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[donna] L'ho presa da scuola e me la sono portata.
Quello ha lasciato la pratica in studio e ha l'udienza.
Proprio oggi che sto così male. Ho un mal di testa…
E mi brucia la lingua. Dico sul serio.
Mi manca il fiato e ho le labbra secche.
E le vertigini?
Sai che cosa mi farebbe bene? Stare un po' con te.
Anna…
Aspetta. E' papà.
- Ciao, papà. Come stai? - Ciao, amore mio. Bene, tu?
- Quando vieni a trovarci? - Io e te ci vediamo venerdì, no?
Okay, ti aspettiamo. Ciao, papà.
- Dài, fai una sorpresa a Gaia. - La vedo già il fine settimana.
Resta in linea.
[allarme]
- Guarda un po'. - Sembrano schegge di metallo.
[Gaia] Mamma!
Mani sulla testa!
- Non ho fatto niente. - Mani in alto!
Anna, che succede? Prendi il telefono.
Io…
- Mamma! - Amore! Gaia!
L'avvocato mi aspetta…
- Stai calma, piccolina. Tranquilla. - [Gaia] Mamma!
[musica]
- Ma chi è quel tipo? - Figo, eh?
Non l'ho mai visto in faccia. Arriva sempre prima e se ne va dopo.
Come mai vieni così presto?
Ansie da scaricare?
Te l'avevo detto di non illuderti con Riccardo.
No, ma non è per quello.
E' che mio padre vuole tornare primario
e questo un po' mi preoccupa.
E allora? Era tutto okay tra voi, no? Che è successo poi?
Occupati degli altri… A me pensa tuo padre.
Vai!
Tutto bene?
Sì, sì, sì.
Devo andare. Salutami il figo.
Dottor Fanti. Aspettava me?
E' passato tempo dal primo test. Quando sarà il prossimo?
Mmm… Ansia di "fare le scarpe" alla Tedeschi?
Non è una gara.
Certo. Le farò sapere dei prossimi test entro due giorni.
Fanti, sinceramente… Perché pensa che sarà di nuovo un buon primario?
- Fa parte del test? - Fa tutto parte del test.
Perché sono ancora un paziente.
So che cosa significa avere bisogno di attenzioni. Permesso?
Si dia da fare. Quello non molla.
E' stata fatta una lavanda gastrica e nella pancia c'erano queste.
Ecco dov'erano!
Scusa, tesoro, le avevo portate in ufficio.
Quelli della sicurezza pensavano che io fossi una terrorista.
Perché aveva delle graffette nello stomaco?
Sembra assurdo
ma mentre lavoro ne tengo sempre una fra le labbra
e ogni tanto per sbaglio capita che la ingoio.
Ogni tanto non direi.
Non bastano i tuoi disturbi? Ora le graffette?
Mi dispiace, hai ragione.
Non scusarti. Soffri di anemia da carenza di ferro.
Non è strano volere ingoiare oggetti non commestibili.
- Davvero? - Si chiama picacismo.
Curata l'anemia, il disturbo passerà e così i dolori.
Il picacismo è una spiegazione generosa.
Perché? Le mancano globuli rossi.
Spiega astenia, emicrania, bruciore…
- Unghie concave. - Coilonichia.
Non mi serve un ripasso dei sintomi dell'anemia.
Ingoiare graffette mi fa pensare a un caso psichiatrico.
Perché? Anna è una madre che lavora e ha un buon rapporto con la figlia.
A dodici anni ha avuto un linfoma che si è leucemizzato.
- Potrebbe essere una recidiva. - Chiediamo un consulto psichiatrico.
Se aspettiamo, la neoplasia può peggiorare.
Convochiamo Valenti che l'ha vista ai tempi della leucemia.
Entrambe le cose. Convoca Valenti e chiedi un consulto psichiatrico.
Dottoressa Tedeschi.
Il dottor Cesconi la vuole per un consulto.
Arrivo.
Non farti fuorviare da Fanti, il caso è tuo e ne risponderai a me.
Buona giornata a tutti.
Simpatica. Seguila, no?
- Come faccio? - Doc, ti copriamo noi. Cane blu.
Cane blu.
Che significa "cane blu"?
