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Grazie
La terra non è riuscita a inghiottirmi nella voragine. Non m 'ha inghiottito il
mare con le sue rabbiose tempeste.
Sono sfuggito alla giustizia, sono scampato al circo. Mi sono perfino
le mani di sangue.
Per ridurmi qui senza un soldo, bandito dalla patria, abbandonato.
E chi m 'ha dannato a questa solitudine? Uno che porta il marchio di tutti i
vizi. Degno del bando per sua stessa missione.
Ascirto! Un giovane che si è reso libero con lo stupro e con lo stupro si fa
avanti. La gioventù se l 'è giocata ai dadi. Si è dato in affitto come donna
anche quando lo avvicinavano come uomo.
E quell 'infame digitone.
Il giorno della toga virile temesso come le femmine la tola.
A non essere un uomo l 'aveva già convinto sua madre.
Uno che ha fatto la puttana in prigione.
Capace di rinnegare la più vecchia amicizia.
Vergogna, è un 'infamia.
Ora, stretti l 'uno all 'altro, abbracciati, le notti intere passano
ridono di me.
Ma giuro che non finisce così.
Io ti amavo, Gitone, ti amo ancora.
Non posso dividerti con altri perché tu sei parte di me.
Sei me stesso, sei la mia anima e l 'anima mia ti appartiene.
Sei il sole, sei il mare, sei gli dei.
Il tronfio ha scelto e è fuggito con la sua preda.
Devo ritrovarti ad ogni costo o non sono più un uomo.
Ha scelto!
Colpio mi sta cercando, vuole vendicarsi.
Gli ho portato via il fratellino con un inganno ben macchinato.
Se l 'è meritato lo scherzo. Lui che è un assassino notturno, un ladro pronto a
beccare tutto ciò che luccica come un uccello da preda. Mentre dormiva
dal vino, gli ho tolto di sotto Cidone e ho passato con lui la più dolce delle
notti. L 'amicizia può durare solo finché fa comodo. Io la penso così.
Sulle prime il fanciullo tentava di negarmelo il fiore.
Forse perché voleva dormire.
Ma io ho tirato fuori la mia spada e gli ho detto se tu sei Lucrezia, hai
trovato il tuo Tarquinio.
Oggi un famoso attore, e chi non conosce la sua fama, mi ha offerto di
comprarlo.
Alla vista del denaro ho ceduto il mio schiavetto. Poi, mentre giravo per la
città, un buon padre di famiglia mi ha avvicinato e mi ha condotto qui alle
terme.
Dentro una di quelle nicchie mi ha messo le mani addosso. E come insisteva!
Vedo Encolpio che si avvicina a Livido di Bile. Qui mi devo difendere o
scappare.
Mi cercavi, Encolpio.
Eccomi qua.
Dov 'è Cittone?
E con
questo
brisco il mio braccio gaffa...
Venite.
Venite.
Cesare dalla grande anima, eros dalle mille lusinghe, discesero sulla terra.
Bernacchio, ti denuncio davanti a tutti. Devi interrompere la tua
rappresentazione.
stabbiamo anche un padrone.
Quel giovane appartiene a me, me lo devi immediatamente restituire. Sei forso
cavaliere, sei senatore, sali bel giovane, la casa di Vernacchio è sempre
ospitale. Coraggio!
Aspetta, prima ti voglio presentare i miei familiari, i miei schiavi.
35 denari, un maialino del suo peso costerebbe molto di più.
Senti, Vernacchio, so che tu sei un attore famoso e già vedendoti mi sono
conto delle tue molte qualità, ma ti ripeto che quel ragazzo è mio.
Quel cane bastardo che te l 'ha venduto non era autorizzato a questo mercato.
Perciò ti prego, non ricorrere al pretore, è inutile.
Gitone verrà via con me.
Compro io il ragazzo per 40 sesterzi. Per 45 sesterzi a me!
Per 60 il ragazzo lo compro io.
