All language subtitles for Scusi_ lei è favorevole o contrario (Sordi)

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Original subtitles

Lei è favorevole al divorzio?

- Favorevole. - Lei è italiana? - Francese.

Allora perché è qui in Italia a dimostrare per il divorzio?

Perché io ho molti amici... Io aiuto gli amici.

- Scusi, di dov'è lei? - Roma.

È qui con i divorzisti o si trova di passaggio?

Sono per il movimento divorzista.

- Lei è favorevole al divorzio? - Favorevole!

- Perché? - Perché...

Perché finché non si trova I'altra mezza mela conviene assaggiarne...

...tante.

- È molto giovane! Come si chiama? - Sandro Quasimodo.

- Favorevole o contrario? - Favorevole. - Perché?

Risolverebbe molti problemi.

- Quindi parla per ragioni personali? - No, anche... Diciamo...

- Per il complesso generale. - Grazie, scusi.

- Lei è favorevole o contraria? - Favorevole.

- Lei è di Roma? - No, sono milanese.

- Perché è qui a Piazza del Popolo? - Per sentire cosa dicono i Ministri...

...e per cooperare...

- Lei è favorevole o contrario al divorzio? - Favorevolissimo.

- Lei è favorevole o contraria? - So' favorevole.

- Di dov'è? - Reggio Calabria.

- È favorevole o contrario? - Favorevolissimo.

- Lei? - Favorevole.

- Perché? - Perché bisogna!

- Lei è sposato? - Sì.

- È felice? - No.

- Lei? - Favorevolissimo al divorzio e sono qui per questo.

- Perché? - Le mie condizioni famigliari sono indescrivibili...

...e neanche da descrivere in questo ambiente qui!

- Scusi, il suo nome? - Milena Milani.

La scrittrice? Perché è qui con i suoi amici?

Non la vede tutta questa gente? Pensiamo al divorzio...

...salvezza di questo secolo tormentato.

- Perché è qui in Piazza del Popolo? - Per questa bella manifestazione.

- Di dov'è lei? - Di Firenze.

- Ma è favorevole o contrario? - Favorevole...

...perché è necessario, è un bene per I'umanità e la società.

Abbiamo sentito tante voci, ora però vorremmo intervistare...

...un uomo che rappresenti la borghesia e sentire il suo parere...

...lontano da ogni influenza e da ogni comizio.

Lo raggiungiamo in un centro residenziale.

Permette? È un'inchiesta sul divorzio.

- Dica pure. - Lei è favorevole o contrario?

Veramente non so. È un problema che non mi sono mai posto.

- Perché? - Igor! - Non lo dico, sono un domestico.

- Prego. - Cosa c'è? - La televisione.

- Ah! - Mi permetta.

- Lei non ha bisogno di presentarsi. Enza Sampò, vero? - Sì, grazie.

Tullio Conforti, della ditta Conforti e Figli, stoffe e tessuti.

- Molto lieta. - Io I'ammiro e la seguo da molto tempo. - Grazie.

- Di che si tratta? - Di un'inchiesta sul divorzio. - Sì?

- Molto interessante. - Potrei avere la sua opinione a riguardo?

- Non è un momento opportuno, sto andando a un matrimonio. - Scusi.

Si rassicuri, non è il mio, ma di mia figlia.

- Allora la sua risposta è due volte interessante. - Grazie, dica pure.

- Lei è favorevole o contrario? - Io sono contrario! - Perché?

Prima di tutto perché sono cattolico. Secondo, perché il matrimonio...

...è indissolubile e deve essere indissolubile!

Preghiamo. Signore, la tua benedizione scenda...

...su questi anelli nuziali che noi benediciamo affinché colei...

...che lo porterà, serbandosi fedele al proprio sposo...

...perseveri nella pace e nell'adempimento dei tuoi voleri...

...e viva sempre in vicendevole amore per Cristo, Signor nostro.

- Buongiorno. - Ciao. - Che commozione!

- Una cerimonia bellissima! - Sì.

Quando I'ho vista entrare a braccio della signorina Piera...

...mi è venuto da piangere. Mi creda, commendatore.

E Io sposo! Proprio un bel ragazzo!

- Ti era piaciuto? - Mmh! Non è venuto il barone?

- Mia moglie non Io vuole alle cerimonie ufficiali. - Capisco.

Però, questi matrimoni saranno belli, ma sono una fatica!

- E il pranzo! Una schifezza! Dammi del bicarbonato. - Subito.

Ahi, ahi, che dolore! Non dovrei mangiare...

...ma poi mia moglie pensa che Io faccia apposta!

Dice che mi dà fastidio stare per una volta con lei...

...e con la mia famiglia... - A proposito, posso dirle una cosa?

- Dimmi. - Quando ho visto lei e la sua famiglia riuniti come una volta...

...mi è venuto da piangere. - Non hai fatto che piangere!

Me Io diceva anche mio nipote. Che vuole? Sono così sensibile!

Scusa, eh?

Faccia, commendatore, che le fa bene.

- Me fa digeri'! Novità? - In terrazza c'è la figlia dell'avvocato.

- Ah! È venuta? - Ma dove va?

- Vado a darle un'occhiatina. - Forse sono noioso, ma...

Sì, Io sei. Che vuoi?

Sa che sono uomo di larghe vedute, ma il fatto che la ragazza...

...prende il sole senza costume mi fa senso.

Se fa senso a te, a me non frega niente, caro Igor.

Per questo viene sulla nostra terrazza, la più alta di Roma...

...dove nessuno può vederla. - Non è esatto. A parte me...

...che posso non contare, I'ha vista anche mio nipote...

...che è rimasto molto colpito.

Sì? Non ce Io portare, fammi il piacere!

Adesso, però, guardala sereno...

...e di' la verità.

Non è una meraviglia?

Sarà... Non me ne intendo. A me fa senso.

Pure a me, ma in un altro senso.

Vieni, andiamo.

Chissà come ha dovuto soffrire in questo tight pesante!

- Il costume da bagno? Cosa fa? - Sì!

Vado a prendere un po' di sole.

Ma si ricordi che è lunedì, il giorno della baronessa.

- Già! Lunedì baronessa Corneano. - E in smoking.

- Perché? - Perché ha chiamato la baronessina Olga per ricordarle...

...che stasera è in black tie. - Sarà una seratina tranquilla.

Tranquilla in quel senso! Ma farà tardi e si stancherà Io stesso.

Senza contare che stamattina si è alzato molto presto...

...ha mangiato troppo e male...

...si è emozionato, ha pianto. Mi spiace di ricordarle sempre...

...che ormai lei non è più un ragazzo.

Caro Igor, avere al mio servizio un maggiordomo inglese m'inorgoglisce...

...ma devi imparare a conoscermi meglio. Faccio quello che mi piace...

...perché ho un fisico che me Io permette.

E il pensiero di avere una bambina nuda sopra il mio capo mi fa fremere.

Non approfittarne è da vigliacchi, perciò levati di mezzo...

...se non vuoi un manrovescio!

Non ci sono!

Pronto? Casa Conforti. Signora Agnese!

Sì, glielo passo subito. È la signora Agnese.

Lei non voleva...

...parlare?

Cara Agnese, dimmi!

Come stai? Che c'è di bello?

Caro, scusa se ti disturbo in una giornata così.

- Ti pare? Ma che dici? - Sono molto agitata!

Perché? Che è successo?

- Una cosa grave. Riguarda Valeria. - Sta male?

No, magari! Cioè, scusa, non so che dico. Potrei vederti?

Ma certo. Ti pare? Quando vuoi! Va bene oggi alle 7?

- Sì. - Bene, sarò da te alle 7. Stai calma, non t'agitare. Ciao.

Ciao.

Oddio, che è?

Bambina, ma che fai? Soffietto?

Perché il tuo valletto mi ha detto che non c'eri?

- Perché oggi è lunedì. - E che c'entra?

C'entra che ho un altro... Ma che vuoi sapere tu?

- Chi è Agnese? - Agnese? - Ho sentito tutto!

- Brava! Ma ti pare bello? - Non ho fatto apposta...

...c'è il telefonino comunicante sulla terrazza!

- Dimmi, chi è Agnese? - Una mia vecchia amica.

- Una vecchia che ti procura le ragazze? - Che dici? Figurati!

E quella Valeria? È una che hai messo incinta?

Che fantasia malata! Valeria è mia figlia! Agnese è sua mamma.

Bugie! Tua moglie si chiama Anna e le tue figlie Fiorella e Piera.

Sai tutto! Ma non ho detto che è mia moglie, ma la mamma di mia figlia.

- Allora è figlia di NN. - No, porta il mio cognome! Andiamo!

- Sei bigamo? - Ma che dici? Vuoi complicarmi la vita?

- Ma a te che te ne importa? - Mi piacciono le storie complicate.

- Su, racconta! - E va bene. Devi sapere che tanti anni fa...

- Quanti? - Fammi pensare.

- 28 anni fa... - Ne avevi 21. - Perché?

- Se ora ne hai 49... - Chi te I'ha detto?

- Il tuo valletto. - È una servetta!

Gli piace dire: "Il commendatore ha 49 anni".

Mi piaci Io stesso. Dimmi questa storia complicata.

Questa non è complicata. Dunque...

...c'era una volta, tanti anni fa, un bel ragazzo.

Lei aveva 12 anni più di lui, però era bella, alta, slanciata...

...belle gambe, grandi occhi azzurri. Sembrava una diva.

Lui era cadetto all'Accademia di Caserta...

...era un aquilotto.

- Anche a me. - Ti vedo così poco.

Perdonami, ma non sai cosa mi capita tutti i giorni.

- Lo so, per questo mi dispiace. - Tu piuttosto come stai?

- Sono fuori di me. - Beh? - Tullio, Tullio.

Ma che succede? È una cosa grave?

Non ti avrei disturbato in un giorno come questo.

La parola disturbo non la devi mai usare con me!

Dimmi, di che si tratta?

- Valeria non si sposa più. - Ma non era tutto pronto per sabato?

- E allora? - Non vuole più.

È così, eh?

Allora è la volta che spacco la faccia a quello sbruffone...

...chiacchierone, fanfarone! A me quello spilungone non è mai piaciuto!

Basta pensare su che giornale scrive. Criptocomunista!

Non hai capito, è lei che non vuole.

- Lei? - Sì, lei.

- Non vuole? - No. - Perché? - Chi Io sa?

- Potevi domandarglielo. - Certo che I'ho fatto!

Non vuol parlare! Nemmeno con lui. È disperato, poveretto.

È stato qui stamattina. Piangeva come un bambino.

- Diceva: "Almeno sapessi perché!". - È strano, sembrava così innamorata.

- Che abbia un altro? - No, che dici? - Succede.

Sì, ma I'avrebbe detto. Valeria non sa fingere.

- Lo so, ma ci sarà una ragione! - Certo, ma quale?

Le parlo io. A me dirà tutto. Cara, scusami se non resto ancora...

...ma devo andarmene. Ma non ti preoccupare, ci penso io!

- Tutto si aggiusterà. - Va bene.

- Magari con un Bacio. - Non ricordi che ho mal di fegato?

- Scusa, Agnese! - Non ti sarai messo in smoking per venire da me?

Vado a un ricevimento e per non attraversare Roma...

...con questo traffico... - Vedi? Tutto era pronto.

- Che è? - Quella era la loro camera.

Valeria I'aveva sistemata con le cose che piacciono a Ugo.

"Fate I'amore, non la guerra.

Che curiosa ragazza, Valeria! Vorrei sapere da chi ha preso.

- Da me no di certo. - Neanche da me.

- Agnese! - Tullio!

Credo che tu sia I'unica persona al mondo ancora capace di arrossire.

Caro!

Domani vado da Valeria. Presta sempre servizio in ospedale?

- Sì. - In che reparto?

- Laboratorio Ricerche. - E gli orari?

Vive lì. Torna a casa solo la sera.

La nostra piccola Valeria! È già dottoressa!

Buonasera, signore, chi devo annunciare?

- Sei nuovo? - In che senso?

- Da quanto tempo sei qui? - Da due giorni.

Sono il commendator Conforti. La baronessa è la mia signora.

- Non sapevo che avesse il marito. - Non Io sono, ma è come se Io fossi.

- Affari vostri, io non c'entro. - Bravo, dove sono le signore?

Un po' ovunque. Stasera c'è un sacco di gente.

