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Original subtitles

Ci siamo tutti?

Scendiamo qui!

Non gridare!

Esame di maturità di Àbel Trem

- Stai... registrando? - Ah... sì, ma…

Non è proprio un’intervista,

è più per essere sicura di non dimenticare nulla.

Beh, per prima cosa, presentati.

Parlami un po' di te.

chi sei, cosa fai e così Via.

Ehm... Sì.

Mi chiamo Àbel Trem.

Ho 18 anni...

E...

ho dato la maturità quest'anno...

|| Balaton va bene. Potremmo andarci quest'estate. Insieme.

Non mi caghi proprio?

Non mi hai risposto.

Ahh, sto impazzendo

Stai studiando?

Sto facendo la marmellata.

Ciao, papà.

Cos'è successo al frigorifero?

- In che senso? - Ha allagato tutta la cucina.

L‘hai staccato tu?

Eh...

Sì, sono stato io.

Come fa a esserci tutta quest'acqua?

Io… non lo so.

Ah, non lo sai?

Sei stato tu a staccarlo, si o no?

- Sì, l‘ho staccato io. - E perché?

Eh...

Perché… gocciolava già. Cioè perdeva acqua prima di staccarlo.

Va bene. Adesso riattaccalo!

Okay

Ecco.

Puoi andare.

Caprona.

Ho dimenticato cosa ti volevo chiedere.

Ehm... prima mi hai chiesto

- se fanno domande sul XXI secolo. - Sicuramente le fanno.

Non lo stavo chiedendo a te.

E…

Una domanda è:

"Come funziona il Parlamento Europeo nel XXI secolo?"

Bene. Allora, sentiamo:

Chi è il Ministro dell‘economia ungherese?

- Varga... - Ma ci sono due Varga!

- Giusto! - Mihàly Varga.

Esatto. Mihàly Varga.

Un bell‘uomo, allampanato, con gli occhiali.

Beh… spero di non doverli identificare dalle foto.

Sai chi era la Lady di Ferro? Margaret Thatcher?

Si, era la... presidente dell'Inghilterra.

No, il presidente sta alla Casa Bianca.

Lei era la premier inglese.

A proposito: chi è il presidente degli Stati Uniti?

- Il presidente è Biden. - Si! Lo zio Joe!

E quello della Francia?

- Emmanuel Macron. - Esatto.

Adesso una domanda difficile:

- Von der Leyen. - Ursula?

La presidente della Commissione Europea.

Già.

Se sai i nomi, la data, e l’evento storico la sufficienza la prendi.

Senti, Jakab non ti boccia se gli sai dire almeno queste tre cose.

- Mi fai vedere la marmellata? - Che? No!

Per favore...

- Non mi va di andare in cucina. - Passa su FaceTime.

Oh... Dio, guarda che faccia!

- Diciamo che non sei Gina Lollobrigida. - E chi è?

Mm...non lo so,

Lo dice sempre mio padre a mia madre quando lei si lamenta del suo aspetto.

Aspetta, me lo scrivo. Com'era? Gina Lollo...

Lollobrigida.

No, no, però adesso basta! Janka!

Devi tornare a studiare!

Àbel, devo andare.

Ricorda le tre cose.

Un bacio!

Ciao!

Hai fatto un brutto sogno?

Non me lo ricordo.

Non sono sicuro che fosse brutto.

- Buongiorno, scusate il ritardo! - Buongiorno!

- Jen6 Béresi. - Gyiirgy Trem, salve.

- Si può fare un po' più giallo? - Certo.

Un po' di più...

No, mi scusi... così mi sembra troppo.

Un po' meno...

Così!

- Più o meno. Quasi. - Ah-ah.

Siamo già al colore? Siete già a quel punto?

- Sì, abbiamo trovato il colore giusto. - Bene... Ottimo.

Dunque, avrei bisogno di sapere da lei qualcosa di più su questa casa.

Che tipo di casa è? Me la descrive?

E una casa molto bella.

Ci sono degli archi e le pietre posate a secco.

Il tetto ha una forma ondulata ad arco,

i gradini all'ingresso sono di pietra...

Il basamento è di pietre posate a secco.

- Dentro c'è un bel camina. - Un attimo, di che budget parliamo?

- Cento milioni di fiorini? - Esatto!

E poi, a sinistra del camino si prosegue

con una scala di legno, bellissima, che porta fin su,

al primo piano.

C'è un accesso al balcone, anch'esso fatto ad arco

con una porta a vetri a tre ante.

Ovviamente, anche il soffitto del soggiorno segue la stessa...

Scusi, Ia interrompa un secondo…

Questi dettagli sono così specifici che sembrano di un edificio già esistente.

Ah... Ma certo!

SÌ.

Quindi ha visto una casa del genere, già costruita nel modo che descrive?

- Esatto. - Bene.

Ci può mostrare una foto, magari?

Non qui, perché le foto sono nel mio vecchio cellulare.

Ma forse posso cercare...

Un articolo in cui potete… Ecco! Ecco, è questa!

E uno scherzo?

No. lo lavoravo quì.

Insomma, pulivo la piscina per loro.

- E me ne sono innamorata. - Mi sta prendendo in giro?

No! I soldi li ho...

Me li sono guadagnati, e un po‘ li ho anche ereditati.

Quella casa è il mio sogno. lo amo quella casa.

Quindi lei ci sta chiedendo di costruire una casa uguale a quella...

del Ministro degli Esteri?!

Si, in effetti è così.

Beh, sa, penso che la casa di Szijjàrté

costi molto più di quanto lei dispone.

SÌ, l‘ho pensato anche io, questo. Mail mio terreno è molto più piccolo.

Quindi, pensavo...

non possiamo solo faria più piccola?

- Ciao. - Allora, come va?

- Tranquillo, sta studiando. - Me lo auguro.

- Gli ho appena parlata. - Bene.

- Non ti preoccupare. - Devo comprare qualcosa?

Mi hanno offerto un ottimo lavoro.

Che studio?

-In Danimarca. -In Danimarca?

Qui sto diventando matto!

La gente è sempre arrabbiata, ovunque val.

Mia madre è un medico, ma in realtà fa la schiava.

- Sui mezzi pubblici è pieno di matti... - Va bene, adesso calmati, Balazs!

- Ho incontrato Fruzsi. E incinta... - Ah, ecco spiegata l'ansia!

Non abbiamo tempo da perdere!

Tieni. Vai a scansionare questi.

Ma porca!

Ma... Che diavolo c'è per terra?

Ciao, papà!

Hai spento tu il frigorifero?

No…

Ah, quindi è successo che si è spento da solo, così?

Almeno la presa e attaccata?

Ci guardo.

Adesso... è attaccata.

- Questo frigo e un rottame. - Certo, come no!

Lo sai quanto costano? Mica possiamo comprarne uno al mese!

Hai studiato?

Certo. Ma ora continuo.

Aspetta un attimo!

Ti ho preso una barretta.

Grazie.

Accidenti...

Si, continua a friggere tu!

Le gonfiano d‘acqua, tanto noi proletari le mangiamo lo stesso!

- Ciao, Gyuri! - Ciao!

Cos'è questa puzza?

Accendi la cappa!

Stiamo appestando tutto il palazzo.

Ecco fatto, adesso è accesa!

Il ragazzo? Studia?

Lo spero proprio. E nella sua stanza.

- Dammi, faccio io. - No, lascia!

- Okay allora affetto i pomodori. - Non ce n'è bisogno! Faccio io.

Tesoro, vuoi fare tutto da solo?

Perché intanto non vai a cambiarti? In genere ti perdi in bagno.

- SÌ, e devo anche stendere il bucato. - Quello si può fare dopo!

Le uova fritte non sono buone fredde.

- Non credo siano inglesi. - Saranno dei norvegesi perfettini.

Magari sono appena arrivati. Sono appena atterrati.

Non hanno ancora visto niente della città.

Questa è l‘unica cosa che gli invidio...

Stanno per arrivare alla fine di via Mésziily poi gireranno a sinistra...

due passi verso piazza Gellért...

e poi vedranno il Ponte della Libertà illuminate...

Tutta la nostra magnifica città.

A meno che il sindaco non mandi al diavolo anche questo.

