All language subtitles for Il.Gattopardo.S01E01.Episodio.1.1080p.NF.WEB-DL.DDP5.1.H.264-MeM.GP

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Original subtitles

[suona "Trasi trasi baiu (a) ca l'aria è butata"]

♪ Trasi trasi baiu ♪

♪ A ca l'aria ♪

♪ È butata ♪

♪ A ♪

♪ Trasi trasi baiu ♪

♪ A ca l'aria ♪

♪ È butata ♪

[la musica continua minacciosa]

[cantano il "Salve Regina" in latino]

[passi di marcia al rallentatore]

[rintocchi di campana]

[la musica minacciosa continua]

[continuano a cantare il "Salve Regina"]

[uomo] C'è il coprifuoco! Tornatevene a casa!

[donna] Sali a casa!

- [il bambino suona la campana] - [un'altra campana suona distante]

[scatto dei fucili]

[carrozza si avvicina]

[la musica sfuma]

[uomo 1] In guardia!

Siete audaci o siete soltanto stupidi?

Non si può entrare in città.

Sì, lo sapevamo, capitano.

Principe.

Abbassate le armi!

Principe, è pericoloso per voi stare qua.

La città è piena... è piena di disordini.

I sostenitori di Garibaldi diventano sempre più violenti.

State facendo un ottimo lavoro.

Adesso, però, noi dobbiamo passare.

[musica sottilmente tensiva]

Subito.

Fate passare!

Fate passare il Gattopardo!

Spostate i cannoni.

[in siciliano] Forza, sbrigatevi!

Veloce, veloce!

[uomo 2] Tornate alle posizioni!

[boato minaccioso]

[sparo]

[boato minaccioso]

[spari distanti]

- [campanella] - [prete] Aprite! È il principe di Salina.

- [la musica sfuma] - [scatto di portone]

[coro femminile canta distante]

Eccellenza.

[il coro canta le "Litanie lauretane" in latino]

Principe.

Papà!

- [sorridendo] Papà! - Principe, ma insomma! C'è il coprifuoco!

Padre.

Vai a fare i bagagli. Vai.

- Bendicò, andiamo. - [ragazza, sottovoce] Come mai è qua?

[donna recita il rosario in latino]

Bendicò!

[prete] Con gli scontri,

le famiglie legate ai Borbone sono a rischio

e, per evitare ogni possibile pericolo,

preferiremmo portare a casa la ragazza.

Principe, qualunque cosa succeda là fuori nel mondo,

la ragazza qui è al sicuro.

Chi oserebbe mai attaccare il convento del Sacro Redentore?

Io rispetto la vostra opinione, reverenda madre, che peraltro condivido.

Ma mia moglie, la benefattrice di questo convento,

non darà tregua né a me né al Sacro Redentore

finché non vedrà sua figlia tornare a casa.

[boato distante]

[esplosione]

[Bendicò abbaia]

[boato]

- [cocchiere 1] Che succede? - [cocchiere 2] Sposta i carri!

[musica tensiva]

Che succede?

[ragazza] Papà.

[prete] Eccellenza, rientrate.

[voci distanti]

[uomo 1] Aiuto!

[nitriti dei cavalli]

Aiuto!

[Bendicò abbaia]

Papà...

Moriremo se rimaniamo qua.

[prete] Sì, andiamo.

[in siciliano] Principe, possiamo andare.

[voci concitate e distanti]

- [nitriti] - [Bendicò abbaia]

[cocchiere 1] Principe, salite, presto! Salite!

[prete] Eccellenza?

[capitano] Principe! Aiuto!

- [la folla urla] - Ti prego.

- Principe! - Forza, capitano!

- Eccellenza, rientrate. - Aiuto!

- Aspetta. - Papà!

[urlo di dolore]

[uomo 2] Bastardo!

Vai.

[uomo 3] A morte i Borbone!

[la musica finisce]

[prete, in latino] ...e splenda ad essi la luce perpetua. Amen.

