Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Spegnete 'ste sigarette.
Chi è arrivato, Pietro? Andiamo a vedere!
Apri!
Ci sono i mimi!
Ciao, buongiorno.
Ciao, Pietrino!
- Azzurra, piacere. - Valeria.
Prego, accomodatevi.
Amore, facciamo vedere la piscina.
- Venite, da questa parte. - Grazie.
Guarda, c'è papà!
Gennaro, lei è l'animatrice.
Piacere, Gennaro Savastano.
Valeria, "Compleanno dei sogni".
Per le attrazioni che cosa avete?
Ci sono gonfiabili, zucchero filato, mimi, pagliacci...
- Quello che volete. - Prendiamo tutto.
Dev'essere una festa pazzesca.
Quanti sono i bambini della classe?
Venticinque.
Abbiamo degli inviti già pronti, se vi interessa.
- A noi ne servono cento, però. - Ok.
Che ci facciamo con cento inviti?
Dobbiamo dirlo a tutta la scuola, al vicinato.
- Dev'essere una cosa gigante. - Giusto.
Amore, ti piacciono questi inviti?
Una sola cortesia...
Le ragazze così no, fanno spaventare i bambini.
Non si preoccupi.
Non è per cattiveria, magari qualcosa di più colorato.
- Le accompagno all'uscita. - Sì.
- Grazie, arrivederci. - Arrivederci.
- Li vestiamo da pagliacci. - Brava.
Gennaro, ti presento Alberto Resta.
Il nonno ha tirato su mezza Napoli.
- E lui e il padre il resto. - A Michele piace esagerare.
Il curriculum suo lo conosco.
Ma non è dai curriculum che si conoscono le persone, o no?
Avete ragione.
E la mia famiglia mi ha insegnato a parlare con i fatti.
Avete messo insieme un consorzio per trasformare
questo posto abbandonato nel più grande aeroporto della Campania.
Una grande impresa, grande assai.
Sì e l'unica cosa che mi manca è una persona come voi.
Un imprenditore responsabile
che ha salvato l'azienda di famiglia e un sacco di lavoratori.
Questo vi fa onore.
Ma che ora sta pieno di debiti e con le banche addosso.
Se decidete di stare al comando del Consorzio, io vi cedo il 15%.
Io vi ringrazio, è una bellissima offerta, ma non posso accettare.
Le banche mi stanno addosso,
in questo momento denaro per comprare le quote non ne ho.
Ma io ve le do lo stesso,
i soldi me li darete quando i nostri aerei saranno in volo.
A una sola condizione:
assunzioni, commissioni e appalti devono essere a norma di legge.
Inattaccabili da chiunque.
Questo non è un problema, io sono abituato a giocare pulito.
Bravo.
Allora, Alberto, ora ci possiamo dare del tu.
Fetenti di merda, andate via!
Pezzi di merda, tornate dove siete venuti!
Andate via, cornuti!
Pezzi di merda!
Tornate nelle fogne!
Andate via!
Amore...
Papà, guarda, è tornata la puzza.
Sai cosa facciamo?
La chiudiamo fuori.
Maria.
Perché non stai a letto?
Sto bene, Giovanni, che devo fare a letto?
Ciao, amore mio.
Come sono belli 'sti fiori! Li hai raccolti tu?
Che ci tieni in questo zainetto?
Ci sono i giochi?
Fammi vedere.
Quando portano i risultati?
- Hai saputo qualcosa? - Sono arrivati già.
E allora?
Li hanno portati oggi.
- Torno a casa. - Come è possibile?
Veramente torni a casa?
Veramente! Sei contenta?
- Alberto. - Ciao, Gennaro.
- Allora? - Fa una bella impressione.
Ti faccio vedere il resto, vieni.
Qua è ancora tutto work in progress.
Però...
Questo è l'ufficio tuo.
Bellissimo! Non vedo l'ora di cominciare.
Ti faccio vedere il resto.
Hai visto la lista di quei ragazzi che ti ho mandato?
Hanno tutti un ottimo curriculum.
Solo così si vince, con i migliori.
E questo è il progetto.
Vedi questi terreni?
Dobbiamo comprarli e poi chiedere la gestione dell'aeroporto.
Quanto abbiamo per presentare i pieni di investimento?
- Entro fine mese. - Dobbiamo sbrigarci.
- Ti volevo chiedere una cosa. - Dimmi.
Ci sta una persona che è sempre stata al mio fianco,
una giovane donna preparatissima e onesta.
Vorrei che fosse accanto a me anche in questa impresa.
Che problema c'è? Fammela conoscere.
Ciao, Tiziana.
Tiziana Palumbo, Gennaro Savastano.
- Molto lieta di conoscerla. - Piacere.
Prego.
Allora...
Tiziana si è laureata a Londra con il massimo dei voti
e subito dopo ha iniziato a lavorare con me.
Lo sai, Alberto...
Un sacco di ragazzi nostri, soprattutto i più bravi,
vanno a studiare all'estero.
Perché in questo Paese di merda non hanno nessuna possibilità.
Invece tu sei tornata per combattere, ci vuole coraggio.
Quella che ci state dando è una grande opportunità.
