E ha dimenticato che avevamo un appuntamento l'altro giorno sulla
spiaggia? Proprio qui.
No, non l'ho dimenticato.
Volevo avvisarla, ma non ho potuto.
Come posso farmi perdonare?
...of Pound.
Perché non mi ha presentato?
Perché anche lei è sul libro paga di suo marito.
Cosa voleva che le dicessi? Le presento la Contessa Fornari, vuol dire il suo
principale.
Ma perché qui lavorano tutti per mio marito?
Quasi tutti, tranne me e pochi altri.
E quei musicisti lì?
Quei musicisti sono un capomastro e due carpintieri.
Però suonano bene.
Va bene.
Buonasera, ingegnere.
Buonasera, ingegnere.
Ciao, ragazzi. Sono suoi amici?
Lavorano con me alla bonifica.
Lei ha un rapporto molto cordiale con i suoi operai.
Non sono i miei operai, Contessa. E io non sono una vera vista greca.
Lo so, il re ha fatto pronta mio marito perché costruisce strade e città.
Sì, lo so.
Alla tua.
Domani torno a Roma.
E a talei?
Torna alla cività. No, è mio marito che torna dalla Somalia.
Niente a che vedere con la costruzione di una ferrovia per l'Etiopia.
Non lo so, mi dubito. Lui costruisce città, perché?
Niente. Anche un paio dei nostri ingegneri ferroviari erano lì.
Mi
concede
l'onore di questo bagno?
Sì.
Grazie.
Loro due!
Ehi, un momento!
Mi lasci! Non so, non faccio qualcosa!
Non c'è niente che io possa fare.
Ma Gunther, ma sono i suoi amici?
Andiamo.
Lasciatemi! Lasciatemi!
Lasciatemi!
E andiamo!
Senta, se sono suoi amici, perché non li hai aiutati?
Le ho già detto che non potevo farci nulla.
E che avevano fatto quei due poveretti?
Hanno trovato dei manifesti contro il regime, affissi alle baracche.
Le avevano scritti quei due?
No.
Quei disgraziati non sanno neanche scrivere il proprio nome.
E non hanno affisso quei manifesti.
E che ne sa lei?
Ho visto chi li affiggeva.
Era alle baracche?
Sì.
La notte che sono venuta a cercarla al cantiere centrale.
E loro l'hanno vista?
No. Ne è sicura?
Sì, ne sono certa.
Fai così.
Senta, ma perché hanno picchiato quei due poveretti? Perché?
Per dare una lezione a tutti.
Il pubblico.
È tre anni che lavoro in Bologna, ma è la prima volta che la vedo da vicino.
Venga, gliela mostro.
Non ho potuto resistere, Contessa.
Alle baracche abbiamo solo doccia con acqua di palude.
Reinaldo mi ha assegnato una porta a Sabaudia, la chiesa e l'ufficio postale
per ora.
Oggi vedrà.
Beh, mi sembra una buona notizia, no? Ti è tanto piaciuta Sabaudia.
Marcello, perché sei andato in Somalia?
Ma dei sopralluoghi per un futuro edificio del governo.
Niente a che vedere con la costruzione di una ferrovia da Mogadiscio e da
Lissabeba?
Sarà questa informazione segretissima.
Chi te l'ha detto? Come hai fatto a saperlo?
Ma ne parlavano due signori della Croce Rossa.
E allora chi te l'ha detto? Non lo so.
Però non capisco che cosa ci sia di così segreto in una ferrovia da Mogadiscio ad
Addis Abebe.
Contessa, la desiderano al telefono. Il dottor Mattei.
Scusami, Marcello.
Sì.
Non mancherò, Dottor Mattei.
Chi è questo dottor Mattei? È un nuovo funzionario della Croce Rossa. Un altro
finocchio.
Deve aiuto?
No, grazie.
Beh, sparire è diventato un vizio per te, eh?
Hai parlato con qualcuno?
Dove sei stato?
Qualcuno ti ha visto arrivare?
Guido, sei sparito da dieci giorni. Dimmi dove sei stato.
Ho avuto da fare.
