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Original subtitles

# Ao', che c'è ?

# Nessuno te conosce come me.

# Ho già capito tutto, da quanno t'hanno detto che so' matto

# c'hai paura de qualche mia pazzia

# magari che de botto vada via. Ma all'età mia, 'ndo vado ?

# Io so' 'n guerriero che sta riposanno

# dopo che ha rivortato mezzo monno.

# Ma ormai c'ho er doppio petto e la cravatta, 'ndo voi che vada ?

# Vie', nun fa la matta.

# Tu ormai pe' me sei l'ultima occasione

# sei giovane, sei bella e me stai bene.

# Te pare poco ? Di', te pare poco ?

# Nun devi ave' paura, io nun gioco.

# Io qui sto rilassato e chi se move ?

# Fuori fa pure freddo e come piove...

# Me 'nnamoro de te, se no che vita è ?

# Lo faccio 'n po' pe' rabbia, un po' pe' nun sta solo.

# Come sta solo 'n omo nella nebbia

# Perché nun po' parla' manco cor cielo...

# Io qui sto rilassato e chi se move ?

# Fuori fa' pure freddo e come piove... #

Grazie !

(E dopo tante città, Roma.)

(Finalmente, la città mia.)

(Quella che mi ha reso ciò che sono)

(che mi ha dato successi e cicatrici.)

(Stasera la voglio fa' innamora'.)

(Come una bella donna che dice di no a tutti)

(e poi decide di stare solo con me.)

(Stasera niente Califfo, sono solo Franco.)

(Devo fare un concerto memorabile, essere sincero fino in fondo.)

(E se tu non mi capisci, Roma mia, pazienza.)

(Nella vita nemmeno io lo so come sono fatto né ciò che voglio.)

[BUSSANO ALLA PORTA] Tra dieci minuti in scena.

Signorina, scusi. Hanno ritirato il biglietto

che ho lasciato in cassa ? - Mi informo subito.

Signori, per favore. Tra dieci minuti in scena.

Che ti è preso, il romanticismo che lasci i biglietti alle ragazze ?

Tu pensa ai romanticismi tuoi.

- Antonello l'hai sentito ? - Chi ? - Dai, te l'ho detto sette volte.

Ti ho detto di invitarlo, fagli una telefonata !

Gli mandiamo la macchina a casa !

Sciacquati la bocca quando parli di Antonello Mazzeo

se non fosse per lui, io non sarei qua e manco tu.

- Io non conto niente ? - Evidentemente no.

[SIRENE RUMORE DI ELICOTTERO]

Cos'è questo rumore ?

Franco, forse ti sono venuti a prendere un'altra volta !

- C'è poco da scherzare. - Il signor Franco Califano ? - Sì.

- Ho un mandato di arresto. - Dai, state a gioca'. - Che è ?

- Deve seguirmi. - Perché gli mettete le manette ?

- Dove lo state portando ? - Elio ! - Non ti preoccupare, la risolvo io.

[BRUSIO]

[CLACSON]

[SCHIAMAZZI]

- Piano ! - Dai !

Il problema è che tu fai sempre quello che ti dicono gli altri.

Tua madre voleva darti una tabaccheria e te la sei presa

tua moglie voleva un figlio... - Lo volevo pure io un figlio.

Sì, però con un'altra.

- Oh. - Ao' ! - Ti ha investito la nettezza urbana ?

Sei bello te, sei ! Le ragazze dove sono ?

Ao', siamo a Roma. Le ragazze sono dappertutto.

Quelle due, per esempio. Guardale, gli hanno dato buca.

Quella a sinistra, guarda bene, ha due nuvole al posto degli occhi.

Quella la conosco, lasciala perdere.

- Ah sì, come si chiama ? - Mi pare Cinzia.

Cinzia eh ? Bravo.

- Ci vediamo dentro. - Ciao.

- Cinzia, giusto ? - Veramente Rita.

Lo sapevo, il mio amico dice che ti chiami Cinzia

ma io me lo sentivo che ti chiamavi Rita.

- Ah, sì ? - Certo.

A me pare che stai cercando una perché da solo non ti fanno entrare.

No, Rita, io vengo qua con tutta una poesia in mente

un desiderio di avventura, e tu che fai ?

Riduci tutto a una questione di ingressi ? Non si fa così.

Va beh, non ho capito. Vuoi entrare o no ?

Solo se posso offrirti da bere.

Vieni qua.

Con permesso. Grazie.

Signore e signori, buonasera !

E' tornato al Kit Kat Edoardo Vianello e il suo complesso.

Buonasera !

# Mi aiutò a togliermi la giacca.

# Mi scoccò un bacio sulla bocca.

# Io la stringevo fremendo sul mio cuor

# quando d'un tratto mi disse: "Traditor". #

Questo quando esce, oh ?

- Occupato ! - E' mezzora che stai lì !

Infatti sono occupato !

- Andiamo. - Ho appena iniziato.

Scusa un attimo, ma io ti ho già visto da qualche parte.

- Leggi fotoromanzi ? - Sei quello che fa il cattivo ?

Ammazza, quanto me piacciono i cattivi !

# Le dissi: "Amore, ti giuro sul mio onore, non ti potrei tradir"

# ma lei rispose

# "Non credo a queste cose perché tu sai mentir". #

- Ci vieni spesso ? - Quando capita.

- Quando capita ci rivediamo ? - Ti piacciono i cattivi ?

Così è facile che ci rivediamo, no ?

# Si può sbagliare soltanto avendo in cuore la gelosia d'amor.

# La gelosia d'amor ! #

Grazie ! Grazie a tutti !

E per chi vuole, ci vediamo tra due settimane.

- Edoardo, mi chiamo Antonello. - Ciao, grazie.

Volevo farti i complimenti, se avevi qualche consiglio...

Mi scusi un attimo ?

Tu dovresti essere Antonello, giusto ?

- Sì. - Franco.

Ti vedo spesso al bar, mi sa che siamo vicini di casa.

Certo, Franco che vende gli aspirapolveri.

Pure enciclopedie se ti serve.

- Sai che hai tirato un pacco a mia madre ? - Non funzionava ?

- Il primo giorno, poi ciao. - Eh, lo fa, lo fa.

Senti una cosa, in che rapporti sei con Edoardo Vianello ?

- Vuoi vendergli l'aspirapolvere ? - No, è una cosa mia.

No, comunque non lo conosco, non siamo manco amici.

Sono andato a fargli i complimenti e non mi si è filato proprio.

Comunque studio batteria, infatti segnavo tutta la composizione...

- Poi ho un piccolo gruppo. - Ah, ci campi con questo gruppo ?

E tu ci campi con gli aspirapolveri ?

Ao', è semplice. Non parlare, sorridi.

- Guarda e impara. - Perfetto.

- Sì ? - Salve, signora ! (a bassa voce) Non parlare.

- Che vi serve ? - Salve, signora.

- Stavo cercando il signor Righetti e non l'ho trovato. - E' al quarto.

Quindi mi chiedevo se lei sapesse dove fosse.

Ragazzi, non compro niente. Mi dispiace.

No, ma che ? No, è che ho proprio la gola secca.

Fa un caldo, poi queste scale... per caso ha un bicchiere d'acqua ?

Stai facendo il simpatico ?

Se fosse ? Le darebbe noia ? Se dà noia, andiamo via !

Beh, un bicchiere d'acqua non si rifiuta a nessuno.

- Grazie. - Infatti.

Grazie. Fatti tutte le scale, ci becchiamo sotto, ok ?

- Bello che sei. - Franco...

Franco ?

- Tu non hai la delicatezza, Anto'. - Grazie.

Vuoi fare pure il musicista, quando arriva il marito improvvisa.

Ora sa pure di musica, bravo !

Io so di tutto e non so un cazzo. Improvviso !

E comunque sì, suono la chitarra.

Se devo dirla tutta, pure un po' il pianoforte.

Fai poco il matto che con me caschi male.

Credi che basti saper suonare un po' per Edoardo Vianello ?

No, è per suo padre. E' un poeta.

Ah, perché tu con questa faccia vorresti fare il poeta.

