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Original subtitles

Ehi ?

No, devo andare.

Lasci tuo marito insoddisfatto ?

- Insoddisfatto ? - Sono un uomo molto difficile.

Io sono un uomo difficile !

Allora io che sarei ?

Siamo due uomini difficili.

[BUSSANO ALLA PORTA] Scusate, conte.

Liborio, prego, venite.

Perdonate per il disturbo

ma è arrivata questa comunicazione per voi. Mi è sembrata importante.

Chiedo ancora scusa.

Sono stato convocato al Gran Consiglio.

- Prego. - Camerati.

Non credevo ci saremmo ritrovati sullo stesso lato della barricata.

Ho sempre pensato che non eri nemmeno fascista.

Non ti dico nemmeno che cosa penso di te, Bottai.

Comunque benvenuto sulla barricata. Il Gran Consiglio è stato convocato

dobbiamo mettere insieme più voti possibili contro il Duce.

Perché Mussolini avrà cambiato idea ?

Non lo so, lo scopriremo sabato, l'importante è non cambiare idea.

Dalla nostra abbiamo Federzoni, Bastianini e De Marsico.

- Con te saremmo cinque, Bottai. - Tingali Casanova, Galbiati

e tutti questi altri tredici saranno sempre con Mussolini.

Ci sono molti indecisi. Se lavoriamo bene, possono votare per noi.

E' gente che fa quello che gli fa comodo. Per convincerli

serve qualcuno più vicino a Mussolini. - Chi ? - Ciano.

- L'avevo detto ! - Controlla almeno cinque voti. - Lui no. - Con lui...

Ho detto di no !

Temi che lui possa farti ombra.

Voi siete stati sempre i preferiti di Mussolini.

- Due galli in un pollaio. - Non mi preoccupa un tipo come Ciano.

Presidente, è ora.

Sì, arrivo. Scusate, devo presiedere una seduta in aula.

Ci vediamo qui tra tre ore, buttiamo giù una mozione.

- Con uno scritto sarà più facile convincerli a firmare. - D'accordo.

Dovevamo dirlo a Dino ! In fondo la cosa è partita da lui.

Se non forziamo la mano a Grandi, non andiamo da nessuna parte.

> Bottai e Federzoni per il conte Ciano.

Perché dovrei votare e far votare i miei contro il Duce

e a favore di Grandi, poi ! Non si è neanche degnato di chiedermelo.

- Lo faresti anche per noi. - E soprattutto per te.

Con i voti che controlli, saresti decisivo.

Se mettiamo in minoranza Mussolini, puoi chiedere qualunque incarico

nel governo che il Re formerà dopo.

Nessuno ha mai messo in minoranza il Duce.

No, ma il momento è molto grave.

Galeazzo, gli eventi vanno veloci, molto più veloci di noi !

- Adesso dobbiamo fare una scelta ! - Facile per voi.

- Ci bastano i voti dei tuoi. - E al momento giusto...

Troveremo un modo per evitare che tu ti esponga contro tuo suocero.

- Presidente, la Commissione... - Scusate, ora proprio non posso.

- Presidente, l'aspettano. - Sì.

Allora... Forza, accomodiamoci.

Che significa ?

- E' una buona idea. Galeazzo ha i voti che ci servono. - Non bastano.

Può convincere De Bono e De Vecchi, quadrumviri della Marcia su Roma.

Se loro votano contro Mussolini, gli indecisi faranno lo stesso.

- Sei sicuro ? - De Bono e De Vecchi erano amici di mio padre

gente di famiglia. Se glielo chiedo... - Non mi fido.

Sanno che cos'era il Duce e che cosa è diventato.

- Non mi fido di te. - Ma neanch'io di te.

Per questo possiamo trovare un accordo. Il punto è un altro.

Chi di noi due sarà all'altezza di una sfida di questo genere ?

Siamo stati ministri, siamo stimati all'estero, ma io ho qualcosa in più

sono il genero del Duce, questo avrà un peso per convincere gli indecisi.

E' vero

ma hai anche altre doti, sei un chiacchierone.

