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IL COLTELLO NELL'ACQUA
Sono già fuori a quest'ora.
Non ha spento le luci.
Coglione.
Mancava poco che ci fosse una cadavere in mezzo alla strada!
Capisci?
Se la macchina la guidavi tu, di sicuro...
No, avresti fermato la macchina e avresti fatto salire quest'idiota.
Scusami. Perdonami, cara.
Sono mortificato.
Può salire, per favore?
Preferisce sedersi davanti... o dietro?
Grazie.
Ecco il cuscino.
Una coperta. Si metta comodo, prego. Cercheremo di non disturbarla.
Non parleremo.
Spegniamo la radio.
Ecco qua.
È domenica.
È domenica. La domenica i camion non circolano.
Ho visto una bella macchina e credevo che fosse di un'ambasciata.
Quelli delle ambasciate si fermano.
Non sapevo che era privata.
O uno chauffeur dell'ambasciata che esce il fine settimana.
Si dice "autista", non "chauffeur".
Ho l'occhio allenato.
Non mi perdo molto.
La targa è polacca.
Comunque sembra uno chauf...
un'autista dell'ambasciata.
Di questi tempi si vedono auto private buone.
Al massimo si vede la Peugeot 404.
A Varsavia ho visto anche... una Mercedes 190 SL.
E due Jaguar. Solo quelle.
Porca troia.
Stiamo andando a 120 e...
Mio marito è un ottimo pilota.
- Cazzo. - Dove sta andando?
- E voi? - Non lontano. Al molo sul lago.
A me sta bene.
Peccato di non poter dire di aver fatto tutto il viaggio con quest'auto.
E se non mi fossi fermato in tempo?
Ci sarebbe un cadavere in mezzo alla strada.
Lo fa per sport?
Altrimenti la vita sarebbe noiosa, no?
Quanti anni ha?
Avrei investito un bambino e preso la condanna per un adulto.
Grazie.
Dove?
Là.
Le chiavi.
- Metta giù la borsa. - Dove? Qui?
Gliela porto.
La barca è del club?
No, è nostra.
Bene, io vado.
Ehi.
- Che c'è? - Venga qua un attimo.
Ho tanta strada da fare.
Venga, le devo dire una cosa.
- Allora? - Ora gliela dico.
C'è tanta acqua nella sentina.
- Toglila. - Allora?
- Le do un consiglio. - Potresti farlo tu.
Ho detto che devi farlo tu.
- Con gli altri, si scansi. - Già. Hanno freni peggiori.
Forse anche i nervi.
Vuole che le dica la verità? Faccio sempre come ho fatto con lei.
Gli altri frenano un km prima.
E non danno passaggi.
Io volevo spaventarla.
Cazzo. Mi scusi.
Ci è riuscito.
- Me ne vado. - Mi scioglie la cima, per favore?
- Questa corda? - Sì.
È mai stato in mare?
No, vado a piedi.
Può ancora scoprire l'America.
A me piace camminare. Con le gambe si è più indipendenti.
Un giorno o l'altro proverò.
- Stiamo fuori solo un giorno. - Davvero?
Anch'io.
- I tergicristalli li lascia così? - Qua non rubano.
Se lo facessero, me ne prendo altri.
- Vorrei chiederle una cosa. - Dica.
- Quanto resterete in acqua? - Fino all'alba.
- Allora io potrei... - Come?
Potrei tornare qui all'alba e tornare con voi.
Pensavo che le fosse venuto lo spirito marinaresco.
- Vi serve una mano? - Ce la facciamo anche senza.
Allora vado.
- Non si sarebbe scansato? - Ero sicuro che avrebbe frenato.
È presuntuoso, ma in fondo mi piace.
Ehi.
Lo sapevo che mi avrebbe chiamato.
Davvero?
- Sì, so cosa sto pensando? - Cosa?
- Vuole giocare ancora con me. - È un ragazzino, non è un partner adatto.
