Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Punjabi
Quechua
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
(in napoletano)
- Questa è polvere di riso. - Pizzica !
Questa è per le labbra.
Guarda che bella.
(in napoletano)
Basta.
Adesso mettiamo il vestito.
Vieni.
E' stretto...
(in napoletano)
Sei bellissima.
Si può avere da bere o no ?
Il signore ha chiesto da bere.
Sì.
Ecco.
Sbaglio o il nostro patto è che vi davo da mangiare e dormire ?
Ora addirittura le vuoi tutte e due cantanti.
Non ti preoccupare. Ci penso io a trovare i soldi per le lezioni.
E' stato il maestro Crescenzi a insistere per Carolina
io ne avrei fatto a meno.
- Eccoci. - Ecco.
Non facciamo tardi il primo giorno di lezione.
Vi consiglio di non fare tardi stasera
se volete ancora mangiare e dormire.
Andiamo.
Carolina.
(in napoletano)
Stai davvero bene.
(in napoletano)
Scusi un momento. Carolina !
Ciao. Sei...
(in napoletano)
Stavo per dire "bellissima".
- Come mai questa metamorfosi ? - "Meta..." che ?
(in napoletano)
No, vuol dire "trasformazione".
Mia sorella deve andare a lezione di canto e il maestro vuole pure me.
(in napoletano)
Carolina, allora ? Andiamo.
(in napoletano)
Ha ragione il maestro. Quando canti, sei un angelo.
Che ?
Niente. Poi ne "parlammo".
- Chi è? - "Nisciuno".
Inizia a parlare bene.
- Scusi, quanto devo aspettare ? - Mi scusi. Eccomi.
Le migliori fra le mie allieve ambiscono alla Canobbiana
alla Scala.
Qui la retta si paga in anticipo.
Non diceva che avrebbe fatto qualsiasi sacrificio
- Per le sue figlie ? - Sì. Infatti, troverò un modo.
Maestro.
Con permesso.
- Marchesa. - Maria.
Senza volerlo, ho ascoltato.
Se le interessa, io e mio marito stiamo cercando una domestica.
Quella che c'era prima
ha avuto la brillante idea di restare incinta.
Grazie, marchesa, ma ho già un altro lavoro.
- Maria. - Cosa vuoi, Giacomo ?
Sono venuto qui per te. Possiamo parlare ?
- Di cosa ? - Dimmi la verità.
- Che ti è successo in questi anni ? - Niente che ti riguardi.
- Voglio solo aiutarti, Maria. - Avresti dovuto farlo anni fa.
Oggi canterete tutte lo stesso brano.
Maestro.
Questo è un mio arrangiamento su un pezzo di Schubert.
- Prego, Maddalena. - Grazie.
Prego.
Questo lo dà alle altre, grazie.
(in napoletano)
- Cominciamo da lei, Maddalena ? - Subito.
- (in napoletano) - Ascolta.
Cominciamo ?
Prego, maestro.
[CANTA]
Bene. Ottimo. Precisa e pulita, come sempre.
Anita, tocca a lei. Anita !
- Nemmeno il tuo nome sa. - Antonia, maestro.
Antonia, Anita... Sempre con la "A". Avanti.
Stesso brano, dallo stesso punto
ma con più messa in voce, mi raccomando.
Prego, maestro.
[CANTA]
Bene. Ben fatto.
Carolina, tocca a lei.
Stesso brano, ma dal battere. Prego.
(in napoletano)
[BRUSIO E RISATINE]
Dall'attacco.
Prego, maestro.
Allora ?
Beh, certo, un po' di emozione è comprensibile. Ricominciamo ?
Maestro.
Se non la conosce, può leggere, no ?
Lei non sa leggere.
No.
Soltanto lo spartito o anche l'italiano ?
(in napoletano)
Se non vi mettete in pari, non posso tenervi qua
è evidente. Prego.
Carolina
questo è un mio regalo.
Angelica, tocca a lei.
Maestro. Stesso brano, stesso punto. Cominciamo.
Mamma, io non volevo, te lo giuro.
