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[musica natalizia]
[musica natalizia]
[Zhu, con accento cinese] Ci sarà sempre una stanza libera per lei, signor Campi!
[risate]
Speriamo, ne volete fare 200, eh!
Duecentottanta, per essere precisi.
Il più grande resort della valle.
"La valle di Giadda".
"Giada", con una "D" sola.
[parla in cinese]
[in italiano] Questa è la nostra offerta.
È una miseria.
Andate, va', tenga.
[Lorenzo] Su.
Per me questo albergo è tutto, è la mia vita.
Io per questa cifra non mi sposto.
Facciamo così.
Io e Long resteremo qualche giorno e controlleremo tutto.
Se questo posto vale di più, alzerò l'offerta.
Intanto...
Prenda questo come un acconto.
[Zhu] Come un acconto.
[speaker] Radio Italia, solo musica italiana
con Paoletta, insieme per le prossime ore.
- È un caldo bestiale. - Pa'!
- [speaker] Ti fa mancare il Natale. - Seh, vabbè.
- [Alberta] Ci fermiamo? - Mmh?
- Ci fermiamo a fare la pipì? - No, mamma, io sto a posto, ce la faccio.
- Oh. - Ohi, siamo arrivati?
No, ci stiamo fermando a fare la pipì.
Se ci fermiamo in mezzo alla natura,
preferisco farla qui che consumare l'acqua dello scarico.
E fertilizzo il terreno.
Buon affare, no?
[Giacomo] Certo che con questa menata dell'ecologismo sta esagerando.
Almeno lei si rende utile a qualcosa.
- Che ho fatto stavolta? - Niente.
Sono io che guido da tre ore e ho lavorato fino alle 4 stanotte.
[Giacomo] Mi è scaduta la patente, lo vuoi capire o no?
Sono mesi che ti dico: "Giacomo, vai a rinnovarla."
Tu: "Sì, domani."
- Va bene. - Sempre "domani".
- Sei un gran fenomeno, sei contenta? - Ma sai che mi frega?
Ah, che liberazione! Mamma mia.
Non voglio immaginare come ti sei pulita le mani, anzi, lo immagino benissimo.
Dove me le pulivo le mani?
- Dove me le pulivo le mani? - Dai! Dai!
Dai.
- Pa', ti posso chiedere una cosa? - Dimmi.
Perché stiamo andando dal nonno?
[Giacomo] Non sei felice?
Certo che sono felice, anzi, felicissima.
Solo che di solito ci andiamo a Natale, quindi ho pensato...
Vabbè, ogni tanto, per cambiare, ci andiamo d'estate, no?
Ci andiamo pure a Natale, vero, mamma?
Amore, con questo caldo pensi al Natale?
Pensiamo alla sorpresa che stiamo facendo al nonnone.
Va bene.
[Chiara] Arriviamo, nonno!
Mi raccomando, di questa nostra trattativa non parlatene con nessuno.
Sono sicuro che troveremo un accordo.
- Sono sicuro anch'io, adesso però... - [Zhu] Long.
- [parla in cinese] - Bravo, vai.
- [Chiara] Nonno! - Oh!
Oh!
- Ma cosa fai qui? - [Chiara] È una sorpresa, sei felice?
- Certo che sono felice! - [Alberta] Ciao, papà.
- Che bella sorpresa! - [Giacomo] Signor Lorenzo, la vedo bene!
Vedo che continui a rimandare la visita dall'oculista.
[risate]
- Tu hai un po' di pancetta o sbaglio? - No, è che...
- [Chiara] Nonno, non glielo dire. - Non glielo dico.
Chiara, perché non vai a vedere se ci sono i tuoi amici in giro da qualche parte?
- Va bene. - Dai, vai a salutarli.
- [Chiara] A dopo. - Ci vediamo.
C'è qualcosa che non va?
[musica tensiva]
- Chiara! - Nic!
- [Chiara] Come stai? - [Nicolò] Bene.
Vuoi vedere?
Ho fatto delle Molotov a scoppio rinforzato!
- Spostati. - [Chiara] Ok.
[grida]
Oh, mio Dio, Nicolò! Mi hai fatto prendere un colpo.
- [Nicolò] Tutto bene? - Tutto bene.
[Chiara] Sono appena arrivata e volevo salutarvi.
Per caso hai visto Walter?
È là.
[Nicolò] Però fossi in te non ci andrei adesso.
Voi siete venuti qui senza preavviso per dirmi che volete separarvi?
- E i motivi? - I motivi sono tanti.
Eh, sentiamo.
- Non parliamo più. - Quando lo facciamo, litighiamo.
Abbiamo opinioni opposte su tutto.
- Abbiamo gusti diversi. - Non sopporto i suoi amici.
- Non facciamo neanche più... - Sì, ho capito, immagino.
[Lorenzo] Lasciamo stare.
Vabbè, mi avete descritto un normalissimo matrimonio.
Papà, per piacere.
Questi sono gli screzi classici di un matrimonio qualunque.
L'importante è che vi amiate, perché...
Perché vi amate ancora?
Allora scusa, se avete già deciso, cosa posso fare?
Avremmo bisogno di chiederle una cosa.
[Walter] Lasciate!
[Pietro] Uh, uh!
- Vai! - Vai!
Tredici e 66, record!
[Chiara] Ciao, Walter!
Ciao, Chiara.
Che ci fai tu qui? È estate.
Non sei felice di vedermi?
- Sì, è solo che... - [Chiara] Cosa?
Non sapevo che tu venissi.
- Non... - E tu chi sei?
[Chiara] Non amo le definizioni in campo sentimentale,
ma per semplificare, io sono la sua fidanzata.
Neanche io amo le definizioni, ma sempre per semplificare,
sono io la sua fidanzata.
Questa cosa delle definizioni non l'ho capita.
Ma... tu sei quella di Natale, mentre lei è quella dell'estate.
Un grande benvenuto da parte tua.
Grazie mille.
Dai, Chiara!
Voi siete matti! Voi siete matti!
Papà, non siamo matti, ci abbiamo pensato a lungo.
[Alberta] Se glielo diciamo noi, le spezziamo il cuore.
Devo spezzare il cuore io alla bambina? Il nonnino?
- Signor Lorenzo... - Stai zitto, babbeo!
Papà!
Dai, tu hai un rapporto speciale con Chiara.
Se glielo dici tu, glielo puoi far capire facendole meno male possibile.
[verso]
[sbuffando] Va bene, glielo dico io stasera.
[sospira]
- Grazie, papà. - Sì, ma non lo faccio per voi.
Lo faccio per lei, che sia chiaro.
[Lorenzo] Cosa guardi?
[Lorenzo] Mi giochi Smargiasso vincente, dieci euro.
[Otto] Dieci euro?
[Lorenzo] E Pentolaccia piazzato a 30 euro.
- [Otto] Sicuro? - Sì.
- Se posso dire la mia... - Non puoi dire la tua.
- Non puoi, devi giocare. - Va bene.
Poi, quando hai giocato, vai a fare la camera dei due cinesi.
Bene, dai, due clienti nuovi in questo periodo ci fanno comodo.
No, sono due ospiti che lavorano per me in questo periodo.
Ehm, giusto per...
Con quali soldi intende pagarli?
Da quando sei diventato anche l'economo e ragioniere dell'albergo?
Da quando non ricevo più lo stipendio.
Mercoledì fanno sette mesi esatti.
- Otto! - No, sette.
- No, dico, Otto, fai il bravo. - [Otto] Vabbè.
Fai la giocata e poi vai a fare la camera per i cinesi.
Va bene.
Io vado a farmi una doccia.
[musica tensiva]
"Non fare quella faccia.
Ne ho fatti fuori a dozzine..."
"Ne ho fatti fuori a dozzine di bastardi come te."
"Ne ho fatti fuori a dozzine di bastardi come te, non fare quella faccia."
"Non fare quella faccia.
Ne ho fatti fuori a dozzine...
di bastardi come te."
[squilli di cellulare]
- Filippo, dimmi. - [Filippo] Una cosa veloce.
Ti ho mandato i documenti del progetto Persovich.
- Sei riuscita a dargli un occhio? - Non ancora, ma mi ci metto subito.
[Filippo] Ottimo.
So che è agosto, ma non dobbiamo abbassare la guardia.
- Ok, assolutamente. - [Filippo] Perfetto, ci aggiorniamo.
Signora Claudia, un dolcetto, una mia iniziativa personale.
- Oh, grazie! - Mirtilli, frutti di bosco, cioccolato.
- Non l'ho messo nel conto. - Grazie.
Mamma, posso andare in camera? Sono un po' stanca stasera.
[Chiara] Per favore.
- Scusa, nonno, non mi sento... - Mi fai compagnia?
Cinque minuti, andiamo a vedere le stelle.
La notte di San Lorenzo con nonnone, dai, eh?
- [Lorenzo] Mi accompagni? - [Chiara] Va bene.
Dai, mi porta lei allora, voi potete andare a letto.
Mi porta lei.
[Otto] Ormai l'ho aperto, che faccio, lo bevo io?
No, lo lasci lì, grazie.
[Lorenzo] Se non stai attento...
La notte di San Lorenzo, la mia festa.
Poi è una notte magica, con tutte le stelle cadenti.
Devo dirti la verità, che ti ho vista un po' strana stasera.
- [Lorenzo] Hai qualcosa che non va? - No, niente, tutto bene.
Sei sicura? Io ti conosco.
- Te lo ricordi Walter? - Walter?
- Il tuo fidanzato? - Ecco.
[Lorenzo] Mmh.
Dice che questa cosa vale solo a Natale.
- Poi in estate tocca a un'altra. - Ah! Un gentleman.
Mmh.
Uno così è meglio mollarlo, te lo dico prima.
[Lorenzo] Lascialo perdere, vedrai che torna lui.
Tanto sei qua col tuo nonnone, stai con me.
Non ti ho convinto?
Nonno, davvero...
- Io ero felice di venire qui in estate. - [Lorenzo] Eh.
Però è tutto diverso rispetto al Natale.
Non è solo Walter.
Anche la mamma e il papà sono strani.
- Pure tu, nonno. - Io?
Sei diverso dal solito.
[Chiara] Sei pensieroso.
Sai cosa deve essere?
Questa dieta ferrea che sto facendo.
Poi anche tanta palestra, tanta ginnastica, questi addominali...
- Andare su e giù per la montagna... - Dai, nonno, per favore.
- [Chiara] Guarda che ti conosco anche io. - Mmh.
Cos'è?
- Una fidanzata? - Ma quale fidanzata?