E' una cosa nostra… Poi ti dico.
[Damiano] Qualche giorno fa ha avuto uno sfogo cutaneo.
Poi febbre, dolori lombari, debolezza e nausea.
Colpa del vaccino.
- Quale? - [Gabriel] Per la febbre gialla.
Lui e il figlio l'hanno fatto in vista di un viaggio in India.
Mio figlio gira il mondo per lavoro, ma non ha mai visto da dove vengo.
- MURDAB non è esattamente Dubai. - Murbad! Mur-bad!
- Ancora non l'hai imparato? - Che ha assunto finora?
Antipiretici e antidolorifici. Il medico pensava a una sciatica.
Poi oggi è successo questo. Alzi la gamba sinistra.
Adesso la destra.
Paralisi flaccida monolaterale.
Che lavoro fa?
L'allevatore. Ho un centinaio di bovini.
Mi scusi.
- Hai visto la retinite? - Per quella ti ho chiamata.
C'è anche flebite e degenerazione maculare. Venite. Arrivederci.
Ahm… Torno subito.
Sollecita le analisi. Pensiamo ai protocolli di sicurezza.
Scusate… Il paziente non ha capito quello che sta succedendo.
- Ha il virus del Nilo occidentale. - Una diagnosi prematura.
- Dobbiamo fermare il contagio. - Avviene da animale a uomo.
- Dobbiamo isolare l'allevamento. - So come avviene, ma è un'ipotesi.
Il paziente è qui, paralizzato e con la febbre. Parliamogli.
Gli parlerò quando saprò che cosa dirgli.
- Io penso alle analisi, tu vai con lui. - Va bene.
Che succede? Che ha mio padre?
I colleghi pensano al virus del Nilo occidentale.
"Nilo"? Non sono mai stato in Egitto.
Il virus circola anche nelle nostre campagne.
Ma è grave?
Non sappiamo se si tratta di questo. I contagi sono rarissimi.
Appena ne sapremo di più vi informeremo.
- Io ho una domanda. - Prego.
Il viaggio in India. Possiamo confermare le prenotazioni?
Papà…
Ahm…
- Quando sarebbe? - Tra quattro mesi.
Confermatelo. Per allora il problema sarà risolto.
Papà… Valenti ha visitato Anna.
Arrivederci.
Valenti, scusa.
Temi che sia una recidiva?
No, non c'è febbre né sanguinamenti.
Direi di no. Buona giornata.
- Tutto qui? - Un chirurgo tende a non perdere tempo.
Noi non vorremmo perdere Anna.
Perché dici questo?
Non è in pericolo di vita.
Quindici anni fa aveva un linfoma che si è leucemizzato.
L'abbiamo curata e ora ha una vita normale.
"Normale"?
Passa il tempo a chiedere pareri medici.
Tu le hai salvato la vita anni fa. Ma l'hai più rivista?
Merita un po' più di attenzione, no?
Sai che c'è? Io non salvo vite, aggiusto corpi.
A volte ripartono, altre volte purtroppo no.
A prescindere dal risultato
io non mi attribuisco i meriti e neppure le colpe.
Ri-buona giornata.
Dottor Valenti.
Sì. Andarsene dal reparto di tuo padre è difficile.
- Dimmi. - Di questo volevo parlarle.
Sì.
Non volevo fare Medicina Interna, ma c'è stato il Covid.
Non ho avuto scelta, ma ora vorrei cambiare.
E' possibile passare a Chirurgia?
No, stai qui, tuo padre è un dottore pazzesco, ti insegnerà tante cose.
No, però io…
Io non sono più sicura di volerlo fare.
Okay… Però a Chirurgia non ci sono posti.
Ti auguro di ritrovare l'entusiasmo che avevi durante l'emergenza.
- Sì, ma… - Devo andare. Grazie.
Allora? Che facciamo?
Aspettiamo gli esami del midollo per scartare la leucemia.
Risenti il laboratorio.
- Verifica anche il virus Zika e… - Chikungunya.
Caso difficile?
Se sembra facile, vuol dire che ti sfugge qualcosa.
O che sei brava.
Sei spensierato di natura o hai la testa vuota?
Ho un trucco, si chiama distrarsi.
- A volte staccare aiuta. - Davvero?