[Bendicò guaisce]

Quando dicono "morte ai Borbone", intendono noi?

È noi che vogliono morti.

Sono eretici, apostati e tagliagole.

Garibaldi vuole radere al suolo le abbazie.

[esita] E impiccare il papa.

La vogliamo smettere di dire idiozie, per favore, padre?

Garibaldi non è qui, è rimasto a Genova. Eh?

Questa gente si limiterà a sfogarsi con qualche povero soldato.

Quando avranno rubato abbastanza vino dalle cantine, se ne torneranno a casa.

E a quel punto io dovrò tornare in convento, non è vero?

Questo è quello che vuole tua madre.

Poi vedremo.

Vieni qua.

[valzer dolce e nostalgico]

[principe] Vai.

È sempre bello tornare a casa.

[campanellino]

[uomo] Sono arrivati!

Sono arrivati!

Sono arrivati!

- Concetta! - [Concetta] Caterina!

- [Caterina] Sei dimagrita! - [ragazzo] Era già magra.

Spostati!

Ma c'erano combattimenti in città?

Concetta! Ti abbiamo portata via appena in tempo, eh?

Parli al plurale? Ieri sera a Palermo non ti ho visto.

Voleva venire, ma non ha trovato le sue pistole da duello.

Non stuzzicate vostro fratello.

[Concetta] Mamma.

Hai i capelli che profumano del sapone del convento.

[sottovoce] Grazie.

[principe] Beh, andiamo, va'.

- Facciamo colazione! - [Concetta] Papà me l'ha raccontato.

C'è una granita buonissima.

[il valzer continua]

[principe, in latino] Benedici, Signore, noi...

e questi doni

che riceviamo dalla tua generosità.

Per Cristo nostro Signore.

[tutti] Amen.

[ragazzo 1] Non vedevo l'ora.

Sbrigati, prima che padre Pirrone si mangi tutto.

[risate]

E Tancredi dov'è?

Nostro cugino va e viene come gli pare.

È un uomo fatto, ormai. Ha la sua vita, le sue cose.

[ragazzo 2] Che foraggiamo noi, però.

[ragazzo 1] Padre Pirrone, vi sentite bene?

Siete un po' pallido.

Ha passato una gran brutta nottata.

È per questo che siete bianco? Perché siete bianco, padre.

- [risate] - Non fa ridere.

Io sono d'accordo con padre Pirrone.

Non fa ridere. E se si è spaventato, ne aveva tutto il diritto.

- Paolo, stavano... - Non c'è niente da scherzare.

Non interrompere tua madre, però.

Scusa.

È che Garibaldi non vuole distruggere solo i gesuiti,

ma anche il regno dei Borbone.

Vuole prendere le nostre vite, farle a pezzi, buttarci tutti a mare.

- [Pirrone] Giusto. - Dimentica abiti o balli da festa.

- [ridacchia] Non dire assurdità. - Le feste piacciono a tutti.

[Paolo] C'è un esercito che si avvicina, lo volete capire o no?

I contadini e i briganti devastano Palermo per sgomberargli la strada.

Basta.

Taci.

Perdonatemi, papà.

Perdonatemi.

Non capisco come fate a essere poco allarmato.

Paolo, siamo in Sicilia,

è aprile

e fra un paio di mesi qui farà un caldo tale

che a questa gente non gli passerà più per l'anticamera del cervello

di fare la rivoluzione.

Cercheranno soltanto di infilarsi in qualche buco al fresco

e aspetteranno ottobre.

E intanto la nostra vita andrà avanti.

Mmh?

Qui siete tutti al sicuro.

Non serve aggiungere altro.

- Sì, papà. - [altri figli] Sì, papà.

Adesso godiamoci questa colazione.

Concetta... Eh?

E buon appetito, dai.

[musica spensierata]

- [imitando Pirrone] Non fa ridere. - [risate]

[ragazzo 1] Non... Non fa ridere per niente.

[Concetta] Padre, stiamo scherzando.

