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Carolina ! Carolina !
- Mamma, che è successo ? - Se n'è andata. L'ho persa.
Mamma, ma che dici ?
Che succede ?
Ha scoperto la verità.
Quale verità ?
La verità su tuo padre.
Iginio è il padre di Carolina, non tuo.
Tu sei la figlia di Giacomo Lotti.
- Giacomo Lotti ? - Sì.
Mio padre ?
Ma perché non me l'hai detto prima ?
- Maria, hai preso tu i soldi dalla cassa ? - No.
- Allora chi è stato ? - Carolina. E so anche dov'è andata.
- Mi spieghi che cosa succede ? - E' complicato.
[PIANGE]
Carolina !
- Dove vai ? - Che vuoi, Antonia ? Lasciami stare.
Vai a Napoli, vero ? Vai da Saverio ?
Non sai dov'è. Poi ti devo ricordare che a Napoli sei ricercata ?
- Vuoi farti impiccare ? - A te che te ne fotte ?
- Sono tua sorella. - (in napoletano)
- Già me l'ha detto mamma. - Te l'ha detto ?
Ti ha detto che sono uno sbaglio, che non c'entro niente con te ?
Tu non sei uno sbaglio, Carolina.
Le botte le abbiamo prese insieme.
La fame l'ho patita con te.
- Pure i sogni abbiamo condiviso. - I sogni ?
Quali sogni ? I tuoi ? Quelli di mamma ?
Io sognavo solo di stare con Saverio.
Io ti ho tenuta in braccio.
Ti ho vista crescere e ti ho insegnato a camminare.
Non avremo lo stesso padre, ma rimani mia sorella.
E non te ne vai da nessuna parte senza di me, hai capito ?
Allora ?
Che devo fare ?
(in napoletano)
Vedrai che torna.
L'unica cosa che ti puoi rimproverare
è di non aver detto subito la verità, ma l'hai fatto per loro.
Le mie figlie non la pensano così.
Carolina, Antonia!
Ci devi spiegare molte cose, mamma.
Quindi Giacomo non sa che sei rimasta incinta di me ?
- No. E non lo deve sapere. - Perché ? Ci ha aiutate.
- Potrebbe cambiare tutto. - Non farti impressionare.
A Giacomo interessa solo di sé stesso.
Poi non abbiamo bisogno di lui. Crescenzi ha mandato un biglietto.
La sospensione è finita, vi aspetta domani.
- Lo sapevo! E' stato Giacomo. - E tu come lo sai ?
- Gliel'ho chiesto io. - Che hai fatto, Antonia ?
Non te l'ho detto, perché sapevo ti saresti arrabbiata
ma avevo ragione. L'ha fatto per me, l'ha fatto per noi.
Tu hai tutto quello che ti serve. Hai il tuo talento.
L'importante è che noi restiamo unite.
- "Unite"... - Sì, unite.
(in napoletano)
Antonia ha il talento.
(in napoletano)
- Carol... - Lasciala andare.
Allora, ci siete tutte ?
Se vi ho convocato, è perché anche quest'anno
il principe Richter passerà il Natale a Milano
e ci ha invitato alla sua gara.
Come ben sapete, solo una di voi può partecipare.
Quindi, da oggi, dovrete convincermi di essere quella giusta.
Inutile motivarvi.
Chi vince da Richter
ha la strada spianata per il successo.
Sua sorella ?
Prego, prego, si faccia avanti.
Ha deciso di non venire più.
Non si sente portata per il canto e mi ha chiesto di riferirglielo.
Il canto è un destino. Non si sceglie.
Spero almeno voglia tenere me.
Se veramente pensa di valere, è il momento di dimostrarlo, mh ?
Cominciamo da subito. E' pronto, maestro ?
Maddalena, cominci lei. Avanti.
Avanti, avanti.
"E mentre la carrozza la portava lontano
i suoi occhi non smettevano di piangere.
Nel suo cuore, infatti, il desiderio di salvarlo
era più forte del pensiero di aver salva la vita."
