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Ciao!
Grazie a tutti.
Buongiorno, hai il connettino?
Mamma, me lo compri?
Certo, grazie. Cinque euro.
Grazie. Lo scontrino?
No, non c 'è. No, allora grazie, per la pazienza.
Soldi? Faccio la vita, eh.
No, no, lascia stare i piccioni, per favore. Dai, lascialo giocare.
Ma stai scherzando? Ma non sai le malattie che portano?
La criptococcosi, ma fa schifo.
Perché l 'aspergillosi pulito plasmosi.
Bello, vero?
Milan, la in gran Milan.
Vedrai Silvia, ci cambierà la vita.
Chi è?
È Mario.
Mario, indovina dove siamo.
Come?
Senti, adesso non posso parlare. Ti chiamo io stasera, eh? Ciao, ciao, ciao,
ciao.
Cos 'è?
Problemi sul lavoro?
No, no, non ti preoccupare.
Otimismo, Silvia, otimismo.
Porca trotta!
E vabbè.
Porca trotta, veramente.
Ma come non puoi farci niente?
Ma sono 15 anni che lavoro lì, Mario.
Me l 'avevi promesso, tu.
Ma lo sai che ci tenevo.
Vabbè, no, capisco, capisco.
Ma è minchia giusto però, fatelo dire, eh.
Vabbè, ciao, ciao Mario.
Segui. Mi hanno rifiutato il trasferimento a Milano.
Cosa? Un disabile mi è passato davanti.
Cioè, adesso per vivere a Milano bisogna essere handicappati?
No, è che hanno la priorità, è anche giusto, dai.
Ma non doveva aiutarti il tuo amico Mario?
Penso a tutto io, penso a tutto io.
Ma quanto tempo è che ti dico che Mario è un ciaparato?
Papà, che vuol dire ciaparata?
No, vuol dire prendi i topi, buona nulla sarebbe. Ma cosa fai tu per noi?
Guardati! Ma non è colpa di Mario, non è colpa mia, non è colpa di nessuno. Ah,
non è colpa tua? Non ci andiamo più a Milano dai nonni?
Calma, alla scuola americana ci andiamo. Guardati, ci porta comunque la tua
mamma, perché se fosse per il papà... E poi andrai all 'università a Milano,
diventerai un avvocato, ti sposerai e ti comprerai una casa a Milano in cento.
In piazza Duomo!
Oppure può restare qua e sposare la Pina. La Pina? Chi è?
La figlia del pizzaiolo dello scoglio.
A parte che la Pina non è niente brutta.
Poi sai, padre, quanto verso ogni mese al conto malcoposta. Può essere un buon
partito. I bastoncini!
Ancora i bastoncini? Wow.
Ma che la Pina? Com 'è la Pina? È un mostro, papà.
Cos 'è, sei impazzito?
Ti hanno visto entrare?
Hai parlato con qualcuno, eh?
Lavoriamo la posta, mica la CIA.
Parla piano, che rischio grosso!
Cosa rischi cosa che non ho neppure avuto il lavoro.
Sono qui in Italia che mi spacco il culo all 'ufficio di Usmat. Non urlare così,
io siamo fottuti!
Mario, ti prego aiutami.
Silvia non mi parla neanche più.
Senti, c 'è un 'altra sede disponibile a Milano.
Tra un mese il direttore di Via Valparaiso va in pensione. Ma è
Devo avere quel posto. La piano, cazzo!
Ecco. Ecco cosa.
È lui.
È il direttore.
Sì. Sì?
No, no, non sono occupato.
Va bene, d 'accordo.
No, no, non dicevo a lei. Va bene.
Il direttore vuole vedermi. Sparisci.
E se mettessimo sulla domanda che sono indicappato?
Non sei fuori?
Ma perché scusa? Se faccio un errore cosa rischio?
Si scopre, io sono nei casini, ma tu sei morto. Ma arrivo? Non ti preoccupi.
Grazie dottore, arrivederla.
Prego.
Si prepara il burro, un buon brodo, poi il sedano, carote e cipolle, tutte
tagliate a tugello, tucalin come vuoi tu. E poi dopo c 'è delle verte e del
maiale, le cotiche, belle raschiate.
Ragazzi, l 'area delle coppie è dall 'altra parte.
Allora, poi... Il piedino...
Fermi, è mio marito!
Abbiamo il trasferimento a Milano.
Andiamo a Milano.
Veramente!
Mi scusi, signor direttore. Dica. C 'è un ispettore che la sta cercando.
Un ispettore? Che ispettore?
Dalla direzione.
Dice che riguarda il suo trasferimento.
Lo faccio attendere cinque minuti. Grazie.
Cavolo, cavolo. Devo provarla prima.
No!
No!
Buongiorno. Buongiorno. Sono Alberto Colombo. Borghetti.
Voleva vedermi?
Vorrei sistemare qualche dettaglio.
In merito alla sua domanda di trasferimento.
Prego.
Vuole aiuto? No, no, no.
Sono i ragazzini che fanno gli schietti. Bucano sempre le gomme.
Ecco fatto.
Si sieda.
Cosa posso fare per lei?
Da quanto tempo è disabile, dottor Colombo?
Non è facile.
Per me parlarne... ero molto piccolo.
E... il ricordo è sfocato, mi creda.
Rivivere quel trauma è terribile.
Sono palmi muscolari.
Bastato.
Dica.
Dottor Colombo, ci sono state due domande di trasferimento a suo nome. Sì.
Una recente per persona a mobilità ridotta. E un 'altra di sei
mesi fa.
Il cui richiedente è normodotato.
E lei è la stessa persona, dottor Colombo?
Le ho fatte io queste domande, sì.
Quella come persona sana l 'ho fatta perché
volevo che la mia richiesta fosse...
Considerata come quella di tutti gli altri.
È importante per noi disabili vedere negli occhi di voi persone così dente,
normali, qualcosa che vada al di là della semplice pietà.
E fa onore.
Grazie.
Ma se questo rimette in discussione il mio trasferimento io sono... Ma no, è
solo una semplice verifica purtroppo necessaria perché abbiamo spesso a che
con dichiarazioni false per ottenere sedia in vita a Milano. Ah sì?
Già, succede molto spesso.
Che vergogna.
Ma non è il suo caso, dottor Colombo. Si troverà bene a Milano.
Grazie.
Bene, non voglio disturbarla ulteriormente. Non mi disturba a farla.
Arrivederci.
Tu sei fuori.
Sei completamente fuori.
Mario, noi siamo amici.
Ma che amici? Che amici? Non sono amico di un pirla che si fa passare per
handicappato. Lo so, l 'ho fatto per Silvia.
Non dovevo.
Siediti. Sono pentito, Mario.
Siediti.
Alberto, ho una buona e una cattiva notizia.
Sono sospeso, vero?
Peggio. Vicenziato?
Peggio ancora.
Peggio di vicenziato cosa c 'è?
Trasferito. Al sud.
Al sud, tipo Bologna?
No Bologna, sud, sud.
Non mi dire Roma, sai che non amo Roma. No, no, non ti preoccupare, non a Roma,
molto più a sud.
Sicilia. No, no, prima della Sicilia c 'è la Campania.
Sei stato trasferito vicino a Napoli.
A Napoli.
Ma è spaventoso, Mario.
Cominci lunedì.
Come lunedì? Io non ho vestiti leggeri, non ho un posto dove andare a dormire.
Guarda, c 'è un appartamento per il direttore dell 'ufficio.
Ma dove mi mandano esattamente?
A Castellabate.
Castellabate.
Vai, una bella notizia? E questa?
E la brutta?
Ci resterai due anni. Due anni?
Minimo. Due anni a Napoli, Mario? Senti Alberto, o è Sud o è licenziamento per
gravi responsabilità.
