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(RONZIO DI INSETTO)
(RONZIO DI INSETTO)
(NITRITI)
- Vincent! - Vincent!
- Vincent! - Fermati, Vincent!
- Vincent! - Fermo! Vincent!
- Vincent! Fermo! - Fermati, Vincent!
Fermo!
- Vincent! - Fermati!
- Calmati! - Sta' buono!
Calmati, Vincent! Calmati, calmati.
(NASTRO CHE SI RIAVVOLGE)
("Vincent" di Don McLean DALLE CUFFIE)
VOCI INDISTINTE
("Vincent" di Don McLean)
VOCI NON UDIBILI
VOCI NON UDIBILI
("Vincent" di Don McLean)
Ci mancava anche l'uovo!
Conservarlo intatto tutto il giorno insegna a prendersi cura di sé.
- Provi lei. - No, oggi proprio non ce la faccio.
- Deve provarci, signora Manzato. - Me la dia.
(NITRITI) La corda! La corda!
Tenga tesa la corda!
(UOVO CHE SI ROMPE)
< "Nuvole, punto e a capo."
"Il silenzio della corrente, punto e a capo."
"Sole, punto. Pioggia, punto e a capo."
"Immobile, virgola, immobile, punto e a capo."
"Ogni giorno più immobile, punto e a capo, virgola."
Cazzo, sono tutti così quelli che mi hai mandato?
Stai bene attenta. Ascoltami.
Siamo stati fino all'una del mattino a caricare sacchi di avena da 70 kg.
Mi sono fatto una doccia, ho bevuto un bicchiere di birra
e adesso sono completamente in pace col mondo.
John Cheever, queste sono le parole che cerco.
Parole che sono come il pane.
Parole che quando le leggi stai bene.
Ti fai tu lo shampoo o vuoi che lo faccia io?
- Amore, ti fai tu lo shampoo? - No.
- Aspetta. Vincent. - No!
- Così ci facciamo male. - Sì, male!
- No. - Male! Male!
- No! - Sì, male!
No,no,no:
(VINCENT GRIDA) No, calmo, calmo.
Calmo, calmo, no!
- No! No! - Respira, respira.
Respira, bravo, tranquillo.
No! No! Che schifo!
- Ma perché? - Eccomi, eccomi.
Bravo, pensaci tu. Non ne posso più!
Ancora? Ancora, Vincent?
Va bene, dài.
"Per tre giorni e tre notti rimasi nel nascondiglio"
"senza mai uscire."
"Durante tutto quel tempo non vidi mai..."
Augustus.
"Augustus, ma non mi preoccupava più di tanto."
- Più di tanto, no. - Bravo.
- "Non mi meraviglio di Ciop." - Ciop, Ciop.
"Pensavo che i preparativi per la partenza tenessero occupato"
- "il mio amico Ci..." - Ciccio.
"La mamma è nera"? Nera come? Prova a dirmelo con altre parole.
"La mamma è verde."
Ok, la mamma è colorata. E il papà? Dimmi di lui.
# Marinai, donne e guai
# e la ronda gira gira
# per poterli sorvegliare
# questi diavoli del mar.
# Sottocapo, ci perdoni.
# Maresciallo, per favore.
# Dopo mesi d'alto mare
# questo è il men che si può far.
# Marinai, donne e guai
# e ogni volta c'è qualcuna
# che si asciuga un lacrimone
# salutando da laggiù. #
Incantato.
Chiedo scusa. Ah, già...
Va bene, grazie!
Allora... c'è una persona che abita in questa città.
Se fossi bravo a scrivere, gli scriverei una lettera
ma non sono bravo, quindi faccio quello che so fare.
Questo brano si chiama "Vincent".
# Starry, starry night
# paint your palette blue and grey
# look out on a summer's day
# with eyes that know the darkness in my soul.
# Shadows on the hills... #
(FISCHIO DEL MICROFONO)
(APPLAUSO)
Grazie, grazie a tutti.
(Fase uno: trovare la macchina.)
Fase due...
trovare le chiavi.
Fase tre... Ti prego, parti.
(MOTORE NON SI AVVIA)
(ROMBO DEL MOTORE)
Elena.
Lasciate sempre tutto aperto qui?
Ehi, buona, sono io. Non mi riconosci?
Tu sei sempre bellissima.
Aspetta, Elena.
- No, ti prego. - Stammi lontano.
- Sì, ti prego. - Lontano.
Elena... voglio solo vederlo.
- È mio figlio. - No.
Non so nemmeno che faccia ha. Sarà grande ora, è cresciuto.
Sedici anni e arrivi qui!
Te ne sei andato! Non mi hai detto nemmeno ciao!
Nemmeno quello mi sono meritata!
Stai lontano!
- Scusami. - Vai via!
È l'ultima, ma è buona...
- Questo chi è? - È lui.
Il Merda?
Io sono Mario, suo marito.
- Mandalo via. - Tranquilla, vai da Vincent.
Vincent?
L'hai chiamato come la nostra canzone?
# Starry, starry night
# paint your palette... < # Blue and grey
# look out on a summer's day
# with eyes that know the darkness in my soul.
# Shadows on the hills... #
Vincent figlio! Vincent figlio!
Vincent, Vincent.
- Vincent. - Vincent figlio!
- Calmati. - Vincent figlio!
Tranquillo, ora lo manda via.