- Ci proverò. - Stasera?
Ho un invito a una mostra. Di arte ci capisco molto poco
però il vino è buono.
Fosse per te o per l'arte, no. Magari per il vino.
- [Carolina] Ehi. - Hai fatto?
Che cosa?
- Dovevi chiedere un consulto a Enrico. - Certo, vado.
[Gabriel] Elisa! Elisa, scusami.
- Non è che potresti… - No, troppo tardi, sono in ferie.
Tu? In ferie? Da quando?
Nessuno mi aveva dato occasione di chiederle.
Invece Massimo mi porta due giorni al mare.
Gabriel.
- Gabriel. - Ehi.
- Posso farti una domanda? - Dimmi.
- Che significa "cane blu"? - "Cane blu"?
- E' una lunga storia, iniziata con… - [notifica dal cellulare]
Devo andare. Te la dico la prossima volta.
Buongiorno. Dottoressa Tiberi, neuropsichiatra.
Posso farle qualche domanda?
- Come si sente? - Meglio.
Anche se ho mandato via mia figlia. Qui non può stare.
Ora è con il padre?
- Sì, ma non voleva staccarsi da me. - [Agnese] Anch'io sono separata.
So quanto è speciale quello che si crea tra madre e figlia.
Le cose fra noi erano speciali anche prima.
E' fortunata.
- Io e Gaia ci capiamo senza parlare. - Era così anche con sua madre?
Il suo ex marito ha detto che anche i suoi sono separati.
Con loro è diverso. Non hanno mai accettato né Walter né Gaia.
E' dura arrangiarsi da sola.
So badare a mia figlia, se intende questo.
Non ne dubito, ma sono qui per lei, non per sua figlia.
Ora riposi. Magari ripasserò domani.
Andrea… Volete togliermi Gaia?
- Di che parli? - La psichiatra. Io non sono pazza.
Lo so. Era qui solo per conoscerti. Nessuno vuole toglierti Gaia.
Riposati.
I disturbi hanno una componente psichiatrica.
In tutte le risposte ha parlato della figlia.
Per una diagnosi serve tempo
ma c'è un attaccamento compulsivo alla bambina.
Le vuole bene.
E' tipico di madri con disturbi alimentari, come dicono i valori.
- Come immaginavo. - I valori dipendono dall'anemia
e magari da una dieta sbagliata.
La dieta di graffette.
Forse è una forma di depressione.
Per via della separazione e dello stress
di dovere far fronte da sola alle necessità della bambina.
Bene, direi che possiamo fermarci qui.
La dimetto e dico ai Servizi Sociali che le serve uno psichiatra.
Grazie del consulto. Sei sempre la numero uno.
- In un minuto hai capito tutto? - E' solo il mio parere.
Sei condizionata da quello che ti è successo.
Di che parli?
Il tuo giudizio è offuscato dai problemi con l'affido.
Vaffanculo, Andrea!
[musica rock]
Forbici.
Abbiamo un'ospite. Ti sei persa?
Volevo solo assistere, se posso.
E facciamola assistere.
Vieni, avvicinati.
Forbici.
- [Lucia] Da quando hai crisi di panico? - [Gabriel] Da dopo l'emergenza.
Qualcosa in particolare le ha scatenate?
No.
Strano.
Seguo molti colleghi con disturbi da stress post-traumatico.
Ansia, insonnia e depressione sono iniziati con l'epidemia, non dopo.
Io mi sono ammalato. Ho fatto una lunga quarantena.
Hai avuto perdite molto dolorose?
No… Cioè, ne abbiamo…
Ne abbiamo persi molti, ma nessuna paziente in particolare.
- Hai parlato al femminile. - Come?
Hai detto "nessuna paziente in particolare".
Nessuna perdita in particolare. Nessuna perdita.
- E con Elisa, com'è andata? - Perché mi chiede di Elisa?
Volevi separarti da lei per andare in Etiopia
però con l'emergenza avete dovuto lavorare insieme.
Com'è andata?
Al solito.
Il solito era una relazione sentimentale.
Non abbiamo ricominciato niente.
Elisa non c'entra con le mie crisi.
Okay, va bene.
Facciamo così…
Ti do un compito per il prossimo appuntamento.