Tu mi vedi così, bello, simpatico, dolce, attore.

- Umile. - Umile.

C'è stato un periodo però, che tu ci creda o no

che io non parlavo, quindi scrivevo poesie.

Poi mi è rimasto il vizio e insomma, volevo un consulto

o consulenza con lui, non so come si dice.

Oh, non lo dire in giro però che poi si sparge la voce ed è un macello.

- No, guarda, io terrò il segreto. - Bravo.

Scusa, levami una curiosità. Quando sei andato a casa mia

a vendere l'aspirapolvere, mio padre c'era, no ?

- Mi sa di no, sai ? - Ti suono io !

- Sto scherzando. - Sei un imbecille.

Sto scherzando, dai.

Mamma ! [LA MAMMA CANTICCHIA]

Ah, sei tornato ?

- Stai uscendo di nuovo ? - Sì.

Aspetta.

"Nell'ambiguo silenzio di una stanza oscura"

"un'anima chiara sogna la primavera."

- Non le devi leggere le cose mie. - Perché ? Sono belle.

E anche tu sei... Sei bello.

Ti ho preparato da mangiare. E' tutto sul tavolo.

Guarda che è anche per tuo fratello.

Franco, amore mio. Io lo so come ti senti.

Quello che è successo a papà è tremendo, ma dobbiamo andare avanti.

- Lascia stare, dai. - No, parliamo. Siediti.

Tu hai perso un padre e stai male. Guardami.

Non lo sai però che significa restare vedova a 38 anni.

- Guarda che anch'io ho sofferto. - Pensa se non soffrivi !

- Che hai detto ? - Mi è uscita male, scusa.

- Ti dovrei dare uno schiaffo ! - Allora dammelo.

Tiramelo ! Almeno stai più serena, no ?

Franco !

E' morto all'improvviso. Un infarto.

Mamma ha pianto tutto il giorno. Io invece nemmeno una lacrima.

Il giorno del funerale...

Che cosa ?

Stavamo dietro al carro funebre, in processione.

C'era questa amica di mia madre

a un certo punto mi ha messo la mano tra i capelli.

Così, per consolarmi.

Oh, a me è venuta voglia di farci l'amore.

Siamo entrati nel ripostiglio di un bar

e niente, quando abbiamo finito sono riuscito a piangere per papà.

Magari per tua madre è lo stesso.

Se esce con qualcuno, le passa il dolore.

Era morto mio padre, non mia moglie.

Hai presente Antonello ? Quello che lavora al Kit Kat ?

- Beh ? - Ha un gruppo.

Giovedì sera credo che vado a fare una prova con loro.

Secondo te è una buona idea ?

Ora vuoi fare il musicista ? Non facevi l'attore ?

Io le provo un po' tutte, tanto non ho un cazzo da perdere.

Fai così pure con le ragazze, vero ?

- No. - Sì !

- Sì, ti conosco. - Basta.

# Mi sono innamorato di te

# perché non avevo niente da fare.

# Il giorno volevo qualcuno da incontrare.

# La notte volevo qualcosa da sognare.

# Mi sono innamorato di te... #

Ragazzi, ferma un attimo. Anto', ma che ti sei impazzito ?

- Io ? Che ho fatto ? - Stai a corre' !

Pare che hai lasciato il gas acceso e devi tornare a controllare.

- Non hai sentito come fa Tenco ? - Certo che l'ho sentita.

- Comunque Antonello, ha ragione lui. - Lo vedi ?

Ho capito, va bene. Ok, perfetto.

Come la devo fare, signor Andrea Del Duca ?

Anto', ascoltami. E' come quando esci a cena con la donna che ami.

Che fai, tutto a cazzo così

oppure la tratti con amore, purezza, dolcezza ?

- La seconda, te lo dico io. - Certo.

Per favore, una sola parola, dolcezza. E' così importante.

Per cortesia, è facile. Dai.

Dolcezza. Allora da capo.

# Mi sono innamorato di te

# perché non potevo più stare solo.

# Il giorno volevo parlare dei miei sogni.

# La notte parlare d'amore. #

["MI SONO INNAMORATO DI TE" DI LUIGI TENCO]

["MI SONO INNAMORATO DI TE" DI LUIGI TENCO]

Bravi !

Grazie, grazie a tutti. Grazie soprattutto a Franco

che ci ha obbligati a suonare questo componimento

di una bellezza rara, invece dei soliti stornelli romani.

Penso non sia mai successo nella storia dei matrimoni.

- E' fatto così. - Gli vogliamo bene così.

Ci siamo dimenticati di presentarci.

Siamo il complesso di Andrea Del Duca

che sarebbe Franco quando fa i fotoromanzi.

Grande, ti vogliamo bene !

Ah, a proposito. Se non hai niente da fare

a Capodanno noi dovremmo esordire...

Dove dobbiamo esordire ? Non ricordo.

Fai un rullo di tamburi, così ce lo ricordiamo.

Kit Kat !

Grazie, grazie ! Auguri ancora, Franco !

E grazie a Rita, guarda che da oggi te lo accolli te !

Comunque me lo potevi dire di Capodanno, è una cosa bella.

A saperlo prima, mi hanno fatto una sorpresa.

- Sono belle le sorprese ! - Sono belle sì.

Pure io ho una sorpresa.

Ah sì ? Bella ?

Aspettiamo un figlio, o una figlia, non lo so ancora.

- E' uno scherzo, vero ? - E' una cosa brutta ?

No. No, anzi...

E' che voglio essere sicuro prima di dirlo agli altri, no ?

E' una cosa importante, è una cosa grande questa.

Oh, e fammi un sorriso.

Io sono contento.

Brava.

- Sposi ? - Franco, Rita !

Andiamo, dobbiamo tagliare la torta sennò si scioglie.

- Facciamo passare gli sposi. - Prego, prego.

Evviva gli sposi !

Oh, guarda che c'è.

- Edoardo Vianello ? - E' proprio lui, non ci credo.

- L'hai invitato tu ? - Ma che ? Mica si ricorda di me.

[RUMORE DELL'AMPLIFICATORE]

Scusate, signori. Risolviamo subito.

(sottovoce) Che era ? Vai a controllare.

(sottovoce) Oh, ci penso io.

Questo si sente ?

Almeno questo...

E' strano l'anno nuovo, che bisogna essere contenti per forza.

I ragazzi a casa come stanno, tutto a posto ?

Bene. Ora, sembra che stiamo prendendo tempo

ma in realtà stasera vi facciamo sentire qualcosa di nuovo.

# Già, stanotte che se fa ?

# Io nun c'ho voglia de inventamme niente.

# Dormirei solamente e lascerei le cose come stanno

# anche se è er nostro primo Capodanno.

# Se annamo a letto, mica casca er monno.

# Io dico, sì, noi due stanotte s'addormimo

# ma che famo de strano ?

# No, no, l'amore nun me va.

# C'ho er corpo qui, ma la mia testa è altrove.

# Manco so bene dove.

# Immagino attaccata all'altomare con tante idee confuse da ordinare.

# Stasera nun me chiede si te amo

# perché te direi "sì", pensanno a 'n aeroplano.

# O a quarcosa de strano.

# Già, stanotte che se fa ?

# A me de perde tempo co' la gente nun me frega più niente.

# Pe' quanto me riguarda ho già deciso

# però nun vorrei esseve de peso.

# Auguri de bon anno in ogni caso.

# Si te vai a diverti', oppure si rimani, se sentimo domani.

# Il nostro Capodanno, sai l'artri che faranno ?

# Sicuro brinderanno e poi se m'briacheranno

# finché se stancheranno e a casa torneranno.

# Gridanno a tutto er monno

"Auguri de bon anno ! Bon anno e poi bon anno."

# E se violenteranno a corpi de bon anno.

# Bon anno e poi bon anno. Bon anno, e io...

# Beh, io m'addormo. #

[RISATE] Grazie.

Oh, Edoardo. Scusa se ti ho messo in mezzo.

Spero che la ragazza tua non si sia offesa, ero un po' in imbarazzo.