Vincent, tranquillo.
- Elena, aspetta! - Vai via.
- No, un attimo. - Abbiamo tanti problemi.
Non è un buon momento. Vai via.
- Che ha il ragazzo? - Dopo 16 anni te ne preoccupi?
- Vai fuori dai coglioni. - Dimmi che ha.
Vai via!
< Vengo in pace, Stella del Mattino.
Posso raccontarti la mia storia?
Storia, Cervo Zoppo.
Quando ero molto piccolo, mio padre fu ucciso da un orso.
Mio padre si chiamava Antilope Bianca.
Il capo della tribù, Nuvolo D'Oro
diede a mia madre un altro compagno, Lupo Giallo.
Lui mi insegnò a essere un guerriero.
Chi è il tuo papà?
Questo è il punto: sono due.
Due papà, ma di Antilope Bianca non mi ricordo, ero troppo piccolo.
Lui che canta è Willi.
- Sì. - Sì, Willi.
Willi.
- E poi? - Poi non lo so.
Willi e poi... Willipoi.
Due papà, due Papà!
Cervo Zoppo e Willipoi!
- Non c'è! - Neanche qui.
- Vincent! Vincent! - Sono sceso fino al mare, non c'è.
È inutile che guardi là. Ho guardato, non c'è.
- L'hai messo a dormire ieri sera? - Sì, poi mi sono addormentato.
- Non hai sentito niente? - No.
Chiamalo.
Non gli hai voluto comprare il cellulare.
- Non lui, il Merda. - Non ho il suo numero.
Chiamo la Polizia.
(MUSICA DI ARMONICA A BOCCA)
Ciao, Willi! Come stai?
Hai visto tuo figlio?
Hai fatto la cosa giusta. Adesso basta piangere.
- Dove vai a cantare? - Kranievic, Sveta Ana...
e Otocici.
Qui in Slovenia non c'è problema
ma attento al confine con la Croazia.
Ci sono molti controlli.
Devo controllare un camion. Muoviti, Willi. E lunga.
Hai fatto la cosa giusta.
Adesso quando pensi a lui, almeno sai che faccia ha.
("Care for" di Mauro Pagani)
(VINCENT GRIDA)
Vincent!
Fermo! Fermo! Fermo!
No, ahia! Fermo! Ahia!
Dài!
Willipoi bello!
(CLACSON) Camion!
Senti, Vincent...
lo sono strano.
Tu sei strano...
Dove andiamo?
Perché sei scappato?
Che volevi fare?
È meglio che ti riporti a casa, dammi retta.
- Tra l'altro, devo sbrigarmi. - Ore 13.
Che? - Ore 13 pranzo.
- Hai fame? - Pranzo! Pranzo! Pranzo! Pranzo!
- Patate. - Vuoi solo patate?
- Patate. - Tantissime patate per il ragazzo.
- Per te i.
- Grazie. - Patate.
Ho capito. I rasnici li mangio io.
Che fai?
- Vincent? - Vincent, Vincent Manzato.
Nato a Trieste il 13 luglio 2003
da Elena Manzato e adottato da Mario Topoi.
Tu ti chiami Willipoi e sei il mio papà.
Te l'ha detto la mamma?
Mi rispondi? Te l'ha detto la mamma?
Perché non mi guardi quando parlo? Guardami.
Willipoi.
Vincent bravo con papà.
(RAFFICHE DI VENTO)
(SQUILLI DEL CELLULARE)
- Pronto? (DAL CELLULARE) Elena, sono io.
Stai tranquilla, è qui con me.
Bene. Portalo a casa immediatamente.
- Lo lasci parlare. (DAL CELLULARE) Non posso.
Stasera ho un concerto a Kranievic.
- Kranievic? - Ci parlo io, dammelo.
- Pronto? Come sta Vincent? (CELLULARE) Bene, siamo venuti a pranzo.
- Gli piacciono molto le patate. - Sì, mangia solo patate in giro.
(DAL CELLULARE) Mi raccomando, ha le sue abitudini,
(DAL CELLULARE) dagli un po' di attenzione.
Allora, che vuoi fare? Che cazzo fai ora? Lo riporti?
Stasera lo porto con me al concerto e domattina presto ve lo riporto.
Mario, una cosa importante.
Sì...
- Allora? - Dice che non l'ha rapito lui.
Si è nascosto nel furgone e se l'è ritrovato là.
Ha una serata importante e non può riportarlo.
- Importante! - Mi sembrava... Era sobrio.
- Mi sembrava sincero. - Sì, sincero.
- Io gli credo. - lo no.
# Resta cu' mme
# per carità.
# Statte cu' mme
# nun melassa'.
# Famme pena'
# famme impazzi'
# famme danna'
# ma dimme sì.
# Muoio per te
# vivo per te
# vita della vita mia.
# Nun me 'mporta del passato
# nun me 'mporta di chi t'ha avuto.
# Resta cu' mme
# cu' mme. #
- Mamma! - Signor Willi,
è stata la prima gara di ballo della nostra scuola.
È un onore.
Ci ha fatto un grande regalo. Lierka non vinceva senza le sue canzoni.
Vero, Lierka?
Lei ha una voce che...
- Posso? - Certo.
Ecco.
A Kranievic non succede mai niente.
Peccato. Verrò più spesso.
Che fai con le signore?
Tranquillo, amore, solo qualche selfie.
