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- Buongiorno, signor giudice. Dico subito che c'è lei. - Grazie.
Signor giudice, vuole accomodarsi'?
Venga avanti.
Ho chiuso l'istruttoria a carico di Orlando Di Giovanni.
"Si chiede il rinvio a giudizio dell'imputato...
...per il reato di omicidio."
La prego di inoltrare le mie dimissioni.
Si accomodi.
< Lei è giovane, coraggioso...
E' arrivato qui preceduto da un'ottima reputazione.
< Rinuncia così ad una brillante carriera'?
< Lei e forte dell'esperienza fatta in tante preture...
...dove la vita del giudice è ancora più dura.
Signor Procuratore, la mia esperienza finisce qui.
E' una decisione irrevocabile.
Ho 40 anni di carriera, dottor Morandi.
40 anni di dubbi, di incertezze...
...di scoraggiamenti.
Superati come'?
Col coraggio che deve avere chi sa di giudicare gli altri.
Lo sappiamo tutti, dottor Morandi.
Abbiamo più bisogno di coraggio noi che giudichiamo...
...di quelli che devono essere giudicati da noi.
Io non ne ho più.
Sento che è troppo difficile amministrare la giustizia...
...in una società tanto ingiusta e spietata. - Ho capito.
Anche io nei momenti di esaltazione quando ero giovane...
...pensavo che si dovesse processare l'intero genere umano.
Io non arrivo a tanto, lei mi conosce.
- Sono sempre stato concreto e distaccato. - E allora'?
Signor Procuratore...
...quando accade un delitto e mettiamo le mani sul colpevole...
...lo giudichiamo e lo condanniamo.
Ma perché condanniamo lui solo'?
Lo so, è lui l'esecutore materiale...
...ma quanti dietro di lui sono altrettanto responsabili...
...sia pure su un piano morale.
Quanta gente che noi non sappiamo nemmeno che esiste...
...ha concorso in quell'omicidio'?
E invece c'è solo un nome.
Quello dell'assassino.
Ma non si nasce assassini come si nasce biondi o bruni.
L'uomo che secondo coscienza ho rinviato a giudizio...
...non è un assassino.
Potrà sembrarle teorico...
un' I w u
Lei ha chiesto per quest'uomo tutte le circostanze attenuanti.
Parlavo di un altro dramma...
...di un altro uomo ancora più innocente di questo.
Un uomo che ho visto vivere onestamente come lei e come me.
Un giorno ho visto nascere la sua tragedia...
...e ho capito che sarebbe fatalmente accaduta.
Io abitavo in casa sua.
Vorrei parlargliene.
Capirà meglio la ragione delle mie dimissioni.
Fu la prima persona che incontrai quando venni qui.
Era uno degli ultimi giorni dell'anno.
Venivo a prendere possesso del mio nuovo ufficio...
...nel tribunale di una grande città...
...una città che vedevo per la prima volta.
Un collega mi aveva raccomandato a una famiglia di suoi amici...
...che mi avrebbero affittato una stanza ammobiliata.
Avrei mangiato con loro.
Si chiamavano Bonelli di cognome.
Sapevo che era gente perbene, onesta, normale.
- Buongiorno, c'è il signor Bonelli'? - Mi scusi, ohi è lei'?
- Sono il dottor Morandi. - Il signor giudice! Venga!
Grazie, signora.
Non mi guardi, per favore.
Sono mortificata di riceverla così, in vestaglia.
Non l'aspettavamo più. Prego, lei è in casa sua.
Luigi, è arrivato il signor giudice.
Credevamo che non sarebbe più venuto oggi. E' mio marito.
- Piacere. - Piacere.
L'aspettavamo pulmini da 11 o...
- Gradisca qualcosa? - Grazie, signora.
- II signor giudice non avrà mangiato, sono le 14. - Non si incomodi.
E' colpa mia se sono arrivato a quest'ora.
Le preparo subito qualcosa.
Si accomodi, prego.
Carla!
Questa è la mia figliola.
Prepara la tavola e chiama Luciano.
E' l'altro mio ragazzo.
Luciano!
- E' mio figlio, signor giudice. - Buongiorno. - Buongiorno.
- Aiutami ad apparecchiare. - Non posso.
- Devo portare un pezzo al giornale. - E' un giornalista quotato.
Ancora non firma ma ieri è uscito un articolo su "La voce".
Poche righe ma c'era tutto.
Era intitolato "Culle in casa di un collega".
- Si comincia sempre dalla cronaca. - Che vorrebbe fare'?
- L'inviato speciale, girare il mondo. - Vai a comprare la frutta.
- Non posso, te la mando su. Arrivederci! - Arrivederci.
- E' una famiglia simpatica la sua. < (Emilia) Carla, sei pronta'?
Si accorgerà presto che non è molto riposante.
- Di che si occupa, signor Bonelli'? - Assicurazioni, vita e infortuni.
Cerco di convincere la gente che la vita ha un valore.
Carla, la tovaglia è sporca. Metti quella buona!
Signora, non importa.
Si troverà bene con noi.
Non lo facciamo per i soldi, ma per avere compagnia.
In fondo lei sarà un ospite pagante.
- Gliel'ha detto il suo amico che lo scaldabagno è a parte'? - Sì.
Con i tempi che corrono bisogna industriarsi un po'.
- Mio marito è... - Un uomo troppo tranquillo.
Non c'è niente da fare, vede'? Lui è nato...
Per fare l'impiegato! Come se facessi il ladro.
< Magari lo facessi! - Emilia! II signor giudice...
Anche lui sa che oggi il mondo è dei ladri.
Se no il signor giudice farebbe un altro mestiere.
- Sono un impiegato anche io. - Ha un fisso mensile? - Sì.
Oh, Dio mio! Tutti i mesi sempre la stessa cifra.
- Mai un imprevisto! - Pensi cosa ha immaginato Emilia...
...per dare alla nostra vita un tocco di fantasia.
Il primo del mese mi consegna lo stipendio, io divido i soldi...
...e Ii metto in tante buste quanti sono i giorni del mese.
- Già che ci sei, di' tutta la verità. - Divido il mensile a occhi chiusi...
...non in parti uguali!
Così in una busta capitano 10.000 lire, in una 500.
La mattina quando ci alziamo corriamo tutti al comò...
...per vedere quanto c'è nella busta per quel giorno.
Un giorno siamo ricchi, un giorno siamo poveri.
Quando siamo ricchi, si va al teatro, al caffè...
E il giorno dopo non si fuma, non si mangia frutta.
- Oggi che giorno è, signora? - Oggi siamo ricchi!
Annuncia su;
- Lei ne ha fatti molti di processi? - Sì. - Quanti, 200'? 300'?
- Non lo so, forse di più. - Allora 500'?
Sì, forse 500.
Se risponde a tutte le domande, le verrà l'esaurimento nervoso.
- Ha avuto anche processi a porte chiuse? - Sì.
Per quale ragione si fanno a porte chiuse?
- D'inverno c'è corrente... - Ecco, mi prende in giro!
< (Andrea) Era una famiglia simpatica, mi dissi.
Pensai che mi sarei trovato bene fra gente così allegra...
...così alla buona, così normale.
Avevano la cosa che più mi piaceva trovare nella gente: la normalità.
< Pochi giorni dopo accadde qualcosa nella vita di Luigi Bonelli...
...qualcosa che difficilmente si trova nei verbali di un processo...
...e che assai spesso, invece, condiziona l'esistenza di un uomo.
- Auguri a tutti, ragazzi! - Buon anno!
- Signor Bonelli. - Che c'è'? - E' per lei, dall'ufficio del personale.
- Cosa significa? - Gliel'ho detto, dall'ufficio del personale.
- Firmi qua. - No, io non firmo.
- E questa lettera non l'accetto. - Come'? - Non l'accetto!
La riporti a chi gliel'ha data e gli dica che non l'accetto.
(sottovoce) Potevano fargli passare l'ultimo dell'anno tranquillo.
Ma che c'entra lui'? E' l'usciere mica il capo del personale.
Parli bene perché non ti riguarda, e me che licenziano!
Come fa a saperlo'? Se non la legge!
Le lettere che ha portato tra ieri e oggi che cos'erano'?
Che c'era scritto'? Che Ii nominavano direttori generali'?
- Va bene, ma allora cosa dico in ufficio? - Che rimango qui.
Che la lettera non l'ho neanche letta e che di qui non mi muovo.
Luigi, non fare il ragazzino! Che ottieni agendo cosi'?
A voi sembra giusto, vero'? lo sono il più vecchio qui.
- Sono un padre di famiglia, ho due figli. - I figli non contano.
A fine mese contano le assicurazioni che hai fatto!
Questo mese nemmeno una, l'altro mese due.
Da quando sei qui ne hai fatte dieci in tutto!
Ti sei lasciato sfuggire perfino l'affare degli autoveicoli...
...del Credito Marittimo. - Non è colpa mia.
Dissero che non volevano assicurarli.
E allora come mai con un'altra società l'affare l'hanno concluso'?