Ma mi ha chiamato, no?
Si tolga le scarpe e salga a bordo.
- Pronti a mollare a prua. - Yes, pronti a mollare a prua.
Liberi a prua?
Yes, liberi a prua.
Attento al boma, viriamo.
Qua ci vogliono i riflessi pronti.
- Se permette, faccio io. - E disciplina.
Ricordo che ai tempi dell'Istituto Nautico c'era un nostromo...
Krystyna, come si chiamava il nostromo?
Quello del salice.
"Salite su quel salice"...
e invece era una quercia.
"Se il nostromo dice che è un salice, è un salice".
"Al salice, avanti, marsch."
Porca troia. Scusate.
C'è acqua là dentro.
Ci faceva stare anche un'ora in cima al salice.
Sulla quercia.
No, era un salice per noi.
- Ci faceva fare il cucù. - Cosa?
Il cucù, come un cuculo.
E lei faceva cucù.
Non era niente di speciale quel nostromo.
Ma ci ha fatto diventare uomini.
Ci stiamo muovendo?
Avanti, controlli. Sputi.
Perché?
Ci muoviamo.
Si può anche mettere un piede in acqua.
Si può.
- Ma non si fa. - Perché?
Perché non siamo a fare il bagno.
Penso di aver dimenticato il sale.
No. Eccolo qua.
È in onore della signora?
Cosa?
- Il nome? - Sì.
Ma ho dimenticato i cetrioli.
Sua moglie si chiama Christine.
Krystyna.
Hai sentito?
Sì.
- Non hai perso le chiavi? - No. Ci sono.
- Dove sono? - Ci sono. Sul tavolo.
Prego.
Non so se vi piacciono. Ho le rape nere.
Fantastico. Non ci avevo pensato.
Lo dico sempre, più verdure... vitamine.
- Tenga. - Grazie, ce l'ho già.
Come mai porti quel coltellaccio?
Un coltello in tasca può servire.
Soprattutto nei boschi.
In acqua non serve, ma...
se sei pratico, serve...
per farsi strada nei boschi.
Perché navigare, sull'acqua...
navigare è facile.
Ma quando sei per conto tuo...
un coltello serve.
Ecco com'è, la vita.
Sei proprio un bambino.
Ci si può ferire.
Ti è mai successo?
Bisogna stare attenti.
Non si può mai essere sicuri.
Una volta, un marinaio...
voleva attrarre l'attenzione dei compagni.
Gli altri erano più simpatici.
Raccontavano barzellette.
Facevano trucchi con le carte.
All'improvviso il marinaio...
prese delle bottiglie vuote,
le ruppe sul pavimento,
si tolse le scarpe e salì sul tavolo.
Ti stai annoiando.
Riavvolgi il cavo d'ormeggio.
A forma di cerchio.
Se mi fai vedere come...
Devo stare al timone. Non puoi sostituirmi.
Dallo a me.
- Devi sapere come si fa. - Posso imparare.
Tieni la prua su quella boa.
Bene.
Non devi lavorare qui, ma qui.
Dai, riavvolgi quella corda.
Perché comandi tanto?
Se si è in due a bordo, uno è il capitano.
O il caporale.
- Sei stato nell'esercito? - No.
Ero all'università.
E ora cosa fai?
Il ginecologo?
Scrivo.
I versi delle canzoni?
- Leggi il "Corriere dello Sport"? - No.
Preparati.
Io penso alla scotta della randa.
Vai con la scotta del fiocco.
Che c'è?
Mi butti il sacco, per favore?
Me ne vado. Mi sono rotto.
- Sono un escursionista, non un manovale. - Tu sei un fifone.
Qua ci sono 120 laghi. Perché proprio questo? Perché?
Krysty, dagli il sacco.
Mi arrangerò.
- Torneremo da un'altra parte. - Senza di me.
Ti ritiri presto.
