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Original subtitles

Andiamo.

[SQUILLI DI TELEFONO]

Pronto ?

Ma...

Sissignore.

Il Duce ha annullato l'ordine. E' così.

Perché non l'hai fatto arrestare ?

Doveva essere umiliato pubblicamente. Congiurerà ancora...

Grandi mi serve per capire chi e in quanti la pensano come lui.

Da Bottai non me lo sarei mai aspettato, ma tra i gerarchi

non pochi erano contrari ai comizi. - Grandi è in combutta con il Re.

Gli ha dato il collare dell'Annunziata. Non è un caso.

-Il Re mi è fedele. -Mai fidarsi di un Savoia ! -Ho in pugno anche lui.

- Io penso che... - La smetti di prendere questo tè ?

- Serve alle persone malate e tu non lo sei ! - Rifletti, ti prego.

Serve il pugno di ferro con tutti ! Non vedi che succede in Sicilia ?

Il nostro esercito si arrende senza combattere

il nemico avanza e tu sei circondato da traditori.

E io...

penso che il Duce cominci ad avere paura di noi, sai ?

Sì, ma come ci muoviamo adesso ?

- Dobbiamo trovare un altro modo per esautorarlo. - Sì, ma quale ?

Per amor di Dio ! Di che parlate ?

Ehm... Sì, devo proprio scappare.

Ci vediamo domani, grazie.

Antonietta.

Che cosa succede, Dino ?

Questa volta devi rispondermi.

-Vogliamo esautorare Mussolini. -Sei impazzito. -Devo fare qualcosa.

Non devi fare niente. Abbiamo faticato per arrivare fino a qua.

-Vuoi perdere tutto ? -E' già perso, la guerra sta arrivando anche qui.

-Allora andiamocene, raggiungiamo i nostri figli in Brasile. -Non posso.

L'aria sta cambiando, altri gerarchi hanno aperto gli occhi.

-Il Re mi ha chiesto di agire. -Tiri fuori lui il Paese dalla guerra.

Sua maestà ha scelto me per salvare il Paese.

Per mandarti al macello e in cambio di cosa ?

Tu non vuoi solo destituire Mussolini.

Vuoi prendere il suo posto.

La tua ambizione ci distruggerà.

- Duca, buongiorno. - Presidente, buongiorno.

-Devo parlare con sua maestà. -Oggi la sua agenda è densa di impegni.

- Potete dire a me. - No, devo parlargli subito.

Si tratta di quello che abbiamo discusso alla cerimonia

del collare della Santissima Annunziata, voi non c'eravate.

Vi prendete la responsabilità di impedirmi di aggiornare il Re ?

- Buongiorno. - Buongiorno, presidente. Da quella parte, prego.

Aspettate qui.

[RISATE]

Maestà.

- Maresciallo Badoglio. - Presidente Grandi ! Vi unite a noi ?

Ho un bel ricordo dell'ultima volta in cui abbiamo cacciato insieme.

Ricordo solo che quando il cinghiale è uscito, non vi ho più visto.

Altezza, dovrei parlarvi.

Maresciallo, volete attendermi alla casina sul lago ?

Maestà, il Duce non vuole concedere il Gran Consiglio

ma ci sono segnali di cedimento nel regime. L'esercito deve agire.

Sssh !

Quando ero bambino odiavo la caccia.

Lo consideravo un passatempo primitivo.

Una volta chiesi al mio precettore perché, nonostante l'agricoltura

ci ostinavamo ad ammazzare gli animali.

Rispose: "Per mostrare coraggio !" Io odiai la caccia ancora di più.

Il precettore non aveva capito niente.

Sa che conta davvero nella caccia ?

La precisione, il sangue freddo...

Conta la pazienza.

E' la stessa virtù necessaria a un sovrano. Solo dopo che l'ho capito

ho iniziato ad apprezzare la caccia. - Non è più tempo per la pazienza.

Non mi avete fornito un appiglio costituzionale !

- Ora bisogna attendere un'altra occasione. - Quale ?

Gli angloamericani risalgono la penisola

i tedeschi arrivano da nord

il nostro esercito deve muoversi ! - Queste valutazioni spettano a me.

[SPARO]

(in piemontese) L'ho preso.

L'ho preso ! Lo vedete ?

La pazienza conta più di ogni altra cosa.