- Però te la sei cavata. - Grazie.

Comunque sono Franco Califano. Andrea Del Duca è un nome d'arte.

Senti un po', ma la cosa che hai recitato prima di chi era ?

- Una cosa francese ? - No, ma che, è mia.

C'era questa coppia che sembrava avesse esaurito le parole

quindi ho deciso di scriverci una cosa così, di getto.

- Bravo. - Grazie.

Con mia moglie aspettiamo un figlio. O una figlia, non lo so.

Per questo mi do da fare, per non fargli mancare niente.

Però sai, una cosa che a me fa stare proprio bene

è scrivere poesie.

Se ti va di leggerne qualcuna, a me fa più che piacere

magari la fai leggere pure a tuo padre. - Lui ha smesso.

Non è mai riuscito a farsi pubblicare un libro suo

se n'è fatta una malattia. - Ah, mi dispiace.

Io pensavo che invece, insomma...

Franco, la vita non è fatta per i poeti.

Comunque la canzone è una poesia con sotto la musica.

E tu sei bravo. Se vuoi...

Sto a Milano.

- A Milano fa freddo. - Vero.

C'è pure lo smog, il traffico, la nebbia.

Stammi bene Franco ! Buon anno !

Speriamo, Edoardo !

[LA BAMBINA PIANGE] Fra', me la guardi, per favore ?

- Hai visto la scarpa nera ? - Stai buona.

L'hai vista o no ? Sto facendo tardi, porca zozza !

Sta là ! Se magari rimettessi le cose a posto.

Silvietta, dai, buona.

- Stai buona, Silvia, che mamma oggi è nervosa. - Non sono nervosa.

- No, pare a me. - Amore, dai. Buona.

- Non mi aspettare, faccio tardi. - Sai che novità.

Oh, oggi mi devi rompere i coglioni?

Sai che capisce ? Ha sei mesi.

- Ciao, Silvia, a domani. - Vai, va' !

Non ti preoccupare, Silvia.

[SQUILLI DEL TELEFONO]

Buona, amore.

La mamma arriva adesso.

Pronto ?

No, è appena uscito. Sì, sono sola.

Non lo so... Ti richiamo.

- Che ti sei scordato ? - Le chiavi della macchina.

- Con chi parlavi ? - Mia madre, secondo te ?

- Allora perché hai riagganciato ? - Se non mi credi, chiamala.

- Che c'è, ti vergogni ? - Lascia stare.

- Guarda, la richiamo io. - Ti ho detto di lasciare stare.

Ti credo.

Va beh, come ti pare.

[SILVIA PIANGE]

La tua parte.

La cravatta, arriva in tempo, lucida le scarpe, stira la giacca.

- Mi pare che stiamo facendo gli impiegati. - Si chiama lavoro.

No, Antonello, questo non è lavoro. Questa è una prigione.

- E' stata l'ultima sera. - Hai litigato con Rita ?

Ora andiamo a mangiare una cosa, ne parliamo.

Ah, proprio così ?

Dai, dev'esserci qualcosa che posso dire o fare, no ?

No.

Sono contento che abbiamo chiuso con Tenco. Tenco è il migliore.

Ma che chiuso ? Franco, devi darmi almeno il tempo di sostituirti, no ?

Grazie, Anto'. Grazie di tutto.

Dillo tu a Paolo e Daniele che poi a me viene il magone

lo so come son fatto. Ti voglio bene.

Ciao.

Pure io ti voglio bene.

Lo sai pure tu, Rita.

Noi ci siamo sposati per fare una festa.

Non ne avevamo idea, o almeno io...

- Manco io. - Però tu sei più brava.

Sono io che ho questa smania dentro che tira giù pure te.

Diamoci del tempo, no ?

Magari Silvia cresce e poi stiamo meglio.

Tu ci credi ?

Stiamo diventando due stronzi, Rita.

Litighiamo, alziamo la voce.

- Come fa ad andare meglio ? - Non stai diventando uno stronzo.

Lo sono sempre stato.

Che fai, vai via così ? Senza nemmeno salutare Silvia ?

No, se la vedo poi...

non riesco ad andarmene.

Senti, ti ho messo un po' di soldi sul conto.

Tutto quello che avevo.

No.

Me ne vado io.

La pensavo più fredda Milano.

A febbraio non sai quanto. Poi mi dici. Dai, vieni.

Di qua.

[SQUILLO DEL TELEFONO]

- Pronto ? - Pronto, c'è Antonello ?

- Sì, chi è ? - Califano.

Oh, Franco ! Antonello, al telefono !

- Chi è ? - E' Franco.

Franco ? Paolo, è Franco !

'Tacci tua, pensavamo che eri morto !

Grazie, Anto'. Pure a me fa piacere sentirti.

Dai che sto scherzando. Allora ? Come stai, come va ?

Un po' raffreddato, però tutto a posto.

Penso, scrivo, mi sono sistemato insomma.

Daje, mi fa piacere. Scrive, pensa, fa. Sì.

Sto dicendo il vero.

Tra una cosa e l'altra, avrò scritto 50 canzoni.

Ora una pure per coso... Bruno Martino.

Coso Martino pure ? No, non ci credo.

- Ha scritto per Bruno Martino. - Ammazza.

Te l'ho detto, va una bomba.

L'unica cosa è che ho avuto un po' di spese, però...

- Ci sei ? - Sì, ci sono

è che stavo pensando...

Tu sei sicuro di voler restare là a Milano ?

Qui c'è tua madre, c'è Rita...

No, lasciale stare quelle che hanno le cose loro.

- Non mi va di rompere le scatole. - Neanche a tua figlia ?

Stai tranquillo che a Silvia non le ho mai fatto mancare niente.

Mi è uscita male, volevo dire un'altra cosa.

Vieni qua a Roma. Qua hai una vita, ti vogliamo bene.

Grazie del consiglio. Tante belle cose.

Franco ?

Franco ?

- Allora ? - E' caduta la linea.

- Franco ! Prendi i bicchieri ! - Edoardo.

- Che hai fatto, hai vinto alla lotteria ? - L'hai vinta tu.

Bruno Martino dice che il tuo testo è bellissimo.

Questo è l'anticipo.

(televisore) Ora è la volta di Bruno Martino.

(televisore) Canterà "E la chiamano estate".

[CANTA]

- Secondo me tu la cantavi meglio. - Ma va ! Comunque la musica è sua.

Perché spegni ?

Questa è tua però.

- Ci hai lavorato ? - No, sto perdendo tempo io.

# Se ogni tanto ti sembra di sentire una voce

# venir da lontano.

# Da molto lontano.

# Se ogni tanto ti sembra di sentire una voce

# venir da lontano.

# Da molto lontano. #

# Questa nostra canzone che suona per noi

# che suona per noi.

# Anche se sono dall'altra parte del mondo

# io ti amo, io ti amo.

# E l'eco della Terra ti porterà le mie parole

# le mie parole d'amore.

# Se ogni tanto ti sembra di sentire dei passi

# venir da lontano, da molto lontano.

# Se ogni tanto ti sembra di sentire dei passi

# venir da lontano, da molto lontano.

# Son io che ritorno

# son io che ritorno da te.

# Da te ! #

[MUSICA DA BALLO]

- Conosci Gianni ? - Come stai ?

Lui sa tutto di tutti gli argomenti.

- La Vanoni dice che sei un genio. - Troppo buona.

- Ma che lavori poco. - Bugiarda.

- Non mi trattare male Ornella. - No, perché sta qua ?

- Se mi vede, mi metto a scrivere. - Fa bene.

Abbiamo grandi aspettative su di te.

Grazie, grazie.

Vieni, ti voglio far conoscere una persona.

Quello è Tenco ?

Dici che gli dà fastidio se vado a presentarmi ?

- Tu che dici ? - Per me sì. Lui è un poeta vero.

- Perché tu invece che sei ? - Tu sei un gran maleducato.

Ornella, amore mio. Ti cercavo.

Anch'io ti ho cercato per giorni, ma tu non mi hai risposto.

Va beh, anch'io ti ho chiamata spesso. Hai sentito il pezzo nuovo ?