Non mi piace fare il pagliaccio.
Forza, vai al timone.
Non parlavo con lei, signora.
Salite tutti e due. Ce la faccio da solo.
- Dammi una corda. - No, salite tutti e due.
Dammi una corda.
È mezzogiorno.
Mezzogiorno e dieci.
Lui non ha l'orologio.
Cosa stai cuocendo?
Come?
È una bussola.
È grande.
Per l'autostop non serve.
A bordo non si fischia.
Davvero?
È il codice della navigazione.
Un marinaio dovrebbe salire l'albero.
Un vagabondo no, ovvio.
Devo fare il cucù?
- Dovrei darti una pedata nel culo. - Andrzej, andiamo a riva.
- Dovrei cambiare rotta per lui? - Qui non puoi salire.
- Vuoi che gli dia una banconota da 5? - Andrzej, ti prego.
Bene. Dammi il timone.
- Prepariamoci per virare. - Yes, prepariamoci per virare.
- Mollare la scotta. - Yes, mollare la scotta.
- Scotta a dritta. - Yes, scotta a dritta.
Amen.
- Dove sono le mie scarpe? - Dove le hai buttate.
Mettimela sulle spalle.
- Un ariete. - Che?
La nuvola sembra un ariete.
Dove?
A sinistra.
Sembra proprio un ariete.
Sta svanendo.
Verrà un temporale.
Come lo sai? Ti fanno male le articolazioni?
C'è tempo per fare un bagno.
Ma non ci stiamo muovendo.
È calma piatta.
Ora cosa facciamo?
Mangiamo. Me lo dice lo stomaco.
Qua avete un lavafrutta?
È la tua patente?
Pensi che non ci serve?
Riesci a prendere qualcosa senza il manico?
È colpa tua se è caduta.
Siediti.
Perché non mangi?
Voglio andare a riva. Non c'è modo di andare via?
- Prendi i remi. - Dove?
A prua.
Ora stiamo mangiando.
Navigare è cosa da adulti.
Se c'è vento, si naviga.
- Quando non c'è vento, no. - È una perdita di tempo.
- Tu cosa avresti fatto? - Avrei camminato.
Perché?
Si cammina per il piacere di farlo, per andare avanti.
Non fare il fesso. Siediti e mangia.
Muovi il timone, così giriamo a destra.
Ho sentito un ordine?
Vuole cambiare la rotta della barca.
Voglio andare a riva.
- Anche là c'è una riva. - Ma questa riesco a vederla.
- Attento alle secche. - Come?
Ci andremo a sbattere? Hai paura?
Andrzej, accontentiamolo. Troveremo un modo.
Perché è salito sul tavolo?
Chi?
- Il nostromo. - Quale?
Quello che aveva rotto le bottiglie.
Non era un nostromo, era un marinaio.
Saltò giù dal tavolo sui cocci.
Il sangue fino al soffitto.
- E poi? - Era un duro.
- La devi fare finita. - Togliti il bavaglio.
- Vai! Vai! - No!
Vai a prendere il remo.
- Non so nuotare. - Non fare lo scemo.
Non so nuotare. Devo affogare?
- Vai a prenderlo. - Lascialo in pace.
Si sta benissimo in acqua.
Dammi il coccodrillo.
Così rovini le tavole.
Sto molto attento.
Se tu cadessi in acqua...
sono sicuro che nuoteresti.
Provaci.
Andrzej, il coccodrillo fa le bolle.
Stavo scherzando.
Andrzej, vai a metterti le pinne!
D'accordo?
Giù c'è una cassetta del pronto soccorso.
Vai a bendarti la mano.
Vuoi che ti aiuti?
Ferma la bordata!
Ferma la bordata!
Molla le vele!
Krystyna.
È morto di paura.
Alla fine ce l'ho fatta. Ma non so dove soffia il vento.
Dovevi guardare quelle due cordicelle.