Allora ? Non ti piace ?
(piangendo) No.
Perché no ?
Avevi promesso che finiva bene. Invece, mi hai fatto piangere.
E' questo il potere delle parole.
Possono farti piangere, ridere
e ispirare le persone a essere migliori. Come la musica.
- Con me non è successo. - Di che parli ?
Lascio la scuola, Enrico.
Vorrei poter credere nella musica come tu credi nelle parole
ma forse questo vale solo per mia sorella.
Perché ? Perché lei è figlia di un tenore e tu no ?
Io per la mia passione ho distrutto tutto.
Non parlo con i miei genitori, litigo con mia sorella
ma non ci rinuncerò mai.
- Non è lo stesso per me. - Carolina.
Una come te nasce ogni cent'anni.
Se butti via il tuo talento, io non te lo perdonerò mai.
E non vorrò mai più vederti.
(in napoletano)
Carolina... Carolina !
# Cicerenella mia, si' bona e si' bella.
# Si' bona e si' bella.
# Cicerenella mia, si' bona e si' bella.
# Si' bona e si' bella.
# Cicerenella mia, si' bona e si' bella.
# Si' bona e si' bella.
# Cicerenella mia, si' bona e si' bella.
# Si' bona e si' bella.
# Cicerenella teneva 'nu ciuccio
# e l'avea fatto 'nu bellu cappuccio
# ma nun teneva né ossa e né pelle, chisto è lu ciuccio de Cicerenella.
# Cicerenella teneva 'na votte. Mettea da coppa e asceva da sotto.
# E nun ce steva tompagno e cannella chesta è la votte de Cicerenella.
# Cicerenella tenea 'na tiella, frijeva l'ove cu la mozzarella.
# E le frijeva cu la sarcenella, chesta è 'a tiella de Cicerenella. #
[CLIENTI ESULTANO]
(in coro) # Cicerenella mia, si' bona e si' bella.
# Si' bona e si' bella.
# Cicerenella mia, si' bona e si' bella.
# Si' bona e si' bella. #
Mi dispiace.
Carta.
Sto.
- E' una truffa. Lo sapevo. - Lasciami !
Caporale Cernigoi.
Adesso tu vieni con me al Palazzo di Giustizia. Fuori !
Mi fai male !
Aspetta, possiamo risolverla qua ?
Sono convinto c'è una soluzione.
Anche tu sapevi questa cosa ? Ti devo arrestare ?
Devo far chiudere il locale ?
Lo sapevi ?
Ma che sta succedendo ?
- Lasciala ! - Antonia !
E' oltraggio a pubblico ufficiale.
Adesso venite tutte e due con me, in arresto.
- Caporale. - Hai capito che ti faccio chiudere tutto ?
Andiamo !
Dobbiamo aiutare mamma e Antonia.
Loro rischiano molto di più.
Perché ?
(in napoletano)
- Che cosa ? - Ho ucciso mio padre.
Per questo ci servono i documenti, per non far scoprire la verità.
(in napoletano)
Ci riempiva di mazzate.
Se non lo facevamo noi, lo faceva lui.
(in napoletano)
Aiutaci.
> Parlerete col colonnello.
> I casi sono due: o siete rivoluzionarie
o ricercate.
Cosa siete voi, senza carta di sicurezza ?
Che ci fai qua ?
Ecco le carte di sicurezza. Le avevano lasciate alla locanda.
Le carte sono a posto.
Restano il gioco d'azzardo e l'aggressione.
Ora sparisci, o arresto anche te.
Cosa è successo, caporale ?
La signora mi ha attirato nella sua stanza per un gioco d'azzardo.
Se vinceva, le avrei dato sei lire.
Se invece vincevo io, lei mi doveva pagare... in natura.
Mi sono finto interessato solo per coglierla in flagrante.
Mi ricordi, chi è il suo superiore, caporale ?
Il tenente Schachner, colonnello.
Dovrò fargli i complimenti, allora, perché la missione era concordata.