È tardi, si va a casa, perché domani si va a scuola.
(LIERKA GRIDA)
- Vincent! - Brutto schifoso!
Ehi, tranquillo, posso spiegarti.
WILLI: Il ragazzo ha problemi.
Mettigli un bel guinzaglio.
Ringrazia... Dove vai? Vincent!
Vincent! Vincent, fermati! Vincent!
Fermati, cazzo!
Ahia! Fermati! Fermati, testa di cazzo!
Ahia! Ahia, ahia, ahi.
Ahia, ahi.
Vaffanculo! Tu, tua madre, andate a fare in culo tutti!
Che cazzo fai? Fermati! Che cazzo fai?
(VINCENT E WILLI RIDONO)
Soffri il solletico, eh?
Lo soffri!
(SI SCHIARISCE LA VOCE) Scusate, vi prego.
Mi piacerebbe... sentirti cantare ancora.
Dove sei la prossima volta?
< Anja! - Per favore, dimmelo.
- Sveta Marija. - Croazia?
- Sì. - Conosco. Quando?
- Dopodomani. - lo vengo. Grazie.
Prego.
Mio marito è malato. Lui muore e non mi lascia vivere.
- Ah. < Anja!
- Grazie. - Prego. Ci penso io.
Fase uno: fermare l'emorragia col cotone, cotone, cotone...
Non c'è un cazzo. Facciamo così.
L'ho fatto tante volte. Nel naso e poi giri, così.
- Ahi! - Scusa, ecco.
Fase due: ghiaccio, molto ghiaccio.
No! Che fai? Perché ti sei tolto la carta?
- Vieni qua, asciugati. - Ahi!
(CANZONE IN SLOVENO DALLA TV)
Metti questa che è fresca e ti fa bene.
- No! - No.
Fase tre: dormire.
Ecco,cosL
(SQUILLI DEL CELLULARE) ELENA: Sì?
Elena, scusami se ti ho svegliato.
Non arrabbiarti, ma ho deciso di portarmelo dietro.
Sono due date, sono pochi giorni.
Ascoltami bene. Ti mando in galera per rapimento di minore.
Oppure mi dici dove sei, vengo io, melo porto a casa
e tu scompari una volta per tutte. Passamelo.
No, sta dormendo così bene.
Ho capito che ha dei problemi.
(DAL CELLULARE) L'hai capito? - Sì.
- Passamelo! - Senti, Elena,
so che non mi merito niente.
Se vuoi mandarmi in galera, giuro che stavolta non scappo.
Ma lui dorme così tranquillo e stanotte non ho paura di niente.
Ho già deciso, quindi non chiamarmi perché non rispondo.
Willi? Willi? Pronto?
Non torna.
Fai la valigia, andiamo a prenderlo.
("Diamonds on the inside" di Ben Harper)
MARIO: Kranievic. Sono 300 km su una strada del cazzo.
Anche tu, gli fai sentire la canzone di quando vi siete conosciuti.
Va bene, vuoi sentirtelo dire. Ho sbagliato.
Ho sbagliato. E tu, che gli leggi sempre Gordon Pym?
Un bambino nascosto in una nave come un clandestino. Bella idea.
Certo, Gordon Pym lo calma.
Edgar Allan Poe lo calma. È una bella idea.
Troviamo Vincent e parliamo il meno possibile.
- Ecco, bravo, lavora. - Mi mandano solo cacate.
Chi è Chiara Cisotto? "La fame dentro".
Ormai ti stanno tutti sul cazzo.
Fase 45: vestito di scena.
Fase 52: libro della musica.
Bravo.
(VIBRAZIONE DEL CELLULARE)
Poi, fase 57: passaporto, lo tengo qui fino al confine.
Hai un documento d'identità?
- D'identità? - Sì.
- D'identità? - Oddio.
Come fai a girare senza passaporto o carta d'identità?
- No, no, no! - Dove vai?
Dove vai? Che fai?
Che c'entra ora questo? Che c'è da vedere?
L'acqua?
Ok, l'acqua.
Ho un'idea. Facciamo un gioco.
Quando dico qualcosa che capisci, mi rispondi "fuoco".
Quando non capisci, mi rispondi "acqua". Hai capito?
- Fuoco. - Bravo. Vieni qua, vieni.
Tranquillo, papà è andato di là tante volte e ha tanti amici.
- Là. - Di là è Croazia. Qui siamo in Slovenia.
- La Croazia. - La Croazia, bravo.
Un confine è Italia - Slovenia: zona Schengen, nessun problema.
L'altro è Slovenia - Croazia.
È un problema perché sono cattivi e chiedono i documenti.
È un casino perché devo andarci a suonare
o il Modugno della Dalmazia, che sarei io, è finito. Capisci?
- Acqua. - Certo.
Papà conosce le persone giuste, tranquillo. Ti stacco una mano.
WILLI: Uno, due, tre, quattro, cinque...
Trecentocinque euro.
Sei tranquillo?
Ho capito, ti dà fastidio.
Ciao, Danko.
- Da quanto sei qui? - Da un po'.
- Dieci ore. - No, non così tanto.
- È tuo figlio? - Vincent Manzato,
nato a Trieste il 13 luglio 2003
da Elena Manzato e adottato da Mario Topoi.
Lui è il mio papà e si chiama Willipoi.