Signore, questo giovane è più di una sposa. E qual è il cittadino libero che
vende la sua sposa? E' ordinato, e' saggio, in casa mi fa trovare il fuoco
acceso. E io l 'ho addestrato alla grande arte della scena. Vedrete come
bene le parti di donna.
Elena di Menelao, la fida Penelope, Cornelia. Un tesoro così non ha prezzo.
Ti renderò la somma che hai pagato, non pretendere di più.
Gitone, vieni via con me.
No, basta.
Vieni via.
La tua condotta è diventata intollerabile.
Già per quel tuo motto contro Cesare ti punimmo privandoti delle panche. E tu
continui a fomentare discordie?
Lascia che quel giovane riprenda lo schiavetto. O domani faccio bruciare il
teatro. Non è vero che Vernacchio... Sta' attento Vernacchio, la tua
ci ha attancato.
Signore, pietà, ti prego, non far distruggere il mio teatro. Te ne
Vernacchio è mite, Vernacchio è ubbidiente.
Cesare lo sa!
Calpurnia, dove abitiamo noi?
Dove volete abitare, qua bambini belli.
Eccolo, è lui.
Vieni, vieni, su, andiamo dalle sorrelline. Vieni, vieni, vieni, vieni.
Avvicinati. Vostri specchiosi. Venite.
Avete scelto il giorno propizio. Volevi una sposa fertile, tu?
Il colore bruno -rossastro di questo fegato dice che la donna è fecondata.
Ehi, qualisbellus pupillus, vieni, vieni, cululus aureus,
vieni.
Occhiazzurri, fermati. Hai sentito parlare di me? Dovunque, sei
Gitone!
Com 'è?
Sofragium neum nemini promitto solum vento. Uxorem suam mii submittat podius.
Fratello venerando, che fai?
Una sola tenda per due?
Senti, Asciutto, tra noi due è difficile che si ritorni amici.
Perciò dividiamoci tutto quello che abbiamo in comune e cerchiamo di essere
poveri, ognuno per la sua via.
Tu sei uomo di lettere, anch 'io.
Stiamo diventando la favola di tutta la città.
Perché oggi sei scappato mentre stavamo parlando col maestro?
Ma che cosa dovevo fare se stavo morendo di fame? Non voglio essere d 'ostacolo
alle tue iniziative. Per non farti concorrenza, tenterò un 'altra strada.
vuoi, e allora dividiamoci la roba.
Questo è mio. E anche questo.
Lo specchio, è mio.
È mio!
E ora dividiamoci, ragazzo.
Ha scelto, puoi scherzare.
Lasciamo decidere a lui.
Con te.
Ganimede, Narciso, Apollo che trasformò in un fiore l 'ombra del giovinetto.
Tutti i mitici parlano d 'amore, di unioni senza rivali, ma io
mi son preso in casa un ospite crudele. Io sono un poeta.
Tu dirai, ma com 'è che sei vestito così malamente?
Proprio per questo.
La passione per l 'arte non ha mai arricchito nessuno.
Non so perché, ma la povertà è sempre sorella del genio. Mi chiamo Eumolpo.
I capolavori che vedi in questa pinacoteca denunciano il letarga
pittura così oggi non la sa fare nessuno.
E da che cosa è stata provocata questa rivoluzione? Dalla brama del denaro!
Nei tempi andati l 'ideale degli uomini era la virtù pura e semplice.
E per questo fiorivano le arti liberali.
Eudosso invecchiò sopra una montagna per cogliere il moto degli astri.
Lisippo disegnò tutta la vita un unico modello.
E morì di fame.
E invece noi, tra Vino e Baldracche, neppure i capolavori che ci sono
più. Ma dove sta la dialettica? Dove è andata l 'astronomia?
Dov 'è la filosofia che una volta era la strada maestra?
Non ti meravigliare, mio giovane amico, che la pittura è finita, quando ormai
per tutti noi c 'è più bellezza in un mucchio d 'oro che nelle opere di Apelle
di Fidia.
Quei greculi, teste matte!
Tutto gli nasce in casa.
Lana, limone, pepe. Vai cercando latte di gallina e da lui lo trovi. E prima
cos 'era?