[la musica si intensifica]

[frinire di cicale]

[la musica si attenua]

[la musica sfuma]

[cinguettio di uccelli]

Corri, guarda! Bravo, bravo.

[ronzio di insetto]

[frinire forte di cicale]

[versi di uccello]

[russa leggermente]

[musica cupa]

[Bendicò guaisce]

- [uomo] Don Tancredi! - [sussulta]

Concetta!

È tutto a posto, Gaetà.

È solo mia cugina che è venuta a farci visita.

Grazie per essere passata, Concetta.

Mi fa sempre tanto piacere vederti.

Ora, però, devo scappare. Sono impegnato.

- Per chi sono queste armi, Tancredi? - Sono per un amico.

È importante aiutare gli amici, no?

Gli uomini a Palermo, pronti a uccidere un capitano del re,

non mi sembravano proprio nostri amici.

Vuoi dire che assomigliavano a Gaetano? Gaetano è un mio amico.

Combatterai al loro fianco? Papà diventerà blu dalla rabbia.

- Ma è tuo padre, mica il mio. - Ma lui non la pensa così.

[Tancredi] E tu non glielo dire.

Crede che finirà tutto in una bolla di sapone.

E certo, Concetta. Questa è la sua conclusione preferita.

Perché tutto quello che lui ha, lo ha perché i Borbone gliel'hanno dato.

E tutto quello che tu hai, lo hai perché te l'ha donato mio padre.

- Ah! - Sono le nostre case, i nostri giardini.

Vuoi perdere tutto per i tuoi nuovi amici?

- Io voglio proteggere tutto. - Ah, sì?

Sì.

Però come posso farlo se sono dal lato dei perdenti?

E chi te lo dice che perderemo?

Io.

Pensaci, Concetta.

Per chi combattono i tuoi soldati con la divisa blu, eh?

Per ordine di un re che non hanno mai visto?

O affinché un branco di preti grassi possano ingrassare ancora di più?

A me, come motivazione, non mi sembra un granché.

Al Nord ci sono idee nuove, c'è l'industria, c'è il progresso.

E noi qua che abbiamo?

Solo censura e corruzione.

E in più,

se voi perdeste,

tu non dovresti più andare in convento.

La tua prima argomentazione convincente.

Concetta,

ma tu lo sai che stanno costruendo ferrovie nuove?

Tu e io potremo prendere una nave da Messina a Napoli.

E poi un treno per Roma,

Firenze o Venezia.

E sarebbe tutto un unico Paese?

E pensa lo splendore.

La Sicilia non più un'isola,

ma parte di un'unica nazione.

Comunque tu non dire a tuo padre che mi hai visto.

Ah, sì? Non devo?

E invece credo che farò come mi pare.

Concetta...

E va bene.

Ma a una condizione.

Che tu mi scriva, spesso, che stai bene.

È davvero toccante quanto ti preoccupi per me.

[musica dolce]

Concetta, prima, quando mi hai visto di sopra,

hai visto tutto?

Arrivederci, Concetta.

[la musica sfuma]

[principe] Russo!

- Principe. - Sempre puntuale.

Ah, belli questi stivali.

Nuovi?

Andiamo ad Argivocale.

Voglio vedere che fine fanno questi limoni.

[musica energica]

- [la musica sfuma] - [principe] Signor Ibba Agnolo.

Fittavolo.

Secondo i miei calcoli,

voi mi avete sottratto 50 ceste di limoni di Argivocale.

[in siciliano] Non è vero! Non c'entro niente con questa storia.

- Dovete credermi! - Leva quest'ombrello.

- [Ibba] Per favore! - Principe, non la bevete l'acqua.

C'è un'epidemia.

[Ibba] Vi prego, signor principe.

I limoni li hanno rubati.

Sono stati i banditi.

Sono venuti coi fucili e se la sono presa con la mia famiglia.

A quel punto, che dovevo fare?

Ho preso i limoni e glieli ho dati, signor principe.

Ci credi tu a questa storia, Russo?