- Problema. - Non rompere i coglioni.
Non c'è nessun problema.
Sei arrivato in anticipo e mi hai fatto sentire in ritardo.
Avevi promesso che ci lavori su.
Lo psicologo costa e lui è un problema.
Dimmi come passiamo e poi parliamo di soldi.
No, prima i soldi.
- No, se perdi tempo, chiamo Dalibor. - Il pezzo di merda? Sai dov'è?
- No. - Chiedimelo per favore.
- Dov'è Dalibor, per favore? - È in galera, per fortuna.
Costeggia la rete del confine fino all'altopiano del lago Rabuje.
Quando fa buio, prendi la strada verso sud, a fari spenti.
Dopo 2,3 km trovi Juri.
Lui ti aspetta là per dieci minuti.
Qui hai il numero di telefono di Juri
e la contabilità completa.
No, chi ha tutti questi soldi? Vincent!
Vincent! Vincent! Fermo!
Vincent!
Mi raccomando, usa la testa.
È una cosa seria, è pericoloso. Non mi far pentire.
- Là. - Sì, là, di là.
Non si vede un cazzo.
Merda!
(RUMORE INDISTINTO) Che cazzo!
No... Cazzo, no! No!
Il semiasse, cazzo! Che sfiga! Che sfiga di merda!
Ascoltami bene.
Fase uno: la macchina è rotta e dobbiamo abbandonarla.
Fase due: dobbiamo camminare veloci perché siamo in ritardo.
Fase tre, la più importante
dopo la grande sfiga arriva sempre la grande fortuna.
(VOCI INDISTINTE)
Diqua?
Sì, Vincent. Loro vengono qua e noi andiamo là.
Perché?
Loro vengono a lavorare di qua e noi andiamo di là.
Willi! Saltare, saltare!
Juri! Vieni, Vincent. Vieni, dài!
Juri, arriviamo! Dài, Vincent.
- Presto! - Willipoi, di qua.
Di qua, di qua, Willipoi. Di qua!
Andiamo.
- Blu. - Che dice?
- Niente, niente. - Blu!
- Fine della corsa. - Non siamo ancora a Karlovac.
C'è la Polizia in giro. Guarda le luci blu.
Abbiamo accordo solo per portare da qua a là, non da là a qua.
Scendere subito.
Che facciamo senza macchina nel mezzo del nulla?
Vincent Manzato, nato a Trieste il 13 luglio 2003
da Elena Manzato e adottato da Mario Topoi.
- Lui è il mio papà. - Buono, Vincent, non è il momento.
Tieni questa. Lì c'è un posto dove dormire.
- Dove? - Lì.
Io non perdo il lavoro per voi.
Ecco, tieni. Arrivederci.
- Signor Willi... - Vuoi di più?
Io non sono un cameriere. Deve pagarmi 250 euro.
Danko ha detto: "Al cantante fai tariffa normale."
lo ti faccio lo sconto.
Ora, per favore, paga il servizio.
Ehi, scusa, Vincent.
Sai dove siamo? Dillo tu.
Dài, Croa... Croazia.
Siamo di qua. Ti ricordi di là e di qua? Siamo di qua.
("Cornerstone" di Benjamin Clementine)
("Cornerstone" di Benjamin Clementine)
Ma vaffanculo! Vaffanculo!
MARIO: Sono in un'area di servizio dimenticata da Dio e dagli uomini.
Ho mangiato un toast di gomma, l'ho buttato via ed è rimbalzato.
Stiamo cercando Vincent, pare l'abbia rapito un cantante.
Questo non ti interessa, non ti riguarda.
Invece ti riguarda il fatto che sono arrivato a pagina 8 di Tognoi.
Forse ha ragione mia moglie, mi stanno tutti sul cazzo
però Tognoi fa cacare, quello che scrive fa cacare.
Quando senti il messaggio chiamami. Ciao.
WILLI: È tutto uno schifo! È una merda, ecco che cos'è.
(VINCENT SI LAMENTA)
Ormai è tardi per tornare a casa.
Però tu, Vincent, devi parlare. Dillo anche tu che è una merda!
Cazzo, dillo che ti fanno schifo i fagioli in scatola la mattina!
Sei scappato per venire con me e adesso è un momento del cazzo!
Succede.
Mi detesti? Mi odi?
Hai ragione, fai bene. Mi vorresti uccidere?
Tieni. Non ti fai nemmeno un giorno di galera. Dài.
Fl?il
Cazzo, mica può essere sempre colpa mia!
WILLI: Abbiamo passato il confine e siamo qua.
Devo arrivare qui per cantare a un matrimonio.
Vai, penna. Segna, Sveta Ana. Qua.
Bravo. Poi prendiamo la 17 fino ad arrivare a Otocici
dove ci facciamo una festa in un quattro stelle con piscina.
Che cazzo di nome Otocici! Senti che suono. Otocici.
Prova a dirlo. Otocici.
- Dài, Oto... - Ceci.
Non ceci, cici. Otocici.
Oto... Oto...
- Oto... - Ceci. Cici. Cazzo, mi fai sbagliare.
Otocici. Dilla tutta.
- Otocicioci. - Ma che dici?
- Cincicioci. - Ma che cosa?
- Cicioto. - Sì, cicciotto.
- Tu cicciotto. - Non è vero.