Due anni a Napoli, io muoio.
Ma come lo dico Silvia? Vai.
Mario. Vai adesso. No, non puoi farmi questo.
Aiutami. Alberto.
Io non so più che fare. Mario.
Alberto.
Direttore.
Salve.
Prego, si accomodi.
Ciao, amore. Ciao, papà. Ciao, chicco. Allora, si mangia?
Eh sì, è tutto pronto.
Sai che peccato, l 'appartamento, quello bello, quello che avevo trovato vicino
a casa dei miei, la mamma ha preso i nomi sul citofono.
Allora, Esposito, Coppola, Uanga, Med, Beretta, Gargiulo e Capuozzo. Ora, a
parte Beretta, a me sembra tutta roba sotto l 'equatore, per cui lascerei
perdere e cercherei un altro posto. Non ti preoccupare, tanto non mi mandano più
a Milano.
Allora, questa cenetta?
Cosa? Cosa vuol dire che un altro handicappato ci è passato davanti? Mi
trovato qualcosa di molto, molto meglio.
Ah, e dove?
A Chateau de la Baie.
Dove? Cattella Abate.
È una ridente località di Napoli. Formidabile, no?
Cos 'hai detto?
Formidabile, no?
Prima. Ridente località? Dopo.
Vicino a Napoli.
A Napoli?
Per avere il posto di Milano.
Mi sono spacciato per disabile.
Ti sei spacciato?
Con la... Ma che pi... Ma che pirla!
Non ci posso credere di avere sposato uno così, uno così, uno così. Chico,
pirla! Ci vai da solo, sai?
Mettiti in testa, ci vai da solo laggiù. Chico, pigiama, a letto, si va.
Ma guarda che pirla!
Mamma mia!
Proclamo il signor Petazzoni illustre accademico del Gorgonzola Doc.
La bassa Italia è una gran brutta cosa.
Io lo so perché mia madre quando era un piccolo si faceva ciurare nel Perù.
Come? Sì, un terone, no? Poi il problema lì è che sono tutti teroni, uomini,
donne, bambini, tutti teroni, capito? Anche gli animali quelli.
Gatti sono terroni, cani sono terroni, le vacche, i polastri, i vitelli, tutti
sono terroni. E parlano solamente il terrono, capito? E tu non capisci
Quando hai capito qualcosa, capisci che ti stanno prendendo per i ciappi,
capito? Perché davanti tutti gentili, buoni, come dicono loro, l 'ospedale da.
Capito? Sono tutti camoristi e basta.
E perché in più io soffrivo il caldo lì.
Fa caldo?
Capisci, d 'inverno ancora, ma d 'estate tu, sale, sale, sale, 30 -40 gradi,
vuoi dire.
O dici, vabbè, magari vanno a casa fa più fresco. E che, voglio dire, qui, 50
gradi. Fa più caldo dentro che fuori. Sì, perché poi sono quelle case di merda
fatte su con l 'amianto 30 anni fa quando c 'è stato il terremoto. Ma come
vive?
Beh, è dura, è molto dura, perché chi vive bene sono quelli che vivono con la
camora, loro stanno bene. Ti metti tutti gli altri, sono poveracci, eh.
Come dicono...
Vedi Napoli e poi muori. Sì, muori ammazzato perché o ti prende il vivione
colere con le cose che ti fa mangiare o magari una bella epidemia di tifo con
tutta l 'immondizia che c 'è in giro. La schifezza. Guarda, io però una
soluzione per il succe l 'ho.
Parcheggi, solo parcheggi e basta.
Vabbè, buon appetito, dai.
Mi fa tanta la fame.
La temperatura è superiore ai 35 gradi.
Febbre, collasso, meningite.
Che c 'è? No.
Che?
Cos 'è? Niente.
Quanto caldo farà? Il tintore c 'è.
Buona fortuna, dottor Colombo.
Speriamo.
Mi raccomando, fa il bravo, eh?
Obedisce la mamma.
Papà, questo è per te.
Cos 'è?
Una trappola per topi. Così i topi non ti mangiano i piedi.
È protezione 50.
Mettitelo soprattutto... Cosa fai? Ma sei matto? Tieni l 'orologio al polso?
Perché?
Perché? Magari per prenderlo ti.
Madonna, è vero.
e comunque mettiti anche il cappellino è
nel lavoro mamma tornerà papà
Sì, presto.
Molto, molto presto.
Sono Alberto Colombo, da Usmate, il vostro nuovo direttore. Sono appena
Direttore. Qui da noi sono le 7 e 28.
Da voi che ore sono?
Le 7 e 28.
Ah, bene.
Ecco, io conto di arrivare lì per ora di cena, diciamo.
Ecco, ma venite appena.
La Coppa della Calabria.
Guardi, ci deve essere un 'interferenza.
Comunque non si preoccupi, ho il navigatore.
Ci vediamo stasera, d 'accordo?
Allora aspetta.
Come scusi?
Diceva, allora aspetta.
La sciarpetta?
Aspetta, facciamo così, chiamo quando arrivo lì.
Buongiorno, patente Libretto.
Scusi, andavo troppo veloce, vero? Troppo piano, Dio buono, troppo piano.
vede che mi rallenta il flusso discensionale?
Ero sopra pensiero, sto andando verso Napoli. A Napoli?
Sì, per lavoro.
Sono stato trasferito lì.
Non si preoccupi.
La capisco, io ho un fratello in Kosovo.
Ma va?
Vada, vada. E stai attento alla macchina. E stai attento a lei.
Grazie.
Ma come parla?
grazie a
tutti
Come è arrivato?
Direttore? Pronto Volpe?
Sono io, sono arrivato. Cosa?
Non lo so, si vede un tubo. Ma qual è il tubo?
Cosa avete vicino?
Cercate il nome della strada! Vabbè, resti in linea!
Cosa stai facendo? Cosa stai facendo? Sarai morto!
Ma... Ma vedi cosa sta succedendo? Non me la capita.
Chi sei tu?
Volto. Tu sei Mattia, tu chi?
Tu stai facendo niente.
Cosa stai facendo? Chiamo un 'ambulanza. No, ma come ambulanza?
Un 'ambulanza.
Fate quello che dici.
Ha costruito la palla dell 'acqua, non poteva girare.
Lo stai facendo?
Si è sblocata anche la macella.
Ascello.
Prendo la roba, eh?
Andiamo, andiamo.
Lascio la mattina qui?
Non è che la rubano poi?
Benvenuto a casa vostra.
Ma non ci sono i mobili?
Ma dove sono i mobili? Chi si è fregato i mobili?
Ma io vi denuncio, io vi sbatto in galera.
Ma se ne prende il vecchio direttore.
Il direttore è niente. Un ladro rimane un ladro. Intanto lo denuncio, poi
vediamo chi ha ragione. Ma che denuncio? Quello non ci sta più.
Un latitante.
No, ma qual latitante? Si è fatta la cartella.
Schiattato.
Si è recettato. Non capisco.
Morto. Cominciamo bene.
Vabbè, mi porti in albergo, colpe.
Non ho capito.
Ci sarà un hotel da queste parti, no? A Casella Val, in questo periodo, a quest
'ora. Ma è stata da vari anni.
A buio.
Andiamo a camminare ancora molto?
Manca molto?
No, no,
no.
Prego, prego, prego.
È gentile ospitarvi così su due piedi, ma veramente... Prego, dritto.
Venite, venite.
Dritto.
Guardami i cicardi.
Come? I cicardi.
Le abbiamo fissate per le polizie.
A corto gradino. Come?
Entra. Entra.
Adesso ve lo sposto il baule.
Ma che stiamo io?
Ti cambia pure l 'erenza.
Ma non dov 'è?