- Vedo. - Signori, non v'accalcate!

- Baronessa! Dov'è sua figlia? - Tullio caro! Anche lei con noi!

- Se non le dispiace. Oggi è lunedì. - Già.

- Vedi quanti fratelli sono venuti? - Accidenti!

Vogliamo ricreare I'antica atmosfera di un tempo che fu...

...rendere dolce il nostro esilio. - Il vostro esilio!

- Conosce il principe? - Conforti, molto lieto!

- No! Bono! Che è? - Ti sta salutando!

- Non sapevo, scusi. Dov'è Olga? - Sta raccontando la nostra fuga...

...dalla Romania. Pubblicheranno a puntate la nostra storia.

- Interessante! - Una vodka?

No, grazie. Vado a cercare Olga.

- Bevete! Mangiate! - Bevete, mangiate...

Che glielo dici a fa' a questi? Lo sanno!

La notte di Natale improvvisamente suona una campana.

Poi un boato fortissimo, spaventoso...

...terribile! Mia madre e io rimaste sotto le macerie.

- Olga! - Ciao, Tullio!

Mio grande uomo!

Quanta gente! C'è anche un nuovo cameriere.

Sì, Pompilio. Ho dovuto licenziare Andrea.

- Mancava di rispetto alla mamma. - No!

- Come sei bella stasera. - Grazie, è un dorato modello di Lancetti.

- E grazie per le rose. - Come mai questa festa?

Una grande festa: Il compleanno di mamma.

Ti presento una famosa giornalista che è venuta per noi.

- Tullio Conforti. - Piacere.

- Statte zitto e mettete a sede'. - Ha imparato da me, dice sempre così.

In che consiste I'intervista?

Mamma ha la sua interpretazione degli astri. Sul male, sul bene...

...il presente e il futuro. Ora statte zitto che devo raccontare.

- Dov'eravamo rimaste? - Alla loro fuga dalla Romania.

Ah, sì, dunque...

...con I'aiuto di un ex ufficiale io e mia mamma siamo fuggite...

...dentro vagone di frigoriferi. - Non m'avevi mai detto che eravate...

...scappate nel frigorifero. - Non potevo ricordarmi tutto.

Ero così giovane quando ho conosciuto questo italiano! Romanaccio!

Abbiamo rischiato la vita per raggiungere questa libertà.

Ho lasciato le nostre ricchezze: Castelli, palazzi. Tutto!

E adesso viviamo in esilio in questi quattro buchi.

Non mi sembra che questa casa siano proprio quattro buchi.

- Certo, no. Anzi! - Non dire così!

Caro, non devi offenderti. Sai come siamo riconoscenti...

...per cos'hai fatto e fai per noi. Ma non devi dimenticare nemmeno...

...come siamo abituate a vivere nel nostro paese. - Su, Olga!

Il palazzo a Bucarest, il grande castello in Transilvania...

...e la villa sul Mar Nero. - Pure noi c'abbiamo il mare nero.

- C'è Fiumicino con la nafta! - Brutto romanaccio!

Scherza sempre! Ma io sono felice. Ci sei tu...

...e mamma!

- Che succede? - Ora viene il bello! La grande sorpresa di maman! Venite!

- Che fanno? - Andiamo? C'è la sorpresa di maman!

Venga, venga. Vedrà!

Ecco maman!

- Ma Tullio! - Eh?

- Scherzavo. - Andiamo di là.

Si balla, maman!

- Ancora, maman! - Basta, basta, basta!

- Li fa spesso, questi balli? - Sì...

...ogni volta che si ubriaca. È forte la vecchia.

- Davvero? - Come no, le conosco da otto anni.

- Dove le ha conosciute? In Romania? - A Riccione.

Allora Olga deve aver sbagliato la data della fuga.

Si sbaglia spesso. Guardi che panorama!

- Non è straordinario? - Davvero. Non credo...

...che potrei vivere davanti a tante bellezze. Abituata a Milano!

Per lei è più bella Piazza S. Pietro e Castel S. Angelo o Piazza di Spagna?

Roma è bella dappertutto. Vuole che glielo dica in versi?

Nel Castello po' gioca' a bon gioco il Santo Padre...

...si je fanno spalla, uno pe' parte, er cantignere e er coco.

E sotto la bandiera bianca e gialla po' da' comidamente da quel loco...

...binedizioni e cannonate a palla.

- Bravo, commendatore. - Davvero le piace?

- Senta questa. - Sì.

Se po' frega' Piazza Navona mia e de San Pietro e de Piazza de Spagna.

Nun è una piazza, è 'na campagna, 'n treato, 'na fiera, 'n allegria.

Va' da la Pulinaria a la Corzia, curri da la Corzia a la cuccagna.

Pe' tutto trovi roba che se magna, pe' tutto gente che la porta via.

Qua s'arza er cavalletto che dispensa sur culo a chi le vo'...

...trenta nerbate e cinque poi pe' la bonificenza. - Tullio!

Hai finito di dire porcherie?

- È un classico. È il Belli. - E lei, scusi, è venuta...

...a intervistare me o a sentire le porcherie del commendatore...

...e ridere di mia mamma! - Ma baronessa!

- Macché baronessa! - Si è offesa?

Ho paura di sì.

Mamma è caduta in trance e si è indurita!

- In trance? - Non si preoccupi, gliel'ho detto, è 'mbriaca.

Sarà meglio andare!

Maman! Maman! Maman!

Maman!

Su! Su! Maman!

E basta!

Che maniere!

Arrivederci e grazie a tutti!

Au revoir, Olga! Salutami maman e falle tanti auguri.

Arrivederci e grazie.

Arrivederla, baronessa. La mamma sta meglio?

- Sì, grazie. - Avrà una copia dell'articolo.

- E scriva bene baronessa Corneano. - Lo so. - Si sbagliano tutti.

Olga.

- Oh! Te ne vai pure tu? - La festa è finita, è tardi...

...mamma è caduta in trance. - Sta meglio di te.

Vai con la giornalista a fare le porcherie che recitavi!

Che fai? Non sarai gelosa?

- Cocchina! - Non vai con la giornalista?

Andiamo, era tua ospite. L'ho fatto per te!

E tutti quei tuoi amici così curiosi e strani non li capisco!

- A ciò aggiungi che oggi ho avuto una giornata faticosa! - Con chi?

- Ma come? - Sonia, Marilena, Maria, Marisa, Alba... Non Io so!

- Ma chi sono? Non le conosco! - Il nome Io sbaglio, Io so...

...ma tu cambi così tanto! - Da otto anni sono con te!

Vieni da me, sì! Forse un giorno la settimana. Il lunedì.

Il commendatore vuole cambiare giorno, può darsi.

Va bene, prova a cambiare giorno!

- E lassame sta' che è meglio per te. - Aspettami!

Oppure cancellalo, così il mio nome non sarà più...

...nel calendario del commendatore! - Andiamo, Olga! Basta!

- Non essere ridicola! - Ridicola, sì!

Otto anni ti ho dato! I più belli! Ero una bambina...

...quando ti ho conosciuto, poi ho rinunciato a tutto per te!

- Bambino mio! - È maman!

Maman, finisci di dare scandalo! Ti faccio rinchiudere!

Non toccarmi! Sono tua mamma!

Via!

Oddio.

- Ma che ha maman? - Una piccola crisi.

- Povera maman, è anima sensibile. - Ma ha anche la vestaglia...

...che ti ho regalato, la chinoise. - Lo so, le piaceva tanto... - Ma...

Tullio, Tullio, perché mi fai sempre soffrire?

- Tu sai che ti voglio bene. - E io no?

Amore mio, vogliamo cambiare giorno? Facciamo martedì?

- Come martedì? - Olga! Sono le 3:30!

- Romanaccio! - Olga, no! Mi fai male!

Ti voglio far male!

Sì, sì, romanaccio...

...ti voglio far male! - Eccomi, Pompilio mio!

F42/12! Lastricati! Metallico!

I miei rispetti, contessa! Soddisfatta?

Mi raccomando, faccia del suo meglio!

Oxford bianco! Inventariare! Gucci! La vetrina per domani!

Sì, commendatore!

Sì? Dia qui!

- Ci metta il timbro un'altra volta. - Sì.

- Tre coperte Somma! - Vengo!

Non ci siamo! Colori così spinti! Dove la mette questa moquette?

- Eppure c'è grande richiesta! - Ma da chi?

- Molti ambienti, anche di rappresentanza. - Ma via!

- Mi faccia il piacere! - Sono di moda in America.

Ma non qui! Questa non è I'America! E dove? Ambienti piccolo-borghesi!

- Lei è mai stato in America? - No. - Lo vede? Io sì.

Strano che non le piacciano. Sono brillanti!

Ma non qui. Come me, qui i colori devo essere sobri e seri.

- Cosa dice lei? - Non disdegno i colori vivaci.

- Ma qui? - Sobri e seri.

Commendatore? C'è Sua Eccellenza.

- Giacca! - Allora, commendatore?

- Prego. - Monsieur Bergerac, è arrivata Sua Eccellenza! Aspetti!

Eccellenza...

...siamo infinitamente onorati della sua visita. - Grazie.

Grazie, monsignore. Prego, Eccellenza.

Via!

Per di qua, Eccellenza.

Perdoni le scale, ma staremo molto più comodi nel mio privé.

Da questa parte, Eccellenza.

- Guardi che meraviglia! Cos'è? - Broccato in seta.

Vuole accomodarsi, Eccellenza? Prego, faccio strada.

- Prego, s'accomodi. - Eccellenza!

- Vada, signorina. - Sì.

- Bergerac, mi aspetti di là, per favore. - Certo.

Lasci, lasci pure! Vada!

- Una bibitina? - Grazie, siamo in astinenza.

- Un aperitivo? - Grazie.

- In cosa posso servirla? - Dobbiamo rinnovare i parati...

...di broccato della cattedrale. - Eccellenza, era già tempo!

Dovevamo fare i conti secondo le nostre modeste risorse.

- Siamo a sua disposizione sotto tutti i punti di vista. - Grazie.

- Permette? - Prego. - Un minuto! - Guardi qua.

Reparto Damaschi e Velluti, subito da me...

...con i numeri, escluso il 19, 20, 21, 22, 23, 24, 30, 29, 28 e 27.

Giallo papalino, rosso cardinale!

- Perdoni I'accostamento, Eccellenza. - Prego, capisco. - Grazie.

Che bello! Come starebbe bene...

...attorno all'altar maggiore! - Una guida dall'altare al portale!

Non fantastichiamo troppo!

Abbiamo una cripta così spoglia di ogni addobbo e decoro!

Ma la cripta non va addobbata, interessa per il suo valore storico.

- Troppo giusto. - Ma questa moquette risalterebbe il barocco...

...della navata centrale. - Troppo giusto...

...in America ne fanno largo uso.

Questi colori sono stati studiati apposta per le chiese...

...e i saloni di rappresentanza ufficiale.

Lo stesso tipo è stato scelto da...

- Ma se Io possono permettere. - Mi consente di farle un preventivo?

- Senza impegno, però! - Grazie.

- Ufficio Preventivi! - Le mando io le misure esatte.

Abbiamo tutte le piante delle chiese di Roma e del Lazio.

- Commentatore? - Sì. - Reparto Damaschi e Velluti! Pronti!

Avanti!

Damasco seta organzina! Velluto lino rigato!

Broccato principe! Broccato seta oliva!

Broccato laminato! Velluto soprariccio veneziano!

- Lino inglese fantasia... - Che varietà di colori!

Shantung seta!

- Favoloso! - Andiamoci piano. - Concordo.

Velluto operato! Velluto lino flammé!

- Seta lino fantasia! - Stupendo!

- Che dice? - Quel che dice lei.

Damasco laminato étoile! Lino inglese fiorato!

Shantung fantasia! Signorina Apollonia!

- Sì, commendatore? - Lei no, via!

Velluto soprariccio italiano! Damasco seta organzino fiorato!

Velluto arabescato!

Da questa parte, Eccellenza.

- Grazie, per I'onore riservatomi. - Grazie per I'accoglienza.

- Sempre a disposizione della Diocesi. - Arrivederla, Commendatore.

Grazie per la vostra collaborazione! Ai vostri posti!

- Certe volte non ti capisco. - Cosa?

Sei tanto buono, ma a volte non ti riconosco.