Potrebbe sfuggirti una parola di troppo al Circolo del golf

con una delle amanti o peggio con tua moglie. - Dovevo immaginarlo.

Sei già d'accordo con gli inglesi per essere Primo ministro !

Non ho più contatti con gli inglesi a differenza di te !

Buona fortuna, signori. Ne avrete bisogno !

Galeazzo, aspetta ! Ragioniamo.

Che cosa avete fatto ! Siete impazziti ? Si venderà al Duce !

- Che cos'è questa storia degli inglesi ? - Al diavolo gli inglesi !

Prima di pensare al nuovo Primo ministro, bisogna eliminare questo !

Come pensi di vincere senza l'appoggio di Ciano ?

Se la nostra mozione contro Mussolini non avrà la maggioranza

sarà la fine di tutti noi !

Scusi, non capisco.

Mi avevate assicurato che prima di partire avrei avuto dal principe

un impegno formale, una lettera d'incarico.

Mio marito ha preparato la lettera

ma poi ci siamo detti che in una situazione così delicata

non è prudente lasciare delle tracce.

Ne converrete con noi, immagino.

Per lo stesso motivo ho deciso di incontrarvi qui stavolta

e non al Quirinale.

- Quando dovete essere a Lisbona, conte ? - Il più presto possibile.

Allora non c'è un minuto da perdere.

Mio marito ed io contiamo su di voi.

Certo, altezza.

Sofia, il conte Capodilista se ne va.

Le faccio strada.

Aveva una faccia ! Non credo che "se la sia bevuta".

- Devi parlarne subito con Umberto. - Ho provato, non c'è modo.

Non avrebbe il coraggio, Umberto è rimasto il bambino che era.

Avevo 13 anni quando ci hanno fidanzati, a Venezia.

I nostri genitori organizzarono tutto, le presentazioni ufficiali...

- La gita in gondola. - La gita in gondola, sì.

Io ero tesissima.

Da mesi mi parlavano del principe del Paese del sole.

E com'era ?

Timido...

silenziosissimo.

Indossava una divisa militare, sembrava un soldatino.

Sempre all'ombra di suo padre, per tre giorni non disse una parola.

Beh... Non è cambiato molto da allora.

Un po' è migliorato.

Quando ci salutammo, ci fecero scambiare delle foto per scriverci.

Ricordo che feci impazzire tutti i fotografi di Bruxelles.

- Volevo essere bella per lui. - E lui ?

Lui mi diede questa.

Per anni l'ho tenuta sopra al pianoforte.

Quando gli scrivevo, la guardavo.

Scrivere d'amore a un bambino di tre anni...

Per lui faccio tutto questo.

Umberto... è rimasto questo bambino.

Se solo riuscissi a liberarlo dal padre, a metterlo sul trono...

forse quell'amore...

Sei l'unica donna che conosco che dopo tredici anni di matrimonio

è ancora innamorata di suo marito.

Dovevamo difenderla meglio, ma non abbiamo più aerei.

- I tedeschi continuano a negarceli. - Pensano solo ai loro interessi.

A Feltre Mussolini non ha aperto bocca.

Hitler lo ha minacciato di occuparsi lui dell'Italia !

Vuole trasformarla in una trincea per difendere la Germania !

- Dobbiamo impedirlo. - Sì. - La divisione Piave.

Scende dalla Francia per trasferirsi in Sicilia.

Non ci faremo cogliere impreparati, difenderemo la città dai tedeschi.

Montezemolo, non fatene parola con nessuno.

Sì.

- Prego. - Grazie.

- Berti, ricordate Italo Niccolai, il figlio del povero Furio ? - Sì.

- Dovete informarvi su chi frequenta con discrezione. - Sarà fatto.

- Grazie. - Dovere.

Andiamo.

Il magazzino è laggiù. Non fatevi vedere che guardate.

Quello è il camion che carica la farina per i gerarchi

i loro amici, compresi i nazisti.

Chi ricorda più il sapore della farina ?

Sabato la daremo a chi ha davvero fame.

- Questi due ? Agenti in borghese ? - Sì. - E' sempre sorvegliato ?

