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[vociare indistinto]
Via! Fate passare! Dammi una barella, presto!
Vai in Intensiva, subito!
Prendi il va e vieni!
Giulia. Sta diventando fredda.
Battito 130.
- Saturazione 87. - Non risponde all'ossigeno.
- I riflessi rallentano. - E' emorragia, embolia?
- Facciamo un'emogasanalisi. - Non c'è tempo. Intubiamola.
Passami il laringoscopio. Vai.
[Riccardo] Saturazione ancora in calo.
Respira, Giulia.
Respira, Giulia! Respira…
[musica]
- Giulia è arrivata? - Buongiorno, Doc. Sto bene, grazie.
Anche se ieri mia figlia ha pianto per un'ora.
Dodici anni, tempesta ormonale. Tu tutto bene?
Benissimo, grazie.
- E Giulia? - Sta facendo il giro.
Ah… Tua figlia piange per come cucini, non per gli ormoni.
- Già liberi tutto? - Tra due settimane ho il volo.
Devo parlarti. Mangiamo qualcosa insieme o hai impegni con Elisa?
Con Elisa non ho più impegni.
Peccato, insieme siete speciali.
Buongiorno.
- Ciao. - Disturbo?
No, stavo uscendo per cambiarmi.
Hai cinque minuti per me più tardi? Devo parlarti di una cosa.
Sì, dopo il seminario.
Okay, perfetto. A dopo.
Ho ricevuto il tuo messaggio. Di che volevi parlarmi?
Ho pensato di tutto per tenerti qua.
Spezzarti le gambe, farti arrestare per molestie
- scatenare un colpo di Stato in Etiopia… - La terza è facile.
Poi mi sono detta: "Non è più semplice il contrario?"
Un colpo di Stato in Italia?
Partire con te.
- Aspetta… Che cosa? - Tu parti.
Io faccio un anno in Malattie Tropicali qui e poi ti raggiungo.
- Ma sei sicura? - Sì.
Ci hai pensato bene?
No. E' una follia, però…
- Però tu mi ami, no? - Sì, ti amo.
E allora si fa. Senza follia che amore è?
Siamo messi così per colpa di Gabriel che se ne va.
- Giovedì pomeriggio. - Non posso.
Devo presentare la ricerca sull'epatite.
Non abbiamo avuto un giorno libero insieme questo mese.
Poi i medici si fanno le storie in corsia, grazie!
Basta che la storia te la fai solo con me.
- Non so… - Che cosa?
Ehi, ehi. Tutto okay per la nostra cosa?
Sì, ci stavamo lavorando, ma non abbiamo molto tempo libero.
E' importante! Qua rischiamo di andare in pezzi, dài!
- Sì. - Lorenzo l'hai sentito?
No, non risponde.
Dammi il telefono.
[squilli del telefono]
No, non ci è cascato.
Prova con il cellulare di Zoe, la nuova infermiera.
- Secondo me con lei ci casca. - So perché ci evita.
Sua sorella mi ha detto che vuole lasciare.
- Lasciare il nostro reparto? - No, lasciare la Medicina.
[TV] Negli ospedali sono stati requisiti spazi speciali
per l'emergenza virus e le quarantene.
Scuole e uffici resteranno chiusi fino al 2 febbraio.
[colpi di tosse]
- Scusa… E ora dove siete? - [uomo] A casa.
Siamo rientrati prima. Io con la febbre, Stella pure…
- Peccato la vostra luna di miele. - Pazienza.
Ho tante cose a cui pensare qui.
- La prima sei tu. - Piantala!
Guardavo Stella con l'abito da sposa che le hai confezionato
e pensavo a te.
- Devo chiudere. Passo a trovarti. - No, non farlo.
Amore… Come stai?
[tossendo] A pezzi.
- [colpi di tosse] - Buongiorno.
- Ciao. - Ciao, Daria.
- Chi era al telefono? - Nessuno. Offerte.
Avrai dato consensi che non dovevi. Lascia fare a me queste cose.
- Come stai oggi? - Il solito.
- Ti dona il bianco, sai? Sei sposata? - No.