Mi sembrava proprio un bel discorso il tuo, ma poi…

trovi sempre il modo di infilare la politica dappertutto.

- Non puoi lasciar stare per una volta? - Ma è proprio questo il punto, tesoro.

Presto crolleranno paesi interi.

Un paese non può crollare.

Perché poggia sulla terra. I paesi sono la terra.

Beh, io vado dentro.

L'importante è far passare domani...

Peti! Mi scusi tanto. Vieni, Peti!

- Di niente. - Mi dispiace.

Dai Peti, andiamo a casa.

Dorka!

Aspetta, aspetta!

Che c'è?

- Ti ho detto che oggi l'auto serve a me. - Me l‘hai detto? Quando?

Oggi intervista Hargitai, te l'ho detto di sicuro.

E allora?

Mi sono accordato per portare Magis e la sua roba.

- Chi è Magis? - L'operatore!

Devo andarci in auto.

Cioè adesso io e i bambini dobbiamo scendere e prendere l‘autobus?

Te l'avevo detto. Ne avevamo parlato.

Invece no… anzi non dico niente.

Ma non sei capace di organizzare niente!

Johanna rischia di fare tardi. Ted è già in ritardo.

Vi faccio uscire dall‘altra parte, va bene ragazzi?

- Se vuoi posso chiamare un taxi. - No, lascia stare!

- Quando finisci l'intervista? - Verso le cinque.

Eh no!

Ted finisce la lezione di musica alle 16:45.

Johanna è in piscina fino alle 17... A Vàrosmajor, non dietro l‘angolo.

Oggi pomeriggio viene a prendervi papà, ok?

Cos'è? Una specie di vendetta?

Vendetta? Qualcuno deve andare a prenderli.

Non era nei tuoi piani, signor professore di storia dei miei stivali?

Dal, mi dispiace!

Ero sicuro di avertelo detto.

Mi dispiace, scusa.

- Mi raccomando! - Va bene, ciao.

Bene! Uno, due, tre e…

Buongiorno, professore.

Buongiorno, Janka.

L‘hai riportato indietro?

SÌ, non sono riuscita a finirlo, però mi è piaciuta.

Hai preso appunti?

Oh! No, ho solo... No.

Peccato...

Professore, io voglio stare con lei.

- Come? - Voglio mettermi con lei.

Non conta la differenza di età.

Diciannove anni non possono separarci.

Sono le convenzioni sociali che ci separano,

e questo è ingiusto! lo so solo che...

sento le stesse cose da quando l'ho vista perla prima volta quattro anni fa

e non ho mai provato qualcosa del genere per nessun altro.

Oh, wow...

Beh...

Ti ringrazio per avermelo detto... lo rispetto i tuoi sentimenti, Janka.

Ma non si tratta solo dei diciannove anni, sal.

- E di cosa allora? - Una relazione coinvolge due persone...

Ora, da quanto ho capito, io dovrei essere una delle due, giusto?

Ma io... ho una moglie e due figli.

Siamo una famiglia, lo sai.

Ma... non mi fraintenda, tutti le vogliono bene a scuola,

lei dice che ha una famiglia...

Ma non c'erano alia serenata, ai balli della scuola, non hanno mai...

Quindi? Perché avrebbero dovuto? Non vedo il nesso tra le cose.

Beh, qualcuno pensa che lei sia gay professore.

lo so che non lo è.

E tu lascia che lo credano. Non me ne sono mai preoccupato.

Vedi, ci sono insegnanti che mischiano la vita privata e quella professionale.

E invece io non sono così. Preferisco così.

Va bene, ma allora lei…

non mi trova per niente attraente?

No, mi spiace.

Non voglio ferire i tuoi sentimenti.

Per me sei una ragazza capace e intelligente.

Non riesco a vederti come una donna.

Mi dispiace.

Capisce.

Va bene.

Allora, ci troviamo qui in Piazza Széna.

Torna spesso dove ha combattuto contro i carri armati sovietici?

No, mi sono trasferito a God molto tempo fa.

Però, se mi sta chiedendo che cosa ricordi di quei giorni,

posso dirle che è tutto ancora molto chiaro.

Ha preso parte alle manifestazioni del 23 ottobre del 1956

o si è unito ai manifestanti in un secondo momento?

Credo che il modo giusto di porre la domanda sia:

"Quando nel nostro sviluppo intellettuale abbiamo deciso di affrontare il tema...

E siamo arrivati a dire quel 'No'?"

- Perché, in questo caso... - SÌ, scusi, ma...

E importante ricordare

le diverse fasi della rivoluzione e delle manifestazioni.

Ovviamente l'organizzazione non era del tutto consapevole,

anche se alla fine ebbe successo,

almeno finché l'Ungheria non venne attaccata dalle forze sovietiche.

Sarebbe bene entrare nei dettagli per conoscere meglio la dinamica degli eventi.

Se è questo che vuole sapere...

A cena avevo mangiato gnocchi di prugne.

Ricordo perfettamente il sapore che avevano.

E... questo il 23?

Accadeva il 24 ottobre.

Non riuscivo a dormire quella notte,

sono scappato di casa e mi sono unito agli eroi di Piazza Széna.

- II 24 ottobre? - Sì.

La sera del 24?

Povera stella! Gliel'ho detto! Si!

Capisce. E dopo cos'è successo?

Dopo abbiamo preso il vagone del treno nella stazione Déli

per farne una barricata. Vi ho preso parte anch‘io.

E... tutto questo è successo sempre il 24 ottobre?

No il 25! Come sarebbe potuto succedere il 24?

La sparatoria al Parlamento, la Radio. Non c'era ancora una strategia.

Mi scusi.

lo so chela base a Piazza Széna si è creata il 26 ottobre.

Davvero? Lei c‘era?

La barric... cioè il vagone è stato portato lì solo più tardi, il 27 ottobre.

Se lei conosce la storia così bene, allora cosa vuole da me?

- Scusi, volevo solo fare ordine. - Abbiamo finito quì.

- Lei ha davvero passato il limite! - Mi scusi...

Prima mi implora di venire qui!

Poi ha la sfacciataggine di presentarsi in ritardo,

e mi vuole anche dare lezioni!

- Non volevo darle lezioni, scusi! - Vada a quel paese!

Le chiedo scusa!

Papà?

Papà!

Oh, attenzione Ted!

- Che succede? Si è rovesciato qualcosa? - SÌ, esatto.

- Mi dispiace. - Non fa niente.

Oh, cavolo!

- Non fa niente, è solo acqua! - Solo cinque minuti, va bene?

- Mi servono altri cinque minuti. - Va bene.

Lasciamo in pace papà, deve finire di lavorare.

- Hai finito i compiti? - Sì.

Bene.

Nessun altro ha avuto problemi con lui,

penso che sia successo anche a causa di mio padre. Non so.

Ok!

- Andava bene? - Sì, alla grande! Dawero.

- È ancora acceso? - Oh, che scema.

Bari è appena uscita, quindi sono la prossima.

Mi racconti una storia o qualcosa del genere?

- Cosa ti racconto? - Non so, qualcosa che mi distragga.

Va bene. Ehm...

Queste scarpe sono nuove.

Mia madre le ha comprate qualche giorno fa. lo neanche c‘ero.

- Mi sembrano carine, no? - Non mi piacciono per niente…

mi fanno venire le vesciche e…

sembro un avvocato quando le metto.

Un avvocato?

Perché hai paura di sembrare un avvocato?

SÌ, non voglio passare per qualcuno che non sono...

"Perché vuoi... solo essere una faccina."

Una cosa?

Niente, è una canzone rap.

Janka Szabadi.

Buona fortuna.

Abel Trem.

Abel!

Grazie.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Qual e l'argomento?

Il numero sel...

"La Rivoluzione industriale nell‘era moderna."

Mi dispiace, ma io...

Non la so.

Ne sei proprio sicuro?

- Pensaci bene. - Penso di si.

Vuoi scegliere un altro argomento?

SÌ.

Va bene, e una possibilità prevista,

ma devo informarti che il voto non potrà superare la sufficienza piena.

Va bene?

II mio argomento e "L'Età delle scoperte geografiche."

L'Età delle scoperte e un periodo che va dal XV al XVII secolo...

