All language subtitles for La.Casa.de.Papel.S02E01.1080p.NF.WEB.DL.DDP2.0.x264.Mooi1990

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Original subtitles

Attenzione a tutte le unità...

Cercate in salotto...

Siamo al primo piano.

La stanza ad ovest sembra un'aula.

Vedo degli sgabelli, una lavagna...

nessuna presenza umana.

Ispettrice...

abbiamo trovato dell'altro.

Che nell'aula entri solo la scientifica.

Ci conti.

Ispettrice.

La cucina e il bagno sono pieni di tracce.

Seguimi.

Che cos'è?

Sembrano acciughe.

Alici.

Ispettrice, i registri delle vendite rubati dalla farmacia di Palomeque...

erano in un cassetto.

Cazzo.

Chi li aiuta dall'esterno è stato qui...

meno di 30 ore fa.

Mandate delle pattuglie su tutte le strade della zona.

Attenzione: bloccate tutte le strade nel raggio di 10 km.

Il sospettato può essere in zona, ripeto, il sospettato può essere in zona.

Ricevuto. Unità allertate e in movimento.

I livelli di adrenalina e cortisolo dell'ispettrice si impennarono.

Battito e pressione arteriosa aumentarono...

proprio come una leonessa poco prima di prendere la gazzella.

Era elettrizzata...

e sentiva il respiro della sua preda molto vicino.

LA POLIZIA INDAGA SU UNA RAPINA AD UNA BANCA

COLONNELLO PRIETO

VICEISPETTORE DI POLIZIA ANGEL MURILLO

Abbiamo trovato otto impronte diverse. Su una abbiamo già un riscontro.

Appartiene a Silene Oliveira...

alias Tokio.

Raquel era tormentata dai dubbi.

Quelle prove erano veramente una pista da seguire...

o un altro vicolo cieco in cui restare incastrati?

Non ha alcun senso.

Raquel aveva ragione.

Perché il Professore aveva pianificato di portare la polizia fino a Toledo...

e aveva preparato per loro una scena del crimine degna di un oscar...

e piena di DNA di persone che con la rapina non avevano niente a che fare.

Ma non aveva previsto di dover tornare...

per lasciare le impronte di coloro che la polizia aveva già identificato.

Berlino, Rio...

e io.

E già che c'era pensò di distrarli con delle acciughe...

e i registri della farmacia.

Il suo unico obiettivo era portare Murillo in un vicolo cieco...

in cui avrebbe perso almeno tre giorni.

Tre giorni molto produttivi per noi...

perché valgono tanto quando si stampano banconote per otto milioni all'ora...

soprattutto con l'aiuto fondamentale degli ostaggi.

Forza, ragazze, voglio questi contati entro mezz'ora.

Che ti succede? Coraggio, piccola, guarda con che sorriso lavora qui la gente.

Lavorare, lavorare! Che il lavoro nobilita l'uomo, cazzo!

Convertiti in complici con l'illusione di ricevere, un giorno, per posta...

un milione di euro.

Tu vieni con me.

Qualcosa non quadrava.

Su qui muri non c'era nulla che non sapessero già.

Se il Professore aveva calcolato che avrebbero impiegato tre giorni...

all'ispettrice bastarono 50 minuti.

Suárez.

Chiama Alberto e fallo venire il prima possibile.

Alberto...

il tuo ex marito.

Non è il migliore della scientifica? Allora, che venga.

Attenzione, comunicazione alla centrale. Servizio operativo 315 alla tenuta di Toledo.

L'ispettrice Murillo richiede la presenza dell'ispettore Vicuña della Scientifica.

La casa de papel - 1x10 Se acabaron las máscaras

Raquel, sono Julia, la maestra di Paula...

volevo avvisarti che il padre di Paula è venuto per portarla a pranzo fuori.

Ha detto che era una festa di famiglia.

Vorrei parlarti.

No, non è per Paula, Paula va bene,

ma suo padre mi ha invitato a bere un caffè dopo la scuola e...

non so bene come...

comportarmi.

- Non può passare. - Permesso, conosco l'ispettrice.

- Raquel. - Raquel.

Salva.

Scusami, volevo solo salutarti.

- Scusami tu per tutto. - No, figurati, stai lavorando.

Non fa niente. Senti, vado per dove siamo arrivati, arrivo in paese...

- e trovo un autobus per Madrid. - Aspetta.

Suárez.

C'è un'auto diretta a Madrid?