- Vero ? - No, signore.
E' stata una mia iniziativa personale.
Addirittura un'iniziativa personale ?
Lei, signora, l'ha visto altre volte al suo tavolo, Cernigoi ?
Sì, anche nei giorni scorsi.
E ha sempre perso.
Allora, invece di un'iniziativa personale
mi sembra più una vendetta personale
per essersi fatto fregare come un ragazzino.
Una settimana di consegna. Via.
Quanto a lei, mi aspetto che questa cosa non succeda mai più.
- Inteso ? - Certamente.
Spero di essermi guadagnato il nostro concerto privato.
E' così che ce la caviamo da sole ? Prostituendoti ?
Era per provocarlo. Non avrebbe mai vinto.
Se mi lasciassi parlare con mio padre
non dovremmo fare questo. Non sa che sono sua figlia.
Magari le cose cambierebbero.
Tu non hai idea di quello che mi ha fatto passare !
Mamma, Antonia ! Vi hanno liberate !
Antonia...
Antonia !
Che hai da dire ?
Vuoi farmi credere che casualmente questi sono arrivati stanotte ?
Volevi tenerci legate a te ? Ti facciamo comodo.
Ti ho dato un tetto, da mangiare, e anche i documenti.
Se ci tieni tanto, puoi andartene. Io non ti trattengo.
Posso ?
Sei venuta a chiedermi scusa ?
Cos'è ?
Si chiama "lanterna magica".
Apparteneva a una donna bellissima
di cui un uomo era follemente innamorato.
Lui voleva dare a sua moglie e a sua figlia un futuro migliore.
Per questo, comprò una vecchia baracca per farne un locale
dove servire da bere
offrire camere
e far divertire sua figlia
con spettacoli di luci, magia e musica.
Dovevamo essere felici
ma poi arrivò la malattia
e si portò via tutto.
Non volevo trattenerti qui.
Volevo solo aiutarvi.
Ma poi siete state voi ad aiutare me.
Scusami.
Rifacciamo gli spettacoli.
Non credo che la mia clientela apprezzerebbe.
Non puoi dirlo.
Proviamoci a Natale.
Se funziona, dividiamo gli incassi.
Tu tieni il 40, e io il 60.
30 e 70. Ci stai ?
Dovrò cucire il telo, sistemare il locale
convincere Antonia a cantare...
50 e 50.
[CANTA]
Maestro !
Scommetto che ti stai esercitando per Richter.
Non l'ho ancora ringraziata abbastanza.
- Hai parlato con tua madre ? - Di cosa ?
Del mio invito.
Questa sera vado in scena alla Canobbiana
e mi farebbe un enorme piacere avervi mie ospiti.
- Mi fai questo regalo ? - Io questa sera lavoro.
Permetti almeno ad Antonia di venire.
Ci saranno impresari, critici, compositori.
Per lei è un'occasione imperdibile. Mi permetto di insistere.
Forse non l'hai capito. Stasera lavora.
Mamma, ti prego, non sono mai andata all'opera.
- Va bene. - Manderò una carrozza.
- Ricorda il nostro patto. - Sì.
# Adeste, fideles
# leti triumphantes
# venite
# venite in Bethlehem. #
# Natum videte
# regem angelorum.
# Venite adoremus.
# Venite adoremus.
# Venite adoremus
# dominum... #
- Che c'è ? - Continua a cantare.
- (in napoletano) - Canta, a questi ci pensiamo noi.
# Adeste, fideles
# leti triumphantes
# venite
# venite in Bethlehem.
# Natum videte
# regem angelorum.
# Venite adoremus.
# Venite adoremus.
# Venite adoremus
# dominum. #
> Dicci dov'è !
> Dicci dov'è !
Dicci dov'è !
Subito !
Caporale, guardi cos'ho trovato.
Ci vuoi far credere che è tua ? Eh ?
- E' mia. - Tu chi sei ?
(in napoletano)
Che c'è ? Mi devo spogliare e fare l'amore ?
