All language subtitles for Fosca.Innocenti.2x01.Come.La.Principessa.iTALiAN.1080p.WEBRip.AAC.x265-Pir8

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Da quando mi sono scoperta innamorata, la mia vita è diversa, ma l'amore è

sempre un rischio. Può tradirti all'improvviso, minacciarti dal passato,

ingannarti, illuderti, perfino ucciderti. Ma quando arriva, sei felice.

Vediamo un pochino se qua ha posto. Ecco qua.

Che bontà. Eh?

Eh no, no, foschina mia, aspetta un momentino e poi cambiati, ma mettiti

qualcosa di bellino.

È bellissima così.

Hai dormito bene?

Una meraviglia.

Ragazzi, io vi sposo a tutti e due.

Scusatemi.

Giulia, dimmi.

Sì, avviso la PM e arrivo subito.

Grazie.

Ma come?

Devo andare.

Niente colazione?

Doccia.

È che per la fosca il lavoro viene prima di tutto.

Però vedrai che dopo cambierà, eh.

Asperiamo di nuovo a bici.

Manila Taddei, 25 anni.

Si doveva sposare oggi. È caduta da lì.

Muore giovane che è cara agli dèi.

Mi sai dire qualcosa di più?

L'ora del decesso è fra le nove e le dieci.

Se sia caduta accidentalmente o volontariamente non posso stabilirlo.

Ti chiamo dopo l'autopsia.

Va bene.

Dottoressa. Arrivederci, dottore.

Il signore è il custode, Gino Perelli. È lui che ci ha avvisato.

La dottoressa Perego, magistrato incaricato delle indagini, il

vicequestore Foschiano Cianti. Tanto piacere.

Ci fa da guida?

Certo.

Gli ospiti erano attesi soltanto nel tardo pomeriggio, per la festa.

Quindi nel castello c'era solo lo sposo e i testimoni? I due musicisti,

convocati per l'occasione, sono stati loro a trovarla. Gino!

Ma davvero lei non si ricorda di me?

Il suo matrimonio col Marchese Gian Maria Buratti è stato uno dei più belli

di sempre. Volevo solo essere discreto.

Ho capito.

Prego. Ti sei sposata qui con un Marchese e non mi dici niente?

All'epoca il castello era ancora della sua famiglia.

Acqua passata.

Noi era la prima volta che si suonava un matrimonio.

Noi siamo musicisti di strada.

E come ve ne siete accorti?

Abbiamo sentito una specie di botto.

Sì, poi io quando ho visto la ragazza lì per terra mi sono avvicinato per vedere

se era ancora vivo.

Poi ho avvertito Gino, il custode, ma... Gino!

E poi?

E poi niente, poi lui ha chiamato la polizia e... È stato terribile.

Questa è la casa.

Guarda.

Se non mi ricordo male, da qualche parte nel castello ci deve essere un dipinto

simile.

Non ti ho mai amato come in questo momento, ma non posso più sposarti.

Non ti sembra strano?

Cosa? Che una persona che decide di suicidarsi non si prenda del tempo per

scrivere la sua lettera d'addio?

Pensi che non si tratti di suicidio?

E niente, ho sognato che stavo con un altro. Ma come ti sei sognata che stavi

con un altro? Chi era?

Non lo so, non me lo ricordo.

Un attore, forse. I sogni sono desideri, Penelope. Dai, ma era solo un sogno,

Pino. Mi manchi, amore.

Eh, mi manchi. Mi manchi anche tu, mi manchi.

Ma quando scendo in Sicilia?

Adesso ti devo lasciare, ti chiamo dopo, va bene?

Posso fare qualcosa?

Agente Rita Fiorucci. Ben arrivata, collega. Per qualunque cosa, fai

riferimento a me.

Lei chi è, scusi?

Assistente Riccipino, ma diamoci del tu, ok?

Ok. Considera che qui dentro sono un animale raro.

In che senso? Sono l'unico maschio della compagnia, pensavo ci mandassero un

uomo.

E invece arrivi tu. Mi dispiace. No, no, no, che mi dispiace, va benissimo così.

Sei pronta a iniziare?

Non vedo l'ora.

Qual è la mia scrivania?

La leggenda parla di una principessa triste che all'inizio dell'Ottocento fu

provvisa di sposa a un principe malvagio.

E lei per non sposarlo si buttò giù dalla torre del castello.

E questa leggenda la raccontava mio nonno a mio padre e poi mio padre a me.

E anche io l'ho raccontata a suo marito quando era ancora piccolo.

Il mio ex marito. Siamo divorziati da sei anni. Mi scusi. Ma si figuri. Ma io

la gente qui la vedo solo quando si sposa.

Capita ancora al castello Gian Maria?

Raramente. Però è passato ieri sera.

Come?

Conosceva la vittima? No, conosce i fratelli Manzetti.

È passato per un saluto veloce e poi è rientrato a Torino perché aveva un

processo.

Un processo?

Il Marchese è giudice di corte d'appello. Ah.

Va bene Gino, grazie. Ci può accompagnare dallo sposo e dai

testimoni? Prego.

Grazie.

Sento un odore che non riesco a definire.

Io non sento niente.

Amore, ti ricordi di andare in lavanderia a ritirare il mio completo da

calcetto? È importantissimo.

Ma scusa, non puoi andare tu? No.

Ti devo andare a prendere anche le scarpe? No, no, le scarpe no, non ti

preoccupare, ci penso io. Va bene, allora ti aspetto stasera. Sì, ma farò

un po' tardi, devo andare da un cliente a Lucca, una rottura di scatola. Va

bene.

E chi è l'amore della mia vita?

Io.

Esatto.

Ugo?

Ugo?

Ho il tuo cellulare.

Io non ci credo che Manila si è tolta la vita.

Non può essere.

Non oggi, cazzo!

Fabrizio, calmati. Lasciami.

Non ce la faccio.

Scusate, al dolore risponde con la rabbia mio fratello. Mi ha fatto così.

Condoglianze. Sono la PM incaricata per le indagini, il vicequestore Innocenti.

Lei doveva essere il testimone?

Sì.

Per caso ha notato qualcosa che possa spiegare il gesto impulsivo di Manila? O

al contrario una scelta deliberata?

Non lo so, in questi giorni era emozionata per il matrimonio, niente di

più.

Lei e suo fratello dove eravate al momento della disgrazia?

Io nella mia stanza e mio fratello nella sua.

Ma perché mica penserete... No, ma sono domande di routine.

Chi l'ha vista per ultima volta?

Credo sua cugina Arianna.

Il ritratto di quella principessa e la sua leggenda l'avevano impressionato.

Non lo so perché.

Conoscevi bene tua cugina?

Abitavamo insieme.

Dove?

In una villetta bibiana che ho affittato da quando lavoro nell'azienda vinicola

di Fabrizio.

Manila si è trasferita da me dopo che sono morti i suoi genitori.

E poi?

E poi ha cominciato a lavorare anche lei per Fabrizio.

E oggi si dovevano sposare.

Fine della storia.

E tu quando sei andata via dalla stanza di Manila? È un interrogatorio.

È una domanda.

L'ho lasciata quando me l'ha chiesto.

Voleva stare da sola prima del grande passo.

E invece il grande passo l'ha fatto giù dal balcone.

Le piace fare la cinica?

Posso andare?

Certo.

Ma erano gli unici due in offerta, per questo sono uguali. Il punto è che

adesso lui ha il mio e io il suo. Basta prendere due cover differenti.

Comunque, chiama il tuo cellulare col suo, lo avvisa e il problema è risolto.

Ce l'hai il PIN?

Ce l'ho, è la data del nostro matrimonio ma non funziona. Forse l'ha cambiato?

Guarda, ho provato a chiamarlo anche dal fisso il mio cellulare, ma risulta

irraggiungibile.

Scusa, non ti ho salutato a modo.

Piero Cirita.