Qui non mi devi mai riconoscere! Ripeti!

- Qui non ti devo mai riconoscere. - Brava.

Signorina Monti, mi chiami mia figlia all'Ufficio d'Igiene.

Subito, commendatore.

- Si può? - Emanuela!

- Disturbo? - Cara...

...che fai? La sorpresina?

- Scusa, se ti disturbo al lavoro... - Accomodati, cara...

...non devi mai parlare di disturbo. Tu sei la mia padrona.

- Commendatore? - Sì?

È sempre occupato, chiamerò dal mio ufficio.

Bene. Io tra poco esco, è I'anniversario di papà.

Dica a mia figlia che sarò da lei entro pranzo.

- Bene, farò mettere i fiori nella sua macchina. - Bene. Vada!

- Scusa, cara. Dimmi. - Come trovi questa tela?

Fa' vedere.

- Brutta. Dove I'hai comprata? - Qui da te.

- Da me? - Ne ho comprati 200 metri.

- Ah! Rimandala! - Ho fatto confezionare 150 paia di pantaloni.

- Ahi! E chi te I'ha consigliato? - Camillo.

Ti consigli con tuo marito? Che ne sa di stoffa?

- È qui da 40 anni. - Ma si occupa di amministrazione.

Per lui le stoffe sono numeri. Scusa, cara.

Ragioner Tasca! Ragioner Tasca! Ragioner Tasca!

- Sì. - Non era al suo posto?

- Stavo facendo delle fotocopie. - Venga subito da me!

- Ti spiace che sia venuta in ditta? - Ma che dici? Emanuela!

Piuttosto, quando ti occorre qualcosa, non chiederla a tuo marito.

- Dillo a me. - Ma chi ti vede mai?

Una sigaretta?

- Come sei bella di mattina! - Trovi? Peggio per te...

...che mi vedi solo di sera. - Permesso?

Cosa vuoi, che il tuo Tutù non lavori più e veda solo te?

- Avanti! - Ciao, Camillo.

- Ciao, Emanuela. - Venga!

- Posso? - Venga, ragioniere! - Dica, commendatore.

Perché ha consigliato a sua moglie...

...quella telaccia blu mare tipo canovaccio?

Lei mi ha detto che voleva un tipo andante il più economico possibile.

- Mi sono consigliato con Santoro. - Tu gli hai detto a cosa serviva?

- Credevo capisse. - È colpa tua. Dovevi dire tela per pantaloni.

Ora cerchiamo di rimediare. Che taglie sono?

- Sono piccole: 38, 40, 42. - Meno male.

Mi chiami I'Opera Bracaloni. L'economo al telefono! Subito!

- Ma che fai? - Ormai i pantaloni sono fatti. Cerchiamo di riparare!

- L'Opera Pia Bracaloni al telefono. - Sì.

- Pronto. - Pronto. - Il dottor Occhio? - Sono io.

- Carissimo, come stai? E la signora? - Andiamo bene.

Ho un'occasione per te. Dei pantaloni...

...per i tuoi boy scout. - Interessante!

- Quanto ti sono costati? - 2.800.

- Occhio! - Sì? - Sono 200, te li lascio a 3.200...

...200 lire per le tue spese. Ti va? - Occhio te ne sarà riconoscente...

...per tutta la vita. - Ma ti pare? Occhio per occhio! Buona, eh?

- Ciao, carissimo. - Addio, caro. Ciao!

- Va bene? - Straordinario! - Sì, commendatore, veramente!

- Sì, vada, ragioniere. - Vado, commendatore.

- Ciao, Camillo. - Ciao, io vado.

- Ah! Come sta Elisabetta? - Bene, ma purtroppo deve stare in collegio.

Ha gli esami quest'anno, perciò quest'estate andremo al mare...

...solo il sabato e la domenica. - Baciala per me...

...e dille che... Ti saluto, ciao. - Ciao, Camillo.

- Tosi! - Sì? - Venga qui subito con i campionari...

...della tela mare arrivata I'altro giorno...

...I'americana illuminata fluorescente, tipo 007.

Ti faccio vedere i campionari che fanno per te. È straordinario.

Un tipo di tela ingualcibile, indistruttibile, irrestringibile.

- Ce I'ho in esclusiva. - Ma dove trovi tanta energia?

Io? E tu come fai ad essere tanto bella?

- Permesso? - Avanti!

Venga, venga. Ecco, Emanuela...

...i campionari. Scegli quello che vuoi. - Bene.

Mi spiace, ma me ne devo andare.

- Ti vedo, stasera? - Passi alle 8?

Alle 8 sono da te.

Scusami tanto se ti lascio, ma devo andare da papà.

Requiem aeternam dona eis, Domine...

...et lux perpetua luceat eis. Requiescant in pace. Amen

- Signora Camilla, Carmen, Esperia! - Commendatore!

- Care, come mai voi qui? - Ricordiamo ogni anniversario.

- Che buone siete! - Volevo tanto bene al povero Marcello.

- Oh, mi scusi, commendatore. - Di che? L'ho sempre saputo.

Anche papà gliene voleva, sora Camilla.

Come trovate il tempo di venire qui con quello che avete da fare...

...in trattoria? - Se è nostra, Io dobbiamo a lei e al suo povero papà.

- Come potrò mai ringraziarla? - Grazie, commendatore.

Non ringraziate, I'importante è volerci bene.

- E noi gliene vogliamo tanto. - Tanto, commendatore.

Care!

Cara.

- Requeim aeternam... - Dona eis, Domine...

...et lux perpetua luceat eis. Requiescant in pace. Amen.

- Commendatore, la salutiamo. - Sì, cara.

- Ci vediamo mercoledì sera? - Certo, sora Camilla.

Je faccio du' bavette ar pomodoro?

- Mmh! Bone! Grazie, sora Camilla. - A lei, commendatore.

- Arrivederci. - Arrivederci, commendatore.

- Ah, grazie. - Ti pare?

Portineria? Sono la dott. Ssa Conforti, c'è giù mio padre.

Lo faccia salire, per favore. Grazie.

- Alt! - Oddio, che è?

Voglio magna'! Levateme le fasce...

...o pijo tutti a calci in faccia! - Cammina e zitto!

- Dottore, mi riporti i vetrini, eh? - Valeria!

- Ciao! - Ciao. - Accomodati. - Sì.

- Vieni. - Non è pericoloso stare in mezzo...

...a gente infetta? - Ci si abitua. Il professor Cipriani, mio padre.

- Buongiorno. - Piacere.

- Bene! Vi preparate la colazione? - Per carità! Sono cibi adulterati!

- Accomodati pure. - Grazie. - Io mi accomiato. - Bene.

- Buongiorno. - Buongiorno e buon appetito. - Grazie.

- Bel tipo! - È tanto buono.

- Pensa se fosse cattivo! - Così hai parlato con mamma!

- Sì. - Non deve disturbarti per cose che non ti riguardano.

- Ma io sono tuo padre, dopotutto. - Ecco: Dopotutto.

Valeria, so di avere molti torti verso te e tua madre ma...

Non biasimarti, non ci hai mai fatto mancare nulla.

Se ho potuto prendere una laurea, Io devo a te.

Avrei dovuto fare molto di più, starti più vicino.

Ora però ero così felice che ti sposavi.

Che c'è? Cos'è successo?

Non Io puoi dire neanche a me? Che c'è? Non gli vuoi più bene?

Non è questo, anzi.

Voglio molto bene a Ugo, ma, ti sembrerà strano...

...penso che il matrimonio sia una faccenda seria, che deve durare.

Le basi perché due persone vivano assieme sono i rapporti sessuali...

...e da questo punto di vista andiamo benissimo. - Ah!

- Non ti scandalizzerai! - Insomma...

Ma va'!

Ma che è successo?

Ugo ha lasciato il giornale per un altro di tendenze opposte.

- E sai perché? - No. - Lo pagano meglio.

- Capisci ora? - Si doveva sposare, cercava di guadagnare di più...

...migliorare la sua posizione. - E io dovrei sposare uno...

...che per interesse scende a compromessi?

- No, eh? - No!

Proprio no!

Che testona sei! Quanto guadagni al mese?

- 150.000 lire. - Famme vede' dentro a 'sto coso.

- Oddio, che è? - Formaggino.

Prendi 150.000 lire per dir male dei formaggini. Se ne dicessi bene...

...prenderesti il doppio.

- Non cambi mai! - Fai colazione con me?

- No, ma ti accompagno. - Che fai? Mi cacci?

- Devo lavorare. - Me I'ha detto mamma che lavori...

...tutto il giorno. Ti vede solo la sera.

Dicevo a mamma che con te mi sento più un amico che un padre.

A volte stento a credere che tu sia mia figlia.

- Ah! - Certo, mai che tu mi chiamassi papà!

Hai ragione, proprio non mi riesce.

- Ciao. - Ciao. - Buongiorno.

- Sai cosa dico alle colleghe che chiedono chi sei? - Cosa?

- Un ammiratore. - È vero. Non hai idea di quanto Io sia...

...e come mi dispiace che tu sia mia figlia.

- Perché? - Se non Io fossi, ti corteggerei.

- Senza successo, sei troppo vecchio! - Oh!

Son contento che I'hai presa bene. Ma sì...

...morto un Papa se ne fa un altro. A me quell'Ugo non piaceva molto.

A proposito, quando vai in vacanza?

Avevo deciso per la settimana prossima.

Brava, vai con mamma un paio di settimane al mare.

Ti fa bene. E non pensarci più!

- E, fra parentesi, Ugo era anche un brutto nome. - Sì, papà.

Valeria!

Ciao!

Non Io amava, eh?

Ah, i figli!

Scusa, se ti rubo del tempo. Hai assunto un nuovo redattore...

...un certo Ugo Fioretti? - Sì, è bravissimo.

Un giovane preparato, umano, un eccellente giornalista.

- Scusa, perché t'interessa? - Sarà il mio futuro genero.

- È fidanzato con una delle mie figlie. - Complimenti.

Che diventi tuo genero mi fa piacere.

Se vuoi farmi davvero piacere, licenziamelo.

Portami queste due camicie di là. Grazie.

Due minuti! Solo due minuti!

Ciao, Tuliaccio! Sei venuto a prendere la vegliarda?

No, sto aspettando un amico.

Bugie! Ti piace?

- Ma chi? - Parlo della gonna...

...non della vegliarda. Ti piace? - Sì, molto carina. Sexy.

- Che fai di bello? - Son qui per le nuove mini.

Tuliaccio, pianta la matusa e vieni con me al Piper!

- Magari, ma stasera proprio... - Sei proprio irrecuperabile. Ciao!

Ciao. Ciao, cara.

Emanuela.

- E quella da dov'è uscita? - La figlia dell'avvocato.

Conosco il babbo, abitano tre piani sotto di me.

- Hai sempre un babbo pronto. - No, una stupidina...

- Camillo! Hai finito con i conti? - Camillo? Dove?

Sì, Emanuela, li ho chiusi.

- Ragioniere, che fa lei qui? - Emanuela mi ha pregato...

...di dare un'occhiata alla sua amministrazione privata.

- Sarà una faticaccia per lei! - Anzi, questo ambiente mi distrae.

- E come vanno gli affari? - Con Emanuela sempre a gonfie vele!

- È straordinaria. Arrivederla! - Che giornata!

- Andiamo? - Arrivederla, commendatore.

- Sei tanto stanca, amore? - A pezzi.

- Vuoi che andiamo subito a casa? - No, voglio un posto affollato...

...così mi distraggo un po'. - Bene.

Ti spiace se ho chiesto a Camillo di aiutarmi?

Ma scherzi? Chi meglio di lui?

- Vuoi andare in un ristorante dove si balla? - Sì, balliamo!

- Hai visto tua moglie? - Come no? Col barone, mia figlia e il marito.

Si accomodi.

- Prego, Anna. - Grazie.

- Ti secca che ci vedano insieme? - No, Anna ha simpatia per te.

- Anch'io per lei. La trovo molto spiritosa. - Sì?

- Prego. - Certo, bisogna riconoscere che è la meglio di tutte.

Ha una gran classe, una gran linea, è giovanile, sa muoversi.

Ha il fisico di una mannequin.

Benché per i miei gusti è un po' magra. No?

- Eh? Ah, sì. - E poi è intelligente, brava, vivace, attiva.

Conosci quel negozio a Piazza di Spagna, il 77? È suo.