Se sono stati i banditi a rubarci i limoni...

perché non ha denunciato il furto?

Mmh?

Principe, questi sono contadini.

Tutti esperti bugiardi sono.

[principe] Certo, sono siciliani.

Noi siciliani diciamo molte bugie, no?

Tu stesso, in questo momento...

mi stai riempiendo di bugie.

- [musica minacciosa] - Ma io no, principe.

- [principe] Ah, no? - No.

Io so perfettamente

che i banditi di cui lui parla sono i tuoi uomini.

E non sono solo le 50 ceste di limoni di Argivocale a mancare.

Ma le 300 ceste

che sono nascoste nella tua cantina.

[la musica si carica di tensione]

Non volevo, lo giuro.

Allora, dimmi.

Qual è la tua strategia, eh?

Adesso mi rubi le briciole

e poi magari, quando la rivoluzione mi avrà spazzato via...

[verso] ...ti prendi anche tutto il resto?

[il principe sogghigna leggermente]

Adesso io...

ti dovrei rovinare.

Dovrei bruciarti la casa.

Devo scacciare i tuoi figli sulle montagne.

Vi supplico, no!

[piange]

Vi supplico, no.

Ma non lo farò.

Per questa volta.

[Russo ingoia rumorosamente]

Alzati.

Principe, io non so come ringraziarvi.

Puoi ringraziarmi con la tua lealtà.

E ricordandoti una piccola regola.

Questa gente sta dove sta.

Tu stai dove stai.

E anche io sto dove sto.

Inteso?

[baci]

Fai scavare un pozzo nuovo qua, con dell'acqua pulita.

Fai in modo che questa gente abbia sempre del pane fresco.

- Adesso andiamo. - [Russo] Lo farò!

[la musica sfuma]

[donna canta "La Regina della notte" da "Il flauto magico" di W. A. Mozart]

[continua a cantare]

- [madre] Charbonnier. - [Caterina] Carbone.

[sospira spazientita e riprende a cantare]

- Eccellenza, buongiorno. - [madre] Décasyllabe.

- Donna Concetta. - Grazie, Mario.

[esercitazioni di francese e canto continuano in sottofondo]

[Concetta] Andiamo, Bendicò. Vieni.

[musica incalzante di archi]

[Tancredi] Alla stimatissima donna Concetta Corbera.

Sto bene.

Il vostro servitore, Tancredi Falconeri.

Forza!

[bambino] Agli ordini!

[la musica continua]

[Tancredi] A donna Concetta Corbera. Tutto bene.

[bambino] Tancredi, aiuto!

[clamore dei ribelli]

- Mi raccomando, eh? - Sissignore!

[Tancredi] A donna Concetta Corbera. Tutto procede.

[la musica si fa appassionata]

[soldato] Dai! Andiamo!

Alla carica!

[Tancredi] Sto bene.

[ribelle] I fucili! I fucili!

Forza!

- Per l'Italia unita! - [ribelli] Sì!

[mormorio]

[la musica si attenua]

[in latino] ...liberaci dal male. Amen.

[principe, in latino] Sia fatta la tua volontà come in cielo, così in terra.

[tutti] Dacci oggi il nostro pane quotidiano

e rimetti a noi i nostri debiti...

[esulta]

Morte ai Borbone! Sì!

[la musica continua]

[insieme, in latino] Tu sei benedetta fra le donne

e benedetto è il frutto del ventre tuo, Gesù.

[donna] Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori.

[continuano a pregare]

[sospira]

[la musica sfuma]

[frinire di cicale]

[geme]

[geme piano]

[boato minaccioso]

[musica carica di suspense]

[lamento soffocato]

[versi di sforzo]

[boato minaccioso]

[gemiti]

[verso di sforzo]

[Bendicò abbaia]

[la musica si fa cupa]

Ci sono lettere per me?

No, no, donna Concetta. Mi spiace.

[Bendicò abbaia con insistenza]

[uomo] Che ha? Perché abbaia?