Purtroppo sì, mi dispiace ma non sta in piedi.

Mi dispiace. Che problema c'è, lo risolviamo.

Ti posso offrire da bere ? O devi andare a dormire ?

A dormire ci vai te, io mi sono appena alzata.

No, no, no Franco. Così non va bene.

E' piatta. Non lo senti che è piatta ?

Sono tre volte la stessa idea con lo stesso ritmo. Guarda.

# Ecco, la musica è finita.

# Gli amici se ne vanno. Che inutile serata. #

Io non la posso cantare.

Ornelli', non per insegnarti il mestiere tuo...

Va bene, tanto siamo qua solo da sette ore. Vai, fai pure.

Tu la canti bene

ma sono le cose non dette che fanno la differenza.

# Ecco, la musica è finita

# gli amici se ne vanno

# che inutile serata.

# Amore mio

# ho aspettato tanto per vederti. #

Ornelli', vieni qua. Mi fai cantare da solo ? Dai.

# Ma non è servito a niente.

# Niente, nemmeno una parola, l'accenno di un saluto.

# Ti dico arrivederci

# amore mio.

# Nascondendo la malinconia

# sotto l'ombra di un sorriso #

Adesso la posso cantare.

# Cosa non darei

# per stringerti a me #

E' un capolavoro.

# Cosa non farei

# perché questo amore

# diventi per te più forte che mai #

Lo sapevo che facevi grandi cose.

No, dai, è merito di Ornella.

- Dobbiamo parlare. - Adesso ?

Sì, subito, perché se no l'entusiasmo si spegne

e magari cambio idea.

Vuoi farmi un regalo ?

Voglio darti una fregatura.

Ti voglio direttore artistico nella mia casa discografica.

- Ti devo dire di sì adesso ? - Se vuoi, puoi aggiungere "grazie".

# Non buttiamo via così

# la speranza di una vita d'amore #

Mortacci sua, ce l'ha fatta.

Io l'avevo capito che Franco era uno forte.

Ti devo dire la verità, sono un po' deluso da te.

- Deluso di cosa ? - Fai tardi, sparisci, ti incazzi.

Quando mai, Alfre'. Che stai a dire ?

Tu sei romano, sei un artista, io capisco tutto

ma qui abbiamo degli standard, orari e responsabilità.

Alfredo, a te sembra che sto fermo ? Guarda che lavoro come un matto.

Ho trovato questi ragazzi genovesi un po' acerbi, ma bravi, allegri.

- Che cazzo vuoi di più ? - Sì ?

I Fama Medium ? Che nome è ?

Sul nome ci sto ancora lavorando, ma li devi sentire.

- Hai una demo ? - Ci sto ancora lavorando.

Domani mattina alle 9. Ciao.

Facciamo alle 8.

Allora ? Come è andata ?

Avete un nome del cazzo. Che nome è Fama Medium ?

Sono le iniziali dei nostri nomi.

Da domani vi chiamate Ricchi e Poveri.

- Che c'entra con noi ? - C'entra, c'entra.

Ricchi di speranza e poveri di soldi.

(radio) Bologna entra nell'area di rigore e fa gol.

(radio) Bologna 1 e Inter 0.

Fammene un altro.

Hai visto ?

Grande, Califfo.

- Ti disturbiamo ? - Tu mai.

Quello che prendono va sul conto mio.

Ancora con l'Inter ? Spegni la radio che gli fa solo male.

Una cosa mi piace di Milano, mi levi pure quella.

- Ragazze, che prendete ? - Per me un gin tonic.

- Io una cosa. - Anche io un gin tonic.

Conosci Giovanna, Matilde e Mita ?

- No, piacere, Franco. - Lui è Franco Califano.

Non l'avete mai sentito nominare

ma sicuramente conoscete le sue canzoni.

Noi ci accomodiamo, ci raggiungi ?

- Magari dopo, dai. - Va bene.

Allora ? Quali sono queste canzoni che conosco sicuramente ?

- Quello è Gianni, lascialo stare. - Dai, dimmele.

"E la chiamano estate" ce l'hai presente ?

- No. - Lo vedi ?

Non ce ne hai un'altra ?

"La musica è finita".

# Gli amici se ne vanno #

- Questa la so, è della Vanoni. - Brava.

- Tu hai fatto la musica ? - Le parole.

Capito.

Ti dà fastidio, se sto qua ?

Per niente, solo che è una giornata no.

- Sei triste ? - Ha perso l'Inter.

E poi ?

Mi sembri uno che lavora troppo.

Lo sai che c'è ? Noi romani a Milano ci stiamo male.

Poi, pure la cravatta ti sta male.

Ne sai parecchie te. Quanti anni hai ?

- Quasi 19. - Io quasi 31.

Solo 12 di differenza ? Che bel numero.

- Che nome è Mita ? - Un nome d'arte.

- Sei un artista ? - Attrice.

Forse le cose che faccio non sono proprio il tuo genere.

Sono troppo vecchio ?

- Comunque mi chiamo Patrizia. - Franco.

Senti, Patrizia, io vorrei essere uno di quelli

che ti chiede il numero e poi ti riporta a casa

però non è un bel periodo della mia vita.

Con le tue amiche ti diverti di più.

Non è il divertimento che mi manca.

No ? Cosa allora ?

Un passaggio a casa.

- Vivi qui ? - Quando sto a Milano.

Insomma, scrivi canzoni e parli poco ?

Io sono un chiacchierone, Mita

solo che te l'ho detto, non è un bel periodo per me.

Magari sono io che ti annoio.

- Andiamo a dormire, dai. - Ognuno a casa sua ?

Meglio di sì, domani mi devo svegliare presto.

[# IN QUESTA CITTA']

[# CHE NON HO VISTO MAI #]

Sono simpatici, ma non fanno per noi.

Non l'hai neanche sentita tutta.

Ho sentito quanto basta per capire che hai perso tempo.

Signorina, dobbiamo scrivere una lettera.

Mi hai preso perché sono un artista e poi non mi ascolti ?

Non sono neanche più un artista perché da quando sono qua

sono sempre triste e incazzato. - Te ne vuoi andare ?

Dove vado, Alfre' ?

Allora torna a lavoro e portami qualcosa di meglio.

[SQUILLI DEL TELEFONO]

- Pronto ? - E' un brutto momento ?

- Patrizia. - Sono a Roma.

C'è una luna bellissima e ti pensavo.

- Perché non vieni ? - Devo lavorare.

Peccato, a giugno Roma è bellissima.

Volevo farti vedere il tramonto dal Gianicolo.

No !

Non ci credo ! Franco !

Lo sai che Roma è bella sempre ?

- Che ci fai qui ? - Che fai di bello ?

Oggi ho un giorno libero e pensavo di andare al mare. Tu ?

Se ti dico Ricchi e Poveri, che mi dici ? Ti piace ?

- Dipende, che cos'è ? - Un gruppo musicale.

All'Ariston me li hanno bocciati, ma ho deciso di produrli io.

Bello.

Se mi porti al mare con te, te li faccio ascoltare.

Perché no

però la consulenza ti costa un bacio.

Solo uno ?

Andiamo, dai.

[# IN QUESTA CITTA']

[# CHE NON HO VISTO MAI]

[# PERDO LA PACE, LA VITA, LA NOTTE]

[# PER CERCARE TE.]

[# IN QUESTA CITTA']

[# MI SONO PERDUTO GIA'.]

[# NEL MIO PAESE, IN TUTTE LE COSE C'E' TRANQUILLITA' #]

Non ci credo !

# L'orologio fa le tre #

[# LE TRE E POCO PIU'.]

[# E' TARDI ORMAI.]

[# E' ORA DI DORMIRE.]

[# E' ORA DI TORNARE GIU' DA ME.]

[# IN QUESTA CITTA']

[# CHE NON HO VISTO MAI #]

Nove, dieci !

[# PERDO LA PACE, LA VITA, LA NOTTE]

[# PER CERCARE TE.]

[# IN QUESTA CITTA']

[# MI SONO PERDUTO GIA'.]