[risate]
Nel mio cuore c'è posto per te e per la nonna e basta.
- No, no... - E allora che succede?
Succede che tu sei diventata grande.
Forse è venuto il momento di poterti parlare...
- Nonno, guarda! - Che?
- Una stella cadente! - [Lorenzo] Che roba, guarda!
- [Chiara] Una stella! - Dai, esprimi un desiderio.
Subito!
No, è una scemenza.
Ma quale scemenza? I desideri non sono mai una scemenza.
Questo sì, e comunque non si può avverare.
Provaci, che ti costa?
[Lorenzo] Prova.
Vorrei che fosse Natale.
[musica natalizia]
Ti stai fermo?
- Dai, dovrebbe averglielo detto, andiamo? - Mmh.
Va bene, andiamo.
Papà?
[colpi di tosse]
- Che fai, fumi? - Provavo il sigaro, non l'ho mai fumato.
- Chiara dov'è? - Eh.
L'ho mandata a letto, era tardi, era stanca.
- E? - L'hai mandata...
L'ho mandata a letto, sì.
- Eh, glielo hai detto? - Glielo ha detto?
No, dopo le vacanze di Natale... Adesso no.
[Alberta] Che dici, "dopo Natale"?
Noi mica possiamo andare avanti con questa farsa per mesi.
Natale quest'anno lo facciamo a Ferragosto.
[musica di mistero]
- [Otto] Signor Lorenzo. - Eh.
- Se posso dire la mia... - No, non puoi dire la tua.
- Un giorno potrò dirla? - No.
Vai e lavora, dai.
- Vai ad addobbare. - Vado ad addobbare.
Addobba.
[versi di fatica]
Oh!
[in sottofondo "Almost time for Christmas day" di David Tobin e Jeff Meegan]
Addobbo.
[Otto] Lo sapevo.
[in sottofondo "Almost time for Christmas day" di David Tobin e Jeff Meegan]
Va bene?
Bene.
[fischia]
Vieni, vai.
No, no!
[Otto] Addobbo un po' di qua.
Anzi, no, di qua.
[in sottofondo "Almost time for Christmas day" di David Tobin e Jeff Meegan]
[squilli del cellulare]
[Paolo] Dimmi.
[sottovoce] Paolo, non posso venire al provino.
Giacomo, stai scherzando?
Li ho supplicati in ginocchio per fartelo fare, che dici?
Sì, lo so, ma non posso muovermi da qui.
Però ho pensato a una soluzione: lo facciamo online.
[Giacomo] Si fa tutto online, perché non fare un provino?
Va bene, ci provo, vedo quello che riesco a fare.
Lo sai, non te lo chiederei, se non fosse un'emergenza.
[Paolo] Alberta, immagino, vero?
Sì, credo che siamo arrivati al capolinea.
Va bene, l'importante è che non ti fai distrarre troppo da questa cosa.
Farò il possibile. Ora scappo, ciao.
Ciao.
[musica di mistero]
[notifiche dal cellulare]
Chiara.
Vieni a vedere.
[musica natalizia]
Pensavo fosse la sua solita sparata, invece stavolta...
Shh!
Alberta, sono le 7:15 di un sabato d'agosto.
Quando lavori in uno studio legale, impari che le emergenze non vanno in vacanza.
Una lezione che hai appreso bene tu.
Sai quante donne sono diventate partner nel mio studio?
Nessuna e tu potresti essere la prima, lo ripeti da mesi.
Come se io non sapessi cosa vuol dire fare sacrifici.
Ah! Tu?
Se sono anni che tuo padre ti chiede di aiutarlo nell'azienda
e non fai altro che rimbalzarlo.
- Perché il mio lavoro è un altro. - Certo, l'attore.
Pensavo l'avessi fatta finita con questa storia.
Dovrei farla finita solo perché tu non credi in me?
Io non credo in te?
Lasciamo stare.
Ti piace, eh? Rinfacciarmi i miei fallimenti.
- Perché non parli mai dei miei successi? - Quali?
La tua splendida performance da pidocchio nello spot dello shampoo alla papaya?
Non ero un pidocchio, ero l'eccesso di sebo.
- [Alberta] Che schifo. - Fra qualche giorno, sarai libera.
Non dovrai più vergognarti di tuo marito.
Giacomo, non mi sono mai vergognata di te.
Ma dimmi che cosa hai concluso in tutti questi anni.
- È un'ossessione. - Non è un'ossessione!
E che cos'è?
È un sogno.
E ti sta rovinando la vita.
Scusa, se la mia vita non è all'altezza della tua.
[Giacomo] Comunque tra poco ne sarai fuori.
Benissimo, non vedo l'ora.
[sospiri]
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu di questa storia del Natale.
A me è sembrata una bella idea.
Mah.
- Chissà. - [bussano alla porta]
- Posso entrare, nonno? - [Lorenzo] Vieni.
- Allora? - Ho visto.
- Ti piace? - È assurdo, folle, senza senso.
- Non ti è piaciuto? - [Chiara] Nonno.
È bellissimo.
[Lorenzo] Ma va'!
- Sempre a far scherzi! Mi prendi in giro! - Ci caschi sempre!
Ci casco sì, perché tu li fai bene.
- Sono contento che ti sia piaciuto. - Grazie, nonno, grazie mille.
Tutto da solo ho fatto.
Otto non ha alzato un dito, non fa niente quello lì.
Tutto per conto mio... Cosa guardi qua?
- Questo che cos'è? - No, è una...
Un terrazzamento... estroflesso,
perché noi volevamo iniziare...
[Lorenzo] Non c'è...
Poi... Vabbè, una roba da grandi, lascia stare.
Mi fai un favore? Dai un'occhiata a Otto?
Non vorrei facesse casino con l'albero, eh?
- È furbacchione? - Eh, è un po' furbo.
- Ti frega sempre? - No, non lavora.
Vince sempre contro di te lui, eh? È l'unico?
- Vince? - Dai, nonno, ci vediamo dopo!
[musica di mistero]
[scatti fotografici]
[rombo di motore]
[Rosa] Potrei iscrivermi a un corso di bridge, eh?
[Mario] Amore mio, ancora gridi "briscola" quando hai in mano un settebello!
[risate]
Meno male che mi fai ancora ridere.
Ecco, yoga.
Faccio yoga, c'è una collega...
Ex collega, che sono mesi che mi invita.
Sei in pensione solo da un mese, un po' di pazienza.
- Troverai qualcosa, vedrai. - È facile a dirsi per te.
Tu hai la tua azienda, nessuno verrà a dirti: "Basta, riposati."
Mario, io non ero stanca di insegnare.
Francamente, faccio difficoltà a immaginarmi senza i miei bambini.
Vabbè, però siamo venuti di corsa appena Lorenzo ci ha chiamati.
Staremo tutti insieme, faremo delle passeggiate.
Queste giornate allo Chalet del Lago prendile come un nuovo inizio, mmh?
Come fai a essere sicura che lo venda? Magari vuole solo ingrandirlo.
Uno, il nonno odia i grandi alberghi e due, non parla il cinese.
Poi ieri sera stava per dirmi qualcosa, ma io l'ho interrotto.
Di sicuro era questo, sta per vendere l'albergo.
[Chiara] Guarda qui.
- Dove costruiranno la piscina. - Ma questa è l'oasi.
Spazzeranno via tutto: l'albergo, il bosco, l'intera valle.
È per questo che io vi dico: noi dobbiamo fermarli.
Sì, ok, ma come?
Noi siamo sei bambini e questo è il capitalismo.
Come? Come?
Io un'idea ce l'ho.
[musica di mistero]
[Rosa] Lorenzo, fammi capire bene.
I ragazzi hanno deciso di separarsi, la piccolina non sa ancora niente
e tu sei quello incaricato a dirglielo?
Esatto.
[sospira]
Ma cosa c'entra il Natale?
[Lorenzo] È un regalo che voglio fare a Chiara.
L'ultimo Natale tutti insieme.
Ma la neve?
Fantasmi, spettri, sangue.
Dovremo convincerli che questo è un posto maledetto.
E tu credi veramente a questa roba?
Io? Magari.
Ma gli adulti... Gli adulti credono a tutto.
Fake news, superstizioni, complotti.
Riusciremo a far credere loro che questo è un albergo infestato.
Non hai solo la faccia sbagliata, pure il cervello.
No.
Invece questa è un'ottima idea.
Tu sei un grande.
- Ma... fa un po' freddino, no? - [Rosa] Sì.
Beh, perché ho alzato un po' l'aria condizionata,
per fare un po' più ambiente, poi anche...
- [Alberta] Buonasera. - [Mario] Oh!
- Tesoro! - Nonnino! Quanto mi sei mancato.
- [Lorenzo] Hai visto? - Sempre più bella, sempre più grande.
- [Lorenzo] L'altro nonno! - [Giacomo] Papà.
Pensa che è il più anziano dei nonni, eppure si presenta così bene.
- Al mondo! - Sei invidioso?
[Lorenzo] Sei il più vecchio della famiglia.
[ridendo] Signorina Chiara...
È un piacere vedere che anche la signora Rosa e il signor Mario
sono stati coinvolti in questo delirium.
Fai il bravo! Scusatelo.
- Sia buono, signor Lorenzo, è Natale. - [Lorenzo] Scusatelo.
Solo per dirvi che oltre a quello che trovate nel menu...
- [Lorenzo] Eh. - Ho dei piatti del giorno.
Allora, ho tortellini in brodo di cappone.
[insieme] Ah.
Per chi vuole stare più leggerino invece ho del cervo ripieno di cappone.
- [risate] - [Otto] Scherzo.
- Una matrioska di cervo. - [Otto] Esatto.
Non è cambiato.
[Otto] Quando siete pronti, passo a ordinare.
- Oh, papà. - Mario!
- [Rosa] Mario, che cos'è? - Che è successo?
[Rosa] Non lo so! Un capogiro?
- Papà! Un po' d'acqua? - La pressione!
- L'acqua, sì. - [Lorenzo] Dagliela.
[Giacomo] Papà, siediti.
- Aiutami a tirarlo su. - Il viaggio è stato...
- Giacomo, aiutami. - [Mario] Meglio che torni in camera.
- Lo accompagno in camera. - Vado in camera.
Sei sicuro di non volerti sedere?
- [Mario] Sì, sì. - [Rosa] Via, via.
- [Giacomo] Non svenire. - [Lorenzo] Ha la sua età.
Non lo so, non mi sono accorta.
[Otto] A proposito di anziano, signor Lorenzo.
