All language subtitles for Un.Professore.3x01.Shakespeare.E.La.Maturita.iTALiAN.1080p.WEBRip.AAC.x265-Pir8

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Original subtitles

[# NELLA CONFUSIONE]

[# MILIARDI DI PERSONE]

[# SONO UN'OCCASIONE QUAGGIU'.]

[# TRA L'AZZURRO E IL BUCO NELL'OZONO]

[# TRA JOHN LENNON, PAUL E YOKO ONO.]

[# IL PASSATO NON DIMENTICA... #]

- Dotto'. - Sì. - Glielo dico, così la prossima volta si regola.

I libri pesano, le scatole sono troppo grandi.

Il peso della cultura. Le ha fatte mio figlio, scusi. Buona giornata.

Di che ti lamenti, Simone ? Casa mia è bellissima.

Cambiare casa è come iniziare una nuova avventura.

Lo so, nonna, sono contento di stare qua, ma ero legato a quella casa

ci sono nato, cresciuto e mamma l'ha data via per eventi e matrimoni.

Tua madre è una ricercatrice, tuo padre un professore

le due professioni meno pagate in questo Paese. - Lo so.

- I traslocatori sono andati. Come va qui ? - Benissimo.

Però, Simone, naturalmente... ce l'ha ancora con sua madre.

Ancora con questa storia ? Mamma te l'ha spiegato.

Sì, me l'ha spiegato, ma sono legato a quel luogo, tutto qua.

-Si è rimessa con quel collega, lo stronzo sposato e pure brutto. -Ah !

- Lo sapevi, no ? - No, no. - Mi dispiace. Magari non dovevo dirtelo.

Mi dispiace se è uno stronzo, ma se è contenta, sono felice per lei.

Ognuno ha la sua vita, è il momento di pensare più alla tua

non a quella dei tuoi genitori. -Era più facile con genitori più normali.

- Va bene. - Non sono arrabbiato. Ricomincia la scuola...

Perché ce l'hai con la scuola ? Ci fa sopravvivere.

- Ho visto Mimmo l'ultima volta lì. - Ancora con questa storia ?

Ho fatto quello che potevo, non ci sono riuscito.

Non ti sto dicendo niente, sai com'è. Chiudiamo il discorso.

- Sì. Quel computer è tuo ? - Sì, è sempre il mio. - Oh ! Beh...

Simone è intrattabile. Somiglia a te quando avevi la sua età.

- Sì, mi piacerebbe. Comunque avevo le mie motivazioni. - Ah.

Se vuoi parlare male di me, fallo apertamente, non girarci intorno.

- Vado a fare la doccia. - Non si parla con la bocca piena.

Ecco qua !

Non lo so, sento che... dovrei dire qualcosa.

Siamo noi tre alla soglia di una nuova vita.

- Però... non so che dire. - Non dire niente o fai i soliti danni.

- Non serve che dici niente. - Tu meritavi il riformatorio.

-Dovevi pensarci quando ero "pischello". -C'è sempre tempo. -Sì.

Daje !

[TONFO]

- Oddio ! - Niente, è caduta la valigia... - Quale ?

- C'era qualcosa di prezioso ? - Quale ? - Una delle due.

Ho detto di no a Simone per il trasloco, guarda come sono ridotto.

Tutto bene con tua madre ?

Sì. Non la vedevo da molto tempo. Era meno nevrotica.

L'ha "gasata" sapere che ho trovato un fratello.

-Non mi hai trovato per strada. -Vuole conoscerti. -Sì, ora mi vede.

- Ha visto una foto. Dice che sei bello. - Mi sta simpatica.

Ferma ! Ferma, faccio io.

- Ora che ho scaricato ? - Sì, ora che hai scaricato.

- Le chiavi ! - Stiamo entrando in casa e scordi le chiavi ? - Eccole.

Dài, su.

Com'è andata l'estate ?

- Mi ha messo a dieta. - No ! - Sì, un'estate a indivia riccia.

Scusate. Scusate. Dunque...

La preside Smeriglio si è trasferita al nord per motivi familiari.

- Già. - Al suo posto arriverà un nuovo preside

e il ruolo vacante è, temporaneamente, occupato da me.

Di' la verità, ti fa piacere.

Sì, non lo posso negare. Questo riconoscimento al mio ruolo...

- E' solo un fatto d'età. - Non dare retta a De Angelis.

- Fai bene a sentirti premiato. - Ti ringrazio.

Ne approfitterei per dire che le quinte di quest'anno

che devono affrontare la Maturità, sono deboli.

C'è da preoccuparsi, insomma ci aspettano mesi durissimi.

Non sono d'accordo. Le quinte se la caveranno benissimo.

Non vedo l'ora di cominciare, senza la scuola mi annoio.