(in napoletano)
Non lo so. Non lo so proprio.
Io non voglio che ci va di mezzo Antonia.
Nessuno lo vuole, ma il guaio resta.
Torna dentro. Ci manca solo di far arrabbiare Domenico.
O Carolina impara a leggere, o il maestro caccia pure Antonia.
- Ho capito bene? - Non hai una vita tua ?
E' la mia vita, visto che dovreste essere dentro a lavorare.
Non puoi insegnarle tu, come a Antonia?
Carolina non è Antonia.
E anche se fosse, i libri sono a Napoli.
Me li ricompri te ?
- Vieni con me. - Dove ?
Ho detto "cammina".
Aspettami qua.
E questo ? Dove l'hai preso ?
Torna al lavoro e non preoccuparti.
Quando saranno pronti i nostri documenti ?
Ne ho bisogno per trovare un secondo lavoro.
Inizia a non perdere questo. Vai.
[BRUSIO INDISTINTO]
Scrivi la "E".
- Questa è la "E" ? - Sì.
No ! Questa è la "E". Questa è la "A" !
Dai, vai a prepararti.
Ti ho lasciato la giacca sulle scale.
Però non è male.
Ce la farà.
Lei non è te.
Vai, o farete tardi.
- Sono felice che abbia accettato. - Grazie, marchesa.
- Mamma, io sono pronta. - Maddalena
ti ricordi di Maria, la madre di Antonia e Carolina ?
- Prenderà servizio da noi. - Marchesina.
La affido alla governante e ce ne andiamo.
Marchesa, preferirei che le mie figlie non sapessero
di questo.
Non si preoccupi.
Ottavia !
Trovo veramente incredibile che lei non capisca di cosa parli l'Alceste.
L'Alceste parla di amore, di sacrificio, di eroismo.
- Sono tutti sentimenti comuni. - Con parole difficili.
Qua non si tratta di parole diff...
Va bene, lasciamo perdere il testo e passiamo alla tecnica, avanti.
Ripetete con me.
Utilizziamo le "O", mi raccomando. Pronta ?
[VOCALIZZI]
Tocca a lei, prego. Avanti.
- Tocca a lei ! - Arrivo, maestro.
Non sto parlando con lei. Sto parlando con la sorella.
Prego.
Devo farle risentire le note ?
- No, maestro. - Meglio così.
Utilizziamo le "O", mi raccomando. Pronta ?
[VOCALIZZI]
Capisce, Carolina, come qua è omogeneo il colore ?
Qua non si tratta di spinta.
Si tratta, come si suol dire, di "gestione".
Sono le basi della lirica. Io non le posso insegnare, mi dispiace.
Ottimo lavoro, Antonia.
Come vede, ricordo il suo nome.
Maddalena, finalmente tocca a lei.
Prego.
(in napoletano)
Ssh ! Colonnello Falez, come mai qui ?
Antonia.
Ero curioso di sapere come vanno le lezioni.
- Quando il tuo debutto all'opera ? - Colonnello Falez.
Che meraviglia vederla.
Mia madre mi ha avvertito che sarebbe passato
- Non ho fatto in tempo a sistemarmi. - Maddalena...
Tu sei sempre bellissima.
- La carrozza è già pronta. - Avviamoci.
Certo.
Con permesso.
Un momento.
Questo vestito ti sta d'incanto
ma è lo stesso che ho fatto ordinare per la mia servitù.
- Sta cessa ! - Antonia ! Poi dici a me.
Che cos'ha ?
(in napoletano)
E invece era là per Maddalena.
Sai qual è la più grande paura di un nobile ?
Perdere tutto ciò che ha per diritto di nascita.
- Che c'entra ? - Tutto quello che otterrai tu
sarà grazie al fatto che sai cantare.
Per questo Maddalena ti temerà sempre.
Fa bene, perché diventerai una grande cantante
e lei non se la ricorderà nessuno.
Che fai ?
Scrivi ?
(in napoletano)
- Che cosa ? - Leggere e scrivere non fa per me.
Peccato, perché così non saprai mai cosa c'è scritto.
