All language subtitles for El Barco - 02x12 - Un baro en el espejo.Unspecified.Italian.C.orig.Addic7ed.com

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Original subtitles

Negli episodi precedenti...

- Nome? - Mi chiamo Ulises.

- Gran bel nome. - Ulises Garmendia.

Sai, mia madre diceva sempre che non eri una persona cattiva,

ma che ci vuoi fare? Io ti ho sempre visto come...

lo stronzo che è uscito a comprare le sigarette e l'ha abbandonata.

Non ho la più pallida idea di come si fa il padre, chiaro?

Non abbiamo nulla in comune io e te.

- Alla fine non te la stai cavando così male. - Tu dici?

Beh, non prendermi troppo sul serio.

Sei il primo padre che ho.

Grazie, papà.

Non ho fatto niente.

Hai fatto quello che fa un buon padre, eri qui per me.

Ieri ti ho baciata.

E ora... ho dubbi su me stesso.

Dietro i discorsi che fai in difesa di Vilma,

la verità

è che sei innamorato di lei.

- Sai cosa penso, Piti? - Cosa?

Che la tua intelligenza abbia un limite.

- Ho il cancro a cosa? - Un tumore alla prostata.

- Vuoi diventare mia moglie? - Sì.

Mi farebbe un favore, dottoressa? Non lo dica a nessuno.

- Sono le stesse pillole di tua moglie. - Sono mie.

Si può sapere perché hai detto a mia moglie...

che il cancro ce l'hai tu?

Ti amo.

No!

Ti prego! Fermati, Ulises! Ti prego!

Ulises!

Credevamo di poter essere felici insieme,

ma non è stato così.

E ci stiamo facendo del male.

Non possiamo stare insieme, Ulises.

Non possiamo vivere così.

Avevi ragione.

Alcune storie non sono possibili.

Nella nostra, entrambi abbiamo sofferto parecchio.

Cosa ne pensi di essere amici?

Sta avviando il protocollo da seguire in caso di catastrofe.

Infatti un incidente durante la messa in moto dell'acceleratore di particelle,

può aver provocato conseguenze di proporzioni incommensurabili.

Voglio presentarle il signor Gamboa.

Che cosa ci fai qui?

Non chieda quello che già sa, Julia.

Faccia il suo dovere.

Julia ci sta mentendo.

Questa storia non mi piace per niente.

Lei ha le risposte di cui questa nave ha bisogno.

Chi c'è lì fuori, Julia?

Dove sono?

Cosa vogliono?

E soprattutto...

in cosa consiste il progetto Alessandria?

Nella sopravvivenza della specie.

Come questa nave.

Capitano, non mi faccia altre domande, la prego.

Un giorno, a scuola, sono arrivati due bambini nuovi.

La signorina Maica ci ha detto che si chiamavano Pablo e Mateo.

Pablo e Mateo erano di Valladolid,

ed erano precisi identici.

La signorina Maica ha detto che si assomigliavano così tanto...

perché erano fratelli...

ed erano nati lo stesso giorno.

Noi bambini della classe non avevamo mai visto dei gemelli...

e all'inizio, quando giocavamo con loro a ricreazione,

confondevamo i loro nomi.

Valeria, tesoro, non sai che spavento mi hai fatto prendere.

- Ma cosa ci fai alzata a quest'ora, eh? - Papà...

nel mare ci sono gli specchi?

No, tesoro.

E' solo che a volte, quando l'acqua è molto calma...

ci sono dei riflessi e... sembra uno specchio, però...

- nel mare non ci sono specchi. - Se non ci sono specchi nel mare...

quello cos'è?

Ma un giorno abbiamo smesso di confonderci.

Perché ci siamo resi conto che anche se fuori erano uguali identici...

dentro non si assomigliavano per niente.

Subsfactory e los Estrellantes presentano:

El Barco 2x11 - Un barco en el espejo -

Traduzione e synch: Saropula, miahu, johanna.p, ziomele

Revisione: Allison

www.subsfactory.it

E' un'antica nave faro come la nostra,

probabilmente commissionata dallo stesso armatore.

Non rispondono ai nostri segnali,

e si vede che è abbandonata da tempo.

Su quella nave non c'è nessuno, capitano.

Andare fin là è una perdita di tempo.

Se c'è qualche possibilità di rintracciare l'anatra, è dirigendoci a sud-ovest.

E' l'unico modo di trovare terra.

Ormai sono più di ventiquattro ore che abbiamo perso il segnale del trasmettitore.

Nulla ci garantisce che l'anatra stia volando nella stessa direzione.

Su quella nave possiamo trovare viveri, combustibile...

e forse anche dei sopravvissuti.

Com'è possibile che la prima nave che incontriamo dopo il cataclisma...

sia esattamente uguale alla nostra?

UNA NAVE ALLO SPECCHIO

Probabilmente sarà solo un caso.

E' un caso anche... che si chiami Stella Sirrah?

Dammi, Embolo.

Sirrah è l'astro più brillante...

della costellazione... di Andromeda.

Quella nave ha un nome di stella... come la nostra.

Embolo... sai il russo?

No, non sapevo... che lo sapevo.

