All language subtitles for Daniel Deronda.s01e03.sub.ita.subsfactory

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian Download
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

Daniel Deronda s01e03

Traduzione: Bazza, Chegs74, anto*

Revisione: anto*

www.subsfactory.it

Ah, eccovi qui.

- Vi chiedo scusa. - No. Aspettate.

Entrate.

Ci sono alcune questioni da chiarire riguardo alla proprieta'.

Ho chiesto al signor Lush di spiegarvi di cosa si tratta.

- Pensavo la cosa non vi dispiacesse. - Sapete bene invece che mi dispiace.

Ci sono degli affari da sistemare.

Se decido di incaricare Lush per farlo, dovete considerarlo come un dato di fatto.

Non dovete farne una tragedia. Non dovete scuotere la testa e mordervi le labbra.

Ci siamo capiti?

Bene.

Devo uscire ora.

Tornero' in tempo per la cavalcata.

Fatevi trovare pronta.

Ci accomodiamo?

Questo foglio contiene alcune informazioni

sulle ultime volonta' del signor Grandcourt.

Dite quello che dovete dire.

Devo ricordarvi un fatto avvenuto prima del

vostro fidanzamento con il signor Grandcourt.

Avete incontrato una signora il giorno del picnic al tiro con l'arco.

Ricordate?

Il signor Grandcourt ritiene che sia giusto che le sue intenzioni

nei confronti di quella signora vi siano spiegate molto chiaramente.

Forse dovrei spiegarvi gli aspetti piu' materiali.

Nel caso non abbiate un figlio dal vostro matrimonio con il signor Grandcourt,

il bambino che avete visto a Cardell

Chase, si chiama Henleigh,

sara' l'erede del signor Grandcourt.

E' tutto?

Potete dire al signor Grandcourt che le sue disposizioni

corrispondono esattamente ai miei desideri.

Dopo tutti questi secoli di persecuzione, abbiamo diritto ad un nostro stato.

Siamo un popolo. E come tale dobbiamo avere una nostra terra, o non saremo niente.

Ma il senso di appartenenza ad una nazione ormai sta morendo!

Le nazioni stanno rinascendo. Potremmo vivere abbastanza

per vedere un grande scoppio di violenza negli arabi,

che sono ispirati da un nuovo fanatismo.

Tutti noi sogniamo la terra promessa. Ma ora viviamo qui, Mordecai.

Chi vi seguira'? Una manciata di persone?

Una manciata di persone fa un villaggio, due manciate un paese, tre fanno una citta'.

Da qualche parte dovremo pur cominciare.

- Posso parlare? - Certo, signore. Siamo tutti uguali qui.

Voglio dire che non si potrebbe seguire la strada dell'assimilazione?

Ben detto, signore. E' cosi' che parla un liberale inglese.

Come si puo' essere ebrei senza esserne orgogliosi?

Calma Mordecai, stiamo solo dicendo che non dobbiamo aspettarci

di riuscire ad ottenere molto in poco tempo.

La nostra tragedia, e' che non abbiamo abbastanza aspettative.

Non capite che se fingiamo di essere quello che non siamo,

perdiamo una parte della nostra identita'.

Dobbiamo andare fieri di cio' che siamo!

Non capite che se tutto il nostro popolo si unisse,

potremmo diventare una nazione.

Con voce in capitolo sulle altre nazioni del mondo!

Ed accadra'! Potete giurarci!

Pensate che sia solo un illuso?

Non so abbastanza per poterlo dire. C'e' qualcuno che condivide le vostre idee?

Pochi. Piccoli gruppi in Europa, persino in Inghilterra.

C'e' anche chi ha deciso di lasciare tutto per andare a costruire piccoli

insediamenti nella terra di Israele.

Vedete, il nostro popolo non riuscira' mai a compiere il proprio destino

finche' non avra' un proprio stato.

E per farlo, abbiamo bisogno di capi.

Ho sognato di diventare uno di questi capi, Daniel.

Un giorno pieno di speranze ero pronto a salpare per l'Oriente da Trieste.

Stavo per imbarcarmi, ormai sul punto di salpare.

Quando arrivo' un uomo gridando:

"Ezra, Ezra una lettera per voi dall'Inghilterra".

Ezra? Vi chiamate Ezra?

