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Pronto?
No, no. Arrivo, arrivo.
Piano, Corrado, beviamo.
-Ciao, babbo. -Ciao.
Ehi.
-Come va? -Come va? Sto morendo.
Ma no, dai, non stai morendo, su.
Sì che sto morendo, dai.
Adesso ti riposi un po'.
Ma cosa riposo a fare, che sto morendo?
-Ma no che non muori! -Ma sì che...
No!
-Ma sì che sto per morire. -No.
Se ti dico che sto per morire, sto per morire, no?
E non piangere sempre, che hai 50 anni.
Si può restare senza babbo, a 50 anni, no?
Ascolta, Rocco, devo chiederti un favore.
Chiama tuo fratello, voglio vederlo.
-Guido? -Hai altri fratelli?
-No. -Allora è Guido, no?
Che non hai altri fratelli... Si fa per dire.
Con quella porca di tua mamma non si sa mai.
-Dammi una sigarettina. -Ma ti fa male.
Beh, vai e accendimela pure, su. Dai, sii gentile!
Non devi... La tosse.
Devo, non devo. Essere o non essere... Che palle!
La smetti di fissarmi in quel modo? Mi inquieti.
Sì, scusa.
Ascolta, ti devo dire una cosa importante.
Quando vedi Guido,
per favore, digli che è una merda.
Mi raccomando, te lo ricordi?
Me lo ricordo, sì.
E digli anche che ha distrutto quel che rimaneva della nostra famiglia.
Ma anche io ho le mie responsabilità.
Ma no, tu hai fatto quello che dovevi fare.
Mi apri quel cassetto?
Sì.
C'è una lettera. Dagliela.
Se vuoi dire qualcosa anche a me
o vuoi darmi qualcosa, io sono qui.
Son 50 anni che siamo insieme, che altro devo dirti?
Rocco, vieni qua.
Devo pisciare.
Non voglio morire con la vescica piena.
-Se poi quando schiatto... -Ho capito.
-mi piscio addosso... -Va bene.
Ecco qua. No, è che non... Non la...
Ba'?
Babbo?
L'unico problema di quelle scimmie
è che facevano schifo e non andavano bene per lo spettacolo.
Passamelo, glielo dico io.
No, alle scimmie è venuto il mal di mare, ok?
Vomitavano dappertutto.
No, non è un mio problema, è anche un vostro problema. Anche.
Perché... Scusi, non può andare un pochino più veloce?
Signora, può andare un po' più veloce?
Adesso sta parlando a me?
No, da solo. Certo, parlo con lei. Ci siamo solo noi.
Ho un appuntamento. Al funerale di mio padre, è tardi.
-Mi dispiace. -Vabbè.
Sì, ci servono le scimmie,
ma con lo stomaco a posto.
Fate...
-Test. Come si dice "test" in inglese? -Prova.
No, in inglese.
Fate un test. Capisci "test"?
Sì, un test.
Mettete le scimmie su un'auto a Bangkok
e fate un giro.
Se non vomitano,
salgono sulla nave.
Altrimenti restano a casa. Ok?
Bravo. Dio bono.
Niente. O uno le cose se le fa da solo...
Scusi, signora, cos'è che non capisce
nella frase "andare un po' più veloce"?
Siamo ai 20 all'ora.
Cosa fa? Parcheggiamo?
Dio bono!
Mah, che roba!
Ma poi che strada ha fatto, scusi?
-Il navigatore... -Il navigatore? Qua?
Questa è la strada.
No, questo è un sentiero.
E questa è l'Italia, signori! Ecco cos'è.
Le pecore, guarda dove siamo.
Ancora nel Medioevo. La merda dappertutto.
Lasciamo stare, va'.
Dov'è quell'altro, adesso?
Niente, oh.
Ma dove...
-Dov'è? -Eccolo là.
-Oh! -Oh!
-Ma le togli 'ste pecore? -Ci scusi!
-Stiamo andando a un funerale! -"Scusi"?
Ci scusi.
Non è il funerale, è una questione di principio.
Le pecore le deve togliere. Hai tutta la montagna a disposizione!
Proprio qua a brucare? Che cosa? I sassi?
Ci scusi!
-Stai calmino. -Ma che "ci scusi"? Basta!
Io li conosco 'sti qua. I pastori, qua.
Credono che è tutto loro, sono i re della montagna, capito?
Se ne fregano.
-E datti una mossa! -Dobbiamo stare calmi!
Con calma, sì, con calma.
Stiamo andando a un funerale.
Ma cosa c'entra il funerale? Il funerale...
-Ce l'ha un... coso... -Cosa?
No, niente, ce l'ho io.
Li vuoi vedere mille golf che vanno a puttane in un secondo? Sì?
Vado?
Guarda come corre adesso, eh?
-Come cambia la prospettiva! -Scusi!
-Che due maroni! -Ma che "scusi"? Basta!
Stiamo andando a un funerale e...
Neanche il cane ha voglia di fare un cazzo, guarda.
Cosa vogliamo dire per ricordare Corrado?
Noi lo conoscevamo bene perché...
Corrado aveva quel carattere...
Eh? Che...
Però aveva anche un suo lato buono.
Un lato dolce, possiamo dire.
Gli piaceva il gelato, per esempio.
Lo svariegato all'amarena. Buono.
Quando io parlo di Corrado, vedo
nei vostri occhi
che trasuda quel sentimento...
È vero?
Del...
Quella volta, quando
è scoppiata la bombola
dei Magnani, lui li ha ospitati a casa sua.
No, no, no.
Ah, no?
Ci ospitò Ferini.
Ferini? Bravo, Ferini!
È morto.
-Anche Ferini? -Sì.
Amen.
Si potrebbe stare ore a parlare di Corrado,
ma magari c'è qualcun altro
che ha piacere di dire una parola.
Eh, Rocco?
Sì.
Grazie.
Di' qualcosa che...
Giusto due parole...
Innanzitutto grazie per essere qui oggi,
il babbo sarebbe stato felice di vedere
tutti i suoi vecchi amici,
pochi ma buoni, come...
come diceva.
Lo so, lo so. Scusate.
Sono un po' in ritardo.
Vi dico solo che stavo per dar fuoco a mille pecore,
ma non sto a raccontarvi.
Ciao.
Vai, vai.
Trent'anni che non lo vedevi. Trenta.