Perché in quella società c'era un agente più svelto di te.
Metà del premio che gli spettava l'ha messo in una bustarella...
...e l'ha dato all'amministratore del Credito Marittimo.
L'amministratore naturalmente ha firmato l'assicurazione.
- Hai capito come si fa'? - lo queste cose non le faccio.
Piuttosto lascio morire di fame mia moglie e i miei figli...
...ma queste cose non le faccio, sono sempre stato onesto.
- Ho sempre camminato a fronte alta. - Allora cammina a fronte alta.
Buon anno a tutti!
Luigi, quand'è che ti svegli?
Ciao. Buon anno!
Buon anno!
Allora, che fa'?
Firma'?
Ma non insistere!
Chi è questa ragazza che telefona anche di notte'?
E' la nuova ragazza di Luciano.
Quella del mese scorso si è stancata con un giorno di anticipo.
E questa è quella di gennaio.
E' un ragazzo ordinato, ha 12 fidanzate all'anno.
- Tranquillo, preciso nelle scadenze. - E' un ragazzo intraprendente.
- Lei ce l'ha la ragazza'? - Carla!
O è anche questo un segreto d'ufficio'?
Li considero processi a porte chiuse.
- Che hai'? - Ma niente, niente...
- E' successo qualcosa? - Non è successo niente.
- Sono solo un po' stanco. - Ssh! Sentiamo cosa dice!
Siamo alla fine della telefonata.
La sta chiamando "patata", che scemo!
Amore mio, il cielo ci aiuterà.
Otterrai l'annullamento.
- Oddio, è sposata! - Come'?
Vi siete spaventati, eh'? Cosi imparate a scocciarmi.
- Cretina, sempre a curiosare! - Il mio vestito ancora non si vede.
Ho un vestito nuovo per questa sera, tutto lungo di chiffon bianco...
...e una scollatura quasi audace.
Va a finire che non lo mandano più, a quest'ora la sartoria sarà chiusa.
E se anche fosse'? Non farai un dramma per il vestito!
Lasciala stare, tu sei un uomo non puoi capire queste cose.
- Anche tu. - Sì, ma io sono un padre.
E so che un vestito per una ragazza è una cosa importante.
Va fra gente ricca che osserva molto queste cose.
Anzi, più una ragazza è modesta più ha bisogno di figurare.
- E poi per figurare con Pierino... - Stai zitto, stupido!
- Chi e questo Pierino? - II figlio di Lucchi, quello dei cementi.
- Dammi retta, tienitelo da conto. < Smettila di dire sciocchezze!
Innanzitutto deve piacere, cementi o no.
SQUILLI DEL TELEFONO Sarà la sarta!
Il mio vestito finalmente!
Sì'?
Come'?
Sì, glielo chiamo.
- E' per lei. - Per me'?
Scusate.
Pronto'?
Sì, ho capito, vengo subito. Vuole ripetere, per piacere'?
Molo Clavetto.
- Mi dispiace ma devo andare. - A quest'ora'?
- C'è bisogno di me. - E' molto conteso il signor giudice.
- Una questione d'ufficio. - O una scusa'?
- C'è stata un'aggressione al porto. - Accidenti!
Appena arrivato lei succede qualcosa!
Si diverta. Con o senza vestito nuovo sarà bellissima.
- Buonanotte. - Buonanotte.
- Chi Cerca'? - Sono il giudice Morandi.
- Se vuole il commissario, è nel bar. - Grazie.
Sì, ho finito ma non posso muovermi lo stesso.
Il giudice di turno non è ancora arrivato.
Si sarà perso per la strada.
Di' a tutti che mi aspettino.
Sì, anche l'ultimo dell'anno! Credi che mi diverta io'?
E' arrivato, ciao.
- Permette'? Sono Morandi. - Commissario Pasetti.
Scusi, era mia moglie. Anche i commissari hanno una moglie.
La mia vorrebbe che i delitti non capitassero mai nelle feste.
- E' così romantica! - Di che si tratta'?
Un impiegato di qui. L'hanno massacrato di botte.
Sono stato già all'ospedale ma è in fin di vita.
E' un certo Amilcare Greppi, di 47 anni.
II suo ufficio è là di fronte, al numero 3.
- Ha raccolto le prime testimonianze'? - Lo stiamo facendo.
Là dietro è avvenuto il fatto.
Tu!
Quando mi sono fatto questa fotografia avevo i baffi.
Stabile Serafino.
- Che hai visto'? - Non ho visto nessuno picchiarsi.
- Stavo scaricando la stiva a mare. - Vai.
Pietro Pasetti.
- Tu non hai visto niente'? - No.
- Scaricavi la stiva a mare. - Sì.
Vai.
Dannata-Malaria. mammina.
- Che hai visto'? - Sono avventizio.
Che significa? Hai visto o non hai visto'? Rispondi!
< Allora'?
- Aspetti l'imbeccata? - No.
Questi anche se hanno visto non parlano.
Lasciamoli al maresciallo.
Vuol sentire qualche altro'?
Questa e la persona che ha visto Amilcare Greppi per ultimo.
- E' stato presente al fatto'? - No.
Mi dispiace non potervi essere utile.
Ci siamo incontrati sulla banchina. Amilcare se ne andava a casa.
Ci siamo fatti gli auguri e ognuno ha proseguito per la sua strada.
E non si è accorto di niente'? Non ha sentito litigare'?
Non potevo sentire.
Proprio in quel momento si sono messe a suonare la sirene del silos.
Già, capisco.
- Lei conosceva bene Greppi? - lo qui conosco tutti.
- Sa chi poteva avere qualche motivo per aggredirlo'? - Proprio no.
Amilcare era un bravo uomo, una persona tranquilla.
Proprio non immagino chi gli poteva voler male.
- Anche lei non sa niente. - Ne so quanto lei.
Posso andare'?
Vada.
Buonanotte e tanti auguri.
Donna? diamine.
- Lui e qualche altro. - Che fa nel porto'?
E' uno che ha sempre le tasche piene di permessi.
- Entra, esce, fa affari... - Che genere di affari'?
Apparentemente tutti leciti ma non siamo riusciti a vederci chiaro.
All'ultimo momento trova sempre qualche santo in paradiso.
Intende dire un altro che potrebbe ma non vuole parlare'?
Sono 20 anni che faccio servizio qui.
II porto è una matassa.
- Chi lascia cadere il cappello, chiama Carla. - Va bene.
- Tocca a te. - Carla!
- A me, a me! - Prendi!
- Hai sbagliato, chiama Carla. - Carla!
- Lei ha sbagliato, ha fatto cadere il cappello. - Tocca a lei.
Ad'
q' l
lo non c'entro affatto, mi hanno detto di chiamare...
E lei fa subito quello che le dicono'?
- II dottor Morandi... gli altri. - Un'altra. - Piacere.
- Un altro. - Un'altra.
Dottor Morandi, noi andiamo a una festa. Viene anche lei'?
- No, grazie, vado a dormire. - Ma come, l'ultimo dell'anno'?
- Sono un po' stanco e... - Ha fatto colpo su tutti.
- Non si faccia pregare. - Grazie, non posso proprio.
La prego, venga. Tanto che fa su con i miei'?
- Allora sta in casa da te! - Dorme sotto il tuo stesso tetto'?
- E' il tuo concubino'? - E' solo nostro ospite.
- Pierino e tu'? - Non sei geloso'?
. Perché dovrei essere geloso'? - Allora portiamocelo appresso.
Andiamo!
Lei è proprio un magistrato con la toga e il fioccone in testa'?
- E' vero che la chiamano Vostro Onore'? - Ma no!
- Si sta annoiando'? - No, niente affatto.
Peccato, pensavo di rapirla. Volevo ballare con lei!
Vostro Onore non sa ballare perciò resta con noi.
Perché l'hai invitato'?
Avevi promesso che avresti fatto 20 balli di seguito con me.
GRIDA DI ESULTANZA
< (ragazzo) Evviva il nuovo anno!
- Dove vai'? - A fare gli auguri alla mamma.
Pronto, mamma'? Volevo farti gli auguri.
Annunci.
Chi c'è'?
Pierino? Sì, ti ho detto di sì!
Come te lo devo dire'?
- Fammi parlare. - Aspetta.
Pronto, Carla'?
Papà?
Ecco, ti volevo dire...
...che mi è dispiaciuto tanto per il tuo vestito.
Ma la sarta voleva che io pagassi prima il conto vecchio...
...e non sapevo come dirtelo.
Firmano.
Mutandine!» animati.
Innamorata;
Queste cose fanno una ragazza felice o infelice.
- Ti ci voleva un altro padre. - Ma che stai dicendo?
Io ti voglio bene!
Che vuoi che me ne importi se è il vestito dell'anno scorso'?
Sono lo stesso la più carina di tutte.
Tutti i ragazzi mi fanno la corte. Be'... sospirano un po'.
Non ho potuto darti ciò che avrei voluto.
Non ho avuto fortuna nella vita.