- Annoiarsi no, eh ? - Non esagerare, Dante.

Sempre originale il nostro filosofo, "unique", come direbbero i francesi.

Mi piace. Mi ci chiamava mamma da bambino.

- Mi è venuto in mente l'anno scorso quando stai per morire... - Ecco.

- Potevamo scriverlo sulla tua tomba. - Bel pensiero.

[BUSSANO ALLA PORTA]

Buongiorno. Scusate il ritardo e...

Professore.

- Ciao. - Non pensavo di trovarla qui. - Neanch'io di ritrovare te.

- Lei chi è ? - Sono Leone Rocci, il nuovo insegnante di fisica.

Perdonate il ritardo, mi hanno appena trasferito a Roma.

- Non ho considerato il traffico mattutino. - Sì, Rocci, Rocci...

- Come il vocabolario di greco. - Esatto. - Eccola qua.

La comunicazione è arrivata, ma dice che lei è di Roma.

Sì, ma ho vissuto a Padova, insegnavo lì.

Ah, Padova ! Città meravigliosa.

Benvenuto, io sono... Marina Girolami, matematica.

- Molto piacere. - Piacere mio. - Storia dell'arte, Morelli.

- De Angelis, italiano. - Lavi, educazione fisica. - Filosofia.

- Filosofia. - Io sono Attilio Lombardi, il professore di latino

nonché preside "ad interim" di questa scuola. - Molto lieto.

- Quindi vi conoscete. - Sì. Racconti tu ? - Ero un suo allievo.

- Ormai anni fa. - Già. - Sono le stelle, eh ?

Noi siamo governati dalle stelle, è così. Io ci credo profondamente.

Non può essere una coincidenza, è un disegno astrale.

San Tommaso, protettore della scuola, aiutaci tu.

- Prendi posto, c'è una sedia libera. - Sì, grazie.

- Guarda come lo "spizza". - Ben arrivato. - Grazie.

- Bella, eh ? - Sì, molto. - E' luminosa. - E' vero.

Tuo padre ha chiesto se vuoi l'autista.

- No, basta autisti. Siamo a dieci minuti da scuola. - Brava, sister.

Molto bella, papà ha pensato a tutto, ma qualcosa la toglierei.

- Tipo quello ? - Sì.

Comunque la casa è affittata a nome vostro.

Se volete spostare, togliere, sentitevi liberi. Sono solo ospite.

Potevi pulirlo, è pieno di polvere.

-Potevi pulirlo tu, perché non l'hai fatto ? -Ero in vacanza. -Ah !

- Ho diritto di andare in vacanza ? - Non si capisce vacanza da che.

- Faccio la pasta. Volete ? - Sì. - Lo buttiamo ? - Sì.

Poi...

- Questo orologio è inguardabile. - L'orologio, pronti !

- Salve. - Salve.

Dovrebbe selezionare il programma, c'è scritto "Go", vede lì ?

Sì, non l'avevo visto. Grazie.

- Sono macchine, non possiamo pretendere chissà che cosa ! - Sì.

Ci siamo già visti ?

- Sì, magari qui in palestra. - Certo, certo.

Ho già fatto 40 minuti, faccio un po' di defaticamento.

- Ah-ah. - Eh.

Ahi !

- Si è fatta male ? - Ho sentito... uno strappo.

- Alla spalla ? - Sì. - Do un'occhiata. - Piano, eh ? - Sì.

- Ah ! - No, infatti. Di là c'è del ghiaccio.

- Proviamo, grazie. - Prego, venga.

- Non ci voleva... - No, non cerchi il dolore, eh ? - No, non lo cerco.

Vede ? Siamo fortunati.

Questo va spaccato e poi messo...

- Ah... - Lo tenga a lungo, proverà giovamento. - Speriamo.

Lei chi è ? Nel senso...

- E' un medico, un fisioterapista ? - No, sono solo pratico. - Ah.

- Che succede ? - Non lo so, non... Vado a vedere, torno subito. - Sì.

Controllo...

Questi sono impazziti.

C'è nessuno ?

- Ecco... - Che è successo ? - E' successo che...

Hanno visto che in sala pesi non c'era nessuno e hanno... chiuso.

- Come chiuso ? - Se ne sono andati.

- Se ne sono andati ? - Sì. - Di sicuro ha il numero di un titolare.

No, purtroppo no. Inoltre i cellulari non prendono.

Il wifi non funziona perché hanno staccato la luce, questa è...

- La situazione. - La situazione. - Mi sta venendo un po' d'ansia.

Come pensa di risolvere questa situazione ?

La cosa migliore è aspettare che riapra la palestra.

- Aprono la mattina ! - Alle 7. - Dobbiamo passare la notte qui ?