Non riesci ad avere un po' di rispetto per lui neanche adesso che è morto.
Vabbè, quello che volevo dire era...
semplicemente che per me è stato un onore...
Ma che cazzo vuoi?
...un vero onore,
stare vicino a quest'uomo tutti questi anni.
Perché...
Scusate, non riesco ad andare avanti.
Respira. Respira.
Respiri lunghi.
Il mio fratellone.
Fatti abbracc...
T'ammazzo!
Aiuto!
Dio bono.
È molto bella.
È mogano dipinto.
Ah, è dipinto.
Quindi è fatto a mano, no?
No.
Pesa. Non pensavo fosse così pesante.
Ci credo che è pesante.
La metà sarà cenere di sigarette, per quanto fumava il babbo!
O no?
Dai, andiamo.
Tranquillo, domattina presto parto.
Bene, molto bene.
Dio bo'. Pesa, eh?
Oh?
Chi sembro?
Tom Cruise, dai!
Hai presente quando si attacca all'aereo...
Cos'è?
Una lettera del babbo per te.
La letterina del babbo?
E cosa c'è dentro? Antrace?
Sì, sì, m'imbarco fra tre giorni a Genova.
Passami Vito, per favore.
Vito, prima che io salga a bordo, mi devi risolvere con Giannutri.
Sì, perché non esiste che lui fa tre quarti del repertorio sui vecchi.
In crociera son tutti vecchi, e lui li prende per il culo?
Diglielo, avrà altra roba in repertorio.
Sì, certo.
Sai come son fatto, penso sempre di aver ragione.
Ok, sì.
La verità è che non sono mai riuscito a perdonare te e tua mamma.
-Aspetta... -Mai.
Ti richiamo.
Ma col tempo il rancore ha cominciato
a stare assieme ad altri sentimenti del passato.
Ora che sto morendo,
mi sono accorto che, in qualche modo,
non ho mai smesso di voler bene a entrambi.
Anche per questo,
come in segno di riconciliazione,
vorrei che facessi una cosa per il tuo odiato padre
e per la tua amata madre,
in modo che noi, in qualche modo,
ci si possa raggiungere,
almeno ora che non c'è più la voce o il corpo con cui...
con cui scontrarsi.
Hai deciso di metterla lì?
Sì.
Il babbo ha chiesto di portare le sue ceneri al cimitero
dov'è la mamma, a Cervia.
E di spargerle sulla sua tomba.
Ma non diciamo stronzate!
Il babbo la odiava da viva, figurati da morta.
E perché l'avrebbe chiesto a te?
Perché mi odiava.
Grappina!
Grappino, grappino.
Eccolo qua.
Comunque io non posso.
Mi devo imbarcare.
Te lo dico così sai cosa voleva. Se ti va di farlo, fallo. Non mi offendo.
No!
Dai!
Partitina?
No.
Dai, due palleggi. Non facciamo a punti. Tranquillo.
Faccio piano.
Vabbè, dai, ti aspetto su.
Pippa al culo, eh?
Dai, non conigliare, Dio bo'.
-Ecco, sto giocando piano per aiutarti. -Anch'io.
Sì, sì. Infatti.
-Mi hai quasi preso un testicolo. -Vai!
-Vai. -Oplà!
E quella?
Ricordi come si gioca ad effetto?
Sì, vabbè, questo è culo.
Limit!
No, là non vale.
Questa...
-Questa cos'era invece? -Niente.
-Vuoi cambiare? -Diamoci il cambio.
Che riflessi! Complimenti!
Bastarda!
Sbrigati a trovare la pallina, voglio finire di farti il culo.
Devo andare a vomitare, mi sa.
Dai.
Che cazzo ridi?
Non ci credo.
Ci sono ancora!
Le regole del nostro viaggio.
Non ci credo!
Aspe'.
Ma dai!
Aspetta, aspetta.
Aspe'.
Tutto bene?
Sì.
Sei elastico, eh?
-Parla per te. -Fai pilates?
Allora, regola numero uno:
fare sesso.
Sesso. Infatti c'è l'apposito... disegno.
Regola numero due: sbronzarsi.
E su quello ci siamo.
Numero tre:
dare... un cane?
Che dare un cane? Non vedi una mazza.
-Non è vero. -Non vedi niente!
No, c'è l'ombra.
Una cena con "pagano i Beatles". Ricordi?
Sì, pagano i Beatles.
Poi, regola numero quattro:
fare il viaggio.
-In motorino. -Coi motorini.
5: fare ancora sesso. Guarda come ci vedo bene.
Il sesso piace.
Regola sei:
spostare a forza una mucca.
Che regola del cazzo è questa?
-Era la mia. -Sì.
-Perché si fa. -Sì, si fa.
Qui al nord si fa.
Ma ci sono ancora i motorini?
No.
Come no?
Bruciati.
-Dai, dai! -Basta.
Non si respira qua dentro.
-Rocco? -Dimmi.
Rocco?
-Rocco? -Cosa?
Ti volevo dire che paghi la mossa.
Dai, dai, vieni qua.
Dai.
Dai!
Garina?
Ma che garina!
Dai, fino alla fontana di Trefezzo.
Che fontana di Trefezzo? Saranno 35 km.
Sono le 4:30 di mattina.
Dio bo', se sei peso! Sei sempre stato pesante.
Ma di cos'hai paura? Non c'è più il babbo,
non devi aver paura di deludere qualcuno, capito?
Perché sei così stronzo?
No, no, lo stronzo era lui.
Dai, ti do un minuto di vantaggio.
Mai avuto bisogno di un minuto di vantaggio.
Ti ho sempre fatto il culo, sempre.
Sai qual è la cosa bella dei ricordi?
-No. -Che te li puoi inventare.
Dai.
Dai, fai partire anche l'altro gioiellino,
che andiamo, dai!
Sveglia! Dio bono!
Vai, vai!
Staccata!
-No! -...la parabolica!
Bello!
Ma perché il tuo va più forte?
Ma ti sei allenato?
Oh!
Guido!
Oh!
Guido!
-Oh! -Oh.
Fatto male?
No, non mi son fatto un cazzo.
Ti ho visto proprio...
che uscivi.
Va'... Va' a controllare il babbo.
Eh?
Va' a controllare il babbo.
Che babbo?
Ho portato il babbo.
Il nostro?