Si ritiene che il primo tra gli esploratori ad avere pieno successo,

sia stato Cristoforo Colombo, che il 12 ottobre 1492,

per primo raggiunse l'isola di Hispaniola...

mentre i portoghesi non si dimostrarono interessati...

...I coltivatori trattavano i bambini afroamericani come giocattoli viventi.

E stata un‘esposizione perfetta! Assolutamente perfetta.

Professore, veramente impeccabile!

Sono molto fiero di te, Janka.

SÌ, ti faccio i complimenti a nome della commissione.

Non devi piangere, Janka!

Hai fatto un esame straordinaria, brava...

Abel Trem!

Qual e l'argomento?

Giulio Cesare.

Qualcosa non va, Abel?

Vuoi un bicchiere d‘acqua?

Abel...

Guardami.

Non c'è niente di cui preoccuparsi.

Fai un bel respiro, e quando vuoi comincia.

Di quale periodo parliamo?

Vuoi un atlante storico?

C‘è qualche problema, Abel?

Abel...

Perché porti la coccarda tricolore?

Signora, vuole sedersi?

No, grazie, resta seduto.

Hai appena fatto l‘esame di maturità?

Per fortuna ci sono ancora dei patrioti.

Ciao, papà.

Sei già tornato…

Eh già.

Mi spieghi cos'è successo, per favore?

Di‘ qualcosa! O hai fatto il voto del silenzio oggi?

Sei stato bocciato all‘esame di maturità!

Sai chi si fa bocciare all‘esame di maturità?

Mi è capitata...

...la Rivoluzione industriale, all‘inizio.

La Rivoluzione industriale, e allora?!

Era un argomento un po'…

Non e che non lo sapessi, e che...

Non mi sentivo molto sicuro.

Così ho detto subito che volevo scegliere un altro argomento.

Qual era l‘altro argomento?

- La seconda Rivoluzione industriale? - No…

Era Giulio Cesare e il...

- "Giulio Cesare e il?" - |I...

Nonti ricordi neanche il titolo dell‘argomento?

Sai chi si e fatto bocciare in questa famiglia?

Nessuna.

Davvero. Nessuna.

Perfino quell'idiota di tuo cugino e riuscito a cavarsela in qualche modo.

E una vergogna!

Quindi anche su Giulio Cesare non sapevi niente.

Non sapevi neanche quello?

- Non sapevi neanche quello. - Sì…

- Lo sapevo, ma... - Ma cosa?

Hai deciso che vuoi diventare uno spazzino? Beh, accomodati!

Puoi raccogliere la spazzatura peril resto della tua vita!

- Tu non eri lì, papà! - Ah, non ero lì?

Ho già fatto gli esami di maturità! Come tutti in questa famiglia.

Ma tu non eri lì, papà!

Per sei mesi mi ha preso di mira,

da quando ci hai litigato ai colloqui con i professori!

Non che prima mi piacesse, quel buffone presuntuosa.

- Cos'è questa scemenza? - Non e una scemenza!

E va bene...

Giulio Cesare. Dal, cos‘hai detto su Giulio Cesare?

Non sono riuscito a dire una parola, quello ce l'ha con me.

Jakab... Mi odia... Ci odia.

- Ce l'ha con me. - Certo. Per questo sei andato male.

Sono andato male per questa, papà!

Per questa!

Era evidente...

quello che pensava: "Il figlio di quell'idiota fidessino."

Si e messo a ridere perla coccarda...

Non ho capito. Che stai dicendo?

- Sulla giacca avevo ancora la coccarda. - La coccarda?

Tu non eri lì, papà!

Mi ha addirittura chiesto: "Che cazzo e questa..."

Che cosa ti ha chiesto?

Mi ha chiesto:

”Perché hai addosso la coccarda?"

Adesso devo uscire.

Durante l'esame?

Cosa?

- Te l'ha chiesto durante l'esame? - Esatto, si.

Non e possibile che tu non sappia la Rivoluzione industriale.

- Ciao... - Ciao, mamma!

- Sto uscendo. - Aspetta, mi ha chiamato tuo padre.

Mi ha detto tutto.

Guardami.

Guardami. Guardami negli occhi!

E così che e andata?

Perla coccarda?

SÌ, devo andare.

Ciao, ragazzi!

- Ciao, ragazzi! - Ciao!

Ciao, Abel! Dove cavolo eri finito?

Sono passato a casa. Dov'è Janka?

- Da qualche parte... laggiù. - E completamente sfatta.

- Tutto bene? - Sì, sì. Grazie.

Janka...

- Come stai? - Sto bene.

Janka...

Io ti amo.

E un peccato che non verrai all‘università.

Già…

Quando puoi rifare l'esame?

Non ne ho idea.

Non hai nemmeno chiesta?

Certo però che non dire una parola e stato molto stupido!

Lo so.

Qual e la cosa più stupida che hai fatto nella vita?

La più stupida? Non ne ho idea.

Perchè... Màté mi ha invitato a dare da mangiare ai gabbiani sul Ponte Margherita.

Penso che la cosa più stupida che ho fatto sia stata innamorarmi di Jakab.

Devo essere proprio scema.

Allora, non Vieni?

Non posso... devo portare mia sorella piccola al festival.

E tu invece?

Invece cosa?

Qual e la cosa più stupida che hai fatto? Hai inventato tu questa cavolata!

Beh...

Non ci ho pensato...

La cosa più stupida potrebbe essere quella che non ho ancora fatto.

Bella risposta.

Mi sa che vado a dormire ora.

Sono davvero stanca.

Figurati!

Ciao!

Ciao, stupidone.

Jakab! Non ci siamo svegliati.

Porca miseria...

Ragazzi! Bisogna alzarsi!

Mamma e papà hanno dormito troppo, quindi dobbiamo sbrigarci, ok?

Ted! Jojé!

Veloci! Cacca, pipi, lavare i denti!

Per favore, Jakab, prendi il burro e il salame.

Va bene, dammi un attimo, sto ancora aprendo gli occhi.

Puoi lasciare la macchina a scuola, dopo aver portato i bambini?

|I burro non c'è.

L‘ho comprato ieri. Guarda sul ripiano di mezzo.

- Ah, eccolo. - Già, non lo sai che e sempre lì?

- Allora, me la porti? - Cosa? La macchina?

Ted, dimmi che non sei ancora a letto!

Scusate il ritardo.

Come va? Tutto bene?

Màrta...

Chiedo scusa, buongiorno!

- Va bene, buongiorno. - Ciao, Marci, mi dispiace.

Mi fa piacere che finalmente tu sia arrivata...

Cominciamo!

Màté, ti chiedo scusa.

Prego, puoi iniziare.

L‘argomento che ho estratto e di cui parlerò e l'origine del bipolarismo.

Vorrei partire dagli antefatti: dopo il 1945, alla fine della Seconda Guerra Mondiale,

si creò un sistema di relazioni internazionali di tipo bipolare,

e l‘Europa si divise in due parti.

Una divenne parte dell'Unione Sovietica, l‘altra seguì gli Stati Uniti.

Riguardava gli affari, e per limitare... il numero di ebrei...

Non avevano la libertà di decidere se restare all‘interno del partito.

Possiamo dire che tra il XV e il IX secolo

circa 20 milioni di afroamericani furono deportati in America.

Se hai bisogno di ripassare gli appunti, puoi prenderti altri 5 minuti.

Molti pensatori iniziarono a riflettere su cosa sarebbe stato buono perla società.

Così nacquero molte ideologie politiche tuttora esistenti...

Forse la principale e… il liberalismo che...

ha a che vedere con i principi di libertà,

col fatto che tra tutti i cittadini ci sarebbe Uguaglianza.

|I conservatorismo mira invece... a preservare diciamo i vecchi principî,

e a sostenere la cultura.

Sentì...

Non potevamo promuovere quel ragazzo?

No.

- Posso ancora modificare il voto. - Sentì, Marci...

Abbiamo cercato di aiutarla. Gli abbiamo chiesto cosa non andasse, non ha risposto.

Non ha usato neanche i suoi appunti, niente.

Questo ci rovinerà le statistiche.

- Ci vediamo. - Ci vediamo.

Quindi avete già un accordo. Mi sembra perfetto!

Cioè io ti assuma...