Si'. E' il mio nome. La lettera era di mia madre,

diceva che le avevano portato via la figlia.

La mia sorellina, Dan. Mio padre l'aveva

portata via e lei non sapeva dove.

Quindi naturalmente dovetti tornare indietro e rinunciare

ai miei sogni per aiutare la mia povera mamma.

Ed e' stato l'inizio di questa morte lenta.

Eravamo rovinati, quell'uomo ci aveva

lasciati pieni debiti. Dovemmo cedere tutto.

Lavoravo, facevo due, tre lavori e questo mi rese lo scheletro che vedete.

Ma la cosa peggiore per noi fu non scoprire mai cosa accadde a Mirah.

Continuando a temere sempre il peggio per lei...

Mirah?

- Avete detto Mirah? - S�, si chiamava cosi'.

Pregai per lei la notte in cui mia madre mori'.

E non avete mai scoperto cosa le accadde?

No, mai.

Mirah.

No, no. Non sentitevi in obbligo.

- Sto invadendo la vostra intimita'. - No, vi prego.

Restate.

- Stavate pregando. - Si'.

- Voi non pregate? - No. Quasi mai, a dire il vero.

Sono sicura che c'e' chi puo' vivere anche senza fede.

Lo credevo anch'io.

Ma ora non ne sono piu' cosi' sicuro.

E' una cosa che vi invidio.

Mi invidiate?

Mirah, ho delle notizie per voi.

Caro signor Deronda, vi prego di venire

a trovarmi mercoledi', tra le 5.00 e le 6.00.

Ve ne sarei profondamente grata. Gwendolen Grandcourt.

- Daniel? Stai uscendo? - Si', cosa c'e'?

Sali. Devo dirti una cosa.

Entra e siediti.

Ho notizie di tua madre, Dan. Dopo tutti

questi anni, ha finalmente deciso

che e' arrivato il momento di incontrarti.

A mio figlio, Daniel Deronda.

Il mio caro amico, Sir Hugo, ti avra' sicuramente detto che desidero incontrarti.

Ti prego di recarti all'Hotel Inghilterra di Genova ed aspettarmi li'.

Ti raggiungero' il prima possibile. Contessa Maria Alcharisi.

Mia madre e' una contessa?

Si', e molto di piu'.

Ho sempre pensato che dovesse essere molto povera.

- Perche' mi abbandono'? - Te lo spieghera' lei, Dan.

Dovra' spiegartelo lei.

E mio padre?

Siete voi mio padre?

No.

Forse ho sbagliato, Dan, a fare cio' che ho fatto,

ma non ho avuto altra scelta.

Era il mio vero amore, sai?

Il vero amore non sempre e' la persona che poi si sposa.

Avrei fatto qualsiasi cosa per lei, tutto.

Mi capisci?

Forse mi e' piaciuto un po' troppo tenerti tutto per me.

Ma spero tu mi perdonerai se ti ho causato

qualsiasi dolore che avrebbe potuto essere evitato.

No, non mi avete mai causato alcun dolore.

Per me siete sempre stato il miglior padre al mondo.

E tu sei stato il miglior figlio al mondo.

Non andate al club questo pomeriggio?

E' una noia.

Ma suppongo ci andro' lo stesso.

Non staro' via piu' di un paio d'ore.

Il signor Deronda, signora.

Siete stato molto gentile ad accettare l'invito senza chiedere ragioni.

Ora che siete qui, non so proprio da dove cominciare.

Crederete che sia un'ignorante, ed e' vero.

E quindi che altro posso fare se non chiedere il vostro aiuto?

- Mi dispiace non potervi aiutare. - Non dite cosi', voi siete l'unico...

Volevo solo farvi sapere che ho cercato di diventare una persona migliore.

Essere meno egoista.

Ma non sono riuscita a cambiare nulla. Odio quasi tutti, perfino me stessa.

Se sapeste cosa significa vivere con lui...

Pensate sia una persona totalmente corrotta?

Forse se lui capisse quanto siete infelice...

Naturalmente lui sa quanto sia infelice.

Ne ricava piacere.

- Meritate di meglio. - Davvero?

C'e' chi direbbe che ho avuto proprio quello che mi meritavo.

- Non dovete nemmeno pensarlo. - Cosa posso fare allora?

Vorrei lasciarlo ma se lo facessi resterei sola, senza amici.