Sempre, anche di notte. Dobbiamo segnarci tutti i turni.

- Saranno armati ? - Di sicuro.

- Dobbiamo prenderli di sorpresa. - Se ci sparano, Emilio ?

Ne abbiamo tre.

Cortesia dell'esercito di sua maestà.

Speriamo di non doverle usare.

Dài.

Coraggio !

Carica in fretta.

Parti.

Altezza reale

una visita per voi, il conte Capodilista.

Principe. Perdonate, se non sono ancora partito per Lisbona

ma volevo parlarvi di persona prima di intraprendere la missione.

- Quale missione ? - Come ? - Quale missione !

La richiesta di pace separata con gli inglesi.

Ah... sì, certo. Venite, ricordatemi i dettagli.

Certo.

Papà !

E' arrivato papà !

Una richiesta di pace separata agli angloamericani, a nome mio !

- Ho dovuto scoprirlo da Capodilista ! - Umberto...

Ho finto di sapere e ho chiesto la cortesia di mantenere il segreto !

E' l'unica cosa da fare, lo sai anche tu.

Tuo padre non avrà mai il coraggio.

E' troppo compromesso con Mussolini, troppo amico, ma tu no.

Mussolini, Grandi, tuo padre

sono il passato.

Tu sei il futuro dell'Italia e della dinastia.

Se adesso fai un gesto forte, potremmo...

prendere tutto quello che ci spetta, quello che ti spetta

il tuo posto nella storia.

Organizzare questa manovra, cercare contatti con il nemico

attraverso un Paese straniero sfruttando il mio nome

all'oscuro del sovrano, è un atto di alto tradimento, Maria José.

Non capisci che l'ho fatto per te ?

Per noi, per il nostro futuro... per il nostro amore.

E' mio dovere avvertire sua maestà.

Tuo padre mi manderà in esilio, non potrò più vedere i bambini.

Addio, amori miei.

Perché, mamma ? Dove vai ?

No... da nessuna parte.

- Torna a leggere, amore. - Perché piangi ?

Niente. Niente...

Mamma ?

Dov'è andata ?

- Mio padre già riposa ? Ho urgenza di parlargli. - Certo, altezza.

Altezza reale !

Gli angloamericani sono alle porte di Palermo.

Preparate una macchina per tornare al Comando, partiamo tra poco.

Gli angloamericani sono a Palermo, presto invaderanno il Continente.

I tedeschi ammassano truppe.

Prima le loro divisioni in Italia erano nove, ora sono dodici.

- Vogliono trasformarci in una trincea ! - Lo so già !

Ambrosio mi tiene al corrente di tutte le loro mosse.

Mi serve una soluzione, ce l'hai

o sei venuto solo a piangere da me come facevi da bambino ?

La soluzione è esautorare Mussolini

e chiedere una pace agli angloamericani.

Tu, come Re e come capo delle forze armate

dovresti metterti alla testa dell'esercito e cacciare i tedeschi.

- I miei soldati combatteranno. - Sei sicuro ?

- Allora perché stanno perdendo la Sicilia ? - Non è la loro guerra.

Difendere la Patria dai nazisti è un'altra cosa.

I soldati sono fedeli alla Corona.

Alla Corona !

Certo, non per forza a noi, certamente non a te.

Mussolini ha convocato il Gran Consiglio

dopo l'incontro con Hitler. Quei due sono d'accordo per distruggerci.

Con le leggi del '38 il Duce ha dato al Gran Consiglio il potere

di modificare la linea dinastica ! - Non arriverà a tanto !

Non toccherà me, ma potrebbe togliere il trono a te.

Potrebbe prendere a pretesto quello che fa tua moglie.

Le simpatie antifasciste di Maria José sono sulla bocca di tutti.

Potrebbe mettere sul trono il cugino Aimone, se vuole !

Non vede l'ora !

Se questo accadrà, da che parte starà il tuo esercito ?

Avere la responsabilità di un Paese

significa sapere cosa è possibile fare e non farsi confondere

da chi propone folli avventure di riscossa come Grandi o tua moglie.

