All language subtitles for I Mostri Oggi ( 2009 ) Enrico Oldoni

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(RISATA E PAROLE NON UDIBILI)

(DIALOGHI NON UDIBILI)

(DIALOGHI NON UDIBILI)

(con erre moscia) Ciao, ragazzi. Saluta tuo papa.

- Oh! Allora, siete falliti o no? - Ancora no.

Strano, avevo sentito una brutta aria. ? - Salve. Suo marito è ai domiciliari? - (Donna) No, è in carcere.

- Potresti venire con noi. - Volentieri. - Non so. Sicuramen...

- Scusa. - Figurati. - Principessa... - Ciao, Diego!

- Ti trovo benissimo. - Ma non chiamami "principessa".

Be', hai sposato un principe, ti chiamo "principessa". E' qui lui?

Si, è qui intorno.

Io e Susanna torniamo da un viaggio nel sud dell'Inghilterra, nel Sussex.

Si è fatto un salto anche a Londra durante Pasta di Christie's.

- C'erano dei quadri straordinari. - Parte domani, torna in Africa.

(con erre moscia) Africa del nord, Sudafrica, Burundi, Marocco, Ruanda...

- Kenya. - L'unica senza "r"?

C'era un Cézanne, io te l'avrei fatto vedere.

- Mio padre ne ha due di Cézanne. - Due Cézanne? "Dodicianne".

(RIDE TIMIDAMENTE)

- Ora che ferro mi usi per andare in green? - Eh?!

- Che ferro usi per andare in green? - Be'... il sand. Il pitch!

- Ferro 6. - Brava.

Calma... Mettiti qua...

(PAROLE NON COMPRENSIBILI)

lo... rimango qui da sola.

Se mi dai il numero, io ti chiamo, ma se non me lo dai, come ti chiamo?

- Birbante...! - Sussurramelo. (SUSANNA SUSSURRA DEI NUMERI)

Si... (SUSANNA SUSSURRA)

- 3484...! - (sottovoce) Ssh! C'è mio marito!

Cera un Pinturicchio prima maniera... Era di una bellezza sconvolgente.

E' cachemire. Che era da restare a bocca aperta.

Avevo la sindrome di Stendhal.

Ma... Ma...

"Ma li mortacci de li stramortacci tua"!

Maiala, infame, ladra dell'Eva sbudellata...

...della maiala di quell'Eva della mia giacchetta di cachemire!

- Ma che cazzo è successo? Che è stato? - Ma chi cazzo è?

Ma chi è '"sta testa de cazzo"?!

8000 euro! (SUSANNA GRIDA IN SPAGNOLO)

E' andata in buca? E' andata in buca! La quarta buca!

Si, si, si! Si, si, si! Sei grande, sei grande! Si! Si!

Ciao! Ciao! Sono stata io, si!

(VOCIARE CONCITATO)

Grazie, grazie, cari! Grazie, siete veramente meravigliosi!

Troia! Vattene a fare in culo!

Grazie, siete gentilissimi! Glielo vado a raccontare come ho fatto.

Si, adesso vengo e ve lo spiego! Grazie!

- Ciao, grazie. - Ciao.

(Romeo) Scusi?

- Le sono caduti questi? - No. - 50 centesimi. - No.

- E' sicura? Perché stavano proprio qui per terra. - No, non sono miei.

Va be', me li tengo io, magari mi portano pure fortuna.

- Lei è di zona? - Dai del lei a me? - lo? No, perché'?

Anzi, stavo proprio dicendo: "Ora mi siedo"... Posso?

Grazie.

- Piacere, Giulietta. - Giulietta? Giura! - Giuro.

Io mi chiamo Romeo! Piacere.

Tante volte uno non ci crede: Giulietta, Romeo... invece...!

- Certo che... domenica è sempre domenica, eh? - In che senso?

E' una canzone che canta sempre mia nonna che fai...

..."Domenica è sempre domenica, si sveglia la città con le campane".

Non la conosci? Certo, questa è roba vecchia che...

(ROMEO SOSPIRA)

Va be', io... lo vado a casa.

- Ci siamo appena conosciuti, aspetta 5 minuti. - Mi stanno aspettando.

- Ti do un passaggio. - No, grazie, faccio da sola, sono abituata. Ciao.

- (Romeo) Ciao. - (Giulietta) Ciao. - Va be'. Ciao.

E ti pareva! E adesso io come faccio?

- Io vorrei sapere, come faccio ad attraversare? - Giulietta!

Arrivo! Eccomi.

Ma tu guarda come ha parcheggiato questa bestia! Siete incivili!

Ci pensa Romeo tuo. Guarda che roba!

Diglielo! Piano, piano, piano.

- Fermi tutti! - Piano. - (Romeo) Andiamo a farci un giro, che dici?

Vedi? lo abito dietro quei palazzi.

- Sai, io ti ho già visto. - Ah, si? E cosa facevo?

- Eri dal giornalaio qua dietro. - In via dell'Archeologia? - Si.

- Era di mercoledì? - Si. - Compravo "Tex Willer". Faccio la collezione.

- Lo so. - invece io non mi ricordo di te. - lnfatti.

Non ci rimanere male. E' che io quando cammino sono distratto, non guardo.

Anche perché... non so come ha fatto a sfuggimi un fiorellino come te.

- Un fiorellino io? - Si. - Ma vattene! - Dicevo sul serio! - Si!

Dove vai? Vuoi una gara? Vai avanti, ti do il vantaggio. Anzi, fermati!

- Vado indietro io che facciamo prima. Sei pronta? - (Giulietta) Si, e tu?

- (Romeo) lo sono pronto. - Vai! Arrivo!

(ridendo) No! No!

Be'? Dov'è andato?

Si. Era troppo bello.

"Fiorellino"... "Domenica è sempre domenica", si...

- "Bu"! - Ah! - Pensavi che me n'ero andato, eh? - Si!

Ma chi se ne va! lo sono il tuo angelo custode. Almeno per oggi.

(Giulietta) Perché solo per oggi?

(Giulietta) Wow!

- Insomma... - Era messa "strana" la bottiglietta. Vuoi provare?

- No. - Guarda che è facile. Dai, ti aiuto io! Tu prendi la mira.

Vai. Spara. Vai!

Spara.

Un po' più su.

- Perché guardi l'ora? Devi andare? - Chi? No, è che a volte si blocca...

Tu non preoccuparti, spara che stai andando bene, vai! Vai cosi.

Amore! Giulietta?

Tieni. Ti ho preso lo zucchero filato.

- Sei contenta? Mangia, senti com'è dolce. Com'è? - E' buono.

Qui ti diverti, gira velocissimo.

Tu non ci sei mai stata, è una cosa incredibile. Sembra che voli. Amore...

- Sei contenta, eh? - Hm. - Vai, divertiti! - E tu non vieni? - lo?

No, io non posso. Ma io ti guardo, amore mio!

Ti devo guardare la carrozzina perché qui la rubano. Ma tu non ci pensare!

- E' chiuso bene questo "coso"? Tutto a posto. - Grazie. - Vai! Diveniti.

Va bene? Vai. Vai, parti! Vai, amore, vai. Gira, gira!

- Ciao, amore! - Dopo te lo ricompro, non ti preoccupare!

(Romeo) Oh... Brava, amore!

Ciao, amore!

Romeo! Romeo!

Romeo!

ROMEO!

(Giulietta) E' mia!

(Giulietta) ROMEO!

(BRUSIO DEI TIFOSI)

(Romeo) Essere handicappati è brutto, ma almeno entriamo gratis allo stadio.

(Romeo) Oh! Oh, guarda!

(GRIDA DI ESULTANZA)

Si! Si! Totti!

Gol! Gol!

GOL! GOL!

GOL! GOL!

Allora... Mastro Lindo com'è arrivato?

Trebisonda vincente e Generale Custer piazzato a 10.000.

E allora...! Va bene, dai.

Scusa un attimo, eh? Devo prendere la medicina e ho i miei orari.

Un attimo solo! Un momento!

Non sto scherzando, aspetta un attimo!

(VERSO INDISTINTO)

Vai, vai, vai! Pappagone lo levi.

Mi lasci Condoleezza e me la giochi a 4. Va bene?

Oh, non lo... Aspetta un attimo, sto guar... Aspetta un secondo! Ah!

Mi hai fatto cadere... (SCHIANTO E VERSO DI SPAVENTO)

Non lo so cos'è successo.

Non lo so, devo... Forse... Ho sentito un botto, forse è un grosso cinghiale.

Aspetta che vado a vedere.

Forse è un cinghiale, può essere. Forse è un muflone. O un cervo!

Ah, no, meno male... Non è un animale.

Però mi ha sfondato il faro xeno! (LAMENTI DELL'UOMO)

No, vengo lo stesso. L'hai già vista?

Com'è, bella? Chi la monta? Chi è il "nano"? Ciminelli? Hmm...

L'hanno beccato a drogare. Va be', arrivo. No, ti ho detto che vengo!

- Vengo, vengo! Te', beccati questa. Arrivo, aspetta! - La scarpa...

"Maremma... infame"... (PAROLE NON UDIBILI)

Oh, mamma, che botta! Oh, mamma...

Dov'è la scarpa? "Maremma maiala"...

(dolorante) "Maremma infame"... Guarda dove mi ha buttato la scarpa.

Accidenti a lui... e il muflone.

Oddio...Aiuto!

- La mia scarpa. Aiuto! - Poveraccio, guarda come l'hanno ridotto.

Santo cielo! Ma cosa sarà successo? L'avranno investito?

No, sta lanciando un nuovo look. Certo che l'hanno investito, Stefania!