(in napoletano)
Una lettera dal conservatorio di Napoli.
Ti prego, Domenico, leggimela !
Dovrai farlo tu.
(in napoletano)
"Gentilissima signorina, siamo spiacenti
nel doverla informare che lo studente Saverio Nappi
non è più nel nostro conservatorio."
E dove sta ora ?
Con lo zio ? A Roma ?
(in napoletano)
Gli hanno fatto quella cosa ?
Lo hanno castrato ?
"Dal giorno 23 non è più venuto a lezione.
L'ha cercato anche lo zio, nessuno sa dove si trovi.
Ci spiace non poterle dare informazioni più precise.
Distinti saluti. Il direttore del conservatorio."
- (in napoletano) - Sì.
- Perché dovrei mentirti ? - Sperare che arrivava qua
era l'unica cosa che mi mandava avanti.
(in napoletano)
Ora ci si è messo pure Crescenzi.
Se non imparo a leggere, caccia me, mia sorella
e mia mamma mi odierà ancora di più.
Posso insegnarti io a leggere.
Sì, ti insegno io.
Vedrai che il resto si aggiusta da sé.
Io non ho soldi per pagarti.
Non tutto si paga.
Poi, quando diventerai famosa, mi farai scrivere la tua biografia.
E' una cosa brutta ?
No, significa che vorrei scrivere la storia della tua vita.
(in napoletano)
(in napoletano)
Grazie.
Prego.
"Dal giorno 23, è andato a Roma con lo zio."
Perché le hai mentito ?
Per evitare di darle un altro dolore.
O per toglierti di mezzo un rivale.
Ora ho capito perché sei lontano dalla rivoluzione.
Non è come pensi tu, Olimpia.
- Ah, no ? - No.
Giusto. Tu la rivoluzione la fai con le parole.
Per fare la rivoluzione, serve una rivolta popolare.
Va pensata, organizzata. E poi ci vogliono i soldi.
Domenico Bernasca è stato chiaro, non fa sconti.
O glieli diamo tutti, o si tiene i fucili.
Allora si vede che non sei così bravo con le parole.
Se sei così brava, perché non ci vai tu a convincerlo ?
Ah, no. Appena esci di qui, ti arrestano. Non puoi.
[CANTA]
Magnifica. Come la donna che le ha insegnato a cantare.
Maestro Crescenzi, lei fa un lavoro sempre straordinario.
In questi giorni, sarò alla Canobbiana col mio spettacolo.
Magari lei e sua madre potreste venire a vedermi.
Sarebbe un onore per me.
Sì.
Bene.
(in napoletano)
Carolina ! Antonia !
(in napoletano)
Dimenticavo. Prima di Natale, mia madre organizza sempre
un tè a casa nostra.
Se vi fa piacere, siete le benvenute.
Ci sarà anche il tenore Lotti.
Tieni.
(in napoletano)
[SBUFFA]
Carolina.
Carolina, Antonia.
> Benvenute.
> Come state ?
> Di qua. E' una festa carina. Non vedo l'ora di presentarvi tutti.
Incontrarci inizia a diventare una piacevole abitudine.
Prego, accomodiamoci.
Prego.
Mandi Maria a servire il tè.
- Ma sua madre diceva che... - Fai come ti ho detto.
Ora, sarà servito uno squisito tè giapponese.
Colonnello, ha già conosciuto Antonia ?
Ha ricevuto i complimenti da Giacomo Lotti in persona.
E non si sarà scordato di Carolina, sua sorella
nonché il nuovo talento del maestro Crescenzi.
Certo.
Come scordarsi di Maria ?
Marchesa...
Perdonatela, non è ancora pratica. Ha preso servizio da poco.
- Tu non meriti tutto questo. - Non ti intromettere.
- Mamma... - Ssh !
Maria, che aspetti ?
- Pulisci. - Sì, marchesa.
(ridendo) Vuole già essere licenziata ?
- 'Sta stronza... - Zitta !
Mi tolga una curiosità, Maria.
Ha insegnato lei a cantare ad Antonia ?
Sì.
Io scommetto che è brava quanto lei.
