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[SUONO DI TROMBA]
E' Dino Grandi ?
"Eterno Iddio..."
"Qui danno gloria i cieli, magnificenza la terra..."
"Obbediscono i mari e i venti."
"Benedici noi, soldati di terra, di mare e di cielo"
"combattenti e reduci di tutte le guerre."
"Sorretti dalla tua fortezza, abbiamo servito la patria"
"in armi, nelle ore più cruente."
"Donaci..."
"Donaci di servirla con onestà"
"libertà e concordia nelle opere più feconde della pace."
Picchetto, presentat'arm !
> Dino ? - Sì ?
Dobbiamo parlare a Beatrice.
Sì, non va bene quello che ha fatto al funerale. E' impulsiva.
- Noi abbiamo delle responsabilità verso la tua famiglia. - Certo.
- Mi mancano i nostri figli. - Anche a me.
Quando finirà questa guerra ? Quando potranno tornare ?
E' meglio che stiano in Brasile.
- Per fortuna lì la guerra non c'è, non rischiano nulla. - Lo so.
- Sono così lontani ! - Vieni qui.
Allora... Che cosa gli scriviamo stavolta ?
Duce, l'OVRA ci comunica che Grandi e Federzoni si sono visti.
-Forse stanno congiurando. -Fate intensificare la sorveglianza.
Bene.
(sottovoce) La signorina. - Sì.
E' arrivata la vostra ospite.
Bene.
De Cesare !
Se davvero Grandi sta congiurando, servirà un castigo esemplare.
Claretta ! Bambina mia !
- Che c'è ? Stai bene ? - Ho dei pensieri.
Devo parlarti di un problema, solo tu puoi aiutarmi.
Dopo.
Signore, signori...
[MUSICA DAL GRAMMOFONO] Divertiamoci finché siamo in tempo.
- Finché siamo in tempo ! - Divertitevi, mi raccomando.
[DIALOGHI INDISTINTI]
Colonnello Dollmann ?
Tre carte.
Giocherei per ore con voi, contessa, solo per ammirare le vostre mani.
Sono le mani di una contadina !
E' l'unica altra cosa che ho preso da mia madre.
Una.
Io non vi seguo, passo.
Perché non volete venire ?
Dal terrazzo si gode di una vista meravigliosa.
- Vostra moglie può vederci. - Quando gioca
non si accorge di niente.
Posiamo i bicchieri.
Venite con me.
Diecimila.
Io vado.
Potresti restare per la notte.
Devo tornare con urgenza al comando a Sessa Aurunca.
- Gli Alleati sono così vicini ? - E' questione di giorni, forse ore.
Quindi è di questo che ha paura Grandi ?
Se persino un opportunista come lui cerca una via di uscita...
Hai visto come parlava con tuo padre ?
Sicuramente sta preparando qualcosa.
Umberto... Se la situazione è così grave, dovete rimuovere Mussolini.
- Io non ho poteri. - Comandi tre armate !
- Puoi avere il controllo del Paese. - Perciò devo obbedire al Re.
In gioco c'è anche il futuro della monarchia e dei nostri figli !
Se tuo padre non riesce o non può capirlo, devi farlo tu.
Tu sei il futuro Re, dimostralo.
I Savoia regnano uno alla volta.
L'iniziativa spetta a mio padre, non a me...
e soprattutto non a te.
- Servita. - Anch'io servito.
Passo.
Tutto.
Scala.
- Full di Assi. - Merda !
E' la terza volta che perde.
Come dite voi in Italia, "sfortunato al gioco..."
Colonnello.
- Mio marito ? - E' andato di sopra.
Contessa... Non sembrate molto felice.
Io e la felicità non andiamo molto d'accordo in questo periodo.
Io sarò sempre vostro amico.
Girano voci sulla famiglia dell'amica di vostro padre
Clara Petacci. - Attento, Dollmann.
Mio padre ha qualche debolezza e quella donna è una di queste
ma non c'entra con i traffici di quella gente. - Ne sono sicuro
ma se si arricchiscono alle spalle del regime
il Duce dovrebbe saperlo. - Vi ascolto.
Se ci fossero delle prove
chi meglio di voi potrebbe portarle all'attenzione del Duce ?
Questo basterebbe per rendervi almeno un po' felice, mhm ?
Soldi ?