- Credevo gliel'avesse aperto Tullio. - Ma è un'idea di Emanuela.

- E incassa al giorno quel che vuole. - Davvero? - Me I'ha detto Tullio.

Io per questo ho sempre invidiato Tullio. Non per le sue qualità...

...o la capacità di conquistare le donne, ma per la fortuna che ha...

...e che non tutti hanno, di conoscere certi tipi di donna. - Quali?

Quella, ad esempio. Indipendente, bella...

...intelligente e che ha scelto un lavoro che oltretutto rende.

Che nobiltà d'animo il nostro barone! Che schiatta!

Emanuela, non sapevo disegnassi così bene! Cos'è?

Una mia creazione, un modello yé-yé, penso abbia successo.

Un completino gonna e maglietta, cortissime...

...così quando ballano si vedono fianchi e pancino.

È la moglie del ragioner Tasca, che lavora da Tullio.

Purtroppo quando I'ha sposata lui aveva 52 anni e lei 21.

Renato! Cosa vuoi che interessino a Maurizio questi tuoi pettegolezzi.

Sono spiritosi tua moglie e il barone. Stanno bene insieme.

- Sono divertenti. - Sì? Si somigliano. Lui è buono...

...affettuoso. Lei è contenta, perciò contenta lei contenti tutti.

Quella è tua figlia sposata?

No, quella è Fiorella. Piera è in viaggio di nozze.

- E dov'è andata? - In Giappone. - Bello.

Sono arrivati proprio nel periodo degli uragani!

- Così sto tranquillo. - Povero Tullio! Ti preoccupi...

...sempre di tutto e di tutti. - Ridi tu! Intanto voi fate sempre...

...ciò che vi pare. - Voi chi? - Tu, mia moglie, le mie figlie...

- La baronessa, la figlia dell'avvocato. - Non penserai che...

Io no. Ci pensa lei. Viene tutti i giorni in negozio, si prova tutto...

...non prende niente e quando mi vede, chiede: "Come sta Tuliaccio"?

- Oggi stavo per darle uno schiaffo! - Che botta per il ragioniere!

- Li sorprese insieme in un albergo di Frascati. - Di Grottaferrata.

È Io stesso. E allora li denunciò. Per ritirare la denuncia...

...chiese un francobollo. - Solo? - Sì, ma degli Stati Pontifici...

...del valore di qualche milione.

- Dice così perché è cretina! - Una cretina carina, però! - Trovi?

Trovo. Come stanno le figlie della sora Camilla?

Tanto buone. Che care ragazze! Lunedì, quando sono andato da papà...

...non sono arrivate queste due bambine con un fascione di fiori?

- Immagino come ti sarai commosso. - Tanto buone, tanto care.

- Chi preferisci tra le due? Sempre Carmen? - Carmen?

- Tra due gemelle si nota la differenza? - Si nota? - La noti?

Come fai a sapere tutte queste cose?

Me le hai raccontate tu, quando avevi più confidenza in me.

Può darsi, ma non sospettavo ancora quello che sei.

- Avanti, che altro sai di me? - E la svedese? - Ecco.

- È sempre in giro per il mondo. - Tutte le strade portano a Roma.

Ma che fai? Una scena di gelosia? Non hai fiducia in me?

- Io no, io! - Mamma, non sarai gelosa, per caso?

Non Io sono mai stata, vuoi che Io sia diventata ora?

Però ha una bella faccia. È fine, distinto, un vero signore!

È un barone!

- Sei un cafone! - Anna! - Un gran cafone!

- Maurizio, mi accompagni? Andiamocene! - Perché fai così?

Ve ne andate?

- Ti avverto che io parlo anche quando ballo. - Io non ti sento.

Amore mio!

Mi sa che tua moglie ha litigato col barone.

- Scusate. Ciao, Tullio. Buonasera. - Ohilà!

Sono quattro anni che litigano, ma vanno sempre d'accordo.

- Allora bisogna che litighiamo più spesso. - No, noi no.

Emanuela mia, sarà bella questa casa...

...ma come si fa a vivere senza ascensore?

Le scale cominciano a pesarti.

Vuoi scherzare? Se voglio, ora scendo e poi salgo. E ancora...

...per sette volte consecutive. Vuoi? - No, ti prego.

- Sei cattivella stasera. - Scherzo, Io so, anzi, tutti sanno...

...che sei ancora efficientissimo. - Grazie per I'ancora, cara.

- Vuoi un whisKy? - Grazie.

Stasera mi pare di averti provato abbastanza la mia efficienza!

- E questa? - Prendo lezioni, non te I'ho detto?

- No, da chi? - Da un amico brasiliano.

- Brasiliano? - Che c'è di strano? Loro nascono con la chitarra in mano.

E questo muore con la chitarra in testa!

Ma sei geloso?

Ma cos'è la gelosia?

Tu sei la passione mia. Senti, di' a quel brasiliano...

...di stare molto attento a ciò che fa. - Ma è brutto, piccoletto.

Diffido dei piccoletti. Non fidarti nemmeno tu!

Come sei bella! Quanto ti desidero!

Mammina!

Chi è?

Elisabetta? Ma non doveva andare in collegio?

- Oggi pomeriggio doveva andarci. - Beh? E allora?

- Tesoro? - Sono qui.

Beh? Che è successo?

Ho perduto la corriera, allora sono tornata qui.

Ti ho tanto aspettata, poi mi sono addormentata.

Povero amore mio, come mi spiace! Ero a cena con Io zio Tullio.

Se Io avessi saputo, sarei venuta a casa da te.

Mammina, domani bisogna che mi alzi presto...

...e prenda la corriera delle 6. Se arrivo dopo la messa...

...domenica non mi lasciano venire a Roma.

- Non preoccuparti, ti accompagno io. - Non puoi alzarti...

...così presto la mattina. E non hai la macchina, è a fare il tagliando.

È vero, dimenticavo. Troverò qualcuno che ti porti in collegio domani.

- Chiedilo allo zio, è sempre gentile! - Ma certo! Contenta?

Ora dormi, se no domattina non ti svegli. Buonanotte.

- Elisabetta. Sì, mamma.

- Mettiti giù. - Ma tu non vieni a letto?

- Sì, saluto zio Tullio e vengo. - Ti aspetto.

Tullio, sono desolata.

- A chi Io dici, cara? - Come potevo immaginare?

- E va beh, pazienza. - Sei molto arrabbiato? - No.

- Sì, che Io sei. - E va bene, Io sono.

Non mi dai nemmeno un bacio?

- Hai sentito cos'ha detto Elisabetta? - No. - Dai, che hai sentito!

- Va bene, a che ora? - Alle 7 è troppo presto?

Sarebbe troppo presto anche mezzogiorno.

Scherzo, amore.

- Va bene, alle 7. - Grazie, ma mi raccomando...

...conosci Elisabetta, ha paura che la suora la punisca, se tarda...

Dille che con Io zio Tullio si sta tranquilli.

- Ciao, a domani. - Buonanotte.

- Ciao. - Ciao.

Rifatti tutte le scale adesso!

- Cucù! - Cucù!

Mammina! Che fai?

Sì, amore, vengo.

Non puoi trattarmi così! Ricambiare un affetto profondo...

...come il mio con tanta cattiveria! Cattiveria!

Sei cattivo, malvagio, senza cuore! Ti odio! Ti odio!

Non voglio vederti ma più! Mai, capito? Mai!

- È lei, commendatore? - E chi vuoi che sia?

- Che fai, sei ancora in piedi? - Stavo riordinando le mie cose.

- Chiamale cose! Novità? - Ha chiamato la hostess...

...la signorina Ingrid. - Ah! Che ha detto?

- Che era appena arrivata e che riparte domattina. - Bene!

- Commendatore, che fa? Esce? - Faccio quel che mi pare...

...e tu fai meno telefonate!

Oddio, mi ha sentito!

Au revoir, cheri!

- Tullio, amor mio! - Ingrid!

- Come mai questa sorpresa? - Un volo speciale per un cardinale...

...del Concilio. Ti ho chiamato subito! - Santa Lucia.

Mavaffan...

- E il tuo Tullio è volato da te. - Italiano mio, vieni!

- Cosa sono questi rumori? - Igor mi ha detto che non tornavi...

...ci sono i miei amici e il mio comandante. Te li presento.

- Capitano, il commendatore Tullio. - Piacere.

Vieni, commendatore, per favore siediti.

Che vuoi bere? Gin? Vodka? Whisky? Caffè?

- Una piccola cosa, leggera... - Sst! - Sst!

- Va bene? - Grazie.

Che cos'è?

Elettronico. Sst!

- Anche lei vola? - Sst!

Meraviglioso!

- Ti piace? - Eh!

- Elettronico! - Ah!

Lars I'ha comprato a New York. Lui ama questa musica.

- Sei stanco? Ti annoi, vero? - No, è bellissima.

È un po' tardino.

- Ma che fanno questi? Non se ne vanno? - No.

No?

- Loro partono domani. - Come passeggeri, spero.

- No. - Sst!

Che peccato!

- Bene, andiamo. - Andiamo?

- Hi. - Hallo.

- Ingrid! - Tullio!

- Sei davvero contento di vedermi? - Lo sai che aspetto questo momento...

...con tanta ansia! - Allora aspetta un altro momentino.

Che è?

- Italiano? - Eh?

- Italiano? - Jawohl.

Aspetto Ingrid.

- Tullio, ma che fai? Ancora così? - Non vedi chi c'è? Sembra...

...un aeroporto! - Attention, please! Ehi, you! Everybody ready?

Two calls for flight 702! LooK for somewhere else!

- Tullio! - Brava!

Ingrid, amore mio.

- Bello! Italiano mio! - Bella! Svedesina mia!

- Pronto? - Buongiorno, la signora Emanuela è furibonda...

...I'aspetta dalle 7. - Accidenti! Che ora è? - Le 9!

Chiamala! Dille che arrivo subito.

E chi la sente adesso?

Ascensore!

E che te pare...

Finché si tratta di una valvola della luce, ma rifare...

...le pareti mi sembra eccessivo, no?

- Tullio! - Chi è?

Oh, Anna! Ciao. Eri tu con I'ascensore aperto?

- Hai dovuto fare le scale a piedi? - Certo! Che fai di bello?

A te non bisogna chiederlo...

Io sono qui per lavoro. Bisogna controllare gli inquilini.

Ogni volta che se ne vanno è un disastro.

I due brasiliani dell'attico, ad esempio, ci spenderò un patrimonio!

Li hai voluti comprare tu questi appartamenti, tu li amministri...

...e nessuno ti dice niente, ma quando metti un inquilino dentro...

...cerca di sapere chi è, se no il portiere che ci sta a fare?

A proposito, pare che quell'hostess svedese che mi hai raccomandato...

- Ah, sì! ...si confonda un po', cambia la notte per il giorno...

...e gli inquilini si lamentano. - Lei cambia sempre il fuso orario...

...e confonde notte e giorno. La francese di fronte...

...piuttosto, lei sì scambia notte col giorno, col viavai di signori...

...che c'è la notte! - Ma c'è una differenza.

- Quale? - La francese paga il doppio della tua svedese.

- Ah! È una questione di moralità economica! - Proprio!

- Ciao, Anna. - Ciao. - Non ti sfugge niente!

Che persona distinta! Viene tutti i giovedì. Lo conosce bene?

Abbastanza. È mio marito.

A volte siamo destinati! Il destino mio s'è scatenato oggi.

Non m'hanno svegliato...

...il telefono e I'ascensore non funzionavano.

Esco e trovo una rompiscatole che parla del condominio!

Ma che importa a me? Le dico che ho da fare, ma continua a parlare.

Il contrario di voi che non parlate, neanche una parola. Cantiamo?

Sì, ora cantiamo! E ti fermi! Di' che lo fai apposta!

Devo fare benzina, non ne ho più!

- Non I'hai ancora capito? - Io non I'accompagno...

...con le suore non ci parlo! - Non devi farlo!

- Cosa le dico? Che figura ci faccio? - L'accompagno io...

...ci parlo io con la madre, è tanto buona, la conosco...

...chi fornisce loro la biancheria? Noi! Elisabetta, t'accompagno io!

- Tu non mi accompagni! - Va beh...

In collegio non ci vado, mi metteranno in castigo...

...mi lasceranno senza tutto, non mi faranno vedere la TV.

