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Zulu
Porta da quel tavolo. A
lei
la vernaccia di San Gimignano.
Eccomi.
Amore, sì, ho capito. Guarda, Fedina come pegno d'amore.
Ma che ti serve? Tanto lo sai che ti amo.
Come quanto ti amo? Come tutto il mare della Sicilia.
Ricapitolando, stavate lasciando la città sui camper in cui vivete.
Vi hanno fermati per un controllo e vi hanno trovato con 200 grammi da shish.
Ora però, duetti di fumo non si trovano per terra.
Da chi l'avete comprato?
Non ci ha detto il nome.
Il fumo era solo per noi, una scorta per le vacanze.
I nostri non lo sanno che fumiamo.
Non sono la mamma e il babbo il problema.
Con 200 grammi il giudice può darvi spaccio e traffico di stupefacenti. Il
giudice? Certo.
Quindi ora ripeto la domanda.
Chi vi ha venduto la droga?
Come volete.
Intanto verrete denunciati.
Vi tratterremo in commissariato il tempo necessario per l'identificazione.
Il GIP ha già disposto le misure cautelari per l'obbligo di dimora e di
firma. Ora l'agente vi porta in camera di sicurezza.
Prego, seguitemi.
Agente, ma che ci dobbiamo restare anche la notte?
Direi di sì.
C'entra la fedina, io ti amo come un cielo di stelle sopra l'isola.
Adesso però ti devo lasciare.
A me, bacio, bacetti.
Capo? Sì? Ci sono due che vogliono parlare con lei per denunciare una
persona scomparsa.
Fagli entrare.
Prego, entrate.
Buongiorno. Buongiorno.
Alberto Morucci.
Vicequestore Innocenti.
Francesco Rossi, proprietario del CEP. Salve.
Proprietario, la proprietaria in realtà è mia moglie Oriana.
Prego, accomodatevi.
Siete venuti per la scomparsa di... Jutta Fischer.
Beh, è una cantante lirica, famosa anche.
Io sono il suo compagno, pianista e manager.
Ieri sera si è esibita da noi al CEP e stamattina è scomparsa, volatilizzata.
Io mi sono svegliato intorno alle nove, non l'ho trovata.
Quindi ho iniziato a cercarla. Poi ho visto che ai margini del bosco c'era una
bicicletta dell'agriturismo e ho chiesto al signor Francesco se qualche altro
ospite l'avesse presa. Mi ha risposto di no ed evidentemente che è stata aiuta
prenderla. E ha provato a chiamarla?
Purtroppo ha lasciato il cellulare in camera.
Signor Morucci, mi dispiace doverglielo chiedere, ma per caso lei aveva qualche
attrito o...
O qualcos'altro con la sua compagna per giustificare questa scomparsa? No,
dottoressa, io e Jutta viviamo l'uno per l'altro.
Tra l'altro domani sera abbiamo un importantissimo concerto a Firenze e
dovremo essere già lì per le prove.
Io la prego, ci aiuti.
Bello, eh?
Ci venivo quando ero piccola.
Mio padre conosceva i proprietari. Ora è diventato un agriturismo.
Quanto costerà stare più di una settimana?
Almeno due mesi di stipendio.
Madonnina!
E quello è compreso il prezzo.
Ma dai, su!
Ho cambiato idea, non ci vengo più col mio marito.
Grazie.
Buongiorno. Buongiorno.
Vicequestore Innocenti, lei è l'ispettore Lulli.
È la figlia dell'avvocato Innocenti?
Molto piacere, sono Oriana Altoviti, la proprietaria dell'agriturismo.
Senta, ci può mostrare dove è stata ritrovata la bicicletta della signora
Fisher? Certo, mi seguite?
Ecco qui abbiamo trovato la bicicletta.
Qui inizia il Bosco del Diavolo? Sì, è questo.
Qua? Sì.
Oscar!
Mannini!
Grazie per essere venuto. Eh, hanno richiesto più il cane che me.
Dopotutto questa è la mia zona, forse.
Certo.
Andiamo? Rosa, vieni con me.
Sotto. Mannini!
Grazie. Signora Fisher!
Signora Fisher!
Signora Fisher!
Signora Fisher!
Signora Fisher!
Signora Fischer!
Signora Fischer!
Giunta! Signora Fischer!
Giunta!
Signora Fischer!
E' lì.
Oh! Tiratelo su, forza. L'aiuto io.
Rosa, accompagno, lo chiamo alla PM. Va bene.
Mettete le transenne, non deve passare nessuno, chiaro?
D'accordo, dottoressa.
Andiamo, ragazzi.
Dottoressa Innocenti?
Buongiorno, dottoressa. Buongiorno.
Lei sa come lo chiamano questo bosco?
Il Bosco del Diavolo.
Le hanno spaccato la testa.
Un colpo fatale sulla nuca, così ha determinato il dottor Fontana.
Magari stava scappando da qualcuno o qualcosa e ha inciampato.
Non credo.
L'hanno uccisa.
Come fa a essere così sicura?
Questa pietra ha due lati.
Un lato dalla luce e l'altro a contatto con la terra.
E lì ci sono le tracce di sangue.
Ha ragione, certo.
È praticamente impossibile che abbia battuto la testa contro il lato
interrato della pietra.
È stato un omicidio.
Purtroppo per qualche giorno dovrete sospendere tutte le prenotazioni.
Non si può fare diversamente.
Rosa. Buongiorno, dottoressa. Sono Marcello Agnes.
Scrivo per il Quotidiano Toscano.
Senta, adesso non è il momento di lasciare dichiarazione, mi scusi. Non mi
occupo di cronaca. Sono un critico musicale, ero presente ieri a recita.
La serata è stata bellissima, ma ci tenevo a dirle una cosa. Tutto a posto,
dottore, grazie.
Per la prima volta da quando seguo Iutta, ieri mi ha lasciato interdetto.
Cioè?
Esprimeva inquietudine.
La conosceva personalmente?
Solo dal punto di vista lavorativo.
Questa mattina prima delle nove dov'era lei?
Per il mio alibi.
No, è per sapere se aveva visto la signora.
No, no, mi dispiace, ero in stanza col mio editore, parlavamo appunto del
concerto.
Vabbè, per qualsiasi altra cosa non esiti a chiamarmi.
Non mancherò.
Cosimo, che ci fai qui?
Era il lavoro.
Anche tu, vedo, eh? Sì, sono un po' incasinata.
Ti lascio fare.
A dopo.
Ciao. Ciao.
Iuta non lo sopportava, Ognis.
Ultimamente non ne sopportava più i giornalisti.
Le critiche le mettevano ansia.
Questa mattina mi ha detto di aver trovato il telefono di Iuta.
Può darmelo?
Certo.
Prego, venga.
Eccolo lì.
Ho provato a vedere se ci fossero delle telefonate oppure dei messaggi, però non
conosco il Pino e non ci sono riuscito.
Ce ne occupiamo noi, grazie.
Senta, per caso quello è l'abito che indossava Jutta ieri sera?
