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(in inglese) Gliel'ho già detto. - Che c'è che non va ? Perché ?
Deve essere firmato dalle autorità competenti.
[PARLA IN INGLESE]
- Che cosa devo dire ? - Non ti preoccupare, parlo io.
Digli degli esperimenti.
- Sono molto fragili e delicate. - Aprila tu, Guglielmo.
No !
- No, fermo ! Fermo ! - No, la prego !
Lasciami ! Lasciami ! Mamma !
- Guglielmo ! - Fatemi spiegare !
- Mamma ! - Guglielmo ! - Lasciami !
Mamma ! Lasciami ! Mamma !
- Ehi. - Ciao.
- Come stai ? - Molto meglio.
Il dottore ha detto che devi riposare.
L'attacco di cuore che hai avuto ieri sera non va preso alla leggera.
Il dottore ha detto che devo fare degli esami.
Come faccio se non esco di casa ?
Se esco per gli esami, posso fare altre cose.
- Guglielmo, è una cosa seria. - Lo so, lo so.
Dove devi andare di tanto importante ?
Il Duce mi aspetta.
Va bene.
- Però poi torni subito qui. - Sì.
Alla giornalista dici che finite l'intervista qui sulla barca.
Va bene.
- Ogni tanto. - Come, scusi ?
Chiedo scusa, non volevo disturbarvi.
Quindi lei ha capito ?
Quando sono sovrappensiero, le dita partono da sole.
Succede anche a me. In Spagna ero radiotelegrafista volontario.
Che cosa ha capito ?
Che forse siete un po' adirato.
Magari vi è sfuggita una parola che non si può ripetere.
- Non era riferita a nessuno in particolare. - Certo.
- Grazie per la vostra compagnia. - Eccellenza.
Duce, scusi l'intrusione.
- Senatore, l'avrei fatta chiamare appena finito. - Mi perdoni.
Dal momento che è qui...
Barone Von Berger, il senatore Marconi.
L'espressione più alta del nostro genio italico.
Prego.
Il barone è uno dei collaboratori più stretti del Fuhrer.
Ci stavamo accordando per la sua visita in Italia.
L'onore è mio, sono un vostro grande ammiratore.
Marconi sta conducendo per il regime delle ricerche segrete.
- Microonde. - Un'arma innovativa e potente.
Darà all'Italia il predominio assoluto sul Mediterraneo.
Presto ne daremo dimostrazione. Chissà, forse davanti al Fuhrer.
Chissà.
La Germania ha messo le sue menti migliori al servizio della guerra.
Purtroppo, molti scienziati erano di razza ebraica
quindi prima è stato necessario procedere di conseguenza
eliminando l'infezione alla radice.
Sono desolato di averla disturbata, non sapevo che fosse con Von Berger.
Di che voleva parlarmi ? Non mi dia brutte notizie, non è giornata.
- Di Fermi. - Fermi ? Ancora Fermi con le sue richieste ?
- Il suo... Come si chiama ? - Acceleratore. - Acceleratore.
Quanto costa ? Lo Stato non può soddisfare tutte le richieste.
- Sono ricerche importanti. - Non ho dubbi.
L'Istituto Nazionale della Radioattività è una buona idea
ma forse dopo, quando la situazione economica sarà meno proibitiva.
Di questo volevo parlarle.
E' venuto a mancare il professor Corbino
e la sua cattedra è rimasta vacante.
- Se il governo desse a Fermi l'incarico... - Perché tiene a lui ?
Nel suo campo è un'eccellenza.
Per lei la scienza e la tecnica sono due facce della stessa medaglia.
Il mondo di Fermi inizia e finisce dentro i confini di una lavagna.
Dentro quella lavagna può esserci il segreto del futuro per l'umanità.
- Ne è convinto ? - Sì.
La scelta del successore di Corbino è una scelta politica.