Hai avuto da fare?
E io che pensavo che ti fosse successo qualcosa.
Hai parlato con qualcuno venendo qui? Sì, la portiera.
Ti ha chiesto dove stavi andando? Sì.
ma non gliel'ho detto ho seguito le tue assurde istruzioni alla lettera la
portiera è il capo caseggiato una spia di quelle che informano le autorità su
ciò che accade ma noi non abbiamo commesso nessun reato l'adulterio è
ancora un reato in questo paese
Non credi molto alle comodità, tu, eh?
Mi bastano i miei libri.
E poi devo anche pagare la tassa sul celibato. E cos'è?
Vuoi mi dire che non ne hai mai sentito parlare?
No.
Gli scapoli fra i 25 e i 60 anni devono pagare una tassa in rapporto al loro
reddito.
Per il privilegio di non essere sposati.
Geniale!
La chiamano anche punizione dell'egoismo.
Ma sai una cosa?
I cittadini americani ne sarebbero entusiaste.
In partenza?
La tengo sempre pronta.
In caso di emergenza. Vuoi dire allagamenti e roba del genere?
Roba del genere.
Sai, ho parlato a mio marito della ferrovia da Mogadiscio ad Addis Abeba.
Si è agitato parecchio.
Prima ha detto che era un segreto.
E poi ha negato tutto.
Io non capisco che cosa ci sia di così segreto in una ferrovia dalla Somalia
all'Europa.
E il ricevimento all'ambasciata britannica?
Aldo c'era, naturalmente, ma ha chiesto di te.
E tu che gli hai detto? Che non ti vedo da una vita.
Beh, scusami, d'altronde è vero che non ti vedo da una vita. Una sola volta da
quando siamo tornati a Roma.
Senti, piuttosto, la Croce Rossa ti ha chiamato per domani?
Sì, ma non ho ancora deciso se vengo o no. Che significa che non hai ancora
deciso? È ipocrita.
Cosa è ipocrita? Carità.
Perché sarebbe ipocrita?
I poveri restano poveri e non ci siamo scaricati la coscienza.
Cosa? Grazie.
Contessa, buongiorno. Buongiorno, signora Manning. Desiderano?
Vorrei vedere delle stoffe per tende, cuscini e tappezzeria. Ah sì, certo.
Prego, da questa parte.
Ci sono altre? Secondo voi è adatto? Per me era meglio no.
Questa è bella.
Sì, questa.
Bentornato. Come sei entrata?
La vecchia strega mi ha aperto la porta.
Guido, a questo punto non mi importa più niente se mio marito ci scopre.
Non ti piacciono questi cambiamenti, è così?
Parla, dimmi qualcosa.
Sara. Sì?
Dobbiamo smettere di vederci.
Che vuol dire, Guido? Non capisco.
Apparteniamo a due mondi diversi, io e te.
Io non posso darti ciò di cui hai bisogno.
Sei... sei abituata a un certo tenore di vita.
Tenore di vita, Guido? Ma che c'entra?
Guarda, tu hai ragione. Io non avevo nessun diritto di stravolgere la casa.
Ti faccio tornare tutto come prima, amore.
Ti faccio tornare tutto come prima.
Mi dispiace, Sara.
Allora dici sul serio?
Chiedo il divorzio.
In Italia?
Mi sono sposata in America, lì. Non ci sono problemi per divorziare.
Vivremo insieme, avremo dei bambini e saremo felici.
Io ti amo, Guido.
Anch'io ti amo. Non è questo il problema. Qual è il problema?
Guido, tu hai un'altra. Sei sposato per caso?
No.
E allora parlami! Non posso, va bene?
Non posso adesso!
Lasciami in pace.
È certo.
Hai avuto una storiella rapida.
Hai avuto ciò che volevi.
Non avrei mai dovuto lasciare che le cose arrivassero a questo punto.
L'hai fatto.
I tuoi vestiti.
Beneficenza.
Amore, Maria mi ha detto che non hai neppure cenato.
Ti ho portato un po' di brodo, leggero, ti farà bene, vedrai.
Aspetta.
Sei fresca, per fortuna non hai la febbre.