Fai qualcosa, Alberto, sei medico!

- Sono chirurgo plastico. Cosa faccio, gli tiro le rughe? - Tiralo su!

- Bisogna portarlo al pronto soccorso. - Tiralo su! - Tutto io devo fare?!

- Tiralo su! - Ma può farsi male!

(URLA DI DOLORE E DIALOGHI INDISTINTI) - (Alberto) Aiutami! - La scarpa!

- Attento alla giacca, l'ho ritirata stamattina in lavanderia. - La scarpa.

- Gli fa male la scapola. - No...! La scarpa. - L'altra scapola. Stia su.

Appoggialo qua! Fermo.

- Prendo il telo del cane, cosi lo adagiamo dietro. - Si. Prende il...

- Fa male qua? - Ah! - Fa male! Può essere rotto. Non tocchi! Stia fermo.

- Ah! - Anche qua. Dev'essere una costola. - (gridando) Sta meglio?

Perché urli? Mica è sordo, è ferito!

- La portiamo in clinica. - (Alberto) In clinica... Paghi tu? In ospedale!

Ma che fai con questo "cane"?! Mettilo là dietro! La, disteso!

Scusi. La prendo, si tenga. Piano che mi sporca!

- Venga qua. Su, dagli una mano! A fare del bene alla gente... - Ah!

Stia attento al mio specchietto!

(IL FERITO ANNUSA)

(Stefania) Allora, buonuomo, come va? Sta meglio? Vuole bere qualcosa?

- Dagli della grappa, ce l'ho nel cruscotto. - (Ferito) Che puzza...

- Prego. - No, no, no! - E' astemio.

- (Ferito) Fate presto. - (sottovoce) Ma guarda cosa doveva succedere.

(Alberto) Sai che facciamo?

- Lo portiamo al pronto soccorso, ti porto in studio... - Oh...! - Eh?

Dai, amore... Ti sembra il momento di mettermi le mani sotto le mutandine?!

- (Stefania) Mi fai fare anche un incidente! - Un altro incidente?!

Oh, Madonna... Dai, ti prego, Alberto! Piantala!

Scusa, scusa! Scusa, se dopo 10 anni di matrimonio mi "attizzi" ancora!

(Stefania) A voi maschi vi tira a prescindere!

- (Alberto) A prescindere da cosa? - Da tutto! Dal sentimento...

Voi donne siete pazzesche!

- A chi telefoni, idiota? - Chiamo i tuoi amici, i Colizzi.

Li avviso che arriviamo tardi, non...

- "Maremma"...! - "Arindinghete"! Allora non hai capito.

Se noi non usciamo da casa Colizzi...

...con il documento di avvenuto accertamento firmato...

...carissimo mio Alberto, tu finisci in galera e a me levano tutto!

- Perché siamo in comunione dei beni. - Ma vuoi portarlo all'ospedale o no?

- Si, voglio portarlo e andare via! - La fai facile!

Lo consegni, dici a che ora lo abbiamo trovato, dove l'abbiam... Ma dov'era?

Al semaforo di via "coso", dove c'è la rotatoria... Come si chiama?

Se la polizia vuole fare il verbale?

Gli dici: "Al semaforo di 'coso', dove c'è la rotatoria..."? Stefania!

(Ferito, sofferente) Via Foscari, angolo via Marconi...

- Ma uno che soccorre un ferito passa pure i guai?! - Cazzo, il bozzo!

- Quale bozzo? - L'ammaccatura che hai fatto uscendo dal garage.

L'abbiamo appoggiato proprio li, sanguinava, ha lasciato l'impronta.

Ecco, l'hai fatto tu! Poi, comunque, quel bozzo risale a 5 o 6 mesi fa!

C'è la data sul bozzo?! Stefania!

- Prega che non muoia. - Oh! - Se no, altro che Colizzi, finiamo in galera.

(VERSETTI DI STIZZA DI STEFANIA)

- Ma che fai? - Tu sei la rovina della mia vita!

- E' colpa mia se un poveretto è stato investito? - Hai fatto tutto tu!

Sei tu che hai detto: "Fermiamoci, vediamo cosa è successo..."

"..portiamolo in ospedale"! Hai fatto tutto tu!

- Tu sei completamente pazza. - E tu sei un coglione!

- lmpotente. - lmpotente?! - Si. - Tu sei una troia.

E poi ti sei contraddetta: a noi maschi non tirava a prescindere?

A tutti! Tranne che ate.

- Ma se ti ho sentito un sacco di volte fare: "Ah...!". - Fingevo.

- Ho sempre finto! Vuoi che lo fascia anche adesso qui? - Ma non fare...

(STEFANIA SIMULA UN ORGASMO)

Come sei bravo! Grosso... Godo!

- Sta scherzando! Sei una troia! - L'hai già detto. - Mi ripeto.

- E' finita! - Giuramelo! - Tieni giù le mani!

(VERSI E VOCIARE CONCITATO) Ahia!

(Ferito) Ma che succede?

- (Alberto) Ah! - Che due imbecilli. La scarpa. La scarpa. La scarpa...

Devo riprendere... la scarpa.

(GRIDA E VERSI DI DOLORE)

Mi fai male!

(VERSI DI SFORZO E DI SOFFERENZA)

Si sente male? Vuole che la porti all'ospedale?

No, no, no! Vada, vada!

(in toscano) Faccio da solo.

(ridendo) Ahia!

(VERSI E RISATE)

- Stupido! - Sei tutta spettinata. Guarda cosa mi hai fatto.

Vieni che ti sistemo, sciocchino. Sei proprio uno sciocchino!

- Adesso guido io, eh? - Perché sono stanca? - Non sai guidare.

- Sai guidare? - (con voce infantile) No! Vieni qui. Sciocchino!

(VERSI E RISATE)

Dai Colizzi!

- (ridendo) Sei terribile! - "Zoccoletta".

- Quel figlio d'una buona donna se n'è andato?! - Poteva almeno dire grazie.

Viviamo veramente in un mondo di bestie!

(IL CANE ABBAIA)

(IL CANE ABBAIA)

- (Remo) Va l'aria fresca al cane? - (Renzina) Con questo "fresco"...

- E poi ti vengono i dolori, Remo. - Renzina, fuori ci saranno 40 gradi.

- Eh, giustappunto. - Babbo...

E' cosi che va. Arriva l'estate, si va in vacanza... E si abbandonano i cani.

(Remo) D'altronde, oggi come oggi, per andare in vacanza ci vogliono i soldi.

Una famiglia grande come la nostra non può permettersela. "Dio Madonna"!

Sei nervoso. Sei troppo nervoso, Remo.

E io lo capisco che ci vuole coraggio.

E noi dobbiamo pensare che...

...che i sacrifici fatti per i figlioli sono benedetti dal Signore.

- Hai ragione, Renzina. Si, via, bisogna farlo. - No, eh? No...

Non fatelo, eh? Non fatelo!

Ma guardate, lo vedete? Guardate, povero cane, li abbandonato.

Ma lo vedete come soffre? Un po' di pietà, benedetto di dio!

Oh... babbo! Dio... hmm...! Hm!

Gia... Non importa "una sega" anche a loro.

- Babbo... dai, scendi. Fai quello che devi fare, forza. - lo scendo?

Vieni, Chicchino, vieni.

(TUONI)

(SUONO DEL CAMPANELLO)

Che ora è?

(CAMPANELLO INSISTENTE) Come piove. Vengo!

- (seccato) Chi è? - (Emilio) Professore, sono Emilio, il portinaio.

- Sai che ore sono? - Mi scusi se la disturbo.

Ho provato anche a chiamarla, ma mi dava come... staccato.

Per forza, l'avevo staccato.

Dunque, io le volevo parlare di una faccenda personale molto grave.

- Però, magari... - Si accomodi, venga dentro. - (Emilio) Posso?

- Prego, prego. - (sottovoce) Grazie, professore. - Prego.

- Venga, si accomodi. Si sieda li. - Mi scusi, professore.

- Mi dica. - Sto male, male, male... - Allora doveva andare dal medico.

- Io non dentro, che posso fare? - Il medico...

Mia moglie ha parlato con don Luigi, ma io dei preti mi fido e non mi fido.

Fa benissimo. La ascolto, Emilio.

- Eh... lo ora mi ammazzerei con una coltellata! - Si...

Però, siccome è notte... Si deve ammazzare a casa mia, di notte?

- Che posso fare per lei? - Si tratta di mio figlio. - Tonino sta male?

No, fisicamente sta bene, poverino...

- L'ho visto ultimamente, mi sembrava tutto a posto. - Lo studio va bene.

Si applica, è un ragazzo volenteroso.

Anche grazie a lei, perché lei ha cambiato mio figlio da cosi... a cosi.

- E' il mio mestiere, ho fatto quello che potevo. - Ha fatto anche troppo.

E quindi? Ma qual è il problema?

Il problema è che... mio figlio tutte le sere dice che va fuori a studiare.

Anche stasera ha detto: "Vado fuori, vado a studiare".

E invece sono venuto a sapere... che non va a studiare.

- Questo disgraziato va da un'altra parte! - Avrà una ragazza, è normale.

No... Mio figlio non è normale, professore.

Ma cosa fa di non normale? Cosa fa?

Ha un uomo! Mio figlio si vede con un uomo!

Capito, professore?

- Ma è sicuro? Sicuro sicuro? - Si.

Be'... prima non studiava, ora studia. Adesso è cosi, magari cambierà.

I ragazzi si evolvono di continuo, cercano sempre una loro identità...

- Da un momento all'altro possono cambiare... - Dice? - No, non lo so.

Dico cosi perché non so che dire. Non è il mio ambito, il mio campo.