Ti insegno il mestiere, ti cresce, e tu scappi appena le cose si mettono male.

Ma e fantastica! Scusa, mi dici che tipo di problemi hai?

Ogni tipo.

Queste sono stronzate, ragazzo mio.

La libertà. Questo e il tuo problema.

Ecco, lo sapevo che non avrebbe capito!

lo voglio andare avanti. Vorrei provare ad arrivare da qualche parte.

Allora vai da qualche parte! Non so, per esempio...

Vai in Danimarca! Mh?

Anzi andiamo tutti in Danimarca! Tutto il paese dovrebbe andarci!

E quando ne avremo abbastanza, faremo di nuovo i bagagli per andare,

facciamo negli Stati Uniti!

Quando ci saremo annoiati anche lì andremo in Madagascar E poi su Marte!

Mio padre voleva diventare architetto.

L‘hanno licenziata.

Sal, veniva da una famiglia nobile... e stato licenziato...

solo perla sua storia, le sue origini.

Poi e arrivato il 1956. Poteva andarsene.

Ma e rimasto quì.

Se fosse partito avrebbe perso la sfida.

D‘altronde c‘era la sua famiglia quì. C‘eravamo noi.

Ha trovato lavoro in un cantiere. Con una laurea in ingegneria.

Portava la malta.

Stava costruendo il socialismo a mani nude.

E anche se tu non eri ancora nato, lo stava costruendo pure per te, ragazze!

Poi ha lavorato alla ristrutturazione del Ponte della Libertà.

Non sapremo mai come sono andate le cose,

ma Ufficialmente era ubriaco ed è caduto.

E morto durante la ristrutturazione del Ponte.

E da allora, ti assicuro...

sono orgoglioso che sia rimasto quì.

Per cui quando un fricchettone se ne esce con cose tipo la Danimarca...

Allora mi viene in mente la sua storia.

C'è qualche novità?

Va bene, allora aspettiamo.

Ciao.

Allora? E uscito?

Com‘è andato? Dimmi, che aspetti!

Dal, dimmelo!

Bocciato?

Va bene, ne parliamo a casa.

Che diavolo c'è che non va?

Ciao papà.

Sei già tornato?

Ho come un ticchettio quì.

E sento una pressione...

sul petto, quì...

Non riuscivo a respirare.

E polle vertigini...

Ma ora stai bene?

SÌ, ora si.

Ho un forte mal di testa.

Mio figlio e stato bocciato.

Abel?

All‘orale di storia.

C'è questo insegnante di storia... credo di averti già raccontato di lui...

Insomma, questo, per usare un eufemismo...

…e un coglione.

No, sul serio!

Gli insegna l'olocausto dalla A alla Zeta.

Li porta a vedere "Il figlio di Saul" e la Casa del Terrore.

Non sto scherzando...

Non te ne ho mai parlato?

Sono andati alla Casa del Terrore per vedere la mostra sull'Olocausto,

da cima a fondo.

Ma non e rimasto tempo perle vittime del comunismo.

"Oh, quei quarant'anni non sono così interessanti!"

Hanno visto un film degli anni '60, hanno ascoltato una canzone punk,

e si sono fatti una bella risata. Tutto qua!

Ripeto, non scherza...

Devo averti parlato di questo soggetto!

Ci ho anche litigato ai colloqui con i professori.

Beh...

Ho capito...

Un liberale... un giovane liberale, se ho capito bene.

Ha poco più di 40 anni.

Ma aspetta! Adesso arriva il bello.

Mio figlio portava la coccarda tricolore.

La coccarda?

SÌ, gli era rimasta sulla giacca.

Mi ha detto che lo hanno bocciato per questo motivo.

Che l‘hanno preso in giro.

So che Abel non e uno studente modello, ma non e uno stupido.

Il professore gli ha proprio chiesto: ”Perché porti la coccarda?"

”Perché porti la coccarda?"

Tu guarda se mi devo misurare la pressione pure io!

Adesso non parlare, Gyuri, per favore.

Veniamo insultati ogni santo giorno...

O sono i belgi...

o i tedeschi, o i francesi.

Una volta siamo nazisti,

poi ci accusano che siamo comunisti e tutto quello che gli frulla in testa.

Essere ungheresi... bella storia.

Solo che...

Ora che farà mio figlio?

- Buonasera. - Buonasera.

Salve...

Tiiriik Ignàc numero 9, per favore.

La ringrazio, buon pomeriggio.

Arrivederci, dottore, altrettanto!

- Ciao. - Ciao.

Ehm... Scusa il disturbo, mi chiamo Erika Hajnal.

- Anna Aulich. - Molto piacere.

Sentì, anche se la cosa può sembrare un po' imbarazzante,

sono la tua vicina. Abito sotto di te...

E ho sentito... cioè ho ascoltato per caso una conversazione che hai avuto...

Oddio, sono così sottili le pareti?

No, voglio dire... che la finestra era aperta.

- C'è quella specie di canna fumaria... - Intendi iI cavedio?

Buongiorno, sono Erika Hajnal, sono una giornalista del Magyar Napok.

Buongiorno. Mi dica.

Ehm... potrebbe sembrare un po' bizzarre... ma...

SÌ, ho avuto il suo numero dalla sua parrucchiera.

Si, ha avuto un cliente l‘altro ieri,

che le ha raccontato di un ragazzo che aveva fatto la maturità.

- Il ragazzo con la coccarda? - SÌ, quello.

Sa per caso chi fosse il cliente?

chi ha detto di essere?

Sono Erika Hajnal, una giornalista di Magyar Napok.

E vuo/e scrivere un articolo? Perche' non vorrei essere citato.

No, no, assolutamente!

Cioè, sto scrivendo un articolo, ma questa e una conversazione privata...

Non e Un‘intervista o altro.

Mm-mh, capisco...

Mi pare che fosse un medico,

l'ho caricato a Ùjpestat su via Kiraly.

Credo che fosse successo al figlio di un suo paziente.

- Se non sbaglio. - Mm-mh.

Ambulatorio medico in via Kiraly a Ujpest

Cerco informazioni su un ragazzo

che all‘esame di maturità aveva la coccarda tricolore. Mi chiedevo se...

Stupenda, quindi e lei.

Magyar Napok.

Ah! SÌ, grazie. Facciamo del nostro meglio per quello che possiamo.

Ehm... Un articolo.

Mi ripeterebbe il nome del suo amico?

Gyiirgy Trem... E il nome del figlio lo sa?

Abel...

Pronto, ciao Sandor!

So che oggi c'è la riunione di redazione, io ho una storia intrigante tra le mani.

SÌ…

Ciao.

Uhm...

E roba forte. Sentì, ora non ho molto tempo.

Ti dico dopo, all'inaugurazione della statua.

Sì, la targa commemorativa.

Sarò lì dalle 14. Promessa... SÌ!

C‘è nessuna?

Permesso?

- Buongiorno. - Buongiorno, signora.

Mi scusi, non so se sono nel posto giusto,

ma forse lei può aiutarmi.

Abel Trem frequenta questa scuola, vero?

E mi scusi, lei e della pulizia?

No, no, assolutamente!

- E per un articolo sull‘esame di maturità. - Capisce.

La ringrazio peril suo interesse.

Il fatto e che normalmente... richieste come queste devono…

possono essere gestite solo per iscritto,

perché anche noi…

dobbiamo chiedere un'autorizzazione all'ufficio centrale, quindi...

Cosa intende per ufficio centrale?

Il distretto scolastico.

Ma aspetti, ecco il preside, forse lui può aiutarla...

- Buongiorno. - Buongiorno a lei. Mi dica tutto.

La signora qui, e una giornalista e...

varrebbe scrivere un articolo sull‘esame di maturità.

Purtroppo non possiamo rilasciare dichiarazioni senza autorizzazione.

SÌ. L'ho scoperto ora.

Qualsiasi dichiarazione è soggetta a un'autorizzazione.

- Per quale testata scrive? - Magyar Napok.

"Magyar Napok..."

- Cerco informazioni su Abel Trem. - Perché scrivere di uno studente bocciato

quando abbiamo la palestra in condizioni pietose?

Perché aveva la coccarda nazionalista.

- Come, scusi? - Sì…

Mi risulta che la coccarda abbia contribuito alla bocciatura.