No, è l 'odore di una fatalina che mia mamma... La mette ovunque. Ma perché ci
sono i topi?
Perché? I topini li saranno.
I nonni i topi è tanto.
La vivono qui?
No, s 'hanno fittato un monolocale a fianco. Fanno a mezzo con gli studenti
risparmiare.
Buonanotte, che c 'è?
Grazie.
Volete un caffè?
A quest 'ora il caffè no. Non prendo mai caffè la sera. Se mai una tisana... Ah?
Lasci fare, va bene così. Fa niente.
che si chiamano camorista
Buonanotte.
Stavo zamba, bro.
Direttore.
Direttore.
Direttore.
Cos 'è? Che vuole?
Che volete voi?
In che senso cosa voglio? Per colazione.
Ma che ore sono?
Siamo quasi.
Ma volete un bel caffè? Mi amo fare speciale. No, no, la mattina prendo
un tè con latte freddo a parte, qualche fetta biscottata e un olio a burbianco
se c 'è a casa.
È posto questo?
L 'avevo appoggiato lì.
È lo sfero del camino.
Questi li ho messi per rafforcare.
C 'è la corrente.
Mamma.
Vuole un tè.
Cosa fai con questo tè? Ma che te ne mani le panze?
La verità è che pure ci sono rimasto quando me l 'ha detto perché mi ha
spiattato un attimo, però... Vabbè, ci penso io.
Buongiorno.
Buongiorno. Direttore, come sta?
Eh? Dico lei, come sta?
Lei?
Lei? Come si sente? Lei?
Ma con chi parlo io? No, sta parlando con te, mamma. Perché mia mamma è
al voi. Da queste parti non si usa il lei.
Scusi. Scusate.
No!
Che ho fatto? No, è il posto mio. Questo è il posto vostro.
E questa è la mia tazza.
La tengo anche la creatura.
Quanto prendi Dio.
Signora, se lo fa per me non c 'è bisogno. Io alla mattina sono abituato.
tazzina di tè, massimo massimo una fettina biscottata. La vita a mangiare.
Ve la dovete mangiare, se no si offende.
Certo.
Mangiate, mangiate.
Un frarito, un frarito. Figliate i salsicci.
No, no, è per me un zabbaggione.
Me lo preparano di mattina con le uova fresche.
È una bomba, direi tu.
Immagino.
Mangiatevi qualcosa.
Così, giusto?
Ma che, non vi piace?
No, no, è buonissimo, è che proprio non... Non?
Non? Un assaggio. Eh.
Salsiccia? Eh.
Ti ho detto un po' di dolce, non me lo prendete?
Io... Mamma, non puoi che dolcevole dire tu? Ti ringrazio, ti ringrazio.
Veramente a posto così?
Provate, provate, assaggiate.
Cos 'è?
È buono però questo. È buono.
È buono. Sai, è tipo cioccolata. È una specie, è una specialità di mia mamma,
chiama sanguinaccio.
Quella è cioccolata mischia dal sangue di maiale.
La vi da mangiare?
La dovete mangiare?
L 'avevo capito.
Ma io non sono mamma, non sono mica così caldo. Mamma.
Buongiorno. Buongiorno.
No, perché mi hanno detto che qui al meridione facciamo un gran caldo, vedi?
Eh, prima la posta la portavano i cammello.
Poi il direttore era un bel duido.
Che fa poveri, piglia quel culo.
Ah, ecco.
Oe, Mattia!
Oggi com 'è?
Ma che com 'è la dichissima? Parlo a meno Michelin.
No, sta scherzando.
È il nuovo direttore, viene da Milano.
Ah, ci capite?
Già capito. No, niente, capisce sempre un po' il ritardo.
Vi posso offrire un caffè?
No, devo lavorare, grazie.
Aspettate, direttore.
Direttore, aspettate un attimo. Permettete che vi presento due
collaboratori.
Costabile Piccolo, uno dei nostri impiegati più simpatici. Signor
benvenuto nella famosa Castellabate.
Buongiorno, buongiorno. Aspettate, direttore, scusate. C 'è anche Costabile
Grande, il nostro decano, prossimo alla pensione.
Buongiorno. Costabile Grande e Costabile Piccolo.
È il nome del patrono, mica sono fratelli. Così voi siete del nord?
No, io non sono del nord.
Sono del nord.
Il nord non so neanche dove sia, mi spiace.
Possiamo offrire un caffè di benvenuto? In questo paese non fate altro che bere
caffè. Sono le nove di mattina, l 'ho già bevuti tre. A lavorare, su, via,
Va bella, ci rimanerò. Sì, sì.
Buongiorno a tutti.
Matti, chi dà la bocca che ti trascina il musco?
Buongiorno, piacere, sono Gialomaria, sono allo sportello raccomandato e
anche i servizi finanziari.
È in ritardo per Gialomaria, sono le nove.
E qui apriamo sempre alle nove.
Me la prendete comoda?
Vi mostro il mio ufficio?
Certo, prego.
Ma dico io, che differenza c 'è tra nord e nord?
Eh, vai a fare la gentilezza. Ah, costa, io le persone le capisco un po'.
Chissene, un bravo, si vede dalle orecchie.
Dalle orecchie. E poi... E durante le ore di lavoro vediamo di vestirci in
adeguato, grazie.
C 'è il lavoro con me. Hai visto?
Costa, chissene, vuoi fare il tuo sangue? Tu di chi? E poi vedrai.
Ma chi è che l 'ha raccompagnata Maria?
No, non lo so proprio.
Mattia. Oh.
Mattia, mamma, ti hai sfruttato la madre?
Non mi vengono 35 anni e mi porto ancora la colazione.
Aspetta, aspetta.
Prenditi un po' di mozzarella.
Pure la mozzarella?
Eh.
E un po' di frittata di maccheroni. La frittata di maccheroni? Si chiudono da
ben fama.
Ma che sto partendo per fare la pasquetta?
Matti, ricordati che ti sei fatto gli analisi e è uscito che tieni il verme
solitario. L 'analisi l 'ho fatto quando ero piccolino.
Buongiorno, signora Volpe.
Buongiorno. A tempo indeterminato, signore.
Costabile, più rapidi, non vede che si forma la coda?
Che vogliamo fare? Stare che fino a stasera? Su, su.
Dire tu, sto parlando col signore, è un cliente, mica lo posso arronzare.
Arronzare? Tanto si tolga lo stuzzicadente dalla bocca.
No, mi serve per non balbettare.
Vabbè, al signore ci penso io.
Proseguo con gli altri clienti, grazie.
Buongiorno, signor.
Capisce. Capisce.
Cosa possiamo fare per lei? Ha voluto chiedere un posto amato.
Mi servisse un posto amato. Io vorrei chiedere un posto amato.
Perché un amico mio è venuto qua. Un amico? Un amico mio è venuto qua. Vuoi
cercare il tuo posto a matta?
Un amico del suo ha detto che si è fatto fare il posto a matta.
Ecco, questo posto a matta è diventato pure cliente rosso. Non vuoi capire?
Vabbè subito, non ha detto un sangue.
Sempre questo suo amico si è fatto accreditare la pensione sul conto.
Così può prelevare il contante comodamente. Non ha detto un sangue.
Senza buttare il sangue. Avete capito?
Avete capito?
Certo.
Per ripetere, scusa.
Avanti. Mi dica.
Mi scusi, direttore, noi dovremmo chiudere per pranzo.
Volete venire?
E dove andate a pranzo? Ma come dove andiamo? A casa.
A casa?
Sì, abitiamo tutti qua vicino.
Ma a che ora tornate in ufficio?
Alle tre.
Alle tre?
Ma pensate!
Sì, ma poi rimaniamo aperti fino alle sei.
Allora che fate, volete venire?