Dice che riusciamo a farlo tornare normale questo benedetto figliolo?

Come il suo babbo e come il mio nonno e il nonno del mio nonno!

Ma come fa a sapere com'è il nonno di suo nonno? lo non so che dire.

Cerco di aiutarla. Speriamo. La speranza! Speriamo!

Professore, venga a pranzo da noi domenica.

- No. Professore, la prego, venga a pranzo. - Ma che vengo a fare? Non...

- Dai, magari lei ne canta due a mio figlio. - Ma che canto!

- Cosa canto? Gianni Morandi? - Professore, guardi...

Faccia il bravo, andiamo. Vada a dormire, vedrà che si riposa...

lo sono convinto che la ascolta perché la stima tanto.

Le faccio preparare la zuppa di farro da mia moglie, che le piace tanto.

E' un problema che dovete risolvere in famiglia, è una cosa vostra, io...

- La zuppa di farro? - Si.

- Magari vengo, però... sono sicuro che non potrò: fare molto. - Grazie.

Magari chieda a sua moglie se mi fa anche... il coniglio con le olive...

Si. Va bene, professore, lo farò. Allora la aspetto a mezzogiorno, eh?

- Faccio fare i fagioli all'uccelletto che le piacciono tanto. - Grazie.

- La aspetto a mezzogiorno. - Si, ci vediamo domenica. - Grazie. - No, no!

(sottovoce) Vaffanculo...

Domenica sono a pranzo date.

Bene. Farro... e coniglio.

Fa anche i fagioli all'uccelletto.

- Buongiorno! - Buongiorno, Elda! - Sono andata dalla signora Giletti.

Mi si è rotto il forno. Ho gente a pranzo e non so come fare.

Buona domenica!

- Vuole ancora vino? - Grazie.

Userò delle parole semplici perché io non ho la cultura che ha lei.

Però io, vede, non conosco l'amichetto... di mio figlio.

Perché se lo conoscessi, questa persona dovrebbe sapere certe cose.

Certe cose a questa persona bisognerebbe dine.

- Quali cose? - Che tuo fratello va anche con gli altri, non solo con lui.

- Professore, non è vero niente, non gli dia retta. - Adesso non esagerare.

Non esagero. Fammi sfogare, che questa faccenda sta andando avanti da mesi.

Babbo, stai diventando ridicolo.

Smettila.

Ora sono io quello ridicolo, capito? Ora sono io ridicolo.

Vedi la tua mamma? E' stata la prima, l'unica e l'ultima donna che ho avuto.

(Emilio) Gli sono sempre stato fedele.

Guarda, io voglio anche ragionare "moderno". Accetto tutto.

Anche di avere un figlio "finocchio".

Tu vieni a casa e mi dici: "Babbo, mi piace un uomo".

Bene, se ne parla. Che problema c'è? Però tu a quest'uomo devi dire tutto.

Gli devi dire di Leopoldo il fornaio...

...gli devi dire del ragionier Papini, quello del terzo piano scala C...

...e di tutti i militari della caserma Goffredo Mameli che tu bazzichi...

...e "dulcis in fundo"... che tu vai anche con le donne.

- Anche con le donne?! - Si. lo sono il portiere del palazzo, io so tutto.

Secondo te, chi ha messo incinta Urania, la badante della palazzina B?

Urania, quella...?

- Tuo fratello! - Basta dire queste cose, va bene?

Queste cose devi dirle a questa persona. Hai capito o no?

Lo... sono veramente...

Voi mi accogliete in casa vostra come se fossi uno di famiglia...

...e mi mettete al corrente dei vostri problemi, ma io non posso farci nulla.

Sono affari vostri. lo... mi spiace, ma devo andare, non posso stare qui.

C'era il coniglio che le piace tanto!

Magari, me lo mette in un fundo...

...me lo porta su oggi e stasera io lo scaldo e lo mangio, perché ci tengo.

- Però adesso, scusatemi, ma... - (Tonino) La accompagno.

No, tanto conosco la strada, grazie. Continuate pure. Mi raccomando, eh?

Grazie ancora.

Babbo, accidenti ate! Sei contento adesso?

Davide! Davide.

- Ssh! Taci. - Non crederai alle cazzate che si è inventato mio padre?

Fuori possono fare che vogliono!

MA NEL MIO PALAZZO NO, PER DIO!

(Elda) Emilio, basta! Calmati! Ti sale la pressione!

(Elda) Se n'è andato, basta!

E poi, il mio bimbo non ha fatto tutte quelle cose che hai inventato tu.

(Emilio) Vorrei anche vedere.

Me la voleva fare sotto il naso. Ma io sono stato più furbo di tutti.

Visto il professore com'è andato con la coda fra le gambe, zitto zitto?

Adesso mi spiego tante cose: i ritardi e le bugie.

Esci dalla mia vita, non ti voglio più vedere. Mai più! Via! Via!

Davide. Davide!

Davide, aspetta, dove vai? Davide, aspetta, Davide!

Troia!

Al lavoro ci manchi tanto. Sei fortunata, Alessia, proprio fortunata.

Si, fortunata... ma senza più lavoro.

Ma in compenso hai trovato un bravo ragazzo, che ti vuole bene.

Il problema è la mia famiglia.

Sono io che porto i soldi a casa e mio padre ne soffre.

Anche perché poi lui il lavoro l'ha perso.

- Va be', io vado. - Però ricordati, Alessia, l'amore prima di tutto, eh?

- Ti voglio bene, tesoro. - Anch'io!

- Ciao. - Ciao.

(Amica) Ciao, tesoro!

12 verticale: "Contrario di 'nobiltà'". Sette lettere...

"Volgarità". No.

"Fe-ten-zi-a".

- "Miseria". - Ecco, appunto. (RUMORE DELLE CHIAVI NELLA PORTA)

- Alessia è tornata! - (Alessia) Ciao, sono io!

- Ehi. - Ti aspettavamo la settimana scorsa, sai che è un brutto momento.

- Sei impazzita? - Fai parlare me. - Ma che hai combinato? - Oh!

- Niente, mamma, che ho combinato? Niente. - Niente...

- Il nonno dov'è? - E' di là. - Ah, eccolo là.

- Nonno! Come stai? - Ciao, bella. - Ciao!

- Devi vedere una cosa meravigliosa. - Cos'è? - Una cosa stupenda!

Vieni con me, guarda qua.

- Guarda qua, ecco. Questo è il mio computer! - E' bellissimo!

Ma ora devi farmi un piacere: te ne devi andare perché devo Cos'è.

Scusa, eh?

Perdonatemi, ma ho avuto un po' di cose da fare. Novità?

Purtroppo non buone. Domani mattina si portano via il televisore nuovo.

- Veramente?! - Meglio cosi, tanto non danno mai niente di buono.

- Ecco. - (Alessia) Scusate, che significa che ve lo portano via?

- Alessia, se lo prendono e se lo portano via. - Si, ma chi? I ladri?

Ma sei scema? I ladri ci avvertono prima di fare il furto?!

- Ce lo sequestrano! - Sentito? - Mi dispiace, papa.

- Mancavano solo? rate, ti rendi conto? - Non sono 7, sono 4!

- No, è una sola! - Stai zitto! Vaffanculo.

(Michele) Per una rata di merda abbiamo perso il televisore.

Avessimo avuto il tuo lavoro, ci avresti dato una mano. Giusto,Adele?

Certo che si risolveva.

Va be', papa, ma questa è la vita. Che ci volete fare?

Fa un po' freddo qui. I termosifoni?

- Quelli ci sono, ma sono al minimo. - Teniamo tutto al minimo.

Anche la pensione di tuo nonno è ai minimi termini.

Aumenta tutto nella vita, tranne la pensione di mio padre. Vero, papa?

Sto po! Non lo vedi?

- E la tua di pensione, quella di invalidità? - Niente da fare.

E il tuo amico che lavorava in Comune e che era disposto ad aiutarti?

- E' in galera. - Adesso è tuo padre che deve aiutare lui.

Sperando che qualcuno aiuti noi...

...altrimenti va a finire che andiamo in galera io, tua mamma e tuo nonno.

Stacca i fili della televisione.

- (Adele) Li stacco? - (Michele) Certo, è inutile tenerli in vita!

(PAROLE NON UDIBILI)

(sottovoce) Non posso guardare tua madre, mi fa pena...

(Michele) E' peggio di uno straccio. Guarda com'è ridotta.

E dire che abbiamo fatto un sacco di sacrifici per te.

Ci siamo trasferiti al nord per darti una vita migliore: istruzione...

...agiatezza, conoscenze... soprattutto un buon lavoro.

Ma tu l'hai voluto perdere. Che posso farci?

Questo senza volerti creare nessun senso di colpa, lungi da me.

Ma devi sapere che questa settimana abbiamo mangiato carne solo una volta.

Pensa, passano le mucche sotto il balcone e ci salutano cordialmente.

Frutta e verdura, non parliamone proprio, sono arrivate alle stelle!

Ma si va avanti. Che possiamo fare? Il Signore ha deciso cosi.

Vieni, bella del nonno! Vieni a vedere!

- (Nonno) Sto chattando. - Ah, si!? E con chi stai chattando adesso?

Adesso sto chattando con un generale dell'Anna.

Una brava persona. "Summe" .

Si chiama "Curtatone" perché è "curto". E' del '48.

E' una brava persona. Una persona veramente intelligente e colta.

Ha un solo difetto: è un po' "scassa-cacchio"!

Ma io gli mando un'e-mail e glielo dico, cosi lo trova proprio scritto.

Vedi? Guarda. Eh... E' intelligente.