Scrivere cinque momenti speciali vissuti senza Elisa l'ultimo anno.
Prema sulla mia mano come per schiacciare l'acceleratore.
Okay, ottimo, perfetto. Proviamo di qua.
Vada. Di nuovo.
- Buonasera. - Buonasera.
- Ha i risultati delle analisi? - Non ancora.
- Miglioramenti alla gamba? - No.
La febbre è scesa, magari l'infezione non è grave.
- Sono speranze premature. - Devono esserlo, o sono certezze.
Appunto. Certezze, atteniamoci a quelle.
Grazie.
[vibrazione di cellulare]
Scusate.
Sì, i bond giapponesi…
- Che lavoro fanno i vostri figli? - Io ne ho una medico.
Ah. I suoi?
Non ne ho. Ma mia madre era medico.
Ah. E i suoi genitori?
Medici.
Fortunati. Se ci sono passioni in comune, ci si capisce.
E' vero, io e mia figlia ci eravamo allontanati
poi lavorare insieme ci è servito per riavvicinarci.
Invece io e mio figlio non ci capiamo per niente.
Però le vuole bene.
Sì, ma io mi occupo di campagna, di animali.
Sandeep è bravo con i numeri, si occupa di finanza.
Sono orgoglioso di lui, ma è come un estraneo.
Il viaggio in India ci farà sentire uniti, anche se siamo diversi.
Ma è solo una speranza, non una certezza.
Il Covid è stato un po' la mia India.
- Che vuoi dire? - Voglio dire… Io e mia madre.
La malattia ci ha unite.
Se non fosse per quello, forse saremmo rimaste lontane.
Ho un solo rimpianto. Non avere lavorato con voi in quei giorni.
Sei parte di questa squadra e lo sarai sempre.
Senti, ma che significa "cane blu"?
Hai ragione. "Cane blu" è la storia di un bambino…
Presto! Anna si è sentita male!
La pratica… L'avvocato aspetta…
Ehi, ehi!
- Ssh… Vieni qua, vieni qua. - L'avvocato…
- La pressione è crollata. - Com'è possibile?
L'avvocato…
Il problema è organico.
Non c'è segno di tumori né di emorragie.
L'anemia e il crollo di pressione sono inspiegabili.
Forse c'è un modo per capire, ferroeritrocinetica.
Cioè?
Iniettiamo ad Anna del ferro radioattivo
che va nel midollo e si lega ai nuovi eritrociti.
Così vediamo come si comportano. Che dici?
Domani procediamo.
- Meglio farlo subito. - Non c'è tutta questa urgenza.
Non si sa finché non capiamo che cosa succede al sangue di Anna.
Io sono pronto a iniettarlo subito. Rick?
Certo, Doc. Cane blu.
- Cane blu? - Mi sembra esagerato. Devo andare.
- Dove vai? - Ho un appuntamento.
Ha un appuntamento.
[vibrazione di cellulare]
- Pronto? - Ehi, sei ancora qui?
- No, avevo già finito il turno. - No!
Io e tuo padre facciamo un esame speciale ad Anna…
- Okay, dopo mi racconti. Va bene? - Okay, okay.
Ne hai per molto?
Facciamo un'iniezione ferroeritrocinetica.
- Una figata pazzesca. Quindi… - Capisco.
- Vuoi venire con noi? - No, sono stanca.
Non divertitevi troppo.
[brusìo]
Secondo te che significa?
Grazie.
- Grazie. - Dipende da quanto sei disposta a pagare.
- Più paghi, più significa. - Non lo trovi assurdo?
E' un gioco. Un gioco per ricchi.
Facciamo un esperimento, attraversa la sala e torna.
- Perché? - Fidati.
Vai, vai.
Allora?
- Ma è al contrario? - E allora?
- Se ne accorgeranno. - Ah, sì?
Signora Guidi.
- Oh, dottor Cesconi. - Buonasera.
Sono felice che ha accettato il mio invito.
Grazie a lei.
Se vi serve un medico, ecco chi dovete chiamare.
Non è vero, troppo gentile. Io e la dottoressa Giordano…
- Buonasera. - Buonasera.
Ci chiedevamo quanto valesse.