Tra mezz'ora spediamo il primo carico di prove a Canillas.

Non voglio disturbare, davvero. Prendo un autobus, non c'è problema.

Se segue il viottolo e poi gira a destra arriva in strada.

- Forse c'è una fermata. - Sì, c'è una fermata.

Salva, non preoccuparti, ti accompagna un collega.

Grazie.

80 ORE DALL'INIZIO DELLA RAPINA

E' ora.

Manca ancora un minuto alle 18.

Date le circostanze...

sai che me ne faccio della tua puntualità svizzera del cazzo.

Terza chiamata senza risposta.

Sono 18 ore che non abbiamo notizie del Professore...

e sappiamo cosa significa.

Faremo una chiamata di controllo ogni sei ore.

E se non ci chiami?

O se non rispondi al telefono?

Nel caso dovesse sorgere un imprevisto...

aspetterete la successiva.

Così fino a completare un ciclo di quattro chiamate, 24 ore.

E se dopo 24 ore non abbiamo più contatti con te?

Allora, quasi sicuramente...

mi avranno arrestato e mi staranno interrogando.

Non abbiamo notizie neanche dalla polizia.

Starà sicuramente succedendo qualcosa.

Che facciamo?

Beh...

manca ancora una chiamata per completare il ciclo.

Quella di mezzanotte.

Quale ciclo?

- Quello della trappola, cazzo? - Denver, stai calmo.

Il Professore starà risolvendo qualche questione in sospeso.

Non dobbiamo preoccuparci...

per ora.

Continuiamo a controllare gli ostaggi, e a stampare i soldi, in pace.

Vado a riposare un po'.

Ci prendi per il culo?

Con i guai che abbiamo, tu vai a scopare?

Tokio, per favore.

- Cosa? - Non c'è motivo di essere volgari.

Non ce n'è bisogno, non ti si addice, primo, e secondo...

se dovessi cercare...

un alleato qui, in questa banda, in termini edonisti...

sceglierei te.

Che è successo al "carpe diem"?

E' successo...

che il piano se n'è andato a puttane.

Ma a te poco te ne frega...

perché sei spacciato...

ma non a me.

- Me ne vado. - Che grandissimo figlio di puttana.

- Ecco l'altra. - E' vero che ti scopi una degli ostaggi?

Chi è? Quella poverina...

che fa avanti e indietro come una cazzo di segretaria?

Poverina no, si chiama Ariadna.

Nairobi.

E sì, abbiamo legato.

Il giorno in cui siamo arrivati qui Ariadna tremava in un...

modo che ho riconosciuto. Quella...

fragilità e quella delicatezza mi hanno colpito.

Bel discorso di merda.

Non c'è niente di più vile che scoparsi un ostaggio.

Ma dai, alla fine...

non c'è mica niente di male a stare con un ostaggio.

Che c'è?

Mi si può accusare di scopare bene o male...

ma non di usare le minacce per farlo.

Denver...

no.

Che c'è? Sì, sì...

anch'io ho una relazione...

con Monica Gaztambide.

- Che dici, figlio mio? - Le ho salvato la vita...

e lei mi ha abbracciato e baciato. Io non l'ho obbligata, era amore.

Ma che amore, testa di cazzo?

- Sai cos'è la sindrome di Stoccolma? - Senti, Nairobi, no...

non so cos'è questa sindrome.

Ma se ha una sindrome o qualche malattia, l'affronteremo insieme.

No, non la supererete insieme, perché la causa scatenante sei tu.

La sindrome di Stoccolma è quando l'ostaggio...

prova dei sentimenti per il proprio sequestratore.

Questa ragazza è solo spaventata...

ma tu sei solo un'analfabeta del cazzo, e credi che sia amore.

- Che cazzo vi passa per la testa? - Adesso basta.

Nessuno di noi è un premio Nobel...

ma dobbiamo smettere di buttarci merda addosso.

- Ci troviamo in una situazione critica. - No, saremo in una situazione critica,

se il Professore non chiama entro 6 ore.

In tal caso attiveremo il piano Chernobil.

Il Professore...

non ce ne ha mai parlato.

Cos'è il piano Chernobil?

Se tutto andrà secondo i piani non lo saprete mai.

Perciò, per favore, cerchiamo di avere un po' di pazienza.

D'accordo?

Ora, vogliate scusarmi, ma io vado a schiarirmi le idee.

Salva...

credi che debba mollare il caso?

Non so, dico che non sto bene, chiedo un permesso...

mollarlo.