Se posso stare al vostro fianco, quel coraggio è stato ripagato.
Bravo, amore. Manina...
L'altra manina.
Bravo.
Che c'è, Gennaro? Ti sei incantato?
Pensavo a che succederà quando sarà più grande.
Dopo che ha studiato a Londra, o in America.
A quello che penserà la gente quando sentirà il suo cognome.
E che devono dire?
Quello è Pietro Savastano, il grande musicista!
O l'ingegnere, l'architetto...
O l'astronauta? Eh, Pietro?
Vuoi fare l'astronauta, amore?
Questo devono dire.
Sei pronto? Andiamo a scuola?
Questa è la canzone che piace a te?
È lei, sì?
Come fa?
Ballo se sto vicino a te.
Ballo senza pensare che ti perdo.
Non voglio credere che ti perdo.
Se ti perdo...
Ci vediamo dopo?
Tu non vieni neanche oggi?
La prossima volta.
Saluta papà.
Fai il bravo.
- Ci vediamo dopo. - Ciao.
Andiamo, dammi la manina.
Ciao, Annachiara!
- Buongiorno. - Come stai?
Bene.
- Se ti serve qualcosa, siamo qui. - Grazie, Maria sarà contenta.
Allora... Annachiara, tutto a posto?
Hai fatto i compiti? Andiamo.
- Gennaro! - Allora?
In pochi giorni ci siamo presi la metà dei terreni, guarda.
- E quello che manca? - Le trattative sono in corso.
Per stringere con i tempi, se tu sei d'accordo,
aumenterei le offerte di un 20%.
Perfetto.
- Te ne occupi tu? - Certo, lo faccio subito.
Vieni, ho fatto sviluppare tutti i progetti.
Parcheggio multipiano, centro commerciale.
Questo è l'albergo.
Aumentiamo le offerte del 20%.
E questo è lo svincolo autostradale.
Che finisce nell'aeroporto?
Bravo, Alberto.
Abbiamo qualcuno nel consiglio comunale?
Sì, il comune vuole costruire un nuovo stadio.
Bene, diamogli 200.000 euro subito.
Giusto, così la gente sentirà subito che stiamo con loro.
Bravo.
E facciamo sapere che rinunciamo alla triplicazione
del valore dei terreni che ci garantisce il ministero.
Così con quei soldi il comune sistema le scuole e le case.
In tanti anni di lavoro non ho mai sentito dire una cosa del genere.
Perché noi siamo il cambiamento.
Pronto?
Ciao, Alberto.
Ci vediamo tra poco.
- Ciao, Alberto. - Ciao, Gennaro. Vieni.
Vedi quel terreno?
Le balle di fieno, quella casa bianca del cazzo?
Il proprietario non vuole vendere.
- Quanto abbiamo offerto? - 300.000.
È sei volte quello che vale. Lo stronzo ha detto di no.
Non vende per principio, non è una questione di prezzo.
È sempre una questione di prezzo.
Altrimenti c'è qualcosa sotto e tu devi scoprirlo.
Non hai capito, non è una cosa che posso risolvere io.
Devi mettergli paura, usare le maniere forti.
Deve capire che se non vende
fa il peggiore affare della vita sua.
Non ho sentito bene.
Per caso mi hai dato un ordine?
Ma no, Gennaro...
Però questo terreno ci serve.
Vi serve una mano? Vi siete perso?
Stavo cercando voi.
Gennaro Savastano.
Ho una proposta da farvi.
Se siete uno di quelli che vogliono comprarsi la terra mia,
io non vendo, l'ho già detto agli amici vostri.
Pure io ho una moglie e un figlio.
Mi hanno detto che in Brasile c'è una clinica
dove il tumore di vostra moglie lo fanno guarire.
Con meno di 300.000 euro fanno il trapianto di fegato
e tutto si risolve.
Se firmate le carte, già sta tutto preparato.
Vi faccio partire domani mattina.
Mia moglie non ha speranze.
Il medico è stato chiaro.
E che vi potevano mai dire?
Sapete quanto costa un trapianto a un ospedale pubblico?
A quelli che hanno meno possibilità non li operano.
È meglio avere meno possibilità o nessuna possibilità?
Pensateci.
Mi trovate qua.
Ma non per sempre.
Arrivederci.
Mamma.
Grazie, mamma.
Ciao, amore mio.
Ciao.
- Saluta bene mamma. - Vieni qua.
Maria, piano.
Maria, che fai?
Finché sto qua, io prendo in braccio mia figlia.
- Diamoci un bacetto. - Sì.
- Andiamo a mangiare la pizza. - Sì, andiamo in una pizzeria.
- Qua ci sono le ciabatte. - Grazie.
Devi trovarti un'altra moglie, Giovanni.
Una brava donna, la bambina ha bisogno di una mamma.
Ma che dici?
Non mi importa di morire.
Mi voglio riposare, non ce la faccio più a combattere.
Però non posso pensare di non vederla più.
È venuta una persona che mi ha detto una cosa.
Che cosa?
Vogliono la terra.
Però in cambio questa persona ha detto
che ti può far trovare posto in un ospedale in Brasile.