No, i vostri veri amici non vi abbandoneranno mai.

Ma so bene com'e' la vita...

la vita di una donna che abbandona il proprio marito.

Non penso di essere abbastanza forte

per farlo, a meno che qualcuno...

Capite?

Voi dovete...

Se sentite che non volete avere piu' nulla a che fare

con me, per favore ditelo e risparmiatemi questa agonia.

Starete al mio fianco?

Mi aiuterete?

Certo che lo faro'.

- Tornerete domani? - Non posso.

Devo partire per Genova subito. Mia madre mi ha mandato a chiamare.

Vostra madre?

Quando tornerete, allora?

Addio.

Addio.

Sei pazza Gwendolen se ti aspetti qualcosa da quel fronte.

Non e' per te. Siamo uguali, tu ed io.

Pensavo l'avessi capito ormai. Ho deciso di prendere una breve vacanza.

La barca e' a Marsiglia pronta per salpare.

Penso sia meglio che ti porti via da Londra per un po'.

C'e' la festa del quattro. Sapete che ho impegnato la signorina Lapidoth.

Annullerai tutto, naturalmente.

Non discuteremo di questo, Gwendolen!

- Gwendolen? - Molto bene.

Va bene. Tutto a posto. Partiremo domani.

A mio figlio, Daniel Deronda.

Il mio caro amico, Sir Hugo, ti avra' sicuramente detto che desidero incontrarti.

Ti prego di recarti all'Hotel Inghilterra di Genova ed aspettarmi li'.

Ti raggiungero' il prima possibile.

Signor Deronda.

Sono pronta per riceverti. Contessa Maria Alcharisi.

Dunque, sei una creatura meravigliosa.

Lo immaginavo. Vieni qui.

Si', sono tua madre.

Di sicuro non puoi sentire alcun affetto per me.

Ho pensato a voi piu' che ed ogni altra persona al mondo.

Non sono come ti aspettavi, vero?

No, pensavo che soffriste.

E speravo di potervi essere di consolazione.

Sto soffrendo.

Pero' non in questo momento.

Non ti ho mandato a chiamare perche' mi consolassi. Vieni, siediti.

Ora,

non sono cosi' sciocca da pensare che

tu possa amare una madre che ti ha abbandonato.

Ma ho scelto qualcosa di meglio per te che stare con me.

Non ti ho privato di nulla che valesse la pena avere.

Il vostro amore. Non ne valeva la pena?

Non avevo molto amore da darti.

Non volevo essere ostacolata da altre esistenze.

Ero una cantate. Una grande cantante. Un'artista, capisci?

Non volevo avere un figlio. Fui obbligata a sposarmi con tuo padre.

Forzata dai desideri e dagli ordini di mio padre.

Ma si rivelo' la maniera migliore per ottenere un po' di liberta'.

Potevo dominare mio marito, ma non mio padre, capisci?

E avevo il diritto di essere libera. Avevo

diritto di vivere la vita che avevo dentro.

Abbiamo tutti questo diritto.

E volevo tenerti lontano dal vincolo che

odiavo di piu', se ci riuscivo.

Cosa avrebbe potuto fare di meglio una madre amorevole?

Ti ho liberato dal vincolo di essere nato ebreo.

E sono un ebreo?

Mio padre era ebreo?

- E voi siete ebrea? - Si'.

Ne sono felice.

Perche' dici che ne sei felice?

Sei un gentiluomo inglese, mi sono assicurata di questo.

Come avete potuto decidere il mio destino per me?

Ho scelto per te quello che avrei scelto per me.

Come potevo sapere che avresti amato cio' che io odiavo?

- Perdonate. Non state bene. - Passera'.

Madre...

fatevi consolare.

Non posso starvi vicino piu' spesso per confortarvi?

No, non e' possibile.

Sono stanca ora.

Verrai a trovarmi domani?

Non mi odi troppo?

Suppongo che questa sia tutta opera vostra.

Non so a cosa vi riferite.

Per questo avete voluto fermarvi al porto di Genova.

Sapevate che Deronda sarebbe stato qui.

E se cosi' fosse?

Ho pensato che potremmo fare una breve gita in barca di un paio di giorni.

Un'imbarcazione che sappia condurre da solo con te al timone.

- Per passare un po' di tempo. - Preferirei di no, se non vi dispiace.