No, grazie, non ho fame.
Resto qui a lavorare, se riesco. Buon appetito!
Sono solo due atti.
Costabile, è vostro questo?
No, signor direttore.
Ho voluto un caffè.
Permettete, direttore?
Dica. Devo passare.
Vi ho riunito perché mi sono segnato alcune criticità di questo ufficio e
parlarne con voi.
Volpe dov 'è?
Vabbè, gli riferirete, eh?
A mio avviso sono due i punti che andrebbero affrontati con maggiore
Sicurezza e orari. Per quanto riguarda la sicurezza io metterei subito una
blindata e apporrei delle telecamere interne ed esterne. L 'orario inizia
del mattino, alle 13 inizia la pausa, finisce alle 14 e si finisce alle 17 di
lavorare. Voglio ricordarvi che anche questa è Italia, se non me ne siete
accorti. Obiezioni?
Io l 'avevo detto che a chi si faceva il tuo sangue.
Mattia, dove stai? Signor direttore, scusatemi, ma forse voi non avete ancora
capito bene come funziona.
Cioè? Di mattina la gente viene sempre verso mezzogiorno l 'una e prima tiene
che fare.
Il pomeriggio è uguale, prima delle quattro nessuno si muove. I furti poi.
Qua non ci sono mai stati, qua si conoscono tutti.
Poi, no, scusate direttore, ma con tutte queste scale, ma quando la fanno una
rapina? Caso volesse, Tom Cruise di Missione Impossibile.
Cioè, voi vorreste negare che questa è una donna ad alto tasso di criminalità?
Ma non avete percezione del reale?
Vabbè, convocheremo il mantenente e uno specialista per farci fare una
valutazione oggettiva. Ma che ci hanno mandato?
Signor Costabile, un 'altra cosa. Quando lei parla, io proprio non la capisco.
Quindi con me è pregato di parlare l 'italiano.
No, lo dico io. A voi qui vi ci hanno mandato o ci siete venuti voi da solo?
Mi hanno mandato.
Apposta per farvi lavorare. Quindi cerchiamo di ottimizzare il lavoro.
Grazie.
Ci sono costipato.
Maria!
Maria!
Maria!
Deve arrivare un poco più tardi, no?
Maria, se ci fa pure la guida sportiva.
La faccia curva, la carezza all 'interno.
Finalmente è arrivato anche il nostro signor Volpe. Alla buon 'ora.
Cos 'è, doveva lavare i piatti di mammina? Con tutte quelle portate?
Capisco il ritardo.
Che non si sente bene.
Volpe.
E che rira fa?
Sapete che ha fatto questo signore?
Mi ha lasciato a casa a me.
Mi ha lasciato a casa a me. Mi ha lasciato a casa a me.
Non mi costringa a metterle una nota a disciplinare. L 'ha voluto lei.
Andando a barare l 'educazione opesta tua, no?
Finiscila. Ci manca solo tu che fai lo scemo.
Quello Moe è arrivato.
Voleva vedere a te al posto suo.
Che facevi se ti trattavano così?
Io e Mattia siamo cresciuti insieme. È un bravo ragazzo.
Non è una buona ragione per insultarmi.
E quello tiene il complesso di Edipo. Lui è la mamma. I problemi personali non
si possono scaricare sugli altri.
Dottor Colombo, ma mica gli volete fare una nota?
Non posso portarci sopra, mi dispiace.
Il complesso di Edipo, dottor.
Chilla, come se fosse ancora una creatura. Vabbè, ho capito. Adesso vada,
pure. Chiudo io, ho ancora cose da sbrigare. E dica al signor Volpe che
dormo a casa mia, anche per terra.
Direttore! Direttore!
Direttore! Direttore! Direttore!
Direttore! Direttore! Direttore!
Stiamo andando a casa.
Questa volta dall 'altra parte.
Ehi, te la comandiamo noi.
Cosa vuoi farmi?
Stia, te la comandiamo a casa.
Beh, allora grazie. A domani. Eh no, noi vi dobbiamo accompagnare.
E così... Aiuto!
Direttore, ma che avete capito? Aiuto!
Chi è?
Ma che è successo?
Ma Gelo, che ci fate qui?
Eh, non vi appigliate paura, direttore. Volevamo fare una sorpresa.
Avete visto?
Ognuno di noi ha messo qualcosa.
È un po' arranciato, ma per cominciare può andare bene, no?
È meraviglioso.
È bellissima.
Siete stati davvero gentili. Anche i quadretti.
Che orrore. Chi è questo?
Mio padre.
Buonanima. Sono fuochissi da generazioni.
I fuochi artificiali. Pure Mattia li fa.
Ah, ecco perché il tritolo.
Ah, è o meglio.
E questa è per le tende. E io che pensavo...
Per me ti è spiaciuto un poco.
Perché? Eh, sai, il fatto che non dormite più a casa mia... Ma questo foto
portato oggi.
Io non so davvero come ringraziarvi.
Quant 'è?
È che sono siccoso.
Noi l 'abbiamo fatto per amicizia.
Amicizia? Non ci conosciamo nemmeno.
Va bene, poi ci conosceremo.
A buon rendere.
Va là, poi arrivano pure le tende.
Non mi ero accorto del mare.
Sentite, una di queste sere vi invito a cena sul mare.
Pago io per ricambiare il minimo. Bella idea.
Facciamo stasera.
Però voi siete ospiti.
Non posso, è troppo per la schiena. Perché costa più mangiare la schiena.
mangiare l 'occhio. Perché c 'è l 'umidità.
couldn't help but if it tried but the afternoon's already coming home
frittelle di neonata, cianfotta, acqua ciecata e soppressate di gioia
Alice in bottonata, Alicia regalata, Fusilla, Raù e figli bianchi del Cilento
allora, questo lo diamo?
Si deve assaggiare tutto un po'. Ma perché tutti e tutto un po'? Mangiamoci
tutto e poi.
Eh certo, ma non si tratta di mangiare, sei sempre il primo.
Figliato, direttore. Sì, direttore, adesso già andiamo.
Oppure un pochettino di sopra.
Ecco, non tanto, non tanto.
Allora, vedi, tu, tu, dovete assaggiare anche un po' di goccia.
Un pepe, un pepe, un pepe, un pepe, un pepe, un pepe, un pepe, un pepe, un
un pepe, un pepe, un pepe, un pepe, un pepe, un pepe, un pepe, un pepe, un
un pepe, un pepe, un pepe, un pepe, Vi abbiamo confuso. Soprattutto sapete come
si dice quando uno sta proprio confuso? Assai, assai, assai. Uno quando prende
fischi per fiare.
Il pene per il lecciosco delle bibite.
Comunque non è difficile parlare come noi. Basta toccare l 'ultima letta di
parola e il gioco è fatto.
Per esempio telecomando diventa telecomando.
Bicciere diventa un bicciere.
Così è facilissimo.
Sono capace anch 'io. Il piatto diventa piatto.
La forchetta diventa la forchetta.
Il coltello, coltello.
L 'uomo, uomo.
Direttore, c 'è da accedere.
Direttore, però tutte queste lettere non è che vanno perso.
Sì, direttore, noi qua non buttiamo niente. Noi recuperiamo tutto,
Per esempio, una semplice vocale diventa una parola fatta. Per esempio, la E
diventa affermativo.
Diventa... La O è avvertimento. Per esempio, uno dice...
Ecco, magari qualcosa di artigiano. U.
A I per esempio significa immenaggia I, I andare, I andare. E U?
La U è là, si aggiungono insieme, diventa stupore. Per esempio uno vede
bella donna, dice Ua! Ua!
Poi per esempio vince un terno. Ua!
Brava. Per esempio arriva il direttore da Milano che non si aspettava
stradolmente che potesse arrivare da un momento all 'altro.