Più grande è la preda e più grande deve essere la pazienza.

Se a voi manca, troverò qualcuno che ce l'abbia.

Ho frequentato il liceo classico. Quando hanno bombardato Cremona

i miei genitori mi hanno mandata qua. C'è il Papa, è più sicuro.

Allora per fortuna che c'è il Papa, sennò non ci saremmo mai incontrati.

[ROMBO DI AEREI]

Andiamo ! [SIRENA ANTIAEREO]

Sono tantissimi !

Ferma ! Date a me !

Non toccate ! Lasciatelo !

Qualcun altro li ha presi ? Eh ?

Dài ! Attento.

"I vostri soldati si sono battuti coraggiosamente"

"ma sono stati traditi dai tedeschi." E' vero.

"Popolo italiano, devi decidere se morire per Mussolini e Hitler"

"o vivere per l'Italia e la civiltà." Anche questo è vero.

Scrivono di abbandonare le case vicino alle caserme e alle stazioni.

- Vuol dire che bombarderanno. - La guerra è sempre più vicina.

Io ho paura.

Non voglio che ti rimandino al fronte e ti mandino via da me.

Stai tranquilla, le cose andranno veloci.

- Gli americani stanno arrivando, per fortuna. - Per fortuna ?

Gli americani sono i nemici.

Beatrice, chi sono i veri nemici ? Quelli sbarcati in Sicilia

o quelli che ci mandano al macello in una guerra senza scopo ?

- Feld maresciallo. - Devo vedere il Duce, subito !

Vi annuncio immediatamente.

Se volete attendere.

- Duce, perdonate. - Sì ?

Il feldmaresciallo Kesselring vuole vedervi con urgenza.

Che entri !

Prego, feldmaresciallo.

- Duce. - Immagino che siate qui per parlare della Sicilia.

La situazione è grave, ma non compromessa.

Vorrei avere il vostro ottimismo, Duce

ma su questo vi confronterete di persona con il Fuhrer.

Vuole vedervi per discutere dell'andamento della guerra.

Il 19 luglio, vi comunicheremo il luogo.

Bene.

Grazie, Kesselring !

- Presidente, preparo la scorta ? - No, grazie.

Oggi vado a piedi.

Sono Dino Grandi, vorrei parlare con il principe Umberto.

Prego, mi segua.

[SQUILLI DI TELEFONO]

- Pronto ? - Capitano, una persona chiede di incontrare il principe.

Dice di essere il presidente della Camera dei Fasci.

Ha un documento a nome Dino Grandi.

Che cosa devo fare ? Sì, signore.

Mi segua.

Altezza reale, mi scuso, ma era mio dovere venire.

Solo l'esercito può rimuovere il Duce.

Grandi, sono decisioni che spettano a sua maestà mio padre.

I Savoia sono re, militari, da sempre.

Dovete avere il coraggio delle grandi occasioni.

Se sua maestà non ce l'ha, qualcun altro deve avere questo coraggio.

Faccio finta di non aver sentito

perché quello che voi proponete è tradimento.

Quando nel '22 facemmo la Marcia su Roma

temevamo che il Re ci mandasse contro l'esercito.

Lo so bene, c'ero.

Sarebbero bastati pochi colpi di fucile a fermarci

ma vostro padre non diede l'ordine. - Aveva i suoi motivi. - Sì, certo.

Mise il Paese nelle mani di Mussolini

che in quel momento era l'uomo giusto per salvare l'Italia

ma il Duce non è più quello di allora.

Per sua maestà rimuoverlo vorrebbe dire ammettere di avere sbagliato

e questo un Re non può farlo.

Se però fosse suo figlio ad agire...

il Re non potrebbe non approvarlo.

Gli angloamericani stanno per arrivare.

Se per allora voi Savoia sarete ancora dalla parte di Mussolini

pagherete anche voi le sue colpe.

Grazie per la franchezza. Quando verrà il momento, farò la mia parte.

- L'importante... - Arrivederci.

Altezza.

L'incontro con il Fuhrer sarà domani vicino Belluno, a Villa Gaggia.

E' opportuno chiedere a Hitler di chiudere il fronte russo.

E' evidente che lì sarà sconfitto.

Con le truppe nel Mediterraneo potremmo difendere la Sicilia.

A capo delle armate sud non dovrebbe esserci quell'inetto del principe !