Gwendolen,

cerchiamo di capirci.

So molto bene cosa significano queste sciocchezze.

Che sciocchezze? Non so di cosa state parlando?

Se pensi che ti permettero' di prenderti

gioco di me, togliti dalla testa questa idea.

Andiamo, allora.

Oh, i motivi delle nostre azioni. Si pensa che ogni donna sia uguale.

Saro' un mostro, ma mai ho provato

quello che avrei dovuto provare.

Pero' rinunciare a vostro figlio, rinunciare alla vostra famiglia...

Non lo capisci, non sei una donna.

Non potrai mai capire cosa voglia dire avere la forza del genio

di un uomo e patire la schiavitu' di essere una donna.

Serviamo solo come figlia, sposa, madre.

Qualcosa di utile agli uomini.

Tuo padre era diverso. Tutto amore e affetto.

Mori' quando tu eri molto piccolo.

Io stavo raggiungendo il massimo della mia fama allora.

Il nome Maria Alcharisi era pronunciato ovunque, Europa, America.

Quando mori' tuo padre decisi che non avrei avuto legami se non

quelli dai quali avrei potuto facilmente staccarmi.

Naturalmente ero corteggiata da molti uomini.

Sir Hugo era uno di quelli che voleva sposarmi. Era innamorato pazzo di me.

Un giorno gli chiesi: "C'e' un uomo al mondo capace di fare una cosa per amor mio,

senza voler niente in cambio?"

Mi disse: "Di cosa avete bisogno?"

Gli risposi: "Che prendiate mio figlio e lo cresciate come un inglese."

E che non venga mai a sapere nulla dei suoi genitori.

Tu avevi due anni ed eri seduto ai suoi piedi.

Naturalmente lui ti adorava.

Questo e' quello che ho fatto e non me ne vergogno.

- Fu per il tuo bene. - Lo fu davvero?

Lo fu veramente? Allora perche' avete rotto il silenzio ora?

Credo che sia la malattia e pensare a cosa succedera'.

Cosa ne so della vita... e della morte?

E quello che mio padre chiamava "giusto", forse e' quello a cui mi aggrappo ora,

non posso andarmene verso l'oscurita' senza aver soddisfatto mio padre.

Ne' avrei potuto

farlo senza averti rivisto.

Allora, cosa farai ora. Lo stesso che fece tuo nonno?

No.

Voglio identificarmi con la nostra gente

e trovare un compito nel quale metterci tutta l'anima.

Lo so.

Sei innamorato dell'ebrea, vero?

- Anche se cosi' fosse, non c'entra nulla. - Io lo so meglio di tutti.

Si', sei innamorato, naturalmente.

Lei ti attrae come tuo padre era attratto da me.

E' bella?

Si'.

E' una cantante come voi.

Chissa' come sarebbe andata ti avessi tenuto con me.

Immagino tu avresti rivolto il tuo cuore alle

antiche tradizioni, contro di me, e avremmo litigato.

Io penso che il mio affetto sarebbe durato anche durante i nostri litigi.

Forse. Io non sono una donna affettuosa, Daniel.

Amare e' un talento. E io non lo possiedo.

So molto bene cosa fa l'amore agli uomini e alle donne. Li sottomette.

Non ho mai voluto sottomettermi ad un uomo.

Gli uomini si sono sottomessi a me.

Sto morendo, Daniel. Non ci vedremo piu'.

Se potessi vivere una seconda volta, farei le stesse cose.

Puoi perdonarmi?

Cosa succede?

L'inglese, signore, laggiu' affogato.

No, no, e' una signora.

C'est la madame englaise. Elle est morte.

Gwendolen?

Per favore! Fatemi passare!

Conosco questa donna. Portatela all'hotel laggiu'.

Come sta?

Non e' ferita ma e' sotto choc e sconvolta.

- Lei e' il signor Deronda? - Si'.

Per favore, entrate. Vi vuole vedere.

Siete venuto.

E' fatta. E' morto.

Per favore, dovete riposare.

Cosa sapete?

Assolutamente niente, a parte il fatto che e' stato un incidente in barca.

Non sapevo nemmeno che foste a Genova.

Un incidente in barca?

- E' quello che dicono? - Si', che altro?

Se vi racconto cosa e' successo,

non mi direte che dovro' dirlo a tutti?