C'è Don Michele che le vuole parlare, ha detto che è urgente.
[Lorenzo] Mi ha detto Otto che mi cercavi.
Lorenzo, sono anni che noi ci conosciamo, ma io non ti capisco.
Tu mi devi spiegare che cos'è questo Natale a Ferragosto.
[Don Michele] Ti posso dire una cosa? Scusa la volgarità.
- A me sembra una pagliacciata. - Gliene ha parlato Otto?
Otto non mi ha detto niente. Si vede da lontano, tutto l'albergo è illuminato.
Lo sai che questa cosa rasenta la blasfemia?
- Ma dai! - Sì, questa cosa rasenta la blasfemia.
Se l'ho fatto, ci saranno dei motivi, no?
Per una trovata pubblicitaria. Albergo in crisi... Ho capito.
L'albergo non c'entra niente, sono altri i motivi.
[voce non udibile]
- Torno subito, mamma. - Mmh.
[voce non udibile]
- Signorina, cosa desidera? Glielo porto. - [Chiara] Shh.
[sottovoce] Chi sono quei due?
Suo nonno dice che sono qui per fare dei lavori.
- Dei lavori. - Ma se posso dire la mia...
Certo che puoi, dilla.
Posso? Con suo nonno non posso mai dirla.
Io di quei due non mi fido.
Secondo me, bolle qualcosa in pentola.
- [notifica di cellulare] - Mmh?
I soliti.
Mamma, Walter vuole chiedermi scusa.
Normalmente farei del ghosting,
però ci tengo a regolare la situazione da persona matura.
- Posso andare? - Vai.
- Tanto qua non c'è più nessuno. - Grazie.
Andiamo anche noi?
Che stiamo a fare qua?
Spariti tutti.
Dai.
[Giacomo] Arrivo.
[Lorenzo] Quindi ho messo in piedi questa cosa del Natale
per far felice mia nipote.
- Oh. - Ah!
- Però! - Quindi questi due imbecilli si separano?
Eh.
Non sono i primi e non saranno gli ultimi, cosa vuoi fare?
Tu lo sai qual è stato il primo matrimonio che ho celebrato con queste mani?
Certo, il mio.
Ho ancora le foto.
Di tutti i matrimoni che io ho celebrato, sai quanti sono naufragati?
Dimmi un numero, forza, dimmelo.
Sette.
Nove.
- Undici. - Zero.
Non è naufragato nessun matrimonio mio.
- Ma lo sai perché? - Perché?
Te lo dico subito.
- In diocesi sai come mi chiamano? - Come ti chiamano in diocesi?
"Don Attack".
Eh, per forza, perché sei sempre attaccato alla bottiglia.
[Lorenzo, ridendo] Ci credo!
- [Don Michele] Lorenzo. - Eh.
[Don Michele] Appena questi si lasciano, tu non vedrai più tuo genero,
non vedrai più tua figlia, non vedrai neanche più la bambina.
Non c'è più nessuno?
Dove sono?
[Chiara] Chi è con me alzi la mano.
- Walter. - [Walter] Non lo so.
Siamo sicuri di volercela prendere con gli orientali?
Papà dice che sono un impero.
- Che c'è? Hai paura? - Taci, sgorbio.
Oh.
Perfetto.
Diamo ufficialmente inizio all'operazione "Albergo infestato".
Qui le mani.
Uno per tutti?
[insieme] Tutti per uno.
[suoni di videogioco]
[Lorenzo] E andiamo!
Sono troppo forte, ragazzi.
Troppo forte, altra categoria!
- [Lorenzo] Allora? - Hai deciso di festeggiare il Natale.
- Il Natale è la festa della famiglia. - Bravo.
Devi fare sentire la magia di questa giornata.
Devi anche fare capire loro quello che stanno per perdere.
[risate]
Nove a zero, bella! Nove a zero!
- Posso dirti una cosa, prete? - Che cosa?
- Hai culo. - Non sai perdere.
No, non so perdere perché non ho mai perso con te.
- [Don Michele] Sì, sì. - Mai perso con te.
- Sì. - [bussano alla porta]
- [Don Michele] Hanno bussato. - Chi è?
- Potrebbe essere tua figlia Alberta. - Via, via.
- [Lorenzo] Metti via tutto, spegni. - Che stiamo facendo di male?
Le ho promesso che avrei smesso di giocare perché mi alza la pressione.
- Vabbè, allora spengo. - [Lorenzo] Avanti!
- Posso entrare? Devo parlarti. - Certo.
[Lorenzo] Prego, vieni, accomodati.
Sì...
[musica di mistero]
[sottovoce] Meng Zhu, stanza 103.
- [sottovoce] Otto, un'altra cosa. - Dimmi.
- Dove sono i miei vecchi giocattoli? - I giocattoli?
Ti vedo agitato, arrivi qua con la vestaglia, il pigiama...
[Lorenzo] Che è successo?
- Se volete, me ne vado. - [Lorenzo] Ma no, stai.
Quello che dici è sacro per lui, lui è proprio...
[fischia]
[Lorenzo] Eh.
Dai, di'.
- Sì, una confessione può solo farmi bene. - [Lorenzo] Bravo.
Ti ricordi quell'anno che sono venuto da solo a darti una mano?
- Tu eri appena rimasto vedovo... - Come no? Certo.
Sei stato anche molto carino e ti ringrazio ancora.
[Lorenzo] Allora?
Ecco, io in quei giorni...
[Lorenzo] Eh.
Ho conosciuto una turista.
Eh, tra una cosa e l'altra...
- Vabbè, ci siamo capiti. - [Lorenzo] Ci siamo capiti.
No, io non ho capito.
- [Lorenzo] Come non hai capito? - Io non ho capito.
- Ha tradito la moglie. - Quante volte?
Una volta sola.
Era un periodo storto, con Rosa c'era un po' di maretta...
Vabbè, lo sapete come vanno queste cose.
- [Lorenzo] Lo sappiamo. - Io non lo so.
Tu non sai niente, non capisci niente! Avevi ragione, dovevi andare via!
- Perché sei rimasto? - Vabbè...
Fatto sta che io sono tornato a casa e mi sono detto: "Mai più."
- E così è stato, lo giuro. - [Lorenzo] Bravo.
Ricordiamoci che questo matrimonio non l'ho celebrato io.
Vabbè, ma perché me lo racconti adesso?
Questa donna...
è qui, in questo albergo.
- Come, è qui adesso? - Sì.
- E chi è? - È quella donna appariscente che...
Voce! Non sento.
[gridando] Quella donna appariscente!
- Che cenava sempre... - È qui! Qual è?
Quella donna appariscente che cenava sempre da sola.
- Claudia? - Shh!
[Mario] Se lo scopre mia moglie, è una tragedia.
Già è fragile per la storia della pensione.
- Questo sarebbe il colpo di grazia. - [Lorenzo] Certo.
Poi anche per la bambina.
Già si separano i genitori, anche i nonni...
Eh!
- Adesso che facciamo? - [Lorenzo] Che facciamo?
Per me sono 20 "Ave, Maria".
Nasconditi in camera, non farti vedere da nessuno,
ma soprattutto da Claudia.
Poi le "Ave, Maria" vedi un po' tu.
- Magari 15, dai, 20... - Dieci, però intere, fino alla fine.
[musica di mistero]
[bussa alla porta]
[verso]
[verso]
[vagiti]
[grida]
[Lorenzo] Stavo pensando
a quello che mi hai detto stanotte.
Hai ragione.
Certo, se io ti batto, non è per fortuna...
- Non... - È perché tu sei scarso.
Non parlavo del gioco.
- [Lorenzo] A parte che sei scarso tu. - Tu.
- [Lorenzo] Non mi batti. - Vabbè.
Mi riferivo al discorso dei ragazzi.
Non posso stare con le mani in mano a vedere la mia famiglia che va a rotoli.
Che cosa vuoi fare?
Niente, lascio andare avanti questa storia del Natale
sperando che magari si riappacifichino, che ne so?
Però ho avuto un'idea che non è niente male.
Solo che mi serve il tuo aiuto.
- Io? Che c'entro io? - C'entri, c'entri.
Ti ricordi quello che ha detto Mario ieri notte?
- Eh. - [Lorenzo] Mi è rimasto come un tarlo.
Se fosse così anche per i ragazzi?
- Se ci fosse questa... - Mmh...
- Eh? - Tu pensi che Giacomo...
La tradisce?
- Pensi questo? - No, penso...
Sai, Giacomo si presenta col suo bel faccino, educato,
vuol far l'attore...
- Vuol fare l'attore? - L'attore, sì, gli attori recitano.
- Quindi? - E quindi...
- Che cosa devo fare io? - Devi confessarlo.
Anzi, confessali tutti e due, così vediamo cosa c'è sotto, eh?
No, Lorenzo, la confessione è una cosa seria.
- Non scherziamo. - Anche la mia famiglia è una cosa seria.
Voglio sapere se lui si merita mia figlia o no.
- Signor Lorenzo. - Oh.
Mi permetta di ricordarle che sua moglie diceva sempre:
"Tra moglie e marito, non mettere il dito."
Come fate a sapere tutti quello che diceva mia moglie, che dicevo io?
Tu per caso hai sentito dire "chissà cosa ne pensa Otto"?
- No, però se posso dire la mia... - Non puoi dire la tua.
- Per favore. - Non puoi dire la tua.
Va bene, scusate.
I giovani d'oggi sono fatti così.
Quali giovani? Ha 60 anni questo qua.
- Sessant'anni? - [Lorenzo] Sì.
Però ha un'età indescrivibile, perché ha una faccia insignificante...
- È vero. - Senta, facciamo così, li confesso oggi.
Adesso non puoi, stamattina li ho buttati giù dal letto e li ho mandati sulle piste.
Sulle piste? D'estate mica si scia.
Che c'entra? Ho preparato io una cosa molto interessante.
Tutto bene?
[Rosa] Sono 20 minuti che sei chiuso là dentro.
[bussa alla porta]
[Rosa] Mi devo preoccupare?
[rumore di scarico]
No, è che non mi sento molto bene.
- Beh, a vederti non sembra. - No...
Ho proprio la nausea, un mal di testa che mi gira...
[sbuffa]
Scusa, usciamo a fare due passi, prendi un po' d'aria.
- Ti fa bene. - No.
No, perché è meglio che io stia qui tranquillo in camera.
Ma tu vai.
È anche più bella la montagna da soli.
Silenzio...
- Meditazione... - Perfetto.
La famiglia scoppia, tu mi lasci sola, eh?
Cominciamo bene.