Sì, è proprio quello.
Manca l'orologio.
Non c'era nessun orologio sul corpo.
Per caso sa se mancano altri gioielli?
Altri gioielli? No.
No, l'orologio era l'unico gioiello di famiglia da cui non si separava mai.
E chi ha deciso di esibirsi qui?
È stata aiuta volerlo.
Non capisco.
Da grandi teatri all'agriturismo. Come mai?
Così lei era innamorata di questa parte della Toscana. Così mi ha detto.
Va bene, la ringrazio.
Arrivederci. Arrivederci.
Quindi eri lì perché te l'aveva chiesto il proprietario? No, il marito della
propria carriera.
Francesco. Ci conosciamo da anni. Non te l'ho mai presentato?
No.
Non lo vedevo da un po'. Insomma, il gioventù abbiamo fatto un bel po' di
macelli insieme.
E poi siamo persi un po' di vista.
E come mai?
E come mai, Foschina?
Si è sposato. Ha messo la testa a posto.
Non credevo che gli uomini mettessero la testa a posto.
Con la giusta motivazione potrei riuscirci anch'io.
Non credo che a New York diventerai un bravo ragazzo.
Mi dimenticherai?
Certo.
Dai, dimmi del concerto.
Recital, così diceva Francesco. Una cosa super chic.
Mi aveva chiesto se volevo fare la degustazione per intrattenere un po' gli
ospiti. Mi ha detto, guarda, è una cosa carina, ti fai pubblicità, è una
rimpatriata. E ti sei divertito?
Se pensi che mi sei rotto le palle, sì.
Però è andata meno peggio di quanto pensassi.
Certo, pensandoci bene, alla fine la Fisher, poveretto, sembrava nervosa.
Aveva una tensione sul viso.
Ho pensato anche a una diva dell'opera che si mette paura a cantare davanti
agli ospiti di un agriturismo. È strana una cosa, no? Scusami.
Beh sì, effettivamente è un po' strano.
Anche il critico musicale mi ha detto la stessa cosa.
Il biondino in cui parlavi fitto fitto al ceppo?
Parlavamo semplicemente di Yuta Fisher.
Ti piace?
No, non mi piace. È solo una persona che mi sta dando una mano. Ma Remma,
indiana, ti piace?
No, ma non mi piace.
Ma no.
Susanna! Li hai dimenticati ieri sulla mia scrivania.
Oddio, grazie, non sai quanto ci tengo. Sono un regalo dei bambini dell'asilo
dove insegno.
Ah, fai la maestra d'asilo?
Privato o pubblico?
Pubblico. Lo sai vero che potresti essere sospesa? E in caso di condanna
addirittura licenziata.
Licenziata? Ma quale licenziamento? Mica ci posso rovinare la vita per una
cazzata. Posso né come.
Però voi potreste collaborare e aiutarci a trovare chi vi ha venduto la droga.
Il giudice sicuramente ne terrebbe conto.
Io non ci tornerei in camera di sicurezza.
Forza, venite con me.
Il fumo l'abbiamo preso da un uomone grande e grosso, sui 40 anni.
C'era un giubbotto di pelle nero.
Ci ha offerto del pakistano nero a un buon prezzo, però bisognava prendere
almeno 200 grammi.
E dove ve l'ho offerto? In una discoteca.
Cioccolato Lab?
Allora lo sapete.
Il tipo come si chiama?
Non lo sappiamo, non ce l'ha detto.
È lui?
Si chiama Maso Ricci. È uno degli spacciatori che frequenta abitualmente
il Cioccolato Lab.
L'abbiamo già fermato un paio di volte, ma se l'è sempre cavata.
Lo riconoscete?
No, sembra lui.
Non sembra o non è? Senta, l'abbiamo visto per pochi minuti e la discoteca
era troppo buia. Non lo sappiamo.
A me invece sembra un bustiato che va lavorando per niente.
Uno grande e grosso con un giubbotto di pelle nera è come dire chiunque.
Ma lo capite o no?
Che siate nei casini per uno che va vendoso della merda e che fa lo stesso
con altri ragazzi.
Perché lo difendete?
Avete paura di lui?
Abbiamo detto tutto quello che sapevamo, non è colpa nostra se era buio.
Possiamo andare?
Per favore.
Andate.
Ah, e ricordatevi di passare domani per la firma.
Allora, è morta per il trauma cranico dovuto all'urto con la pietra. Ci sono
segni di colluttazione, ma nessuna violenza sessuale. Nessun altro segno?
Qua evidentemente manca l'orologio.
E poi qua, insomma, c'è la cicatrice, un'importante operazione al polmone di
qualche anno fa, probabilmente dovuta a un tumore.
Che peccato.
Senti, come mai non sei a fare ripetizioni a tuo nipote?
Oggi è a scuola.
Ma anche perché i suoi genitori non vogliono che gli faccia tutte le
ricerche, se no non sviluppa la creatività.
Ma un po' anche perché secondo me sono un po' geloso che il nonno risolva tutti
i problemi. Io lo capisco, però mi diverto troppo, è una mia debolezza.
Comunque, per tornare alla nostra cantante, ho scoperto che sotto le
unghie ci sono dei microframmenti di tessuto epiteliale.
Probabilmente estranei alla vittima.
E sulla camicetta delle tracce di sangue altrettanto estraneo.
Forse per difendersi ha aggredito e lottato contro l'assassino. È certo.
Ho già inviato i reperti epiteriali e il sangue per l'esame del DNA.
Però deve avere un po' di pazienza.
Appena ho degli aggiornamenti te lo faccio sapere. Va bene.
Oh, scusa.
Ciao, amore.
Ciao. Ah, sei a ricreazione.
No, l'area dei triangoli isocili è uguale a tutti i triangoli. Base per
altezza diviso due, te l'ha spiegato il nonno.
Ma nonno, l'ipotenusa non c'entra nulla.
Poi te lo spiega il nonno, non ti preoccupare. Ora ti devo lasciare,
scusami. Ciao, ciao, ciao.
È intelligente, però ogni tanto gli ci vuole un aiutino. Vabbè, il nonno è il
nonno. Eh sì.
Io vado. No, aspetta, aspetta, dimenticavo.
Sì, sì.
Sull'anulare manca un anello, sull'anulare sinistro. Un anello? Sì,
non è stato trovato sul luogo del delitto. Probabilmente l'aggredita l
'avrà preso, come avrà fatto con l'orologio.
Va bene, grazie Fontana.
Prego.
Quindi Alberto Morucci ci ha mentito?
Sì, se erano così uniti deve sapere che Giutta indossava un anello da tempo.
Giusto.
E poi perché una persona che qualche ora dopo avrebbe le prove generali di un
concerto esce così, senza avvertire nessuno?
Lascia il cellulare, ma si porta un orologio prezioso per andare in un
bosco. Beh, in effetti sembra una che scappa. Ho sbloccato il cellulare della
Fisher. Prima di spegnerlo, Yut ha cancellato la memoria.
