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Original subtitles

Combattenti...

di terra, di mare e dell'aria.

Camice nere della rivoluzione e delle legioni.

Uomini e donne d'Italia, dell'impero e del regno di Albania

ascoltate.

La dichiarazione di guerra è già stata consegnata

agli ambasciatori di Gran Bretagna e di Francia.

[GRIDA DI APPROVAZIONE]

La parola d'ordine...

è una sola !

Vincere ! [GRIDA DI APPROVAZIONE]

Noi vinceremo !

("Antonietta carissima, perdonami se ti ho mentito")

("ma è stato a fin di bene.")

"La situazione è più grave di quello che ti ho raccontato."

[VOCI CONCITATE] Ci stavo prima io !

La prego, faccia presto. [VOCI CONCITATE]

Che litigate ? Il pane è finito.

"Sto andando alla riunione del Gran Consiglio"

"dove cercherò di rimuovere il Duce e di ripristinare la Costituzione."

"Potrei non tornare più."

"Se dovesse accadere, mostra questa lettera ai nostri figli."

"Devono sapere che il loro padre è finito con onore."

"Con l'amore di sempre, tuo Dino."

[VOCE NON UDIBILE]

[CLACSON]

La prego, lo fermi ! Eccolo, è mio marito !

Presto !

Dino ! [CLACSON]

Dino ! Dino !

Dino !

Grazie.

- Benito ! > Duce.

> Benito, davvero stai andando ?

Arrestali tutti, tutti !

- E' confermato. I membri del Gran Consiglio ci saranno tutti. - Bene.

Questo è il fascicolo riservato su Dino Grandi.

Duce ? Era proprio necessario convocare il Gran Consiglio ?

Proprio adesso che...

> I soldati sono scappati.

I nostri generali sono incapaci ! Noi dobbiamo affidare il comando...

Dino... C'è la milizia in tutto il palazzo e non è un caso.

- Mussolini sa cosa vogliamo fare. - Certo, Luigi. L'ho avvisato io.

- Scherzi ? Ci farà fucilare ! - La nostra non è una congiura

ma uno scontro alla luce del sole. > Camerati !

Saluto al Duce !

- Devo vedere mio marito. - Non può entrare né uscire nessuno.

-E' il presidente della Camera, la prego. -Non... -Faremo un'eccezione

per la camerata. Seguitemi. - Grazie.

Prego, di qua.

Mi scusi, non capisco che...

[DIALOGHI INDISTINTI]

Presidente ! Grazie per le vostre parole.

Se oggi riusciste a passare in Commissione...

I problemi del sud sono anche i nostri. Non sarete lasciati soli.

- Grazie. - Scusi, presidente. Questa è una mia relazione

sull'industria bellica nel nostro distretto.

- Se poteste portarla all'attenzione del Duce. - Certo. - Grazie.

- Presidente, i documenti che... - Marinelli, bel discorso. - Grazie.

Si dice che il Duce formerà un nuovo governo e voi ne farete parte.

- Il Duce farà ciò che vuole. - Viva il Duce.

- Ciò che vuole il Duce è giusto per il Paese. - Viva il Duce.

Quel poco che si trova al mercato...

Oddio ! Che...

No !

Che volete ?

No, fermi ! Fermi !

Fermo, Italo ! Fermo !

Fermi ! Fermi !

Fermi. Vengo con voi...

ma non vi azzardate a toccare mia moglie o mio figlio !

Italo !

-Chi sono ? -E' la polizia segreta. -Che cosa ?

[DIALOGHI INDISTINTI]

- Risolveremo tutto in tempi brevi. - Presidente ! - Un momento.

- Presidente Grandi ! Dino ! - Laura. Andate pure, sono amici.

- Che succede ? - Furio... Lo hanno portato via !

- Chi ? - La polizia segreta ha portato via mio padre un'ora fa.

L'OVRA ? Ha detto o fatto qualcosa contro il regime ?

Non lo so. Voi conoscete mio marito, quello che pensa dice.

- Siete un amico e l'unico fascista di cui si fidi. - Perciò siamo qui.