Questa e un'enorme idiozia!

Come ho detto non posso rilasciare dichiarazioni, e tra l‘altro non ero lì...

- Non ha registrato vero? Col suo telefono? - No.

Abbiamo avuto una conversazione privata, niente di ufficiale.

Se intende usarla mi mette nei guai.

- Per favore non la usi, ok? - Va bene.

- Scusi peril disturbo. - Devo scappare, ho degli impegni!

Pronto? Ciao, Abel! Mi chiamo Erika Hajnal.

Sono una giornalista, e vorrei chiederti se...

Ti disturbo?

Ciao, Sandor...

Ho fatto tardi.

Mi dispiace.

Ascolta, se avessi voluto inventare una baila, ti avrei detto che ero malata!

Uno studente e stato bocciato all‘esame di maturità...

perché indossava |a coccarda!

Che vuol dire “Allora"? Non dirmi che non e una storia!

Dobbiamo faria uscire ora perché siamo in pieno periodo di esami!

Pensavo stasera 0… domattina al massimo.

Pronto? Buongiorno, professare.

Sono Erika Hajnal…. sono una giornalista... La disturbo?

Vorrei scrivere un articolo sull‘esame di storia di Abel Trem.

Non può o non vuole?

Scrivo per Magyar Napok.

So che non può rilasciare dichiarazioni, ma e importante. E di pubblico interesse.

Per via della coccarda.

Capisce. Capisce, mi scusi.

Va bene, magari proverò a ricontattarla.

Abel?

- Ciao. - Ciao.

Sono Erika. Ci siamo sentiti al telefono.

- Abel. - Grazie di essere venuto.

- Scusa il ritardo, brutta giornata. - Non preoccuparti.

- E da molto che aspetti? - No.

Bene, meglio così!

- Mi offriresti una sigaretta? - Certo, prendi pure!

- Salve, cosa posso portarvi? - Salve...

Per me un caffè e un bicchiere d‘acqua, per favore.

Scusate, questa area e per non fumatori.

Non avete letto? | posacenere sono la dietro.

- Scusi, non avevo visto. - Roba da non credere!

Ok, andiamo prima che ci picchi.

- Le prendi tu quelle? - Non ha preso la mia ordinazione.

Secondo me fanno proprio un corso per diventare così!

- Da noi e lo stesso! - Da voi, cioè?

- Sono della Transilvania. - Ah, forte!

Già.

Allora...

Cominciamo.

- Stai... registrando? - Ah, si, ma...

Non e proprio Un'intervista, e più per essere sicura...

di non dimenticare qualcosa.

- Giusto così, per sicurezza. - Ok.

Ok! Allora... per prima cosa presentati.

Parlami un po' di te. Chi sei, cosa fai e così Via.

Ehm... SÌ.

Beh,

mi chiamo Abel Trem.

Ho 18 anni...

E ho dato... la maturità quest‘anno, cioè, avrei dovuto darla ma poi…

SÌ, come sono andati gli esami? A parte quello di storia?

Le altre materie sono andate bene.

Ho preso "eccellente" in letteratura.

- Ottimo! - No, scusa.

- Era in storia dell'arte ”Eccellente". - Va bene lo stesso.

|n letteratura solo "buono". E in matematica la sufficienza piena.

Complimenti. lo ero una schiappa in matematica.

- Quindi bravo! - Grazie.

Quindi tu... avevi addosso la coccarda, giusto?

- Giusto... - Perché?

Beh...

A dire il vero, e rimasta sulla giacca... per caso dalla festa del 15 marzo,

e ho dimenticato di toglierla.

E dura, no?

E dura... in che senso?

Nel senso... beh...

Mio padre e stato preso a colpi in testa, durante i festeggiamenti del 15 marzo.

L'hanno... preso a sberle?

Esatto... preso a sberle.

Non mi ricordo. Ero piccola quando ho sentito questa storia.

Non ero lì... già.

Ma ho letto che questo succedeva anche in Ungheria

durante il socialismo. Insomma... E dura.

Parlami di questo professare.

Oggetto: Portava |a coccarda A: sandor@magyarnapok.hu

Ciao, Sandor!

In allegato il pezzo sul ragazzo che indossava |a coccarda alla maturità.

Attendo un tuo riscontro, buona serata, Erika.

Allora? Racconta.

- Ok! - Sputa il rospo! Cos'è successo?

Mamma te l'ha già detto?

Sì, ma voglio sentir/o da te.

SÌ, ho iniziato a fumare.

Ma perché?

So che è la domanda più stupida del mondo, ma mi spieghi perché?

- Eh? - Perché si!

Cosa te ne viene di buono?

Ti si rovina la voce, la pelle, i polmoni...

Ti ammali di più, s'indebolisce il sistema immunitario. Vado avanti?

Va bene, lo so! Ma non fumerò per sempre, solo che adesso...

Aspetta un attimo, mi squilla il telefono...

Abbasso il volume, solo un secondo!

Pronto! Ciao!

- Ciao, Erika! - Ciao, Sandor! SÌ?

L’articolo è fantastico, complimenti!

Davvero? Quindi ti e piaciuto?

Domattina lo mettiamo in apertura.

Sarà il pezzo più importante.

E… e stupenda!

Quindi, va bene così? 0 devo fare ancora qualche modifica?

ci dobbiamo lavorare un po’sì.

Dobbiamo trovare un titolo e...

...modificarlo un po’, aggiustarlo qua e la.

Ma comunque è dawero buono.

Ok, se c'è qualcosa che posso fare, lo faccio volentieri...

Adesso ho l’articolo qui davanti, ci penso io.

Va' a riposarti, adesso.

- Sicuro? Perchè... - Si, va bene così.

Va bene. D'accordo!

- Allora... ci vediamo domani. - Bene, Erika.

A domattina, certo. Buonanotte!

Buonanotte anche a te. Ciao ciao!

Ciao ciao.

Ho sentito bene?

Ho sentito bene?

A quanto pare!

Allora, congratulazioni, ragazza mia!

Anche se questo non ti salva dai danni del fumo!

- Certo, certo! - Congratulazioni!

Grazie!

SÌ, pronto, Erika...

- Ciao. - Ascolta...

- Sono Abel. - Sì, ciao Abe].

Allora, ti volevo…

- Ho visto il tuo articolo e... - c'è qualche refuso?

- No no no, e solo... - Si...?

Esolo che quel titolo... E un po' troppo forte.

Ah, sì, il titolo! L’ha deciso il caporedattore.

|I caporedattore?

Si, io non posso farci niente... Quindi, si.

- Ok, non si può chiedere di cambiarla? - No.

Purtroppo non abbiamo voce in capitolo sui titoli, è lui che li decide.

A Budapest uno studente è stato bocciato agli esami di maturità

perché indossava la coccarda tricolore, così scrive Magyar Napok.

Secondo il giornale, lo studente del liceo Dsida Jen6

si è presentato all’esame con la coccarda appuntata sul/a giacca.

Il professore gliene ha chiesto la ragione,

e la commissione esaminatrice ha bocciato il ragazzo,

che ha poi raccontato l’episodio alla redazione di Magyar Napok.

Al momento, ne' la scuola ne' il professore hanno rilasciato dichiarazioni.

Come siamo arrivati a questo punto, Jakab?

E ridi? Tu ridi, anche? Non puoi ridere!

Ma allora non ti rendi proprio conto!

Sono io che devo parlare col padre del ragazzo!

Sono io che ci parlerò. Sono io che riceverà messaggi da...

Sai da dove mi arriveranno i messaggi? Lo sai?

Non riderai quando ti diranno che sei stato licenziato.

Non sarà tanto divertente!

Scommettiamo che non riderai?

- Santo cielo, Marci, dal! - “Marci" cosa?!

Non sai dire altro, ma porca miseria.

Il ragazzo si e tenuto addosso la coccarda.

Non c‘era nessuna rivendicazione politica o di estrema destra.

C‘era scritto anche nell‘articolo.

- Dobbiamo rilasciare una dichiarazione. - Una dichiarazione su cosa?

Beh, una dichiarazione su...

Ma che cosa ne su! Magari delle scuse formali da parte tua!

Aniké! Aniké! Le prove del coro?