[# NEL MIO PAESE, IN TUTTE LE COSE C'E' TRANQUILLITA' #]

Patrizia, dove ti sei nascosta ?

Così non vale.

Franco, ti sei stufato ?

- No, pensavo. - A che pensavi ?

- All'estate. - Vuoi farci un'altra canzone ?

No.

L'estate finisce e poi ci stanno altre tre stagioni, lo sai.

Sai che cosa mi piacerebbe tantissimo ?

Ci prendiamo un cane ?

Dai, prendiamo un cane.

Ti prego, prendiamo un cane.

- Ti piace ? - Sì, buonissima.

Franco, non dovevi stare a Milano ?

- Lei è Patrizia, Mita. - Ciao. Ti conosco, piacere.

Che ci fai qui ? Lei chi è ?

- Franco, mi senti ? - Come sei stata con me ?

- Parli al passato ? - Io sono stato bene.

E' stato probabilmente l'anno più bello della vita mia

però...

Anzi, proprio per questo forse è meglio che la finiamo qua

e non ci siamo fatti ancora del male.

Che stai dicendo ?

- Scusa, ci puoi lasciare soli ? - No, rimani.

Io non sto più bene, Patri'. Non è colpa tua.

- Sei serio ? - E' meglio così, fidati.

Guardami.

Franco, guardami.

- Quella chi è, la tua fidanzata ? - Lo era.

Si è fatto tardi.

Tu resta.

Quello che prende la ragazza va sul mio conto.

[SQUILLI DEL TELEFONO]

- Patrizia. - Stammi bene a sentire

che posso parlare poco.

- Con chi parlo ? - Uno che ti vuole aiutare.

Ce l'hai presente l'inchiesta

che ha portato all'arresto di Walter Chiari ? - Sì.

- Chi sei ? - Qualcuno ha fatto il tuo nome.

- Hai capito o no ? - Il mio nome per cosa ?

La procura ha aperto un fascicolo su di te.

- Ti volevo avvisare. - Un fascicolo ?

Mi dici chi cazzo sei ?

Ti hanno intercettato, sanno un sacco di cose

pure di quei quattro orologi che hai comprato.

Guarda che se è uno scherzo, è il momento che la pianti.

Non è uno scherzo. Adesso ti devo lasciare.

Pronto ?

Pronto ?

Però, tu non parli. Mi vuoi dire che hai fatto ?

Che ho fatto ? Non ho fatto niente.

Non hai fatto niente. Allora, beviamoci una cosa

ce ne andiamo a casa... Basta, chiuso.

Sei serio ? Ho ordinato 'sti orologi per i Ricchi e Poveri

niente di più, niente di meno. - Orologi.

Orologi, orologi, ma non li ho comprati.

- Non possono far niente. - Nella maniera più assoluta.

Daje.

- A Patrizia l'hai detto ? - Non la vedo più Patrizia.

Non era una cosa seria stavolta ?

Sì, il primo anno, ma poi...

- Poi, l'hai lasciata tu. - Errore mio.

Mo' 'sta storia degli orologi la chiudiamo.

Chiamo un avvocato amico mio e stiamo a posto.

Tranquillo.

- Robè, posso fare una chiamata ? - Certo.

Grazie.

Sì, pronto ? Sono Mazzeo Antonello.

Sì, sono un cliente di Giulio, volevo un attimo parlare...

(L'ultimo giorno di libertà è andato)

(con lui, le mie gioie.)

(Con lui, è appassito il mio fiore)

(con lui, è svanito il mio profumo)

(per lui, è a terra la mia forza.)

Ci hanno chiuso un'altra volta ?

Che, non mi credi ? E' tutta una trovata pubblicitaria.

Che pubblicità sarebbe, che sei un drogato ?

Bello e dannato.

Dammi qua.

Guarda che qua mi scrivono tutti, sono pieno di lettere.

Veramente, va tutto bene, mi amano.

Edoardo Vianello mi ha dato un pacchetto per te.

L'ho dovuto lasciare alle guardie, dice che te lo danno dopo.

E' bello che hai visto Edoardo, che dice ?

Che gli dispiace.

- Io ti vedo sciupato, Franco. - No.

- No, ma'. - Sicuro che stai bene ?

Sì, certo, io sto un fiore.

Anzi, se vedi Rita e la bambina, tu dille che sto bene.

Comunque, qui mi diverto, gioco a carte, a calcio

veramente, è tutto un circo. - Fine colloquio.

- Fine colloquio. - Ciao, ma'.

Dai, va tutto bene.

- Ciao. - Ciao. Ciao.

(Caro Franco)

(non posso immaginare la sofferenza che provi a stare chiuso)

(te che ami così tanto la libertà.)

(Resisti, qui nessuno ti ha dimenticato.)

(Ti mando questa melodia che abbisogna delle tue parole)

(ascoltala, per favore.)

(Non c'è prigione che possa rinchiudere la tua anima)

(anche se ferita.)

(Ti voglio bene, Edoardo.)

[CANTICCHIA LA MELODIA DI "SEMO GENTE DE BORGATA"]

Franco !

Franco !

Franco !

- Franco ! - Patrizia !

Ti penso tutti i giorni, Patrizia !

Non gliel'hai detto che sto con un altro ?

L'importante è che gli fai un bel saluto

per lui è già tanto.

Fammi andare via, per favore.

Grazie, Patrì.

Questa è l'ultima volta.

Sì.

Tra me e lui è finita.

Ogni giorno è un calvario.

Finirà 'sto calendario ?

[CANTA LA MELODIA DI "SEMO GENTE DE BORGATA"]

[CANTA LA MELODIA DI "SEMO GENTE DE BORGATA"]

# La stanzetta in affitto è trovata

# per il momento va bene

# semo gente de borgata

# non potemo

# pagà.

# Da domani comincia er calvario

# nun c'è altro da fa'

# finirà 'sto calendario

# e qualcosa cambierà.

# Semo ricchi de volontà. #

["SEMO GENTE DE BORGATA" DI FRANCO CALIFANO]

["SEMO GENTE DE BORGATA" DI FRANCO CALIFANO]

C'è Francis ?

C'è Francis ?

- Califfo. - Boss.

Questa perla qua, questo genio l'ho trovato in galera.

Io in galera ci ho trovato un amico.

Lei è Lia. Punta un'altra, questa è mia moglie.

Questa è Ilse

e questo è Lello, sembra un commercialista

invece si è comprato tutti i night di Milano.

- Franco. - Allora, che dici ?

Ti piace qua ?

Troppo ghiaccio nel bicchiere, e la musica fa schifo

ma c'ha il suo perché. - E' Lello

dice che sono portato per questa cosa dei locali

io non lo so, però mi diverto.

Beato te, io non mi diverto mai qua a Milano.

Come ? C'è la vita notturna migliore d'Italia.

Senti, un posto per stare ce l'hai ?

Io e Lello abbiamo una villetta su due piani

con la piscina. E' destino, vero, Lello ?

- Certo, abbiamo un sacco di spazio. - Allora siamo d'accordo.

Dai, Franco, sorridi che la fortuna gira.

Io non so come fa a non piacerti questa città.

Sai che quando ero piccolo m'hanno rinchiuso in un collegio ?

Non parlavo, però scrivevo poesie.

Si vede che a sta' rinchiuso mi ispiro.

Lascia stare, me la sbrigo da solo.

- Mettiti seduto, per favore. - So' stanco di stare seduto.

Sono stato seduto troppo tempo.

Ci fosse stata una persona che m'è venuta a trovare

manco fosse una vergogna, e m'hanno assolto perché non l'avevo fatto.

- Appunto. - Ho bisogno di lavorare.

- Canzoni nuove ne hai ? - Come no ?

Sapessi quante storie girano in carcere.

Storie di amori bruciati, vite che vanno a puttane.

Per chi le hai scritte ?

Per la Mina ? Per Ornella ?

Voglio fare un disco con la voce mia.

"Un bastardo venuto dal Sud", che te ne pare ?

Potrebbe pure funzionare.

Però, non con l'Ariston.

No ?

Digli che ti mando io

è un agente bravissimo.