Facile per voi, mi scaricate e via!

So io quel che mi aspetta, e questo perché zio Tullio ha dormito!

Ma chi è? È colpa mia, non dovevo fidarmi di lui, ma chiamare papà.

Papà è sempre puntuale, preciso! Io in collegio non ci vado!

- Basta! Non ti posso più sentire! - Mi spiace, non è colpa mia!

- Sbrigati! - Nun se preoccupi, c'ho messo 'na tigre nel motore!

- Magari! Tieni tutto! - Grazie, dottore!

Avete visto come ho fatto presto?

- Ah, volete prendere qualcosa? - Ma dai!

Vuoi un'aranciatina?

- Mamma mia! M'ha mozzicato! - Ha fatto bene, son contenta.

E ci vai pure in collegio? Che sei? Una bestia?

È gentile, sensibile, delicata. Una brava bambina, studiosa...

...e disciplinata. - In ritardo è arrivata...

...ma la madre superiora I'ha già perdonata! Vero?

- Elisabetta, vai in classe. - Grazie, madre.

- Ciao, Elisab... - Sempre allegro, lei.

A volte, per divertire la bambina.

È molto affezionata a lei.

Molto, sono il suo padrino, I'ho vista nascere.

Ho I'impressione che i suoi genitori non vadano molto d'accordo.

Qualche piccolo screzio, ma niente di serio.

- Mi fa piacere, temevo qualcosa di più grave. - No, no.

Oggi non tutti i matrimoni reggono al logorio del tempo.

Pur vivendo lontano dal mondo, ne vediamo gli effetti sulle bambine.

- Ha I'impressione che Elisabetta... - Parlavo in generale.

Meno male.

Purtroppo devo lasciare questo luogo di raccoglimento...

...il lavoro mi chiama. Scusi ancora per il ritardo.

La perdono per questo ritardo, ma non per quello nella consegna...

...dei tovagliati e della biancheria. - Non sono ancora arrivati? - No.

Provvederò io personalmente. Vuol dire che si rivarrà...

...ritardando un pochino il pagamento. - A questo avevo già pensato. - Ah!

- Sia lodato Gesù Cristo. - Sempre sia lodato!

Beh?

Emanuela!

- Emanuela! - Vattene!

- Che fai? - Vado a casa da sola col primo che passa!

No, su!

Via!

Ma che fai?

- Fai così perché sono arrivato con un'ora di ritardo? - Sì, da dove?

- Andiamo, su. - Ho capito benissimo che non hai dormito a casa.

- E allora? Beh? - Beh... Così!

Quando ti ho lasciato mi ha chiamato una bella bionda e sono andato da lei.

Porco! Mascalzone! Bugiardo!

Vieni qui, Emanuela, sembriamo due bambini!

Quando ho lasciato te, sono andato a trovare Renato.

Ci siamo messi a fare una partita con altri amici...

...io vincevo. Non potevo lasciarli. Abbiamo fatto le 8 di mattina.

- Perché non me I'hai detto prima? - Davanti a tua figlia? Che figura...

...avrei fatto? Sei tranquilla adesso?

- Chiediamo un passaggio a un camioncino? - Io solo Rolls Royce!

Non ci sono Rolls Royce da queste parti.

- Che facciamo? - Mi devo accontentare della Maserati?

La mia, ti va?

Hai fatto apposta? Leri sera hai detto...

...che dobbiamo litigare più spesso! - Sì.

- Prego. - Tu non hai dormito nemmeno un pochino?

Un pochino, sì. Una mezz'oretta su una poltrona.

Povero caro, chissà che sonno avrai!

Sonno?

Ma non fa niente.

- Sto bene. - Non si guida col sonno.

- Fatti un riposino! - Dici?

- Bastano dieci minuti. - Dove? - Fermiamoci da qualche parte.

Buona idea, amore.

- Senti che odore di terra bagnata! - Sì.

Dovremmo venirci un po' più spesso in campagna, sai?

Guarda che meraviglia! Straordinario! Non è bello?

- Fermati qui, amore. - Sì.

Ahi! Ahi! Che giornata! Mi si piegano le gambe!

Povero commendatore! Vuole mangiare? Vuole qualcosa?

Non voglio niente! Solo il letto! Non c'è la ragazzina, per caso?

- Sì, è venuta col fotografo - Meno male, dov'è?

In terrazzo. Fa come fosse a casa sua, come una padrona. Cosa devo fare?

Niente, gliel'ho dato io il permesso.

- È prepotente! - Statte zitto!

In fondo non devi innervosirti, è una bambina.

- E quello chi è? - Ho invitato mio nipote.

- Hai fatto bene. - Saluta il commendatore!

- No, magna, magna! - Ha sempre fame, così giovane...

Chi ti dice niente? Invita tuo nipote, ma non prendertela con la bambina!

Sono due ore che fanno fotografie. Dicono che servono per una rivista...

...ma credo che la signorina Romina voglia darsi al cinema.

Davvero? Certo, con quella faccia e quel fisico, una ragazza oggi...

...cosa può fare, se non il cinema? Bella, eh? Che le sta facendo?

- Di tutti i colori. - Andiamo, se ci vede, si distrae.

E poi è meglio che non guardi e vada subito a dormire.

Son proprio contento, così abbiamo anche una diva in famiglia.

- Stia attento! - A che?

- L'ambiente del cinema è molto pericoloso. - Sì?

Cominciano a dire che bastano 5 milioni per fare un film...

...poi, una volta che ci è dentro, è come le sabbie mobili. - Come lo sai?

Avevo un nipote che voleva fare I'attore.

- Pronto? - Non ci sono.

- Non è possibile! Quando? Dove? - Che è successo?

- Hanno arrestato la baronessa. - Meno male, va'!

Chi?

Mamma è mamma! No' che me devo fa' mena' da quell'imbriacone là!

Solo perché è mi' marito pensa che me po' mena'.

- Che mestiere fa? - Non ha mai fatto niente.

So' io che lavoro, e quando vengo a casa mi ricompensa con un calcio.

Basta! Puoi andare. E bada come parli! Non sei sola qui!

Me' cojoni. Anvedi quella, me pare 'n sordato!

- Che vergogna! Dove ci hanno trascinato! - Basta, maman!

Hanno portato qui due signore? Baronesse Corneano?

I fermati avanti a destra.

- Saraceno! Il foglio di via per i capelloni! - Eccolo.

Aridaje!

Olga! Bonjour, maman! Olga, beh?

- Non resteremo in questo paese. - Che è successo?

- Hanno arrestato mamma come una criminale. - Perché?

Ci sono comunisti dappertutto, anche nella polizia.

Ci controllano perché siamo fuggite dal loro paradiso!

Calma, non vi compromettete! Il commissario è una brava persona.

Parlo io con lui, ma state calme. Il dottor Lo Bello, sono Conforti.

- La porta in fondo. - State tranquille, aspettatemi qui.

Mannaggia!

- Voi, capelloni, con me! - Aho! Ce portano sempre... - Zitto!

Il commendatore... Il commendatore...

- Permesso! Lo Bello, permette? - Caro Conforti! - Caro commissario!

- Scusi se la disturbo. - Per carità. - È per le due baronesse Corneano...

...sono due buone amiche mie. - Mi spiace, ma abbiamo dovuto...

...procedere al fermo della vecchia... Pardon! Volevo... - No, lo dica pure.

- Ma che ha fatto? - Guardi questa roba e giudichi lei!

Come?

È roba scadentina. La baronessa avrà protestato troppo vivacemente...

- Non ha protestato, I'ha rubata! - Rubata? - Il signore I'ha sorpresa...

...mentre cercava di nascondere nella borsa questa camicia da notte.

Invitata in ufficio e perquisita, si è scoperto che aveva sottratto...

...tutta questa roba, per un valore di 80.000 lire.

- Tutta 'sta roba ne vale 30.000. - Questo è il listino dei prezzi.

Dei prezzi, non del valore reale. Allora sarebbe comodo!

Uno ruba un cavolo, lei dice che costa 10.000 e quello va all'ergastolo!

Commissario, giudichi lei, una povera signora malata...

...che ha subito tre guerre e tre rivoluzioni, pluridecorata...

...che ha rischiato la vita per trovare la libertà...

...vogliamo condannarla per due straccetti?

Ma poi lei non è incaricato della sorveglianza contro i furti?

Infatti, appena ho visto la signora col casco, m'è sembrata strana...

...e I'ho sorvegliata. - Allora fa il detective di professione...

...e aspetta una signora col casco per sorvegliare? - Sono un detective.

- Tagliamo corto, vada di là. - Vado? - Vada, vada.

Vado, ma non vorrei che, come già a Torino, alla fine arrestiate me.

- Vada, vada. - Senz'altro, permesso.

- Che facciamo? - Che vogliamo fare?

- Olga! - Paternò!

- Lascia andare! - Contenta? Il commissario I'ha perdonata.

- Però un'altra volta... - Non ci sarà un'altra volta!

- Lasceremo I'Italia domani! - Io vi dico che...

Lasciali stare, maman!

- Ha sentito? - Tranquillo, non farò niente per impedirglielo.

Non lo fanno mai. Da otto anni ogni tre mesi minacciano di andar via.

- Che le posso fare? È una bella donna! - Osteria!

Ma chi è causa del suo mal... Grazie, commissario.

- Caro, Conforti. - E scusi il disturbo. - Prego.

- Desidera? - Come? Sono rientrate le signore?

Sono in altana. Chi debbo annunciare?

Impara a riconoscere le persone! Sono il commendator Conforti!

- Te I'ho già detto! - Scusi, di giorno non I'avevo riconosciuto!

Un vento m'ha spazzato via in un risucchio dell'aria!

Olio! Una goccia e cade! Il circolo si apre o si chiude!

Il circolo si chiude. Il circolo si...

- Baronessa! - No, commendatore! No!

- No, commendatore! No! - Maman!

Tullio! Sei un mostro! Hai picchiato maman!

- Ancora no! Ma se non la smettete, ve meno a tutte e due! - No!

- Vattene! Mi fai paura! - Sentite, baronesse, sono un industriale...

...molto conosciuto! Ho una famiglia e una reputazione da difendere!

Se continuate a dare scandalo, che penserà di me la gente?

La gente! Quale gente? Siamo baronesse Corneano...

...non tua famiglia! Non tua gente!

Andiamo, che serietà è? Tua madre balla, cade in trance...

...tutti quegli esseri strani, la suonatrice coi cazzotti, ma che è?

Madre è più normale di tutta tua gente!

Tua madre è mariola, ruba, I'hanno arrestata.

Nel nostro paese nessuno le dice mai niente!

- Ma qui chi ruba Io sbattono dentro. - Siete tutti comunisti!

Allora andate in un paese senza comunisti!

Sì che andiamo! E non torniamo mai più!

Allora è vero che partite.

- Dobbiamo partire? - Dovete partire? - Sei tu che me lo dici. - No tu!

- Partiamo. - Partiamo?

- Insomma, partite o non partite? - Sì, Tullio.

Partiamo. Mamma ha interpellato il destino col filo e lui dice di sì.

Andiamo dove siamo partite. Il circolo si sta per chiudere.

Addio, Tullio!

Olga, non fare così!

Capisco il tuo dolore, ma se il filo ha detto così...

...si vede che è destino e io non ho la forza di oppormi al filo.

Non mi resta che ringraziarti per i meravigliosi anni che mi hai dato.

Ti auguro tutta la felicità che desideri e meriti. Addio, Olga.

- Tullio, bambino mio! - Che è?

Amico dell'esilio! Non posso permettere che la partenza di Olga...

...spezzi il tuo cuore generoso. Olga resterà. Solo io partirò!

- Addio, figliola! - No, mamma! No! Mamma!

- Figlia mia! - Non puoi lasciarmi!

Poi che ne sarebbe di noi? Sfideremo il destino!

Non si divide mamma da figlia! Resteremo tutte e due!

Non posso accettare il vostro sacrificio! Accettate il destino!

- Il circolo si deve chiudere! - Allora non vuoi che resti!

- No! È il filo! L'ha detto maman! - Sciocchezze, poteva anche sbagliare!

- Sicura di aver visto giusto? - Non so, i calcoli sono difficili.

- Forse mi sono sbagliata. - Rifallo! - Sì.

- Povero amore mio! - Che fai? - Vieni con me! - E dove?