Beh, è una domanda molto personale.

Perciò te la faccio.

Siamo andati a letto, conosci già anche mia madre.

Era per dire che è una domanda alla quale solo tu...

puoi rispondere. Soltanto tu sai come ti senti al riguardo.

Mi sembra una cosa più grande di me.

- Magari, un'altra persona al mio posto... - No, questo no, Raquel, no.

Se hanno scelto te per gestire una crisi del genere è perché...

nessuno meglio di te può gestirla.

Non lo so. Eppure nella tenda...

quando parlo col tizio con cui tratto, il Professore...

lì mi sento utile.

E guarda che mi tocca rispondere a domande...

del tipo...

"che cosa indossa?"

- "Che cosa indossa?" - Sì.

Però, non lo so, qui...

in campo aperto, sento...

che è più forte di me. Non posso batterlo.

Non lo so, guarda...

tutta quella gente che lavora.

30 uomini della scientifica...

e io non so da dove iniziare.

Mi sento persa.

Scusami, Salva, ti sto facendo fare tardi, vero?

No, no...

per niente.

Ispettrice Murillo...

l'ispettore Vicuña della scientifica sta entrando nel perimetro.

Vieni con me?

Certo.

Ciao, Raquel.

Grazie per avermi chiamato, hai dimostrato grande professionalità.

Come sta Ángel?

Ancora in coma...

non ci sono novità.

Lui è Salva, un amico...

cioè, il mio attuale compagno.

Salva...

lui è l'ispettore Alberto Vicuña.

Salvador...

Martín, Salvador Martín.

- Piacere. - Piacere mio.

Sono contento che stia con Raquel.

Non ti disturbo, entro e sarà come se non ci fossi, ma devi ragguagliarmi.

E quelli?

460.000 euro.

Un salvagente, se ci beccassero.

Per ricominciare insieme quando usciremo dalla gattabuia.

Li nasconderò qui...

dietro la nostra mattonella.

Faccio un buco col flessibile e poi lo richiudo.

Tra qualche anno torniamo qui e ci compriamo un appartamentino a La Manga.

Beh, solo se esisterà ancora l'euro.

Cazzo, è vero.

Ascoltami.

No, non iniziare di nuovo con la storia che mi vuoi lasciare.

Aspetta almeno che ci arrestino e mi lasci con una letterina, cazzo.

Ascoltami.

Le cose si metteranno molto male...

e io non starò con le mani in mano.

Sono tipa da aprire il fuoco.

Lo so.

Ma tu no.

Devo chiederti un favore...

quando scoppierà il casino...

dovrai consegnarti.

Fatti una bandiera bianca e consegnati.

Sarà la tua attenuante quando le cose si complicheranno.

- Rio... - Quando si complicheranno le cose...

sarò al tuo fianco.

Quando scoppierà il casino...

sarò al tuo fianco...

succeda quel che succeda.

E ti dico un'altra cosa...

io sventolo bandiera bianca solo quando vince il Real.

Va bene.

Allora, che si fa?

Scopiamo?

D'accordo, non è il momento.

Allora facciamo casino?

Facciamolo.

Dai.

Tu la conoscevi quella sindrome?

La sindrome di Stoccolma? Sì.

Ne avevo sentito parlare.

Non l'ho costretta a fare niente, papà, te lo giuro.

Ero andato a portarle da mangiare e...

e lei mi si è buttata al collo...

cercava di baciarmi in tutti i modi, non mi lasciava, papà.

Era reale, era un bacio vero. Le ho anche fatto un balletto.

Guardala.

Quando mai hai avuto una ragazza così?

Beh, c'è stata Vane.

- Vane? - Vane era bella.

Vane non era né bella né sveglia né buona.

Solo che faceva parte del tuo mondo e avevate cose in comune.

E quale sarebbe il mio mondo?

Un mondo di merda, no?

Guardala bene.

Guardala!

Primo...

ha vinto un concorso pubblico, quindi ha studiato e parecchio.

Secondo, il suo ultimo fidanzato era il direttore generale...

della Zecca di Stato e, terzo...

è bella da far girare la testa...

e elegante.

E' di un altro livello, caro mio.

Non so, lei va in Champions e noi invece non sappiamo nemmeno...

- se ci salviamo o no. - Ho capito, ho capito, ho capito.

Ho capito!

Io sono uno stronzo...

devo ragionare come uno stronzo...

e devo sognare come uno stronzo. L'ho capito.

Ferme!