Gli ho dato 230.000 uomini, 40.000 tedeschi. Non bastano ?

No, non ci sono abbastanza armi, il morale delle truppe è molto basso.

- Difficile prevedere quanto potrà resistere l'isola. - Resistere ?

Resistere ! Io pretendo una vittoria !

Io voglio la Sicilia liberata !

La Sicilia è già persa. Non ci sono speranze senza il nostro alleato.

Dovete convincere il Fuhrer.

Andate via.

Stai uscendo.

Ti aspetta per caso Dollman ?

Anche se fosse ?

Non è di buon gusto flirtare con un colonnello delle SS.

Invece lo è scopare sul terrazzo di casa nostra.

Ti ho visto e forse non solo io.

- Maddalena non conta niente. - No, infatti, è una delle tante.

Edda, tu non capisci che cosa conta e che cosa no.

Sei gelosa di tutto, di tutti, di Maddalena, di Clara Petacci...

- Lei che c'entra ? - Sei più gelosa delle amanti di tuo padre

che delle mie ! - Quella donna è una vipera, è una sanguisuga.

- Le interessano i soldi, mio padre va protetto. - Non devi farlo tu.

- Invece sì ! Sono una Mussolini. - Edda, la tua è una mania !

Sei ossessionata da tuo padre perché vuoi essere l'unica, ma non puoi !

Accontentati di essere sua figlia e mia moglie, questo è il tuo posto !

Ah, sì ? E qual è il tuo di posto ?

Senza il mio cognome non avresti neanche quel posto da ambasciatore

che tanto odi ! Forse non sono io che devo accontentarmi.

Dove sei stata ?

- Dopo il turno all'ospedale ho fatto una passeggiata. - Con chi ?

- Italo Niccolai, vero ? - Sì.

Non devi uscire con lui. E' per il tuo bene.

Che ne sai tu del mio bene ?

Il tuo buon nome è il tuo bene, per una donna niente è più importante.

- Il mio buon nome o il vostro ? - Vai in camera tua, subito.

Parleremo di questo con tuo zio quando rientra.

Dino ?

Che fai in piedi a quest'ora ?

- Ero molto preoccupata. - Sono stato fuori Roma.

Ho chiamato la tua scorta. Non sapevano dov'eri.

- Sono cose che non ti riguardano. - Come ? In questa casa...

In questa casa nessuno discute ciò che io faccio, nemmeno tu.

Buonanotte.

Sei andata a letto con Dollman ?

Forse sì

o forse no.

Sei geloso ?

C'è un volo che arriva tra due giorni dalla Spagna.

Ci sarà un corriere diplomatico con una valigetta carica d'oro.

Così il fratello della Petacci fa rientrare ogni settimana in Italia

i soldi che truffa al nostro esercito. - Come lo sai ?

Non sono incapace come credi. So della tua ossessione per i Petacci.

Da tempo mi informo su di loro.

Dài, fai fermare il corriere, avrai una prova per tuo padre.

Questi sono il nome e l'ora.

Dollman ti ha conquistata così ?

Forse così potrò conquistarti anch'io.

Ho raccolto questi documenti per il buon nome della nostra famiglia.

Dimostrano come Marcello Petacci negli anni ha truffato lo Stato

facendo creste enormi sulle forniture destinate all'esercito

mentre il Paese muore di fame.

Edda... questi mezzi non sono da te.

I soldi rientrano clandestinamente in Italia dalla Spagna

e qui dentro c'è scritto come e dove.

Clara Petacci è coinvolta nella truffa.

- Spie, congiure anche in famiglia ? - Lei è la spia !

Finge di amarti per avere vantaggi e potere.

- Metti fine a questa storia prima che lo scandalo... - Zitta !

Siediti.

Siediti.

Siediti !

Ti sei mai chiesta com'è stare qui, dall'altra parte

al ponte di comando dell'Italia ?

Migliaia di problemi, suppliche che ogni giorno arrivano su questo legno

ogni ora, ogni minuto, da vent'anni, solo.

Riesci a immaginare il peso ?

Credi che avrei potuto condividerlo con tua madre

che parla di brodi e di galline tutto il giorno ?

O forse c'era qualcun altro ?

Questo è Clara per me.

E' più giovane di me.

- Potrebbe essere... - Mia figlia ? Credi che non lo sappia ?