Avete fatto bene. Me ne occupo io.

Voi aspettatemi a casa mia. Io arrivo il prima possibile.

Fermi !

Dove state andando ? Qui non si passa.

Sono il presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni.

Devo vedere Ruggeri.

Da solo.

Che ne dite ?

-Non lo so. Beatrice ? Tu che dici ? -Scusate se mi permetto.

- Prego. - Io, zia, farei così.

- E' più alla moda. - Lo hai visto questa estate ? - Sì.

- I modelli a Parigi vanno tutti così. - Potete farlo così ? - Certo.

- Deve essere perfetto. - Il Re la vedrà con questo vestito.

[CAMPANELLO] Sarai bellissima.

Buongiorno. Sono la signora Niccolai. Mio figlio.

- Ci manda il presidente Grandi. - Sì, un attimo. - Sì.

-Signora ? Ci sono delle persone che chiedono di voi. -Fateli accomodare.

Prendi la vestaglia.

Prego.

Buongiorno, perdonate il disturbo. Sono la moglie di Furio Niccolai.

- Laura, giusto ? - Sì. - Dino mi ha avvisato, mi dispiace.

- Questo bel ragazzo è vostro figlio ? - Sì. - Italo, piacere.

Beatrice.

Lei è mia nipote, vive con noi. Vado a cambiarmi. Prego, accomodatevi.

- Possiamo offrirvi qualcosa ? - No, no, grazie.

Aah...

No...

Aaah...

Fermi.

Niccolai...

Niccolai !

-Ti è venuto in mente qualche nome ? -Che nomi volete ?

La formazione della Fiorentina ? Innocenti, Valcareggi...

(sottovoce) E' arrivato Grandi.

Presidente Grandi. A che cosa devo l'onore ?

Ruggeri, se avete arrestato Furio Niccolai, avete preso un abbaglio.

E' un eroe di guerra, ha due medaglie al valore.

Lo so, ma non ce ne stiamo occupando noi.

No ? Strano perché la polizia e i carabinieri non ne sanno niente.

- Prego. - No, grazie.

- Credetemi, se potessi, vi darei informazioni. - Ma non potete.

Ruggeri... sia io che lei serviamo il Paese e il Duce

ma per farlo a volte dobbiamo rompere qualche protocollo.

Da chi è partito l'ordine di arrestare Niccolai ?

Ho capito.

Ben, amore.

- Ho preso un piccolo pensiero. - Che cos'è ?

Ah...

- Il profumo che hai sugli abiti... è di un'altra. - E se fosse ?

Io incontro tante persone. Ho incontrato anche un'altra donna.

-So che lo dici per farmi arrabbiare. -Cosa sai ? Sei sicura ?

Copriti.

- Prefetto, buongiorno. - Buongiorno.

- Il Duce è qui a Palazzo Venezia ? - Sì. - Ho urgenza di parlargli.

- E' molto impegnato e voi non siete atteso. - Aspetterò.

- Gradisce ? - No, grazie.

Che hai, Ben ? E' come se non fossi qui.

Ho saputo che hanno bombardato le acciaierie di Terni.

Ti ho detto di non leggere mai i dispacci riservati !

Non sapevo che fare mentre ti aspettavo.

L'unica acciaieria che funzionava a pieno regime.

Adesso non c'è più acciaio. Niente acciaio, niente armi.

I tedeschi hanno l'acciaio.

Gli manca la manodopera e noi ne abbiamo in abbondanza.

-Proponi a Hitler uno scambio. -Non lo conosci, non accetterebbe mai.

Claretta...

La politica non è affar tuo...

però hai altre qualità.

Duce, perdonate.

Dino Grandi si è presentato senza preavviso e aspetta in anticamera.

- Che vuole ? - Dice che parla solo con voi

ma Ruggeri ha telefonato per avvisare che è passato all'OVRA.

> Da questa parte.

Hai pochi minuti, Grandi.

Duce, mi dispiace disturbarti, ma vorrei chiederti

di essere presente alla consegna del collare della Santissima Annunziata.