Quindi erano questi i tuoi problemi, eh ?
Ti ho messo a disposizione un fondo fiduciario, non basta ?
- Abbiamo tante spese con la casa di famiglia. - Mhm...
D'accordo, dirò al prefetto De Cesare di aumentarti la dotazione.
> Duce ? [BUSSANO ALLA PORTA]
> Duce, perdonate, è urgente. - Entrate, De Cesare.
Il nemico bombarda Gela. L'invasione è cominciata.
No !
- Dovevate avvertirmi prima ! - Non avevamo informazioni precise.
Avevo chiesto di essere informato alla prima avvisaglia !
Voi ne risponderete ! Per questo si perdono le guerre.
Dovevate far trasferire la IV divisione tre giorni fa.
Perché è ancora per strada ? Fatela avanzare a tappe forzate !
Deve difendere le linee di rifornimento.
Senza carburante e munizioni, sarà impossibile resistere all'invasione.
Le linee costiere tengono ?
Io voglio un rapporto ora !
Datevi da fare !
[CAMPANELLO]
Le quattro.
Chi è a quest'ora ?
[CAMPANELLO] Sono venuti a prenderti.
[CAMPANELLO]
[BUSSANO ALLA PORTA]
Gli anglo-americani... stanno sbarcando in Sicilia.
(radio) Qui Radio Londra.
La notizia che stiamo per darvi giustifica l'edizione straordinaria.
Le nostre forze hanno dato inizio
all'impresa più importante della guerra.
(radio) Si combatte in Sicilia sul suolo italiano.
Duemila navi anglo-americane hanno sbarcato un grande esercito
che penetra nell'isola senza incontrare resistenza.
(radio) Avanzano decine di navi, centinaia di carri armati
migliaia di uomini pronti a sferrare la battaglia finale.
(radio) Il dittatore che non osa farsi vedere sul fronte
ha perduto tutte le battaglie e perderà anche questa.
Pachino, Gela, Ragusa sono cadute stanotte.
Oggi Siracusa e il porto di Augusta è minacciato.
Augusta resiste, ne sono certo.
Se la Germania non ci fornisce le armi nuove e più potenti
che ci sono necessarie, io temo...
Voi siete il capo di Stato Maggiore, generale Ambrosio Vittorio.
Voi non dovete temere
dovete assicurare che Augusta non cada !
Da lì passa la tenuta
dell'Italia intera !
Agli ordini.
Ormai con mio marito i rapporti sono ridotti al minimo.
Per lui... non sono una donna
nemmeno una moglie. Sono soltanto un'altra sua incombenza.
L'amore potrà rinascere, principessa.
A volte penso di tornare in Belgio, da mia madre
o da mio fratello Leopoldo.
Hitler non vedrebbe l'ora di arrestare anche me.
Il vostro posto è qui, vostra altezza
a fianco di vostro marito e dei vostri figli.
- Vostro marito diventerà Re. - Se ci sarà ancora un Re dopo la guerra.
Le vostre preoccupazioni sono le stesse del pontefice.
E' molto turbato e vorrebbe fare qualcosa
soprattutto ora che la guerra è arrivata in Italia.
-Il Re non gradisce intromissioni. -Se ci fosse qualcuno in Casa Savoia
che facesse da tramite ?
Mettiamo che quel qualcuno ci sia.
Bene, riferirò al Santo Padre.
Scusate.
- Che c'è ? - Non qui, vieni.
Adesso è ancora più urgente ottenere la convocazione del Gran Consiglio.
Il Duce non ha mai ascoltato nessuno e ora sarà ancora peggio.
Se vogliamo che Mussolini conceda il Gran Consiglio
la richiesta deve arrivargli da un fedelissimo.
-Potremmo contattare Galeazzo Ciano. -Ciano ? Assolutamente no !
Ragiona. E' il genero del Duce, è contrario alla guerra e ai tedeschi
e da quando il Duce gli ha tolto il Ministero degli Esteri, è furioso.
Sai com'è fatto. Volubile, inaffidabile, chiacchierone.
Farebbe fallire tutto prima di cominciare.
Io non rischio la mia vita con uno come Ciano.
Allora chi ?
Un uomo al di sopra di ogni sospetto.
Il segretario del Partito Nazionale Fascista.
- Vuoi chiedere a Scorza ? - Perché no ?