Io sono Rosa.

È la tua prima sede operativa?

Sì, ho finito il corso giusto tre mesi fa. Sei molto giovane.

Vedrai, ti troverai bene qui. È una grande famiglia. Lui è il nostro

figliolo. Non è cattivo, eh?

Però se diventa molesto, avvertimi. Mi piace scherzare. Ok.

Ciao,

Fosca.

Ciao Susi.

Eccomi.

Ti aspettavo.

Sangue sulle nozze al castello, eh? Tutta storia.

Si è sparsa la voce.

Povera ragazza.

Tu la conoscevi?

Me la ricordo un paio di volte sono andato a Poggio del Merlo a acquistare

il vino per l'enoteca.

Sembrava una ragazza seria, tranquilla, impegnata sul lavoro.

Conosci i proprietari?

Chiamano il mio avvocato adesso o dopo?

Dai, ti prego, aiutami.

Mi sai dire qualcosa dei fratelli Manzetti?

Lo sposo è l'amministratore unico dell'azienda.

Più bravo nel marketing che nel vino. L'enologa era lei, no? Quella brava,

Manilla.

Dell'altra non so niente, però se vuoi posso chiedere in giro.

Stavo pensando, no?

Noi abbiamo messo vent'anni a capire che siamo fatti l'uno per l'altra.

E non voglio stare più lontano da te.

E quindi... Ravocchino?

Me ne bevo un po' anch'io, va?

Ho interrotto qualcosa?

No, no, no, figurati, è solo una decisione di una vita intera.

Ah, e allora me ne vo'. Eh, che dici?

Ok, me ne vo'. Respirace, eh? Scusi.

Neanche io voglio stare più lontano da te.

Vedi Rita, questo per noi è un momento importante.

La famiglia riunita intorno al cibo.

Ognuno di noi si impegna a preparare qualcosa per il pranzo. Tu sai cucinare,

vero? Non lo ascoltare Rita.

Lui predica bene, ma la verità è che non sa cucinare.

E si approfitta di noi, eh?

Soprattutto della cucina di Rosa. Eh Rosa?

Nessuna notizia dal cellulare?

Ah, comunque se vuoi favorire, non fare complimenti. Voglio prima finire qui.

Brava, prima è il dovere. Ma secondo te la ragazza si è uccisa o l'hanno

ammazzata? Beh, tenta come rispondi, eh.

Ecco, per esempio, quando fa così, ignora lo proprio.

Ciao, capo. Ciao, Giulia. Ciao. Mangi con noi?

No, grazie, ho già dato.

Allora, tu sei Rita Fiorucci?

Io sono vicequestore innocenti. Agli ordini.

Vuoi darmi del tuo e metterti comoda? Grazie.

Allora, sei stata informata del... Sì, capo. È già operativa.

Sta cercando notizie sui testimoni.

E ci sono precedenti?

Sì. Arianna Mancini, cugina e testimone della sposa, tre anni fa si è fatta

qualche giorno per aver mandato all'ospedale un ragazzo. L'ha menato in

discoteca. E poi ci sono i due musicisti, Pat e Mary.

L'estate scorsa sono stati multati perché prendevano il sole nudi sulla

spiaggia. No, beh, che sarà mai?

Mai? Io non lo farei. Beh, dipende con chi.

Io preferirei da sola.

Allora ragazzi, su, mettiamoci al lavoro.

Rosa, vieni con me.

Capo, avevi detto che non... Si può cambiare di idea.

C'è qualcosa che ti preoccupa, ti conosco.

E mi viene l'ansia stare senza cellulare. Ma poi perché cambiare il

pin? Non lo so, chiedi alla Lu... Oh!

Guarda questo! È nato!

Dv...

13.830

Perché non me l'avete mostrato prima?

Perché era sotto shock.

Dice che mi ama, che non può sposarmi.

Ma non spiegare il perché si toglie la vita.

Questa non è Manila, non credo l'abbia scritta lei.

Cosa vuole dire?

Che qualcuno l'ha obbligata a scriverla?

Non lo so.

Lo abbiamo trovato nella stanza.

Era molto brava a disegnare.

Secondo lei perché poteva essere interessata al dipinto della principessa

triste?

Ma di certo non è morta per seguire una leggenda.

Che mani la masse Fabrizio è sicuro.

Chiamarlo però la rendesse felice.

È un'altra storia.

Era infelice?

Conoscete qualcuno che non è mai stato?

Essere infelice ed arrivare ad uccidersi è un'altra cosa.

Io questo non lo so.

Però negli ultimi tempi Manila, anche prima del matrimonio, era nervosa,

irascibile, come se le rodesse qualcosa dentro.

Ma lei si riferisce a qualcosa in particolare?

Una volta, per esempio, fece una scenata per una piccola svista amministrativa.

Se l'ha presa a tal punto con Arianna da insultarla.

E Arianna come aveva reagito?

L'ha afferrata per la camicia e l'ha sbattuta al muro, obbligandola a

chiederle scuse.

Litigavano spesso?

Chiedetela ad Arianna.

Sicura che non volete un calice di vino o magari uno spritz?

No, grazie, siamo in servizio.

Dottoressa, sì?

L'ha cercata un uomo, ha aspettato un po' e poi se n'è andato.

Non vuoi darmi del tuo, eh? Mi viene meglio in lei.

E come si chiama questo uomo?

Gliel'ho chiesto, ha detto che non era importante.

Era un tipo con la barba, i capelli arruffati, occhi marroni.

Se vuole posso disegnarle un identikit.

Sono piuttosto brava a farli.

Va bene, ti ringrazio.

Se litigavano sempre, perché scegli Arianna come testimone di nozze?

Beh, vivevano insieme, era la cugina.

praticamente l'unica parente che gli era rimasta dopo la morte dei genitori. Non

aveva neanche un'amica a cui chiederlo, una?

Certo che voi etero delle donne non ci capite proprio nulla, eh.

Arianna era invidiosa della cugina e si sposava il principale.

Senza contare che era stata lei a presentarglielo.

E quindi litigano.

Però poi Manila, per farsi perdonare, la sceglie come testimone. E perché Arianna

accetta? Perché come tutti gli invidiosi non vuol far vedere che lo è.

Ma in cuor suo rosica.

Dico bene?

Brava, capo.

Sì. Comunque io questa Arianna la riascolterei.

Giulia, vacci domani e ti porti Pino.

Così si distrae un po' da Rita.

Ma avete visto come la guarda?

Mamma mia.

Cioè, è un pezzo che mio marito non mi guarda così, eh? No, la svolta triste

no, eh? Ma no.

No, io intanto mi avvio. Ci vediamo da Cosimo per i festeggiamenti. Ma che

dobbiamo festeggiare?

Una sorpresa è una sorpresa.

Giusto.

Ti offendi se non vengo?

Sì che mi offendo.

E poi dai, non ti voglio vedere così abbattuta.

Non lo so, forse è un momento di stanchezza per tuo marito, Rosa.

È un pezzo che non ci sfioriamo e ultimamente è ancora più distante del

solito.

E con la storia del PIN com'è finita? Ah, era stato cambiato per una questione

di sicurezza telematica.

Solo che prima ho ricevuto sette telefonate da zia Vincenza. Zia Vincenza

è morta due anni fa.

E che ti ho detto la morta?

Silenzio. Silenzio, silenzio di tomba. Comunque guarda, non ci voglio pensare,

mi devo concentrare sul trasferimento di mia figlia a Padova.

L'hanno preso all'università.

Sì, voglio pensare solo a questo, scatole e scatoloni. A dopo.

A dopo.

Dici che posso andarmene? Eh, certamente, ma tu abiti lontano.

A Porta Santo Spirito.

Famiglia o col fidanzato? Nell'una e nell'altro.

Hola.

E tu?

Io? Ma tu sei fidanzata?

Ciao Pino, a domani.