Dopo tutto quello che hai fatto per averlo.

E' un onore per me riceverlo davanti alle due persone

a cui devo di più, te e sua maestà.

Senza contare il valore politico. Vedere il Duce e il Re insieme

in un momento in cui la guerra è entrata in una fase critica.

- Il popolo si lamenta... - A lamentarsi è una sparuta minoranza.

Lo spirito è saldo, la disciplina è forte !

Se è così, perché mostrare i muscoli ?

-Di che parli ? -Del capitano Furio Niccolai. E' stato preso dall'OVRA.

Da quando sei il suo difensore ?

Mi ha salvato la vita, in trincea sul Carso.

Dopo tutta la strada che io ti ho fatto fare

sei rimasto quello che eri, un avvocato di provincia.

So quanto ti devo, Duce, non lo dimentico mai

ma trattare così un eroe di guerra è un segno di debolezza, non di forza

e la debolezza è l'ultima cosa che serve adesso...

soprattutto a te.

Non ho chiesto i tuoi consigli.

Vai adesso.

[ALLARME ANTIAEREO]

Maria José !

Maria José !

Maria José !

Maria José !

[ROMBO DI AEREI]

Ti cercavo, dobbiamo metterci al riparo.

Non colpiranno Casa Savoia. Non gli conviene, non ancora.

Vanno verso nord. Ormai arrivano anche di giorno.

La nostra aeronautica non può contrastarli ?

- Il Re ha dato disposizioni in caso di allarme aereo. - Come su tutto.

Umberto !

Resta qui con me. Possiamo parlare da soli, senza nessuno attorno.

Dirò che non ti ho trovata.

[GRIDA]

- Di qua ! - Di qua !

- Forza ! - Muoversi !

Correte !

- Dài, veloci ! - Entrate ! Dài, entrate !

- Dài ! - Veloce !

Correte ! Correte !

[PIANTO DI NEONATO]

- Seguitemi, vi faccio strada. > Aiuto ! Ho paura !

- Soldato, mi aiuti. Signora, si calmi. - Scusate.

> Stia tranquilla. - Aspetta ! - La signora giù.

- Voi due sopra, la signora giù. - Zia... - No, è mia nipote !

- Beatrice. - Zia ! - Beatrice... - Zia !

[VOCI INDISTINTE]

Tenga, tenga.

Piano !

Non spingete.

Oddio !

Beatrice, giusto ?

- Non aver paura. - Sì. - Io sono ?

- Italo. - Bene. Siamo al sicuro.

Pensare che mia madre mi ha mandato qua

perché Cremona è più a rischio bombardamenti.

Andrà tutto bene.

- Come fai a essere tranquillo ? - Non senti ?

Si stanno allontanando.

- Lo capisco dal rumore, ho combattuto in Russia. - Mi dispiace.

Dicono che sia stato terribile.

[ROMBO DI AEREO IN AVVICINAMENTO]

- Presidente. - La signora ? - In salotto. - Grazie.

Abbiamo speranze. Dobbiamo solo aspettare.

Tornate a casa, non fate niente e cercate di stare tranquilli.

- Grazie ! - Per qualsiasi cosa telefonatemi.

- Silvia. - Arrivederci. - Arrivederci.

Grazie.

- Allora ? - Mi sono rivolto direttamente a Benito.

Ha fatto il duro, ma penso che mi ascolterà.

(in francese) Attenti.

(in francese) Signorina ? Sì ?

(in francese) Adesso basta.

[PARLANO IN FRANCESE]

- Il nunzio apostolico siederà alla destra del Re ? - Naturalmente.

- Quello è il posto del principe Umberto. - Sì, siederà lì.

(in francese) Signorina ? Portate i bambini a giocare in giardino.

Non è previsto un posto per me

nel pranzo in onore del nunzio apostolico. Ne sapevi nulla ?

- Tuo padre non vuole che io lo incontri. - Ti sei esposta troppo

incontrando gli oppositori del regime. - Eravamo d'accordo.

Sapevi che questo aveva un prezzo.