- Ecco, guarda. Stai vedendo o no? - Come no. Guardo.

Ma ci capisci qualcosa?

- Papa! - Eh? - Il nonno sta chattando con il computer spento.

Lo so. Quello l'ho preso in offerta, qualche difettuccio ce l'hanno sempre.

Ho preso la borsa delle tue cose.

Vieni qua.

- Tu sei felice con il tuo fidanzato? - Si.

Per noi questa è la cosa più importante. Quello è musulmano, eh?

- Si, ma perché? - Niente, io non ho niente contro questa "razza".

Mica sono razzista. Solo che la domanda sorge spontanea.

Un ragazzo di una cultura diversa dalla nostra, che ti fa lasciare...

...un lavoro importante come il tuo,è l'uomo giusto o è un uomo da niente?

- Ma che stai dicendo? - Puoi anche non rispondere, ho fatto una domanda.

Sei felice? E questa è la cosa più importante, non ci importa altro.

- Papa, dimmi che ce la fate anche senza di me. - Si...! Come no!

Che problema c'è? E' la mamma che è esagerata. Sai com'è la mamma.

Io sono l'uomo della casa. L'uomo forte, ottimista!

Se non sono forte io, chi porta il sostegno? Non posso cedere.

Altrimenti... se cedo io... (MICHELE PIANGE)

Papa. Papa! (MICHELE PIANGE)

Papa, per piacere...

(Michele, piangendo) Tu sei senza lavoro e a noi chi ci aiuta?

- Papa, non piangere. - (piangendo) lo non ho un lavoro.

- Papa... hai detto che sei un uomo forte. - (Michele) Ho sbagliato.

Hai voluto lasciare il tuo. Come facciamo? Chi ci aiuta a noi?

Dacci una mano, torna a lavorare!

- Per piacere! Non sta bene, dai. - (Michele, singhiozzando) Scusa.

La dignità innanzitutto, scusami.

- Tu sei felice con lui? - (Alessia) Si. - E non ci importa nient'altro.

- Non ti preoccupare. Vi amate? - Si, ci amiamo tantissimo.

- E questo è importante. Come si chiama? - Ali. - Ah...! Bello.

Il cognome non è Babà, no?

Qui ci sono tutti i tuoi ricordi da bambina: ho messo pure i bavaglini...

...i tutù di danza e i vestitini della cresima e della comunione.

Quello del battesimo non l'hai messo? Cosa deve fare con tutta questa roba?

- (Nonno) Si può sempre vendere. - Eh? - Si può sempre vendere!

- Facciamo sentire a tutto il condominio! - Vai, che è tardi.

- Ciao, nonno. - (Nonno) Ciao, bella. Scrivimi, hai capito?

- Magari mi mandi una "mail". - Non dargli retta. - (Alessia) Ciao, mamma.

- (Adele) E vai piano, non correre. - Ciao, papa.

- Hai la patente? - Non ho neanche la macchina! - E cos'hai detto?

- Va be', allora vai piano per le scale, è la stessa cosa. - Alessia!

Se non lasciavi il lavoro, avresti la macchina e la usava anche il tuo papa.

- Papa... - Sto scherzando. Vai dritta per la tua strada.

Non pentirti di nulla e non voltarti mai indietro.

E se cambi idea e ti vuoi voltare, noi siamo sempre qua... tutti uniti.

- (piangendo) Ti aspettiamo. - (Nonno) Scrivi. - (Michele) Non ti girare.

- (Nonno) Scrivi. - Ciao, mamma. - (piangendo) Fa piangere anche me.

- Ciao. - (Michele) Ciao.

Eccoci qua.

- La cola... - Grazie. - Prego.

- (sottovoce) Ali. Puoi venire un attimo? - Un attimo, tomo subito.

Ciao, amore! Sei bellissima.

- Come stai? - Insomma, cosi cosi...

Il problema è che da quando non lavoro non li aiuto e non ce la fanno più.

Poi, con quello che guadagni tu...

Sostituto pizzaiolo al metro part-time e provvisorio?

Allora mi sa che questo è il problema. Questa è la verità.

Tu stai per dire quella parola. Ali, ti prego, non dirla.

- Non la dico. - Ho capito, però': la pensi!

Si che la penso. Si, la penso.

Senti, io non ce la faccio più.

Non facciamo altro che parlare dei tuoi genitori e del tuo lavoro.

Non sei cambiata affatto, Ale.

- Basta. - No, ti prego, Ali! - Lasciamo stare, basta.

(SQUILLI DEL TELEFONO)

- Pronto? Chi è? - Sono Alessia.

- Chi?! - Alessia!

Alessia! Perché chiami a quest'ora?

Papà, puoi alzare il riscaldamento!

E domani ti porto anche i soldi dell'ultima rata del televisore!

Che stai dicendo?

Sono tornata al lavoro, sono felice!

- Adele! Adele, è Alessia! Alessia al telefono! - Alessia?! E dov'è?

Mamma vuole sapere dove sei.

Come "dove"? Al solito posto, no?

Si, mi sono messa il vestito verde, quello che mi ha regalato "mammà".

Katia? Certo che te la saluto!

Allora? Quanto mi dai?

Senti, ma... quella che è al telefono laggiù...?

Ale!

Alessia! Questo vuole te!

Papa, aspetta un momento perché ho un cliente. Cinque minuti e ti chiamo.

Ciao! Ciao, ciao, ciao!

- Chi ha chiamato a quest'ora? - Eh?

CHI HA CHIAMATO A QUEST'ORA?

Era Alessia, papa. Finalmente ha messo la testa a posto!

(Speaker) L'ondata di cardo con temperature supra la media...

...ci regala un'insolita domenica di mare.

Chi può, è venuto qui sul litorale per scappare dall'afa della città.

Sono al mare, si sta "una favola"!

- (Ragazza) Tra il sole e George Clooney? - Posso farle una domanda?

- Un attimo. Dica. - Come reagisce al caldo soffocante di questi giorni?

- Ma che dice? Perché devo reagire? - Grazie. - Ma niente, è un cretino.

(Speaker) Mi scusi.

Cosa ne pensa di questa ondata di caldo?

Grazie.

Con questi 40 gradi all'ombra, lei riesce a seguire il campionato?

Lo stavo seguendo, ma proprio ora si è sciolto l'auricolare nell'orecchio!

- Si è attaccato tutto! - Ah, bene. - Bene... L'orecchio è il mio!

- (Ragazza) La televisione! - Davvero? - Si... Te l'ha detto.

Ehm... voi state bene al mare?

- Benissimo, solo che con questo caldo la macchina diventa un forno. - Cioè?

Lei non lo sa, ho lasciato la macchina accesa col condizionatore "a palla".

- Cosa guardi? - Tatuaggio interes... Ma come ti sei vestita? Sei strana!

Tu sei strano. lo sono coerente, noi dovremmo essere in montagna!

Ma siamo al mare, sei l'unica...

Vuoi un brodo caldo, un gulasch, la polenta, un tè, qualcosa che scaldi?

- Vorrei che tu stessi zitto. - Perché è vestita cosi? - Perché...

- Dillo se hai coraggio. - Perché... - Dai. - Perché... - Rispondi!

- Mi fai caldo. - lo?! - Secondo lei io dovrei mettermi il costume?

- Grazie. - Non è una risposta, è una domanda. - Senta...

(Speaker) Vedo che lei non teme il buco nell'ozono.

So che la gente "sono preoccupati", ma io tutto questo buco non lo vedo.

Ma quale buco dell'"ozoto", buco dell"'ozoto" e buco dell'"ozoto"?

Ma ragazzi, una cosi bella giornata, in pieno inverno, il "30 febbraio"...

...non è la fine del mondo!

La fine del mondo? E' piccolo!

- Chi è? - Boh?

Professore, mi aiuti... mi salvi lei.

(sottovoce) - Bisogna amputarle tutt'e due le gambe. - Entrambe? - Le gambe.

- Si, entrambe le gambe. - Professore, mi salvi.

Io sono una ballerina.

Ti rialzerai... camminerai e ballerai ancora.

Io ti salverò.

(APPLAUSI E OVAZIONI) - Bravo! - Complimenti! - Bravo.

- Grazie. - E' la fiction dell'anno! - Speriamo. - Vedrai, facciamo il 30%.

- Adesso, tutti al buffet, che se no si fredda il sushi. - Carina.

Questa l'ho detta 15 anni fa. Purtroppo non posso essere dei vostri.

Ho un funerale, ma non voglio che vi rattristiate e lasciate l'entusiasmo.

Divertitevi come se ci fossi. Grazie ancora e a presto.

- A presto. - Ciao, Daniel. - Grande! - Bravo!

- Enzino... che piacere vederti. - Ciao. - Come va? Cosa fai qui?

Ho pensato... andiamoci insieme a salutare il povero Ghigo.

Ho fatto male?

(PAROLE NON UDIBILI) - (Uomo) Quello chi è? - Enzo. - Si.

Ah, già... Enzo. Oh, lui non ha più lavorato, eh?

Peccato che hai dovuto rinunciare al rinfresco. Qualcosa potevamo...

No... In un momento cosi... mi si è chiuso lo stomaco.

Poi, mettermi a parlare di audience e palinsesti con quei quattro stronzi...

(balbettando) Dicevamo: "Non ci perdiamo mai più di vista", invece...

- Quanti anni sono? - Dieci? - Forse anche 15.

Vedo che però quel difettino li non l'hai risolto: "Ta-ta-ta...".

- Ma sul palco vado dritto. - Si? Da quanto tempo non lavori? - Eh...

E' un bel po' di tempo, eh?

Diciamoci la verità, l'unico che faceva ridere era Ghigo.