- Vieni. - Vedi come sei cattiva?

Amore, come stai soffrendo! Anch'io. Senti come batte qui! Senti?

- Eccome! Lo sento, lo sento. - Dammi un bacio.

- Romanaccio! Romanaccio! - Ohi! No! No! Mi fai male!

- Voglio farti male! - Pompilio!

- E lassame sta', signo'! - Pompilio! La prego!

Lassame sta', te dico! M'ha scritto mamma che sta male!

Pompilio!

- Buonasera! - Buonasera, commendatore! - 'Sera!

- Pensavamo non venisse più! - Ho avuto una giornata intensa!

- Si strapazza troppo. Chi glielo fa fa'? - Già. Come andiamo?

Come gli antichi, magnamo le cocce e buttamo i fichi!

- Che c'è di buono? - Un brodino che fa risuscita' i morti.

- Mi dia una tazza che mi tira su. - Mettejece pure un ovetto. - Sì...

...ho una fame! Che altro c'è? - De tutto: Pesce fritto...

...pollo arrosto, spaghetti all'amatriciana.

- Mmh! Tutto mi mangerei. - Buonasera, commendatore.

- Ciao, come va? - Col vento in poppa!

- S'è fatto sveglio Virgilio! - Son più i piatti rotti...

...che quelli che porta in tavola. - Un cojone de niente!

- Però che vi va bene è vero, eh? - Questo sì, purtroppo.

- Perché purtroppo? - Non sappiamo più dove mettere la gente.

- Io da sola non ce la faccio. - Prendete qualcuno!

- E dove Io metto? Non riusciamo più a muoverci! - E allargatevi!

- Ve lo dico sempre. - Ci sarebbe una possibilità: I frati.

- I frati? - Hanno il deposito che sbuca qua, dove bruciavano i morti.

- C'è pure un bel forno. - Fa un po' senso...

...non mi sembra I'ambiente adatto. - Oggi alla gente piace il macabro.

- Oggi la gente fa un po' schifo. - Ma vonno 'n sacco de sordi.

- Quanti? - Non ne parliamo, commendatore mio. Lei ha fatto...

...anche troppo per noi. - Pure troppo! - Quanti?

3 milioni.

Beh, parlate con i frati, poi mi fate sapere. Dov'è Esperia?

- Come posso ringraziarla? - No, che fa? Su!

- È un santo! Vero, ma'? - Non c'è più religione!

- Ciao, Carmen. - Ciao.

- Che è successo? - T'ho telefonato ieri, hai fatto dire che non c'eri.

- Io? Non Io dire neanche per scherzo. - Sono 6 mesi che non ci vediamo.

Sono 6 mesi che sei sposata!

Non sei felice con Virgilio? Non ti piace?

- Lo sai che mi piaci solo tu. - Anche tu. Ma un giorno hai detto...

...che volevi sistemarti. - Cambio, prego.

- M'ha sistemato bene quello! - Sigaretta? - Non fumo.

Quando eravate fidanzati il capoccione m'era antipatico, ora m'è simpatico.

La sai lunga tu! La racconti bene!

Esperia scende subito. Si sta facendo bella.

Le figlie di Camilla non hanno bisogno di farsi belle. Lo sono.

- Il tavolo è pronto! - Sì?

- Ma che è? Geloso? - Sì, sì.

- È arrivato il commendatore? - Sì. - Come sto?

- Domandalo a lui. - Mmh.

- Buonasera, commendatore. - Come sei bella!

- Ti piace il vestito? - Meraviglioso...

...ma sei bella anche senza.

- Il suo brodino. - Grazie.

- Per me du' bavettine al tonno. - Non hai già magnato?

E che vor di'? Lo faccio mangiare da solo?

- Da domani comincio la dieta del fantino. - Cos'è?

- Per dimagri'! - Perché? - Ti piacciono le ciccione, eh?

Tu e Carmen siete gemelle, ma lei mi sembra più grassa. Com'è?

- È incinta. - Non lo sapevo.

- Di' la verità, ti piace ancora! - Chi?

- Commendato'! - Che dici? L'ho vista crescere!

Perché? A me m'hai vista cala'?

- Che è? - È il folklore.

- Posso? Me vado a fa' 'sta cantata pure io e poi se n'annamo. - Vai.

Canta!

A noi ce piace de magna' e beve e nun ce piace de lavora'.

Portace n'artro litro che noi se lo bevemo...

... e poi ja risponnemo: "Embè? Embè? Che c'è?"

- Come sta zia? - È a Liverpool.

Mi spiace che si disturba ad accompagnarmi. Prendo un taxi.

Per carità, se il commendatore sapesse che I'ho fatta andar via...

...sola di notte, mi licenzia. - Ma io non glielo dico.

- E poi lei I'accompagno volentieri. - Le altre no?

Bocca mia, non me fa' di'!

- Come va il ristorante? - Non possiamo lamentarci...

...ora il commendatore vuole che ci allarghiamo.

Che uomo! Non ha pace. Allargherebbe pure il Colosseo...

...se lo lasciamo fare!

E come sta sora Camilla?

E là!

- Pronti, ragioniere. - Rimborso spese sostenute...

...dalla signora Anna per le nozze. Queste sono le ricevute.

Una bella festa! Proprio riuscita!

- Abbiamo speso anche poco! - 2.834.000 lire.

Ecco! Proprio riuscita, eh?

- Avanti. - Ecco qua.

Cos'è? "Poveri della Parrocchia. 350.000 lire. Beh?

La signora Anna ha sempre I'abitudine di offrire quando dà una festa.

- Sì, lo so. - Poi, mance.

Non me lo dica, lo leggo. A chi?

La signora Anna mi ha detto così, non mi permetto di dubitarne.

Mia moglie fa la cresta sulla spesa che fa lei! Pensi un po'!

Avanti, ragioniere.

14 metri di velluto lino Rhodiatoce acquistato da Cesari. Perché?

La baronessa Olga dice che la nostra è merce scadente...

- E lei se I'è lasciato dire? - Non ha tutti i torti...

...ha un po' di ragione, è un velluto fine... - Ah!

...tessuto a mano, Cesari le ha fatto il 25% di sconto. - Ah! Ah!

Su!

- Cos'è? "Bar Camilli 86.000 lire". - È dove la signorina Ingrid...

...ordina i liquori. - La hostess. Là li ordina? Avanti.

- "Professor Fabiani, 286.000 lire." - Per I'operazione di adenoidi...

...che ha fatto Elisabetta. - Chi è? - Nostra figlia.

Mia figlia.

- Lei non ha la Cassa Malattie? - L'ho fatto presente a mia moglie...

...ma mi ha detto che lei aveva consigliato il professor Fabiani.

- Sono stato io, scusi. - Ma le pare?

Ecco la pianta e il preventivo per I'allargamento del ristorante...

...della sora Camilla. - È in gamba! Non ha perso tempo!

Sì?

Commendatore, c'è la sora Camilla con le figlie.

- Eccola! - Gente trista, nominata e vista!

- Macché trista! - È un vecchio adagio.

- Per lei sarà trista! Che fa? Dove va? - Pensavo...

Lei pensa troppo! Stia qui.

Avanti!

- Eh! - Commendatore, come sta?

- Bene, grazie. Voi? - Bene, grazie.

Mi fa piacere, accomodatevi.

Ragioniere, ricorda la sora Camilla e le gemelline?

Certo che mi ricordo. Esperia e Carmen. Sono molto cresciute...

...in salute e bellezza. - Troppo buono.

Sora Camilla, stavamo guardando la sua mappa.

- Dopo ieri sera, me so' fatta coraggio. - Brava.

- E gliel'ho mandata. - Vede? - Questa, eh?

- Il deposito dei frati. - Dove bruciavano i morti?

Esatto. Questo è il muro da buttare giù. La cucina qui...

...come diceva lei. - Ce serve un impianto novo.

- Questi so' i cosi... - I cosi! - I dépliant! - Dépliant.

Elettrodomestici Ignis. Rifanno tutto nuovo.

- Già che ce semo, lo facciamo doppio. - Sì?

Dov'è ora la cucina ci sarà la saletta.

E con poca spesa si può buttar giù la parete a sinistra.

- Si può? - Basta daje 'na botta.

- Buttiamo giù tutto. - Il materassaio c'è, basta comprare.

- Fanno comodo i materassi, eh? - Sì! - Che uomo il commendatore!

- Poi ci sarebbe il giardinetto! - Ah, c'è!

Si può coprire con una tettoia di plastica.

O forse con un pergolato.

Eh, già, stamo a aspetta' che cresca. Meglio la tettoia, vero?

- Che dice? Meglio la tettoia. - Certo, sarà una bella spesa!

- Beh? - Il compare di mio marito...

...ha fatto un preventivo. La farebbe lui. - È di un'onestà!

- Sì? - Son sicura che la buonanima di Marcello...

Eccolo là, commendatore! Sarebbe tanto contento che ci allarghiamo!

- Sì, sarebbe contento. - Sì, ne sono sicuro anch'io.

- Brave, un bel progettino. Ragioniere, se ne occupi lei. - Sì.

Purtroppo devo andare, ho gente a pranzo che mi aspetta.

Una scocciatura! È stata una gioia! Brave! Arrivederci! A mercoledì!

Tutù, t'è dispiaciuto che siamo venute con mamma?

Che dici, bambina mia? Mi ha fatto piacere!

Piccina! Arrivederci, care! A mercoledì!

- Lo fa. - Lo fa?

- Lo fa, lo fa. - Commendato'! Lei è un santo!

- Il nostro santo! - Arrotolate la mappa!

Piccola, perché non consumi a tavola il nostro pranzettino?

Vuoi I'uvona? Ah!

Poveraccio, devo dargli un'altra seccatura ora.

Ma no, è tanto buono. Sistema sempre tutto.

Non ci sono per nessuno!

Uno a te...

...e uno a me!

Uno a te...

Lupona!

Oh! Che mi fai male?

Sì!

Signora! Signorina! Che piacere per il commendatore! Prego!

Grazie.

- Bambina! - No! Non voglio!

Ma che dici? La forza, con te?

Dolcezza, delicatezza, la carezza...

Sei una selvaggia!

Io ti acchiappo! Eccomi!

Non aver paura!

Sono il tuo Tuliaccio! Vango! Gioco con te!

Mi butto!

- Commendatore? - Che voi? - La signora Frustalupi e sua figlia.

- Al telefono? - No, di persona.

Ma come? Gli hai detto che c'ero?

Alla signora Agnese non posso mentire.

- Non vedi cosa sto facendo? - Purtroppo io vedo.

Scusami, cara, vengo subito.

Lo sente in che stato è ridotto?

Ti do un manrovescio, sai?

- Papà. - Bambina mia, cara Agnese!

Scusate se mi presento così, ma non sapevo di questa visita.

Che bella sorpresa! Ma potevate avvert...

Che è?

Uh! La retina! Non la metto mai, ma oggi c'è un ventaccio!

- Che è successo? - Sono disperata. - Perché?

Ugo è stato licenziato da quello sporco giornale!

- Sei contenta? - No. - No?

Dopo i discorsi dell'altro giorno Valeria si era convinta...

...e aveva convinto Ugo, si sarebbero sposati sabato...

...ma ora non vuole più. - Perché?

È un ragazzo serio, orgoglioso. Non può più, dice che senza lavoro...

...sarebbe umiliante per entrambi, ed è giusto. - Sì.

- Per questo devi aiutarci. - Certo che ti aiuto!

- Ah! Siete qui! Allora è vero. - Che cosa? - Che ne so?

- Vuole qualcosa, signorina? - No, Tuliaccio, faccio da me.

È la mia insegnante di educazione fisica.

- Non vedo che altro potrebbe fare. - Già.

- Che stavamo dicendo? - Che devi aiutarmi.

- Dimmi cosa devo fare e lo faccio. - Devi trovare un lavoro a Ugo.

- In ditta dove metto un giornalista? - Conosci anche gente nei giornali!

L'unico direttore che conoscevo I'ha licenziato.

- Non gliel'avrai chiesto tu? - Che gliel'ho chiesto io?

- L'hai chiesto tu? - L'ho chiesto io?

Lo dicevo perché se volete faccio una telefonatina e lo riassume.

- Per carità! - No? - Ugo non accetterebbe. - Perché?

Prima di andar via deve aver detto cose pesanti.