Mio padre non può sostenerti. Che penserebbe Mussolini se sapesse

che hai parlato con il nunzio in presenza del Re ?

Quindi non chiederai a sua maestà di farmi sedere a tavola.

Bene.

L'ordine dell'Annunziata è l'unico che trasforma chi lo riceve

in cugino del Re. - Diventate parenti dei Savoia.

E' un onore per la nostra famiglia e per te che hai il nostro cognome.

Ora... Ora che lo zio è così importante

riuscirà ad aiutare quelle persone ? Intendo Italo e sua madre.

Non lo so, non... non so che ha fatto suo padre.

E come... Come li conoscete ?

Tuo zio e il papà di Italo hanno combattuto insieme sul Carso

nella Grande guerra. Furio Niccolai gli ha salvato la vita.

Anche Italo... è stato in guerra in Russia, così mi ha detto.

Dove abitano ?

Non lo so. A volte la guerra unisce delle cose

che altrimenti non si sarebbero mai incontrate.

Parlatemi dell'esercito, di Furio Niccolai !

E' stato avvicinato da alcuni ufficiali infedeli.

Stiamo cercando di capire chi sono, ma... è un osso duro.

Se Niccolai fosse un antifascista, potrebbe essere condannato

ma è un militare noto, decorato. Processarlo potrebbe dare l'idea

che... il regime stia subendo qualche crepa. - Ho capito.

Andate.

Ruggeri !

E' inammissibile che uno come Niccolai tenga in scacco l'OVRA !

Non può esserci un processo.

Serve una soluzione...

più discreta.

Ah !

Ah !

> Oh ! [RUMORE DI PASSI]

No... non è niente.

Non ho nulla.

Grazie...

Grazie.

- Papà ! - Furio !

- Ahi ! Piano, piano. Italo, piano. - Che è successo ?

Niente, tutto a posto.

Tutto a posto.

Quindi... Se ho portato a casa la pelle, lo devo a te.

- Ahia ! - Come stai ? - Lasciamo stare.

- Perché ti hanno preso ? - Ho detto al Circolo Ufficiali

che io obbedisco al Re, non a Mussolini, un caporale

che fa il capo supremo delle Forze armate e non solo.

Presidente del Consiglio, ministro di Guerra, Interni, Esteri

Marina, Aeronautica. Gli manca solo di fare il Papa.

Se Mussolini ha dato l'ordine di arrestarti

c'è qualcosa di più di qualche chiacchiera e lo sai.

Volevano che facessi i nomi di chi è scontento nell'esercito

di chi è pronto a darci un taglio... con Mussolini. - Tu che cosa sai ?

Non so nulla e se so qualcosa, poi tu sei costretto a denunciarmi.

- Furio, io mi sono esposto per te. - Dimentica quello che ho detto.

- Stai attento, pensa alla famiglia. - Bisogna fare la pace

con gli anglo-americani e la guerra ai nazisti.

Se Mussolini non lo fa, dobbiamo farlo noi dell'esercito !

- Dovrà pensarci il Re ! - Mussolini ha fatto degli errori...

- No, Mussolini ha fallito ! - Parla piano.

- Questo non è vero. - No ? - No ! - Non è vero per te.

Sei il presidente della Camera ! Apri gli occhi e guardati intorno.

Il fascismo ha fallito... per milioni di italiani.

La pace con gli anglo-americani...

e la guerra ai tedeschi. Non c'è rimasto nient'altro da fare

e lo sai anche tu.

(radio) Buonasera, parla Londra. Stasera parliamo ai fascisti

che conservano più o meno intatta la loro fede nel Duce

coloro che aspettano ancora con ansia le decisioni di Mussolini

senza rendersi conto che l'uomo ha fatto il suo tempo.

Non occorre che tu spenga.

Da mesi ascolti Radio Londra di nascosto.

Stanno per invaderci, vero ?

Questione di giorni, temo.

Domani al Quirinale ci sono le prove per la cerimonia. Parlerò con il Re.

Dobbiamo fare qualcosa prima che sia troppo tardi.