[la musica continua]

[Bendicò guaisce]

[sospira]

[la musica si fa desolante]

[mormorio indistinto]

[principe] Pare che sua madre viva qui, a Monreale.

Probabilmente stava cercando di tornare a casa.

Oh, santo cielo.

[respira furioso]

Che c'è, Paolo? Hai qualcosa da dire?

Che era uno dei nostri ragazzi, papà.

E che là fuori c'è una madre che dovrà piangerne la morte

per colpa di un branco di cani vigliacchi come Tancredi.

Sapete cosa dicono in Sicilia?

Il vostro amato Tancredi

dicono che si è schierato sfacciatamente e apertamente al fianco dei ribelli.

Papà, io lo so che per voi è come se camminasse sulle acque.

- Paolo! - Ma qualcuno dovrebbe sparargli!

Vieni qua.

Vieni qua!

[madre] Fabrizio!

[Paolo singhiozza sommessamente]

[frinire di grilli]

[bussano alla porta]

[principe] Chi è?

[porta si apre]

- [Concetta] Papà? - Sì?

Quello che ha detto Paolo sul conto di Tancredi...

Ignoralo.

[sospira]

Che cos'hai, piccolina?

Ti vedo un po' sottosopra.

Gli avevo promesso che non ti avrei detto niente.

E hai deciso di rompere questa promessa?

Dici di sapere sempre tutto,

quindi forse, a questo punto, non ha neanche tanto senso dirtelo. Mmh?

Non sono Dio, non posso sapere tutto.

Ah! E te lo posso ricordare tutte le volte che voglio?

Mi sono stufato di questo giochino.

Parla.

Cosa succede?

Tancredi mi scrive.

Tutti i giorni,

da Palermo.

Per dirti cosa?

Che sta bene.

Che è al sicuro.

E perché non dovrebbe essere al sicuro?

È andato a Palermo per partecipare ai moti.

Sì, anche questo lo so.

[spazientito] Vieni al punto.

Le lettere si sono interrotte.

- Fabrizio, dove vai? - Concetta ti spiegherà.

Concetta?

Ma non può aspettare domani mattina?

[musica carica di trepidazione]

[uomo] Aprite! Fate passare il principe di Salina!

[la musica si interrompe]

[scatto metallico]

[porta metallica si chiude]

[guardia] Signor principe.

- [uomo 1, in siciliano] Chi è? - [uomo 2] È il principe!

Zione!

Come hai fatto a trovarmi?

Pensavi che non sapessi come spendi tutti i soldi che ti do per mantenerti?

[Tancredi] Mmh.

Anche i pamphlet insurrezionalisti hai foraggiato.

Con i miei soldi.

Ma come, zione? Lo sapevi e mi hai lasciato fare?

Mi sarei mosso prima, se avessi saputo che vi facevate fucilare come dei polli.

È che noi qua...

siamo tutti convinti che non facciano sul serio.

Peccato che là fuori c'è già un sacco di gente

che si sta leccando i baffi all'idea di essere in prima fila, domani,

a godersi lo spettacolo della vostra morte.

Domattina cercherò di vedere una persona per risolvere la situazione,

ma non ti garantisco niente.

[uomo, in siciliano] Ehi, tu, passami il cesto!

Ho preso il pane.

[donna] Faceva lo spiritoso.

[principe] Ma io a mia sorella le volevo bene.

Anche se teneva la testa bacata proprio.

[bussa alla porta]

Ha sposato quell'idiota che ha scialacquato tutto il patrimonio.

[sospira]

Quando è morta...

Ah!

Quando è morta...

[ride sarcastico] ...a Tancredi non era rimasto più nulla.

Neanche uno straccio di rendita.

Ho dovuto pensare a tutto io per lui.

È sempre stato un ragazzo eccezionale.

[sorride] Anche quando era picciriddu.

Praticamente ho passato più tempo con lui che con i miei figli.

Quindi domani farete in modo che venga rilasciato?

- Mmh? - Oh.

Ancora non so nemmeno che cosa gli dirò, a quel coglione del governatore.