Chi sarà al suo posto dovrà mettere le ricerche al servizio del Paese
in pace come in guerra.
Due cose saranno essenziali. Obbedienza e dedizione.
- Lei capisce che cosa intendo ? - Perfettamente.
Sono convinto che Fermi sarebbe la scelta migliore.
- E' difficile dirti di no, Guglielmo. - Grazie, Duce.
No, no, no.
No.
Grazie.
(video) Le truppe hanno liberato la capitale della Biscaglia
inseguendo i marxisti al di là del canale di Bilbao.
I prigionieri vengono avviati ai campi di concentramento
e portano chiari sui volti disfatti i segni dell'irreparabile sconfitta.
Sono entrati in casa mia, hanno messo le mani ovunque.
- Hanno preso solo una cosa. - Il passaporto. Lo fanno sempre.
Ti fanno credere che non puoi sfuggirgli e ti mettono pressione.
Ci stanno riuscendo. E' meglio non continuare questo gioco.
Non succederà niente. Fai denuncia come se fosse un normale furto.
Sono prigioniera di un Paese straniero.
- Hai detto che mi avresti aiutata. - Continua l'intervista con Marconi.
Ti faremo avere noi un passaporto a tempo debito.
(video) Il piccolo paese su cui si è sfogato il furore dei Rossi in fuga
è ridotto a un cumulo di macerie e sono morti donne e bambini.
(radio) Gomma facile a incendiarsi.
Un esplosivo ottenuto immergendo in una bottiglia di vetro...
[MUSICA LEGGERA DALLA RADIO]
- E' arrivata la signorina Gordon. - Bene. - Come stai ? - Meglio.
Com'è andata con il Duce ?
Vuole che la scienza lo aiuti a vincere la prossima guerra.
- E' ossessionato. - Tu pensi che ci sarà un'altra guerra ?
Non lo so, davvero, ma lui si sta preparando.
Guglielmo, tu non sei un uomo di guerra.
- Non costruirò mai un'arma per Mussolini. - Lui l'ha capito ?
Non me l'ha chiesto per paura che gli dicessi di no.
Io non gliel'ho detto per non indispettirlo.
A volte mi chiedo se ho fatto bene a tornare in Italia.
Sì, hai fatto bene, sennò io e te non ci saremmo mai incontrati.
Abbiamo amici ovunque, non siamo costretti a vivere qua.
- Non facciamo aspettare la Gordon. - Non sia mai.
Mi scusi, posso ?
- Che cosa ? - E' un po' pallido.
- Per le riprese. - Sì, certo.
Ahia !
- Mi scusi. - Niente. - Le ho fatto male ?
- Sono mortificata, mi dispiace. - Non si preoccupi.
Anche lei è un po' pallida, se posso permettermi. E' stanca ?
Non credo che sia un complimento.
Sono giorni difficili.
Da quando ho iniziato l'intervista, faccio sogni strani.
Stanotte ho sognato il mio arrivo in Inghilterra.
Alla dogana mi distruggevano le apparecchiature
e poi mi rispedivano in Italia.
- Non è mai successo, giusto ? - No.
Sono stato accolto a braccia aperte.
L'Inghilterra è diventata la mia seconda patria.
Ne parla con nostalgia.
- A lei non manca l'America ? - Moltissimo.
Come mai lavora qui ?
La giornalista sono io, no ? Vuole rubarmi il lavoro ?
No, mi basta il mio.
- Cominciamo ? - Sì.
- Ecco qui. - Grazie. - Prego.
- Motore. - Partito.
Azione.
Allora, eccellenza
come mai ha deciso di lasciare l'Inghilterra e tornare in Italia ?
L'Italia è la mia prima patria.
In qualche modo mi sentivo in debito morale.
- Con l'Italia o con Mussolini ? - Mi scusi ?
Che cosa ne pensa del regime ?
- Le dice qualcosa il nome Di Cesarò ? - Non l'ho mai sentito.