Telefonate, messaggi, foto.
Si possono recuperare, ma ci vorrà del tempo.
Forse dovremmo mandarlo ai colleghi della postale.
E comunque Morucci non ha mentito solo sull'anello.
Cioè? Ho scoperto che anche lui ha cercato di sbloccare il telefono di
Giutta. Ce l'aveva detto di averlo fatto dopo essersi accorto della scomparsa di
Giutta? E invece no. Ci ha provato all'alba, molto prima dell'ora in cui
dice di essersi svegliato.
E non è tutto.
Ho aperto la mail della signora.
Guardate un po' qui.
Jutta aveva deciso di lasciare la sua carriera musicale.
Ha mandato quell'email a tutti gli organizzatori per cancellare i concerti.
Ma Morucci non ha detto niente.
Forse aveva paura di farlo soffrire.
O forse aveva paura di lui.
Il socio amante di una vita non poteva accettare la fine del loro sodalizio. L
'ha scoperto e l'ha ammazzata.
Non lo so. Stiamo ancora indagando.
Mi sembra un'ipotesi valida.
Sì, ma c'è qualcosa che non mi è chiara.
Mi scusi.
Pronto?
Le cause?
Grazie.
Alberto Morucci in fin di vita.
Sembra che abbia tentato il suicidio.
A quanto pare, dottoressa, la sua ipotesi si rafforza.
Me la volete spiegare questa storia del Bosco del Diavolo? Che c'è da spiegare?
Sono leggende, superstizioni. Vabbè, le leggende hanno sempre un fondamento.
Io per non sbagliare, un picnic in quel posto non ce l'organizzo. Eh, anche
perché si mangia tanto bene qui, vero Pino?
Brava Rosa.
Comunque, gli involtini di verza li preferisco con bacinato.
Ma tu è da un po' che ti sei fissata col vegetariano?
E vi guardate che ho detto.
No. Alberto Morucci ha avuto una crisi cardiaca. È in ospedale.
Prognosi riservata.
Visto. Un'altra vittima dal bosco del diavolo.
Pare che abbia tentato il suicidio.
Non è il primo uomo che uccide una donna e poi tenta di togliersi la vita.
Ma perché questi non si ammazzano prima?
Comunque questa indagine non è ancora chiusa.
Avete trovato qualcosa sulla carriera della Fisher?
È sparita quattro anni fa.
Dicevano che era malata. Poi è riapparsa ed ha continuato a cantare, ma non era
più la stessa di prima.
Forse per questo voleva ritirarsi.
Sì, va bene, ma perché questo segreto, no?
E poi perché esibirsi per l'ultima volta proprio al cibo.
Speriamo di poter parlare con Morucci.
Siedi.
Assaggia questo involtino di verza.
Non vedo l'ora di assaggiarlo.
Vegetariano?
Sono proprio buone le verdure di questo ortolano, eh Rosa?
Povera donna, non se la meritava proprio una fine così.
Eh, quel bosco è maledetto.
Meno di questo rubinetto. Fa poco la spiritosa te, ai miei tempi non ci
andava nessuno.
Troppe ne son successe. Capirai.
Prima quello là che sterminò la famiglia col falcetto. Poi il bimbo che è
scomparso. Adesso lei... Oh, Fosca.
Secondo te è stato il fidanzato a ucciderla?
Oh, bici, lo sai che non parlo di lavoro. Su.
Oh, quanto sei noiosa. E ci racconto io alle amiche.
Et voilà.
E il rubinetto non perde più.
Eh, meno male sa far da te.
Che s'aspettavamo un uomo finivamo allagate.
Ti ricordi quello che diceva mio padre?
Impara a farle da sola le cose perché s'aspetti un uomo.
Eh?
Infatti io il mio uomo ideale non l'ho ancora trovato.
Questa sera in voltini diversa.
E due.
Cosa due?
No, no, no, niente. Non vedo l'ora di mangiarli.
Possiamo parlare domani?
Marcello. È l'uomo ideale?
Non so se è l'uomo ideale, ma di sicuro è un uomo molto interessante.
Eh, chissà perché noi donne si sceglie sempre l
'uomo sbagliato.
Bene Alice, vieni qua.
Eh, che tanto.
Soltanto noi si sa.
Non lo dire a nessuno però, eh. È un segreto trattinotto.
Sì, me li ricordo i due ragazzini.
Erano già belli sballati.
E poi gli si è avvicinato Masuric. Sicuro che fosse lui?
E chi se lo dimentica? Un pezzo di merda prepotente.
Oltre a spacciare, ha pure il vizio di fare ubriacare le ragazze per mettergli
le mani addosso.
Lo abbiamo beccato nei bagni e l'abbiamo pure segnalato più di una volta ai tuoi
colleghi. Ma quello alla fine sempre qui ritorna.
Quanto tempo è stato con questi due figlioli?
Praticamente hanno fatto ferata.
Stai sicuro?
E come no, sono anche andati via insieme.
Grazie.
Su, forza cigliola.
E questa cos'è?
Verdura. Fino a lì ce l'è arrivato pure io.
È un regalo per me.
Buongiorno. Fosca!
Ma dove devi andare?
È aperitivo di lavoro.
Stai una meraviglia.
Lo so.
Comunque un tempo si regalavano i fiori.
Meno da me.
Pino, parli come il mio nonno.
Buongiorno, dottoressa. Ah, buongiorno.
Ha verificato il mio alibi?
Eh, sì.
Lei è fuori dall'indagine.
Ha voluto vedermi per questo?
No.
Ho bisogno di parlarle.
Per questo l'ho invitata.
Conosco un posto proprio qui vicino.
Le rubo solo cinque minuti.
Sì, certo.
Siamo arrivati.
Conosci questo posto?
Più o meno.
Prego. Grazie.
Buongiorno. Buongiorno, si ricorda? Come no? L'altra sera ci ha fatto bere degli
ottimi vini al cebo.
Ne ha ancora, come si chiamava?
Bernaccia? Di San Gimignano.
Perfetto.
Per te, Foschino?
La stessa cosa, grazie.
Arrivo subito.
Conosci anche il proprietario?
Sì, lo conosco abbastanza bene.
Dovernacci di San Gimignano.
Certo, e quando vuole la foscala è proprio buona.
E dici, oggi vuole?
Secondo me quello lattizza parecchio.
Lattizza? Come parli, Susi? Via, via. Sta buona, eh?
Ho saputo cosa è successo a Morucci.
Ho letto quello di cui l'accusano e mi è venuto in mente che la romanza che ha
cantato la Fisher l'altra sera al ceppo era Ebbene andrò lontana, tratto dalla
Vallée. È un'aria famosa e molto impegnativa.
Grazie.
E quindi?
Da quando era stata male l'aveva tolta dalle scalette di tutti i suoi concerti.
Allora io mi sono chiesto...
Per quale motivo l'altra sera l'ha resa il momento principale della sua
esibizione?
E ho capito.
Per quello che racconta la romanza.