- Sì. - Ma che... Ah ! Oddio ! - Non deve toglierlo.

Scusi, eh ? Posso aiutarla ?

Lei si deve rilassare, faccia dei respiri profondi, eh ?

- Va tutto bene. - Lo tengo da sola ! - Certo.

(sottovoce) Che situazione, cazzo...

- Come va la spalla ? Meglio ? - Sì, il ghiaccio è servito.

Lo tolgo un po'.

- Ho un po' freddo. - Freddo ? Prova a mettere questo.

Perfetto, sì.

- Eh ? Meglio ? - Molto.

- Mi posso appoggiare ? - Sì. Sì.

Lo scaldarsi a vicenda, ancora prima della scoperta del fuoco

è stato il primo passo... della civiltà.

- Sì, eh ? - Sì, sì.

- E' molto interessante. - Sì. Una bella invenzione, bella scoperta.

Bella.

Secondo me sono rimasta troppo, mi stavo annoiando.

- Come puoi annoiarti a New York ? - Sì, ma stavo...

- Ciao ! - Buongiorno ! - Come va ? - Bene, tu ?

- Voi, ragazzi ? New York ? - Tutto bene. Voi ?

- Si tira avanti. - Come ? - Scherzavo.

- Pronta ? - Non vedevo l'ora. Tu ? - Basta che ci sei tu.

- No, non sto bene. - Perché ? - Non lo so.

Lo so, sono invidiosa di Matteo e Laura. Lui mi piace dal primo anno

non mi ha mai "filato" e guarda ora come sta. - Che sono queste facce ?

- Si torna a scuola. - Poteva andare peggio, Luna.

- Dici, eh ? - Sì. - Sarà !

E' vero che Rayan quest'anno non c'è ?

L'ha preso una squadra in Serie C. Sta quasi al confine con la Francia.

- Sarà felice, era il suo sogno. - Sì, era il suo sogno.

-Tra voi come va ? -Tra la distanza e la Maturità non ci vediamo mai.

-Abbiamo deciso di prendere una pausa. -Non suona bene. -No, lo so.

[CAMPANELLA] - Andiamo ? - Sì.

Ragazzi, per cominciare questo nuovo anno...

Faccio l'appello dopo, non so come funziona questo aggeggio.

Vorrei dirvi alcune cose sul concetto di maturità.

La maturità è la condizione che io credo di non avere ancora raggiunto

ma è importante per tutti gli esseri umani.

William Shakespeare nel "Re Lear" che vi consiglio di leggere

in una delle ultime scene uno dei protagonisti dice...

"Ripensess is all" che tradotto vuol dire "maturare è tutto".

La maturità è quella condizione

che vi farà viaggiare dall'adolescenza nel mondo.

- Posso ? - Sì. Dimmi prima il tuo nome, visto che... - Greta Rivalta.

-Benvenuta, prego. -Posso contestare la cosa che ha detto ? -Magari.

Per me la maturità è quella cosa

che rende l'essere umano pronto a diventare utile. - A cosa ?

Utile nel senso di... adulto, cinico, indifferente.

Da piccoli siamo poetici, poi diventiamo disponibili.

- Chi offre di più ci compra. - Neanche a fare così però !

Non vedono l'ora di metterci in riga per sfruttarci.

Io capisco il tuo punto di vista, ma il mio è molto diverso.

- Sapevo che non aveva la mia stessa opinione. - Perché ?

- Perché lei sta dall'altra parte. - Quale ? - Quella del potere.

Non intendo il potere nel senso di denaro.

- So che i professori sono morti di fame. - Su questo sono d'accordo.

Concorda con ciò che ho detto, con il fatto che il suo potere in aula

è che lei sa più cose di me ? - Infatti è così.

Siete qui per imparare quello che io già so e che voi ancora non sapete.

Solo facendo così un giorno saremo uguali.

Scusate, cerco di capire come funziona.

Perché ti sta sulle palle il prof, se non lo conosci ?

Conosco quelli come lui. Non mi faccio incantare.

Non ti fai incantare ?

Mi piace. Allora neanch'io.

[BUSSANO ALLA PORTA]

- Avanti. - Buondì.

- Egidio, buongiorno. - C'è un ragazzo nuovo. - Ciao.

E' entrato in quarta anziché in quinta. Se ne è accorta la Morelli.

Sembra che sta con voi. Può controllare ?

Sì... No. Mi aiuti lei, non ho capito bene... Lei capisce ?

- Come ti chiami, scusami ? - Zeno. - Di cognome ? - Lulli.

Eccolo qui. Sì, sei con noi. Okay.

- Egidio, prende il mio posto o... - Vado a "bidellare". - Vada.

- Arrivederci. - Arrivederci, grazie. Da che liceo vieni ?