Non parlo mica per me.
Input;
Avrei voluto essere ricco per te.
Papà, certe volte mi sembri un ragazzino.
Sento che l'anno nuovo sarà meraviglioso per te.
Avrai tutto quello che desideri.
E' sempre così, sai'?
Ci sono dei periodi grigi ma passano.
- E poi vengono i giorni belli. - Ti prego, papà!
Io sono contenta, sono una ragazza felice.
SÌ...
Buon anno anche a te.
< (Andrea) Mentre si procedeva alla ricerca dell'aggressore...
...interrogando gente del porto e controllando alibi...
...un'indagine sulla vita privata di Amilcare Greppi...
...ci rivelò che malgrado egli fosse un modesto impiegato...
...sua madre, al contrario, era una donna facoltosa.
Ecco, con questo sono otto appartamenti.
- Tutti intestati a Filomena Gallini. - Che valore hanno'?
Io posso dirle solo a chi una proprietà appartiene.
Era tanto per sapere il valore approssimativo.
- Si tratta di molti milioni. - Sono appartamenti grandi.
Parliamoci chiaro.
Io non so chi è stato pestato di botte e perché.
Amilcare ha otto appartamenti a nome di sua madre.
Stanno indagando su chi gli dava i soldi.
Potrete dire che ha comprato le mura coi soldi di noi appaltatori...
...ma noi possiamo anche dire che almeno qualche scalino...
...gliel'avete comprato pure voi.
Perciò, interesse comune è tenere la bocca chiusa.
Dite ai vostri colleghi che se esce fuori la verità...
...al porto non lavoriamo più, né voi né noi.
D'accordo'?
E' quanto di meglio può trovare sulla piazza.
Ne ho calf, canguro, antilope.
- Se le destre sono come le sinistre... - Sono come le sinistre.
- Mica vendiamo scarpe scompagnate. - Non mi occorre questa merce.
- E poi ho una cliente. Signora! - Guardavo un momento la vetrina.
Possiamo farle delle condizioni eccezionali.
Abbia pazienza, è un articolo che proprio non mi interessa.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Lei desidera'? - Niente, sono con lui.
- Vedrà che dopo qualche giorno di pratica... - Non è possibile.
Io l'ho accompagnato nel giro per vedere se era capace.
Non me la sento più di affidarle il campionario.
- Non glielo rubo mica! - Non è questione di rubare.
Lei mi fa più danno che altro. Mi brucia la piazza!
L cinque negozi che lei ha visitato questa mattina, me Ii ha bruciati.
E per un mese non servono più. Non ci si può più tornare.
- Di botteghe ce ne sono tante altre. - Me se lei non vende...
...dopo chi vende la mia merce? Nessuno! - Allora tenga.
Non sono un incapace come pensa lei.
Se non so fare il venditore da baraccone, so fare di meglio.
Non sono stato io chiamarlo, è stato lei a chiedere lavoro a me.
Si capisce... il bisogno.
Spero che le piaccia questo sformato di spinaci.
- Sono gli ultimi della stagione. - Meno male.
CAMPANELLO
- Che hai, papà'? - Niente, un po' di mal di testa.
Lei fuma troppo.
- Domani sistemeranno l'antenna. - Cos'è questo televisore?
- Te ne ho parlato il mese scorso... - E l'hai comprato'?
Luigi, non cominciare.
- Ce l'hanno tutti la televisione! - E a me cosa importa'?
Ancora non hai capito che non mi importa degli altri?
Tutta la vita questa storia!
- La tua preoccupazione qual è'? Gli altri! - Papà, calmati.
C'è poco da calmarsi. Dov'è l'uomo che l'ha portato'?
Che se lo riprenda! Non lo voglio!
Non ne posso più!
Se n'è già andato. Fammi vedere.
- Che negozio è'? - Perché ti comporti così da Villano'?
L'ho comprato a rate. Sono 15.000 lire al mese.
Esattamente le 15.000 della stanza del giudice.
Mi comporto così perché è impossibile andare avanti.
Le 15.000 lire del signor giudice ci devono servire per mangiare.
- Sì e per le tue sigarette! - Non fumerò più, va bene?
Ti prego, Papà!
< E anche tu, mamma. - Tuo padre si fa prendere dagli isterismi...
...per una cosa che si paga a rate! - Per una cosa'? Per dieci cose!
C'è una rata per la casa, poi quella per il frigorifero...
...per la macchina da cucire e il ragionamento è sempre quello.
"Tanto sono 12, sono 24 rate, nemmeno te ne accorgi."
Altroché se me ne accorgo! Mettile tutte insieme e vedrai!
Lo scusi, sono mortificata ma ogni tanto gli vengono le crisi.
E' tutta la vita che va così, signor giudice.
A volte mi sembra di impazzire.
Da quando ti conosco non ho avuto pace per colpa delle tue pretese.
Eppure lo sapevi che vivevo del mio lavoro.
Non ti ho mai rimproverato questo.
No, ma mi hai rimproverato di essere un uomo tranquillo...
...senza ambizioni, amante della pace.
Mi hai tolto il solo piacere che mi dava la vita: la sicurezza.
Alla fine di ogni mese il piacere di ricevere un fisso...
...uno stipendio su cui contare.
- Ma molto esiguo, è vero o no'? - Sì, è vero.
Ma se ero nato per fare l'impiegato, servono no'?
Non ho avuto lo spirito di iniziativa.
I p'.
Dovevo per forza cambiare.
Mi hai convinto a lasciare quell'impiego alla Edison.
Era un discreto impiego, una società molto importante.
E mi hai fatto mangiare la liquidazione...
...in speculazioni sballate solo perché tuo fratello era negli affari.
Intanto lui è diventato ricco con gli affari.
Altro che speculazioni sballate!
- L suoi figli non fanno la vita che fanno i nostri. - Bene!
Sono io sballato.
E' possibile che non ci sia nessuno che lo voglia capire'?
Insomma, Luigi... adesso basta.
Sei contento del tuo posto di ora...
...delle tue percentuali sulle assicurazioni'?
< E allora basta. - Se papà è contento, siamo contenti tutti.
Man-un.
Gli spinaci si freddano. Mangiamo.
Interrogammo tutti quelli che la sera dell'ultimo dell'anno...
...avevano frequentato il porto.
Di molti di loro controllammo gli alibi.
L nostri sospetti si fermarono su un certo Orlando Di Giovanni.
A causa di un litigio che egli aveva avuto con Amilcare Greppi...
...qualche giorno prima ai cancelli del porto.
- Ma non mangi? - Non ho molta fame.
Sei preoccupato per qualcosa?
- Adesso che hai trovato il lavoro... - Non ho niente.
- Allora che decidi? - Di che'?
- Lo compriamo o no questo letto'? - Che te ne fai di un letto'?
- C'è sempre tempo, no'? - Ma e un'occasione.
E poi comprare prima il letto è di buon augurio.
- Quanto costa'? - Poco. - Zitto!
< Ho promesso l'anticipo per la casa. - Ti sei già impegnato'?
- Sì, per quella di due stanze. < Bastava quella di una.
- E loro dove Ii lasci, nel basso'? - Mamma dice che non è giusto.
Non ti puoi mettere una famiglia di sei persone sulle spalle.
A casa nostra eravamo in tanti.
Sai mia madre che faceva per abituarci a essere svegli?
Eravamo nove figli e lei comprava solo otto paia di scarpe.
Così chi si alzava per ultimo era costretto a uscire scalzo.
E io posso dormire in mezzo a voi nel letto'?
No, questo no!
Devi venire con me, ho ordinato il tuo fermo.
Ma se non ha mai litigato con nessuno!
E' il ragazzo più buono che ho conosciuto.
- Dolce, tenero... - Lo dice perché gli vuol bene.
Dovevate sposarvi, era uno dei suoi.
Anche mio padre era uno dei miei ma ci ha lasciati tutti.
In America si è fatto un'altra famiglia e quella di qui...
...cinque figli, sa'? Come se Ii non avesse mai avuti.
Ma Orlando quando mi ha conosciuta si è messo tutti sulle spalle...
...al posto di mio padre.
Vede che so distinguere.
Non può vederlo finché non l'avrò interrogato.
Mi dispiace.
Dottor Morandi! Come andiamo con questa istruttoria'?
Lei in fatto di istruttorie è un esattore puntuale.
Mi incuriosisce avere una prova delle sue capacità.
Ma del resto le ho affidato un caso abbastanza semplice.
Forse lo è meno di quanto lei creda.
Perché se il caso è semplice...
...l'ambiente in cui si è svolto lo è molto meno.
Salve, vuole venire con me a una festa'?
- Non se n'era mai parlato. - Ho pensato di venirla a prendere.
Si va in casa di Marina...
...quella ragazza che si diverte a chiamarla Vostro Onore.
- Mi scusi, ma non conosco il suo amico. - Scusi lei.
- La signora Bonelli. - Roncuzzi.
- Io vado. Buonasera. - I suoi amici sono molto curiosi.
