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Non si preoccupi, signora. Tutto bene, grazie.
Gentilissima.
[SQUILLI DEL CELLULARE]
Eva, io vado !
Arrivo.
Andreas.
- Volevo parlarti. - Devo andare. Ma ci vediamo a pranzo in Procura.
Va tutto bene ?
Sì.
[SQUILLI DEL CELLULARE]
- Sì ? - Che fai, mi eviti ? - Ma no, figurati, è che...
- Sono molto presa da... - Sono qui fuori.
- Fuori dove ? Casa mia ? - Certo, qui fuori dove ?
Arrivo.
Sei sopravvissuta ? Com'è andata in Procura con il ragazzo ?
- Tutto bene. - Non ne vuoi parlare ?
Ho fatto una ricerca. Dopo vado in archivio...
Ho fatto una cazzata, Paolo.
Una grandissima cazzata.
Martin dice che Mathilde ha litigato con il proprietario del quadro.
Pensavo che lo avesse rubato lui, per rifarsi con l'assicurazione
ma quando sono andata a casa sua, ho trovato...
Era morto. Di fianco al cadavere c'era questa.
E' di Mathilde.
Io ti capisco.
L'avrei fatto anch'io.
Non sarò io a dirti quello che devi fare, devi decidere tu.
Però corri un grosso rischio.
Pensaci bene prima di percorrere questa strada.
- Ci vediamo in Procura. - Sì. - Ciao. - Ciao.
Non so che mi è preso, è stato un gesto d'impulso.
Sottrarre una prova dalla scena di un crimine è un reato.
Non posso fare finta di niente. E' il mio caso !
Lo so, Klara. Sono qui per rimediare.
Spero che sia solo una coincidenza.
Io non credo che quella ragazza sia un'assassina, dài !
Reddenstal era in difficoltà e Mathilde è stata una pedina.
Non cambiare argomento, tu hai commesso un reato.
Se dietro ci fosse una truffa assicurativa ?
- Quel quadro vale molti soldi ! - Non è assicurato.
E' una delle prime cose che ho verificato.
Non so perché sei affezionata a questa ragazza
ma quello che hai fatto è gravissimo.
Io devo riferire alla dottoressa Lopez.
E' giusto.
Come ti è venuto in mente ?
- Per una faccenda così c'è la disciplinare. - Lo so.
E' stato un eccesso di fiducia.
L'unica cosa che mi preme è ritardare la segnalazione.
Sul mostro siamo a una svolta e non vorrei vanificare tutto.
Poi sono pronta ad assumermi qualunque conseguenza.
[BUSSANO ALLA PORTA] Sì ?
Eva. Il convegno sta per iniziare, Luisa.
- Andreas, chiudi la porta, siediti. - E' successo qualcosa ?
Accetteremo qualunque decisione prenderai.
Per il momento sospendo la decisione.
Tu prega Iddio che la ragazza venga trovata al più presto.
- Andreas ! - Ne riparliamo a casa, Eva.
Davvero così male ?
Almeno sono ancora in servizio, per il momento.
Io ho una bella notizia. Vieni.
- Vieni ! - Vengo.
Le vittime hanno in comune di essere di lingua tedesca e maschi.
Ma c'è altro. Sono tutti legati all'attentato di Pace del '68.
Werden, la prima vittima, era il marito di Sonja
e l'ha sposata dieci giorni dopo l'esplosione che ha ucciso Pace.
Poi è il turno di Egger, un giovane fiancheggiatore del Bas.
E quindi Plattner, migliore amico di Werden. E infine, Mair e Gasser.
- Erano dello stesso paese di Sonja Mahr. - Corretto.
Io ho fatto una ricerca nei vecchi registri del tribunale dei minori.
Il 23 luglio del 1969 è stato denunciato l'abbandono di un minore
registrato come Mauro Battisti
dalla Casa Provinciale delle Sorelle della Clemenza di Bolzano.
Otto mesi dopo la vittoria del torneo di ballo.
In pratica la persona che cerchiamo oggi uccide
per vendicare la morte del padre in un attentato di 50 anni fa.
Un padre che non ha mai conosciuto, perché l'hanno fatto esplodere.
Costringendolo a crescere in un orfanotrofio.
Non ci sono più dubbi.
Il mostro è il figlio di Sonja Mahr e Angelo Pace.
- Voi siete del tribunale ? - Sì, madre, buongiorno.
Di che volevate parlare ?
Mi ricordo bene di Mauro. Io sono stata nominata suora nel 1968.