La va lì che abbandona il promesso sposo e fugge per i boschi del Pirolo
selvaggio, inseguendo il suo amore. E dove trova la morte?
Capisce?
Era una dichiarazione.
La fissera annunciata a tutti quello che avrebbe fatto.
Le dirò un'altra cosa. La voce all'inizio non era perfetta.
Ma poi l'interpretazione è...
È diventata magnifica, si è totalmente identificata in quello che cantava.
Mi ha fatto venire la pelle d'oca.
E secondo lei era un addio per il pubblico o per Alberto?
Forse ad entrambi, ma di sicuro io non credo a tutte le indiscrezioni che ho
letto sui giornali.
Cioè? Che sia stato lui ad ucciderla.
Alberto ha dedicato tutta la sua vita alla voce di Jutta. Era la sua musa, non
le avrebbe mai fatto del male.
Anche se avessi saputo che voleva lasciarlo?
Ne sarebbe morto di dolore, ma... No.
Nessun musicista distrugge una voce così bella.
Pino, scusa.
Ma a che ora dovevano venire i ragazzi del camper?
Veramente? Avrebbero già dovuto essere qui. Mando un controllo e... No, no, no.
Lascia stare. Faccio io.
Che due teste di cazzo.
E qua che c'è?
O questa?
Sì, Fosca, sì. Guarda cosa ha trovato Fontana nella fadola della giacca della
Fisher. Deve esserci scivolato da un buco nella tasca.
Ma questo è il logo del CEP.
Se fosse la chiave della suite però sarebbe più nuova, più elegante. Eh già.
Sì certo, questa è la chiave del capanno, vero Francesca? Del capanno di
caccia nel bosco, sì. Ci siamo passati vicino quando cercavamo la fisce.
Vi aveva chiesto le chiavi?
No, proprio no.
Ma perché tutte queste domande?
Non è stato il compagno ad ucciderle?
Beh, ci sono ancora tante cose da verificare.
Dicevate le chiavi? Sì, ce ne sono due. Una ce l'ho sempre io perché vado spesso
a caccia e l'altra in genere sta lì sotto il pannello.
Era qui.
In effetti adesso non c'è più. Deve averla presa da qua.
Ma perché l'aiuta dovrebbe essere andata al capanno?
Beh sì, effettivamente è strana come cosa.
È strano anche che nessuno l'abbia vista allontanarsi.
In verità io l'altra mattina mi sono svegliata presto come al solito. Ho
fatto un caffè per Francesco che usciva a caccia.
Anche se non ti ho trovato.
Comunque la signora non l'ho vista.
E lei era nel bosco?
Sì, ero a caccia, certo. Però neanche io ho incontrato la signora Fische,
purtroppo.
E non è andato nel capanno?
No.
Posso andare a vederlo?
L'accompagno.
No, grazie.
La conosco la strada.
Potrebbe essere pericoloso, da quelle parti è pieno di cinghiali.
Anche di assassini.
Oh, Foschino, che abbassa l'arma, per favore.
Cosimo, su, mi hai fatto prendere un colpo.
Ma che ci fai qui? Mi segui? Io ti seguo sempre, ti devo proteggere.
Guarda che sono una poliziotta.
Oggi però in chiantineria con il giornalista mi sembravi più una
signorina seducente che una poliziotta.
Beh, una cosa non esclude l'altra.
Ti piace il biondino, eh?
Mi segui perché sei geloso?
Per prima cosa io non sono geloso. Ma come amico mi prendo cura di te.
E seconda cosa, ho portato il vino al ceppo. Poi mi hanno detto che sei
avventurata sola nel bosco e mi sono preoccupato.
Ma che carino, grazie del pensiero.
Prego.
Ma mi dici che ci facevi qua?
Sono sicura che Yuta Fisher è stata lì dentro.
Sì, Foschino, ma questo è il bosco del diavolo, eh? Che paura!
Mirko! Susanna, ci siete?
Si può sapere che bucciate nel capo?
Non siamo passati in commissariato perché sono stata male tutta la notte.
Non ce la facevo proprio, mi dispiace. Sì, ci siamo addormentati all'alba.
Perché voi vivete qui?
Sì,
praticamente la casa nostra.
Comunque si pensava di passare più tardi per firmare, ma...
Perché?
È così grave?
Abbiamo saputo della donna uccisa nel bosco. È terribile.
Sì. Susanna non vuol farla su stessa fine.
Saltate un'altra volta la firma e bocciavrete preoccupazioni peggiori.
Sì, va bene.
Vado a fare due legne per il barbecue.
Susanna?
Non mi offri anche un caffè?
Fa schifo e la macchinetta è rotta.
Certo, detto così, come si fa a Didi no?
Susanna, guarda che si vede che stai male.
Dimmi perché.
Ti puoi aiutare a stare meglio.
Forza.
È che non l'ho detto a nessuno.
E invece serve che ne parli.
Per me funziona così.
Quel maiale.
Ricci, guarda che lo so che mi avete mentito.
L'avete incontrato in discoteca.
E poi siete venuti qui.
Ha detto che qui era il posto più sicuro per lo scambio.
Poi una volta arrivati ci ha offerto delle pasticche.
E Mirko è crollato.
Poi mi ha toccato.
E quando ci avete interrogato io non ho detto niente perché mi vergognavo
troppo. Te non ti devi vergognare di niente, capito?
Raccontami che cosa è successo.
Non lo so, sembra assurdo ma non lo so con precisione. È così.
Non è assurdo, è normale.
L'unica cosa che mi ricordo è che verso l'alba finalmente se n'è andato.
Quello che voleva fare l'aveva fatto.
È passato.
È passato.
Bimba.
Promettimi una cosa.
Che denuncerai qui, bastardo.
Scusi. Sì?
Portala alla Fosca, gliel'offro io.
Grazie.
Questo te lo offre Cosimo.
Grazie. Sai, oggi quando ti ha vista col giornalista ci è rimasto parecchio male,
ecco.
Ho cercato Matorici dappertutto e diramato una nota di ricerca.
Niente. È strano che sia scappato così.
Cosa temiva se sapeva che i ragazzi non l'avrebbero mai denunciato?
È quello che ho pensato anch'io.
Sai dove è successa la violenza?
Dove? Vicino al Bosco del Diavolo.
Prego.
Grazie.
Buongiorno, signor Morucci.
Buongiorno.
Come sta?
Un po' meglio.
I giornali dicono che sono io l'assassino.
È venuta ad arrestarmi?
No.
Però ci sono tante cose che devono essere chiarite.
Va bene.
Lei aiuta, siete mai stati nel bosco?
Non ci sono mai stato.
Però quella mattina Jutta è ciandata.
Non le hai mai parlato di un capanno di caccia?
No. E dove è finito l'anello di Jutta?
L'anello ce l'ho io.
Ce l'ho sempre avuto io.
Jutta l'ha lasciato sul mio comodino la mattina che scomparsa.
Era l'anello che le avevo regalato per chiederle di sposarmi.