< # Ho fatto mille viaggi nei deserti
# perché volevo dire ciò che penso
# volevo andare avanti a occhi aperti.
# Adesso dovrei fare le canzoni
# con i dosaggi esatti degli esperti.
- # Magari poi vestirmi come un... - # Fesso.
- # E fare il... - # Deficiente.
# Nei concerti. #
Vai, mi raccomando.
(insieme) # Canterò le mie canzoni per la strada.
- # Ed affronterò la vita... - # A muso duro.
(insieme) # Un guerriero senza patria e senza spada
# con un piede nel passato
# e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
# Aaah! Aaah! #
Ragazza bella, Vincent ascoltava i suoi pensieri.
- Di chi parli? - Ballerina.
Piena di... Piena di luce.
La figlia del pennellone?
Che cosa ti dicevano i suoi pensieri?
"Sto... Sto con te."
Lei ti ha detto questo?
("Bella Donna" dei The Avett Brothers)
Ehi!
Dispiace anche a me, ma non ci avrebbe portato lontano.
- Ehi. - No, tu hai fatto!
- Vai più veloce tu del cavallo. - No!
Come no! Guarda.
Vai più veloce. Guarda come corri, sei tu il cavallo.
Forza, fammi vedere come vai a cavallo. Hop, hop!
Che bussi? Non vedi che non c'è nessuno? E vuoto.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Scusi, parla italiano?
Ieri sera c'è stato un concerto qui, una gara di ballo.
Noi cerchiamo nostro figlio. Sta con quel cantante, Willi.
Faccia almeno un cenno, se capisce.
Dragan ha organizzato la serata, poi ha litigato con vostro figlio.
- Dov'è questo Dragan? - A caccia.
Dove?
- Ha carta da scrivere? - Certo, anche la penna.
ELENA: Grazie.
Abbiamo il navigatore, basta un accenno.
È bellissimo! Lei è bravissimo.
Dov'è?
(VERSI DI GABBIANI)
Hai una penna? Hai una penna?
Ancora meglio.
Tieni, scrivilo tu. Allora, dove dobbiamo andare?
Dov'è il circo?
Sve... Sveta Ana. Dài, scrivi.
Non sai scrivere?
Dài, aspetta, vieni qua. Lo scriviamo insieme, va bene?
Allora... Vai. "S", bravo.
Sveta A-n-a.
È l'autostop. Quando passa un'auto, gli facciamo vedere il cartello.
Aspetta, dove vai? Fermo!
(CLACSON) Ma che cazzo fai?
Si fa dal bordo della strada, non al centro.
- Non di qua, di là. - Di qua, di là!
Di qua, di là, di qua, di là, di qua.
- Sveta Ana? (in sloveno) Sì.
È uguale! Ma uguale!
Questo disegna bene. Guarda che roba! Disegna benissimo.
È uguale.
(MUSICA ALL'INTERNO)
- Non c'è nessuno. - C'è qualcuno, c'è la musica.
- Entra. - Andiamo. Permesso?
DRAGAN: Chiudi porta! Luce fa male.
Siamo i genitori di quel ragazzo...
Che stava con quel pezzo di merda.
Noi cerchiamo il ragazzo, volevamo sapere se poteva aiutarci.
Io posso.
Ma perché devo aiutare chi abbandona suo figlio?
Sapete che cos'è l'odio?
Io sì.
Allora puoi capire, io adesso odio.
Ho solo poche cose.
Ho mia figlia, che vostro figlio ha umiliato.
Ho mia moglie che è andata via con il vostro amico.
Ho un male che mi sta uccidendo.
Chi ha colpa di questo schifo?
Non lo so, ma che vuole fare?
Tu vuoi sapere dov'è tuo figlio.
- Non è suo figlio. - Ah.
Non capisco. Uno che beve non capisce uno che non beve.
Anni fa lavoravo come cameriera su una nave da crociera.
C'era un ragazzo che cantava per gli ospiti
e io gli portavo da bere, una birra o altro.
Una sera mi ha dedicato una canzone e io ho capito che lo amavo.
Qualche mese dopo eravamo in un porto ad Atene
e quella notte faceva molto caldo
e io gli ho detto che aspettavo un figlio da lui.
Al mattino lui non c'era più.
- Il cantante di merda. - Sì.
Ho pensato di abortire
ma poi mi sono detta che potevo farcela da sola
e io me la sono sempre sbrigata da sola.
È nato il bambino e l'ho chiamato Vincent.
Era buonissimo, non piangeva mai.
Poi ho visto che c'era qualcosa di strano.
Giocava sempre con la ruota di una macchinina.
Con una manina teneva la macchina
e con l'altra... "trr, trr", faceva girare la ruota.
"Trr, trr"... finché non si fermava.
E allora gli dava un altro colpo... "Trr, trr, trr".
Andava avanti per ore, anche per tutto il giorno
se io non lo disturbavo. "Trr".
Il medico mi ha detto che...
Mi ha rimproverato, mi ha detto che dovevo accorgermene prima.
Io me ne ero accorta...
però mi vergognavo.
Poi ho conosciuto Mario, che ci ha salvato la vita.
Vincent. Perché gli hai dato un nome americano?
È il nome di una canzone.
Quale canzone? Canta.
- Canta? Canta. - Canta.
# Starry, starry night
# paint your palette blue and grey
# look out on a summer's day
# with eyes that know the darkness in my soul. #
- Signor Dragan? - # Shadows on the hills... #
Ecco, l'hai fatto addormentare.
