All language subtitles for The Old Man S02E02 IX 720p DSNP WEB-DL DD 5 1 H 264-playWEB

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Original subtitles

Dov'è mia figlia?

Era con te. Dov'è ora?

- L'hanno presa. - Presa?

Andremo a riprenderla.

È Hamzad.

Cercherà di prenderla.

Parwana è a casa.

Mi chiamo Omar.

Abbiamo molto di cui parlare.

Avete davanti a voi uno dei più grandi giacimenti di litio al mondo.

Lo controlla Faraz Hamzad.

E questo lo ha reso un amico inaspettato.

Hamzad non è amico dei talebani.

Quindi quanti soldi devono esserci sotto a quel suolo

per aver riunito nemici così acerrimi?

Baba Ghor Ghori?

Quel mostro sei tu?

Tu chi sei?

In cosa ci siamo cacciati?

L'intelligence talebana.

Emily è morta.

È morta da qualche giorno.

Non hai idea di cosa sia capace.

Non hai nemmeno idea di chi sia.

So chi è lui.

È solo questione di tempo prima che lei dica la cosa sbagliata

e lui non regga più.

Se abbiamo fortuna,

una di noi potrebbe sopravvivere.

Da questa parte.

Cosa sai?

So che tu lavori per Faraz Hamzad.

E so che hai rapito un'agente delle forze federali

e la trattieni contro la sua volontà.

Quindi non sai nulla.

Non sai dove siamo.

Non sai chi siamo noi.

Non sai neanche come ti chiami.

Tua madre ti ha tenuto all'oscuro di tutto.

Mi chiamo Angela Adams.

Sono un'agente speciale del Federal Bureau of Investigation.

Se collabori con me,

c'è la possibilità che possa convincere il Bureau

a non arrestarti e processarti per rapimento.

Indosserai questo.

Sarà d'aiuto quando lui ti vedrà.

Chi?

Tuo padre.

Credi che quando arriverà mio padre baderà a cosa indosso?

Tuo padre è qui.

Tuo padre è Faraz Hamzad.

Tu ti chiami Parwana.

Gli sei stata portata via nel cuore della notte da tua madre

e da un americano che consideravamo un ospite e un amico.

Ecco chi sei.

Allora dovrei vederlo.

Voglio dire, vorrà di certo vedermi.

No.

Beh, se è mio padre, non credi che dovrei parlargli direttamente?

Parwana.

Parwana.

Parwana.

Parwana.

Parwana.

Parwana.

Perché sei qui?

Mi hai rapito.

Sei venuta con Harold Harper quando l'ho convocato.

Ci siamo ritrovati a vicenda.

Perché?

Non lo so.

Mio padre, proprio dietro di te.

Ha combattuto i sovietici, la prima volta.

Ha servito alla destra di un re.

Era un grande uomo.

E il padre di suo padre.

Ha combattuto l'esercito della regina Vittoria per la sua libertà.

Era un letterato. Scriveva poesie.

Volevo scoprire le mie radici.

Così ho preso l'aereo.

Le tue radici sono qui.

Sei in mezzo a uomini che hanno affrontato invasori inglesi,

persiani, mongoli.

Uomini che hanno sacrificato tutto per tramandare qualcosa ai loro figli.

Uomini che hanno combattuto, versato sangue,

contestato e scritto per mantenere libero il Paese.

Voglio sapere di mia madre.

Voglio sapere chi era.

E cosa significava per te.

Cosa ti hanno detto?

Che eri pericoloso per mia madre,

che mio padre l'ha aiutata a fuggire da te.

Cos'altro hanno detto di me?

Niente.

Tua madre era fredda e insensibile.

Ha manipolato. Ha mentito.

Ha tradito chiunque, quando e come le conveniva.

No.

Prima ancora aveva delle altre qualità.

Oltre a questo. Doveva esserci dell'altro in lei.

Dovevano esserci speranza e amore in lei.

Non li ho mai visti perché non me li ha mai mostrati.

Ma voglio sapere cosa mi sono persa e voglio sapere perché.

Ho fatto tanta strada dal mio punto di partenza.

Sono arrivata fin qui.

E indosserò qualunque cosa tu voglia.

E risponderò a qualunque nome tu voglia darmi.

Ma dimmi almeno una cosa bella su di lei.

Dimmi cosa mi è stato negato.

Non so cosa ti aspettavi che sarebbe successo.

Non so cosa speri che succederà ora.

Ma so che dobbiamo parlare

del percorso che ci hai indicato.

So che, se non ne parliamo,

non ti piacerà dove ci porterà.

O a quale costo.

Chiedo scusa, ho cercato di farlo andare via,

ma ha insistito per parlare con lei.

Signore,

è un piacere rivederla.

Chi sei?

Ci siamo conosciuti quando ero a capo del Direttorato

a supervisione delle operazioni in Panjshir.

Il Direttorato.

Sei una spia.

Sono un suo estimatore.

Cresciuto con le storie della sua grandezza.

Sono venuto a porgerle i miei rispetti.

E a offrirle i miei servizi.

Grazie, non ho bisogno di nessun servizio.

È sicuro?