Che dovro' essere punita?

Non potrei farlo. Non potrei sopportarlo.

Non voglio che mia madre lo venisse a sapere.

Sapere cosa?

Se vi dicessi che sono colpevole, che sono un'assassina, mi abbandonereste?

Ma e' stato un incidente.

Per favore, permettetemi di raccontarvi.

Il suo viso, Daniel...

Il suo viso morto.

Quando ero piccola sognavo di navigare

lontano dalla gente che non mi piaceva.

E ora mi stava succedendo il contrario.

Prendetelo.

Ero intrappolata su un barca con lui.

E questo era quello che era diventata la mia vita.

Credo che fumero' un sigaro. Non ti dara' fastidio.

Iniziai a pregare che morisse. Immaginavo cose impossibili.

Avevo paura che affogassimo insieme.

Avevo paura di morire.

Gwendolen!

Gwendolen! Aiutami!

Lanciami la corda!

Ecco quello che e' successo.

Il suo viso, Daniel. Il suo viso morto.

Visto che sapeva nuotare, potrebbe essere stato un crampo.

- Avrei potuto salvarlo. - Avete esitato, tutto qui.

Non e' un assassinio.

E non mi costringerete a dirlo a nessun altro?

No, non c'e' torto che possa essere riparato in questo modo.

- E non mi odierete per quello che ho fatto? - No, non posso odiarvi.

- E non mi abbandonerete? - No.

Volevo dirvelo, volevo che mi

conosceste nel profondo. Come nessun altro.

Avete letto il giornale?

Mallinger Grandcourt e' morto. Affogato.

Un incidente in barca a Genova.

Oh, e' terribile.

Dubito si sentira' molto la sua mancanza.

Certamente non la sentiranno Dan o la sua duchessa.

Sono liberi di sposarsi ora.

- Che succede? - Come potete parlare cosi'?

In maniera cosi' leggera. Il povero uomo e' morto.

Chi siete voi per sapere come si sente la gente?

- Daniel. Mirah se n'e' andata. - Andata?

- Cosa volete dire? Dov'e' andata? - Non lo sappiamo.

Benvenuto, Dan.

Ha detto che non poteva sopportare di vedere Hans

che soffriva le pene d'amore senza poterlo ricambiare.

Credo fosse sconvolta anche per qualcos'altro.

Cosa?

Penso lo sappiate, Dan.

Credo di sapere dove posso trovarla.

Mi evitate, Dan?

Dan, ho cercato di non pensare a Mirah fumando tre pipe d'oppio.

Non funziona.

- Mi dispiace, Hans - S�, credo tu debba essere dispiaciuto.

Non ho pensato a nessun altro se non a Mirah fin dal primo giorno in cui l'ho conosciuta.

Mi sono convertito volentieri per lei.

Ma non e' servito. E a voi come va?

Avete la vostra duchessa.

Hans, non capite...

Oh, s�. Vi ho visto con lei.

E vi ho visto con Mirah. Ci avete ingannati tutti.

Hans, e' ridicolo.

Ne ho abbastanza di giocare, Dan.

Non ho intenzione di dirvi quello che sembra non sappiate.

Cosa?

Che Mirah e' gelosa della duchessa.

Perche' credete sia cosi'?

Perche' e' innamorata di voi.

Signor Deronda, signore. Mi stavo proprio domandando

come fare per trovarvi e dove eravate.

Come sapevate che dovevate venire?

Non capisco. Sono appena tornato dall'Italia e

pensavo di trovare la signorina Lapidoth qui.

Non lo sapete? Mordecai e' molto malato, signore.

Mordecai.

Sono venuto a dirvi che avevate ragione.

Mi conoscevate meglio di quanto io conoscessi me stesso.

Sono un ebreo. Siamo della stessa razza.

Lo sapevo.

Non siate triste, sono felice di morire.

Ora ne' la vita ne' la morte ci separeranno.

E voi farete quello che ho sempre sognato di fare.

E' cosi' difficile, Daniel.

Desideravo solo ritrovarlo ed ora e'...

Mirah, fatemi condividere questa pena.

Fatemi condividere tutte le vostre pene.

E tutte le vostre gioie.

Posso parlare liberamente adesso.

Finalmente ora so chi sono.

Vi amo, Mirah.

Ditemi... ditemi che accettate di diventare mia moglie.