Sentiamo i polmoni.
Magari un giorno disegno un abito per te.
- Vieni, ti aiuto. - [colpi di tosse]
- Scusa. - Non preoccuparti.
Allora, siediti… E sentiamo.
Adesso mi fai dei respiri belli profondi.
Pronta?
Vai.
[colpi di tosse]
[Giulia] Un altro.
- [colpi di tosse] - Eccoti, ti cercavo.
- Agata, Daria. - Buongiorno, dottor Fanti.
Buongiorno.
- Sicura di non essere stata all'estero? - Non c'è tempo.
- Confezioniamo 200 abiti l'anno. - Contatti con chi c'è stato?
Non saprei, vedo solo mia sorella e le spose che vestiamo.
- Rapporti sessuali recenti? - No. E tu?
- Agata! Non fare la sciocca. - Ma che noiosa che sei!
E tu sei sposato? Abbiamo anche una linea uomo.
La perdoni. E' la febbre.
Io sono a posto così.
Allora… Abbiamo febbre, tosse, linfocitosi,
dolore alle articolazioni e all'addome. Ipotesi?
Una gastroenterite. Spiega febbre e dolori addominali.
Non ha vomito e diarrea.
Morbo di Schoenlein- Henoch. Spiega febbre e dolori articolari.
Avremmo una porpora. Ha avuto solo un'eruzione cutanea fugace. Altro?
E' un virus.
Per questo i linfociti sono aumentati.
Dopo due settimane di cura la febbre doveva abbassarsi.
Dipende, magari non è un virus comune.
Io temo che sia tumore ai polmoni. Le lastre non bastano a escluderlo.
La madre è morta di neoplasia polmonare cinque anni fa.
- Falle una Tac total body. - Chiedi un consulto a Infettivologia.
- "Un consulto"? - Sono aggiornati sui nuovi virus.
- Pensaci tu. - Doc.
- Appena hai novità fammi sapere. - Sì.
Giulia.
Ehm… So che hanno accettato la tua richiesta.
Tra dieci giorni mi trasferisco a Genova.
Incredibile.
Qui hai il traffico, la nebbia
e tu preferisci il sole e il mare di Genova. Come si fa?
- Scelgo sempre la parte sbagliata. - Tu non hai sbagliato niente.
Questo reparto lo abbiamo creato insieme.
E' la nostra vita, è un peccato che finisca così.
La immaginavo un po' diversa la nostra vita.
Lo so… Ma non mi arrendo, ho dieci giorni per farti cambiare idea.
Non c'è più niente che mi trattiene qui.
- Il Consiglio non accetterà mai. - Perché no?
Dopo l'arresto di Marco siamo senza primario e Giulia è la migliore.
Deve essere lei il primario.
E' giovane, senza santi in Paradiso e donna.
Lo vedi? E' perfetta.
Sto raccogliendo le firme degli altri primari.
Addirittura?
- Allora non hai bisogno di me. - Agnese, so che ti chiedo molto.
Però è per il reparto, okay?
Giulia convincerà Lorenzo a tornare e Gabriel ed Elisa a restare.
Ti prego.
Proporrò il suo nome in Consiglio.
Se mi fossi dimenticato perché ti ho sposato, ora capirei.
Non fare il paraculo e fila, devo lavorare.
Ah, ha chiamato Caro. E' in ansia per la laurea.
Perché tu insisti con la specializzazione.
Lasciala stare, deve poter fare quello che vuole.
Io non insisto.
Le dico qual è la scelta giusta. Mi raccomando, ricordati Giulia.
Ciao.
- Ho dimenticato qualcosa? - Di innaffiare le piante.
Ci attacco una flebo adesso. Caffè?
Scusa, ma non abitavi qua?
- [Lorenzo] Elide, buongiorno. - Ciao.
Eccoci, queste sono per te.
Grazie, caro. Quanto ti devo?
Non preoccuparti. Per morire e pagare c'è sempre tempo, no?
Eh, sì. E' la tua fidanzata?
Lei vorrebbe, però sono impegnato con te.
- Sciocco! - A domani.
- Arrivederci. - Ciao.