Allora, tesorino, tu non preoccuparti, che se quella nave è piena di russe provocanti,

io... prometto di prendere precauzioni.

Vaffanculo.

Io ti prometto di non portare a casa malattie veneree e tu mi dici così?

Allora... vediamo... questa cerniera.

Vediamo...

Posso?

Vilma.

Bimba, cos'hai?

Stai tremando.

Guarda che... era uno scherzetto, Vilma! A me le russe non piacciono.

Io con te... ho già abbastanza.

Non ci capisco niente.

Se non sapessi che è incinta, penserei che ha le sue cose.

Sì, dai... Piti! Ecco.

Non c'è bisogno che vai armato.

Julia...

ci giochiamo molto.

E tu più di tutti sai perfettamente cosa ci sia su quella nave.

E se lo trovano...

la vita del tuo capitano non varrà più nulla.

Lasciami fare il mio lavoro, va bene?

Dai, così, ragazzi. Alberto... Dai, Asier, veloce...

Bene, bene.

Julian...

crocchette, alghe e spigola.

Gioia, questo è un picnic.

Non è una gita con la chitarra e il pranzo al sacco.

- Lo so che non è un picnic. - Allora?

Ma Ricardo è malato.

E avrà le difese un po' basse...

e deve mangiare almeno tre volte al giorno.

Promettimi che gliele farai mangiare.

Promettimelo.

Certamente.

Dammi. Glielo porto io.

Guarda, guarda, guarda, Gamboa.

Non è che ti si addica molto fare il boy scout, eh?

Cos'è, il capitano ti ha reclutato per la missione di perlustrazione?

No.

Io non mi faccio reclutare.

Mi sono offerto volontario.

Già.

Da quando siamo partiti non ti sei mai offerto volontario per niente...

fino ad oggi.

A me, non mi freghi, Gamboa.

Se vai su quella nave c'è un motivo.

No?

Sai?

Hai ragione...

vado su quella nave per un motivo.

Come te.

Ti sei imbarcato sulla Stella Polare...

per un motivo.

Qual era?

Sì, sì, sì, per conoscere il tuo paparino.

Vero? Ulises...

com'era il tuo cognome?

Garmendia?

E' un peccato che tu ti sia imbarcato senza nessun documento che...

accrediti la tua identità.

Né carta d'identità, né passaporto...

né carte di credito...

neanche una cazzo di tessera della videoteca.

Non so...

forse è per quello...

che la tua amicizia con Ainhoa è un fiasco.

E la poverina non fa che piangere...

perché con gli amici non si hanno segreti.

E tu con Ainhoa...

hai un grande segreto.

E io so qual è.

Speriamo che Ainhoa non lo scopra mai.

Vero?

Ulises...

Garmendia.

Ulises, ci sei?

Ulises?

Sì.

Dimmi, che c'è, spiona?

Hai visto quella nave lì fuori?

E' identica alla nostra.

T'immagini se ci fossero un ragazzo come te e una ragazza come me lì dentro?

Già, e se passano il tempo ad arpionarsi come noi, gli va bene, eh?

Dai, è stato un incidente.

Magari loro sono felici.

Può essere.

A volte due tessere che non s'incastrano da una parte posso incastrarsi da un'altra.

Come nel Tetris.

Sì, come nel Tetris.

Beh, alla fine le nostre tessere si sono incastrate con l'amicizia, no?

Vero.

Ehilà?

C'è nessuno?

Gamboa...

vado io per primo.

Ehilà!

C'è nessuno?

Entriamo.

Salve.

Salve.

Salve.

"Privet" vuol dire "salve" in russo.

C'è nessuno?

Beh, se c'è qualcuno deve aver bevuto come una spugna.

Guarda che casino hanno lasciato qui! Devono averla fatta bella!

Sullo striscione c'è scritto: "benvenuti".

E' una festa, ma non credo sia per noi.

Qualcosa deve aver interrotto i festeggiamenti.

Possiamo toglierci le maschere.

Mi dispiace, scusa, sono stato io.

Scusa.

Si può sapere perché è venuto armato?

Il mio istinto di sopravvivenza.

Mi dia l'arma.

Non siamo venuti qui per attaccare qualcuno. La terrò io.

Me la dia.

Non glielo sto chiedendo, glielo sto ordinando...

come capitano.

- Me la dia. - Capitano? Capitano di cosa?

Non conta più di me o di chiunque altro su questa nave.

Se vuole comandare, torni sulla sua barchetta, intesi?

Porca puttana, Gamboa!

Julian!

Ricardo è il capitano,

qui o in Cina.

Obbedisca, porca vacca!

Julian...

Julian, lascia stare.

Non ne vale la pena.

Controlliamo la nave per vedere se c'è qualcuno.

Embolo e Piti, andate avanti voi.

Se vedete qualcosa che ci possa servire,

funi, lampadine o cappotti, prendetelo.

Solo il necessario.

Capitano,

io e Ramiro controlleremo se c'è ancora del carburante,

se lei è d'accordo, naturalmente.

Julian, io e te andiamo sul ponte di comando.

Vediamo se il diario di bordo può farci capire cosa diavolo è successo qui.

Andiamo.