Ha detto ferme, cazzo!

Mani sulla testa!

Si può sapere che succede?

Succede che è tutto molto strano...

e qui non chiama nessuno.

Se dobbiamo finire all'inferno sotto i colpi degli sbirri...

perlomeno lo sapremo dalla tv.

No?

Tranquille.

Mónica Gaztambide, è ora della medicazione.

Nella prima perquisizione abbiamo trovato le impronte di otto persone.

C'è del DNA sui mozziconi, sulle gomme, sugli stuzzicadenti, perfino su uno yogurt.

Più di 100 prove già classificate più quelle ancora da raccogliere.

A quanto pare hanno anche scritto il piano sulla lavagna.

Stiamo cercando di ricostruirlo.

Hanno lasciato scritto il piano?

Sì. Beh...

è questo il problema...

se si tratti di una scena contaminata o di poca attenzione...

nel distruggere le prove.

Sono dentro la Zecca di Stato...

non credo che siano poco attenti e nemmeno poco astuti.

Tutta questa roba non vale niente.

Ángel è arrivato più lontano di te con le impronte che ha trovato.

- Quali impronte? - Non ti ha detto niente?

Aveva recuperato un oggetto personale, un cucchiaino.

Lì abbiamo individuato le stesse impronte che erano nella volante.

Ángel ha beccato qualcuno della banda o comunque c'è andato vicino.

Se qui c'è qualcosa di utile, so dove si trova. Vieni.

Tutto quello che hanno voluto eliminare sul serio...

lo avranno bruciato qui dentro.

E' il modo più sicuro per distruggere qualcosa...

è quello che faremmo tutti.

Ma lì c'è solo della cenere ed è pure poca.

E quella cenere prima era legna, carbone...

ma anche documenti, foto...

un foglio che quando brucia perde gran parte della propria superficie.

Il fuoco crea delle correnti di fumo caldo...

che portano quelle particelle di carta su nella canna fumaria.

A volte, quelle particelle si attaccano ai mattoni ruvidi del muro.

Se c'è qualcosa di interessante, è lì dentro.

Lasciaci lavorare.

Gandía...

prendi occhiali e camera a infrarossi.

Forza, ragazzina, che ho fretta. Dai, muoviti.

Muoviti.

Al lavoro.

Girati.

- Come sei serio. - No.

La smetti? Mi fai cadere il Betadine.

Sì, sì, il Betadine.

Mónica, dico sul serio.

Che c'è, sono...

Sono già finite le nostre...

60 ore di amore?

C'è che tu sei un ostaggio e io il sequestratore...

quindi quando sarà finita questa storia e saremo fuori, vedremo.

Come?

Che è successo?

Vieni.

E' successo qualcosa e non me ne sono accorta?

Forse non te ne accorgi perché sei qui contro la tua volontà, Mónica...

ma tu hai una sindrome.

- Che? Che sindrome? - Di Stoccolma.

Ti innamori...

dello stronzo che ti tiene prigioniera.

E visto che ti fa perdere la ragione, mi tratti come se fossi il tuo ragazzo.

E' una faccenda psichiatrica, se ne occupano i dottori.

Ascolta.

Sai che è la cosa più stupida che abbia mai sentito?

Cos'altro potresti mai dirmi?

Hai la sindrome.

Ma no, Denver, ascoltami. Ti prego.

E se ci fossimo incrociati per strada?

Se ti avessi chiesto delle monete per giocare alle slot, cosa avresti pensato di me?

Mi avresti guardato per più di due secondi?

Dai, rispondi.

No, vero?

Discorso chiuso.

Tu continua per la tua strada...

io per la mia...

senza voltarci indietro.

Aspetta.

Provi qualcosa?

Qualcosa per me?

- Io non ho nessuna sindrome, Mónica. - Dimmi...

tu...

provi qualcosa?

Sì...

ma io per davvero, non per la sindrome di Stoccolma.

Invece tu...

non posso permettere che tu perda la ragione.

Non posso.

Non posso farti questo.

A cosa pensi, occhi verdi?

Ti guardo e voglio che mi racconti tutto di te...

ogni giorno della tua vita...

ogni sorriso, ogni lacrima...

ogni momento di felicità.

Per me sei un mistero affascinante, Ariadna.

Per esempio...

vediamo, il primo bacio.

Ti ricordi chi te lo ha dato?

Come si chiamava?

Raúl.

Raúl.

Raúl si sarà sentito...

un uomo molto fortunato...

come Neil Armstrong quando ha messo piede sulla Luna.