Così ha detto.
- In Brasile? - Sì.
Ha detto che possono farti il trapianto.
Ti fa mettere in lista.
Ha detto che là il fegato ci sta,
così ha detto.
E chi è questa persona?
Non è una brava persona.
Abbiamo pure chi ci ospita in Brasile.
Pronto?
Gennaro, hai notizie?
No, ancora no.
I tempi stanno scadendo.
Me ne sto occupando io.
Quello non vende! I nostri aerei non voleranno mai.
Bello di papà!
Giovanni.
Dimmi, amore mio.
Io ci voglio andare.
Non me ne fotte chi è questa persona.
Per sentire il profumo dei capelli di mia figlia un giorno di più
io ci vado pure a piedi in Brasile.
Ti giuro, ce la posso fare.
Che c'è?
Ma che è?
Sto ancora aspettando la chiamata.
Perché non mi avete telefonato?
Perché mi fate schifo.
Ora andatevene dalla terra mia.
Gennaro.
Tutto bene, sì?
Che cazzo hai fatto, Alberto?
Cerca di capire, il tempo stava per scadere.
Qualche cosa andava fatta,
mica si poteva rimanere ad aspettare soltanto.
Intraprendere vuol dire muoversi.
Ma tu ti sei mosso male.
Ciao, zio.
Gennaro, allora? Come vanno le cose?
A posto.
- Ti trovo bene. - Pure io.
Mi dici perché mi hai chiamato?
Devo farti vedere una cosa.
Sai pure tu che questa zona è piena di veleno.
Devo sapere quali sono i terreni puliti e quali quelli contaminati
e chi ci ha mangiato sopra.
Da queste parti la gente è strana.
Ora tutti protestano, però quando è stato il momento
parecchi di loro hanno pensato che non era un problema
se l'acqua della fontana non te la potevi bere più.
Basta che tenevi i soldi per comprarti l'acqua minerale.
Dammi un po' di tempo, al più presto ti faccio sapere.
Grazie.
Ciao, amore.
Gennaro, tutto a posto?
Così così.
Perché questi inviti stanno ancora qua, se la festa è dopodomani?
Papà ancora non lo sa!
Abbiamo deciso che sabato ce ne stiamo soli noi tre.
È vero, amore?
Ce ne andiamo a pranzo,
poi ce ne andiamo al parco divertimenti...
Poi ce ne andiamo al cinema.
Che è successo?
Li ho dati gli inviti, la settimana scorsa.
Li avevo messi sull'attaccapanni.
Non li ha presi nessuno.
Sono rimasti là due giorni.
Alla fine li ho levati io,
così almeno Pietro non se ne accorgeva.
Ascoltami, Gennaro...
Pietro è più contento così.
Ce ne andiamo al cinema,
ci prendiamo il gelato.
Ce ne stiamo soli noi tre.
Stai tranquillo.
Andiamo a vedere, 'O Ghepardo!
- È questo? - Ora vediamo.
Non avete capito?
Voi non siete gradito qua.
Sai, Giovanni, io proprio non riuscivo a capire.
Te lo giuro.
Anche io ho una moglie e un figlio e non ci avrei pensato un attimo.
Ma lui che cazzo ha da pensare?
Mi è venuta la curiosità e ho iniziato a fare qualche domanda.
E sai che ho scoperto?
Che la merda più pericolosa non è quella che si vede,
ma è quella che non si vede.
Dove hai fatto sotterrare il veleno?
Là? Là dietro?
Ho fatto quello che hanno fatto tutti.
Avevo bisogno di soldi.
Erano pochi fusti.
Lo so.
Per questo non volevi vendere.
Volevi che nessuno scopriva la verità.
Tua moglie lo sa che sta morendo per colpa tua?
Tua figlia sa che padre di merda tiene?
Ora sai che facciamo?
Prendi questi soldi.
Prendili.
Te ne vai in un bel posto, lontano da qua.
Lontano da tutta questa merda.
Ma non erano 300.000 euro?
Prima.
Il tempo delle buone azioni è finito, ora si fa come dico io.
I soldi mi servono per levare la merda che hai messo qua sotto.
Ci vediamo dal notaio, Giovanni.
Scusi, ha bisogno di qualcosa?
Guardi che non è orario di uscita.
Ha sentito?
Buongiorno.
Lei non può stare qui.
- Oggi è il compleanno di Pietro. - Lo so.
Ma non si entra così nella mia classe, ci sono delle regole.
Mio figlio deve festeggiare come tutti gli altri bambini.
Gli altri bambini non festeggiano in classe.
Guardate quanti regali!
Facciamo "scarta la carta"?
Le daranno tutte le informazioni.
La saluto, buona giornata.
Due minuti.
Dottor Resta, è arrivato un pacco per lei.
Un pacco a quest'ora?
Non hanno detto chi erano?
No, l'ho trovato fuori dalla porta.
Dia.
- Dove vai, papà? - Vengo subito.
Papà, abbiamo finito, andiamo?
No! Simona, tienili di là!
Tienili di là!
Che succede?
Restate di là!
Rip, Sync, Correzioni: AleX
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.