- Adesso che facciamo? - Ha detto che sa dov'è Vincent.
- Sì, ma dorme. - Aspettiamo che si svegli.
WILLI: # Penso che un sogno così non ritorni mai più.
# Mi dipingevo le mani e la faccia di blu.
# Poi d'improvviso venivo dal vento rapito
# e incominciavo a volare nel cielo infinito.
# Volare, oh, oh.
# Cantare, oh, oh, oh.
# Nel blu dipinto di blu
# felice di stare lassù. #
(VERSI DI ESULTANZA)
# Il derubato che sorride ruba qualcosa al ladro
# ma il derubato che piange ruba qualcosa a se stesso.
# Perciò io vi dico
# finché sorriderò tu non sarai perduta.
# Ma queste son parole
# e non ho mai sentito
# che un cuore, un cuore affranto
# si cura.
< # L'unico
# e tutto il mio folle amore
# lo soffia il cielo... #
Sei italiano?
- Non sei di qua. - Di qua, di là.
Ho capito. Tu giri il mondo come me.
Assomiglia un mio amico.
- Amico. - Il mio amico è molto bello.
Beviamo birre?
Non ti piace la birra?
Tu sei più bello del mio amico.
Il mio nome è Danja.
- Qual è il tuo nome? - No, no, no.
No, no, no, no! No!
- No! No! No! - Che fai? Merda!
- No! No! - Basta!
No! La merda nel culo!
Tu sei malato! Vai via!
Vai via! Vai via!
Vincent Manzato, nato a Trieste il 13 luglio 2003
da Elena Manzato e adottato da Mario Topoi.
Vincent Manzato, nato a Trieste 13 luglio 2003
da Elena Manzato e adottato da Mario Topoi.
Vincent Manzato, nato a Trieste
il 13 luglio 2003... (NITRITO)
- Vincent! - Willipoi.
Dove stavi?
- Willipoi! - No, devi parlare!
Devi parlare, cazzo!
Se te ne vai, devi dirmi dove vai! Se non ti vedo, io muoio di paura!
Invece tu non dici un cazzo e sparisci!
Sei come un animale, cazzo!
Visto che ti comporti da animale, io ti tratto come un animale.
Adesso ti metto al guinzaglio.
No, non ridere! Non ridere!
Devi fare quello che ti dico, lo capisci?
- Willipoi. - Ancora?
- Willipoi. - Ma hai bevuto?
- No, no. - Come no? Fammi sentire.
- No, no. - Puzzi di alcol. Hai bevuto?
- Fuoco piccolo. - Ecco.
- Da solo? - Acqua.
Hai bevuto con qualcuno?
- Danja tette. - Dania tette? Ah, bene!
No bene.
No bene!
Qualcosa è andato storto?
Storto, storto!
Va bene, dài, qualcosa va storto
e qualcosa invece va dritto.
(VINCENT RIDE E FA DEI VERSI)
Hai visto quanti?
("Bella Donna" dei The Avett Brothers)
("Bella Donna" dei The Avett Brothers)
Beh, che fai?
Dài, forza! Dài!
Andiamo!
- Stare qua. - Qua dove?
- Stare qua! - Stare qua. E stiamo qua.
(SPARO) Che cos'è?
Hai sentito il colpo?
- Andiamo via. - Dov'è?
Non c'è. Andiamo via, dài.
Lui non c'è, ho sentito un forte sparo.
- Che cazzo fai? Andiamo! - No.
Lui ritorna, ne sono sicura, deve dirmi dov'è mio figlio
- e io lo aspetto. - Si è sparato!
Si è ammazzato da qualche parte!
Ho sentito il colpo.
Signor Dragan.
Non so se è merito o colpa di voi, ma sono ancora vivo.
- Bene. - So che di me non vi interessa nulla.
- No, dicevo... - Volete solo sapere dov'è tuo figlio.
Mia moglie ha detto Sveta Marija, Croazia.
Stanotte su quella branda pensavo
"Cerco mio figlio, e poi? Lo riporto a casa e che faccio? "
Ricomincia l'istituto, le terapie, il maneggio.
- Non è la vita che avevo immaginato. - Invece devi accettarti
per quello che sei, per quello che hai e che non hai.
La felicità non è un diritto, purtroppo. È un colpo di culo.
- Non lo accetto. - Invece devi accettarlo.
Devi continuare a lottare, a nuotare.
La mia bella nuotatrice indolente.
Io volevo un figlio da te.
L'unica volta che non hai fatto attenzione eri ubriaco.
Io ho già un figlio, è Vincent.
Con lui sto bene. Scherziamo, giochiamo, ridiamo.
Non hai fatto un figlio con me per paura che fosse come Vincent.
Dillo che mi somiglia, dillo!
Dillo che è colpa mia! Di' la verità per una volta!
Hai ragione, Vincent ti assomiglia, ma non come intendi tu.
Avete lo stesso sguardo
la stessa curiosità
la stessa energia e la stessa voglia di vivere.
Voi siete unici.
(RUMORI DI OFFICINA)
Buongiorno. Scusi il disturbo.
Italiano poco. Che cosa vuoi?
Ho un problema.
- Ho bisogno... - lo chiamo la Polizia.
No, no, lui no problema, lui figlio, mio figlio.