Con rispetto parlando, un pezzo di pane dalle mani sue non l 'avresti mai
accettato. E adesso è talmente ricco che non sa nemmeno lui quello che può
essere.
In più, si crede un po' era.
Eppure nei suoi versi non troveresti una sola goccia di poesia. Ma intanto
questo bastardo, sai come mi chiama?
Collega, fratello, o anima mia, mi dice. Vada che alle sue cene ho il posto
migliore. Bevi il suo vino, non quello degli invitati, ti rimpizzerai. Sei
scappato dalla tortura perché sei cittadino romano, ma dalle legnate dei
schiavi non ti salverai. Bocca impestata, bocca di cesso.
Ti piglio a frustate, ti faccio rompere quella scena di cane.
Io glielo ho già rotto a quel ruffiano di tuo figlio. Ti mando in galera.
Pendaglio da fork.
Anche Venere teneva l 'occhietto storto.
tua presenza mi riempie di commozione, perché tu sei come me.
Troppo, no? Sei uomo d 'ingegno e tra noi poetici è l 'amicizia vera. E voi
siete?
Questo vino bisogna che gli fate onore. I pesci devono nuotare.
Grazie agli dèi io non compro.
Tutto quello che fa saliva mi viene da un mio podere che chissà dov 'è.
Dicono che sta tra Terracino e Taranto.
Io mi devo sconfinare con la Sicilia perché mi voglio fare un viaggio fino in
Africa. Così a piedi, a cavallo o anche per mare, navigo sempre sul mio.
Simile in questo al sempre errante Ulisse.
Vi piace la citazione?
Anche a tavola i classici ce stanno bene.
Questa qui è la prima barba che medagliai.
Io sembravo Genomo a 14 anni e questi sono i lari miei, protettori della
proprietà.
Affarone, contentone, guadambione, propizi siano gli dèi.
E
che te curi a
sé?
Sei nato in casa o sei d 'acquisto?
Sono stato lasciato a te in testamento d 'avanza.
Cocina il più grosso, cocina, ma attento che se non vi è bene te passano la
deguria dei scopini.
Una volta un povero ricco vennero a lì. E che cos 'è un povero?
Bravo, questo è buono.
Vado al vaso.
La giornata se ne va come niente, mentre di volta hai visto la notte. Allora non
c 'è niente di meglio che passare da letto alla tavola.
Abbiamo avuto un gran freddo, il bagno mi ha scaldato al frente.
Ah, meno che in Mosca siamo, meno che in Mosca. Loro una certa resistenza ce l
'hanno, ma noi niente più che delle bolle siamo.
Aveva più di 70 anni e ancora andava in calore. Non lasciava in pace nemmeno il
cane di casa.
Come l 'avete già cucinato? E la frescia non l 'avete nemmeno sventrato?
E me lo portate così?
Il godo, chiamatemi!
L 'hai cotto intero, non l 'hai aperto!
Pietà, mio signore, pietà! Legatelo e fruttatelo! Ho sbagliato, ho sbagliato,
abbi pietà!
Allora che aspetti, disgraziato?
Sventralo qua!
Gordi, gallini ingrassati, vendrighi d 'uccelli, colonne salcicce, palombe e
piume tenere, gioccele, peccato in cappucciata, prosciutto con la terra,
rimalcione.
Ma che ridi, Pappero, non è di gusto tuo il lusso del mio
patrone, sei più ricco tu, dai forse banchette miglioris.
Pecorone, malantrine, baccaponte, errite. Ma che sei, cavaliere tu?
E allora io sono figlio dell 'imperatore. Ma che vuole? Papà te l 'ha
il capretto. Io ridevo perché è divertente.
Meno del tuo piscio, Vali. E come fai? Te lo sentite che bruza? L 'hai pagato
tuo riscatto? Io sono un uomo libero. Stamo venti bocche più un cane. Ho
riscattato a mia moglie. E mo nessuno si va a pulire le mani sopra le sue zine.
Ma tu che fai?