[musica delicata]

[rintocchi di campana]

[principe] Da quando in qua puniamo i giovani idealisti

con il plotone di esecuzione?

[uomo] Veramente sono soprattutto i giovani idealisti a essere fucilati.

E il giovane in questione è un pericolo.

Ah, sì, sì, è un pericolo.

Al tavolo da gioco e soprattutto per sé stesso. [ride]

Principe, le mie truppe si preparano per andare in guerra.

E in guerra bisogna dare l'esempio.

Tancredi Falconeri, che non è vostro figlio,

è l'esempio migliore che gli si possa dare.

[la musica si fa insidiosa]

E, per dare l'esempio a quei ruffiani,

volete usare proprio mio nipote?

Il nipote del principe di Salina?

Sia chiaro, a me dispiace,

ma quegli uomini

verranno fucilati là fuori.

Se ne avrete voglia,

potrete assistere all'esecuzione dalla terrazza.

Questo carnet d'assegni è del mio conto londinese.

Fate voi la cifra.

[la musica sfuma]

[uomo] Io vi ringrazio,

ma il denaro non è mai stato qualche cosa per cui ho smaniato.

È troppo facile sprecarlo.

Che cosa volete?

La terra.

[la musica riprende]

Quella stessa terra che voi avete avuto sempre in abbondanza.

E che non vi ha fatto mai preoccupare di nulla.

Quali terre vorreste?

- Pensavo ad Argivocale. - [la musica sfuma]

Argivocale?

Avrete 20 ettari. Mmh?

Non è che voglio una parte dei terreni, però.

Li voglio tutti.

Sì, sì, lo so che la vostra famiglia detiene il potere da più di cento anni lì.

Ma il prezzo è questo.

Se ne avrete voglia,

ci vedremo in terrazza.

Cinquanta ettari.

Aspettate!

Ti piace tanto stare in carcere?

Allora vai a rapinare qualche banca,

così almeno mi ridai parte del patrimonio che ho dovuto spendere per tirarti fuori.

I miei compagni d'armi sono là dentro

e secondo te non mi dovrei sentire disonorato di lasciarli in galera?

E tu hai il coraggio di parlarmi di disonore?

Cammina.

[musica intrigante]

- [Mario] Permesso? - Prego.

Eccellenza.

Balsamo. Vestitelo.

Zio, ma tutto questo perché?

Pensa a mangiare, adesso.

Signore.

[la musica continua]

Ma che ci andiamo a fare al club, eh?

[parlottio]

[la musica sfuma]

[tutti abbassano la voce]

[principe] Due acquavite.

Signori, vorrei fare un brindisi.

A mio nipote, Tancredi Falconeri.

Chi non partecipa può considerarsi mio nemico.

[uomo 1] Non sia mai, principe. Brindiamo.

- Dammi da bere. - [uomo 2] Un'acquavite.

Lunga vita a Tancredi Falconeri!

[insieme] Lunga vita a Tancredi Falconeri!

[uomini] Alla salute.

[rintocco di campana]

[rintocco di campana]

[rintocco di campana]

Possiamo andare.

Non sarà un bello spettacolo.

[boato minaccioso]

[rintocco di campana]

Permesso.

[i rintocchi continuano cadenzati]

[musica tetra]

[prigioniero 1, in siciliano] Madonnina mia. Oh, mia Madonnina.

Santa Maria Vergine, ho paura.

Per favore, non mi fate morire.

Non voglio morire. Non voglio morire!

[la musica continua]

Madonna mia!

[prigioniero 2] Addio.

[donna 1] Oh, Madre di Dio!

- [donna 2] Il mio bambino! - Mamma, ho paura.

[donna 3, disperata] No!

No! No!

[vociare indistinto]

[prigioniero 1] Oh, Madonnina, fatemi la grazia.

Fatemi la grazia, per favore. Non voglio morire.

Puntare!

Fuoco!

- [spari] - [la musica si interrompe]

[urla e pianti di donne dalla strada]

[musica triste]

Viva l'Italia!