Jutta ogni tanto si chiudeva in un silenzio ostile, quasi come se pensasse
fossi io il responsabile della sua infelicità.
Invece io sono la persona che le è rimasta accanto anche nei momenti più
difficili.
Quando si è ammalata?
La voce si era indebolita, Jutta si era depressa e non voleva più fare concerti.
Sono stato io a convircela a riprendere e io mi sono occupato di tutto.
Stabilivo le serate, i compensi, mi occupavo persino della scaletta.
Jutta dipendeva da me in tutto e per tutto.
E poi le ho regalato un anello e le ho chiesto di sposarmi.
Mi sembrava giusto dopo tutto quel tempo.
Però lei non ha mai voluto stabilire una data.
È lei che ha deciso di cantare al ceppo.
Ed è lei che ha scelto l'area di Valli.
Forse era un modo per dirle che era finita.
Sì, ma io l'ho capito la mattina dopo.
Quindi lei era sveglio quando se n'è andata.
Ma perché mi ha mentito?
Per la vergogna, dottoressa, perché non volevo che si sapesse che mi aveva
lasciato in quel modo.
Sì, io facevo finta di dormire.
In realtà ero sveglio, perché da un po' di tempo mi sentivo trascurato ed ero
diventato geloso e poi...
Registravo ogni suo minimo cambiamento d'umore.
E quella mattina l'ho vista mentre indossava l'orologio e lasciava il
cellulare e l'anello sul comodino.
E lì ho capito che se ne stava andando da un amante e mi stava dicendo addio.
E cosa le faceva pensare che avesse un amante?
Lavalli.
Lavalli è la storia...
di una donna che lascia il promesso sposo per fuggire con un altro. E perché
non l'ha fermata?
Io ci ho provato, ma non ho fatto in tempo.
E allora sono rientrato in camera, ho cercato di sbloccare il cellulare ma non
ci sono riuscito.
E allora ha preso del sonnifero e ho dormito fino alle nove.
È lo stesso sonnifero che ho preso ieri, sì, ma io non volevo farla finita.
Dottoressa, le assicuro, io volevo soltanto smettere di sentire questo
dolore immenso.
Lei lo sa che dovrà ripetere tutto questo davanti al magistrato?
Sì.
Va bene, la ringrazio.
Si riposi.
Dottoressa. Sì?
Trovate l'uomo con cui voleva fuggire.
L'ha uccisa lui.
Arezzo è la capitale degli orofi. Possibile che te non abbia ancora
trovato un anelletto per la tua fidanzata? Mi piacerebbe, ma mica è
facile impegnarsi.
Non lo so voi, ma io di coppie felici in giro ne vedo poche. Ma questi giorni
meno che mai.
Sì, ma che si sposano a fare queste ragazze inquiete? Che poi vengono tutte
a cercare consolazione da me. E te le consoli?
Sì, ma è anche rischioso.
Adesso, per esempio, no? Mi vedo con una, Loredana.
Oh, è venuta dietro lei, eh? Ha fatto tutto lei.
Poi si viene a sapere che è sposata, per giunta con un assessore. Ma almeno le
cariche pubbliche risparmia lei. E te che ne sai che il chilometro zero lì non
si è sposato con una carica pubblica?
E chi minchia è questo chilometro zero?
Dai, Pino, è il bel fruttivendolo con paggia rosa con frutta e verdura, l'hai
capito ancora?
Ah, adesso ho capito perché è arrivato il momento vegetariano. Ma cosa avete
capito? Dobbiamo ricominciare da capo.
Alberto Morucci è vero che ci ha mentito, ma non è l'assassino di Iutta.
Ricominciare da dove?
Dalla scomparsa dell'orologio alla capanna nel bosco.
E capire perché ci è andata e chi doveva incontrare.
La postale è riuscita a recuperare le foto e i messaggi cancellati dallo
smartphone di Jutta Fischer e ce li ha mandati.
Aprili.
Minchia!
Minchia che?
48 messaggi, foto, nei quali era evidente che voi due avevate una storia
sentimentale.
Giusto, signor Rossi?
Sì, è vero.
È vero cosa?
Sì, da...
Da ragazzi abbiamo avuto una storia, ecco sì, una storia, insomma, un flirt.
Lei frequentava un corso di perfezionamento al Conservatorio di
Firenze, io facevo il fotografo. E si era innamorata dell'Italia, di Arezzo,
di me.
E poi?
Poi niente, insomma, le cose sono cambiate, lei stava per tornare a Monaco
e niente, così col tempo io ho smesso di pensarci.
Beh, però dai vostri messaggi non... Non sembra che sia finita.
No, noi negli ultimi vent'anni non ci siamo né più sentiti né visti. Io mi ho
smesso di fare il fotografo, ho sposato Riana.
Vado avanti.
Grazie.
Niente, insomma, quasi per caso mi è capitato di leggere sul giornale che
Jutta avrebbe tenuto un concerto a Firenze.
Mi è venuta voglia di vederla.
Allora ho fatto una ricerca in rete, ho trovato gli indirizzi.
Gli ho scritto, così quasi per scherzo, non l'avrei manco mai immaginato, no?
Mi ci aveva risposto.
E che cosa gli ha risposto?
Che era un segno del destino, che non era stata bene, che la sua
carriera non era più quella di un tempo e che era stata così presa dalla
nostalgia.
E anche lei, signor Rossi, sentiva la nostalgia?
Mi va di essere sincero, insomma, le cose con mia moglie non vanno più tanto
bene.
Negli anni abbiamo cercato di avere dei figli, ma i figli non sono arrivati.
Contro sono arrivate solo responsabilità per l'agriturismo che le ha aperto il
padre.
Che poi la proprietaria è solo mia moglie, perché io lì non faccio altro
che il dipendente.
Dunque lei ha cercato Jutta Fischer e l'ha invitata.
Sì, sì, le ho scritto che insomma avevo piacere che venisse a fare un concerto
da noi al Ceppo e naturalmente il cachet non poteva essere all'altezza, ma
insomma se lei avesse voluto ecco.
E lei voleva?
Sì, ha detto al marito di fissare un appuntamento da noi, una data.
Così ci siamo ritrovati.
È stato un colpo al cuore.
Qui è veramente splendido.
È un paradiso. Sì, è il nostro piccolo paradiso.
Signora Fischer, se ha bisogno di darsi una rinfrescata, magari nel frattempo le
posso far vedere dove è la stanza.
Grazie.
Alberto, per favore, ti dispiace fare il sound check?
No, certo.
Questa la può dare a me? Sì, grazie.
Prego, da questa parte.
La stanza è di suo gradimento, signora Fisher.
Ancora non lo so.
La sera stessa ci siamo dati appuntamento per il giorno dopo al
capanno per fuggire insieme, ma lei non è mai arrivata.
Non è mai arrivata? No.
Signor Rossi, mi scusi, ma lei è sicuro di dire la verità?
Sì, certo.
Ah, un'altra cosa.