Potresti essere tu... ma non lo sei.

Tu non sarai mai come lei.

Mai.

Che cosa sei diventato, papà ?

Ecco, vattene, quello sai fare.

Duce, l'auto per voi e il generale Ambrosio vi attende in cortile.

Aspettatemi giù.

[SQUILLI DI TELEFONO]

Pronto ?

Ben ?

Ben ?

Lo so che sei tu.

Ben ?

Parlami.

Ben ?

Mamma ? Dove sei ?

- Eccoli. > Grazie.

- Buongiorno, bambini. - Sofia ! Che succede ?

Signorine, grazie. Tu rimani. Allora ?

Dino Grandi si è presentato da me, in studio.

Vorrebbe incontrarti urgentemente.

Insiste per farlo nella massima riservatezza.

Non è il caso.

Non ora che Capodilista sta andando a trattare con gli inglesi.

Perché non senti che vuole ? Quell'uomo è pieno di astuzia.

Girano voci che sta preparando qualcosa. Ho saputo che Grandi

ha parlato anche con Umberto. - Con Umberto ?

Non vuoi sapere che cosa si sono detti ?

Beatrice ?

Beatrice ? Facciamo due chiacchiere ?

Tua nipote si vede con Italo Niccolai.

Questo l'ho trovato in camera sua... nascosto.

Ecco che cosa succede in casa tua.

Ho letto.

- Che ne pensi ? - E' un ottimo programma, basta Mussolini.

- Togliamo di mezzo anche i Savoia. - Una Repubblica parlamentare

democratica, libertà di elezione, facciamo votare anche le donne.

- Libertà di professare le proprie idee. - Diverso da ora. - Esatto.

Per questo vale la pena lottare, con le armi...

Silenzio e darsi da fare. Il tempo è prezioso.

-Avevi detto che potevo incontrare i tuoi amici. -Sì, se non cambi idea.

Non cambio idea, soprattutto ora che ci rimandano al fronte.

Io non ci torno. Se devo morire, voglio che sia per qualcosa.

(sottovoce) Italia libera. Libera !

Duce ! Duce !

- Salute al Duce ! (insieme) Duce !

Vi ricordo che è imperativo ottenere

che i tedeschi chiudano il fronte russo e ci diano le armi richieste.

Se non lo faranno, sarà la dimostrazione

che non possiamo contare su di loro. - Tacete, Ambrosio.

Saluto al Duce.

Duce, prego.

Montezemolo.

Prego, venite.

Grandi, vi ricevo per cortesia

e per chiedervi di non importunare mai più il principe di Piemonte.

Credo che voi siate curiosa di sentire che cosa ho da dirvi.

Grazie.

Sono venuto da voi perché la vostra avversione al Duce è nota

e perché vi considero l'unico uomo di Casa Savoia.

- Venite al punto. - L'ora è grave, non possiamo attendere oltre

per il Paese e per casa Savoia.

Il Re preferisce andare a caccia, deve agire il principe

vostro marito, usando l'esercito per rimuovere il Duce.

Quando io e il principe ci siamo parlati

mi è sembrato che avrebbe valutato la mia proposta.

Ho chiesto di parlare con voi perché spero sinceramente...

- Che io vi aiuti a convincere il principe ? - Sì !

Io credo che il regime stia per crollare.

Per questo qualcuno che è compromesso, come voi, Grandi

un alto gerarca fascista

non deve avere rapporti con la famiglia reale. [SIRENA ANTIAEREA]

Singolare che tanta premura venga proprio da voi

l'unica ad essersi iscritta al partito volontariamente.

Mi era stato fatto credere che come ispettrice della Croce Rossa

fosse necessario ! La mia è una famiglia di re democratici !

- I Savoia devono agire ! - Chi dice che non lo faranno ?

Non per permettere a uno come voi di prendere il posto di Mussolini.

- Ma... - Non vi lascerò mettere a repentaglio il destino di Umberto

per i vostri giochi di potere. [ROMBO DI AEREO]

Sono disposta a tutto per difendere il trono.

Per farci sedere chi ? Il principe ereditario o voi stessa ?

[BOATI]

Allontaniamoci, altezza !

- Aiuto ! - Non posso crederci, stanno bombardando Roma !

E' stato un lungo viaggio per arrivare fin qui, Fuhrer.