Fammi indovinare… Doc ti ha chiesto di sposarlo?
- Acqua. - Tu gli hai chiesto di sposarti.
Piantala.
Se la Giordano si prende un'ora di permesso
è successo qualcosa di grosso.
- Zucchero? - No, grazie.
Che è successo qui? E' diverso.
Ho fatto ordine, però in una maniera un po' diversa, speciale.
E' un metodo orientale. Tiri fuori tutto quello che hai negli armadi
e per ogni oggetto ti chiedi "mi dà gioia o no?"
Se la risposta è "no", lo ringrazi per il vostro tempo insieme e addio.
- Non sai quante cose ho salutato. - La Medicina è una di queste?
L'ho solo messa fuori dall'armadio, per adesso.
Ci sto ancora pensando.
E io?
Dove mi hai messa?
A te è difficile dire addio.
Però… riesco a guardarti senza soffrire adesso.
- Bene. - Quando parti per Genova?
Presto. Prima volevo vedere come stavi.
Davvero? Tutto qua?
A questo servono gli amici, no?
Una cosa che non mi mancherà di qui è la bistecca del martedì.
- Di questo volevo parlarti. - Della bistecca?
Di quello che ti mancherà in Etiopia.
Saresti più utile rimanendo qui che non tornando laggiù.
Non ti seguo.
Immagina un grande progetto di cooperazione medica.
Tra la tua città e il nostro ospedale.
Chi meglio di te può impostarlo, gestirlo, portarlo avanti?
Tornando laggiù, tu saresti soltanto un medico.
Invece potresti fare la differenza rimanendo qua.
Mandandogli medicinali, tecnologie, altri medici…
Non è una cosa che possiamo costruire qua a tavola.
Se la bistecca si fredda, fa ancora più schifo. Tu pensaci.
- Non è vero! - Come no? Ti hanno vista!
Ehi, calma. Che succede?
- Solo un equivoco. - "Equivoco" un corno!
Sei un'ingrata.
[colpi di tosse]
Mi spieghi? Può essere utile per capire che cos'ha tua sorella.
Ha deciso di piantarmi, ecco che cos'ha.
Quando abbiamo ereditato la sartoria da nostra madre c'erano due sarte.
Oggi sono in venti. Per noi è come una famiglia.
E ora Agata ha deciso di passare a Rovati.
Chi è?
- Dov'è stato negli ultimi anni? - E' una storia lunga.
E' una casa d'alta moda. Ci lavora una mia amica.
Alcuni giorni fa ha visto Agata nei loro uffici creativi.
Può essere un caso.
Sì, certo. Anche non dirmelo è stato un caso.
Io e Agata siamo gemelle, ci completiamo a vicenda.
Lei ha la testa per aria e inventa abiti che sembrano sogni.
Io tengo la testa sui numeri e faccio quadrare i bilanci.
Siamo una squadra. Capisce?
Più di quanto immagini.
Una squadra così non dovrebbe mai essere divisa.
Già.
Prepara le valigie, venerdì e sabato andiamo al mare.
- E il mio turno qui? - Lo farà Elisa.
- Come la convinci a coprirmi? - Capirà e…
Elisa è la più romantica. Hai capito che rinuncia a un contratto qui?
Rinuncia a un lavoro nella città più ricca del posto più bello del mondo.
Perché? Per andare in Etiopia! E per chi? Per Gabriel! Cioè…
Oh, Gabriel! Scusa, non ti avevo visto.
Riccardo, hai chiesto un consulto a Infettivologia?
Sì, ma dicono che l'unica libera è una mezza matta appena arrivata.
Si riferivano a me.
Dottoressa Cecilia Tedeschi.
- Riccardo Bonvegna. - Dove posso esaminare il caso?
Queste precauzioni sono esagerate.
Mi avete chiamato per un sospetto virus.
Se è così, qui potreste essere tutti contagiosi.
Okay, ci segua.
- Bella figura di merda. - Grazie.
La Tac non ha rilevato neoplasie.
Questi sono gli ultimi esami del sangue.
- Da quanti giorni dura la febbre? - Dieci.