La mattina che sono uscito fuori dal capanno ho intervisto nel bosco un tizio
grosso, indossava un giubbotto di pelle nera.
Potrebbe essere stato lui, no?
Francesco Rossi sta mentendo.
Yuta è stata dentro quel capanno e lui sa che cosa è successo.
Sei sicura? Ma sì.
Ho sentito l'odore della sua crema per il viso.
E quell'uomo che avrebbe visto nel bosco?
Potrebbe essere solo inventato.
Un uomo grande con il giubbotto di pelle nera.
Potrebbe essere chiunque. Chi è che ha visto nel bosco uno con il giubbotto di
pelle nera?
Attenta capo, c'è una tagliola per i cinghiali.
E lì ce n'è un'altra.
È pieno di tagliole per i cinghiali?
Eh sì.
Strano che in un posto così usino le tagliole.
Per allontanare gli animali ci sono altri sistemi.
Eh già.
Ovanini!
Allora, che si dice?
Mi sono venuto per stare un po' vicino a Loriana.
Un morto in casa di sicuro non è una bella pubblicità per i clienti.
Come se non bastasse il Bosco del Diavolo. Ma tu ci credi sempre a questa
leggenda?
Io di diavoli lì dentro non ce l'ho mai visti.
Di cinghiali inferociti, puttane, drogati e spacciatori.
E ce n'è quanti ne vuoi.
Spacciatori?
Non è che per caso sei qualcosa di un certo Ricci?
Maso Ricci?
Sì.
Ma perché lo cercate?
Una ragazza lo accusa di stupro ed è indagato per un omicidio.
Quello è un pezzo di merda.
Ah, quindi lo conosci?
No, ma solo di nome, eh?
E perché frequenta il bosco?
Riempie di merda i ragazzini.
Ci si vede?
Signor Rossi, buongiorno. Ah, buongiorno. Salve.
Senta, volevamo chiederle... Sì? È questa la persona che ha incontrato?
Sì, è lui, lo riconosco. La faccia è quella, sì.
Anche se quando l'ho visto, il viso era un po' coperto da un cappellino da
biker, sì, di quelli con la visiera.
Insomma, o l'amante o il violentatore.
Se fosse stato il violentatore, dopo aver drogato i ragazzi e essersi
approfittato della ragazza, Masoricci incontra Iuta.
L'aggredisce e la uccide.
Gli ruba l'orologio e scappa.
L'ipotesi c'è tutta.
E l'ipotesi amante?
La chiave. Il capanno nel bosco.
Io penso che quell'appuntamento era pianificato da tempo.
Iutta e Francesco Rossi si incontrano.
Qualcosa va storto.
Sì. Lei ci ripensa e decide di non scappare più con lui.
A quel punto lui perde la testa e la uccide.
Beh, certo, potrebbe essere.
Stiamo ancora indagando.
Marcello!
Che ci fai qui?
Le ho portato un regalo.
Io l'accetto però se mi dai il tuo.
D'accordo.
Vieni.
È un'esecuzione di qualche anno fa.
La fissera è praticamente perfetta.
Non so se ti sarà utile nelle tue indagini, ma ci tenevo a regalartelo.
Grazie.
Non ti è piaciuta?
Sì, sì, mi è piaciuta.
Ti ringrazio del pensiero.
Ma neanche mio padre è riuscito a farmi amare la musica lirica.
Beh, amare è una parola un po' impegnativa. Io mi accontenterai di
fartela apprezzare.
Certo, se non ci è riuscito tuo padre, ho poche chance.
Beh, è passato molto tempo.
Potrebbe essere tutto molto diverso adesso.
Alicia, andiamo?
Tieni. Grazie.
Sei sposato?
Vedo. Un incidente d'auto, purtroppo.
Mi dispiace, non volevo essere indiscreta.
Non ti preoccupare.
Senti, fammi indovinare. Tu invece sei divorziata?
No.
Veramente non sono mai stata sposata.
Ah.
Beh, il resto me lo racconterai dopo il teatro.
Il teatro?
Sì, alla Retino sabato danno la forza del destino.
Ho due biglietti in prima fila.
Uno per me ed uno per te.
Proprio in prima fila, eh?
E se mi addormento?
Ti sveglio con un bacio.
Allora, mi accompagni?
Va bene.
A sabato, allora.
A sabato.
Grazie per il vino.
Alice, guardi perché anche a te ti piace.
Sto morendo di fame.
Cosa hai fatto da mangiare?
O com'è che sei così contenta? Che ti è successo?
Niente, avevo soltanto voglia di vederti.
A me mi pare che sei contenta per qualcos'altro.
Curiosona.
Buono, eh?
Giulia, ma è una donna sposata? Come facevo? Ma l'hai visto il fisico che c
'ha? Era impossibile.
Avete sentito che meraviglioso vento di maestrale?
Maestrale? Un vento che purifica l'aria, che cambia le cose.
A volte ci vuole.
Fragola? No, grazie.
Notizie bomba dalla scientifica.
Hanno identificato le impronte digitali trovate nel capanno. Sono della Fisher.
E i frammenti di pelle sotto le unghie sono di Francesco Rossi.
Ma se non è colpevole allora, perché ci ha mentito?
Sì, è vero, io e Jutta ci siamo incontrati, ma non le ho fatto niente di
male, non l'ho nemmeno sfiorata.
E quei graffi, come l'ha fatti?
Jutta era pronta a fuggire con me, per questo aveva preso le chiavi del
capanno, per incontrarmi là.
Poi però, quando me la sono trovata davanti, sono stato assalito dei dubbi e
allora le ho detto di...
di ragionarci sopra, di ripensare a quello che stavamo facendo. Lei sulle
prime è rimasta incredula, poi è diventata una furia.
Ha
cominciato
a insultarmi, a gridare che ero uno stronzo, un vigliacco senza palle.
Allora ho cercato di calmarla, ma...
Niente, lei mi si è avventata addosso e mi ha graffiato.
E poi... Furibondo è uscita dal capanno.
E lei che cosa ha fatto?
Niente.
Sono rimasto nel capanno.
Se solo l'avessi inseguita... E come mai ha cambiato idea?
Una foto.
Quale foto?
Una foto che avevo fatto a Oriana anni prima.
Non ho potuto far a meno di pensarci per tutta la notte lei.
Il dolore che le avrei inflitto.
Dal dolore che avrei provato io è... E niente, non ce l'ho più fatta a
lasciarla.
Quindi... La signora Fisher, disperata per il suo rifiuto, potrebbe aver
minacciato di dire tutto a sua moglie? No, no, che dice? Jutta non l'avrebbe
mai fatto.
Forse non l'ha fatto perché lei gliel'ha impedito.
Senta, io sono un miserabile, ma non sono un assassino. A uccidere Jutta è
stato quel balordo che ho riconosciuto in quella foto.
Perché non lo avete ancora trovato? Chiami il suo avvocato, ne avrà bisogno.
È in stato di fermo.
Su, venga con noi.