- Sarebbe come andare nella tana del lupo ! - Lo so.
- Buongiorno, Scorza. - Buongiorno, Grandi.
Sto lanciando un programma di mobilitazione.
-Il nemico non risalirà la penisola. -Sono venuto proprio a parlarti
della necessità di un'azione decisa. - Dimmi.
Il Duce è sempre stato prima di tutto un uomo politico
ma da tre anni deve occuparsi della guerra. - Prepari questo.
- Dimmi. Dài, ho da fare ! - Dobbiamo liberarlo da questo peso
così potrà trattare alla pari con Hitler e ridare all'Italia il peso
e il ruolo che le spetta. - Non accetterà mai.
Secondo me sì, non aspetta altro.
Però è un uomo orgoglioso. Non dobbiamo essere noi gerarchi
a fare il primo passo. - Non ci penso proprio a espormi.
Possiamo aspettare che la guerra peggiori
ma poi il Duce potrebbe dirci che non gli siamo stati d'aiuto.
Se agissimo ora, potrebbe diventare un titolo di merito.
- Che hai in mente ? - Chiedigli di convocare il Gran Consiglio.
E' la sede giusta per offrirgli la sua libertà di azione politica.
Ci penserò.
Non chiedo altro.
Beatrice ?
Ciao.
Ti stavo aspettando.
Volevo ringraziarti per quello che hai fatto al funerale di mio padre.
- Mi hai dato forza. - Ma no, figurati.
Non c'è bisogno di ringraziare.
Com'è Cremona ?
Io non l'ho mai vista.
E' viva. La sera sotto i portici c'è gente che ride, che parla.
- Però da quando... c'è la guerra, non è più la stessa. - Neanche Roma.
- Niente è più come prima. - Già.
Ho... Ho chiesto di fare l'infermiera volontaria
all'ospedale della Croce Rossa. - Sei generosa.
Magari vengo a trovarti lì qualche volta.
Io... non vorrei. Sai, i miei zii...
Hai ragione, scusa se te l'ho chiesto. Buona giornata.
Però perché no ?
Io comincio domani.
Ciao.
E' più prudente passare dal retro.
[VOCI INDISTINTE]
- Sofia, è arrivato ? - E' già qui.
E' un uomo affascinante, nonostante l'abito.
E' di là.
Principessa... [SCATTO DELLA SERRATURA]
Seguitemi.
Una pace separata, prima con gli inglesi e poi con gli americani
con la nostra mediazione. Questo propone il Santo Padre.
- E' un'operazione rischiosa. - Come il nostro incontro qui oggi.
Gli eventi stanno precipitando e se non agiamo adesso...
- Ne convenite ? - Sì, sì, certo.
- Dite pure. - Il Portogallo è pronto a fare da mediatore
ma serve che mandiate a Lisbona un vostro emissario. - Certamente.
Il nostro ambasciatore in Portogallo è Alvise Capodilista
amico di famiglia e fedele alla Corona.
- Naturalmente Casa Savoia non è in discussione. - No.
Churchill vuole che i Savoia rimangano sul trono.
E' convinto che l'Italia non possa fare a meno della monarchia.
L'unica condizione è che si impegni il Re in persona.
Se... a condurre la trattativa fosse il principe ereditario ?
Il principe Umberto è il futuro Re
e stiamo parlando del futuro dell'Italia.
Altezza.
- Aspettavate me ? - Devo riferire a sua maestà
l'esito del vostro incontro con monsignor Montini.
Ah... Adesso sua maestà ha deciso persino di farmi seguire ?
Tra i doveri della Corona c'è la sicurezza della principessa
come tra i vostri doveri c'è quello di sostenere le decisioni del Re.
Il mio dovere è prendermi cura dei miei sudditi.
Non facendo politica in prima persona.
Duca, avete frainteso.
Con monsignor Montini ho concordato il cerimoniale della Comunione
che il Santo Padre deve amministrare alla principessina Maria Pia.
- Principessa... - Che cosa !
No, niente.
Chiedo scusa per il malinteso. Vi auguro buonanotte.
Buonanotte a voi, duca.
- Come è successo ? - Le difese del porto di Augusta si sono arrese
prima di distruggere gli impianti. Il nemico li userà contro di noi.
- Codardi, traditori ! - Molti reparti hanno combattuto.