[Andrea] Eccomi, scusate.
Ah, tu devi essere la nostra… consulente di Infettivologia.
- Esatto. - Cecilia?
Sono Andrea, il marito di Agnese.
Hai un'amnesia e non volevo metterti in difficoltà.
Solo dodici anni. Tu sei un'amica molto più vecchia.
Ecco, mi avevano detto che ora sei anche prefrontale.
Non ci credo.
Scusate… Cecilia, la dottoressa Tedeschi è un'amica di Agnese.
- Abbiamo fatto l'Università insieme. - Già.
- Fatti vedere. - E' imprudente.
Niente baci o abbracci.
- Wow! Sei uguale a vent'anni fa. - E tu paraculo uguale.
- Ci mettiamo al lavoro? - Sì, scusate.
- Che pensi? - La paziente può avere un virus.
Isolate lei e la famiglia e fatemi avere sangue e liquor.
Può essere quel virus che gira in Cina?
La paziente ha avuto contatti con la Cina?
No, dice di no.
- Fa un lavoro a rischio? - Disegna abiti da sposa.
Allora non ci sono elementi per temere un contagio. Procediamo?
- Allora ciao. - A presto.
Ma… C'è Lorenzo.
- Che c'è da fare? - Ehi! Che bello averti qua!
Ciao. Adesso mi abbraccia anche lei?
Adesso ti dico io che c'è da fare.
- Non mi hai detto che tornavi. - Ho visto che avevi l'aria stanca.
Sei tornato per aiutarmi?
"A questo servono gli amici", no?
Esami arretrati. Muovi il tuo bel culetto, Lazzarini.
Grazie.
- Hai adesso quei cinque minuti? - Sì, spara.
Okay… Ti piacciono gli animali. Fai volontariato al canile.
Immagina un programma di pet therapy qua in reparto.
I cani faranno compagnia ai pazienti e ci aiuteranno a parlare con loro.
Come con Ernesto e Neve, ti ricordi?
Sì, certo. Sarebbe bellissimo.
- Però io voglio partire con Gabriel. - Ci ho parlato.
Secondo me non parte più.
- Come? - Fidati, ci ho parlato…
Non devi rispondermi adesso. Tu pensaci e mi dirai.
Mi ha proposto un progetto di cooperazione.
Tu che pensi?
- Non lo so, ma ha un senso. - Sarebbe fantastico restare qua.
Ci devo riflettere.
Sai che cosa mi piace di questa situazione?
Vedere Doc che si inventa di tutto per farci rimanere?
No. Che qualunque cosa succede, io e te restiamo insieme.
Ciao.
- Elisa. - Sì?
Ciao.
- Stai molto bene oggi. - Grazie.
Devo chiederti una cosa per me molto importante.
Vai pure.
Il numero chiuso non è bello.
Non è bello perché metti che uno non ha dormito bene
o non sta molto bene e sbaglia il test…
Poteva diventare un bravo dottore, ma finisce a fare lo youtuber.
- Invece noi che siamo qui… - Va bene.
Che cosa?
Faccio io il doppio turno, così tu e Miss Reparto siete liberi insieme.
Ah, cercate anche di dormire un po', che poi il test ve lo faccio io.
- Grazie! - Niente!
E' stato facile.
Cerca qualcuno? L'orario di visite è finito.
Infatti me ne sto andando.
[colpi di tosse]
- Che fai ancora qua? - Rivedo le diarie dei pazienti.
Perché? L'ho già fatto io, come al solito.
Ah…
Da quando non c'eri, non ero più abituata.
Ah, va bene.
Vai a casa e riposati.
Grazie.
Dovere.
Un uomo pieno di passioni.
E' lavoro. Domani visito un bambino iperattivo e fare puzzle lo rilassa.
Ma devo fare in fretta perché è iperattivo e mi alleno.
Questo è tutto bianco…
Senti, ma… da quant'è che non esci?
- Con un'amica. - Esco con Birillo, il mio cane.
Mi rende molto felice. Che ti serve?
Una firma. E' una lettera per la nomina di Giulia a primario.
- Sto chiedendo a tutti i primari. - Perché lo fai?