Ma non è un mio amico! Andiamo in sala d'aspetto.
Lei non se ne rende conto ma è meno imbarazzante.
M.' l MM"
...ma poi ho pensato a lei. Allora viene'?
Non posso, stasera sono molto occupato.
Ho un'infinità di cose da sbrigare in ufficio.
La prego, è per la solita ragione.
Se non viene lei, mi porta via Pierino.
Se le desse tanto fastidio, saprebbe cavarsela da sola.
E' vero ma lo vogliono tutti.
Mamma lo vuole, papà ha un debole per me...
...approva qualsiasi cosa io faccia.
Mica è tanto facile resistere a uno che mi sposerebbe.
- Allora, ci viene con me'? - Mi dispiace, non posso.
Se dovesse finire presto, mi passi a prendere.
- Questo si. - Le lascio l'indirizzo.
- Così la sera dell'ultimo dell'anno era in quel caffè. - Sì.
Non ci vado tutte le sere ma quella sera c'ero di sicuro.
Me lo ricordo perché era l'ultimo dell'anno.
Uscii di lì che erano le nove passate.
- Conosce questo ragazzo'?.
Prende il caffè da noi e qualche volta rimane a fare una partita.
C'era anche la sera dell'ultimo dell'anno'?
- No. - Forse non se lo ricorda, c'era tanta gente.
- Ma c'ero anche io! - Non c'era tanta gente.
Non c'era nessuno.
A mezzogiorno morì mio suocero e subito dopo abbiamo chiuso.
- Mi dispiace. < Vada pure.
< Grazie, signora.
Ti consiglio di riflettere.
Confessando avrai le attenuanti. Negando è peggio.
Se non avessi trovato il lavoro, non ci saremmo potuti sposare.
La sua famiglia era ancora più povera della mia.
Continua.
Così provai di nuovo al porto dove uno scaricatore guadagna bene.
Ma la trafila era lunga.
Per entrare nella compagnia e avere la tessera...
...bisognava fare gli avventizi, lavorare alla giornata...
...quando quelli della compagnia non bastavano.
Ma anche per entrare negli avventizi non era facile.
Ce n'erano tanti e tanti...
...che aspettavano fuori dei cancelli, tutti i giorni.
E chi faceva gli ingaggi era sempre lui.
Lo temevano tutti.
Ogni mattina se c'era bisogno di braccia in più...
...veniva davanti al cancello con le nostre domande...
...e chiamava quelli che aveva scelto.
E fra quelli che sceglieva io non c'ero mai.
< Fusco! - Che ti dicevo'? E' entrato pure lui!
- E che vuol dire'? - Solo quelli che gli danno i soldi lavorano.
Vuoi scommettere che adesso chiama Bartolini'?
Bartolini! Avanti!
Gli ha dato 20.000 lire. Me l'ha detto proprio lui.
- Per lavorare secondo te dovrei darglieli anche io'? - Certo.
Io non gli do un soldo! E perché dovrei darglieli'?
Se non fai così, rimarresti incollato a questo cancello...
...fino al giorno del giudizio. - Tu perché non sei entrato'?
Perché non avevo i soldi, ma appena posso glieli do.
Quando vedo queste cose, mi viene il sangue agli occhi.
Sei nato ieri'? lo un tanto a settimana sulla paga glieli darei.
Ho tre figli, ho bisogno di lavorare.
< (Orlando) Passarono vari mesi durante i quali giorno per giorno...
...aspettai inutilmente insieme agli altri davanti ai cancelli.
Finché giunse il momento non ne potetti più.
Allora cominciai a fischiare.
FISCHIO Perché non vi ribellate, vigliacchi'?
Sfruttatore! Farabutto! Ladro!
Ladro!
< (Orlando) Finché mi resi conto che così non poteva continuare.
Erano ormai tre anni che ero fidanzato con Maria.
Un giorno ci sedemmo qui sotto nella piazza davanti al tribunale.
Io ti capisco, nessuno vuole subire le prepotenze.
Ma d'altra parte se a quello non dai i soldi, non lavori.
- E noi non ci sposeremo mai. - lo il veleno gli darei!
Orlando, è lo stesso dappertutto.
Perché quando mi sono presentata a un posto hanno scelto me'?
Perché ero la più brava'? No...
Perché piacevo più delle altre.
Dopo qualche giorno se volevo restare pulita, dovevo andarmene.
Non ci sposeremo mai.
< (Orlando) Allora la disperazione mi spinse.
Trovai chi mi prestò la somma.
L'avrei restituita un po' per settimana.
Finalmente avrei cominciato a lavorare.
< Li avevo involtati in un giornale perché gli altri non Ii vedessero...
un' l“.
- lo non prendo soldi. - Credevo Ii prendesse. - Ti sbagli.
Io parlo solo con la gente seria e non con la gente come te...
...che fa le chiassate davanti ai cancelli.
Prima mi insulti e poi vuoi che ti sia amico'?
Io da te non accetto niente.
Anzi, ti dico una cosa.
Non farti più vedere al porto o chiamo la polizia.
- Hai capito'? - Se chiami la polizia, ti denuncio.
Per certe cose ci vogliono le prove.
Qui non troverai nessuno disposto a deporre contro di me.
- E io ti denuncio lo stesso! - Chi crede a un morto di fame'?
Carogna!
GRIDA
Risponde alla mia domanda. E' vera la versione di Di Giovanni'?
Le ho già detto che l'infermo non può sostenere un interrogatorio.
Ma io devo tentare, devo conoscere la verità.
Mi dispiace, ognuno ha le sue responsabilità.
Qui dentro sono io che giudico.
Mi scusi ma deve capire...
...che quest'uomo fa già molta fatica a vivere.
Loculi"-
BUSSANO ALLA PORTA
Avanti!
- Dottore, mi fa un piacere? - Dica.
Ho chiesto un prestito alla banca sull'appartamento...
...e c'è il perito per fare la stima.
Vorrei che i miei non lo sapessero. Posso farlo entrare da lei...
...dicendo che è un amico suo'? - lo non ho difficoltà.
La ringrazio molto.
Si accomodi pure.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- E' un tramezzo questo'? - Non lo so.
- Chi c'è di là'? - II giudice con un amico.
Ha chiamato'?
- Lo'? - Ho sentito battere tre colpi. - Tre colpi'?
- Ah, sì! - Ha dimenticato il cifrario di questa casa'?
Un colpo c'è posta, due colpi ti vogliono al telefono...
...tre colpi usciamo insieme'?
Mi pare che non sia più in vigore. Se n'è andata con un altro.
- Vogliamo fare la pace'? - Lei lo desidera'?
Moltissime. Usciamo insieme'?
Perché non mi ha detto che era il perito'? Non lo sapeva'?
Ho fatto questo innocente piacere a suo padre per aiutarlo.
- Non voleva che vi preoccupaste. - Papà dà via la casa'?
Non è il caso di farne un dramma. E' la garanzia per un prestito.
- Non drammatizzo mica! - Non è tutta la casa che se ne va.
- E' solo una fetta ideale. - Le sembrerò interessata...
...ma la casa è la mia dote. Tutti sapranno che c'è un buco.
- Nessuno mi vorrà più sposare. - Andiamo!
Una ragazza come lei!
E crede che basti?
Qui in città le torte vanno servite con tutte le fette al loro posto.
Ciliegia compresa.
La ciliegia sarebbe il conto in banca del padre.
E che colpa ne avrebbe lei se suo padre è in difficoltà?
Sa cosa mi dice mamma'?
Che c'è un solo modo di aiutare papà.
- Devo sposare un uomo ricco. - Quel Lucchi, per esempio.
Pierino, un altro... fa lo stesso.
Una ragazza carina da noi si aggiusta con un buon matrimonio.
Posso mettermi sotto braccio'?
- Ciao, Carla. - Ciao.
Ciao!
L'ha fatto per loro'?
- E' passato Pierino Lucchi. - Si serve di me per ingelosirlo'?
Voglio far capire agli altri che è per lei che ho simpatia.
Ieri voleva far capire a me che ha simpatia per Pierino.
- Come sarebbe? - L'ho vista mentre lo baciava.
Lo'? E' stato lui che mi ha baciata.
- Non sapevo stesse guardando. - Non si sarebbe lasciata baciare'?
Di lei ho un po' soggezione.
Se lei mi baciasse e Pierino stesse a guardare, non mi importerebbe.
Ma lei scommetto che non mi bacerebbe.
Vostro Onore è così serio.
- Vuole delle castagne? - No, non voglio le castagne.
E neanche il palloncino.
Carla, ciao! Come stai'?
Da laggiù ho detto: "Quel puntino è Carla!"
- Anche io e lei ci conosciamo. - Già.
Ti posso dire una cosa'? A essere belle va bene...
“III tu nulli
Come sta tuo padre'? E' molto che non lo vedo.
- Sta bene. - Allora salutamelo.
Ciao!
Ho comprato la barca nuova.
Se ti telefono vieni a fare un giro'?
Non credo.