Nostro babbo.
Se si è fatto qualcosa, ti ammazzo io.
E vabbè...
Al massimo si è... un po' mischiato, dai.
Ho trovato...
Alzati.
-Alzati. -Un attimo!
Mi spieghi che cazzarola ti è venuto in mente?
Ho deciso di portarlo dalla mamma.
Che sia chiaro, per me il babbo era e resta una merda.
Però, cioè, io non sono il tipo che non esaudisce
l'ultimo desiderio di un morto.
-Te... -Eh.
Non dovevi partire oggi? Ma che cazzo dici?
E invece non parto più.
E vado a sparpagliare il babbo.
Te fai come ti pare.
Ma te non sei a posto, proprio come persona.
Vuoi tornare a casa? Torna a casa, guarda.
Oppure vieni con me.
Il bauletto te lo lascio, mi ha sempre fatto cagare.
Ma va' a cagare.
A me piacciono più...
le moto nude.
Io vado, eh.
-Allora vado. -Vai, vai!
Guarda, non ha fatto neanche una piega.
Bravo.
Non ho capito, cioè, tu vorresti portare il babbo
fino a Cervia
in motorino, questo è il progetto?
Sì, sì, guarda in giro.
Guarda che tanto lo so
che, appena ti passa la sbornia, al primo campo a caso ti fermi
e sparpagli le ceneri a cazzo di cane.
Non ti fidi di me?
No! No.
Porca pu... Fermati.
-Aspe... -Cosa fai?
-Cosa fai? -Fermati!
-Ma cosa fai? -Dio bo', fermati, fermati!
-Mi fai cadere! -Fermo!
-Prendi. -No.
Prendi, prendi.
E adesso?
Hai ragione. Portalo te, sei più adatto.
Andiamo?
Guarda, guarda.
Due e due.
Bisogna stare attenti, che qui...
Disastro.
Vai.
Va' via!
Al babbo.
Guarda chi c'è.
No, che schifo, no.
Punto 3, era anche fra le regole del viaggio.
-Fare un "pagano i Beatles". -Non è quel viaggio.
Mettilo via, mi fa schifo.
Che schifo.
Cosa c'è da ridere? Non fa ridere.
Scusi?
Rido amaro.
Perché sono sensibile, io.
Vedo tutta l'ironia dell'esistenza.
Eccolo!
Senta, ma... Una curiosità.
Ma voi...
fate spezzatino cambogiano?
-No. -No?
No.
Specialità del Laos?
Non credo, non consapevolmente, almeno.
Allora scusi, mi può spiegare
come mai nel mio piatto
c'è un insetto gigante morto?
Quello lì.
Sì.
Perché ce l'ha messo lei.
Ecco.
-Prego? -Ciro l'ha vista.
Chi cazzo è Ciro?
Ciro, il pizzaiolo, l'ha vista.
Ecco, bene, allora noi andiamo.
Grazie. Mi dice... Scusi, eh.
Ѐ proprio una cosina che fa per...
-No, aspetta un attimo. -Mi dice quanto le devo? Che non...
Che cosa sta insinuando, scusi?
Non sta insinuando, ti ha visto.
Il pizzaiolo, giusto?
Il pizzaiolo, Ciro,
che è là e ha visto.
Quindi... Pago io.
-Se lei mi dice... -No, no, pago io.
Pago io. La prendete la carta oppure...
La carta di credito, dico.
Oppure solo nero? Come fate voi di solito.
No, la carta di credito va benissimo.
Lo spezzatino lo finisce o lo porto via?
Porti pure via.
Ѐ morto anche lo scarafaggio.
Che cazzo ridi, eh?
Perché sono sensibile. Vedo tutta l'ironia dell'esistenza.
Non mi potevi reggere il gioco?
Ma ti ha visto.
Cos'ha visto? Stava bluffando.
-No. -Sempre a fare lo sbirro!
-Cosa? Cosa scuoti la testa? -Dai, lo sai.
Ti fa male il culo?
Ascolta, sai cosa c'è? Ci fermiamo qua, eh?
Ma è un hotel di lusso.
E allora? Ti fa schifo il lusso?
Scusa, pago io.
No, non paghi tu, facciamo a metà.
E piantala con 'sta storia dei soldi.
-Ma che storia? -Hai capito benissimo.
Se preferisci un posto di merda, per me è uguale.
-Buonasera. -Buonasera.
Senta, faccia una roba, li parcheggi bene.
E gli dia anche una lavata, che sono un po'...
Va bene.
-Avete qualche bagaglio? -No.
Mi spiace, portiamo solo le ceneri di nostro padre
e tanta amarezza.
Portiamo noi stessi.
Dopo che ha finito di lavarli,
me li può chiudere, per favore? Non vorrei mai... Che qui è un attimo.
'Sera.
Aiuto!
-Che... -Un infarto.
-No, no. -Aiuto.
Guido, tranquillo, tranquillo.
Va tutto bene.
È che... Mi piglia ogni tanto.
Di notte. Non so cos'è.
Il cuore che... Ma cos'è?
Sarà... Credo un attacco di panico. Non ti preoccupare.
Ma che panico, no, è proprio che mi...
Mi manca l'aria. Capito? Proprio... Ho un peso qua.
Ti manca l'aria, hai il peso lì, si chiama attacco di panico.
Ma passa, stai tranquillo.
Che panico e panico?
Ma va'.
Guido, se ti dico che non posso, non posso.
Ho... ho capito. Ma diglielo.
Ok, passamelo, ci parlo io.
Senti, ho chiesto 3 giorni perché mi servono 3 giorni, ok?
Ok, capisco... Ma va' a cagare, va'!
Buongiorno.
Buongiorno, salve.
-Oh. -Oh.
Beh? Cosa succede?
Niente, roba di lavoro.
Ma fai ancora animazione, villaggi, quelle cose...
No, quello era 100 anni fa.
No, no, adesso... sono sulle navi da crociera.
Manager del divertimento, ho tutti gli addetti all'animazione sotto di me.
Tipo capo animatore.
Capo animatore il cazzo!
Chief Animation Manager.
Ho tutti sotto di me, prendo un bel po' di soldi.
Ho un bilocale a Giacarta, anche se non lo vedo mai
perché sto sempre in mezzo al mare.
Finisco un lavoro, ne comincio un altro.
