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1939, LA FAZIONE NAZIONALISTA VINCE LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA.
I REPUBBLICANI SPAGNOLI NELL'UNIONE SOVIETICA DIVENTANO APOLIDI.
SONO ALLIEVI PILOTI, MARINAI IN TRANSITO, FIGLI ESILIATI DELLA GUERRA.
L'URRS ACCOGLIE I REPUBBLICANI, MA NON PERMETTE RIMPATRIO.
SI RIVOLGONO ALLE AMBASCIATE, TENTANO DI SCAPPARE.
IN UN CLIMA DI GUERRA E PARANOIA, SONO ACCUSATI DI TRADIMENTO,
CONDANNATI SENZA PROCESSO…
E MANDATI NEI CAMPI DI LAVORO
INVERNO 1941
KAZAKISTAN
CAMPO DI LAVORO SPASSK-99
A destra! Veloci!
Forza!
Sbrigatevi!
Le donne a sinistra, gli uomini a destra!
Ho detto veloci! Forza!
Veloci, forza!
Datevi una mossa!
Non vi fermate! Forza!
Forza! Muovetevi!
Non vi fermate! Forza!
Muovetevi!
Le donne a sinistra, gli uomini a destra!
Veloci!
- Forza! - Forza! Sbrigatevi!
Le donne a sinistra, gli uomini a destra!
Ho detto di sbrigarvi!
Forza!
Sbrigatevi!
Forza!
Datevi una mossa!
Andiamo!
Di qua! Dentro!
In fila indiana! Veloci, ho detto!
Spogliatevi!
Spogliatevi! Indietro! Spogliatevi!
- I vestiti! Toglieteveli! - No!
Gli effetti personali sul tavolo! Cos'hai lì?
Lascialo!
Gli effetti personali sul tavolo! Spogliatevi!
Veloci! Non guardarmi negli occhi!
Cos'è che non capite? Spogliatevi!
Gli effetti personali sul tavolo! Metteteli qui!
Più in fretta!
Toglietevi tutto!
Tutto! Tutto sul tavolo!
Forza!
Più vicini!
Qui! Forza!
Numero 289, Telmo Reyes.
Andiamo! Forza, più veloci!
Numero 297, José Muñoz.
Qui! Forza!
Numero 295, Julio Hermida.
Numero 290, Eladio Junqueras.
Forza!
Forza! Numero 291, Melléin Palau.
Cosa state aspettando? Muovetevi!
Forza!
Benvenuti, spagnoli.
C'è posto per voi sul retro.
Sceglietevi un letto.
E soprattutto non fate rumore.
Capitano?
Trovatevi un posto.
Sapete cos'hanno in comune
un castigliano,
un asturiano,
un andaluso
un galiziano e un catalano
con un gregge di pecore?
Stanno tutti in un campo.
Bella, no?
Sul serio, Barcellona?
Madre mia.
Vai a dormire, ché è meglio.
Vai a dormire.
Forza! In piedi!
- Basta perder tempo! In piedi! - Tutti in piedi!
Su, svelti! In file da cinque, veloci!
Veloci!
Che aspettate, un invito formale? In piedi, veloci!
Forza! In fila! Che hai da guardare?
Andiamo! Non vi fermate!
Forza! Scendete! Muovetevi!
Muovetevi, ho detto! Datevi una mossa!
In fila, svelti! Fuori!
Sbrigatevi! Forza!
Datevi una mossa!
Più veloci!
Sbrigatevi! Da questa parte! Andate a lavarvi!
Muovetevi! Andate a lavarvi! Forza!
- Forza! - Sbrigatevi!
Da questa parte! Veloci! Forza! Andiamo!
Forza! Andiamo! Sbrigatevi!
Da quella parte!
Forza! Più veloci!
Più veloci!
- Sbrigatevi! Forza! - Sbrigatevi!
Più veloci!
Sbrigatevi!
Sbrigatevi! Forza!
Più veloci!
Non ammassatevi! Sbrigatevi!
Perché siete così lenti? Datevi una mossa!
Forza! Più veloci!
- Di qua! Seguite il capo brigata! - Di qua.
Di qua. Venite.
Di qua. Restate in formazione.
Veloci!
Il turno in miniera è dalle 8:00 alle 18:00.
Le due ore all'andata e al ritorno non sono incluse.
Chi viene meno al proprio dovere o trasgredisce sarà punito.
Ogni brigata deve raggiungere la quota. Mangerete tanto quanto estrarrete.
Ogni brigata deve stare col proprio capo.
Numero 73!
Numero 57!
Come pena per il contrabbando di tabacco,
siete condannati a una settimana nel tombino.
Lascialo!
Lasciare la fila equivale a tentare la fuga!
- Smettila! - Andiamo! Alzati, cazzo!
Andiamo.
Da ora lavorate qui.
Iniziate ad abituarvi. Sentitevi a casa.
E come vi ho spiegato…
le regole sono semplici.
Niente quota, niente cibo.
Attenzione!
Un carrello
a persona.
Ora lo sapete. È chiaro?
Ehi!
Sveglia!
Ok, ascoltate.
Gruppi uno e due con Nikolay.
Gruppi tre e quattro
con me, porca miseria.
Capito?
Che problema hai?
Pensi di fare qualcosa?
Porca troia, che partner mi è toccato.
Prendi le pietre.
- Sì. - Barcellona!
- Sì. - Porca puttana.
È solo che non mi sento bene.
Barcellona!
Barcellona!
Indietro! Tornate al lavoro!
- Fatemi uscire, vi prego! - Indietro!
- Vi prego! - Indietro!
- Fatemi uscire! - Indietro, ho detto!
- Smettila! - Indietro! Sbrigati!
Va tutto bene!
Grazie.
- Calmati! - Non riesco a respirare, Eladio.
- Eladio… - Calmati!
- Non voglio morire qui, Eladio. - È tutto nella tua testa.
- Puoi respirare. - Eladio, non voglio morire qui.
- Puoi respirare, puoi. - Eladio…
Guardami. Guardami negli occhi, porca miseria!
Non voglio…
Fai un bel respiro.
Respira. Forza.
Inspira.
Espira.
Respira con me. Con me.