Ua! No.
Ua!
Noi vorremmo ordinare il tempo.
Noi
volessimo
spazzolare un po'.
Non tentarla lì, viene l 'obbligo cazzo per mancare l 'acqua.
Non capisco niente, sono il mestre, se domenica sono qua.
Oh
signore
Alberto, finalmente, ma stai bene?
No perché ti ho lasciato un sacco di messaggi, non dovevi chiamarmi appena
arrivato? Certo, ma ero in riunione, se qui è necessario
riorganizzare. Alberto, dimmi la verità, come stai?
Bene, sono molto ospitali, non fa neanche così caldo. Per favore Alberto,
smettila, smettila di mentire.
Io sono tua moglie, tu mi devi dire tutto, mi puoi dire che stai soffrendo.
Beh, certo che dura è dura, qui è un gran casino.
Lo sapevo, lo sapevo, come ti conosco bene Alberto.
Ma fra due settimane torno, dai, passano in fretta. Vittore.
Assaggiate la postiera, è fina. Ma sei solo?
Sì, sì, solo. Solissimo.
C 'era una voce di una donna?
No, è la Maria, la vicina forse perché... Com 'è la vicina?
Come vuoi che sia, grassa, bassa, con i baffi.
Una nutria?
Sì, praticamente.
Alberto ci manchi.
Buongiorno. Buongiorno.
Questo appartiene a voi?
È mio? Sì.
Sono 62 euro.
Ma perché non si fa così?
Forse è al paese vostro.
Buongiorno. Salve.
E io che pensavo... Che festavate?
No, che i rifiuti si buttassero dalla finestra. E infatti, per comodità, noi
facciamo la raccolta differenziata. Oggi stavano gli organici, giovedì
pomeriggio carte e cartoni, sabato vetro.
Sire! Sire! E adesso no, io!
Sono solo le prove. Chi ha attivato la multa? Chi?
D 'artificio molto questa festa. È accostabile il nostro patrono.
Ma qui non si muore.
Eh, l 'ha detto Gioacchino Murat, le francese. È stato qui a Castellabate.
Ha scritto questa frase, qui non si muore, e poi muore.
Che tipa la Maria, eh? Bella e intraprendente.
Andiamo, direttore.
Sei volto, non sta bene. Andiamo, andiamo.
Stiamo venendo da lì.
Queste due settimane sono davvero volate. Mi raccomando, direttore, andate
sulla strada. E quando arrivate...
Fateci una telefonata così siamo più tranquilli. Buon weekend.
Vi ho portato un CD per il viaggio.
Mattia dov 'è? Non l 'ho sentito, sta sparando da un 'ora.
A lunedì.
Sono molto diversi da noi.
Questo è sicuro.
Quando parlano non capisci quello che dicono.
Sembra di essere in Africa.
Ma sei stato minacciato.
Lasciamo perdere, va.
Cos 'è successo?
No, mi devi dire tutto, tutto, voglio sapere tutto.
Ma se gli fai vedere che hai le palle, scappano.
Ma stai scherzando?
Non farei temerario come tu solito, eh? No, no, qua ci siamo io e Chico, io non
voglio mica diventare la vedova di un eroe, amore. Poi mangiano, mangiano
qualsiasi cosa, a qualsiasi ora.
Bevono caraffe di caffè e ti obbligano a farlo anche a te.
No, vabbè, ma tu col caffè non sei mica abituato, non puoi. Ti viene la
tachicardia, ma anche l 'ictus. Beh, quello puoi rifiutarti, scusa.
Puoi mica.
Se ti rifiuti.
Amore. Papà, non te ne andare.
e prendere autostrada A3 Salerno Reggio Calabria
Vieni a giocare con noi, direttore?
No, grazie. Un vecchio infortunio.
Siamo pure uno e meno.
Un apparizio. Poi rischio di farmi male. Vi fate pregare. Una parte a te.
Lo faccio io, lo dico.
Lo buco io.
E chi poteva essere?
Un milanese?
Buongiorno Giovinò.
Giovinò, conoscete mio nipote Peppe?
No, perché io devo spedire questo a mio nipote, che è un pullover che ho fatto
con le mani mie.
È bellissimo, è un po' di creativo presto. Quanto tempo ci mette? Due o tre
giorni, signora.
Due o tre giorni?
Niente meno?
Scusate, se viene a piovere, no? A creatore che si mette? Sa da morire
non ho capito. Due o tre giorni, mamma mia!
Che ci vuole? È un pacchettino, non è posto in... Ma chi è Peppo?
Postone il voto Peppo?
Peppo!
Ah, Peppe, state parlando di me? Allora conoscete Peppe?
Ah, mo sì. Non ci capite chi è?
Adesso, Peppe, adesso le parole me le ricordo. Se vede mia nonna e le dice che
mai giù non ne sapeva fare, non ne è portata a fare mai giù. Vi vado a fare
pizza e fritta. Le pizza e fritta vi vengono abbastanza belle. Ha detto
mai giù non ne sapeva fare, capite signore? Non si omette, non ci piace, ha
far passare.
Signore, mai giù non è alta vostra. Ma è Peppe vostro, signore.
Non mettete qualsiasi cosa tra noi, mai giù non è la nonna.
Facci te sciare.
Ah,
passiere. Signore, venite qua. Sì.
Voi conoscete mio nipote Peppe?
Che cazzo.
Ma che cazzo ha fatto?
Vatti in casa, va.
Se ti vede il direttore.
Pace, eh?
Sono tutti contenti di avervi qui.
E lei, Volpe?
Dal lavoro, tutto bene?
Problemi?
Certo, un po' svegliato.
Mattia, adesso che c 'è un po' di confidenza, posso dirle una cosa?
Ma che bisogno c 'è di andare a cercare, no?
Uno si va a rovinare, non ci pensa... Dico bene.
Voi siete scortato?
Sì, abbiamo anche un bambino di otto anni, bellissimo.
La vostra moglie non è venuta, eh?
No, perché... Vabbè, è nato che non ce l 'aspettavamo più.
Una gioia incredibile, devo dire.
Però da quando è nato Silvia è diventata apprensiva in modo maniacale, un po' di
depressione. Figuriamoci se la portavo qua giù.
Perché quando uno viene qua è da prima.
Al massimo, mi pare.
Certo.
No, dicevo per lei che magari l 'idea del trasloco, la scuola, il bambino, le
valigie, sai.
Hai detto che quando un forestiero viene al sud piange due volte.
Quando arriva e quando parte.
È vero, eh. Quando sono arrivato sono stato proprio male.
Pensate che ben andato. No, non credo proprio.
Mi trovo bene, ma casa mia è su.
A me piace il nebium, la gel, la confusione.
Dicono cose che te non capisci.
Ma...
Pausa caffè, pausa caffè. Pausa caffè. Pausa caffè.
Buono? Buon monapo lo stanno fanno.
Grazie. Ciao.
Allora, che ti fa stasera?
Abbiamo organizzato niente?
Direi tu, è venerdì.
Non tornate a casa.
Non dovete andare al nord.
Ma è già venerdì? Sì.
Allora ci vediamo lunedì.
Silvia? Salve!
Ciao, Metto.
Papà, hai visto?
C 'è Ciapparante.
Chi è Ciapparante?
Andiamo, andiamo, andiamo.
C 'è, Berda, raccontaci questo inferno che stai vivendo laggiù, dai. Mi sono
spaventato. Guarda come sono, a vederli così sembrano normali.
Sembrano, eh, perché in realtà sono scuri, piccoli, tracagnotti. È che sono
strani dentro.
Alla mattina arrivo in ufficio, non c 'è nessuno.