Lui è stato tra i primi bambini di etnia mista
che io ho visto entrare qui.
Non devo spiegarvi che all'epoca da queste parti
un bambino con genitori di lingua diversa era uno scandalo.
Vediamo... Eccolo qui.
Eccolo. Il bambino sul triciclo. Mauro Battisti.
Una vera peste. Le famiglie adottive lo riportavano qui dopo poco.
- Ha trovato una famiglia ? - Più cresci e più diventa difficile.
Verso i 14, 15 anni ha passato un breve periodo
in una famiglia affidataria.
Poi abbiamo ricevuto una somma da un'iniziativa benefica
perché lui potesse continuare gli studi.
- Poi non abbiamo saputo più nulla. - Ricorda il nome del benefattore ?
No, mi spiace. Potete rivolgervi alla nostra casa madre a Roma.
Scusatemi, perché lo cercate ? Ha fatto qualcosa di grave ?
- No. - No, no.
Cerchiamo di ricostruire dei fatti accaduti un po' di tempo fa.
Bene. Bene. Spero di esservi stata utile.
- Posso fare una foto ? - Sì, prego.
Grazie.
Cecilia, appena hai novità richiamami. Si, grazie.
Sta risalendo all'associazione che donò la borsa di studio.
- Bene. - Sì, bene.
[SQUILLI DEL CELLULARE]
Cecilia, dimmi.
Ah.
Sì. Sei stata bravissima, grazie.
Ha scoperto da dove arrivano i soldi ?
Dall'esercito italiano.
Il mio predecessore ha recuperato il materiale
delle attività benefiche del Circolo Ufficiali.
Adesso è più difficile raccogliere le cifre di un tempo. Siamo di meno.
- Ecco a lei, tenente. - Ottimo, grazie. - Comandi.
Qui trovate foto e video di tutte le nostre attività.
Grazie. Come scegliete le vostre iniziative ?
Un ufficiale propone il progetto e poi si occupa della sua gestione.
C'è modo di recuperare un elenco dei responsabili delle attività ?
Siamo interessati agli anni '83 e '84, nello specifico.
No, i materiali non sono catalogati. Bisogna guardarli tutti.
Va bene.
- Grazie del suo aiuto. - Grazie a voi.
Arrivederci.
Grazie.
Torna indietro.
Zooma.
E' lui.
Colonnello Villa, la smette di fare il pensionato infastidito ?
Forse lei non conosceva la vita sociale di Pace
però sapeva che aveva un figlio.
Ha organizzato una raccolta fondi tra colleghi per sostenerlo.
Perché ci ha mentito ?
Gli avevo giurato di non dire niente a nessuno.
Pace me l'aveva confidato prima di morire.
Mi sono sentito in dovere di cercare il ragazzo.
L'ho trovato e ho proposto a mia moglie di prenderlo in affido.
Ma avevamo già due figli e non se n'è fatto niente.
- Perché dopo gli pagò gli studi ? - Dovevo fare qualcosa o provarci !
Sarò cinico, ma non mi convince la storia dell'adozione mancata.
Tu che dici ?
Non sono la persona più obiettiva per rispondere a questa domanda.
Fermiamoci qui, per oggi basta.
E' stata una giornata lunga e io ho gli allenamenti.
Scusa... Mi sono dimenticata di chiederti, come sta andando ?
Bene. Bene. Sarà una passeggiata.
- Mi sono messa in un enorme casino! Mi aiuti ! - Mathilde !
Io non ho ucciso nessuno, mi creda.
- Non hai neanche rubato il quadro ? - Si, l'ho rubato.
- Ah. - Ma non è uno Schiele originale, è un falso.
- Come ? - Sì, fatto da me.
Vieni.
Hai solo una possibilità per dirmi tutta la verità.
Non la sprecare.
Mesi fa un follower sui social ha commentato i miei quadri
definendoli una copia impersonale di Schiele.
- Ti ha proposto di fare la copia dello Schiele ? - Era una sfida.
Gli ho mandato la foto della copia.
Disse che mi ero superata nell'imitarlo.
Così mi chiese di poterla valutare di persona.
No, scusa...
- Quindi vi siete incontrati. - No.
Mi ha chiesto di spedire il quadro a una casella postale di Milano.
- Mi ha dato 200 euro. - Ah.
Poi ho visto la copia alla galleria di Letizia Badric e ho capito tutto.
- "Tutto" che cosa ? - Il conte aveva fregato me
e voleva fregare Letizia spacciando la mia copia per l'originale.
- Un perito se ne sarebbe accorto. - Appunto !