- Da... nessuno. - In che senso ? - Non sono mai andato a scuola.

- Come sei arrivato in quinto ? - Ho fatto "home schooling". - Che cosa ?

- Ho studiato a casa. - I tuoi sono contrari al sistema scolastico.

- Sì, abbastanza. - Che è successo ? Perché hanno cambiato idea ?

Non hanno cambiato idea, ma ho 18 anni e decido per me stesso.

- Voglio fare la Maturità in una scuola... vera. - Allora benvenuto.

L'unico posto disponibile è vicino a Viola.

-Benvenuto. -Grazie. -Dove hai lasciato il San Bernardo ?

- Oh ! Chiedo perdono, mi dispiace. - Tranquillo, figurati.

Perché chiedi scusa ?

- Che hai dentro lo zaino ? - I libri.

Li hai portati tutti ?

Li ho comprati tutti, è stata una bella spesa.

- Questo non sta bene. - E' fuori di testa.

- Che è quella cosa ? - Niente, è una fissazione di mia madre.

- Cioè ? - E' una sua specialità, la cotognata.

La cotoletta ? Tu sei proprio fuori.

- E' una marmellata di mele cotogne. - Andiamo bene.

Ragazzi, contenetevi. Manuel, ti prego. Dài.

Benvenuto in questa classe di scemi.

Greta ? Ciao, sono Simone, quello che non si fa incantare.

- Sono anche il figlio del prof con cui ti sei scannata. - Ah.

- Ti è dispiaciuto ? - No, figurati. Non mi faccio incantare.

Se mio padre va da una parte, io vado dall'altra.

Cerco di fare lo stesso con mia madre

ma non credo di riuscirci. Sono stronza perché ho preso da lei.

Tu ridi, ma è un incubo, anzi...

Scusa ! Non ti sembra di essere stata un po' fanatica in classe ?

- Che vuoi ? - Sei stata stronza con Viola, no ? - Può dirmelo lei.

- La difendi perché è disabile ? - No, è mia sorella.

-Basta. Finalmente una persona tiene testa a mio padre. -E' solo stronza.

-Sei tu stronzo. -Abbassate i toni ? -No. -No. -Scannatevi. -Aspetta.

- Non lasciarmi con questo scemo. - Vedi che è stronza ? - E' innocuo.

- Non mi fido. - Me ne vado io, questa sta fuori.

-Lascialo stare. Lo conosco, fa così perché gli piaci. -Pensa che culo.

[CAMPANELLA]

E' come un telefonino grosso.

-Perché se tocco qua, inizia da capo ? -Lei spinge troppo.

- Era meglio quello di carta. - Sono d'accordo, ma tocca usare questo.

- Buongiorno. - Mi scusi. - Prego.

-Leone, come va ? Fatta già la prima lezione ? -No, sto andando.

- Cerco la 5 B. - E' quella, è la mia sezione, ti accompagno.

- Vuoi che ti presento ai ragazzi ? - No, faccio senza balia.

- Grazie, professore, anzi, Dante. Ora dobbiamo darci del tu. - Certo.

- Sarà strano. Grazie, a dopo. - Ciao, buon lavoro.

Buongiorno, sono il vostro nuovo insegnante di fisica e...

Avete mai sentito quel detto che fa: "La filosofia è quella cosa"

"con la quale e senza la quale il mondo rimane tale e quale" ?

Per quanto riguarda la fisica è tutto il contrario.

Preparatevi a rivoluzionare

la vostra percezione delle cose e forse di voi stessi.

- Carino. - Cominciare è sempre complicato, inizio presentandomi.

Mi chiamo Leone Rocci, ma voi dovete chiamarmi professore

vi tocca fino a fine anno. Ho 37 anni e sono nato da queste parti.

Ho vissuto fuori, sono laureato in Astrofisica. Sapete che cos'è ?

- E' lo studio dell'Universo. - Esattamente.

Ho scelto di intraprendere questo percorso di studi perché da sempre

ho avuto una fascinazione per il concetto di assoluto.

Ho pensato che bisognava studiare, indagare l'infinitamente piccolo

per arrivare a capire qualcosa dell'infinitamente grande

cioè dell'assoluto. - Perché l'assoluto ? - Bella domanda.

Penso che sia iniziato tutto alla vostra età, quando facevo il liceo.

Avevo un compagno di banco con il quale ero molto amico.

Parlavamo spesso di Dio.

Ho pensato che per cercare Dio dovevo cominciare dal cielo

dalle stelle, il luogo più misterioso che conoscevo.

- Ha trovato Dio ? - No. Ovviamente no, però continuo a cercarlo.

Il senso di tutto è lì, no ?

Continuare a cercare di conoscere l'inconoscibile.