Solo il necessario!

Embolo, aspetta, aspetta, aspettami!

A, B, C, L, K, K.

Cosa c'è?

Ho detto "cacca".

Allora, dimmi cosa c'è scritto qui. In questa riga. Va bene?

- Vedo solo delle formichine. - Sicura?

Le formichine significano...

che devi mettere gli occhiali.

Nella mia classe c'era un bimbo con gli occhiali e lo chiamavano topo.

Io non voglio essere chiamata topo.

Senti, senti...

Io porto gli occhiali. Ti sembro un topo?

- No, ma tu sei bella. - Ma se tu sei una principessa bellissima!

Ti farò degli occhiali stupendi e li cospargerò di lustrini.

Va bene. Metterò gli occhiali.

Forza, vai a giocare.

Non pensavo di trovarti qui.

- Caffè? - Grazie.

Si hanno notizie?

No, hanno raggiunto la nave, ma non hanno fatto sapere ancora niente.

Julia, hai la crema depilatoria?

Ho le gambe come quelle di un uomo.

Niente! Io uso il rasoio già da un po'. Un disastro!

Julia, mi riceve?

Sì, capitano, la ricevo.

Non c'è nessuno qui e il diario di bordo è sparito.

Ma la carta di navigazione ci dice che la nave è partita da San Pietroburgo,

il 18 settembre.

- Una settimana prima di noi. - Proprio così.

La nave salpò con 57 membri dell'equipaggio.

4 ufficiali, 12 marinai e 41 passeggeri.

Tutti membri dell'Istituto nazionale di geografia e cartografia di Vladivostok.

Trasportava materiale tecnologico della facoltà di Geologia dell'università di Minsk.

Probabilmente dovevano studiare i fondali marini.

Non credo, Julia.

Partirono facendo rotta a 60 gradi, proprio verso dove siamo adesso.

Con il mare mosso e il vento contro,

da San Pietroburgo a qui non ci vogliono nemmeno due settimane.

Quindi sono ancorati qui da più di due mesi.

Pensa che ci sia una qualche spiegazione?

No...

no, no ad essere sincera no.

Già.

Julia...

e se sapevano che il mondo sarebbe finito...

e hanno fatto rotta qui per salvarsi la pelle?

Dottoressa, non ha niente da dire?

Non le viene in mente niente?

Dammelo!

Julian, amore, sono io!

Non so cosa sapranno i russi, ma di sicuro le russe si depilano come tutte noi.

Guarda se trovi un po' di crema depilatoria, dai!

Va bene, d'accordo, bionda. Vedrò cosa posso fare, va bene?

Senti, mi ripassi Julia? E' una cosa seria. Un bacio.

Qualche intelligentone ha messo questa maglietta con i panni bianchi.

Meno male che non hanno fatto il seguito.

E' possibile amare due persone contemporaneamente?

A te è successo, no?

Ci sei già passata, con Ulises e Gamboa.

Ti piacevano entrambi.

Non è così? Non li amavi entrambi?

In realtà, Ainhoa aveva un casino in testa grande come una portaerei.

Tutti quanti sapevano che, in realtà, era innamorata di Ulises...

tutti tranne lei.

Mi dispiace, Ainho, però è così, vero?

Quella tipa è una stronza, okay...

ma ha perfettamente ragione.

Allora...

io amo Piti, Ainhoa.

Non ci sono dubbi.

Piti è... il sughero.

E' sempre ottimista, vede il lato positivo in ogni cosa, no?

Però...

mi sento di merda a dire questo...

ma Piti ha un limite.

In che senso?

Piti è un amore...

però un giorno organizza appuntamenti per flirtare...

un altro organizza bische clandestine per spennare i suoi stessi amici...

un altro va a caccia di fantasmi sulla nave.

E' un bambino.

D'accordo, Piti non è un genio, ma...

Ainhoa...

io ucciderei per amarlo di più.

Se esistessero delle pillole per questo, manderei giù tutto il flacone.

Ma io lo osservo...

e lo ascolto...

e quel limite c'è sempre.

Sempre.

Procediamo con l'ispezione.

Se troviamo qualcos'altro, la avviso.

D'accordo.

Capitano, un attimo.

Niente, come non detto.

Passo e chiudo.

Si sta raffreddando.

Cosa?

Non so cosa cavolo avrai combinato con la dottoressa,

ma è più fredda di un ghiacciolo.

Le ho solo detto che non mi fido di lei.

Benissimo! Un applauso! Sei davvero un uomo romantico.

Julian...

tiene il piede in due scarpe e mi sta nascondendo qualcosa.

Sì, ma anche io non ho detto niente del cancro a Salome.

Ma come vedi, bacio la terra su cui cammina.

Non lo so, Ricardo, a volte nascondiamo le cose, proprio a coloro che amiamo di più.

Amico mio, o le dimostri che ti interessa o la perderai per sempre.

E cosa dovrei fare?

Lascia perdere questa storia del fidarti e non fidarti...

e smettila di parlare.

Baciala, cribbio!

Ricardo.

Il bossolo della cartuccia di un fucile.

Julian, guarda!

Non fare rumore.

Cazzo, cazzo, cazzo!