Vuoi provarci?
Facci vedere cosa sai fare.
Devo inclinarmi fuori bordo?
Sì.
Ci vuole un po' di coraggio.
Stiamo navigando!
Si naviga per il piacere di navigare.
Si cammina.
Il coltello! Il coltello!
Eccolo.
Maledetta!
Ti avevo avvertito delle secche.
Ma c'eri tu al timone.
- Proviamo a spingere. - Un attimo.
Prima vediamo com'è il fondale.
Allora? Com'è?
Di là è più profondo.
Ce la faremo?
Dammi il remo.
No, quello più lungo.
Un po' più in qua.
Dammi il remo.
Riprova.
Entra. Entra.
- Scioglimelo. - Fammi vedere.
Krystyna.
Signore e signori, il turco attacca. Un gancio sinistro nell'addome di Molik,
ma Molik risponde con un colpo all'avambraccio.
Il turco vacilla, signore e signori.
Ora è meno arrogante. Proprio così, signore e signori.
La storia si ripete...
Non giratevi, per favore.
Vi ricordo la battaglia di Vienna in cui uno degli antenati di Molik
fu efficace contro l'avambraccio di Bel Hassan
come lo è il suo discendente nel colpire il suo antenato.
Il suo discendente, il turco.
Scusate, mi sono confuso, ma è davvero emozionante.
Il nostro Molik, signore e signori, sta facendo un lavoro di gambe stupendo.
Le gambe in azione, signore e signori. Incredibile. Come una ballerina.
In Polonia tutti guardiamo queste gambe
sperando che Molik ripeta il successo del favoloso
Re Jan Sobieski, che sconfisse il senza faccia,
cioè, il senza fede. Forza, Molik!
Le nostre speranze si nutrono dei tuoi colpi...
Krystyna. Porta i bicchieri.
Il suo diretto sinistro colpisce Molik al viso.
Ora un diretto destro, un diretto sinistro...
- Molik è all'angolo... - È una medicina.
Stanno tifando per Hassan. Sono gente del sud.
Non hanno sportività. Non è stato un KO, ovviamente.
Il nostro ragazzo è solo scivolato.
- A chi va per mare. - Ma l'arbitro sta contando.
In inglese, signore e signori. È neutrale, un olandese.
Tre, quattro. Quanto conterà ancora?
Gonfiamo i materassini.
Il polacco è ora seduto alla turca.
E si rialza, L'avevo detto, non è un knock-out.
Sono le manovre tattiche di Molik.
Si è riposato, ora ha energie fresche, come fa spesso...
- A chi fa per primo? - D'accordo. Un attimo.
...si è riposato troppo. Il combattimento riparte...
- Pronto? - Pronto.
Si sarà ripreso?
Molik dà un forte montante.
Potrebbe finire il turco. Sì, ce la può fare.
Ma il turco vende cara la pelle. È bravo a schivare. Ne ha schivato uno.
Molik lo segue e ora sono in un clinch.
Molik è esperto. Se si aggrappa a qualcuno...
non si stacca facilmente.
È break, in inglese, ma Molik non sa bene l'inglese.
Si sta riposando. Ora si sono separati.
Hanno ricominciato. Il turco sta perdendo forze.
No, ora sono abbracciati. Molik sta tenendo il turco...
Finito.
Hanno mandato un altro demente ad Ankara.
- È il miglior peso medio che abbiamo. - No, parlo del radiocronista.
- Tu giochi a bridge? - Certo.
Peccato.
- Non ci sono le carte? - Manca un giocatore.
- Giochiamo col morto. - Mi spiace, sono superstizioso.
...la comunità polacca sostiene i nostri ragazzi.
Sto chiacchierando, mentre metà della prima ripresa è già passata.
- Salute. - No, la ripresa è finita.
C'è un minuto d'intervallo.
I suppositori sono nell'angolo... Gli oppositori sono nell'angolo.