Se rispondi si infiamma di più.
Nascuriggene l 'acqua, sei.
Porta pacienza, il ragazzo è giovane e c 'è il sangue caldo.
Anche tu, quando eri galletto, facevi cocco rocò.
Avanti gli omeristi, cominciate.
Altavola, mi piace il gioco.
Salve.
Salve.
Salve.
Salve.
Salve.
è un molto fratello poeta hai capito la storia
Atro dubbio, pendeva qui.
Ti conviene sedere e votare qualche altro cano. Cani ronchiosi,
razza di schiavi.
Un po' consolati, il mestiere del letterato è ben difficile.
Sentite questi miei versucoli.
Quello che non ti aspetti, spesso di colpo succede.
Fortuna sopra di noi, di tutto a cura. Perciò vieni, coppiere, e versaci da
bere.
Trimalcione, nati bambini 30 e bambine 40.
Lo stesso giorno crocifisso lo schiavo Eusebio per vestemmie contro il padrone,
nati vitelli 36.
Stesso giorno incendiano gli orti pompeiani di Trimalcione, le fiamme
del fattore. Come? E quando è che l 'ho comprato questi orti pompeiani?
Vino e acqua calda. Siamo in ritardo ma stavamo a un banchetto funebre a casa di
Scissa, gli è morto uno schiavo. E metà delle bevute.
L 'abbiamo dovuto versare sugli ossicini di quel poveretto.
Tutto avevamo fuori che te. Oh, sanguinazzi e frattaie, una torta con
caldo di Spagna, una lumaca a testa e come piatto forte, orso con uova di
ingappucciate. Che quella colosona della mia signora se ne è mangiato tanto che
poi ha dato di stomaco. Se l 'orso se mangia lo metto, perché lo metto non
deve...
Che io mi possa crescere sordi e non di peso, se a casa non ti taglio le
orecchie.
Che ne dici, Aorusbi? Il suono è più limpido, indizio di mutamento.
La fine della settimana, attendi qualcuno, riprova.
Sono lieto per te, questo è buono.
Un fanciullo dei più costumati che rallegra la mia vita e mi riempie di
soddisfazione. Vieni qua, non vuoi stare vicino a me, non vuoi stare vicino a
zietto tuo.
Non avete mai visto una creaturella così aggraziata?
Su, su, maciapupù, maciapupù, su, su, maciapupù, maciapupù, su.
Ho ben affatto tal luce mia, eh.
L 'età maglio del giorno, al mercato delle schiave l 'ho comprata, sono
trasformato in essere umano. Ma che accanto lo dici?
Ammina,
ammina.
Lui si è già diviso per dieci, legge un libro a prima vista e si è anche
comprato la sedia per conto suo.
Ma che fai, piangi ancora?
Trombona!
Ricordate che sto lusso in cui vivi lo devi a me. Ho sopportato per quattordici
anni le espansioni del mio padrone, che cede male il padrone che comanda. Io
però trastullavo anche la padrona.
Alla fine, per volontà degli dèi, diventai coerede con l 'imperatore.
Costruì cinque navi, le caricai dell 'ardo, del profumo, dei schiavi.
Così principiò la mia fortuna. Tutto quello che tocco cresce come un favo.
Ero una cimice e oggi sono un re. Questa è la vita. Tu, stico, prepara i miei
paramenti da morto e lunguento e porta un assaggio del vino con cui voglio che
me se la vino le ossa. La vita passa come un 'ombra e prima o poi tutti
diventeremo così.
Mi è venuta in mente una poesia.
Ascoltate. Sulla scena è una compagnia che rappresenta un mimo. Un attore fa il
padre, un altro fa il figlio, un terzo fa il ricco. Ma appena la commedia è
finita, scompare il volto finto, ritorna quello vero. Che ne dici dei miei
versi, poeta?
Se ti devo dire la verità, questi versi li hai rubati a Lucrezio. Ma che dici,
vagabondo? Scompare il volto finto, ritorna quello vero!