Volevo parlarvi di questo. Vorrei fare con voi, prima della Maturità

un percorso di ricerca partendo da ciò che conosciamo

mondi, pianetti, soli fino ad arrivare a luoghi più sconosciuti.

I buchi neri, i buchi bianchi che sono ancora solo una teoria

e le galassie più lontane. Vi va ? (insieme) Sì. - Bene.

Avete visto quanto è figo ? Secondo me non è un professore

e siamo in un reality. - E' troppo bello, sembra un attore.

- Lui è bello ? Allora io che sono ? E dài. - Ma che vuoi ?

- Che scrivi ? - Traduco dal polacco all'italiano.

E' per quel lavoro che mi ha trovato tuo padre.

Non posso aiutarti, non so il polacco, ma non lo farei lo stesso.

- Sssh ! Silenzio lì in fondo. - Scusi.

- Okay. Chi è il più bravo in matematica ? - Simone. - Viola.

- Tu sei Viola ? - Sì, ma è Simone. - Così fa le domande difficili a me.

Lo chiedo perché Galileo diceva...

"L'Universo è un libro scritto in caratteri matematici."

Lo avete studiato in filosofia, no ?

- No, non abbiamo ancora fatto Galileo. - Non l'avete ancora fatto.

- No. - Sul serio ?

Molto grave.

[DIALOGHI NON UDIBILI]

Dunque, signori insegnanti

qui c'è da affrontare l'emergenza professoressa di inglese

che ha scoperto di essere incinta e si è messa in maternità.

Le classi nelle sue ore sono vuote, serve qualcuno che le copra.

Chi si offre ?

Io lo farei, ma sono nel mezzo del trasloco, non ce la faccio.

- Anch'io non sono disponibile. - E quando mai sei stato disponibile ?

- Cara, sbagli. Proponiti tu ! - Non posso, sto frequentando un corso.

- Sì, di flamenco. - Sì, che c'è di male ? - Lo so io.

- Lo sa lei. - Io potrei. Non frequento corsi di flamenco

non ho famiglia, quindi... - Ah ! Davvero ?

- Sì, ho tutto il tempo necessario. - Bene. E' fantastico, no ?

- Sei un tesoro. - Grazie. - Prego.

- Oh ! Nina, entro con te ? - Meglio di no.

Gli incontri con gli assistenti sociali mi mettono ansia.

Se sono da sola, mi controllo. Se vieni tu, mi sento forte e litigo.

-Ti aspetto. -Non so quanto ci metto, magari un'ora. -Mi trovi qui.

Okay.

- Andrà tutto bene ? - Sì. Vieni qua.

Me lo sento.

Ecco qua. Allora...

Ciao !

- Posso... - Arrivo. Il tuo resto e grazie.

- Grazie, arrivederci. - Ciao.

- Ciao. - Ciao. - Che libro ti serve ?

No, era una scusa... per vederti.

- E' tanto tempo che... - Sì, è tanto.

- Come va la convivenza con Manuel e Viola ? - Boh !

Abbiamo appena cominciato, però mi sembra bene.

Manuel è quello che è, ormai sono abituata

e Viola... Viola è un amore.

Questa giacca, Dante... E' bella, però...

Qualcosa di più colorato, vistoso, un po' più...

Mi sei mancata.

Anche tu.

Dante, scusa, eh ?

Non ci siamo detti, per la nostra salute mentale

che è meglio stare lontani ? - Sì, l'ho proposto io. - Appunto.

Insieme facciamo solo casini.

Ecco, allora possiamo non parlarne più ?

Amici ?

- Amici. - Oh !

Allora, com'è andata questa estate ?

Con Simone abbiamo accompagnato sua madre a Glasgow

e abbiamo girato la Scozia. - Che bello !

Un'indigestione di brughiere, scogliere, castelli, fantasmi.

- Fantasmi ? - Sì, il posto ideale per vederli. Vedevo sempre te.

- Smettila, Dante. - Chiedi a Simone. Ho fermato una di spalle

perché pensavo che eri tu. - Certo. Anche Simone vedeva i fantasmi ?

No, Simone pensa a Mimmo, non riesce ad accettare il fatto

che non potrà più vederlo. - Povero amore.

- Posso chiederti una cosa ? - Tu puoi chiedermi tutto, lo sai.

No, così, io... Mi chiedevo se in questi mesi...

Hai una donna ?

- No. Tu ? - No ! Scherzi ? Io ho chiuso con gli uomini.

Anch'io ho chiuso con gli uomini.

- Scema io che ti faccio queste domande. - Perché ?

-Perché la risposta è chiara. -Che ? -E' chiarissima, è lampante.

Bene.

- Ahò ! Com'è andata ? - Male. - Che vuol dire ? - E' andata male !