Sono le undici, undici e mezza, si presentano. Alle due, bene, tutti al
Vabbè, ma con quel caldo nessuno ha voglia di lavorare, poveretti.
E le donne?
È vero che sotto i vestiti neri portano il perizoma?
E l 'igiene? Sono sporchi, eh. Ma l 'altra settimana c 'è stato un inizio di
epidemia di colera.
Colera? È endemico lì, ho fatto... No, no, ma domani comunque ti porto il best,
andiamo a fare tutte le vaccinazioni. E porto anche il chicco, per sicurezza.
No. No, ma me ne han già fatte, perché lì sono abituati. È arrivata la croce
rossa con la protezione civile.
Lì col colera, non si scherza mica.
Colera. Che strano.
Io ho lavorato al sud, è un ottimo ricordo.
Ciao, mi vedo in un 'altra.
Cari compratelli, vi ho portato un piccolo dono.
Zizzona di battipaglia.
Sono cinque chili, eh?
Vedete, il primo segno che è una mozzarella di qualità è quando, come
loro, cacciolat.
Com 'è, presidente?
Cacciolat. No, senza la E.
Cacciolat.
Cacciolat.
Attenzione.
Prendete, assaggiatene.
Non ve ne pentirete.
Acida. Acida. Acida.
Buongiorno Patente Libretto.
Ma il nostro amico di Napoli, come va?
Male, malissimo.
Giù a sud ci sono solo poliziotti con i bassi.
Io le devo fare una contravvenzione per eccesso di velocità, mi dispiace. Basta
che faccia in fretta, vorrei arrivare prima delle otto. E non vorrei perdere
tramonto. Sai quando il sole tramonta nel mare?
Buongiorno, signora!
Sono venuto a salutarla.
A salutarvi. Eh, bravo, ma mi faccio per caffè.
Ecco qua.
Volete favorire?
No, no, no, signora, se permette, te.
Questa volta sono io che vi porto qualcosa.
Una specialità delle mie parti. Sentite che profumo.
Invernizzi Jim.
È gorgonzola.
Sono sicuro che le piacerà. Grazie, grazie tanti.
Questo è lo zola dolce.
Ottimo per gli aperitivi, per spuzzuliare.
Sarebbe da mettere in frigo. Io vado, fatemi sapere. Aspettate, prendete
un caffè.
No, il dovere chiama, che andrà a lavorare, che andrà a lavorare.
La vita a mangiare.
Ma che è questa fatamma?
Ha buttato un milanese, è kinemuf.
No, ma che le svanci proprio a così?
Kinemuf. Eh, quella è cucina milanese, è una cucina raffinata, è un 'altra cosa.
Non è come noi, noi la mattina e la sera, niente di meno, mangiamo solamente
po' di parola imbottonata.
Assaggia.
Prova, prova.
Com 'è?
Un po' di parola imbottonata.
Mi fai male?
Ma che è, non vuole mai sapere che c 'è sta chi? Ma che è, ha qualche problema?
Aspetta, aspetta.
Forse non hai capito che a casa c 'è sta cocco che non ha qualche problema. Chi
lo si tu se parla una porca?
Fa strano il consiglio.
C 'è la mamma che ti ha accattato qualcosa di nero perché per i prossimi
vai a stare alluttato. Ma aspetta, se tu sei matrice di noi che te ne stai
andando e mamma ti porta ancora merendini, no?
Ma sì?
Forse non hai capito il personaggio.
E' buono, aspetta, no?
Ma che state facendo a motocicletta mia?
Credo ci sia stato uno spiacevole equivoco e adesso mi assumo
responsabilità di spiegarlo. Ah, dati una responsabilità, eh!
Non si può andare avanti così,
eh? Siamo arrivati al culmine.
Il problema è che Mattia ti fa coinvolgere.
Ma è tal fatto che una rissa davanti all 'ufficio, in orario di lavoro,
strafatto di chissà che... E un 'altra nota però è troppo, direttore.
Ma che fa, lo difende?
Chi? Io?
Figurate.
Che penso che una nota non serve a niente.
Quello è lui che deve cambiare.
Maria, sa qual è il vero problema di Mattia Volpe?
È che è pazzamente innamorato di lei.
Ma quando mai?
Siamo stati insieme un anno.
E questo è quello che mi ha rimasto.
Due delfini.
E perché vi siete lasciati?
È perché non sa dire di no neanche alla mamma.
Si lamenta, però poi rimane sempre là, non si muove.
A un certo momento ne sono sfastidiata e l 'ho messa alla prova.
Gli ho detto che avevo chiesto il trasferimento.
E io so secondo voi che ha fatto.
Niente, direttore, niente ha fatto.
Mi avvolgo.
Direttore, perché ci fate qua?
Vorete mettere un 'altra notte?
Mattia, perché non ci parla sua madre?
Con mamma? E perché?
Ho parlato con Maria, mi ha raccontato tutto.
Direttore, ma perché non vi fate parte vostra?
Va bene.
Allora almeno mi faccia il piacere di comportarsi correttamente durante le ore
di lavoro.
Non è con la cocaina che si risolvono i problemi personali.
Ma quale cocaina?
Ma non faccia l 'ingegno.
Cocaina, quella che lei assume tutte le volte che va a fare le consegne.
L 'ho vista in ufficio quando apriva quella busta, su.
E tu?
È la polvere dei fuochi.
Il nervosismo deriva dal caffè.
Ma quanti ne beve?
Ogni volta che vado a portare la posta mi offrono il caffè. Arriva a fine
che mi sento imbazzito.
Va bene, ma se è solo il caffè si può risolvere.
Tutto sia giusto.
Tranne la moto di quel pirla.
La vuoi disperare una volta?
Posso. No, questa è pericolosissima, non la toccate proprio. Al massimo potete
sparare queste, che sono pericolose. Questa si chiama miccia scoppiettante,
questa come si mette sul fuoco, subito spara. Invece l 'altra si chiama
voi lo tenete così?
Un poco di più, perché bengala...
Sì, aspetti, la
compagno. Lo tolgo da una strada e poi non ti può andare a due.
Compagno lo stesso. È arrivato il momento di imparare a dire di no.
Ma volete voi? Però, mi do io.
Lo sapete gustare?
Sono il direttore.
Come succede? Ehi!
Sì, signor Matarazzo.
Buongiorno, Ocì.
Oh, buongiorno. Sono il nuovo direttore dell 'ufficio postale. È stato gentile
venire di persona, ma venite, venite, vi offro un caffè. No, grazie, dobbiamo
andare. Ma come? Io vi apro le porte di casa mia e voi mi rifiutate il caffè.
Grazie, signor Matarazzo, ma noi il caffè non lo beviamo.
Allora, un succo di frutti. Ah, forza, entrate, forza.
Direttore, un po' questo succo di frutti va a farci ricreare.
Ma siete sicuro che lo possiamo bere?
Certo, mica caffè.
Sicuro?
Un po' di frutto.
Ditemi com 'è.
Questo è nocillo. Buonissimo. Complimento. Ma abbiamo sempre passato.
Prossima consegna? Casa a scapece, raccomandato.
Mi raccomando, stavolta gliela mettiamo sotto la porta, così non ci offre il
caffè. No, quello è raccomandato. Dobbiamo bussare e gliela dobbiamo dare
mano. Allora, se ci offrono il caffè diremo un no milanese.
Ovvero? Categorico.
Quanto zucchero? Due, grazie. No, si dice no, grazie.
Non avrebbe due succhi di frutta?
Ma un minuto, anche questo limoncello è fatto proprio con le mani, non con le
mani che stanno a compallare.
È un succo di limone fatto con le sue mani.
Ecco qua, ecco.
Ecco la sua raccomandata, la sua ricevuta, signor Capetti. Il succo di
era veramente buono, un po' fortino se posso dire, ma buono.