- Puntare! - Viva Garibaldi!

Fuoco!

[donna 4 urla parole incomprensibili]

[urla disperate]

[donna 5] No!

[disperata] No! No!

[la musica continua]

[la musica sfuma]

[campanellino]

[sospira sollevata]

Pensa cosa sarebbe successo se ti avessero fucilato.

[risate]

- Va bene! - [madre] Fabrizio, fai scendere il cane?

[Concetta] A papà piace il cane sul tavolo.

[parlottio e risate]

- Non gli dare la crostata, si sente male. - [Pirrone] Ragazzi...

[ragazzo] Non era crostata, era brioche.

[principe] Dove siamo, alla Vucciria, oggi?

- Cugino! - È tornato Tancredi!

Tancredi!

[Tancredi] Caterina.

Ciao.

Ci sei mancato.

- Ciao, Chiara. Ciao. - [ragazzo] Cugino.

Non è un dignitario in visita, dai.

Fatelo sedere e dategli da mangiare.

Dai, siediti, cugino.

- Zia Stella. - Mmh.

Grazie per esserti presa tanta cura di me.

Questa è casa tua, Tancredi.

- Abbiamo pregato tanto per te, Tancredi. - [Tancredi] Padre.

[Caterina] Non ti è mancato tutto questo?

Caterina, sì.

Infatti io vi volevo dire

che non c'è stata mai e mai ci sarà una tavolata migliore di questa.

[Stella] È vero, Tancredi.

[Pirrone] Finalmente!

Allora assaggia la granita, è buonissima.

- [Caterina] Pure le brioche. - Prendi.

[Tancredi] Non vedevo l'ora.

[Chiara] Concetta, me ne dai un poco?

- Concetta? - No, perché ne hai mangiata troppa.

- Concetta! - [Chiara] Mamma!

- [ragazzo] Senti un po'. - [insieme] Oh!

[Caterina] Buonissima.

Tancredi, come osi?

Santo cielo, ma adesso questo che fa? Ricomincia?

Tutto ciò che siamo, tutto quello che gli abbiamo dato, lui lo rifiuta.

- Secondo me il cibo gli piace, Paolo. - [risatina]

Paolo, capisco quello che provi.

Lo capisco davvero.

Sappi che sei mio cugino e ti vorrò bene sempre.

Garibaldi e il suo esercito sbarcheranno tra pochi giorni.

La sua presenza qui è un oltraggio verso i vostri confronti

e voi non lo capite.

O forse sì, invece?

Se è un traditore, e non c'è modo di negarlo,

voi allora che cosa siete diventato, papà?

Beh, zione,

questa è un'ottima domanda.

Non mi sembra che abbia detto niente di discutibile.

E tu lo umili, tuo figlio.

Lo copri di vergogna.

La domanda che ti ha rivolto è perfettamente ragionevole.

Amiamo Tancredi, certo.

È come un figlio.

Ma si è schierato contro di noi.

O almeno contro la posizione che dovremmo tenere.

Anche se io questa posizione non ho più la minima idea di quale sia.

È in piedi,

saldi sulle nostre terre.

Come siamo sempre stati?

Come siamo sempre stati.

Tu preferisci tuo nipote a tuo figlio.

Tua figlia Concetta alle sue sorelle.

E i tuoi incontri a Palermo a me.

[sospira]

Io ti conosco per l'uomo che sei.

E anche Dio ti conosce.

E io non posso sopportare l'idea che tu finisca all'Inferno.

Ogni giorno prego per la tua anima.

Le tue intercessioni per me

mi indurranno senz'altro all'umiltà.

Non esiste nulla al mondo che possa indurti all'umiltà.

[ridacchia]

[Chiara] ♪ Lascia ch'io pianga ♪

♪ Mia cruda sorte ♪

♪ E che sospiri ♪

♪ La libertà ♪

♪ E che sospiri ♪

[Chiara continua a cantare "Lascia ch'io pianga" di G. F. Händel]

Sei triste, mi sembra.