- Che dicono ? - Faranno richiesta al giudice, ma non devo contarci.

Non gli frega neanche che lavoro, è gente cattiva !

Mi detestano, è chiaro che mi odiano.

Non ce la faccio più a stare senza Lilli.

Come ultimo atto la preside Smeriglio

ha firmato la sua convocazione come supplente di inglese

visto che è risultata prima in graduatoria.

- Non sapevo niente. - Non ha fatto domanda ?

Sì, la faccio tutti gli anni, però non avevano mai risposto.

Stavolta la domanda è stata accolta.

Alla scuola serve una risposta a breve o dovremo chiamare un altro.

Certo.

Accetta ?

Come faccio ? Quanto tempo ho per...

- Un giorno, al massimo due. - Ah, sì ?

Okay.

Insomma...

C'è la possibilità che io venga a insegnare inglese a scuola vostra.

- Però non lo so. - Mi sembra una cosa bellissima. - Sì...

Con la libreria come faresti ?

Venire a scuola non mi impegnerebbe troppe ore a settimana.

- Accetta, ti è sempre piaciuta l'idea di insegnare. - Sì, ma...

Tra l'altro puoi vedere il filosofo tutti i giorni.

Magari da cosa nasce cosa.

Sei quasi patetico, lo sai ?

E' proprio questo il problema, stupido.

Io non lo voglio frequentare regolarmente.

Abbiamo chiuso, lo abbiamo deciso insieme.

Sto bene senza uomini intorno.

Come senza uomini intorno ? Io che sono ?

Tu sei l'uomo che mi ha complicato la vita e che continua a farlo.

- Che carina ! Grazie, mamma. - Prego, amore mio.

- Ogni tanto lo sogno. - Chi ? - Dante.

Non vorrei, ma lo sogno. Mannaggia...

- Io vado. - Sì. Dove vai con il cuscino ? - Dormo da Nina.

Porto il mio perché il suo è scomodo. Ciao, belle mie.

Ecco, questo è Manuel.

E' normale che uno che va a dormire a casa di una ragazza

porta il cuscino ? - Preferivi un figlio preciso, ordinato ? - Sì.

Un figlio banale, aaah !

Bugiarda.

Ho portato gli ovetti di cioccolato che piacciono a Lilli. Fermati.

- Non mangiarli tutti come l'altra volta. - Li ho mangiati piangendo

perché non me l'hanno fatta vedere. - Va bene, hai ragione.

Sono uno stronzo, me ne ero dimenticato. Tieni.

Stasera mi è venuta una mezza idea.

- Quale idea ? - Poi te la dico.

[# CERCO UN'ALTRA SCUSA, LA PARTITA, IL MAL DI SCHIENA]

[# CON IL TRAFFICO DI ROMA CI SERVE UNA SMART.]

[# MA TU NON TI ARRENDI MAI.]

[# LAMPI NELLA STESSA NUVOLA, UN GIORNO RASSERENERA']

[# DAMMI UN BACIO, OH, YEAH.]

[# NON LO SO, PROPRIO NON LO SO, A VOLTE VORREI DIRTELO.]

[# NON TI BASTA UNA VITA NORMALE,] [A ME BASTA CHE MI VIENE A SALVARE.

[# NON LO SO, PROPRIO NON LO SO, A VOLTE VORREI DIRTELO.]

[# NON TI BASTA IL MIO RESPIRO SUL CUORE]

[# A ME BASTA CHE MI VIENI A SVEGLIARE. #]

[SQUILLI DI CELLULARE]

Pronto ?

- Simone, sei tu ? - Sì. Chi parla ?

Sono Thomas, non so se ti ricordi di me.

Thomas... no.

Ho cambiato voce, anche tu hai cambiato voce.

- Andavamo alle elementari e alle medie insieme. - Thomas !

- Certo che mi ricordo. Come stai ? - Sto abbastanza bene.

Senti... io sono in giro, ti va di raggiungermi ?

Ho... un'idea in testa, ma non sono mai riuscito a mettere a fuoco.

Quando ti ho vista uscire devastata da quell'incontro

è diventato tutto più chiaro. - Che cerchi di dirmi ?

Che cerco di dire ? Allora...

- Sposiamoci. - Manuel, non prendermi in giro. - Non lo faccio.

Con il matrimonio risolviamo tutto.

- Mi infastidisci quando dici queste cazzate. - Non sono cazzate.

Mio padre ha i soldi, per quelli dei servizi sono un buon partito.

- Stai dicendo sul serio ? - Sì.

Migliorerebbe anche con il giudice, non potrebbe più negarti la bambina.

- E' possibile, però... - Ahò ! Io la proposta te l'ho fatta.

Non mi sono inginocchiato, non ti ho dato l'anello, ma è già una cosa.