Questo è un Forcella.
E' un Forcella, te l'avevo detto.
Vale un milione, giusto?
- Almeno. - "Almeno".
- Ci toccherà fare più straordinari. - Però è un investimento.
- Sì, certo. - Godetevi la serata.
- Arrivederci. - Buonasera, grazie.
Oddio…
Fai spesso l'esperimento del quadro storto?
L'esperimento non era il quadro, eri tu che attraversi la sala.
E che volevi dimostrare?
Che tutto questo è un gioco
e che solo ciò che è davvero bello attira l'attenzione.
Cin cin.
Cin.
[Riccardo] Okay.
Da domani faremo prelievi a ritmo fisso e capiamo che succede.
[Riccardo] E questi?
Eh?
Mia figlia dice di tenere in bocca quelli, non le graffette.
- Un buon consiglio. - Ottimo. Ne vuoi un altro?
La flebo non la staccare, hai bisogno di integratori.
- E lecca-lecca, ovviamente. - Grazie per le attenzioni.
Siamo medici, facciamo questo.
Vorrei provare a fare il medico in una maniera diversa.
Mmm.
Fammi capire, c'è qualche problema con tuo padre?
No… Cioè…
Sì, lui si fa coinvolgere troppo.
E' il suo carattere, dài.
No, è sbagliato. Poi si commettono degli errori.
Errori di che tipo? Non ti seguo…
No… Errori, sì.
Io rendo di più quando mi concentro, senza distrazioni.
Tipo quando nuoto. Sono da sola, in silenzio.
Faccio movimenti precisi.
L'operazione di oggi mi è sembrata una nuotata perfetta.
Ci vediamo domani alle 13 nel mio ufficio.
Non è sicuro, vediamo se questo cambio si può fare.
- Okay. - A domani.
- Grazie. - Ciao.
[Andrea] E' strano.
In Anna non c'è riduzione delle cellule radioattive.
Con un'anemia come la sua dovremmo notare già un calo.
Doc? Ti chiama Anna.
Se sta male, deve venire il medico responsabile.
No, ha chiesto proprio di Doc.
Eccomi.
- Andrea, digli come stanno le cose. - Calmati, okay?
- Che c'è? - Vuole l'affido esclusivo di Gaia.
Guardati, ne hai sempre una! Non puoi occuparti di Gaia così.
Digli che sono malata. Non è stress o esaurimento.
Basta medici! Non hanno trovato niente!
Non erano bravi come lui! Ti prego, digli che non sono pazza.
Non sei pazza, sei malata.
Capiremo che cos'ha e si occuperà di sua figlia.
[Carolina] Non sei andato un po' oltre?
- Oltre che cosa? - Le tue competenze.
E' la vita delle persone. Noi siamo solo medici.
I medici si occupano delle vite.
I medici si occupano dei corpi.
Questo vale per certi chirurghi.
Qui offriamo ai pazienti ogni attenzione.
Lo so, papà.
Però c'è un limite e se lo superi, rischi che qualcuno si fa male.
Caro!
Che cosa vuoi?
Che è successo fra te e tuo padre? In che senso qualcuno si fa male?
No, niente… Era solo per dire che il suo metodo ha dei rischi.
Per questo sei sempre fuori dal reparto?
Ieri mi hai detto che eri via, invece eri in ospedale, ma non qui.
Abbiamo bisogno di te, dobbiamo stare uniti, per aiutare tuo padre.
Io ho già fatto abbastanza.
Permesso?
Temo che sia troppo grande per te.
Mi scusi, non volevo…
Ero qui…
- Per il trasferimento. - Sì, come ci eravamo detti.
Sì, io ci ho pensato. Partiamo con un periodo di compresenza.
Metà giornata Chirurgia, metà Medicina.
Poi per gli esami del cambio, vediamo più in là.
- Va bene? - Sì.
- Prima devi fare una cosa. - Che cosa?
Parla con tuo padre.
Non deve pensare che gli ho rubato una specializzanda.
E' molto importante che tu lo faccia.
Certo.
Bene. Benvenuta.
- Grazie. - Prego.
Anche per me è la stessa cosa.
- Che cosa? - Il nuoto, dico. La concentrazione.
Ah.