[VERSI]
Ti teniamo d'occhio.
(sussurra) Olimpia.
Olimpia !
Se ne sono andati.
(ridendo) Tu sei completamente pazza.
(in napoletano)
L'ho fatto solo per Olimpia.
Torni a cantare, quindi.
Ti avevo detto che altrimenti non ti volevo più vedere.
Diciamo che la musica mi piace.
Quella facile, però.
(in napoletano)
Tutte quelle parole difficili...
Tu l'hai mai vista un'opera lirica ?
Forse è il caso che tu la veda.
Grazie.
- Sei emozionata ? - Un po'.
- Carlo. - Ciao, Enrico.
- Mi hai fatto quel favore ? - Sì, il palchetto è vuoto.
- Non fatevi notare. - Grazie, a buon rendere.
Vieni.
Carlo è un mio lettore.
Beh ? Ti piace ?
- Quasi il palchetto reale. - E' bellissimo.
Prego. Il maestro Lotti le ha riservato un posto in prima fila.
Ricordati, Carolina
le parole non contano nulla, contano le emozioni.
# Io son ricco, e tu sei bella.
# Io ducati, e vezzi hai tu.
# Perché a me sarai rubella
# Nina mia, che vuoi di più ?
# Un senatore
# me d'amore supplicar !
# Ma, modesta gondoliera
# un par mio mi vo' sposar.
# Idol mio, non più rigor
# fa felice un senator.
# Eccellenza ! Troppo onor.
# io non merto un senator. #
# Una furtiva lagrima
# negli occhi suoi spuntò.
# Quelle festose giovani
# invidiar sembrò.
# Che più cercando io vo ?
# Che più cercando io vo ?
# M'ama !
# Sì, m'ama !
# Lo vedo
# lo vedo. #
Allora ? Ti è piaciuto o no ?
Mi è piaciuto ?
(parla in napoletano)
(ridendo) Come dici, Carolina, scusa ?
E' stata la cosa più bella che ho visto nella mia vita.
La gente rideva, poi piangeva...
Sembrava la vita vera.
Come dici sempre tu.
(in napoletano)
- Cos'è che vuoi fare ? - Voglio cantare.
Secondo te, ce la posso fare ?
Carolina, tu hai talento da vendere.
Da vendere ! Certo che ce la farai.
E poi sei bella, sei vera...
Il pubblico ti adorerà.
Ora devo andare.
Sta per mettersi a piovere.
- Meraviglioso. - La pioggia ?
No. E' stato superbo stasera.
Indimenticabile.
Sono convinto che un giorno non lontano, toccherà anche a te.
Per avere questo, bisogna rinunciare a tutto.
Anche a mia madre ? Mi ha raccontato che...
Eravamo giovani, belli. Lei era stupenda.
Lo è ancora.
Poi, io ho rovinato tutto e l'ho perduta.
C'è ancora qualcosa che vi unisce.
La musica, il canto...
Puoi dirmi tutto, eh. Non avere segreti con me.
Sono io a legarvi.
Sono vostra figlia.
Se non te l'ho detto subito
è perché mamma mi ha implorato di non farlo.
Ma io mi fido di te.
Noi ci siamo capiti subito, al primo sguardo.
[VERSI]
Siamo arrivati. Scendi.
Vai !
Antonia !
Gliel'ho detto.
Lui non mi vuole.
Ci sono io per te.
Non mi basta.
- Maestro Crescenzi... - Se cerca sua sorella...
No, cerco lei. Ho cambiato idea.
- Voglio riprendere le lezioni. - Questa è una pessima idea.
- Perché ? - Pensa sia un gioco ?
Oggi sì, domani no, a seconda di come si sveglia ?
Una voce bella la possono avere tutti.
Il canto è disciplina, costanza, sacrificio.
Sua sorella... Sua sorella merita di stare qua.
Lei, no.
E adesso mi fa la cortesia di andare via, grazie.
E non pensi di tornare.
Maria.
Che ci fai qui ?
E' vero ?