Può aver tradito la moglie ed essere un bugiardo, ma questo non significa che
abbia ucciso quella donna.
Se tutti i bugiardi uccidessero sarebbe una straccia.
Certo, ma se fosse colpevole, sapendo che lo sospettiamo, potrebbe tentare di
fuggire. E io non voglio rischiare, dottoressa.
Arrivederci. Arrivederci.
Che cretina che sono.
Non avevo capito niente.
Anche in passato è sempre stato così.
Francesco cominciava a guardare qualche turista.
E io capivo sempre cose fatte. Sempre troppo tardi.
Lo ha sempre perdonato?
Perdonarlo.
Perdonarlo.
Io penso che l'abbia ammazzata lui.
Lei sta facendo un'accusa molto grave, lo sa?
Grave pensarla prima ancora di dirla.
Ma non posso fare altro.
Io credo che sia stato Francesco.
Ha delle prove?
No, nessuna prova.
Solo quello che sento.
E questo, dottoressa, vuol dire una cosa sola.
Che siamo arrivate al capolinea.
Non tanto come marito e moglie, ma... proprio come persone.
Capisci quello che voglio dire?
Sì, lo capisco.
Ho preferito che lo sapessi da me, piuttosto che dai giornali domani.
Hai fatto arrestare un'amica, avrei avuto le tue ragioni.
Il fermo lo ha fatto il PM.
E comunque io avrei fatto la stessa cosa.
Senti, Fosca, Francesca è un coglione, ma non farebbe male a nessuno.
Infatti ha evitato quella donna perché ha capito che è mavoriana.
Ma perché lo difendi?
Tu sei uguale a lui.
Non ci si può affidare di te. Ma perché ti incazzi con me? Ma io non mi incazzo
con te.
Ah, è vero. Te preferisci gli uomini tutti in un pezzo, vero?
Magari che ascoltano anche l'opera.
Può darsi. E allora?
E allora ciao, Fosca.
Eh, Sansone.
Quanto riguarda il caso, secondo te chi ha ragione?
Cosimo la perego.
Poi tu che sei l'uomo della mia vita, il mio amore.
Sei geloso se vado a teatro con Marcella?
Eh? Sei felice per me.
Sai,
Bisce, mio papà mi diceva sempre una frase di Chekhov.
Se temete la solitudine, non sposatevi.
Certo, anche il tuo babbo ne diceva, Bischerate.
Che poi lui solo non c'è mai stato.
Pace all'anima sua.
Sì, però pensa a queste due coppie.
Jutta e Albert, Francesco e Riano.
Adesso Riano non solo odia il marito, ma pensa che sia un assassino.
Senza sapere che ha rinunciato a Jutta per lei.
Ma codesti, sono casi estremi.
E te ti devi trovare un uomo che t'ama davvero.
Bello, bravo, fedele.
Sono pochi, ma esistono.
Oh, e ora basta, eh. Basta, basta con codesti cantuccini, che qui c'è da fare
la cena.
Va bene, dai, ti aiuto.
Si ricorda di me?
Certo.
La nostra brava e bella vicequestore. Buongiorno. Buongiorno a lei.
Dottoressa, mi cercava? Sì, devo darle una notizia importante.
Scusaci Luigi.
Dunque, mi sono arrivati i risultati dell'esame del DNA del sangue ritrovato
sul cadavere di Jutta. E non corrisponde a quello di Francesco Rossi, ma
appartiene al DNA di quello spacciatore, Masoricci.
Sul corpo di Jutta Fischer abbiamo sia il sangue di Ricci che il DNA di
Francesco Rossi.
Dobbiamo capire una volta per tutte come è andata questa storia.
Proviamo a rifare tutto il percorso.
Jutta ha lasciato la bicicletta.
Poi è entrata nel capanno.
E se n'è andata.
Non è andata alla bicicletta, non è tornata all'agriturismo, è venuta da
questa parte dove l'abbiamo trovata.
Cerchiamo macchie di sangue, pezzi di stoffa, qualsiasi cosa possa aiutarci a
capire che cosa le sia successo. Forse Jutta era talmente sconvolta che ha
sbagliato strada.
Il camper dei ragazzi è in quella direzione.
Esatto, probabilmente Masurici arrivava da lì. Ha fiutato qualcosa?
Seguiamo.
Andiamo, forza!
Guardate. Cazzo, ma è Masoricci.
Bartoli, avverti la centrale. Sembra morto da qualche giorno.
Abbiamo trovato un altro cadavere.
Ciao, Fosca.
Allora, Fontana, che si dice?
Ha affilato il piede nella tagliola e si è spezzato la camiglia. Si è fatto
parecchio male, ma non è morto per questo.
È morto perché si è beccato tre coltellate nel petto.
Guarda un po'.
Sarò
più preciso dopo l'autopsia. Ma io direi che è morto lo stesso giorno della
Fischer.
L'arma l'avete trovata? Non ancora.
Ah, Vannini.
Grazie per essere venuto.
Un bel casino, eh?
Tu sai se ci sono altre tagliolle nel bosco?
No, no, non ce ne sono.
Tu sai dove si possono procurare?
Guarda, sono anni che non me ne occupo.
Oggi quando serve si usa trappole più moderne.
Va bene, grazie.
Di niente. Ciao, Fosca. Ciao.
Allora. Maso Ricci, tornando dal camper dei ragazzi, incontra Jutta nel bosco.
Tenta di violentarla e la uccide.
Ma nello stesso tempo viene ucciso pure lui.
Ma da chi e perché?
Immagino che a quella carogna i nemici non mancassero.
Saranno stati in tanti a volerlo morto.
Sì, però a me mi sembra tutto così strano.
Dove è finito l'orologio di Jutta? E la tagliola?
Chi l'ha messa sapeva che Ricci sarebbe passato di là.
forse si dovevano incontrare
torno subito
Altro che Milano, la media.
Eccola. Grazie.
Non si ricorda chi gli ha procurato le tagliole?
Ma sì, certo, è stato il Vannini.
Grazie.
Annini! Posca.
Ciao. Dobbiamo farti qualche domanda.
Certo. Prego, entrate.
Grazie.
Scusate se non ho niente da offrirvi, ma non aspettavo visite.
Almeno sedetevi.
Maso Ricci, tre anni fa, è stato indagato per aver picchiato uno.
Ha detto che aveva un alibi.
Ma quell'alibi gliel'hai dato tu.
Perché l'hai fatto se parlavi sempre male di lui?
Ogni tanto quel bestione mi passava qualche informazione.
E per ricambiare l'ho aiutato in quelle circostanze lì, tutto qua. Certo.
E per ricambiare gli hai messo la tagliola per il cinghiale.
Fosca, te lo giuro.
Io non ho messo nessuna tagliola. Guarda che lo so che sei stato tu a dare le
tagliole a Luriana per l'agriturismo.
Hai detto un sacco di stronzate.
Perquisite la casa.
No, un attimo, non potete.
Sì che posso.
Tieni.
Signora Fischer?
Signora Fischer?