No… Dimenticalo.
- Buona giornata. - Grazie.
[uomo] Partiamo per Mumbai il 3.
Restiamo due notti e poi in auto fino a Murbad. Ehi, mi ascolti?
Sì… Il 3. Mumbai. DURMAB.
Murbad! Murbad!
Sì, scusa, scrivo questa mail e torno.
Ha sempre la testa ad altro. Con tua figlia è diverso.
Lei lavora con te, ti ascolta.
Sì, sono fortunato.
Dottore… Non ci vedo più!
- Non vedo più niente! Dottore! - Calma, sono qua.
Che succede?
Il signor Dhanesh ha il virus del Nilo occidentale.
Sono arrivati i risultati?
Facevo fisioterapia e ho notato delle fascicolazioni.
- L'infezione è avanzata. Dobbiamo… - E' tardi. Ha perso la vista.
L'infezione è avanzata, è questione di ore.
- Avevi ragione. - Non ne sono felice.
Gli ho detto che poteva fare il suo viaggio.
Era così contento di partire con il figlio.
- Non so, volevo rassicurarlo. - Vuoi che glielo dica io?
No, tocca a me.
Però dovevo ascoltarti…
Erano speranze premature.
Agnese? Cerchi qualcuno?
No, ho sbagliato piano.
Scusami.
Mi è venuto spontaneo, ma è inopportuno, ho sbagliato.
Non scusarti.
I pazienti hanno bisogno di medici e i medici di amici, no?
Ssh…
Faccio io le tue prossime notti, così riposi e andrà meglio.
La pressione è bassa, ma il resto regolare. La svegliamo?
No, no. Falle il prelievo.
Allora? D'accordo per i turni?
Non è un problema di stanchezza. Anzi, non c'è nessun problema.
Lo dicevo anch'io. Poi ho ammesso che mi mancava una gamba.
- A te che manca? - Niente.
Anzi… Ho un collega che mi avanza.
Hai bisogno di dormire, te lo dico io.
[segnali acustici]
[respiro affannoso]
E' in tachicardia. Chiama Giulia! Vieni giù, brava.
Respira profondamente.
Mai vista un'anemia così aggressiva.
L'analisi degli ultimi prelievi?
- Ci sta lavorando Cesconi. - Ne abbiamo bisogno subito. Dov'è?
L'ho chiamato, non risponde. Avrà finito il turno.
- L'ho visto entrare a Radiologia. - Lo cerco.
Chiamo l'ex marito.
Che facevi in Radiologia?
Mmm…
[Damiano] Allora, mi raccomando.
Un aperitivo in meno e una passeggiata in più.
- Solo perché me lo dice lei. - Bene.
- Per la visita facciamo come sempre? - Come sempre.
Arrivederci.
Anche Cesconi fa gli straordinari.
La signora Guidi è una mia paziente affezionata.
Una tua cliente.
Non sono proibite le visite private. Ci guadagnano pazienti e ospedale.
- Non i pazienti del tuo reparto. - A loro dedico nove ore al giorno.
- Come da contratto. - Il tuo paziente sta morendo.
- Ha il virus del Nilo occidentale. - Perché non…
E aspettiamo da te le analisi della mia paziente.
Rischiamo di perderla, solo perché non è una tua paziente affezionata.
Ho sbagliato, pensavo di risolvere il problema.
Quando suo padre è arrivato qui non c'era già più nulla da fare.
Abbiamo segnalato il focolaio prima che si espandesse.
Il Servizio Veterinario ha salvato l'allevamento di suo padre.
"L'allevamento"…
Per lui era tutta la sua vita.
E ora è la sua morte.
Non tutta la sua vita. Non ha mai parlato dei suoi animali.
Solo di te… e del vostro viaggio.
Aspettate a parlargli.
Ho bisogno di un po' di tempo.
Anche con mia madre è stato così.
La vita ti prende e ti porta dove decide lei.
Poi capisci che ti ha portato lontano dalle persone care
e ormai è troppo tardi.
Io non voglio farmi prendere, voglio stare con chi amo.
E chi è? Lo conosco?
- E' uno scemo. - Ti piacciono gli scemi?
Ti do un calcio sullo stinco.
- Ti fai male. - Lo so.