Insomma, immaginami come una specie di Colombo, di Magellano.
Solo come un cane.
Comunque, se hai bisogno, basta che me lo dici.
Ma mi dici perché dovrei aver bisogno dei tuoi soldi?
Cosa ci dovrei fare coi tuoi soldi?
Cosa ne so? Ti compri una motoslitta,
ci vai a troie.
Lo mangi quel bignè, quello con le nocciole?
-Questo? -Sì.
Perché non lo mangi?
Senti...
Mi spiace, ma oggi devo andare.
Devo rimbarcare.
Non ti preoccupare, me l'aspettavo.
Come facevi ad aspettartelo? Me l'hanno detto due minuti fa.
Chi lo sa.
Prevedo il futuro, probabilmente.
Cosa fai?
Dove vai? Dai!
Buon rientro, ciao.
Rocco!
Ro'!
Rallenta un attimo, dai!
Oh!
Rocco!
Aspetta un attimo, no?
Oh! È mezz'ora che ti chiamo.
Mandati a fanculo.
Tutti, eh!
Dai, oh!
Anche le scimmie ho mandato a fanculo!
Guarda che hai una roba qua sul collo.
Avrai il casco vanitoso.
Si vede che si sentiva vecchio e si è fatto la tinta.
-Dove l'hai preso... -Dai, dai!
Andiamo!
Dai!
Senti, Guido, vado io al bar a prendere qualcosa da bere. Cosa vuoi?
Intanto subito ti do i soldi.
No, non li voglio i tuoi soldi.
Ah! Rocco?
-Cosa? -Vieni, devo dirti una cosa.
E non puoi dirmela da lì?
-Vieni qua. -Cosa?
Rocchino, Rocchino!
-Dai, vai, che ho sete. -Sì.
-'Sera. -'Sera.
Allora, cosa...
Prego, prego.
-Sicuro? -Sì, sì.
-Grazie, molto gentile. -Ci mancherebbe.
Mio fratello mi ha chiesto di fare le cose in fretta,
ma se trovo una scusa per fare le cose con calma,
sono più contento.
-Vi volete bene. -Molto, molto, sì.
Ah, vinellino, eh?
Vinellino. Me ne dà una anche a me, per favore?
Con due bicchieri.
Due dita di vino, dai.
Una rana calda
si è inserita nel mio esofago
a cercare diamanti.
-Ma che frase è? -Una frase.
-Se è capace... -Aspetta, ce l'ho.
È difficile questa.
-Bravissima! -No!
Ma è pazzesco! Come fai?
Mi viene così.
E tu, Rocco, cosa sai fare?
-Ma io... -Niente.
Massaggi, ecco. I massaggi sono bravo a fare.
Massaggi? E cosa massaggi? Le pecore?
Fantastico!
Mi piacerebbe provare.
E che tipo di massaggio fai?
Si chiama... Lomi Lomi.
È un massaggio...
Sì. Hawaiano.
Rilassa, fa bene alla pelle.
Li facevo sempre a mio padre.
A nostro padre.
Soprattutto nell'ultimo periodo.
Era ricoperto di piaghe da decubito.
Scusate.
No, è...
È la congiuntivite.
Abbiam fatto tanti chilometri in motorino.
Un po', un po'. Sì, la congiuntivite.
Rocco è sempre stato il fratello sensibile.
È la sua caratteristica questa sensibilità spiccata, no?
Sì.
E...
Invece la tua caratteristica, quella del cazzo piccolo, come va?
Nostra madre era preoccupata. Intorno agli 11 o 12 anni
l'ha portato da uno sciamano a Bagnacavallo.
Dai!
Non so com'è finita.
È finita che, non so se l'aria di Bagnacavallo
oppure lo sciamano, quel viaggio servì, decisamente.
Guido, un altro "sono bravo a..."
Dunque, sono bravo a...
...a ballare.
-No! -Dai!
Sì.
Da piccolo avevo imparato tutta una coreografia su un pezzo
e obbligavo anche lui a farla. Ti ricordi?
-Sì. -Solo che lui era una pippa.
-No, questo non è vero. -Una pippa atomica.
Dai, vogliamo vederla.
Non ricordo neanche un passo.
Dai, chiedi al gruppo di suonare il pezzo.
-Eravam piccoli, non mi ricordo. -Balla.
Dai!
No, Rocco! Dai, Rocco!
Scusate, scusate.
Sì, va bene.
Scusate se mi sono intromesso, ma avrete notato, questa sera,
che c'è fra noi, forse,
il più grande ballerino dell'Appennino tosco-emiliano,
Guido Botani.
Maestro della danza,
si accomodi.
Se ci date un attimo,
vi regaliamo delle emozioni.
-Facci vedere! -Un attimo di...
-Ci sei? -Sì.
Uno, due, tre.
Bravi!
A questa magnifica serata,
che resterà scolpita nei nostri cuori.
-Cin! -Cin!
Bollicine sopra,
bollicine sotto.
Mi sento proprio come dei pop-corn
che scoppiano sulla pelle del mio culo.
Ragazzi, abbassiamo il volume però.
Ah, sì. Sì, certo!
Non scherzo, ci sono i vicini.
Dai, fai anche te un urlo, Laura. Dai.
Un urlo! Urlo, urlo, urlo!
-Brava! -Oh, e andiamo!
Vaffanculo i vicini!
Vaffanculo il silenzio!
Vaffanculo le loro auto elettriche che non fanno rumore!
Vaffanculo a questa vita da zombie?
Vaffanculo a Gianni!
Vaffanculo al "va sempre tutto bene"!
Va sempre tutto uguale!
Vaffanculo a lui
e alle mille scuse
con cui sta mandando a puttane
la nostra vita!
O magari Gianni, semplicemente, non sopporta le donne isteriche.
Magari, eh.
A Gianni!
Aspetta, aspetta.
Possiamo fare sesso ma non scopare?
Co...
Sì, come...
No.
No, è...
È che sei molto bella.
Grazie.
Io... credo che andrò a dormire.
-Scusa. -No.
-Se è per la storia di Bagnacavallo... -No!
-Ok. -No!
Le calze?
No, guarda, quelle devo dire che...
No, non ti devi scusare, davvero.
E ci tengo a dirti che...
Non è che noi uomini vogliamo per forza...
-Buonanotte. -Buonanotte.
Ciao.