Non puoi stare senza di me, vero? Puoi darle al capo?

Cosa? Una cosa che mi ha chiesto lei.

Ok. Grazie.

Comunque no, non sono fidanzata.

Mi vuoi sposare?

Vino, sveglia, ti era solo un brutto sogno.

Vieni Susi, pensi di te.

Per te devo fare un annuncio.

Io e Fosca dopo 20 anni di amicizia abbiamo...

Abbiamo capito di essere innamorati.

Ma noi l'avevamo già capito da prima.

Avete ragione, non è questo l'annuncio.

Vuoi dirglielo a te?

Allora, io e Cosimo abbiamo deciso di... di andare a vivere insieme.

Bravo!

Bravi!

Auguri! Ma non è finita qua, ragazzi.

Io questa donna...

Se non è oggi, domani, fra vent'anni la voglio sposare. Siete tutti testimoni,

eh? Fosca ti voglio sposare. Ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha

bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha

bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha

bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha

bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha

bevuto, ha bevuto, ha bevuto, ha

bevuto, ha bevuto, ha

bevuto

Che è sta faccia?

Per discorso del matrimonio.

No.

Questa cos'è? Roba di lavoro?

Sì, l'ha fattorita.

Chi è?

Non lo so, non ha importanza. Ancora ci deve trovare. Vai.

Allora ragazzi, abbiamo un altro champagne?

Assolutamente.

Ma sei sicura che sia proprio lui?

Bisce, me lo sento.

Ma ti pensi che è venuto qui per restare?

So che mi ha cercata. Ragazzi, che state complottando?

Oh, cose di donne, un team picciare ti, eh?

Comunque io di là ho preparato le pappardelle a porcini e stappato un

chianto in riserva. Attento che se continui così ti sposo per davvero.

L'offerta è sempre valida, Foschino.

E ora? E si fa?

Se ne approfittano che sono l'unico maschio, capito? Pure stanotte mi tocca

il turno.

Poverino, amore mio.

Mi penserai? Eh, sì.

Ma tu stai attento ai sogni. A me mi devi sognare, non agli attori. Mi piace

quando fai il geloso.

Me lo mandi un bacio? Uno piccolino?

Buonanotte, amore.

Chi è?

Oddio Rosa, ma che ci fai qui? Mi hai spaventato. Parlavi con la tua

fidanzata? Se non le do il bacio della buona notte non dorme. Ma tu che ci fai

qui?

Niente.

Come niente?

Vabbè, sono venuta a controllare le mail di mio marito. Potevo mica farlo da

casa. Non sarebbe illegale?

Allora, teoricamente no, perché il computer è di tutte e due e perché la

mail l'abbiamo aperta insieme anche se lui non se lo ricorda più.

Commenta tu.

Ecco qua.

Una serie di mail da Samantha col TH.

Altro che zia Vincenza.

Con l'allegato.

Tutto è con l'allegato.

Che faccio, apro?

Io non lo farei.

Ma io non sono te.

Ti piace questo completino, Ugo?

L'ho comprato per te.

Dici che ci farà bene questa improvvisa intimità domestica?

Vabbè, è un'esperienza nuova per tutti e due, no?

Eh sì.

L'hai sentita anche tu?

Il postino non può essere.

Eh no, aspetta che va avanti.

Cosa? Che succede?

Vieni.

Ma sei sicura che è tuo marito? Sono certa, sono certa.

È la sua amante. È l'amante con cui si mandano i filmini sconci.

Grazie. Ma chi è questo?

Una stronza che lavora in un negozio di scarpe. Si chiama Samantha, col TH.

Ma la stronza sono io.

Negli ultimi tre mesi mi ha comprato cinque paglie di scarpe espadrine,

scarpe francescane, scarpe coi lacci, bucassini, stivali da cowboy.

Scusate.

Oddio, me ne devo andare. Devo andare a casa. Come faccio?

Non posso lasciarla.

Tranquillo, torno sul divano.

Grazie.

Non fare così.

Ho promesso a Rose di non dire niente.

E allora non dovevi neanche dirmi che ti ha chiesto di spiare nelle mail del

marito? Te l'ho detto perché sono preoccupato per lei.

Credo che il marito sia uno stronzo.

Perché ci sarà mai questo computer?

Dimmelo, no?

Non posso.

Che palle che sei però, eh?

Mamma mia. Chi è?

Polizia, signorina, vorremmo risentire un momento.

Quello che dovevo dire su mia cugina l'ho detto.

Arrivederci.

Signorina! Ma che fa? Non ci apre.

Guarda questo.

Che facciamo?

Possiamo obbligarla?

No.

Rientriamo, va?

Salve.

Salve.

Salve. Semplice coincidenza o eravate da Rihanna?

Perché lei non mi sembra tanto di buon umore. No, siamo solo passati a

salutarla e ringraziarla.

Per cosa?

È un segreto?

No, nessun segreto. È che Arianna ci ha visti suonare, le siamo piaciuti e ci ha

raccomandato agli sposi del matrimonio. È stata carinissima con noi.

Sì, insomma, dopo quello che è successo ci sembrava giusto almeno chiederle come

stava. Sì.

Giusto.

Se avessi bisogno di risentirvi, dove vi trovo?

Noi saremo qualche giorno ancora ad Arezzo e suoniamo in piazza. Sì. E dove

loggiate? Alla pensione Mary Fleur.

Perfetto, grazie. A voi. Grazie.

Andiamo, va?

Fra Martino Campanaro, dormi tu, dormi tu, suona le campane, suona le campane,

din don dan, din don dan. Ora basta però tesoro, il nonno c'ha da fare.

Prendi la medicina, su, da bravo.

Bravo bambino, bravo. Ciao, ciao, ciao amore. Sì, passo stasera, ciao. Suoni le

campane anche per me? Ah, un po' fosca.

Poi che mia figlia non c'ha pazienza, e allora il nonno deve sopperire. Oh, per

carità, mi fa piacere, però è stressata.

Certo. Allora, cosa vuoi sapere?

Tutto.

La morte è dovuta a soffocamento, in seguito a una forte pressione provocata

probabilmente con un cuscino.

Quindi non si è suicidata?

No, quando è caduta dal balcone era già morta. L'hanno uccisa inscenando il

suicidio? Possibile.

Segni di collutazione?

Non proprio, però vedi qua sotto, l'ho rilevato, una lacerazione superficiale

compatibile con uno strappo violento post mortem.

Quindi le hanno strappato qualcosa dopo averla uccisa?

È possibile.

Una collana?

È possibile.

In corrispondenza della lacerazione, qua ne ho trovato un

frammento di velluto grigio.

Nient'altro?

Era incinta.

Di circa tre mesi.

Sì, Fontana ha confermato che è omicidio.

La ragazza era incinta.

No, no, ci parlo io con Fabrizio.

Va bene, ci vediamo al castello.

Ciao.

Manila non le aveva detto che era incinta?

Le risulta che potesse avere dei nemici o qualcuno era contrario al vostro

matrimonio?

Perché non mi ha detto che era incinta? Che senso ha?

Quindi avevate parlato di avere un figlio?

Chi ha ucciso Manila ha ucciso anche mio figlio.

Lo trovi, dottoressa? Perché se lo trovo io non so come finisce.

Lo troveremo.

C'è qualche novità?

L'autopsia ha stabilito che Manila è stata uccisa.

Come uccisa?

Da chi?

Era incinta di quasi tre mesi.

E così quella poveretta è stata ammazzata.

Esattamente. Mi dispiace davvero.

Quindi mi hai chiamato per interrogarmi? Sono accusato di qualcosa?

Lo sai che mi sono emozionato di rivederti qui al castello. No, davvero.

Voglio dire, eravamo due giovani sposi, belli, innamorati.

Gian Maria, niente nostalgie.

D'accordo. Allora, parlami dei Manzetti.

Sono amici tuoi?