Ci hanno fatto fare la parte del nero nei film dell'orrore.

Lo mandano in avanscoperta ed è sempre il primo a morire.

- Ma noi non siamo neri. - No, non siamo neri.

Siamo il cretino della gomma e lo svelto del gruppo.

Peggio ancora, Embolo. Siamo carne da macello, carne da macello!

Sì, ma a me piace giocare...

agli esploratori con te.

Anche a me piace. Piace anche a me, Embolo.

E comunque, gli psicopatici con le motoseghe hanno il mal di mare. Sono delle pappemolli.

Quindi non ci saranno da queste parti.

Dai, andiamo!

Anche a me piace tantissimo esplorare con te, compagno.

Né combustibile, né anima viva nella sala macchine.

Non mi sembri molto sorpreso, no?

Da dove vengo io, sorprendersi non serve a niente.

Ernesto, mi ricevi? Passo.

Ciao, bellissima. Già ti manco?

Ho visto Ulises forzare la porta ed entrare nella tua cabina, come mi avevi detto.

Ernesto, va tutto bene?

Ho fatto bene a dirtelo?

Sì, sì, hai fatto benissimo, bellissima. Grazie mille.

Il topo è entrato nella trappola.

Questa cavolo di goccia, cazzo!

Cazzo, cazzo!

C'è qualcuno lì dentro.

Valeria!

Ho una sorpresa per te...

ma non te la darò, finché non avrai chiuso gli occhi.

Una volta la mia mamma mi aveva fatto chiudere gli occhi.

E quando li ho riaperti, aveva pitturato le pareti della mia camera,

e aveva messo un letto da bambina grande.

Che bella sorpresa! Dai, chiudi gli occhi.

Fai attenzione, va bene?

Solleva un piede...

e poi l'altro.

Julia, mi piace che fai gli stessi giochi che faceva lei.

Secondo me vi assomigliate un po'. Avete lo stesso profumo.

Allora, quando aprirai gli occhi non vedrai un letto di una bambina grande,

ma vedrai una principessa...

con un paio di occhiali uguali...

a quelli di Harry Potter. Su.

E uno, due, e...

tre!

Beh, lo scotch è temporaneo.

E' per fissare le...

le saldature.

Che te ne pare?

Sono carini e le cose si vedono più grandi.

Grazie mille, Julia.

Tesoro.

Che fortuna.

Abbiamo trovato un sopravvissuto, Piti.

Fortuna, Embolo? Che fortuna? Chi ti dice che non sia armato?

E se ci attacca, noi come ci difendiamo?

A scarpate?

Perché dovrebbe attaccarci?

Beh, perché è russo.

- E quindi? - Senti, facciamo una cosa.

Faremo finta di non averlo visto. Lo troverà Gamboa.

A lui piace prendersi il merito.

- Io e te ce ne andiamo da qui, su. - Ma Piti, è troppo...

troppo tranquillo.

Come quando a Vilma faceva male il bebè.

Magari ha bisogno di aiuto.

Ma porca... allora, sei con me o contro di me?

Lo senti urlare?

Senti lamenti? No.

Sta chiedendo aiuto? Io non lo sento.

E' tranquillo, ecco fatto.

- Andiamo, lasciamolo lì tranquillo. - Ma neanche Vilma chiedeva aiuto.

Perché era svenuta.

E da svenuto non riesci a chiedere aiuto.

I russi magari possono,

ma gli spagnoli no.

- Sicuramente... - Va be', okay.

Okay, andiamo al mattatoio.

Dai un calcio alla porta ed entri prima tu. Al mattatoio, forza.

- Okay. - Su.

Aspetta, aspetta, aspetta, aspetta.

Cosa?

Vado io per primo.

Vado prima io, Embolo.

Ciao.

Tovarish?

We are tovarish.

Amici.

Qui è tutto sotto sopra.

E' come se stessero cercando qualcosa.

Ci sono peli e sangue. Tenevano legato qualcuno.

Più di qualcuno, guarda.

Non promette per niente bene, Ricardo.

Julian, tesoro, mi senti?

Julian.

Cavolo, la mano!

Julian, tesoro.

- Dimmi Salome, ti sento. - Mi sono dimenticata di una cosa importante.

Peperoncino. Prova a vedere se trovi due barattoli, tesoro.

Ma certo. E se vuoi passo dal tabaccaio, compro il gratta e vinci e il giornale.

Dolcezza, non sto facendo la passeggiata della domenica, cazzo.

Okay tesoro, voi cercate quello che dovere cercare,

ma non ti costa niente fermarti un attimo a cercarmi quelle cose.

Dai, due barattoli di peperoncino dolce.

Julian, mi senti, tesoro?

Ci sentiamo dopo, bionda.

C'era un bambino dell'età di Valeria.

Che razza di persone potrebbe mai far del male a un bambino?

Stai bene?

E' un manichino come quello dei negozi.

'Fanculo il manichino e tutta la Fashion Week di Cibeles.

Non c'è un defibrillatore in giro, no?

Ma ci sono un sacco di giochi.

Siamo nella cabina di un bambino.

Ciao, Piti.

Ulises...