Nina, o dici di sì o dici di no, non c'è un'alternativa.

Sì.

Sì ?

- Sì. - Sì.

Sì.

Sì.

- Sì ? - Sì.

Con i tuoi siete sempre in quella casa ?

Sì. Papà ha deciso di tenerla

quando è andato a dirigere la Banca di Ginevra. - Stanno bene i tuoi ?

- Stanno bene. Tua madre che dice ? - Mia madre vive in Scozia.

- Io vivo con mio padre. L'hai conosciuto, no ? - Sì.

- Quando ti ho accompagnato... Dove stavamo ? A Torre del Greco. - Ah !

- Sì, un incontro memorabile. - A me stava simpatico.

Non dico niente perché sono suo figlio, sennò...

- E' in classe da noi, insegna al Da Vinci. - Sì ? - Sì. Pensa che palle.

- Tu dove stai ? - Io sto al Quintino Sella, 5 H.

Perché al Sella ? Chi ha fatto le medie da noi è al Da Vinci.

E' più comodo, da casa mia è più vicino.

Sì, effettivamente...

-Peccato, sarebbe stato bello tornare in classe insieme. -E' vero.

Però così ti eviti mio padre.

Sai... pensavo che non ti avrei più rivisto.

Anch'io.

Sei scomparso.

Sei una di quelle persone che anche se sparisce, continui a pensarci.

Adesso siamo qui.

-Tu sei qui. -Io sono qui. -Anch'io sono qui. -Anche tu sei qui.

- Tu sei sempre tu. - Sì.

- Invece tu sei cambiato, sei diverso. - Cioè ? - Sei diverso.

- In che senso ? - Non lo so. - E' un complimento o un'offesa ?

Questo... Questo devi capirlo tu.

- Se devo capirlo io, dobbiamo rivederci. - Va bene.

- A noi due. - A noi due.

(Non so bene come iniziare questa mail.)

(Non mi viene naturale "caro papà", ma non posso neanche scrivere)

(al megadirettore galattico Nicola Brandi, anche se quello sei.)

No, non va bene.

(Buongiorno, padre, vado subito al punto.)

(Ho deciso di sposarmi. Non chiedo la tua benedizione)

(ma avrei bisogno di qualche sicurezza economica.)

(Lei la conosci, è Nina.)

(Tu sei il primo al quale racconto questa cosa.)

Simone ?

- Scusami, posso chiederti dove sei stato ieri sera ? - Mi controlli ?

- No, sono tuo padre, mi interesso a quello che fai. - Ero in giro.

- Sono tornato presto, eri già a letto. E' l'età ? - No, non è l'età.

-E' che... mi manca Anita, mi manca tua madre. -Non sono la stessa cosa.

No, dico che se avessi una compagna, starei meglio.

-Ne hai avute di compagne. -Sì. -A proposito ! Sai chi ho visto ieri ?

-Thomas, lo ricordi ? -Il tuo amico del cuore delle medie ? -Esatto.

Ricordi quando siamo venuti da te a Torre del Greco

e ti abbiamo trovato a letto con una sconosciuta... cinese ? - Coreana.

La professoressa Kim dell'Istituto di Lingue Orientali.

La professoressa Kim era nuda e noi avevamo 13 anni.

Ricordi quando Thomas è andato in Svizzera e io ho pianto per giorni ?

- No, non lo ricordo. - Certo perché non c'eri, non ci sei mai stato.

- Non cominciare adesso a controllarmi. - Va bene. - Ciao.

- Dove vai ? - Al mare, papà. A scuola, dove devo andare ? A scuola.

- Ciao, devo prendere i libri. C'è Viola ? - No, è già uscita.

[NOTIFICA]

- Ciao. - Ciao.

- Senti... Volevo renderti partecipe di una decisione che ho preso. - Ah.

Mi sposo con Nina.

Auguri. Che bomboniere fate ? Eh ?

L'ho già detto a mio padre, non serve che gli scrivi.

L'hai detto prima a papà che a me ? Ci resto male.

Pensavo che reagisse meglio, invece... sbagliavo.

- Sei serio ? - Sì, sono serio.

- Vedo che neanche tu sei d'accordo, giusto ? - Non sono d'accordo !

- Che cazzo dici ! Ti sposi ? - Sì. - Siete troppo giovani.

- Queste cose vanno pensate... - Mamma, ho 18 anni ! Ho 18 anni !

Per legge posso fare quello che voglio, rassegnati.

Che c'è ? Che fai ?

- Mi manca il respiro, non so che succede ! - Ti prendo l'acqua ?

In questa casa solo io sono maturo, solo io !

- Ho avuto un calo di pressione... - Bevi.

