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[Raffaele] Andiamo, Omero.
Comincio a sentire puzza di marcio.
Ciao, Fra'.
Ehi.
- Che è successo? - Niente.
[Maddaloni] Che stai facendo?
Ti ho chiesto: che stai facendo?
Niente.
Te lo chiedo per la terza volta.
- Che stai facendo? - Ti ho detto niente!
Non stavo facendo niente di male.
Sei come gli altri, mi giudicate soltanto.
Mi trattate tutti come un guaio.
Hai finito?
Guarda che non ti sto giudicando.
Stai facendo tutto da solo!
Cos'è questa reazione così esagerata?
- Hai qualche problema? - No.
Non ho nessun problema.
Dov'è il judogi?
Dimmi la verità, France'.
A me puoi dirla…
Me l'ha bruciato il Ninja. Contento?
Vuoi arrenderti per questo?
Noi siamo scomodi,
ma non possiamo dargliela vinta.
Vieni con me.
[suona "E guagliun d 'o CLAN" di Gyuse e Shar]
♪ Ancora un altro pugno nel muro ♪
♪ E non ricordo manco chi sono ♪
♪ Non mi fido più di nessuno ♪
♪ Ma nessuno qui si salva da solo ♪
♪ Colpisco più forte, non sento nada ♪
♪ Un piede sul tatami e uno per strada ♪
♪ Questi vogliono per forza che io cada ♪
♪ Stanotte me ne scendo a piglia' aria ♪
♪ Basta ♪
♪ Trasformerò il mio buio in alba ♪
♪ In pioggia le lacrime in faccia ♪
[in napoletano] ♪ Non mi perdo nel buio ♪
♪ Perché non mi sento solo ♪
♪ Quando sto con i ragazzi del clan ♪
♪ Branco di lupi sotto la luna ♪
♪ Fragilità, tra i sogni e la paura ♪
♪ Ognuno ha il suo legame col destino ♪
♪ Sentieri scritti sulla nostra pelle ♪
♪ Certe storie fanno poi Un giro infinito ♪
♪ Perché restino le stesse ♪
♪ Siamo le voci che senti gridare Lontano alle tre della notte ♪
[in napoletano] ♪ Siamo l'anima del posto che vibra ♪
♪ E abbiamo questa vita negli occhi ♪
♪ Col futuro addosso e il judogi sporco ♪
♪ Che poi il sole sorge ♪
[in napoletano] ♪ Non perdiamoci nel buio
♪ Quando ci sentiamo soli ♪
♪ Perché siamo i ragazzi del clan ♪
[Raffaele] Gine'.
Ho scritto dei nuovi pezzi.
Ti va se ci vediamo domani sera così mi dici ce ne pensi?
Bello.
Possiamo fare un'altra sera?
Sei già acida per il tuo compleanno?
Acida e basta.
Omero, come la portiamo qui domani?
Eh… Non lo so.
Questo è il judogi di un campione olimpico della nostra palestra.
Te lo presto.
Dimostrami che te lo meriti.
Io ci sto provando, Maé.
Perché hai dato quel judogi a un criminale?
Qui siete tutti uguali.
Raffae', io capisco il tuo fastidio,
ma ognuno di voi ha il suo percorso.
Tu pensa al tuo.
Sembra che qui per essere considerato bisogni fare il delinquente.
Raffae', sai che non è così.
Tu ti fidi di me?
- Sì. - Ecco.
Che succede?
No, niente.
Lui ha bisogno di quel judogi.
Tu no.
Allora?
Forza, vai ad allenarti.
Mi alleni domani sera, Maé?
- Ma non è il tuo compleanno? - Appunto.
Così non devo festeggiare.
Va bene.
- Omero, abbiamo risolto. - Meno male!
Risolto che cosa?
Domani facciamo una festa a sorpresa a Ginevra.
Alle 21:15 qui.
- E il regalo? - Raccogliamo cinque euro a testa.
Vi volete rovinare? Allora facciamo due euro e cinquanta.
- Ci stai o no? - Sì, ci sto.
[Maddaloni] Forza, andiamo!
In circolo, dai.
Gine'.
Perché non vuoi festeggiare il compleanno?
Perché?
Bisogna festeggiare per forza?
No, ma perché ti arrabbi?
- Non sono arrabbiata. - No, per carità!
Non insistere.
Smetto soltanto se me lo dici.
Da quando mamma se ne è andata, non mi va più di festeggiare.
Contento?
Anche io non vedo più mio padre,
ma festeggio lo stesso.
E io no.
Secondo me, questo compleanno sarà diverso.
Sì, vabbè.
Ciao.
Volevi lavarti la coscienza?
- Sono stato costretto. - Se non volevi farlo, non lo facevi.
- Raffaele, basta. - Perché? Sennò che fai?
Sto aspettando.
No, non te la do questa soddisfazione.
[fischio]
Mamma mia, è un fenomeno!
Se il procuratore non lo prende, è un pazzo.
Già immagino Armando giocare al Maradona.
E i soldi degli sponsor?
- Sei fissato con i soldi! - Chi non li ha, si fissa.
[voci indistinte]
Tanto c'è Armando, ci farà diventare ricchi.
Un sogno che si avvera!
[fischio]
- Ehi. - Ehi.
Ci pensi se lo prende la Juve?
- Non dirlo neanche! - L'ho solo pensato, infatti.
Stiamo organizzando una festa a sorpresa per Ginevra.
- Ginevra? - Sì.
- È il compleanno? - Sì.
Le hai fatto il regalo?
Facciamo un regalo di gruppo.
Un regalo di gruppo? Ma spendi quei soldi!
Falle un bel regalo… Un regalo come si deve!