Amici. Li ho incontrati qualche mese fa per via del vino.

Credo che tra i due fratelli ci sia sempre stato un rapporto contrastato.

È arrivata la dottoressa Innocenti.

Buongiorno.

Gian Maria Buratti.

Tanto piacere.

Ex marito di Giuliana.

Le posso portare un tè?

Sì, grazie.

Anche lei conosce la leggenda della principessa triste?

Da piccolo mi aveva impressionato.

Anzi, ne conosco anche un'altra versione.

Racconta che non sia stata la principessa a buttarsi giù dalla torre,

ma la sorella a spingerla, perché era invidiosa e segretamente innamorata del

principe. Beh, noi non abbiamo una sorella, ma una cugina.

Pensi ad Arianna?

È solo una mia suggestione.

Però le suggestioni in tribunale non valgono.

Mi scusi Gino, mi sono persa, stavo cercando il bagno.

Ma compagno.

Tutto bene?

È successo qualcosa?

È stata colpa mia.

Che cosa?

Non dovevo lasciarla sola.

Mi aveva chiesto di farle compagnia fino all'inizio della cerimonia, ma c'erano

ancora tante cose da fare.

È stata una maledizione.

Gino, senta, non è colpa sua.

Se aveva chiesto al custode di restare con lei, forse temeva qualcosa o

qualcuno. Ma perché chiedere protezione a Gino?

Aveva a disposizione l'uomo che stava per sposare.

Magari aveva paura proprio di lui.

La sua reazione alla morte di Manila è stata rabbiosa più che dolorata.

Beh, se mi viene in mente qualcosa che possa aiutarvi, vi chiamo.

Grazie. E tu ogni tanto fatti sentire.

Vale anche per te.

D'accordo.

Non lo so, credo che ci sia qualcosa di morboso in quella famiglia. Non solo fra

i fratelli Manzetti, ma anche tra Manila e la cugina.

Pensi alla seconda versione della leggenda?

Era Rianna che aveva introdotto Manila nell'azienda.

L'invidia ci sta.

Ti autorizzo una perquisizione? Sì.

Ecco qua.

Ecco qua le insalatine.

Leggere oggi il pranzo, eh? Grazie, Cosimo.

Senti, perché non rimani un po' qui con noi?

Grazie. Scusi, un bicchiere.

Arrivo. E magari ci racconti qualcosa dei fratelli Manzetti.

Invita a cena con l'inganno.

Mi costringe a fare l'informatore.

Sono testimone, eh? Ecco il bicchiere. Grazie.

Comunque ci dà voce che Marco vivesse male il matrimonio di lei col fratello.

Solo questo.

Satisfatta? Sì.

Chi è?

Cosa volete ancora?

Abbiamo un decreto di perquisizione.

È questa la stanza di Manila.

Questa?

Ti dice qualcosa?

Erano i genitori di Manila.

È stata la tua cugina a ritagliarla?

Io no, di certo.

Sai perché l'ha fatto?

Non ne ho idea. Mentre giocate la caccia al tesoro posso andare a farmi una

doccia.

Prego. Grazie.

Fino.

Sono diventato così vecchio e non mi riconosci?

Lapo.

Felice di vederti, Fosca.

Quanto tempo è passato? Vent'anni.

Sei ancora più bella, lo sai.

Cosa sei venuto a fare? Cosa ci fai qui?

Non trattarmi da nemico, sono venuto in pace.

È che non mi fido di te.

E' stato sempre questo il tuo errore.

Senti, te lo chiedo un'altra volta che cosa sei venuto a fare.

Tu c'hai qualcosa che gli è mio?

Cioè, secondo te mio padre avrebbe trasferito al tuo l'intera proprietà di

questo casale?

Eh, mica secondo me, secondo quello che il tuo babbo ha scritto in quell'atto.

Scoperto circa un mese fa, quando mio padre è morto all'improvviso.

Mi dispiace.

A me no.

Comunque, era fra le sue carte, io...

Non ho idea del perché mio padre non abbia mai preso possesso di questo

posto, però la cosa buffa sai qual è?

Che essendo io l'unico erede, il tuo casale adesso è mio.

Stai scherzando?

No, guarda, sinceramente io avrei voluto ereditare qualcos'altro, però è andata

così.

Io lo sai, non ho mai amato mio padre, né tantomeno questi luoghi, quindi di

tutto questo non so che farmene.

Appena posso, piglio e vendo tutto.

Beh, io non credo.

Non me ne andrò mai da qui. Abbiamo sempre creduto cose diverse io e te.

Voglio vederci chiaro. Giusto?

Mi trovi al Bed and Breakfast in via Petrarca.

Se mi vieni a trovare, si brinda vecchi tempi. È stato bello vederci.

Visto che il tesoro non l'avete trovato, potremmo anche chiuderla qui, che dite?

Sempre che hai finito di puntarmi le sette.

No, no, è che non riesco a capire cosa c'è scritto sotto il tatuaggio del

bantone. C'è scritto knock out.

Con tanto vuoi vedere di più.

Ascolta Bellina, fai poco la spiritosa.

Sappiamo che ha mandato un tizio all'ospedale e che ha sbattuto Manina

contro il muro.

Me l'ha detto Marco?

Perché non è vero.

Allora?

Da quando si era innamorata di Fabrizio, Manila si dava a riede al padrone.

Con me era diventata super moralista, mi criticavano tutta.

Sì, è vero.

Litigavamo spesso e l'ho sbattuta al muro.

Ma era Marco che non voleva che si sposassero, non io.

Era geloso?

Forse.

Ma soprattutto aveva paura di rubassero il posto in azienda.

Fabrizio non ha mai stimato suo fratello.

E Manila aveva ambizioni da manager.

Sposando Fabrizio avrebbe potuto sostituirsi a Marco in azienda.

E te cosa pensi di Marco?

Che gli garbano le donne.

Parecchie.

E dei due che dovevano suonare in matrimonio che sai?

Li ho visti suonare in piazza e gli ho offerto una cena.

Erano bravi.

Musicisti di strada, poi soldi ma... Liberi di fare quello che gli va.

Vieni, vieni, che ti do una cosa e ti piace tanto.

Eh, lo so io che cosa ti piace a te. Guarda un pochino che ti do.

Guarda un pochino. L'anno 2001, il giorno 22 del mese di febbraio, dinanzi

a me, dottor Lemmi, notario istritto del Collegio Notarile di Arezzo, l'avvocato

Carlo Innocenti dichiara di donare al conte ad Alberto Bruno Fineschi l

'immobile sito in Arezzo, Contrada del Colle, numero 10.

Secondo te è valido quest'atto?

Non lo so.

Quello che c'è scritto è che devo cedere tutto all'apo, che se rifà vivo dopo

vent'anni.

Mi ha chiesto l'apo che giorno mi sta sulle palle.

Rispondi o no?

È il figlio di un amico di mio padre, il conte Fineschi.

Ah.

E com'è che lo conosci così?

Eravamo amici quando eravamo bambini e ho avuto una storia a Firenze all

'università.

Bene. E com'è che non me l'avevi mai detto?

Come amico mi hai sempre parlato di tutto.

Forse perché non era una cosa importante.

O forse lo era troppo.

Cosimo, ti prego, non ti ci mettere anche tu. Il problema non è l'apo, il

problema è il casale.

Vabbè, sto scherzando, Fosca. Beh, non fanno ridere le tue battute.

Oh, Fosca, dimmi.

Ecco. Ecco dov'era il tuo babbo nel febbraio del 2001 in crociera.

E come fai a sapere che era febbraio 2001?

Perché c'è scritto dietro dalla fotografia, girala, guarda.

Posso? Sì.

Scusami, ma questo non è il dottor Fontana?

Sì, è vero, proprio lui.

Eh sì, l'è lui!

Io me la ricordo sì, quella crociera.

Con vent'anni di meno sulla croppa.