Non serve.

Me la cavo da solo. Grazie.

Però, ti sei sistemato.

Non è mica mio 'sto posto, sono ospite da un amico.

Se la passa bene l'amico.

- Che bevi ? - Niente, non ti disturbare.

Che disturbo ? Edith.

E' un po' un barattolo, ma ha il suo perché

peccato che si veste da suora. Gli fai la stessa cosa mia ?

- La rifai pure per me ? - Sì, maestro.

- Come t'ha chiamato, maestro ? - Non è iniziativa mia.

Però, mi calza, no ?

Insomma, che mi racconti ?

Che ti racconto ?

- Mi sto lasciando con mia moglie. - Mi dispiace.

- Pensavo che almeno tu reggevi. - Invece...

E' vera questa cosa che stai facendo il disco tuo ?

- Sì ? - Mi sono trovato un nuovo agente.

Lo stronzo si muove bene, ho un contratto alla GGD.

La GGD ?

Fai il cantautore ? Come Tenco, pensa un po'.

- De Gregori, al massimo. - Gli piacerebbe, non mi spreco.

La faccio vedere agli stronzi che mi credono morto.

Io non sono ancora nato, Antò.

'Nvedi chi arriva, la Fata Turchina. Mo' te la presento.

E' Turatello quello ?

Che c'è ? Hai visto un fantasma ?

Pensi non sia un amico ?

Sì, infatti, vedo che ti ha fatto ripartire per bene.

Di sopra ti porto.

Io ho vissuto già nove vite, Anto'.

Però cancellare quelle vecchie è roba da fantascienza

non mi appartiene. - Non appartiene nemmeno a me.

Non mi giudicare.

No, però ora me ne vado.

Infatti che cazzo sei venuto a fare?

Che cazzo sei venuto a fare.

Io senza di te sto un fiore.

Ciao, maestro.

# L'ultimo amico va via #

# domani se va a sposa' #

# se gioca la libertà #

# pure lui, pure lui. #

# Er vecchio gruppo 'ndo sta ? #

# Me li so persi così. #

# Se so scordati de me. #

# Tanto amici e poi tiè. #

# Ogni cosa se ne va, finisce il ciclo de n'età #

# domani chiude il bar in fondo alla via #

# quanta nostalgia mi viene #

# si penso a quando tutti noi #

# se giocavamo a carte quarche bottija. #

# Te saluto gioventù, te ne sei annata pure tu. #

# Adesso a me che me rimane più. #

# L'urtimo amico vi via #

# e 'nzieme a lui l'allegria. #

- Buongiorno. - Salve.

- Solo questo ? - Ti pare poco ?

Senta, me lo fa un autografo ?

Pure due.

A lei non glieli regalano ?

Certo che me li regalano, però comprarli porta bene.

- Infatti. - Grazie mille. - A lei.

Dammene un altro.

Ho dovuto fare una cosa ristretta, son sempre latitante.

Sono tutti amici tuoi questi ?

Ma che amici, tutta gente con cui faccio affari.

Però son così contento che è nato Eros

che festeggerei anche col demonio, anche con la madama.

No, dai, con la madama no.

Guarda, Franco.

- Guarda com'è bello mio figlio. - Bello, bello.

Però mi sa che lei ha bevuto troppo.

Magari fosse il bere, le fa bene.

Però mai prima dei concerti e mai dopo.

- E mai prima degli affari. - E mai prima di scopare.

Se mai dopo.

- Vado. - Ci vediamo al Night dopo ?

No, ho voglia di tirare un po' la Cabrio

che con il traffico di Milano mi si sta strozzando.

Mi faccio vivo io.

Dici che siamo felici ma poi non scrivi mai canzoni

che parlano di felicità.

Perché la felicità dura un attimo.

Appena dici che sei felice rischi che è già finita.

Allora noi ?

Noi che ?

Noi siamo felici, punto.

Io voglio sapere chi è, dove cazzo vai.

Non è nessuno e vado dove mi pare.

Vai in giro a fare la cretina !

Non sei la moglie di un coglione qualunque.

- Dimmi chi cazzo è. - Chi vuoi che sia ?

Sei una madre Lia, hai delle responsabilità.

- Sì, ne ho. - Guarda come vai conciata ?

- Chi è che ti scopi ? Dimmelo ! - Nessuno, non scopo nessuno.

- E' il tuo spacciatore, Lia, sei strafatta. - Zitto, figlio...

A me di stare zitto non me lo dici.

Dai, davanti al ragazzino.

Così impara subito come si tratta una stronza.

Ma che stai a fare ?

Io e te dobbiamo assolutamente andare a prenderci un gelato.

Lascialo stare, Franco. Lascialo stare.

- Quando ti sei calmato torniamo. - Sono calmo, Franco.

["MINUETTO" DI MIA MARTINI]

- Senti questa canzone ? - Sì. - L'ho scritta io.

- Veramente ? - Sì.

Chissà se piace a mia figlia.

- Hai una figlia ? - Sì, non lo sapevi ? - No.

Sì, solo che sento più figlio te che lei quasi

perché i figli sono di chi se li cresce.

Chissà che bambina è lei.

Comunque, ho una sorpresa per te.

Non l'ho ancora detta a nessuno, è fresca di stampa.

- Ti piacciono le sorprese ? - Sì. - Guarda.

E' la copertina del mio nuovo disco.

Ho pensato che sarebbe stato carino stare abbracciati un po' ovunque.

- Ti piace ? - Sì.

Ogni tanto pure io ho bisogno di dire la parola "per sempre"

che ti credi.

["MINUETTO" DI MIA MARTINA]

Edith, ti ho detto svegliami.

Edith.

Lello.

Sono usciti tutti.

Edith.

Dove sono andati questi.

Statti zitto e dammi i soldi.

Franco.

- Elio, ma che scherzo è ? - Mannaggia, Franco.

Vieni qua, fammi vedere.

E' brutto, ti vado a prendere il ghiaccio.

- Mannaggia. - Mannaggia a te.

Se mi hai rotto il naso ti faccio causa.

Stai zitto.

Tanto ormai i soldi per pagare li hai.

Prenditi questo.

Che ti ridi ?

L'hai presa bene.

- Sei il primo in classifica. - Che stai a di' ?

# Tutto il resto è noia. #

è il 33 giri più venduto.

Ti chiamano il Pasolini della canzone italiana.

Questi stronzi.

Merito tuo.

L'agente più figlio di una mignotta della canzone mondiale, vieni qua.

Adesso organizziamo una tournée come si deve.

La tua voce, la tua faccia devono stare dappertutto.

Sui giornali, nelle radio.

Affittiamo le ospitate in TV.

- Chi mi ospita a me ? - Da oggi, Franco, tutti.

# Roma nuda. #

# Scusa si perdo lacrime pe' strada. #

# Mal che vada #

# fa finta che so' gocce de rugiada. #

# Piuttosto che sta' solo dentro al letto #

# vado randagio in quarche vicoletto. #

# Cammino a piedi scarzi, armeno finchè t'arzi. #

# Dormi e vedrai che manco me sentirai. #

# Roma nuda. #

# Roma nuda. #

# Roma nuda. #

# Si, d'accordo l'incontro. #

# Un'emozione che ti scoppia dentro. #

# L'invito a cena dove c'è atmosfera. #

# La barba fatta con maggiore cura. #

# La macchina a lavare ed era ora. #

# Hai voglia di far centro quella sera. #

# Si d'accordo ma poi #

# tutto il resto è noia. #

# No, non ho detto gioia #

# ma noia, noia, noia. #

# Maledetta noia. #

Maledetta noia.

- Era ora, mi sento un leone, cazzo! - Cazzo, vai.

Frena, frena, frena.

- Cos'è ? - Mi sa una mucca.

- Una mucca ? - La forma è quella.

Dai, scendi, vai a vedere se si sposta.

Tieni.

- Le sparo ? - Ma che spari.

Leva quel coso, dai.

Vai a controllare.

E' un toro.

Franco, è un toro.

E' un toro.

E' un toro.

- Che famo noi ? - Aspettiamo.