E visto che qui c'è un pianoforte... Permette, marchesa ?
- Prego. - Che ne dice di un duetto ?
Io scommetto di sì.
Ma certo ! Canta per noi. Un omaggio al colonnello Falez.
- Falla un tono sotto. - No, devi fargli vedere chi sei.
# Là ci darem la mano
# là mi dirai di sì.
# Vedi, non è lontano
# partiam, ben mio, da qui. #
# Vorrei e non vorrei
# mi trema un poco il cor.
# Felice, è ver, sarei
# ma può burlarmi ancor
# ma può burlarmi ancor. #
# Vieni, mio bel diletto ! #
# Mi fa pietà Masetto. #
# Io cangerò tua sorte. #
# Presto, non son più forte !
# Non son più forte !
# Non son più forte !
# Vieni ! Vieni !
# Là ci darem la mano. #
# Vorrei e non vorrei. #
# Là mi dirai di sì. #
# Mi trema un poco il cor. #
# Partiam, ben mio, da qui. #
# Ma... #
[COLPO DI TOSSE]
Maria, che succede ?
Scusate.
Con permesso.
Colonnello, mi perdoni.
[RESPIRO AFFANNOSO]
Maria, mi dispiace.
Mi dispiace davvero, non volevo.
Ora ti dispiace ?
Da quando ti ho rivista, non faccio altro che pensare a te.
Cosa ti è successo ?
Dov'è finita la Maria che amavo ?
Quella Maria non esiste più.
Sei stato tu il primo a ucciderla.
E oggi mi hai ucciso per la seconda volta !
- Io quella non la sopporto proprio. - Lasciala stare.
E' solo cattiva.
(in napoletano)
Tu non le fai cadere proprio niente.
Se per far diventare famosa Antonia
devo svuotare i pitali dei Bellerio per tutta la vita
sono pronta a farlo. E' chiaro ?
Su, andate a cambiarvi.
- Chi ti capisce è bravo. - Perché non ti fai i fatti tuoi ?
Questa è la mia locanda.
Se vuoi saperlo, faccio fatica a capire perché la disprezzi tanto.
Io non ti ho mai chiesto di svuotare i pitali.
Questo non ti basta ?
No, non mi basta.
Non sono andata via da Napoli per fare la stessa vita di prima.
- (in napoletano) - Ricordati che ha detto mamma !
Faccio io, Antonia. Non ti preoccupare.
- Grazie, non dovevi. - Prego, Antonia. E' un piacere.
Colonnello.
Vai.
Maddalena, ci vediamo stasera.
- Guarda che l'ho capito. - Cosa ?
L'hai fatto apposta a farti cadere gli spartiti.
Pensi veramente che lui possa venire con la figlia di una serva ?
(in napoletano)
E' ovvio.
A tua sorella piace fare la baldracca.
- Che stai dicendo ? - Carolina !
Solo questo potete fare per uscire dalla miseria
- Le puttane. - Ah, sì ?
[VERSO] Maddalena !
Si può sapere cosa sta succedendo ?
[PIANGE]
Maddalena.
Prego.
Questa selvaggia per poco non le rompeva il naso.
Io mi chiedo se almeno hai provato ad educarle.
Ha ragione, marchesa.
- Chiedi scusa alla marchesina. - No.
- Ti ho detto di chiedere scusa. - (in napoletano)
(urlando) Chiedi scusa !
(piangendo) Scusa. Mi dispiace.
Le scuse non bastano.
Questa selvaggia e la sorella non sono adatte a studiare con lei.
Davvero non ha intenzione di fare niente ?
Disciplina e rispetto contano quanto il talento.
Per questo, ho deciso un periodo di sospensione.
Non solo per lei, Carolina. Anche per Antonia.
Le azioni hanno delle conseguenze.
Se lo imparerà
allora sarà veramente pronta.
> Crescenzi è troppo orgoglioso per ammettere di aver sbagliato
ma io no.
Sei licenziata.
Carolina, perché non siete da Crescenzi ?
(in napoletano)
Il guaio l'ho fatto io dando ascolto a Crescenzi. Vai a cambiarti.