- Ceni con me? - Ma stavolta mangiamo, anche.
- [Carolina] Papà. - Ehi.
Hai un secondo? Devo parlarti.
Sì, ma le condizioni di Anna sono peggiorate.
No, certo…
No, scusa. Se è urgente, dimmi.
Scusate.
- Ancora qui? - Le analisi di Anna.
- Noti qualcosa? - Non capisco.
I globuli rossi radioattivi sono costanti, poi crollano.
Poi tornano costanti e così via. Non ho mai visto una cosa così.
Io forse sì. Devo fare una verifica.
Agnese! Ehi, aspetta un attimo. Ho bisogno di un consulto su Anna.
Il mio giudizio non era offuscato?
Scusa, ma forse so che cos'ha.
- E Cecilia? Ora collaborate. - Non mi serve un'infettivologa.
E' un caso psichiatrico, avevi ragione tu. Guarda qui.
E' l'andamento dei valori del ferro radioattivo. Sai che mi ricorda?
I valori della glicemia di Carolina.
[Agnese] Eccola.
Anna soffre della sindrome di Muenchhausen.
O sindrome da dipendenza dell'ospedale.
Si fa male da sola.
Ci chiedevamo dove finiva il suo sangue. Semplice.
Se lo preleva da sola e lo butta. Da qui l'anemia e il resto.
- Ogni gradino del grafico è un prelievo. - [Agnese] Sì.
Muenchhausen… Non lo diresti mai.
Chi ne soffre è molto bravo a nascondere le cause.
Da bambina Anna ha passato molto tempo in ospedale per il tumore.
Fino allora i genitori erano uniti. Poi è stata lasciata dal marito.
Vuole sembrare malata per attirare la sua attenzione
e tenere insieme la famiglia.
Scusate. Anna si sta svegliando.
Che succede?
E' un caso di Muenchhausen.
Quindi niente cena da te?
Scusa. Scusa, è vero…
Ma è un caso di Muenchhausen. Quando mai mi ricapita?
Capisco. Allora cane blu.
- Ah, non ti ho più raccontato… - Lascia perdere.
Hai ragione, è una cosa vostra.
Per me non sarà mai come per voi.
- Che è successo? - Hai esagerato.
Che significa?
Non serve fingere. Sappiamo che cosa ti fai.
Io… Che cosa?
No…
Abbiamo trovato questo nella tua camera.
Ora conosciamo il problema e ti aiuteremo.
Mi toglierete Gaia?
Nessuno vuole bene a tua figlia come gliene vuoi tu.
Pensa al meglio per lei.
Ci crediamo indispensabili, invece dobbiamo fare un passo indietro.
Sei tu, Sandeep?
Sì, papà.
Vorrei avere avuto più tempo.
Sono qui.
Parlami di Murbad.
Del viaggio, dell'India.
Murbad…
[voce non udibile]
[voce non udibile]
[battito cardiaco assente]
Signorina Fanti.
Oggi è mattiniera.
"Un chirurgo tende a non perdere tempo."
Ah… Hai parlato con tuo padre?
Sì, sì.
- Che ha detto? E' contento? - Non c'è problema.
Allora…
Vediamo quante vasche riesci a fare oggi.
Vediamo.
Lo sai che la mamma ti vuole bene, vero?
Per me tu sei la cosa più importante al mondo.
Ma i medici hanno scoperto che ho una malattia.
Guarirò, ma avrò bisogno di tempo.
- E noi non potremo vederci. - Sennò mi ammalo anch'io?
In un certo senso sì. E' meglio che stai con papà.
- E tu come farai da sola? - Mi aiuteranno i medici.
Poi potremo vederci, quando vuoi.
Lo dici al papà e lui ti porterà da me, giusto?
Certo. Tu chiedi e prendiamo una delle auto che ho in officina.
Ma quelle sono rotte!
Vabbè, allora le aggiustiamo. Aggiustiamo tutto, vedrai.
Vai ora, fai tardi a scuola.
Ho contattato uno specialista, sarà felice di aiutarti.
Grazie. Mi dispiace di averti raccontato tante bugie.
Mi davi attenzioni e non potevo farne a meno.
Errore mio.