Sai è un po' che ti voglio dire una cosa.

Ho deciso di mettere a posto le cose con la legge.

Se ti vogliono trovare, ti trovano, mica sei un fantasma.

Quando mi trovano ? Vado io da loro.

Ti vuoi costituire ?

Ho un bravo avvocato, quattro anni che sono fuori.

Tuo figlio ?

Per quello.

Voglio risolvere tutto

prima che possa sapere chi è suo padre.

Non ce l'avrà un padre.

Ho trovato una brava ragazza, si chiama Maria come la vergine

con Lia ho chiuso.

Eros deve avere una vita normale.

Bella.

Bella come una vita normale.

A me non ci pensi ?

Come ?

Tu sei come quel toro.

Non ti ammazza nessuno.

(tv) E' delegato forse a un regolamento di conti tra bande

per il controllo di Milano, il ritrovamento in Via Paesiello

del corpo senza vita di una giovane donna di 35 anni

Lia Germani, brutalmente uccisa con diversi colpi d'arma da fuoco.

La vittima era la moglie del noto boss Francis Turatello

attualmente detenuto.

Gli inquirenti fanno trapelare tutta la loro preoccupazione.

Te l'hanno dato almeno il permesso per il funerale ?

Non l'ho chiesto.

Hai fatto bene, non è sicuro.

Tuo figlio ? Come sta ?

Gliel'hanno detto ?

C'è Maria con lui. C'è un sacco di gente che gli vuole bene.

Sta bene.

Ma chi è stato ?

Quel nuovo boss del cazzo ? Cutolo ?

Chi cazzo è stato ? Lo sai o no ? Ti sarai fatto un'idea.

Franco, le donne passano.

Lo sai meglio di me.

E io...

Io non piango per qualcuno che muore.

(canticchiando appena) Io non piango per qualcuno che muore.

# Na na na na... #

Sai qual è la mia parte preferita della canzone ?

Quella del cane.

[# IO PIANGO, QUANNO CASCO NELLO SGUARDO]

[# DE' 'N CANE VAGABONDO]

[# PERCHE' CE SOMIJAMO IN MODO ASSURDO.]

[# SEMO DUE SOLI AR MONNO]

[# ME PERDO NEI SUOI OCCHI SENZA NOME CHE CERCANO PADRONE.]

[# IN QUELLA FACCIA DE MALINCONIA CHE CHIEDE COMPAGNIA. #]

Esaurito, esaurito, esaurito !

Tutto esaurito ! Ci sta la fila fino a casa del sindaco

il sindaco voleva uscire, ha detto "Che è ?"

La fila per vedere Franco Califano ! Grazie. I napoletani ti adorano.

Ti perdonano pure l'accento romano !

Fra', finalmente !

- "Finalmente" cosa, scusi ? - Mario Peluso

per gli amici "Marione". E' un onore conoscerti, Franco.

Ti porto gli auguri del Professore.

Ti manda questo come regalo di benvenuto.

(ridendo) Un po' di aspirina per la serata.

- Abbiamo fatto venire Maradona a sentirti. - Stronzate.

Il Professore l'ha invitato. Parola d'onore.

Senti...

Io ero amico di Francis perché ero amico suo e basta.

Non sono un pupazzo in vendita. Sai che c'è ?

Vattene a fanculo, te e il Professore.

Fuori dal teatro mio, non ti ci voglio più vedere! Fuori!

- Fuori ! - Franco !

Franco !

Non essere impulsivo ! Non ne vale la pena.

L'ultima serata te la fai rovinare da uno scemo così ?

["POETA SALTIMBANCO" DI FRANCO CALIFANO]

Non ce ne possiamo andare, il Professore è Cutolo !

Andiamo.

Franco, ma dove vai ?

["POETA SALTIMBANCO" DI FRANCO CALIFANO]

(voci sovrapposte) Franco ! Eccolo ! Franco !

["POETA SALTIMBANCO" DI FRANCO CALIFANO]

- Quand'è il concerto a Roma ? - Il 12 marzo.

Quello lo faccio, gli altri tre no.

- Sono quattro date. - Peggio mi sento. Non le faccio.

- Non le fai ? - Mi sono rotto il cazzo

voglio tornare a casa, dalla gente mia.

["POETA SALTIMBANCO" DI FRANCO CALIFANO]

Dai, dai...

Perché gli avete messo le manette ?

Si può sapere che sta succedendo ?

- Entra. - Lasciatelo stare !

Franco, stai tranquillo !

["POETA SALTIMBANCO" DI FRANCO CALIFANO]

[URLA INDISTINGUIBILI]

[# PIANGI IL PIANTO DEL FALLITO]

[# PER VIVERE HAI SPOSATO IL COMPROMESSO]

[# MA, SE LE METE ARTISTICHE HAI MANCATO]

[# DIVENTA ALMENO UN UOMO DI SUCCESSO.]

[# SI ACCENDERANNO LUCI SUL POETA... #]

Califano, c'è il tuo avvocato. Ti manda questa.

Possiamo sapere qual è l'accusa, almeno ?

Detenzione e spaccio.

La cella d'isolamento è ingiustificabile, ne converrà.

E' un processo alla nuova camorra organizzata.

Il mio assistito non ha a che spartire con la camorra

Un momento, no, no, no... Il signor Peluso non la pensa così.

Dottore, il Peluso dice qualsiasi cosa di chiunque.

L'ho visto una volta e le assicuro che non ci tenevo.

Secondo il signor Peluso, lei è amico di Raffaele Cutolo.

Si è esibito alle sue feste private e quale compenso ha ricevuto

elevati quantitativi di cocaina. - Senta, Quarti.

- La coca me la compro da solo. - Lei era molto amico

anche di Francis Turatello, è così ? - Sì, non è mica un mistero.

Quindi ? L'hanno ammazzato in carcere

che c'entro io con tutto questo ? - Il mio cliente è un po' confuso.

Cinque giorni d'isolamento annebbiano chiunque.

Io sono lucidissimo, avvocato. Io un reato ho commesso.

Ho offeso Cutolo e me la sta facendo pagare !

Per quelli è una pacchia, fanno il nome mio e gli date il biscottino.

- E' disposto a collaborare ? - Sto qua apposta.

Va bene, collaboriamo... Come, però ?

Questo processo va ben oltre lei, Califa' !

Sono coinvolti molti personaggi, anche del suo ambiente, diciamo.

Ora...

Può aiutarci a fare chiarezza ?

Mi stai chiedendo di fare nomi ?

- Leva 'ste cazzo de mani ! - Franco, per favore !

Mi lasciate un momento col mio assistito ? Grazie.

Franco, tu adesso devi collaborare, capito ?

- Che devo fare, io ? - Collaborare.

Io nomi a caso non li faccio.

- Piuttosto, scrivo a Craxi. - Che ?

Scrivo una lettera al Presidente del Consiglio.

Prestami una penna, dai.

"Egregio Presidente del Consiglio..."

- Mo' glielo chiedo. - Daje, daje !

Oh, Fra' ! Dimmi un po'...

- Ci sei stato con la Fenech ? - Che vi siete giocati ?

- Un pacchetto di sigarette. - Fra', dicci !

- Dai, dai ! - Non so se mi va di dirvelo.

[VERSO DI DOLORE]

- Franco ! - Franco ! Guardia !

Chiamate un'ambulanza !

- Ha da accendere, dotto' ? - Certo.

- Non so davvero come ringraziarla. - Non deve ringraziare me.

Ha ragione. Mi ringrazi il Presidente.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Il regime di arresti domiciliari non prevede

di fare o ricevere telefonate. La linea è stata disattivata.

Non sono ammesse visite. Può ricevere lettere

che saranno preventivamente aperte da noi.

Capito bene ?

Vedo.

I miei... e pure stavolta è stato un piacere.

Dai, vi ho fatto vincere. Restate, no ?

No, mi dispiace. Dobbiamo andare.

- Almeno oggi. - Se fosse per noi...

Mi dispiace.

Fatti servire, che fai un lavoro di merda, dai !