Nel 1923 era il ministro delle Poste nel primo governo Mussolini.
Quando sono tornato dall'Inghilterra
gli proposi di modernizzare il sistema delle comunicazioni.
Ce n'era veramente bisogno.
- Di Cesarò non ne fu entusiasta. - Né lei di lui, immagino.
Ho sempre avuto un problema ad accettare i no, fin da bambino.
Ho visto il Duce con il ministro delle Comunicazioni, Costanzo Ciano.
Ho ottenuto dieci minuti.
- Anche lui voleva incontrarti. - Mi basteranno. - Meglio.
Mi raccomando, non contraddirlo e interpreta bene quello che dice.
Questo Paese non può accettare
questo ritardo terribile delle radiocomunicazioni.
- La penso come lei. - Uno come lei deve avere carta bianca.
Marconi, lei è quello che serve a questo Paese.
Modernità, progresso, prestigio.
E' il programma del Partito Fascista.
- Io sono certo che la mia proposta sia la migliore. - Non ho dubbi.
Di Cesarò ha preferito una società controllata dalla Telefunken.
Ovvero, mani straniere.
Pare che di mezzo ci sia una conoscenza.
Per adesso, purtroppo, abbiamo ancora bisogno dei Di Cesarò
e dei loro piccoli orticelli di voti insignificanti.
Presto non sarà più così, presto l'Italia sarà nelle mani
di chi ha il coraggio di vedere il futuro
e di guidarla verso di esso.
Come lei, signor Marconi.
Grazie.
[# NOI DEL FASCISMO SIAMO I COMPONENTI.]
[# LA CAUSA SOSTERREMO FINO ALLA MORTE]
[# E LOTTEREMO SEMPRE FORTE FORTE]
[# FINCHE' TERREMO IL NOSTRO SANGUE IN CUORE.]
[# SEMPRE INNEGGIANDO LA PATRIA NOSTRA]
[# CHE NOI TUTTI UNITI DIFENDEREMO. #]
Pochi mesi dopo il Partito Fascista vinse le elezioni.
Da quel giorno, senatore, per lei le cose andarono molto meglio.
Il suo rapporto con Mussolini divenne sempre più stretto.
Ricordo di avere visto un cinegiornale
con voi due a bordo di questa barca.
Così lei è diventato lo scienziato prediletto del Duce.
Condividevamo la stessa idea, portare l'Italia nel futuro.
Condividevate ? Ora non condividete più ?
No, condividiamo la stessa idea.
Che cosa le fa pensare il contrario ?
Ho letto un filo di amarezza nelle sue parole.
- Sicuramente mi sono sbagliata io. - Sì, si è sbagliata lei.
Portare l'Italia nel futuro, mi diceva. Con la radio, giusto ?
- Che cosa vuole dire ? - Niente di più di ciò che ho detto.
- E' stato lei a portare la radio anche in Italia, no ? - Certo.
Nel 1922 con la mia compagnia, la Marconi Company
sono stato uno dei fondatori della Bbc a Londra.
Ci tenevo che l'Italia stesse al passo con i tempi.
Uri, Unione radiofonica italiana, 1-Ro, stazione di Roma.
Lunghezza d'onda, metri 425.
A coloro che sono in ascolto, il nostro saluto e buonasera.
(radio) Sono le ore 21 del 6 ottobre 1924.
Trasmettiamo il concerto di inaugurazione
della prima stazione radiofonica italiana.
Il quartetto composto da Ines Viviani Donarelli, che vi parla
Alberto Magalotti, Amedeo Fortunati e Alessandro Cicognani
eseguirà Haydn dal quartetto "Opera 7", primo e secondo tempo.
[MUSICA CLASSICA]
La radio avrebbe proiettato l'Italia nel futuro.
- Sì. - Avrebbe messo le coscienze degli italiani in mano a Mussolini.