Questo è essere Re !

Umberto, tu ancora non lo sei

per questo il tuo compito è solo obbedire.

Hai ancora qualcosa da dirmi ?

No.

Mamma, che succede ?

Amori miei !

Sono qui, sto con voi.

Mio padre teme che Mussolini abbia convocato il Gran Consiglio

per togliere il trono alla nostra famiglia... e a me.

Nonostante questo non farà nulla ?

Che dovrebbe succedere ora, secondo il tuo piano ?

Qual è la prossima mossa ?

Italo Niccolai frequenta coetanei di idee sovversive, antifascisti.

- Uno di loro è già stato schedato. - Chi sono ?

- Sono del Partito d'Azione. - Che farebbero esattamente ?

Piccole cose, propaganda, giornali clandestini... per ora.

Devo continuare a seguirlo ?

No, grazie, Berti. Me ne occupo io, personalmente.

Vada pure, grazie.

Con permesso. Signora.

Silvia ?

Sono in una situazione delicata, ma vi assicuro che faccio il possibile.

Il Duce in questo momento ha mille preoccupazioni.

Proprio per questo ha bisogno di me.

Io e lui siamo come il latte e il caffè nel cappuccino, inseparabili.

Invece, dopo tutto quello che gli ho dato

mi ha lasciato così, da un giorno all'altro

senza nemmeno una telefonata. - La vostra famiglia si è esposta troppo.

La gente mormora, anche gente vicina al Duce.

Credetemi, Clara, se saprete aspettare

il tempo del vostro ritorno maturerà da solo.

Io voglio sapere chi mi ha tradito con il mio Ben.

Avete detto "gente vicina al Duce".

Gente di famiglia, come sua figlia Edda ?

Tanto lo scoprirò lo stesso, che voi me lo diciate o no.

Come avete detto, il mio tempo tornerà.

Sta a voi decidere se mi volete come amica o come nemica.

Marcello !

- Dovrei mandarti davanti al Tribunale Speciale ! - Ma che dici ?

Sai a chi devi il tuo posto da primario ? A me !

- A me ! E mi ripaghi così ? - Di che cosa stai parlando !

Hanno scoperto le creste sulle commesse dell'esercito !

- Eri d'accordo anche tu ! - Dovevi stare attento !

Edda Ciano l'ha scoperto... e lo ha riferito al Duce.

Per questo Ben non vuole più vedermi.

- Claretta, ascoltami... - Non voglio sentire le tue scuse.

Devi trovare qualcosa contro i Ciano, subito.

Un'arma che possa screditarli

o sarà la fine di tutti noi.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Grazie.

Ti sei vista con Italo Niccolai senza dirci niente.

- Sapevi che non era il caso. Non dovete frequentarvi più. - Perché ?

Non è adatto a te. Si sta cacciando nei guai, non devi essere coinvolta.

Che guai ? Zio, se Italo è in pericolo, devi dirglielo.

Si è unito agli antifascisti perché vuole cacciare me e tutti noi.

- Che direbbe tuo padre, se lo sapesse ? - Non mi importa.

- Lo amo. - Non voglio più sentire parlare di Italo qui dentro !

- Tu hai paura ! - Siedi. - Temi che rovini la tua bella carriera !

- Beatrice ! - Siedi, subito. Non puoi parlare così a tuo zio.

- Beatrice ! Beatrice ! - Lasciala stare. - Beatrice !

Beatrice !

Ciao. Scusami, ho fatto tardi.

- Che succede ? - Ti sei unito agli antifascisti.

Sì.

- Come l'hai scoperto ? - E' stato mio zio. Ti avrà fatto seguire.

Vedevo dei movimenti strani.

Beatrice, io non voglio vivere sotto una dittatura, voglio la libertà.

- Ti illudi. Il fascismo è ancora forte. - Non sarà per sempre così.

Davvero credi che il fascismo cadrà ?

Quando la gente non ha più niente da perdere, non ha più paura.

Fammi provare.

Io ti amo.

Ti amo così come sei.