Molik è seduto e respira con calma.
Rosolowski, il coach gli sussurra nell'orecchio.
Gli sta dando delle indicazioni. Molik sta sorridendo...
Tieni. Meglio questi.
È sicuro della vittoria.
Guardate il suo rivale.
Anche lui parla con l'allenatore, ma nervosamente.
Dai, comincia tu.
- Non ho mai giocato. - Prendine uno, è il gioco del marinaio.
No, incominci lei.
- Inizia, Krystyna. - Inizia tu.
Diamoci una mossa.
- Va tolto un bastoncino per volta. - Chi sbatte, paga pegno.
"Chi sbatte", così parlano i bambini.
...deve resistere bene ai colpi.
Chissà se i vecchi ascoltatori ricordano il famoso Zenek Krepaczewski...
- Vanno tolti senza muovere gli altri? - Già.
Ecco.
Aveva un appetito insaziabile.
Parlando di cibo quello turco è molto speziato.
Pieno di paprica...
Ma è semplice.
...il proverbiale peperoncino turco.
Lasciamo stare, stiamo per assistere
alla seconda ripresa di quest'incontro dei pesi welter
tra il nostro Maciek Molik e il turco...
Come si chiama? Kaz, hai spostato gli appunti?
- Questo mi sembra buono. - Sì.
Penalità.
...dev'essersi distratto un attimo.
Ha abbassato la guardia. Il turco ha colto l'opportunità
di colpirlo con un gancio sinistro.
Tocca a te, Krystyna.
Grazie.
...manda Molik all'angolo...
- Sta a me? - Sì.
...lo sta rincorrendo sul ring, ma non riesce a raggiungerlo.
Spero che lo stesso succeda ai nostri ciclisti.
Fortunatamente la crisi è finita.
Molik sta tornando in pista, danza agilmente...
Con passione.
Sì, con passione.
Come danza, è indescrivibile. Dovreste vederlo...
Cazzo.
Scusate.
...si stanno ancora esaminando come due chirurghi prima del taglio.
Ma arriviamo al taglio, il tempo sta finendo.
Il nostro uomo ancora non è in vantaggio.
Comincia tu.
Sta fronteggiando il suo rivale e lo surclassa.
Ma anche il turco non è un codardo.
Sembra un vero giannizzero turco. Molik sta per attaccare.
Lo si capisce dal viso. Ma non sta attaccando.
Dovevi prendere questo.
Il turco non regge la pressione.
Molik arretra. Ora Molik avanza e il turco arretra.
La boxe è un gioco duro, un gioco per uomini.
Non c'è spazio per i sentimenti.
Dico questo visto il dibattito sui danni che può provocare
e l'idea che non debba essere insegnata...
- Che sarebbe? - La penalità.
...mentre è grazie all'eccellente allenamento
del coach Rosolowski che Molik ha la possibilità,
una grande possibilità,
di guadagnare due punti in più per il suo paese.
E l'allenatore ha gridato "Avanti".
Molik obbedisce senza esitare.
Maledizione, è andato contro al destro del turco...
Qual è la penitenza per l'oggetto che ho in mano?
Non tutti i colpi sono fortunati, amico mio.
Qual è la penitenza per l'oggetto che ho in mano?
Cantare una canzone.
...è ora nel mezzo del ring...
Non far finta che ti dispiaccia.
Cosa devo cantare?
Niente falsa modestia viste le tue competenze.
Quella che canticchi spesso.
- No, per favore. - Sì, quella.
L'ha chiesta il nostro ospite e il comandante dev'essere gentile.
Aspetta. Aspetta.
Siamo avviliti per la sconfitta di Molik, ma nessuno pensava...
- Dai, canta. - No, ascolta.
- Per favore, canta. - No, ascolta.
...il campione dell'Europa del Sud-Est.
Un pugile spesso alle Olimpiadi per la Turchia...