Ditelo ora.

Lo dite sul serio? Sinceramente?

Volete proprio me?

Ho passato la vita nel dubbio e nella confusione.

Ma ora ho capito che era sempre

la vostra voce quella cho sentivo.

Riuscirete ad amarmi, Mirah?

Sir Hugo ha detto di riferirvi che e' in biblioteca, signore.

Grazie.

- Allora, ora conosci tua madre. - S�.

Come stava? Come ti e' sembrata?

Mi ha detto che sta morendo.

Pero' allo stesso tempo sembrava molto piu' viva e piu' prepotentemente

presente di qualsiasi altra persona che abbia conosciuto.

S�.

E' cosi' che mi e' sempre sembrata.

Brutta storia, l'incidente. A stento riuscivo a crederci.

Non ero molto affezionato a Grandcourt, ma non

da arrivare ad augurargli una fine come questa.

No.

Suppongo quindi che questo ti apra le porte con

la signora Grandcourt, se ti interessa averla.

No. Ho chiesto in moglie la signorina Lapidoth.

Cosa diavolo hai fatto?

E' una specie di risposta perversa a quello che hai saputo da tua madre?

No, signore. E' qualcosa che sta crescendo in me da un po' di tempo.

Ma quello che ho saputo da mia madre mi ha

confermato non solo quello che sono, un ebreo...

ma anche l'orgoglio di essere un ebreo, sino a sapere cosa fare della mia vita.

Darmi da fare per la mia gente,

nel miglior modo possibile.

No...

- tutti i miei sforzi sono stati inutili. - No.

Voi mi avete cresciuto ed educato al meglio per la mia nuova vita.

Voi stesso mi avete detto che volevate che

mirassi alto, che dentro di me c'era la stoffa del capo.

Ed ora credo potro' essere quel capo.

Almeno voglio provarci.

E per questo compito vorrei avere la vostra benedizione.

Ed anche per il mio matrimonio.

Non posso far finta di essere felice di questo, Daniel.

Signor Deronda, signore.

Gliel'ho detto...

Oh, Daniel.

E' morto.

Volevo vedervi

per sapere se state bene e vi state riprendendo.

Sto meglio, si'.

E i problemi materiali adesso? Avete bisogno di qualcosa?

No, mio marito mi ha lasciato uno piccola rendita.

Abbastanza per mantenermi qui, a Offendene.

Non desidero nient'altro.

Sto cercando di essere una figlia migliore, una sorella migliore.

Avevate ragione. Aiuta veramente mettere gli altri prima di se stessi.

Una cosa totalmente nuova per me.

Anche la mia vita e' cambiata. Completamente cambiata.

Ho trovato la mia vera famiglia.

Sono un ebreo.

Ma cosa cambia questo tra me e voi?

Vi devo dire che mi sposero' con la signorina Lapidoth.

Spero siate molto felice.

- Piu' felice di quello che sono stata io. - Grazie.

Ho sempre pensato di essere la migliore delle giocatrici.

Ora sembra che abbia perso su tutti i fronti.

Allora che farete ora della vostra vita?

Voglio viaggiare verso l'Oriente e scoprire

piu' cose della mia gente e capire se posso aiutarli.

Allora saro' abbandonata. L'ho detto che

sarebbe successo e cosi' e' stato.

Sapete? Per tutta la mia vita ho creduto che il mondo

girasse intorno alle mie speranze e ai miei desideri.

Ora so che il mondo va avanti senza di me,

e che le mie speranze e i miei desideri non significano nulla.

- No, non dite questo. - Non temete.

Voglio vivere. Sono giovane dopotutto e non cosi' male.

Saro' migliore perche' vi ho conosciuto.

Andate ora.

Caro Daniel, non pensatemi con tristezza dovunque andiate.

Dovete vivere la vostra vita e io devo vivere la mia.

Ricordero' le vostre parole. Una per una.

Ricordero' cosa pensavate di me,

che dopotutto valgo qualcosa.

Voi mi conoscete piu' a fondo e vi siete preoccupato per me piu' di chiunque altro.

Ed io pensavo solo a me stessa. E vi ho causato dolore.

Non dovete piu' soffrire per me.

Va meglio, andra' sempre meglio per

me perche' vi ho conosciuto.

Gwendolen Grandcourt.

www.subsfactory.it

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.