Inspira. Espira.
Meglio?
Forza! Datevi una mossa!
Perché vi fermate? Forza!
Gambe in spalla! Forza!
Muovetevi! Veloci!
Perché ve ne state lì impalati? Forza!
Forza! Gambe in spalla! Datevi una mossa!
Forza!
Forza! Andiamo!
Forza! Sbrigatevi!
Non vi fermate!
Sbrigatevi! Muovetevi!
Vieni con me.
Forza.
Aiutami a tirare fuori il prigioniero.
Ecco.
Sono Hans Müller.
Cosa posso fare per te, amico?
Sei un commerciante?
Forse. Perché?
Mi servono carta e inchiostro.
Tre mezze razioni.
Aspetta. Come faccio a parlare col direttore?
Dici sul serio?
Vedi quel tizio là in fondo? È il professore, parla con lui.
È il traduttore e segretario del direttore.
Se qualcuno può presentartelo, è lui.
Perché parli con quel crucco? Sei amico dei nazisti adesso?
Forza! Uno alla volta!
In fila per due!
Datevi una mossa!
Non restate indietro! Continuate a camminare!
Forza!
Non vi fermate!
Più veloci!
Spagnoli! Che fate lì impalati? Sbrigatevi, forza!
Su, mettilo qui.
Ok.
Vieni, Hermida.
Il cuneo.
- Ehi. Julio. - Eh?
Mi ascolti o no? Passami un cuneo, forza.
Perché cazzo ci mettete così tanto?
Se cade, siamo tutti fottuti. Forza!
Sì, va bene.
Direttore.
Telmo Reyes Aguirre, capitano della Repubblica Spagnola.
Vorrebbe chiedere una revisione del processo.
Perché dovrebbero riconsiderare una condanna per alto tradimento?
Il sistema non commette errori.
Perché non c'è stato tradimento. Non c'è stato neanche un processo.
Il nostro unico crimine è stato voler tornare dalle nostre famiglie.
In Spagna?
Sareste stati giustiziati immediatamente.
Lì la guerra è finita.
Porca miseria.
Le guerre non finiscono mai.
- Cercavamo una via d'uscita. - Siete stati all'ambasciata tedesca.
Siamo stati in molte ambasciate.
È un segno di tradimento.
Con tutto il rispetto, direttore, vi siete spartiti la Polonia con loro.
Volevamo tornare dalle nostre famiglie.
La vostra unica famiglia è l'Unione Sovietica.
Voler lasciare l'Unione Sovietica è tradimento. È chiaro?
Direttore,
gli spagnoli stanno lavorando bene nella miniera.
Raddoppiano la quota richiesta.
Se accetta d'inviare la mia richiesta,
mi occuperò io della difesa.
Vogliamo solo un processo equo, compagno.
Come mi hai chiamato?
Sei un nemico del popolo,
condannato per tradimento ai sensi dell'articolo 58.
Ti è proibito usare quel termine con me.
Non sei un mio compagno, neanche lontanamente.
Un simile affronto può essere punito severamente.
Vattene.
È suo figlio quello nella foto, vero? È stato chiamato al fronte.
Capitano.
Ho imparato il russo
all'accademia per piloti di Kirovabad.
Quell'aereo è un Tu-2.
È un bombardiere medio.
Se l'hanno affidato a suo figlio,
dovrebbe essere fiero di lui.
Grazie.
Un momento, capitano.
Nazarov mi ha dato la sua parola.
- Invierà la mia richiesta di revisione. - Davvero?
- Sì. - Sul serio?
Che diamine m'importa di che dice Nazarov? M'importa solo di cosa dice lei.
Lei cosa ne pensa, capitano?
Vi do la mia parola.
Ce ne andiamo da qui, Barcellona.
DUE ANNI DOPO
- Sbrigatevi! - Muovetevi, bastardi!
Forza!
Gli uomini a destra!
Forza!
Da quella parte!
Di là! Davanti a voi!
Forza!
Andiamo!
Forza!
Forza!
Forza!
Più veloci!
Andiamo!
Ogni giorno arrivano facce nuove.
- Pare che la Germania stia perdendo. - Fascisti del cazzo.
Merda!
Una bandiera spagnola!
- Non ci credo. - Sì, sono spagnoli!
Madre mia.
La feccia fascista è arrivata al campo!
Viva la Spagna!
Viva cosa?
Viva la Spagna!
Voleva fare il gradasso.
Qualche galiziano?
Io! Di Noia!
Porca puttana.
Muros!
Che importa? Sono dei cazzo di fascisti, Hermida.
Non capisco.
Merda, non so se al capitano piacerà.
Non m'importa del capitano.
Cosa non mi piacerà?
Fascisti, capitano. Vermi della Divisione Blu.
- Uno è di Noia, peggio ancora. - Sei fissato coi galiziani.
Forza, bambini! Entrate!
- Forza! - Sbrigatevi!
Di là! Davanti a voi!
Datevi una mossa!
- Forza! Muovetevi! - Muovetevi!
Gli effetti personali sul tavolo!
Via quelle divise da nazisti! Subito!
Spogliatevi!
Sbrigatevi! Ho detto di togliervele! Non sono stato abbastanza chiaro?
Forza!
Spogliatevi! Forza! Datevi una mossa!
Perché siete così lenti?
Sbrigatevi!
Ho detto di sbrigarvi!
Forza! Mettete tutto sul tavolo!
Forza!
Tirate fuori tutto!
Forza! Veloci, ho detto!
Mettete tutto sul tavolo!
Più veloci!
Non vi fermate!
Spogliatevi!
Sbrigatevi!
Spogliatevi!
Trovate un posto libero. Scordatevi di uscire fino all'alba.
Cacano nello stesso secchio. Cos'è questo schifo?
Il comunismo.
Cosa facciamo?
Dobbiamo riposare.
Domani ci organizziamo.
Trovati un posto.
- Merda. - Che diavolo fai, figlio di puttana?
Cercavo di…
Mi dispiace. Stavo…
Che tatuaggio di merda.
Stavo… No!
Tranquilli.
Non li guardi, padre.
Quel ragazzo è spagnolo.
Forse sì, ma sta con gli urka. Sono assassini, padre.