Per il reparto.
Siamo una squadra troppo speciale per separarci.
"Una squadra"?
No, lo fai perché hai paura.
- Paura di che cosa? - Di tutto. E' normale.
Con l'amnesia ti sei ritrovato nella vita di un altro.
Un'altra casa, altri amici.
Quella vita è diventata il tuo bozzolo, ma ora devi uscire.
Lascia che gli altri facciano la loro vita.
Anche tu, fatti una vita.
Anche un'altra donna, magari.
- Tu dici a me di farmi una vita? - Sono un medico, non un esempio.
Firmi o no?
- Posso? - Sì.
- Lo faccio per Giulia, non per te. - Grazie.
Grazie anche dei consigli
ma non voglio un'altra vita e neanche un'altra donna.
Agnese!
Sono di corsa, ho un appuntamento per l'affido.
- Un secondo. - Per Giulia ho parlato con la Direzione.
Grazie, davvero. Però volevo parlarti di questo.
Questa influenza arriverà anche qui, è questione di tempo.
Con gli ospedali sotto pressione, le responsabilità saranno grandi.
Volevo avvertirti, sono preoccupato per te.
- Non ho ricevuto segnalazioni. - Fidati.
Anche Cecilia lo pensa. Cecilia Tedeschi, te la ricordi?
- Cecilia, certo. - E' qui a Infettivologia.
Non l'ho ancora incrociata.
- Come sta? - Molto bene.
Ma rivederla è stato un tuffo nel passato.
Ormai è il mio sport preferito.
- Ne parlerò domani con la Direzione. - Okay, a domani.
Andrea… Se questo virus è così pericoloso, stai attento anche tu.
Sono morto una volta, so come si torna.
[voce dalla TV]
[campanello]
- Ciao. - Ehi.
Disturbo?
No, no… Pensavo a…
A questa ragazza che fra un paio di giorni si laurea…
E' super in gamba, perfetta per Medicina Interna.
Ma lei niente, vuole specializzarsi in altro.
Tu che suggerisci?
Non lo so, lasciarle fare quello che vuole.
Però lei sotto sotto vuole fare Medicina Interna
ma lì ci lavora quello scassapalle del padre e lei esita.
Esatto. Motivo in più per lasciarla libera.
No?
Però il padre non si occuperebbe dei suoi casi.
- Sarebbe come se non ci fosse. - Di' al padre di farsi i casi suoi.
Padre, dài le scansioni alla figlia?
O quella ragazza rischia di non laurearsi.
- Ti troveresti benissimo. - Lo so…
- Lo so, è proprio questo il punto. - Cioè?
Io vado in ospedale per lavorare, non per vivere.
Un conto sono i colleghi e un conto è la famiglia.
- Giusto, anch'io la penso così. - Mm… Ah, sì?
Quando ti ho portato qui dopo che ti hanno dimesso
ti guardavi intorno e non riconoscevi niente.
Quel quadro l'hai chiamato Coso.
Papà, il problema è che Coso sta ancora lì.
In reparto hai cambiato tutto e qui niente.
Dovresti cominciare a vivere anche fuori dall'ospedale.
Per farlo devi sapere cambiare.
Andrea, perché raccogli firme per farmi diventare primario?
- Meriti il primariato. - Non lo voglio.
Sei la migliore. Guarda Lorenzo, l'hai convinto a restare.
Motivo in più per andarmene.
Aspetto un figlio da lui.
"Un figlio"…
- "Un figlio". - No, Andrea, no…
No… Non gliel'ho detto, non voglio incasinargli la vita.
- E neanche la mia. - Non vuoi tenerlo?
- E' stata la storia di una notte. - Voi non siete solo una notte.
- E' una notizia… - Presto! Agata sta male!
[respiro affannoso e colpi di tosse]
Battito 130, saturazione 86. Non va bene.
- Quando respiro mi fa male… - Cortisone!
- Sta soffocando. - Ossigeno!
Okay…
Aumenta il flusso, vai.
[battito cardiaco regolare]
- Ha avuto un versamento pleurico. - L'infezione è nei polmoni.