Questo è un gioco, giocare.
Noi bisogno di automobile o una moto.
Questa, per esempio. Quanto costa?
Questa non è in vendita, è mia.
Sì, ma io posso offrire tanto.
Sono 3500 kune.
- Sì? - Anch'io suonavo la chitarra.
Vincent, andiamo.
Non abbiamo più soldi né chitarra, ma abbiamo una moto fantastica.
Papà vive avventura.
Papà...
Papà prima era solo.
Adesso non è più solo.
Papà e Vincent...
legati.
(VINCENT GRIDA E RIDE)
È questione di equilibrio. lo devo sentire il tuo e tu il mio.
- Tu il mio. - Sì, che ho detto?
- Sentire il tuo equilibrio. - Hai capito?
- Fuoco. - Bravo.
Madonna mia, Vincent! Non mi divertivo così da anni.
- Anni. Bello vento! - Vento bello!
- Bello! Yu-hu! -Yu-hu!
- Che posto è? - Troveremo qualcuno.
- Non c'è nessuno, non c'è niente. - Chiediamo.
C'è nessuno?
"Is there anybody in there"?
Lo fa ancora, quella merda! E pazzesco!
- Che cosa? - La moglie di Dragan, l'ha presa in giro.
Le ha detto Sveta Marija per liberarsene.
Lo faceva anche sulla nave quando qualcuna gli stava addosso.
Hai capito?
Questi due possono essere ovunque.
- Vincent ha freddo! - Anche Willipoi.
Ora troviamo un posto per dormire.
(FRACASSO)
Vincent!
Vincent! Vincent!
Vincent!
Ehi, stai bene?
- Stai bene sì o no? - Forse.
Come forse?
Hai qualcosa di rotto? Muovi le braccia.
No, non così. Va bene.
Vincent, mi raccomando, aspettami qui, non muoverti.
Torno subito, aspettami qua.
(CELLULARE) Dorothy, "what's happened"?
(CELLULARE) Dorothy, "answer me"! Dorothy? Dorothy?
Andiamo, Vincent. Dobbiamo andare via. Vieni.
Non possiamo restare, perché tu non hai i documenti.
Raccogli lo zaino, aiutami. Prendiamo queste cose e andiamo.
Vincent, tirati su.
Andiamo via. È la fase tre. Dobbiamo andare, mi capisci?
- La mamma è morta. - No, la mamma non è morta.
Ti prego, dobbiamo andare. Ti prego, fidati di me.
(TUOND
- Fuoco. - Magari!
Fuoco.
(Uomo parla in croato)
- Parli italiano? - Shh! Sono italiana.
Parla in croato
- Che sta dicendo? - Shh! È una sua poesia.
Che cos'è quello?
- Il totem del superfluo. - Ah.
(Mario Legge "Lo guardo, scivola.")
("Diventa come un gomitolo. Si tuffa a destra e a sinistra")
("e capisco che in quel ballo ci sono delle parole.")
("Vuole giocare a calcio con suo padre.")
Domani andiamo alla Polizia.
("Sto ferma e credo di supplire a questo invito con un sorriso.")
("Poi si arrotola fino al ginocchio i pantaloni della tuta")
("quella che ho scelto io pensando ai suoi occhi neri.")
("Così viene a cena e lui si accontenta.")
("Perché lui sa scovare la felicità dove non c'è.")
("Questo mi dice.")
(Bello. Questo chi è?)
(VOCI NON UDIBILI)
Mio figlio Manuel è cieco.
Però ci sente benissimo, mette la musica alle feste.
Di che cosa vivete qua?
- Ricordi il saldatore di ieri sera? - Sì.
Lui ci ha dato una poesia e noi abbiamo dato patate.
Baratto.
Noi non usiamo soldi.
- Otoceci. - Otocici.
Se devi andarci, ti presto il mio furgone.
Magari!
- Telo riporto, giuro. - E tu in cambio...
Baratto.
- Non scopo da due anni. - Oh!
Beh, se sono due anni, allora è quasi dovere.
(VINCENT GRIDA)
No, Vincent! Che fai? No, Vincent! No! No!
Vai a dormire. Fase uno: dormire.
- Hai capito? - Acqua, tanta acqua.
No, Vincent.
- Va bene, ciao. Ora vai a dormire. - Qui!
- No! - Dormire con mamma e papà.
- Aspettiamo che si addormenti. - Dormo mai!
(SIRENA)
- Ehi! Ehi! - La Polizia! Presto, inseguiamoli!
(CLACSON)
"Good morning, sorry". Noi italiani. Parlate italiano?
- Poco. - Noi denuncia rapimento nostro figlio.
ELENA: Minore. MARIO: Nostro figlio, rapimento. Vedi?
- "Otmice". - Sì, "otmice".
Fase uno: chiudere.
MARIO: Fai vedere la foto. - Vincent. Vedi come si dice "rapitore".
- Rapitore è "otmicar". - "Otmicar".
- "Otmicar". - "Otmicar"?
Sì.
Fase due: partire.
Non risponde.
(SQUILLI DEL CELLULARE)
Acqua.
Acqua! Acqua! Acqua!
- Acqua! Acqua! Acqua! - Vincent.
Acqua!
Pronto?
Pronto? Vincent! Sono la mamma.
- Mamma! - Chiedi dove sono.
Vincent... Delfini?
Vincent! Vincent!