Dei tempi.

La sera che il tuo babbo ha promesso il casale a Conte Fineschi, la nave stava

per approdare a Rio de Janeiro.

12 febbraio del 2001.

Che serata.

Al tuo babbo piaceva giocare a povera.

Lo sapevi, no?

Sì, ma giocava per divertirsi.

Al tavolo verde sulla nave eravamo un quattro.

Io, il tuo babbo, il conte Fineschi e un crocerista inglese.

Il tuo babbo è rilanciato. Io e il crocerista siamo andati via.

Il conte Fineschi è rilanciato a sua volta. Poi ancora il tuo babbo. È finita

poker d'assi contro Scala Reale.

Il tuo babbo ha perso il casale.

Fosca, quanto può capitare nella vita?

Una volta su un milione, capitava a me, mi sarei giocato il casale anch'io.

Mi dispiace.

Saresti disposto a testimoniare?

Sembrano chiari d'accordo, ma non capisco perché.

Perché i debiti di gioco in Italia non sono legalmente riconosciuti e il

documento non è valido.

I genitori di Maniera sono morti sul colpo schiantandosi contro un tir.

Ma perché ha tagliato le loro teste dalla foto? Che senso ha?

Ha ritagliato un tondo.

I visi dei genitori saranno diventati un piccolo cerchio.

Ma certo.

Ma certo cosa, capo?

Che io ho fatto la stessa cosa.

Quando mio padre è morto...

Ho ritagliato il suo viso da una foto per metterlo all'interno di un

medaglione che mia madre mi aveva regalato. Però a casa di Manila non

abbiamo trovato nessun medaglione e con Pino abbiamo cercato dappertutto.

Ok, il medaglione non si trova, ma l'autopsia ci dice che le è stato

strappato qualcosa dal collo. Ah, a proposito, dottoressa, è arrivato il

test di paternità sul feto.

Convocate Fabrizio Manzetti.

Giulia.

Rosa sta passando un momento difficile.

Secondo me dovresti starle vicino.

Va bene.

Se posso, capo, anche te però non mi sembri del solito umore.

Un problema alla volta.

O Alice, bellina, e c'hai seta anche te?

Ecco di qua.

Guarda, guarda Alice.

Vieni qua, bellina, vieni.

Vice, io a bottega.

Va bene. Oh, per questa sera vi ho preparato la scottiglia di vitello.

Leggerino, insomma, no?

Senti, vice, ma... A te questo lapo ti carbo o no?

Sta tranquillo, Cosimo. Che nel cuore di Fosca ci sei solo te.

Speriamo piuttosto non si perda il casale.

Speriamo.

E comunque a me quell'apo non mi garba.

Se hai bisogno di qualcosa chiamami.

Va bene, va bene.

Eccoci qua.

L'ho regalato a Manila un paio di mesi fa durante una gita a Firenze.

Sembrerebbe prezioso.

È un portaritratto, è un orozecchino di epoca vittoriana.

Le piaceva tanto.

Voleva trovare una catenina o qualcosa in stile per indossarlo come una

collana, ma poi non mi ha più detto nulla.

Le posso chiedere il valore?

10.000 euro.

Perché? È importante?

Beh, lo sarebbe stato se l'avesse avuto con lei al castello.

Non credo.

Dottoressa, avete avuto l'esito del test di paternità?

Sì, anche per questo l'ho chiamata.

Allora? Il figlio che aspettava Manilla non... Non è suo, mi dispiace.

Mi scusi, io glielo devo chiedere, ma non... No.

Non ho mai pensato che potesse tradirmi.

E adesso che lo sa non le viene in mente nessuno?

Preferisco non pensarci.

Mi faccia sapere, dottoressa. Certo.

Questa è davvero incazzata. Niente parolacce.

Sono 20 euro di multa. 20 euro?

Scherzo.

State controllando il profilo social di Marco Manzetti?

Sì, capo.

Tipica foto da piacione.

C'è chi piace il genere.

In effetti sono in tante. Le prende e le lascia di continuo. Una però l'ha

riempito di insulti accusandolo di averla tradita con un'altra che gli

aveva presentato lei.

E lei come si chiama?

Si firma con un nickname, la schivata.

Non mi dice niente. Nemmeno a me.

Beh, è pugilato, la schivata. È un movimento per evitare i colpi all

'avversario. E visto che Arianna se l'ha colpungibile... Bravo, Pino.

La schivata potrebbe essere lei.

E Manila, quella con cui Marco Monzetti l'ha tradita.

Rintracciatemi Arianna. Ok, capo.

Pronto? Andiamo. Sì, Gino, veniamo subito da lei. Subito.

Grazie, Gino.

Vi ho chiamate per mostrarvi una cosa.

Venite.

Ecco.

Guardate.

Sono occhi che se li fissi ti incantano.

Una malinconia ammaliante, contagiosa.

Io credo che Manila sia stata stregata dagli occhi della principessa.

D'accordo Gina, però se lei davvero ci vuole aiutare, ci deve raccontare

qualcosa di concreto.

Quel nastro grigio è di velluto.

Sì.

E Manila aveva un medaglione così?

Sì, e mi aveva chiesto di procurarle un nastro come questo.

E gliel'ha procurato?

Certo.

Dunque lei ha visto il medaglione?

No, Manila voleva che fosse una sorpresa per la cerimonia.

Gino, si sente male?

A casa c'ho lo spray.

Venga, andiamo.

Hai mai pensato di farti rossa?

Mi vedi rossa?

Perché no?

Il cellulare è muto e a casa non c'è.

Strano. Buongiorno.

Scusi signora, sa se Arianna Mancini è in casa?

E voi chi siete?

Polizia.

E il tesserino?

Pensavo di venire io da voi.

Arianna è sparita così all'improvviso senza dirmi niente. E in tanti anni che

siamo vicine di casa non era mai successo.

Volete salire un attimo?

Grazie. Faccio entrare un po' d'aria.

Ecco, l'ho trovato.

Grazie.

Soffri spesso d'asmo?

No.

Solo quando c'è qualcosa che mi opprime.

Che cosa le opprime?

Prego.

Non ho salvato la sposa.

Mi ascolti Gino, se vuole veramente rendere giustizia a Manila, non pensi

alle colpe, alle maledizioni, ma ci dica tutto quello che ricorda circa l

'omicidio.

I due musicisti che hanno trovato il corpo, chi è venuto prima da lei?

La ragazza.

Era molto agitata, ma stento riusciva a parlare.

Poi mi ha portato sotto al balcone e diceva al suo compagno. Ma appena sono

arrivato, sono andati via tutti e due.

Le è sembrato strano?

Non era facile sopportare la vista di quel corpo sbattuto per terra.

Chiamo Fabbro?

Ma quale Fabbro?

Posso provare io?

Controlla in camera.

Sì.

C'è qualcuno?

L'avete trovata?

Qui nessuno, lì?

Volevo dirvi, negli ultimi tempi lei e Manila discutevano tantissimo e Arianna

le diceva delle cose bruttissime.

Tipo? Insomma, si sa, no? Che al giorno d'oggi i giovani parlano male. E anche

le femmine. Non ci scandalizziamo.

Le diceva brutta troia.

Tana, come cazzo ti è venuto in mente di scoparti anche suo fratello?

Diceva così.

E Manila?

Stava zitta.

È lacca per i capelli.

Ecco l'odore che sentivo l'altra volta.

Io continuo a non sentire nulla.

La dottoressa ha ragione.

I mobili del castello sono molto antichi e noi usiamo una soluzione contro le

termite che contiene anche lacca per i capelli.

Complimenti per l'olfatto.

Eredità di mio padre.

Purtroppo me ne ha lasciate anche altre.

Cioè, tu vivi a Berlino, sei nobile e sei pure artista.

Falo scultore.

Che figata.

Io dovevo andare a New York e poi non si è fatto più nulla.