Quale virus fa precipitare tutto così in fretta?
Portiamola nel reparto Infettivi.
No, è meglio tenerla qui sotto osservazione.
Siamo nel 1800? Ha bisogno di test avanzati.
Agata nasconde qualcosa e nessun test rivela segreti.
- Come lo sai? - Ha ricevuto la visita di un uomo.
- Allora? - E' un uomo sposato
e lei dice di non avere relazioni.
- Potrebbe averla contagiata. - Lo capiremmo dalle analisi.
Mentre analizzate, Agata muore.
Dottoressa Giordano, la decisione spetta a lei.
La teniamo 24 ore. Se non troviamo niente, passa a Infettivi.
Aggiornatemi.
- [Agnese] Buongiorno. - Buongiorno.
Ho appuntamento con Caruso.
- Il dottore si libera subito. Lo chiamo. - Grazie.
Agnese?
- Cecilia. - Ciao.
Ciao. Ieri Andrea mi diceva che ti aveva vista.
Ieri Andrea e oggi te. Mi sembra di essere tornata a vent'anni fa.
- Erano bei tempi. - Sì.
- Ricordi il nostro monolocale? - E i vodka party dopo ogni esame.
Tutte e due cotte di Andrea.
Già… Finché lui ha scelto te.
- Sì, finché è durata. - Ho saputo, mi dispiace.
- E tu? Che hai combinato in questi anni? - Mi sono alzata presto.
Dottoressa Tiberi.
- Un attimo. - Sì.
Ti chiamo e facciamo un altro vodka party.
Volentieri.
- Mi ha fatto piacere vederti. - Anche a me.
- Buongiorno. - Arrivederci.
- Sono tutto suo. - Buongiorno.
- Di che voleva parlare? - Di questa influenza cinese.
Non sia allarmista, è un'influenza.
Poi è a un milione di chilometri da qui. Si accomodi.
- Come ti senti? - Bene, Elisa. Bene, dài.
37 e 4. Ti faccio un certificato, così ti metti in malattia.
No, una compressa e passa tutto. Qua avete bisogno di me.
Io no.
Non dicevi così l'anno scorso.
Scemo!
- Te ne vai? - Sì.
- [donna] Elisa! - Arrivo!
Va un po' meglio?
Al mio matrimonio non ero elegante.
La notte c'era stata un'emergenza e pensavo di avere l'abito con me.
Dieci minuti prima ho scoperto che l'avevo lasciato a casa.
Mi sono presentato in jeans e maglietta.
Tua moglie ti amava molto per sposarti lo stesso.
E' così.
Ascolta… L'uomo che è venuto a trovarti ieri sera…
voleva un consiglio di stile?
- Sì. - Strano, ho notato che è già sposato.
Se avete una relazione, devi dirlo. Può averti contagiato, è pericoloso.
- E' il marito di una mia cliente. - Vedi i mariti di tutte le clienti?
Guarda…
E' uno degli ultimi matrimoni che ho fatto prima di stare male.
[colpi di tosse]
Agata ha il Covid- 19.
Che cos'è?
E' il nome di questa influenza in Cina.
Agata si stava occupando di una sposa che vive in Italia
ma è di origini cinesi e può avere avuto contatti con persone di là.
Per fortuna l'abbiamo isolata. Come la curiamo?
Dobbiamo verificarlo e i test sono sperimentali.
Se la sposa era contagiosa, dobbiamo mettere in quarantena gli invitati.
Prima rintracciamoli tutti. Chiamo Cecilia per fare il test ad Agata.
- Se è positiva, lo faremo anche noi. - Okay.
- Giulia! Giulia! Ehi… - Giulia! Giulia!
Fai attenzione… E' incinta.
Che è successo?
Un calo di pressione, però ora riposati.
Eri venuta a dirmi questo ieri?
Cazzi miei, la risolvo io.
- Che fai? - Quello che devo.
Se il feto ha danni, va rimosso.
Eccolo.
[battito cardiaco del feto]
Non ha avuto danni.
Giulia…
Qualsiasi cosa tu decida…
Io ci sono.