Beh, riprenditi, eh.
Ci provo.
[Alberta canta lo Jodel]
[Giacomo] Contente voi.
- Mamma mia! Non ce la faccio più. - [Alberta] Che bello!
Ecco! Fa' vedere.
- Di qua. - Rifugio Scotter-Palatini, cinque minuti.
- Ok. - [Alberta] Cinque minuti!
- Di qua, mamma? - Ma per dove?
Per il rifugio Scotter-Palatini!
Cosa andiamo al rifugio? Gli impianti sono tutti chiusi, è agosto!
Un lamento continuo, un lamento continuo!
[Alberta] Dai che c'è una bella sorpresa!
No, io odio le sorprese, Alberta.
No, che meraviglia!
- Dai, pa', è una ficata! - No, voi due siete pazze.
Qua c'è qualcuno che se la sta facendo sotto.
Come quella volta che si è fermato a metà del ponte tibetano, te lo ricordi?
No, non mi sono fermato per paura, mi sono fermato per guardare il paesaggio.
Certo, sì.
Allora perché è dovuto arrivare l'elicottero a tirarti giù?
No, io ho scelto di stare in elicottero per guardare dall'alto tutto il panorama.
Papà, guarda che non c'è niente di male ad avere paura.
[Alberta] Ehilà!
La paura è l'emozione più naturale che ci sia.
- Senti quanto è saggia tua figlia? - Chiara, io non ho paura.
- Buh! - [risate]
- [istruttore] Chi è il prossimo? - [Chiara] No?
- Guarda quante persone. - [insieme] Lui!
- Ok, dai che andiamo. - [Alberta] Vai.
- Cosa? - Arriva! Riscaldamento.
- Cosa fate? - [Alberta] Vai.
- Non lo conosco neanche! - Facci sognare, vola!
- [Giacomo] Cosa state facendo? - [Chiara] Uoh!
[parla in cinese]
Acqua gassata.
- [musica spaventosa] - Ah!
Signore, ha sentito parlare della tragedia avvenuta qui nell'inverno del 1970?
No, no.
[segnale acustico]
- Buongiorno. - Buongiorno.
[risate]
- [istruttore] Infili le braccia qua. - Posso chiedere una cosa?
[istruttore] Prego, dimmi.
Avete mai avuto incidenti in questo impianto?
- [istruttore] Una volta solo. - [Chiara] Vai, pa'!
- Da quanto siete aperti? - Siamo aperti da martedì.
[Alberta] Giacomo!
Giacomo, guardami!
Tranquillo, vedrai che è tutto facile.
- Dai! - [Giacomo] Ciao, Chiara!
- Ti aggancio. - Sì, poi?
- Aggancio me, poi aggancio te. - Sì.
- Poi dobbiamo partire. - Quindi siamo insieme, vero?
- Certo. - Non mi abbandoni.
- [istruttore] Non devi preoccuparti. - Perché ho paura a sentirmi solo.
Devi solo correre fin quando siamo per aria.
- Ah, quindi si tratta di correre? - Di correre.
Correre a me non dispiace, è volare che mi fa paura.
Vedrai che non te ne accorgerai neanche.
- Di cosa? - [istruttore] Del volo.
- [insieme] Uoh! - [Giacomo] Come "del volo"?
- Vai, pa'! - [istruttore] Si vola, ma è facile.
- Adesso ti spiego tutto. - Sì.
- [istruttore] Quando ti dico "vai"... - Sì?
Vai, guarda avanti.
- Sì. - Pronto?
- No. - Vai.
- [grida] - [istruttore] Vai!
Vai, corri forte!
Corri forte! Ancora! Ancora!
- Ok, ancora! - [grida]
Guardalo, guardalo, guardalo! Oh, un professionista!
[grida]
- Porta... Oh! - [istruttore] Tranquillo.
- [Giacomo] Portami giù! - [istruttore] Rilassato.
- Voglio scendere! - [grida]
[istruttore] Rilassati! Prenditi pure in alto!
[grida]
[Claudia] Da questa parte, salendo, si arriva al ghiacciaio.
- Li conosce bene questi posti. - Perché ci vengo da tanti anni.
Lei è la prima volta?
No, ma noi veniamo solo a Natale, quando si scia un po' e si mangia molto.
[risate]
Poi con mio marito non si passeggia tanto, perché...
Devo dire che in vita sua l'unica scalata che ha mai fatto
è quella della sua azienda.
Ah, quindi la lascia andare in giro da sola?
Insomma, non mi è mai pesato tanto.
Certo, io speravo che questa volta sarebbe stato diverso, ma...
Io vorrei portarla lassù, se la sente?
- [Claudia] Dai, forza. - [Rosa] Che avventura.
- Ho anche un po' d'acqua, per fortuna. - [risate]
[versi di uccelli]
[Alberta] Tu lo vedi? Io non lo vedo più.
[Chiara] Come non lo vedi più? È quello rosso e arancione.
- [Alberta] No, era arancione. - [Chiara] Sì.
- È quello che è andato là dietro. - Saranno atterrati.
Stava pure con l'esperto...
Sì, però ha fatto una girata e poi l'ho visto proprio...
- Pericolosa? - Che ha girato un po'...
Poi le montagne sono abbastanza...
Cioè, in un secondo è sparito, è questo che non capisco.
[Giacomo, gridando] Io voglio scendere!
Voglio scendere! Fammi...
[grida]
[istruttore] Sta' fermo! Guarda che caschiamo!
[Giacomo] Come si scende?
[grida]
Mmh...
Mmh...
Mmh...
Cosa fai, prendi la mira? Vuoi sparare al cavallo?
No, che mira? Sto pensando.
- Ah! - Gli scacchi sono una roba da pensare.
Devo dire che se hai pensato, per oggi... direi basta, no?
- Guardi lassù. - [Lorenzo] Sì, bravo.
Guardi lassù.
[Lorenzo] Lo scherzo più vecchio del mondo.
Io mi giro e tu sposti il cavallo.
Secondo lei, ho bisogno di usare questi mezzucci per batterla?
- Per l'ennesima volta, scacco matto. - Eh.
[Otto] Adesso guardi lassù, davvero, signor Lorenzo.
Io non l'ho mai vista, la fortuna a scacchi non l'ho mai vista.
[Otto] Infatti è un gioco di intelligenza. Guardi.
[grida]
[istruttore] Stai fermo! Sta' buono!
[Giacomo] Gira, parcheggia! Aiuto!
[gridando] Ho paura!
[grida]
- [istruttore] Guarda che ti stacchi! - [grida]
Che imbecille.
- Io? - Sì, certo, oltre a te, dico.
- [Chiara] Papà? - [Giacomo] Mmh.
Giacomo.
Oh.
- Mi senti? - Papà, stai bene?
- Oh. - Hai visto, piccola?
Il tuo papà non ha paura.
Lo so che non hai paura, pa'.
[bussano alla porta]
- [scatto di serratura] - Eccolo qua il nonnone.
Con tutto il panettone.
El nonùn col panetùn.
- Oh! - Come va, Icaro?
Ohi, hai fatto un bel tuffo nel lago, eh.
- [Alberta] Papà, non scherzare. - Non sto scherzando.
- [Alberta] Non vedi come sta? - Come sta?
Sta benissimo! Ora mangia una fetta di panettone, si alza...
e va da Don Michele che lo sta aspettando.
- Don Michele? - Sì, per la confessione.
Ma che dici?
Come che dico? C'è la messa di Natale!
Ragazzi, le cose vanno fatte bene o no?
- Certo, pure la messa adesso. - Sì.
Ma se tu non ci vai mai!
A parte che ogni tanto ci vado, poi le cose vanno fatte bene.
Se non volete farlo, amici come prima...
- E ho detto tutto. - [Alberta] Va bene.
Lo faccio, però una cosa veloce, va bene?
[suoni di videogioco]
[scatto di serratura]
[sospira]
Come è andata?
- Sono salita fino al passo! - [Mario] Però! Bella scarpinata.
Guarda, l'ultima volta che ho sudato così è nato Giacomo.
[sospira]
- [Rosa] E tu? - Meglio.
Sono anche riuscito a lavorare un po'.
[ridendo] Sai che novità.
Peccato però, ti sarebbe piaciuto.
C'era una vista pazzesca a perdita d'occhio.
Meglio se mi faccio una doccia.
Sei andata coi ragazzi?
No, ho conosciuto una signora bella e simpatica.
[Rosa] Claudia si chiama.
[musica di mistero]
[Don Michele] La grazia dello Spirito Santo illumini il tuo cuore.
Confessa con fiducia i tuoi peccati.
Tutti però, tutti.
Mmh... Spendo patrimoni in vestiti.
Ogni riunione un tailleur.
Niente, non riesco a rinunciare alle tagliatelle, poi ovviamente ingrasso.
Rubo la carta igienica in ufficio.
- Mo'... - [Alberta] Non lo faccio apposta.
- Ah. - [Alberto] Così, solo per vezzo.
Ah, a volte mi taglio di nascosto i capelli bianchi.
Mi stanno crescendo qui, vicino alla tempia.
Ho un profilo social falso, così le persone non sanno che le seguo.
Di notte, alcune volte...
creo la mia pagina Wikipedia.
Solo che la cancellano sempre.
Sì, ma che cos'è questa cosa qua? Che siamo il bar?
La confessione è una cosa seria, la confessione significa aprirsi.
"A", "P", "R", "R", "R", "I", "S", "S", "R".
Hai capito? Forza, dai.
- Il mio matrimonio è in crisi. - Oh, brava, ecco.
Apriti, a cuore aperto.
Il fatto è che...
Non stiamo più bene insieme.
Lei sta realizzando i suoi sogni e sento che questa cosa la allontana da me.
Non ha realizzato i suoi sogni e questa cosa lo avvelena.
[Giacomo] Adesso sta anche diventando socia del suo studio.
È anche peggio.
Tutta questa situazione mi fa sentire un fallito.
Vive la mia carriera come una sfida.
Non riesce a essere felice dei miei risultati.
È come se fossi un peso.
Come se fossi una minaccia.
Hai detto tutto?
È finita.
È finita.
Ego te absolvo a peccatis tuis,
nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Te ne puoi andare.
- Padre. - [Don Michele] Che? Che c'è?
Che è successo? Dimmi, che c'è?
"A cuore aperto", ha detto?
Oh!
- C'è un'altra cosa che devo dirle. - [Don Michele] Dimmi.
- Sono... - [rintocchi di campana]
[rintocchi di campana]
[musica di mistero]
Di qua.
Ok, fatemi vedere.