Non li guardi, porca miseria.
Se è con loro, ha scelto da che parte stare.
Quando entrate in una nuova galleria,
picchiate sul soffitto col piccone.
Se non suona vuoto, siete a posto.
- E se suona vuoto? - È un problema.
La quantità dipende dalla galleria.
Ci sono gallerie da 20 tonnellate a settimana, e altre da 30.
Questa è da 60.
Buona fortuna, eh?
"Buona fortuna", dice lui.
Nazisti tedeschi, con Dimitrov.
Nazisti spagnoli, con me.
Forza, sbrigatevi. Andiamo!
Non lo guardate.
Mangiate.
Trecentoventuno!
Trecentoventuno!
Tre, due, uno.
- Con me! Sbrigati, stronzo! - Ehi!
- Ehi! - Forza!
Perché sei così lento?
D'inverno non si mangia fuori.
La zuppa si congela.
Sono Telmo Reyes.
Capitano della Repubblica Spagnola.
E la sua cortesia militare?
Cortesia militare?
È una dimostrazione di potere.
Patetico.
Questo non è un campo di prigionia. Qui siete il nemico.
Vi conviene mangiare, dormire e non pensare troppo.
È una minaccia?
È un consiglio.
Senza offesa, capitano,
ma non accetto consigli dai comunisti.
Forza! Andiamo!
Forza! Non vi fermate!
Sbrigatevi! Datevi una mossa!
Andiamo!
Forza! Di qua!
Forza! Sbrigatevi!
Finitela di perder tempo! Forza!
Forza!
Forza! Andiamo!
Forza!
Forza! Sbrigatevi!
Non vi fermate!
Forza! Sbrigatevi!
Forza! Andiamo!
- Padre! - Padre!
- Prendilo da lì. Cos'è successo? - Attento.
Chi è stato, padre?
Ok, fallo sedere qui. Attento.
- Ok, si sieda. Attento alla testa. - Ecco.
Ok, mi faccia vedere.
Va tutto bene. Respiri, ok?
Conti fino a tre.
Uno…
- Fatto. - Ok, respiri. Si rilassi.
Ci provi ancora?
Quelle lettere non ci faranno uscire da qui, capitano.
Nessuno dà la colpa a te, ok? Nessuno.
- La legge è dalla nostra parte. - La legge.
La legge è una cosa, la giustizia un'altra.
Siamo qui da due anni, Telmo.
Perché non la smetti?
Sai cosa dice Aristotele?
"Se gli uomini fossero amici, non servirebbe la giustizia."
Non sarebbe durato un giorno in questo campo.
Fa pagare ai miei uomini il suo complesso d'inferiorità, eh?
Abbiamo sopportato le umiliazioni nella miniera,
le razioni ridotte,
ma mi rifiuto di permettere un'altra aggressione a uno dei miei,
soprattutto un prete.
- Di che parla? - Non ne ho idea.
Sarà caduto.
Controlli il suo gregge, Reyes.
Senza offesa,
ma non accetto consigli dai fascisti.
Non è un consiglio.
È una minaccia.
Che stronzo, Palau.
Stai al tuo posto, minatore.
Cosa?
- Dai, prendila. - Non mentire.
- Prendila. - Prendi quello che ti spetta.
Ecco.
Dai, prendine una.
- Ecco. - Un'altra.
Avete visto questi due?
Sono tre.
Ma guarda, sa contare.
Un'altra.
Ecco qua.
Ecco.
Ecco un dieci.
Fiori.
Forza.
Tocca a me.
Un nove.
Non ce l'ho. Cazzo.
Beccati questa, ragazzino. Guarda come mi ha risposto.
Tanto vinco io.
- Altre due. - Non imbrogliare.
Dai, non essere timido!
- Cosa nascondi? - Taci!
Aspetta, faccio io.
Un Jack. Un altro Jack.
Tris.
Ce ne sono ancora. Prendila.
Prendila, cazzo.
Ce ne sono ancora.
Mi capisci? Mi capisci, vero?
No, senti, è molto facile.
Devo fare un accordo con loro. Devi tradurre per me.
Mi capisci? Eh? Parli spagnolo?
So che parli spagnolo. Mi capisci?
Tu e io, con loro…
Traduci!
Un accordo!
Ehi!
Ti prego!
Ti pre…
Vuole fare un accordo.
Vuole fare un accordo.
È come l'aguardiente. La queimada. Sai cos'è la queimada?
- No, ma so cos'è l'aguardiente. - La queimada è come…
Dove andate?
Fuori, abbiamo finito.
- Avete finito di lavorare? - Sì.
- Com'è coraggioso il galiziano. - I miei uomini hanno finito il turno.
Sei sicuro?
Sicurissimo. Vengo io con voi.
Io non credo.
Tornate dentro.
Su, eroe della patria.
- Tornate dentro. - Guardatelo, l'eroe.
Forza.
Andate, cazzo!
Forza, figli di puttana!
Datevi una cazzo di mossa!
In ginocchio, forza.
Molto bene.
Ora cantate con me.
Compagni, avanti il gran Partito
Noi siamo dei lavoratori
Rosso un fiore in petto c'è fiorito
Una fede ci è nata in cuor
Se la prenda con me, Junqueras! Non le conviene lasciare tre cadaveri.
Lasci stare, tenente. Questa gente capisce solo il dolore.
Vuoi parlare di dolore? Eh?
Quattordici maggio
1937.
Llanes. I soldati di Franco entrano in paese.
Stuprano tutte le donne.
Vecchie e giovani.
Mia moglie
e mia figlia incluse.
La mia bambina aveva sei anni.
Figli di puttana!
Casares.
Diciannove luglio 1936.
La polizia repubblicana uccide il prete e il medico del paese.
Il medico del paese era mio padre.
Uno in meno.
Figlio di puttana!
Sta' giù.
Sta' giù e non muoverti. Sta' giù.
Porca puttana.
Avete iniziato voi la guerra.
Sì, e voi l'avete persa.
Quando lo capirete
che in questo campo la guerra l'ha vinta Repubblica?
Canta una strofa.
Solo una, e ti lascio andare.
- Forza. - Canta.