-Gli altri lo avrebbero fatto con le armi adatte. -Non giustificateli !
Spegnete !
Voglio i nomi degli ufficiali che hanno gettato le armi
e per loro la corte marziale !
Voglio le fotografie dei plotoni di esecuzione sui giornali !
Questa pellicola non è mai esistita
ma ora voi militari cominciate a fare la vostra parte.
Eh ?
Io mobiliterò tutti i gerarchi per una massiccia operazione
di propaganda fascista patriottica, città per città !
E' tutto, andate.
Il Duce ha perso il contatto con la realtà.
Stai bene così ? Sì, sto bene.
Tu non puoi sapere che cosa si prova.
Non tanto per avere un figlio, ma per quello che si sente.
Tra poco la mia pancia sarà grossa.
Non mi importa di diventare brutta, voglio che tutti lo vedano.
- Questa è la vita ! - Sì, questa è la vita finalmente !
Lontani da quella casa.
Rachele !
Il destino ci aiuterà. Non può abbandonarci.
Benito, che gridi ? Stanno proiettando un film.
Dov'è il piatto di Bruno ?
Benito, nostro figlio è morto.
Devi mettergli sempre quel piatto in tavola.
Gli devi apparecchiare come fai agli altri figli...
anche se io faccio tardi.
Anche se lui non torna più, hai sentito ?
Sempre, sempre, sempre !
E' colpa mia, papà.
Mamma aveva messo il piatto di Bruno
ma quando ho sparecchiato, ho tolto tutto.
Tesoro... Vuoi tenere un po' di compagnia a tuo padre ?
Stiamo vedendo un film, scusa.
Stai molto attento, Benito. Quando chiami troppo i morti...
prima o poi vengono.
- Andiamo adesso, mamma. - Tu vai, io rimango ancora un po' con papà.
- Vai, amore, vai ! Vai in ospedale. - A dopo.
Su, abbiamo quasi finito.
Così, bravo.
Ehi, Niccolai ! Sei in anticipo oggi, eh ?
No, lui non vede l'ora di tornare in guerra.
Si viaggia, si gira il mondo. Magari questa volta ci mandano in Grecia.
Sempre meglio che in Russia.
Senti, ci ho pensato molto
e sono sicuro che mio padre farebbe la stessa cosa.
Voglio conoscere i tuoi amici.
Quando te ne ho parlato, non sapevo che frequentassi Grandi.
- In che rapporti sei con lui ? - Nessuno.
- Mio padre gli ha salvato la vita durante la Grande guerra. - Peccato.
Se non lo avesse fatto, avremmo un nemico in meno. E' uno dei peggiori.
Ha comandato le squadracce. Ha le mani sporche di sangue.
Si è arricchito con i soldi del partito sottratti al popolo
e a tutti noi. - Sai di che idee sono io.
- Me li presenti o no ? - Ne sei certo ?
Hai capito che significa entrare nel Partito d'Azione ?
Se ti beccano, finisci in galera... o fucilato.
Ho preso la mia decisione.
Seguimi, ho qualcosa da darti.
Intanto leggi qui.
Baldini, Niccolai ! Dovete tornare al fronte, tra dieci giorni.
Noi abbiamo un mese di licenza di convalescenza.
Allo Stato Maggiore hanno ridotto tutti i congedi. Servono rimpiazzi.
Vi rimandano in prima linea. Ce ne sono tanti nella vostra situazione.
Giolitti, Taddei ! Andate in Sicilia anche voi.
[SQUILLI DI TELEFONO]
Pronto ? Sì, certo.
- Il segretario del partito per te. - Grazie.
Scorza, buongiorno. Allora ?
Hai ottenuto dal Duce la convocazione al Gran Consiglio ?
Non gliene ho parlato e non credo che lo farò. Ci sono altre urgenze.
Devi partire per Bologna.
Il Duce vuole che te e altri dieci gerarchi andiate nelle vostre città
per tenere dei discorsi alla popolazione. - Per dire cosa ?
- Bisogna risvegliare l'orgoglio nazionale. - Non servono discorsi
ma un confronto sull'andamento della guerra !
- Ci vuole il Gran Consiglio ! - Ssh...
La convocazione non è all'ordine del giorno.
- Io non terrò nessun discorso ! - L'ordine arriva da Mussolini !