E' davvero nostra figlia ?
Secondo te ?
Come hai potuto nascondermelo ?
Tu ti ricordi quello che mi hai fatto ?
Dicevi di essere felice per me, che mi avresti sostenuta.
Un mese dopo, eri tra le braccia di un'altra.
Avevamo tutto, Giacomo. Il canto, l'amore
avremmo avuto una figlia e tu ti sei venduto alla Visconti.
Se mi avessi detto di Antonia, non l'avrei fatto.
Avresti rinunciato a soldi, fama, successo, per accudire una bambina ?
So solo che è stato l'errore più grande della mia vita.
Sei l'unica donna che ho amato.
Adesso che so che Antonia è nostra figlia
non posso più fare a meno di voi. Dammi una possibilità.
Una sola.
Voglio darvi ciò che non vi ho mai dato.
La tua possibilità l'hai avuta. E l'hai sprecata.
Maria
- Mi dai una mano ? - Subito.
Non puoi impedirmi di vedere mia figlia.
[PORTA SI CHIUDE]
Maestro...
Ci tenevo molto a portarti qui.
Grazie a te per avermi invitata. Temevo non volessi più vedermi.
Questo è il mio posto.
Quando voglio evadere dai pensieri, vengo qui
- E trovo pace. - E' meravigliosa.
Sì. Ho anche cantato qui.
Ah, sì, bellissimo.
- Rispondimi a una domanda. - Mh. - Ora che hai visto tutto
qual è la prima cosa che ti è rimasta in testa ?
Sembrerò stupida, ma lei.
Sembra quasi che continui a fissarmi.
Non riesco a smettere di guardarla. E' magnetica.
E' la stessa risposta che avrei dato io.
Siediti qui. Qui vicino a me.
Ogni volta che vengo qui
non posso non essere incantato da questo volto.
Quindi, è proprio vero che sei mia figlia.
Una magnifica figlia.
- Perdonami per l'altra sera. - Non hai niente da farti perdonare.
Dai, non preoccuparti, chiedimi quello che vuoi.
Tutto.
- Dimmi. - Vorrei rivivere l'altra sera
ma a ruoli invertiti.
Io sul palco a cantare
e mio padre in prima fila ad applaudirmi.
Questo succederà. E anche molto presto.
La gara del principe Richter è tra pochi giorni.
Se Crescenzi scegliesse me, potrebbe accadere davvero.
Scusa, non volevo affrettare le cose.
Magari è solo un sogno che non si avvererà mai.
Si avvererà, ne sono certo.
E io sarò in prima fila.
Al fianco di tua madre.
Maestro...
Allora sei ancora qui, Carolina.
- Perseveranza, costanza... - E sacrificio.
(in napoletano)
Sei troppo indietro. Non sai nemmeno leggere.
Ah, sì ?
"Anna...
..Bolena.
Tragedia...
..lirica in due atti."
Non so leggere ?
Non parli bene l'italiano.
Non posso prenderti nella mia scuola.
Perché ?
Perché da domani ti darò lezioni private.
Davvero ?
Davvero.
Salta soltanto una lezione e sei fuori, è chiaro ?
Chiaro.
Questi li puoi tenere, me li riporti dopo. Prego.
Carolina, sai cosa sono questi ?
- Quadri. - Sì, certo che sono quadri
ma cosa rappresentano questi quadri ?
Rappresentano delle famosissime cantanti
come la Malibran, Giuditta Pasta, poi abbiamo la Genna
e la Lentini. Cosa le accomuna ?
- (in napoletano) - No.
Ognuna di loro è stata la più grande della propria epoca.
Ecco, tu a loro ti devi ispirare, Carolina. A loro.
(in napoletano)
Carolina, io non ho mai visto nessuno imparare come te.
E sono convinto che, se continuerai così
su quel muro ci sarà posto pure per te.
(in napoletano)
Carolina, non te l'ho voluto dire prima per non agitarti
- Ma la tua scalata parte stasera. - Stasera ?