E' di Lucrezio! E' di Lucrezio! Basta! Questi versi sono miei! A cazzone! Io
sono un poeta! Non tu!
Tu non scrivi versi! Al furono! Buttatelo nel forno! Questo straccione!
sfamato! T 'ho levato dalle tappe!
A cosa mi è impata sono io!
Buttatelo dentro al forno, questo incrato!
Mi devo svegliare!
Davanti a tutti!
Lasciatemi! Non lo voglio più vedere! Sono un cittadino romano!
Lasciatemi!
No! No!
la sua cagnetta preferita.
Sendite l 'epitaffio.
Gaio, Pompeo, Trimalcione, nuovo mecenate, qui giace.
Figlio forte e fedele, venne su dal nulla. Lascio trenta milioni di sesterzi
non ascolto mai un filosofo. Così sia di te.
Fate conto di essere invitati al mio banchetto funebre.
Mangiate, bevete e ricordatevi di me. Chiamate i suonatori che intonino una
bella musica.
Addio, addio.
Ecco, sono morto.
prima alzone mecenaziano, mecenaziano,
mecenaziano, mecenaziano.
capace di farci sapere come si sta nel regno dei morti, mentre che tutti
sappiamo benissimo come ci piace di stare nel regno dei vivi.
La storia della matrona di Efesa, chi non la conosce? C 'è stata una volta una
femmina giovane e bella e virtuosa che rimase improvvisamente vedova.
Quando il corpo del marito, alla usanza greca, fu deposto nella cripta, la
vedova, così onesta e fedele, non se ne volle più andare.
Notte e giorno, vegliava e pianceva, e si voleva morire di fame.
Tutti se ne andarono, e lei, sola, la dentro.
Ora successe che, poco lontano dalla tomba, un ladro, condannato a morte, era
stato impiccato.
E ci avevano messo di guardia un bel soldatino.
Perché vuoi lasciarti morire di fame?
A che serve seppellirti viva?
Bevi qualcosa.
Avanti, bevi.
No, no, no.
Devi vivere, goditi le gioie della vita finché è possibile.
Proprio questo cadavere che è qui disteso dovrebbe convincerti.
No.
Hanno rubato l 'impiccato.
Mentre stavo qui con te e i parenti del ladro, se lo sono portato via.
So già la punizione che mi darà il giudice.
Una morte atroce. A che serve aspettare?
Preferisco farmi giustizia con le mie mani.
No, caro. Perdere i due uomini della mia vita uno dopo l 'altro sarebbe troppo.
Meglio impiccare un marito morto.
che perdere un amante vivo.
Meglio impiccare in un marito morto che perdere un amante vivo.
il poeta che dire se fossi
ricca come Trimalcione ti lascerei un podere o una nave ma a te
ti posso fare erede solo di quello che ho avuto io ti lascio la poesia ti
le stagioni soprattutto la primavera e l 'estate ti
lascio il vento il sole, ti lascio il mare, il mare che è buono e
anche la terra è buona, le montagne, i torrenti, i fiumi
e le grandi nuvole che passano, solenni e leggere, tu
le guarderai e forse ricorderai questa nostra breve amicizia e ti lascio gli
alberi e i loro agili abitanti, l 'amore. le lacrime la gioia le stelle
in colpio ti lascio i suoni i canti i rumori la voce degli uomini
Sei sempre davanti ai miei occhi, Gittone, indegna debolezza. Ti amo
anche se mi hai abbandonato.
E tu non parli.
Mi hai lasciato per un altro amore.
Meritavo io questo oltraggio.
... ...
...
...
Tutto buono?
miei compagni di sventura che eravamo caduti prigionieri del terribile lica di
Taranto.
Egli e la sua amica Trifena battevano i mari in cerca di cose preziose che
aglietassero la vita solitaria di Cesare nella sua isola.
Noi tutti, a guisa di oggetti, eravamo così destinati a servire da passatempo
per l 'imperatore crudele.
Eccomi quindi nuovamente in disgrazia e anche se vicino ancora diviso dal mio
amatissimo fratellino.
E' molto bello.