Se cambi idea, telefonami.
< Arrivederla, signor giudice.
Ciao, Carla.
- Lo conosci'? - Lo conosce mio padre.
- E' amico di suo padre'? - AI contrario.
Papà non vuole che gli parli quando lo incontro.
- Ma vedo che lei gli parla! - A me non è antipatico.
Sa quante mie compagne a vederlo passare, farebbero...
FISCHIA
- Dorme ancora Luciano'? - Stanotte ha fatto tardi...
'I a "m.F#.I
Mi puoi comprare le sigarette?
Non ci sono i soldi per mangiare e tu pensi alle sigarette?
- Sai che non posso farne a meno. - Arrangiati!
< (Andrea) Si era formata una tale confidenza fra di noi...
...che ormai quasi mi consideravano uno della famiglia.
L giorni di festa in genere Ii trascorrevo con loro.
E quella domenica decidemmo di andare tutti al cinema.
- Sei nei guai con la ragazza nuova'? - Non dire stupidaggini.
Allora sei nei guai con una ragazza vecchia.
- C'è una ragazza di mezzo'? Luisa? - No.
- Franca'? - Ma no! - Elsa? - Lasciami perdere!
Rosanna?
Danni. angina?
Roma, la città.
- Penso a questo. - Vuoi andartene'?
Vorrei ma è troppo presto per dirlo.
Andiamo'?
Sua madre è preoccupata.
- Vorrà che lei stia vicino a Pierino. - Vuole rovinarmi il pomeriggio?
Silenzio, per piacere!
- (sottovoce) Usciamo, è meglio. - Non le piace più il film? - No.
Finalmente se ne vanno!
- Perché non lo sposa Pierino? - Non mi piace abbastanza.
- Una ragazza ha il diritto di scegliere. - Certo, ha ragione.
- Mi compra il gelato'? - Sì.
Per piacere, un gelato.
Grazie.
Vuole anche il palloncino che non le presi l'altra volta'?
Non mi prende mai sul serio.
Usalo-Un? multipli!-
Non è vero, le piace ma si vergogna.
- Devo rimproverarle una cosa. - A proposito di che'?
Del diritto che una ragazza ha di scegliere. E' giusto...
...ma lei è incerta. - No.
Io lascio che Pierino mi stia sempre intorno per una ragione.
Sua madre'?
E' difficile per una ragazza parlare di queste cose.
Se dovessi accorgermi di non poter avere quello che desidero...
...allora ogni Pierino vale l'altro.
Tanto più che come ragazzo non è da buttare via.
Se questo potesse aiutare i miei, mio padre...
Che c'è'? Le dispiace parlarmene'?
- Mi scusi, è stata colpa mia. - No, anzi.
Lei che ha più anni...
"uh annui...
...mi faccia coraggio.
- In che senso? - lo di lei mi fido.
Mi dica quello che pensa.
Una ragazza non deve, non può risolvere i guai della famiglia...
...anche se ha un'occasione di farlo, vero'? - Be'...
l guai sono spesso minori di quello che sembrano.
Oggi ho capito che Luciano vuole andarsene.
L'ha sentito anche lei quel giorno che hanno litigato'?
Papà non era tagliato per tentare buoni guadagni...
...per avere debiti.
Noi dovevamo fare un'altra vita, più tranquilla, più modesta.
Il" I
Perché dovrei sacrificarmi'?
Per le insoddisfazioni di mia madre'?
< (Andrea) Mentre Carla parlava lo spettacolo finì.
< Ricorda, signor Procuratore? C'era anche lei quel giorno al cinema.
< E vedendo lei e sua moglie, credetti di capire...
...che la vita di un giudice doveva essere come la sua: ordinata.
< Pensai che non dovevo lasciarmi suggestionare...
...da una ragazza di 17 anni.
< Vedendo lei, credetti di capire in quel momento...
...che la vita di un giudice è soprattutto equilibrio.
< E una ragazza come Carla mi avrebbe portato lontano...
...da ogni equilibrio. - Mi ascolta o pensa a tutt'altro'?
- Mi dica qualcosa! - Non sono cose per la sua età.
Ha visto tutto ingrandito, lei non ha nessun problema.
Capisci che agendo così perderemo Pierino?
Ti ho detto che fra me e il giudice non c'è niente!
Allora perché sei stata con lui tutto il giorno'?
- Gli dirò che si tolga via dai piedi! - Stai zitta, sentirà tutto!
E' meglio che senta, visto che da sé non capisce!
- Carla sono decisa a parlare con lui. - Non lo farai e ti dirò il perché.
- Perché ti vergogneresti! - Ah, una madre deve vergognarsi...
...di desiderare la felicità della figlia'? lo lo faccio per il tuo bene!
Mamma, la felicita si può trovare in qualsiasi posto...
...anche con l'ultimo uomo della terra. - Non vedi com'è ridotto tuo padre'?
C'eri quando ha fatto quella scenata perché avevo comprato il televisore.
Solo per i tuoi vestiti, per i tuoi rossetti e le tue calze...
...non dice una parola. Hai capito perché?
- Non e per quello che dici tu! - E invece sì.
Non hai capito niente.
A te non importano i problemi della famiglia?
< Ti sembra giusto essere egoista al punto di fare solo il tuo comodo'?
Che penseresti se io ragionassi come te'?
Se tuo padre ragionasse come te e dicesse:
"Non ho più voglia di lavorare, non mi piace più"...
...così come tu dici ora: "Non mi piace Pierino"?
Cosa credi di risolvere piangendo'?
- Mamma, ti prego... - Tu ti preoccupi che lui non ti senta.
Vuoi farmi perdere la pazienza'?
- Va bene. < Che cosa va bene?
Farò il matrimonio che ti piace.
- Con Pierino? - Pierino o un altro, fa lo stesso.
A te che importa'? Basta che abbia degli sporchi soldi da parte!
Sporchi soldi, vero'?
C'è tanta gente che ha le mani sporche di tutto...
...poi se le lava coi soldi e gli tornano pulite! - Non è vero!
I soldi sporcano tutto anche il sentimento di una madre!
Ma ricordati: non mi potrete dire più niente!
Qualsiasi cosa faccia, non mi dovrete più rimproverare!
- Parla piano... - La sistemerò la mia famiglia!
- La sistemerò! - Stai zitta! Non ti far sentire!
Però comincio anch'io a contare su di te.
Qualcuno mi ha aperto gli occhi, non posso più lasciarti scappare.
Non ti lascio più scappare!
- Perché devo uscire se non mi va'? - Non è un ricevimento per ragazzi.
- Ti annoieresti. - Andrò al cinema. Posso avere le chiavi di casa'? - No.
- Ma quando potrò averle? - Mai.
< (Andrea) Ricorda, signor Procuratore'? C'era anche lei a quel ricevimento.
< A casa Lucchi si riunivano...
...tutte le persone più importanti della città.
< Sapevo che i ricchi hanno bisogno della gente che conta...
...e la gente che conta ha bisogno dei ricchi.
Ma in quella casa c'erano due che non erano ricchi...
...e ancor meno contavano: Luigi Bonelli e sua moglie.
< E un altro, che non si capiva bene fino a che punto contasse.
< Tra gente così diversa da lui, almeno nell'apparenza.
Se devi andare a vendere le scarpe...
...che nemmeno ti riesce, allora vieni a lavorare con me.
Ugo, non ti offendere, ma gli affari che mi proponi tu...
...non sono per me. - Luigi, tu sei onesto.
Ognuno a questo mondo fa quello che gli pare.
Almeno metti a frutto l'onestà.
Anch'io sono onesto, però sai come succede da noi'?
Basta che uno una volta contrabbandi una stecca di sigarette...
...che non te la perdonano più. Tu invece sei pulito.
Sei proprio quello che fa al caso mio.
Io devo aprire un ufficio, ma mi ci vuole un amico.
Un amico come te.
Saresti il titolare... che vuoi di più'?
Io non voglio niente, mi accontento di molto poco.
- Ma come dico io. - Allora non parliamone più.
L'altro giorno ho visto Carla, è proprio una bella ragazza.
- Signor Bonelli, vorrei parlarle. - Mi dica. - Permette?
Lei si sarà certo chiesto perché l'ho invitata qui.
So che ha fatto domanda per ottenere un posto...
...nell'impresa di mio cognato Baroni. - Sì, signora.
- Non immaginavo che lei sapesse... - L'ho saputo da mio cognato.
E mi sono permessa di prendere un'iniziativa.
Mi sono fatta assicurare che il primo ad essere assunto sarà lei.
- Signora, non so come ringraziarla. - Non mi ringrazi.
In cambio vorrei chiederle un favore.
So che tra sua figlia e mio figlio è nata... come dire, una simpatia.
Sua figlia è una graziosa ragazza e merita il miglior marito del mondo.
Ma lei deve rendersi conto della nostra situazione.
In questa città siamo 50 famiglie.
Magari sarà anche un errore...
...ma abbiamo sempre tenuto a sposarci solo tra di noi.