- Non ho sete ! - Bevi l'acqua ! Non fare storie.

- Mhm ! - Meglio ? Respira.

Devo andare a scuola. Guardami, guardami, guardami.

Anche se mi sposo, la donna della mia vita resti tu.

Sei molto bella.

Ciao.

Non è giusto però ! Non è giusto !

- Com'è ? - E' buono. - Ti manca la caffettiera a casa ?

Bevono tutti il mio caffè !

Manuel ?

- Buongiorno. - Buongiorno. - Devo raccontarti un po' di cose.

- Anch'io. Parti tu. - Vado io ? - Sì. - Ho incontrato un ragazzo.

- E' un amico delle medie, il primo per il quale... - Ho capito.

- No, non ho capito neanche io. - Lui l'aveva capito ? - Non lo so.

Mi ha detto che è bisessuale, gli piacciono le ragazze e i ragazzi.

- Ahia ! Sei a rischio, come al solito. - No, ho imparato.

- E' che... - Ahò. Non dici niente a me ?

- Sì. Che ne pensi ? - No, che cosa mi è successo. - Che ti è successo ?

- Beh ? - Mi sposo.

- Dài, che ti è successo ? - Mi sposo.

- Con Nina ? - Sì, con Nina. Devo sposarmi con te o Egidio ?

Lo faccio per lei, la bambina, la situazione...

Certo. Prendi la bambina, vai a casa con Nina da mamma e Viola

e fate la famiglia felice. - C'è tanto spazio.

-Non dire che non è una buona idea perché lo è. -No, è un'idea geniale

perché tu sei matto. Che ti sposi ? Devono metterti la camicia di forza.

Tu non hai ancora capito che la pazzia migliora la vita.

- Come si chiama tutto questo ? - Lo so, maturità.

Sì, si chiama maturità.

- Buongiorno. (insieme) Buongiorno.

Buongiorno.

Possiamo fare una chat di classe. Immagino ne abbiate già molte.

- Serve per confrontarsi sulle ricerche... vi va ? - Va bene.

- Manca lei, professo'. - Lo sapevo.

Io non ho il cellulare, l'ho perso e i miei non me lo ricomprano.

- Se vuoi, te ne do uno io. - E come fai ? - Ne ho altri. - Non importa.

- Te lo porto domani. - No, posso farne a meno.

Dài il numero, loro ti aggiungono e quando lo recuperi, ci sei già.

- Okay. - Lo sai che sei una frana, vero ? - Lo so, purtroppo.

-Stai attenta, questo non è tanto normale. -Ma dài.

- E' vero. - Sì, è vero. - L'elettromagnetismo.

[CAMPANELLO]

Ciao. Ti ho riportato delle cose che Manuel ha scordato a casa nostra...

a casa mia, diciamo. Tieni.

- Che succede ? - Mi è caduto addosso un macigno.

Sono angosciata, solo tu puoi aiutarmi.

Tu realizzi quanto può essere deficiente

uno che sembra normale, a volte anche intelligente. - Sì, diciamo.

E' desiderio di libertà, il senso d'onnipotenza che hanno a quell'età.

Non per sdrammatizzare la situazione, ma Simone ieri sera

è uscito ed è scomparso per quattro ore. - E' tornato ?

- E' tornato. - Ecco, bene ! Ti rendi conto, Dante ?

Hanno 18 anni, sembra che ne hanno 4, 5.

- Parlo con Manuel, cerco di farlo ragionare e vediamo. - Non ragiona.

[SQUILLI DI CELLULARE] Arriva lui e parla con Manuel !

- Aspetta, scusa. - Però, Dante... - Sì, pronto ?

- Dante ? - Sì. - Sono Lombardi. Stai male ? - No, perché ?

Come perché ? Hai dimenticato che oggi arrivava la nuova preside ?

-Ci stiamo presentando tutti, manchi solo tu ! -No, che scordato !

Scusa un attimo. Posso parcheggiare lì ? Grazie mille.

- Sto parcheggiando, due minuti e sono da voi. - Dài ! - Scusami, eh ?

Niente, devono presentarmi la nuova preside. Devo andare.

Su, eh ! Dài !

- Ci parlo io ! - Certo ! Ci parla lui...

Ma come si fa...

- Come ti trovi qui ? - Mi hanno riservato un'ottima accoglienza.

Buongiorno, scusate il ritardo, il trasloco...

Eccolo.

Signora preside ? Signora preside ?

- Sì ? - Le presento il nostro professore di filosofia. - Ah.

- Dante Balestra. - Irene Alessi, piacere. - Irene, bel nome !

In greco antico significa "pace", lo prendo come un buon augurio.

- Per... Per tutti noi. - Quanto ottimismo, professore ! Vedremo.

Scusi.

E' la preside.

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