- Hai capito? Eh, bravo Ugo! - Sì, purtroppo.

Calma, ha fatto bene. Ora lasciatemi pensare...

...al momento non ho idee. Vedrò, cercherò! - Promettimelo!

- Ma certo! Ne dubiti? Senz'altro! - Mamma, dobbiamo andare!

Andate via? Ma come? Aspettate? Volete bere una cosina?

- Ugo ci aspetta giù. - Perché non è salito?

Lo sai com'è timido e orgoglioso!

- Verrai al matrimonio? - Certo! In quale chiesa?

- In municipio. - Come? - Ti dispiace?

Sì, lo sai come la penso, no?

- Il matrimonio civile è più importante di quello religioso. - Oh!

Si può dichiarare nullo quello religioso, quello civile no.

Beh, sotto questo aspetto, forse...

- Ciao. - Ciao e grazie.

- Ti pare? Sta' tranquilla! - Ciao, papà.

- Lo sai che oggi m'hai chiamato papà? - Lo so.

Auguri!

Eccola!

Amoruccio! Tesoro!

Fastidi, fastidi, fastidi con queste famiglie.

Piccola!

Se n'è andata.

Povera piccola!

Non mi resta che il riposino.

Ohilà! E tu chi sei?

- Temevi che me ne fossi andata via? - Si che avevo paura! Piccinina!

Ammazzala!

Buongiorno, barone!

- C'è il commendatore? - No, dorme.

Non cominciare a dirmi di no. Io voglio parlare.

Commendatore!

Commendatore!

Commendatore! Il barone!

- C'è di là il barone S. Ambrogio. - No, digli che non ci sono.

Ha visto uscire la signorina Romina. Mi spiace, commendatore.

Sarebbe difficile fargli credere che è venuta per me.

- Che è? - Ho aperto. Faccio entrare il barone?

Oh, mamma mia! E fai entrare!

Dov'è?

- Commendatore, il barone. - Sì, fallo accomodare.

- Il barone. - Scusami tanto per il disturbo.

Vieni, vieni! Per carità, accomodati. Prendi una sedia.

Grazie.

Scusa se non m'alzo, ma sto a letto!

- Immagino. L'ho vista, sai? Per quello! - Ah, I'hai vista?

- Mi devi aiutare! - Aho! Che è? Che è successo?

- Ho litigato con Anna. - E che c'entro?

- Solo tu puoi aiutarmi. - Io? - Sì.

- È assurdo! Io ti devo aiutare? - Sì.

Quella è mia moglie... Tu sei amico del direttore del Messaggero?

Sì, siamo due fratelli, ma non vedo il nesso.

- Lo vedo io. Dimmi, che è successo? - È cominciata I'altra sera...

...al ristorante. C'eri anche tu. - L'ho vista, Anna...

...che usciva tutta impettita. Perché avete litigato?

- Per colpa tua. - Mia? - Sì, ho raccontato a Maurizio...

...una tua avventura galante e... - E perché fai il pettegolo?

- Io storie mie non ne ho... - E allora racconti le mie? Certo...

...che s'arrabbia! - Scherzavo! - Ma lei parla sempre sul serio!

- Non è spiritosa! - Te ne accorgi ora?

Poi mi ha piantato al ristorante e se n'è andata con Maurizio e Fiorella.

Sono rimasto lì un po', poi sono andato a casa.

- Ho chiamato... ...e ha fatto dire che dormiva.

Sì. Oggi ho mandato i fiori, un biglietto scherzoso...

...sono passato a prenderla per andare a colazione...

...e ha fatto dire che non c'era. - Sì. - Certo!

Poi ancora a casa, ho chiamato e non...

- Puoi immaginare cosa è uscito da quella bocca. - Come lo sai?

- Amico, 14 anni ho vissuto con lei. - Dimenticavo.

- Tullio! - Eh? - Io I'amo.

Lo so, caro.

Se non ne fossi convinto, starei a parlare con te?

Ti do un consiglio: Non cercarla, sarà lei a farsi viva.

Non posso, è più forte di me. Sono circa sei anni che mi dico...

...che ho torto ad agire così... - Quattro!

- Sei. - Come sei?

Quattro anni la relazione ufficiale, ma avevamo cominciato due anni prima.

- Ah! - Ti dispiace?

- Mi dispiace, ma... - D'altronde eravate già separati legalmente.

- Ma da poco. - Tre mesi.

- Capirai! Ti pare poco? - Devi aiutarmi! - Ahio!

Sì, ma tu mi devi fare assumere un giovane al Messaggero.

- È mio genero. Puoi? - Su due piedi?

- Vuoi far pace con Anna? - Sì. - Quando mio genero...

...entra al Messaggero, farai pace con Anna.

- Promesso? - Promesso. - Vattene ora, fammi dormire...

...se no Anna mi distrugge subito. - Sì, vado.

- Va', va'! E chiudimi la porta! - Ciao! - Ciao.

Eccolo!

Barone, per essere bello sei bello, ma quanto sei stupido!

- Ciao, papà! - Oh! Ciao, Fabrizio!

- Come stai? - A quest'ora si rientra?

- Esco. - Esci? - Gli amici mi aspettano al Piper.

- Combinato così? - Sto più a mio agio.

Si sente a suo agio! A mezzanotte! Mi sembri matto!

Vado a ballare di pomeriggio? Tu piuttosto che fai qui?

- Aspetto mamma. - Perché? - Devo parlarle.

Allora è meglio andarsene.

- No! Vie' qui! Domani è il grande giorno? - Speriamo bene.

- Perché? Io sono sicuro! - Beato te! Io no! - Perché?

- O son promosso o rimandato o bocciato. - Come sei intelligente!

Ciao, papà!

- Ciao. - Ah! Ho conosciuto una certa Romina, sai che m'ha detto?

- No. - Che solo tu potevi avere un figlio come me! Ciao, papà!

- Ciao. - Non litigare troppo con mamma che lo fa già con Renato. Ciao!

Ciao.

Ciao, Tullio!

- Ehilà! Anna cara! - Scusa il ritardo.

- Sei splendida stasera! - Grazie per stasera.

- Ti vedo così di rado! - Hai preso qualcosa?

- Un whiskino. - Cos'hai da dirmi di così urgente?

È un argomento delicato e imbarazzante.

Ti vedo sempre volentieri...

...ma se sei venuto per Renato, è meglio che te ne vada subito.

No, non sono qui per aiutarlo, ma per parlare di lui e di te.

Cosa vorresti dire?

Fra noi ci sono sempre stati equivoci e malintesi...

...ma ti ho sempre riconosciuto una qualità rara: La sincerità.

Lasciamo stare i preamboli e veniamo al sodo.

Va bene, ma non è facile.

Sai che ho sempre ammesso la vostra relazione.

Anche se non I'avessi fatto, non sarebbe cambiato nulla.

Non ne dubito, ma il fatto che sia cominciata due anni prima...

...che io lo sapessi mi ha profondamente colpito.

- Te I'ha detto Renato? - No, gli è sfuggito...

...forse pensava che lo sapessi, ma non lo sapevo.

Mentre tu al contrario preannunciavi a tua moglie le tue relazioni.

Anna mia, che dovevo preannunciarti? Cose senza importanza...

...avventure passeggere! - Da otto anni sei I'amante della moglie...

...del tuo ragioniere e di un'avventuriera romena.

Da anni ti spupazzi le gemelle di un'amante di tuo padre...

...da un anno e mezzo hai installato in un mio appartamento...

...quell'hostess svedese. E quella cavallona...

...che prende il sole nuda sulla tua terrazza?

Senza contare signorine e signore della bassa, media e alta società.

- Che memoria che hai! - Io invece da quando ci siamo divisi...

...ho avuto una sola relazione. Che tristezza!

Perché da quando ci siamo divisi? Prima c'è stato qualcuno?

- Preferisco non rispondere. - Ah!

È proprio la giornata della sorprese! Brava!

- Ho promesso al povero Renato... - Ti proibisco di parlarmi...

...di quel vecchio rimbambito!

- Che vecchio? Ha un anno meno di me! - Dici poco? Non vi rendete conto...

...che siete vecchi e che il mondo è pieno di bei giovani, robusti...

...appassionati, pronti a farti dimenticare la tua età...

...e a darti gioia, fede, speranza, amore, piacere?

Ti sei innamorata di un giovanotto?

Eccolo, lui! Ne ero certa, sempre con la retorica dell'amore.

Non c'è bisogno di essere innamorati, per fare I'amore. Mi sembri Renato.

Siete rimasti due vecchi fossili dell'Ottocento.

Sì, sono un fossile legato ancora alla retorica dei sentimenti.

Se sono qui, non è per Renato. Sono sincero, non me ne importa di lui.

- È per mia figlia. - Quale?

Valeria. Stava per sposarsi, ma ora tutto è sospeso a un filo...

...che è nelle mani di Renato. - Cosa mi inventi?

È vero. Ti parlo con il cuore in mano, da padre.

Ho promesso a Renato che se fa assumere al Messaggero mio genero...

...Io faccio rincontrare con te. - Tu hai fatto questo?

- Sì. - E io cosa dovrei fare?

Rivederlo, non fosse che per un giorno, un'ora.

Renato sarà pure un vecchio rimbambito, ma è un gentiluomo.

E ti ha sempre amato. Ti ama da 6 anni!

- Appunto! 6 anni sono troppi! - Che dici?

L'ho imparato da te. L'altra sera, vedendoti...

...al ristorante con Emanuela, ho provato invidia.

Mi son detta: "Perché non posso anch'io folleggiare tra piaceri..."

"...amori e avventure?". - Anna! - Ma ho 40 anni!

- E ne dimostri 35! - E stasera me ne hanno dati 32!

Troppi te ne hanno dati!

Lo vedi che per noi non è mai passato il tempo? Ti ricordi...

...il nostro viaggio in Egitto? Il battello sul Nilo? La valle dei Re?

- Le piramidi. - I cammelli. - I dromedari.

Gli sceicchi, le baiadere, la danza del ventre, i serpenti...

...i ragni, le ranocchie. - Ma che voi?

- Anna, ti desidero. - Sei impazzito?

Che c'è di strano? In fondo sei mia moglie.

Molto in fondo! E poi...

...non posso sopportare di essere baciata da un uomo con i baffi.

Perché non me I'hai detto quando me li sono fatti crescere?

- Allora non ne avevo il coraggio. - Vuoi che me li tagli?

Sei proprio un caro vecchio sciocco romantico.

- E adesso andiamo a telefonare a Renato - Adesso?

- Poverino! Come starà in pena! - Promettimi una cosa...

...che se Renato non ha fatto quello che doveva fare per me...

...tu non gli parli. - Okay.

- Pronto, Renato? Sono Tullio. - Senti...

...di' a tuo genero di presentarsi domani alle 5 al Messaggero.

Il direttore lo conosce e lo stima. Sarà felice di assumerlo.

- Sei fantastico, grazie di cuore. - Senti! Anna I'hai vista?

- Le hai parlato? Che dice? - Sì, è qui, vicino a me.

- Bravo, Tullio, dammela. - Ora te la do.

- Pronto. - Amor mio, scusami, perdonami!

- Stupidino. - Sono stato tanto male! - Anch'io.

- Davvero? - Davvero.

- Tanto tanto? - Tanto tanto tanto.

- Anna? - Sì?

Posso venire un minutino a darti la buonanotte?

- È molto tardi... - Un minutino! Ti prego, non dire di no!

Va bene, se lo vuoi, un momento solo, però.

Davvero ti è mancata la tua Nanà? Vedi cosa succede?

Mia? La colpa è tua. Brutto!

Ma no, sciocchino!

Ah, ricominci?

Sì, va bene, ancora uno, ma che sia I'ultimo!

Basta, adesso! Andiamo, basta, adesso!

- Non ci dovevo venire! - Di che hai paura?

Basta! Che ragazzo sei! Dovevo immaginarlo. Basta!

Fammi scendere, insomma! Sta' buono, fammi scendere!

Voglio scendere! Chiamo gente! Fammi scendere!

E va bene, va' allora!

Che birichina! Che birichina! Che...

- Pronto? - Sono Tullio.

Tuliaccio!

Ti ho visto, sai?

- Eri tu che hai acceso i fari? - Sì che ero io!

Bravo, Tutù. Sono andata al Piper a ballare con un ragazzino...