(in napoletano)
Appunto. Sarai tu a partecipare.
(in napoletano)
Antonia ha battuto tutte le altre, ma non te.
(in napoletano)
Carolina
il canto è anche competizione. Non si vince in due.
Lo vuoi fare questo gioco, sì o no ?
(in napoletano)
Va bene. Allora darò la parte a Maddalena.
- (in napoletano) - Giovanni, prepara la carrozza !
Andiamo dai Bellerio. Devo parlare con Maddalena.
(in napoletano)
- Sicura ? - Sì, canterò.
(in napoletano)
Carolina, hai visto che bello ?
Me l'ha regalato Giacomo.
Stasera viene anche a vedermi.
Antonia.
- (in napoletano) - Signorina Antonia.
- Sì ? - E' attesa fuori.
Sicuramente è lui che vuole farmi gli auguri.
Noi parliamo dopo. Tieni.
Allora è vero quello che mi è stato riferito.
Ha un magnifico vestito. Mi perdoni, non mi sono presentata.
Sono la contessa Alida Visconti.
- Giacomo Lotti è mio marito. - Come sta suo marito ?
- E' successo qualcosa ? Sta bene ? - Certo, mia cara, sta benissimo.
Ed è dov'è giusto che sia, a casa.
Giacomo ed io teniamo molto alla sua carriera
e non vorremmo che qualcosa potesse comprometterla.
Un incidente, un raffreddore, strane voci che girano...
- Che voci ? - Che si sia fatto irretire
da una ragazzina convinta di essere sua figlia.
- Mia madre ha detto che... - Chi ?
Tua madre non ha mai accettato che Giacomo abbia preferito me
- E farebbe di tutto per vendicarsi. - Non è così.
Invece sì, ma per fortuna Giacomo lo ha capito
e ha chiesto a me di darti questa.
- Che cos'è ? - Dei soldi per il tuo sostegno.
- Io non le credo. - Se non credi a me, credi a lui.
Ti ha scritto un biglietto.
Buona fortuna per la tua esibizione.
Antonia.
(in napoletano)
(piangendo) Lui non verrà.
(in tedesco)
(in tedesco)
[CANTA]
Scusate. Scusatemi.
Scusatemi.
Antonia.
Cos'è successo ? Eh ?
- Cari amici milanesi... - Ehi.
Anche quest'anno ho ascoltato voci magnifiche e ne sono lieto.
E per ringraziarvi, ho una sorpresa per voi.
Anch'io voglio partecipare alla gara.
Non in prima persona, ovvio (ride)
ma omaggiandovi di un'esibizione che vi lascerà a bocca aperta.
Una cantante straordinaria.
Meine Damen und Herren, ecco a voi...
Sarrasine !
[VOCALIZZI]
Brava !
Abbiamo una vincitrice ?
Se tu e tua sorella vi giocate la carriera
la colpa è soltanto tua.
Ma di che parla ? Eh ?
Se siete tutti d'accordo...
Aspettate.
Tu chi sei ?
Solo Carolina Cuoio
allieva del maestro Crescenzi e figlia della soprano Maria Valli.
Voglio cantare anche io.
Vostra Eccellenza, è noto per la sua magnanimità.
Dunque non potrà non concedere un'opportunità
a questa giovane e talentuosa cantante.
Che meraviglioso coup de théatre !
Sentiamo, che brano vorresti cantare ?
- Casta Diva. - Casta Diva ?
Che scelta !
Allora abbiamo davvero coraggio !
Il palco è tutto tuo.
# Casta Diva.
# Casta Diva
# che inargenti
# queste sacre
# queste sacre
# queste sacre antiche piante.
# A noi volgi
# il bel sembiante.
# A noi volgi
# a noi volgi il bel sembiante.
# Il bel sembiante.
# Senza nube e senza vel. #
(in coro) Brava ! Brava !
(in tedesco)
Te l'avevo detto.
[RESPIRO AFFANNOSO]
[PIANGE]
Sottotitoli Rai Pubblica Utilità
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