-Ciao. -Ciao.
Ciao.
Dio bono.
Ma dai.
Te lo stavo per dire io.
Cosa stai facendo?
Ti sto cavalcando, non lo senti?
Sì.
Per me tu sei un purosangue.
Sì, un purosangue bretone.
Guarda che denti hai, guarda. Guarda che roba.
-Sì. -Guarda che denti.
-Mi dà fastidio. -La dentatura del purosangue.
Mi dà fastidio così, dai, mi dà molto fastidio.
-Dà fastidio. -Che spalle poderose che hai!
Guarda, guarda.
Sei il mio stallone.
Stallone!
Oh, sei uno stallone o no?
Non avevo capito se era una domanda o...
Allora vai, fammi vedere se sei uno stallone!
Fammi vedere come galoppi.
Ahia, i capelli!
Gli asinelli, galoppa!
E vai!
-Ancora! -Galoppa!
Sei un bretone, vai!
Salta l'ostacolo, Dio bono, vai, vai, vai!
Sei bravissimo!
Sei proprio un puledrone. Lo sapevo.
Domo, domo.
Domo, adesso, domo.
Domo, bravo.
Bravo.
Bene, no?
No, ma non hai idea.
Non hai idea.
Questa è una delle preferite del babbo.
Beh, del babbo.
Di tanti.
Comunque guarda che alla fine si era un po' addolcito.
Con la malattia, dico.
Non tanto, ma un po'.
Beh... Buon per te, allora.
Non gli perdonerò mai di aver mandato via la mamma per una scappatella.
Non era solo una scappatella.
Ah, no, eh?
-No. -Lo sai te!
Comunque...
Ѐ lei... che ha accettato di andarsene.
Certo. La mamma, da sola con noi due, non ce l'avrebbe mai fatta.
Infatti ci ha lasciati col babbo.
Ma perché non te ne sei mai andato?
Voglio dire prima che si ammalasse.
Ma lo sai quando si è ammalato il babbo?
-Certo. -No, non intendo di cancro.
Prima se n'è andata la mamma, poi tu.
Lui ha cominciato ad ammalarsi tanto tempo fa.
Tu sei fuggito da lui ma, alla fine, hai abbandonato me.
-Abbandonato! -Abbandonato.
-Dai! -No.
Beh, insomma.
Beh, sì.
Comunque avevamo 17 o 18 anni.
Eravamo adulti?
A 18 anni si vota.
Comunque mi hai abbandonato.
Ecco dov'eri. Cosa fate?
Niente, due chiacchiere.
Dai, vieni su.
È il tuo turno.
Il tuo turno di cosa?
Ѐ il mio turno.
Non hai idea.
Rocco?
No, no, non vale. No, non vale!
-Vieni qua. -No.
-Vieni qua! -Non vale!
Siamo in movimento, non vale.
Guido, Guido, guarda.
Rocco! Rocco!
Che regola era, quella del cinese?
Una regola di merda.
Guardi, io prendo... tutto.
Tutto?
Sì, uno ma di tutto. Tutto il menù.
Tutto quanto.
Grazie.
-È una delle regole del viaggio, no? -No.
No, non stiamo facendo quel viaggio.
Scusi, eh.
-Comunque ho fame. -Vabbè.
Senta, a me porta, per favore, un riso alla cantonese,
solo verdure, leggero,
e un pollo alle mandorle, con un po' di acqua naturale.
Era una cazzata da quindicenni,
per stomaci da quindicenni.
Quanto sei peso!
Sei diventato peso, peso, peso.
Cosa fai? Le affili?
Acqua!
Questo è per lui, io ho preso pollo. Grazie.
-No, è tutto per il signore. -Qui.
Faccia conto che qui c'è una barriera.
-Tutto di là. -Che noia.
-Tutto lì, grazie. -Qua.
Vabbè, io comincio.
Non è arrivato il riso.
Non c'è la mia cantonese.
Neanche le mandorle.
Dai, dammi una mano. Guarda quanta roba c'è!
No, ho le mie cose. No.
Ma dai!
E cosa facciamo, buttiam via la pechinese e tutto il resto?
Sei un cretino! Ti ho detto: "Non ordinare...
Mangiati 'sta pechinese e non rompere i coglioni! È buonissima.
La assaggio.
-Buona. -Eh! Visto?
Comunque...
Non è quel viaggio,
ma finora abbiamo rispettato tutte le regole.
No, tu adesso non l'hai fatto. Hai saltato.
Perché fare sesso con la schiena è sesso!
-Certo. -Non lo sapevo.
Non hai idea.
-Ne faccio un altro? -Sì.
Un rotolino.
Vinellino.
Io un'anatra così buona neanche in Cina l'ho mangiata.
Sei stato in Cina?
Una volta all'anno ci vado.
-Sai come la mangiano i cinesi questa? -Come?
-È grosso. -Tutto in un boccone.
Buonissimo.
Il pagnottone è squisito.
Questo volevo assaggiare.
Qua.
Tutta 'sta roba...
Questi sono gli antipasti.
Me ne porta altri due?
Rocco? Che cos'è?
L'anatra leccata.
-Questo è lava. -Ѐ incandescente.
Tutto qua.
Mi fa male il braccio sinistro, vorrà dire qualcosa?
-È tutto il menù, questo, no? -Sì, quasi.
Ok. Questo è bello, eh! Guarda!
Io sto bene.
-Questo offriamo noi. -No!
Sì, sì.
Grazie. Xie xie.
Sì, sì.
Vai, dai.
-Basta. -Dobbiam finirla.
Mi chiama un'ambulanza, per favore?
-Ciao. -Ciao.
Dov'è che devi andare?
Al Shankra Moon Party.
Cosa si fa a 'sto party?
Tutto quello che ti senti di fare.
-Eh? -No.
-Dai! -Dai, vez.
È qui a dieci chilometri.
Su, dai.
Dai, sali, ti diamo un passaggio.
Eh! Potete portare tutti e due?
Sì, però te sali con me.
Eccoci qua.
Grazie.
-Grazie. -Ci mancherebbe.
Se vi fermate, ci vediamo dentro.
No, non credo. Grazie, però.
-Ciao. -Ciao!
Ciao, buon divertimento.
Cosa fai?
Dio bo', se sei peso!
Ma dai, siamo appena arrivati!