Mi lascerai il regalino della fatina dei denti sotto il cuscino?

Volevo lasciartelo sul comodino, Gamboa.

Vedi l'armadio?

I cassetti di sotto,

quello sulla sinistra.

Quello che cerchi è lì.

Devi solo aprirlo.

Attenzione.

Potrebbe essere una trappola e le dita ti salterebbero in aria.

Aprilo molto, molto lentamente.

E' aperto.

Ricordi l'album con le foto di Ainhoa?

- L'album non c'è. - Lo so.

Ci sono delle cartelline.

Guarda tra le cartelline,

c'è una foto piegata.

Cercala.

Fatto?

Era nell'album delle foto di Ainhoa.

Mi spiace che tu non l'abbia vista, perché se così fosse stato,

sono sicuro che l'avresti distrutta.

Forse io e te non siamo poi così diversi.

Forse...

dovremmo persino essere amici.

Difatti, io penso ci siano più possibilità...

che io e te diventiamo amici,

piuttosto che lo siate tu e Ainhoa.

Soprattutto se quella foto...

cadesse in mano a lei, ovvio.

Puoi tenerla.

Ne ho molte altre, è solo una copia.

Passo e chiudo.

Allora, come si sa?

Come hai saputo di chi eri innamorata?

Non credo di essere la persona più indicata per risponderti, no?

Gamboa puntava una pistola contro mio padre e io continuavo ad essere cotta di lui.

Quindi non credo che...

Io non posso andare avanti così, Ainhoa.

Stanotte Piti verrà a dormire in cabina.

Non posso abbracciarlo mentre penso a Palomares.

Ehi, non torturarti, calmati.

Come faccio a non torturarmi?

Quando sto con Palomares... tremo.

Come se ci fosse un terremoto di 9 gradi.

Mi sudano le mani, mi sale una cosa qui nella gola...

Mi piacerebbe...

poter parlare con lui per capire cosa mi succede.

Sapere se è...

un capriccio, o...

un'ossessione passeggera, o un... che ne so!

Ma non ci riesco.

Lo vedo e rimango paralizzata.

Amica...

Cosa?

Secondo me stai descrivendo un attacco di panico coi fiocchi.

Panico di cosa?

Di ammettere che sei innamorata persa di Palomares.

Il capitano ha detto di prendere solo

il necessario.

Come cavi, lampadine.

Non ha detto di prendere vestiti,

o giocattoli.

Né occhiali.

Senti, compagno, ti assicuro che con le lampadine non ottieni lo stesso risultato.

Ora, con questo vestito,

stasera... si salvi chi può!

Dai, lascia quelle cartacce e andiamocene, Embolo.

No...

non sono cartacce.

Sono i disegni di un bambino,

come quelli che fa Valeria.

Dipinge tutto quello che succede sulla Stella,

come un diario.

Questi disegni...

raccontano la storia della nave.

Ha iniziato a tossire sangue mezz'ora fa,

e gli sta venendo la febbre.

Il cancro peggiora più velocemente di quel che pensavo.

Forse sta entrando in una nuova fase.

Lo porti sulla Stella.

Non possiamo fare miracoli, ma...

posso somministrargli qualcosa.

Va bene, torniamo subito.

Avviso tutti...

Julian, dobbiamo ritornare.

Ricardo, Ricardo.

Che c'è?

Da quanto navighiamo insieme?

Quante miglia?

Centocinquantamila? Troppecentomila?

Sempre insieme,

mano nella mano,

no?

Guardami bene negli occhi.

Ti chiedo una sola cosa.

Trascorriamo la notte qui.

- Ma Julian, non hai sentito la dottoressa? - Sì.

Sulla Stella starai meglio e avrai meno dolore, non preferisci?

Ricardo,

preferisco che tu mi uccida in questo istante,

piuttosto che farmi vedere così da Salome.

No.

In vent'anni non ti ho mai chiesto niente.

Dammi questa notte,

per favore.

Grazie.

Attenzione a tutti. Riunitevi in sala da pranzo.

Raccogliete materassi, coperte, tutto quello che vedete.

Trascorreremo la notte su questa nave.

Hai sentito il capitano. Per me un materasso morbido, perché ho dolori lombari, okay?

Io e te non saremo mai amici.

Lo so.

Ramiro...

io e te siamo amici.

Sì, lo siamo.

I miei segreti sono anche i tuoi.

Io ti ho raccontato cose,

che nessuno dovrebbe sapere.

E credimi quando ti dico che se sei ancora vivo...

è perché io e te siamo amici.

Avermi picchiato,

e avermi rotto tre dita,

è essere amici per te?

Abbiamo avuto i nostri battibecchi.

Persino gli amici ogni tanto si scontrano,

ma i veri amici,

si perdonano sempre e restano insieme.

E, Ramiro...

io ti ho perdonato, ed eccoci qui,

noi due, insieme.

Su, abbracciami, amico.

Ramiro.

Non avere paura, abbracciami.

Amici.

- Ciao. - Ciao.

Lo sai che qui stanotte c'è un pigiama party?

Dormi con me?

Sì.

Perché papà deve lavorare.

Cosa stai leggendo, topolina di biblioteca?