Su, bevi un po' di brodo che ti darà forza, così domani potrai alzarti,
uscire, andare dove vuoi.
Sara?
Sara, tesoro, cosa...
Cos'è?
Ha visto l'ingegner Mori? Non vedo l'ingegnere da molti giorni. La sua
posta è tutta lì, guardate.
Grazie.
Volete lasciargli un messaggio?
Sara, ma come ti sei ridotta?
È arrivata stamattina.
Ho saputo che mi hai cercato a casa. Non farlo più.
Dimenticami per il tuo bene.
E non è firmata?
È lui.
Certo che è lui.
E tu pensi ancora che lui sia diverso?
Guarda, è come tutti gli altri uomini. Una volta avuto quello che voleva,
No, per favore. No, ti prego, non puoi disperarti per uno così. Non puoi.
Vittoria. No, Sara, tu devi... No, reagisci, per favore.
Ti trucchi, ti fai bella, ti vesti e usciamo. Usciamo insieme. Ma dove?
Dove? Non lo so dove. Usciamo a vivere in mezzo alla gente. Per piacere, Sara,
reagisci da uomo.
Questi sono i vostri mattini, signora.
Ti ho preparato come ha detto lei.
Dimenticami del tuo bene.
Guarda che è veramente toccante.
Sarà quell'uomo una bestia.
Doveva dirtelo almeno in faccia.
La faccia.
Ah, pure.
Bravo.
Senti, non ho capito una cosa. Tuo marito in tutto questo tempo non ha
avuto neanche un sospetto?
Ma chi lo c'è?
Ma no.
Come no?
Neanche quando ti sei chiusa?
In camera da letto tre giorni di fila piangendo disperatamente?
Ma Marcello è sempre così occupato.
Poi ieri sera si è presentato con una tazza di brodo.
Che c'è di tanto divertente in una tazza di brodo?
Ma scusa, ma perché ridi di Marcello?
Non piangerò.
Quello dell'esercitante Venezia?
Beh sì, era molto...
Stai a vedere?
È quella sua moglie.
E lei la smetta!
Basta con questa musica!
Buongiorno, abbiamo un appuntamento con il signor Basilio. Prego. Grazie.
Il nome della donna?
Eh, no, l'abbiamo solamente vista.
È una donna... 30 anni, media altezza, magra, anonima. Ah, tranne un trecione
nero.
L'uomo in questione?
È un ingegnere delle acque, si chiama... Guido Mori. Se è il vero nome.
Ha delle abitudini particolari?
Non capisco.
Gioca, beve?
No che io sappia, no.
Deviazioni?
Deviazioni. Sessuali?
No, no.
Da quanto tempo lo conoscete?
Da tre mesi. Dal 5 agosto per l'esattezza.
Come mai vi ricordate la data con tanta precisione, signora?
È perché era il giorno della posa della prima pietra.
Di chi?
Di Sabaudia. E la vostra relazione?
Scusate, ma vi devo fare qualche domanda.
Quando è cominciata?
Uguale, lo stesso giorno.
E lei è certa che suo marito non ne sappia nulla?
Sì, perché?
Beh, suo marito è un uomo potente. Ha amici potenti.
Potrebbe aver fatto intimidire il signor Mori.
Ma no, no, lui non ne sa nulla. Infatti a questo proposito io le volevo dire
che... Non preoccupatevi.
La discrezione è il nostro motto.
Come posso mettermi in contatto con voi?
Eh, attraverso me. Sì, sì.
Questo è il mio numero.
Naturalmente voi capite che indagini di questo tipo sono un po' costose.
Costose quanto?
Non importa.
Lo trovi.
Grazie.
Buongiorno, signor Basilio. Allora, queste novità?
Accomodatevi. No, no, grazie. Ci dica piuttosto.
Ho due notizie, signora.
Una buona e una cattiva.
Quella buona è che l'ingegner Mori è il suo vero nome.
Non ha alcuna relazione sentimentale né con quella né con nessun'altra donna. E
inoltre non è sposato.
E bella cattiva?
Sì, e la cattiva?