Non esporti, ti prego.

Tanto che possiamo fare noi ?

[RINTOCCHI DI CAMPANA]

-Mi dispiace che il Re non c'era alle prove. -Il programma è cambiato

ma le prove sono andate bene. - Speravo di incontrare sua maestà.

- E' occupato. - Io ci terrei a esprimergli la mia gratitudine.

E' possibile ?

- Riferirò. - Duca...

-Sua maestà chiede di voi. -Allora potrei... -Vi ho già detto.

Vi saluto.

Conoscete la strada.

Duca.

> Mamma ? > Sì ?

E' stupendo ! E' bellissimo, amore.

- Ciao. - Allora ?

Altezze reali, buongiorno.

(in francese) Signorina.

Mi scuso per questo comportamento irrituale, ma la gravità...

Che volete dirci ?

So che voi siete contrario alla guerra da sempre e oso dirvelo.

Bisogna uscire dalla situazione in cui Mussolini ci ha messo.

L'Italia è ferita, aspetta un segno da Casa Savoia.

Esponete al ministro della Real Casa le vostre preoccupazioni.

Altezze...

Posso sottrarvi Grandi ?

- Venite con me, presidente. - Con permesso.

Il Re non gradirà questa vostra iniziativa.

Non ho mai visto un arrampicatore così ostinato come Grandi.

Se Grandi si espone in questo modo, la situazione è irreparabile.

Lui si prepara per il futuro.

Ah !

Aaaah...

> Aiuto ! Aiuto !

Italo ? Hai sentito ?

- Sì, che succede ? > Aiuto ! - Non so, però papà non è rientrato.

[SINGHIOZZI]

- Papà ! - Furio ! No !

Furio !

- Papà ! - Furio...

- Papà ! - Furio...

[SINGHIOZZI]

Furio...

Aiuto !

[SQUILLI DI TELEFONO]

Duce, Niccolai si è suicidato.

Mhm.

Ho saputo del suicidio e sono subito corso. Una tragedia.

Mi dispiace.

Per sua eccellenza il Duce, è arrivata la signora Edda Ciano.

Prego.

Edda !

Tu e tuo marito dovete andare alla consegna del collare dell'Annunziata

a Dino Grandi. - Nessun altro può andare a questa pagliacciata ?

Qualcuno di noi deve esserci e come membro dell'ordine dell'Annunziata

Galeazzo dovrà esserci. - Conoscendo mio marito ne dubito.

Sarà contento di andare se sa che sei tu a chiederlo.

Senti... papà, Galeazzo è sprecato come ambasciatore in Vaticano.

Perché non gli dai un posto con maggiore responsabilità ?

Ho paura di affaticarlo. So che è impegnato con il golf.

No... non è così, al contrario...

Tuo marito sta bene dove sta.

Che cos'è ? Un regalo della tua consigliera ?

Quella donna non avrà mai buon gusto.

Sembra una cosa da fiera paesana.

Ti ho fatto venire anche per un altro motivo.

I prelievi dal tuo fondo riservato.

- Avevi detto che potevo farne quello che volevo. - Lo confermo.

Il punto non sono i soldi, ma il Poker.

Edda, tu sei una Mussolini.

I Mussolini non perdono.

Gli hai parlato di me ?

No, oggi non era dell'umore giusto.

- Lo farò un altro giorno. - Sei sicura ?

Non mi stai mentendo ?

Perché se menti, devi essere punita.

- Gallo, non è il momento. - Mhm ? - No.

Ho una riunione del comitato per i mutilati. Sono in ritardo.

Andrai un'altra volta, ho dei progetti su di te.

- Non posso. - Che è, non vuoi andare ? Eh ?

- Sarebbe molto grave se mancassi. - Sarebbe grave se tu andassi.

Manca poco, maestà.

Grandi sarà contento.

Ha insistito tanto per arrivare a questa giornata.

Come cinque anni fa per essere nominato conte di Mordano.

- La tenacia non gli manca. - No, è la spina dorsale a fargli difetto.