Promettimi che staremo insieme, qualsiasi cosa accada.

- Te lo prometto. - Davvero ? - Sì, sempre !

- Per sempre. - Sempre !

Sempre, sempre, sempre !

- Ti amo. - Anch'io.

Bene, allora siamo d'accordo.

Partirà immediatamente per il Portogallo, conte

e prenda contatto con gli inglesi. - Lo farò appena sarò a Lisbona.

Comunicheremo solo per corriere.

Vista l'urgenza posso informarvi per telefono, in codice, naturalmente

fingendo di darvi notizie su una presunta malattia di mia moglie

che per fortuna gode di eccellente salute.

Dirò che sta prendendo medicine quando il contatto è avviato.

Se il nostro piano funzionerà, mia moglie guarirà o peggiorerà.

Non ce lo auguriamo proprio.

La mano.

Principessa.

Una giornalista di un quotidiano svedese vuole intervistarvi.

- Si chiama Ingrid Eriksson. - No, sono occupato. - Presidente.

Vi prego, vi ruberò solo qualche minuto, per favore.

- Va bene, prego. - Grazie.

- Che cosa fate ? - Adesso non possono più ascoltarci.

Magari si chiederanno che cosa stiamo facendo.

Vi porto saluti dall'ambasciatore inglese in Vaticano.

Vi mandano gli inglesi. E' pericoloso per noi e per voi.

Ero stato chiaro da prima della guerra, niente più contatti.

Al governo britannico non piace prendere decisioni al buio.

Churchill, se deve esporsi per fare una pace separata con l'Italia

vuole essere sicuro di avere l'uomo giusto. - Avete parlato con Ciano ?

Noi dobbiamo provarle tutte, ma abbiamo delle preferenze.

Churchill ha molta stima di voi.

Per il futuro dell'Italia vedrebbe bene una sovranità... limitata.

Vittorio Emanuele sul trono e voi al posto di Mussolini.

Chi verrà dopo Mussolini lo deciderà il Re.

Il Gran Consiglio di sabato può essere una grande occasione per voi

ma solo se vincerete. Quanti voti avete adesso ?

- Pochi. - Appunto. Per vincere

vi serviranno tutti i voti possibili dei vostri e anche quelli di Ciano.

Pensateci bene, presidente, sarebbe un peccato perdere un'occasione così

solo per il vostro orgoglio.

Un'altra persona al vostro posto avrebbe accettato.

Ciano magari. Vi conviene ?

L'intervista è finita.

Hai deciso di iscriverti al Circolo del golf ?

Vuoi che ti dia qualche lezione ?

A pagamento, si intende !

I miei voti più i tuoi, per spazzare via Mussolini al Gran Consiglio.

- Non basterebbero comunque. - Insieme ne troveremo altri.

Ammesso che ci riusciamo, che accadrà dopo ?

Dopo... ognuno per sé.

A differenza di mia moglie, non mi piace giocare d'azzardo.

Perché non ci accordiamo adesso ?

- Che hai in mente ? - Roma ha fatto le cose più grandi

quando la guidavano due persone, i consoli.

Primo ministro, segretario del partito.

A turno.

Fino a quando ?

Fino a che ce ne sarà bisogno.

Ferro sette.

Buongiorno, Duce.

L'incontro con sua maestà per riferire dei colloqui di Feltre

è stato fissato a Casa Savoia per dopodomani. - Bene.

Questa è l'informativa dell'OVRA di oggi su Dino Grandi.

- Duce... - Sì ?

Ha telefonato la signorina Clara.

- E' la terza volta che chiama. - Credevo di essere stato chiaro.

Non voglio avere più niente a che fare con quella donna.

Signor Marcello.

Il conte Ciano si vede con Dino Grandi. Si incontrano alla Camera

e al Circolo del golf. Mi ha detto di non farlo sapere a nessuno.

Che si dicono ?

Si stanno accordando per destituire il Duce.

Non sono soli durante questi incontri.

Ci sono tanti altri gerarchi.

Mamma ? Clara !

Ho scoperto cose importanti.