Sono sempre inchiodata qui.

E per di più il mio capo, da quando ho traslocato al casale della Suganza,

viene solo quando io garbo.

Dov'è questo casale?

È in campagna, alla contrada del colle.

La conosci?

E come?

Oh, Fosca, scusa.

È che il nipotino stanotte mi ha fatto dormire.

Ah.

Allora, a che devo questa visita?

Beh, non lo so, ma hai chiamato tu.

Ah, è vero.

Scusa.

Ho ripetuto i test per avere conferma che il padre del bambino della vittima

non era il futuro sposo.

E dal test di DNA avuncolare mi sono reso conto...

Che c'è una compatibilità genetica col fratello.

Il fratello di futuro sposo.

Quindi il padre potrebbe essere Marco Manzetti?

Non è sicuro, ma è possibile.

Vuoi che ti spieghi come funziona il DNA avuncolare? No, magari un'altra volta.

Che ci fai qui?

Ho preso un caffè all'enoteca qui accanto.

Mi sei fatto due chiacchiere con la barista.

Molto presa dal suo capo.

Si chiama Cosimo, giusto?

Senti, resta fuori della mia vita, è chiaro? Il tempo di mettere in vendita

il casale è riparto per Berlino.

Il casale resterà a me.

Il nostro paese non riconosce i debiti di gioco.

Di cosa stai parlando?

Vuoi lasciare?

Vuoi lasciare?

Vuoi lasciare?

Al netto delle fantasie di Gino, comunque Manila aveva con sé il

medaglione, che però non è stato trovato né al castello, né tantomeno nel suo

appartamento e tantomeno sul corpo del cadavere. Abbassa la voce.

Perché?

Dorme un sonno agitato. Ecco, vedi?

Ma chi è che deve dormire un po'? Rosa.

Ha scoperto che il marito la tradisce.

Ah, mi dispiace.

E come l'ha presa?

Decisamente male.

Comunque, tornando a noi, l'autopsia sul corpo di Manila parla di una lacerazione

sul collo compatibile con uno strappo violento. Ma quanto vale questo

medaglione?

Diecimila euro.

Che al mercato nero diventano circa la metà.

Beh, ma questo è un buon movente però, eh.

E i due musicisti sono gli unici a cui 5.000 euro potrebbero far comodo. L

'importante è scoprire anche perché c'era questo rapporto così strano fra

Marco, Fabrizio, Arianna e Manile.

Dottoressa? Sì? Arianna è scomparsa?

Non ho idea di dove possa essere finita.

Comunque, sì.

La schivata Arianna, con cui ho avuto una relazione appena l'ho assunta in

azienda.

È un classico.

Cosa stai insinuando?

È stata lei a provarci.

Diceva di essersi innamorata di me a prima vista.

Si sieda.

Si è sentito molestato?

Ma no, che c'entra. A me piaceva Arianna, solo che non ero innamorato.

Per questo l'ho lasciata.

Mi è sembrato onesto.

Arianna non la pensa così.

Lei sostiene che è stata lasciata per un'altra. E io penso che creda che sia

sua cugina Manila.

Ma è assurdo.

Manila era la fidanzata di mio fratello. Io non avrei mai potuto avere una

relazione con lei.

Il suo DNA è compatibile con quello del bimbo che aspettava Manila.

Lo ha stabilito il test avuncolare.

E allora?

Compatibile non vuol dire che il padre sia io.

Ho l'autorizzazione del magistrato per poterle fare il test di paternità.

Quando Arianna mi ha presentato Manila, per me è stato un colpo di fulmine.

Lei preferiva mio fratello, ma poi... è successo.

E della gravidanza, ve lo giuro, non sapevo niente.

E Arianna lo sapeva?

Non lo so.

Lo chiedo a lei.

Peccato che, come le ho detto prima, è scomparsa.

Non lo uccise io.

Grazie.

La sera prima dell'omicidio al castello avete notato qualcosa di strano?

No.

Strano non direi.

Però ad un certo punto mentre si cenava tutti insieme sono usciti fuori Manila e

Marco per fumare una sigaretta e poi è uscita anche Arianna.

E lo sposo?

Fabrizio ha detto che aveva bevuto troppo e mi è andato in camera sua.

E poi?

Poi niente, poi siamo andati a dormire anche noi.

Sì.

Però la mattina dopo a colazione sembravano tutti molto tesi. Sì, è vero.

E avete per caso visto un medaglione?

No. No, no, no.

Non mi sembra che Manila avesse nessun medaglione. Sicuri?

Sì. Se ce l'aveva noi non l'abbiamo visto. Ragazzi.

Io le foto ve le do gratis, però quando suonerete a San Francisco voglio il

biglietto in tribuna via.

Ah, andrete a San Francisco?

Sì, ma non a suonare, cioè per il momento da turisti. No, è che Greta sa

che ci piace la West Coast, quindi ci prende un po' per il culo, vero Greta?

Greta sarei io.

Vabbè, noi si va.

Ciao.

Hai mai fatto da modella?

Agente scelto Giulia De Falco.

Piacere. Ti va di venire con me in un bel posto?

Marco Manzetti ha sentito il bisogno di dirti che non era stato lui ad uccidere

Manile? Anche se tu non gliel'avevi chiesto?

Esatto.

Scusazio non petita, accusazio manifesta. Voglio dire, se uno si scusa,

anche se nessuno gliel'ha chiesto, in qualche modo si accusa da solo.

E poi Manzetti aveva paura di essere fatto fuori dall'azienda di famiglia.

Sia che il fratello sposasse Manila. Sia che Manila rinunciasse al matrimonio

confessando il tradimento allo sposo. E nel momento del delitto era da solo in

stanza, quindi non ha un alibi. Non ha un alibi e invece è un possibile

movente. E la stessa cosa vale per Arianna, che per di più è sparita.

Altro che principessa triste.

Manila era al centro di un intrigo familiare decisamente morboso.

Vizi privati, pubblico e virtù.

Tipico delle città di provincia, eh? Non lo so, io vivo in campagna.

E certo, in un magnifico casale accanto a chi ti ama.

Beata te, Fosca.

Lo stavo per perdere.

Cosa? Il casale. Per fortuna l'Italia non riconosce legalmente i debiti di

gioco. No, scusa.

Fammi capire.

Ti sei giocata il casale a poker?

È una lunga storia.

Ma io adoro le lunghe storie.

Raccontami tutto.

Arianna Mancini, nata a Firenze nel 1997.

Sì, vi invio il profilo e un paio di foto.

Ok, grazie.

Ho sbagliato qualcosa?

No, no, no.

Però secondo me, rossa saresti più sexy.

Non è che ti stai fissando?

Rossa, biondo o nera, volevo dirti che sono contento di lavorare con te.

Sei brava.

Grazie. Ma il capo dov'è?

È dovuta passare un attimo in un'oteca.

Era di pessimo umore.

Ecco a voi.

È perfettamente legale.

Ma com'è possibile, scusa? I debiti di gioco in Italia non sono... Me l'ha

assicurato la Perego. A parte che giocare d'azzardo su una nave fuori dal

bacino del Mediterraneo non è illegale.

L'atto di donazione è valido, anche se mio padre ha perso il potere giocando a

poker.

L'unica cosa che posso fare è ricomprare il casale da Lapo.

Ti piace qui?

Beh, è un posto da arricchio.

È bello lo stesso?

Sì.

Non ho mai fotografato una sbirra.

Ah.

Quindi io sarei la tua prima volta.

Sempre una prima volta, no?

Allora mi fa da modella?

Io potrei farti anche da modella, però mi devi dire qualcosa in più su Pat e

Mary.

Non è che li conosca così bene, però sembra divertente.

Interroga me.

Due musicisti di strada che si possono permettere un mese in California.

O sono ricchi di famiglia, o sono eccezionali.

O sono giovani e incoscienti quanto basta.