C'è una bella situazione. Buttiamo un occhio.
Vabbè, dai, dieci minuti
e andiamo, eh?
Assaggino?
Eh?
Assaggino?
Buon divertimento.
-Grazie! -Ehi, forte!
Oh, sai che mi sarebbe piaciuto avere un figlio?
-Eh? -Un figlio, dico.
Mi sarebbe piaciuto.
Insegnargli le cose...
Non lo so, farmi conoscere.
Sarebbe stato bello.
-Oh! -Eh!
Uno come quello là?
Eh, perché no. Sì.
Tu gli avresti insegnato i tuoi passettini anni '90.
Ci saremmo divertiti.
Oh, io ce l'ho.
Cosa?
-Un figlio. -Ma va' a cagare.
È vero!
Ce l'ho, davvero. Non l'ho mai detto...
Te lo giuro, non l'ho mai visto, ma ce l'ho.
Ce l'ho, ce l'ho.
Come "ce l'hai"?
Ce l'ho.
Oh!
Guido!
Oh! Guido!
Oh!
In che... Tu... In che senso hai un figlio?
Perché non me l'hai detto, testa di minchia?
-Non l'ho mai visto. -Ma perché?
Cosa?
Ma perché non l'hai... Tu...
Ma...
Si muove, eh?
Non l'hai mai detto a nessuno.
Ti spacco quella testa di cazzo che hai.
Ma come cazzo fai a non aver visto tuo figlio?
Cosa ridi?
Cosa c'è da ridere?
Non ho un figlio.
E la sera vado a ballare.
Vengo anch'io.
Ma che hai da guardare?
Babbo!
Stai buono, mi dai fastidio.
Mi strozzi, stai buono.
Guido ha un figlio.
Non sei contento?
Ma se non so nemmeno chi è e che faccia ha.
Perché devi essere sempre così...
così cinico,
così...
La verità è che a te non è mai fregato niente di me.
Mi hai tenuto incatenato a te 30 anni.
Neanche grazie mi hai detto, niente.
Ma perché piangi sempre? Da chi hai preso?
Da nessuno.
La sensibilità non si insegna.
Nessuno ti ha mai incatenato a niente, sei un uomo debole.
Un animale domestico.
Stavi con me solo perché non sapevi fare nient'altro.
Oh!
Oh, buongiorno.
Dio bo', eh?
Oh, aspe'.
Aspetta un attimo, oh!
Aspetta un attimo.
Stai bene?
Aspetta, aspetta!
Aspetta, aspetta! Dio bono!
Oh, Rocco!
Sai che prima, in salita, a manetta, mi faceva un rumore metallico qua?
Perché non sei buono a sistemare 'sta roba, non sei capace.
Hai avuto il motorino per 100 anni, 100!
Con quattro viti!
Il meccanico sei te.
Non hai mai imparato niente, tu. Niente.
Ma si può sapere cos'è che ti rode?
-Sai cos'è che mi rode? -Eh.
Che non ti sei mai preso una responsabilità in vita tua.
Hai sempre fatto fare tutto agli altri.
Questo mi rode.
-Rocco? -Cosa cazzo vuoi?
Paghi la mossa.
Tu prova a darmi un pugno,
e io ti do una testata.
Prova, dai, prova.
Qui te la do.
Una testata.
Non provi?
No.
Meglio.
No, qua sotto.
-Ahi! -Te lo spacco 'sto piede!
-Te lo rompo, cazzo! -Dio bono!
Vai via!
Bel divertimento, eh!
Come si chiama?
Cosa?
Tuo figlio. "Cosa."
Luca.
Luca.
E quanti anni ha?
17 o 18, non lo so.
17 o 18?
Non lo so.
Vabbè, com'è fatto? Che faccia ha?
Ti ho detto che non l'ho mai visto.
Non sai che faccia ha tuo figlio? Non hai un'immagine o una foto di tuo figlio?
La smetti? La smetti, per favore?
Allora...
Ho avuto una storia con una donna, lavorava anche lei sulle navi.
È successo.
Lei lo voleva tenere, io no, e alla fine l'ha tenuto.
Basta.
Lei... Lucia, si chiama,
ha detto che avrebbe parlato di me al bambino
solo se in qualche modo io me ne fossi occupato.
Ma io non me la sentivo di promettere una cosa
che non potevo mantenere, capito?
Gli ho lasciato fare la loro vita tranquilli.
Che generoso!
Rocco, non ho voglia di battute del cazzo su 'sta storia.
Non è una battuta.
Sono dispiaciuto, incazzato.
Non... non riesco a farmene una ragione, ecco.
Beh, fattela.
Io ci ho messo una pietra sopra. Sto bene così.
Ma chi se ne frega di te!
Chi se ne frega di te!
Io sto pensando a... a mio nipote, che è cresciuto senza un padre.
E senza uno zio, tra l'altro.
Rocco?
Rocco!
Non andiamo a conoscerlo, andiamo solo a vederlo.
Ok? Hai capito? Vediamo solo com'è fatto, eh?
Va bene, ho capito. Sono contento.
-Adesso? -Domattina potrei cambiare idea.
E adesso?
Boh, aspettiamo.
-Senti, Guido, ti volevo... -Sì?
Paghi.
Come fai a sapere che abita qua?
Perché una volta ci sono venuto.
Sì, ma quanto tempo fa?
Beh, non so, 17 o 18 anni fa.
-Ma come 17 o 18 anni fa? -Sì.
Ma è un'eternità 18 anni... Può essere che ha cambiato città, continente,
-stato... Vado a vedere i campanelli. -No.
-Come si chiama di cognome? -Non te lo dico.
Come si chiama?
-Luzzi. -Eh?
-Luzzi. -Luzzi!
Non è mica una parolaccia! Luzzi.
C'è!
C'è? Ok.
Luzzi. Vieni.
No, no, vieni tu.
Vieni! Vieni qui!
No, vieni tu.
-Dai che suoniamo. -No.
Vieni qua.
-Vieni qui! -No. No.
Vieni qui, subito.
Oggi hai il compito.
Hai studiato?
No, l'ho visto. Basta, basta.
No, no!
-Vieni qui! -No!
-Segui di là. -No!
A stasera!
È tua!
Com'è andata?
Beh, è stato bello vederla.
-Ma le hai parlato? -No.
No, no. Come se la cava?