È che l'ingegner Mori è un sovversivo.
Che cosa?
Un sovversivo. Un antifascista.
Scusate, che... Lei mi dice che Guido non mi ha tradita e che non ha nessun
'altra donna. Mi sembra bellissimo.
E non vi importa niente che sia un sovversivo?
No, dovrebbe.
Certamente. Perché?
Sono sempre un carabiniere, signora, anche se in pensione. E allora?
L'ho denunciato alle autorità.
Che cosa?
È stato arrestato, naturalmente.
Vedete, signora?
Sarebbe stato arrestato ugualmente. Lui e il suo gruppetto di amici.
La polizia gli era ormai addosso.
Per questo vi ha lasciata.
Per non crearvi dei problemi.
Per non coinvolgervi.
Perché vi amava, signora.
Signora!
Ciao. Sara.
La tua faccia, Guido. Ma che ti hanno fatto?
È il loro trattamento di bellezza.
Tu sei la donna più pazza che io abbia mai conosciuto.
Ma che diavolo sei venuta a fare qui?
Volevo vederti.
Ma come?
Ho fatto il possibile per impedirti di essere coinvolta in tutti i precipiti
qui e rovini tutto.
Avresti dovuto darmi la possibilità di decidere da sola.
Non avresti mai capito?
Probabilmente no, ma... non è questo il punto.
Sarà non disperarti, andrà tutto bene.
Come ho potuto essere così stupida?
Ma di cosa stai parlando?
Guido, io ti ho fatto seguire.
Che cosa?
Ti ho visto con un'altra donna, quella con la treccia.
Io ho pensato che tu avessi una storia con lei, ero pazza di gelosia. Ho
pensato che tu stessi con lei, che tu mi avessi lasciato per lei.
Come potevo pensare di...
Che quella spia ti avrebbe denunciato?
Quale spia?
Quale spia?
L'investigatore privato.
Mi hai fatto seguire da un investigatore.
Oh, Dio mio.
Ti prego, Guido, perdonami.
Ma come? Io, per giorni, rinchiuso in quella cella, mi sono scerbellato per
cercare di capire che ci aveva tradito.
Mai, neppure nei miei peggiori incomi, avrei immaginato che fossi stata tu.
E adesso cosa dicono gli altri, eh?
Scusate, ma ho avuto una storia con una rincapazza signora americana che per un
'idiota gelosia ci ha mandato tutti dentro. Questo vi dico, eh?
Guido, perdonami!
Guido, perdonami! Torna alle tue ridicole opere di mereficenza! Alla tua
carità e lasciami in pace!
Saccami da... Guido, perdonami!
Guido!
Guido...
Sara, non puoi continuare, così sono tre giorni che non mangi. Non ho appetito.
Ma devi sforzarti, dai. Su, vieni di là, mi tieni compagnia mentre ceno. Ti
prego, Marcello.
Tu stai male, devo chiamare un medico. Io non ho bisogno di un medico.
Ma cosa c'è che non va? Parla con me, sono tuo marito.
Marcello, io non ho voglia di parlare, voglio soltanto stare sola.
Avrai un momento di depressione, assolutamente normale, con tutto il
lavoro che hai fatto per la Croce Rossa.
Ti va di fare un viaggio?
Ti porto in America, così incontriamo i tuoi parenti. Io non voglio andare in
America. Voglio soltanto essere lasciata in pace, Marcello, in pace.
Tutti parlano di noi.
Parlano di noi.
Si fanno dei pettegolezzi. Che pettegolezzi?
Su dei fatti molto intimi. Del tipo?
La mia virilità.
Non è divertente, Sara?
Sì che lo è, Marcello.
Perché non c'è niente che non va nella tua virilità.
Un uomo non è un uomo finché non è un padre.
Oddio.
Non crederei mica a questa stupida propaganda del governo.
È ora che ci decidiamo a costruirci una vera famiglia.
Ah sì?
E perché?
Per godere della riduzione delle tasse e dei premi governativi così generosi?
Io voglio essere padre.
Anch'io voglio essere madre.
Ma un giorno è per mia scelta.