[risate]
[Walter] Io l'ho detto che lo devono fare le ragazze,
ma lui ha insistito.
Lascialo perdere, è ancorato a vecchi modelli culturali ormai già passati.
Va benissimo.
Cosa facciamo adesso?
- Allora, tu controlli le scale. - Ok.
[Nicolò] Appena lo vedi, fai il fischio dell'upupa, chiaro?
Com'è il fischio dell'upupa?
Come quello del cuculo, ma più squillante.
Vabbè, faccio un fischio, punto.
- È quello il triciclo? - Sì.
Sì, era per Pietro, ma non può venire, è la sera del bagnetto.
Dobbiamo rinunciare.
No.
Stasera abbiamo un nuovo complice.
[scatto di serratura]
[Zhu canta in cinese]
[fischia]
[Zhu canta in cinese]
- Ah! - [grida]
- [musica tensiva] - Ah!
Ah!
- [insieme] Ciao, Zhu! - [grida]
[insieme, con voce distorta] Vieni a giocare con noi?
[scricchiolio]
- Buonasera, tutto bene? - [grida]
Le ha viste?
- [gemiti] - Che cosa?
Due bambine molto brutte!
[Chiara] No, non le ho viste.
Allora domattina posso sperare di averti un po' per me?
Eh, magari.
Un giorno che manco e ho già mille casini in azienda.
Mi toccherà stargli dietro.
Scusa, ma è Ferragosto, non puoi rimandare?
[sbuffa]
Con Claudia domani volevamo fare un giro nel bosco.
Ma perché invece di andare in giro con gente che non sappiamo neanche chi è
non ti porti dietro Chiara?
Ma come parli?
Ma scusa, Chiara gioca con i suoi amici, tu te ne stai qui rintanato
e io non posso fare nuove conoscenze?
Ma va'.
E poi scusami, Claudia è stata molto carina con me oggi.
A me fa piacere tenerle compagnia.
Anche perché guarda, mi sembra una donna così sola.
Ma lo sai che l'unica storia a cui ha accennato
è successa anni fa?
- Mmh. - Proprio qui in quest'albergo.
Lei conosce un tizio, lui la seduce, notte di fuoco.
L'indomani, puf! Scomparso.
E lei ancora ne parla!
Vuol dire che ci tiene, che pensa sempre a lui...
Mmh...
- Mmh, - Che c'è?
Eh, è che...
[sospirando] 'Notte.
[tuoni]
Appena fuori dal paese, non la prima, non la seconda, la terza stradina.
È sterrata, non potete sbagliarvi.
Papà, mi dici perché non hai mandato Otto?
Perché voi conoscete i gusti della bambina.
Cioè, ci tengo, un regalo che fa il nonnone, dai...
Poi in un'oretta siete indietro.
Va bene, guarda, lo spero perché io ho una riunione tra due ore.
- Mi devo pure collegare. - Un'oretta e siete indietro.
- Dai. - Ciao.
[Alberta] Ciao.
Perché non ci manda Otto? Poi guarda che tempo!
Signor Lorenzo, torneranno per pranzo?
[risate]
[Otto] Non apparecchio?
Vai che sei forte.
Sei ingenuo, mi piaci per quello.
[tuono]
- [risate] - No, Claudia! Lei è eccezionale!
Da quanto tempo lo conosce questo albergo? Un momento, eh...
Ehm... Ero venuta tanti anni fa per cercare la vecchia fonte.
"La vecchia fonte"? Cos'è la vecchia fonte?
È una leggenda.
Si dice che in questa valle ci fosse una sorgente di lacrime di un santo.
Chi dice le sue lacrime,
chi qualcos'altro che non voglio ripetere perché sono una signora.
Comunque sono tutti d'accordo che sia miracolosa.
[risate]
I turisti vengono qui per cercarla,
ma tutto sommato è una scusa per immergersi nella natura, no?
E poi le leggende non interessano più a nessuno, purtroppo.
La gente in vacanza vuole tutte le comodità:
piscina, sauna, palestra...
Vecchi amori?
Ehm, sì, vecchi amori.
[risate]
Claudia, lei ha detto che con quel suo amore ha passato solo una notte.
- Però ci pensa ancora, quindi... - Eh...
No, io voglio sapere tutto di quella notte.
Allora, ci possiamo dare del tu?
- Sì, certo. - Ok.
- Allora, mettiti qui, prova. - [Rosa] Così?
Centra il bersaglio e io non ti risparmierò i dettagli.
- Va bene? - Ok.
Vai, forza.
[musica melodica]
- [versi di gallina] - Venite, venite.
[risate]
Ne abbiamo di tutti i tipi: bastardi, di razza, piccoli, grandi.
Hanno una cosa in comune: sono stati tutti abbandonati.
Ora, se ne volete uno, mi fate felice.
Ma azzardatevi ad abbandonarlo, io lo verrò a sapere e vi verrò a cercare.
Tutti e due, hai capito, biondino?
[canto del gallo]
[Franz] Zitto!
Ho capito.
Avevate già pensato a una razza in particolare?
[insieme] No.
- Vabbè, diciamo magari... - Un cane piccolo.
Piccolo, perché la bambina è piccola.
- Quindi magari anche il cane. - Non perché la bambina è piccola.
- Piccolo perché stiamo in appartamento. - Sì.
Vabbè, insomma... È un regalo di Natale.
Natale a Ferragosto? Molto spiritoso il suo amico, sì.
[canto del gallo]
[Franz] Ho detto zitto!
Ehm, un cucciolo.
Un cucciolo ce lo abbiamo.
Molto bellino, anche.
[Alberto] Ma che carino! Vieni qua.
Piccolino, vieni qui!
[Giacomo] Guardalo!
Sì, lo vogliamo.
[canto del gallo]
[Franz] Allora?
[squilli di cellulare]
Mi scusi, pensavo di avere messo il silenzioso.
Mi scusi, mi scusi tanto.
[Don Michele] Oh, è lui...
Ecco, è lui.
Ora io come faccio a dirgli che è stata sua figlia a tradire?
Non rispondo.
Io debbo imparare a farmi gli affari miei, è vero?
[segreteria] Dopo il segnale acustico, registri il messaggio.
Ma dove sei? Perché non rispondi?
Quando senti il messaggio, richiamami.
- [Alberta] Guarda come ti bacia! - [risate]
Bella che sei.
Vuoi baciarmi così al primo appuntamento, eh?
Eh?
[risate]
- [segnale acustico] - Che bellezza...
Ma guarda qua...
Non si accende la macchina.
Come non si accende?
Lorenzo, tutto a posto, ci ho pensato io.
Questi per un po' non vanno da nessuna parte.
[Alberta] Io non ho fatto niente. Hai controllato l'acqua?
Non ci capisco niente!
[Zhu parla in cinese]
Brutte bambine.
[parla in cinese]
È impossibile che sia...
[colpi]
[colpi]
[musica tensiva]
[colpi]
[colpi]
[grida]
Abbiamo fatto un ottimo lavoro, ma non dobbiamo distrarci proprio ora.
Domani è il grande giorno, daremo l'assalto finale.
- Giusto, Nicolò? - [Nicolò] Giusto.
Davanti a noi si aprono due strade: il trionfo o la disfatta.
Sta a noi, al nostro coraggio e alla nostra follia
scegliere quale strada imboccare.
- Siete con me? - [insieme] Sì!
- Non vi ho sentito! - [insieme] Sì!
- Allora facciamo tremare questa valle! - Uoh!
[Chiara] Musica!
[dal cellulare "Bam bam twist" di Achille Lauro]
Sì!
Uoh!
- Ah! - Chiara.
♪ Malandrino ♪
Posso baciarti?
Baciarmi?
- E Johanna? - È solo una ragazzina.
A fare questo gesto non mi sembri molto più maturo.
- È per quello sgorbio, non è vero? - Oh! Moderiamo i termini, per cortesia.
Cosa ti ha fatto adesso Nicolò?
Ho visto come hai cominciato a guardarlo.
Lo guardo come qualcuno che mi sta aiutando,
a differenza tua che pensi solo a te stesso.
[Chiara] Nic!
♪ Ragazzi fuori ♪
♪ Bam bam, bam bam ♪
♪ Adrenalina ♪
♪ Siamo sopra il bancone io e te perché ♪
♪ Sì, sì, è una rapina ♪
♪ Svuoto le tasche, mi riempio di te ♪
♪ Sì, donna bambina ♪
♪ È una madonnina che piange per me ♪
♪ Ma poi mi rovina ♪
♪ E io che so farmi rovinare da te ♪
♪ Sì, balliamo ♪
♪ Bam bam, bam bam ♪
♪ Un twist e poi bam bam, bam bam ♪
♪ Motel a ore ♪
♪ Bam bam, bam bam ♪
♪ Ragazzi fuori ♪
♪ Bam bam, bam bam ♪
[Rosa] Amore, perché non stacchi un po'?
È da quando siamo arrivati che te ne stai chiuso in camera
con quel coso davanti agli occhi.
Che posso farci, se qui scoppia un'emergenza dopo l'altra?
E poi diciamo la verità, non è che qui ci sia molto da fare.
Potevi venire a giocare a freccette con me e con Claudia.
Ho anche fatto centro.
- Ma stai sempre con questa Claudia? - E che dovrei stare da sola?
[Rosa] E poi quella donna mi mette di buonumore.
Oggi mi ha raccontato una cosa...
Cioè? Che cosa?
[ridendo] Hai presente quel tipo che lei aveva conosciuto qui?
Sì, quello con cui ha passato una sola notte.
Però quella notte è successo di tutto e di più.
- Che cosa? - All'inizio tutto regolare diciamo, no?
Poi a un certo punto, nel mezzo della passione, lui...
Pausa e le fa delle richieste.
- Strane. - "Strane"? Tipo?
Tipo che l'ha fatta vestire da uomo e lui ha voluto vestirsi da donna.
- [risate] - Non ci vedo niente di strano.
Sono richieste normalissime.
Anzi, è segno di un'apertura mentale.
Tu sei sempre lì a giudicare.
No, io chiedo venia per la mia chiusura mentale,
legata a certi vecchi schemi che peraltro mi soddisfano,
ma non stavo giudicando.
È solo che mi ha fatto ridere.
Ho immaginato te che chiedevi a me una cosa del genere.
- [risate] - Io?
Ma smettila!
No, ti dico, Claudia è divertente.
La conoscerai, sai? Alla cena della vigilia.
- L'hai invitata al cenone? - Ma certo!
Ho pensato che per una volta poteva farle piacere non cenare da sola.