Rivolto al sole con la camicia nuova
Brutto figlio di puttana!
- Con chi credi di parlare? - Che hai ricamato di rosso…
Canta.
Forza, canta adesso.
Canta adesso! Canta, verme! Canta il tuo inno!
Canta, verme!
Canta, fascista di merda!
Canta il tuo inno!
- Compagni avanti, il gran Partito - Canta il tuo inno! Canta!
- Noi siamo dei lavoratori - Canta!
Rosso un fiore in petto c'è fiorito
- Una fede ci è nata in cuor - Una fede ci è nata in cuor
Basta così.
Basta, Dimitrov.
No.
Basta.
La mia famiglia…
era di Leningrado.
Lui resta qui.
- Non vado senza il tenente. - Fa' come dice.
- Non la lascio solo. - È un ordine!
Fate qualcosa! Lo uccideranno!
- Zitto! Fuori, galiziano! - Lo uccideranno!
- Fuori tutti e due! - Siamo tutti spagnoli, porca miseria!
Forza, veloci! A terra!
Sbrigatevi!
- A terra! - Veloci!
Non vi muovete! Fermi!
Facce a terra!
Non vi muovete!
- State fermi! - Forza!
Sbrigatevi!
Datevi una mossa! Perché vi siete fermati! Muovetevi!
Forza! Muovetevi!
Sbrigatevi! Vi ho detto di sbrigarvi!
Fermi!
Non vi muovete!
- State fermi! - Forza!
La mia bambina aveva sei anni.
Figli di puttana!
La mia bambina aveva sei anni. Figli di puttana!
La mia bambina aveva sei anni.
No.
Per favore, ti supplico!
Lascialo stare, è protetto.
Alzati.
Direttore, sono il tenente Salgado
della divisione 250, secondo reggimento, primo battaglione.
Da quando siamo entrati in questo campo,
ci hanno trattati come prigionieri qualunque
e messi nella stessa baracca di assassini e stupratori.
Vorrei che trattaste me e i miei uomini secondo la Convenzione di Ginevra.
I tedeschi sono in guerra con l'Unione Sovietica, voi no.
Siete venuti a uccidere civili senza motivo,
a migliaia di chilometri da casa vostra. Siete mercenari, siete peggio dei ratti.
Chi le ha inferto queste ferite?
È un grande gesto, non tradire i suoi compatrioti.
Non è il momento di disegnare.
I suoi disegni sono molto tristi.
Ma c'è anche bellezza al mondo.
Se uno sa dove cercare. Non smetta di disegnare, tenente.
Sei amico degli assassini adesso?
Non ha ucciso lui tuo marito.
Se non è stato lui, è stato uno come lui.
INVERNO 1944
Il tenente.
Mi scusi.
- Come sta? - Bene.
- Pensavamo… - Benvenuto, tenente.
- Grazie, Artigas. - Pensavamo…
Te l'avevo detto.
Manuel.
- Lui è Pablito. - Pablo.
Il padre ha fatto un patto con gli urka.
- Il padre parla per codardia. - Parlo per prudenza.
Potremmo morire tutti.
E se restiamo qui no, padre?
Non ricorda cos'hanno fatto a lei e al tenente?
Manuel ha ragione. Nessuno scappa da un campo come questo.
Scusi, ma gli italiani ci hanno provato, solo che si sono tirati indietro.
Non ci sono riusciti. In caso di fuga, vengono puniti tutti.
Padre, sa cos'è questo? Lo sa?
Lo conservo per ricordarmi chi siamo.
Siamo soldati, porca miseria. È nostro dovere provare.
Quanti chilometri pensate disti la città più vicina?
Quante provviste servono per non morire di fame o sete?
In che direzione andreste?
Dove pensate siano il nord, il sud, l'est e l'ovest da qui?
Ci sono centinaia di chilometri di nulla.
Beh, io lo so.
L'Afghanistan è qui, tanto per cominciare.
E la Russia è qui.
Nessuno dice che sia facile, ok?
Ma è l'unica chance di sopravvivere.
Ci nascondiamo nei camion.
Arriviamo a Karaganda e da lì andiamo in Afghanistan.
Esatto.
Beh, ci servirà una bussola.
- E il tabacco per i cani. - Pablito resta.
Noi possiamo suicidarci, ma lui è un ragazzino.
Quando, tenente?
Quando la neve lo permetterà. Prima del disgelo sarebbe un suicidio.
In primavera.
Maledetti idioti.
Obbedite agli ordini senza fare domande. Ogni resistenza sarà punita.
Chi ruba il cibo sarà picchiato e privato delle razioni.
L'appropriazione di materiali esplosivi è punita severamente.
Fuggire o disobbedire…
Non vi muovete! Fermi dove siete!
Che cos'è?
Masticalo
e ingoialo.
Ingoialo, ho detto.
Buon appetito.
Pablito, continuiamo con le lezioni.
Ok.
Valencia?
Logroño, Pamplona, Santander, Murcia…
Müller!
Burgos, León…
Scusate.
Memoria fotografica.
Leggo le cose una volta e me le ricordo per sempre.
Che fortuna.
Artigas, cosa…
Che problema c'è?
- No. - I re di Spagna li sai?
I re?
Sì.
Alfonso.
Alfonso.
- XII. - XII.
- XII, Alfonso XII. - E poi?
Altri?
Chi altro?
- Beh… - XIII.
Alfonso XIII.
Alfonso… XIV.
Alfonso XV, XVI, XVII.
Basta, così non si concentra. È una cosa seria.
Ok? Davvero, Pablito, è una cosa seria.
- Ti sarà utile. - Per cosa?
Quando usciremo da qui, ti sarà utile.
A 12 anni lavoravo in una fabbrica di caricabatterie.
E allora?
- Allora? - Sì?
Sono passato dagli orfanotrofi agli urka.
I re non mi sono serviti a un cazzo, e neanche a voi.
- Un giorno tornerai. - Dove?
- Beh, a casa. - A casa? Dov'è casa mia, padre?
- Ehi! - No, me lo dica.
Silenzio!
State zitti!
Lo stanno indottrinando, porca puttana.
Eladio, non te la prendere È un urka.
Ma è rosso, cazzo.