Quando entrava in scena vestito da donna nuda, era grande, dai!

Tu eri il bello, lui faceva ridere e io non facevo né l'uno né l'altro.

Ma cosa dici? Non ti ricordi quando entravi tu con le mutande in testa?

- C'era un boato, veniva giù la sala! Cosa fai con questa mano? - C'è v...

- Il vento. E' un cabriolet. - (Uomo) C'è Daniel Costa! - "Uè"!

- Ti riconoscono tutti, sei famoso. - Lo so. I fan ti "succhiano"!

- Gli dai un dito, si prendono l'inguine! Chi lo diceva? - Ghigo!

Povero Ghigo...

- E' giusta la strada per San Giovanni sui Navigli? - E' la scorciatoia.

- La vita è una scorciatoia. - E quella della barca? Com'era?

Quale barca! "Tanto va la gatta al largo che la recupera il bagnino".

- Chi è che la diceva quella? - Ghigo. - Tutto Ghigo diceva?

Tu avevi le mutande, Ghigo diceva le battute, io cosa facevo?

- Sei più bello "vivo" che in TV. - Grazie. - Hai un autografo? - No.

- Se vuole glielo faccio. - Ecco. Mi tiene questo, per favore? La penna.

- Non ce l'ho. "Scialliamo"! - La penna. - Non ce l'ho. - Ce l'ho io.

- "Ad Adelaide..." - Qua?! - "..Carmelina, con tutto..." Scrivi.

"Con tutto l'amore della terra... il tuo per sempre Daniel Costa."

- Tutto qua sopra? - "Con infinita gioia e ammirazione." - Si...

- Magari metto una frase di getto. - Si. Vuoi scrivere qualcosa di tuo?

- No, grazie, basta cosi. - Grazie. - Vaffanculo. - Grazie, signor Costa!

Sai una cosa?

Io non ho mai avuto spessore drammaturgico. Roba più...

invece tu ce l'hai.

- Tu sei un vero artista. - Ti ho sempre invidiato. - Ma dai. - Davvero.

(Uomo) Buongiorno, signor Costa!

- Buongiorno. Mi controlli l'auto. - Certo. Facciamo anche una foto?

- E' una rottura di coglioni. - Ti conoscono tutti. - lo odio i fan.

Il vero lavoro non è il nostro lavoro, è avere a che fare con i fan.

L'altro giorno vado a pisciare, no? Mi fermo in un Autogrill per pisciare.

Mi metto nel cesso... Fingi di essere il cesso, di quelli a muro.

Mi metto davanti... e piscio.

A un certo punto, intravedo uno zoccolo di cavallino di fianco a me...

...con sopra un calzino a righe e un polpaccio peloso cosi.

Salgo... è un mostro, un camionista tutto unto. Nero!

Dico: "Speriamo non mi riconosca!". Mi giro ed è già li che mi guarda.

Lo vedo... "Daniel 'Crosta' l", subito con la mano cosi, tutta gocciolante.

Non sapevo cosa fare e ho fatto: "Amico caro!".

Mi sono pulito la mano su di lui ed è andato fuori "dai A un". Capito?

- E' successo anche a me. - Uguale? - A Lissone, da mia mamma.

- La signora Maria! Come sta? - Ti saluta.

- Scendo dalla tabaccaia, la Gina. - Me la ricordo, quella con...

Ha avuto una figlia. E mi chiede... Mi chiama, eh? Io...

- Mi dice: "Enzo, mi fai un autografo per mia figlia?". - Anche a te!

- lo... - Vedi? Gliel'hai fatto tutto "tartagliato"?

- No! Dritto, col disegnino. - Vedi, allora? E ti lamenti! - No, be'...

Ecco cos'hai! Non riuscivo a capire... Hai il parrucchino!

- Ma è...! E' bellino, però! Tutto acrilico, sintetico... - Ti piace?

Dopo mi dai l'indirizzo, eh? Stai bene! Hai fatto bene a fare teatro.

Una particina in una fiction non mi farebbe schifo.

Se vuoi parlo con il produttore. Però... ti vendi l'anima, eh?

Di fronte al mistero della morte, ogni parola che possiamo pronunciare...

...sembra, e forse lo è, inutile. (BRUSIO INDISTINTO)

Sarebbe opportune, invece, rimanere in silenzio, con le lacrime agli occhi...

...e una profonda pena nel cuore.

(Prete) E' Patteggiamento umano questo, più naturale e spontaneo...

...se di spontaneità si può parlare in questi momenti.

(Prete) Cari fratelli, siamo qui riuniti per dare l'estremo saluto...

...al nostro compianto Claudio.

- Claudio?! - Era il vero nome di Ghigo.

Ma non era Guido?

Claudio Guido Ghigo, sono quei nomi composti tipo Enrico Maria Salerno...

- Sei sicuro che sia la chiesa giusta questa? - San Giovanni sui Navigli.

"Dio, in Te vivono i nostri morti..."

"..e per Te il nostro corpo non è distrutto, ma trasformato..."

- Scusi, è San Giovanni sui Navigli? - Sant'Invenzio sui Navigli.

- Sant'Invenzio sui Navigli. - Sant'Invenzio... San Giovanni...

Andiamocene, non è la chiesa giusta.

- Sembra brutto andare via ora e ci hanno riconosciuto. - Anche a me?

Si, anche a te, certo.

- (Ragazza) Scusi. Possiamo fare una foto? - Visto? - Insieme?

(Ragazza) Ce la fa lei?

Grazie. Scusi, il telefonino.

- Ma che fai, vuoi restare? - Sembra brutto andare via proprio adesso.

- E Ghigo? - Ghigo è dall'altra parte della città.

Ora che arriviamo l'hanno portato via, è inutile andare.

- Dici? - Anche per rispetto nei confronti del nostro pubblico.

Come d'accordo, ho preparato i contanti.

- Ti fai pagare? - Chi? - Ti fai pagare per presenziare ai funerali?

- Quanto ti sei fatto dare? Quanti soldi ti danno? - Stai zitto, dai...

Scusi, mi può fare un autografo?

- Certo. - Grazie. - Come ti chiami? - Cecilia. - "Per la Ceci..."

"E condotto in paradiso con il Tuo fedele patriarca Abramo..."

- Grazie. - Grazie a te, Ceci. - Arrivederci.

- Carina. - (Uomo) Fatturiamo tutto o evitiamo?

Evitiamo, in un momento cosi evitiamo.

Mille sono per te. Eh? Mica male.

Lasciati servire.

Ma ne fai tante di queste cose?

Parecchie.

Mi offrono anche tanti matrimoni, ma pagano un po' meno e io non li faccio.

- (Tutti) Amen. - Se vuoi, li passo ate.

Non è che per caso ha qualche minuto per venire al cimitero?

- Ha già preso accordi con il mio agente? - No. - Allora non posso.

"Risorgeremo da Cristo a vita nuova. Per Cristo, nostro Signore."

(Tutti) Amen.

- Prego. - Vado su a dire due parole allora, eh?

- Claudio. - Claudio.

Ho un numero con il naso finto che è perfetto per il camposanto.

Ballo anche il tip tap. Sul marmo si sente...

Costa un po' di più.

Ah. "Sa". "One". Si sente? Ah! (FISCHIO DAL MICROFONO)

Mi toglie un po' di bassi? Grazie.

Claudio... Chi era Claudio?

Chi era?

Tutti voi lo conoscevate, Claudio era Claudio.

Per me era un nome che voleva dire "amicizia".

Un uomo... simpatico, allegro. (BRUSIO INDISTINTO)

Burlone, affabile, maturo. Ma duro!

Austero, asciutto... con i suoi lunghi silenzi che volevano dire mille cose.

Un uomo mite, buono... (BRUSIO INDISTINTO)

Ma torvo! Ma torvo.

Con quegli occhi penetranti, quello sguardo arcigno! Un uomo bello...

(BRUSIO INDISTINTO) ..dentro. Bello dentro.

Claudio era Claudio. Claudio era Claudio, lo conoscevamo tutti.

E forse, lo conosceva un po' di più... Il mio amico Enzo.

Ohi! Tushar, ma come guidi? Mi stai sballottando dappertutto!

(Tushar) Mi scusi, baronessa.

Buongiorno, baronessa.

- Ma chi è? - E' donna Luigia Coletti- Bon. - Ah, quella fanatica!

Mi ricordo... si dava da fare con tutti i ragazzi dei Parioli.

Mamma mia! Però il marito gli ha reso la pariglia, l'ha riempita di coma.

(Baronessa) Un paio di volte gli ho dato una mano anch'io!

Che meraviglia, io qui ci venivo da ragazzina!

Ero amica di Edda. Mi ricordo il padre, il fondatore dell'Impero.

Bello, a cavallo, con la bombetta.

Era il '39, '40...

...aveva fatto la guerra d'Africa per portare la civiltà.

La civiltà a voi altri!

Macché civiltà!

(PAROLE NON UDIBILI)

- Allora? Come sta la baronessa, dorme? - Come un angioletto.

Anche l'angioletto era un diavoletto. Dai, forza, tira!

- (Maggiordomo) Com'è andata? - Circa 30 euro. Più o meno come ieri.

Be', meglio di niente.

(Maggiordomo) "Ammazza", quanto pesa questa "impunita"... Ma a te ti paga?

(Tushar) Macché! Sono sei mesi che non mi dà una lira.

(Maggiordomo) A me è una vita che non mi paga, 'sta figlia di una mi...

(Maggiordomo) "dà sua"...

(PAROLE NON COMPRENSIBILI)

Sapete quanto mi è costato? 500.000 euro.