- Non volevo. - La radio ha aiutato il Duce nella propaganda di partito.
Quel partito era già stato eletto.
- Con un'elezione basata sulla violenza. - Senta.
Dove vuole arrivare ? Le ho concesso un'intervista sulla mia carriera.
E' un'intervista sulla sua carriera da scienziato.
-Scienziato fatto senatore dal Duce. -Lui non mi ha fatto senatore.
Io sono stato nominato senatore nel 1914, prima del fascismo.
- Si documenti. - Il legame con il Duce vi ha agevolato.
- Io... - La carica al Cnr, l'Accademia d'Italia. Lo nega ?
- Ho fatto il bene del mio Paese. - A me sembra solo opportunismo.
- "Opportunismo" ? - Sì, vuole dare al Paese il raggio della morte.
Fermi quel coso. Lo fermi !
La nostra intervista finisce qui.
(video) Fermi quel coso. Lo fermi !
[VOCE NON UDIBILE]
Lei è impazzita, signorina Gordon ?
Perché queste provocazioni ? Vuole mandare tutto all'aria ?
- Volevo farlo parlare. - Non deve essere così diretta !
Lei ha a che fare con un uomo molto intelligente e scaltro.
Ha ragione, mi dispiace.
Ho subìto un furto in casa, ero nervosa e non mi sono controllata.
Se non credessi alla sua buona fede, certe frasi le costerebbero care.
- Bisogna rimediare, domani torna sull'Elettra. - No.
- Non accetterà di riprendere l'intervista. - Lei troverà un modo.
Al contrario di ciò che lei pensa, io non sono un sadico.
Il mio problema con Marconi non è né di ordine economico
come in tanti sostengono, né tanto meno personale.
E' un problema politico.
Che cosa intende ?
Marconi è esattamente come lo vede, un uomo geniale, ma solo.
Solo e al comando delle istituzioni scientifiche più importanti.
Questo non va bene, è un problema per il futuro dell'Italia, capisce ?
Un modo per tornare sull'Elettra c'è, ma mi serve il suo aiuto.
E rivoglio il mio passaporto, subito.
Isabella.
Isabella !
- Non pensavo di rivederti dopo ciò che hai fatto. - Che ho fatto ?
- Mi rubi il passaporto e ti aspetti che ti sorrida? - Non sono stato io.
Isabella, aspetta.
Aspetta.
Isabella.
Aspetta.
Parlo con chi di dovere e te lo faccio restituire.
Non ho bisogno del tuo aiuto, faccio da sola.
I passi che la Germania ha fatto in questi anni sono impressionanti.
Lei che ne pensa, Galeazzo ?
E' appena tornato da una visita ufficiale.
Il Duce vuole sondare gli animi in vista di un'alleanza con Hitler.
Avete avuto modo di conoscerlo ? Personalmente, dico.
Sì.
- Che ne pensa ? - E' difficile avere un rapporto alla pari con lui.
- Che cosa la preoccupa ? - Nessuno sa che cosa pensa di noi.
- Glielo dico in via confidenziale. - Certo.
Beh, non ricordavo di avere cresciuto un figlio così pessimista.
-Sono solo impressioni. -Quelle di un ministro degli Esteri.
Stiamo mostrando i muscoli, francesi e inglesi se ne faranno una ragione.
E gli ebrei ? Anche loro devono farsene una ragione ?
Che cosa c'entrano gli ebrei ?
Nel mio campo, la fisica
le menti più brillanti sono tedesche ed ebree.
[MUSICA LEGGERA DALLE CUFFIE]
Signorina, devo fermarvi.
Devo parlare con Marconi, due minuti.
- Non è qui. - Ma come ? C'è la sua auto qua fuori con l'autista.
Marconi ha disposto di respingere qualunque vostra visita o richiesta.
- Mi dispiace. - Va bene, vorrà dire che aspetterò qua.
Dovrà uscire prima o poi, no ?