Oh, è uscito posto, no?
E' arrivato il postamatt.
Siamo felici per lei, ma dobbiamo davvero scappare.
No,
che sannaggia capita nemmeno io.
Arrivederci, davvero. Arrivederci.
Direi tu, è vero o male che ero un uomo milanese?
E se ero un uomo napoletano che facevo?
Rimanevo a mangiare pure questa stessa.
Ah, noi amiamo.
Cipro, che sarà la vettura da te, da Ciro.
Ciro, c 'è stata la vettura da te da Cipro.
Ugliete un caffè. No, grazie.
Eh, Mattia, un caffè.
Quando chiede caffè, tu devi dire no.
Grazie.
Ah, Mattia, che?
Mi sembra di capirvi meglio adesso.
Forse sarà l 'orecchio.
No, che adesso ci sentite col cuore.
No, era per dire.
Io adoro il sud!
Io adoro il sud!
I succhi di frutta, grazie.
Abbiamo imparato a dire di no? No. Bravo.
Circolare, circolare, non è successo niente. Circolare, circolare, non è
successo niente. Lo dico io.
E' bravo, bravo.
E perché? Dove sei?
Sono a comando dei vigili della polizia municipale.
Amore, ti hanno rapinato?
No, sono entrato in un bar e mi hanno arrestato.
Ma come ti hanno arrestato? Ma perché?
Sì, sono entrato col motore.
Alberto, scusa, ma stai bene?
Ma hai bevuto?
No, non ho bevuto.
Ho bevuto, dottore. Ma stai ubriaco.
Forse un pochino di cupo di frutta al locale. Alberto, senti, sono già un po'
giorni che ci penso. Io domani vengo lì da te.
No, cosa defini di me?
Non puoi venire da me, è pericolosissimo.
Faccio vedere io, è pericoloso.
Amici, vi devo parlare.
Sono nei guai.
Mia moglie arriva domani.
Scusate, non l 'avete capito, ma non siete contenti che viene vostra moglie?
No, certo che sono contento.
È che le ho mentito sulla vita che faccio qui.
Io non volevo mentirle, ho provato a dire la verità, ma lei non ci credeva.
E così le ho fatto credere quello che lei voleva credere.
Insomma, le ho detto che qui vivo male.
E devo dire che più lei pensa che io stia male, più mi tratta bene.
Il nostro rapporto è migliorato.
Anche lei sta meglio.
Fatemi capire.
E se sta meglio, se voi state peggio?
So che suona strano, ma è così.
Scusate, ma si può sapere che l 'avete detto?
Eh? L 'ho capito.
Cosa che si dicono?
Stereotipi più che altro, luoghi comuni, cose magari non vere, ma che si dicono
soprattutto al nord, tipo che siete un po' basici, semplicioti, terra terra,
gesticolate quando parlate, questo è vero, urlate, non si capisce niente di
quello che dite, siete un po' volgari, mangiate cose, cose così.
Forse ho usato il termine terroni, sporchi, violenti.
Terroni? Ma l 'ho fatto per amore.
Dai suoi occhi, finalmente era un eroe che affrontava la sua vita con coraggio.
No, non mi abbandonate così.
Mattia?
Voi volete saperla tutta, io qui non ci volevo neppure venire.
Mi hanno mandato qui per punizione, perché mi ero finto indicapato per avere
posto a Milano.
Amici, non mi abbandonate, l 'ho fatto per lei.
Il suo libro è lì sul comodino, è arrivato a pagina 11, fino a pagina 26
arrivare, poi si può addormentare quando si lava i denti, che li spazzoli almeno
per un minuto di seguito.
Lì c 'è l 'umidificatore, mamma, e mi raccomando magari quando vieni non ti
profumare troppo perché si seccano le mucose al bambino e poi quando mi
grande perde la sensibilità olfattiva, c 'è una fuga di gas e lui non se ne
rende conto. Vado a prendere la sacca delle medicine nel caso gli venisse la
febbre quando non ci sono.
Ma cos 'è questo odore?
Ma alcol?
Ancora? No, è il profumo che mi hai regalato tu.
Adesso ti bevi anche il profumo?
Comunque ho visto dal treno una bella spiaggia, proprio qui vicino, non me l
'avevi detto?
No, è proprio di questo che volevo parlarti, Silvietta.
C 'è una cosa che non ti dico.
Stai qua!
Stai qua!
Stai qua!
Stai qua!
Stai qua!
Stai qua! Stai qua! Stai qua!
Stai qua!
Stai qua!
Ma che, vuole dei soldi?
Che piacere è costabile.
Incuteremo anche vostra moglie nel programma di protezione.
Programma di protezione?
Ma che vuole questa?
Ma voi non siete mai stati a tutto?
Ma voi chi?
Voi, voi!
La prossima volta che venite a tutto portatevi una bella telecamerina. Perché
sono parecchie cose che non rivedrete mai più.
E la prima cosa è la telecamerina.
Poteva che strada stiamo facendo?
È stata una strada diversa perché avevo paura di rimboscato.
Andiamo a scendere.
Tenetemi forte!
Lì però, potete scendere.
Plagiolo Maria, a disposizione.
Seguiteci, da questa parte, camminate.
Scusa Alberto, questa sarebbe la Maria, la vicina. Quella brutta?
Maria, la vicina. Ci vogliamo muovere?
Grazie a tutti.
Aspetta un attimo.
Grazie mille.
Ok,
adesso calma ragazzi.
Ho fatto aggiustare l 'altra settimana.
Ma signor, ma che... Ma che squallore.
Beh, però è il posto a sud, bella luminosa, c 'è il tè.
Amore, io pensavo fosse difficile, ma non fino a questo punto.
Sono così contento che tu sei venuta.
Ma come si fa a vivere due anni in un
posto simile?
Il bagno rotto, senza acqua.
Ma io ti sono abituato al mio lavoro.
Tu piuttosto che non sei costretto. Io non posso permetterti di vivere in un
posto così.
Domani te ne torni a casa.
Sono informato che c 'è un treno che parte alle nove. Comodissimo.
No, no, no.
E no.
Io sono tua moglie e io resto qui con te.
Sarebbe bello, ma Chico... Chico... Chico deve diventare
autonomo. Ma da quando?
Da adesso.
E poi quando saremo organizzati lo faremo venire qua.
Siamo una famiglia, dobbiamo stare tutti insieme.
Sarebbe bellissimo, ma non posso permetterlo.
Cos 'è?
Ah no, sono i vicini, li tirano sempre.
Non li tirano più.
Stringimi.
Però domani parti, eh?
Si saranno addormentati.
Sì, sì, il rimosso del guerriero.
Andiamoci a cazzo, dai. No, voglio un museo.
Finiamo in bellezza, appicciamo la municipio. E tu
che fai, non vieni?
No, resto qua perché devo accompagnare la signora, sono chi l 'accompagna.
Allora buonanotte.
Maria, perché non resti qua?
Ma fammi piacere.
È la prima volta che stiamo anche da soli, non c 'è neanche mamma.
Ma tanto qua è tutto per finta.
Ma non mi sembra di avere un po' esagerato?
L 'organizzazione.
Non va bene, eh? No.
Vuole rimanere qui.
Cazzo, è la balla! No, qui, qui, qui, vicino a me.
Non si sa proprio male.
Come faccio a spiegare che c 'è una balla adesso?
Ma dici la verità.
Ma sei scemo?
Adesso che funziona tutto tra di noi, lo vedo tutto con la verità. È difficile
stanotte. Anzi, scusa.
Comunque, nonostante tutto, lei ti ama.
Perché non sei sincero con lei?
Ciccio, ma che non accetto consigli di un pirla di 35 anni che non ha il
coraggio di dire alla mamma che ama un 'altra donna.