Marchesa, ricordo che all'epoca, abbiamo dovuto ricusare l'eredità...

...perché queste tasse di successione superavano il valore delle proprietà.

- Davvero? - Glielo giuro!

- Ciao, Alice. - Ciao.

Cosi, la mia collezione autunno-inverno è andata cosi bene...

...che ho dovuto spostare i capitali e la residenza a Montecarlo.

Hai presente... No, grazie. Quel paese costruito sugli scogli?

lo non sono d'accordo con il direttore perché secondo me i conti sono conti.

Io devo un milione di euro al fisco?

Io non verso, loro mi accertano e mi applicano il 4% di multa: 40.000 euro.

Che pago subito, quello che è giusto è giusto. Ho risparmiato 960.000.

Euro più, euro meno.

(MUSICA DALLA RADIO)

Gelato al cioccolato, dolce un po' salato, tu gelato al cioccolato!

Un bacio al cioccolato io te l'ho rubato, tu gelato al cioccolato.

(MUSICA DALLA RADIO)

Rimani cosi...

(radio) ..che dolce sei tu.

Non chiedo di più. (MUSICA DALLA RADIO)

(VERSI DI SPAVENTO E RISATA) Mi hai fatto paura!

- Sono cosi brutto? - Mi sei venuto a prendere? - Certo. - Che carino.

- Grazie. - Devo raccontarti un po' di cose. - Non sai cos'è successo a me!

Mi sono messa a rifare la suite imperiale, quella del quarto piano.

Allora, adesso c'è quello della "Sconfindustria"...

- Sai quello che è sempre con quella presentatrice... - La rossa? - Si.

- Di Rete 4, quella che parla "tutta de sguincio". - Come no.

Sono andata li per rifare la camera.

- Sopra la sedia questa aveva lasciato una sottoveste... - Te la sei messa.

- Si! - parla! - Quanto mi conosci, mi dai fastidio!

Poi sono andata a pulire il bagno e sulla consolle c'era un vasetto...

...di quelle creme "importanti", quelle che ti puoi mettere sulle gambe...

...e che in 48 ore ti fanno venire le gambe come quelle della Campbell.

- Nere? - Ma no, amore, belle come le sue! Solo che costano troppo.

Ma chi se le può permettere? Costano "un botto". Neanche nella vita futura.

Stai scherzando, tesoro? Adesso i soldi sono un problema? Ascoltami.

Per prima cosa, dobbiamo spostare i capitali.

I soldi che abbiamo sotto alla mattonella della cucina...

...li spostiamo nel vaso sul balcone.

- Perché, ce li rubano? - No, è meglio, perché i capitali vanno mossi.

- Ascolta. Poi, dobbiamo dare 1000 euro a Peppe il "Peppe"? - Si.

- No, invece non glieli ridiamo! - No?! - No!

Quello ci applica il 4% di multa, che sono 40 euro...

- E quelli glieli diamo subito, quello che è giusto è giusto. - Si, eh?

- Non facciamo le "Peppe". - Facciamo due conti, quanto resta?

960 euro belli belli! Euro più, euro meno.

"Hai voglia" la crema della Campbell, con 960 euro!

Madonna, quanto sei intelligente.

Beato te. Senti, ma se ci bruciano un'altra volta la porta di casa?

- Noi non ce la rimettiamo. - No? - No, che ci importa?

Ci mettiamo una bella tenda scacciamosche e siamo a posto.

Tanto a Roma fa caldo, c'è anche il surriscaldamento del pianeta.

Amore, ma con quei 960 euro che abbiamo guadagnato con Peppe...

...non ci possiamo saldare il debito con quello dei mobili della cucina?

- Saldare? - Si. - Stai scherzando?

Noi con questi fondi sai che ci facciamo? Li reinvestiamo.

Andiamo da lui, gli diamo il frigo vecchio e con una trentina di rate...

...prendiamo quello che fa il ghiaccio.

- Con i cubetti? Come in "Beverly Hills"? - Si.

E vai col "drink on the rock"!

Come si dice? "New system: take today, pay tomorrow", no?

Stavo pensando... ma quel telefonino che abbiamo trovato sul marciapiede...

...se lo facciamo valutare bene, 90 euro ce li danno, euro più, euro meno.

E' quello che stavo per dire anch'io!

Quanto mi conosci? Mi uni i nervi, non ti si può nascondere niente!

E' una disgrazia, siamo fatti l'uno per l'altra. 11 leggo nel pensiero.

Si.

- Ho una fame... Tu? - Anch'io.

- Cosa ti mangeresti stasera? - Di tutto di più.

Tipo...barchette al salmone e i "volant" formaggio e caviale?

- Eccoli qua. - Li hai rubati? (RIDONO)

Anche se non mi piace il caviale... non sai quanto sono felice.

Ti credo, tesoro. Ma è o non è il Paese più bello del mondo?

(ALICE SBADIGLIA) Eccoci qua.

- Certo che dal centro a qui è proprio un attimo. - lnfatti.

Adesso ci facciamo quest'altra "chilometrata" a piedi e siamo a casa.

(Fosco) C'è gente che va in palestra.

(Alice) Dopo il frigorifero, compriamo il televisore con i brillantini?

- (Fosco) Sono un po' indeciso. - No! - Ma che hai capito?

- No...! LCD o plasma, che lo prendiamo è sicuro. - Ah...

Non mi fai mancare niente, eh?

(Fosco) Euro più, euro meno stai a guardare...

(Alice) Core mio, core mio...

(insieme) ..la speranza non costa niente.

(insieme) Quanta gente ha tanti soldi e l'amore no...

...e stiamo meglio noi che non mangiamo mai.

Aspettate un attimo.

Venite un attimo, vi prego!

- Quanto è "da paura" questo cappotto. - Questo po mi fa impazzire.

- Troppo fico! - Una favola. - Giusto una favola, costerà "un botto"!

Che te ne frega? I soldi non sono un problema, si trovano. Andiamo!

- (Cassiera) Ecco a lei, M-12, è centrale. - Grazie.

- (Cassiera) Prego. - Tre interi e un ridotto.

- Il ridotto è fino a sette anni. Quanti anni ha il bambino? - Sette.

- Ma se ne ho compiuti nove, papa! - Nove? Ne ha fatti nove...?

- Come crescono i bambini, a vista d'occhio! - Sono 28 "costerà".

28 "euri". 28 "euri"...

- Mamma, voglio i popcorn. - Buono, che ho tutto in borsa!

- A quello là "che gli vuoi dire"? - Quello?! Sei "uscita di testa"?

- Guarda che è preciso. - Il babbo ha pagato 28 "euri"...

- Ha pure famiglia! - Be'? - No, ti prego! - Fidati.

Un po' più avanti.

(RISATE DEL PUBBLICO)

Eh?

(RISATE DEL PUBBLICO)

(RISATE DEL PUBBLICO)

(RISATE DEL PUBBLICO)

(RISATE DEL PUBBLICO)

(GINO TOSSISCE)

(sottovoce) Gino! Cos'è successo?

- La roba da bere mi è andata di traverso. - Ssh. Papa, fai silenzio.

(RISATE DEL PUBBLICO)

(RISATE DEL PUBBLICO)

(RISATE DEL PUBBLICO)

- Devo andare un attimo in bagno. - Uffa, papa, che palle!

Ssh! Buona, lo sai che papa "ha la prostata".

(RISATE DEL PUBBLICO)

Signorina? Pss!

- Signorina? - Vieni qua, bello! - Si... - '"Mazza"!

- Levati tutto! - Si, mi levo tutto. - "Ammazza"...!

(VERSI DI PIACERE)

Questo baffetto... Toccami! Dai, toccami!

- Beccati! - Oh! Che scherzo è questo?

- Chi sono queste? - Dai, Pss, sgancia 200 euro o sono cazzi tuoi.

Sono molto minorenne, se non te ne fossi accorto.

Signorina, mi sa che c'è un equivoco.

Vuoi dirmi che sei venuto in bagno per pisciare? Poverino, sarà: la prostata.

Be', purtroppo... l'età è quella che è, no?

Peccato che un tentativo di stupro di un minore non te lo leva nessuno.

Già! E se non sganci la grana, mandiamo le foto nel web.

- Va bene, qualcosa vi do. Ho qualche spicciolo. - Qualcosa?! Ci dai tutto.

- No! - Sei pieno di soldi. Dacci tutto! - No, per piacere.

Questi soldi mi servono, devo pagare le bollette del gas e della luce.

(Gino) lo non lavoro in televisione, ma alle poste. Ragazze, per piacere.

Le bollette te le paghiamo noi, stai tranquillo, è tutto a posto.

Comunque è stato veramente un piacere fare affari con te. Davvero bello.

- Ciao, ti saluto. - Ciao. - (Ragazza) "Bye-bye".

(RISATE DEL PUBBLICO)

(RISATE DEL PUBBLICO)

(Moglie, sottovoce) Gino. Gino!

- Eh? - Che hai, stai male? - No, no, tutto a posto.

(RISATE DEL PUBBLICO)

(sottovoce) Gino! Ehi! Ma che fai, piangi?

Si. Piango dal ridere.

(RISATE DEL PUBBLICO)

- E' pazzesco! - Questo come mi sta?

Bello. Certo che però il mio leopardo non si batte.

(IL PRETE FISCHIA)

(Giancarlo) Dottoressa, mia moglie e io la guardiamo ogni mercoledì in TV.

E' stata lei, mia moglie, a dirmi:"Giancarlo...".

Sono io Giancarlo. "Questa depressione cosmica che hai..."

Dice che ho la depressione cosmica.

"..Te la può guarire solo la dottoressa Trillò." Cosi, eccomi qui.