- Vincent! - Come delfini?
ELENA (dal cellulare): Delfini dove?
ELENA (dal cellulare): Mi senti? Dove sei?
- La mamma è azzurra, verde. ELENA: Amore, stai bene?
- Gialla, rossa. Nera. Nera! ELENA: Amore...
- Nera! - Vanno in piscina con dei delfini.
Gli ha fatto fare un acido.
Delfini due...
- Metkovic e Otocici. - Otocici!
"Oggi le tue onde si sono scontrate"
"si sono impennate in una cuspide che non prevede bonaccia."
Cazzo, questo è bello. Questo è bravo. Vai avanti, dài.
"Dovrei avvicinarmi, forzare l'aria ostile"
"sedermi sul ciglio e chiedergli ancora scusa."
"Lui ha paura che un altro mio gesto possa procurargli un nuovo dolore."
Il mare!
Beh, che hai visto?
Ragazze?
Fuoco.
Non posso fare tardi al concerto, se no mi licenziano.
Va bene, tanto fai una cosa veloce.
(MUSICA IN SOTTOFONDO)
- È matto? - No, gli piaci tanto.
- Ma è pericoloso? - No, no.
- Non lo so, non lo so. - Sarò lì accanto a voi, fidati.
- In tre costa di più. - No, è solo per lui.
Io neanche vi guardo.
Vincent, senti...
- Fai un regalo alla tua ragazza. - No, questo è bello.
È più bello lui o lei?
("Pink moon" di Nick Drake)
Bene, ragazzi, qui mi sembra vada bene.
Più bella che Vincent vede.
Chissà quanti te l'hanno detto.
Ma non ci credevano.
- Puoi andare. - Sì, certo.
Io vado. Ciao.
Ehi, ciao, sono io.
Sì, va tutto benissimo. Ce l'ho fatta.
Domani ho l'ultimo concerto e nessuno si è fatto male.
Nostro figlio sta facendo l'amore per la prima volta
e io non sono mai stato così bene.
Sì, Elena, Otocici. Otocici.
< "One, two, three, four".
(MUSICA DAL VIVO)
# Tu si' 'na cosa grande per me
# una cosa che me fa innammura'
# una cosa che se tu guardi a me
# io muoio accussì, guardando a te.
# Vurria sapere una cosa da te
# perché quando io ti guardo accussì
# se pure tu ti senti muri'
# nun melo dici
# e nun melo fai capi', ma perché!
# E dillo una volta sola
# se pure tu stai tremando.
# Dillo che mi vuoi bene
# come io voglio bene a te. #
(APPLAUSI)
La mamma.
MARIO: Eccolo lì. - È finita la festa.
Arriviamo.
- Guarda 'sto deficiente. - Ciao, ragazzi.
- Ciao, Elena. MARIO: Testa di cazzo!
MARIO: Dovevi portarlo il giorno dopo.
Sei sempre ubriaco?
Vincent.
Vincent!
No!
Aiuto! Aiutatemi!
Dallo a me.
Vincent! Vincent! Ehi!
Vincent! Vincent!
- Non respira? - Come no?
- Un dottore! - Un dottore!
"Zovite doktora"! "Zovite doktora"!
("Mad world" di Jasmine Thompson)
La mamma.
La mamma bella, la mamma bella.
La mamma.
(Bambini parlano in croato)
MARIO: Perché queste facce tristi? È andato tutto bene.
Abbiamo portato a casa il risultato, nessuno si è fatto male.
Abbiamo fatto bene anche a fidarci di lui.
Non facevamo da tanto una vacanzina insieme.
Va bene, adesso la vacanzina è finita.
Possiamo tornare a casa, che dite? Tu dove vai?
- Non lo so, forse in Albania. - Bello lì.
Ragazzi, io vi saluto. Statemi bene.
Ehi, scusa, mi ero dimenticato.
Ciao, Vincent.
Vincent Manzato, nato a Trieste il 13 luglio 2003
da Elena Manzato e adottato da Mario Topoi
e tu sei il mio papà e ti chiami Willipoi!
Vincent Manzato, nato a Trieste il 13 luglio 2003
da Elena Manzato e adottato da Mario Topoi
e lui è il mio papà e si chiama Willipoi!
Vincent Manzato, nato a Trieste il 13 luglio 2003
da Elena Manzato e adottato da Mario Topoi
e tu sei il mio papà e ti chiami Willipoi.
Willipoi... Willipoi...
- Ci vediamo presto. - Ciao.
- Ciao. - Ciao.
- Ciao. - Ciao.
- Ciao. - Ciao.
Ciao.
Andiamo a casa.
Quasi quasi compro da mangiare,
- così facciamo una tirata. - Sì.
A proposito, mettimi il titolo, se no non te lo posso pubblicare.
(SIRENA DELLA NAVE)
(VOCE NON UDIBILE)
"Dodete, dodete".
- Grazie. - Grazie a lei.
- Ehi, ehi! - "Wait".
Vincent.
Vieni. Vieni, Vincent.
Vieni. Dài!
Dài, ce la fai.
Fase uno: non piangere.
Fase due: musica.
(MUSICA DALL'AUTORADIO)
("Next to me" degli lmagine Dragons)
Stare qui la mamma.
Sì, Vincent, mamma sta qui.
- Qui. - Sì.
(SIRENA DELLA NAVE)
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