- Ciano e Grandi tramano per rimuovere Mussolini. - Insieme ?

- Sei sicuro ? - Da un po' mi lavoro uno degli uomini di Ciano.

Si sono visti anche con altri gerarchi, ma loro muovono il gioco.

- Traditori, cani rognosi ! - E' quello di cui avevamo bisogno.

- Come faccio a informare Ben ? Non vuole parlarmi. - De Cesare ?

Dice di essermi amico, ma non si esporrà mai.

Serve qualcuno di cui Ben si fidi, che sia costretto ad ascoltare.

E ce l'abbiamo !

La Deutsche Haus, grazie.

Il colonnello Dollman.

- Italo ! - Ciao. - Ciao. - Hai fatto come ti ho detto ?

Sì, non mi ha seguita nessuno.

- Italo ! - Ciao !

- Non mi presenti questo splendore ? - Sì...

E' un mio amico.

- Emilio, lei è Beatrice. - Incantato.

- Che fai da queste parti ? - Poi ti dirò.

- Signorina, ci siamo già visti in circostanze non liete. - Ricordo.

- Al funerale del papà di Italo. - Dall'accento non siete di Roma.

No, sono di Cremona. Mi sono trasferita da mio zio.

- Vostro zio... Dino Grandi. - Sì, è il fratello di mio padre.

- Abitate... - Scusami, stavamo andando.

Certo. Scusate, non volevo fare da terzo incomodo.

Allora... divertitevi. Viva l'amore !

- Scusalo, è fatto così. - E' simpatico.

- Gelato ? - Sì.

[DIALOGHI NON UDIBILI]

Grazie per avermi ricevuta, colonnello.

Voi siete una delle poche che simpatizzano apertamente

per il Terzo Reich. - Mi piace perché non avete mezze misure.

Quando ho scoperto le trame di Galeazzo Ciano

ho pensato subito di informarvi. - Avete fatto bene.

Riferirete le mie parole al Duce ?

- A voi darà ascolto. - Mi attiverò immediatamente.

La sicurezza di Mussolini è una priorità per il Fuhrer

soprattutto se la minaccia arriva dalla sua stessa famiglia.

Proprio così. Grazie, colonnello.

- Gli direte chi vi ha informato ? - Avrete tutto il merito.

E' la cosa a cui tengo di più.

Avevo detto di non cercarmi più. Ero indecisa se venire o meno.

- Per fortuna lo avete fatto. - Sono cambiate molte cose, Eugen.

Io e mio marito abbiamo deciso di riprovarci.

Siete certa che vostro marito ne sia degno ?

- Come vi permettete ? - Aspettate.

Mi è stata riportata da una fonte assolutamente attendibile

una notizia che riguarda il conte Ciano e vostro padre, Edda.

Parlate, Dollman.

Vostro marito e Dino Grandi stanno organizzando una congiura

per rimuovere il Duce al Gran Consiglio sabato.

Avere i quadrumviri dalla nostra è fondamentale.

- Parlerò con De Bono e De Vecchi, riuscirò a convincerli. - Bene.

Ho trovato tre nuovi voti, Bignardi e altri due, così arriveremo a nove.

Nove ? Sulla carta dovremmo arrivare almeno a quindici.

Non basterà, qualcuno al momento del voto ci ripenserà.

Ci giocheremo tutto al Gran Consiglio sabato.

E' un gioco pericoloso.

Vuoi che non lo sappia ?

- In che cosa speri, scusa ? - Nel coraggio.

Si trasmette, come si è trasmessa in questi anni la viltà.

Sì, come un'epidemia.

Buonanotte.

Buonanotte.

Allora è vero !

- Stai tramando con Grandi contro mio padre. - Tramando ?

Non fare il solito melodramma. Cerco di fare uscire il Paese

dai guai in cui tuo padre ci ha cacciati. - Senza quei guai

tu non saresti nessuno. - La mia famiglia era già importante !

Non sto tradendo nessuno, si tratta di chiacchiere, chiacchiere !

Adesso non posso più fare neanche quelle !

Devi stare molto attento a quello che fai. Conosci mio padre.