Le facciamo a giugno con la scuola che riapre a settembre!

Aniké! Aniké! Andiamo!

Non ci posso credere...

Marta!

Tu che eri presente. Per favore di' cos'è successo.

Certo, certo... Beh... lo era presente...

Posso capire la sua tensione, preside.

La comprendo benissimo... è palpabile.

E capisco anche la gravità della situazione.

Ma analizzando i fatti direi anch‘io...

Che quella coccarda c'era, sulla giacca.

E che soprattutto il ragazzo...

Ha fatto...

Ha fatto... proprio scena muta.

Ci faranno a pezzi, lo so.

E io che volevo…

Porte e finestre nuove...

Le rastrelliere perle bici!

O organizzare una gita scolastica a Kaiserslautern.

Devo essere proprio matto.

Vedrai che da domani non ne parlerà più nessuna.

Portare la coccarda all‘esame di maturità, lei cosa ne pensa?

Mi intristisce un po' che la nostra coccarda venga disprezzata.

Per me e un elemento positivo, mi fa sentire bene portare addosso…

...un simbolo che dimostra che sono ungherese.

II 15 marzo e il giorno in cui ricordiamo la Rivoluzione Ungherese del 1848.

Penso che sia vergognoso... punire qualcuno perché la indossa.

È come se a qualcuno strappassero la croce dal collo.

Se l‘hanno trattato così male...

Dubito che intraprenda Un'azione legale.

Anche se potrebbe, anzi dovrebbe farlo per me.

Personalmente provo un sentimento forte di unità nazionale.

Non posso e non voglio nasconderlo.

Ecco cosa rappresenta per me la coccarda.

E il simbolo dell‘Ungheria, della mia nazione.

L'ideale sarebbe che la politica stesse lontana dall'istruzione,

ma ovviamente, e una cosa inevitabile.

Non in tutte le scuole ci sono buoni insegnanti.

Dovremmo insegnare ai giovani cosa significhi iI patriottismo.

E anche il senso profondo della fede.

Educarli aI patriottismo gli darà coscienza delle proprie radici.

L'importanza della coccarda tricolore, mettendola sul patetico,

credo sia stata infangata da quelli della parte opposta...

Non penso che una coccarda ti renda un vero Ungherese o un patriota.

La portavo a scuola, ma ora no.

La indosso ogni anno il 15 marzo, si. E mi rende orgogliosa farlo.

Non la porto mai in altri momenti, perché ti deve venire da dentro.

Cerchiamo un po' di umbra, Gyuri.

SÌ... Laggiù.

- Dove? - La!

Ma lì e tutta umbra!

Vuoi stare al sole o all'ombra? Deciditi, tesoro.

Per favore! Sono venuta in spiaggia per prendere il sole, quando uscirà,

ma ho bisogno dell‘ambra, dopo.

Sole 0 umbra? Non e così complicata!

Secondo il meteo il sole uscirà dalle 11.30.

Perfetto, il sole uscirà alle 11.30.

- Avremmo dovuto portare l'ombrellone... - Qui siamo a un chilometro dall'acqua!

- Basta, allora fermiamoci quì! - Nonti arrabbiare, tesoro!

Stavo nuotando e ho ripensato a quello che mi ha detto il preside...

Se ci sono situazioni particolari, come una malattia...

Gyuri, perché non lasci perdere?

Dico solo che l‘esame di maturità si può rifare.

Non ci sta nemmeno ascoltando.

E cosa fa?

Sta cercando le coccinelle morte.

Non e morta, sta fingendo.

E una forma di difesa.

Scusate, ehm...

Salve!

Scusate, se vi disturbo, non vorrei mai, ma...

Ero un po' indecisa, però ci tengo a dirvi...

Che siamo con voi!

Mi scusi, non ricordo, ci conosciamo?

Scusate, sono il padre di Gabor Mak!àry i nostri figli si conoscono.

II mio va nello stesso liceo di Abel.

Gabor Mak!àry..

Tappati le orecchie.

Vorrei solo dirvi che...

Sarebbe ora che se ne andassero a fanculo!

Siamo ungheresi, no?

E un problema?

Beh... arrivederci!

Pronto?

SÌ, sono io.

SÌ?

Come? Scusi, la sento molto male. Quale riunione?

Davvero?

Ah...

SÌ! SÌ, grazie.

La ringrazio molto.

E incredibile. Non so proprio cosa dire.

SÌ, ho una laurea, certo.

Ah-ah.

Perfetto!

Grazie, grazie mille!

Ciao, Janka!

Ciao.

Com'è stato il festival?

Abel, cos'è questa storia?

Quale storia?

Chiti credi di essere?

Cosa vuoi dire?

Ti rendi conto di quello che hai fatto?

Cos'è questa storia che Jakath avrebbe preso di mira perché ti sei bloccato?

Mmh?

C'è scritto su questo stupido sito!

"Uno studente di Budapest e stato bocciato all‘esame perla coccarda tricolore."

Ma perché?

- Mi ha preso di mira. - Perla coccarda?

SÌ, anche per quella.

Da dove ti vengono fuori queste stronzate, si può sapere?

Jakab voleva aiutarti perché sa che sei una testa dura.

Scusami, ma e vero, no? Non hai studiato, pace!

Tu fai quello che vuoi, non mi interessa, ma lui cosa ti ha fatto?

Nonti ha fatto niente. Ha una famiglia, dei figli, e lo fai licenziare?

- Come puoi farlo? - Quel buffone ha insultato mio padre!

- Insultato? Come? - L'ha chiamato stupido fidessino.

- Dice sempre queste stronzate ciniche. - Perché? Cos'ha detto?

Dice certe cose alle mie spalle!

Non ha il coraggio di dirmele in faccia, ma tanto vengo a saperle lo stesso.

Mi dici cos‘ha detto? Che tutti gli elettori del Fidesz sono stupidi?

Ma dal! Non fare la parte della santarellina hippie!

- Su cosa pensi di mio padre! - Che t'importa di cosa penso?

Non c‘entra quello che penso io! Voglio sapere perché...

- Hai deciso di rovinare questo poveretto. - Tu sei innamorata persa di Jakab!

Perfino quando dormi ti brillano gli occhi

perché stai sempre a fantasticare su quel buffone con la barba!

- Ma a te cosa t'importa? - Come "cosa m‘importa"?

- Pensi che la cosa non mi riguardi? - No che non ti riguarda.

- Mi preoccupo per te! Ha 40 anni! - Non ce n'è bisogno!

Perché? Non dovrei preoccuparmi per te?

- Non voglio niente da uno come te! - Certo.

- Io mi sono preso cura di te! - Ma chi se ne frega, Abel!

Ti avrebbero già violentata, se non ci fossi stato io!

Preferisco essere violentata, che avere come amico un viscido patentato come te!

Stai facendo sul serio?

Sono seria come mai prima d'ora!

E se non racconti la verità, farò finta di non averti mai conosciuto!

- Ciao. - Ciao...

- I bambini? - Dormono.

Oh, scusami. Come mai?

Erano stanchi.

Dove siete stati?

Sai dove siamo stati.

AI parco giochi, credo.

Perché non mi hai detto del ragazzo bocciato?

Chl? Abel Trem?

- Non mi hai mai chiesto del mio lavoro. - Come scusa?

Mi sono espresso male. Nemmeno io ne parlo.

Comunque, a volte capita.

Ci sono studenti che non ce la fanno. Sarà successo due volte in 11 anni.

Perché non ti siedi? Per favore.

Non dovevate partire?

Appena i bambini si svegliano. Ho già fatto le valigie.

Ho la maglietta bagnata.

Allora?

Davvero non ha aperto bocca?

Non ci credo, anche tu mi rompi con questa storia.

Chi e che ti rompe oltre a me?

Nessuna. La mia vita e perfetta.

Presto verrò licenziata.

Elemér Hargitay mi vuole rovinare. Però no, nessuno mi rompe.

Tanto, a chi serve il mio stipendio da 500 euro?

- Troveremo una soluzione. - Certo.

- Mària ci può aiutare oppure mia madre. - Oh! No, no!

Non ci faremo aiutare da nessuno. Non posso accettarla.

Jakab, quanto c'è di vero in quell‘articolo?