Oh, ma sei proprio vecchio!
[Paolo] Giacomo, il provino è confermato.
Mi raccomando, domani pomeriggio.
Ti manderanno il collegamento via mail, ok?
Ciao.
Mi si è scaricato pure il telefono adesso.
Ho fatto appena in tempo a rimandare la riunione a domani, Filippo era nero.
Ehi.
Se ti dico una cosa, ti arrabbi?
Mmh...
Dimmi.
Perché gli permetti di trattarti così? Quello là ti sta sempre addosso.
- Perché è il mio capo, ho alternative? - Alberta, guarda me.
Ho chinato la testa tante di quelle volte.
Ti ricordi la pubblicità del detergente?
Sì, ho ancora gli incubi di te che balli sul gabinetto.
- Lo so, infatti non la volevo fare. - Però l'hai fatta.
L'ho fatta, perché Paolo insisteva.
Sai cosa? Aveva ragione, erano mesi che non lavoravo.
Dico, te lo immagini Marcello Mastroianni che ancheggia sulla tazza del water?
- No, non te lo immagini. - No.
Perché quello lì aveva talento.
Quindi poteva dire di no.
[sospira]
Tu quel talento ce l'hai.
Se non sarà Filippo a capirlo, lo capirà qualcun altro.
Ma è questa la pubblicità?
- [Giacomo] ♪ Disincrostante Limonetto! ♪ - Ta, ta, ta! È forte!
- [Giacomo] ♪ È festa nel gabinetto! ♪ - È famoso! Facciamoci un selfie!
- Lo metto all'ingresso di casa. - [scatto fotografico]
- Olé. - [Giacomo] ♪ È festa nel gabinetto! ♪
[Franz] Ma funziona davvero?
- [Giacomo] Sì, è ottimo. - [Franz] Scrosta?
[Giacomo] ♪ È festa in tutto il gabinetto! ♪
[musica tensiva]
[sottovoce] Ci arrivi così? Vai.
- Così? - Vai, vai.
- Allora... - Tre, due, uno... Vai.
Bravo, batti il cinque.
Shh!
Perfetto, batti il cinque.
No, cavolo... Andiamo.
[Giorgia] Signore?
[grida]
[Giorgia] Nella stanza 101 non è rimasto nulla della tragedia,
ma lei non deve andarci assolutamente.
Oh!
- [Don Michele] Padre nostro, che sei... - [Lorenzo] Michele!
Chi è?
[Lorenzo] Don, dove sei?
Michele?
Cosa fai lì?
- Mi è venuto un colpo di sonno... - [Lorenzo] Dai, non ti vergogni?
Ti ho fatto 150 telefonate, non hai mai risposto.
No, io rispondo, è che il telefono non piglia.
Non lo so, io poi sono solo qua.
Io stamattina ho fatto due cresime.
[Don Michele] Sono nati sette bambini e ho dovuto fare sette battesimi.
Ma basta! Allora, cosa hai saputo?
- Che ho saputo? - Cosa hai scoperto?
Che ho scoperto? Che dovevo scoprire?
Come "cosa dovevi scoprire"? Ti avranno detto qualcosa nelle confessioni, no?
Hanno fatto peccati di serie B.
Dice che hanno rubato la carta igienica così, per vezzo.
Pensa che gli ho dato mezza "Ave, Maria" a testa e poi li ho liberati.
Non dire bugie davanti al tuo datore di lavoro.
[Lorenzo] Le ho inventate io le balle, vuoi che non mi accorga?
- [sospira] - [Lorenzo] Dai.
Cosa hanno detto?
Tu non ti scordare che io sono un prete, va bene?
Io sono legato al segreto confessionale.
Ma ieri sera non eri legato però.
Ieri sera Don Attack, Campionato del mondo di quelli non separati...
Mi hai fatto mettere in piedi tutto questo ambaradan del Natale.
- Io? Che c'entro io? È un'idea tua! - Tu! Tu! Tu!
Dai, dimmi cosa hanno detto.
- [sbuffa] - [Lorenzo] Dai, dimmelo.
- Lorenzo. - [Lorenzo] Eh.
È successo quello che non doveva succedere.
Purtroppo... è stato fatto.
- Un tradimento? - Sì, c'è stato il tradimento.
[sospira]
Sì, però non ti posso dire altro, eh?
Basta, ti ho detto questo, non posso dire altro.
Adesso per cortesia se te ne vai,
che c'è una vecchietta che sta morendo e le devo fare l'estrema unzione.
- Se per cortesia te ne vai, non fare... - [Lorenzo] Vado, vado.
[fischio del vento]
[Alberta] Mi sa che alla fine rimaniamo qua stanotte.
Dai, poteva andare peggio, no? Telefoni scarichi, nessuno tra i piedi.
È da tanto tempo che non stiamo un po' da soli io e te.
- Senza litigare poi. - Senza litigare.
Credo che sarà molto dura per Chiara.
Già.
Fa freddo.
Andiamo?
Il pezzo per la macchina arriva domani.
Intanto per stanotte dormite qua.
- In un fienile? - Sì.
In casa ci tengo i cani.
Guardate che dormite benissimo qua.
A parte qualche spiffero, ma io vi posso lasciare questa coperta.
Buonanotte, ragazzi.
Eh...
[musica di pianoforte]
Vabbè...
Buonanotte.
Buonanotte.
[musica di pianoforte]
- Che stai facendo adesso? - Ho freddo!
Fa un po' freddo, no?
- Ti metti il fieno addosso? - Che devo fare?
- Prendi la coperta! - La stai prendendo tutta tu!
Guarda, ti arriva fino a qua!
- Scusa, la tua dov'è? - È finita, non c'è più.
- Dai... - Ho un pezzetto qui.
- Dai, tieni. - Vabbè, dai.
- Facciamo così. - C'è pure un buco.
[sospira]
[rumore di pioggia]
[Paolo] Questa cosa degli addobbi...
Siete in ritardo a smontare o in anticipo a montarli? Come funziona?
Ma no, abbiamo avuto questo problema del cambiamento climatico, sa...
[risate]
- È una battuta, per ridere. - [Paolo] Eh.
Questa è la sua chiave, le auguro un buon soggiorno.
- Ehm... - Grazie.
- Ha bisogno per il bagaglio? - No.
[scatto di serratura]
- [Giacomo, ridendo] Mollalo! - [Alberta] No!
- Otto. - Vedo che è il giorno dei nuovi clienti!
- Chi è questo qui? - Otto, ora ti devi prendere cura di lui.
- E poi mi raccomando. - Vieni qua!
Chiara non deve sapere niente fino a domani.
Va bene, allora gli do una singola sul retro.
- [Giacomo] Sì. - Ce l'ha i documenti?
[Giacomo] Te li mandiamo.
Vieni qua! Ho giusto una salsiccia che mi avanza.
"Mi avanza", sarebbe la mia cena, però ce la dividiamo.
[Giacomo] Lo vuoi chiamare Bob?
- Paolo. - Toh, il mio pupillo.
Che ci fai qua?
Ti pare che mi perdo il giorno del tuo provino più importante?
Quale provino?
Ma come, Marlon Brando qua non t'ha detto niente?
Alberta...
- Perché non mi hai detto che venivi? - Volevo farti una sorpresa.
Guarda che bel clima natalizio che c'è qua fuori.
- [sottovoce] Non ti far distrarre. - [Giacomo] Devo andare da lei. Alberta!
Alberta, non lasciarmi fuori! Posso spiegare ogni cosa!
Alberta, aspettami, parliamo!
[tuoni]
[Alberta] Un altro provino?
Questa è una cosa grossa, Paolo dice che ce la posso fare.
Sono anni che dici così.
Ma è sempre la solita storia: provino, rifiuto, depressione.
Ma lo vedi cosa sei diventato? Sei infelice, hai sempre la testa altrove.
Tu non hai idea di cosa si provi a svegliarsi ogni mattina
pensando di avere sbagliato ogni cosa nella vita.
- Sono mesi che mi sveglio così. - No, ti svegli nella tua vita perfetta.
- L'errore sono io, vero? - [sbuffa]
- Non ho detto questo. - A me pare di sì.
Comunque tranquilla, ancora un giorno e ti levi questo peso.
[musica di mistero]
[Otto] Vai, vai!
- Un'altra, un'altra! - Basta, va bene così.
- Tieni questa. - Ok.
- Ci siamo? - Tocca a te.
- Perfetto. - Tra poco Zhu salirà dal pranzo.
Se tutto va come deve andare,
quell'uomo da queste parti non ci metterà più piede.
- Ma se viene il suo assistente? - L'assistente non viene.
Lo ha mandato a lavare la macchina che ho sporcato io.
- [risate] - Una piccola iniziativa personale.
Finché c'è Otto, c'è speranza.
- Ottimo, ragazzi, siete tutti pronti? - [insieme] Prontissimi.
In bocca al lupo per la riunione.
In bocca al lupo per il provino.
[musica di mistero]
[porta che sbatte]
[Giorgia] Nella stanza 101 non è rimasto nulla della tragedia,
ma lei non deve entrarci assolutamente.
No, no, no! Questa stanza serve a me!
- Ci siamo. - Mi scusi, no, questa stanza serve a me.
È per una cosa di lavoro, me l'ha data il signor Lorenzo, va bene?
Arrivederci, grazie comunque, eh.
[bussano alla porta]
[sbuffando] Che ti sei dimenticato?
- Giacomo è andato a fare il provino. - Eh, lo so.
[Alberta] Oh, sei scemo?
Ti ricordo che sono qui con la mia famiglia.
Con i miei suoceri, con mio padre, con mia figlia
e soprattutto con mio marito.
Sì, tuo marito...
- Dai, ancora per poco, no? - Se permetti, lo decido io.
- Alberta, perché dobbiamo litigare? - Di cosa dobbiamo litigare io e te?
- Dai che non ci vede nessuno, vieni qua. - Senti...
Il fatto che sia successo una volta
non ti autorizza a pensare che possa succedere un'altra volta.
- È successo per ben due volte, non una. - [squilli di chiamata]
Il lavoro mi chiama, non ho tempo di parlarne.
- [Alberta] Fuori! - Alberta...
[squilli di chiamata]
[versi]
[vocalizzi]
- "Ne ho fatti fuori..." - [versi]
"Ne ho fatti fuori a dozzine, dozzine, dozzine... di bastardi come te."
"Ne ho fatti fuori a dozzine di bastardi come te."
Dai.
Dai, Giacomino, dai.
Perfetto.
[cellulare squilla libero]
Eccoci, ciao! Ciao!