Lo Surdo ? Ma non è possibile.
La notizia è arrivata un'ora fa.
Aspettiamo solo il decreto di conferma.
C'è un errore, Mussolini mi ha assicurato
che avrebbe sostenuto la sua candidatura.
Lei ancora si fida ?
Marconi.
Voglio parlare con il Ministero dell'Educazione.
Sì, il ministro Bottai.
Non mi può parlare ?
Sono il presidente dell'Accademia d'Italia.
Mi faccia richiamare con urgenza.
Questo è il futuro della ricerca, quanto meno in Italia.
Non prenda decisioni affrettate.
Farò tutto quanto in mio potere per bloccare questa nomina.
- La ringrazio, arrivederci. - Arrivederci.
- Senatore. - Non ho tempo.
Guglielmo, la prego.
Mi dispiace.
Mi dispiace, ho sbagliato ad accusarla.
Se c'è un'opportunista qua, sono io, non è lei.
Ho sfruttato la sua fiducia e mi sono comportata male.
Mi dispiace.
Ero nervosa, non lo so che cosa mi è preso, mi dispiace.
Spero che accetti le mie scuse.
Se non vuole avere più niente a che fare con me, lo capisco.
Ci vediamo domani pomeriggio alle due in punto sull'Elettra.
Posso contare sulla vostra firma, professore ?
Vi ringrazio molto.
Via Panisperna è un Istituto importante.
Va preservato a ogni costo.
Grazie ancora.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Andiamo, alle due devo essere sull'Elettra.
Andiamo ai lavori del convegno sul problema imperiale.
Ho detto che non partecipavo.
Ci hanno fatto invitare attraverso mio padre.
Non ci possiamo rifiutare.
Prima andiamo, prima ce ne liberiamo.
Avviso l'equipaggio.
Alle due arriva Isabella Gordon.
Pensavo che avessi chiuso i rapporti con lei.
- Mi ha chiesto scusa. - Ti sembra sufficiente ?
Non mi piace lasciare le cose a metà, lo sai.
Non sono d'accordo, per niente.
Buongiorno, Mario.
Volevo avvisarla che alle 14 arriva a bordo la signorina Gordon.
La faccia salire.
- Grazie mille. - Prego.
Il senatore Marconi ha chiamato da Roma.
- E' trattenuto in città per impegni istituzionali. - E' un peccato.
- Avremo poca luce. - Vi raggiungerà il prima possibile.
- Posso vedere la piccola Elettra ? - Prego, le faccio strada.
- Prego. - Grazie.
- Ciao, Elettra. - Ciao. - Guarda che ti ho portato.
- E' un regalo per me ? - Sì. Ho altre amiche segrete io ?
- Che cos'è ? - Aprilo.
Sono bellissime, sono come quelle di papà.
Una grande scienziata deve avere le sue cuffie, no ?
- Vediamo se funzionano ? - Sì. - Andiamo a provarle.
Vediamo se sentiamo le voci.
- Sistematevi, arrivo subito. - Sì. - Bene.
- Allora, si sentono le voci ? - Sì. - Sì ?
- Che lingua è ? - Non capisco niente.
Sento solo strane parole.
Allora, cambia stazione.
Rio de Janeiro, Brasile, ci sentite ?
- Non rispondono ? - No, non ci sentono.
New York, ci sentite ?
Ci sentite ?
- Non mi rispondono. - Non rispondono ? - New York ?
- Riprova più forte. - New York ? Pronto ?
- Rispondeteci. - Prova più forte.
Ci sentite ? Pronto ? Pronto ?
[MOTORE DI BARCA] - New York ? - Dobbiamo andare.
- Perché ? - Facciamo vedere le cuffie a tuo padre.
Non gli diciamo che siamo state qua dentro insieme, vero ?
- Perché ? - Perché non lo abbiamo aspettato.