Nemmeno i serpenti hanno la spina dorsale, ma sono pericolosi.

Però possono tornare utili. Andiamo.

Al posto !

Attenti !

- Grandi ce l'ha fatta. - Perché ? Avevi dubbi ?

Dino se lo merita, conte Ciano.

Giuro di essere fedele a sua maestà il Re

e ai suoi reali successori [SBADIGLIO RUMOROSO]

Di osservare lealmente lo Statuto e le leggi dello Stato

e di adempiere tutti i miei doveri con il solo scopo del bene del Re

e della patria.

Questo collare non è solo un riconoscimento per i servizi

che voi avete reso al Paese, ma anche per quelli che renderete.

Conto su di voi.

Maestà... Speravo di potervi parlare.

Venite, seguitemi.

Dite.

Maestà, lo sapete anche voi, stanno per invaderci.

Il Paese attende la vostra parola

per stringersi attorno a Casa Savoia. - Io sono d'accordo con voi.

Le cose non possono continuare così.

Una pace onorevole con gli Alleati è ancora possibile

ma solo se affronteremo in campo aperto i tedeschi.

Ma questo vostro piano... è temerario !

Non mancherò al mio dovere, no. Al quando e al come dovrò pensare io

ma il Parlamento dovrà indicarmi la strada.

Come presidente della Camera dei Fasci lo sapete.

Una Camera impotente, tenuta sotto scacco dal Duce !

Voi avete dato il potere a Mussolini senza attendere il Parlamento.

Se il Parlamento è imprigionato, come dite

il regime... ha altri organi di cui voi fate parte

che potrebbero pronunciarsi.

Il Gran Consiglio del Fascismo.

Però le decisioni del Gran Consiglio non sono vincolanti

e può convocarlo solo Mussolini. - Grandi...

Per muovermi io ho bisogno di un appiglio che sia legale.

D'accordo.

Non parlate e non accennate con anima viva di quanto ho detto

e fidatevi del vostro Re.

Potete andare.

Altezza.

Luigi ? Con permesso.

Dobbiamo vederci, domani mattina presto. Ti farò sapere dove.

Grazie.

Maria José... Meno male che c'eravate voi

altrimenti la noia ci avrebbe ammazzati.

- Per fortuna siamo sopravvissuti, Ciano. - Edda.

- Questo rituale ha più di seicento anni di vita. - Si sentono tutti.

Da quanto tempo non ci vediamo ! Da... Capri, nella nostra villa.

- Dobbiamo tornarci insieme. - Molto volentieri.

Con permesso.

Come fa un uomo tanto brillante a sopportare una come quella.

Non basta che sia la figlia di Mussolini ?

Che vi siete detti con il Re ?

Eravate così seri.

Vittorio Emanuele è sempre serio. Non l'ho mai visto ridere, mai.

Ora che siamo loro cugini

possiamo andare in vacanza in un castello dei Savoia.

Prometti di non fare niente di avventato.

Promesso.

- Ciao, Luigi. - Ehi, Dino.

- Perché qua ? - Così non ci ascolterà nessuno.

-Che hai in mente ? -Voglio chiedere di convocare il Gran Consiglio.

Mussolini non convoca il Gran Consiglio da quattro anni.

Sei stato presidente del Senato e lo sai, è impotente come la Camera.

- Dobbiamo rimuovere Mussolini. - Sei pazzo. Sarebbe un suicidio !

- No, troveremo i voti che ci servono. - Non abbiamo mai votato.

- Chi ti dice che il Duce ci farà votare ? - Lo spingeremo a farlo.

-Lui gioca d'azzardo, non rinuncerà alla sfida. -Ci sopravvaluti.

- Anzi, ti sopravvaluti. - Sei tu che sopravvaluti Benito.

Anche se fosse...

Anche se dovesse farci votare

sarebbero i nostri due voti contro 28. - Convinceremo gli altri

uno a uno. > Come ?

- Sono tutti legati al Duce per fedeltà, gratitudine. - Per paura !

La paura trasmessa in questi anni

ma anche il coraggio si trasmette, come la paura !

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