- Ma da solo, dici? - Sì, da solo.
- La vuoi o no questa Ginevra? - Come, no?
E allora…
Devi farle un regalo chiattillo.
Quelle femmine si impressionano così.
[fischio]
[insieme] È gol!
- È un mostro. - Che gol!
Quella borsa costa 3000 euro.
France', se piaci a qualcuno non servono regali costosi.
Ma tu che ne sai? Non hai mai visto una femmina!
Sì, vabbè.
Uagliù, questa è bellissima!
Con l'infinito? Non è esagerato?
Ancora?
Devi far credere alle femmine che sia per sempre!
Questa è perfetta, comunque.
Bella, eh.
Ma i soldi li hai?
- No. - Che succede?
Le sentinelle non guadagnano più come prima?
Eh…
Scusa, e allora, come fai?
Auguri.
Grazie.
E anche quest'anno papà è stato il primo.
Yeah!
No?
Non sono stato il primo?
Dimmi chi mi ha battuto sul tempo!
Anzi, no.
Non voglio saperlo.
Se ti fa ridere, va bene così.
I biglietti dei This is home!
Grazie!
Grazie, papà!
Sono da parte di tua madre.
Ridaglieli.
- A che ti serve fare così? - Perché la difendi?
Non la sto difendendo, sto dicendo che…
Magari dovresti avere un rapporto con lei.
Per vederla al massimo una volta al mese?
Per me sta bene dove sta.
Io ti capisco, ma…
Ho paura che così state male tutte e due.
Ehi…
Buonanotte.
Vieni con me e Vincenza a comprare il regalo?
Con voi due?
Ma approfittane, no?
- La fai facile, tu. - È facile, Omero!
Su, svegliati!
Dobbiamo portarlo per forza?
Fai questo sforzo.
Solo perché è il compleanno di Ginevra.
- [Giovanni] Ehi, siete in ritardo! - Appunto. Non perdiamo tempo.
Come ci organizziamo?
Io e Vincenza andiamo a comprare il regalo.
Voi andate a fare la spesa.
Qui ci sono le cose da prendere.
Alle 21:15 puntuali, che bisogna preparare.
Ci vediamo lì.
- Andiamo. - Ciao.
Io con te non voglio avere niente a che fare.
Questo lo compri tu e questo io.
Buono, questo! Senti? Sa di agrumi.
Mmh!
Senti pure questo.
Ma cos'è? Omero, sa di ascelle!
Meglio se ci penso io.
Non è così male, dai.
Senti questo.
Omero, non mordo! Senti.
È buono.
Però è troppo dolce.
Non è da Ginevra.
È più…
da te.
Ma ci stai provando?
Che? No!
Dai, sto scherzando!
Prendiamo questo agli agrumi, o facciamo notte.
- Andiamo. - Va bene.
Non è che tutte le ascelle hanno lo stesso odore.
Sei scemo?
Stasera vengo a prenderti io.
- Davvero? - No, per finta!
[clacson]
Oh! Ragazzi, due cose.
Uno, prendetevi la spesa… Non voglio guai con mio fratello.
E due…
Puntuali, stasera. Ok?
[suona "Quadrifoglio" di Rayo]
Sei in ritardo.
Di tre minuti!
Veramente sono cinque,
e tu non puoi permetterteli.
- [Gigi] Non si merita di stare lì. - Eh, ma è il fratello.
È normale che lo preferisce a te.
Tanto prima o poi lo tolgo di mezzo.
"Napoli boutique."
Per chi è?
- È per mamma. - Non è vero.
- È per una… - Ho capito.
Cos'hai capito?
È per Chantal, dai.
Bravo.
È così che devi trattare la sorella del boss.
Ora pensa a lavorare, va bene?
[notifica del cellulare]
Carichissimo.
- Ma Francesco? - È in ritardo.
"Mi raccomando, puntuali."
E voi ancora vi fidate di quello?
Mamma mia, Raffae'!
[Francesco dal telefono] Nico, io sto aspettando il cambio!
È in ritardo!
Stasera non arriva. Resta lì fino alle 22.
Ma dovevo staccare alle 21.
Devi recuperare il ritardo.
Un'ora per cinque minuti?
Così impari a essere puntuale.
Sì, però io dovevo andare a…
[Nicola] Tu fai come ti dico io.
[insieme] Sorpresa!
[Ginevra] Voi siete pazzi, ragazzi.
- Auguri! - Grazie.
- Auguri. - Grazie, vi voglio bene!
Non dovevate, grazie!
[Vincenza] Questo è da parte nostra.
[Giovanni] Il regalo lo ha scelto Vincenza!
È buonissimo, grazie! Non dovevate, veramente!
Io ho un altro regalo per te.
[Raffale canta] ♪ Parlo poco con mio padre ♪
♪ Se lo faccio poi mi chiudo ♪
♪ Non sa quanto è importante Questa roba, più di tutto ♪
♪ Mi difendo con il judo Ma quando mi guarda lei ♪
♪ Penso: "È quella che vorrei Sa come tenermi al muro" ♪
♪ Giù da me fa troppo freddo ♪
♪ Tu non sai portarmi dentro ♪
♪ Sentirò un altro inverno ♪
♪ Non sarò mai uguale a te ♪
[musica non udibile]
Grazie, Maé.
È stato il compleanno più bello di sempre.
Scusate il ritardo.
Pensavo che non venissi più!
Auguri.
Non posso accettarlo.
Tranquilla.
Tanto l'ha comprato con i soldi di mio padre.
[rumore di vetri infranti]
Vai via. Vai!
Non voglio più vederti qui. Vai via!
E domani mi devi riportare il judogi.
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