Bene, mi dica.

Si?

- Prego. - Ah, devo parlare della mia infanzia! lo sono nato...

- Ne vale la pena? - Be', pensavo che... - No, non è necessario.

Come lei ben sa, con il mio nuovo metodo analitico...

...io tralascio la rievocazione del passato...

...per accentrarmi sulla penetrazione della contingenza.

La penetra... L'ha scritto anche sul suo ultimo libro. lo l'ho comprato.

- L'edizione costosa, con il DVD. - L'ha letto? - No.

Però lo sta leggendo mia moglie.

- Bene, mi parli di lei. - Mia moglie Elena l'ho conosciuta all'università.

- No. Di lei, signor...? - lo? Giancarlo... De Biase.

- Staccato, maiuscolo. - Ossessivo, eh?

Mia moglie mi ha detto: "Ultimamente le cose allegre ti sembrano tristi".

E poi dice che vedo le cose belle brutte.

Quello come lo vede?

- A specchi? - Quello lo vede bello 0 brutto? - Ah!

- Bello. - No, è orrendo. E' un regalo e lo devo tenere. E quel pouf com'è?

- Orrendo, lo deve tenere... - L'ho scelto io.

- Lei ha una sindrome depressiva Biase. - E' grave? - Eh, oddio...

Ma lasciamo perdere. Allora, il lavoro... come va?

Bene, grazie.

Abbastanza bene.

- Potrebbe andare meglio. - Ah, ecco!

Dovevo avere una promozione e poi un giovane collega mi ha scalzato.

- Si, me l'aspettavo. - Perché? - Lasci stare.

Bene. Lei ha qualcosa per compensare il suo fallimento professionale?

- Fallimento... - Non so, uno sport. Pratica uno sport? - Calcio!

- Hmm... - Con gli amici. Tutte le settimane, praticavo...

- Poi mi è venuta una broncopolmonite e ho interrotto. - Ah!

Fragilità alle zone alte, alle vie alte.

Ma comunque è normale questo, perché con il calcio si corre, si suda...

lo stavo sempre fermo. In panchina, sempre.

Ah, ecco. lnfatti non mi tornava che giocasse a calcio, non l'avevo bevuta.

- Mi torna di più. - Che cosa? - Lasci perdere. In famiglia?

Bene! "Famiglia"... siamo io e mia moglie, non abbiamo figli.

Fragilità delle zone basse. Sterilità maschile.

- No! Non abbiamo fatto analisi, potrebbe essere mia moglie. - No!

Due su tre sono i maschi, è statistica. E' colpa sua, per favore!

Bene. Rapporti con sua moglie?

Bene. Ci stimiamo... andiamo spesso...

- No, "rapporti" nel senso "rapporti sessuali, frequenza". - Ah...

- Eh, non esageri! - No, no! Uno, barra due volte a settimana. Scriva!

- E sua moglie? - Uguale, lo fa solo con me.

E' sicuro?

- "Vive in un mondo di fantasia." - Chi? - Lei.

- No, ora che ci penso, effettivamente... - Lasci perdere.

- Ultimamente, a me capita di avere una sensazione... - Impotenza coeundi!

- Prego? - Deficit erettile. - Non capisco. - Non le tira più.

- Esatto. - Esatto. - No! Cioè,si!

Però mia moglie non me lo fa notare perché lei ama altre cose di me.

- E' sicuro? - Si, si. Di me le piacciono altre cose, più...

(RIDONO)

- Spiccato senso dell'umorismo. - Mio? - No, di sua moglie.

Bene. C'è qualcosa che le dà soddisfazione? Un hobby...

- Hobby! Fotografia. - Oh... - E modestamente sono un ottimo fotografo.

Bravo. E che cosa fotografa?

Io amo... i fiori... la frutta, gli ortaggi...

- Insomma, tutto quello che è natura. - Mona. - E' brutto?

Però, sono anche specializzato nei soggetti archeologici.

- Ruderi. - No, monumenti storici. - Si, ho capito, rovine!

- Ma non è che queste foto lei le fa in bianco e nero? - Si!

- Le sviluppo e le stampo io, in meno di un'ora. - Ahi... - Non va bene?

- "Dicotomia tra esistenza e non esistenza." - Prego?

Lei è alla ricerca della felicità. Come tutti.

Ma per lei, la felicità non risiede nella pienezza della vita, ma...

...nell'annientamento della stessa.

Cioè, lei vuol dire che...? No, non me lo dica!

- Lo devo dire io? - Lo dica, lo dica. Non è una cosa brutta, lo dica.

Lei sostiene che... per me... il raggiungimento della felicità...

...pub avvenire solo nella... morte?

- Bravo, Giancarlo! - Esatto! Scriva: "Risposta esatta"! - Bene.

Abbiamo concluso, il tempo è finito.

- Sono già passati 45 minuti? - No, ma abbiamo concluso.

Allora vado.

Mi sento già meglio.

E... magari torno un'altra volta?

(Giancarlo) Va be'...

- Mi faccio vivo io. - "Vivo"?

Vado...

Ciao, Elena. Si, è appena andato via.

No, no... tranquilla. No, non sospetta niente.

Bene! Bene, bene, bene. Si.

Guarda, Elena, per come è uscito, non arriva vivo a casa.

Si, si ammazza. Si, Elena, te lo dico io. Si ammazza.

Fidati!

(Prete) Lasciami qui, faccio due passi a piedi. Grazie, caro, grazie.

(Prete) Ci vediamo dopo.

Fate la carità. Grazie.

Guarda che bel "pretone"! Meno male.

- Grazie, Eccellenza, troppo gentile. - (Prete) Tieni, caro, un San Giorgio.

- Che ci faccio? - Allora bacia questo. - E' uguale!

E allora "andersen"!

- Oh! Cosa fai, ragazzo? Sei matto? - Lasciami! - Non ti buttare!

- No, la vita è sacra! - Lasciami! C'è uno che stava annegando!

(Ragazzo) E' andato, poveraccio.

- Guardi. - "Ego te absolvo".

(Architetto) Ho steso più progetti, ma questa è la soluzione migliore.

Ho seguito tutte le sue indicazioni. Da qui, può farsi un'idea.

- Spero le piaccia. - Non sporcare. - Digli delle mantovane. - Dopo!

Quello che io volevo puntualizzare, scusi se lo ripeto, è la discrezione.

- Assolutamente. - Sua, ma anche dell'impresa e degli altri operai.

- La gente parla molto! E quando parla, sa che dice? - Le mantovane.

Le mantovane... Stai zitta? A me non importa quanto chiederà di onorario.

- A me interessa la sua discrezione, ci tengo. - Anch'io. - Ci teniamo.

- Ma certo, state sereni. - Però gli operai devono stare zitti.

- Se no si sparge la voce e arrivano i malviventi. - E come? - Col pullman.

- Io devo stare tranquillo. Come posso stare tranquillo? - E io no?

- Possiamo stare tranquilli? - Certo. - (sottovoce) Totale discrezione.

Sarà una tomba.

(I CANI RINGHIANO) Ehi, buoni!

(IL CANE ABBAIA) Buoni! Buoni!

(I CANI RINGHIANO E ABBAIANO)

Zio Matteo, forse... siete venuto a vedere la mia casa nuova?

Si, ma prima di tutto devo mangiare.

- Fofò, questa pastiera vi è piaciuta? - Ottima, buonissima.

- Ne volete un'altra fettina? - No, basta, grazie.

- Neanche tu che sei giovane vuoi fare il bis? - No, questo è già il tris!

Va a finire che la "quatema" mi resta sullo stomaco!

Non sento la voce di zio Matteo. Come mai? La pastiera non vi è piaciuta?

- Troppo cedro. - Ah, ma nella pastiera napoletana il cedro ci va!

Ci va il fiore del cedro, non l'albero!

(RIDONO SGUAIATAMENTE) (Uomo) Ma come ti vengono?

Allora, vogliamo fare vedere questa casa nuova a zio Matteo?

- Facciamogliela vedere. - Certo. Siete venuto per questo, no?

- Ma dov'è questa casa, è lontana? - No, è qui sotto.

Eh?

- E' un passaggio segreto?! - Segretissimo. - 'Azzo! - Scendete.

Piano, che le scale sono ripide.

- (Margherita) Zio Matteo, la accompagno io. - Grazie. - Prego.

Non abbiate paura.Avete paura?

- (Zio) Non vi preoccupate, sono "stagionato". - Venite.

(Gregorio) Guardate, tutto automatico: pone automatiche e luci automatiche.

(in napoletano) Apriti... sesamo!

Prego.

Questo rifugio segreto è meraviglioso.

C'è gente che ha il soppalco, io ho fatto il "sottopalco" insonorizzato.

- Con condizionatore e riscaldamento. - Caldo d'inverno e fresco d'estate.

Sotto il letto c'è una botola che porta in garage per le fughe notturne.

Poi c'è una strada sotterranea...

...che se vogliamo andare fino a Mergellina, ci mettiamo 40 minuti.

Meglio della metropolitana!

E se dovessero arrivare la finanza, la polizia, i carabinieri...

Abbiamo l'occorrente per fargli una bella festa con i fuochi.

Scusate, don Gregorio, questa seconda casa quanto l'avete pagata? Assai?

Voi non ci crederete. Niente!

Comunque, complimenti. Si vede la mano di un architetto onesto e perbene!

No, no. Qua si vede proprio una mano.

(Uomo) A proposito, questa che cos'è?

E' proprio la mano dell'architetto quando mi ha chiesto il saldo.

- Come ha detto, Margherita? - "Datemi il saldo."

E io gli ho saldato la mano, sul muro. (MARGHERITA RIDE)

E il resto dell'architetto dov'è?