Magari voleva esserci anche lui. Vogliamo farlo rimanere male ?
Promesso ? Sarà il nostro piccolo segreto.
- Tu soffri il solletico ? - No. - No ?
Vogliamo provare ? Vediamo. [RISATE]
Ah, allora lo soffri ! Lo soffri, eh ?
- Ciao. - Ciao, mamma. Ciao, papà.
- Scusi il ritardo. - Non si preoccupi.
Guarda che mi ha regalato Isabella.
- Che belle ! Non doveva. - Si figuri.
- Ci siamo divertite tanto, vero ? - Sì.
- Ci giochiamo insieme? - Più tardi. - Vieni, ci giochiamo io e te.
Buonasera, signori.
- E' pronto ? - Pronto. - Cominciamo, allora.
Credo che sua moglie non sia felice della mia presenza qua.
E' il mio angelo custode.
- Si preoccupa per me. - Capisco.
- Motore. - Partito. - Azione.
Oggi vorrei parlare del suo angelo custode.
Sua moglie Cristina. Come vi siete conosciuti ?
Cristina...
Lei è la mia seconda moglie.
Dal mio primo matrimonio ho avuto tre figli.
Degna, Gioia e Giulio, i miei ragazzi grandi.
Poi ho conosciuto Cristina e da lei ho capito molte cose.
E' stata un raggio di luce in un periodo buio della mia vita.
In un certo senso, un dono del cielo.
Me l'ha presentata il cardinal Pacelli, segretario di Stato.
Il padre di Cristina era capitano delle guardie di Sua Santità.
Sua Santità è rimasto colpito
dalla prima trasmissione radiofonica italiana.
Si chiedeva se fosse possibile fare la stessa cosa nella Santa Sede.
Sarebbe un onore partecipare a questa impresa.
Un modo per rompere i confini e fare sentire la voce di Dio nel mondo.
Senatore, il marchese Bezzi-Scali e sua figlia Maria Cristina.
- Signorina. - Buongiorno.
La settimana dopo è venuta a cena qui a casa mia, sull'Elettra.
- Voi vivete sempre qui ? - Da qualche anno, sì.
- Ci ho viaggiato in quasi tutto il mondo. - E' bellissima.
- Come sta ? - Bene.
A dire il vero, sono un po' agitata, senatore.
- Mi chiamo Guglielmo, mi chiami così. - Va bene.
Venga.
Si metta qua.
Adesso chiuda gli occhi.
Immagini di essere a New York.
Sulla Settima Avenue.
In un teatro meraviglioso di fine '800.
Archi, lampadari, velluti e un'orchestra che suona per lei.
Solo per lei.
- E' la radio ? - Non esattamente.
(radio, in inglese) Un saluto a Marconi e Cristina Bezzi-Scali
dalla Rainbow Jazz Band.
In diretta per noi da una delle sale concerto più bella del mondo.
[MUSICA JAZZ] Permette ?
Dopo dove vuole andare ?
Parigi ? Londra ? Vienna ?
Ha tutto il mondo per scegliere.
Sto bene qui.
- Da quel giorno collabora con la Santa Sede ? - Giusto.
Per il Santo Padre ho realizzato la loro prima struttura radiofonica.
Ah...
Per Pio XI ho costruito il primo telefono senza fili al mondo.
Ho collegato il Vaticano a Castel Gandolfo.
Dicono che il Papa abbia voluto il collegamento
per comunicare senza essere spiato dal regime.
Questo non glielo so dire.
Quello che so è che le comunicazioni radiofoniche a onde ultracorte
non sono intercettabili.
Pensavo che un uomo come lei avesse un'unica fede, la scienza.
Un uomo come me è più complesso di quanto si possa immaginare.
- Guglielmo... Scusate. - Sì. - C'è Umberto qua fuori.
- E' qui ? - Sì, deve parlarti urgentemente. - Ah.
- Va bene, scusate. - Prego.