Che figura avrei fatto con Letizia che aveva iniziato a credere in me ?
Avrebbe pensato che sono una falsaria.
Per questo al vernissage ho pregato il conte di ritiralo.
- E lui ? - Ha detto che ero pazza, che il suo Schiele era autentico.
- Ha minacciato di denunciarmi. - E tu te lo sei ripreso. - Esatto.
Era l'unico modo per uscire da questo incubo.
Poi Martin sapeva come disattivare l'antifurto, era un sistema vecchio.
Mathilde, scusa...
ma se il conte Reddenstal non c'entra niente
perché sei andata a casa sua ?
Ho trovato la tua sigaretta elettronica.
Mi ha contattato lui.
Mi ha detto che era importante.
Quando sono arrivata, la porta era aperta.
Il corpo era già a terra.
Ho pensato a un malore.
Sono andata per scuoterlo.
Mi sono ritrovata le mani sporche di sangue
e sono andata in panico.
- Sei scappata ? - Sì.
Ma la sigaretta è rimasta lì.
E il quadro che fine ha fatto ?
L'ho buttato, la notte stessa in cui l'ho rubato.
- L'hai buttato ? - In un cassonetto sul Lungotalvera.
Non lontano dalla galleria.
Glielo giuro. Mi interessava solo toglierlo dalla circolazione.
E' la verità.
C'è una sola cosa da fare.
Non mi crederà nessuno.
- Da quanto è dentro ? - Più di due ore.
Novità del mostro ?
La sua ultima traccia in Italia è una carta d'identità per l'espatrio
ma a 18 anni. - Può essersi rifatto un'identità all'estero.
Cecilia e Lena sono in contatto con l'Interpol per verificarlo.
Klara, che cosa non ti ha convinto ?
Basta. A casa di Reddenstal ci sono le sue impronte insanguinate.
- Ha cercato di rianimarlo, per quello ci sono. - Eva, mente.
Dice di avere buttato il quadro nei cassonetti lungo il fiume. Dài !
Che stronza.
Andiamo a controllare.
Ho capito. Sì.
Certo. Grazie.
- Eccomi, scusa. - Che ti hanno detto ?
Che i netturbini avrebbero notato un quadro tra i rifiuti.
Mi ha preso per il culo, è una bugiarda.
O forse no.
I netturbini non l'hanno notato perché qualcuno l'ha preso prima.
Vieni.
Il gusto per l'arredamento non le manca, un po' minimal.
- Sì, però non vedo lo Schiele. - Non guardi bene.
[PARLANO IN TEDESCO]
- Trenta. - Dalle 'sti soldi.
Se non contratto, si insospettisce.
Trentacinque.
Hai quaranta euro ?
Sì.
- Siamo sicuri che valga quaranta euro ? - Siamo sicuri.
La dottoressa Kofler ha rovistato nei cassonetti per darti una chance.
Ma è l'ultima. Ora o ci dici tutto o resti qui per furto e omicidio.
Cominciamo dall'inizio.
Dov'era il quadro quando l'hai rubato ?
Nel magazzino della galleria, era lì per essere spedito al perito.
- Quindi era imballato ? - Sì, sì.
- Come l'hai riconosciuto ? - Poteva essere solo quello
dalle misure dell'involucro di sicurezza.
Tra l'altro inutile, visto che era un falso.
Questo non è il mio falso.
- In che senso ? - Posso avere il suo telefono ?
- Perché ? - Entro sul mio profilo e vi faccio vedere.
Vedete ?
Io avevo messo un dettaglio.
Una piccola "M" tra i capelli.
- Su quest'altro non c'è. - Quindi che quadro è ?
So che può sembrare assurdo, ma forse il conte aveva ragione.
Questo potrebbe essere davvero l'originale.
E' divertente.
Un quadro da milioni di euro nel rifugio di una senzatetto.
Almeno Klara è entrata nell'ottica che Mathilde può essere innocente.
Come vi muovete adesso ?
La Postale indaga sul profilo social di chi le ha commissionato il falso.
Speriamo che ci aiuti a scagionarla. Novità sul mostro ?
Nessuna. Avere scoperto che è Mauro Battisti non ci ha avvicinato a lui.
- Ma i test sono oggi ? - Sì, sì. Tra un'ora.
- Dài, andiamo, ti accompagno io. - Davvero ? - Sì.
Okay.
E' tanto che ha cominciato ?
- Ciao. - Ha superato i sollevamenti e la corsa.
Ora resta solo il salto in alto.
Speriamo che non si faccia male.