E non certo perché me lo dici in regime.
Imputato Mori Guido, alzatevi.
Vi dichiarate colpevole o innocente dei reati a voi ascritti?
Noi non riconosciamo l'autorità di questo tribunale, strumento di un
governo illegale.
Non sono ammessi i comizi in quest'aula. Viva la libertà! Abbassi il fascismo!
Guardie, fate uscire gli imputati! Fate
entrare
gli imputati!
Si prega il pubblico di osservare il silenzio durante la lettura delle
sentenze.
In nome del re d'Italia e del duce del fascismo, gli imputati sono riconosciuti
colpevoli di costituzione di associazione cospirativa contro la
sicurezza dello Stato e la difesa della nazione.
Si procede alla lettura delle sentenze. In piedi.
Gaudino Alberta, insegnante elementare.
Anni sei di confino.
Vorrei che quelle fossero le mie mani.
Mori Guido, professione ingegnere delle acque, riconosciuto come capo dell
'associazione cospirativa contro la sicurezza dello Stato e la difesa della
nazione. Anniotto di confino penitenziario.
No! Guido!
Guido! Guido!
Guido!
Guido!
La Contessa Fornari, eccellenza.
Sì, sì, ti richiamo.
Scuserà per averla fatta aspettare. Del resto, mi avevano pure avvisato.
Ha ragione. Spero di non averla disturbata. Al contrario.
Vuoi vederla più spesso?
Non fuma, no?
Eh sì, invece.
Comincia a prendere gusto ai vizi?
Sara, Sara.
Lei è molto cambiata.
Molto.
Una volta lei mi aveva detto che se avessi avuto bisogno di qualcosa...
Sarei stato a sua disposizione. A sua completa disposizione. Ecco, io ora ho
bisogno del suo aiuto.
Per quel suo amico?
L'ingegnere delle acque?
So tutto di lui.
Di voi due.
Lo so da tempo.
E chi gliel'ha detto?
Quella strega della portinaia?
È una dei nostri tanti informatori.
Abbiamo una polizia molto efficiente.
Un'ottima polizia.
Del resto lei non fa niente per passare inosservata, mi sembra.
Quella scena madre in tribunale, secondo me, se la poteva risparmiare.
Dica al suo amico di presentare una domanda di grazia.
Poi si vedrà.
Mi dispiace doverlo ripetere, Contessa, ma lui non vi vuole vedere.
Senta, io vorrei parlargli soltanto un momento.
Se il recluso non intende vedervi, io non so che farci.
E potete smettere di mandare questi pacchi.
Lui non li guarda nemmeno.
Li di agli altri reclusi. Grazie, Contessa, con piacere.
Posso lasciargli un biglietto?
Ah, certo che potete.
Ma non vi prometto che lui lo leggerà.
Allora, com'è andata?
Non ha voluto vedermi.
Ma sarà la quarta, la quinta volta, ma... Sara, ho perso il conto.
Dovresti capirlo. Questa storia adesso è finita. Non è finita! Sì, è finita! No!
Allora fatti restare anche tu, così almeno vedrai che a quel punto non potrà
più sfuggirti.
No. No. Ma no, è un modo di dir...
Sai un modo di dire?
Gli uomini e le donne, ma non li mettono nella stessa prigione, sa?
Studierò qualcosa.
Antonio!
Ma è già così grosso?
È che non ho trovato un cuscino più piccolo.
Se non ti avessi scritto che ero incinta di te, tu non mi avresti mai ricevuto.
Tu non molli mai, eh?
Guido, ho parlato con alcuni avvocati. Se presenti la domanda di grazia, la
condanna sarà revocata.
Perché scoti la testa?
Noi non presentiamo domande di grazia.
Mai. Ma noi chi?
Mica se ne comunista.
No, il partito mi ha espulso due anni fa. Meno male.
Sai, nel collegio c'era un detto.
Quelli che a vent'anni non sono comunisti sono dei cretini, ma quelli
che a trent'anni sono ancora comunisti sono ancora più cretini.
Allora, tu che cosa sei?
Noi crediamo in un'Europa unita, federalista.