Molto triste.

Grazie per averlo notato, Concetta.

È per via dei tuoi amici?

E quali?

Quelli che sono stati fucilati?

Anche quelli che non sono morti.

E che sono impegnati in quelle rivoluzioni che vorresti fare pure tu.

Concetta, questo posto è il paradiso.

E una gran parte di me vorrebbe rimanere qui per sempre.

Ma avrei soltanto ciò che possiedo già.

E io, Concetta, non ho niente.

Ma non è vero.

Tu hai noi.

E tutto questo.

Ho una casa in rovina e ciò che tuo padre mi concede.

Ma lì fuori c'è un mondo.

E io è là che devo andare.

Perché forse là c'è un futuro che posso costruirmi da solo.

Lo capisci?

Eh?

["Lascia ch'io pianga" finisce]

Eccellenza.

I vostri limoni.

[principe] Dunque, abbiamo una novità.

Ho ceduto tutti i miei possedimenti di Argivocale

al governatore Leonforte.

Ti ho fatto figurare come l'unico capace di gestirli.

Quindi da oggi tu smetterai di derubare me

e comincerai a derubare lui, con molto più profitto.

Come vedi, ho pensato a te.

Sei contento?

Signor principe, siete stato generosissimo.

Bene, perché adesso avrei da chiederti qualcosa in cambio.

Qualsiasi cosa.

Garibaldi e i suoi leccapiedi in camicia rossa...

Dovrebbero sbarcare da un giorno all'altro.

Tu e i tuoi uomini

siete veramente in grado di difenderci da qualsiasi tipo di irruzione?

Signor principe,

la sua casa

sarà al sicuro più di un convento.

[principe] Bene.

Che c'è, Russo? Hai qualcosa da dirmi?

Sì.

La questione di vostro nipote.

[musica carica di trepidazione]

Zione! Che è successo? Mi sono forse scordato qualcosa?

[la musica sfuma]

Lo sai cosa mi dà veramente noia?

Che verrò a sapere da qualcun altro che sei morto dissanguato

su qualche inutile campo di battaglia.

Farei bene a spararti subito.

Recupereresti tutto il tuo credito al club.

Verissimo.

Ma tu e il tuo generale veramente pensate di poter conquistare la Sicilia

in maniera definitiva?

Ti sei scordato da dove vieni.

Io non me lo scordo mai.

Greci, Romani, Arabi, Normanni...

Alla fine se ne sono andati tutti quanti a casa.

E noi ci siamo limitati

a una scrollata di spalle,

pensando: "Ma questi come diavolo se l'erano messo in testa

di venire qui a dominarci?"

E ci siamo messi lì, tranquilli,

ad aspettare il prossimo aspirante padrone.

Zio, il nuovo padrone sta arrivando ora.

Io spero solo che tu sia pronto.

Magari tutto questo ci porterà a migliorare.

Migliorare in cosa?

A essere più industriosi? Più acculturati?

A essere fiscalmente più disciplinati?

[sorride sarcastico] Stai sognando.

Noi non vogliamo migliorare,

perché ci riteniamo già perfetti come siamo.

La nostra vanità è più forte di qualsiasi esercito, ricordatelo.

Zione, se vogliamo che tutto rimanga com'è,

bisogna che tutto cambi.

Aspetta.

Aspetta.

[tintinnio]

Sempre in Sicilia sei.

Prima o poi avrai bisogno di corrompere qualcuno.

Arrivederci, zio.

[musica malinconica]

[vociare concitato]

[la musica si rasserena]

[la musica si fa maestosa]

[uomo 1] Sul fianco sinistro, di là!

[urla e vociare concitato]

[uomo 2] Viva Garibaldi!

[urla di esultanza]

[la musica continua]

All'armi!

[la musica si attenua]

E se muore?

[la musica torna malinconica]

Non muore.

[la musica sfuma]

[valzer dolce e nostalgico]

[il valzer finisce]

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