Quanto? Quanto sono vere le notizie sulle emittenti statali,

o nei discorsi di Orban, o nei comunicati stampa del governo!

Perché gli hai chiesto come mai aveva la coccarda?

Perché? Anche se avesse avuto un cappello gliel‘avrei chiesto!

Certo non se fossimo stati in una sinagoga!

Ma se adesso nevicasse, avrei tutto il diritto di chiedere:

- “Nevica! Non è strano questo tempo?" - Smettila di urlare! Li svegli!

Non lo stavo provocando! Uno chiede spiegazioni quando qualcosa non torna,

quando qualcosa non gli e chiara o è strana!

Ti sembra assurdo che le tue belle domande... possano offendere qualcuno?

Non capisco dove vuoi arrivare.

Sei talmente egoista che non riesci a vedere oltre il tuo naso!

Va bene.

Vorrei vivere in un mondo in cui puoi fare domande come quella che ho fatto,

senza rischiare di ferire i sentimenti di nessuna.

Ma non e il mondo in cui viviamo, Jakab!

E solo il tuo piccolo mondo interiore! ll tuo piccolissimo mondo chiuso!

Che non e aperto a nessun altro!

Nemmeno a noi!

Sai quanto sia umiliante tutto questo?

Lo immagini?

11 anni!

Tutti i miei studenti degli ultimi 11 anni!

La mia classe! I miei figli!

Adesso penseranno tutti che sono un pezzo di merda!

Szitakiitlî...

Il parco giochi...

- Come? - Ero in quel parco giochi con i bambini.

AI Vérmezfi?

Stavo correndo lì.

Lo so. Ti ho visto.

Mi hai visto? Perché non mi hai chiamato?

Avevo anche il telefono con me.

Non lo so.

Ero seduta lì...

Ti ho visto passare di corsa,

ed eri lontano.

Esattamente dove sei ora.

Sono qui.

No, non ci sei.

Tu fai domande!

E feriscono le tue belle domande! Perché dimostrano che non sei qui!

"I bambini?"

"Stanno dormendo?"

"Sono stanchi? Come mai?"

"Non dovevate partire?"

"C'è da mangiare?"

"Dov'è il burro?"

Non sai nemmeno chi dei nostri figli va in piscina e chi a lezione di musica!

Perché non vedi nulla oltre... oltre il tuo odio e il tuo risentimento!

Quindi si! Può darsi che la tua domanda abbia ferito quel ragazzo!

Buonasera. Sto cercando Abel.

Non e ancora rientrato.

- Buonasera. - Buonasera.

Il professore sta cercando Abel.

Lo cerchiamo anche noi.

Buonasera, ha provato a chiamarla?

Non ho il suo numero. Ho chiesto il vostro indirizzo in segreteria.

Vorrei solo parlare con lui, se posso.

Un attimo, mi faccia vedere.

06 30 294 2217.

Non ricordo nemmeno il mio a volte, con tutti questi codici da memorizzare...

Una volta sapevo tutti i numeri a memoria.

Ma immagino che per lei sia lo stesso con le date.

Scusi, non stavo ascoltando.

Entri, professare!

- Non voglio disturbare. - Venga, prego.

Può andare nella stanza di Abel e chiamarlo da lì.

- Le offro qualcosa da bere? - No, grazie, gentilissima!

No, niente, non risponde.

Venga, si accomodi!

- Non voglio disturbare, vista l‘ora... - Si accomodi, lo aspetti quì!

- Arriverà da un momento all'altro. - Non voglio insistere,

ma ho portato un po' di strudel. Non l'ho fatto io.

- Allora, mi tolgo le scarpe. - No, non ce n'è bisogno!

Oggi volevo fare le pulizie ma alla fine non ce l'ho fatta.

E tutto sporco, non si preoccupi...

"Tutto sporco", perché non dici direttamente che Viviamo in una discarica?

Tesoro! Ho pulito tre giorni fa!

Professore...

Secondo lei chi pulisce la casa?

Non c'è bisogno che risponda, e ovvio, no?

La vostra casa e molto bella.

Con tutti questi quadri...

Ereditati.

Già...

Ce ne sono alcuni che proprio non sopporto.

Ma siccome li abbiamo ereditati...

Come quello li, vede?

Santo cielo, e poi sarei in quella che ci mette in cattiva luce.

Dopo un po' non ci fai più caso.

In genere guardiamo alla nostra altezza.

E lo stesso con le case. Le guardiamo alla nostra altezza.

E sicuro di non volere qualcosa da bere?

Magari un caffè...

Certo, glielo preparo subito.

Grazie. Anche se è tardi...

Abel rifarà l'esame.

- L‘esame di maturità? - Sì.

- Intende dire un recupero? - No, no...

Il distretto scolastico ha stabilito che e un caso eccezionale,

per cui darà di nuovo l'esame.

Hanno disposto un esame aperto. Che poi gli esami sono sempre aperti,

ma non ci va mai nessuno.

Non ci posso credere.

Mi ha appena telefonato il preside.

Il preside, certamente...

'Noi siamo molto contenti che Abel possa proseguire gli studi.

Oggi come oggi, andare avanti senza...

C‘è qualcosa che non si può fare in questo paese?

Dico sul serio, signor Trem.

C‘è qualcosa che non si può fare in questo paese?

Può anche aspettarlo fuori, se preferisce.

E così ingiusta.

Lo sa anche lei che e profondamente ingiusta, vero?

Quello che e successo all'esame? Certo che è ingiusto.

Allora dovrebbero ripeterlo tutti! Così sarebbe giusto.

Non vuole che Abel prosegua gli studi?

Io non voglio? Sono il suo insegnante. Conosco la sua preparazione.

L'ho interrogato e ho visto i suoi scritti.

Quindi è stato bocciato perché lei e il suo insegnante?

No, e stato bocciato perché ho visto quella coccarda,

e ho detto: "Basta, abbiamo superato il limite".

- Non c'è bisogno di alzare la voce. - Oppure sono stato un pessimo insegnante...

- Abel darà l‘esame e basta! - Alzo la voce...

Alzo la voce...

- Ve l'ha detto? - Cosa?

Che guardavo con astio la sua coccarda, come hanno scritto sul giornale?

- SÌ, ce l'ha detto. - Ve l'ha detto?

Sa come l'ho guardata? Proprio come in questi ultimi 11 anni.

- Perché pensa che mi disturbasse? - E necessario tutto questo?

- E necessaria? - Si. La e eccome.

lo leggo di tutto, perfino la stampa che voi chiamate ”indipendente".

- Anche se mi fa salire la pressione. - Perché la vostra propaganda e sana...

Per lei non sono notizie, lo so!

E come leggere un giornaletto umoristico!

Tuttavia...

Su una cosa possiamo essere d'accordo.

Vedere la coccarda sulla giacca di Abel le ha creato un senso di disagio, no?

Se l'è tenuta.

E stato quasi...

...20 anni fa...

SÌ!

Avevo 18 anni, quando il vostro primo ministro...

E anche il suo!

- Non il mio! - Si, ha ragione!

Ha ragione, non e il suo primo ministro! Il suo e Ferenc Gyurcsàny!

- E tutti quegli altri idioti! - Posso finire?

- Loro andrebbero bene, vero? - Scusi, mi lasci finire.

A quelle elezioni democratiche,

il suo primo ministro e i suoi circoli invitarono gli elettori del Fidesz

a distinguersi, indossando |a coccarda nazionalista!

Quindi questo e il suo problema! E lei non se la sarà messa.

No, no, io non l'ho messa perché la indosso solo il 15 marzo.

Ma benissimo! E che cosa posso farci io?

Non mi importa se qualcuno se la mette, ma mi permetta di dirle,

che nessun altro e mai riuscito a mettere in ginocchio il paese così in fretta.

E se lei se la fosse messa? Così, proviamo a immaginario soltanto.

Cosa sarebbe successo? Lei non e un elettore del Fidesz, va bene.

Diciamo che e il giorno delle elezioni e lei la mette...

Cosa può venire in mente vedendo la coccarda?

Vuole che le risponda?

SÌ, ma mi dica cosa pensa realmente.

Perché?

- Pensa che stia mentendo? - Non e ciò che intendeva.