Ma chi te l 'ha detto?
Ma quando mamma? Lascia fare, lascia fare.
Anche sul coraggio non sei messo, meglio dire.
Ma io con mia mamma parlo quando vuoi. E fallo allora.
Non c 'è niente da parlare, la moglie ha da parlare con mamma.
Senti, allora facciamo una cosa.
Io parlo con mia moglie e tu parli con tua mamma.
Fatto?
La posta.
La posta? E dovete andare a Castellabate.
Ma siamo a Castellabate, scusi. Ma nemmeno per sogno, signora bella.
Castellabate sta là, aprite la coppia.
Ma è sicuro? Ehi, vi accompagno io. Senza complimenti, signore.
Grazie.
Piano piano, vi aiuto io.
Grazie. Ecco qua. Grazie veramente.
Di niente, arrivederci.
Arrivederci.
Oh, ciao.
Che pace.
Eravamo preoccupati.
Si è aperto un giro qui tutta sola.
Hai visto, il paese è pericoloso. Siamo in Camilano.
È fuori zona.
Dove eri? In giro.
Qui, nei torri, diciamo.
Eh sì, avevo bisogno di una profumeria. Una profumeria?
Non ci sono profumerie qui.
C 'è uno spaccio, come si chiama?
La linella. La linella, ma non è una profumeria, è uno spaccio alimentare, di
quello un po' la buona. Se tu dici alla linella, mi dà un profumo, lei cosa
dice? No, ad amore.
È vero, effettivamente.
Cosa si può pretendere? Siamo al sud, giusto?
Giusto.
A Castellabate, giusto?
Giusto. E io sono cretina, giusto?
Amore, scusa, mettiti questo, che magari ti sparano.
Secondo te hai capito.
Silvia.
Togliti, togliti di torno. Ho provato molte volte a dirti la verità, ma non mi
credevi. Ma quale verità? Gli alcol, gli amici e il mandolino? Silvia, ma che
dici? Ah no, certo, è vero.
Colera, minacce. E io mi sacrifico per la famiglia. Ma quante balle! Ma che
balle? Io dicevo le cose che tu volevi che direi. Ma cosa tu e io? Non si
capisce cosa dici? Ma ti hai creato una strana magia. Ma che magia? Tra di noi,
da quando siamo separati, le cose vanno molto meglio.
No.
Bene, noi continuiamo a essere separati. E' chiaro? Ti devi dimenticare di me e
di Chico. Ma cosa c 'entra Chico? Sei un padrino affidabile. Ma lascia stare
Chico. L 'ho fatto per te, l 'ho fatto per il nostro amore. Disputano per tutta
la pianura padana.
Togliti.
E comunque, quella Maria non mi sembra poi così tanto baffuta.
Uè, Mattino, hai fatto colazione?
Cosa c 'è stata a te?
Devo parlarti.
Può piacere, muoviti di lusco la palla.
Mamma, io vorrei che tu mi ascoltassi almeno per una volta. Ti sento.
Io ho preso una decisione.
Bravo. No, non mi interrompere perché tengo tutto il filo del discorso qua.
Può piacere, muoviti di lusco la palla.
No, mamma, seriamente.
Hai capito?
Ma il tuo zabbaglione è buono. E va, mamma, va.
Ti metto pure un marsala.
Un marsala?
Allora vado.
Ci avrei messo la terapia.
Ormai non ti ero vecchio.
che tu non sai più niente ma giuri
inutilmente come te la sai più
e cerchi scusa gente
che per me non sei tu
Cioè, c 'ho paura, già bene.
È la vita, non ti preoccupare.
Con tua madre, poi, ci hai parlato?
No, non ho capito di tutto.
Come fai a star sicuro?
Perché mi ha preparato il tabaggione e dentro ci ha messo un marsala.
E quando ci mette un marsala... Vuol dire che ha capito.
Bella Maria, eh?
Cato.
Cato qui.
Non lo sai, ha chiesto il suo riferimento.
Gliel 'ho firmato oggi.
Devo firmarlo, non potevo fare a meno.
E a Roma?
A Norda.
A Roma?
No, no.
Milano? Ehi, ci manca che uno del sud viena a Milano. No, no.
Pordenone.
Friuli.
Perché sta tutto...
Sotto l 'austria, là.
Perché non ci parli?
Allora qua, poi ci parlo, ora vado a fare un po' di artificio, poi guardo.
È arrivato Milani.
È finita la pacchia.
Giulietto! Maria, ti devo parlare urgentemente.
Perché?
Con permesso.
Ma che bastardo.
Giulietto, ma non stiamo andando?
Aspetta qui. Non ti muovi.
Albe, ma mi vuoi dire che sta succedendo?
Mattia, ti ho portato una persona che vuole salutarti.
Guarda.
Vabbè, dopo, via.
Ora.
Entra voi, eh.
Entra dentro.
Questa è la dolina che è collegata con la piazza, vedi che a un certo punto ti
arriva un segnale, hai capito?
In cui il peccato è stato, quando ti dà l 'ordine tu non fai niente, chiamami a
me, ma raccomando se succede nel tarantello sembra che nel legno non si
più niente, hai capito?
No. Perfetto.
C 'è successo?
Niente. Come niente?
Niente.
Ma buono.
Allora io me ne vado.
No, volevi sapere... Che?
Ha confermato il fatto che lui sta sotto all 'Austria?
Ma perché vai a Pordenone?
A dove?
A Pordenone.
Lo gesto solo, non gesto mai.
C 'è sto io.
Mattia, senti. Se mi devi dire qualcosa, bene.
Se no io me ne torno alla pelle.
Com 'è possibile che non tenga mai il tempo di dirti qualcosa?
Tu puoi detenere io.
Ma quale Pordenone?
Ma quale trasferimento?
Che rimane qua.
Fuoco, chiamami già, mi senti?
Pronto? Pronto?
Non ho capito niente. Può ripetere scandendo bene le parole? Grazie. Stai
solita? Usci tu quando parlo? Non ti capisci niente? Ma che stai dicendo?
Ma ti senti? Spara!
Un momento.
Un momento.
Alberto? Sì?
Adesso me ne posso anche andare.
No, Silvia, perché? Salutami la tua amante. Ma quante balle, ma quante
Sono stato lì.
Non parla italiano, non si capisce. Dietro, dietro, dietro.
Attenzione.
Maglie, se ti chiedessi di sposarmi?
Senza impegno.
Ma ti ricordi quando ci siamo sposati?
Viviamo ovunque.
Ce ne fregavamo.
Eravamo felici perché stavamo insieme.
Non abbiamo fatto a dimenticarcene.
Irla.
L 'ufficio centrale.
Sono passati due anni.
Prima o poi doveva arrivare.
Allora?
Milano.
Vabbè, si condendano.
A tazzere, direttore. Mi raccomando.
Buon viaggio, direttore.
Grazie. E sempre lo stesso con voi, direttore.
Arrivate, uno si abita.
Quando poi tutto funziona bene, tutti siamo contenti e vengono scappati come
tanti l 'altro.
Arrivederci.
Vieni, questa è per te.
Ecco qua.
Mangia di questo.
E appena arriviamo, mi raccomando.
Mamma, me la chiedi?
Ci vediamo.
E' mia.
Ti veniamo a trovare, eh? Spero Mattia.
Ti aspettiamo al nord, eh?
Tutti insieme, eh?
Anche il terrancello.
Ciao, polentona.
Mattia, grazie di tutto.
Di cosa?
Non so come dire.
Venire qui a conoscerti è stato davvero...
Te l 'avevo detto.
Cosa?
Quando un forestiero viene al sud e piange due volte, quando arriva e quando
parte.
Buon Natale a tutti.
Grazie a tutti.
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