Sbatte parecchio. Generoso.
-Così. Guarda. -Occhio!
Occhio!
-Che sberla! -Ragazzi!
Possiamo venire a fare due tiri anche noi?
Ma sei scemo?
-Va bene, dai. -Beh, vai.
-Grazie! Dai! -No, non vengo.
Dai, siamo dispari. Due, quattro, cinque e sei. Dai!
Guido! Occhio, perché siamo semiprofessionisti. Dai, su!
Tu magari... Eh, lui con noi, giusto?
Tu sai correre, sei veloce, sì?
Perché noi siamo un po' gli omini del Subbuteo.
-Pronti? -Sì.
Palla ai vecchi.
Adesso il vecchio te lo faccio vedere io, dai.
Vai!
Bravo!
Vieni, vieni.
Vai, vai, vai!
Dai!
E vai!
Bella.
Bravo!
Bravo!
Vai!
Vai, sulla linea!
Vai, vai, vai!
No!
-Ma come hai fatto? -Non lo so.
-Ma come hai fatto? -Non lo so.
-Un gol di culo, come si suol dire. -Che culo!
Vecchi, vecchi...
Ci prendevate in giro...
Ma vi è andata bene, dai.
Ci siam fatti vincere.
Cosa studiate?
-Io il tecnico industriale. -Anch'io.
Anch'io.
Io scienze umane.
-Scienze umane? -Sì.
Non l'ho mai sentito, cos'è?
-Una scuola piena di tipe. -Quello è.
Non è vero, è anche una cosa seria. Si fa psicologia, antropologia...
E come mai l'hai scelto?
Forse per darmi risposte sulla gente.
Di domande ne ho tante, vorrei proprio qualche risposta.
Voi siete di Milano?
No, siamo qua per la settimana della moda. Siamo due fotomodelli.
L'avevo detto prima, però.
-No, ma si vede. -Si vede dalla fisicità, si intuisce.
Ce l'ha scritto in faccia.
Non è un po' presto per fumare le canne?
Sono le 17:00.
No, dicevo di età.
Anche lì sono in regola, maggiorenne, 18 anni compiuti...
Lo dico perché, quando noi eravamo giovani,
dei nostri amici fumavano le canne
e si rincoglionivano.
Ma totalmente.
Ragazzi, il rincoglionimento gli è rimasto addosso.
Tipo una copertina. Lì...
Loro lo sanno, sono già rincoglionito di mio, quindi...
Il fumo
dà al mio rincoglionimento un'aura esotica.
No? Tropicale.
-L'hai detto. -Tropicale!
La doveva dire, comunque.
Bella questa, Luca. Mi è piaciuta.
-Sì, sì. -Mi è piaciuta.
Però è generoso.
Ma proprio capace.
Bravo, condividiamo.
Grazie.
Andiamo, dai.
-Come "andiamo"? -Andiamo!
Ragazzi, grazie, è stato un piacere conoscervi,
chiacchierare con voi. Grazie per la partita.
Anche per noi è un piacere.
Scusate, ciao. Ciao!
-Ce l'avresti una sigaretta? -Sì, ce l'ho.
Grazie, me la fumo dopo.
Prego.
Buon viaggio.
Grazie.
E adesso?
Cosa pensi di fare?
Portare le ceneri del babbo.
E basta?
Ti è bastata...
una partita di calcio, fine.
Rocco... Per favore...
L'avevamo detto che venivamo solo a guardarlo.
O no?
Sei proprio un vigliacco, guarda.
Cosa?
Sei un vigliacco.
Lo sai che detto da te fa proprio ridere?
Te.
Te che tutta la tua vita è stata solo paura.
Paura, paura, paura.
Paura di tutto. Paura.
Te sei solo paura.
È così che mi vedi?
No, Rocco, è così che ti vedono tutti.
Anche la mamma ti vedeva così, lo sai?
Sì.
La mamma sapeva che eri stato te
a dire al babbo che l'avevi vista con un altro.
Però ti giustificava, pensa.
Diceva che eri spaventato.
Oddio, scusa.
Pensavi che non lo sapesse?
Credevo che dirlo al babbo fosse la cosa più...
più giusta, ecco.
Sì.
Se volevi rovinarle la vita.
Stamattina non ho fatto colazione. Hai una mela anche per me?
Volevo raggiungerti perché ho scoperto una cosa
che devi assolutamente sapere.
Ho scoperto che sono un coglione.
Ah, sì?
Sì, non volevo che ci perdessimo di vista per altri 30 anni.
Magari ti rimaneva 'sto dubbio, capito?
No, no, sono proprio un coglione.
Te magari lo sapevi già.
Ma lo sai che le anguille,
prima di venire qua,
si vanno a riprodurre nel Mar dei Sargassi?
Tipo... tipo salmoni.
Specialità della zona...
-Anguilla. -Fritta.
-Se è fritta... -Fritta è buona anche la merda.
Benissimo!
No!
Guarda come batte.
Bruce Lee, praticamente...
Vai, ritenta, sarai più fortunato.
Biondi? Avete finito di fare i pagliacci?
No, ma non stavamo parlando... Era una cosa...
Sono io che sento le voci?
Può darsi.
-Comunque giochi benissimo. -Sì.
-Di dove sei? Di Nanchino? -Dai!
No, fa per fare...
Se avete 100 euro per giocare, vi faccio vedere di dove sono.
Cento euro? Benissimo!
-Lascia stare, dai. -Come lascia stare?
Non ce li abbiamo 100 euro.
-Allora ci giochiamo i motorini. -No.
I motorini non si toccano.
Il motorino non si può, allora niente.
Sai cosa potete fare?
-Levatevi dai coglioni. -Via.
Via dal cazzo.
-Dai, fila! -Dio bo', che cattiveria!
-Tanto! -Però...
Andiamo, dai.
-Vabbè, allora buona partita. -Sì.
Comunque vi battevamo con la sinistra.
Dai, Igor, batti, lascia stare i due cadaveri.
Poi voglio vedere cosa te ne facevi di quei motorini di merda.
Intanto i motorini hanno 40 anni e vanno meglio di voi due.
Non si capisce neanche che cazzo sono. Cos'è? Un mezzo Garelli?
Un giocattolo? Cos'è? Una mezza pugnetta?
Li ha fatti nostro babbo, un meccanico coi controcazzi.