Pinocchio. E' la mia fiaba preferita.

E' bello.

Non dovresti metterti gli occhiali?

Che c'è?

Ti fanno male?

E allora?

E' che gli occhiali che mi ha fatto Julia...

mi fanno sembrare un topo.

E non glielo voglio dire perché, visto che sarà la nostra nuova mamma,

voglio fare la brava con lei.

Senti...

non so se papà e Julia alla fine si metteranno insieme, non lo so...

però quello che so è che...

Julia non ci rimarrà male se le dici degli occhiali.

Invece ci rimarrà male...

come mamma quando non mi piacevano i fagioli.

Ci rimaneva male e arricciava la fronte qua...

come te ora.

Io non sto arricciando niente...

- perché non sono triste. - Sì che lo sei.

Per Ulises.

Dici che siete amici...

ma non è vero.

Embolo è mio amico...

e quando sono con lui rido, tu quando sei con Ulises non ridi.

Prima sì, ma ora non più.

E' che è difficile essere solo sua amica, sai?

Ti ricordi quando montavano la ruota panoramica in paese?

Beh, immagina di stare un giorno intero sulla ruota.

Giri, sali, scendi. Per tutto il giorno.

- Mal di mare! - Esatto, con Ulises per me era così.

E sai cos'è un'altra cosa che fa venire il mal di mare?

Leggere senza occhiali! Tanto mal di mare, tanto!

Ha un caratteraccio peggio di quello di un colonnello, maledetta.

Però le crocchette, sinceramente, le vengono...

che neanche al Bulli, l'animaccia sua.

E' come un fumetto...

che racconta la storia di questa nave.

Guarda, Embolo.

Quella signora sta facendo la cacca davanti a tutti.

- Non sta facendo la cacca! No! - Come no?

E' seduta a raccontare qualcosa, e gli altri la ascoltano.

- Sei sicuro? - Non lo vedi?

E qui è con il capitano...

sul ponte.

- Qui si fanno un bagno. Strano, no? - No!

Hanno interrotto la festa per fare un tuffo?

Non si stanno facendo il bagno.

Li stanno gettando a mare.

E questo mostro grigio se li sta...

mangiando.

E così finisce la storia.

Questi non raccontano nessuna storia.

Sono solo i disegni di un bambino.

Basta cazzate e andate a dormire.

Sì. Me lo dai?

Come faccio?

A baciare Julia, intendo.

Non sono mai stato capace di scegliere il momento giusto.

Con Marisa per tre mesi ho rimandato al giorno dopo.

Non trovavo l'occasione.

Come faccio?

Guarda i segnali, Ricardo. I segnali.

Quali segnali?

Julia è una donna, giusto?

E le donne, quando vogliono che le baci...

si inumidiscono le labbra.

Lo fanno tutte...

tutte.

Va bene, ma se si inumidisce le labbra, che so...

semplicemente perché sono secche?

Secche un cazzo, Ricardo.

Sembri lo scemo del villaggio, cazzo.

Inumidirsi le labbra è un segnale sia qui che in Guinea Equatoriale.

Perciò appena Julia si inumidisce le labbra, tu, tac, lingua in bocca.

E anche se si tocca i capelli, tu, tac, lingua in bocca.

Toccarsi i capelli è un altro segnale?

Sì, idiota, sì.

- Si tocca i capelli... - E io tac...

lingua in bocca, no?

Cos'è stato?

Che c'è?

No, Julian, Julian, tu resta qui.

- Ricardo... - Resta qui, Julian.

Stammi a sentire, per favore.

Non siamo soli.

Ragazzi, prendete tutti gli arponi o qualsiasi cosa per difendervi. Svelti.

Embolo, sul ponte di comando, con De La Cuadra, svelto.

Gamboa e Ramiro, in sala macchine. Piti, tu vieni con me agli alloggi.

- Va bene. - Ascoltatemi...

chiunque sia, non vuole farsi trovare. Quando uno si sente circondato...

può reagire in maniera violenta. State molto attenti.

In bocca al lupo, andiamo.

Di là.

Qui il bambino sta giocando a nascondino.

Però secondo me vuole scappare.

Vuole un po' d'acqua?

Magari i russi...

hanno qualcosa al mentolo, le farebbe bene.

- Il mentolo è ottimo. - Lascia stare, Embolo.

Non ce n'è bisogno.

Qui di sicuro non c'è.

Lascia stare, Embolo. Cazzo! Sto bene. Sto bene, cazzo.

Ehi, qua c'è una cassetta del pronto soccorso.

Sì.

Cazzo.

Una volta ho conosciuto un cane...

che aveva una brutta tosse...

come la sua.

Bene, e quindi?

Niente...

è morto.

Niente mentolo...

solo abbassalingua.

Julian, ci sei tesoro?

Dai, rispondimi. So che ci sei.

Julian.

Non risponde alla sua fidanzata?

Perché non le risponde?

Certo che rispondo.

Va' di là, Emb... Roberto.

- E' una conversazione privata, cazzo. - Certo.

Salome, ti ricevo.

Allora, io ho scritto salviettine struccanti, tampax,

crema antismagliature, crema anticellulite...

smalto, acetone, elastici per capelli...