Speriamo che questa sconfitta...
Per favore.
# Non parlare, non parlare, non lo dire
# Io non...
No, non posso.
- Per favore, provaci. - Non ci riesco, davvero.
Allora non ti rendo il pegno.
D'accordo.
# Non parlare, non parlare, non lo dire
# Non guardare, non guardare, lasciami andare
# Le nostre parole hanno seccato la nostra luna e il sole
# I nostri sentimenti sono svaniti
# Non mentire, non mentire, non mi implorare
# Tu sai che niente è rimasto
# Anche se c'è il vuoto non hai bisogno di me
# Non siamo felici, il nostro amore non è più lo stesso
# Allora non lo dire, non lo dire, non parlare
# Notte e giorno ora si distinguono
# Hai ritrovato l'orologio che avevi prima
# Non sei più il ragazzo che eri
# Non sei più il ragazzo che eri
Non mi ricordo il resto.
- Quella canzone... - È una canzonetta stupida.
- Ma... - Chi può aver messo Molik KO?
Prego.
Qual è la penitenza per l'oggetto che ho in mano?
Recitare una poesia.
"Sento il lamento di una zanzara.
Forse sei tu, madre."
- Ne conosco solo dei frammenti. - Come ha fatto Molik a finire KO?
"È notte.
- Ultime gocce di nafta nella lampada." - Come?
"Sento il lamento di una zanzara.
Forse sei tu, madre. Queste stelle sono...
nel firmamento.
O una vela bianca nel lago?
O un'onda sulle sabbie spioventi?
O la sabbia sul mio manoscritto è stata sparsa dalle tue mani?
O forse sei l'ora del mezzogiorno?
Il ronzio delle api nelle stanze dorate d'agosto?
Ieri ho trovato tra le canne una spilla dorata.
Forse è tua... " Presa. Yes.
Bravo. Hai una memoria eccellente.
Riaccendi la radio se vuoi.
Ecco, guarda come si deve fare.
Ho conosciuto solo uno bravo come me.
Era un... genio dello shanghai.
Un tale che... si chiamava Mayzner.
Aveva una barca enorme. Con 60 metri di vele.
Era un tipo in gamba.
Aveva il brevetto di timoniere.
Anche se non era vero, l'ha preso in un secondo momento.
Era un tipo in gamba.
Diceva sempre...
...che lo shanghai non sono solo dei bastoncini di legno.
Lo shanghai è un organismo.
Che c'è?
- Non ho detto niente. - Il nostro ospite non lo sa.
- Non lo sa perché dorme. - Dorme?
Allora era stanco.
Ieri avrà forse dormito in un bosco.
Ha detto che era fuori solo da un giorno.
- Perché l'hai preso a bordo? - Sicura che non finga di dormire?
Ehi. Ehi.
- A che ora devo mettere la sveglia? - Alle 5.
- Dorme davvero? - Anche prima?
No, per le 5. L'udienza è alle 9.
Ho sentito che stavi uscendo.
Non dormivi?
Ho il sonno leggero.
Non ce l'ho fatta ad addormentarmi.
C'è afa.
Ha piovuto, ma c'è ancora afa.
Quando ci muoviamo?
La drizza è rotta. Dovremo metterne una nuova.
E poi c'è l'acqua da togliere.
Torna a dormire.
Devo togliere l'acqua?
Mattinieri. Non dovevamo alzarci alle 5?
- Abbiamo rimesso la drizza. - Vedo. Ben fatto.
Non ho chiuso occhio.
Qual è la penitenza per la fune che ho in mano?
Forza, vai al timone.
- Salpa l'ancora. - Cosa?
Devi tirar su l'ancora.
Mettila nel gavone di prua.
Vai anche tu dentro.
Perché?
- Vai nel gavone di prua. - Signorsì, vado nel gavone di pruna.
- Vedi la cassapanca? - Signorsì, vedo la cassapanca.