La Repubblica non l'ha fatto studiare perché facesse il chierichetto.
Ti sembra normale?
Dobbiamo fare qualcosa.
Hai già fatto abbastanza.
Trecentoventuno!
Trecentoventuno!
Andiamo, padre.
So che mi ha protetto lei dagli urka in infermeria.
Oraz ha la lingua lunga. Le ha già fatto uno dei suoi discorsi?
Meglio se non parlo.
- Studiava medicina prima della guerra? - Per due anni.
Le servirà un lavoro per recuperare le forze.
So cosa sta facendo.
Vuole evitare una vendetta contro l'asturiano.
Voglio stroncare la cosa sul nascere.
Intende una tregua?
Una tregua.
So che sa disegnare.
Beh, sì.
Oraz ha la lingua lunga.
- Non può entrare. - Zitta.
- Non può, ho detto. - Zitta!
Se ne vada!
Gli urka vendono la saliva dei tubercolotici.
La gente farebbe di tutto per evitare la miniera.
Conosce già Aisulu.
- La sua nuova capa. - In che senso?
Prima lava i malati. Poi aiuta in magazzino.
Le servirà il suo aiuto, almeno finché non arriva il nuovo medico.
All'altro è morto un urka e gli hanno tagliato le mani.
Ma può sempre tornare in miniera.
- Suo marito è morto fucilato. - Beh, spero non a Leningrado.
Andiamo, figli della Patria
Il giorno della gloria è arrivato
Lo stendardo insanguinato della tirannia
Contro di noi si leva
Lo stendardo è alzato
Che dice?
Che è…
È stufo dell'inno italiano, dell'inno francese e dell'inno ceco.
Vuole sentire l'inno spagnolo.
Cazzo.
Falangista sono
Falangista fino alla morte o alla vittoria
E per questo sono Al servizio della Spagna con piacere
Arruolato, vado in gioventù…
Se i preti e i frati sapessero Quante ne prenderanno
Si unirebbero al coro cantando
Libertà, libertà, libertà!
- Falangista sono… - Smettila!
Falangista fino alla morte o alla vittoria
Se i preti e i frati sapessero…
Libertà, libertà, libertà!
Che dice?
Vuole un solo inno spagnolo.
Sento in me
Una triste emozion
Soffro lontano da te
E mi si spezza il cuor
Mai più il sole
Mi rallegrerà
Nel giardino di Spagna, amor mio
Come un fiore per sempre sarò
Se con il vento arriva ai tuoi piedi
Questo lamento del mio amaro dolor
Spagna, rimandamelo con amor
Spagna del mio cuor
Sento in me
Una triste emozion
Soffro lontano da te
E mi si spezza il cuor
Mai più il sole
Mi rallegrerà
Nel giardino di Spagna, amor mio
Come un fiore per sempre sarò
Se con il vento arriva ai tuoi piedi
Questo lamento del mio amaro dolor
Spagna, rimandamelo con amor
Spagna del mio cuor
Un concerto?
Un concerto di primavera nel campo.
Tra sette settimane.
Potrebbero esserci più talenti di quanto pensiamo.
Intendi l'urka che suona il violino?
Ce ne sono altri come lui.
Li troveremo e creeremo un piano di lavoro.
Non ci distrarrà dalla miniera.
Lasciate perdere la miniera.
Raddoppieremo le vostre razioni.
Bugoslav Levandovski.
Trecentodiciannove.
I candidati sono esonerati dalla miniera.
Porca vacca.
Che cazzo era questo posto prima?
Sai che questi buchi sono come dei belvedere?
Se guardi bene, si vede la Ría di Noia.
Quella di Muros, forse.
Cretino.
Guarda. Cosa vedi?
Porca vacca!
È la barca di Cuco!
Porca vacca, Cuco!
Ci sono le sardine.
Cuco! Lavora, bastardo! Cazzeggi tutto il giorno!
Cuco, saluta! Ehi!
Cu…
Cos'è?
È una domra, il nostro strumento tradizionale.
Ma mancano delle corde, no?
Non servono altre corde.
Qualsiasi cosa pur di non lavorare.
Perché?
Gente di Noia, teste di legno.
Gente di Muros, teste di cazzo.
Ehi!
Ragazzino, smettila. Quelle manine non ci servono.
Sì che servono, ok? Ignoralo. Sta facendo un buon lavoro.
Tu suoni qualche strumento?
Un chiodo al giorno toglie Palau di torno.
- Sbrigati, non ho tutto il giorno. - Adesso le prendi.
Sono delle piccole sardine. Fritte sono buonissime.
Oh, che bontà!
Padre, a cosa pensa? È molto silenzioso. Allora?
Una volta era circondato da donne.
- Davvero? - Parlarne non è peccato.
- Ma che dici? - È un vero dongiovanni.
Lo faremo durante il concerto.
Mentre le guardie sono impegnate con gli ospiti.
- Si torna a casa. - Sì.
Niente più miniera.
- Niente miniera. - Già.
Niente più miniera.
Infermiera! Gli è caduto addosso un carrello.
Mettiamolo lì, forza. Va tutto bene.
Va tutto bene. Sopravvivrai. Che hai da guardare? Fa' qualcosa!
- Sta' a sentire, se gli succede qualcosa… - Non morirà.
Deve vivere.
Fuori! Lasciaci lavorare!
È mio fratello. Se muore, ti taglio le mani.
Alcol, portami dell'alcol.
Alcol…
Ehi! Ma che fai?
Non basta.
Va tutto bene.
Va tutto bene.
Parli kazako?
Oraz.
Oraz
me lo sta innaffiando.
"Oraz me lo sta insegnando."
Insegnando. Oraz me lo sta insegnando.
Grazie.
Sbrigatevi! Entrate!
- Entrate! - Sbrigatevi!
- Forza! - Più veloci!
- Non vi fermate! - Forza!
- Datevi una mossa! - Forza!
- Entrate! - Dentro!
Puoi solo guardare e ascoltare.
Sta' zitto un attimo.
Conosci Carballo, dell'officina?
Come potrei non conoscerlo?
Era più potente del sindaco, Cristo.
Allora conosci anche Remedios, la cugina.