Che vada lui a Bologna ! Diamine !
Hai rifiutato l'ordine del Duce.
Non succederà niente.
Stai tranquilla. Devo andare alla Camera.
- Dino... - Non ti preoccupare.
Devo vedere il Duce, subito.
Sei in tempo a chiedere scusa.
No, le chiacchiere stanno a zero. Serviva un gesto ? L'ho fatto.
Speriamo che Benito non convochi anche me per un comizio.
Aggiungi alla lista Federzoni.
Quanto a Grandi... abbiamo fatto bene a farlo uscire allo scoperto.
Grandi ha un difetto, lo conosco.
Quando è sotto pressione, lui diventa impulsivo.
Il suo è stato un atto di insubordinazione.
Verrà punito per questo.
Fai venire qui i gerarchi precettati per i comizi.
Tutti tranne Grandi.
Che volete fare con Grandi ?
A lui ci penso io.
[RISATE]
- Andiamo. - No ! Gabriella...
- Gabriella ! - Aspetta.
Ufficiale ? Potete darmi una mano ?
Certamente, principessa.
Non arrivo a quella bianca.
Grazie.
Gabriele ?
Posso... contare sulla vostra discrezione
e soprattutto sulla vostra fedeltà ?
Assolutamente sì, altezza.
Devo ricevere una persona, qui a palazzo
ufficialmente e non ufficialmente.
Diciamo che... la persona in questione deve essere convinta
di trovarsi qui in visita ufficiale
mentre chi si occupa di visite ufficiali non deve saperlo.
- Il duca Acquarone ? - Precisamente.
Nemmeno mio marito deve sapere nulla.
Andate pure.
Serve iodio ! Prendi le bende.
> Aaah ! Aiuto, vi prego !
- Aiuto ! - Vieni con me.
Prendi il carrello.
- Che succede ? - La gamba ! Non ce la faccio !
Aaah...
Passami il catino.
- Attaccati, tieniti qua, tieniti forte ! - Vi prego !
- Aiutami. - Aiutami, per favore !
Prendi le bende.
- Aiutatemi ! - Dottore ! Qui, un'emorragia.
- Ho un dolore tremendo ! - Tieniti forte. - Fammi vedere. Spostati.
La sutura ha ceduto.
Oddio...
Beatrice.
Continuano a mandarci feriti dalla Sicilia.
Sono arrivati tutto il giorno. Ci sono dei bambini, quasi ragazzini.
In guerra non va chi la fa scoppiare
ma chi non c'entra niente.
Era così in Russia ?
Scusa, non devi parlarne se non ti va.
Ci hanno attaccato tante volte.
Ho visto morire i miei migliori amici.
Dopo un po' ho smesso di essere lì...
e i sogni, i ricordi...
diventano più veri della guerra, del freddo e della neve.
Solo così sopravvivi qua dentro.
Poi mi hanno ferito.
Alla spalla.
Mi dispiace che anche tu debba vedere tutte queste cose.
- Beatrice... Vieni, ho bisogno di te. - Arrivo.
Beatrice !
Mi rimandano al fronte.
Scusami, dovevo dirlo a qualcuno.
A te.
Hanno accorciato le convalescenze e devo tornare al reggimento.
Il conte Alvise Emo Capodilista.
Ambasciatore, grazie di essere venuto.
Prego.
Voi siete da sempre un grande amico della nostra famiglia.
Ora siete ambasciatore in Portogallo
e per questo il principe e io abbiamo pensato a voi.
Per che cosa, altezza ?
Per negoziare una pace con gli anglo-americani
a nome di Casa Savoia e dell'Italia.
Era... tempo che questo avvenisse.
-Quindi possiamo contare su di voi ? -Nella maniera più assoluta.
Però devo chiedervi una cosa, altezza.
I tedeschi, avete pensato alle conseguenze ?
Fare la pace significa continuare la guerra contro i tedeschi
fino alla liberazione del Paese.
Questo dovrete offrire agli anglo-americani.
Il principe Umberto si sta coordinando con lo Stato Maggiore.
Perciò non è potuto essere presente qui.
Altezza, vista l'importanza della trattativa
un impegno formale... sarebbe opportuno.
- Una lettera di incarico firmata. - Certo, la farò preparare.