Eh, già.
Lo faceva di lavoro! Cazzo, complimenti!
Dio boia!
Allora, i motorini contro cosa?
500 euro?
Secca agli 11, senza vantaggi. Ogni punto, cambio palla.
Palla ai perdenti.
Vai.
Sì!
Dai, dai!
-No! -Se ti dà fastidio la rete, la togliamo.
Sì!
Dai, dai!
Che merda! Tira solo di rovescio!
Va bene, va bene, dai.
Vai così!
-Ce l'hai qui! -Sta' bono!
-No, ce l'hai qui. -Bono!
Senti che rumorino. Eh?
Lì!
Sì!
Vai!
Biondo! Le chiavi.
Sentite, qua in campeggio c'è una squadra di bambini.
Se volete, vi organizzo una partita con loro. Che dite?
-Molla! -Lascia stare mio fratello!
-Lascia stare! Ѐ mio! -Io ti cavo gli...
Mi sa che è stata una bella stronzata, questa della...
della scommessa.
Fai te!
Saran stati 2.000 anni che non facevamo a botte insieme. Eh?
Ahia!
Comunque, io ci ho provato. Non si riesce.
-Che cosa? -La regola numero sei.
La mucca.
Non si sposta.
Ho provato, proprio. Ma è là, niente proprio. Ѐ ferma.
Magari bisogna farlo in due.
No, secondo me neanche in due.
Perché si impunta. Altro che l'asino, proprio...
Dai, datti una ripulita,
che andiamo a recuperare i motorini. Forza.
Rocco!
-Rocco! -Cosa vuoi?
Sono legati col lucchetto.
-Come? -Il lucchetto c'è.
-Vieni. -Dove?
-Vieni! -Dove andiamo?
-Aspe', aspe'. -Non spingo.
Non faccio niente.
Lascia, lascia, lascia.
Ma porca troia!
Vai, vai!
Vai piano.
No!
Va' a piglia' due birre.
Oh, così...
Dai, che ce l'hai.
-Guarda, sta barcollando. -Dai!
-Vai! -Dai, dai!
Vai mo!
No, no, no.
Aspetta, aspetta.
Guarda cosa c'è!
-No! -Ancora! Alla cartella!
Vai, bravo! Opp!
Aspetta.
-Aspetta. -Sì.
-Dai, ce la faccio. -Aspetta, dai.
-Dai. -Aspe'. Mi faccio male così.
-No? -Mi faccio male.
Porca troia!
-Shh! -Sì, sì.
Quando arriva, si sente.
Caretta, sta' bona, dai.
Oh, ci stanno inculando i motorini.
-Oh! -Oh!
-Dove vanno? -Oh!
Vai, vai, vai!
-Non va, non va! -Vai!
-Non va! -Buttalo!
Dai!
Vai, vai, vai!
Se vi prendo, vi mangio la testa!
Vai, vai, vai!
Vai!
-Ci sono? -No, non ci sono.
Oh! Ha una balestra!
Come una balestra?
-Ha una balestra! -Ma come una balestra?
Vai, vai, vai!
-Dov'è? -Non lo so!
-Non lo vedo più. -Ma ce l'ha ancora la balestra?
Penso di sì.
-Forse l'hai seminato. -Dici?
Beh, sì.
Vai, vai!
Vai!
Aiuto!
-Freccia! -Come freccia?
-Ci hanno colpiti! -Come?
Ci ha colpiti!
No!
No!
Io il motorino non glielo lascio.
No!
Dai, dai, dai!
-Ci sei? -Sì, sì.
'Sti due invorniti.
Guido?
-Ehi! -Oh.
Come va?
-Senti... -Eh.
Dobbiamo aggiungere una regola nuova.
Fare almeno un "Thelma e Louise".
Ahia!
Ma sai dove ho sbattuto?
Io faccio prima a dire dove non ho sbattuto.
Dio!
Dammi una mano qui con...
...il mio gioiellino.
-Lo "psyco" è andato via, sì? -Speriamo.
Chiudono presto i cimiteri, però.
Ѐ vero. Che pace, eh?
Ѐ un cimitero.
Oh!
Ah, sì, sì.
Ciao, mamma.
No, no.
Non aprirla, poggia...
Poggia l'urna direttamente, no?
Ma no. Ha scritto di spargere le ceneri.
Va bene.
-Che strano. -Cosa?
Fa odore come...
...come di bruciato, come di barbecue.
Ѐ curioso.
Curioso.
Ah!
Quello delle pompe funebri mi ha detto che...
può succedere in rari casi che...
chi è morto di cancro...
possa...
prendere questo retrogusto un po' di grigliata.
Tipo grigliata.
Ma che cazzo dici?
L'ha detto quelle delle...
pompe funebri. Anche io all'inizio sono rimasto un po'...
-Comunque è assurdo, eh? -Assurdo, sì.
No, è più giusto che lo faccia tu.
Cos'è? Soffri di congiuntivite?
Con tutti i chilometri che abbiam fatto in motorino!
E adesso?
Cosa fai?
Torno a casa.
Oh, è ora di usarlo, eh!
Cosa?
Il sellino lungo.
Vieni qua, sellino lungo.
-Non sparire di nuovo. -No.
Ci vediamo da più vecchi.
Che ferro!
Ciao.
Ciao.
No.
Eri tu?
Il modello.
Vieni.
Mi dispiace per suo padre.
Grazie.
Guido, tre cose nella vita mi hanno ucciso.
Tu, tua madre e il cancro.
Ma il cancro lo perdono, perché non poteva essere altro.
Ma tu e tua madre, abbandonandomi,
avete scelto di ammalarmi,
per questo vi ho odiato fino alla mia ultima ora.
E per...
Guido, sai come sono fatto, no?
Penso sempre di aver ragione.
E questa convinzione, a volte,
mi ha portato ad allontanarmi dagli altri perché...
non li capivo.
Non ti ho capito.
E non ho mai capito lei.
Ma questa non è una giustificazione per voi.
Non avete mai fatto un passo per la famiglia.
La verità è che non sono mai riuscito a perdonare te
e tua mamma. Mai.
Ma col tempo il rancore
ha cominciato a stare insieme ad altri sentimenti del passato.
Ora che sto morendo,
mi sono accorto che, in qualche modo,
non ho mai smesso di voler bene a entrambi.
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