Prego.
Il candidato può effettuare il salto.
Salto valido.
Il candidato Paolo Costa ha terminato la prova.
Sì !
Bravo.
Grazie, grazie davvero.
- Hai visto ? Una passeggiata. - Infatti.
Sì !
- Allora ci vediamo domani in Procura, ispettore Costa. - Sì.
Salve.
Però... Niente male per uno come te.
- Monco ? - Vecchio.
- Ah. - Bravo davvero.
- Sono fiera di te. - Ne riparliamo quando mi farai il trattamento.
- Ti fa male ? - Un po', un po'.
Devo tutto a un grande allenatore. Come posso sdebitarmi ?
- Vi invito a cena ? - Per me va bene. Tommy ?
- Tommy ? - Va bene. Basta che non cucini tu.
Mi manca una gamba, non un braccio. Andiamo.
- Per essere un cuoco esordiente, te la cavi. - Grazie. - Tommy ?
Non era male, dài.
"Non era male, dài", dice.
Apprezzo lo sforzo, ma si vede che ti manca un po' di pratica.
Ah. Sei sicuro che non parli del tuo modo di giocare a hockey ?
- Forse domenica gioco in prima squadra. - Bene !
- Prima squadra. - Ti rendo il favore.
L'ho sempre detto, i tuoi passaggi sono migliorabili.
- Io ho sempre detto che tu non sai niente di hockey. - Cucciolo.
Ne riparleremo quando useremo la tua stecca come legno per la stufa.
- Questa era bella. - Grazie.
Vabbè, io esco. Vado con Sergio.
- Grazie per la cena, chef. - Ehi, vieni qua.
Grazie di tutto, davvero.
E a me niente ?
Ciao, ma'. Divertitevi !
- Mi sono perso qualcosa ? - No, perché ?
- Speravi che io fallissi i test ? - No, ci ho messo una pietra sopra.
Non pensavo che un sostituto procuratore avesse tempo
per venire a tifarti.
- Così, mi è sembrato un po'... - Sei gelosa ? - No, no.
- Sei gelosa. - No, no, no.
- Sì, sì, sei gelosa. - Un pochino.
Però non ti montare la testa, "inspektor" Costa.
"Inspektor".
E levati.
> E' lei, vero ?
Solo per una persona potevi giocarti la mia e la tua carriera.
E' lei, sì o no ? Non mi importa se hai ragione.
Come prenderebbero la notizia che mia moglie nasconde prove ?
Abusa della sua posizione per fatti privati, offendendo me come marito.
Perché sei andata a cercarla e non ne hai parlato con me ?
[VIBRAZIONE DEL CELLULARE]
- Pronto ? - Eva, sono Klara.
Sappiamo da dove si collega chi ha commissionato il quadro falso.
- Non aveva cancellato l'account ? - Sì, ma è tornato attivo.
Gli abbiamo lanciato un'esca, lo Schiele autentico.
Dobbiamo solo sperare che abbocchi e poi penso di essermi sdebitata.
- Così possiamo tornare a odiarci. - Ovviamente.
Ciao.
[SPARI]
I terroristi del Bas usavano un esplosivo di produzione austriaca
il Donarit, non adatto per questo detonatore.
Ci ho visto lungo.
Questo è indicato per l'Ednatol, una miscela di halite e tritolo.
- Chi può averlo usato ? - Fino agli anni '80, l'esercito italiano.
- L'esercito italiano ? - Vuoi spiegarmi meglio, Paolo ?
Vuoi costruirti una bomba in casa e perdere l'unica gamba che hai ?
Rimarrei più alto di te.
- Stammi bene, Paolo. - Ciao. - Ciao.
- Se hai bisogno d'altro, sono qui. - Fai il bravo.
- Lo so che Pace era un artificiere. - E pure Villa.
Pace è saltato in aria per colpa di un innesco
in dotazione all'esercito italiano. Ecco perché la reticenza di Villa.
- Strano che l'anomalia non risulti nelle indagini. - L'hai detto tu.
- Ci vediamo da Villa. - Sì.
Ciao, Mauro.
Ne è passato di tempo.
- Sarà in casa ? - Dubito, la macchina non c'è.
Lena, segnala di fermare un'auto di proprietà di Eriberto Villa.
Sì, un'auto d'epoca bianca. E' urgente, grazie.
Sì, che altro c'è ?
Grazie, grazie. Ciao.
Il pesce sui social ha abboccato, vuole comprare lo Schiele.
- "Il pesce" ? - Ti spiego andando.