Vuoi dire come gli Stati Uniti?
Non crederai mica che la Germania nazista, il Regno Unito, la Repubblica
Francese e l'Italia fascista possano vivere insieme in pace e in armonia?
Vabbè, messa così la cosa non ha molto senso, sono d'accordo.
Ma un giorno avremo un'Europa unita, proprio come gli Stati Uniti d'America.
Guido, noi in America abbiamo un'unica lingua e un'unica moneta.
Forse anche in Europa un giorno ci sarà un'unica moneta.
E tu vuoi restare in galera fino allora?
Non sono poi così eroico.
Guido, noi potremmo vivere insieme ed essere felici.
Non rendere tutto più penoso.
Tu rendi tutto più penoso.
Sei incantevole.
Che hai detto?
Che ti amo.
Parlate a voce alta e chiara.
Vuole sentire quello che ci diciamo? Devo sentire, signora.
Ha detto che mi ama.
Mi ama.
Mi ama!
Ha sentito adesso?
Sì, signora.
Ti amo, Guido.
Ma esso, ma perché non siamo venute col mio autista?
Non era il caso, Vittorio. Ma dai, saluta.
Ce l'abbiamo fatta?
Siamo arrivate.
Beh, c'è bisogno di essere così sorpresa.
Ti ricordi quello che devi fare?
Sì, sì.
E tu?
Tu sei certa di quello che vuoi fare?
Sì, Vittorio.
Ora vai e sbrigati.
Sara! Stai attenta, ti prego.
Grazie, Vittorio.
Bravissima. Senta, io non so chi sia lei, ma farebbe meglio ad andarsene.
Ha dimenticato l'accento sulla A di libertà.
Ma è comunque un magnifico sentimento.
Le ripeto, farebbe meglio ad andarsene, signore, subito.
Giorgio Gerardi, piacere.
Però dovrebbe mettere l'accento.
Ma dove?
Sulla A di libertà. Suona meglio.
Lei dice?
Sì, ne sono certo.
Viva la libertà!
Invece che viva la libertà.
Le ripeto che farebbe meglio ad allontanarsi.
E perché?
Perché sta arrivando la polizia.
E lei come lo sa?
L'ho fatta chiamare io.
Io non permetterò mai che la arrestino per una scritta analfabeta. Ma, ma no,
ma che sta facendo?
Oddio, che disastro.
Ma lei è un bufalo! Lei è un villano manesco!
Ma guardi che cosa mi ha fatto!
Mi scusi, io... Ma io non la scuso per niente, ma guardi! Sono mortificato, io
posso... Ma che cosa fa?
Lei è uno sciagurato, ma guardi come si è fatto conciare.
Ma perché fate chiamare la polizia?
È una lunga storia.
Venite signore.
Ma quante volte ve lo devo ripetere? Vi ho già detto che lui non c'entra niente.
La scritta sul muro è mia.
Che aveva scritto?
Permettete?
E ve l'ho chiesto io.
Viva la libertà.
Oh.
Eh.
Comunque l'accento ce l'ha messo l'altro.
Quale accento?
Eh, libertà. Subo.
E chi è questo signore?
Gerardi Giorgio, schedato.
Sovversivo? No, ricchione.
Oh.
Eh.
Voi come vi chiamate?
Sara Newman, cittadina americana.
Nubile o sposata?
Sposata. Newman è il mio cognome da Nubile, da sposata e Fornari.
Fornari?
Ah. L'ingegner Marcello
Fornari, dell'impresa omonima.
Sì. Il conte?
Sì, il conte.
Però mio marito non c'entra niente in questa storia.
Certo. Sì.
Contessa.
Venite, Contessa.
Portatemi in prigione.
Come vedete, Contessa, la scritta è stata cancellata.
Eppure l'accento.
Eh, non c'è che dire.
Siamo veramente bravi a pulire le schifezze. Eh, meglio delle mie
domestiche. Ma questa non è la stampa di carcere. Va per piacere, Contessa.
Signor Conte?
Sara! Oh mio Dio, Sara! Ma cosa ti hanno fatto?
Come ti senti?