- Sì, l'avevo sentito dire. - Vorrei proporle un accordo.
Ciascuno per conto proprio...
...sconsiglieremo ai nostri figli dal vedersi ancora.
Posso offrirle qualcosa?
- Emilia, ma è un buon posto! - Sì, ma sarà un posto da impiegato.
- Sì. - E allora tieniti quello che hai alle assicurazioni.
Alunni-mulo? «han.
Poi questo dell'assicurazione è un posto così incerto.
- Può finire da un momento all'altro. - Non puoi pregiudicare...
...l'avvenire di tua figlia per 20.000 lire in più.
Tu ne parli come se fosse una cosa sicura.
- Quelli non Ii farebbero sposare mai. - Tu al posto ci devi rinunciare.
- Ho promesso di telefonare martedì. - Tu non telefoni...
...e non ti fai vedere più. E non parlarne con Carla.
Oh! Accidenti a voi!
Non ti preoccupare per mia madre.
Se riuscirò ad essere promosso almeno ad un esame...
...nella sessione di febbraio, tornerò sul discorso. - E che le dirai'?
Che voglio continuare a vederti quanto mi pare e piace!
- Io sto bene così, con te. - Ma se non vuole!
Anzi, io sono d'accordo con lei. E' meglio che non ci vediamo più.
- Invece ci vedremo domani. - Ti ho detto di no.
- Non voglio più vederti. - Ho capito, c'è di mezzo quel giudice!
- Continua! - Non puoi negarlo. Tra di voi c'è qualcosa.
No... non credo almeno.
- Ne sei innamorata senza saperlo. - Ti giuro di no.
E se invece fosse sì, ti giuro che sarebbe senza saperlo.
- E neanche lui lo saprebbe. - Allora se non lo sapete...
...è meglio che lo lasci perdere. - Ma tu che c'entri'?
- Devi fare così... ubbidisci! - Ah sì'?
Mi comandi pure! II coraggio con me ti viene fuori!
Con tua madre no, ma con me sì! Allora se hai tanto coraggio...
...sposami, io ci sto te l'assicuro. - Quando? - Subito.
Subito no. Senti Carla, io devo trovare il momento buono.
Hai visto che carattere hanno i miei genitori'?
- E' meglio che aspettiamo. - Lo vedi che ho ragione io'?
- E' finito tutto. - Non è finito niente!
Noi continuiamo a vederci di nascosto da papà e mamma.
Senti, fai conto che io sia andata tre minuti fa.
Fai conto che non abbia sentito le ultime cose che hai detto.
Perché stasera farei una gran fatica anche a prenderti a schiaffi!
Vorrei parlare con il giudice Morandi.
Confermate quello che dice lui'?
Che per farvi lavorare al porto Amilcare Greppi chiedeva denaro'?
Lo confermate'? PAROLE NON UDIBILI
al”
Perché non parlate'? Glieli avete dati tutti.
- Tu, tu e tu! - lo no.
Ma come non ti ricordi quel giorno al porto'?
< Mi dicesti che gli avevi dovuto dare 20.000 lire. - Ti sbagli.
- Avrai capito male. - Ma tu te lo ricordi'?
Mi dicesti: "Ho tre figli, glieli ho dovuti dare per forza."
- Ma quando te l'ho detto'? - Quel giorno che pioveva!
Avrà piovuto, ma io non ti ho detto niente.
Vi rendete conto della responsabilità che vi assumete'?
Se si prova che Amilcare Greppi pretendeva denaro...
...lui ha tutte le attenuanti!
Ma se non si prova, allora la sua posizione diventa grave.
E se Amilcare Greppi muore...
...passiamo all'omicidio senza attenuanti e senza provocazioni.
Signor Giudice, di gente inguaiata ce n'è tanta.
La vita non è facile per nessuno.
Siamo tutti carichi di famiglia.
Io so che dicendo la verità rischiate il vostro posto al porto...
...ma perché lo lasciate solo'? E' uno dei vostri!
Potete andare.
MUSICA IN SOTTOFONDO
Mi scusi Carla, ma io oggi non posso accompagnarla.
Ma... io volevo solo che mi accompagnasse a casa.
Così parlavamo un po'.
- Avevo... alcune cose da dirle. - Proprio adesso'?
- Sì. - Mi dispiace, ma ora ho molto da fare.
Allora... non importa.
< (Andrea) Rimasi a guardarla mentre si allontanava.
Ero un po' pentito di averla trattata così.
Ma ero troppo preso da quello che stava accadendo.
Un fatto tanto importante che non mi accorsi delle altre cose...
...che stavano per accadere a Carla.
Ah, Carla.
Hai visto'? Vengono come quelle del monopolio.
E costano molto meno.
- Ma che hai'? - Niente.
C' è qualcosa che non va'?
Niente va.
Che vuol dire "niente va"?
Papà, ma che famiglia siamo!
Io non ti capisco. E' per me che lo dici?
Parti... pormi... portali.
Senti, Carla.
Sicuramente per tua madre sono stato un pessimo marito.
Me ne dispiace, ma lo posso tollerare.
Non posso invece tollerare di essere stato un cattivo padre.
Con te soprattutto.
Per Luciano è diverso, è un uomo ormai.
Ho osservato come mi guardi da qualche giorno.
Che hai'? Cosa ti ho fatto'?
Lo sai perché Luciano vuole andare a lavorare a Roma'?
- No. - L'altra mattina quando sei entrato in camera sua...
...e credevi che dormisse... non dormiva.
- E allora'? - Lo domandi a me'?
Cosa hai preso'?
Erano per il latte. Te lo giuro!
Papà, non giurare! Erano per le sigarette.
Non vorrei dirti queste cose, ma non si tratta solo di questo.
Si tratta di tutto il resto, di come noi viviamo...
...di quello che siamo diventati.
Ma come parli... Carla.
- Tu sei una ragazza. - Papà tu non sai cosa vuol dire...
...essere una ragazza!
CARLA PIANGE
Pronto, c'è Ugo'?
Un suo amico.
Pronto'? Ugo'?
Sono Bonelli.
Luigi.
Quel posto di cui mi hai parlato c'è ancora'?
Posso vederti domani'?
A qualsiasi ora.
Va bene.
- Io l'affare non lo capisco. - Te lo faccio capire subito.
- Tu nel prossimo viaggio che trasporti'? - Banane.
- E il carico lo assicuri? - Certo, l'ho sempre assicurato.
Ecco, stavolta lo assicuri con noi.
Ti facciamo lo stesso prezzo che fanno le altre compagnie.
Adesso dimmi una cosa:
in quest'altro viaggio trasporterai solo banane'?
- Che me lo domandi a fare! - Proprio per questo te lo domando.
Hai mai trovato nessuno che ti assicuri il resto'?
- Scherzi? E chi te lo assicura'? - Io!
Questa è la novità! Io assicuro il contrabbando.
Se tu sbarchi le sigarette senza che succeda niente...
...e la merce arriva a destinazione...
...assicurandoti con me avrai guadagnato qualcosa di meno...
...perché mi avrai pagato il premio...
...ma se arriva la Finanza e ti sequestra tutto'?
Io ti pago l'intero valore del carico.
E per te e come se l'avessi sbarcato a destinazione.
Noi facciamo una polizza sul carico regolare.
Tu versi l'importo al direttore e lui ti firma la quietanza.
Fa tutto lui. II resto è sulla parola.
E quanto dovrei pagare di premio di assicurazione'?
- II 15% del carico. - II 15%'? - II rischio non lo conti'?
- Ho i tacchi, non ce la faccio a venirti dietro! - Siamo arrivati.
- Dove mi porti'? - Vieni, vieni.
- Ecco, hai visto'? - Sì. - Non capisci? - No, papà.
Ecco qua... la mia poltrona!
E questa... la mia scrivania!
Guarda il timbro! Leggi.
Leggi che c'è scritto.
- II direttore... - Sotto, sotto! Leggi sotto!
- Luigi Bonelli, il direttore. - Ma...
II mio timbro! II direttore, il direttore!
- Sono io, hai capito'? - Hai avuto un nuovo posto'? - Sì!
Un posto da direttore! E non ti dico quanto guadagno...
...se no ti gira la testa come quella poltrona.
Come hai trovato questo posto'? Di che si tratta'?
Assicurazioni. Una nuova società diretta da me.
Quindi sono il direttore.
E questi i campanelli per gli impiegati che sono di là.
< Io suono e quelli corrono.
Ebbene'? Fammi i complimenti! Non sei contenta'?
Hai cambiato padre! Non sei più la figlia...
...di un impiegato qualsiasi che non aveva i soldi per le sigarette.
Puoi dire a tuo fratello che non ho più bisogno...
...di rubargli i soldi! - Papà, ma che hai'?
E ora che vai a casa dillo anche a tua madre.
Dille che ha un altro marito! Anche lui si chiama Luigi Bonelli...
...ma è un altro uomo! - Ma che ti prende papà!
Un altro uomo, sia ben chiaro! Niente a che fare con quell'uomo...