Le prime volte sono speciali...

uniche...

ma le ultime volte non hanno paragone...

non hanno prezzo.

Il fatto è che la gente...

di solito non sa che lo sono.

Vedi...

mi restano sei mesi di vita...

o quattro...

forse anche meno.

E una delle poche cose...

a cui tengo davvero...

sai qual è?

Sapere...

che vivrò qui...

qui dentro...

per sempre...

dentro questa testolina così bella.

Berlino...

è successa una cosa...

grave.

Mi scusi, gli agenti che andavano a Madrid?

Al momento pare che non se ne andrà nessuno.

D'accordo. Bene, mi incammino a piedi.

Posso andare a salutare l'ispettrice?

Mi segua.

Sei sicuro di volerlo fare?

Potresti portarti via tutto.

No.

Da domani non saranno più ricordi, saranno solo...

delle prove contro un ricercato.

La nostalgia è accattivante...

fatichiamo a separarci dai ricordi perché pensiamo che...

che i ricordi siano...

veramente quei momenti felici, ma...

ma non lo sono.

E quello che faremo domani ci obbliga a pensare al presente.

Non al passato.

Lui era tuo padre.

IL RAPINATORE JESÚS MARQUINA UCCISO NEL BANCO HISPANO AMERICANO

E' l'unica cosa che conta.

Lo faremo per lui.

Ci sono più di 50 agenti all'opera in questa tenuta vicino Toledo.

Tra cui l'ispettrice incaricata del caso, il capo dei reparti speciali del GEO...

e alcuni agenti della Scientifica che continuano a lavorare nella casa...

che, secondo fonti vicine all'indagine, potrebbe essere il luogo...

da cui i rapinatori hanno organizzato l'assalto...

Hanno fermato il Professore.

Lo stanno interrogando sulla porta della casa di Toledo.

Il giudice ha deciso il segreto istruttorio, ma pare che la Scientifica abbia prove...

che confermano la presenza nella casa in questione di almeno tre...

Cazzo.

Merda!

Hanno tolto il segnale del digitale, porca puttana.

Non vogliono che sappiamo.

E se è così, di sicuro vogliono fare irruzione.

Possiamo starcene fermi per cinque ore...

o possiamo avviare il piano Chernobyl, che secondo me è la cosa migliore, cazzo.

Il piano Chernobyl è solo per situazioni disperate.

E non credo che sia la situazione più disperata possibile. O sbaglio?

Vi avverto, con quel piano perdereste tutti i soldi.

Io personalmente non ho nessuna voglia di mollare, e tu?

Vuoi rinunciare adesso a quello per cui hai lottato così tanto, Tokyo?

Ragazzi, hanno il Professore.

Non ci sarà nessun tunnel verso l'hangar perché troveremo i GEO ad aspettarci.

Siamo in trappola.

Tra cinque ore il Professore chiamerà, io continuo a credere in lui.

Non amo la democrazia, ma ho una gran voglia di votare.

Chi di voi crede ancora nel Professore?

Helsinki?

Io credo nel Professore.

Rio.

Io credo a quel che vedo.

E vedo che il Professore è fuori dai giochi.

Sto dalla parte di Tokyo.

Mosca?

Ho accettato delle regole, all'inizio.

Le regole non sono state infrante.

Continuo a contare sul Professore.

Denver?

Io voto di andarcene da qui, subito.

Questa storia di diventare multimilionario è più grande di me.

Perfetto Denver, tre contro tre.

Tocca a te decidere.

Lo spareggio.

Ho delle buone ragioni per stare dalla parte del Professore,

quindi se non salta in aria, crederò in lui fino alla fine.

Sto dalla parte di Berlino.

Raquel.

Mi dispiace, non voglio disturbare ma...

ora si sta facendo proprio tardi.

Porto questo alla centrale di Canillas.

Io dovevo proprio andare a Madrid, avrei preso l'autobus.

Se vuoi, lo accompagno.

Cosa?

Per me sarebbe comodo.

Andiamo.

Non giudicatelo.

Helsinki fece quello che doveva.

Quello che fanno i soldati in guerra.

Quello che facciamo con gli animali quando non vogliamo che soffrano.

Senza odio...

come un atto di umanità.

Metti giù la pistola.

E anche io ho fatto quello che dovevo.

Non per odio...

ma come un atto di umanità.

Alla fine...

cosa c'è di più umano di cercare di sopravvivere?

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