Ciao, che piacere, grazie.
[in romanesco] Facciamo questa cosa, dai.
Sì, allora, ehm...
Mi concentro un attimo.
- Vogliamo iniziare? - Sì, certo, è che dal vivo è più...
- Lo so. - Va bene.
- Arrivo. Grazie ancora. - Sì.
Non fare quella faccia, ne ho fatti fuori a dozzine...
[Giacomo] Oh!
[Giacomo] Scusate, credo sia stato un colpo di corrente.
Un attimo che non si vede niente, vado ad accendere la luce.
No, ecco...
Non so esattamente cosa sta succedendo, ma sembra di stare in discoteca.
- Ma che stai facendo? - Ahia.
- [uomo] Che stai facendo? - Arrivo subito.
[uomo] Giacomi'!
[risate]
Prometto che risolvo tutto. Ci metto un attimo, ma risolvo tutto.
[insieme, con voce distorta] Ciao.
Vieni a giocare con noi?
Noi? Noi?
[Otto] Tesoruccio!
[ringhia]
Mannaggia...
- Oh! - Sono a casa, Wendy!
- Oh! - [grida]
- Sono a casa, Wendy! - Sangue!
[Giacomo] Aiuto! Aiuto! Aiuto!
[grida]
Ma quello non era mio padre?
Se non era suo padre, era uno che gli somigliava molto.
- [Chiara] Oddio! Papà! - [grida]
Io penso che saremo in grado di produrre una prima bozza per questo fine settimana.
Beh, sinceramente speravo prima.
Domani, te la mandiamo domani nel primo pomeriggio.
[Biagio] Va bene, guadagniamo tempo.
Ora però mi dispiace, devo lasciarvi,
ho degli ospiti e devo preparare una grigliata.
[Filippo] Certo, ci aggiorniamo.
- Arrivederci. - Ciao.
Domani nel primo pomeriggio?
Vabbè, hai fatto cose più difficili anche in meno tempo.
Filippo, domani è Natale... Volevo dire, è Ferragosto.
Questo pensa alle grigliate, il contratto manco lo guarda.
È ovvio, però noi dobbiamo fargli vedere che siamo sempre pronti.
- No. - Scusa?
Ho detto no, Mastroianni non ancheggia sulla tazza.
Scusa, questo cosa vuol dire?
Vuol dire che io il contratto te lo faccio, ma entro il fine settimana.
Se non ti sta bene, ti trovi qualcun altro.
Ok, va bene, però dev'essere perfetto.
- Come ogni cosa che faccio. - [Otto] Signora Alberta!
- [grida] - No, sono Otto!
È successo un piccolo incidente, può venire nello studio di suo padre?
- Perché sei conciato così? - È più facile da vedere che da spiegare.
Venga, venga.
[Lorenzo] Che tuffo che hai fatto.
- Ci vorrebbe un phon adesso. - [Alberta] Cosa è successo?
Niente, si è buttato dalla finestra nel lago.
Cosa? Giacomo!
I classici gesti estremi di chi prova una profonda infelicità.
No, è il gesto estremo di chi trova un imbecille come te
con una scure in mano in un bagno.
- Capita, eh? - Capita di che?
- [Alberta] Potete lasciarci da soli? - Vai!
- Va bene. - Vai.
- Papà, vai anche tu. - [Lorenzo] No, non vado io.
Non vado, perché devo parlargli.
- Vedi che non è il momento? - Devo parlargli, non c'è più tempo.
[sospira]
Abbiamo sbagliato tutto.
Tutto.
Adesso? Cosa facciamo?
Non lo so.
- Dov'è Nicolò? - Ha detto che andava a casa.
[Lorenzo] Io non sono stato un esempio di vita.
Ho promesso a mia moglie che avrei smesso di bere, di fumare
e sapete come è finita.
Però una promessa l'ho mantenuta.
Le avevo promesso che avrei protetto il vostro amore fino alla fine
e questo l'ho fatto.
Voi invece non bevete, non fumate,
ma state distruggendo quello che di più prezioso avete.
- [Lorenzo] Questo mi spezza il cuore. - Papà.
So che dovrei farmi i fatti miei.
Però non ce la faccio.
Devo dirvi anche un'altra cosa, che mi fa male dirla.
Il tradimento è una cosa sbagliata.
[Lorenzo] Ma lasciarsi per un tradimento è ancora peggio.
- Papà, ma di cosa stai parlando? - Chiedilo a lui.
Giacomo non mi ha mai tradita.
Allora chi è che in confessione ha parlato di tradimento con Don Michele? Tu?
Tuo padre dice la verità.
Sono stato io.
Non so neanche perché l'ho fatto.
Immagino che quando si è infelici, sia facile fare cazzate.
Quindi è così, c'è un altro.
[Alberta] Perché ti sei preso la colpa?
Ho pensato che a lui avrebbe fatto male saperlo.
Mi sono detto: "Meglio se la prenda con me piuttosto che con sua figlia."
Giacomo...
Adesso sono stanco, però.
Devo andare a riposare, che stasera c'è il cenone.
[musica malinconica]
- Ma Mario che fine ha fatto, ragazzi? - Eh...
[Mario, con voce grossa] Eccomi!
Oh, oh, oh!
[risate]
- Papà? - Come ti sei combinato?
Ma non c'è festa, se non c'è Babbo Natale!
[Mario] Oh, oh, oh!
Eccoci qua, arrivo!
Signore, signori.
Possiamo dare inizio al nostro tradizionale cenone della vigilia.
Giusto? Della vigilia, bene.
Vogliate gradire, per iniziare, un'entrée della casa.
[Otto] Bene, la nostra...
- [insieme] Insalata russa. - Non riesco a sorprendervi mai.
[Lorenzo] Se un giorno cambi menu, vedrai che...
Ecco qua.
- [Otto] Buon appetito! Bon appétit! - Grazie.
Gente allegra, il ciel l'aiuta.
Grazie.
[Don Michele] Senti, Lorenzo, prima di cominciare
potrei dire due parole per benedire questa mensa?
- Eh? - Ci mancherebbe, prego.
Facciamo così, diamoci tutti la mano, prendiamoci per mano.
[Don Michele] Per mano, tutti.
Tutti, tutti, tutti.
[Don Michele] Ecco.
Gesù Cristo nostro, che sei sceso in terra per benedirci tutti quanti,
che sei sceso per mandare un messaggio d'amore e d'armonia...
- [grida] - Ma cosa fai?
[risate]
[Lorenzo] Perché?
Parla d'amore e armonia, poi fa di tutto per sabotarci.
Vabbè, ma è il caso di tirargli in faccia...
Com'è che dicevi? "Parlate a cuore aperto"?
Certo, così poi dicevi tutto al tuo compare qua.
- Dai! - Vero, papà?
- Dai! - Diciamolo! È giusto che lo sappiano.
È stato lui a insistere, mica ho detto che sei stata...
[grida]
Non si rivolga così a mia moglie che non ha fatto niente, capito?
- [grida] - [Chiara] No.
Potevi pensarci prima che era tua moglie.
[Mario] Ragazzi, ma cosa sono questi toni?
Non dimentichiamo che siamo sempre una famiglia!
"Famiglia"?
- Tie'! - [grida]
[Rosa] Tre giorni che fai di tutto per non vedermi
e adesso parli di famiglia?
Ma noi due non ci siamo già...
- [grida] - Mario, ma che fai?
- [grida] - Basta!
Tutti che urlate, tutti che litigate! E poi sarei io la bambina?
[Chiara] Ma la volete sapere una cosa?
Sono felicissima che questo sia l'ultimo Natale.
- [Alberta] Chiara, aspetta. - Stai qua, vado io.
Dai, vado io.
Vergogna, vergogna!
Contento?
Forse è il caso che io vada, eh.
Vi auguro una buona serata.
Giacomo, aspettami...
Io devo andare a fare una cosa.
Un caffè, un ammazzacaffè? Nessuno?
Padre, un goccio d'amaro? Eh?
Le faccio compagnia?
Un mille erbe?
Dai, non sarà l'ultimo Natale.
Ne festeggeremo tanti altri, con la mamma, con il papà, con il nonno...
- Dai, eh! - Sì, ma non saremo più qui.
Perché dici così?
Nonno, lo so.
- Cosa sai? - Stai per vendere l'hotel.
Lo sapevo che era vero...
Era per questo che eri così triste?
Anche vedervi sempre litigare mi rende triste.
Però sì, è per questo.
Mi sembra abbastanza, no?
Nonno.
Cos'altro mi state nascondendo?
È stato un Natale memorabile, mamma.
Trenta gradi, nessun regalo.
In compenso, ho perso l'occasione della mia vita e la donna della mia vita.
[sospira]
È proprio così?
Non hai visto come è andato il provino?
Tesoro, non tanto peggio di altre volte, ma...
Ma Alberta sei proprio sicuro di averla persa?
Mamma...
- Mi ha tradito. - Eh...
Sì, ti ha tradito.
Allora cos'è, la fine del mondo?
Ma cosa vuoi saperne tu? Tu e papà siete la coppia perfetta.
Tuo padre mi ha tradita.
Io lo sospettavo già, ma...
Stasera ne ho avuto la prova.
E quello che è peggio è che conosco pure i dettagli della sua notte brava.
- E non ci stai male? - Sì.
Però...
C'è una cosa che mi ha fatto ancora più male questi giorni.
La paura di perderlo.
E ho capito che anche lui ha paura di perdere me.
- E quindi lo hai perdonato? - No.
Senti...
Io non sarò troppo dotata per il perdono, però credo in una cosa.
Credo che...
Credo che ci sia bisogno di costruire una nuova speranza, sai?
Certo, deve valerne la pena, mmh?
Mmh...
Vigilia intensa, eh?
Vado a dormire.
In un'altra stanza.
[musica malinconica]
[scatto di serratura]
- Ah. - [Alberta] Devi andare via.
Senti, stavo per entrare in doccia. Che fai, vieni con me?
- Non sto scherzando, te ne devi andare! - Ma se sono appena arrivato!
Certo, questo albergo è un po' una topaia, però...
Senti, topaia sarà casa tua.
Fai le valigie e vattene, per favore.
- [Paolo] Dai che ci divertiamo. - Non sto scherzando!
[Alberta] Fai le valigie e torna a Milano, per favore.
Perdonami, Alberta.
Prima ti togli lo sfizietto con me
e adesso te ne torni da quel fallito di tuo marito?
È proprio vero, guarda.
Quando uno è infelice, fa proprio delle cazzate.