- Sottoterra. - (Uomo) E gli operai? - Sotto a voi.

Quello ha detto: "Sarà una tomba".

- E io l'ho accontentato. Che potevo fare? - (Margherita) Non li dar' retta!

- Ho seguito le sue direttive! - Non arrabbiarti.

- L'ho messo nella tomba di un faraone! - Non capiscono niente!

Che devono capire? "Azerbaigian"! (GREGORIO E MARGHERITA RIDONO)

Margherita, statte zitta!

Uagliò... la discrezione.

(Mamma) Ecco qua. Eccolo il reparto dei biscotti!

(Mamma) Ecco qua. Eccolo il reparto dei biscotti!

Ti compro i biscotti che ti piacciono e domani facciamo una bella colazione.

Eh, amore? Quali biscotti vuoi?

- (Bambina) Quelli. - (Mamma) Quali? - Quelli. - Va bene.

Oh...! Prego, faccia lei.

- Prego, lo... lo prenda lei. - Tanto ce n'è un altro di pacchetto.

- Insisto, lo prenda. Davvero. - Allora, grazie. - (Uomo) Si figuri.

- Pizze! - Brava! E ci mettiamo a guardare la TV!

Ci guardiamo i cartoni animati? Ti va?

- (Bambina) L'aranciata. - Ma si, la mamma ti prende anche l'aranciata.

Intanto prendiamoci le pizze. Ecco qua! "Oppelà"!

(Mamma) Poi prendiamo l'aranciata e...

E anche... un po' di birra, che magari stasera serve alla mamma, no?

Prendiamo anche un pochino di gelato? Cosi la dieta... Va a farsi friggere.

Che cosa vuoi, tesoro?

Un pochino di fragola... e limone oppure vaniglia e cioccolato?

Cuore di carciofo o patate fritte?

- Quello che vuoi tu. - Dai, dammi un bacio.

Cioccolato e limone.

Elisa?

Elisa?

(Mamma) Elisa, dove sei?

Elisa!

Elisa?

Elisa?

Elisa!

(Mamma) Elisa...

Scusi.

Dio mio...

- Scusi, avete visto una bambina? - No. - Piccina, con le trecce nere.

- Ha un cappuccio. Scusi, ha visto una bambina piccola? - No.

- Ha visto una bambina piccola, con le trecce? Ha un cappuccio dietro. - No.

- (Donna) Permesso? - (Agente) Per favore, indietro! - (Donna) Permesso.

Ecco qua, un bicchiere d'acqua.

(VOCIARE IN DISTINTO DELLA FOLLA) (Agente) State indietro, per favore!

Permesso, scusate. Scusate, permesso. Grazie.

Signora, sono Massimo Giletti. Ero qua vicino con la troupe per un servizio.

Abbiamo saputo quello che è successo a lei e alla sua bambina.

Sarebbe importante che lei ci desse un'esclusiva per raccontare la storia.

Potrebbe essere molto importante anche per sua figlia. Capisce?

(spaesata) Dov'è il bagno?

(COLPI ALLA PORTA)

- Si? - Signora? - Si? - Mi scusi, è arrivata la RAI.

- La RAI?! - (Commessa) Si, per quell'annuncio in diretta. Al TG.

Sono tutti qui fuori che la aspettano.

- E Giletti c'è? - (Commessa) Si. - Ah... grazie.

(SOSPIRA EMOZIONATA)

Be', ma...

Allora... un po' di copri-occhiaie.

Eh, si...

Ho pianto finora, disperata.

Un pochino di matita.

Sono disperata. Si è sciolto tutto!

Prego chiunque abbia preso la mia bambina... di non farle male.

Ve ne supplico! Elisa è piccola!

E' la mia bambina! E' la mia testa, è il mio cuore.

Non fatele del male, ve ne supplico!

Mi metto in ginocchio. Riportatemela!

(SQUILLI DEL CELLULARE)

Il telefonino... E' il mio. Un attimo.

- Si, pronto? - Pronto? Signora, ehm...

Buongiorno. lo ho visto in televisione che ha perso una bambina.

Io faccio il lavapiatti, a un incrocio dell"'Olimpica"...

L'Olimpica? Che c'entra l'Olimpica?

- Come? - La sua bambina è con me. Venga a prenderla, per favore.

Non riesco a sentire niente, qui non c'è un filo di ricezione!

Ha sbagliato momento! Ma non mi può richiamare dopo? Abbia pazienza, su!

Oh! Eh!

Roma è piena di megalomani.

- Dove eravamo rimasti? - (Uomo, sottovoce) Alla bambina. - La bambina.

Dopo una giornata di lavoro, sono arrivata in questo supermercato.

La bambina... Sapete come sono i bambini, e io sono una mamma attenta.

Non so se si nota, ma insomma, sono una donna molto sensibile e attenta.

La bambina cercava... Cosa cercava? o i bambini.

Dei biscottini, dei gelatini, delle leccornie, delle cosine...

...e io mi perdevo dietro la bambina.

Finché non siamo arrivati nel reparto delle pizze surgelate, dei gelati...

Prima abbiamo preso delle pizze, sa quelle surgelate? Margherita...

Però, attenzione!

Non vorrei peccare di immodestia, ma poiché sono una cuoca eccezionale...

(Uomo) Qual è il più grande tuffatore egiziano? "Mo' carr' abbash".

(RIDE SGUAIATAMENTE) - Ti ha fatto ridere? - Questa no.

- (Uomo) Ciao. - Ciao, Gino.

- Allora sai qual è la medaglia d'oro di salto con Pasta cinese? - Chi è?

"C'inciampai". (RIDE SGUAIATAMENTE)

Questa è peggio di quella di prima!

E' un po' che non vi vedo. Anche ieri all'ippodromo non c'eravate!

Noi lavoriamo, tiriamo il carrello, andiamo a sgobbare. Mica come te!

Non grattiamo mica i soldi dai muri...

- Gratta e vinci... - "Pagnottello"! C'è qualcosa per noi?

- Quattro nigeriani, tre pachistani e due indiani. - Buono.

Gli indiani ci interessano, brava gente.

- (Pagnottello) Però hanno con loro quattro ragazzini. - No. - Non esiste.

Mi spiace, non trattiamo i bambini. Abbiamo un cuore che ci batte dentro.

- Due cuori! - Due cuori che ci battono nell'anima! - Due!

Lo so io cosa vi batte a voi due.

La sorella e la fidanzata sulla tangenziale! Te lo dico io!

- Parla di tua sorella. - No, parla anche di tua mamma.

- Si? - Certo. - Parla della mia mamma? - Un po'.

- (con accento meridionale) "Disen a Milan": "Un bel cu"'. - "Buc' de cu"'.

Un bel "cu"' a trovare due come noi col "cuor in man", milanesi al 100%.

"Cuor in man", mai visto un uomo più generoso di lui.

- Ha cercato il lavoro per guadagnare "du' sghei". - Due. - Due "palanche".

E poi, la fortuna che avete avuto a "ciapà" gli ultimi due posti liberi!

- Sono liberi, ma "duran minga"! - Ah, no, "gh'é la cua".

- Cos'è la "cua"? - E' la coda, come alla cua. L'hai mai mangiata?

- No, mi fa schifo! - Scusi, ma... La casa dove andiamo ad abitare com'è?

- Digli della casa! - Ah, ragazzi...

E' un"'ubicazione" che ha una vista "a spruzzo" sul mare, vista mare!

- (U omo) Niente mare! - Be', "vista acqua", Navigli...

- Digli del pavimento! - Il pavimento è in linoleum tutto moquettato.

- Stratificato. - Finto! - (Padrone) Finto linoleum. - E digli dei bagni.

Che ti devo dire? I bagni hanno... la doccia con la spirale...

Per la signora, cosi sta tranquilla.

- E poi, l'acqua corrente. - 220 regolare! - Anche di più, 230.

- Ma... - Fresca! - Bravo. - E il TV color!

- Tutto "Fresca"! Tutta la casa "Fresca"! - Piena di biscotti.

(RIDE)

Hai sempre la battuta pronta! Quando meno me l'aspetto, mi fai ghignare!

- Eccoci arrivati. - Quanti altri ci sono in casa? - Due. - Due.

- Come due?! - Ma piccoli, sono come due ominidi. Come due... "Pag-me".

- Pure per me. - Pure per lui, Pigmei per tutt'e due. Non danno fastidio.

"Caccia" i soldi, dai!

- Non danno fastidio. - Ma no! Lei è una cantante lirica sordomuta.

- Lui è ventriloquo. - Poi è pure in pensione. Che vuoi, la fattura?

- Si. - Fagli la fattura. - Faccio? - Vai. - (insieme, ridendo) "Uah"!

Mi fa sempre ridere! Questa della fattura mi fa sempre ridere!

- (in milanese stentato) Accompagno io? - Si. Verso il "sotto-attico".

Prego. Scendete.

Ah, un attimo...

- (U omo) Pronto? - Vai!

Vai, dentro! Dai! Dentro, dai!

Dai, dai, dai! "sotto-attico" dentro! Spingi!

- Eh... - Spingi!

(VOCIARE CONCITATO)

Sta "tracimando" il senegalese!

(VOCIARE CONCITATO)

(GRIDA DI DOLORE)

Dai, fuori!

(COLPI ALLA PORTA)

- Stanno bussando. - Chi se ne frega. - Forse manca l'aria. - Macché!

- Qui ci faccio anche l'attico e il superattico. - Non sono troppi?

- Ma che troppi? Guarda!

- Disgraziata!

- Oi... allora! Un minimo di bontà lo pretendo.

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