Non fare lo stupido.
Tra mezz'ora siamo al pontile. La pianti di fare il comandante?
Devono esserci degli stracci.
Li ha trovati?
Non è finita.
Prendi il secchio.
Bisogna lavare il ponte.
Ci penso io.
No, resti al timone, per favore?
Così fai apprendistato. Ti sarà utile.
Comunque ti stai divertendo, vero? L'importante è separarci da amici.
- Digli qualcosa di gentile. - Vai verso quella boa.
Dov'è il mio coltello?
Cosa è successo al mio coltello?
Calma. Sulla mia barca non sparisce niente.
Non dico che è sparito. Ma allora dov'è?
L'ho qui in tasca.
Vuoi dirmi perché l'hai nascosto?
Cosa credi? Che avevo paura di te?
Se avessi voluto fare qualcosa... ci sarei riuscito senza il coltello.
Rendimelo.
Vieni a prenderlo.
Per favore, rendimelo.
Prendilo.
Forza, rendimelo.
Salta.
Ehi.
È questo che cerchi? Eccolo.
Non torna a galla.
Mi hai sentito? Non torna a galla.
Non preoccuparti.
Sa nuotare.
- Ma ha detto di no. - Mentiva.
Più a destra. A destra.
Va bene. Avanti.
Si sarà aggrappato alla boa.
- Non c'è. - Guarda dall'altra parte.
L'hai fatto affogare.
Sei contento?
Ehi.
- Come si chiamava? - È colpa tua se è affogato.
- Salterà fuori. - Non sapeva nuotare.
Non è vero.
- Non ha fatto il bagno. - Anche se è annegato tornerà a galla.
- Quanto sarà fondo? - Dieci metri, forse otto.
- No, di più. - Che importanza ha?
Torna a cercarlo. Bisogna gridare, chiamare la polizia.
A che serve? Non sappiamo chi era. Ormai non serve.
Lo vedi? Anche tu pensi che è annegato.
È stata colpa tua. Non dovevi trattarlo in quel modo.
- Sei stato tu ad ammazzarlo. - Smettila di urlare.
Fermati.
- Sei un assassino. - Stai zitta.
Hai paura e stai tremando.
Non cerchi neanche di salvare la faccia. Vergognati.
Sei bravo solo a darti delle arie, altro che duro. Sei un falso.
Ti premeva farti importante agli occhi di quel ragazzo.
Per questo l'hai preso a bordo. Pagliaccio.
- Sei un'isterica. - Sono tua moglie.
Se non fosse per me saresti una prostituta.
Sei un vigliacco.
- Ti odio. - Sì? Allora buttati e vattene.
- Ti odio. - Non sopporto di vederti.
Allora non guardare. Tuffati e vai a riva.
Credi che abbia paura della polizia?
Idiota.
Mi fai vomitare.
Sei falso. Lo so che stai recitando e che fra poco tornerai indietro.
Mi senti? Lo so che tra tornerai indietro.
Allora non sapevi nuotare.
Andrzej.
Non ho sentito niente. Mi tremavano i denti.
Andrzej, ritorna.
Forse dovremmo urlare tutti e due.
- Andrzej. - Andrzej, ritorna.
Vai giù e beviti del cognac.
- Dov'è il mio zaino? Nuoterò. - Non ti basta?
Sul serio, non ho vi ho sentito.
Mi tremavano i denti. Non sentivo niente.
Se avessi saputo che sarebbe finita così non sarebbe successo.
Successo cosa?
Mi sarei comportato diversamente.
- Sì? - Cazzo.
Siete identici.
Solo che hai ha metà dei suoi anni.
- E sei sveglio la metà. - Cosa sai della vita?
I bar, gli yacht.
Le macchine. Avrai un appartamento di 4 stanze.
- Cosa ne sai della vita? - Della vita?
Avanti, sentiamo. State in 4 in una stanza alla casa dello studente.