Remedios, sì.
Con Remedios… ho ballato molto.
- Sì? - Alla fiera di Muros, sì.
Com'è che la conosci così bene?
- Beh… - Vado.
Ci ho ballato, diciamo.
Io sapevo che si vedeva con un contrabbandiere di Muros.
- Ah, non lo so. - No?
La gente chiacchiera.
Sì, è vero.
Signori, ho appena riscosso un debito.
- Chi vuole provarlo? - Io.
In tedesco abbiamo una parola splendida per ricordare la patria.
Heimweh.
- Heimweh? - Ja.
Grazie.
Viene da Heimat, che è il luogo,
la città che consideri casa tua,
e Weh, che significa dolore.
Perciò significa una cosa come… nostalgia con dolore.
Non esiste in nessun'altra lingua.
- Danke schön. - Zum Wohl.
Tedesco, chiamala come vuoi, ma da noi si chiama nostalgia di casa.
Mi rimangio tutto.
- Heimweh. - Heimweh.
Porca miseria.
Forza.
Tu hai una moglie
che ti aspetta a casa?
Come diavolo faccio a saperlo?
Lo spero.
Avevo una sua foto…
ma l'ho persa in guerra.
Non so se sto iniziando a…
dimenticarla?
Vieni con me.
- Eh? - Vieni.
I suoi occhi sono grandi. Sì, grandi.
No.
Sono piccoli. Piccoli e un po' a mandorla.
Ok.
Ehi, coraggio. Provaci.
Dai, provaci.
Com'erano i suoi capelli?
Com'erano i suoi capelli? Di che colore?
Erano neri.
Neri.
Neri ma quasi castani.
Perché al sole sembravano più chiari.
Ma erano…
E com'erano? Mossi, lisci?
Lisci. Erano lisci. Sì, lisci e…
Lisci e lunghi.
E il suo viso?
Il suo viso era…
Aveva il viso tondo, no?
Aveva il viso tondo.
Come una…
Come una castagna.
Aveva il mento a punta, così.
Aveva un nasino minuscolo.
Piccolo, molto simpatico.
E quando rideva
le venivano le fossette.
Così, una per lato.
Sembrava che avesse la bocca tra due parentesi,
Rideva, rideva tanto.
Tantissimo.
Rideva sempre.
È lei.
È lei.
Facciamo amicizia?
No.
Stiamo lavorando.
"Lavorando."
Hermida.
Ehi, ascolta…
Hai saputo, vero?
Gli Ivan sono già a Berlino.
E anche gli inglesi e gli americani.
I nazisti hanno perso, è questione di tempo.
Se tornerò mai in Spagna, so qual è la prima cosa che farò.
Mangiare una tortilla di patate.
E tu?
Pare che Franco concederà l'amnistia a chiunque voglia tornare.
Tabula rasa.
Vuole evitare che a guerra finita se la prendano con lui.
Credo che nessuno voglia altre guerre.
Non sono bei tempi per gli entusiasti.
Non sono bei tempi.
Tieni.
Ho scritto una petizione.
Firmata di mio pugno.
E sai una cosa?
Credo che questa volta…
Non solo lo credo,
sono assolutamente certo…
che questa volta…
approveranno la tua richiesta.
Grazie.
La notizia del concerto si è già diffusa
in tutti i campi.
I tuoi uomini hanno fatto un ottimo lavoro.
Brindiamo.
Non solo i miei uomini, direttore.
Quando lascerete questo campo,
quegli uomini saranno ancora tuoi nemici.
L'hai dimenticato?
No.
I miei uomini hanno notato alcune cose.
Tabacco e utensili da cucina mancanti.
Uscite non autorizzate.
Vorrei sapere
cosa sta succedendo.
Non faccio la spia.
A chi vuoi essere leale?
Un gruppo di mercenari,
Franchisti,
amici dei nazisti, o…
ai tuoi uomini?
Cazzo.
GIORNO DEL CONCERTO
Buonasera, compagno maresciallo. Benvenuto.
Riposo.
Entrate. Dentro fa molto più caldo.
Il concerto sta per iniziare.
Prego, entrate.
Il concerto di oggi sarà magnifico.
È più di una settimana che ci prepariamo.
Abbiamo trovato artisti magnifici.
Greta canterà e sentirete suonare la domra.
Suoneranno il violino e la domra. Accomodatevi, ecco i vostri posti.
Accomodatevi. Ascolteremo una voce notevole.
Beh, dopo un viaggio così lungo, vorrete di certo bere qualcosa.
Per lei?
Molto bene.
Ecco qua.
Col vostro permesso, mi siedo qui accanto a voi.
Reyes.
- Cosa voleva Nazarov? - Mi ha fatto una proposta, nient'altro.
Che significa?
Perché hai le mie lettere?
L'ho appena scoperto.
Nazarov l'ha detto quando vi siete conosciuti.
Il sistema…
non commette errori.
Reyes.
Quattro anni.
Quattro maledetti anni.
Capitano.
E il padre? Dov'è?
Non viene.
Forza, andiamo.
- Aspettate, manca una persona. - In che senso…
Sbrigati, Hermida, porca miseria.
Che ci fa lui qui?
Viene con me.
- Lo sapevi? - Cosa cambia?
Andiamo.
Quand'è il cambio della guardia?
Se abbiamo fortuna, vedremo la seconda parte.
Con quegli occhi azzurri
Chiari come il mar
Mi perdo nel tuo sguardo
E non riesco a scappar
La magia del tuo sorriso
Sempre mi farà sospirar
Quando guardo le tue labbra
Il mondo comincia a girar
Non mi è mai piaciuta l'opera.
L'hai vista, la prigioniera?
Me ne frego di come canta.
Da qui a Muros, amico mio.
Da qui a Muros.
Discussioni senza scopo
L'orgoglio è vanità
Parole che feriscono
Sarà questa la fine?
E intanto cala la notte
Ci abbracciamo senza pensarci
Ci diamo un bacio
E l'amore torna a risplendere
Con quegli occhi azzurri Chiari come il mar
Mi perdo nel tuo sguardo
E non riesco a scappar
Artigas.
Strofinati il tabacco.
Tu prendi quel camion.