Il personale dell'hotel è in quarantena. Gli invitati?
Vuoi saperlo? Sono qui e mi mancano questi.
Quando ci sposiamo facciamo una cosa intima, prometti.
Mio padre ha cinque fratelli e un mare di nipoti.
Che ansia!
Io avrei l'ansia a sposare Leonardo Rovati.
- [Riccardo] Chi è? - Il proprietario della casa di moda.
- [Riccardo] Quel Rovati? - [Alba] Sì.
Lui ha fatto visita ad Agata.
Sono arrivati i risultati. La paziente non ha il Covid- 19.
- Quindi nemmeno noi. - Che cosa la sta uccidendo?
Dobbiamo scoprirlo in un reparto specializzato, come dicevo.
Dobbiamo trasferirti in un reparto specializzato.
Scusa per quello che ho insinuato su quell'uomo, Leonardo Rovati.
E' interessato a te per il tuo talento.
Vuole che lavori da lui e tu pensi di accettare.
Ti sbagli.
Ti hanno visto negli uffici della Rovati.
Ci sono andata per rifiutare la proposta.
Non voglio lasciare mia sorella e nemmeno gli altri.
Siamo… [colpi di tosse]
Siamo una squadra speciale. [colpi di tosse]
- [segnale di allarme] - Agata, ascolta…
Respira. Stai con me, respira.
Controlla se ha acqua nei polmoni. Alba, pronta con l'ossigeno.
Diuretico da 20 in vena.
[respiro affannoso]
Doc.
Non è un virus. Avete visto la pelle durante il picco di febbre?
- Si è arrossata. - O meglio?
Era color salmone.
Associatelo a febbre, tosse, linfocitosi e versamenti pleurici.
Che abbiamo?
Morbo di Still. Spesso comincia con un forte stress emotivo.
Un lutto, una crisi o una scelta difficile come quella di Agata.
- Quale scelta? - Ha rifiutato di lavorare per Rovati.
Una scelta sofferta e lo stress ha scatenato il morbo.
- Come procediamo? - Con cortisone e immunosoppressori.
Speriamo di essere in tempo.
- Adesso l'ho capito. - Che cosa?
Come mai qui lavoravo serena.
Perché c'eri sempre tu con me, in ogni momento.
Poi è arrivato questo.
Mi dicevo: "E' stata solo una notte, non possiamo incasinarci la vita".
Ma noi non siamo solo una notte.
Vorrei che da grande lui fosse come te.
Gli occhi, la voce…
Un uomo capace di esserci sempre.
E' impossibile, però.
E' una femmina.
Dài, si vede benissimo, guarda.
Ha gli occhi azzurri…
Ha un sorriso pazzesco…
E ama le tagliatelle alla panna.
Guardala, dài. Tutta sua madre, è identica.
Eccomi qui, fuori dal tuo armadio.
Devi decidere tu se posso darti ancora gioia…
o se vuoi dirmi addio…
Giulia, Giulia…
E' tutta la vita che ti cerco.
Finalmente ti ho trovata.
- Hai dimenticato le protezioni. - Non hai un virus.
E che cosa?
Quello che hanno tutti… Paura.
La tua era così grande che il corpo ha scatenato un'infiammazione.
- Il morbo di Still. - C'è una cura?
C'è una terapia per i sintomi.
Agata.
Mi ero spaventata.
Sto meglio. I medici hanno capito che cos'ho.
Lo so… E la colpa è mia.
Io e te resteremo sempre sorelle.
Guardarti sarà come vedermi allo specchio, ma tu non sei me.
Cucini peggio di me, dimentichi gli appuntamenti…
Ho sbagliato a trattenerti, tu devi vivere la tua vita
perché hai molto più talento di me.
Alla fine hai visto la paziente.
Curiosità. Non avevo mai incontrato il morbo di Still.
E' servito tenerla sotto osservazione.
Perché prima abbiamo escluso i virus.
E' stato un piacere rivederti. Avremo occasioni di collaborare.
Non credo, abbiamo approcci troppo diversi, ma…
Ma rivederci fuori, volentieri.
Se ti va, sai dove trovarmi.