- Maria. - Cosa c'è ?
- Che cosa ha fatto? - Ha tirato una testata
alla figlia della marchesa e mi ha fatto licenziare.
Non dici più niente ?
Mi chiedo: lo stai facendo per te o per loro ?
In che senso ?
Non mi sembra che gli stai migliorando la vita.
Te lo richiedo: lo stai facendo per te o per loro ?
Hai qualcosa da raccontarmi, oppure no ?
E tu ?
(in napoletano)
Ma nessuno può dare della zoccola a mia sorella.
Poi, ero nervosa per la lettera.
Saverio non è a Roma.
(in napoletano)
(in napoletano)
(in napoletano)
Come facciamo con le prove però ?
- (in napoletano) - Non parlare così.
(in napoletano)
- "S'arragg' ?" - Si arrabbia.
Ah.
Stringimi il corsetto, non possiamo far perdere il lavoro a mamma.
Piano !
# Si tu m' fai 'na casa n'miezz' 'o mare
# si tu m' fai.
# Si tu m' fai 'na casa, ammore mio
# si tu m' fai.
# Fravecate e penne d' pavun'
# trallallalà-lalà.
# Fravecate e penne d' pavun'
# trallallalà-lalà.
# D'argento e d'oro voglio fa' le grate
# pietre preziose li balcun'.
# Trallallalàla trallallalàla
# trallallalà-la-là-là.
# Ognuno dice, ognuno dice
# mo spunta 'o sole, mo spunta 'o sole.
# Trallallalàla, trallallalàla.
# Ognuno dice, ognuno dice
# mo spunta 'o sole, mo spunta 'o sole.
# Trallallalàla, trallallalàla. #
Ascolta, io non so che cosa stai combinando
ma non voglio che mi chiudano il locale.
Hai proprio un'ossessione per me.
- Ti sei messa a fare la puttana ? - Vuoi approfittarne ?
Non ho mai pagato una donna.
Comunque, questo non è un bordello, ci siamo capiti ?
C'è gente. Devo tornare al lavoro.
# Trallallalàla, trallallalàla
# trallallalà-lalà.
# Ognuno dice, ognuno dice
# mo spunta 'o sole, Mo spunta 'o sole.
# Trallallalàla, trallallalàla.
# Ognuno dice, ognuno dice
# mo spunta 'o sole, mo spunta 'o sole.
# Trallallalàla, trallallalàla. #
(in napoletano)
Ti ricordo che questa è casa mia.
- Che c'è qui dentro ? - Non lo so.
(in napoletano)
Che hai detto ?
So solo che mamma ci tiene molto. Se l'è portato da Napoli.
E' vera ?
E' ferro.
(in napoletano)
Ma di che cosa ?
Vedi che è importante saper leggere ?
[BUSSA ALLA PORTA] > Enrico !
Nasconditi, non ti deve vedere. Non la faccio entrare.
[BUSSA ALLA PORTA]
(in napoletano) Enrico, sono io, Carolina. Apri.
- Carolina. - Perché ci hai messo così tanto ?
C'è qualcuno ?
- No, nessuno. - Posso entrare ? - Meglio di no.
Stavo scrivendo. Guarda, è tutto in disordine.
No, no ! Di là... Poi, è molto...
Ciao.
Scusate, io... non volevo.
(in napoletano)
Aspetta, non è come pensi.
Lei è Olimpia, mia sorella.
Se la nascondo, è perché è ricercata.
E' una ladra ?
Non sono una ladra, sono solo una che vuole cacciare gli austriaci.
Lo faccio anche per te, sai ?
(in napoletano)
Io voglio solo sapere la verità su mia madre.
Di che parli ?
Puoi parlare tranquillamente.
Ci ha sempre detto che aveva imparato a cantare dalle suore
Ma l'altro giorno, Giacomo Lotti l'ha invitata a fare un duetto.
E io ieri ho trovato questi.
Ti dicono niente ? Li conserva come oro.
Tua madre ha mai cantato nella Norma di Bellini ?