[PARLA IN TEDESCO] Sì, Duce.

[PARLA IN TEDESCO]

Lo spettacolo dei militari e del popolo italiano in Sicilia...

[PARLA IN TEDESCO] E' deplorevole.

[PARLA IN TEDESCO] I soldati...

(in tedesco) Si stanno battendo per difendere la vostra terra.

Una guerra si combatte con determinazione

coraggio, fino alla morte !

Il Terzo Reich rovescerà le sorti del conflitto con armi mai viste.

- Il Terzo Reich... - Capisco perfettamente quello che dice !

Potete andare. Anche il loro interprete, che esca !

(in tedesco) Non bisogna perdere più tempo, mobilitare tutte le riserve

rimuovere tutti i gerarchi incapaci o collusi con il nemico !

Fucilateli ! Se necessario, tutto il Paese dovrebbe andare in fiamme !

Duce, sei circondato da traditori, nell'esercito, nel tuo partito !

(in tedesco) Il partito è saldo... - E allora dimostramelo !

Elimina chi è contro di te !

Liberati del Re, dei carabinieri, dell'esercito !

(sottovoce) Stanno bombardando Roma.

Quell'uomo è un vile, è pronto a usare i suoi uomini contro di voi !

Se non avete coraggio di farlo voi, lo faremo noi al vostro posto !

Duce, scusatemi.

Stanno bombardando Roma.

(in tedesco) Il nemico bombarda Roma, devo tornare.

(in tedesco) Immagino che la vostra contraerea stia a guardare.

Prefetto ! Non voglio comunicati sul bombardamento con toni lamentosi !

Devono essere maschi, vendicativi ! Fuhrer !

Andiamo !

- Il Duce mi sembra sfinito. - Dite piuttosto che sembra un cadavere.

- De Cesare. De Cesare ! - Duce.

Convocate il segretario Scorza a Palazzo Venezia, devo trovarlo lì !

- Telegraferò dall'aeroporto. - Certo !

Date ordine di impedire a Clara Petacci l'accesso al palazzo.

- A Roma darò disposizione, Duce. - No, subito !

Telegrafate anche questo dall'aeroporto !

De Cesare, so che voi la favorite, non lo tollererò più !

Partiamo.

[DIALOGHI CONCITATI]

[DIALOGHI CONCITATI]

- Portatela lì in fondo ! - Coraggio, resisti.

Principessa... aiutateci. E' stato terribile.

Fate smettere questa guerra... voi che potete.

- Principessa... Principessa... - Farò il possibile, ve lo giuro.

- Abbiamo perso tutto ! - Coraggio.

- Ho finito, bendatela subito. - Abbiamo finito tutto.

- Come ti chiami ? - Sofia... - Dove le hai trovate ?

Ho tagliato e bollito un lenzuolo.

- Forza. Quanti anni hai ? - Undici...

Brava, respira...

Respira, brava, così.

Brava. Brava.

Grazie, dottore.

Ci aiuti...

Coraggio.

[SIRENE]

Signora Petacci.

Che succede ?

Il Duce mi ha bandito da Palazzo Venezia.

E' tutto perduto... Tutto perduto...

Niente è perduto ! Il Duce avrà ancora bisogno di te.

Ora più che mai.

Marcello, dai un sedativo a tua sorella.

Come...

Sconsiglio di andare nei quartieri colpiti.

C'è grande ostilità nei confronti del fascismo.

Com'è possibile ? Il fascismo è questo Paese.

De Cesare.

- Agli ordini. - Scorza, fai recapitare questa comunicazione

a tutti i gerarchi.

- Duce, questo è... - Immediatamente.

Presidente, scusi, chiedono di voi.

Presidente, una comunicazione per voi.

Mussolini ha convocato il Gran Consiglio per sabato.

- Non è quello che volevi ? - Sì...

Tu devi occuparti della sicurezza. Mobilita la milizia

armala di tutto punto. Voglio solo fedelissimi.

Sì, Duce, ma perché convocare il Gran Consiglio proprio adesso ?

Perché voglio guardare in faccia i traditori.

Andrà tutto bene, fidati.

- Non vi succederà niente. - E a te ?

Devono infilare la testa nel cappio che li strangolerà

uno per uno, spontaneamente.

Liberamente.

E quando lo avranno fatto...

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