(auricolare) Borsa piazzata. Occhi aperti.
Aggiornamenti ?
- Niente da segnalare. - Ricevuto.
Ci siamo, forse qualcosa si muove.
Allora ?
Falso allarme.
- Vi porto qualcos'altro ? - Sì, un altro caffè, per favore.
[VOCIARE INDISTINTO]
[RISATE]
Cazzo.
La borsa è sparita, non so come. Hanno usato il braccialetto.
(in tedesco) Merda !
- Il ragazzo con il cappuccio, viene verso di voi. - Lo prendiamo noi.
Eccolo.
Fermo. Polizia.
- Che succede ? Che ho fatto ? - Dov'è la borsa ?
- Io non c'entro. Mi hanno pagato per consegnarla. - Cazzo !
Portatelo via.
- Il ragazzo non ha la borsa. - Cazzo !
(auricolare) Guardate le uscite. Cerchiamo una borsa nera.
Là.
Sta scappando dal parco. Venite subito.
Letizia.
Ci è voluto un po' per capire il sistema.
Quando abbiamo trovato lo Schiele autentico, tutto è diventato chiaro.
Il conte Reddenstal era in difficoltà
e lei gli ha svuotato la collezione a prezzi di saldo
e ha trovato il modo per guadagnarci di più.
Dopo la perizia sull'originale
truffava il collezionista privato di turno vendendogli la copia falsa.
Lui si fidava della sua esperienza e professionalità.
Così guadagnava due volte dallo stesso dipinto.
Non so di che parlate.
L'account con cui ordinava falsi è di un suo contatto in Croazia.
All'ora del delitto di Reddenstal
la cella che serve la casa del conte ha agganciato il suo numero.
Il conte ha scoperto il trucco e l'ha minacciata ?
Letizia...
Una ragazza innocente è in carcere.
E la colpa è solo sua !
Se fosse stata zitta, non sarebbe successo niente.
Invece lei ha parlato con il conte
e lui è passato in galleria e ha trovato la copia.
Un mio collaboratore l'ha visto frugare nel deposito.
Allora è andata a casa sua.
Io volevo trovare un accordo, ma lui era furioso.
Ha detto che avrebbe convinto la ragazza a testimoniare.
Diceva di volere mostrare a tutti chi fossi veramente.
Non la più grande gallerista di Bolzano, ma un bluff.
Non potevo permetterglielo.
Eva.
Mathilde.
Volevo ringraziarla. E' stata fantastica, davvero.
- Grazie. - Ma figurati.
- Adesso che farai ? - Devo trovarmi un posto dove stare.
Martin non mi perdonerà facilmente.
- Sai già dove ? - Qualcosa troverò.
- Sì, certo. - Sono abituata a cavarmela.
- Poi in caso ho il tuo numero. - Certo.
- Posso darti del tu o chiamarti ? - Devi chiamarmi, mi fa piacere.
Va bene.
- Grazie. - A te. Ciao.
- Salve. Appena hai un attimo... - Sì, arrivo.
Allora ciao.
Ciao.
- E' per il procedimento ? - Sì e per un'altra questione.
La Bauer ha ritirato il rapporto contro di te.
Le è convenuto, dato il tuo apporto alla risoluzione del caso.
Sì, però il merito resta suo, non è da tutti fidarsi.
Per questo sono contenta. Siamo un pool.
Non dobbiamo eleggere la prima della classe.
Invece l'altra notizia ?
[BUSSANO ALLA PORTA]
E' urgente. Hanno trovato il cadavere di Villa
sotto un traliccio della funivia del Renon.
Vai, vai.
Avverti l'ispettore Costa che ci vediamo lì.
E' stato ucciso da un colpo di arma da fuoco alla nuca, un'esecuzione.
- Avete trovato bossoli ? - Sì, li abbiamo repertati.
Bene. Setacciate l'area in cerca di indizi utili.
Sì, certo.
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
- Non sarà molto lontano. - Sì, certo.
Blocchiamo gli accessi a questa strada.
- Fate venire la Scientifica e delimitate l'area. - Eva.
Voglio il medico legale il prima possibile.
- Eva. - Acquisite i video... - Devo parlarti. - Un attimo.
- I video delle telecamere di zona. - Subito.
Eva, ti prego, devo parlarti.
Arrivo.
Paolo, tranquillo, gli stiamo addosso, lo prendiamo.
Diciamo che lo prenderai tu.
Non ho capito.
Mi hanno dato il risultato dei test.
Non ho l'abilitazione.
Da domani non possiamo più lavorare insieme.
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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