Se ti metti contro di lui, si vendicherà e non potrò proteggerti.

La rabbia che ti scorre nelle vene è sempre stata la tua cosa più bella !

- Oh ! - A che gioco stai giocando ? Da quanto frequenti Beatrice ?

- Io ho garantito per te ! - Sei impazzito ? Che c'entra Beatrice ?

Se non ti conoscessi, penserei che sei una spia.

Questa storia rischia di metterci tutti in pericolo.

- Lei non c'entra con la famiglia. - Non puoi saperlo.

Grandi è una volpe, è sempre circondato di spie.

Sai di che cosa è capace, finiremo tutti fucilati.

Devi smettere di vedere Beatrice.

Non se ne parla.

Allora devi smettere di vedere noi. Così è troppo pericoloso.

Zia, io esco. Vado a messa, poi ho il turno in ospedale.

Va bene.

- Cerca di non tornare tardi. - Certo.

Beatrice ?

So del Partito d'Azione.

Mi fai spiare, come fai con Beatrice ?

Non devi avvicinarla mai più.

A te non interessa quello che pensa lei.

Beatrice non ha paura delle mie idee.

Le hai fatto girare la testa, eh ? Troppo giovane, ingenua.

Non capisce i rischi che corre. Non è servita a niente la guerra ?

- Ho capito chi siete voi fascisti. - La vostra è un'impresa disperata.

- Darai un dolore più grande a tua madre. - Lei ne sarà orgogliosa !

Anche mio padre, se non lo aveste ammazzato !

Lui non era un illuso come te ! Non c'entro con la sua morte e lo sai !

Papà si è illuso solo su una cosa, ti credeva diverso.

Invece sei un fascista come tutti gli altri.

Anzi, peggio. Hai comandato le squadracce nella bassa emiliana.

- Hai dei morti sulla coscienza. - Parli di fatti che non conosci

e poi si tratta di vent'anni fa. - Però tu sei rimasto lo stesso.

- Ragazzino, abbiamo combattuto la corruzione ! - Che avete ottenuto?

Siete diventati ancora più corrotti. I Ciano, i Federzoni, voi Grandi !

Ricchi, addirittura nobili.

Mio padre mi ha raccontato dei soldi che avete fatto con il fascismo

e di come li avete fatti. - Non devi...

Così avete rovinato l'Italia, avete fallito.

Ora è il nostro tempo.

- Il Duce ha chiamato ? - Niente.

Sono passate ore.

- Sicuri che Dollman ha parlato con Mussolini ? - Doveva farlo oggi.

O non gli ha detto niente o si è preso il merito.

La verità è che la colpa di quello che è successo è solo tua.

Edda è riuscita a farti fuori perché non avevi in pugno l'uomo.

Ho fatto quello che potevo !

Dammi da bere.

E' questo il tuo problema, Clara, lo è sempre stato.

Tu rispondi. La donna, se vuole governare, deve essere muta !

Invece giocavi a parlare di politica con Dollman.

Se mandavamo avanti tua sorella Maria, ora non saremmo rovinati.

Sabato Beatrice tornerà a Cremona.

Le ferrovie sono interrotte, ma... ci andrà con la corriera.

- Questo è il biglietto. - E' la cosa migliore da fare. - Già.

Anche questa... è la cosa migliore da fare.

Hanno riaperto l'aeroporto dell'Urbe finché non ci bombardano di nuovo.

Sabato mattina prenderai il volo per il Portogallo

e poi raggiungerai i nostri figli in Brasile.

Io non parto senza di te.

Sabato vado al Gran Consiglio, non posso tirarmi indietro. Parti.

Devi farlo per Simonetta, per Franco e anche per me.

Come posso lottare sapendo che sei qui e possono farti del male ?

Io non ti lascio da solo.

Antonietta, i nostri figli devono avere almeno una madre.

Lo capisci ?

"Tuo genero si sta preparando a pugnalarti."

"Ho provato ad avvertirti, ma non hai voluto ascoltarmi."

"Se tu mi cadi come mito, come dio"

"a me non resta che uccidermi."

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