- l'economato richiede altro, signora? - Assorbenti.

Con ali o senza, quello che trovi.

Perfetto...

Assorbenti. Prendo...

Non stare a diventarci matto...

ma se trovi qualcosa, solleverai il morale alle donne della Stella.

Va bene.

Julian...

come sta Ricardo?

Ha mangiato tutte le crocchette?

Sì, sì, tutte. Non ha lasciato neanche una briciola.

E' un bene.

Prenditi cura di lui, tesoro...

mi dispiace così tanto.

Per lui e per le ragazze.

Prima Marisa e ora...

Va bene...

ora non è il caso di pensarci.

Julian...

mi stai ascoltando?

Tesoro, ci sei?

Julian.

Julian? Julian, che succede?

Julian.

Ma no, tranquilla, piccola. Non succede niente.

Ti ricevo. Ti ricevo forte e chiaro.

Però...

ora devo lasciarla, signora, più tardi le consegno l'ordine, va bene?

Dai, buona notte bella.

Non preoccuparti...

avrà mal di testa per un paio di giorni, ma si riprenderà.

Trovato?

Sì.

Julia, ti abbiamo sentito dalla sala pranzo.

Il capitano ti sta cercando e se dovesse trovarti...

la sua fiducia in te evaporerebbe all'istante, non credi?

- Non mi troverà. - Julia.

La fiducia in me del capitano...

è finita da tempo.

Se deve credere che io e Ramiro siamo stati aggrediti, allora...

dovrò avere qualche ferita, no?

Colpiscimi alle spalle con il calcio.

Più forte che puoi.

Forza, Julia.

Sono sicuro che ti piacerà.

Avanti.

Tutto qua?

Che gli racconto?

Che mi hanno picchiato durante la ricreazione?

Forza.

Senti, Julia...

se vuoi do qualche altro colpo a Ramiro. Giusto per...

farti vedere come si fa.

Però non mi riterrò responsabile per eventuali danni cerebrali.

Visto che sei capace?

C'è nessuno?

Ramiro!

Gamboa!

Forza, via di qui, alla svelta. Forza, muoviti.

Ramiro, andiamo. In piedi, Ramiro.

- Ramiro. - Gamboa!

In piedi, forza.

C'è nessuno?

Fermo! Si fermi!

Cosa succede? Ha visto qualcosa?

Andiamo.

- Ciao. - Ciao.

Vilma.

Perché mi eviti?

Sai com'ero io in terra?

Io ero...

una da una botta e via.

Sì, in realtà neanche quello.

Cioè...

io m'imboscavo con uno...

lui andava a prendere da bere...

e non lo beccavo più.

Ero così...

come un usa e getta.

E me n'ero fatta una ragione.

Finché...

è arrivato Piti.

E 'sto scemo s'innamora di me...

e mi tratta come una principessa.

E' il ragazzo che mi ha amato di più in tutta la mia vita.

E anch'io lo amo.

Lo amo un sacco.

Beh, e...

dove sta il problema, Vilma?

Vi amate e...

state insieme, no?

Okay.

Prendimi la mano.

Prendila.

Non vedi come trema?

Non vedi?

Questo è il problema.

Che non riesco a guardarti senza tremare, Palomares.

E mi sudano le mani...

come se fossi una pivellina.

E quando mi tocchi, il cuore comincia ad andarmi a mille all'ora.

E' che...

non posso stare a meno di cinque metri da te...

senza che mi cedano le ginocchia.

Questo è il problema.

Cerco di evitarlo...

ma non ci riesco.

Non ci riesco proprio.

Per questo ho bisogno che tu mi faccia un favore.

Ho bisogno che...

tu ti faccia di nuovo prete...

per poter stare ancora bene con Piti.

Ne ho bisogno...

perché sono innamorata di te.

Mi ascolti, non vogliamo farle del male.

Vogliamo aiutarla! Apra!

Capitano!

- Ramiro! - Siamo stati aggrediti.

Non ho idea di chi sia stato. Sono venuti fuori dal nulla, ma...

per poco non ammazzano Ramiro.

- Ma chi può volerci aggredire? - Non importa.

Non rimarremo qui per scoprirlo.

Non metterò in pericolo le nostre vite.

Quello che sta succedendo su questa nave...

non è affare nostro.

Julian, Embolo! Evacuiamo immediatamente, ripeto. Evacuiamo immediatamente.

Accompagnate Ramiro in infermeria, veloci.

Marinai. Voi, ascoltate. Portate su la scialuppa...

e sigillate tutti gli accessi alla Stella Polare. Forza, andiamo, andiamo.

Forza, forza! Dai, veloci!

Bisogna vigilare costantemente la nave russa.

Io inizio la prima guardia.

- Cazzo, posso farlo io. - Julian.

Per favore. Su, vai a dormire.

- Vai a dormire. - Buonanotte, Ricardo.

Capitano...

vada a dormire, mi offro volontario per la prima guardia.

D'accordo.

- Ti manderò il cambio all'alba. - Va bene.

Grazie, Ulises.

Sta avviando il protocollo da seguire in caso di catastrofe.