Risparmi, Alun.
lui non avrà
e grande gioia.
Favorevoli li dei a questa unione.
Lica, prenda per mano tuo sposo.
Ricorda che tu unita e fedela a lui per sempre.
E tu, sposo, devi conoscere che il gusto di giovani ha avuto in passato. Tu devi
dimenticarvi a obbedienza. Al marito è vietato questa libertà.
Tu dovrai dedicare tutto te stesso e per sempre alla tua sposa.
Completa armonia e grande felicità deve essere con voi.
Le nozze celebrate sul mare sono predilette da venere.
Dite le parole rituali. Ubitu Gaius!
Felicità! Felicità!
dei tuoi anni sottera e metta nella dimora dorata del cielo.
durò ben poco si approssimava infatti quel giorno fatale delle calende di
a largo dell 'isola taunia dove il giovane cesare aveva la sua dimora
apparvero un mattino le navi armate
Prezzi! De massi stenne! Chiesa!
Questo candido agnellino viene con noi.
Che succede?
Questa nave non è più tua, Lita.
Cesare è morto. Il nuovo Cesare è in arrivo. Il tuo imperatore l 'abbiamo
affogato come un maiale.
Cagli traditore!
Homines et mulieres.
Ego libero vos.
Io voglio che quest 'uomo e questo giovane e quest 'uomo
siano liberi.
E tu e questo
bambino e voi tutti siete liberi.
Grazie, signore, grazie.
Calidia, Tiria, andate.
Domani, sono certo, arriverà il decreto di confisca, ma noi non saremo più qui.
Ben dilli.
Berkley.
Terra mia, sacra terra.
Gli dèi vi assistano nel viaggio.
Addio, signore.
Vieni, abbracciami.
Ti ricordi il bosco che ti piaceva tanto?
Vieni, vieni. Il caro passerà di là.
Domani? Certo.
Grazie.
Bevi un po' di vino e versene anche a me.
Non farlo.
So che lo farei lo stesso, ma ti scongiuro, non farlo.
Le stagioni non sono più quelle di un tempo.
Una volta in Africa, un leone entrò nella mia tenda.
La nusava intorno come un cane.
E poi se n 'è andato.
Prima di partire i bambini non volevano mangiare.
Poi invece hanno preso della frutta.
Prima di sera saranno arrivati.
In salvo.
Animula vagula, blandula.
Ospes comesque.
Gli antenati dei padroni. Per Ercole quanti guardiani.
Chi è che piange?
Chi c 'è qui dentro?
Grazie a
tutti.
Ma dove è scappata?
Come dice il poeta, per parte mia sempre dovunque ho vissuto in modo tale da
godere il momento presente come se fosse stata l 'ultima luce che spuntava.
Ma che slava l 'hai gritti?
Ma che slava l 'hai
gritti?
Buono. Mi sentivo sfinito, come un ronzino in salita. Sì.
E tu?
Ma chi parla?
Del nostro padrone.
Molto malato e infelice.
Un maschio sempre a lei ci vuole. Lei più fame di lupa affamata.
Sposo di lei disperato. Ma che lui può fare? Maschi vogliono per lei sempre
nuovi.
Ma chi dice che tu puoi andare bene per padrona? Oh, fa lei felice.
Marito generoso, regala a te.
Tu da me!
Portiamo padrona da oracolo, tu sa, ermafrodito figlio di dei, lui è
anche bambino, fa tante magie lui, gente con peste guarita, indovina cose di
noi, sta lassù nel tempio vecchio di Cerere.
Una volta lui punita città cattiva con lui, trasformata in pollaio, tutti come
gallini.
Lui può guarire mia patrona.
Tu vuoi andare?
Patrone buono, regalate, va.
Creatura di Afrodite e di Mercurio, Ermafrodito.
Ti prego, se mi Dio... È l 'unico figlio che ho.
Non me lo fare morire. Sta male, povera creatura. Non l 'ho potuto portare,
tanto sta male.
Ma tu lo salverai. Fa un gesto, dimmi di sì.