- Beato te che sai canta' ! - Per chi canto

se non mi fate vedere nessuno ? In galera stavo meglio

non dovevo fare le pulizie, dai ! - A domani, Fra' !

Buon compleanno !

Eh... buon compleanno.

[TUONO]

Franco !

Tanti auguri, Franco !

Oh, mi senti ?

- Oh, Anto'. - Oh !

- Vuoi entrare ? - Perché, posso ?

Mi sa di no.

Comunque, il compleanno mio era ieri.

Mi pareva che era oggi.

Ti trovo bene.

Io a te no.

Stai bene ?

No.

Ci vediamo presto.

Ciao, Anto'.

Finalmente, è disposto a collaborare.

Lei sa tutti i cazzi MIA.

Probabilmente, saprà pure che, quando avevo otto anni

i miei mi hanno sbattuto in un collegio.

Assomigliava molto al carcere, sa ?

Ero un bambino silenzioso.

Pensavano fossi muto.

Invece, pensavo. Soprattutto a come evadere.

E, alla fine, sono evaso.

A nove anni, mi sono fatto quasi...

Cento chilometri a piedi.

Ancora non so come ho fatto a sopravvivere al viaggio.

Quando mi hanno messo davanti a mio padre...

Lui mi ha capito.

Da là, siamo diventati grandi amici.

Solo che poi è morto.

Gli ho promesso che sarei diventato un uomo libero.

E così ho fatto.

Troppo ? Può darsi.

Può darsi. Può darsi che, a furia di cercare questa libertà

nella mia vita, poi ho chiuso un cerchio, perché, di fatto...

Sono passato sempre da un carcere a un altro.

Un amore, una famiglia, un lavoro...

Tutte prigioni.

Io le chiedo solo un favore.

Ho bisogno di fare un disco nuovo.

E' tutto ciò che so fare.

Basta fare il giullare, ho bisogno di essere

e il miglior Califano possibile. La prego.

Incidere un disco significherebbe spostarsi ogni giorno.

Mi dispiace, ma è fuori discussione.

Immaginavo.

Vabbè, io ci ho provato.

Senta, le ho portato queste.

E' una raccolta delle mie nuove poesie.

Se le va di leggerla mi fa piacere, non le leva tanto tempo.

Sono corte.

Arrivederci.

"Due metri per quattro, una tavola di legno"

"un piatto di ferro, una coperta di guerra"

"un bugliolo di merda"

"cella d'isolamento."

- Califfo, lo fai il disco ? - Anto, e come no ?

- Facciamone due. - Ho pure rimediato un paio di musicisti

niente di che, gente che si scorda il gas acceso.

- Ma che davvero ? - Davvero.

# Impronte digitali

# Sulla stessa carta

# E il cuore ricucito un po' così così

# Trapasso quella porta

# M'hanno stracciato i pensieri

# Non certo uomini seri

# Sono solo da tempo e la mia vita mi costa tanto

# Difficile spiegare

# Che sei uno pulito

# Quelli che non sanno bene come hai sempre vissuto

# Se la legano al dito

# Il cuore mio sta pagando

# Chi l'ha colpito nell'ombra

# Vorrei portarlo più in alto

# E certe leggi sbagliate scavalcare in un salto

# Io volto pagina e cammino

# Cosa devo fare, non vedere più nessuno

# Andare sempre più lontano

# Sono ancora solo con il mio destino

# Vado sempre dritto, ma questo sembra sia un delitto

# Impronte digitali

# Foto contro il muro

# Un numero sul petto

# Ed i colori addio Diventa tutto nero

# Quando comincia è finita

# Si paga tutta la vita

# Sei in alto mare E non hai niente

# Nemmeno un salvagente

# Io volto pagina e cammino

# E anche se alle volte sono andato contromano

# Non ho ferito mai nessuno

# Voglio anch'io una donna che mi sappia amare

# E con i miei amici andare a farmi un avvenire

# Io volto pagina e cammino

# Cosa devo fare, non vedere più nessuno

# Andare sempre più lontano

# Sono ancora solo con il mio destino

# Vado sempre dritto, ma questo sembra sia un delitto

# Impronte digitali

# Impronte digitali #

Mamma mia, che spettacolo che è.

Bello.

Fighissimo.

[UNA PORTA SI APRE]

Allora ?

No ? Lo sapevo.

- Sì. - Sì, che ?

Sì, sì, ha detto sì.

Ha detto sì alla promozione del disco e ha detto sì a un tour.

Piccolo perché è piccolo, però almeno puoi girare l'Italia.

- Non ci credo. - Non ci credo nemmeno io, però sta scritto qua.

Poi mi devi spiegare come sei riuscito a portare dalla tua parte

il pubblico ministero. - Dai, Califfo.

- Ce ne andiamo in tour, eh ? - Vieni qua.

Il nervo sciatico, piano.

Abbracciami, però, piano.

Piano, piano.

Il mio cavallo vincente e adesso vi organizzo una bella tournée

di ventiquattro, forse anche trentasei date da nord a sud.

- No, voglio cominciare a Roma. - Già stiamo a Roma.

Sì, ma voglio tornare al teatro Parioli

quel concerto mi è rimasto qua. - E allora, signori, a Roma.

- A Roma. - A Roma.

Che c'è, Franco, non sei contento ?

Sì.

E' che chissà se viene qualcuno.

- Ti immagini il teatro Parioli vuoto ? - Ti sei impazzito ?

Sono anni che mi coprono di fango, Anto.

Chi me vuole più sentire ?

E queste qua che sono ? Fammi capire ? Bollette ?

No, quelle non ho il cuore di aprirle

secondo me sono tutti insulti.

Scusatemi.

Eccoci.

E' il momento della verità.

La gente non ti ha dimenticato, la voce ce l'hai ancora.

Il teatro è pieno.

Il mondo non ce l'ha con te.

Devi solo imparare a camminare con la schiena dritta

ripulirti le scarpe ogni volta che ti si sporcano di fango.

[BUSSANO ALLA PORTA]

Ma guarda che non è lui, quello è solo uno riccio.

Come non è lui, ma non lo vedi ?

- E' Maradona. - No, non può essere lui.

Gli stanno chiedendo un autografo, quello è Maradona.

Scusate, è ora.

- Andiamo. - Andiamo.

[APPLAUSI]

Grazie.

Grazie per essere qui, grazie per esservi ricordati di me.

Siete voi i miei veri giudici.

Se voi mi volete bene, io sono salvo.

# Ho una chitarra per amica e con voce malandata

# Canto e suono la mia libertà

# Se sono triste canto piano, se sono in forma suono forte

# Così affronto la mia sorte

# Se non amo grido abbasso anche se non mi è concesso

# Dico sempre quello che mi va

# Se voglio un corpo e un po' d'affetto

# Faccio un giro, cerco un letto e una donna che ci sta

# Chi mi vuole prigioniero

# Non lo sa che non c'è muro Che mi stacchi dalla libertà

# Libertà che ho nelle vene, libertà che mi appartiene

# Libertà che è libertà

# Vivo la vita così alla giornata con quello che dà

# Sono un artista e allora mi basta la mia libertà

# Da una finestra si affaccia una donna che un sorriso mi fa

# E' una di quelle, ma è bella e stasera mi va

# Passo un'ora in sua compagnia e poi vado via

# Non mi fido di nessuno, sono rose e crisantemo

# Suono e canto la mia libertà

# Se sono triste suono piano, se sono in forma canto forte

# Così affronto la mia sorte

# Una donna innamorata, anche quella più pulita

# Prima o poi le corna te le fa

# Tanto vale andare avanti e trattare con i guanti

# Solo questa libertà

# Vivo la vita così alla giornata con quello che dà

# Sono un artista e allora mi basta la mia libertà

# Da una finestra, si affaccia una donna che un sorriso mi fa

# E' una di quelle, ma è bella e stasera mi va

# Passo un'ora in sua compagnia e poi vado via

# Da una finestra si affaccia una donna che un sorriso mi fa

# E' una di quelle, ma è bella e stasera mi va

# Passo un'ora in sua compagnia e poi

# Vado via #

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