Ok, vado.
Controlla questo.
Sì.
Vieni qui.
Io prendo questo.
Ehi! Fermo! Aspetta!
Manca un cadavere!
Che succede?
Spero che il concerto vi sia piaciuto.
Avete apprezzato il violino? E la domra?
La domra era una cosa dell'altro mondo, vero?
Invitiamolo a cena.
Se mai verrà a Mosca,
venga a cena da noi.
Sarebbe un piacere.
Compagno Nazarov.
Presto.
UN MESE DOPO
Alzati.
Forza.
Stai bene? Forza, andiamo.
Andiamo.
Vieni.
Artigas ha cantato.
Uno dei galiziani non ce l'ha fatta. L'altro è scappato.
Chi?
Mi dispiace.
Mi dispiace.
Mi dispiace.
La Germania si è arresa!
La Germania si è arresa!
La guerra è finita!
8 MAGGIO 1945
FINE DELLA GUERRA
Andiamo!
Tira!
- Ehi! Attento! - Attento! Fermalo!
Padre!
Vai!
Guarda!
Chi la vuole?
ESTATE 1947
Ehi! Arbitro!
- Arbitro! - Qui!
Questo è fallo!
Aiuto!
Fallo!
- Arbitro! - Rigore!
Cazzo! Levati di dosso!
Mi levo.
- Aiuto! - Forza, alzati.
Ho sbagliato, avevo il sole negli occhi.
Cazzo, padre, non sta più "rivolto al sole", eh?
Ehi, taci! Forza, tira!
Toglila da lì!
- Andiamo! - Palau!
- Eladio! - Padre, gliela rubi!
Porca miseria.
Greta!
No!
- Forza, tira! - Tira!
Gol!
Palau! Barcellona, che stai facendo?
- Porca miseria! - Gol! Sì!
- Levati. - Gol! Minatore! Gol!
Guarda.
Partono altre donne. Questo campo ha i giorni contati.
Noi saremo i prossimi.
- Hanno detto dove ti portano? - Leningrado. Vieni a cercarci.
- Mettiti questo. Fa molto freddo lì. - Palau, deve andare.
Ok? Tieni, stai al caldo.
Come si chiamerà?
- Scusa, se ne vanno senza di lei. - Diego.
Ti amo, Diego! Vi amo entrambi!
Anche noi.
- Sì, corri! - Forza, Palau!
La prossima volta segno, giuro. Andiamo!
I kazaki ci hanno invitati a pranzo al kolkhoz
- per averli aiutati col raccolto. - E…?
Ci sarà anche Aisulu.
Approfittane.
Non so per quanto ancora potremo uscire dal campo.
Quale campo? Siamo rimasti in pochi.
Non allontanarti troppo.
Artigas ti coprirà.
Ti devo un favore.
Uno?
Che c'è?
La tua mente è lontana da qui.
Quando ce ne andremo,
vieni con me.
Questa è la terra dei kazaki. La mia terra.
Un fiore senza radici dura poco.
Ho anch'io una terra che mi aspetta.
Tienilo tu.
Tornerò a prenderlo.
È ripieno di carne. Può essere pecora o vitello.
E questo si chiama baursaki. Somiglia al churro spagnolo.
- È pronto! - Amici, la testa d'agnello si serve
solo a ospiti speciali, illustri e rispettati.
Grazie.
Raqmet.
Ah, raqmet.
Raqmet significa "grazie" in kazako.
- Raqmet. - Grazie.
Mangiamo.
Buonissimo!
Anara vuole sapere chi eravate prima di finire qui.
Lavoravo in una casa editrice. Era di mio padre, ma lo fucilarono.
Non restava altro della mia famiglia. Poi l'hanno chiusa.
Io facevo il cuoco in un hotel di Barcellona.
E mi piaceva raccontare barzellette. Sì.
Anara chiede se puoi raccontarne una.
- Certo. - No!
- No, ti prego. - Vai!
Meglio di no.
È una pessima idea.
Ti prego, no.
C'è un kolkhoz, no? Come questo.
E all'improvviso appare quello stronzo di Stalin e…
Ti avevo detto di non dirla.
Mancava la parte migliore.
- Non avete senso dell'umorismo. - Se facessi ridere…
Tu perché eri prigioniero? Non ce l'hai mai detto.
Perché penso diversamente.
Da che parte stai?
Nessuna.
Non ho un'ideologia. Ho dei principi.
Noi kazaki non ce lo saremmo mai immaginato.
Che il mondo venisse qui,
alle nostre porte, ma Allah ha voluto così.
Ringraziamo anche per questo. Ringraziamo Allah.
Ringraziamo Allah.
E Nostro Signore.
Al primo che ci fa uscire da qui.
Esatto.
Godiamocela. Abbiamo sofferto abbastanza.
Salute.
Sette anni senza mangiare.
Assaggi, padre.
Che dico ai miei?
Nessuno ci aiuterà. Né Nazarov né il Partito Comunista.
- Cosa? - E la Divisione Blu?
Franco non ammette che ci siano prigionieri in Russia.
- Ora no? - No, di nessun tipo.
E il partito non ammette di averci chiusi qui senza processo.
- Dicono che siamo disertori. - Vogliono che marciamo qui?
Dieci, 15 anni? Quanto?
- Col cazzo, non possiamo permetterlo. - Calma.
- Nazarov ci ha fatto un'offerta. - Cortesia dell'Unione Sovietica.
Ci uniamo alla rivoluzione.
- Cioè? - Diventiamo cittadini russi.
Come no, e poi diventiamo anche comunisti?
Non ci sono più comunisti in Russia. Stalin li ha uccisi tutti.
Allora io posso andarmene, sono russo.
Il tuo caso è diverso.
Sei qui per crimini violenti. E poi sì, sei già russo.
Ok, tutto questo che significa?
Lavorare nelle officine e nelle fabbriche.
Beh, saremmo liberi.
Ma saremmo russi. Non potremmo tornare in Spagna.
Lei cosa ne pensa, capitano?
Ho promesso di portarvi via da qui, non di cambiare prigione.
La vostra lista è molto lunga.
Tutti i prigionieri, repubblicani e Divisione Blu, di tutti i campi.