Perché parliamo di loro e non di noi?

Perché c'è già un noi.

Certo.

Per fotografarti dovrò rubarti l'anima.

Magari potrei essere io a rubarla a te, no?

Non ci posso credere, zia Vincenza, l'hai messa in rubrica come zia

Vincenza! Ma tu non hai nessun rispetto per i morti, ma neanche per i vivi! Lei

ha riciclato la prima poesia con cui mi hai conquistato prima che ti venisse

questa panza! Sono vent'anni che ti accudisco! Vent'anni che tutte le

mattine devo chiudere il tappo del tubetto del dentifricio! Io non ti ho

mai tradito, te lo giuro! C'è un video che ti inchioda! Quale video?

Mannaggia, vattene!

Arrivederci.

Basta così.

Vai su.

Benvenuta. Ciao.

Questo è il mio regno.

Bello.

Metto uno di questi?

Voglio fotografarti così come sei.

Tranquilla, non mordo, eh?

Sei bellissima.

Chiudi le braccia.

Vieni.

Fammi vedere la poliziotta.

Un profilo.

A me.

Regalami un sorriso.

Eccolo.

Bene. Adesso sfogliati.

Che è successo?

Niente, una cosa di lavoro, scusami.

No, lo so che...

Gli orari nel tuo lavoro sono un'opzione.

Gino, che succede?

Lo dicevo, è una maledizione.

Venga, venga.

Stanotte si sente anche da fuori.

Cosa?

L'odore della lacca per i capelli.

Prego.

Ho sentito dei rumori e sono uscito in giardino per controllare.

Qualcuno è sboccato dal buio e mi ha dato un pugno qua sull'occhio.

Io credo di essere svenuto.

Poi quando mi sono ripreso sono venuto qui.

Il ritratto della principessa non ce l'ha più.

Ha visto l'aggressore? No, assolutamente no.

E hanno rubato qualcos'altro?

Nulla, nulla.

Io credo che la principessa mi abbia voluto punire perché non ho saputo

difendere Manila.

Senta Gino, i fantasmi non esistono.

Chiunque abbia fatto questa cosa era una persona in carne ed ossa.

Ho capito, lei sta pensando che a forza di stare chiuso qui dentro io confonda i

sogni con la realtà.

Beh, io a lei la vedo, stiamo parlando, no?

E la principessa se n'è andata.

Gino, cerchi di riposare.

Domani ci vediamo al commissariato per la denuncia.

Vedrà che troveremo una spiegazione.

Se la sente di stare da solo?

Ci sono abituato.

Bene.

Cleo, l'accompagno. Grazie.

Senti, ma cos'è che ti hanno detto esattamente Pat e Mary?

Non ci credo.

Ma sei un mostro.

Abbiamo appena finito di fare l'amore e già mi usi come informatrice.

Io sto bene con te, ma ricorda che sono sempre una poliziotta.

Va bene, poliziotta. Cominciamo.

Allora, Pat e Mary hanno bisogno di 4.000 euro per la California.

E...

E Mary mi ha chiesto se conosco qualcuno disposto ad acquistare degli oggetti di

lusso.

Senza fare troppe domande.

Un rigattiere compiacente.

Non lo so se si dice così, comunque io non conosco nessuno.

Ma io sì. E mi deve anche un favore.

Quindi facciamo così.

Io ti dico il nome e il recapito del rigattiere e te lo dai a loro.

Agli ordini.

E tu?

Che cosa mi dai?

Come hai

potuto

farmi una cosa del genere, papà?

La colazione è bella e pronta e Cosimo ti sta aspettando.

Cittina mia.

La verità è che nella vita non ci sono né santi né eroi. E il tuo babbo non

faceva di certa eccezione.

Sì, ma sei giocato la mia eredità a poker.

Te ne rendi conto? Me ne rendo conto sì.

Però, a parte tutte le subischierate, a te ti volevano gran bene.

Miscio che sono preoccupata.

E non solo per il casale.

Allora Fosca, il passato è passato, ora pensa a Cosimo te. Via.

Forza. Via.

Buongiorno.

Grazie.

Come è andata la notte tutta sola?

Ho tenuto compagnia a Rita.

Era il suo primo turno di notte.

Brava. Però è tuo marito che dovrebbe dormire fuori casa, non te.

Lo so, lo so. Dammi tempo.

Piuttosto. Che c'è?

Come è andata la tua di nottata?

Meravigliosamente bene.

Che ti devo dire, Rosa?

La più bella notte di sempre.

Posso indagare? No.

Ma lo dico solo per scaramanzia.

Un po' di fortuna ci vorrebbe per tutte.

Eh sì.

Hai visto, Fosca?

Cosa possiamo fare per aiutarla a recuperare il casale?

Anch'io vorrei tanto aiutarla, ma di soldi ce n'ho pochini.

Ecco, i nostri risparmi potremmo riscattare il pollaio.

Il capo è forte.

Secondo me alla fine vince lei.

Ehi!

Me li ha portati Pino, ma avevo già fatto colazione.

Grazie.

Carino Pino, eh?

Secondo me gli piaci.

Buongiorno. Buongiorno.

Oggi niente pene d'amore, eh?

Scusatemi, ma non ho fatto colazione.

Notizie del casale?

No.

Qualcosa mi inventerò.

Capo, se possiamo aiutarti... Noi ci siamo.

Grazie ragazzi, vi voglio bene.

Novità sui musicisti?

Che sognano la California e gli servono 4000 euro per andarci. Più o meno il

prezzo del medaglione di Manila. Va bene, stagli addosso. Ho già un piano,

capo. Bene.

Hanno localizzato lo smartphone di Arianna. Il segnale arriva da un punto

della strada del Sorbo vicino al castello.

Ok. Ok.

Lo scooter risulta intestato da Arianna Mancini.

Ci pensiamo noi, grazie.

Lo apro? Certo.

Sono quattromila.

Fermi, polizia!

Fermi!

Fermi, polizia! Rendetevi!

È la stessa maglietta che indossava quando l'ho vista al castello.

Forse c'è uscita di casa e poi l'hanno uccisa.

Al momento però non abbiamo nessun cadavere. Potrebbero averlo seppellito,

bruciato, fatto sparire.

Sì, ma perché mettere i panni nello zaino?

E poi perché spogliarla?

E che cosa c'entra con l'omicidio della cugina?

Esistono anche le coincidenze.

Oppure non è morta ma ha voluto farcelo credere.

Per evitare di essere incolpata dell'omicidio di Manila.

Portate tutto alla scientifica.

Quel medaglione non l'avevamo mai visto prima, ve lo giuro.

Io te l'avevo detto di non farlo.

Sì, però di fare il viaggetto in California non ti dispiaceva. Sei stata

te a chiedere del rigattiero, no Mary? Te ti sei fidato di quella stronza di

Greta. Va bene, basta così ragazzi.

Noi abbiamo solamente trovato il corpo, ma non l'abbiamo uccisa, va bene?

Va bene, prendo atto della vostra dichiarazione.

Il fatto è che avete strappato dal colo della vittima il medaglione e poi lo

volevate vendere.

Risponderete di furto, ricettazione e resistenza pubblico ufficiale.

Dovete stare a disposizione e non andare via dalla città.

Potete andare.

Che pensi?

Che dicono la verità.

Ma... E tu come stai? Ti hanno già sfrattato dal casale? Quasi. L'Apolo

vuole vendere al miglior offerente.

E beh, non potresti essere tu, scusa?

Mi piacerebbe molto.

Ma costa troppi soldi.

Fosca, se vuoi, io posso darti una mano.

Grazie.

Buona giornata. Ciao Giuliana.

Tieni Ali, un dolcino anche per te, vai.

Brava, brava.

Buonanotte, buonanotte cittini miei.

Notte bice. Buonanotte bice.

Peccato che dobbiamo andare.

Io non me ne vado.