Perché credo di poterla aiutare

a gestire l'infelice situazione

con la sua ospite.

La prego di capire che nel Panjshir

c'è davvero poco che io non sappia.

Ma a Kabul,

nei ministeri,

dove si prendono le vere decisioni,

io sono un osservatore.

Però ascolto.

Sento delle cose.

E oggi ho sentito che trattiene un'americana

che potrebbe essere molto pericolosa per lei.

Dovresti farti controllare l'udito.

Ho sentito una cosa sbagliata?

Sì.

Non c'è un giacimento di litio vicino a Meshbahar,

un giacimento che i suoi hanno scoperto

e che lei controlla, e che Kabul considera cruciale

per la propria sopravvivenza economica?

Un giacimento per la cui operatività lei si è reso indispensabile

grazie ai suoi rapporti con gli Stati Uniti?

Rapporti che ora sono tesi, dopo che ha rapito un'agente dell'FBI.

Stai attento, giovanotto.

Tu non conosci me

e nemmeno il pericolo a cui ti esponi.

Ha saltato l'ultimo pagamento.

Il contributo

che paga al Ministero per il diritto di ignorare le loro regole,

le nostre regole,

le mie regole…

…non è mai arrivato.

Mi sembra che abbia tra le mani una bomba a orologeria,

e per qualche motivo non riesca a capire come liberarsene.

Quindi lasci che me ne occupi io.

Stai attento,

perché io so chi sei, Omar,

nipote di Abdul.

Tuo zio ti ha scavalcato

per delle posizioni più ambiziose.

Vogliamo chiamare Abdul insieme e vedere cos'è più importante per lui,

le tue domande

o i miei affari?

Un'ultima cosa.

Ho sentito che potrebbero esserci due americani

che vogliono salvare l'ostaggio

che lei non ha rapito.

Uno di loro è un membro anziano dell'FBI.

Farò del mio meglio per fermarli.

In segno di rispetto nei suoi confronti.

Siamo in ritardo?

Chissà se è vero…

Se non fosse vero, non sarebbe venuto qui.

Voglio sapere perché è vero.

Perché?

Lo sappiamo,

quell'uomo te l'ha appena detto,

e prima o poi tornerà a dirtelo di nuovo.

So come gestirlo, non è una minaccia.

Non lo è finché i nostri soldi tengono a bada i suoi padroni.

Ma quello scudo si sta indebolendo, e lui lo sa.

Questa situazione non reggerà.

Siamo in bilico

tra due nemici mortali.

E non è una posizione da cui si possono fare mosse avventate.

Se dovessimo liberarla,

dovremmo spiegare innanzitutto perché l'abbiamo presa.

Siamo al punto in cui qualcosa deve rompersi.

È solo questione di cosa sarà

e di quanto farà male.

Non dire una parola.

Non voglio sentire niente.

Non c'è altro da dire.

Ci ho convissuto a lungo.

È stato il mio primo e ultimo pensiero ogni giorno.

Ci annegavo dentro, desiderando di sapere.

E desiderando di non sapere.

Ora che lo so… è finita.

Sei esattamente ciò che temevo.

Sei come tua madre.

Codardo del cazzo.

Non vuoi ascoltarmi?

Tu muori dalla voglia di ascoltarmi.

So tutto quello che vuoi sapere.

Hai solo paura di sentirmelo dire.

- Non dovevi venire qui. - Non sono venuta io.

Mi ci hai portato tu.

Hai ucciso il mio amico. Mi hai rapito, cazzo.

Hai fatto tutto questo e non c'è niente che vuoi chiedermi?

O sei un coglione,

oppure sei un mostro, o un codardo.

Maledizione. Scegli! O chiedimi quello che vuoi chiedermi!

Cazzo!

Cos'è successo?

Non lo so.

In ogni caso, non poteva funzionare.

Quindi, per ora faremo così.

Certo.

Parliamo in inglese?

Per ora resterai qui.

Lei è Faruza.

Si prenderà cura di te.

Vieni.

Puoi smetterla?

Per favore.

- Chi sei? - Sono la figlia di Bina.

Era la sorella del marito di Khadija.

Beh, non so chi siano.

Sono tua cugina.

Sai chi sono?

Sì.

Come fai a saperlo?

Me lo ricordo.

Non ne abbiamo parlato. Non parliamo di queste cose.

Ma c'è sempre stato un vuoto in questa casa.

Mancava qualcuno.

Era chiaro ogni giorno.

Non so cosa stia succedendo.

A essere sincera, pensavo che ormai fossi morta.

Se prima c'era un piano…

…ora di certo non c'è nessun piano.

Ho delle domande.

Beh, ma certo.

Conoscevi mia madre?

Sì.

Perché se n'è andata così? Cos'è successo?

Ancora non vuole dirtelo?

È morta.

Perché è andata via?

Aveva paura?

Era in pericolo? Era sconvolta?

Non sono le domande giuste.

Ho diritto a delle risposte.

Sei arrabbiata?

- Certo che lo sono. - Sono tutti arrabbiati.

E guarda a che punto siamo arrivati.

Quando sarai pronta a fare domande diverse,

saprai dove trovarmi.