- Prego. - Intendo una lettera firmata dal Re, altezza
o dal principe Umberto.
Avrete la vostra lettera.
Mi assicurerò personalmente che il principe la prepari. Prego.
- Vi farò sapere quando rivederci. - Grazie. - Prego.
Bentornato.
Andiamo.
Riparto stanotte
ma prima volevo... parlare da soli, senza che nessuno ci sentisse.
Perché ?
Volevo scusarmi per non aver fatto nulla con mio padre
e per quello che ti ho detto
e anche... che non ti ho detto.
Umberto, anch'io non ti ho detto delle cose che sto facendo per noi
ma adesso... - Io ho passato tutta la mia vita all'ombra di mio padre
ad aspettare il mio momento e ora che la guerra è arrivata
che tutto sta cambiando, che succederà se non avrò il coraggio ?
Volevi dirmi qualcosa ?
Tuo padre sarà il Re che ha consegnato l'Italia a Mussolini
tu quello che gliel'ha ripresa.
Quando arriverà il momento, il coraggio non ti mancherà.
Te lo prometto.
Voglio che Grandi venga arrestato alla Camera
quando i gerarchi saranno riuniti qui a Palazzo Venezia.
-Sarà una lezione che serve a tutti. -Mi occuperò di tutto personalmente.
Bene, Ruggeri.
Quando lo avrete preso, comunicatemelo immediatamente
così io potrò annunciarlo a tutti !
- Ecco fatto. - Grazie, presidente. - Ve lo avevo promesso.
- Dino, è urgente. - Scusate. - Seguitemi.
- Dimmi. - Ti ho chiamato più volte. Come ci comportiamo con il Duce ?
- Perché ? - Non ti è arrivata la convocazione ?
- No. - Vuole tutti i gerarchi a Palazzo Venezia.
Se ha convocato tutti tranne me, sospetta qualcosa.
- A che ora sarà l'incontro ? - Alle nove. - Ha qualche piano in mente.
Mi raccomando, tu vai a Palazzo Venezia.
- Tu che farai, Dino ? - Io combatterò da qui.
- Se ha qualche idea su di me, qui mi giocherò tutto. - Stai attento.
[BUSSANO ALLA PORTA]
Avanti.
Prego. Ditemi, Berti.
Ci hanno informato che oggi il nostro turno finisce un'ora prima
della fine dei lavori alla Camera.
- Voi lo sapevate ? - No.
Nessun collega del turno successivo è stato avvisato.
Non mi sembra una cosa normale.
Già.
Correte un grosso rischio ad avvertirmi.
Voi avete fatto molto per me e la mia famiglia.
- Potete contare su di me. - Non lo dimenticherò.
-Se posso fare qualcosa. -Grazie, ora devo cavarmela da solo.
Se vogliono prendermi, devono farlo davanti a tutti in aula.
Potete andare.
[DIALOGHI INDISTINTI]
Signori...
Il Duce vi riceverà appena possibile.
-Dino si è rifiutato... -Federzoni, è vero che Grandi si è rifiutato
di fare il comizio ? - Sapete com'è.
- A volte non ragiona. - Io non lo stimo molto
ma ha fatto la scelta giusta. Mussolini ci manda nelle piazze
per assumerci la responsabilità della guerra
ma quando l'ha dichiarata, noi eravamo contrari. -Ha ragione. -Già.
- Ehi. - Signori...
Potete entrare.
Camerati... Saluto al Duce.
Camerati
vi ho fatto venire perché...
con i comizi che voi terrete...
dovrete galvanizzare il fronte interno.
Che cosa dovremmo dire ?
Persino Grandi che sostiene tutto e il contrario di tutto ha rifiutato.
Io penso, Duce, che... Bottai abbia ragione.
C'è solo una cosa da fare. Convocare il Gran Consiglio del Fascismo
per discutere dell'andamento della guerra. - Decide il Duce ! - No.
Sarebbe necessario convocarlo.
[VOCE NON UDIBILE]
Riunire il Gran Consiglio adesso vorrebbe dire
autorizzare amici e nemici a credere
che qui si voglia discutere di capitolazione.
La pensate tutti allo stesso modo, mi sembra.
Ma visto che c'è chi lo chiede...
avrete il Gran Consiglio.
Lo avrete, signori...
dopo la vittoria !
Andiamo.
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