- In sei. - Certo, ci sono passata.
E non l'ho dimenticato.
Tu non sei meglio di lui, chiaro?
Era come te.
Tu vuoi essere come lui. Lo sarai.
- Lo sarai, se avrai il coraggio. - Non è vero.
In sei in una stanza. Vuoi dormire e gli altri giocano a bridge.
Vuoi studiare e gli altri vogliono dormire.
Hai una borsa di 100 zloty per del cibo scarso e le sigarette.
I baci alla ragazza davanti alla porta.
D'inverno fa freddo e non puoi neanche sbottonarle la blusa.
C'è altro?
Ho dimenticato qualcosa? Una sorella con la tubercolosi.
- La morte improvvisa dei genitori. - No.
Sono vivi?
Hanno divorziato e poi si sono risposati.
Fratelli?
No.
I genitori ti aiutano?
Mio padre mi manda qualcosa ogni tanto.
Toglitela, così ti prendi un raffreddore.
Lasciami stare.
- Lo vedi? Sei un ragazzino. - E allora?
Mi scusi, signora.
Non fare lo scemo.
È lunedì.
Ci saranno i camion?
Tanti.
Riparte il trasporto commerciale.
Lunedì è il giorno migliore.
Sei pronto?
Devo scendere?
Sì.
Sì, ora scendo.
Hanno rubato i tergicristalli.
Non hai sentito che ti chiamavo?
Non ho sentito niente.
Eri più o meno a metà strada.
Sei andato alla polizia?
Nudo? Col buio? E poi non avevo le chiavi. Potevi venire prima.
Potevi rompere un finestrino.
Andiamo a casa?
- Andiamo alla polizia. - Per i tergicristalli?
Hai paura?
- Hai paura? - No.
- Hai paura. - Ti dico che non ho paura.
Non hai paura?
Ho paura.
- Andiamo a casa. - Come?
Non andiamo dalla polizia. Hai paura.
Tanto a te non succede niente.
Prendi la macchina e torni a casa.
Si era nascosto dietro la boa.
Andava sotto quando lo cercavo.
Ti abbiamo chiamato tutti e due. Possibile che non hai sentito?
Stavo nuotando. Come facevo a sentire?
Comunque non mi prendi in giro.
Ti è piaciuta la situazione. E ora pensi di potermi salvare.
Mi racconti un sacco di bugie.
Io fingo di crederti e torniamo a casa.
Per poi leggere domani sui giornali:
"Ragazzo di 19 anni esce di casa e non torna più."
E impallidiremo tutti e due dalla paura.
A te piaceva la situazione. Una buona occasione per vendicarti di me.
Ho guardato bene attorno alla boa. Quello è annegato.
No.
Era così annegato che ho avuto tempo di tradirti con lui.
Io ho paura. Sei tu che hai paura.
Hai così tanta paura che non sai neanche quello che dici.
COMMISSARIATO DI POLIZIA 5 KM
Senti, mi è tornato in mente che non hai finito di raccontare quella storia.
- Quale storia? - Perché ti sei fermato qui?
Vorrei crederti.
Stai cercando di ingannarmi con la storia del tradimento con quel soggetto.
Che sciocchezze.
Scusami. Allora basta con gli scherzi.
Non chiedermi scusa, sono io...
Andrzej, perché quel marinaio saltò sui cocci delle bottiglie?
Ma che ti viene in mente?
Non hai finito la storia.
Che fesserie.
Dove andiamo?
- Era un tipo molto sicuro di sé. - Chi?
Quel marinaio.
Quel trucco lo faceva spesso.
Faceva il fuochista sulla nave. Aveva le piante dei piedi indurite...
...dalle braci.
È rimasto un anno senza imbarco. I piedi si erano ammorbiditi.
Non se ne rese conto.
E poi lo fece ancora?
Non so cosa gli sia successo.
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