Hai fatto crollare anche le difese immunitarie dell'infettivologa.
Ti stiamo aspettando, è tutto pronto.
Andiamo.
Che senso ha salire in terrazza per la prova antincendio?
Kidane, zitto e muovi le chiappe.
- Bene, ci siete tutti. - Ciao.
Vi rubo solo un minuto.
Quello che vedete qui era il mio patetico tentativo
di convincervi a restare qui.
Mi ero anche preparato un discorso patetico
per dirvi che senza di voi io non potrei fare nulla.
Poi ci ho pensato. Sapete chi può vivere solo grazie ad altri?
Specializzandi?
Nessuno? I virus.
Loro non vivono di vita propria, devono attaccarsi a qualcun altro.
Ho pensato che non voglio diventare un virus per voi.
Quindi… Giulia e Lorenzo andranno a Genova.
Elisa cambierà reparto, Gabriel cambierà continente.
Mia figlia si è laureata oggi
e si specializzerà in qualche ospedale orribile.
Però va bene così.
Perché… non ho più paura.
Non dovete averne neanche voi, qualunque cosa ci aspetti.
Vi voglio bene.
Farei un brindisi insieme.
[dialoghi non udibili]
- Perché mi eviti? - Io?
Che dici? No.
Non lo so, ho visto un pensiero. Che hai?
Senti… La tua idea di partire con me è fantastica, ma…
Ma non voglio.
In che senso?
Là è un inferno e qui tu hai tutto questo.
- Non rovinare la tua vita per me. - Faccio quello che cazzo mi pare.
Adesso dici così, ma là ti pentirai. Non voglio che ti fai male per me.
Stai dicendo che io non sono abbastanza forte.
Dico che qui saresti più felice.
Senza uno stronzo come te sicuramente.
[brusìo]
- Scusate. - Sì.
Sei stato bravo.
Ho solo seguito il tuo consiglio di lasciare andare.
Vorrei esserne capace.
Di che parli?
Da un giorno all'altro ci affideranno un bambino.
E io ho ripreso a sognare Mattia.
Ero sicura di averci fatto pace, ma non riesco a lasciarlo andare.
Ho paura di non poter fare da madre a qualcun altro.
Ehi… Guardami.
Quel bambino non ha bisogno di una madre perfetta
ma di una madre vera.
Una che sbaglia, ma non molla.
Una che non ti abbandona mai.
La mamma che saresti stata per Mattia.
Se mi fossi scordata perché ti ho sposato, ora capirei.
Scusa, scusa…
Non devi scusarti. Ehi…
Non devi scusarti. Anzi, siamo ancora in tempo se vuoi.
[squilli di cellulare]
- Davide? - Finalmente! Sono all'ufficio Affidi.
Che c'è?
Hanno tolto un bambino alla madre e hanno pensato a noi.
- Quando ce lo affideranno? - Adesso, subito. Sono qui.
Si chiama Manuel.
Arrivo.
Giulia…
Oh, Giulia! Giulia! Aiuto! Aiuto!
Via! Fate passare! Dammi una barella, presto!
Via!
- [Elisa] Battito 130, in aumento. - Saturazione 87, in calo.
Non c'è tempo. Intubiamola.
Okay, ci sono.
Respira!
Ha una tachicardia ventricolare. Il cuore sta cedendo.
Facciamo una cardioversione.
Ehi!
Carica a 150.
Via io, via voi, via tutti!
Uno, due… tre!
Giulia, ti prego.
Uno, due… tre!
[battito cardiaco regolare]
Respira.
Ciao, amore.
Non preoccuparti, il bambino sta bene.
- Che mi è successo? - Non lo sappiamo.
- Ho battuto la testa? - No, perché?
Non sento l'odore dell'alcol. In realtà, non sento nessun odore.
- Giulia ha il Covid- 19. - Lo pensavamo anche di Agata.
- Ha i sintomi, compresa l'anosmia. - Siamo fottuti.
Siamo stati tutti in contatto con lei, tutti.
Fanti, abbiamo terminato.
Dite a chi è rimasto che si può rientrare.
Okay.
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