...anonimo e disprezzato che si accontentava di qualunque cosa.
Papà, noi ti abbiamo sempre voluto bene.
- Anche se qualche volta abbiamo litigato. - Tanto meglio!
Ora mi vorrete ancora più bene. lo mi sono svegliato, hai capito'?
Io mi sono svegliato.
Ma io lo sapevo che prima o poi avrei trovato il posto adatto a me.
Che alla fine avrei trovato chi mi offriva l'occasione.
Vedrai Carla, finalmente scoprirete che uomo sono io.
Non sono più un incapace, un debole e un fallito.
Vi accorgerete che farò bene come gli altri, forse di più!
Oh, papà... che succede'?
«rifiutando? (ti...
Che cos'hai, Carla'?
Luigi! Adesso ti metti a far piangere le ragazze'?
Ammonta; Gnu:
Sai per un momento avevo creduto che a tuo padre...
...gli si fosse risvegliato l'istinto del dongiovanni.
Anche Ugo è interessato in queste assicurazioni.
Abbiamo fatto società. Sai, gli affari...
...è meglio farli fra amici. Non ti pare, Carla'?
E' molto che avete fatto questa società'?
No, siamo agli inizi.
Perché non prendiamo anche Carla'? La assumiamo come segretaria.
No Ugo, Carla no.
- Arrivederci. Vado via, papà. - Ti accompagno.
No Luigi, tu devi restare qui.
Fra poco viene gente per quella polizza.
- L'accompagno io. - Non importa.
Non è più una bambina, può andare da sola.
Ho la macchina fuori. L'accompagno io.
Bene. Ciao, papà. Ci vediamo a casa.
Ciao Luigi, a domani.
Mi accorgo stasera di essere un uomo invidiabile.
Barca a vela nuova, auto nuova e adesso... ragazza nuova.
- Sarei io'? - Sì, proprio tu.
Chi ti vede qui con me non può che invidiarmi.
Dimentica che e solo perché vorrei sapere da lei che...
Non parliamo di cose noiose.
L'importante e stare insieme e goderci la serata.
Sai Carla, a volte mi meraviglio della mia sfacciata fortuna.
- Perché? - Tutte le volte che desidero una cosa, questa accade.
- Che ha desiderato stavolta? - Da tempo desideravo portarti a cena.
- Ed è accaduto. - Comodo. Vuole insegnarmi come si fa'?
I miei desideri non scendono mai in terra.
E' facile. Basta che tu desideri le stesse cose che desidero io.
- Proviamo? - Non ci tengo molto, ma...
- Desideriamo di baciarci! - Ma io non... - Dire di no è inutile!
- So che succederà anche questo. - Ah sì'?
Allora non corriamo tanto, aspettiamo che succeda.
Vedrai che succederà. E prima di quanto pensi.
Immagino che per lei sia un discorso piacevole...
...pero io voglio sapere di mio padre. - Lavora con me da così pochi giorni...
- Che potrei dirti di nuovo'? - Mi basterebbe sapere di che si tratta.
Assicurazioni, un impiego come un altro.
Con la differenza che chi lo paga sono io, un amico.
Sei contenta'?
Io non capisco il lavoro di mio padre perché non capisco lei!
Lei è sempre sul confine.
Un momento sembra onesto, simpatico e quello dopo pare tutto il contrario.
- Ma che lo fa apposta'? - Ti meravigli perché sono un uomo.
Agisco da uomo, tu sei abituata ai ragazzi.
- Chissà quanti ne avrai dietro! - Non mi piacciono i ragazzi.
- I ragazzi non hanno molto coraggio. < Te ne sei accorta presto.
Nemmeno gli uomini hanno molto coraggio.
- Non ce l'hanno né i giovani, né quelli di una certa età.
< (ridendo) Che esperienza!
Dici che ti sei messo in società con Ugo...
...che ti renderà molti soldi, che hai fiducia in lui.
E allora, che altro vuoi'?
Non è una ragione perché Carla se ne stia fuori con lui...
...fino a quest'ora! - Ma non è ancora mezzanotte.
Forse Carla avrà voluto andare al cinema.
Aveva detto che l'avrebbe accompagnata subito a casa.
Questo non mi piace. Proprio no!
- Dove vai'? - Vado giù e Ii aspetto.
Glielo voglio dire chiaro e tondo a Ugo.
Stai attento, cerca di non giocarti anche l'amicizia di Ugo.
Lo so cosa devo fare, anche nei confronti di Carla.
Che risultato hai ottenuto con Pierino Lucchi'?
D'ora in poi, visto che i soldi Ii porto io comando io qui!
Soprattutto quando si tratta di mia figlia.
Che cosa vuoi, Luciano'? Perché non dormi'?
Non avevo sonno. Dov'è andato papà'?
- E' sceso giù. - Carla non è tornata'?
Ancora no, ora verrà. Sarà andata al cinema con Ugo.
Una volta papà non ne voleva sentire parlare di Ugo!
- Non gli piaceva. - Perché dici questo'?
Perché mi meraviglio che abbia permesso a Carla...
...di uscire con lui. - Non dire sciocchezze.
Ugo e una brava persona, un uomo perbene.
Vai a dormire ora. A tua sorella ci penso io.
Guarda un po' i ragazzi di che si devono preoccupare!
- Buonanotte. - Buonanotte.
- Carla, tu vai su. - Buonanotte, Ugo.
Ciao, Luigi. Che fai qui'?
Senti Ugo, noi due siamo amici.
Non mi far fare la figura del padre proprio con te.
- Carla è una ragazza. - Siamo andati a mangiare una pizza.
Ma non è per te che parlo.
Sai, finché escono tra ragazzi la cosa non mi preoccupa affatto.
Ma se la vedono in giro con un uomo che penserà la gente?
D'accordo Luigi, buonanotte.
Ugo!
- Non ti sei mica offeso'? - No, no.
Lei non mi aveva detto che sull'appartamento...
...gravava un altro mutuo. - Altrimenti le avremmo risposto...
...che la nostra banca non concede prestiti di seconda iscrizione.
Ma ho una scadenza di un milione il 14.
Ero pieno di debiti, tutti piccoli.
Così pensai che era meglio averne uno solo, magari grosso.
Allora firmai una cambiale di un milione...
...e pagai tutto, tanto avrei restituito con il vostro mutuo.
Ma ora... come faccio se non mi accordate il mutuo'?
- Mi dispiace, non è possibile. - Ma io adesso ho un buon posto...
...da dirigente e se vado sul bollettino dei protesti perdo l'impiego.
Non mi può aiutare'?
- E lei non dice niente'? - Che devo dire'?
Noi siamo dei funzionari, il denaro mica è nostro.
Perché non sei venuta'? Ti ho aspettato tutto il giorno.
Ma tu sei pazzo! Te l'avevo detto che non sarei venuta a casa tua.
- Non ci verrò mai, è chiaro'? Vattene! - Stasera esci con me'?
Lo sai che non è possibile.
- Glielo chiedo io a tuo padre. - Non ci provare nemmeno.
Si vede che non conosci mio padre.
- Buonasera, signor giudice. - Buonasera.
Da un po' di tempo ci incontriamo spesso.
- Se fossi in lei non parlerei così. - Perché?
Dimentica in che occasione ci siamo conosciuti.
- Io so chi è lei. - E allora'?
E so anche che questa è della brava gente.
- Lasci in pace quella ragazza. - Geloso'?
Permette'?
- Ciao, Ugo. - Ciao, Luigi. - Buonasera, signor giudice.
- Ho sistemato quella cosa. - Buonanotte. - Buonanotte.
L'avviso della banca lo dai a me e io ritiro la cambiale.
Così potrai dormire tranquillo.
< La somma me la restituirai con comodo. < Ma come hai fatto'?
Te ne avevo parlato così, ma mica ci contavo.
< E allora che amico sono'? < Ugo, vuoi rimanere a cena con noi'?
< volentieri.
E' morto un'ora fa.
MUSICA IN SOTTOFONDO
Voglio affittare questo posto anche per l'estate.
Tu potrai venirci quando vorrai.
Mi ami, Ugo'?
E tu'?
Io non lo so proprio che cos'è l'amore.
Quando mi hai incontrata volevo farti credere chissà che.
E invece ero una ragazzina.
Poi tra me e l'amore ti sei messo di mezzo tu.
Io non ho capito più niente.
- Ugo... perché siamo amanti? - Che domande.
Perché ci troviamo bene insieme.
Fa piacere a te, fa piacere a me.
Possiamo farlo di nascosto, nessuno celo può impedire.
Sono andati via i tuoi amici'?
Mi seccherebbe se si accorgessero che sono qui.
Stanno andando via adesso.
Fra qualche minuto potrai muoverti.
Quanto sono diversa!
Un anno fa tutto questo mi avrebbe fatto orrore.
Perché fingi'? Anche adesso ti fa orrore.
Pensi che se papà sapesse che ci vediamo così...
...mi ammazzerebbe'?