Tuo figlio è salvo, vai pure.
e se tu vuoi dire no, è perfetto dire no.
di tutto lui.
Rendete omaggio allo sfortunato eroe della battaglia di Pedrecino.
Scendiamo di là.
Proviamo a passare di là.
Ma sta male, ha la bocca tutta secca.
Vuole bere, dacci da bere e fallo mangiare pure.
Ha scelto, è quasi vuota.
L 'hai fatto morire. L 'avete fatto morire.
V 'ammazzo io.
V 'ammazzo!
Ascitto! Ascitto!
Ascitto!
Tu matar mi notar, Arianna esperate, amor, amor, vale.
Non capisco perché mi hanno fatto questo scherzo.
Io non sono adatto a questa lotta. Io non sono un Teseo degno di te.
Caro Minotauro, io ti amerò se tu mi farai salva la vita.
Ti prego, abbi pietà di encolpio.
Tu mi conosci, vero? E allora perdona la mia incapacità.
Non so, l 'hai sentito?
Non è viltà, è il discorso sensato di un giovane letterato.
Io non l 'ucciderò. Sta a te giudicarlo ed emettere una sentenza. Per mia parte
ti dico che da oggi è nata una nuova amicizia.
Un poeta, a quel che mi dicono. Certo, hai dimostrato scartabilità nella lotta.
Sarai più destro manovrando la penna.
Almeno io lo spero.
Ma tu, straniero, non devi offenderti delle nostre risate.
Sappi che oggi hanno inizio le feste in onore del Dio Riso.
E tutti sanno che non possono cominciare bene se non si fa una burla a uno
straniero. E la burla è riuscita, vero?
grazie a tutti
Ma quella bella donna è vera, non è una burla. Te la sei guadagnata, Encolpio.
Va, affronta Arianna e lei almeno sconfiggila.
Va, Encolpio, falla felice.
Ma che fai, schifoso? Schifoso, che fai?
Ci porti malauguri a tutti? Lasciami riprovare.
Grazie mille
C 'è un tuo amico.
Il lusso, la ricchezza, le belle donne, le cene succulente prolungate fino al
canto del gallo.
Le mollezze che ottenevano il cuore e la mente. I vizi mai rifiutati, ma sempre
bene accolti.
questa felicità mi ha impestato.
Ed ecco quali sono i risultati.
Ma anche tu che non hai un soldo sei mezzo storpio, fratellino.
Ti ho visto, sai, sembravi un sorcio bagnato sopra una vacca.
Eppure è una vacca bella assai, tutta carne.
Basta di bere.
Ma che ti è successo? Priepo ce l 'ha con te che si vede bene.
Quello è un dio dispettoso che ora ti fa di legno e ora di pasta.
Ma i rimedi ci sono.
Il tuo eumolpo ti guarirà.
Sono potente qui. Nessuna porta mi è chiusa.
Eros mi protegge e mi dà molte prove di amicizia.
A forza di imbrogli e traffici sono diventato il padrone della città. Ho
di un ballo e me lo organizzo in mezz 'ora.
Per prima cosa, ti conduco al giardino delle delizie.
Quante posizioni.
E certo ne inventeranno ancora altre.
L 'uomo progredisce ogni giorno di più.
Per conto mio credo di averle provate tutte, anche se qualcuna l 'ho
dimenticata. Con l 'età nessuno può ricordare tutto l 'amore che ha dato e
avuto. Neanche i giovani. Tu, per esempio, ricordi tutto quello che hanno
baciato le tue labbra?
Ah, senti, c 'è qui un mio amico.
Oh, ma resti tra noi, che ha lo scettro che non funziona.
Ed era tutto il suo onore, come puoi ben capire.
... ... ... ... ... ...
Io, Incorpio, ti aspetto.
Mi aspetti dove?
La nave che porta in Africa gli schiavi e le merci preziose salperà la
mezzanotte di domani.