Oh, Fosca, ti ha tutte le ragioni del mondo, ma se la donazione è valida, c'è

poco da fare.

Poi non mi sembra che il tuo amico sia così propenso a rinunciare all'eredità,

no? Ma poi perché dovrebbe farlo, scusa?

Non lo so.

Ma poi all'apo fondamentalmente non gliene frega nulla di questo Casale.

Lui è un artista, è un giramondo.

Nobile e pure artista.

Beh, è uno scultore.

Lavora il ferro e il bronzo con la fiamma ossidrica.

Per essere stata una sorellina mi sembra che la conosci abbastanza bene.

Cosimo, ti prego, non fare così.

Ho bisogno che mi stai vicino.

Io starò vicino a te cercando di non pensare a lui. Ci provo.

È difficile, ma ci provo.

andiamo Alice almeno che vieni

vieni

Ali l'avvocato continua a dirmi che il lato è

valido e il casale è mio

Sisa! In questo circondario! Vieni qui, me l'ho finito!

Ma calmati!

Non ci metti più piede!

Portati via queste scarpe inutili come te!

Uomo inutile di odio!

Che c'è da guardare?

È troppo presto?

No, no, no, aperto adesso.

Prego.

Che ti do?

Che mi fa un caffè doppio e un goccio di grappa bariata, per favore.

Ce l'hai bariata?

Del caffè e buona resta.

C'è mia la ragazza bionda.

Ah, sei già stato lì?

Quindi tu sei Cosimo.

E ti sei l'amo.

Immagino che Fosca ti abbia parlato di noi.

Non esiste nessun noi.

Mi ha detto della sorellina che avete avuto.

E del casale.

Che non ti darà mai.

Magari.

Magari fosse stata una storiellina.

La verità è che gli è stata una grande storia d'amore.

La passione travolgente.

Stai vicino a mio nonno Lavo? No.

Chi sembra vento raccoglie tempesta.

Filosofo.

Quant'è che ti devo per questo caffè?

Una frase.

Troppo gentile.

Per voi ragazze è più facile.

Se fate sesso con qualcuno significa che siete innamorate.

No, aspetta, ma dici sul serio?

Eh certo. Per voi sesso e amore sono la stessa cosa. Siete romantiche.

Dico bene il rito.

Le donne non sono tutte uguali.

Buongiorno. Buongiorno. Ciao capo.

Ho sfrattato mio marito. L'ho cacciato di casa.

Finalmente. Se si presenta in commissariato lo denunciamo per

stalking. Ci siamo.

È arrivato il rapporto della scientifica.

Leggi?

Il sangue rinvenuto sulla maglietta all'analisi del DNA risulta appartenere

ad un individuo di sesso femminile.

Potrebbe essere quello di Arianna.

Continua.

Nella trama del tessuto dei jeans hanno rilevato la presenza di copolimero di

polivinilpirrolidone, di colla vinilica e di cloruro di benzalconio.

È un po' difficile da capire.

Qui dicono che sono i componenti abituali delle lacche.

Lacca per i capelli?

Esatto. E sembra che si usino anche per favorire l'essiccazione dei fiori.

Mia madre lo usò per le rose del suo bouquet.

Non c'è un minuto da perdere.

Andiamo.

Attenti, eh.

Siedersela, santo anch'io.

Eccolo, capo.

Arianna.

Sei tranquilla. Ti libero.

Ecco. Dai, tirati su.

Tranquilla, è tutto finito.

Guardami, è tutto finito.

Ecco qua, respira, respira.

Delitto di gelosia al castello dei Marchesi Buratti.

Maggior Tomo sorprende la moglie a letto col cuoco.

Uccide entrambi, poi si impicca.

Lascia un figlio di dieci anni.

Mi ha chiamato per dirmi se volevo riprendere il vestito da sposa di mia

cucina.

Ci tenevo a che lo avessi io.

E ti ha accettato?

Al telefono era gentile.

Poi ne so, è vecchio.

Mi ha detto che si sentiva solo, mi ha fatto pena.

Quando sono arrivata mi ha offerto subito una tisana.

E poi ha cominciato a parlare di suo padre, che aveva ammazzato sua madre.

E che poi sarà ammazzato, sarà impiccato.

Ma si vedeva che stava delirando.

Non lo so, era strano, mi ha fatto paura.

Scusa, come ha fatto a legarti, a imbavagliarti, poi a spogliarti?

Ti fai pugilato, sei forte.

Aveva messo qualcosa dentro l'atisono.

Una droga, un sonnifero, non lo so. Ma io mi sentivo sempre più debole.

Infatti mi ricordo che mi sono alzata per andarmene, ma lui mi tratteneva.

E allora io con le ultime forze gli ho dato un pugno.

E poi non mi ricordo più niente.

Mi ricordo solo che mi sono svegliata legata al letto con questo vestito

addosso. Tranquilla, ci siamo noi adesso.

È questa.

Apra la porta!

Apra!

Apra per favore, apra la porta!

Sappiamo che qui dentro non peggiori la sua situazione. Apra la porta!

Calmati, è tutto passato.

Dai.

C'ero lì. Sì.

Dov'è?

Gino!

Gino, ti prego, non farlo!

No, non ti muovere!

Gino!

Non fare pazzia, ti prego!

Ascoltami Gino, questa non è la storia della tua famiglia.

Manila non è tua madre.

E tu non sei tuo padre.

Non ti sentire in colpa, ti prego.

Scendi da lì e parliamo.

Sono un mostro!

Non è colpa tua, credimi.

Gino, ti prego.

Vieni da lì e parliamo.

Sei stato troppo solo in questo castello.

Quella mattina, quando andai nella sua stanza, Manila stava scrivendo una

lettera.

Mi ha visto e mi ha detto di sospendere tutto.

Si era tolta l'abito da sposa.

Aveva addosso la vestaglia.

Mi ha detto che non poteva più sposarsi perché... Ho tradito il mio fidanzato e

ora sono incinta.

Era incinta di un altro.

tradiva l'uomo che doveva sposare, capite?

Gli ho dato uno schiaffo, poi un altro e un altro.

Tentava di scappare, io l'ho bloccato e l'ho buttato sul letto, però si dimenava

e urlava, urlava, urlava.

Gli ho messo un cruscino sulla faccia e ho premuto, ho premuto, ho premuto.

Fino a quando... non ha smesso di

urlare.

Poi gli ho tolto la vestaglia, l'ho portata sul balcone

e l'ho lasciata cadere.

Come la principessa.

E Arianna perché l'ha rapita?

Sarà la principessa a volerlo.

Ma ha anche ordinato di buttare il motorino nel fosso e di sporcare di

sangue la maglietta.

La principessa.

Sono un po' stanco.

Va bene, grazie Gino.

Ma in cella starò da solo.

Oh Cosimo, vi ho preparato il castagnaccio, quello con la farina dolce

che alla tua Foschina gli piace un bel po'. Quello piace anche a me, è buono.

Io invece l'ho preparato l'aperitivo, ma Fosca ancora non è arrivata.

Eh, si sarà attardata un pochino al lavoro, lo sai com'è fatta, eh.

Ma vedrai che da un momento all'altro arriva.

Ma perché fai con questa faccia?

C'è qualcosa che non va a bici.

Se lo dico io.

La vita è sempre pronta a cancellare ogni nostra certezza. Basta un soffio di

vento e cambia ogni cosa.

La stanza numero 4 è lì.

Grazie. Basta una mano di poker e perdi tutto quello che hai sempre amato.

Senti la felicità fuggire via e non sai come fermarla.

Aspetta a vendere il casale.

Non buttarmi fuori così.

Certo.

Per un momento resta.

Anzi, l'estate.

Detto se felice con Cosimo.

Ce l'hai ancora?

Ogni volta che ci passo sopra quel dito mi ricordo di te.

I conti col passato non si chiudono mai.

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.