Sei così pallida.
Siediti.
Maria, portate delle bende e dell'acqua calda.
Vado. Presto, e anche un cordiale. Sì.
Devo ringraziare te, mia Vittoria.
No, io ho fatto solo quello che... Sara, Vittoria non c'entra nulla.
La questura ha chiamato Marcello e Marcello ha chiamato me, tutto qua.
Certo, farsi sorprendere...
Al foro Mussolini a tracciare scritte antifasciste in compagnia di... un noto
pederasta?
Sento se sia un pederasta, come dice lei, a me non interessa.
So soltanto che è un gentiluomo che ha cercato di difendermi. Un gentiluomo non
è un pederasta.
E un pederasta non è un gentiluomo, vero?
Ma si può sapere cosa volevi fare?
Andare a scrivere sui muri, di notte, in compagnia di un pederasta. Ma sei
diventata matta?
Marcello, io... Io ti devo chiedere perdono perché mi sono comportata
stupidamente.
Ma sì, certo che ti perdono.
No, no, no, no. Tu non hai capito.
Io ho un amante.
Tu un amante?
E chi è?
Lui si chiama Guido Mori, è un ingegnere delle acque.
Un ingegnere delle acque?
Sì, lavora alla bonifica delle paludi a Sabaudia. A Sabaudia? Un mio dipendente?
No, lavora per l'opera combattenti.
Oh mio Dio, e loro ti hanno vista? Sanno qualcosa?
Marcello, no, sta tranquillo.
Lo conosce soltanto Vittoria.
Lo conosce soltanto Vittoria. Capirai, era meglio se piazzavi un annuncio sul
giornale.
Cosa stai insinuando, Marcello?
Chiedilo a quel poveraccio di tuo marito.
No, per favore, tu mi devi dire cosa pensi. Signori, calma, signori. No, che
cosa ti passa per la testa?
Calma.
E dov'è adesso questo... Lui è in prigione.
In prigione?
È un criminale? No, no, non è un criminale, è soltanto un... Un
sovversivo. Un sovversivo.
Oh, madonna mia.
Marcello, per fortuna io e te non abbiamo figli. E quindi è meglio che
divorziamo.
Siamo in Italia, Sara. Non si può divorziare in Italia.
Ti ricordo che ci siamo sposati in America.
E lì possiamo divorziare quando vogliamo.
Poi io... Io ti amo, lo sai.
Lo so.
Lo so.
Io amo lui, però.
Sì. Si tratta di un'infatuazione, sono sicuro.
Quanto tempo deve restare in galera questo qui? Otto anni, al confino. Otto
anni. Otto anni è perfetto.
Questa infatuazione ti passerà molto prima.
Ricominceremo a viaggiare.
Ti porterò a Venezia e... andremo dove vuoi tu.
Sara... sarò più attento.
Io... sono sicuro che tu ricomincerai ad amarmi.
Mi dispiace, Marcello.
Ma io non ce la faccio.
Sara, lei è un'ingrata e le spiego perché.
Ma come suo marito è disposto a perdonarla, a ricominciare, a
dimenticare. E lei?
Invece di inginocchiarsi, baciargli le mani, gli sputa in faccia.
Guardi che il suo amico, glielo dico per sua informazione, è già stato spedito
all'isola di Ventotene, al confino. E lì non ci sono permessi di visita.
Quanto a lei, Marcello, le alternative sono o la ingravida o la caccia.
Vittoria, permetta che la accompagni.
Sì, sarebbe perfetto.
Ciao, Marcello. Ti telefono domani, Sara.
Maria. Maria!
Mi dica, signor Conte. Dov'è il cordiale?
Vado, signor Conte.
Sì,
lo so Sara, ti ho
trascurato.
Costruire Sabaudia mi ha portato via ogni... ogni minuto del mio tempo.
Ma...
Ti prometto che le cose cambieranno.
Ricominceremo da capo. Staremo in posti semplici come questo, tra gente
semplice.
Che onore, signor Conte. Le va bene questo tavolo? Sì, sì, certo.
Grazie.
Che dici?
Si sarà lavata le mani questa prima di tagliare il pane?