Infatti un incidente durante la messa in moto dell'acceleratore di particelle,

può aver provocato conseguenze di proporzioni incommensurabili.

L'ipotesi più probabile è che si sia creato un buco nero.

Secondo le stime più ottimistiche,

avrebbe assorbito 500 km cubici di massa geologica.

Distruggilo.

Nessuno deve sapere che ci sono altre sei navi nel progetto Alessandria.

Lo so.

So che lo sai...

però ci sono cose che...

pare che tu stia dimenticando.

Stabilire vincoli affettivi sulla Stella Polare...

non rientra nel protocollo.

Quella è la mia vita privata.

Hai smesso di avere una vita privata...

quando hai firmato il contratto con la corporazione.

Via di qui.

Ulises?

Ulises!

Ulises, dove cazzo sei finito? Sono venuto a darti il cambio.

Guarda che se ti sei appisolato a metà turno ti spello vivo, te lo giuro.

Ulises, rispondi, diamine!

Ciao, papà.

So che un marinaio non abbandona mai la guardia, ma dovevo dirti una cosa...

e non avevo il coraggio di farlo guardandoti in faccia.

Quando leggerai questa lettera sarò già a più di venti miglia da te.

Me ne sono andato, papà.

Ho preso la nave russa e sono andato via.

Ma porco...

Sono sicuro che starai imprecando in turco...

ma pensaci un attimo...

due navi trovano terra meglio di una.

Anche se non ti mentirò...

il motivo per cui me ne sono andato non è quello.

Da quando sono salito come clandestino sulla Stella, il mio mondo è caduto a pezzi.

Come...

un tetris gigante in cui noi siamo le tessere...

ognuna con una forma e colore diversi.

Ti piacciono?

Vediamo.

Che bella!

Grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie.

Ma tutte cadono, finché finiscono per incastrarsi.

Allora...

guarda se vedi bene.

Guarda, papi!

Ma che bella!

- Dove hai trovato questi occhiali? - Me li ha dati Julia.

Quelli quadrati nel posto dei quadrati,

quelli dritti nel posto di quelli dritti.

Tutte le tessere del tetris alla fine s'incastrano, come per magia.

TU METTILO, CHE POI CI PENSO IO A TOGLIERTELO. PITI

- Ciao. - Ciao.

Però a volte una tessera non trova il suo posto...

e tutta la partita va a 'fanculo.

Stai bene, Julian?

Sono innamorato di Ainhoa...

e l'unica cosa che ho ottenuto stando sulla nave con lei, è stato renderla infelice.

La nostra storia sulla Stella...

è come in cancrena.

Andarmene è l'unica opportunità di essere felici.

Ainhoa merita di essere felice.

Non voglio che tu sia triste, papà.

E' la cosa migliore per me e Ainhoa...

mettere un oceano tra di noi.

Voglio solo che tu sappia che conoscerti è stato un regalo...

la cosa migliore che mi sia successa.

Sono sicuro che un giorno ci berremo un'altra birra...

coricati in coperta.

Come primo ufficiale della Stella sei un brontolone insopportabile...

ma come padre sei il migliore.

Ti voglio bene, papà.

P.S.: se trovo terra prima di voi...

ti mando un fax.

Il Grillo Parlante...

voleva dire a Geppetto...

dov'era... Pinocchio.

Ma quando arrivò al suo laboratorio, non c'era nessuno.

- Buongiorno, Embolo. - Buongiorno.

Embolo...

guarda i miei occhiali nuovi...

da principessa!

Sono proprio belli.

Io li avevo già visti.

Sono gli occhiali verdi che erano sulla...

sulla nave fantasma.

No, Embolo, ti sbagli.

Questi occhiali glieli ha regalati Julia.

Beh, allora...

Julia è stata sulla nave fantasma...

e li ha presi lì.

Sono gli occhiali del bambino dei disegni, li ho visti io.

Credo che avrai bisogno di una mano per issare le controrande.

Nemmeno tu potresti governare questa nave da solo.

Cosa dici?

Accetti questa clandestina?

Mi piacciono i clandestini.

Ora so dov'è il mio posto.

Qui con te.

Tre, due uno e... musica!

♪ Lunedì, martedì, mercoledì guardando il mare. ♪

Mi dica chi cazzo è salito su questa nave stanotte.

♪ E' un buon posto per dimenticare. ♪

Ho un ritardo di nove giorni.

Perché proprio De la Cuadra?

♪ Dietro la città. ♪

E' la prima volta che vedo tutti i ragazzi ridere ed essere felici...

lasciali cantare e ballare.

♪ Spero che quella bionda mi guardi quando passa. ♪

Cos'è il progetto Alessandria? Me lo dica, Julia!

- Eravamo amici, no? - Beh, non più.

Tu sai chi è venuto qui, vero? Chi è stato, dimmelo!

La prima cosa da fare è assicurarsi che gli ostaggi siano vivi.

Nessuno di noi vale più niente per loro, Gamboa.

Cosa vuole in cambio dei miei uomini?

Deve sapere che dicendole quello che le dirò...

starò mettendo a rischio la sua vita...

e quella di tutti i passeggeri. www.subsfactory.it

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