Allora cosa intendeva? Mi dice lei cosa penso?

Distorce le mie parole.

- Non le sto distorcendo. - SÌ, invece.

Certo, perché solo voi potete alzare la voce!

- Alziamo la voce davanti alle ingiustizie! - Certo, un paese di sodali.

- Tenga il paese fuori da tutto questo! - E perché? Funziona così dappertutto!

Basta alzare la cornetta, e qualcuno ci verrà in aiuto dall‘alto...

Ah, secondo lei avrei fatto delle telefonate?

So che ha chiamato Marci!

- Ho chiamato il preside! - SÌ!

Certo, l'ho chiamato una volta. Ma perché sto a giustificarmi con lei?

SÌ, ho fatto delle telefonate!

Ho chiamato Viktor Orban in persona!

"Ciao, Viktor! Mio figlio e stato bocciato. Adesso cosa devo fare?"

Sono sicuro che l'ha chiamate.

E come se l'avesse fatto, in effetti.

E io ho avuto la possibilità di dire la mia?

Io non posso parlare con la stampa.

La coccarda...

Abel, grande patriota, eh?

- Pensa che mio figlio non lo sia? - Perché, cos'è un patriota. Per lei?

Significa che sono fiero della mia patria come lo sono della mia famiglia!

Lei di cosa e fiero?

Quest'eterna mania di persecuzione!

Sono anni che suo figlio copia i compiti da una sua campagna di classe.

Ah si, allora...

Poteva fare qualcosa, no! Se l‘aveva notato avrebbe dovuto...

Copiava parola per parola!

Ed e stato bocciato! Ci sono due possibili spiegazioni:

o e troppo stupido perla storia o lei ce l'ha con lui,

perché una volta ai colloqui l‘ho messa al suo posto.

- Mi ha messo al mio posto? - Proprio così!

Da allora mi considera il peggiore antisemita!

- Non ho mai detto una cosa del genere! - Ha detto che Orban e un dittatore!

Ho mai detto una cosa del genere a lezione?

Lei chiama fascisti quelli che la pensano in modo diverso dal suo!

Chi ho chiamato fascista, perla miseria?

- Come fa a vivere con quest'odio? - E una questione di fede.

Come può alzarsi ogni mattina e respirare con tutto quest'odio?

- Mi sembra che lei non sia così lontano. - Come può vivere con quest'odio?

- Non chiudere le finestre! - Se continua così gli verrà un cancro!

- Scusi, ma devo chiederle di smetterla. - Come ”Scusi"?

Devo chiudere la finestra mentre questo liberale del piffero mi urla in faccia?

- E pur sempre casa mia o sbaglio? - E meglio che vada ora.

Ma magari mi sbaglio e mi sono perso qualcosa!

lo vado fiero solo di ciò che e trasparente.

Di ciò che può essere messo in discussione.

Conosco questi discorsi...

Lei non mette niente in discussione! Si porta dietro i rancori del passato!

C'è solo odio in lei, nient'altro!

Perché in lei non ce n'è, giusto?

Lei ha accettato che Abel portasse |a coccarda quel giorno?

- Se l'è lasciata sulla giacca per sbaglio! - Non e importante!

Certo, non e importante...

Ma che parlo a fare con un orbaniano a cui hanno fatto il lavaggio del cervello!

Allora chiami George Soros e gli chieda per chi votare la prossima volta!

Certo, lo chiama! Per caso sail suo numero a memoria?

Ci sono due tipi di persone: i patrioti e i traditori!

Si è dimenticato il terzo tipo: le teste di cazzo!

SÌ, giusto! Le teste di cazzo!

Una sta scendendo le scale proprio ora!

Abel?

Dov'eri finito?

Tua madre e io siamo stati in pensiero finora!

Non ci hai risposto al telefono.

Oggi mi ha chiamato il preside.

Puoi ripetere l'esame.

Come "ripetere"?

Il distretto scolastico ha deciso che e un caso eccezionale.

Quindi puoi rifare l‘esame di storia.

Ma... quando?

Dopodomani. Martedi.

Riprendi in mano gli appunti. E dacci sotto con la Rivoluzione industriale!

Devi prendere ”eccellente".

Non puoi prendere un voto di merda.

Dopotutto questo casino. E poi ci sarà tutta la stampa e chissà chi altro.

Ma papà...

"Ma" cosa?

Non... non posso farlo.

Come, scusa?

Non posso farlo.

Certo che puoi.

Mettiti a ripassare.

- lo e mamma ti aiuteremo. - Non posso farcela, papà!

Non dirmi che non puoi. Tu devi!

- No, io non so niente. - Nonti agitare!

Tira fuori gli appunti e mettiti a ripassare.

Non capisci, papà?

Non so niente di storia!

Ci ho provato, davvero...

Ho letto e ripetuto, ho ripassato tutto, ma semplicemente...

Non mi ricordo niente. Non funzionerà.

Non sapevo niente, nemmeno la scorsa volta.

Hai mentito?

E che...

Le cose non mi entrano in testa,

non entrano nella mia stupida... testa!

- Agli altri entrano. - Ma a me no!

Non e che entrano da un orecchio ed escono dall‘altro. Restano proprio fuori.

Non ho proprio idea di cosa siano.

- Non lo so! - Va bene, Abel, ora smettila.

Ancora non l‘hai capito?

Sono uno stupido imbecille!

Non so niente di niente!

Non mi entra niente in questa testa di legno!

Non so cosa posso farci io, con questa testa!

Stupida, stupida testa! Perché non mi entra niente qui dentro, perché?

Stupida testa di legno! Sono un cretino!

Uno stupido imbecille! Un imbecille!

- Non entra niente qui dentro! - Abel, smettila, per favore...

Sono un imbecille...

Figliolo, adesso basta...

Sono una nullità.

Buongiorno a tutti. Voglio due cose oggi: intelligenza e precisione!

Aggiungiamo qualcosa al comunicato della prossima settimana.

Libri, film, mostre, eccetera...

La scorsa settimana abbiamo avuto...

I cinque film preferiti del ministro. Un successone.

Abbiamo bisogno di cose del genere. Robi?

Stai scrivendo qualcosa di nuovo? Perché no?

Sentite!

Voglio una cosa, che e molto importante.

Voglio che lavoriamo in squadra. Come una grande squadra, ok?

Nessun topo di biblioteca depresse, chino sulla tastiera. Ma una squadra!

E ora ho il piacere di presentarvi Erika Hajnal, nuovo membro della squadra.

E l‘autrice dell'articolo sulla coccarda tricolore.

Chi non l'ha letto è pregato di uscire, quella e la porta.

Facciamole un applauso!

Erika viene dalla Transilvania, quindi se volete pàlinka o pancetta affumicata,

dovete tenervela buona. Grazie, per oggi e tutto, mettetevi al lavoro.

Solo una cosa.

Non abbiamo un dress code, ma...

Queste scarpe sono più adatte per andare a correre sull‘isola Margherita.

Qui non devi correre. Nonti insegue nessuna.

Soffia il venticello Il campo dorme

Il campo dorme Solo il fuoco arde

Rawiva il fuoco Rawiva il fuoco

Tieni/o acceso buon compagno Potremmo non riveder/o mai più

Buongiorno, professare.

Buongiorno.

Mi dispiace.

Per favore!

Un passo indietro!

Fate spazia!

Fate spazio signori! Questo e un esame di maturità!

Siate gentili! Per favore, un po' di spazio.

Un po' indietro.

Un po' indietro, signori!

Anche lei con la telecamera un po' indietro.

Vai indietro. Indietro...

Signora! Un passo indietro, per favore.

Grazie mille! Grazie!

Abel.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Scelga pure un argomento, prego.

Mi dica il numero dell'argomento, per favore.

Sette.

”Sulla base delle sue conoscenze,

il candidato parli dell‘invasione mongola e degli antefatti."

Davvero un gran bell'argomento!

Abel, prenda posto. Ha 30 minuti per preparare l'esposizione.

Wow...

Ma cosa vi passa per la testa?

Fuori dalla piscina, teppiste!

Piccoli bastardi!

Incredibile!

Dai!

Arrampicati!

Tirati su!

Dateci una mano.

Veloci!

Andiamo da questa parte! Verso il lago!

Dai correte!

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