Viutta? Signora Fischer?
Signora Fischer?
Signora Fischer?
Viutta? Oh, voi altri, venite!
Venite!
Io sto scannato con i soldi.
L'orologio della cantante l'avrei venduto appena si fossero calmate le
acque.
Ma non sono io che l'ha uccisa, come non sono io ad aver ammazzato Masoricci.
Anche se è vero che l'ho messo io quella tagliala.
Quindi sei stato tu?
Sono tossico.
Masoricci mi vendeva la coca e mi teneva per le palle.
Un momento mi vendeva la coca anche se non avevo i soldi.
Un momento mi trattava come un biscaro.
Minacce, ricatti, violenze continue.
Io lo odiavo, ma avevo bisogno di lui.
E lui lo sapeva.
Mi aveva anche ammazzato un cane per i soldi che gli dovevo.
Quindi quella mattina dovevi incontrare lui?
Io avevo paura di incontrarlo, ma...
Volevo anche vederlo soffrire una buona volta.
L'ho visto arrivare.
Con quell'atteggiamento da stronzo che ci aveva lui.
Aveva in testa un berretto da biker che non gli avevo mai visto prima.
Un po'
ho sentito che stava arrivando qualcuno.
Sono scappato via.
E chi era?
Non lo so, non l'ho visto.
Lo sai che ti devo arrestare, vero?
Non c'è proprio.
E io me lo ricordavo bene.
Sai che non ho capito cosa stai cercando?
Il cappello di cui parlava il Vannini.
Quello accanto al cadavere di Masorici. Non c'è.
Però anche Francesco Rossi dice di averglielo visto addosso. E io quel
cappello l'ho visto da qualche parte.
Alice, guarda che ti ho portato.
Il tuo preferito, tieni.
Così è bella, stai bene qua in campagna, vero? Cosimo, che ci fai qui?
Foschina, ti ho portato un regalo.
Che cosa mi hai portato?
Tutti i miei dischi.
Tanto a New York non me li posso portare, c'è jazz, funky, blues e tanto,
tantissimo rock.
Beh, grazie, è un bellissimo regalo.
Manca la musica classica, però insomma quello ci pensa.
Lo vedi che sei geloso?
Certo che lo sono.
Ciao Foschino.
Ciao Cosima.
Felice.
Lo so, anche tu sei attratta da me.
Sono pronta. Sei bellissima.
Grazie.
Divertitevi. Sì, se non cado dai tacchi. O fate pure tardi, che tanto io mi
preoccupo.
L'hai vista? Quella del coro? Sì, sì, infatti. L'ho vista, era... Bellissimo.
Mi sono commossa.
Perché quando ero bambina mi portavano a teatro, mi addormentavo e... E questa
sera mi sono emozionata.
Mi fa piacere che tu ti sia emozionata.
E io quel cappello l'ho visto da qualche parte.
Scusami, eh, Marcello.
Oh, Fosca!
Scusa l'ora, Fontana.
No, ma figurati, sono ancora un paziente.
Molto paziente.
Stanotte mi toccano gli straordinari.
Senti, ma per caso c'hai i referti?
Certo, come no? Ce l'ho, ce l'ho. Ma perché non me l'hai detto prima?
Eh, te li portavo domani.
Eccoli qua.
Va bene, va bene, grazie.
Scusami, Marcello, è un'urgenza. Non si preoccupare.
Giulia, dove sei?
Vuoi passare a prendermi davanti al teatro?
Ciao Giulia.
Buonasera. Buonasera ragazzi. Buonasera.
Ma che succede?
Oggi siamo venuti a firma regolarmente.
Sì, sì, sì.
Anche se non sembra sono il vicequestore innocente.
Non siamo venuti per le firme.
Avete bisogno di qualcosa?
Sì. Posso entrare un momento?
Prego.
Ci avrei scommesso.
Noi si capisce.
Ma di che parlate?
A voi non capite.
Questo è lo stesso cappellino che indossava Masurici il giorno che è
morto. Il cappellino che ti aveva rubato e che ti sei ripreso dopo averlo ucciso.
Sta storia non c'ha senso.
Cappellini così ce ne saranno duemila. Può darsi.
Ma tanto ormai ho capito che tu sei un gran bugiardo. Te e la tua ragazza.
Voi ce l'avete con noi.
Non ce l'avete una cazzo di prova.
Ho parlato con il medico legale che si occupa del caso.
E mi ha detto che sul corpo di Masoricci ha trovato un DNA straneo.
Sicuramente il tuo, Mirko.
No, non può finire così.
Noi non siamo degli assassini. E invece sì, perché avete ammazzato qualcuno.
Ci siamo trovati di fronte a un pazzo violente e ci siamo dovuti difendere.
Soprattutto dopo quello che aveva fatto a me. Sì, ci siamo difesi e vendicati.
Ma perché avete ucciso Yuta?
È stato un incidente. Un incidente? Sì, noi non volevamo, solo che è sbucata
fuori proprio in quel momento e ci ha visti. Sì, sì, e mentre scappava, mentre
scappava è scivolata, è caduta, ha battuto la testa. Ora basta bugie!
Vi conviene?
Scusate, non riesco a crederci. Ho proprio un mica pacito. Ma di cosa? Che
abbiano ucciso due persone?
No, che mi abbiano fregato per tutto il tempo.
Con quelle faccette sfaurite, per duetti di fumo. Con la scusa poi che erano
reticenti perché avevano paura di masoricci.
Quelli avevano appena ammazzato due persone, azzo. Ho capito Giulia, ma non
potevi sapere che due ragazzi avevano commesso un omicidio così orrendo. Dai,
su.
Capo?
Sì? Hanno portato questi per lei.
Grazie. Alberto Morucci.
Volevo ringraziarla per aver trovato e arrestato gli assassini di Utah.
Anche se nessuno potrà ridarmela.
In questo tempo ho ripensato a tutti gli errori che ho commesso con lei.
Ho confuso il controllo con l'amore.
E sono io che l'ho spinta a cercare la libertà.
E questo non me lo perdonerò mai.
Si hanno liberato.
Ci ho messo qualche anno, papà, ma alla fine la musica classica mi è piaciuta.
Avevi ragione tu.
Eh sì.
E così
alla
fine mi hai sedotto e abbandonato.
Senti, Marcello, forse... forse sto sbagliando, ma adesso non... non è il
momento giusto.
Una scusa col giornale per tornare due o tre volte all'Anna d'Arezzo la posso
sempre trovare.
Mi è arrivato il taxi.
Senti... io sono sempre qui.
Allora, hai gambato all'opera lirica?
Molto. Però scommette preferisci il rock?
Susie, champagne.
E che cosa festeggiamo?
Si festeggia il rock.
Quanti errori si commettono per amore, per la paura di restare soli o anche
solo per un momento di felicità?
Ne vale davvero la pena?
Io credo di sì.
L'amore vale sempre la pena.
Anche se a volte è difficile capire quale sarà la scelta giusta.
Grazie
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