- Che succede ? - Ho fatto le ricerche che mi avevi chiesto.
Pare che Isabella Gordon abbia una relazione con Martinucci.
-Sai quel simpatico agente dell'Ovra che sta sempre con Bottai ? -Certo.
Indovina chi finanzia il film.
Il Ministero dell'Educazione Nazionale ?
L'ordine di intercettare il tuo telefono all'Accademia
è partito da Martinucci.
Devi liberarti di lei, Guglielmo.
- Come procede ? - Procede, procede.
Io davvero non potrei fare il suo mestiere.
Anch'io non potrei mai fare il suo.
- Di moglie, intende ? - Di moglie, sì.
Quella che può sembrare una vita tradizionale
le assicuro che è una vita molto avventurosa, mi creda.
Io la invidio un po', in realtà.
- Lei ha un fidanzato ? - Non ce l'ho al momento, no.
Certo.
- Tutto bene ? - Sì, certo.
- Vi lascio soli. - Grazie.
- Ci interrompono sempre. - Continuiamo.
A lei piace il cinema, signorina ?
Molto, molto.
Ci vado spesso, anche a Roma.
E' un po' un rifugio per me.
Ha mai pensato di farlo, il cinema ?
- Non capisco la domanda. - Non capisce la domanda ?
E' una domanda semplice. Dovrebbe fare l'attrice, non la giornalista.
- Perché ? - Ho conosciuto diverse versioni di Isabella Gordon.
La figlia amorevole di emigrati, la cineasta ambiziosa.
La giovane timida e ossequiosa.
Ma sono tutte versioni finte.
- Smetti di girare ? - Non smetta, continui a girare.
Proprio ora che stava per ottenere ciò che voleva vuole interrompere ?
Vuole sapere che cosa penso...
Vuole sapere che cosa pensa Marconi del regime fascista ?
Lo vuole sapere ? Bene, adesso glielo dico.
Da quando sono in Italia, ho avuto molto dal Duce e dal suo governo
come lei stessa ha sottolineato, secondo alcuni, addirittura troppo.
Pochi sanno le conseguenze che ho dovuto subire.
L'allontanamento dall'Inghilterra con un danno economico enorme.
L'umiliazione di essere stato respinto dalla Bbc.
Io che sono uno dei soci fondatori.
Poi la fine di rapporti decennali professionali...
- Io non... - Con soci della mia società !
L'ho fatto per il progresso del Paese.
Credevo che stando vicino a Mussolini
avrei migliorato il mio Paese !
Invece che cosa ho ottenuto ? Che cosa ?
Quanto al raggio della morte
questa fantomatica arma che dovrebbe bloccare i motori a distanza
che dovrebbe polverizzare intere armate...
Tutto quello che è stato scritto e detto finora
è una benemerita idiozia.
Un'idiozia !
Non esiste il raggio della morte, non è mai esistito.
Spero che questo sia sufficiente per i suoi committenti.
Adesso può spegnere.
Raccogliete le vostre cose e andatevene.
Che persona spregevole !
Entrare così nella nostra famiglia.
Guadagnarsi la tua fiducia e poi tradirti così.
Umberto mi ha detto che gli hai chiesto di indagare su di lei.
- Avevi dei sospetti anche tu ? - Sì, ce l'avevo.
Forse ho deciso di fare questa intervista
perché avevo bisogno di dire la verità.
Hai fatto bene, Guglielmo.
[VOCI DAL FILM]
Ci sono le riprese delle apparecchiature
con cui Marconi fa gli esperimenti nel suo laboratorio.
Bene, il tuo lavoro finisce qui.
Voglio andare via dall'Italia, Jonathan, ho paura.
Tieniti pronta. Dopodomani, all'alba, c'è un aereo per noi.
Il passaporto ?
Esci alla fine del film.
Ci vediamo domani alle cinque al Jackie Morgan, non tardare.
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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