Mi dispiace, piccinina, mi dispiace tanto.
[Lorenzo] Ma la vita non è come il Natale.
Se fai la letterina, poi dopo...
Non è così la vita.
È fatta di cose serie, delle volte sono anche difficili da dire.
Lo so.
Sai cosa ti dico?
Ma chi se ne frega! Ma perché dobbiamo stare tristi?
Ma perché dobbiamo stare in malinconia io e te?
Ma facciamoci il nostro Natale!
Ma dai, chi se ne frega!
- Invitiamo anche Babbo Natale! O no? - No, questo no.
Ma sì, prova a chiamarlo.
Babbo Natale! Dai, vedrai che viene.
Dai!
- Babbo Natale! - Sì, vabbè, così allora...
Prova davvero.
- Babbo Natale! - Babbo Natale!
[musica natalizia]
[campanelli]
- [risate] - Ah, ah, ah!
- [Chiara] Otto! - [Lorenzo] Cosa hai fatto?
C'è poco da ridere, signorina Chiara.
[Otto] È successo che a Babbo Natale hanno sottratto con destrezza il vestito,
allora ha mandato me come sostituto.
Sono il supplente.
- Sempre tu! - Ma conciato così?
- [Otto] Ma l'importante sono i regali! - Bravo, i regali.
[Otto] E c'è un bel regalo per la signorina!
[risate]
[Otto] Indovini cos'è, signor Lorenzo?
Ecco qua il suo regalo!
- Dai, apri. - Non ci credo, non ci credo!
- [musica natalizia] - Oddio.
- [Otto] Oh! - Oh!
[Lorenzo] Eh?
[insieme] Oh!
- Oh! Oh! - Oddio!
- Ma è scappato via! - Oh!
[Chiara] Cucciolino! Non ti ho neanche visto!
Lo prende, lo prende.
- [Chiara] Non c'è! - Come "non c'è"?
[Chiara] Non lo trovo, non so dov'è!
[Alberta] Piccolino!
[fischi]
[Alberta] Piccolo!
[Chiara] Cucciolino!
Ma tuo padre?
- Papà! - [fischi]
- [Giacomo] Arrivo! - Piccolino!
- Neanche il tempo di vederlo. - Andate avanti.
- Io vi copro le spalle. - Cucciolo!
- Cucciolino! - Perché, è armato il cane?
- Dai che vi copro le spalle! - [Otto] Il vestito è sbagliato.
Questo è da funghi, non è per andare a cercare...
- Shh! - [Lorenzo] Il tuo è giusto di vestito?
[Otto] Vabbè, dai...
- [ululati] - [Alberta] Piccolino!
[fischi]
[guaiti]
- [fischi] - [Alberta] Oh!
- Come ci sei finito laggiù? - [cane che abbaia]
[Alberta] Ah!
A sapere come si chiamava, almeno potevamo chiamarlo.
Se si chiamava Gianni, "Gianni!"
Ma non si sa.
Proviamo così.
[versi]
- Vai là. - Dove andiamo?
- Vai avanti tu. - Vado di qua.
- Sì, che sei vestito adatto. - Vado di qua.
Magari ti vede...
Ti azzanna.
- [Alberta] Yu-uh! - [Giacomo] Alberta!
- [Alberta] Mi sentite? - [Chiara] Mamma!
- Oh! - [Alberta] Ehi!
[Chiara] Oddio, papà! Ce la fai?
[Giacomo] Certo che ce la faccio.
- Ti ricordi che soffri di vertigini? - [Alberta] Attento!
Sembra, figlia mia, che soffro di vertigini.
- Papà, io non mi fido di te. - Attenzione.
- [Alberta] Attento! - Non hai solo questa paura.
[Giacomo] Io faccio finta di avere paura, Chiara.
- Tuo padre è un grande attore. - [Chiara] Aggrappati.
- Aggrappati, papà, per favore. - [Giacomo] Sì.
- Mamma, arriva! - Chiara, tu stai dietro!
Sì, tranquilla! Sei quasi arrivato, eh!
[Giacomo] Eh, magari!
- [grida] - Attento che cadi!
- [grida] - Com'è?
[Chiara] Ce la sta facendo, mamma.
- [Giacomo] Alberta, sto arrivando. - [Chiara] Fai piano, papà.
- Vai tu. - Che c'entro io?
- [Giacomo] Arrivo. - [Alberta] Dai.
[Giacomo] Non cedere al panico.
Mamma, sta arrivando!
- Giacomo. - [Giacomo] Ci sono quasi, eh.
Giacomo, stai calmo, sei arrivato.
- Eccolo, è arrivato! - [Giacomo] Sono arrivato.
- [sospiri] - [Giacomo] Sono arrivato.
Dammi la mano.
Oh!
- Stai bene? - Sto bene.
- [Chiara] Pa'! - Stiamo bene!
- Tutto a posto? - Stiamo tutti bene!
[sospiri]
Come attore sei pessimo.
[risate]
E come stuntman?
Sei il mio eroe.
- Uh! - Vieni qui.
Seguitemi, venite! Signor Lorenzo, venga!
[risate]
Venga, venga, venga.
Fermi, fermi qui.
[Otto] Ho un'ulteriore sorpresa per voi.
- Quale? - [Otto] Quale?
Quale?
- [rombo di motore] - Mi dice "quale"? Eh?
[risate]
- [Chiara] Non ci credo. - [Otto] Eh!
[Chiara] Non ci credo!
[Alberta] Che bello!
[risate]
[Otto] Non è neve vera, eh.
- Non è neve vera. - Bella.
[Otto] Ho fatto azionare i cannoni sparaneve, una mia iniziativa personale.
- Bella idea, bravo. - [Otto] Le è piaciuta?
[Otto] Riuscitissima sorpresa, vero? Riuscitissima.
- Riuscitissima. - Sì, bello.
- [risate] - Bravissimo.
[musica natalizia]
[risate]
Ragazzi.
Mi dispiace, non vorrei rovinare un momento così magico.
Devo dirvi una cosa importante.
[Lorenzo] Ragazzi, io l'albergo...
- [grida] - [Nicolò] Attenti, lo sportello!
- [Chiara] Mamma! - [Otto] Via!
[rumore di acqua]
- È la sua? - Guarda.
- È brutta. - Le hanno dato fuoco.
- Che è successo? - Non lo so, è scoppiato tutto.
[parla in cinese]
[Otto] Conosce il cinese? Che sta dicendo?
Sta dicendo che non era assicurato per gli incendi.
- Chiara. - Sei stato tu?
Volevo spaventarlo per l'ultima volta, ma mi sa che ho esagerato con l'esplosivo!
- Hai esagerato? - [Zhu parla in cinese]
- Ok, adesso mi sa che devo andare. - [Zhu parla in cinese]
L'altro era un bugiardo, Nicolò è un pazzo.
Signorina Chiara, uno è un bugiardo, uno un pazzo...
È attratta da uomini che le ricordano suo nonno.
- Otto, per favore. - È una questione di DNA.
[Chiara] No!
[Zhu parla in cinese]
[rumore di acqua]
[musica di mistero]
[Nicolò] Ma che...
Wow!
[risate]
- È la vecchia fonte! - Allora esiste davvero.
Che significa che esiste?
Come "che significa"? Significa che questo te lo tieni.
[Lorenzo] Ecco che significa.
Ah!
- Signor Campi, cosa è successo? - Non lo sappiamo neanche noi.
C'è stata un'enorme esplosione, ma non sappiamo perché.
Quello che sappiamo è che avete trovato una fonte miracolosa.
Certo, sembrava una leggenda, invece...
Invece esiste davvero e la dimostrazione è lui.
Questo ragazzo era pieno di pustole, era tutto rosso, i ragazzi lo sanno.
Guardi adesso, ha la pelle di una pesca.
È una cosa fantastica, viene voglia di mordicchiarlo.
E ora cosa succederà alla valle?
Succederà che grazie all'intervento di un finanziatore
ristruttureremo l'albergo
e avremo le più belle e grandi terme delle Dolomiti.
- [giornalista] Noi torneremo... - Mi pare bello, ma come mai?
Sì, ma non lo faccio per lui, lo faccio per noi.
Ah.
Voglio passare molti più giorni da queste parti.
Cioè, scusa?
Siamo venuti qui a cercare di capire cosa dovevi fare della tua vita.
Ho una proposta.
Una lunga vacanza con me.
Ne possiamo parlare.
- Bene. - Scusa, ma l'azienda?
Senti, ho una cosa da dirti.
Ho deciso che darò una mano a mio padre.
E rinunci al sogno dell'attore?
No, non del tutto.
Tra l'altro al provino mi hanno anche detto
che ho messo in mostra dei perfetti tempi comici.
Me ne hanno fissato uno tra un mese, però...
Prometto di non prenderla più come un'ossessione.
[Chiara] Ragazzi, io devo andare.
Ho la foto natalizia.
Ci vediamo a Natale?
- Quello vero, di Natale. - [risate]
Dai, me lo dai un bacino tu?
- Birichino. - Chiara.
Posso chiederti un'ultima cosa?
Certo, dimmi.
Se riesco a maturare un po', ho ancora qualche possibilità?
[Nicolò] Lascia perdere, non puoi competere.
Senti che pelle di pesca.
- Viene voglia di mangiarmi. - [Chiara] Che scemo.
- [Johanna] Oddio, i maschi... - Sempre i soliti.
- [Johanna] Ciao. - Ti voglio bene.
- Ci vediamo a Natale. - Sì, assolutamente.
La mia attivista.
Giorgiona mia! Mi mancherai tantissimo.
Tu me lo dai un abbraccio? Dai...
Mio biondino...
Dai.
Nicolò, Walter.
A questo punto, voi mi avete accontentato con la storia del Natale
e io devo fare il mio.
Devo parlare con la bambina.
Cosa devo dirle?
[risate]
- [Alberta] Niente. - Come "niente"?
[ridendo] Niente.
Proviamo a non arrenderci.
Ah, beh... È una bella notizia questa.
Cercherò di tifare per voi, eh? Allora facciamo la foto, dai.
Facciamo la foto. Dov'è Chiara? Chiara!
[Alberta] Chiara!
- [Lorenzo] Sei capace? - [Otto] Certo che sono capace.
Dai.
- [Otto] Posso mettermi in braccio a lei? - No.
- Passa. - Dai che scatta.
Allora, quando scatta, "buon Natale".
Tre, due, uno...
[insieme] Buon Natale!
[scatto fotografico]
[in sottofondo "Swingle Bells" di David Tobin e Jeff Megan]
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