Io so cosa bisogna per te, Maga Enotea.
un 'aga molto potente, padrona di tutta città, può fare
acqua di pietra, spegnere stelle, è storia molto
antica, tanti anni fa è notea giovane, bellissima, e in suo paese
c 'era un mago di grandi prodigi, che è diventato amoroso di lei.
Ma il mago era vecchio e brutto.
E notea, sai che fatto lei?
Dice lui così, vieni stanotte, io palo cesto per te e così puoi
salire casa mia.
Ma quando il vecchio stava in cesto, lei legato lui così.
Ma il mago vendicato contro lei è contro tutta cesta.
ha spento fuoco in tutto paese.
Allora tutti andati a pregare da mago.
Corri da fuoco, non possibile più vedere quando notte, non più
cuocere sibo, e il mago detto così.
Il fuoco c 'è, è sotto le veste di Enotea, è là che si nasconde il fuoco,
a cercarlo, lo troverete.
Nessuno sa dove è Notea, devi cercare.
Molti raccontano che al di là di grande palude...
Vedrai che viene.
Viene a pigliarsi questo.
Non c 'è, vedi, io ho tutto quello.
È in colpio.
È in colpio.
Oh,
mammina, vedi che disgrazia!
Il colpevole che è davanti a te ha commesso tradimento, ha ucciso un uomo,
ha profanato un tempio e ora è un soldato senza più armi.
Chi è che mi ha messo in questo guaio? Io non lo so, non riesco a capire cosa
è successo.
Io devo, devo, devo farlo, devo farlo, devo riuscire, devo rius...
Gli dei maggiori mi hanno rimesso a posto.
Mercurio mi ha restituito le forze.
Addio, Enotea.
Madre generosa.
Bisogna stare allegri adesso.
Voglio riguadagnare il tempo perduto. Il fiore della giovinezza passisce presto.
Corri, Ascilto ! Corri !
Ci imbarcheremo, sai ?
Andiamo lontano, fratellino.
Del resto qui il terreno scotta sotto i piedi. Il nuovo Cesare è molto severo
con i fuorilegge.
Partiamo stanotte.
Ascilto!
Ascilto! Ascilto!
Ascilto! Ascilto!
la tua gioia, la tua prepotenza sei in balia dei pesci e delle belfe tu che
fa ostentavi la tua innocenza guerriera avanti mortali ora
riempitevi di sogni dei grandi come giace lontano dalla sua meta
La nave che doveva portare in Africa le merci preziose e gli schiavi non
partirà. Il nostro padrone è morto.
Ha lasciato uno strano testamento, signore.
Ascolta anche tu.
Tutti coloro per cui ci sono delegati nel mio testamento, ad eccezione dei
liberti, Potranno entrare in possesso di quello che ho lasciato a patto che
facciano a pezzi il mio corpo e alla presenza di tutti lo mangeranno.
Esorto i miei amici a non respingere il mio invito, ma divorino il mio corpo con
lo stesso ardore con cui avranno mandato all 'inferno la mia anima.
È impossibile, è uno scherzo. E perché?
Presso certe popolazioni c 'è ancora la norma che i defunti debbano essere
mangiati dai familiari.
Infatti ai malati si rimprovera sempre il loro stato perché come tali rendono
cattiva la loro carne.
Di un rifiuto del mio stomaco non ho da preoccuparmi. Seguirà le direttive se
per un 'ora di nausea gli prometto in cambio un mucchio di cose buone.
Mancano esempi. I saguntini assediati da Annibale mangiarono carne umana e non
si aspettavano un 'eredità. E quando Numanzio fu espugnato da Scipione si
trovarono delle madri che stringevano fra le braccia i corpi rosicchiati dei
loro figli.
Per parte mia sono pronto a uniformarmi.
Il vento è favorevole.
Ha rotto l 'immobile.
Decisi di partire con loro.
Salpamo quella stessa notte.
Facevo parte dell 'equipaggio.
Toccammo porti di città sconosciute.
Udivo per la prima volta i nomi di Kelesha, Rektis.
In un 'isola ricoperta di erbe alte e profumate si presentò un giovane greco e
raccontò che negli anni...
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