Mi avevano anche avvertito, ma volevo sentirmi indispensabile.
Lo vogliamo tutti, no?
Grazie per le analisi di ieri.
Hai fatto straordinari per me.
- Pagati. - Non fare il venale.
Perché faccio visite private?
Per me la sanità pubblica ha la priorità.
Brava. Un'altra frase così e ti fanno Miss Italia.
Ma vaffanculo. Non siamo tutti fortunati come te.
Sì, una volta ero fortunato.
Mi piaceva il mio lavoro, poi arriva il Covid.
Sedici ore di turno al giorno, perdo colleghi, amici…
Ma non mollo.
Ci chiamavano eroi, no?
E poi dopo l'emergenza?
Richiami, segnalazioni, accuse, come se fosse colpa nostra.
Mi dispiace, ma non mi faccio più fregare.
Non posso cambiare lavoro, ma renderlo più gratificante.
Sai quanto vale la salute?
Come quel quadro. Dipende da quanto sono disposti a pagare.
Se qualcuno paga, perché non venderla?
Contenti loro…
E contento io.
Scusa per quello che ho detto.
Lo so di che cosa parli.
- Ciao. - Ciao. Tutto bene?
Sì. Tu?
Bene. Ho passato due giorni molto belli con Massimo.
[Gabriel] Ho provato a fare la lista dei momenti speciali senza Elisa.
- Non ne ho trovato nemmeno uno. - Spiega le crisi di panico.
Non riesci a separarti da lei.
E' così, non ci riesco.
Come ti senti?
- In colpa. - Che cosa ti rimproveri?
- L'ho lasciata sola. - Parli di Elisa, giusto?
Sì… Certo, parlo di Elisa.
Okay, va tutto bene, calmati.
E' stato un periodo di enorme stress per tutti.
Le separazioni sono dolorose come mai prima d'ora.
Visto che il tuo disturbo riguarda anche Elisa
io la coinvolgerei nella terapia.
- Elisa? - Sarà una terapia di coppia.
- Può aiutarvi a dirvi addio. - No.
Non accetterà mai…
Chiederglielo è parte della terapia. Niente terapia, niente farmaci.
Oggi sei con noi o a Chirurgia?
Guglielmi, lo specializzando, si è laureato con me.
- Non lo so, non ho ancora deciso. - Senti…
Come puoi pensare di andartene?
E' dura lavorare con mio padre.
Non è solo questo.
- Qui ho brutti ricordi. - Come tutti.
- Ma ne abbiamo anche di belli. - Sì…
Ma sono solo ricordi.
Cecilia si è comportata da vero primario.
Ha chiesto un consulto psichiatrico per Anna e ha fermato un focolaio.
Io avrei sbagliato tutto.
Tieniti forte, ti rivelo una verità che l'amnesia ti ha cancellato.
Tutti commettiamo errori.
Il problema non sono gli errori, mi sa che il problema sono io.
Dottor Fanti, permette una parola?
Vi lascio.
Ascolti… Lei è una persona onesta.
Sono convinto che ora sta valutando l'idea di rinunciare. Non è così?
- A che si riferisce? - Ai suoi sbagli, Fanti.
Non sono i primi e non saranno gli ultimi, lo sa. Facciamo così.
Se rinuncia ora, faremo in modo che questo non sia mai cominciato.
Che dice?
- Continuerei a esercitare? - Certo, come prima.
Medico con limitazioni, sul territorio.
Ascolti, lei è ancora prezioso.
Non rovini tutto per una battaglia che non può vincere.
- Una curiosità… - Mi dica.
- Chi le ha detto dei miei sbagli? - Questo non ha importanza.
No? E' bastato per farla scendere. Non l'avevo mai vista in corsia.
Perché è così ostile all'idea che io torni primario?
Ma no…
Essere un paziente non la rende un primario migliore.
- La rende solo meno lucido. - E' vero.
Sicuramente io sono meno lucido di Cecilia, però, sa…
Non siete mai stati in questi letti a chiedervi che ne sarà di voi.
Io purtroppo sì e mentre ero lì
non avevo bisogno di un medico lucido
ma di uno che mi ascoltasse.
Fanti…
Mi faccia sapere la data del prossimo test, okay?
No… Fanti!
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