Mi concede l'onore di questo ballo, signora?
Che
succede,
Sara? Che ti ho fatto?
Grazie.
La Presidentessa non può venire. Sta malissimo. Una forte colica.
Questo è il discorso. Ha detto che lo lega lei, Contessa. Io? Ha detto così.
No, ma io... Poche storie. Fate quello che vi si dice.
Presto, presto. Stanno arrivando. Tutti ai loro posti. Presto.
Maestà, eccellenze, siamo onorate di aver
partecipato all'eroica opera di edificazione della città di Sabaudia,
dedicata alla loro augusta dinastia.
è costruita in soli 253 giorni.
253 giorni.
Guido.
Sara. Guido come mi manchi.
Contessa riprende il discorso.
Cosa? Questa farsa?
Questa commedia?
Viva la Repubblica! Viva la libertà! Viva la democrazia! No alla dittatura!
Viva la Repubblica!
Zora! Zora!
Voi vi chiamate Sara, vero? È un tipico nome ebraico.
Siete ebrea voi?
Perché non me lo dice lei?
Ho qui un rapporto della questura di Roma sulla vostra famiglia. La famiglia
Cohen, del ghetto ebraico di Venezia, emigrò negli Stati Uniti d'America nel
1867.
Il capo della famiglia, Mosè Cohen, cambiò il nome della famiglia in Newman
e si stabilì a Boston, dove aprì un piccolo emporio. E poi un altro.
e un altro ancora e così via finché diventò un ricco uomo d'affari il suo
primogenito benjamin newman vostro padre sposò l'erede di una delle più antiche
famiglie israelite di boston imparentata con la famiglia solomon anna montefiore
vostra madre nonostante ambidue i vostri genitori fossero ebrei al momento della
vostra nascita decisero di farvi battezzare così Mentre siete stata
chiamata Sara dal nome della vostra nonna paterna, voi siete stata
battezzata ed educata al cristianesimo.
È tutto vero, signora Newman?
Mi chiami Cohen.
Non è materia su cui scherzare, signora.
Brutti tempi si stanno preparando per la razza giudaica.
Oggi voi potete dimostrare facilmente che siete stata battezzata, ma un
domani?
Ricordatevi che siete accusata di un grave crimine.
Grave abbastanza per essere mandata a Ventotene.
Ventotene o un'altra delle isole di confino?
E no.
Deve essere Ventotene.
Ciao, come stai?
Ehi, ti sta bene questo abitino?
Essenziale.
Certo che l'hai pagato caro, eh? Ma ne valeva la pena.
No, mi sembra di averlo già visto quel collier.
Mi dona, eh?
Buona fortuna Vittoria, però Aldo non è l'uomo più fedele del mondo.
Beh, però è un uomo di parola. Che vuoi dire?
Sì, è intervenuto, vai a ventotene.
Sì, grazie, grazie, grazie, grazie. Ma sei mai vista una che ti ringrazia
perché la mandi al confino?
Sono contenta che tu sia vivo.
Ma sono tutti uomini.
Ma sull'isola ci sono anche delle donne.
Era questo che volevi. I ferri.
E te non li ti chiamo.
Hanno detto che a bordo ci tolgono la catena.
Ho fatto caricare le valigie sul battello.
C'è tutto eccetto...
Eccetto questa.
Non mi dire chinino. Beh, non si sa mai. È meglio... È meglio stare tranquilla.
Signor Conte, il colloquio è finito.
Non so che dire.
Per esempio...
Buona fortuna.
Sì, amore mio.
Marcello? Sì?
Non mi aspettare. No.
No.
Addio.
Addio.
Arrivederci amore mio.
Vado.
Lasciatemi! Lasciatemi!
Lasciatemi!
Benvenuta sull'isola, signora Cohen.
Non ho idea di come è stato difficile arrivare fino a qui.
Hai bagagli?
Ma sapere dove stiamo andando? Sono riuscito ad affittare una casa tutta per
noi da un contadino dell'isola.
E sarebbe quella la casa?
Eh.
Abbiamo otto anni per sistemarla.
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