...ma era di una noia! - Davvero? Anch'io ti annoio?

Ma che cosa dici?

Vuoi venire un minutino a giocare e ridere col tuo Tuliaccio?

Purtroppo non sono più sola, papà è tornato oggi.

- Deve avermi sentita rientrare. - Romina, sei tu?

- Sì. - Con chi parli?

È la mia amica Fiorella, voleva vedere se ero arrivata.

Rientri troppo tardi! E ora saluta e vai a letto!

Fiorella, ti saluto. Papà dice che devo andare a nanna.

- Fiorella! Ciao, a domani. - Ciao, cara.

- Sei un fenomeno! - Ciao!

Mannaggia.

- Pronto? Chi è? - Sono Tullio.

Che ti è successo?

- Mi sento solo. - E mi svegli nella notte per dirmi questo?

- Tullio! - Scusa, se ti ho svegliata. Dormi bene.

- Buonanotte. - Buonanotte.

Pronto? Pronto?

Pronto?

Pronto? Ma li mortacci tui!

- Chi è, ma'? - Qualcuno che je rodono le corna.

- Bonanotte. - Bonanotte.

- Pronto? - Sono Tullio.

- Tullio chi? - Emanuela! Tullio tuo!

- Ah! Che vuoi? - Niente, avevo tanta voglia di vederti...

...e pensavo di venirti a dare un salutino. Posso?

Ma amore! C'è Elisabetta! Te I'ho detto che andavo a prenderla!

Scusa, non ci pensavo che c'era lei. Buonanotte.

- Ciao. - Ti è dispiaciuto? - No, no.

- Ti sei arrabbiata? - No, no.

- Sogni d'oro, amore. Ciao, ciao. - Ciao, ciao.

Chi c'è rimasto?

Ingrid! Voglio provare con lei!

E anche Ingrid...

...non c'è. E allora? Posso provare...

...con la francesina che abita di fronte. Come si chiama quella?

- Jaqueline Bonbon... - Commendatore! - Chi è?

- Oh, Igor! - Non può dormire?

- Stavo telefonando. - Non vorrà mica riuscire?

Forse sì. Perché? Che t'importa?

Dico forse perché non so se ci andrò.

- Non trova compagnia stanotte? - No, questa è nuova.

Come non trovo? Basta che chiamo, faccio un fischio e si precipitano.

Allô? Con chi parlo?

Mademoiselle Bonbon, lei non si ricorda di me...

...io di lei ricordo bene le gambe e per me è più che sufficiente.

- Che faccio, vengo? - Merde à toi, ta mère, ta sœur...

...et tout le monde entier! - E al cardinale Richelieu!

- Brutta gente! - Ammazza!

Ancora difficoltà per la signorina sua figlia?

- Speriamo di no. Domani si sposa. - Sono contento, tanti auguri.

- Grazie. - E gli esami del signorino Fabrizio?

Mi preoccupa un po'. Speriamo bene. Domani ci sono i risultati.

Questi esami sono una tortura più per i genitori che per i ragazzi.

- A chi lo dici? - Sono certo che anche sua moglie non potrà dormire.

Ne sono sicuro anch'io.

Come madre è una donna esemplare.

Anch'io I'ho sempre detto.

Anch'io sono stato in ansia per gli esami di mio nipote.

Rimandato a ottobre in due materie, poverino.

Studia perito industriale, ma non è molto intelligente.

- No? - No.

È il giovanotto che ho visto in cucina I'altro giorno?

Quello è Otello. Bruno non lo conosce, è tutto un altro tipo.

- Commendatore, devo confessarle una cosa. - Dimmi.

- Non sono miei nipoti. - No?

- E neanche Vincenzino e Ferdinando lo erano. - Neanche Andrea?

Quello sì.

- Non mi giudichi male. - No, no. - Mi sento tanto solo.

Sono rimasto orfano da piccolo. Mi ha allevato una zia a Liverpool...

...e questo mi ha creato dei complessi. Me I'ha spiegato lo psicanalista.

- Sei stato dallo psicanalista? - Ci vado sempre, dice che somiglio...

...un po' a lei. - Come lo sa? Mi conosce?

- No, io parlo di lei... - Di me?

...ma non conosce il suo nome. - E che ti dice?

Che io e lei abbiamo un grande potenziale affettivo...

...e per poterlo scaricare veniamo coinvolti in situazioni complicate.

- Non ha tutti i torti. - Perché non ci va anche lei?

- Alla mia età? - Già, è un po' tardi. Come per me.

Non ho capito perché li cambi così spesso, 'sti nipoti.

Il servizio militare me li porta via.

- Fattene uno che I'ha già fatto! - Sotto le armi si guastano.

- Igor, cattivaccio! - Scusi, se mi sono permesso questo piccolo sfogo.

- No, m'ha distratto. Ora vattene! - Buonanotte, commendatore...

...e tanti auguri per la signorina Valeria. - Grazie.

- Possiamo cominciare? - Subito.

Signori, ha inizio la celebrazione del matrimonio. Prego, vogliono alzarsi?

- È lei il signor Ugo Fioretti? - Sì.

- È lei Valeria Conforti? - Sì.

Sono comparsi davanti a me per essere uniti in matrimonio?

- Sì. - Prego, ascoltare la lettura degli articoli...

...del Codice Civile che regolano i rapporti dei coniugi fra loro.

"Art. 143: Il matrimonio impone ai coniugi I'obbligo reciproco...

...della coabitazione, della fedeltà e dell'assistenza.

"Art. 144: Il marito è il capo della famiglia, ha il dovere...

...di proteggere la moglie, di tenerla presso di sé...

...e di somministrarle ciò che è necessario ai bisogni della vita...

...in proporzione delle sue sostanze. - Un attimo!

"La moglie deve contribuire al mantenimento del marito...

...se questi non ha i mezzi sufficienti.

Penso di ritardare, non so quando finisce qui.

Porta la macchina davanti al liceo. Io vengo quando posso.

Ricorda: Mio figlio si chiama Fabrizio Conforti.

L'altra macchina aspetti qui. Vengo subito.

Ella, signor Ugo Fioretti, vuole prendere in moglie...

...la signorina Valeria Conforti? - Sì.

- E lei, Valeria Conforti, vuole prendere in marito Ugo Fioretti?

- Sì. - I testimoni hanno udito la risposta affermativa degli sposi?

- Sì. - In nome della legge, li dichiaro uniti in matrimonio.

Prego.

Vogliono scambiarsi gli anelli?

- È arrivata la macchinina. - Oh, Tullio!

Questo è il vostro certificato di matrimonio, con i più sinceri auguri...

...del Consiglio Comunale di Roma e miei personali.

- Grazie. - Signora! - Grazie.

- Una foto ricordo? Permette, onorevole? - Molto volentieri.

Mamma, papà!

Andiamo.

Ugo caro, figlio mio.

Cara!

- Grazie tante, onorevole. Andiamo? - Tanti auguri.

- Arrivederla. Auguri. - Vedrete che sorpresa! - Cos'è?

Aspetta, adesso vedrai.

- Guarda! È vostra! - Rossa! L'hai scelta rossa!

Grazie!

Fabrizio, guarda papà che sorpresa! Ti piace?

Rossa! Proprio Rossa! Levateve! Me la sciupate!

- Fanatico! - Embé?

Andate piano!

- Ma 'ndo' vai? - Corretemi appresso!

- Tullio, sono qui! - Renato!

- Fabrizio dov'è? - È andato via con la macchina che gli hai dato tu.

- Doveva essere una sorpresa! - L'ho visto così entusiasta...

...che gli ho detto: "Vai pure". - Ma dove? Tu che c'entri?

- Scusa. - Macché! M'hai tolto la gioia di abbracciare mio figlio...

...il giorno della promozione. - Non è stato promosso.

- Bocciato? - Rimandato in due materie: Latino e matematica.

Ed è scappato! La sorpresa me I'ha fatta lui! E Anna?

Non I'ho fatta venire per evitare problemi.

- Di che t'impicci? - Fabrizio è come fosse mio figlio!

Troppo comodo trovarsi una famiglia fatta da un altro!

Ho avuto un'infanzia infelice e sono rimasto orfano presto.

- Sei stato allevato da una zia? - Da uno zio. - Meno male!

- Vai in centro? - No, a Fiumicino. - Ah, già, vai all'aeroporto!

- Oggi arriva la hostess. - Che ne sai tu?

- Conosco il tuo calendario. - Pure questo fai! - Sì, sì.

- Che c'hai, invidia? - Sì, tanta.

Beato te!

Ingrid!

Eccoti! Tullio! Amore mio!

- Hai fatto buon viaggio? - 23 bambini mi hanno fatto impazzire!

- E il tuo bagaglio? - Sull'aereo. Parto fra due ore.

- Ma non volevi andare al mare domani? - Senti, non torno più a Roma.

- Il mio comandante mi ha chiesto di sposarlo. - Ah!

Scusa.

- E tu gli hai detto sì? - Sì.

- È giusto. - Grazie, Tullio. - Ingrid...

...ti auguro tutta la felicità che desideri e che meriti.

- Ti ricorderò sempre con tanta tenerezza. - Anch'io.

Tullio, puoi farmi un piccolo favore?

- Di'! - C'è una mia amica che prende il mio posto...

...può abitare nel tuo appartamento? - Non mio, di mia moglie.

- Dov'è I'amica? - Eccola. Ula!

Ingrid! Ciao!

- I'm here! Come down! - Yes. Ja.

Fa la tua stessa linea? Ha gli stessi giorni?

- Non ti dispiace? - Ingrid, ma che dici?

- È questa? - Sì.

- Svedese? - No, danese.

- Hi! - Questo è Tullio.

Tullio Conforti, piacere.

- Non parla italiano? - No.

- Come farò? - Lo insegnerai tu, come hai fatto con me.

Addio, Tullio.

- Te ne vai già? - Sì.

- Addio, Ingrid. - Ciao.

- Ci ha lasciato. - Ja.

- Vogliamo andare? - Ja.

Mi dai il sacco?

- Io Tullio. - Tullio.

- Tu Ula. - Ula!

- Tu sposata? - Sposata.

- Io sposato. - Sposato.

- Con tre figli. Due femmine, un maschio. - Maschio.

- Grande. - Grande.

- Tu bella. - Tu bella.

- Non bella. Io bello. - Bello. - Sì.

- Cantare. - Cantare?

- Cantare. - Io cantare? - Ja.

La nostra casa in cima al mondo...

... la Terra girerà lontana più che mai...

...e tu la porterai con me...

Pace d'acqua distesa, fresca marina nel getto...

...ove forte batte I'onda che vien dai gorghi impetuosi...

Eh! Er fagotto!

- Sì, va beh! - E state attente a non bruciarvi...

...che già vi bruciate tanto davanti al forno!

Perché il sole scotta! Ciao!

Allora avete preso tutto, ragazzi? E se ci dovessimo distanziare...

...ci vediamo alla rotonda di Latina. Capito?

- Sì. - E Renato?

Il barone non viene, è andato alla sagra del carciofo...

...e ci raggiunge poi. Mi raccomando! Voi non fate i pazzi!

- Andate piano! - Va bene.

La puoi pure pianta' de fatte er bagno.

Al commendatore piace de vedemme usci' dall'acqua bagnata.

Lo so, ma a furia d'entra' e usci' sei diventata verde.

Dai, cominciamo! Ho una fame!

Aspettiamo altri 5 minuti, m'ha promesso che sarebbe venuto.

È come suo padre, ogni domenica mi faceva tirare il collo.

La poesia è musica, ha il basso e I'alto...

...il battere e il levare. Una poesia tragica ha i suoi colpi sulla terra.

La poesia lirica ha la sua elevazione delle braccia...

- Maman, lo aspettiamo? - No, andiamo a mangiare.

- Che facciamo? Mangiamo? - Non hai appetito?

- Non aspettiamo Tullio? - Noi noi! Se vuoi aspettarlo tu...

Perché, non viene?

Perché, non sai? Alla domenica...

- Mai? ...mai!

Viene anche lo zio Tullio a mangiare?

- No, mai di domenica. - Che fa la domenica?

- Si riposa. - Dove?

Mah...

Nessuno lo sa.

Commendatore, com'è bello e com'è giusto, alla domenica...

...prendersi un po' di riposo!

Igor caro, la domenica è fatta solo per riposare.

Commendatore...

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