- Chi ? - Casta Diva
- Gliel'hai mai sentita cantare ? - Sì.
E' l'aria che voleva imparare ad Antonia
per il provino più importante.
(in napoletano) Che c'entra ?
E' l'aria più famosa della Norma.
Quindi era una cantante d'opera ?
Perché non lo chiedi direttamente a lei ?
Perché finora mi ha detto solo bugie.
Forse c'è un modo di capirci qualcosa in più.
Vieni con me.
Maestro Lotti !
- Cosa ci fai tu qua ? - Disturbo ?
No.
So che le sembrerò sfacciata, ma ho bisogno del suo aiuto.
- Come mai ? - Per colpa di un malinteso
io e mia sorella siamo state sospese dalle lezioni del maestro
ma ho ripensato alle sue parole
e sono qui per chiederle se potesse mettere una buona parola
e farci riammettere.
Sai chi mi ricordi ? Me da giovane.
Anch'io ho fatto di tutto per arrivare.
Se avessi un briciolo del suo talento, non sarei qui.
Il maestro non ammette interferenze. Farò un tentativo.
Però, se io aiuto te, tu aiuti me. Con tua madre.
Noi ci conoscevamo già.
Voglio riallacciare questa nostra amicizia.
Affare fatto ?
Hai bisogno di un passaggio ? Vieni.
Eccomi.
Ho fatto il prima possibile.
Il cognome di tua madre è Valli, vero ?
Prima di sposarsi, sì.
Sembra che la prima alla Scala della Norma fu piuttosto burrascosa.
Io non sacc' leggere. Te l'agg dicer' n'ata vota ?
Sono sicuro che volevi dire: "Io non so leggere, Enrico
te lo devo dire di nuovo ?"
"Pur incantati dalla magnifica voce di Giuditta Pasta
spiace non aver potuto ascoltare nel ruolo
la giovane promessa Maria Valli
licenziata pochi giorni prima del debutto."
Licenziata ? Perché ?
Qui non lo dice, però nel mondo della lirica
le cantanti vengono licenziate quando si ammalano
quando hanno problemi con l'alcol, quando sono inaffidabili
oppure quando sono in attesa.
"In attesa" di che ?
Quando sono incinte.
Quando ci fu il debutto ?
26 dicembre 1831.
(in napoletano)
Carolina.
Carolina !
A cosa non puoi credere, Carolina ?
Stavi per debuttare alla Scala, sei rimasta incinta
e ti hanno licenziata. (in napoletano)
Leggere e scrivere non è roba per me.
(in napoletano)
Lo spettacolo doveva andare in scena nel 1831, quando è nata Antonia.
E' per questo che preferisci lei a me ?
(in napoletano)
e io di quella chiavica di Iginio Cuoio.
(in napoletano)
Davvero la musica l'ho imparata in orfanotrofio.
Le suore la usavano per farci pregare.
Ma a 16 anni capii che più che avvicinarmi a Dio
era il mezzo per riscattare la mia vita.
E grazie alla musica, trovai anche il vero amore.
Almeno così credevo.
[BRUSIO INDISTINTO DEL PUBBLICO]
Come in un sogno, arrivò la chiamata per la Norma
debutto alla Scala.
La proposta era solo per me, ma Giacomo era felice.
Almeno, così diceva.
Cercò la via più facile
la nobildonna che lo mantenesse, Alida Visconti.
Mi illusi di farcela da sola.
Non gli dissi niente, mi concentrai sulle prove.
Ma quando si accorsero delle mie nausee
mi buttarono fuori dallo spettacolo.
Si chiusero tutte le porte.
Nessuno voleva una donna incinta. Per di più, fuori dal matrimonio.
(in napoletano)
Fu l'unico che mi aiutò.
Solo che col tempo
capii che il suo interesse era un altro.
- Perché non sei fuggita ? - Ci ho provato.
Subito dopo la tua nascita.
Avevo anche superato il provino per una nuova compagnia
ma lo scoprì
e fece in modo che non potessi scappare più.
La mia voce non tornò mai più la stessa.
(in napoletano)
(in napoletano)
(in napoletano)
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.