Grazie.

Va tutto bene.

Ci sai fare con lui.

Hai dei figli a casa?

No.

Non ne ho.

Come si chiama?

Farouk.

Suo padre è qui?

Quando sono tornati i talebani, abbiamo combattuto.

Mio marito è stato uno dei primi a perdere la vita cercando di proteggerci.

E poi tuo padre ha mandato un messaggio a Kabul con un corriere.

E prima di sera i loro soldati erano spariti.

Ci tiene al sicuro.

Sempre.

Senza di lui, la vita qui sarebbe molto difficile per noi.

Sarebbe rischiosa.

Sarebbe orribile.

Dice che è stato paziente, ma ora è il suo turno.

Vuoi che ti salvi?

Scusami.

Sì, ok. Ok. Arrivo.

Sì, sì, sì.

Ok.

Hai un piccolo nascondiglio qui.

Faraz Hamzad ha mentito.

A te.

A tutti.

L'entità delle bugie rimane sconosciuta,

ma la loro esistenza è evidente.

L'ho visto coi miei occhi.

Il nostro rapporto con Faraz Hamzad

è in corso di ridefinizione.

Forse,

avevi ragione

e sarebbe saggio da parte nostra

esercitare un maggiore controllo sui suoi affari.

Sarebbe il momento adatto

per andare a fargli visita.

Doveva essere impossibile.

Hai detto che la nostra famiglia non rischiava sanzioni,

che le garanzie che avevi non potevano essere violate.

Lo vedo con i miei occhi mentre parliamo.

Si è fermato tutto.

Ci sono i soldati talebani.

Qualcuno dalla tua parte ha violato quelle garanzie.

Qualcuno abbastanza potente da non esserne vincolato.

Chiunque sia stato,

ci ha messo in una situazione insostenibile

e ho paura di cosa accadrà ora.

Sono stata brava?

Alle ragazze americane non insegnano a cucire?

Non a me, direi.

Guardavo mia madre farlo.

E tutto questo…

Mi è sempre sembrato un peso.

Come se fosse stata condannata.

Mi sedevo lì e la guardavo,

cercando di capire cosa invece avrebbe preferito fare.

Ora mi chiedo se fosse quello a renderla felice.

Ciò che la faceva sentire parte del luogo in cui l'aveva imparato.

Giuro, pensavo che se avessi trovato un posto a cui era legata,

tutte quelle domande avrebbero trovato risposta.

Che sarebbe stato come trovare una quantità infinita di risposte.

Ma forse non è così.

Forse un fantasma è questo.

L'assenza di risposte incarnata in una persona.

Mettiti subito questi.

Non capisco.

Qui non sei più al sicuro. Mettiteli e basta.

Fermati.

Che succede?

Cosa non è sicuro?

Cos'è questa storia?

Insiste per vedere il comandante.

Sono qui per Hamzad.

Allontana questi uomini.

Di certo non risponde a te,

così come non risponde a loro.

So che ha mentito.

So che trattiene una donna di grande valore e senza identità.

Il Ministro non lo protegge più.

Lo conduci qui tu

o vengo a prenderlo io?

Venite con me.

Vi porterò da lui.

Andiamo.

Che stai facendo?

Hai peggiorato le cose molto più del necessario.

Avremmo potuto corromperti,

cospirare con te per ottenere influenza,

se era questo che volevi.

Io ho peggiorato le cose?

Un attimo fa mi sarei accontentato solo di Hamzad.

Ma adesso?

Appena avrete abbassato le armi,

recluterò tutti i ragazzi del villaggio.

Tu hai creato una catastrofe.

Te lo chiedo di nuovo.

Cosa pensi di fare?

- Dove andiamo? - In un posto in cui sparire.

Una caverna di cui avevo parlato a tua madre.

Lì sarai al sicuro per un po', finché non troverò un modo

per mandarti via in sicurezza per sempre.

Mi dispiace per tua madre.

Dev'essere stata dura per te.

Sì.

Grazie.

Sei felice?

Non so cosa significhi.

Non so perché ti ho portato qui.

Credo che avessi un bisogno di vederti

a cui non riuscivo a oppormi.

Direi inspiegabile.

Di dirti addio,

per la prima volta, e anche per l'ultima.

Volevo solo sapere a cosa saresti tornata…

…e se saresti stata felice lì.

Non lo so.

Posso farti una domanda?

Sì.

Cosa pensi di me?

Forse non è una bella domanda.

Però,

vorrei saperlo.

Vuoi sapere qualcosa di bello su tua madre.

Te lo dirò.

Tua madre mi ha dato la lezione più importante della mia vita.

Puoi amare qualcuno

oppure puoi fidarti.

E non importa di chi si tratti

né quanto profondi siano i sentimenti.

Non importa quanto impossibile sembri.

Alla fine dovrai fare una scelta.

Non sono d'accordo.

È un bene che te l'abbia detto io.

Sono felice che avrai tempo per fartene una ragione

prima che la lezione imponga di essere imparata.

Cosa c'è?

Lì c'è la grotta.

- Hai detto che nessuno la conosceva. - Infatti.

Sottotitoli: Alessio Oggianu

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