Uomini e donne.
È troppo rischioso.
Riceverai altri soldi in Spagna, a questo indirizzo.
"Clara St…" È la tua famiglia?
Che ti frega? Pagheranno bene per salvarci.
Porca miseria.
Va bene.
Possiamo fidarci di quel nazista?
- Iván José González. - Nessuno te ne fa una colpa.
Grazie.
- Abbia cura di sé. - Anche tu.
Roland Durban.
Eladio.
Mi dispiace tanto.
- Claude Gaspard. - Palau.
Ci mancherai.
Anche voi.
- Fai buon viaggio. - Grazie.
Arrivederci.
- Giovanni Busacca. - Vai con Dio.
Buona fortuna.
Ehi! Barcellona!
L'ultima.
- Come si dice "paracadutista" in russo? - André Monicelli.
"Pataplof."
Che c'è, è brutta?
Pessima.
- Abbi cura della tua famiglia. - Lo farò.
Addio.
Luciano Craspelli.
Guarda come cambia posizione il fascista.
Melléin Palau.
Ehi, soldato! Perquisiscilo.
Li stanno perquisendo.
Se trovano la lista di Müller, siamo finiti.
Che sta facendo?
- Che sta facendo? - Ehi! Torna in fila!
L'avevo detto, capitano.
- In fila! - Si terrà comunque i soldi.
- Gli sta dando la lista. - Dammi. Cos'hai lì?
Dammelo.
Nazista di merda, non finisce così.
- Junqueras, fermati. - Müller!
- Fascista di merda! Lo ammazzo, lasciami! - Aspetta!
- Capitano. - Lasciami! Figlio di puttana!
Lasciami!
Lasciami, porca puttana!
- Porca… - Aspetta!
Eladio!
Junqueras.
Sei ferito?
Ok, stai bene.
Ricorda, Signore, che siamo polvere.
E l'uomo è come l'erba e il fiore di campo che appassisce.
E…
E…
"Con forte musica vengo, con trombe e tamburi.
Le mie marce non sono solo per i vincitori,
sono anche per gli sconfitti e gli uccisi.
Vi hanno detto
che è bene vincere le battaglie?
Io vi dico che è anche bene soccombere.
Io batto i tamburi per i morti.
Gloria a chi è caduto.
A coloro le cui navi affondarono e a chi si perse in mare.
Gli infiniti eroi ignoti
di egual valore
degli eroi più grandi della storia."
La prego, signore.
Ci vorrà solo un attimo.
- Di nuovo? No, non si può. - Mi scusi, è solo che…
Cosa vuoi? Non vedi che sono occupato?
È tornato. Dice che non se ne andrà finché non l'avrà ricevuto.
- Cosa vuole? - Non lo so.
Ehi, no. Non può stare qui. No!
Ok, cosa vuole?
- Sa scrivere? - Sì, e allora?
Allora scriva.
Esperanza Moreno. Antonio Castillo.
Antonio Barba Penas. César Benítez Martínez.
Pablo Espinoza Gómez.
Abelino González.
Tomás Bernal Aroca.
Diego Salgado Jarque.
Manuel Fernández Collado.
Pablo Fernández Carrasco.
Eladio Taraño Junqueras.
Porca troia.
Telmo Reyes Anguera.
Francisco de Asís Moreno Santos.
Padre.
Che gioia.
Torna a casa.
Sì, meritiamo entrambi un po' di riposo.
Non sei d'accordo?
Nonostante tutto,
è stato un piacere conoscerti,
compagno.
A mai più rivederla, direttore.
Ne sento già l'odore.
Di cosa? La fabada?
Madre mia.
Cos'è la fabada?
- Non sai cos'è la fabada? - No.
Fagioli, pancetta, chorizo… È la cosa più buona del mondo, Pablín.
Antonio Barba Penas.
Adelino González.
Capitano.
- Tenente. - Martín Marías.
Non pensavo saresti rimasto.
- E io che te ne saresti andato. - Ángel Turión.
David Obeso.
José de la Torre.
Grazie.
- Buon viaggio. - Abbi cura di te.
- Capitano. - Domingo Correa Martínez.
Sei sicuro?
Sì.
Diego Salgado.
È questo il mio posto.
- Abbi cura di tutti. - Grazie di tutto, amico.
Eladio Junqueras.
Tocca a me.
Vai.
Ti tengo qui, eh?
Pablito.
- Abbi cura di te. - Pablo Fernández.
Soldato.
Questo ragazzo non se ne va. Toglilo dalla lista.
Ehi! Che sta facendo?
Il ragazzo…
Capitano.
È un cittadino sovietico, come tutti i minori del campo.
- Capitano, che succede? - Ecco i documenti, guarda.
Telmo.
Non posso tornare?
Che valore ha?
Abbastanza per annullare l'estradizione.
- Telmo… - Bastardo.
No.
- Il ragazzo non può salire sul pullman! - Ci penso io.
Sì.
Pablito.
No, lasciami stare.
- Pablo! - Lasciami stare! Voglio tornare a casa!
- Pablo! - Lasciami stare!
Impara i re di Spagna, ok?
- Cosa? Che stai dicendo? - Sali.
Vieni, Pablito. Sbrigati.
Vai.
Qualcuno mi spiega cosa sta succedendo?
Il pullman è partito.
Andrò al prossimo checkpoint,
mostrerò i documenti e prenderò il ragazzo, chiaro?
Questi documenti?
Che diavolo fai?
Guardia!
Sparagli.
Sono 400 pesetas giuste.
Prima volta in Spagna?
Avranno il potere di decidere
se far parte o meno di un blocco militare.
- No alla NATO! Niente basi militari! - Non vogliamo nessun blocco militare.
- Fuori gli yankee! - Fuori gli yankee!
Buon pomeriggio, tenente.
Sono Reyes.
Il capitano Telmo Reyes.
Lei… l'ha conservato tutta la vita.
E voleva che lo avessi tu.
Capitano.
Tenente.
Capitano.
Ricordi cosa diceva Oraz?
Non c'è uomo più libero
di chi è stato imprigionato.
A MIA MADRE
GRAZIE DI TUTTO
Sottotitoli: Chiara Valentini
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