- Vuoi che ti compri un libro per il viaggio'? - Grazie papà, ho i giornali.
Ti prego Luciano, appena arrivi scrivici.
- Non dimenticarti di noi. - Ma io vi penserò sempre, papà.
Signori, in carrozza!
- Ciao, mamma. - Ciao, Luciano. - Ciao, papa.
- Non mi dai un bacio'? - Certo.
- Tanti auguri. - Buona fortuna.
Scrivici.
E scusami se qualche volta c'è stato fra noi...
Arrivederci, signor giudice.
Sono stato contento di averla conosciuta.
Anch'io, Luciano. In bocca al lupo.
E visto che lei è di casa... gliela dà un'occhiata ai miei'?
Sono tutti così scombinati.
FISCHIO DEL TRENO
- Ciao, Carletta. - Beato te che te ne vai.
Carla, se c'è qualcosa che non va scrivimi!
Le ho chiesto se mi offriva un caffè...
...perché non mi sentivo di tornare a casa con loro.
Sarò diventata un'egoista...
...ma non mi va più di vedere soffrire la gente.
Com'è cambiata! La Carla di un tempo parlava d'altro.
- Di balli, di Pierino... - Sì Andrea, sono molto cambiata.
Ricorda quando insistevo perché lei mi accompagnasse a ballare'?
In fondo sono passati pochi mesi.
Mi sembrano tempi così lontani.
Ho paura che Ii rimpiangerò.
- Lo crede veramente'? - Penso di sì.
Dipende da lei Carla, e così giovane.
Può farne ciò che vuole della sua vita!
No Andrea, nessuno può fare ciò che vuole della propria vita.
Che le è successo'? Dovrei rimproverarla per quello che dice.
Non mi può rimproverare!
Anche lei giorni fa era sconvolto...
...per la morte di quell'impiegato del porto. - Pensavo all'altro, a Orlando.
E' diventato di colpo un assassino ed era un bravo ragazzo.
Lo hanno esasperato, spinto a ribellarsi.
Vede'? Ci somigliamo tutti. E non è per discolparmi...
...ma siamo una fila, ognuno è nella sua.
Una lunga fila di gente, il primo che spinge cadono gli altri.
Lei se n'è accorto che sono cambiata...
...ma sono diventata come gli altri hanno voluto!
- Gli altri chi'? - Tutti quelli che ho incontrato nella vita.
Dai primi agli ultimi. Da mio padre a Pierino...
...da mia madre a Ugo.
< Forse anche lei.
Carla, lei deve trovare una soluzione in se stessa.
Non soltanto in me stessa, ma anche negli altri.
Io avrei potuto essere la moglie di Pierino Lucchi.
O anche sua moglie, Andrea.
Oppure potevo essere la figlia di un uomo diverso da mio padre.
In ognuno di questi casi non sarei quella che sono ora.
< Ha mai pensato a queste cose quando giudica la gente in tribunale?
- Senti... - Un momento.
C'è la finanza in ufficio, vogliono vedere l'originale di tutte le polizze.
- Che dobbiamo fare'? - Non dire che mi hai visto.
Il cappotto.
- Io devo andare, tornerò dopo. - Arrivederci.
CAMPANELLO
< (Ugo) Chi è'? - Sono Luigi, apri.
< Adesso non posso. Che vuoi'? - Aprimi!
La Finanza è venuta in ufficio.
Vogliono controllare tutte le polizze. Che si deve fare'?
Stai calmo, vai avanti e lasciagli vedere i registri.
- Se mi chiedono chiarimenti che dico'? - Ho gente di là.
Non posso farti entrare. Fai quello che ti ho detto.
Cerca di essere naturale, vengo subito anch'io.
- Fra quanto sarai là'? - Fra 5 minuti.
Senti Ugo, io non ci vado da solo.
- Ho paura. - Allora va al diavolo! - Ugo!
CAMPANELLO
- Ci vado io. - Potrei aspettarti qui.
410.0109- assuma?
Niente.
Luigi, vattene a casa. Me la vedo io.
E non ti preoccupare.
Vai! Ti telefono dopo.
- Vorrei telefonare. - Si accomodi.
Pronto'? Emilia'? Sono io.
Carla è in casa, no'?
Ho capito.
E' da molto che è uscita'?
Non importa.
No, niente.
- Un caffè, per piacere. - Subito.
Allora tu lo sapevi! Magari l'hai anche incoraggiata.
Carla è grande ormai. E' donna.
Sa bene quello che fa.
- Ma con un uomo sposato'? - Un uomo sposato!
Ugo è separato dalla moglie da molti anni.
Potrebbe ottenere l'annullamento e sposarsi con Carla.
Non siamo ipocriti fino a questo punto.
- Non credi nemmeno tu a quello che dici! - Ugo non è da buttare via.
Ha molte qualità: è simpatico, ancora giovane, ricco...
- lo difendo Carla. - Non si difende così!
Luigi, io non voglio apparirti un mostro ma...
...è possibile che per te tutto è tragedia?
Nelle altre famiglie succede di peggio!
Cosa mi importa delle altre famiglie? Mi importa della mia!
Papà... mamma...
"umano. tamburi;
A che serve'?
Abbiamo sbagliato tutto, è vero.
Sentimi bene, Carla.
No, papà, ti prego.
Ho voglia di dormire.
Sono stanca di tutto.
- Non vuoi cenare'? - No, ho solo voglia di dormire.
Non voglio sentire niente.
Buonanotte, mamma.
Buonanotte, papà.
Vado a prepararti la cena.
Che cosa fa'? Parte'?
Non le ha detto niente sua moglie'?
No...
malanni!-
Sua moglie mi ha fatto capire che lei lavora...
...e non c'è più bisogno di affittare.
Dice che è per una ragione di decoro.
Signor giudice...
...era da tempo che volevo parlarle...
...chiederle un consiglio.
Sì, però non ora.
Mi dispiace, dovrò lavorare tutta la notte.
Devo chiudere l'istruttoria per il fatto del porto...
...e consegnarla domattina.
Ho appena il tempo di andare nella casa nuova e mettermi al lavoro.
Perché non viene domani al tribunale, all'ora che vuole.
Avremo la possibilità di parlare con calma.
Questa istruttoria mi preoccupa.
- Capisco. - Arrivederla.
< (Andrea) Quando arrivai la mattina dopo...
...il portiere mi consegnò una cartolina.
L'ultimo segno della loro vita che non c'era più...
...erano quelle righe di Luciano con i saluti da Roma.
La capisco, dottor Morandi.
- II dramma che lei ha vissuto... - Così da vicino!
Intuendolo, prevedendolo addirittura...
...e senza far altro che aspettare che accadesse.
Uni"-
La sua crisi è spiegabile.
Mi rendo conto del suo stato d'animo ma nella nostra professione...
...ci vuole coraggio.
Metto qui le sue dimissioni.
Antimafia;
- Può darsi che... - No!
Non so più se sono sbagliato io o sono sbagliate le leggi.
Le leggi sono giuste.
Dovrebbero essere meno giuste.
Se Bonelli fosse sopravvissuto alla famiglia oggi io...
...le avrei consegnato un fascicolo del tutto simile a questo.
Avrei scritto sul frontespizio come ho scritto per Orlando:
"Rinvio a giudizio per omicidio."
Eppure lui viveva tranquillo nella sua fila.
Qualcuno l'ha spinto e la fila è caduta.
Noi non condanniamo tutti quelli che sono dietro il delitto di un uomo.
Com'è possibile amministrare la giustizia in un mondo ingiusto'?
Gliel'ho detto, lei è come me...
...quando volevo il processo al genere umano.
Si ricordi, dottor Morandi...
...esistono anche i colpevoli veri.
Non ci sono solo i colpevoli innocenti.
E se noi ce ne andassimo tutti...
...i tanti Luigi della Terra chi Ii difenderebbe'?
Quelli come lei, signor Procuratore.
Se io sono un debole, non servo alla giustizia.
- Arrivederla. - No, un momento.
Le chiedo solo questo.
Le tenga per 24 ore.
Me le riporterà domani.
Arrivederla.
Signor giudice, mi scusi!
- Vorrei parlarle. - Non posso, io...
La prego, mi ascolti.
Devo chiederle una cosa.
Mi aiuti.
Voglio sposare Orlando, in carcere.
- Malo sa che... - Lo so.
- Ho chiesto il suo rinvio a giudizio per omicidio. - Lo so.
Chissà quando uscirà dal carcere! Lo rivedrà da vecchio.
- Lo capisce? - lo gli voglio bene.
Lo aspetterò, non posso arrendermi.
Non posso abbandonarlo solo perché la vita è ingiusta.
C'eravamo giurati che avremmo fatto insieme la nostra strada.
Mi vergognerei di essere al mondo se mi mancasse il coraggio.
Lui deve sapere che non è solo.
Va bene, Maria.
Prepari per domani un supplemento di istruttoria...
...per il caso di Orlando Di Giovanni...
...e convochi nuovamente gli Scaricatori del porto.
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